Nuovo Masada

maggio 23, 2018

MASADA n° 1926 23-5-2018 CURRICULI’ CURRICULA’

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:17 pm

MASADA n° 1926 23-5-2018 CURRICULI’ CURRICULA’
Blog di Viviana Vivarelli

E’ successa una cosa orrida. Come Giuseppe Conte è stato scelto come Capo del futuro Governo, è scattata a una voce la reazione rabbiosa e diffamatoria di tutti i media italiani, i quali, non sapendo a cosa attaccarsi, hanno trovato imprecisioni e inesistenti falsità nel suo curriculum circa i periodi in cui questo dichiarava dei mesi di soggiorno presso alcune università straniere per approfondire la sua preparazione giuridica e le lingue. Altre accuse sono state fatte a Conte in ordine a un processo di cui era stato avvocato: la famiglia di una paziente nel caso Stamina.
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Viviana
Berlusconi dove ce l’aveva scritto il curriculum? Nei pizzini?
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Liviana
Con piacere scopro che tutti i giornalisti tv e stampa adesso sono testimoni viventi della nostra Costituzione… ORA ! Mentre abbiamo passato 5 anni in cui tutti (per primo Renzi) l’hanno umiliata e calpestata !
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Tiziana
Però questo ContePremier
Non ha nemmeno un avviso di garanzia nel suo Curriculum
ECheCacchio
NonVaBene
Noi italiani siamo abituati a ben altri meriti.
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Rocco
Ricordo che Giuseppe Conte era stato presentato da Luigi Di Maio in campagna elettorale come futuro ministro dei cinque stelle per la Pubblica Amministrazione…Quindi votato da 11 Milioni di Cittadini..(giusto per ricordare a tutti quelli che dicono che si tratta di un nominato).
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Commentatore libero
Vediamo se riusciamo a cominciare la terza Repubblica col primo premier al mondo bruciato con una fakenews dei giornalisti.
Va bene tutto, ma la dittatura dei servi no.

ANNA
La balla di Stamina su Conte è stata smentita poco fa in diretta ad un giorno da pecora dallo stesso Vannoni il quale afferma di non aver mai conosciuto il prof. Conte.
La macchina del fango gira a vuoto.
Mettetevi tutti l’anima in pace!
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Me lo immagino il curriculum di Renzi:
-ha fatto il boy scout,
-è stato alla Ruota della fortuna,
-ha lavorato 11 giorni (undici) nell’azienda di famiglia,
-ha avuto i fondi da Verdini e i consigli da Berlusconi,
-ha amici nella P2 e nella Compagnia delle Opere
-E’ stato indottrinato da Michael Leeden, mente strategica della Guerra Fredda di Reagan, ideologo degli squadroni della morte in Nicaragua, consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione, una delle intelligenze nella guerra al terrore promossa da Bush, teorico della guerra all’Iraq e della potenziale guerra all’Iran, uno dei consulenti del ministero degli Esteri israeliano. Che ci è andato a fare da Renzi?
Amici e protettori di Renzi: Potenti
Competenze: zero.
Faccia tosta: mille.
Tasso di delinquenza famigliare: alto.
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Rossano Mostacchi
Un Paese dove un’intera classe politica (tranne poche eccezioni) ha così pochi argomenti da passare giornate a twittare su un cinecurriculum dopo averne fatte di cotte e di crude per 30 anni (tra lauree false, tesi copiate, babbi legati alla P2, banche di famiglia, bunga bunga) non è alla frutta è morto
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Boniz
Un mio cliente tedesco mi ha chiesto serissimo se è tutto ok in Italia, ché da loro si dice sia in atto la rivoluzione, democrazia a rischio, questione di ore. Gli ho risposto che sono barricato in casa mentre un gruppo di populisti sta cercando di sfondare la porta di casa mia
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Io se fossi in Conte eliminerei l’intero curriculum e scriverei soltanto: “Sono stato alla Ruota della Fortuna: esticazzi?”
LVIX1
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Se la stessa attenzione dedicata al curriculum di Conte l’avessero dedicata a leggere le sentenze di condanna e quella della trattativa stato-mafia Berlusconi non arrivava manco al 2%
sempreciro
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Capogruppo PPE all’Europarlamento Weber: “Lega e M5S giocano col fuoco”. Preferivano quello che giocava con le minorenni.
BRADYPUSS
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Ogni mattina Mattarella si sveglia e sa che deve ricevere i capipartito. Ogni mattina i capipartito si svegliano e sanno che devono andare da Mattarella. Non importa che tu sia Mattarella o capopartito, tanto tu sei Mario e devi andare a lavorare.
mic_tod
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Cristina Corradini
Non mi risulta che Conte abbia padre e madre indagati per fatture false, probabilmente ha pure conseguito una laurea, magari senza copiare la tesi, è incensurato e non appartiene al Bilderberg! Siamo sicuri che possa fare il premier?
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In Val d’Aosta Berlusconi prometteva sfracelli
Rosanna D’ambrosio: Ha ragione..si è sfracellato
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Simone Sellani
Della serie “per partito preso” : Il M5S avrebbe anche potuto presentare Gesù Cristo in persona come presidente del Consiglio, la stampa asservita avrebbe scritto “Questo ha le mani bucate”. Vergognatevi, pennivendoli !
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Mentana ha confessato che nessuno dei giornalisti che lui conosce vota M5S. E ha anche la faccia di dirlo? E la chiamano democrazia!! E poi parlano di par condicio????!!!!
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Pare che la scelta sia caduta su Conte dopo che Fassino ha detto: “Conte se vuol fare politica si faccia eleggere e diventi Presidente del Consiglio”.
giulysua
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Francamente non vedo nessun peccato capitale nel curriculum di Conte. Non ha spacciato titoli falsi. Ha detto di aver frequentato alcune università per perfezionarsi e può averlo fatto come uditore o parlando con altri docenti o facendo ricerche negli archivi. Ci ha impiegato le sue vacanze. Che male c’è in questo? Non so se era una cosa da mettere nel curriculum, ma certo non era qualcosa si cui fare tanto scandalo, almeno non lo sarebbe stato da parte di una stampa seria e non ferocemente falsa e diffamatoria.
Viviana
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Valter Rimini
L’Italia è quel paese dove il Capo dello Stato riceve alle consultazioni un condannato per frode fiscale, indagato per stragi di mafia, che secondo le sentenze ha pagato la mafia, e fa storie per un Uomo rispettabile come Conte

Claudia
Mai letto un tweet sul Curriculum del bomba…l’unico dipendente assunto dal padre undici giorno prima di entrare in provincia.
Siete dei disperati, ecco cosa siete.
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Oreste
I NOMI ahhh. I NOMI non i PROGRAMMI!
Ahhh…i nomi cari pennivendoli…Ma avete detto qualcosa su B quando aveva contatti con la mafia? Avete detto qualcosa per Dell’Utri, per Mangano, per Cuffaro?
Abbiamo dovuto aspettare nove prescrizioni, dieci verdetti comprati ed è ancora inquisito, abbiamo scomodato 360 parlamentari per dire che Rubi era la nipote di Mubarak.
Abbiamo avuto ministri non eletti (Monti) e presidenti del Consiglio nominati (Monti-Letta-Renzi- Gentiloni). Abbiamo avuto personaggi strani e fasulli che dichiaravano il falso (Alfano-Verdini) indagati e condannati che hanno fatto pure leggi ed accordi economici con lobby e…. NON AVETE DETTO NULLA!
Ora invece fate i CANI da GUARDIA SUL NULLA!
Siete la vergogna dell’Italia !
Spero tanto che vi tolgano i “viveri”, godrei come un riccio, e brinderò orgoglioso di far parte di quei cittadini che vogliono cambiare questo paese che avete ridotto ad un a montagna di m***a!

LE ISTITUZIONI QUANDO ESISTONO
Bruno p. Napoli
Ben venga il setaccio ai raggi X dei curriculum e delle figure professionali che dovrebbero guidare il futuro governo ma che tale metodo sia universale e duraturo per tutte quelle figure di responsabilità per chi rappresenta ed amministra le comunità.
Nel momento in cui il M5S si avvicina alla guida del paese scattano allarmi nazionali ed internazionali, si apre un vera e propria caccia alle notizia e si scava nella vita di ognuno per cercare quell’ago nel pagliaio in grado di mettere in discussione la complessa ma probabilmente efficace composizione governativa costruita dalla Lega e dal M5S.
Come sempre lo scoop non è uno scoop quando si tratta delle faccende del M5S ma salta subito agli occhi la differenza di giudizio dai parte dei media nazionali e stranieri esaltando concetti che risultano persino banali, insomma tanto rumore ancora per cercare di arrestare ciò che comunque non si fermerà.
C’è chi sostiene che è il PDR a dover scegliere il Presidente del Consiglio e come fa se deve rispettare il mandato popolare? Scusate, ma nel passato non sono stati sempre i partiti ad indicare il nome del premier mica il PDR lo tira fuori da un cilindro!
Come mai non è stata scandagliata la vita di Monti o peggio ancora quella di Renzi, un perfetto sconosciuto con un semplice curriculum di sindaco, eppure acclamato in pompa magna da Napolitano, dall’Europa e da tutti i media internazionali mentre balbetta “shish” a raffica in mondovisione?
Nella percezione popolare o populista che sia, comunque, Monti per non parlare di Renzi hanno fatto danni ingenti al paese ma nessuna istituzione internazionale lo ammetterà preferendo accanirsi contro la nascita di un governo del tutto legittimo agitando persino lo spettro dei mercati ancor prima che si insedi.
Qualsiasi linguaggio si usi, è conclamata l’inaffidabilità di giudizio di determinati organismi internazionali il cui unico scopo evidente è solo quello di minare la democrazia dei paesi.
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Luciano l. Roma
Se vincevano Renzi e Berlusconi (uno condannato in via definitiva l’altro coinvolto in vari scandali Consip e Banche) e facevano il grande inciucio (già programmato dal Pd e Forza Italia con il Rosatellum), sicuramente non facevano tutte queste storie. Il condannato e il bugiardo di Rignano sarebbero andati bene. Mentre un uomo pulito e trasparente come Conte per loro è il male assoluto.
Fanno ridere ma nello stesso tempo sono pericolosi. Qualunque persona metti, se è onesto non gli piace, come hanno fatto con una persona mite e democratica come Rodotà, non l’hanno voluto come Presidente della Repubblica perché persona imparziale e onesta. Adesso ci riprovano.
Dio li rende sordi e ciechi, ormai hanno perso la via maestra, brancolano nel buio, non vedono e non sentono, si comportano sempre di più contro la Costituzione e il popolo sovrano, ma se continuano così la valanga li travolgerà.
Gli do un piccolo consiglio: state attenti! Le vostre colpe ricadranno su di voi ! Con i vostri comportamenti danneggiate l’Italia e mettete in pericolo la democrazia.
Ma ormai ho dei dubbi: viviamo ancora in un paese democratico?
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Massimo d’Antoni
Su Conte suggerirei di farla finita, ‘ché qui si sta sfiorando il ridicolo. Parliamo di un prof ordinario di un’ottima università italiana. Che sia stato a NYU in vacanza o perché ufficialmente invitato non aggiunge né toglie proprio nulla al suo profilo accademico
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Caso Conte, il professore di Harvard Francesco Erspamer interviene in difesa del premier indicato da M5S e Lega
Ersparmer in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook definisce la notizia messa in evidenza da Repubblica del CV di Conte “pompato” un “attacco del gruppo del miliardario renziano De Benedetti”.
“A una buona parte degli italiani – osserva – piace venire disinformata – una volta si affidava ai preti, adesso ai giornalisti. Oggi come in passato, buona parte dei cittadini non verifica, non ragiona, non legge i testi, neanche quelli sacri figuriamoci gli articoli, e si accontenta dei titoli e sottotitoli o dei riassunti tendenziosi proposti nelle prediche”.
Poi la critica a Repubblica:
“Lo accusano di avere millantato studi accademici a New York University, come se con una carriera come la sua ne avesse bisogno. E per comprovarlo pubblicano un curriculum di 5 anni fa, 28 pagine molto fitte che nessuno leggerà”.
Il docente riprende una frase del pezzo del quotidiano di De Benedetti in cui si legge che “dall’anno 2008 all’anno 2012 Conte ha soggiornato, ogni estate e per periodi non inferiori a un mese, presso la New York University, per perfezionare e aggiornare i suoi studi”. “E allora? Con molta chiarezza si parla di ‘soggiorno’ (non del master menzionato dagli spacciatori di gossip): a Harvard concediamo spesso a dottorandi e studiosi stranieri la possibilità di accedere alle biblioteche e di partecipare ai pochi eventi che hanno luogo durante la pausa estiva. Ovviamente non vengono registrati ma mi pare giusto che chi le sue vacanze le passi, invece che in spiaggia alle Maldive o a Capalbio, facendo ricerca in una prestigiosa istituzione, poi menzioni la cosa nel suo curriculum. Cosa ben diversa rispetto alla piddina Valeria Fedeli, ministro dell’istruzione nel governo Gentiloni, che vantò un ‘diploma di laurea’ mai conseguito”.

Viviana Vivarelli
Come ha detto Mentana “Non conosco un giornalista che voti M5S”, in realtà mente perché ne conosce, basterebbero Paragone, Travaglio, Carelli, Scaglione, Massimo Fini, Franco Bechis, Telese…
Sta di fatto che oggi tutti i giornali vergognosamente hanno un primo paginone di sfottò a Conte, in una diffamazione schierata e truculenta come non si era vista mai né contro il delinquente Berlusconi né contro il ballista Renzi né contro l’ammanicato di mafia Napolitano, una cosa demenziale e spregevole che sputtana in modo vergognoso tutti i media italiani.
Ormai la battaglia politica si vuole vincerla con la gogna mediatica al di fuori di qualsiasi senso di realtà.
Che Conte abbia abbellito un po’ il suo curriculum non è così grave, del resto non ha bluffato titoli inesistenti, ha solo detto di essere stato in alcune università per perfezionare le sue conoscenze, cosa che può aver fatto benissimo in molti modi non certificabili, come corsi di lingue, contatti con altri docenti, audizioni di lezioni ecc., per cui manca proprio l’oggetto della beffa, ma è chiaro che si sta ingigantendo il niente col solo intento di atterrare pur senz’armi un governo. Non si vede dove stia la gravità delle accuse o dove sia il dolo o la colpa, nulla in confronto a passati leader che si sono venduti a poteri neri o alla finanza o hanno avuto contatti con società segrete dichiarate criminali o hanno brigato con servizi segreti di potenze straniere per delitti internazionali o sono sospettati di aver fatto concessioni alla mafia. L’inconsistenza delle accuse è senza pari rispetto all’enormità dell’attacco. Ormai chiunque si ponga dalla parte del M5S deve prepararsi a un agguato mediatico senza precedenti la cui cattiveria sovrasta ogni possibile valore e utilità per il Paese. La guerra politica non si fa più con i fatti guardando al bene comune ma con la diffamazione più inverosimile e triviale cercando solo una sopravvivenza impossibile per partiti e poteri che ormai sono arrivati alla fine della corsa, lo sanno e scalciano come il cavallo morente.
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bruga46
Esiste una sorta di boicottaggio nei confronti di nuovi anche perché i nominativi proposti sono puliti. Allora si va a cercare che quando il professore era piccolo avrà preso una caramella sul tavolo senza dirlo o perché era avvocato della ragazzina delle staminali, ma di Schifani avvocato della camorra o di un Renzi figlio di un truffatore con amici nella P2 allora cosa si dovrebbe dire?
Questa è gentaglia che non vuole morire.
Immaginate cosa accadrebbe di loro se si arginasse la corruzione che costa circa 60 miliardi di ruberie occulte, il furto di 200 miliardi di evasioni fiscali o se si azzerassero i costi della politica fra compensi e vitalizi non dovuti, stipendi e pensioni d’oro, ragazzi, in meno di un anno con questi soldi recuperati lo Stato va in attivo altro che azzerare debito pubblico! Altro che manovrine ……operazioni spocchiose per le allodole che ci credono!
Mi sono fatto una ragione di vivere un mondo dove si va avanti per inerzia facendo il callo alle prese per i fondelli delle classi politiche in tutti i sensi .Una realtà quotidiana facile per le classi privilegiate, irta di ostacoli e barriere per la maggioranza di chi onestamente lavora.
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E Renzi allora? Eraser
Fermo restando che riguardo il Curriculum personale sarebbe il caso di adottare il principio di massima trasparenza, non mi pare che Repubblica si sia mai posto il problema a proposito dei PdC precedenti, specie se espressione del PD. Uno in particolare me ne viene in mente: italiano men che maccheronico, livello di inglese da seconda elementare, mai lavorato in vita sua, esordio sulla scena politica nazionale nella villa di Arcore con Berlusconi, genitori indagati in mezza Italia e già rinviati a giudizio in qualche contesto, referenze esclusivamente in seno alla massoneria toscana, “manine” e “manone” dappertutto.
Insomma, per Repubblica basta essere del PD e dunque prono e servo dei più infimi e loschi poteri italici per avere tutti i requisiti giusti….

Anna Mingardi
Quello che sta succedendo in questi giorni è semplicemente vergognoso. Si sono scatenati i giornalai al servizio del sig.B: con macchiette e frasi offensive. Ma è permesso alla stampa offendere in questo modo le persone? Ma non esiste un ordine dei giornalisti che controlla? Stanno dimostrando tutta la paura che hanno del governo a 5 stelle e può anche darsi che con tante complicità riescano ad impedirlo. Savona, qualche decennio fa era contro l’euro? Aveva perfettamente ragione perché l’euro ha portato l’Italia alla rovina.
Come mai tanti stati sono entrati in Europa mantenendo la loro moneta e l’Italia invece ha dovuto subire per la manifesta incapacità dei propri governanti? Nessuno, l nuovo governo, parla di uscire dall’euro ma se Savona ha un piano B VA BENISSIMO, non si sa mai. Al prof. Conte stanno facendo le pulci, inventandosi le cose più assurde: ma che razza di paese è questo? E poi parliamo di mafia, ma questa cosa è ?
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Franco Stagi
Mi sorgono dei dubbi su quanto servano le elezioni in Italia. Abbiamo avuto per cinque anni governi di non eletti, tecnici e politici, e non è mai stato fatto tanto scalpore quanto per criticare un tentativo di governo (avvallato dal Presidente della Repubblica) tra due partiti che insieme hanno la maggioranza nei due rami del parlamento.
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Il PD, con quale faccia, attacca il professore accusandolo di aver difeso una famiglia sul caso Stamina. E allora? Il professore è avvocato ed ha il diritto di difendere qualsiasi cliente, anche un assassino. Cosa si dovrebbe dire allora degli avvocati Coppi, Ghedini, Sammarco ed altri specialisti che da anni sottraggono Silvio Berlusconi dalle grinfie della Giustizia? Fanno il loro lavoro. Renato Schifani, difensore dei fratelli Graviano, diventò addirittura presidente del Senato. Sono certo che tutto svaporerà in un paio di giorni.
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Francesco
I media VERGOGNOSI iniziano a spalare letame a piene mani su una persona stimatissima e integerrima mentre chiaramente che Berlusconi abbia pagato la mafia è un dettaglietto e alla fine è una brava persona dai…
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Cesare Sacchetti
Padellaro a Ottoemezzo: “C’è un forte imbarazzo del Quirinale a nominare un tecnico premier che non è stato eletto in Parlamento.” Strano. Come mai questo “imbarazzo” non si è manifestato quando sono diventati premier Renzi e Monti, non eletti in Parlamento?

Donato Cappiello
Vedo tanta gente preoccupata per un governo che tra l’ altro non è ancora nato e non è stato messo alla prova. Dove eravate quando il genio della Bocconi aiutava il Monte dei Paschi di Siena non accorgendosi che stava elargendo derivati e non titoli di stato? Come mai non eravate preoccupati quando Letta e Renzi aumentavano il debito pubblico (facendo debiti) giocandosi la pensione che i vostri figli non vedranno mai? Misteri della fede…
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Travaglio: “Penso che un premier debba essere valutato sulle cose che fa per cui questo attacco preventivo a uno che non è ancora premier mi sembra un segnale pessimo che offende chi lo fa. Sento attacchi stravaganti come se fosse la prima volta che si fa premier una persona non eletta. La cosa grave è che vanno avanti governi che fanno l’opposto dei programmi che hanno promesso di fare.”
Anche Mieli dice che in ogni Paese diventa premier il capo del governo di maggioranza relativa come è avvenuto in Germania ma avvalora le dichiarazioni di 4 università di non conoscerlo.
Travaglio dice che aspetterà chiarimenti da Conte, sperando di non scoprire anche che non si sia inventata una laurea come le Fedeli o non abbia copiato una tesi come la Madia, cose che a queste due sono state perdonate.
Travaglio: “Sicuramente questo governo non avrà l’accoglienza degli altri. Se avessimo avuto altrettanti cani da guardia prima non saremmo nelle attuali condizioni. Comunque aspettiamo che facciano qualcosa. Si attacca Conte perché privo di esperienza politica, ma questo vale per Prodi come Dini come Berlusconi come Ciampi come chiunque sia stato premier.
Mieli dice che la vera questione è Paolo Savona, proposto come Ministro dell’Economia, figura molto istituzionale e molto nota, economista ottantaduenne, ex direttore di Banca d’Italia e di Confindustria, ministro in vari ministeri, per es. nel governo Ciampi, uomo forte che sa il fatto suo e oggi noto per la sua avversione alla Germania e per essere contro l’euro, cose che piacciono molto a Salvini ma ovviamente non a Mattarella né all’Ue. Travaglio dice che è da scartare per una telefonata in cui parla di Dell’Utri, Impregilo e il ponte sullo stretto ma Mattarella non lo rifiuta per una questione morale ma perché da vari anni è diventato un euroscettico radicale. Si dice Conte per dire Savona. E si attacca Conte per rifiutare Savona.
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Opus mei
Il programma può non essere redatto dal Capo del Governo, tuttavia è vero che egli dirige la politica del Governo e non ci dovrebbero essere dubbi che quel programma lo condivida pienamente.
Ma è anche, ed ancor di più, vero che, se non può essere “eterodiretto” dai partiti ancor meno può essere eterodiretto dalle convinzioni (dubbi, timori ecc.) del Presidente della Repubblica!!!
NULLA nella Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica la facoltà di mettere il becco nel PROGRAMMA.
E se non può contestare il programma (ipotizzato o attuato), allora si fa pure fatica a riconoscere al Presidente della Repubblica la facoltà di contestare i ministri sulla base dell’ipotizzato programma.
Con quali motivazioni, infatti, potrebbe contestare un Savona (un nome a caso …)? Non può farlo per motivazioni politiche (il Presidente della Repubblica deve essere super-partes, non può essere né filo-europeista né anti-europeista, né pro-euro né anti-euro, decidere le politiche spetta al governo, approvarle o bocciarle spetta al Parlamento).
Quindi o restano casi tipo l’indegnità personale o la palese incompetenza (che pure non hanno mai impedito la nomina di certi ministri) oppure il Presidente della Repubblica deve semplicemente approvare la lista dei ministri presentatogli dal Capo del Governo.
Il Presidente della Repubblica non è un notaio per la scelta del Capo del Governo ma è quasi un notaio per la nomina dei ministri e deve essere estraneo alle scelte politiche (casomai può rimandare, una sola volta, le leggi alle Camere).
Non siamo in una repubblica presidenziale.
Se qualcuno non ne è convinto, si legga l’Art. 89.
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Enzo La Barbera
Gli strali che arrivano dall’America non sono casuali. Il capitalismo americano è terrorizzato dall’avanzare impetuoso dei populismi, così li chiamano, europei. Temono che si estendano a macchia d’olio, perché ormai non è più un fenomeno solo italiano. Fateci caso! Come mai in Sudamerica, non appena si instaura un regime socialista, immediatamente si trova in difficoltà? E’ stato con il Cile, oggi con il Venezuela. In tutto quello che succede nel mondo c’è lo zampino americano.
La Gelmini poi dovrebbe stare zitta per i prossimi cento anni. Non prova vergogna a cercare le pulci nel professore Conte quando il suo padrone Berlusconi ha nei palazzi di Giustizia di mezza Italia, faldoni alti più di un metro? Lo aspettano 7 processi per corruzione, però è ricevuto dal Capo dello Stato con tutti gli onori. E Mattarella si adombra sul profilo del candidato premier? Come volete che sia paragonabile un malinteso sul curriculum del professore con le vere malefatte?
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ggerva
Diciamo la verità, se Lega e M5S fanno fronte comune e sono inflessibili, pur nel rispetto del PDR, a Mattarella resta spazio zero. Chiunque individui potrebbe declinare o, peggio, non ottenere la fiducia alle camere e così facendo risulterebbe chiaro che c’è opposizione a Lega e M5S ed al voto della maggioranza degli italiani. Il PdR ha spazio se si deve formare o trovare una maggioranza attorno ad un nome, cosa che ha provato con le prime consultazioni, ma se c’è una sola maggioranza possibile su un solo nome possibile non ha vie d’uscita costituzionali.
…dopodiché i giornaloni si fottono!

O Mattarella fa partire il governo, oppure si torna a votare e il M5S e la Lega prendono ancora più voti. In entrambi i casi l’establishment ha perso e presto anche altri Paesi seguiranno. I partiti servi di Bruxelles (PD, FI e FDI) sono destinati all’estinzione.
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RETTIFICA DI ADNKRONOS IGNORATA DA TUTTI I MEDIA
Dopo il polverone mediatico sollevato dal New York Times spunta uno scambio di mail – in possesso dell’Adnkronos – che proverebbe gli studi del professor Giuseppe Conte alla New York University.
Nel curricula di Conte è infatti scritto che “dall’anno 2008 all’anno 2012 ha soggiornato ogni estate e per periodi non inferiori a un mese, presso la New York University, per perfezionare e aggiornare i suoi studi”. Le mail di cui è in possesso l’Adnkronos risalgono all’agosto 2014, perché anche in quell’anno il professor Conte sarebbe partito alla volta di New York, pur omettendo l’informazione dal suo cv. Lo scambio di mail è con Mark Geistfeld, autorevole studioso della responsabilità civile della NYU School of Law e proverebbe dunque che Conte trascorreva parte delle sue vacanze estive nella università newyorkese, avvalendosi della biblioteca e di scambi culturali, sfociati anche in collaborazioni, con i colleghi dell’ateneo statunitense.
Durante il soggiorno del 2014, come si evince dalle mail, Conte incontrò e interagì con Geistfeld. E proprio da questo scambio è nato l’inserimento del docente statunitense nel comitato scientifico della storica rivista Giustizia civile, edita da Giuffrè, di cui Conte è direttore. Dalle ricerche effettuate in quell’anno è scaturito un volume che Conte starebbe ultimando sulla responsabilità civile, un testo che opera un serrato confronto con i sistemi di common law. Nella prima mail spedita da Conte a Geistfeld, rigorosamente in lingua inglese, il premier indicato da Di Maio conferma la volontà – espressa nei mesi precedenti al diretto interessato- di inserire il collega della NYU nella rivista in questione e chiede un incontro per consegnargli una copia del fascicolo
Conte annuncia anche la sua presenza a New York, dunque chiede al collega di incontrarlo per parlare del progetto. In caso contrario, propone di lasciare la copia del fascicolo alla NYU, dove si trova nel momento in cui inoltra la mail a Geistfeld per ultimare un nuovo volume sul tema della formazione del contratto. Segue la risposta del docente che dà appuntamento a Conte per il martedì successivo. Intanto su Twitter un docente di Oslo, Mads Andenas, studioso di diritto contrattuale europeo già direttore del londinese British Institute of International and Comparative Law, difende a spada tratta il curricula del collega italiano in corsa per Palazzo Chigi. “I professori studiano in biblioteca per tali soggiorni durante le vacanze estive, e non sono ‘staff’ o ‘students'”, scrive infatti Andenas. Conte, scrive ancora il docente di Oslo, “ha spiegato di aver soggiornato presso scuole di giurisprudenza di lingua inglese in estate per migliorare il suo inglese e la sua preparazione. Altri professori di giurisprudenza lo fanno e molti altri dovrebbero farlo. Il professor Conte fa parte dell’Editorial Board of European Business Law Review”.
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Travaglio
’In Italia vedo forze paradossali’. Macron si affida a Mattarella” (Corriere della sera, 18.5). Come si dirà in francese “fatti i cazzi tuoi’”?
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Sara Sarli
Ora capite perché le persone fanno fatica a candidarsi nel m5s e perché la Raggi non trova assessori? Non vogliono vedere distrutta carriera e vita privata con bugie dai giornalai servi gli stessi che non hanno mai visto curriculum o conflitti di interessi o ladri in altri partiti.
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Pino Pini
In risposta a Repubblica
Quello che fino a ieri era considerato da tutti un rispettato accademico, il professor Giuseppe Conte, è diventato associabile al profilo di un pericoloso criminale. Il sistema è in preda al panico, e non sa più cosa fare.
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Babylon boss
Quando i renziani portarono Berlusconi al Nazareno, non ricordo nessuno di loro che gli abbia chiesto pubblicamente come mai avesse un boss della mafia come stalliere e il braccio destro in carcere per mafia. Nessuno. Altro che curriculum! ContePremier
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LA GUERRA PREVENTIVA
Marco Travaglio
Ci sarebbe molto da dire e ridire sul nascituro governo Salvimaio. Infatti molto abbiamo già detto: le distanze per certi versi incolmabili fra i due alleati della coalizione giallo-verde, l’ambiguità di Salvini servitor di due padroni (alleato di B nel cdx e dei peggiori nemici di B nel governo), la vaghezza di molti punti programmatici e l’assurdità di altri (come la licenza di sparare “a prescindere”), la genericità delle coperture finanziarie, un paio di voci del curriculum di Conte, il profilo non proprio nuovo e immacolato di qualche possibile ministro (da Savona a Massolo). Altre le diremo se e quando il governo nascerà, criticandone – come sempre – errori e omissioni. E siamo lieti di ritrovarci, per la prima volta dopo decenni, in compagnia dell’intera stampa italiana, finora cane da compagnia e da riporto del potere e ora improvvisamente cane da guardia. Benvenuti, cari colleghi. Ma non vorremmo che l’empito del neofita vi portasse a precorrere i tempi, a precipitare le conclusioni, a dimenticare quel che scrivevate fino all’altroieri e a inventare categorie mai applicate a un governo non ancora nato.
Ieri abbiamo letto l’editoriale di Mario Calabresi su Repubblica. E siamo rimasti sorpresi fin dalle prime righe:

-“Sta per nascere un soggetto strano, mai visto: un governo politico con un premier tecnico”.
Ohibò. Eppure ci pareva di ricordare che nel 1993 nacque un governo politico (come tutti i governi che ricevono la fiducia dal Parlamento e compiono scelte squisitamente politiche) con un premier tecnico mai eletto: l’ex governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi. E nel ’95 nacque un altro governo politico con un premier tecnico, mai eletto: l’ex dg di Bankitalia, Lamberto Dini. E nel 2011 nacque un altro governo politico con un premier tecnico, mai eletto e nominato 48 ore prima senatore a vita da Napolitano: il prof. Mario Monti. Eppure tutti e tre quei governi politici con un premier tecnico mai eletto ebbero il plauso, anzi la standing ovation, anzi la ola di Repubblica e degli altri giornaloni. Anche quando, come con Monti, il programma era diametralmente opposto a quello dei partiti che lo sostenevano. Il che non si può dire dell’eventuale governo Conte, chiamato a realizzare il programma dei partiti premiati dagli elettori il 4 marzo.

-“Non si può non chiedersi con quale forza e convinzione (Conte, ndr) potrà illustrare alle Camere qualcosa che non è farina del suo sacco e che margini di manovra potrà avere chi si trova chiuso tra Salvini e Di Maio”. L’amorevole cura nel difendere Conte dal Gatto e dalla Volpe è commovente, ma saranno un po’ fatti suoi.
Se ha accettato di realizzare un certo programma, vorrà dire che lo condivide e forse ci ha pure messo lo zampino.

-“Il premier non ha alcuna esperienza politica o di gestione”. Ma tu pensa: e Ciampi, Dini, Monti quale esperienza politica o di gestione avevano? Eppure furono premier efficaci e risoluti, a prescindere dalle cose che fecero.

-“Non è mai stato parlamentare, sindaco, nemmeno consigliere comunale”. E quei tre? E B. quando divenne premier nel ’94? E Prodi nel ’96?

-“Proviamo a immaginare Conte al G7 in Canada o ai vertici europei: cosa potrà dire o decidere senza consultare gli azionisti della coalizione?”. Magari si metterà d’accordo prima, come tutti i premier dei governi di coalizione chiamati a fare sintesi dei partiti che appoggiano il governo. Se lo farà bene o male, lo vedremo all’opera. Ma nulla di nuovo sotto il sole. Tutto ciò che si paventa per il futuro è già accaduto nel passato, spesso nel silenzio degli scopritori dell’acqua calda.

-“Il rischio che l’Italia venga rappresentata da un premier a sovranità limitata è forte e reale. Ricordate Ambra Angiolini che riceveva nell’auricolare indicazioni sul da farsi? Aveva la fortuna di dover ascoltare solo Boncompagni, non la doppia voce di Di Maio e Salvini”. Sì, ricordiamo tutto. Anche Enrico Letta, premier del governo che nel 2013 mise insieme i partiti sconfitti alle elezioni per tener fuori i vincitori e che si vide dettare il programma non dai leader di maggioranza, ma da un tal Giorgio Napolitano, appena rieletto, che nominò alla bisogna 10 “saggi” mai eletti e ordinò al Parlamento quale esecutivo formare e quali “riforme” fare (compreso lo sfascio della Costituzione) con la minaccia-ricatto delle dimissioni. È peggio un premier che ascolta i leader della sua maggioranza o che prende ordini da un presidente fuori dai suoi poteri e dagli amici suoi? Molti citano il presunto paradosso di due partiti che contestavano gli ultimi quattro premier “non eletti” e ora indicano un premier “non eletto”. Ma la questione non era che Monti, Letta, Renzi e Gentiloni non fossero parlamentari (Letta e Gentiloni, fra l’altro, lo erano). Era che partiti votati con un programma, strada facendo, formassero governi che ne realizzavano uno opposto, per giunta sostenuti da maggioranze fasulle, drogate dal premio del Porcellum incostituzionale e dai voltagabbana. E infatti ora si avviano all’estinzione. Ottima anche la scoperta delle “prerogative” del Colle, che ora dovrebbe bocciare il premier e i ministri indicati dalla maggioranza parlamentare e sarebbe “irritato” perché alcuni non gli garbano. Se ce ne sarà qualcuno indegno o in conflitto d’interessi, farà bene a bocciarlo. Poi però dovrà spiegare perché i suoi predecessori nominarono tre volte premier un delinquente ineleggibile come B (che lui continua a ricevere), per tacere di tanti ministri manigoldi. E come mai lui stesso firmò leggi indecenti come l’Italicum, valido per la sola Camera (il Senato elettivo era già dato per morto), e nominato ministri imbarazzanti come la copiona Madia e la falsa laureata Fedeli, rinviando il risveglio dal letargo al 2018.

Paolo Galletti (sostenitore di IFQ)
E se invece ce la facessero a dare una svolta a questo Paese? Ormai da 10 giorni si assiste a un crescente aumento del fuoco di sbarramento contro il possibile Governo “gialloverde” al quale viene imputato ormai di tutto; dal crollo in borsa alla crisi del Monte dei Paschi, dal revanscismo neofascista ai reumatismi per il maltempo. Oggettivamente le perplessità non mancano e alcune improvvide uscita di qualche esponente poteva essere risparmiata, però la foga con la quale le grandi firme della stampa nazionale si vanno avventando contro il tentativo delle due sole forze uscite vincenti dalla consultazione elettorale del 4 marzo fa pensare.
Intanto non si capisce cosa si vorrebbe al posto della soluzione alla quale stanno lavorando Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Le due sole alternative possibili sono l’ennesimo Governo con dentro tutti oppure le elezioni. La prima ipotesi darebbe il colpo di grazia alla residua credibilità del sistema politico dato che sarebbe inevitabile per gli elettori considerare che comunque si esprimano nelle urne poi il Palazzo fa quel che vuole; la seconda porterebbe un’incertezza anche più grande delle attuali ventilate ipotesi di programma e soprattutto non offrirebbe (grazie a una demenziale legge elettorale) alcuna certezza sul fatto che ne scaturirebbe un nuovo e più solido equilibrio.
E poi mi vien da chiedere: perché Lega e M5S non possono provare a governare? “Faranno danni!” si dice e si scrive con ponderosa serietà. Eh sì, in effetti il Governo Berlusconi che ci hanno condotto sull’orlo della bancarotta in virtù di misure di finanza creativa erano una certezza di stabilità, il Governo tecnico di Mario Monti che ha massacrato cittadini, creato l’ancora irrisolto problema degli esodati e sottratto la giusta pensione a migliaia di italiani è stato un toccasana. E che dire delle prodezze di Matteo Renzi? Uno buono solo a giocare con le slides, a battere i pugni in casa e baciare pantofole in Europa, uno capace di affossare la fiducia nel sistema bancario italiano firmando in un quarto d’ora il decreto del 22 novembre 2015 senza nemmeno rendersi conto delle conseguenze; “salvabanche” l’aveva chiamato, esattamente come la “buona scuola“, il “Jobs act” e gli altri slogan vuoti di contenuto e perniciosi nella sostanza che hanno accompagnato la sua parabola politica fortunatamente discendente.
Insomma non è che chi ha preceduto Salvini e Di Maio abbia brillato nella conduzione del Paese o abbia varato misure salvifiche e rigeneranti. Mi pare, a ben guardare, che sia stata una sciagurata gara a chi fa peggio. Il 4 marzo gli italiani hanno dimostrato che la fedeltà alle scuderie che ha accompagnato per 60 anni le dinamiche elettorali nel nostro Paese non c’è più. C’è invece, e forte, la voglia di provare a cambiare.
Anche l’Istat pochi giorni fa a fotografato un’Italia ferma, con l’ascensore sociale bloccato. La gente si è stufata dei salotti che si autogiustificano e si automagnificano e anche di tutte queste trombe che annunciano un diluvio che con ogni probabilità non verrà mai. E se invece ce la facessero?

Laura Tonino
Con una legge prevalentemente proporzionale, si contano i voti, oltre che i seggi in parlamento.
Lega e 5 Stelle hanno avuto il 50% +1 di voti alla Camera.
Non esiste un altro Governo che puo’ vantare questi numeri alle elezioni, negli ultimi 25 anni.
1. Nel 2013 il PD ha stragovernato, imponendo al capo dello stato prima Letta, dopo Renzi, e poi Gentiloni provenuti da diatribe di partito.. con in mano il 25%, addirittura secondo partito per voti in Italia alla Camera, dietro ai 5 Stelle, beccandosi un premio di maggioranza dichiarato poi incostituzionale.
2. Nel 2008 la coalizione di cdx prese il 46,81, 4 punti sotto ai soli 5 Stelle e Lega, annoverando tra le sue file AN, FI, Lega e Movimento per le Autonomie, 4 movimenti politici.
3. Nel 2006 Prodi vinse con il 49,81, qualche decimo sotto ai soli Lega e 5 Stelle, annoverando una coalizione composta da: Democratici di Sinistra, Democrazia è Libertà – La Margherita, Popolari UDEUR, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Federazione dei Verdi, Consumatori Uniti, Rosa nel Pugno, Italia dei Valori, Partito Pensionati, Südtiroler Volkspartei, Autonomie Liberté Démocratie, Movimento Repubblicani Europei, Lega per l’Autonomia-Alleanza Lombarda-Lega Pensionati, Lista Consumatori, Democrazia Cristiana, I Socialisti, Liga Fronte Veneto, e Democratici Cristiani Uniti, ben 19 formazioni politiche differenti.
4. Nel 2001 vinse con 49,56% la Casa delle Libertà
Coalizione composta da: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Centro Cristiano Democratico,
Cristiani Democratici Uniti, Nuovo PSI e Partito Repubblicano Italiano, altra ammucchiata infinita di partiti.
5. Nel 1996 vinse con il 43,39% Prodi, oltre 6 punti sotto all’attuale maggioranza, con un’altra ammucchiata di partiti:
Coalizione composta da: Partito Democratico della Sinistra, Popolari per Prodi
(Partito Popolare Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Unione Democratica e Südtiroler Volkspartei),
Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Partito Sardo d’Azione, Federazione Laburista, Comunisti Unitari,
Cristiano Sociali, Socialisti Italiani e Patto Segni
GovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGovernoGoverno
Mattarella non ha il potere politico di negare alla maggioranza assoluta degli italiani di vedersi rappresentati da un Governo.
Una condizione politica netta, e schiacciante dal punto di vista numerico.. di cui anche l’Europa e’ costretta a prendere atto in queste ore, facendo parlare i capi-branco Juncker e Tajani con toni piu’ equilibrati e zittendo i passacarte commissari che pensavano di avere a che fare di nuovo con l’inchippettatore di minorenni o con frottolo.
Piccolo inciso:
Con il democratellum, la legge elettorale che tutti hanno accusato di essere nemica della governabilita’, e che prevedeva lo sbarramento al 5%, i 5 Stelle avrebbero 260 deputati e la Lega 130. E al Senato poco meno di metà .. e sicuramente non sarebbe avvenuta la cannibalizzazione dei numeri altrui all’interno dei partiti di maggiore risultato all’interno dei cartelloni elettorali.
Ben 18% dei voti, degli italiani, sono stati dispersi tra pap, leu, fitto, bonino, casapound, e altri micropartiti .. di cui gia’ il giorno dopo le elezioni s’e’ persa ogni traccia, oggi nessuno ne riconoscerebbe il simbolo, e fra un paio di settimane nessuno ne ricordera’ piu’ il nome.

Laura Tonino
Finita la lettura del contratto. E’ esattamente quello che l’Italia aspetta da 30 anni. E vengono indicate coperture certe, molte, e altre su cui ci sarà bisogno di una nazione compatta politicamente nel trattare ai tavoli Europei.
Per quanto mi riguarda, questo Governo dovrebbe partire con la fiducia di tutto il parlamento, perché all’interno del contratto ci sono solo principi di estrema sensibilità e necessità.
Dal reddito di cittadinanza, all’immigrazione, alla disabilità, al lavoro, al rapporto con la UE, la green-economy, il conflitto di interessi.
Non c’è nulla nel contratto che non meriti plauso e attenzione.
Su questo punto, la Lega si conferma più a sinistra del PD.
A tal fine si ritiene necessaria l’introduzione per legge
di un salario minimo orario che, per tutte le categorie di lavoratori e settori produttivi in cui la retribuzione minima non sia fissata dalla contrattazione collettiva, stabilisca per
legge che ogni ora di ogni lavoratore non possa essere pagata al di sotto di una certa cifra. Similmente non potranno essere più gratuiti neppure gli apprendistati per le libere professioni.

Marcello Grando
Gentiloni: “La UE preoccupata per il debito pubblico italiano”.
Ah sì? E chi lo ha fatto aumentare di 170 miliardi?
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Berlusconi: “Non c’è altro candidato alla presidenza paragonabile a me, con doti di affidabilità, buon senso ed equilibrio”. Non voglio creare allarmismi incontrollabili, ma secondo me gli state dando i farmaci sbagliati.
LVIX1
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Quando il saggio indica il cetriolo, lo stolto guarda lo spread.
LVIX1
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Berlusconi: ‘A Salvini consiglio di tornare a casa’. Con la pantofola in bocca o senza?
LVIX1
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Macron: “In Italia vedo forza paradossali”. Tipo quelle che si dicono di sinistra e poi approvano il jobs act.
Antonio Carano

Questi sarebbero ‘ i capaci’!

Irene
Conte non è ancora stato nominato e nel laboratorio Gruber quattro medici improvvisati gli hanno già fatto la risonanza magnetica
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Liviana
Stanno facendo le pulci al Prof. Conte sul suo curriculum, mi chiedo quanti di questi ciarlatani hanno visto il cv di quel pallonaro di Renzi? Tutti addosso al governo M5SLega sul contratto e mi chiedo: se gli italiani possono stare meglio vi rode tanto?
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VOCI DALL’ESTERO
The Guardian – Le politiche dell’Italia hanno senso: sono le regole dell’eurozona ad essere assurde
-di Larry Elliott

William Hague una volta ha descritto l’euro come un edificio in fiamme senza uscite, e l’esperienza dell’Italia negli ultimi 20 anni ha dimostrato che il leader del partito conservatore aveva assolutamente ragione.
L’adesione alla moneta unica è stata decisa alla fine degli anni ’90 come fosse una cosa facile. Uno dei paesi primi firmatari del trattato di Roma, l’Italia voleva disperatamente entrare nella prima ondata dell’Unione monetaria.
Ma non è stato condotto un vero esame sul fatto se un paese come l’Italia – con le sue tendenze inflazionistiche – potesse effettivamente far fronte ai rigori dell’adesione alla moneta unica. Non c’è stato nessun equivalente dei cinque criteri economici di Gordon Brown, criteri che l’allora cancelliere dello scacchiere (figura equivalente al Ministro delle Finanze in altri ordinamenti, ndt) aveva indicato (in aggiunta ai criteri di convergenza di Maastricht, ndt) al fine di valutare la possibilità della Gran Bretagna di unirsi all’eurozona.
Al contrario, quando è diventato chiaro che l’Italia non avrebbe rispettato i criteri (di Maastricht, ndt) le regole sono state piegate per assicurarsi che il paese entrasse nell’euro. Il risultato: due decenni economici perduti in cui il tenore di vita è rimasto stagnante, motivo per cui l’Italia si è ora allontanata dalla politica mainstream. Un governo di coalizione di due partiti populisti ed euro-scettici – il Movimento cinque stelle e la Lega – sembra imminente.
Sebbene nessuno dei due partiti della coalizione abbia mai apprezzato l’euro, ora entrambi si sono resi pienamente conto di quanta verità sia contenuta nelle parole di Hague. Il loro progetto di accordo politico comprendeva la proposta che l’UE stabilisse una procedura per l’uscita dall’euro per quei paesi che dimostrassero una “volontà popolare” in tal senso, ma ora questa proposta è stata abbandonata.
Non è difficile capire perché. Se i mercati finanziari si convincessero che il nuovo governo populista è seriamente intenzionato ad abbandonare la moneta unica, i titoli di Stato italiani diventerebbero più rischiosi. Gli investitori richiederebbero un rendimento più elevato per detenerli e ciò comporterebbe un aumento dei tassi di interesse di mercato. La Banca Centrale Europea potrebbe correre in aiuto con l’acquisto di titoli italiani, ma sarebbe poco incentivata a venire incontro a un governo a Roma che mostrasse l’intenzione di minare – se non distruggere – l’Unione monetaria.
Il nuovo governo si troverebbe coinvolto in una crisi finanziaria. Il sistema bancario traballante dell’Italia crollerebbe e il paese sprofonderebbe in una grave recessione. La disoccupazione aumenterebbe e il Movimento cinque stelle e la Lega verrebbero incolpati per questo. I populisti diventerebbero rapidamente impopolari.
Quindi il nuovo governo italiano si trova nella stessa posizione di tutti gli altri governi che il paese ha avuto negli ultimi due decenni: l’appartenenza alla moneta unica è una maledizione, ma il tentativo di abbandonare l’euro sarebbe ancora peggio. Come la Grecia, l’Italia sta scoprendo che è un po’ tardi per dire che sarebbe stato meglio dotare la costruzione dell’euro di una qualche via di fuga. In realtà è più facile per la Gran Bretagna – con la propria banca centrale e la propria valuta – lasciare l’UE piuttosto che per l’Italia lasciare l’euro.
Ma anche se l’Italia prende le distanze dall’indipendenza monetaria, il nuovo governo ha comunque dei piani fiscali e di spesa che rappresentano una sfida per il modo in cui l’eurozona è stata gestita fino ad ora. Questi includono un nuovo reddito di cittadinanza, pensioni più generose e tasse più basse. Le stime suggeriscono che queste misure costeranno intorno ai 60 miliardi di euro all’anno – circa il 3,5% del PIL dell’Italia.
Ciò farebbe saltare le regole fiscali dell’eurozona, che impongono limiti severi alla misura in cui può essere concesso un deficit di bilancio. Inoltre, farebbe salire il rapporto debito / PIL dell’Italia – il volume del debito pubblico del paese in relazione alle dimensioni della sua economia – che passerebbe da poco più del 130% del PIL a circa il 150% del PIL.
La prospettiva di un deciso allentamento della politica economica spaventa i mercati finanziari e non andrà bene alle altre capitali europee. Ma, in realtà, le politiche fiscali della coalizione hanno senso. Il vero problema risiede nelle assurde regole fiscali deflazionistiche dell’eurozona.
Come ha rilevato Dhaval Joshi della BCA Research, l’Italia è per certi versi simile al Giappone. Entrambi i paesi hanno incontrato difficoltà perché le loro banche in crisi si sono rivelate incapaci di prestare al settore privato. Il Giappone ha risolto questo problema facendo in modo che il settore pubblico concedesse prestiti, anche se ciò significava un forte aumento del suo rapporto debito / PIL. L’Italia è in una posizione peggiore, perché le regole fiscali della zona euro non permettono di gestire maggiori deficit di bilancio.
L’Italia ha un indebitamento complessivo – privato e pubblico messi insieme – inferiore a Gran Bretagna, Francia e Spagna, ma per i vincoli fiscali dell’UE solo il debito pubblico è rilevante. Joshi osserva: “Di conseguenza, al governo italiano è stato impedito di ricapitalizzare il proprio sistema bancario e l’economia italiana ha ristagnato per un decennio“.
I responsabili della moneta unica sanno che, così com’è, l’euro è un progetto incompiuto. Potrebbe essere completato dal pacchetto di riforme proposto dal presidente francese Emmanuel Macron, che comporterebbe oltre all’unione monetaria anche l’unione fiscale, presieduta da un ministro delle finanze della zona euro.
Non c’è la minima possibilità che Macron possa ottenere l’adesione al suo piano del nuovo governo di Roma, anche se potrebbe assicurarsi il sostegno a tutto campo della Germania.
Un’alternativa allo schema di Macron è consentire ai membri della zona euro più libertà per gestire politiche fiscali che soddisfino le loro esigenze, che è ciò che sta chiedendo la coalizione populista italiana. Allo stato attuale, le regole significano che qualsiasi paese in difficoltà può rendersi più competitivo solo attraverso la deflazione interna – tagli di spesa e austerità.
L’altra alternativa è lasciar andare alla deriva la situazione così com’è e sperare per il meglio. L’euro è sopravvissuto – a mala pena – a una crisi, ma non ne passerebbe un’altra. Il rischio non è che un paese salti fuori dall’edificio in fiamme, ma che l’edificio finisca per collassare con tutti dentro.

IFQ
Contratto di Governo, accordo M5S-Lega per cancellare 350 parlamentari. Insieme a vitalizi risparmi per 250 milioni…ribadito il ricalcolo dei vitalizi e il taglio alle pensioni sopra i 5mila euro. Combinato con la riduzione dei parlamentari porta a un risparmio che equivale in un anno al fondo per anziani e infanti nelle regioni del Sud e nell’intera legislatura a 1,2 miliardi di euro, equivalente del costo annuale del mancato innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni…riduzione a due terzi degli attuali occupanti le due Camere. I parlamentari sarebbero ridotti, si legge testualmente, a “400 deputati e 200 senatori”. In pratica il Senato sarebbe ridotto di un terzo, dagli attuali 320 seggi previsti ne perderebbe per strada 120, mentre la Camera scenderebbe da 630 a 400, lasciandone a casa altri 230. In tutto, quindi, nella prossima legislatura – posto che tutto s’avveri in questa come da “contratto” – si potrebbero avere 600 eletti e 350 posti rimarrebbero vuoti. Tuttavia, per arrivare alla riduzione del numero degli onorevoli non basta un regolamento parlamentare. Serve un iter di modifica costituzionale…riduzione a due terzi degli attuali occupanti le due Camere. I parlamentari sarebbero ridotti a “400 deputati e 200 senatori”. In pratica il Senato sarebbe ridotto di un terzo, dagli attuali 320 seggi previsti ne perderebbe per strada 120, mentre la Camera scenderebbe da 630 a 400, lasciandone a casa altri 230. In tutto, quindi, nella prossima legislatura – posto che tutto s’avveri in questa come da “contratto” – si potrebbero avere 600 eletti e 350 posti rimarrebbero vuoti. Tuttavia, per arrivare alla riduzione del numero degli onorevoli non basta un regolamento parlamentare. Serve un iter di modifica costituzionale.
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Sara Sarli
Guardo Piazzapulita e penso: Mai visto fare le pulci a un Governo che ancora deve nascere, mentre, quando Renzi toglieva i diritti ai lavoratori o aboliva l’art 18 , quando azzerava i conti di una vita ai risparmiatori e favoriva le banche, stavano tutti zitti, questi cialtroni!
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Cristina Correani
Quando Berlusconi si è dimesso per il bene dell’Italia cioè il suo, lo spread aveva superato quota 500. Prodi glielo aveva lasciato a 38.
Oggi che è a 160 è emergenza planetaria.
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Claudio Messora
Toh, oggi i mercati si riprendono, Milano fa meglio di tutte le altre piazze e lo spread scende? Ma come, non stavano calando i barbari a Roma?
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Big Grim
Inutile stare a criticare questo Governo giallo-verde. Di certo non era meglio la collaborazione tra M5S e Pd.
Mi stupisce che, ancora oggi, in un suo articolo, Travaglio continui ad affermare che avrebbe voluto un simile connubio.
Da giornalista di lunga esperienza quale lui è, dovrebbe essere sufficientemente arguto per capire che una tale alleanza non potrebbe mai vedere la luce del sole, fintanto che i renziani occuperanno un seppur minimo strapuntino di potere.
Affinché ci fosse un’unione di sinistra-sinistra tra M5S e Pd, sarebbe prima necessario una totale rifondazione del Pd stesso. Che implicherebbe:
-allontanamento da qualsiasi posizione di potere dei renziani,
– riflessione sugli errori compiuti, ed elaborazione di un programma di sinistra (cioè l’opposto di quanto fatto da Renzi, che ha agevolato lobbie, grandi imprenditori, petrolieri, bancarottieri ecc.);
– affidamento del Pd a personalità del tipo di Emiliano, che ha sempre dimostrato una grande volontà di collaborare con il M5S.
Solo dopo che il Pd avesse compiuto tali tappe, allora potrebbe forse realizzare qualcosa con il M5S. Assolutamente MAI PRIMA.
C’è però una questione da tenere in mente: al Senato i numeri derivanti dalla collaborazione M5S-Lega sono abbastanza risicati.
Sarebbe buona cosa se questa alleanza potesse avvalersi anche dell’appoggio di Fratelli di Italia, per non andare troppo frequentemente al di sotto della maggioranza. Tuttavia, Meloni ha fatto sapere che non approverà mai Di Maio come PdC. Se invece fosse un soggetto di Cdx (anche non Salvini), magari potrebbe dare il suo appoggio. Che in molte votazioni, potrebbe risultare decisivo.
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CIO’ CHE SI FARA’ E CIO’ CHE NON E’ STATO DATO DI FARE
Viviana Vivarelli
Possiamo star certi che, come il contratto sarà conosciuto, le critiche si abbatteranno su di esso da ogni parte e su ogni punto, peggio di quanto non lo facciano già ora e i media sottolineeranno solo questo nel loro desiderio spasmodico di atterrare il M5S.
Lascia molto perplessi, per es, l’eventualità di una flat tax in due quote. Probabilmente molti critici avranno ragione per la loro parte ma dovrebbero ricordare sempre che Di Maio non fa ciò che è giusto in assoluto o che noi volevamo fare ma qualcosa che è frutto di compromessi e che è comunque un passo avanti rispetto al 15% impossibile di B. Comunque, se questa soluzione va contro l’art. 57 della Costituzione che impone capacità contributiva e progressività delle imposte o se è, come è, troppo onerosa, sarà soggetta a revisione, magari sotto precisa richiesta del Pdr.
L’art. 81 della Costituzione richiede che ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provveda ai mezzi per farvi fronte, e questa non è una sciocchezza. Oltre a ciò “Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo” e questo sarà un ulteriore freno.
In questo momento mi pare sfizioso criticare a morte ogni singolo provvedimento, che può essere rivisto o può essere non applicabile, quanto dovremmo esser fieri dei risultati complessivi dell’impianto generale che è straordinario.
Le richieste di Berlusconi erano totalmente assurde, demagogiche o egoistiche, ma dobbiamo riconoscere che Salvini si è comportato meglio di quanto si aspettavano i 5stelle più critici e si conferma il mio giudizio iniziale che tra Di Maio e Salvini era possibile un accordo, mentre col Pd (contro quanto diceva Travaglio) non avremmo potuto fare mai nulla, solo un tentativo di cortesia, perché il Pd è talmente renzizzato e corrotto che è solo da rottamare in toto, sia per la parte (Leu) che ha finto di staccarsene dopo aver votato ogni nefandezza sia per la parte rimanente (Orfini, Boschi, Delrio, Lott, Migliorei e soprattutto Padoan..) che continua a restargli attaccata anche dopo la diaspora di 5 milioni di elettori.
Che un partito che ha subito una sconfitta così devastante continui a comportarsi con tanta superbia e arroganza è inaccettabile e male fa la Rai come La7 a privilegiare costantemente il parere piddino come se contasse ancora qualcosa e come se nel Paese non fosse successo niente (a tutt’oggi il 95% delle persone intervistate o che partecipano ai talk show sono costantemente piddine e ciò è insensato).
Abbiamo media che sono vergognosamente fuori dalla storia e dalla realtà e che andrebbero puniti per questo perché non è accettabile che continui questo livello di disinformazione e di diffamazione, contrasta qualsiasi concetto di giusta informazione e non è accettabile nemmeno il comportamento di Il Fatto Quotidiano, che continua a non avere una linea editoriale propria mentre insiste a dare ai diffamatori del M5S uno spazio superiore, come se i risultati elettorali non contassero una pippa. Io spero vivamente che tra le leggi in gioco ce ne siano anche alcune che riequilibrino l’informazione nel senso di un maggior senso della verità, interrompendo questo ciclo di propaganda sfacciata ad un solo senso.
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DI BATTISTA
Mai nella storia repubblicana si era parlato così tanto delle coperture finanziarie dei provvedimenti governativi. Giornalisti (non sto generalizzando) che per anni hanno permesso ai Berlusconi o ai “berluschini” toscani qualsiasi forma di sproloquio oggi, finalmente, scoprono qualcosa di sensazionale: le domande! Ne fanno di ogni tipo (e per me fanno benissimo a farle) ma quella che amano di più è: «dove sono le coperture finanziare?».
Quando lo Stato sborsava fior di miliardi per “salvare” le banche private spolpate dalla politica perché non si domandavano le stesse cose?
«Signor Letta, Signor Renzi e Signor Gentiloni, quali sono le coperture finanziarie dei decreti salva banche che avete intenzione di approvare?». Domanda semplice, eppure mai fatta.
E ancora, perché nessuno riesce a domandarsi e a domandare le coperture finanziarie dei 2,3 miliardi di euro che tutti i governi, hanno garantito negli ultimi 25 anni ai partiti politici come rimborsi elettorali?
Sia chiaro, è assolutamente corretto fare pelo e contropelo ai governi di turno, sarebbe opportuno farlo sempre, tutto qui. Come sarebbe altrettanto opportuno ricordare che alcune leggi non soltanto non hanno un costo ma permetterebbero di recuperare decine di miliardi di euro.
Vi faccio un esempio: riformare la prescrizione (stopparla non appena un processo inizia) è un provvedimento a costo zero che, oltre ad avere risultati sensazionali per quel che concerne la certezza della pena (i delinquenti in carcere finalmente), ridurrebbe i tempi della giustizia e questo garantirebbe un risparmio per tutti i cittadini.
Mai nella storia repubblicana un governo – tra l’altro non ancora nato – aveva già ricevuto così tante critiche. Che ad avanzarle sia la stampa mi sta anche bene, ma che a parlar di coperture finanziarie siano quei deputati del PD che negli ultimi 5 anni hanno trovato denari per vitalizi, guerre di invasione mascherate da missioni di pace, progetti fallimentari come il TAV, mancette e bonus vari per tentare di comprarsi il consenso e ingenti regalie alle “banchette degli amici”, è davvero ridicolo.
Continuino, continuino pure. Sono percepiti ormai per quel che sono: i nemici del Popolo e il Popolo, quando ne ha la possibilità glielo fa presente. Avete visto i risultati in Valle d’Aosta? Gli italiani il PD non lo vogliono all’opposizione, lo vogliono veder sparire, e Renzi, almeno per una volta, sembra volerli accontentare.

Non sono molto interessata a sapere cosa ha fatto e dove ha studiato Giuseppe Conte nelle sue ferie.
Sarei più interessata a sapere chi sono i politici che sono soprannumerari dell’Opus dei, società segreta a membri segreti i cui scopi sono segreti e su cui Rodotà e Bassanini volevano una indagine.
Sarei interessata di più a sapere se ci sono altri politici che come Andreotti si servono della Banca del Vaticano.
E per quale motivo D’Alema è stato fatto viceConte della Chiesa alla corte di papa Ratzinger. Vorrei sapere quali altri vice.Conti ci sono.
E in che rapporti sta Renzi con quel Carboni della P2 che dava consigli a suo padre.
E perché da Renzi è andato Michael Leeden, mente strategica della Guerra Fredda di Reagan, ideologo degli squadroni della morte in Nicaragua, consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione, una delle intelligenze nella guerra al terrore promossa da Bush, teorico della guerra all’Iraq e della potenziale guerra all’Iran, uno dei consulenti del ministero degli Esteri israeliano
E vorrei sapere quali erano gli appoggi di Renzi alla Compagnia delle Opere e perché.
E come mai ha fatto carriera coi soldi di Verdini offerti da Berlusconi.
O forse tutte queste cose non le sapremo mai perché sono nascoste dalla massa di merda diffusa dai cosiddetti organi di informazione che con quella nascondono le vere cose che dovremmo sapere.
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Una delle questioni per il momento non toccate dal contratto in fieri Dimaiosalvini è la giustizia.
Patrizia scrive:
Per guidare degnamente questo dicastero, basterebbe fare ciò che tutti, e dico TUTTI i governi che si sono succeduti negli ultimi 25 anni, si sono ben guardati dal fare, e cioè destinare alla giustizia una quantità almeno minima di risorse pubbliche.
Questo ministero andava annientato, per compromettere il funzionamento del sistema giustizia e infine provocare l’inevitabile prescrizione dei processi per reati contro la P.A. (oltre a quelli del Caimano). Per questo mancano i magistrati (ne mancano 1200), mancano i giudici di pace, mancano i cancellieri, i giudici onorari sono sottopagati, il personale amministrativo è insufficiente e mal pagato, le strutture sono fatiscenti. Per migliorare tutto questo non serve un grande politico. Serve solo una persona perbene.

TAV
Era intenzione di Di Maio bloccare le grandi opere inutili, non solo per troncare una perdita immane di soldi ma anche per reperire fondi per cose più necessarie allo Stato e ai cittadini.
La prima grande opera inutile, contrastata vivamente dalla popolazione autoctona, è la TAV in Valsusa (fortemente voluta dal Pd), opera faraonica che non si sarebbe mai dovuta fare per l’impatto devastante sul territorio e la sua inutilità in quanto diretta a un trasporto merci per cui basta e avanza rinforzare la linea attuale.
Sembra che lo stop di Di Maio sia durato poco nel contratto. Nella versione iniziale c’era scritto: “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto. Con riferimento invece alla realizzazione del “terzo valico” ci impegniamo al completamento dell’opera”. Poi questa parte è scomparsa.
Sembra che l’Europa sia contraria all’arresto del progetto e ci chiediamo a che titolo, visto che:
1) la stessa opera è stata rifiutata da parte della Francia che l’ha rimandata al 2020
2) una tale opera contrasta vivamente con quel fiscal compact che l’Ue ci ha imposto in quanto va palesemente contro qualunque tentativo di pareggio del bilancio.
Invece purtroppo dovrebbero essere rimasti sia la variante di valico che il Mose, voluti da Salvini per non rovinare gli interessi delle ditte venete coinvolte nei lavori.

Guido: Macron ha dichiarato che la TAV non è un’opera strategica per la Francia. E’ invece strategica per il PD che, per foraggiare le sue imprese coop, ha chiamato tutte le istituzioni, compresa la magistratura, a sostenere il progetto con previsioni di trasporto semplicemente false. Il conflitto di interessi del PD fa impallidire quello di Berlusconi.

CONFLITTI DI INTERESSE E GRANDI OPERE
Viviana Vivarelli
Berlusconi è la grande palla al piede che questo Governo si deve trascinare. Che si faccia vivo o no, resta il grande impedimento contro il contratto attuale e contro il Paese.
Nei fatti, al momento, Berlusconi sta facendo o finge di fare dei passi indietro. Ma sappiamo tutti che, se Berlusconi non ci fosse, il patto di Salvini con Di Maio andrebbe più spedito. Purtroppo ci sono leggi, come quella che Di Maio vorrebbe sul conflitto di interessi, che non fanno comodo solo a Berlusconi per le sue proprietà e la sua pretesa illegittima di fare politica, ma anche ad altri.
Il problema del conflitto di interessi è molto più ampio di quello che concerne Berlusconi e riguarda tutti i partiti, meno il M5S, nei rapporti col proprio elettorato, si veda ad es. il Pd nei confronti delle cooperative rosse a cui ha affidato le grandi opere, o la Lega nei riguardi delle ditte venete che ne hanno in affidamento altri, come la Tav in Valsusa.
Sappiamo tutti, poi, che i lavori in Italia finiscono per costare il triplo o più degli altri Paesi perché l’offerta iniziale cresce spaventosamente in corso d’opera con lavori che non finiscono mai e risultati che sono peggiorati fino all’inverosimile da materiali scadenti o da subappalti arbitrari, per cui cresce la pericolosità e diminuisce la durata, ma manca totalmente in Italia una legge esistente in tutti i Paesi che responsabilizza penalmente gli autori di opere pubbliche, vincolandoli a contratti precisi e rigidi, sia nei tempi, che nella qualità, che nel costo, che nelle modalità degli appalti, così che, in caso di inadempienza, sia tolta per sempre la voglia di sgarrare da quanto stabilito. Gli altri Paesi sono durissimi su questo da quasi un secolo. In Italia manca totalmente una legge penale a riguardo e addirittura si possono frodare le leggi antimafia quando il progetto rientra nelle leggi ‘obiettivo’ 443, introdotte da Berlusconi e riprese allegramente da Prodi, per cui si può iniziare un’opera sorvolando sulle cautele antimafia o mancando le risorse o trascurando la difesa del territorio, il che porta ad abusi e illegalità di ogni tipo con una corruzione impunita infinita.
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Aniello Manna
La sapete l’ultima?
“Vigileremo sui risparmi degli italiani”
Maria Elena Boschi

I TERRORISTI DELLO SPREAD
Viviana Vivarelli
Ricordo decine di anni fa quando tutti parlavano del debito dell’Africa e di come era stato restituito 70 volte 7 ma continuava ad essere senza fondo e con esso l’Europa schiavizzava l’Africa, metteva in schiavitù i governi, ledeva le democrazie, privatizzava lo stato sociale, lasciando le grandi compagnie libere di razziare le risorse e inquinare i territori
E ricordo la voce di noi contestatori, che era: “Cancellate il debito!”
Ora quelli col debito siamo noi.
L’errore della gente è di credere che un debito pubblico sia simile a un debito privato. Nessuno sa che mai nella storia del mondo un qualsiasi Paese ha ripagato il debito pubblico e nessuno pensa a Paesi come gli USA che sono usciti dai loro periodi di crisi (nel ’29) con presidenti saggi che hanno rimesso in moto l’economia con grandiosi piani di lavori pubblici che hanno enormemente indebitati lo Stato ma nel contempo lo hanno salvato. E lo stesso è successo nella Germania post bellica, Paese vinto e distrutto che è risalito dall’abisso con un gigantesco piano di ricostruzione che ovviamente avrà pure dilatato il suo debito pubblico ma ha rovesciato il suo status di Paese vinto dall’Europa in quello di Stato che ha la preminenza in Europa.
E ora questa Ue criminale ci impone di non fare spese che sforino sul bilancio e quegli idioti del Pd, Bersani e altri somari, mettono addirittura il pareggio del bilancio (il fiscal compact) in Costituzione (primi addirittura in Europa a farlo), condannando noi tutti a una crisi irrimediabile e infinita
E ancora, in prossimità di una svolta di Governo che permetta finalmente ai cittadini di accedere al potere, l’unica preoccupazione di questi servi del Pd è che il Salvidimaio non leda gli interessi dell’Europa!?!? Non dell’Italia si preoccupano i delinquenti che è un passo dal superare in peggio la Grecia, ma “DELL’EUIROPA”!!!!
E i poteri forti, eccoli tutti come un corpo solo, banche, multinazionali e finanza, che lanciano grandi allarmi terroristici, con lo spread e il rifiuto di comprarci i titoli del debito, sperando di bloccare qualsiasi cambiamento politico che possa ledere i loro interessi. E il Pd gli va dietro come un pappagallo rincretinito! .E’ una cosa di una tale stupidità e di un tale servilismo suicidi che si stenta a crederlo!!
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Mariapia Caporuscio
Con la riunificazione della Germania avvenuta nel 1990, nasceva il sogno dell’Europa unita, un’Europa dei popoli senza più muri e unita nel mantenere la pace. Purtroppo il sogno dei nostri padri costituenti non si è avverato, hanno prevalso ipocrisia, tecnocrazia, consumismo e dittatura, imposti dai trattati di Maastricht, Lisbona, MES, Schengen, Velsen, fiscal compact, TTP, USA che hanno creato un mostro chiamato “BCE” dato in mano alla Germania e siamo diventati una colonia tedesca. Essendo questi speculatori proprietari di tutti i grandi giornali e televisioni hanno avvolto il mondo in una rete di bugie e al posto della libertà che promettevano, hanno portato la schiavitù. Le nazioni private della sovranità politica e monetaria, vengono date in pasto a questi speculatori internazionali, assetati di soldi. Per questo è necessario uscire immediatamente dall’euro e riprenderci la sovranità monetaria e politica. Di Maio non può dire di voler restare in Europa perché questa non è la volontà degli iscritti al M5S. Questa Europa non è quella voluta dai padri costituenti, ma una sorta di associazione a delinquere con lo scopo di rapinare le nazioni più deboli, come Grecia e Italia. Restando in Europa per l’Italia sarà la morte civile e prima o poi verrà smembrata per spartirsene i pezzi. Permettere alle banche di creare denaro dal nulla è stato un vero e proprio crimine compiuto dai capi di Stato, oltretutto all’oscuro dei cittadini e contro la propria nazione. Questi impostori stampano carta straccia, ma si appropriano di ricchezze reali. Il debito (che era pubblico e nessuno poteva richiederlo è stato trasformato in debito privato delle banche e queste hanno fatto in modo che mai potrà essere estinto, per cui vivranno per sempre e alla grande sulle spalle della popolazione stritolata dai propri governanti per far fronte alle esigenze di questi usurai) è stato ripagato più volte tramite interessi da usura e quello che ancora chiamano debito è immorale e non va pagato!

ANGELO CANNATA’ su IFQ
Scrive Flores: “Da questo Governo non mi aspetto nulla. Spero che prima o poi ci sia un risveglio della società civile”.
Caro Paolo, l’impressione è che la società civile, 5 stelle o altri, si sia già svegliata e stia proprio lavorando alla formazione di questo Governo.
Montanari dice a sua volta che nemmeno l’accoglienza di punti democratici cancellerebbe il fatto che la Lega è di dx. Ma a giudicare questo Governo dai fatti, non ci riesce proprio?? Montanari crede che i 5stelle subiscano gli atti di Di Maio ma molto malvolentieri e che quanto accade non sia democratico.
A parte che il tutto sarà offerto al giudizio della base per averne il consenso (e quando mai Renzi lo ha fatto?) ma sbaglia Montanari a credere che il Movimento sia un gulag. C’è sempre qualcuno che dissente ma alla fine vince il parere della maggioranza che non è di dx nè di sx e guarda ai fatti, accettando un accordo se questo è utile.
Se i 5stelle si faranno imbrogliare da B non saranno più votati. Per ora hanno fatto bene e hanno la piena fiducia ad andare avanti senza stare più tanto a parlare di sx o dx ma guardando a ciò che è utile al bene dei cittadini.
Secondo l’istat la disoccupazione scende. Si sono dimenticati di avvisarli che possono anche smettere di sparare cazzate, tanto come si è evinto il 4marzo nessuno ci ha creduto. LVIX1
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FinancialTimes: “Roma apre le sue porte ai moderni barbari”. Che detto da gente che non sa ancora cos’è un bidet, francamente…
BRADYPUSS
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DI MAIO:
“Abbiamo attacchi continui, anche oggi da qualche eurocrate non eletto da nessuno. Il Financial Times parla di nuovi barbari, ma come vi permettete? Io più vedo questi attacchi, più sono motivato, perché vedo tanta paura di un certo establishment del cambiamento. Chi ha paura oggi è nostro nemico”.
(Ricordatevelo nei vostri commenti: “Chi oggi ha paura è nostro nemico”.
Fate parte della voce della speranza e del cambiamento, non del sospetto, della sfiducia e del pessimismo o nutrirete coloro che ci vogliono morti”.

Fabio
Mai si era visto, al momento dell’indicazione di un premier, tanto “accanimento gossipparo” nel passare al setaccio ogni rigo di un invidiabile CV lontano anni luce da tutti i precedenti che ci hanno preceduto in questi ultimi anni. Sono stati tirati fuori stage estivi facendoli passare per presunti master mai vantati, e titoli accademici mai dichiarati. Qual’è il problema? Che forse questo Governo non nasce allineato all’establishment internazionale gestito dai tecnocrati di Bruxelles? Che i ministri di cui si è parlato non sono iscritti alla Massoneria o non vanno ai convegni di Aspen, di Ambrosetti o di Bilderberg…?
Avete forse paura che vengano fuori gli altarini e la polvere che avete messo sotto il tappeto in tutti questi anni di berlusconismo e finto antiberlusconismo?
I Governi si giudicano per quello che fanno, per gli atti che compiono durante il loro mandato e per gli obiettivi che raggiungono.
Qui invece è scattato all’unisono su tutti i giornali italiani ed esteri un fuoco di sbarramento che non si vedeva dai tempi di “Mani Pulite” come se ad ogni costo bisognasse impedire la nascita di un Governo che per la prima volta in oltre venti anni vede all’opposizione il PD e Forza Italia. Un governo di cambiamento votato ed auspicato dalla maggioranza degli italiani, da quel popolo, da quelle gente in cui in campagna elettorale vi riempite sempre la bocca per poi abbandonarla al proprio destino.
Ora è il momento di rimboccarsi le maniche, dell’agire e del fare senza se e senza ma. Spazziamo via col buon governo questa classe politica, ladra ed inetta che ha ridotto questo Paese ad essere il fanalino di coda dell’Europa. L’Italia e gli italiani prima di tutto…!
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ABBIAMO UN DEBITO PUBBLICO?
Bruno p. Napoli
Nel giorno in cui dovrebbe nascere il governo Lega-M5S i signori dell’Europa e di Confindustria si accorgono dell’elevato debito pubblico che attanaglia l’Italia come se questo fosse apparso dal nulla ma al momento giusto per sottoporlo ai posteri.
Ai cari Moskovici europei, io semplice populista Italiano vorrei chiedere come mai ne parlate oggi e non quando avete incensato Renzi mentre nella sua legislatura lo faceva impennare di 130 miliardi di euro in poco più di mille giorni.
Come mai nessuno ha obiettato sulle ricette adottate,sul job act che ora Macron applicherà in Francia,sui salvataggi bancari,sulla decontribuzione alla imprese tanto cara a Confindustria, come mai nonostante i pessimi risultati economici Italiani nessuno ha battuto ciglio? Uno scarsissimo PIL a fronte di una disoccupazione imbalsamata spesa della PA inarrestabile e tanti tagli orizzontali. Una impennata della povertà che ha raggiunto il suo apice durante il governo Monti mentre contemporaneamente veniva applicata la riforma Fornero.
Dove erano i burocrati e gli industriali mentre l’Italia affondava?
Nessuno a quei tempi si è messo a spulciare il curriculum di Monti e Renzi, per l’Europa e per certi poteri nazionali i due erano più che adatti al saccheggio nazionale ora che invece qualcuno comincia a proporre programmi vantaggiosi per il paese intero, partono moniti, spread e saccenza gratuita da parte di Confindustria.
A prova provata della grande ipocrisia dell’Europa e degli europeisti all’occorrenza.

http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Finalmente l’Italia va cambiando! Salvini infine si sta rivelando ragionevole, visto che non lo sono stati i PD. Speremos. Girolamo

    Commento di Girolamo — maggio 23, 2018 @ 10:34 pm | Rispondi


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