Nuovo Masada

maggio 12, 2018

MASADA n° 1922 10-5-2018 GOVERNO M5S-LEGA

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MASADA n° 1922 10-5-2018 GOVERNO M5S-LEGA
Blog di Viviana Vivarelli

Dopo la proposta di un governo di scopo, balneare o neutrale, Salvini e Di Maio ci riprovano – Il velino – Speranze – Nando Ioppolo: siamo dominati da un pensiero unico, il pensiero neoliberista – Gli erbicidi della Monsanto: il Roundup, il Dicamba- Gli incendi degli autobus in tutta Italia – Renzi: 4 anni di bilanci falsi – Quello scandalo della Consulta – La ruota bucata di Renzi

Arsenale k
Barzelletta
Ci sono un milanese, un napoletano e un utilizzatore finale. Il milanese vuole andare al governo con il napoletano senza l’utilizzatore finale che però non si schioda. Allora fa pagare a noi nuove elezioni per usare le palle nostre al posto di quelle che lui non ha.
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Clarissa Pinkola Estès:
In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno.”.
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Tutti i sondaggi danno il M5S in crescita. Solo Masia di La7 lo dà in calo. Masia, i 50.000 euro che ti ha dato Renzi si vedono. Vergogna!!!
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Feltri a lariachetirala7: “Salvini non può fare un’alleanza con il M5S perché entrerebbe in società come socio di minoranza”. Invece con Forza Italia ha un ottimo impiego come velino.
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Marione
Qualcuno spieghi agli “abili” commentatori politici italici che se il governo M5S+Lega partirà, non sarà per “concessione” o “benevolenza” di Berlusconi, ma semplicemente perché se si tornasse al voto Forza Italia morirebbe definitivamente.
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Duecento anni fa nasceva Karl Marx. Quello che scrisse il libro: “Per dare ai lavoratori i giusti diritti consiglierei di fare un Governo con Verdini”. (Qualunque riferimento al Pd è rigorosamente puntuale)
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“Centrodestra unito al Colle per un ‘governo di scopo’”. Quello di farsi i cazzi propri. (O di proseguire la barbarie del programma ultraliberista di Monti-Renzi)
antonio_carano
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Berlusconi non vuole votare d’estate. Gli si scioglie il cerone.
Cricon
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Luce so fusa
Salvini:” Abbiamo dato disponibilità a formare un Governo che cominci a risolvere tutti i problemi del Paese”
Evasione fiscale, mafia e razzismo?

Luisa Loffredo
Mattarella ha un’ideona: fanculo il voto, il governo lo faccio io!
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Sallusti a ottoemezzo: “Mi pare evidente che né Salvini né Di Maio avessero tutta questa fretta di andare al voto anticipato. Una volta che vinci alla lotteria non è detto che la vinci la seconda volta”.
Certo, la prossima volta avrebbero potuto vincere i rettiliani.
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SPERANZE
Viviana
Avere speranze per un Paese come l’Italia, marcio, corrotto, inerme nelle mani dei peggiori, complice di efferatezze, decadente, perso, fallito, vinto… sembra follia pura. Ma la storia vuole che nei momenti peggiori, quando sembra di toccare il fondo di ogni cosa, proprio in questo Paese sorgano menti pure, persone bellissime, combattenti eroici, e che il corso della storia si capovolga verso il meglio come in una saga poetica, come in un sogno bellissimo. Ed è questa speranza che ci sorregge quando tutto intorno a noi congiura al peggio nella miseria della diffamazione, nella meschinità delle corse al potere, nelle compravendite più truci, nella cecità di tanti che sembrano insonnoliti e privi di coscienza e di volere o talmente marci che li aspetta solo la fine perpetua.
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Noi siamo fatti di tempo. E siamo fatti di ‘questo’ tempo. Siamo fatti di un tempo che non ci appartiene e che non determiniamo.
Questo tempo in cui viviamo non ci è amico. Questo tempo non è nostro.
E’ un tempo di despoti ciechi e folli, che vivono di insulti e depredazione, di simboli triti, di megafoni e bottini. Tempo di despoti e servi. E noi siamo i derubati. Prigionieri di un tempo fatto a rete per quei pesci piccoli che noi siamo, lacerate da quei pesci grossi, che mai noi saremo. E questo oceano di predatori è sempre più amaro, come un amaro mare.
C’è solo un modo per sfuggire. I predatori penetrano nel tempo della coscienza per farne il ripostiglio degli orrori. Possiamo solo innalzarlo, coi nostri sogni, sopra l’oscuro mare, là dove essi non verranno mai.

(Autore ignoto)

MARIAPIA CAPORUSCIO
In questi ultimi anni non sono i “governi” nazionali a governare ma esseri invisibili nascosti dietro sigle che li manovrano come marionette. Quindi è necessario un ribaltamento totale e tagliare il cordone ombelicale che li costringe a sottomettersi ai loro voleri. E’ stata messa una corda al collo dei governi chiamato “debito” quando è stato già pagato più volte tramite interessi da usura, per cui è necessario considerarlo estinto, se non addirittura un credito!
Dalla fine della seconda guerra mondiale l’Italia non è mai stata governata, ma solo asservita agli Stati Uniti, alla CIA e addirittura sono arrivati questi indegni politicanti ad accordarsi con la criminalità mafiosa, arrivando a depistare le loro feroci stragi. Basta!
L’Italia ha bisogno di avere un governo vero, che curi i propri interessi e quelli dei cittadini e deve sganciarsi da tutte le catene. Questi capitalisti finanziari sono peggiori (se possibile) anche dei dittatori e dei mafiosi anzi sono la dittatura globale.
Finiamola di considerare un ritorno alla normalità una utopia, che uscire da questa gabbia è impossibile. La vita ci ha insegnato che volere è potere e solo alla morte non c’è rimedio. Continuare a lasciarci massacrare da questi esseri incivili e disumani significa accettare che il mondo debba convivere con guerre, catastrofi, violenze e terrorismo, cose che porteranno all’autodistruzione! Si deve porre fine alle condizioni di miseria di sfruttamento ed alla mancanza di libertà in cui versano miliardi di esseri umani. E’ la politica che deve porre fine alla feroce avidità di quell’uno % di super ricchi con la ridistribuzione della ricchezza, ponendo ostacoli all’assurda bramosia di questi squali. Oltre ad essere un onesto principio di uguaglianza, diventa soprattutto una necessità, oltre che un dovere morale della politica, garantire il principio di uguaglianza da cui dipende il futuro della stessa democrazia.
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Viviana
Ci vogliono prendere per fessi con l’ennesimo governo fatto “solo per rifare la legge elettorale”! Come se quelli precedenti non ci avessero preso in giro abbastanza con questo pretesto fasullo. In Italia non c’è nulla di più duraturo di ciò che nasce come provvisorio.
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In questa legislatura, grazie a Renzi, lo stalking è stato depenalizzato. Nella prossima sarà considerato onorificenza.
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Berlusconi con la felpa: DELL’UTRI LIBERO: Ma sì, liberiamolo, in fondo è stato solo un comandato e mettiamoci al suo posto l’utilizzatore finale!

Francesco
La cosa triste è che le risorse della Terra basterebbero per tutti. Invece ci sono persone che non possono camminare per la debolezza e la fame, mentre altre che non possono camminare per il lardo che hanno addosso. L’avidità e la paura distruggeranno il mondo.
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Cerimonia religiosa mette “al rogo” uno smartphone per sottolineare i rischi legati all’uso dell’apparecchio nella società moderna: l’apparecchio esplode e le fiamme investono 30 persone.
Esperimento riuscito.
BRADYPUSS

Paola
Quello che è stato svelato e che appare dopo queste consultazioni è uno scenario devastante e tristissimo.
Abbiamo davanti un Salvini, bugiardo (mi spiace perché il m5s ne aveva garantito la parola), una persona completamente vuota che ci rappresenta benissimo il dipendente, l’esecutore di ordini.
Dall’altra parte abbiamo un Pd che è a dx più di Fi e Lega, che, dopo aver voluto con 8 fiducie il Rosatellum, accusa il M5S di non essere in grado di fare un governo.
Colui che sovrasta queste due realtà è il Caimano, con i suoi soldi, i suoi mezzi (canali televisivi, giornali, giornalisti) che impiega per comprare e screditare a comando, qualsiasi cosa che gli si presenta davanti.
Poi c’è quello che dovrebbe essere il garante della nostra democrazia, che inspiegabilmente è riuscito a portarci a un governo del nulla.
B ha fatto della politica italiana, un’operazione di marketing.
Spesso sugli scaffali dei supermercati troviamo prodotti diversi, con prezzi diversi, ma se guardiamo bene, sono prodotti dalla stessa azienda. Questo serve alle imprese per accaparrarsi comunque il consumatore.
La stessa cosa è stata fatta con la politica. B possiede Fi, ma se guardiamo bene governa la Lega e molto probabilmente anche il Pd, per interposta persona.
Quindi da costoro non uscirà mai nulla in favore dei cittadini e nessuna soluzione ai problemi del Paese.
L’attività di questi partiti non si può chiamare politica. La politica serve per studiare i problemi dei cittadini e risolverli.
Questo è un agglomerato di ipocrisia, inciuci, sotterfugi, vendette, pugnalate alle spalle, persecuzioni, ricatti ecc. Sono riusciti ad incartare l’Italia, a creare una crisi istituzionale, perché è di questo che si tratta.
C’è un partito che con i soldi e i suoi interessi domina tutti, due fanfaroni che incantano le persone e un pdr compiacente.
Abbiamo avuto un pdr che mentre chiedeva continuamente agli italiani di fare sacrifici mentre i partiti rubavano a piene mani.
Mattarella firma, senza proferire parola, la modifica della Costituzione (bocciata dagli italiani), il Rosatellum che ha incartato l’Italia (non potevano non conoscere gli effetti di questa legge).
Credo che abbia anche pressato il M5S perché assumesse un atteggiamento più morbido verso la Nato e l’Ue e ora rifila agli italiani un governo del vuoto.
A mio avviso, chi si deve dimettere è il pdr, non ha saputo difendere la Costituzione, neppure la democrazia e la volontà dei cittadini.

ECONOMIA CRIMINALE
NANDO IOPPOLO, economista
(Noi siamo dominati da un pensiero unico, che è il pensiero neoliberista. La Thatcher dichiarò che ‘non c’era altra alternativa’ che quello. In realtà è solo il pensiero di gruppi capitalisti che con esso dominano l’Occidente assimilando anche la cosiddetta sx moderata (per es. il Pd italiano). Il pensiero unico capitalista ci abitua a credere ad alcuni assiomi, verità assolute che non possono essere contestate ma che sono false, utili solo ai più ricchi per diventare più ricchi. Per es.’la crescita è illimitata’ (falso, perché il pianeta sta esaurendo le sue risorse), ‘l’economia governa tutto’ (non è vero ma purtroppo è anche una frase di Marx che dunque piace ai marxisti), ‘l’unico parametro per misurare tutto è il mercato’ (falso tanto che è il mercato per es. a creare la guerra o la disoccupazione o la sperequazioni crescenti tra poveri e ricchi), ‘servizi, istruzione, sanità, ambiente e stato sociale devono essere privatizzati’ (asserzione di Renzi che porta alla distruzione di qualsiasi salvaguardia dei deboli come dell’ambiente). Purtroppo in Occidente si è asservita a questo pensiero non solo la destra ma anche la sinistra (vd Renzi o Macron).
Contro questo pensiero unico si sono levati intellettuali, economisti, ecologisti, no global..
L’avvocato ed economista Nando Ioppolo ha definito il pensiero unico come «nient’altro che la falsa coscienza dei super-ricchi, l’immaginario che serve da involucro ideologico e ricopre adeguatamente l’interesse fazioso dei super-ricchi”.
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Nando Ioppolo dice:
Non esistono i poveri e i ricchi.
Ma i poveri esistono affinché possa esistere i ricchi.
Tutti gli economisti occidentali hanno un pensiero unico:il modello neoliberista (Monti-Renzi).
Tutto è basato su assiomi di tipo capitalista. L’assioma è una affermazione che non può essere dimostrata. Ma se tanti lo ripetono, tutti si abituano a pensare che sia l’unica verità possibile, come quando tutti gli astronomi ripetevano il sistema tolemaico (la Terra al centro del sistema col Sole che gira attorno) e tutti credevano al Sole che girava attorno alla Terra finché Copernico non lo sconfessò dicendo che al centro del sistema c’era il Sole. Così il neoliberismo ha creato un sistema dove tutto va a favore dei ricchi e tutti credono che il sistema sia giusto.
Roosevelt dice: sono arrivato alla conclusione che tutto ciò che mi hanno insegnato di economia è totalmente falso .Il modello liberista prende in esame una serie di fatti che sono tutti falsi, è un sistema teorico dove ogni proposizione rimanda ad un’altra e così via ma ognuna è infondata, investimento, cambio, inflazione, moneta, import-export…tutto quello che si dice è infondato. Su questi falsi i popoli si stanno massacrando da 30 anni.
Es. noi precarizziamo il sistema con una assoluta libertà di licenziamento senza giustificazione, così le imprese licenziano l’ingegnere di 50 anni e assumono a metà prezzo quello di 25 e diciamo che abbiamo favorito l’assunzione dei giovani, ma quale è il beneficio totale? Il monte salari sarà inferiore. Ci sarà dunque una domanda inferiore, le imprese produrranno meno, dunque assumeranno meno e faranno meno investimenti con un effetto moltiplicatore negativo. Questa grande furbata deprime tutto il sistema, aumentando povertà e disoccupazione. La furbata consiste nel far vedere un dettaglio e non l’insieme.
Altra furbata: si dice che i sacrifici servono a farci acquistare credibilità sui mercati e che, se restituiamo il debito, i mercati avranno più fiducia in noi. In realtà per ripagare il debito devo tagliare la spesa pubblica, ma se taglio la spesa pubblica diminuisco la domanda interna, cade l’offerta delle imprese, ci sarà meno occupazione e meno investimenti, meno PIL e meno riscossione di tasse. Per pagare 100 di debito pubblico diminuisco di 50 quello che entra nelle casse dello Stato (dovrò diminuire la spesa dello Stato in welfare) e diminuirà il Pil.
Insomma è come se gli economisti dicessero che per spegnere il fuoco ci vuole la benzina, e, di fronte al fatto che l’incendio non si spegne, dicessero: “Ecco, vedi, ci voleva più benzina!” (che è la frase della Bonino o del Pd: “Ci vuole più Europa”). L’affermazione è autoreferenziale. Come si possono estinguere recessione e disoccupazione facendo altra recessione e altra disoccupazione?
Quale è la ricetta liberista contro l’inflazione?
Togliere soldi ai poveri e darli ai ricchi. Lo stesso qualunque altra ricetta.
Prendiamo le tasse. Uno potrebbe dire: perché non facciamo una patrimoniale? Subito i neoliberisti dicono: non va bene perché spaventa gli investitori e la Borsa ci colpirà, caleranno i risparmi, caleranno gli investimenti e dunque l’occupazione e il reddito. E’ una serie di fesserie ma sembrano logiche. Suona bene ma è falso. Si aggirano le difese della mente.
Vediamo come stanno le cose: intanto i risparmi sono molti di più degli investimenti produttivi, es. nel 2009 gli investimenti produttivi sono 80 miliardi, i risparmi 350. Ma il sistema creditizio crea una montagna di moneta bancaria che è un multiplo dei risparmi. I risparmi sono solo una piccola parte della moneta bancaria che è enormemente di più. Quando una banca presta dei soldi non presta il denaro dei correntisti ma una moneta elettronica che ha valore fiduciario. La banca può prestare soldi fino a un livello proporzionale ai soldi che ha. Il moltiplicatore bancario si basa su affermazioni molto ambigue. Se si dice che la banca detenere di riserva il 2% uno pensa che su 100 di depositi la banca debba tenere di riserva il 98, ma non è così. La frase vuol dire: qual’e è quel x il cui 2% dà i soldi che la banca ha? Il rapporto è tra la moneta che presto e quella che ho. Se ho un miliardo, quale è quel x il cui 2% fa uno? 50 miliardi. La banca può prestare 50 miliardi. Si basa tutto su un valore fiduciario, non reale, per cui le banche sono dei falsari legalizzati. Depositando denaro si crea denaro virtuale molto oltre il deposito. Ma questo denaro non è coperto. Questa moneta ‘non coperta’ è creduta e in quanto tale è accettata negli scambi. Finanzia allo scoperto una domanda effettiva, come fa il falsario spendendo moneta falsa. E’ come se in un gioco con delle fiches che corrispondono a soldi veri, uno dei giocatori tirasse fuori delle fiches finte per imbrogliare gli altri. Come minimo gli metterebbero le mani addosso chiamandolo ladro. Ma è quello che fanno le banche. E’ una frode. Se uno si preoccupa, la risposta è: “Non vi preoccupate perché quando il mutuatario restituirà i soldi, la moneta elettronica verrà rettificata”. Falso. E quella che non viene restituita? E quella è enorme. Non solo quella dei poveri sfigati che non ce la fanno a restituire, ma c’è quella che viene data per clientela politica (De Benedetti), per amicizia (Marcegaglia), poi quella dei prestiti continuamente rinnovati che non vengono resi mai, come il debito pubblico o le multinazionali essenzialmente americane.. decine di migliaia di miliardi che non si restituiscono più. Prendiamo il debito pubblico che è collocato presso le banche . Gli Stati questo debito lo rinnovano sempre, non lo pagano mai, non si conosce nessun Paese che dal 45 a oggi abbia pagato il suo debito pubblico. Decine di migliaia di miliardi. Che non sono stati rimborsati mai nemmeno in parte. Dunque tutto quello che si dice sul debito pubblico è falso.

Mattarella vuol fare il ‘governo neutrale’
Mattaré,, ma ‘ndo sta er governo neutrale???

CATTIVI BIDELLI
Marco Travaglio
Ieri, forse per il meteo che volge al brutto, forse per il ricordo ancora fresco del bollito alla fiorentina che delira da Fazio, ci siamo svegliati un po’ giù di tono. Ma è stato un attimo. Poi, sul Corriere e su La Stampa, abbiamo trovato due fra i nostri editorialisti preferiti in un colpo solo, che ci hanno subito risollevato l’umore: i professori Angelo Panebianco (“Stereotipi (e bugie) sull’Italia”) e Giovanni Orsina (“Non basta una monetina per cambiare”). Ora, l’idea che i due siano professori, e dunque presumibilmente insegnino all’università, o almeno al liceo o alle medie, ci spinge a un istintivo moto di solidarietà per gli allievi.
Partiamo da Panebianco, “politologo”, che ha la barba. La sua ultima tesi, come tutte le altre, è tanto originale quanto demenziale: se i 5Stelle sono arrivati primi alle elezioni è per le loro “evidenti affinità” con “i più potenti del Paese”, del cui “volere” sono “i disciplinati esecutori”. Quindi scordatevi 10 anni di editoriali sul movimento anti-sistema, sfasciatutto, eversivo: i 5 Stelle sono il cane di compagnia degli “unici poteri forti sopravvissuti in Italia”. E cioè – tenetevi forte – “i vertici della magistratura (ordinaria, amministrativa, costituzionale) e la dirigenza amministrativa”: le “tecnostrutture”, da non confondere con le tensostrutture. Avete presenti i presidenti di Tribunale, Corte d’appello, Cassazione e i procuratori capi? Tutti grillini sfegatati (pure quelli che –per mascherarsi meglio – indagano Raggi, Appendino, Nogarin e gli altri sindaci, assessori, parlamentari, candidati pentastellati). E i giudici costituzionali nominati da Ciampi, da Napolitano, da Mattarella, dalle varie magistrature e dai partiti? Tutti dimaiani di ferro. Una “cosa molto preoccupante”, e te credo.
Voi, ingenuamente, domanderete: ma il prof. si sente bene? Benone. Infatti argomenta: le “tecnostrutture giudiziarie e amministrative” e i grillini “hanno in comune due cose: una bestia nera e una vocazione”. La bestia nera è la povera politica che tenta di “risollevare il capino”, e allora quelli zac!, “si compattano e vanno all’attacco” per “distruggere il potenziale uomo forte presentandolo come un novello Mussolini” e mantenere “la posizione dominante acquistata ai tempi di Mani Pulite”. La vocazione è “l’ostilità verso l’economia di mercato”. Infatti “l’amministrazione” (qualunque cosa sia) tiene “in scacco le imprese e lontani gli investitori esteri”(pussa via). I magistrati avviano “avventati procedimenti giudiziari contro aziende, i quali anni dopo finiscono spesso con assoluzioni” (ecco, fanno processi e poi qualcuno viene assolto: roba da matti, succede solo da noi).
E il M5S completa la tenaglia con la sua “ideologia anti-industriale” (Grillo, Casaleggio e Di Maio, a turno, fanno secche almeno dieci imprese al giorno) e il suo “apprezzamento per la spesa pubblica” (infatti cresce da 40 anni, non a caso da quando Grillo&C. andarono al governo per non mollarlo più). A ciò si aggiunga la “grande bugia” diffusa dalla Triade tecnostruttural-grillina col concorso esterno del “circo mediatico giudiziario” (quei cattivoni di giornalisti che raccontano i processi): che l’Italia “sia il Paese più corrotto d’Europa o giù di lì”, mentre “le sentenze passate in giudicato”dicono che “la corruzione è nella media europea” (e qui Panebianco esagera: condanne alla mano, al netto delle prescrizioni e delle altre mille scappatoie all’italiana, è molto più corrotta la Finlandia). Resta da capire perché, avendo dalla sua “i più potenti del Paese”, il M5S sia da 5 anni il primo partito d’Italia, ma non riesca a metter piede al governo. Ma questo trascurabile dettaglio il prof. Panebianco lo spiegherà, volendo, nella prossima puntata. Sempreché sia compito di un prof. spiegare le sue tesi.
Il prof Orsina, “storico”, pensa di no. Infatti lacrima ancora come una vite tagliata per una scena di 25 anni fa: quando una folla assiepata dinanzi all’hotel Raphael lanciò a Bettino Craxi – plurindagato per corruzione e altri reati gravi – insulti, sputi, monetine e banconote false (altrimenti avrebbe raccolto pure quelle). Ora il prof trova, senza spiegare perché, che “quelle monetine non le abbiamo tirate a Craxi, ce le siamo tirate addosso e sono 25 anni che paghiamo il prezzo di quel gesto autolesionista”. Avremmo dovuto lanciare baci e bocciuoli di rosa, invece, al benemerito statista di cui si erano appena scoperti tre conti cifrati in Svizzera con dentro 50 di miliardi di lire (tutta roba nostra); che s’era appena fatto regalare l’immunità-impunità dai suoi complici in Parlamento, col diniego di 4 autorizzazioni a procedere chieste dalla Procura di Milano per poter indagare sulle sue mazzette miliardarie; che proprio al Raphael aveva appena festeggiato lo scampato pericolo coi suoi compari (compreso B, giunto con un bottiglione di champagne); il tutto due mesi dopo che l’amico Amato aveva tentato il colpo di spugna su Tangentopoli. I contestatori autolesionisti non riuscivano a cogliere “i risultati tutt’altro che disprezzabili raggiunti da quel ceto politico” benemerito: tipo il raddoppio del debito pubblico in 10 anni, la spesa pubblica fuori controllo, la corruzione sistematica su ogni appalto e la bancarotta di uno Stato che aveva finito i soldi per gli stipendi e dovette varare una Finanziaria da 92 mila miliardi e rapinare nottetempo il 6 per mille da ogni conto in banca. Invece di ringraziare, i cretinetti “spazzarono via” tutto quel bendidio, maledicendo i ladri e benedicendo in “piazza” (luogo malfamato quant’altri mai) “le procure” che s’impicciavano di tangenti e altre cose che non le riguardavano. Fortuna che oggi c’è lo storico Orsina, che insegna ad amare i ladri fin dai banchi di scuola. Consiglio per i suoi studenti: provate

Valeria
Veramente di basso livello il tentativo di Mattarella di occultare un governo tecnico con l’appellativo “neutrale” per farlo digerire all’opinione pubblica che sa benissimo essere stufa di macchinazioni di palazzo.
Che pena. Come Napolitano.
(Se il governo di Monti fu un governo neutrale, speriamo solo di non vederne mai più)

E’ LA SOLITA ITALIETTA
Bruno p.Napoli
Bella la retorica del capo dello stato sulla neutralità delle forze politiche rispetto al bene del Paese. Ma a chi è diretta?
Tutto un bello sproloquio sugli anni del terrorismo e di come il popolo Italiano si sia unito contro questa minaccia.
Ma allora davvero volete un popolo di ciuchi?
Ma cosa c’entra il popolo Italiano con quegli anni di piombo?Sempre estromesso dalle segreterie dei palazzi che con l’avallo di servizi deviati e di una stampa connivente hanno manipolato ad arte lo stato delle cose per arrivare come sempre ad un bel nulla,alla “neutralità” dei fatti,tutti innocenti fino a prova contraria e qualche colpevole che paga per tutti. Ma cosa abbiamo da imparare da questa retorica?
Non sappiamo ancora chi sono i mandanti di Moro,di Borsellino e Falcone e sono anni che non si riesce a sapere chi ha ucciso il sindaco di Pollica con 9 colpi di pistola.
Ma cosa volete insegnarci e quando è successo che la politica si è interessata al bene del Paese? Ma davvero credete che siamo come le scimmiette,non vedo,non sento e non parlo? Credete che non osserviamo quotidianamente la liquidità della politica e della stampa che cambia opinione ed opinionisti a secondo delle convenienze economiche?
Credete che non guardiamo negli occhi quegli esponenti politici che tra truccatori e giornalisti mentono ogni giorno ai loro elettori mentre scambiano il bene del Paese per quello personale?
Si dovrebbe mettere una pietra sopra ogni cosa come si fa per i cadaveri e dimenticare tutto quello che è successo?
Comunicazione, energia, banche, trasporti, PA, partecipate, tutto nelle mani dei partiti e degli imprenditori amici mentre la Biancofiore (chi?) si permette di dire che quelli al sud sono dei poveracci.
L’epoca del vaffa non è mai finita, stiamo solo facendo un esperimento sociale per vedere a quali livelli può spingersi l’ipocrisia dell’Italietta di questi attori in giacca e cravatta col portafogli sempre pieno.

Valeria Ciarambino
Io non voglio un Governo Neutrale. Io voglio un governo schierato dalla parte dei cittadini.

Il reverendo
Il governo neutrale è come quando in freezer trovi il barattolo del gelato e dentro c’è il basilico.

I VERI PROFESSIONISTI DELLA POLITICA
Bruno p. Napoli

Sono sempre loro B&R. e mirano come al solito alle nomine e alle poltrone per poter continuare a condizionare la vita degli Italiani in eterno.
Chi avrebbe giurato fedeltà ad un governo del cactus?
Sempre lo stesso duetto, perché coloro che lo sostengono posso piazzare i propri uomini nei posti di rilievo del Paese.
Quando B ha saputo che solo il PD si sarebbe comportato da “responsabile” è andato su tutte le furie perché Salvini gli ha impedito di partecipare al banchetto e che banchetto.
Il governo Caronte prevede infatti le nomine più importanti che scadono tra qualche mese compresi i vertici della Rai.
Renzi è come un anguilla,appena vede un anfratto ci si butta a capofitto basta che piazzi il suo potere nei posti giusti e Berlusconi non è da meno.
Di Maio aveva previsto tutto. Il M5S è l’unica barriera agli accordi che vengono rinnovati da 25 anni,di legislatura in legislatura,non importa il colore politico della maggioranza.
Ma guardate gli uomini a cui vengono rinnovati i contratti nelle principali aziende di stato,sono sempre gli stessi e sempre della stessa estrazione politica.
Di quale partito è il questore De Poli che sta boicottando il taglio dei vitalizi?
Entrano ed escono da porte girevoli oliate all’occorrenza dalla politica e c’è qualcuna che pensa sia una questione di antipatia verso il datore di lavoro dei pulitori di cessi.
Ingenuità,incompetenza,incapacità,sarà cari opinionisti e critici del M5S ma quando le caccerete le palle per dire quello che davvero accade in questo Paese di struzzi?
Qui non si sta facendo una battaglia ideologica. Per poter cambiare il Paese bisogna sradicare letteralmente delle poltrone e conquistarle.
Sono posti di rilievo che condizionano la nostra informazione,il nostro lavoro,la difesa,la sicurezza,le nostre bollette,i nostri consumi,i nostri debiti,insomma la nostra vita.
E’ doveroso appoggiare Di Maio,qualsiasi decisione prenda perché è tempo di fare pulizia.

IFQ
Berlusconi, via libera a un governo Lega-M5s
“Salvini si prende responsabilità. No alla fiducia”
Dopo la richiesta di 24 ore a Mattarella, arriva l’atteso passo di lato: ‘Fi si asterrà, non ci sono più alibi’
Leader Carroccio: ‘Grazie, ora programma e squadre’. Di Maio: ‘Prima temi, poi nomi’ Il passo di lato è arrivato. Con una nota diffusa in serata, Silvio Berlusconi ha fatto sapere che non si metterà di traverso a un governo M5s-Lega. Quando la strada per un esecutivo tecnico (e il ritorno al voto) sembrava spianata, è stato l’incontro Salvini-Di Maio a sbloccare la situazione con la richiesta al Colle di ritardare la convocazione di un premier tecnico. Poi l’attesa dell’ex cavaliere. Nessun nome al momento sul tavolo di un governo giallo-verde. Anzi, per i 5 stelle il dialogo con la Lega si articolerà. E il nome del premier è solo l’ultimo, dopo che sarà scritto il contratto per il programma
(Ora speriamo di non avere un governo Berlusconi per interposta persona, come avvenne con la Casellati)
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Salvini + Di Maio se sono uniti fanno 350 deputati, quando per la maggioranza ne bastano 316. Possono fare qualunque cosa, se vogliono. In primis una nuova legge elettorale. Poi rimettere al suo posto l’articolo 18, difendere i territori, salvaguardare le piccole e medie imprese, combattere la Fornero, diminuire le tasse, frenare l’aumento dell’Iva, salvare lo stato sociale, regolamentare diversamente le banche, difendere il made in Italy, dividere l’Italia in maxiregioni, eliminare realmente le Province, togliere al Pd l’esclusiva sulle tv, controbattere Dublino III e Tryton e regolare i flussi migranti…se vogliono. Queste cose stanno in entrambi i programmi. E possono volerle tutti e due.
E, se attraverso Salvini, avesse a rifiorire qualche desiderio berlusconiano, 228 seggi contro 122 sono sufficienti a stornarlo.
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Peter Gomez
Conoscendo il pregiudicato B, definito dai tribunali della Repubblica un “delinquente naturale”, è giusto pensare che prima di togliere il suo veto alla nascita di un governo abbia avuto da Salvini precise garanzie sulle materie per lui importanti: giustizia, telecomunicazioni e fisco. Per questo Di Maio, se non vuole finire per apparire agli occhi degli elettori disposto a qualsiasi compromesso, farà bene a ripartire dai fondamentali. Ben prima di discutere di ministeri e premier, tra 5 stelle e Lega va steso un lungo contratto di governo, preciso fin nei minimi particolari. E potremo tutti capire se l’eventuale nuovo esecutivo sarà un inciucio all’ombra di Berlusconi o davvero il tentativo di cambiare il Paese.
È ovvio che il contratto non potrà contenere tutte le proposte delle due formazioni politiche. Nel 2005 in Germania la Merkel quando si accordò per la prima volta con la Spd mise da parte la flat tax al 25 % che era stata il suo cavallo di battaglia elettorale. Ma vi sono punti che il Movimento deve considerare irrinunciabili.. Il primo ruota intorno a una parola che sull’ex Cavaliere ha lo stesso effetto dell’aglio per i vampiri: la legalità. Vanno scritte precise norme anticorruzione, leggi che riportino alla certezza e l’effettività della pena e che velocizzino realmente i processi. Il secondo punto è la Rai: la tv pubblica va liberata dall’oppressione della politica e deve premiare i suoi dipendenti solo in base a criteri di merito. Non solo i giornalisti, ma anche i manager. Il terzo è il conflitto d’interessi: non per penalizzare Mediaset, ma per far sì che come accade in tutte le democrazie liberali, mezzi di comunicazioni così importanti, in grado di influenzare l’opinione pubblica e di intimorire amici e avversari, non possano far capo a chi sta in parlamento. Chi si trova in queste condizioni deve semplicemente scegliere: o fa l’editore o fa il rappresentante dei cittadini.
Resta poi il fisco: è del tutto ovvio che le tasse vadano abbassate per far correre il Paese. Ma deve essere chiaro che, quando e se, la pressione fiscale ritornerà a livelli più umani, non dovrà esservi nessuna indulgenza nei confronti di chi dolosamente evade. Il contratto poi dovrà essere preciso fin nelle virgole nell’elencare gli indispensabili tagli di spesa, le norme in favore di disoccupati e poveri e quelle per migliorare vita e qualità dei nostri insegnati. Perché l’Italia se non riparte dalle scuole non avrà futuro. Solo dopo i dovrà cominciare a parlare di incarichi. Stabilendo un principio: i requisiti di onorabilità. Solo chi è specchiato è degno di far parte di un governo.
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DOPO IL RISCALDAMENTO.. SI GIOCA!
Viviana Vivarelli
Dopo due mesi di finte, dove nessuno si è seduto a un tavolo, e nessuno ha parlato mai di problemi reali, e in cui i due antagonisti hanno fatto un balletto sul ring, mentre un terzo sibilava alle spalle e un quarto faceva ostruzionismo, il vero incontro ha inizio e almeno si sa chi ufficialmente si prende la responsabilità di dare le carte. Forse questi due mesi sono serviti solo a perdere tempo. Forse sono stati utili agli elettori attenti a distinguere i caratteri di chi voleva giocare e di chi voleva solo rubare la palla.
Comincia ora un viaggio tutto in salita, dove ogni punto sarà conteso e dove giocheranno anche forze occulte e soci nascosti o parzialmente palesi. Uno dei due giocatori ha le idee molto chiare e una grande pazienza. Il secondo è pigro e poco propenso a prendersi delle responsabilità e in ogni suo atto dovremo studiare l’ombra del caimano dietro di lui, ma facilmente manderà avanti il centrattacco Giorgetti, molto più decisionista.
Quello che nel gioco ha fatto la figura peggiore è stato il Pd.
Per dirla con le parole di Massimo Rocca di IFQ: “C’è un partito che partecipa al gioco elettorale solo se governa lui, altrimenti prende qualche milione di voti e li congela senza scegliere. Non facendo opposizione agli altri ma a se stesso. Né aderire né sabotare, Franza o Spagna purché se magna, Gesù o Barabba fatemi sapere che io ho una partita alla playstation con Orfini. La domanda da rivolgere agli elettori di questo partito è un po’ quella che si pongono i sottoscrittori di Bot a tasso negativo. Che li compro a fare? Che li votate a fare?”
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Ero molto dubbiosa, a buon diritto, dell’esito di queste consultazioni, e dunque sono molto contenta, pur con tutte le riserve, di come sono evolute le cose.
Attendo ora la fiumana di critiche e controcritiche che si abbatteranno su questa esile possibilità di governo. In fondo criticare è la cosa più facile del mondo e, se per poterlo fare, dovessimo pagare una tassa, le casse del tesoro sarebbero piene. Una critica la sanno fare tutti, anche i disinformati, i rompiballe e i cretini. E immagino cosa diranno. Ma le risposte sono chiare.
Non si torna al voto perché non sarebbe servito a nulla
e fare un governo neutrale come chiedeva Mattarella sarebbe servito allo stesso modo in cui è servito il governo Monti, a proseguire il piano di destabilizzazione dello Stato e svendita della democrazia di Licio Gelli, tanto amato dalla Troika, cioè arrivare a un livello peggiore della Grecia, quando, con Padoan e Renzi, siamo già il Paese peggiore d’Europa.
Sicuramente questo governo nasce con molte difficoltà per le diversità di base, ma dobbiamo vedere i punti in comune e lavorare su quelli.
Sicuramenee dovremo rimandare molti dei nostri desideri, come ha fatto la Merkel, come hanno fatto altri governi di coalizione prima di noi. Tutto a suo tempo.
Inutile fare la chiama di tutte le cose che fortemente desideriamo. Bisogna essere realisti.
Ora dobbiamo fare una sola cosa: osservare punto .
per punto la trattativa con la Lega e sperare di realizzare almeno qualcuno dei nostri punti fondamentali e se anche ne realizzassimo solo uno: un sistema elettorale finalmente costituzionale che garantisce rappresentanza e governabilità, Di Maio sarebbe un vincitore.
Coraggio dunque, e speranza. Il mondo non è stato fatto in un giorno solo. E per fare l’Italia ci vorrà qualcosa di più.
Nessun governo di coalizione può essere perfetto.
Come nessun matrimonio. O nessuna società. O nessun partito.
Le combinazioni perfette sono rare in un mondo imperfetto.
Ma cominciano col fare ciò che è necessario e forse anche l’impossibile diventerà possibile.
In fondo tutte le strade vincenti della storia sono state segnate da persone che riteneva di poter sfidare l’impossibile, non avevano compagni affidabili e avevano tutte le condizioni contro, ma ci sono riusciti.
Il nostro compito adesso è operare nel senso del successo di questa impresa e non seminare dubbi e pensare al suo fallimento. Anche l’opinione pubblica ha il suo peso in questa faccenda, e, per quanto tutto sia sommamente incerto e sia più facile temere che sperare, già il fatto che siamo arrivati fin qui è una specie di miracolo che dovrebbe tutti riempirci di soddisfazione e di speranza e farci partecipare positivamente al successo dell’impresa.
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ORA E’ IL TEMPO DI FARE
Bruno p.Napoli

Si possono fare quante tornate elettorali si vogliono affinché il M5S acquisisca la maggioranza dei voti per governare da solo oppure bisogna scendere a compromessi e scegliere questa finestra temporale per aiutare il Paese a riprendersi perché il tempo non è propizio all’Italia.
Per chi non se ne fosse accorto le condizioni economiche della nazione non sono delle migliori anzi sembrano peggiorare nonostante non si avvertano condizioni esterne di instabilità.
A livello macroeconomico la borsa corre ed i nostri titoli mantengono interessi bassi,complice anche la BCE,ma le differenze sociali continuano ad aumentare,le imprese a chiudere e la disoccupazione continua a flagellare i giovani. La percezione del futuro non è rosea e la povertà avanza con qualche blando provvedimento per contrastarla.
Il sud sta peggio ma al nord non è tutto oro quello che luccica,insomma il Paese sembra avviarsi verso una nuova crisi.
L’elettorato ha premiato Lega e M5S e questo è un dato di fatto bocciando del tutto il governo precedente e i suoi fallimenti per cui bisogna lavorare per coloro che sono in difficoltà di qualsiasi colore politico siano perché l’Italia è fatta di Italiani non di partiti.
Il primo punto da affrontare è il lavoro e tutto quello che ruota attorno ad esso: impresa, sburocratizzazione, anticorruzione, costo del lavoro, sostegno al reinserimento, istruzione, famiglie.
Tutto ruota intorno al lavoro dopodiché sarà più semplice trovare altri punti d’accordo.
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Penso che Berlusconi influirà sempre meno. E’ vero che è specialista della compravendita di deputati e senatori ma io starei tranquilla. Mercato o no, il crollo di Berlusconi è indubitabile, la senescenza fa il resto, ormai non è buono neanche per parlare e alle prossime elezioni sarà quasi sparito.
Alle politiche del 94 Berlusconi prese 8.136.135 voti.
alle europee del 94 addirittura 10.089.139.
Alle politiche del 2006 9.048.976 voti.
Oggi ha preso 4.590.774 voti.
Ne ha persi 5 milioni e mezzo dal suo massimo. Difficile poterli ricomprare.
Ormai marcia verso il nulla.

GLIFOSATO
Il diserbo o controllo delle piante infestanti può essere fatto con
-il fuoco (pirodiserbo)
-i mezzi meccanici (fresatura)
-accorgimenti agronomici (p. es. la semina ad alta densità)
-mezzi biologici (p. es. l’uso di parassiti dell’infestante)
-barriere fisiche (pacciamatura)
-alternativa valida è la semina di piante a bassa competizione in grado di impedire la crescita di altre infestanti
Ma da decenni multinazionali come la Monsanto hanno diffuso erbicidi chimici come il glifosato che è risultato altamente cancerogeno e dichiarato tale dall’IARC,braccio dell’OMS che si occupa del cancro
Il glifosato può accumularsi e persistere nel terreno per anni, non solo distrugge i microrganismi utili nel terreno ed essenziali per la vita delle piante, ma promuove anche la proliferazione di agenti patogeni che causano le malattie delle piante. Finora l’esposizione ai pesticidi era risultata correlata a un aumento dei casi di leucemie infantili e malattie neurodegenerative, Parkinson in testa. Dai nuovi stidi emerge forte correlazione epidemiologica tra l’impiego del glifosato (riscontrato anche nel sangue e nelle urine degli agricoltori) e il linfoma non-Hodgkin.
La Monsanto produce semi OGM (mais, soia e cotone) Ogm e produce anche il glifosato adatto.
Nel 2018 la tedesca Bayer ha comprato Monsanto
La Commissione europea ha autorizzato la fusione ed è nato il grande colosso chimico-biotecnologico a cui i tedeschi lavorano da oltre un anno. Uno dei principali nodi da sciogliere era quello del glifosato, il principio attivo contenuto nei pesticidi usati in agricoltura. A venderlo in tutto il mondo è stato per prima proprio Monsanto, sotto il marchio commerciale «RoundUp», con l’Ue che lo scorso dicembre ha rinnovato le autorizzazioni all’utilizzo e alla vendita sul mercato comune per altri 5 anni (per cui è inutile che qualcuno dica che il marchio è scaduto perché nel dicembre 2017 è stato rinnovato per altri 5 anni). Decisiva ovviamente è stata la Germania.
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GLI ERBICIDI DELLA MONSANTO
Blog a 5 stelle: “Una delle più grandi e potenti multinazionali al mondo, la Monsanto, vende un erbicida, vietato in Italia nella produzione di grano duro, cosa che non avviene in Canada, dove il grano viene irrorato di pesticidi (glicosato), prima del raccolto, per favorirne la maturazione a prezzi estremamente competitivi. L’UE – appoggiata da Forza Italia, Lega e PD – ne ha autorizzato l’uso per altri 5 anni. Ma la Barilla (la più grande produttrice di grano al mondo) ha deciso di non usare grano canadese.
Il M5S combatte nel Parlamento europeo contro questi pesticidi. Oggi un pacco di pasta su sette prodotto in Italia è fatto con grano canadese. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito l’erbicida nella lista delle sostanze probabili cause di tumori nelle persone. Barilla su pressione dell’opinione pubblica, non ha firmato contratti con fornitori di grano canadesi ed ha tagliato del 35% le importazioni dal Canada di grano duro.”

Se l’Unione europea fosse una organizzazione seria, l’uso in agricoltura o nell’alimentazione di sostanze cancerogene sarebbe vietato da sempre.
Purtroppo sappiamo che Bruxelles è assediata dalla lobby che chiedono leggi a proprio favore e, se queste sono fatte, come è sempre avvenuto, ciò vuol dire che, se c’è chi compra, c’è chi si fa comprare.
Presso il Parlamento europeo sono registrati oltre undicimila lobbisti. Ma in realtà se ne stimano più del triplo e, considerando che per la Commissione europea lavorano 33.000 persone, c’è un lobbista per ogni dipendente.
Essi spendono un miliardo l’anno per condizionare le decisioni prese dal Parlamento europeo.
Noi possiamo dire No ai pesticidi anche a livello regionale. Intanto abbiamo un ‘no’ deciso del Trentino al glifosato. L’erbicida più usato al mondo potrebbe essere bandito dalle coltivazioni del nostro territorio già nel corso del 2018 grazie a tecniche di diserbo meccanico.
Che vi siano molte sostanze definite cancerogene non impedisce di limitarne o vietarne l’uso là dove si può fare e bisogna essere idioti per dire che i diserbanti della Monsanto sono cancerogeni come il sole. C’è un discorso di quantità, esattamente come per l’intelligenza: dire che tutti ne hanno non significa dire che i cretini sono uguali ai geni.
Il glifosato é stato chiamato il pesticida del XX secolo. Purtroppo portava alla dispersione nell’ambiente di sostanze tossiche a discapito di lavoratori, abitanti e consumatori, l’inquinamento dei terreni e delle acque sotterranee, e la riduzione della biodiversità.
Se la Monsanto sta abbandonando il suo pesticida preferito è perché non ci guadagna abbastanza, tant’è che ne ha preparato un altro.
Il Roundup è stato mantenuto in circolazione per un paio di decenni poiché la multinazionale ha brevettato anche sementi OGM Roundup-Ready, in grado resistere al micidiale pesticida dopo l’irrorazione dei terreni.
Ora il gruppo americano ha deciso di lanciare un altro super-diserbante: il Dicamba, un nuovo cocktail che ha già raccolto attestati di neurotossicità, danni al sistema riproduttivo e rischi di malformazione del feto (in alcune specie animali), al fegato e i reni, tossicità per gli uccelli e le specie acquatiche, percolazione nelle acque sotterranee. E l’Ue, appositamente unta dalle mazzette della Monsanto, è pronta ad autorizzare anche quello.
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Il brevetto del glifosato della Monsanto, nel dicembre 2017 è stato rinnovato per altri 5 anni dalla Commissione europea, col parere contrario di Italia e Francia ma col forte assenso della Germania che fa gli interessi della Bayer, oltre a ciò la Monsanto ha messo di produrlo solo perché non ci guadagnava abbastanza e ora ha messo in circolazione un nuovo erbicida, oltre tutto senza test perché avrebbero rallentato il loro programma di vendite e questo secca i raccolti vicini. Ma già nel 2016 aveva messo sul mercato il Dicamba. Poi tra dieci anni ci diranno se era cancerogeno o no.

DICAMBA
Nel 2017 è stato messo sul mercato il nuovo erbicida della Monsanto, il DICAMBA, e non è passato molto che sono arrivate le denunce dei suoi effetti devastanti. Migliaia di agricoltori americani ne hanno denunciano i danni: si stima che 3,6 milioni di acri di coltivazioni di soia (circa 1,4 milioni di ettari, il 4% dei terreni coltivati a soia negli Usa), nel corso del solo 2017, siano stati danneggiati dall’utilizzo massiccio del prodotto.
Il Dicamba è una sostanza chimica risalente agli anni 60, progettata per eliminare le piante infestanti a foglia larga nei campi di soia OGM.
Si sta ripetendo il boom degli anni Novanta del glifosato. Già nel 1999, più della metà delle piantagioni di soia americane erano “Roundup Ready”. Dieci anni più tardi, i semi OGM resistenti agli erbicidi si erano diffusi al 91% delle piantagioni di soia e al 68% dei campi di mais. C’era però un grosso problema “evolutivo”, legato alla progressiva resistenza dei parassiti.
Nel 2016, Monsanto ha messo a punto una varietà di semi chiamata Roundup 2 Xtend e pensata per resistere sia al Roundup che al Dicamba. Un successo clamoroso. Ma cosa accade? Il prodotto è volatile e attacca i campi vicini seccandoli. Quando l’azienda ha cercato di correre ai ripari, sviluppando una versione in teoria “sicura” e meno volatile dell’erbicida, il guaio era ormai fatto. Ora il gigante dell’agribusiness si trova ad affrontare migliaia di ricorsi degli agricoltori danneggiati, undici cause intentate da quattro diversi Stati e una serie di restrizioni legislative che ne stanno minando la diffusione. In dicembre, il Missouri ha annunciato che entro il prossimo 15 luglio bandirà l’XtendiMax (ovvero il Dicamba di Monsanto) e il FeXapan, un prodotto analogo commercializzato da DowDuPont. Le stesse restrizioni avevano già colpito l’Engenia, erbicida realizzato da Basf.
Il North Dakota ha previsto le stesse misure a partire dal 30 giugno, mentre l’Arkansas (lo Stato più colpito) ha approvato solo pochi giorni fa la proposta di inibirne l’utilizzo tra aprile e ottobre. Anche altri due Stati, il Minnesota e il Tennessee, valutano analoghe misure.
Monsanto non si pente e non torna indietro. Anzi, ha offerto denaro a chi lo usa, un tanto ad acro. All’inizio di novembre, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa) aveva già avvertito i produttori di erbicidi che avrebbe valutato la revoca dell’autorizzazione all’uso del Dicamba su tutto il territorio americano se i danni fossero continuati. Cosa che non ha comunque frenato Monsanto dall’opporsi frontalmente alle misure messe in atto dagli Stati.
Ma ora il disastro Dicamba sta per essere anche europeo perché la Germania è interessata all’affare.
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Il 29 novembre del 2017, 18 Paesi dell’Unione europea votarono per rinnovare per cinque anni l’autorizzazione alla vendita del glifosato, il controverso erbicida brevettato da Monsanto e utilizzato in modo intensivo in agricoltura. 18 votarono a favore, 9 contro (fra cui l’Italia), uno si era astenuto. Fu decisivo il voto positivo della Germania che fino alla vigilia delle votazioni sembrava intenzionata ad astenersi. Il Ministro delle politiche agricole era Martina che votò contro. Il suo decreto, comunque, riprendeva l’intenzione di Coldiretti di vietare in Italia il glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche in campagna in pre-raccolta, “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura.”L’Italia deve porsi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare nell’Unione Europea e fare in modo che – sottolinea la Coldiretti – le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe, come il grano proveniente dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di pre-raccolta”.Critica anche Greenpeace: “Il voto odierno è un regalo alle multinazionali agrochimiche, a scapito di salute e ambiente. Bene comunque il voto contrario dell’Italia, che ha dimostrato nuovamente di dare priorità alla tutela delle persone, e non al fatturato di chi produce e commercia il glifosato”,
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La cosa assolutamente pazzesca è che la pericolosità di un diserbante e il suo essere cancerogeno o no deve essere provata dalle ditte che lo producono!!!
E il DICAMBA, il nuovo tipo di diserbante prodotto dalla Monsanto che dovrebbe sostituire il glifosato è stato messo sul mercato senza che nemmeno siano stati fatti i test su di esso “perché avrebbero portato via troppo tempo”!!!!!!!!!

INCENDI DEGLI AUTOBUS
Più gli autobus pubblici sono vecchi e hanno una cattiva manutenzione, più gli incendi dei motori sono probabili. A Roma la situazione del trasporto pubblico è tragica da moltissimi anni e questi incendi sono saliti a 20.
Roma ha una situazione molto peggiore di altre città italiane per cui occorrerebbero grossi investimenti da parte dello Stato. Invece, le autorità centrali se ne sono fregate al punto che, invece di avere nuove vetture a Roma, abbiamo avuto una riduzione del poco esistente che in 10 anni è sceso del 12%. E le vetture rimaste sono così in pessimo stato che di 2055 ne circolano poco più di un migliaio al giorno, poiché ogni giorno più di un terzo è in manutenzione. Anche i treni sono diminuiti. Per i mezzi di superficie, l’età media è aumentata costantemente negli ultimi 10 anni, passando dai
6,4 anni del 2006 agli 11,8 del 2015, a testimonianza di una sostanziale mancanza di investimenti. Gli autobus che circolano per le vie di Roma hanno in media più di 10 anni, mentre i tram sono gli stessi che trasportavano i romani negli anni Ottanta. Anche la produttività è diminuita. Nel 2015 ogni autobus aveva percorso in media 3000 km in meno rispetto al 2006 e via via questo è aumentato. Stessa tendenza per i tram e metro: la percorrenza media annua su tre linee è diminuita dell’8%. Così in un anno sono stati registrati sulle linee 180mila guasti e gli incendi stanno su questa linea.
Credere che un sindaco, coi pochi mezzi che ha, possa risolvere il problema è da cretini.

4 ANNI DI BILANCI FALSI! LA CORTE DEI CONTI INCHIODA RENZI, NEL SILENZIO TOTALE DEI MEDIA ASSERVITI
Renzi, Corte dei conti accusa: a Firenze 4 anni di “gravi irregolarità” in bilancio
“Inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”. Così i giudici contabili bollano la gestione dell’attuale premier da primo cittadino del capoluogo toscano. E il successore-delfino Nardella deve trovare 50 milioni di euro.
E quattro. Il Comune di Firenze è costretto ancora una volta a ricevere i rilievi della Corte dei conti. Per il quarto anno consecutivo. L’intera gestione firmata Matteo Renzi. Ma questa volta ai giudici contabili non sono bastate le rassicurazioni di Palazzo Vecchio e non è stato sufficiente neanche l’intervento riparatore della giunta di Dario Nardella, che si è visto costretto a rimediare alla pesante eredità ricevuta. Per i giudici contabili rimangono “gravi irregolarità” che generano “oltre all’inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”. Per questo la Corte, il 31 luglio come già il 22 maggio, ha recapitato a Palazzo Vecchio un’ordinanza con cui invita l’ente “ad adottare entro 60 giorni i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio”.
L’erede di Renzi, il fidato Nardella, sapeva che con la poltrona di primo cittadino avrebbe ricevuto in consegna anche qualche guaio. Ma non di tale entità. La percezione reale l’ha avuta lo scorso dicembre quando ha saputo che anche da Roma l’amico Matteo avrebbe regalato altri guai. Con esattezza minori entrate dallo Stato per 22 milioni. Il 27 dicembre 2014, dopo aver faticosamente chiuso la discussione sulla Finanziaria, Nardella ha ammesso: “Sappiamo solo che c’è uno sbilancio di 50 milioni di euro, dobbiamo trovare 50 milioni”. Aggiungendo sconsolato: “Ci stiamo lavorando anche in questi giorni di ferie”. Non è servito. Non secondo i giudici contabili che a fine luglio hanno contestato alcuni punti al sindaco seppure prendendo atto che l’erede ha risolto qualche falla lasciata dal predecessore.

QUELLO SCANDALO DELLA CONSULTA
Viviana Vivarelli
Per quanto il Rosatellum sia incostituzionale e palesemente antidemocratico e tale da non garantire né governabilità né rappresentanza e sia stato imposto da Renzi con ben 8 voti alla fiducia, fiducia assolutamente incostituzionale anch’essa, se non lo cambiano prima (cosa di cui fortemente dubito visto che è l’unica via che impedisce al M5S di governare), chissà quanto ci vorrà prima che la Corte Costituzionale faccia il suo lavoro ed emani la sua sentenza! Ci sono voluti 8 anni per la sentenza di incostituzionalità del Porcellum. Altri 8 anni per l’Italicum. Dovremmo aspettare il 2026 per veder sentenziata l’incostituzionalità del Rosatellum??
Contro un lavoro così lento, una delle più grandi vergogne italiane è il compenso dei giudici di questa Consulta. Ogni giudice è pagato da 360.000 a 500.000 euro l’anno. Ma che ci avranno da fare di così importante tutto l’anno? Non sarebbe meglio pagarli a cottimo e in proporzione all’importanza della legge? Non è un grandissima vergogna che gente così pigra e lenta e poco efficiente sia pagata così tanto, quando lo stesso Mattarella prende uno stipendio di 185.000 euro?? Quando si parla degli sprechi italiani, perché mai una parola contro questi pascià del far niente? Ma non c’era il tetto a 240.000 euro? E perché questi lo devono raddoppiare? Perché devono essere i più pagati del mondo?
I giudici britannici percepiscono, in sterline, l’equivalente di 235 mila euro lordi, in Canada siamo all’equivalente di 217 mila euro, 234 mila per il presidente. Negli Stati Uniti il compenso in dollari del presidente equivale a 173 mila euro e quello dei giudici è inferiore di 7 mila euro. Meno della metà, quindi, di quanto mediamente guadagnino i quindici giudici italiani. Ma non è uno sproposito e uno sputo in faccia alla giustizia?

Auguro ogni bene
alle persone di buona volontà
ai miti che trovano comunque il coraggio di difendersi dai cialtroni
a chi ama la libertà non solo la sua ma quella degli uomini di tutto il mondo
ai poveri che si ribellano ai ricchi
ai buoni che accolgono i derelitti
a chi cresce in se stesso ogni giorno e ogni momento
a chi riesce a far crescere gli altri con l’esempio, l’insegnamento o l’aiuto
a chi non si arrocca su posizioni fisse ma è conosce la flessibilità del cambiare in meglio
a chi riconosce i suoi errori e sa uscirne senza ripeterli
a chi segue la ragione ma privilegia il cuore
a chi ama la sua famiglia, poi la sua regione, poi la sua nazione e infine tutto il mondo
a chi si immedesima nelle sofferenze dell’altro
a chi combatte per la dignità di ognuno
ai piccoli Davide che sfidano i grandi Golia
a chi segue un’idea ma non è preda di una ideologia
a chi non adora feticci, siano essi uomini, dei, chiese, partiti, banche, patrimoni o corporazioni
a chi sa che il presente può essere brutto ma il futuro deve essere migliore
a chi impegna la sua vita per crearlo, questo futuro migliore
a chi pianta querce per i figli dei figli che non vedrà mai
a chi si libera dagli inganni del potere
a chi si libera anche dai propri autoinganni
a chi sa che la sincerità è bene ma la gentilezza è meglio
a chi lascia il mondo meglio di come lo ha trovato
a chi ama i giovani e si commuove per loro
a chi ama i vecchi e piange per loro
a chi pensa ai poveri e cerca di farli essere meno poveri
a chi resta molto freddo quando a commuoversi è il potere
a chi è pronto a rinunciare a qualcosa per portare avanti una grande causa
a chi non demorde sapendosi nel giusto
a chi continua a indignarsi del male che c’è in giro
a chi sa ridere
e chi sa sorridere
a chi fa satira
e chi fa simpatia
a chi è tenero
a chi si chiama cittadino del mondo
a chi rispetta il pianeta
a chi ama l’uomo, i bambini, gli animali, le piante, l’acqua, l’aria e tutto ciò che esiste su questo pianeta
a chi sa che il Cielo è grande ma il cuore dell’uomo di più.

(Viviana Vivarelli)

Luisa Loffredo
Salvini mantiene la parola data: resta legato a Berlusconi
A me pare il tipo della barzelletta:
– Ho fatto cento prigionieri.
– Portali qui!
– Non mi fanno venire.

..ma è morto!!
Allora è perfetto!
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LA RUOTA BUCATA DI RENZI
NORMA RANGERI
Forse il paragone è improprio, ma immaginiamo se un leader del fu Pci, di fronte a una sconfitta storica come quella sancita da queste elezioni (rispetto alle europee del 2014 all’appello del Pd mancano sei milioni di voti), avesse commentato come ha fatto ieri Renzi dicendo «la ruota gira». Appunto, non è immaginabile. Specialmente se la ruota è bucata.
E tuttavia il paragone con la classe dirigente del Pci non è poi così peregrino perché ad accostare Pci e Pd ci hanno pensato in questi giorni anche gli istituti di sondaggio nell’analizzare il travaso di voti, nel raccontare il grande esodo provocato dagli anni della segreteria renziana. Il 35% di chi nel 1987 (quando i governi duravano anche 100 giorni, ai tempi di Fanfani e di Goria) votava Pci, oggi ha votato 5Stelle. E quelli che, sempre in quell’anno, votavano Dc, oggi si sono invece rivolti a Forza Italia per il 29% (lo ricorda la Swg).
Renzi lascia la segreteria e un partito stremato ma non abbandona l’idea di essere ancora lui la carta vincente, di essere colui che possiede la giusta linea e, proprio per questo, punta tutta la posta che ha davanti sull’ingovernabilità, sull’impossibilità di formare una maggioranza tra pentastellati e centrodestra, un esito in qualche modo precostituito, con una legge elettorale dell’ultimo minuto, il Rosatellum, votata da lega e Forza italia per far fuori dai giochi il M5Stelle.
Purtroppo il diavolo non ha pensato al coperchio e la sconfitta del Pd ha rovesciato la pentola.
Come un criceto nella ruota, Renzi se la prende un po’ con tutti, dentro e fuori il partito. Ce l’ha con quei candidati che non hanno neanche proposto il voto sul simbolo del Pd «ma solo sulle loro persone» (leggi Gentiloni).
Continua ad accusare il partito di aver perso tempo e energie con gli scissionisti.
Non gli va proprio giù che la meravigliosa idea della riforma costituzionale sia stata rispedita al mittente da una valanga di No.
E ripete la storia della panacea delle elezioni anticipate negate perché il presidente Mattarella non ha concesso l’interruzione della legislatura dopo la batosta referendaria.
Come è evidente, si tratta di armi ormai spuntate, del resto non potrebbe essere diversamente, la botta micidiale subita da chi si era messo da solo il cappello del grande leader europeo, può annebbiare la vista. Così Renzi chiama tutto il partito all’opposizione perché, dice, con i 5Stelle non ci può essere accordo su nulla.
Ma quando elenca i punti salienti su cui giocarsi la rivincita cita “i valori” (forse immaginando l’uguaglianza declinata da Marchionne), “la democrazia interna” (magari testimoniata dall’uomo solo al comando), i vaccini (praticamente Lorenzin santa subito), l’Europa (ovvero i salti mortali di Padoan per coprire i bonus e il pugno di Minniti contro i migranti).
Ma bisogna essere fiduciosi perché il «futuro prima o poi torna», riflette l’ex segretario, e procedendo verso questo sol dell’avvenire non si fa neppure scrupolo di chiamare in causa un ragazzo malato di Sla che lo esorta ad andare avanti e a ritirare le dimissioni.
Il senatore di Firenze lo vuole rassicurare «io non mollo». Vista la situazione drammatica, più che una promessa sembra una minaccia

Serracchiani: “Il Pd ha bisogno di riposarsi”.
Sono d’accordo. Tutto il partito con Renzi in testa vada a Acapulco per un paio di annetti!
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PRIMO MAGGIO.
Licenziati, cassintegrati, esodati, mobilitati, disoccupati e tre lavoratori. C’erano tutti.
mic_tod
Grazie, Renzi

Pietro D’Angelo
Siamo buoni solo a lamentarci…siamo gli ignavi del XXI secolo.
C’è stato un gruppo di ragazzi, che si sono rotti i coglioni veramente di questa politica.
Hanno deciso di scardinare il sistema, si sono dimezzati lo stipendio, hanno rinunciato a 42 milioni di euro, hanno aiutato più di 20.000 imprese, hanno salvato diverse persone da Equitalia e dagli sfratti esecutivi, hanno donato e dico donato più di 22 milioni di euro, hanno difeso strenuamente la Costituzione andando pure sopra i tetti, hanno difeso i Cittadini dalle banche e dagli squali del gioco d’azzardo, hanno difeso pagando di persona il Cittadino dall’ignominia dei privilegi della casta.
E la gente che fa??? Ancora vota il finanziatore della mafia “il mafioso di Arcore”, chi per vent’anni ha fatto solo i suoi interessi e quelli della mafia, ancora vota chi fa solo chiacchiere ma al momento di “quagghiari” (andare al dunque), se la fa sotto e scappa come un coniglio andandosi a rifugiare dal suo padrone (Dudu’ Salvini),
ancora vota chi ha tentato di stuprare la Costituzione, chi ha fatto il job act, la buona scuola e regalato 80 euro a chi i soldi già li aveva, per poi però riprenderseli con gli interessi.
E dopo tutto ciò, avete ancora dubbi che il M5S, non deve governare???
Saranno inesperti, alcune volte inadeguati, ma loro sono l’unica speranza di sopravvivenza della nostra società civile…
..
Qualcuno incita ancora a scendere in piazza. Come se delle piazze e della gente al Potere gliene fosse mai importato qualcosa. Le uniche piazze della gente che abbiano mai interessato il Potere sono quelle in cui lo Stato ha fatto delle stragi di Stato contro la gente.
E salta sempre su qualche bischero a dire che ‘quelli che sono rimasti a casa sono molti di più’, che poi è lo stesso che dice che ‘se il M5S ha il 35% c’è un 65% che non lo vota’ o che, ‘se il M5S ha preso il 35%’, però l’accozzaglia di tutti quegli altri messi insieme fa la maggioranza’ e vuol farci credere pure che questo sia democrazia e che il Rosatellum non sia una emerita truffa contro la democrazia.
Bossi incitava il popolo a scendere in piazza o attaccare Roma con le ruspe. Salvini è pigro e si alza tardi. Si fatica anche a pensare. E’ per questo che il pensiero lo ha delegato ad altri. Ma quale piazza? Metà dei suoi ha borbottato: “A che’l le’ al ‘ga manca qua’c gioede’. Mi go da laurà “.
Quelli di FI erano troppo occupati a rimpatriare capitali all’estero e a contrattare con la mafia.
Renzi e famiglia a trafficare sporco tutto quello che di sporco c’è da trafficare.
La mafia a mafiare.
La P2 notoriamente in piazza non ci va.
La Sx è defunta da quel dì.
I 5stelle in piazza ci vanno ma tutti dicono che è una scampagnata.
Fatti due conti, tutti ci hanno rinunciato.
E poi non era Berlusconi che diceva che le piazze sono farse o picnic? E che, comunque, sono di più quelli rimasti a casa.
Al Cavaliere le piazze non gli sono mai venute tanto bene, anche coi pensionati portati col pulman, i panini e i 30 euri.
Dobbiamo pure ricordare che fu una piazza che bocciò Cristo e premiò Barabba. Sono piazze i 6 milioni che hanno insistito a votare Renzi, o i 4 milioni e mezzo che ancora votano Berlusconi. E sono piazze quelle di Pontida a cui sta bene tutto e il contrario di tutto perché hanno stomaci da elefante che digeriscono tutto, anche la lotta a Berlusconi e poi un Berlusconi bis e tris, anche la lotta a Renzi e poi un patto Nazareno uno o due o mille con Renzi, perché ormai non hanno faccia né onore.
La farsa si è allargata, ora comprende anche la Consulta e lo stesso PdR. Ma vista una Consulta tanto lenta da lasciar passare nove anni prima di dire che il sistema elettorale è incostituzionale. E ogni Pdr a Berlusconi e a Renzi gli ha firmato ogni obbrobrio, che doveva fare di più, povero vecchio? Raccomandarli?

Travaglio scarica l’accordo M5S-Lega: “Una pagliacciata mai vista in Italia”
Non gli è andata giù che Di Maio non si inginocchiasse davanti a Renzi.
Per la serie: “Semel in anno licet insanire”.
Oppure: “Come mi cascano anche i migliori”.
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Travaglio scarica l’accordo M5S-Lega: “Una pagliacciata mai vista in Italia”
Non gli è andata giù che Di Maio non si inginocchiasse davanti a Renzi.
Per la serie: “Semel in anno licet insanire”.
Oppure: “Come mi cascano anche i migliori”.
Ci va giù duro Travaglio: “già sappiamo che, comunque vada, sarà un pastrocchio. Perché da che mondo e mondo… i governi devono avere una maggioranaza (ma se li ricorda che il Rosatellum vuole le coalizioni?)”..”Il governo 5Stelle-Lega, salvo chiarimenti dell’ultima ora, rischia di essere ancor più oscuro, perché poggia le fondamenta su un equivoco grosso come una casa: il ruolo di Berlusconi, delinquente naturale, pregiudicato ineleggibile e interdetto”…” Una pagliacciata mai vista neppure in Italia. Tipo quei bei matrimoni dove il marito autorizza la moglie a mettergli le corna, e magari si diverte pure a guardare da dietro la porta. E questa sarebbe solo la parte visibile dell’accordo. Poi, come sempre quando c’è di mezzo B., c’è quella invisibile. Che è ancora peggio: oscena, nel vero senso della parola (fuori scena). Per scoprirla basta porsi una domanda: perché oggi B. autorizza Salvini a fare ciò che per oltre due mesi gli ha furiosamente proibito?”..”Delle due l’una. O solo perché ha paura del voto. O anche perché ha ottenuto quelle “garanzie” che ha sempre preteso dai governi non suoi per non scatenare la guerra termonucleare: favori a Mediaset e nessuna norma contro le quattro ragioni sociali della sua banda (corruzione, evasione fiscale, mafia e conflitto d’interessi). E chi può avergliele date? Ovviamente Salvini che, con Di Maio, tratta per conto di tutto il centrodestra. E qui casca l’asino con tutta la foglia di fico: trattare con Salvini-e-basta è un conto, trattare con Salvini che tratta anche per conto di B. è tutt’altro… facile una rottura. La cui colpa ricadrebbe sul M5S gabbato. Per la gioia del Pd renziano, che infatti ieri sprizzava gaudio da tutti i pori per un governo che lo lascerebbe solo all’opposizione a lucrare sugli auspicati litigi e pasticci di un governo tanto eterogeneo. Al momento, con tutte queste ambiguità, il governo M5S-Lega conviene a Lega, B. e Pd, ma non al M5S e – quel che più conta – neppure agli italiani. Starà all’abilità di Di Maio rinunciare a ruoli ministeriali e guidare il gruppo parlamentare per stanare Salvini, incalzare il governo sul contratto e staccargli la spina al primo cenno di tradimento o di logoramento. Peggio delle larghe intese ci sono soltanto le larghe fraintese.
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