Nuovo Masada

maggio 22, 2018

MASADA n° 1925 22-5-2018 UN GOVERNO QUASI FATTO

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MASADA n° 1925 22-5-2018 UN GOVERNO QUASI FATTO
Blog di Viviana Vivarelli

Premier Giuseppe Conte- Le critiche idiote – E’ nato qualcosa di nuovo – Il programma del M5S- Un programma un po’ liberista e un po’ sociale – Perché dire che sarebbe un Presidente debole? – Da cosa partire – Migranti, clandestini e trasgressori – Compromessi – Rune – E il Pd affonda – Renzi, un disturbo narcisistico della personalità – Ai faziosi e supponenti – Ma è vero che il contratto di Governo costa 100 miliardi? – La radicalizzazione dell’opinionismo chich – Dimmi chi hai contro

42.274 hanno votato sì e 2.522 no. Il MoVimento 5 Stelle approva il Contratto per il Governo del Cambiamento.

Se uno Stato medita di uscire dall’euro partono dalla BCE missili atomici caricati a Spread e sterminano la popolazione.
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Macron: “Vedo forze paradossali, ho fiducia in Mattarella”. Ma più paradossali di un francese che varca i nostri confini con la Gendarmèrie, ci lascia i migranti sugli scogli e mette in discussione i risultati delle nostre elezioni?
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Il Papa: “Contro la fame tassare le attività offshore”. In effetti sembrerebbe più logico che rapinare le pensioni.
antonio carano
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Dunque Capo del Governo è Giuseppe Conte, 54 anni, nato in provincia di Foggia. Il curriculum è prestigioso: laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma con il massimo di voti. Borsista presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha approfondito i suoi studi all’estero tra il 1992 e il 1993 presso l’Università di Yale e quella di Duquesne negli Stati Uniti, oltre che all’Istituto delle Culture Internazionali di Vienna Nel 1996 inizia a insegnare Diritto Civile e Commerciale all’università LUMSA di Roma, proseguendo l’attività accademica all’Università di Sassari, di Roma Tre, di Firenze oltre che in quella di Malta. Nel 2002 ha ricevuto l’idoneità a professore ordinario di Diritto Privato presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli, diventando poi anche condirettore della collana “Maestri del diritto” dell’editore Laterza. Attualmente inoltre è membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.

Berlusconi si è messo all’opposizione, così da sancire il suo distacco da Salvini ma con questo atto ha decretato la morte di Forza Italia. La Meloni non ha ancora detto cosa vuol fare. Con i suoi 31 voti cercherà di contrattare un Ministero. Senza Berlusconi il Governo in fieri ha 105 voti in meno e una maggioranza risicata di soli 34 voti per cui conservare il Governo sarà piuttosto difficile.
Agli Interni andrà Salvini così da gestire il fenomeno dei migranti.
Di Maio allo Sviluppo e al Lavoro così da garantire il reddito minimo di cittadinanza.
Conte è a favore della sburocratizzazione dello Stato e dello snellimento della pubblica amministrazione e contro gli enti inutili, le premesse per fare bene ci sono.

Giuseppe Conte
Giovane e deciso
Preciso e meticoloso
Figura di grandi qualità
Curriculum prestigioso di 18 pagine
Molto noto in grandi università del mondo
Laurea in Giurisprudenza, studi di perfezionamento a Yale e alla New York University e docenze di Diritto Privato all’Università di Firenze e all’università LUISS di Roma.
Lavora come avvocato a Roma e ha un suo studio legale, è anche avvocato patrocinante in Cassazione.
Molto competente in diritto
Di sinistra
Già scelto da Di Maio per la Giustizia e già proposto come leader da Di Maio nel caso non avesse potuto essere lui Capo del Governo.
Che si vuole di più?

Io se fossi Conte eliminerei l’intero curriculum e scriverei soltanto: “Sono stato alla Ruota della Fortuna: esticazzi?”
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Giuseppe Conte racconta così il primo contatto con Di Maio e il Movimento che “risale a 4 anni fa:
“Fui contattato e mi venne chieste la disponibilità di farmi nominare come membro dell’organo di autogoverno della Giustizia amministrativa. Per onestà intellettuale gli precisai: ‘Non vi ho votato e non sono un simpatizzante’. In questi 4 anni in cui ho svolto questo alto incarico non ho mai ricevuto una telefonata che volesse interferire con il delicato incarico che ho ricoperto. La promessa è stata mantenuta. Nel corso della telefonata mi venne subito detto: a noi non interessa, vogliamo un indipendente. Ecco allora io ho potuto verificare con mano che nel Dna di questi giovani amici c’è la cultura della legalità e il rispetto delle istituzioni e la difesa di un concetto di etica pubblica che era tanto caro a Rodotà”.

LE CRITICHE IDIOTE
Viviana Vivarelli
Non sapendo come mordere con dente avvelenato, i criticoni si attaccano al fatto che Di Maio aveva promesso un politico e ha scelto un tecnico, come se questo fosse un peccato capitale.
Io so che non sempre le circostanze ci permettono di esaudire i nostri desideri e che questo Governo per penuria di voti nasce all’insegna del compromesso. Non sempre quello che vorremmo fare coincide con quello che riusciamo a fare e posso solo fidarmi di Di Maio, perché finora ha agito al meglio del meglio.
Addirittura uno ha attaccato Conte dicendo stupidamente che era fiorentino come Renzi e i suoi cloni, come se essere fiorentino fosse diventato sinonimo di delinquente, questo per dire a cosa si attacca la stupidità della gente. Conte è foggiano ma non credo che la nascita di qualcuno segni il suo operato in modo fatale.
Altri lo hanno attaccato in quanto docente di diritto paragonandolo a Monti, altra sciocchezza, come se essere competente di qualcosa creasse automaticamente una maledizione e non potessero esistere opinioni divergenti nel campo della stessa competenza.
Altri contestano il fatto che non sia un nome eletto da noi, ma questo valeva per gran parte della squadra eccellente che Di Maio aveva presentato, per cui Conte è stato votato come componente di una squadra ma almeno è uno che non ha mai fatto politica prima e offre garanzie al punto da essere già da prima il prescelto da Di Maio come premier.
Monti non è stato scelto solo perché era un tecnico, ma perché aveva una chiara ideologia neoliberista e avrebbe portato sicuramente avanti i diktat della Troika. Conte perché le sue idee coincidono con le nostre e sono contro la Troika, Ed è questo quello che conta.
Il suo vasto curriculum (18 pagine) e i suoi molti meriti internazionali dovrebbero almeno chiudere la bocca a coloro che ci hanno sempre diffamato dicendo che siamo degli avventuristi incompetenti e impreparati.

E’ NATO QUALCOSA DI NUOVO
Bruno p. Napoli
Al di là del Governo,del PDC e della squadra di ministri è indubbio che questa tornata elettorale è l’affermazione di un nuovo modo di vedere la politica e questa volta i rappresentanti hanno il fiato corto.
Le basi elettorali infatti sono distribuite in maniera non piramidale e sarà davvero una novità la partecipazione popolare nella conduzione governativa che dovrà di continuo verificare il feed back di quanto propone e promulga. Qui non si possono fare scherzi e non si può giocare di ipocrisia,il Sud e il Nord della nazione devono essere coesi nell’intento di raggiungere gli obiettivi del programma e non saranno ammessi ne i bari del sud ne quelli del nord ed il Parlamento non si può permettere transfughi o votazioni non coerenti al programma pena il fallimento del progetto.
Di sicuro qualcosa dovrà essere limato in fase di avanzamento a seconda delle condizioni contingenti e naturalmente discusso e armonizzato il più possibile con le esigenze comuni.
Quello che è successo a livello nazionale si sta verificando anche a livello regionale e comunale. I vecchi partiti del tutto estromessi e bocciati su tutta la linea con un cdx completamente snaturato e polarizzato verso la lega ed un M5S dominante o secondo.
E’ davvero l’inizio di una nuova era e questa volta o si vince o si perde tutti poiché ogni elettore si deve assumere le proprie responsabilità nel delegare conscio di avere la possibilità di partecipare nel processo decisionale.
Un esperimento?No è la democrazia diretta. Non ci sono più scusanti,uno vale uno, e al bar non si potrà più imprecare ad un Governo ladro. Gioie e dolori verranno condivisi da tutto l’elettorato ma bisogna pensare Italiano dentro e fuori i confini con la consapevolezza di essere in Europa e nel mondo, insomma un compito arduo ma una sfida da non rimandare più.

ANSA
Giuseppe Conte, legalità e semplificazione le sue parole d’ordine.
Il motto: “Ogni risultato inizia con la decisione di provare”.
Prof anti-burocrazia con un passato a sinistra. 54 anni, autore del programma giustizia M5s, era nella squadra di Governo. Il professore attacca “ipertrofia norme” e ricorda art. 54 Carta.
Si definisce “Assertivo”. Parla in pubblico in modo puntuale e con piglio deciso.
Mesi fa ha annunciato la sua disponibilità “per spirito di servizio” alla candidatura a ministro della pubblica amministrazione, deburocratizzazione e meritocrazia immaginato da Luigi Di Maio in campagna elettorale.
Nato in provincia di Foggia, 54 anni, vive a Roma, dove è titolare di un grande studio legale. Insegna a Firenze diritto privato.
Nel suo curriculum una laurea in Giurisprudenza all’Università di Roma, una sfilza di master e perfezionamenti in giro per il mondo (Yale, Vienna, Sorbona, New York). Nel 1988 (anno della laurea), era già stato inserito nella commissione di Palazzo Chigi per la riforma del codice civile. Non si contano le collaborazioni con riviste giuridiche, università straniere, i libri e gli articoli pubblicati.
Legalità e semplificazione sono le parole d’ordine come rimarcato nel discorso di ‘investitura’ a ministro ombra dei 5 stelle.
Si appella al “concetto di etica pubblica”, a Stefano Rodotà, e all’articolo 54 della Costituzione che indica per chi ha funzioni pubbliche “il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Nel suo programma c’era la lotta all’ipertrofia normativa che penalizza gli onesti e la necessità di semplificare al massimo la burocrazia.
In un convegno sulla giustizia organizzato a inizio 2017 dal M5S evidenziava, tra l’altro, la necessità di superare il vecchio privilegio del Governo di designare i componenti del Consiglio di Stato così da metterci i grand commis dello Stato a garanzia del Governo stesso.
Insiste molto sulla “autonomia e indipendenza”, della magistratura.
Il suo rapporto con Di Maio è tanto stretto che Di Maio gli ha dato l’incarico di scrivere il programma elettorale sulla giustizia e lo ha ingaggiato come suo legale di fiducia.
E’ stato anche componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, carica dalla quale si è dimesso quando Di Maio lo ha voluto tra i suoi ministri. Per avere un’idea del suo orientamento, è sufficiente dare un’occhiata alle sue dichiarazioni durante la presentazione della squadra di Governo cinque stelle:
“Primo: bisogna drasticamente abolire le leggi inutili, che sono molte più delle 400 indicate da Luigi Di Maio.
Secondo: bisogna rafforzare la normativa anti-corruzione prevedendo quelle iniziative che si muovono nello spazio oscuro che precede la corruzione.
Terzo: bisogna rivedere, pressoché integralmente, la riforma della cattiva scuola”.
Conte è stato un elettore della sx: “In passato ho votato a sinistra. Oggi penso che gli schemi ideologici del ‘900 non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l’operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacità di elaborare programmi utili ai cittadini”.

Di Maio ha dichiarato:
“Giuseppe Conte oltre a essere una persona di grandissimo profilo, viene dalla periferia di questo Paese, da San Giovanni Rotondo, è uno tosto, si è fatto da solo. Si è battuto non solo per un rigore legale ma anche morale”.

“C’è stato un momento fondamentale nell’ultima assemblea quando ho detto ‘dobbiamo andare a votare’. Tutti pensavano che avrei ricevuto il vostro diniego ma non c’è stato uno che ha detto no, e quella è stata la grande forza che ci ha permesso la svolta”.

Anticipando poi le critiche di alcuni, ha spiegato come mai non si parli esplicitamente di Sud dentro il programma: “Sono deputato del Sud, ma mi sono rifiutato nel contratto di relegare il sud a una riserva indiana cui dare qualche misura speciale”.

Salvini ha dichiarato di aver tranquillizzato Europa e partner ma è tornato ad attaccare “vincoli e austerità”.

“Io sono civile, educato e rispettoso, ma basta: di precarietà di muore, di tagli si muore, di austerità si muore, di immigrati fuori controllo si muore, di vincoli europei si muore“

“Come è possibile farsi dare minacce e ordini” da chi “ha portato l’Italia al massimo della precarietà, cioè a un debito pubblico che è aumentato di 300 miliardi di euro. Come possono dare consigli agli italiani queste persone? Basta”

“Servono umiltà, lealtà, coerenza cuore, e libertà dai vincoli. Non ho paura di niente e di nessuno, bisogna fare poche cose e fare bene, sempre con l’interesse degli italiani davanti a tutto. Servirà la libertà di andare a Bruxelles, Berlino o Parigi e dire dei no, questo fa male agli italiani. Troppi sì ci hanno fatto ingoiare, troppi signor sì” ma ora “servi assolutamente no”.

“Abbiamo una enorme responsabilità. Spero di sbagliare il meno possibile, errori li farò e li faremo” ma “chi fa può sbagliare”.

Il leader dei Popolari europei (Ppe), Manfred Weber, dichiara che “le azioni irrazionali o populiste”, del futuro Governo italiano “potrebbero provocare una nuova crisi dell’euro”.
E lancia “un appello a restare entro i confini della ragione”. “Nella vita di tutti i giorni, non c’è alternativa che lavorare a stretto contatto e in collaborazione con i nostri vicini in Europa. Per questo spero che le persone finiscano per rendersi conto che il populismo diffonde molte bugie e non offre nessuna risposta costruttiva”.
Gli risponde il capogruppo della Lega al Pe Mara Bizzotto:
“Il “Governo Lega-M5S farà gli interessi degli italiani, non quelli dei tedeschi! E’ Weber che scherza con il fuoco: finiti i tempi in cui l’Italia prendeva ordini da Berlino. Weber pensi agli affari suoi, gli italiani sono stanchi di prendere ordini da Bruxelles e da Berlino! Si metta l’anima in pace: sono finiti i tempi in cui Merkel e i suoi proconsoli a Bruxelles montavano e smontavano i governi italiani a seconda degli interessi tedeschi e delle loro banche”.
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Di Maio sul blog:
“Conte sarà premier di un Governo politico”
Giuseppe Conte sarà un premier politico di un Governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno. E soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. No ai cambi di casacca, no a persone che vengono dal gruppo Misto e che entrano in altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al Governo”.
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Lettore di IFQ
“Storicamente l’attività dei presidenti del Consiglio è stata più quella di mediazione fra i partiti della maggioranza, che quella di direzione dell’attività del Governo” (wikipedia).
Quindi nel sistema istituzionale italiano il Presidente del Consiglio non è una persona così cruciale. Non è vero che è una specie di comandante in capo in grado di fare il bello e il cattivo tempo, che le politiche le decide lui, che può mettere a tacere tutti gli altri (anche se Renzi questo è stato).
Ecco perché non è elettivo, può sceglierlo il Capo dello Stato, e “non richiede particolari requisiti necessari per tale nomina”. Ed ecco anche perché non dovrebbe essere così difficile mettersi d’accordo su uno decente!
E’ stato soprattutto BERLUSCONI (ma poi Renzi)a cercare in tutti i modi di trasformarlo in una specie di DUCETTO, a riprova del fatto che i duci piacciono soprattutto ai delinquenti.
Chi ha in mente di IMPORRE alla società MOLTE EVIDENTI E PROFONDE INGIUSTIZIE, non può certo sperare nella approvazione delle maggioranze, come può fare invece chi è in grado di dimostrare che quello che vuole è veramente la miglior cosa per tutti.
Ecco perché è soprattutto ai delinquenti che piace tanto IL POTERE ASSOLUTO, il controllo dei mezzi di informazione, e la possibilità di fare un uso LARGO E INCONTROLLATO dei mezzi di COERCIZIONE E REPRESSIONE.
Io spero che il PdR torni ad essere quello che nelle nostre istituzioni era previsto che fosse. Sarà un primo segno di ritorno alla normalità democratica.

UN PROGRAMMA UN PO’ LIBERISTA E UN PO’ SOCIALE
Dice Salvatore Cannavò su IFQ che la stampa e i principali responsabili dello sfascio italiano hanno accolto in modo isterico il contratto del Governo del cambiamento: appelli alla difesa democratica dello Stato, indignazione per le soluzioni tecnico-politiche, ricorso all’Europa come baluardo alla calata dei nuovi barbari. Ma in questo modo il consenso all’alleanza gialloverde non farà che crescere. Le élite italiane, la casta e chi la sostiene, cercheranno di costruire contro il Governo nascente una coalizione liberale (o liberista??) ed europeista che guarda a Macron come faro e cercherà di rimediare alla crisi del Pd. Ma sarà un fallimento.
A chi crede di essere di sx si parlerà di avvento di “nuovi fascismi” e sarà ridicolo perché il contratto M5S-Lega ha già un consenso sociale fortissimo, piace ad ambientalisti, progressisti e persone di sx anche se molti si oppongono alla flat tax e alla propaganda anti-immigrati della Lega. Ma ormai la dissoluzione della sx di Governo è tale che, se uno vuole mettersi all’opposizione di questo Governo, deve prima definire se stesso e chiarire da che parte sta.
Il M5S ha superato l’opposizione dx/sx, parlando di ‘alto’ e ‘basso’, la casta che comanda/il popolo che viene privato dei suoi diritti e delle sue tutele, e hanno vinto per questo.
Da una parte le classi dirigenti italiane ed europee degli ultimi 30 anni, dall’altra le loro vittime.
Quando si dice popolo non ci sono solo gli ultimi, c’è una classe media impoverita, frustrata e rancorosa e fette consistenti del mondo del lavoro dipendente, giovani precari, insegnanti, funzionari dello Stato. Il punto di vista marxista divideva tra chi possiede capitali, produttivi e finanziari, e governa il mondo e chi non ha nulla, e questa divisione è sempre valida. Anche perché finora la sociale si è scaricata sul vicino più prossimo, quasi sempre il migrante, o il rom, il povero, spessissimo le donne.
Il programma di Governo M5S-Lega è risultato doppio, un po’ liberista un po’ sociale, ha misure liberiste come la dual flat tax e misure sociali come il Reddito di cittadinanza, la riforma della legge Fornero, il deficit spending come strategia, la Banca pubblica, politiche per l’ambiente, la scuola, l’acqua pubblica. Vedremo se sarà possibile tenere insieme queste due direttrici.
Il successo sarà possibile se alla base di tutto si metterà una parola chiave: ‘la solidarietà’, intesa come “concetto costitutivo della Repubblica” (Stefano Rodotà), come connessione paritaria tra uguali, e non come atto paternalistico del Governo di turno. Ma nel programma la solidarietà non c’è. Anzi, nelle misure contro i migranti, contro i rom..c’è il contrario.
Anche un Governo di sx, se fosse tale, dovrebbe varare un programma da 100 miliardi di recupero sociale e non è su questo che Salvini e Di Maio vanno criticati. Il punto è che a pagare questi 100 miliardi dovrebbero essere quelli che in dieci anni di crisi si sono arricchiti e di miliardi ne hanno guadagnati mille. Non è un caso che nel programma sia stata esclusa la patrimoniale. E nel “noi”, a differenza che nel passato, non ci sono improbabili partiti mai nati o già morti, ma solo una “sx sociale” che ancora non si riconosce in quanto tale ma che dovrebbe cominciare a farlo.

Viviana Vivarelli
Se Giuseppe Conte sarà il capo del Governo, punteremo le nostre speranze su di lui sapendo che è il programma che conta e che gli uomini che lo realizzano vengono in secondo piano.
Ma sarebbe stato il desiderio di tutti avere Di Maio come Capo del Governo, sia perché la sua battaglia lenta e paziente, spesso avversata o non capita dai suoi stessi elettori, ha realizzato un’opera magnifica che gli doveva essere ascritta a merito col titolo giusto che spettava solo a lui, sia perché, laurea o non laurea, Luigi ha le doti di mediatore e di costruttore che deve avere un vero Capo.
La mia massima stima a una persona tanto giovane e tanto straordinaria. Mettergli accanto la meschinità, la piccineria, la mediocrità di tanti che si credono politici e che sono solo dei somari presuntuosi e sono assurti in politica loro malgrado, non fa che rilevare in modo ancora più grande le doti di grande intelligenza, capacità e pazienza di un giovane che dovrebbe rimanere per sempre al servizio del Paese e che sarà per sempre nel cuore di noi tutti.
Lo dico con molta commozione: Grazie Luigi!!

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PERCHE’ DIRE CHE E’ UN PRESIDENTE DEBOLE?
Viviana Vivarelli
C’è l’impressione che Mattarella abbia dei timori su un Presidente ‘debole’ perché non libero ma vincolato a un contratto. Di Maio e Salvini hanno insistito molto sul fatto che Conte sia l’esecutore del programma concordato, mentre al contrario i due rispetti elettorati temono che il nuovo Presidente del Consiglio prenda provvedimenti di suo pugno diversi da quanto fissato, non essendo uscito direttamente dal loro voto.
Ora, Giuseppe Conte è tra quelli che il contratto lo hanno scritto, perché dovrebbe contraddire delle scelte programmatiche che egli stesso ha contribuito a scrivere?
E perché dovrebbe essere considerato ‘debole’ se tenderà a realizzare quel contratto in cui in molte parti è stato una specie di supervisore? E’ la stessa cosa che ha promesso di fare la Merkel, senza che nessuno si permettesse di chiamarla ‘Presidente debole’.
Quello che conta alla fine non è il giudizio privato di Mattarella ma che Conte abbia la fiducia del Parlamento. E’ vero che con la scissione di Berlusconi da Salvini e dal cdx, i voti della maggioranza sono diminuiti di 105 unità, ma resta lo stesso un bel margine.
La cosa grottesca è che Monti o Letta o Renzi sono stati messi su senza elezione popolare e per realizzare il programma della Troika, Berlusconi e Renzi addirittura intendevano realizzare il programma di Licio Gelli e della P2 e nessuno si è permesso per questo di chiamarli ‘presidenti deboli’!

L’UOMO SENZA FILO
Per un Paese che rinasce

L’uomo del filo ha slegato l’aquilone
e si è fatto ali e vento
colori si è fatto e suoni e sole
Gli correvano appresso i compari-denari
per acchiapparlo nelle sue prigioni
gli stridevano i denti
d’oro
battevano tacchi di ferro e piombi
ma cadevano a frotte
come topi
morti
nel fulgore
non si raggiunge l’uomo liberato
che se ne vola via
come l’ape
ebbra d’amore.

Viviana Vivarelli

DA COSA PARTIRE
TRAVAGLIO
L’altro giorno, in un quartiere popolare alla periferia di Roma, è stato arrestato un cingalese di 50 anni con l’accusa di aver molestato, baciando sulla bocca e/o palpando nelle parti intime, tre bambine fra gli 8 e i 10 anni. È un clandestino denunciato un anno fa per non aver ottemperato a un decreto di espulsione. Dunque, se lo Stato funzionasse, questo gentiluomo non sarebbe più in Italia da un pezzo e le tre bambine sarebbero inviolate. Invece nessuno fa rispettare la legge: infatti l’Italia è piena di stranieri che vanno a zonzo in barba al decreto di espulsione o al foglio di via, che ovviamente hanno distrutto. quando vengono scoperti, rispondono che non hanno i soldi per pagarsi il viaggio aereo verso il Paese d’origine, al che il poliziotto è quasi sempre costretto a ribattere: “Nemmeno noi li abbiamo per il rimpatrio forzato”. Quanti siano esattamente in quel “limbo” è impossibile saperlo: molti cambiano continuamente identità, esibiscono documenti falsi o fingono di non averne. Il che è già difficile da spiegare ai cittadini comuni: figurarsi ai genitori delle bimbe molestate da un sospetto pedofilo che non dovrebbe essere il loro vicino di casa. Nel gennaio scorso, il Tribunale di Milano ha condannato a 10 anni Edgar Bianchi, il violentatore seriale detto “il maniaco dell’ascensore”, che nel 2006 se n’era buscati altri 12 definitivi per una ventina di aggressioni sessuali, ma ne aveva scontati solo 8: 3 glieli aveva levati l’indulto, il quarto era scomparso grazie alle pene alternative previste dalla nostra generosissima legge penitenziaria. Nel 2014, tornato libero, aveva subito ricominciato, abusando di una tredicenne, puntata all’uscita da scuola e seguita fino al pianerottolo di casa. Sette mesi fa la Cassazione ha chiuso con una sentenza di prescrizione il processo per gli abusi sessuali commessi nel 2002 su una minorenne torinese prima dal padre e poi dagli “educatori” della comunità che la ospitava. Sedici anni non sono bastati per i tre gradi di giudizio, un po’ per le solite lungaggini processuali, un po’ perché qui la prescrizione non parte quando il reato viene scoperto, ma quando viene commesso. Un anno per le indagini, cinque per il processo di primo grado col rito “abbreviato”(tutti condannati), una lunga pausa prima dell’appello, altri tre anni per la sentenza di secondo grado (tutti ricondannati) e la solita prescrizione in Cassazione. Nel febbraio 2017, sempre a Torino, il Pg e i giudici d’appello avevano chiesto scusa al popolo italiano per un caso analogo: una prescrizione in secondo grado per un grave stupro di 20 anni prima. E a marzo di un anno fa la Cassazione aveva evitato in extremis la prescrizione di un processo sulle violenze subìte 17 anni prima da una ragazzina che si era poi suicidata. Ora, se queste cose accadono in uffici giudiziari come quelli torinesi, mediamente efficienti, meno oberati e “scoperti” rispetto a quelli di certe zone del Sud, le giaculatorie sulla “giustizia più rapida” lasciano il tempo che trovano. La domanda di giustizia dei cittadini, dinanzi a delitti così odiosi, non può aspettare le risorse per gli aumenti di personale e per le grandi riforme taglia-contenzioso. L’unica risposta che si può e deve dare subito, a costo zero, è una mini-riforma di poche righe che faccia partire la prescrizione con la scoperta del reato e la blocchi per sempre al momento del rinvio a giudizio. Certezza della pena, prescrizione, immigrati irregolari che non vengono espulsi e magari ne approfittano per delinquere: a questo pensano i cittadini quando sentono parlare di “giustizia”. Almeno i cittadini onesti, che si calano automaticamente nei panni delle vittime dei reati e si infuriano a bestia quando sentono i politici parlare (sempre) la lingua dei colpevoli. Chiunque ci abbia governato finora parlava solo di sovraffollamento delle carceri (con indulti, amnistie, condoni e leggi svuota-celle), di intercettazioni (per limitarne l’uso e la pubblicazione), di custodia cautelare (per restringere le cosiddette “manette facili”), di pene alternative (per mandare fuori o non mandar dentro più delinquenti possibile), di reati da depenalizzare (i loro e quelli dei loro amici), di prescrizione (per accorciarla o lasciarla com’era), di “garantismo” (svilito a gargarismo sinonimo di impunità). Ora, per la prima volta, l’agenda del Governo si ribalta, nelle priorità e nel linguaggio. Il contratto giallo-verde stipulato da Di Maio e Salvini, con tutti i suoi limiti, eccessi, forzature e assurdità, non ha paura di parlare di più carceri e più carcere, meno prescrizioni, pene più severe e più certe (non solo per i poveracci, ma anche per evasori e corrotti), più mezzi a chi i reati li deve scoprire e punire, meno garanzie per chi commette reati e più garanzie per chi li denuncia e per chi li subisce.I puristi dei massimi sistemi, del sesso degli angeli e del giudiziariamente corretto storcono il naso con argomenti triti e tristi: il giustizialismo, i manettari, i forcaioli. Di questi slogan i cittadini s’infischiano: se vedranno qualche delinquente a spasso in meno, qualche irregolare espulso in più (anche per scontare la pena nel suo Paese), qualche impunito in meno e una vaga somiglianza fra le pene scritte nelle sentenze e quelle scontate in carcere, saranno felici e grati al Governo (e noi con loro, anche perché vorrà dire che il Delinquente è out).
M5S e Lega, partiti più popolari che populisti, agli elettori dovranno presto rispondere. Se non riusciranno, per vincoli di bilancio, a fare tutto ciò che promettono sulle riforme costose, ma si limiteranno ad avviarle, potranno essere perdonati. .
Ma, se non manterranno subito gli impegni a costo zero, come quelli sulla giustizia, non avranno scuse. E saranno puniti.
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Migranti, clandestini e trasgressori
Viviana Vivarelli
Do il mio aiuto ad una associazione di volontariato di medici che presta il proprio lavoro gratuitamente per gli ultimi della Terra: italiani molto poveri, senza tetto e migranti.
Dunque, quando sento parlare di solidarietà, il tema mi sta molto a cuore.
Oggi dal Pd o finitimi come la Boldrini il tema della solidarietà sembra essere l’unico o quasi rimasto per aggredire il nuovo Governo e tacciarlo di fascismo. Tutti sono contro Salvini che prenderà gli Interni e dovrà dunque occuparsi di migranti.
La sofferenza umana è sempre stata un buon argomento di battaglia politica, e nei migranti essa si è allargata a dismisura.
Oggi Travaglio, nel suo editoriale, parla dei clandestini che hanno commesso uno dei reati più violenti e intollerabili: lo stupro di bambini, e che sono rimasti a piede libero o per la lunghezza spropositata dei processi o per la prescrizione che mozza i processi prima che arrivino a sentenza per decorrenza dei termini o perché mancano fondi per fare i rimpatri.
Sabato ho visto il Presidente piddino del mio quartiere che arrivava alle lacrime di commozione parlando dei migranti e dello ius soli.
Ma io dico: Renzi è stato su tre anni senza fare una legge per lo ius soli e altri prima di lui coi voti sempre del Pd. Abbiamo visto imporre alla fiducia riforme e leggi finanziarie di ogni tipo una peggiore dell’altra. Renzi da solo ha imposto il voto alla fiducia per 54 volte. Dal 2008 al 2013 ci sono stati 96 voti di fiducia su disegni di legge, quasi 2 al mese. Durante il Governo Monti la fiducia è stata usata 51 volte in 17 mesi, 3 volte al mese. Nei primi 42 mesi della XVII legislatura (governi Letta e Renzi) i voti di fiducia su disegni di legge sono stati 76, quasi 2 al mese. In totale, negli ultimi 4 governi (Berlusconi, Monti, Letta e Renzi) una legge su 4 è stata approvata con una voto di fiducia. E in tutti questi 23 anni nessuno ha mai imposto alla fiducia l’ius soli che il Pd avrebbe potuto fare con la semplice maggioranza.
E ora che questi signori al potere non ci sono più, ecco che l’argomento è diventato di pregnante interesse. E i piddini solo di una cosa parlano: di solidarietà.
Dov’era la solidarietà quando il Pd firmava patti osceni come quello di Dublino che ci imponeva di tenerci i migranti che sbarcavano e che spesso volevano andare altrove?
Con quale senso di solidarietà, Renzi, per farsi approvare dei conti non in ordine in cui aumentava il debito pubblico invece di diminuirlo ma non cessava di fare regali alle banche e agli amici degli amici, firmava il Tryton con cui l’Italia si offriva come UNICO Paese che accettava TUTTI i migranti del Mediterraneo?
Con quale solidarietà una sua finanziaria era arrivata a tagliare i 100 milioni a favore di malati di SLA? Con quale solidarietà lo Stato si è mangiato i 32 milioni offerti dagli italiani per i terremotati? O lo Stato rinunciava a sequestrare i beni dei vari De Benedetti morosi con le banche che non restituivano i denari prestati obbligando i cittadini a pagare i debiti dei più ricchi? Tagliando ad ogni Finanziaria lo stato sociale che aiuta specialmente i più deboli? Con quale solidarietà alle vittime i vari Capi di Governo non hanno fatto che rendere più difficile l’applicazione della giustizia, troncando i processi, riducendo le pene, tagliando i diritti, eliminando le prove, depenalizzando i reati, quando non addirittura condonando, amnistiando, rendendo la giustizia simile a un burlesque. Con quale concetto di solidarietà sono stati rasi al suolo la certezza della pena e il premio del merito? E con quale solidarietà è stato imposto il Jobs act o si sono lasciati i terremotati nelle tende dopo decenni dai terremoti?
Ecco perché ora che è tutto uno sventagliare di questa parola da parte dei Piddini e dei centristi provo questa profonda irritazione, la stessa che provo davanti a comportamenti profondamente irresponsabili e ipocriti.
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Elp
Se una farfalla batte le ali a Pechino, un albero cade a Firenze, ma scassen’ o cazz’ a Virginia Raggi…
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Sintesi del Contratto per il Governo del Cambiamento

ACQUA PUBBLICA: Tutela del bene comune come da volontà espressa nel referendum del 2011
AGRICOLTURA E PESCA – tutela dell’agricoltura, sostegno della piccola pesca e del Made in Italy
AMBIENTE, GREEN ECONOMY E RIFIUTI ZERO: sostenibilità ambientale attraverso un’economia ed una finanza “decarbonizzata” e “defossilizzata”; efficienza energetica e fonti rinnovabili; sostegno della “green-economy”, (ricerca, innovazione e formazione per sviluppo lavoro ecologico); promozione dell’economia circolare
BANCA PER GLI INVESTIMENTI E RISPARMIO: istituzione di una Banca per gli investimenti per le piccole medio imprese; tutela del risparmio; separazione tra banca di credito e banca d’investimento
CONFLITTO D’INTERESSI: previsione di conflitto di interesse in presenza di interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l’esercizio obiettivo di una funzione pubblica, a prescindere da un vantaggio economico; applicazione della legge anche per incarichi non governativi
CULTURA: conservazione, valorizzazione e fruibilità dei beni culturali e patrimonio artistico
DEBITO PUBBLICO E DEFICIT: riduzione del debito pubblico non con interventi basati su tasse e austerità bensì attraverso la crescita del PIL; rilancio sia della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostengo del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni
DIFESA: tutela del personale delle Forze Armate; assunzione nuove risorse con aumento di dotazione e mezzi; razionalizzazione delle risorse nelle spese militari anche con riferimento alla riforma del patrimonio immobiliare dismesso; rivedere le missioni internazionali in relazione all’effettivo interesse nazionale
ESTERI: appartenenza all’Alleanza atlantica con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato; apertura alla Russia per potenziare rapporti commerciali; riorganizzazione della rete diplomatica e consolare per diritti degli italiani all’estero
FISCO – FLAT TAX E SEMPLIFICAZIONE: Sterilizzazione clausole IVA e accise; detassazione e semplificazione per famiglie, imprese e partite IVA; revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese; Flat tax ad aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA, imprese e famiglie; previsione di una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare; conferma della “no tax area”; onere della prova a carico del fisco; potenziamento delle compensazioni tra crediti e debiti nei confronti della PA; abolizione dello spesometro e redditometro; inasprimento pene per i grandi evasori fiscali; pace fiscale: potenziamento delle procedure di risanamento dei debiti
GIUSTIZIA RAPIDA ED EFFICIENTE: indipendenza del CSM; separazione carriera magistratura – politica; semplificazione e riduzione processi; potenziamento della legittima difesa; inasprimento pene per la violenza sessuale; equo indennizzo vittime di reati violenti; riforma prescrizione dei reati; stop depenalizzazioni e svuota carceri; aumenti di pena per furto, rapina, truffa; processi rapidi; class-action per cittadini e imprese; riduzione costi accesso giustizia; contrasto bracconaggio; costruzione nuove carceri; nuove linee guida sul cd. “41-bis” (carcere duro)
IMMIGRAZIONE: RIMPATRI E STOP AL BUSINESS: superamento del Regolamento di Dublino; rispetto principio di equa ripartizione delle responsabilità tra Paesi UE; procedure veloci per la verifica del diritto allo status di rifugiato; trasparenza dei fondi pubblici destinati al sistema di accoglienza; cooperazione tra Paesi
LAVORO: salario minimo orario; riduzione del cuneo fiscale e semplificazione adempimenti burocratici; riforma complessiva dei voucher; potenziamento dei centri per l’impiego; contrasto alla precarietà e agli effetti del jobs act; potenziamento percorsi di formazione lavorativa
LOTTA ALLA CORRUZIONE: aumento pene per i reati contro la PA; interdizione (DASPO) per i corrotti e corruttori; introduzione dell’agente sotto copertura e dell’agente provocatore; potenziamento dell’Autorità Nazionale Anti-corruzione; più tutele per il whistleblower; potenziamento delle intercettazioni soprattutto per la corruzione; aumento di pene per il voto di scambio politico – mafioso
MINISTERO PER LE DISABILITA’: rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza; esclusione dal calcolo dell’ISEE dei trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari; innalzamento dell’indennità di invalidità civile e l’adeguamento alla pensione sociale
LEGGE FORNERO: abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma “Fornero”, per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse; introduzione della quota 41 e della quota 100; separazione tra previdenza e assistenza; proroga della misura “opzione donna”
POLITICHE PER LA FAMIGLIA E NATALITA’: politiche per consentire alle donne di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro. Innalzamento dell’indennità di maternità; sgravi contributivi per le imprese che mantengono al lavoro le madri dopo la nascita dei figli; rimborsi per asili nido e baby sitter, fiscalità di vantaggio, tra cui “IVA a zero” per prodotti neonatali e per l’infanzia. Agevolazione per le famiglie con anziani a carico, compresa l’assistenza domiciliare anche tramite colf e badanti
REDDITO DI CITTADINANZA E PENSIONE DI CITTADINANZA: reddito di cittadinanza come sostegno al reddito per i cittadini italiani finalizzato al reinserimento lavorativo; il sostegno ammonta a 780,00 euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala OCSE per nuclei familiari più numerosi; il beneficiario del reddito dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego (massimo tre proposte nell’arco temporale di due anni); in caso di rifiuto decade dal beneficio; Investimento di 2 miliardi di euro destinati alla riforma dei centri per l’impiego. Introduzione della Pensione di cittadinanza ovvero garantire una pensione minima a chi vive sotto la soglia minima di povertà: integrazione degli assegni inferiori ai 780,00 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza
RIFORME ISTITUZIONALI, AUTONOMIA E DEMOCRAZIA: riduzione del numero dei parlamentari; introduzione del vincolo di mandato per i parlamentari. potenziamento della democrazia diretta; autonomia regionale e garanzia di fondi in favore degli enti territoriali; introduzione referendum propositivo; soppressione quorum del referendum abrogativo; potenziamento della iniziativa legislativa; trasparenza sui finanziamenti delle fondazioni collegate ai partiti politici; valutazione delle performance dei dirigenti della PA; tagliando alle leggi e semplificazione della PA
SANITA’: potenziamento dei fondi per il servizio sanitario pubblico; tutela autonomia regionale nell’organizzazione dei servizi sanitari; tagliare il rapporto fra politica e sanità; lotta a sprechi, corruzione e inefficienze; revisione della governance farmaceutica; Informatizzazione del SSN e investimenti per la prevenzione; riduzione dei tempi sulle liste d’attesa
SCUOLA: revisione del sistema di reclutamento dei docenti; superamento del precariato; efficace sistema di formazione; introduzione di strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio; superamento della “chiamata diretta”; formazione continua per i docenti; revisione dello strumento di alternanza “scuola-lavoro”
SICUREZZA, LEGALITA’ E FORZE DELL’ORDINE: aumento dei fondi, dei mezzi e delle dotazioni; aumento del personale; rinnovo dei contratti e riordino delle carriere; misure per Vigili del Fuoco (stabilizzazione dei rapporti di lavoro, potenziamento della formazione e adeguamento delle retribuzioni ai livelli previsti per le forze dell’ordine); riordino della Polizia Locale con incremento di mezzi e compiti; serio contrasto al bullismo; contrasto al gioco d’azzardo; velocizzazione degli sgomberi per gli occupanti abusivi e rimpatrio degli abusivi irregolari stranieri; investimenti in sicurezza stradale; chiusura dei campi nomadi irregolari; contrasto ai roghi tossici
SPORT: implementare la pratica motoria; garantire e migliorare gli impianti sportivi su tutto il territorio; miglioramento del funzionamento degli organi sportivi; Introduzione di agevolazioni fiscali e contributive per le piccole associazioni sportive dilettantistiche
SUD: previsione di politiche (sostegno al reddito, pensioni, investimenti, ambiente e tutela dei livelli occupazionali) finalizzate allo sviluppo economico omogeneo del Paese, e alla riduzione del gap tra Nord e Sud
TAGLI DEI COSTI DELLA POLITICA, DEI COSTI DELLE ISTITUZIONI E DELLE PENSIONI D’ORO: taglio dei costi della politica, degli enti inutili e dei privilegi; equiparazione del sistema previdenziale dei parlamentari, consiglieri regionali, ecc. al sistema previdenziale vigente per tutti i cittadini, anche per il passato; riduzione delle auto blu, degli aerei di Stato e dei servizi di scorta personale; taglio delle pensioni d’oro (superiori ai 5.000,00 euro netti mensili) non giustificate dai contributi versati
TRASPORTI, INFRASTRUTTURE E TELECOMUNICAZIONI: riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina; incentivi per veicoli ibridi ed elettrici; Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica; potenziamento del car sharing elettrico; sviluppo delle reti ciclabili urbane ed extra urbane; investimento di risorse per attrezzare i porti; ammodernamento e potenziamento delle linee ferroviarie; revisione del progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione; trasparenza nelle linee di gestione del servizio radio – televisivo pubblico; eliminazione della politica e promozione delle meritocrazia nel servizio radio – televisivo pubblico
TURISMO: creazione di un Ministero del Turismo; abolizione della tassa di soggiorno; decontribuzione per le imprese turistiche che assumono giovani; ridefinizione della governance di ENIT e del suo funzionamento finanziario, economico ed operativo
UNIONE EUROPEA: revisione degli accordi europei (politica monetaria, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, MES, procedura per gli equilibri macroeconomici eccessivi, etc.); contrastare la contraffazione e la falsificazione dei prodotti del made in Italy; ridiscutere il contributo italiano alla UE; opposizione a CETA, MESChina, TTIP e trattati di medesima ispirazione
UNIVERSITA’ E RICERCA: incremento di risorse destinate all’università e agli Enti di Ricerca; investimenti in innovazione; eliminazione di sprechi; incentivare le partnership pubblico-private che consentiranno un maggior apporto di risorse in favore della ricerca; ampliamento della platea di studenti beneficiari della “No-Tax area”.

COMPROMESSI
Viviana Vivarelli
Leggevo il magnifico programma DiMaioSalvini ed ero sbalordita. Nemmeno nei miei sogni migliori avrei immaginato di vedere arrivare ad un programma di Governo tanti punti del pensiero a 5 stelle, così belli ma così rivoluzionari, ed ero tanto più sbalordita perché solo pochi giorni prima era sembrato che tutto andasse in aria in un fallimento che i giornali alimentavano a dismisura, mentre Gentiloni già si preparava ad un terribile Governo similMonti che avrebbe perpetuato il sacco dell’Italia concordato dalla Troika con i peggiori politici di questo Paese.
Poi tutto si è magicamente ricomposto. Ma ancora non mi aspettavo di vedere tanti punti elencati in un modo così meraviglioso (penso solo alla divisione tra banche delle famiglie e banche speculative!) mentre per giorni andavo dicendo che mi sarei contentata di vedere un accordo per un sistema elettorale migliore.
Eppure, anche di fronte a tanta meraviglia, che sarebbe stata incredibile appena pochi anni fa, leggevo post di eterni scontenti che nemmeno di fronte a un risultato tanto straordinario, strappato dalla costante determinazione e dall’abilità dialettica dei nostri, nemmeno di fronte ad un momento in cui tocchiamo il cielo con un dito, riuscivano a godere e a rallegrarsi e a fare i loro complimenti a rappresentanti tanto bravi e capaci.
Davvero la perfidia umana è infinita e c’è gente la cui incontentabilità sfiora il rischio della diffamazione.
Ma in questo frangente vorrei fare una considerazione sulla parola ‘compromesso’, che dalla politica attuale è stato finora tanto degradato.
Se si guarda all’etimo della parola, cioè alla sua origine, si vede che è formato dalla parola ‘cum’ che vuol dire con, insieme, da ‘pro’ = a favore, e ‘missus’= messo, e vuol dire ‘ciò che viene messo insieme da persone che cercano le cose a proprio favore che hanno in comune’.
Salvini e Di Maio hanno fatto questo miracolo: trovare e mettere insieme le cose a proprio favore che hanno in comune, a riprova che con la buona volontà anche tra posizioni apparentemente distanti si può fare un accordo per il bene di entrambi.
E, se voi guardate bene, questa magica parola, ‘compromesso’, è ciò che tiene insieme in senso positivo le amicizie, i matrimoni, le famiglie, i partiti, i Paesi… E di fronte questi risultati di progresso e cammino comune, i lai e le lamentazioni degli eterni insoddisfatti rompono veramente le palle.
Qualcuno ha detto “Nessuna storia è mai perfetta e c’è sempre qualcosa che dobbiamo essere disposti a perdere di noi stessi per poter poi trovare qualcosa di più grande e ancora sentirci a casa.” Qui noi siamo.
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Massimo m. Roma
Per gli incontentabili, quelli sempre scontenti, quelli che dicono: “Vediamo cosa sapete fare”, mentre sprofondano le loro chiappe sul divano.
Nel Contratto di Governo, tra gli altri venti punti a favore della qualità della vita dei cittadini, cose mai viste prima, c’è una cosina di non poco conto, che da sola già basterebbe a rivoluzionare tutto:
il Referendum Propositivo Senza Quorum.
E’ lo strumento principe di democrazia diretta, che dà potere sovrano ai cittadini italiani senza più delegare. E finalmente decide chi va a votare, non chi sta a casa e se ne frega; e si vota per approvare una legge, non solo per abolirla.
Era l’8 settembre del 2007, il primo VDay, Bologna, ed il MoVimento si impegnò per questa battaglia, 11 anni fa.
“Oggi in Italia il referendum non è propositivo ed è un referendum che necessita un quorum. Noi vorremmo introdurre referendum senza quorum, propositivi, sulla base di richieste dei cittadini a livello nazionale, regionale, comunale.
E’ l’irruzione del cittadino nella vita politica, il cittadino diventa un politico in prima persona. I tempi in cui questo si realizzerà non si possono sapere, nessuno può dirlo, ma credo che sia ineluttabile” (G. Casaleggio).
Ineluttabile, Gianroberto, e forse ora ci siamo. Quello che abbiamo detto lo abbiamo sempre fatto, quello che non abbiamo fatto è perché non ce l’hanno lasciato fare.
Il MoVimento fa sempre ciò che dice, per questo più di qualcuno ci teme.
E fa bene.

Bruno p.Napoli
Qualcuno fa ancora finta di non capire che con le elezioni del 4 marzo si è rotto qualcosa e non si tornerà più indietro. I politicanti dei partiti che hanno perso le elezioni e pure la faccia ce la mettono tutta per rappresentare una sorta di opposizione a ciò che sta nascendo ma la domanda nasce spontanea:chi e cosa rappresentano?
In Italia si è perso il senso del tutto, ogni cosa si è disgiunta dall’altra incanalandosi in un vicolo cieco senza punti di contatto e l’evidenza è che non è mai esistito un partito della nazione, anzi quello del PD ha finito per rappresentare una piccola nicchia una volta scoperto l’inganno mentre la filiera dei vertici diventava sempre più distante dalla base che chiedeva.
Un fallimento di tali proporzioni non può che generare una rottura senza alcuna possibilità di rientro dato che si sono creati dei conflitti generazionali, sociali, occupazionali, retributivi e geografici che hanno segnato profondamente la popolazione sfiduciando qualsiasi proposta allineata alla politica del passato.
Io mi chiedo dove saremmo andati a finire senza un ricambio istituzionale.
Avremmo fatto la fine del Messico con disparità sociali elevatissime e criminalità diffusa o avremmo dovuto adottare il metodo delle caste indiane? E se non si fa capire all’UE che ci sono nazioni che stanno perdendo tutto perché c’è una scelta di metodo che non funziona per alcuni Paesi allora a che serve parlare di unione?
I fatti sono fatti l’Italia è l’unico Paese dell’Unione che non ha recuperato il suo gap precrisi: pil, occupazione, imprese, disparità sociali, povertà. Tutto è peggiorato e non si vede nessuna luce in fondo al tunnel neanche con le pensioni ad mortem, le svalutazioni salariali,la perdita dei diritti,i tagli alla sanità e al sociale, l’innalzamento della pressione fiscale e l’aumento del debito pubblico.
Non ha funzionato nulla anche se con sforzi e sacrifici enormi ma l’Italia è sempre nelle sabbie mobili e di autocritica manco a parlarne.

LO SPREAD è UNA FAKE
MoVimento 5 Stelle
Tanto rumore per nulla. Lo spread è la clava con la quale opinionisti senza arte né parte tengono la politica sotto ricatto, prendendo spunto dalle fisiologiche oscillazioni dei mercati per colpire chi esce dal recinto da loro tracciato. Sta succedendo anche in questi giorni, con i “barbari” di M5S e Lega colpevoli di formare un Governo rispettoso del voto popolare.
La realtà, però, è un po’ diversa dalle grandi narrazioni dei media nazionali. Basta osservare a volo d’uccello gli ultimi 7 anni di spread per capire che il grande pericolo finanziario degli ultimi giorni è una fake news in piena regola.
Lo spread saliva agli onori della cronaca a fine 2011, quando dalla Grecia iniziò il contagio sui titoli di Stato che colpì anche l’Italia. Nei primi giorni di novembre lo spread sfondava il tetto dei 500 punti base e raggiungeva il picco storico a 575. Sull’onda della tempesta finanziaria il Governo Berlusconi fu sostituito da quello Monti, accompagnato dalle grida di giubilo dell’esercito di opinionisti, che assicuravano un futuro di prosperità e bassi tassi di interesse per il Paese. Peccato che a fine luglio 2012, dopo mesi di austerità, tasse e riforme strutturali, lo spread tornò a sfondare i 500 punti base, salendo fino a 538. Gli investitori se ne infischiavano del massacro sociale di Monti e intanto grazie a quelle folli politiche il rapporto debito/Pil esplodeva.
Furono le poche parole pronunciate dal neo governatore della Bce Mario Draghi a cambiare il corso della storia: “La Bce farà tutto il necessario per sostenere l’euro. E, credetemi, sarà sufficiente”. Da quel 26 luglio 2012 lo spread tra Btp e Bund iniziò la sua mirabolante discesa, proseguita poi anche grazie ai programmi di liquidità straordinaria (LTRO e TLTRO) e al Quantitative Easing che prese il via ad inizio 2015. I tassi scendevano mentre con i governi di centro-sinistra il rapporto debito/Pil dell’Italia continuava a crescere. La migliore dimostrazione che lo spread non dipende dalle fortune dei governi ma dall’azione della Bce: se Draghi decide di continuare a comprare i titoli di Stato sul mercato secondario non c’è ragione per cui gli investitori dovrebbero fuggire dai BTP e lo spread continuerà a rimanere sotto controllo.
Le oscillazioni degli ultimi giorni hanno portato lo spread a 164, vale a dire quasi 400 punti base sotto al picco del 2011 e ad un livello decisamente inferiore anche ad 1 solo anno fa, quando governava il “rassicurante Gentiloni”. Perché nessuno si strappava i capelli con lo spread sopra i 200 punti base del maggio scorso mentre oggi lo spread a 164 sembra l’anticamera dell’inferno?
Non ci faremo fermare dalla malafede di chi non riesce a digerire il voto popolare. Porteremo al Governo il cambiamento che abbiamo promesso ai cittadini italiani, con o senza il consenso degli opinionisti senza arte né parte.

RUNE
Viviana Vivarelli
Poiché sono una maestra delle mantiche (sistemi per divinare il futuro) , dopo l’I Ching, oggi ho tratto una Runa per il nascente Governo. E, meravigliosamente, è uscita la RUNA BIANCA. Copio il suo significato: “La fine e l’inizio. La fine delle cose vecchie, l’inizio delle cose nuove. Questa è la Runa della totale fiducia. E’ la stimolante esperienza del contatto fulmineo col vero destino che si rigenera come la fenice che rinasce dalle sue ceneri. L’ultima sfida del guerriero è la rinuncia a qualcosa che deve morire affinché qualcosa possa rinascere. Nel suo biancore è racchiuso il potenziale puro che comprende la totalità dell’essere, tutto quello che deve essere attuato. Siete chiamati al potere creativo di ciò che è ignoto. In questo momento affiorano molte paure: fallirò? Sarò abbandonato? Perderò tutto? Ma in questo bianco sono racchiusi il vostro bene supremo, le vostre possibilità più vere e tutti i vostri sogni costruttivi. Le qualità richieste ora sono buona volontà e tolleranza, un’azione di coraggio, un salto a mani vuote nel buio e molta molta Fede. Nulla è predestinato, tutto evolve, la somma delle vostre azioni ha portato fin qui, quelli che sembravano ostacoli sul vostro cammino diventano ora opportunità, porta di ingresso verso un nuovo inizio. Quando estraete la Runa bianca dovete sapere che dentro di voi muove il cambiamento”. (Adoro le mantiche!)
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Non temere! Spera! Il pensiero crea il mondo. La nostra mente è un magnete che attira il suo simile. Dunque, usa il concetto per cui la mente è creatrice di realtà, per cui tu attiri ciò che temi ma puoi realizzare ciò che speri ! E’ questo il segreto primaria della storia e della vita.
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Viviana
Io non spero solo in questo Governo. Io spero di più. Spero che la piccola e bistrattata Italia, quella che per la perfidia delle banche americane, delle multinazionali, della finanza, della Troika, dei Padoan e degli altri politici rinnegati, doveva essere ridotta al livello tragico della Grecia, spero che questa mi amata Italia possa non solo rialzarsi ma ispirare gli altri popoli e superare la falsa e ambigua democrazia parlamentare che è diventata uno strumento nelle mani degli avidi distruggendo i propri valori primari, così che tutti i popoli europei risorgano nel nome di una nuova politica, intesa nell’antico senso di una politica diretta, scelta dal basso, per il bene collettivo, su valori dinamici e di reale progresso, non per il lucro e il potere di pochi ma per l’interesse e la difesa dei molti, una democrazia che superi gli errori degli antichi partiti di sx e i vizi delle false democrazie plutocratiche per creare un mondo migliore.
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Ecco quello che i faziosi e i fanatici non capiranno mai

UN DISTURBO NARCISTICO DELLA PERSONALITA’
Potremmo analizzare le patologie mentali di Renzi (ma anche dei renziani). E’ indubbio che Renzi ha gravi disturbi della personalità, ha un ego smisurato, è narcisista come B e come lui ha la sindrome del bugiardo cronico, è incapace di autocritica e non ha alcun senso morale. Ci sono molte affinità tra i due personaggi.
Scrive Adrian Voltolin, Presidente della Società di Psicoanalisi Critica: “Ci si chiede come fanno uomini e donne di 40 o 50 anni a prestarsi alle sue scemenze (i solerti giornalisti italiani non sono nemmeno sfiorati da questa domanda). … vengono in mente le tragicomiche adunate fasciste dove un capo-guitto dialogava con una folla di bambini-adoratori (“Ne sarete voi degni??”, “Siii!!!!”).
Freud, in Psicologia delle masse a analisi dell’Io, individua tre modi di identificarsi alla figura del capo. Una avviene “per infezione psichica”, contrassegnata dal comune amore degli individui nei confronti del capo. Renzi ha una benevola superiorità nei confronti dei collaboratori. L’identificazione con il Capo è l’essenza di una struttura totalitaria e la società della comunicazione di massa, unita ad un pessimo giornalismo, favorisce molto l’identificazione col Capo piuttosto che l’esame delle idee…
Un elettore dovrebbe essere in grado di esaminare e criticare le proposte fatte, in modo da scegliere se aderire o no. Nel caso del Capo assoluto, questo non avviene, manca qualunque posizione critica. Una volta Renzi ha detto che la democrazia consiste nell’ascoltare tutti e poi decidere. Ma la democrazia non è questo, vengono ignorati i corpi intermedi che in democrazia hanno il compito di organizzare idee e proposte: i partiti, i sindacati, le associazioni, le rappresentanze di cittadini ecc.
La democrazia consiste anche nella capacità di tollerare le opinioni diverse dalla propria e utilizzarle per arricchire, o anche modificare, le proprie. La democrazia è l’accettazione dell’altro non come potenziale nemico, ma come compagno di lavoro (posizione di Di Maio).
Per Renzi il modello di funzionamento parlamentare è quello della Leopolda: una schiera di bambini chini sui compiti assegnati da un Maestro che vanno svolti nel tempo assegnato senza sgarrare.
Il modo di Renzi di proporre una riforma dietro l’altra a passo di carica sembra indicare un sintomo del suo modo di concepire la figura del Capo (messa bene in luce da Freud): continuamente confermare la fiducia presso i suoi sostenitori circa le proprie capacità superiori: fare della scuola una “buona scuola”, eliminare il Senato, eleggere il capo dello stato “alla quarta votazione” e così via, tutto fatto in tempi brevissimi, prescindendo della complessità della materia, dai diversi pareri in campo e dall’impatto che una riforma ha sulla vita civile e sociale del Paese.
Più il Capo sente che la fiducia dei seguaci vacilla, più aumenta l’urgenza della fretta a miracol mostrare. La necessità di accelerare, come per i bambini che sanno appena reggersi in equilibrio in bicicletta, non è segno di padroneggiamento della situazione. Ne è l’opposto. Renzi ama le battute di spirito, le usa consapevolmente in modo aggressivo. Il suo scopo è far ridere attraverso la messa in luce di un tratto fisico, di carattere o linguistico dell’oggetto attaccato. Renzi usa la stessa tecnica di battute di Craxi: la precipitazione di senso. Il battutista usa la battuta per piacere, mettendo alla berlina l’avversario, non contrapponendo le proprie idee alle sue, ma deridendo chi le esprime (gufi, rosiconi..), per cui sembra che chi usa la battuta così non sia convinto di ciò che dice.
Coloro che sono colpiti favorevolmente dalle battute a ripetizione divengono un gruppo in stato di dipendenza dal Capo che risolve ogni problema e scioglie ogni difficoltà. Sul capo si concentrano non solo tutte le aspettative, ma anche i rischi connessi alla delusione di queste.
A Renzi, come a Berlusconi, piace piacere. La seduzione conduce l’altro a sé, rinforza il proprio assetto narcisistico e sposta l’investimento mentale dell’altro dalla luna al dito.
Per B vendere elettrodomestici, case o programmi politici è esattamente la stessa cosa. Un buon piazzista (Montanelli chiamò B un piazzista di successo ma è un piazzista anche Renzi) vende attraverso la propria abilità seduttiva e che cosa vende è del tutto secondario.
Renzi seduce, o almeno tenta di farlo, apparendo come un fratello maggiore che la pensa come te e suggerisce soluzioni ai tuoi problemi che si presentano come le uniche possibili.
Il seduttore è mimetico per definizione, il suo scopo non è quello di ingraziarsi coloro che condividono le sue idee, trae il suo godimento narcisistico dal successo della seduzione stessa. Non è in grado di apprezzare gli altri, ma se ne serve per tenere a bada aspetti depressivi imponenti.
Se la qualità principale del politico è proporre dei modi di affrontare i problemi sentendosi integrato nella propria comunità (si pensi a Martin Luther King), l’ultimo tipo che è adatto a fare da guida della propria comunità è quella del narcisista.

Barbara b
Ho votato SI’ perché è un eccellente programma, realizzabile, che aderisce alle istanze dei cittadini e soddisfa le loro esigenze. Sarà dura eliminare gli sprechi, ma io ci credo e penso siamo in tanti: altri hanno gettato la spugna (forse perché gli conveniva) e noi invece riusciremo. Alla faccia di quelli che già dicono di essersi pentiti di avervi votato. Ora però siate granitici, non ci si sposta di un solo capello! Questo programma è scolpito nel marmo, come le tavole della Legge. Avanti senza paura: c’è mezzo popolo d’Italia che vi sostiene.

RESURREZIONE

Sapere che non siamo finiti
che possiamo risorgere
che tutte le cose storte fatte da uomini
possono essere raddrizzate da cose fatte da altri uomini
Che loro sono pochi e noi siamo tanti
Che siamo una forza se uniamo le volontà
Se sintonizziamo le intelligenze
Capire che conoscere è imparare a scegliere
è partecipare
è già cominciare
ad essere liberi
Leggere il desiderio di libertà in te
In me, in questa donna, in questo anziano, in questo bambino
Ci sono cose che mai come queste
sono vicine al Paradiso.

(Viviana Vivarelli)

A CHIUNQUE SIA TANTO ARROCCATO DELLA SUA TORRE FAZIOSA E SUPPONENTE DA NON RIUSCIRE NEMMENO A CONCEPIRE LO SFORZO DI DI MAIO E SALVINI
VV
Il M5S è stato una rivelazione. Ci ha tratto fuori dai luoghi chiusi e asfittici della faziosità partitica per aprirci a una modalità di pensiero più ampia e possibilista. Essa significa anche un modo nuovo e aperto di contattare l’altro da noi per trovare insospettate convergenze. E questa è una nuova e bellissima via sociale.
Per me non esiste ricerca che non sia un lavoro collettivo, col M5S io cresco assieme agli altri, non potrei crescere senza gli altri e ho ben radicata l’idea che nessun mondo futuro si potrà mai creare senza collaborazione e partecipazione dei diversi. Questa è l’idea sempre sottostante a qualunque cosa il M5S faccia, un camminare insieme, un progredire insieme, un uscire insieme da stereotipi e pregiudizi, e il web è il luogo mentale e psicologico dove si pratica questo cammino comune in cui ognuno aiuta l’altro a capire a vedere e dove nessuno ha importanza da solo. Casaleggio era perfettamente consapevole di questo e di come sarebbe stato proprio questo criterio di partecipazione collettiva a creare una nuova democrazia. Ma chi resta prigioniero della propria faziosità è lontanissimo dal capire un lavoro di insieme, lavoro che, come hanno mostrato, per necessità di cose, Di Maio e Salvini, comporta riuscire a costruire un piano di lavori comune anche partendo da ideologie che sembrano lontane ma che si possono incontrare su un piano di buona volontà per il bene di tutti.
Io ammiro enormemente questa possibilità non di insultare l’avversario o tentate di schiacciarlo sotto il rifiuto e il pregiudizio ma di trovare assieme a lui degli scopi comuni. Ciò è presupposto fondamentale di una pace sociale e di uno sviluppo progressivo. Non so se questo tentativo riuscirà ma credo che restando nelle contrapposizioni faziose non si andrà da nessuna parte.
Il fazioso stenta a capire questo perché si è abituato a vivere di una supponenza solipsistica in cui c’è solo un ego che gode quando può schiacciare l’altro. Non possono esserci due modalità sociali più opposte.
La storia finora ha visto solo contrapposizioni feroci all’interno dei popoli, in cui gli sfruttati si sono dilaniati tra loro in basso in nome di fantasime e questo ha permesso ai potenti di sfruttarci anche meglio. Le etichette partitiche a questo sono servite, a perpetuare solide divisioni che ci hanno resi ostili l’uno all’altro in nome di bandiere mentre i possessori del capitale banchettavano su di noi intendendosi benissimo in nome dei capitali.
Trovare una solidarietà e operare per scopi comuni superando le divisioni ideologiche fittizie e strumentali è l’unico modo per liberarci. Il fazioso lo impedisce perché non riesce ad oltrepassare i piccoli confini in cui si è imprigionato imprigionando tutti gli altri e rompe anche le scatole a tutti gli altri, preferendo una guerra senza fine alla possibilità di una partecipazione comune, al di là di tutti gli steccati, per ricostruire il mondo.
Non è vero che è Polemos (la guerra) ad essere il signore di tutte le cose. Può esserlo una nuova democrazia che impegna le forze di tutti in uno sforzo comune. Ed è questo che il M5S ci insegna.
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Bill Watterson, fumettista statunitense

Calvin: Quando sarò grande non leggerò i giornali e non voterò. Così potrò lagnarmi che il Governo non mi rappresenta. Poi quando tutto andrà a catafascio, potrò dire che il sistema non funziona e giustificare la mia antica mancanza di partecipazione.

Hobbes: Un piano ingegnoso di autorealizzazione.
Calvin: È molto più divertente criticare le cose che cercare di cambiarle.“
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Noam Chomsky, linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense
“Per come è fatta l’unione europea, i cittadini non hanno voce in capitolo… Così va il sistema europeo. I ricchi e potenti europei sono altrettanto contrari alla partecipazione popolare dei loro omologhi americani.“

MA E’ VERO CHE IL CONTRATTO DI GOVERNO COSTA 100 MILIARDI?
Blog delle stelle
Nei giorni scorsi ci ha pensato l’Osservatorio sui Conti Pubblici di Carlo Cottarelli, oggi il fact checking dell’Agi. Il giochetto è sempre lo stesso: si sommano tutte le misure espansive previste nel Contratto di Governo così da superare la soglia psicologica dei 100 miliardi di euro, non si parla di coperture, che pure sono state indicate a più riprese, e si fa intendere che il programma sarà realizzato quasi integralmente in deficit.
La realtà, però, è un po’ diversa. Prima di tutto bisogna spalmare i circa 100 miliardi di euro di spese sull’intera legislatura, perché misure come la Flat Tax a due aliquote, il Reddito di Cittadinanza e il superamento della Fornero hanno bisogno di tempo per essere elaborate, approvate ed entrare a regime. È assurdo sostenere, come fa l’Agi, che ogni anno vadano trovati oltre 100 miliardi di coperture. La verità è che per realizzare il nostro programma economico serviranno manovre finanziarie da 20-30 miliardi annui, in linea con i governi precedenti ma con effetti molto diversi, perché non si tratta di bonus a pioggia o misure provvisorie, ma di investimenti produttivi, lotta senza quartiere alla povertà, abbassamento dell’età pensionabile e drastica riduzione della pressione fiscale.
Le coperture le ripetiamo da mesi: almeno 40 miliardi arriveranno dall’attenta revisione delle cosiddette tax expenditures, agevolazioni fiscali erogate senza criterio che vanno razionalizzate e spostate sulle nuove voci di spesa, fra le quali sono da contare anche i 17 miliardi di Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), cioè trasferimenti e agevolazioni per le fonti fossili o inquinanti indicati ufficialmente dal Ministero dell’Ambiente. Altri 30 miliardi a regime verranno dai tagli agli sprechi e dalla spending review, in buona parte delineata dallo stesso Cottarelli che invece nelle sue stime sul Contratto di Governo commette alcune evidenti imprecisioni (ad esempio conta i 2 miliardi dei Centri per l’Impiego al di fuori dei 17 miliardi del Reddito di Cittadinanza). Infine ci sarà da giocare una partita in Europa sul deficit, per finanziarie la parte residua del programma e aumentare il cosiddetto effetto moltiplicatore, cioè il ritorno in termini di Pil delle misure che abbiamo in mente.
La filosofia economica che sta dietro al Contratto di Governo è molto diversa rispetto a quella dominante negli ultimi anni. L’abbiamo sempre detto e lo ripetiamo: l’austerità ha fallito, le politiche dei governi che ci hanno preceduto hanno fatto esplodere il rapporto debito/Pil e depresso l’economia. Al contrario, far ripartire il circuito virtuoso di consumi, investimenti ed occupazione stabile è il miglior modo per aumentare anche il gettito fiscale e tenere a posto i conti.
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LA RADICALIZZAZIONE DELL’OPINIONISMO CHICH
Bruno p.Napoli
In Italia la politica e i suoi beduini dell’informazione si sono radicalizzati nei centri di potere ed hanno creato generazioni di mangiafranchi capaci di condizionare il pensiero di gran parte del Paese che non vede altra via d’uscita che quella esposta dai soloni ospitati dagli show imbastiti dalle tv.
L’informazione in Italia ha perso da molto tempo il suo significato nobile trasformandosi via via in puro intrattenimento,la sofferenza,i disagi sociali,le comparsate di gente che racconta le sue disavventure e persino la morte sono solo un modo per non farti girare canale e sorbirti le loro pubblicità.
In verità a nessuno frega niente della povertà,delle tue difficoltà imprenditoriali,delle chiusure aziendali e della conseguente perdita di reddito per migliaia di famiglie,delle periferie che si bisbigliano ma non si vedono,delle difficoltà quotidiane di ognuno solo per potersi relazionare con il proprio Stato.
Filosofi,economisti,bocconiani con cagnolini al seguito,baroni universitari e tecnici mai super partes, imprenditori intrisi di aiuti statali,manager pompati dai partiti e poi loro gli chic opinionisti tutti pronti a difendere il loro orticello coltivato col sangue di milioni di Italiani,col debito pubblico di scelte scellerate mai messe in discussione,con la solita frase “c’e lo chiede l’Europa”,con fiumi di danaro statale veicolati dai soliti gruppi di potere.
Nonostante tutto il Governo della Terza Repubblica partirà. Un Governo ratificato da milioni di elettori e non promosso a tavolino dalle oligarchie politiche. Fatevene una ragione, il presidenzialismo del nazareno è stato respinto dalla democrazia parlamentare e comunque vadano le cose l’Italia si è rotta di questa cappa di silenzio in risposta alle sue prerogative.
L’ora della verità è sempre più vicina ma i nostri amici lo sanno e nel frattempo sbraitano come quei cani che stanno per essere abbandonati.
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Il Giornale: “È mai possibile che la settima potenza mondiale si debba affidare a sconosciuti privi di legittimazione ed esperienza?”. Quando ci sono fior di frodatori fiscali con sentenza passata in giudicato?
antonio carano
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Poiché Renzi ha detto che sarebbe stato a guardare cosa faceva il M5S mangiando pop corn…..
Il PIL italiano questo mese si è impennato solo grazie all’inaspettata vendita di popcorn. LVIX1
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Tav, Il Giornale: “chiudere il cantiere ci costerebbe circa 2,3 miliardi”. Più o meno quello che ci è già costato quello del ponte sullo stretto senza mai essere stato aperto.
Antonio Carano
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Ancora spaccature nel PD. C’era da scegliere tra protone ed elettrone.
AssembleaPd
gioahah
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Ci sono delle sere in cui la Gruber non ha cose molto interessanti da dire e nessuna considerazione intelligente da fare. Quali sere? Tutte.
ottoemezzo
LVIX1
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TELEGRAPH
Mentre i politici europei, amplificati dai media sia italiani sia internazionali, lanciano i consueti severi moniti e le alte grida di allarme di fronte allo spauracchio “populista” che si aggirerebbe per l’Italia, con questo esercitando pesanti interferenze sull’impegnativo processo democratico per la formazione del nuovo Governo, vi sono però importanti testate e giornalisti prestigiosi che si discostano da questi luoghi comuni. Dopo le aperture di Wolfgang Munchau sul Financial Times, anche Matthew Lynn esce sul Telegraph con un articolo più riflessivo e realista sulla situazione italiana.
“Il nervosismo serpeggia sui mercati e nel mondo bancario per la “strana coalizione populista che si prepara a prendere il potere in Italia“, osserva il Telegraph. Per dare un’idea ai lettori inglesi, l’articolo paragona l’alleanza Lega-5Stelle – dipinti come due partiti totalmente al di fuori del mainstream – a una inedita coalizione tra Ukip, Verdi e Partito Unionista Democratico. Eppure, dice Lynn, “questo allarme diffuso potrebbe rivelarsi totalmente infondato. I mercati in realtà dovrebbero accogliere con favore l’audace esperimento italiano.”
Lynn giustamente sottolinea come, in confronto alla Germania, che ha impiegato ben 6 mesi per riuscire a formare un Governo, o in confronto al Belgio, che è rimasto senza Governo per un tempo che pare incredibile, addirittura sino a 2 anni, i 2 mesi dell’Italia sembrano un record di efficienza e di rapidità.
Il problema dell’Italia che più preoccupa politici e mercati pare essere soprattutto la grossa mole del debito pubblico, che raggiunge il 132% del Pil. Se il nuovo Governo dovesse realizzare le sue promesse e violare i vincoli di bilancio, una crescita del debito potrebbe portare al default con enormi ripercussioni e panico generalizzato sui mercati. Sono timori fondati?
La realtà, osserva infatti il Telegraph, è che l’Italia ha alle sue spalle ben due decenni perduti, e ha disperatamente bisogno di nuove idee e di un nuovo modo di pensare che la possano far riemergere dalla palude in cui sta soffocando. Se i mercati temono la novità, molto probabilmente si stanno sbagliando, perché è proprio di novità che il nostro Paese ha bisogno:
“Eppure, questo panico potrebbe risultare infondato. Forse un po’ di radicalismo non è una cattiva idea. Se ci si ferma un attimo a prendere in esame la bozza di piattaforma politica concordata tra i partner della coalizione, alcune idee appaiono davvero sensate. E anche per le più azzardate, potrebbe valere la pena di provarci.
Una proposta è di introdurre una flat tax del 15%. Se andasse avanti, si tratterebbe di uno degli esperimenti più audaci di riforma fiscale che qualsiasi grande economia abbia mai provato. Ci saranno urla di sdegno dalle istituzioni politiche. Ma, in verità, le flat tax sono un’idea perfettamente valida.
Dove sono state messe alla prova – ad Hong Kong, ad es. – hanno funzionato bene, aumentando le entrate fiscali, incentivando le imprese a maggiori investimenti e le persone in generale a lavorare di più, oltre a semplificare drasticamente il sistema, migliorando il metodo di riscossione. Perché non provarci?
Inoltre, si propone una “moneta parallela” complementare all’euro. È un’idea complessa, ma che in Italia ha guadagnato forza. Il Governo emetterebbe dei titoli, essenzialmente una forma di moneta, che potrebbero essere utilizzati per le transazioni da cittadini e imprese. Due forme di moneta circolerebbero l’una accanto all’altra, un’idea presa in considerazione anche in Grecia… Potrebbe funzionare, o anche no. Ma sarebbe certamente meglio che restare in un sistema monetario che ha bloccato il Paese in una depressione permanente. E se avesse successo, potrebbe benissimo fornire una soluzione elegante ad alcuni squilibri creati dalla moneta unica. Di nuovo, è difficile capire cosa ci sia di così terribile.”
Sul reddito di cittadinanza, il Telegraph lo definisce un’idea radicale, con la quale si pensa di ”rendere la società più egualitaria”. La proposta presenta un aspetto preoccupante, che principalmente è quello di ”spezzare il legame tra lavoro e reddito, fondamentale per un’economia di successo”. Ma anche questa, osserva il Telegraph, è una possibilità da esplorare.
Ma soprattutto, visto il totale fallimento delle politiche degli ultimi decenni – che pur puntualmente svolgendo i “compiti a casa” suggeriti dalle istituzioni europee non hanno portato a niente altro che a fallimenti, disoccupazione crescente, aumento della povertà e anche all’aumento dello stesso debito che con quelle politiche si sarebbe dovuto risanare – allontanarsi da questo solco fallimentare può essere un’idea più che sensata. Del resto, le politiche più osteggiate in quanto “populiste” e pericolose, spesso hanno al contrario prodotto buoni frutti. E i mercati, in realtà, dovrebbero festeggiare.
Ecco le conclusioni del Telegraph:
“Non è che l’Italia sia stata un grande successo economico negli ultimi 20 anni. Da quando ha adottato l’euro, il suo tasso di crescita medio è stato pari a zero. Un tubo, nada, niente. In confronto, la Francia ha registrato lo 0,84%, la Spagna l’1,08% e la Germania l’1,25%. La disoccupazione è paralizzante e la povertà cresce inesorabilmente. Niente di tutto ciò è inevitabile.
Dopo tutto, in passato il Paese ha avuto periodi di notevole successo economico: dal 1961 al 1980 l’Italia è cresciuta di quasi il 4% all’anno, solo leggermente meno della Spagna, e significativamente di più di Francia o Germania. È difficile sostenere che non valga la pena provare qualcosa di diverso.
Quando i politici populisti arrivano al potere, ci sono sempre previsioni di catastrofi. Ma in realtà, non fanno troppo male. Donald Trump potrebbe anche essere un odioso buffone ma il suo mix di tagli alle tasse e deregolamentazione sta aiutando la crescita. La Polonia sta andando veramente bene sotto il suo Governo “populista”, nonostante la minaccia di punizioni da parte di Bruxelles – e si prevede che crescerà di un altro 4% quest’anno. E così l’Ungheria.
Con una crescita misera, l’economia in stallo, la produttività stagnante e un’accumulazione di debito su cui nessuno riesce a fare niente, l’economia globale ha dannatamente bisogno di nuove idee.
Quando il nuovo Governo prenderà il potere a Roma, la Borsa di Milano potrebbe anche crollare e i rendimenti obbligazionari salire alle stelle. In realtà, i mercati dovrebbero finalmente accogliere con favore qualche visione nuova – e gli investitori puntare su un Paese che potrebbe essere in procinto di rinascere.”
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Ciro di Napoli
Leggo e sento da due settimane della mancanza di coperture al contratto tra M5S e Lega . Chi dice questo è in mala fede e non vuole che gli italiani capiscano come stanno veramente le cose in questo Paese da 70 anni. In Italia il costo delle opere pubbliche è 5 volte maggiore che negli altri Paesi europei, gli sprechi è le ruberie sono ovunque, rubare da 50 anni ormai è legge a partire dall’ultimo ufficio del più piccolo comune. In Italia ci sono 1.200.000 persone che vivono di sola politica, e se la Corte dei Conti, che è loro amica, dice che rubano 60 miliardi all’anno, allora saranno almeno il doppio. Non parliamo dei soldi sottratti al bilancio dello stato dalle mafie, si parla di 300 miliardi all’anno. Allora basterebbe applicare rapidamente le riforme della giustizia, del lavoro e dell’università che ho letto nel contratto per trovare i soldi necessari sia per il reddito di cittadinanza che per la Flat tax e tutto il resto, ne avanzerebbero perfino per ridurre il debito così come stanno facendo a Roma i 5S.
Il punto è solo uno: la Lega veramente vuole recuperare i soldi della corruzione e del malaffare ? Sui 5S non ho dubbi ma su Salvini che ci sta dentro fino al collo alleato da sempre con un delinquente frodatore fiscale, ne ho molti. E’ lo stesso Salvini che ricandida il ladrone Bossi, che non si costituisce parte civile al processo Bossi.-Blsito, che fa scomparire i soldi della Lega nelle onlus per sottrarli alla magistratura. Nel M5S uno così sarebbe stato cacciato alla velocità della luce
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DIMMI CHI HAI CONTRO
TRAVAGLIO
Si può dire tutto del contratto (finalmente) definitivo presentato ieri dalla maggioranza giallo-verde che si accinge (se troverà un premier) a fare il Governo… ma va riconosciuto a Di Maio di aver portato a casa quasi tutti i punti qualificanti del programma storico dei 5Stelle e a Salvini di aver dato prova di un certo pragmatismo, concentrandosi sulle cose più fattibili o meno impossibili e lasciando le sparate da Cazzaro Verde alla campagna elettorale e resistendo alle minacce del Delinquente. Chi parla del “Governo più a dx di sempre”, magari dopo aver chiuso gli occhi su governi infinitamente più destrorsi (tipo i tre governi B., il Monti, il Letta-B. e il Renzi-Alfano-Verdini), dovrebbe spiegare cosa ci sia di reazionario nel reddito di cittadinanza, nella riforma della Fornero col pensionamento anticipato a “quota 100”, nel tetto minimo ai salari, nella legge sull’acqua pubblica, nelle norme anti-corruzione, anti-prescrizione (che, com’è noto, è un’amnistia per ricchi e potenti), anti-mafia, anti-evasione e anti-conflitti d’interessi, nel ridiscutere opere pubbliche inutili, inquinanti e costose come il Tav Torino-Lione. E pure nell’annuncio della costruzione di nuove carceri, unico antidoto serio al sovraffollamento e alla promiscuità che impediscono la funzione rieducativa della pena.
Ovviamente nessuno può sapere se questi impegni verranno mantenuti, ma bollarli come premesse al fascismo fa semplicemente ridere. Di pari passo col bicchiere mezzo pieno, c’è ovviamente – come in ogni compromesso fra partiti opposti o molto distanti – il bicchiere mezzo vuoto. Gli asili nido riservati ai bambini italiani sono una vergogna che si spera resterà sulla carta, il ritorno dei voucher e la scomparsa del ripristino dell’articolo 18 è una sconfessione delle campagne contro il Jobs Act. Ma scrivere – come fa su Repubblica il nostro amico Massimo Giannini – che “c’è da temere per le sorti della democrazia” è davvero fuori dal mondo. Se la nostra povera democrazia è sopravvissuta a chi – Craxi, Bicamerale D’Alema, Berlusconi e Renzi – voleva cestinare mezza Costituzione, se la caverà anche col Salvimaio che si accontenta di cambiare due o tre articoli (per giustamente abolire il Cnel e ridurre il numero dei deputati e dei senatori e per ingiustamente ingabbiarli nel vincolo di mandato). Certo, è sempre meglio un bicchiere tutto pieno. E forse lo sarebbe più di questo, se il Pd avesse cambiato leadership e linea dopo la batosta elettorale, sedendosi al tavolo coi 5Stelle.
Anziché spingerli fra le braccia di Salvini per poi godersi il presunto spettacolo coi pop-corn. Resta il fatto che in questi 25 anni, salvo rare parentesi, il bicchiere è sempre stato vuoto. Altrimenti non si spiegherebbe il trionfo elettorale delle sole due forze politiche rimaste all’opposizione degli ultimi 4 governi, che han fatto più danni di Attila fra gli applausi dei giornaloni e dei retrostanti padroni. Chi ha sposato il Sì alla controriforma costituzionale che trasformava il Senato in un dopolavoro per partitocrati inquisiti paracadutati dai Comuni e dalle Regioni, cioè dai partiti, chi non ha alzato un sopracciglio per le Camere esautorate a suon di decreti, fiducie, canguri e tagliole, e ora lancia l’allarme democratico, fa scompisciare dal ridere. “La voglia dei vincitori di saltare le regole” (quali? boh), si allarma sul Corriere Aldo Cazzullo, pretendendo “una squadra di prim’ordine” che non ricordiamo di aver sentito invocare quando diventavano ministri gli Alfano, le Boschi, le Fedeli, le Madia, e nemmeno i Previti, i Gasparri e i Giovanardi (più i leghisti bossiani). “Frenata sul Comitato-politburo, ma il Parlamento resta a rischio”, titola – restando seria – la Repubblica, terrorizzata dal putribondo “comitato di conciliazione”, previsto in una bozza del contratto e poi cancellato da quella definitiva, per dirimere le controversie fra gli alleati non previste dall’accordo programmatico: una roba che è sempre esistita fin dalla notte dei tempi, chiamata ora “vertice di maggioranza”, ora “consiglio di gabinetto”, ora “verifica di coalizione”, senza che nessuno vi scorgesse l’anticamera del Gran Consiglio del Fascismo (peraltro benemerito, visto che nel ’43 sfiduciò il Duce).
Non c’è giornale che, giustamente, non interroghi gli aspiranti governanti sulle misteriose coperture finanziarie alle costosissime riforme economiche. Oddio, questi vogliono spendere 65 miliardi senza dire dove li prendono! Saggia preoccupazione, se non venisse dagli stessi che non batterono ciglio quando Renzi gettò 4 miliardi per sospendere l’Imu sulla prima casa ai ricchi, ne bruciò 12 in incentivi alle imprese che assumevano senza art. 18 (con risultati miserrimi) e altrettanti in bonus da 80 euro che non spostarono i consumi di un millimetro, per non dire delle decine di miliardi regalati agli amichetti banchieri e confindustriali. Silenzio, peraltro, facilmente spiegabile: banche e Confindustria sono padrone dei giornaloni, i pensionati e i disoccupati no.
Ricapitolando: questo Governo, sempreché veda mai la luce, è legittimo almeno quanto gli altri (forse anche di più, visto che ha una maggioranza vera in Parlamento e nel Paese, non finta e drogata come quelle figlie del Porcellum). E, se farà bene o male, lo giudicheremo quando e se farà qualcosa. Senza pregiudizi. E Dio sa quanto sia difficile liberarsi dal pregiudizio positivo che sorge spontaneo alla vista dei più schiumanti rosiconi, quasi tutti neofiti dell’opposizione: B., Ferrara, Sallusti, il rag. Cerasa, Renzi & C., Cicchitto, Confindustria, i giornaloni e perfino Macron. Dimmi con chi non vai e ti dirò chi sei.
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Grazie Viviana del nuovo numero di Masada … ti auguro salute e serenità.  Lorenzo

    Inviato da Libero Mail per iOS

    martedì 22 maggio 2018, 18:34 +0200 da

    Commento di lorenzo_maschietto@libero.it — maggio 22, 2018 @ 7:45 pm | Rispondi

  2. Grazie a te Lorenzo, che continui na leggermi. Contraccambio gli auguri di ogni bene
    Un abbraccio
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2018 @ 5:32 am | Rispondi


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