Nuovo Masada

marzo 21, 2018

MASADA n° 1913 21-3-2018 INGOVERNABILI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:14 pm

MASADA n° 1913 21-3-2018 INGOVERNABILI
Blog di Viviana Vivarelli

Giochi di potere – Duello sulle Presidenze delle Camere – Assurdi e vitalizi – Al Nazareno la notte dei lunghi coltelli –I boiardi del centrodestra – Mai più il Pd – Arriva il decreto penitenziario salvaladri di Renzi – Il Caimano, atto II – Geni italici: l’Annunziata – Renzi è introvabile – Il voto a Bologna – Putin vince per la quarta volta col 76,6% – Sarcozy arrestato per avere avuto 50 milioni da Gheddafi

Ma con questi catafalchi, Scalfari, Bersani, Mattarella, Augias, Sallusti, Berlusconi… l’Italia verso quale futuro pensa di andare?
.
Ci sono Paesi la cui maledizione non sono i Governi. Sono gli elettori.
.
L’Italiano medio è un tale coglione talmente pronto a rinnegare qualcuno da rinnegare perfino se stesso.
l problema è che questa categoria di italiani ha un po’ troppi rappresentanti in Parlamento.
.
C’è un’azione peggiore che quella di togliere il diritto di voto al cittadino, e consiste nel togliergli la voglia di votare
Robert Sabatier
.
Il taglio dei vitalizi non si poteva fare “perché mancava il tempo”. Guarda caso, per fare la legge salvaladri, il tempo lo hanno trovato. E pure tra un governo e l’altro.
.
Invece di giurare sulla testa dei suoi figli, Berlusconi doveva giurare sul Kamasutra. (O sulla pompetta)
.
Un uomo può uccidere i fiori,un fiore,due fiori, tre…..Ma non può contenere la primavera.
Mahatma Gandhi
.
Dunque ieri l’altro Salvini dichiarava che la sua priorità era fare un nuovo sistema elettorale per tornare presto alle urne.
Oggi, cambio di scena, Salvini dichiara che la sua priorità non è tornare alle urne ma fare un Governo col Pd.
Mi viene il sospetto che Salvini non abbia idea di cosa significa priorità. Ma anche tutto il resto.

PRESIDENZE DELLE CAMERE
La prassi permette al partito arrivato primo (la Costituzione parla di ‘partito’ e non di coalizioni) di prendersi entrambe le Presidenze. Berlusconi fece così, altri hanno permesso che una delle due Presidenze andasse al partito arrivato secondo, che dunque oggi non può essere né il Pd né Forza Italia. Giustamente Di Maio ha indicato un 5stelle per la Camera e uno della Lega per il Senato.
Comunque, la Costituzione dice che:
Il Presidente della Camera è eletto dall’Assemblea nella prima riunione della legislatura. Per l’elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione, la maggioranza dei due terzi dei voti nella seconda e la maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo scrutinio.
Purtroppo il M5S non ha abbastanza deputati per essere maggioranza. La maggioranza alla Camera è di 316 seggi, e il M5S ne ha solo 225.
Per cui tutto è possibile.
Se ci fosse stato l’accordo con Salvini, avremmo avuto 225 voti +122 e avremmo potuto vincere. Ma Salvini è ondivago e ha detto stupidamente che la Presidenza del Senato non gli interessa, ma ha detto tante cose in contraddizione tra loro che ormai è impossibile capire cosa voglia fare e perché.
Giustamente Di Maio ha dichiarato che non accetta né indagati né condannati, ma se questo sciagurato Parlamento volesse votare un indagato o un condannato e avesse i voti sufficienti, potrebbe farlo perché non abbiamo nessuna legge che lo vieta.
Maroni: “Lega-M5S? Missione impossibile”. Salvini lo sconfessa: “Niente è irrealizzabile”. E torna ad aprire al Pd. (!?)
Questi non hanno una testa. Sono camaleonti. Salvini dovrebbe scriversi sulla felpa: “Voltagabbana in vendita”. Avanti signori, Faites vos jeux !
Attento, Salvini, finirai come la bella Camilla che tutti la vogliono e nessuno la piglia.
Sciascia diceva: “Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte”. Oggi di fascismo non si può più parlare ma l’autoritarismo nemico della democrazia è ovunque.

Intanto che questi signori si palleggiano, difendendo privilegi e potere e facendo perdere tempo al Paese bisogna ricordare che negli ultimi 6 anni il Debito Pubblico è aumentato di 358 MILIARDI e solo nel gennaio 2018 di circa 24 MILIARDI. Morale della favola: Monti, Letta, il bomba e l’alter ego hanno SPERPERATO IN DEFICIT 60 MILIARDI l’anno, cioè 5 MILIARDI al mese. Poi dicono a noi che non esistono risorse per il reddito minimo di cittadinanza!

Due cose sono evidenti:
– Salvini non ha la più pallida idea di cosa fare, vorrebbe prevalere su Berlusconi ma non riesce a lasciarlo mentre teme di essere accoltellato
– nei talk show televisivi si intervistano cani e porci ma nemmeno uno dei candidati 5stelle.
.
Gennaro Migliore ha detto: “A qualcuno è sfuggito che abbiamo perso”. Non ti illudere. Lo hanno capito tutti benissimo e gli stessi Renzioti hanno chiesto le dimissioni di Renzi.
Sempre Gennaro Migliore: “Abbiamo sollevato il Paese”: Come no! Prima era steso, ora è a pecorina!
.
Enzo
Salvini è seduto a cavalcioni sulle spalle traballanti del vecchio Silvio come il bambino su quelle del padre allo stadio. Il decrepito decaduto vacilla e la Meloni cerca di sorreggerlo. Con il passare dei giorni il peso grava sempre più. Se i due, stanchi, esausti, decidono di lasciarlo andare di botto, Salvini fa un ruzzolone da “paperissima”. E’ questa la sua limitazione, è il leader di una coalizione di parenti-serpenti. Non ha dove andare. Si dovrà per forza tornare a elezioni. Matteo si sottomette a Di Maio? Anche volendo non può farlo, i soci lo pianterebbero all’istante. Lui può portare il suo 17% e forse si raggiunge la maggioranza, ma attaccata con lo sputo. E allora? Niente, se ne parlerà inutilmente per mesi.

The caster
Al Nazzareno la “Notte dei lunghi coltelli” è in pieno e feroce svolgimento, ma le scaramucce a cui assistiamo son rose e fiori a confronto del bagno di sangue che attende il PD nei prossimi giorni.
A Destra i “Fratelli coltelli” si esibiscono nella più classica delle tragedie familiari: il vecchio nonno è arrivato alla fine e figli e nipoti sabotano i freni, mettono veleno per topi nel caffè, piantano lunghi coltelli nella schiena l’uno dell’altro per accaparrarsi la fetta più grossa dell’eredità, senza contare che il vecchietto non vuole assolutamente saperne di togliersi dai Maroni.
Ho seguito l’intervista di Maroni dalla Annunziata: una simile perfidia verso il segretario del proprio partito era pensabile solo all’interno del PD dopo la disfatta, ma rivolta all’uomo che, in un colpo solo, ha portato la Lega dal 4 al 18% mi induce a ritenere che questi (la Dx) siano più propensi a fare macelleria al loro interno che ad esplorare le reali possibilità di arrivare al governo.
Caro Di Maio, fa come i cinesi: siediti sulla sponda del fiume… di cadaveri ne vedrai passare parecchi.

Bufalanews
In Italia abbiamo votato il 4 marzo e dopo dieci giorni ancora non c’erano i risultati definitivi, pensate che in Russia hanno votato ieri e i risultati li avevano già da 14 giorni.
.
Sarkozy (quello che rideva di Berlusconi con la Merkel) accusato di aver preso 50 milioni da Gheddafi per vincere le elezioni
Prova anche tu il nuovo finanziamento Sarkozy: prendi subito 50 milioni per realizzare i tuoi sogni e poi li restituisci in 72 comode bombe da lanciare su Gheddafi
sempreciro
.
Ancora 25 anni e pure in Francia e si ritroveranno con un ‘Mouvement cinq étoiles’.
LoMassi
.
La sinistra di governo nel tempo non ha fatto che peggiorare, perdendo pezzi dell’elettorato perché nemmeno una volta ha tratto coscienza dai propri errori. Nel 1984 il Pci prese il 34% degli elettori, quanto il M5S attuale, ma il Pd, suo indegno erede, oggi è sceso al 18,72 %..
.
Alessandro
MAI PIU’ IL PD.
Dopo mille giorni di governo Renzi :
– 11 aprile 2017, Ocse: Italia è al 3° posto per le alte tasse sui salari.
– 15 luglio 2015: Schiaffo del World Economic Forum a Renzi: Su 144 Governi “Italia PENULTIMA al mondo per efficienza di governo”. Siamo dietro a Libia, Angola e Ciad. http://www.ilgiornale.it/news/politica/schiaffo-world-economic-forum-renzi-italia-penultima-efficie-1151999.html
– 14 luglio 2016, Istat: “Povertà assoluta per 4 milioni e 598 mila persone: è record dal 2005.
– La povertà relativa tocca 10,3 milioni di persone.
– giugno 2016, Istat: “L’indice della produzione industriale (Ipi) è diminuito dello 0,4%
– 29 agosto 2016, Eurostat: “In Italia più di un disoccupato su tre ha rinunciato a cercare un posto”. E’ il dato peggiore nella Ue.
– 17 ottobre 2016, Rapporto Caritas su povertà: A chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, per la prima volta al Sud la percentuale degli italiani 66,6% ha superato quella degli immigrati 33,1%
– Il debito pubblico è arrivato al massimo storico di 2.258 miliardi di euro. E’ aumentato di oltre 120 miliardi; nel 2014. all’inizio dell’era Renzi, era di 2.136 miliardi di euro .
– L’Italia ha la pressione fiscale più alta d’Europa. A queste condizioni come si possono fare figli?
Renzi, nel suo governo, supportato dal Pd, ha tutelato le banche, le multinazionali, le assicurazioni, la casta, le lobby… a danno dei cittadini.
Al Pd non deve essere dato nessun ministero per evitare che faccia altri danni.
Il Pd partecipi col M5s solo sui programmi del M5s.
Fra i tanti danni : “Parigi blocca le navi nel mare ceduto dal Pd. Dopo il disgraziato trattato firmato da Gentiloni nel 2015 (Gentiloni era Ministro degli Esteri nel governo Renzi), ma mai ratificato dal Parlamento, la Francia passa comunque all’incasso e comincia a intimidire i pescherecci italiani.
In gioco ci sono 340 chilometri quadrati marini, pesce e 1.400 miliardi di metri cubi di gas”. (dal quotidiano “La Verità” del 17 marzo 2018)
I nostri pescherecci vengono cacciati dal nostro mare… e noi andiamo a prendere il gas all’estero!! Grazie Ministro Gentiloni, poi nominato Presidente del Consiglio !!

Enzo20
Qualunque cosa decida, Salvini corre dei rischi; farsi trascinare nella tomba da Berlusconi e rientrare nell’irrilevanza, credo sia il più grosso. Se ha coraggio, con una legge elettorale maggioritaria potrebbe conquistare l’indiscussa egemonia del centrodestra, e forse pre vincere le elezioni politiche. Se non ne ha, l prossimo giro i 5S andranno oltre il 40 %, e a meno di non fare una legge del tutto proporzionale, non ci sarà modo di evitare che vincano.
.
Viviana
Col Rosatellum la cricca dei partiti delinquenziali ci ha messo in un bel guaio e ha messo se stessa in uno stallo insopportabile.
Ci vorrebbe un governo terzo (ovviamente senza i Ministri attuali) che commissariasse l’Italia, come avviene nei commissariamenti dei Comuni, e che ovviamente non fosse guidato da Gentiloni, visto che invece di fare ordinaria amministrazione ha mandato avanti il decreto penitenziario di Renzi che favorisce criminali, mafiosi e terroristi. E questo Governo provvisorio dovrebbe avere l’unico scopo di fare un nuovo sistema elettorale migliore degli ultimi tre, tutti e tre antidemocratici e incostituzionali, che garantisse sia la rappresentanza che la governabilità, obiettivi che il Rosatellum ha totalmente toppato.
.
E checcazzo”I 5stelle pretendono che i Presidenti delle Camere non siano indagati né condannati!
Carmine Bianco: “Ma allora questa è discriminazione contro i diversamente onesti!”
.
Nicholas Ferrante, 21 anni, tesserato Pd da quando ne aveva 17 anni: “Se il Movimento presenta un buon programma perché dire no a priori? Il Pd ha lasciato i suoi valori ai 5Stelle: lavoro, etica e diritti. Durante le primarie Renzi non aveva detto che al governo avrebbe abrogato l’articolo 18. Potevo mai saperlo prima? Il Pd dovrebbe stare nel centrosinistra. La sua identità non può essere tradita. Il mio discorso è piaciuto soprattutto al Sud, dove i difetti del Pd sono più accentuati: un partito chiuso nei notabilati che difendono il loro potere, impossibile da aprire ai giovani, ai professionisti, a chi vorrebbe partecipare a decisioni democratiche.Al Sud si è liquidato il tema dicendo che l’onda grillina è dipesa dal reddito di cittadinanza. Non è così, al Sud non siamo tutti disoccupati o disperati.
In costiera sorrentina, zona ricca, il M5s ha sfiorato il 50 per cento. A dimostrazione della reazione a un sistema politico marcio.
Sono passati dal Pd al M5S insegnanti, professionisti, praticanti legali, piccoli imprenditori. Con dei valori di cui prima il Pd si faceva carico. Hanno votato contro il Pd per azzerare tutto.
Quanto sarebbe stato meglio a Dimartedì sentire Nicholas Ferrante al posto dei rincoglioniti Scalfari e Bersani!
Monti che a Piazzapulita dichiara candido che l'”Europa impedirà al prossimo governo eletto democraticamente di attuare il proprio programma” è roba da brividi. Come Scalfari che sul primo quotidiano d’Italia asserisce che l’oligarchia è meglio della democrazia e che sarebbe meglio che il popolo non votasse.

I problemi non finiscono mai, ma per fortuna neanche le soluzioni.
Paulo Coelho
.
Hanno affiancato ai redditi dei politici quello di Beppe Grillo.
Confrontare un reddito ottenuto in teatro con uno conseguito in Parlamento è da cretini, come confrontare le rose con i cavoli.
Di Maio ha proposto di ripristinare il tetto dei dirigenti RAI a 250.000 euro che non sono nemmeno pochi. Sapete quando prende la Clerici? 1,5 milioni l’anno. Flavio Insinna porta a casa 1 milione e 420 euro ogni 12 mesi, subito dopo si piazza l’Annunziata, che con la sua trasmissione In mezz’ora su Rai 3 guadagna 1 milione e 380 mila euro in tre anni (vale a dire 460.000 € l’anno).
Gli altri altisonanti e con compensi elevati sono Piero Angela che per 4 anni intasca 1.380.000 € per Superquark, Santoro che costava alla Rai 2 milioni e 700 mila euro, Vespa che prende 90.000 euro a puntata. Però i malevoli hanno occhi solo sullo stipendio di Grillo! Almeno a Grillo i soldi glieli dà chi va a vederlo a teatro echi non ci va non glieli dà. Quelli della Rai li paghiamo anche se la Rai non la guardiamo.
.
Se vince il M5S, c’è chi dice che scappa all’estero e chi dice che si spara. Insomma: la fine delle cavallette.

ARRIVA IL DECRETO PENITENZIARIO SALVALADRI DI RENZI
Renzi è stato sconfitto. Ma le sue riforme non muoiono mai. E rinascono sotto Gentiloni che è il suo alterego, come se non fosse cambiato nulla. Si riduce il ricorso alla carcerazione. Si aumentano le pene alternative anche ai condannati per reati gravi. Si diminuisce ancora di più la certezza della pena. Si permette l’uso del computer. Si danno benefici anche ai mafiosi e ai terroristi.
Un governo di transizione non è stato ancora indicato, non è obbligatorio che sia quello di Gentiloni e dovrebbe, in ogni caso, occuparsi solo di ordinaria amministrazione e non certo riprendere e mandare avanti un decreto di Renzi come quello penitenziario che manda liberi delinquenti, terroristi e mafiosi. Questo è abuso istituzionale! Ma Renzi non era stato sconfitto? E deve continuare a governare?
Orlando: “La riforma non è salva-ladri”.
Ma infatti, il guaio è che a godere delle misure alternative al carcere sarebbero anche i politici.
Nel 2015, l’Italia, 61sima nella classifica per corruzione, aveva solo 228 detenuti per crimini economico-finanziari, mentre la Germania, molto meno corrotta e infatti 10ma in quella classifica, ne aveva ben 6.271. Leggi come questa peggiorano solo la situazione.
Orlando: “Si tratta di una misura che punta ad abbattere la recidiva: in Italia spendiamo quasi 3 miliardi l’anno per il trattamento dei detenuti, ma abbiamo una delle recidive più alte d’Europa”. Mica si chiedono se magari abbiamo la recidiva più alta d’Europa perché le pene anche dopo aver compiuto dieci volte lo stesso reato sono ridicole! Mica si chiedono se magari abbiamo la recidiva più alta d’Europa perché in Italia si può essere pluricondannati e stare tranquillamente a piede libero per l’ennesima volta! Mica si chiedono se magari abbiamo la recidiva più alta d’Europa perché ormai anche per reati gravi si va ai domiciliari e quindi di fatto hanno abolito il carcere? Non si investe nemmeno un euro per la rieducazione e poi si dice che questo decreto serve alla rieducazione. E quando mai non punire serve a rieducare?
Scrive Travaglio “Oltre all’impunità per i condannati fino a 4 anni, la “riforma” estende poi questa incredibile franchigia a terroristi e ai mafiosi, finora esclusi: basterà attendere che abbiano scontato la parte di pena per i reati di terrorismo e di mafia, e poi dal restante “cumulo” per i reati comuni (acquisto di armi, occultamento di cadaveri ecc.) potranno detrarre i fatidici 4 anni e uscire prima. Come i detenuti comuni. Non solo: i mafiosi con figli fino a 10 anni potranno uscire negli ultimi 4 anni di pena, anche se relativa a reati di mafia. E le Procure antimafia non potranno più trasmettere ai Tribunali di Sorveglianza le notizie sui legami dei detenuti aspiranti ai benefici con i clan, privando di notizie fondamentali sulla loro perdurante pericolosità i giudici che devono decidere se metterli fuori o meno.” E le migliaia di condannati domiciliari chi li controlla? Ci vorrebbero decine di migliaia di agenti per controllare tutti i detenuti a domicilio. Peccato che non ci sono. Poi ci si lamenta che da noi arrivano anche i criminali delle altre Nazioni! Per forza, qui si delinque gratis. Dice il procuratore Walter Mapelli: “All’estero sono ben informati sul nostro quadro normativo e vengono a delinquere in Italia. Se un ladro è sorpreso a rubare in un appartamento e non riesce a fare il colpo, l’arresto in flagranza per il tentato furto è obbligatorio, ma la custodia in carcere non è prevista. Dunque viene arrestato e subito scarcerato. E, se anche viene condannato in via definitiva, avrà la pena ridotta fino ai due terzi, cioè sotto i 4 anni, e non la sconterà in carcere”,perché il caro Renzi ha fatto una legge per cui sotto i 5 anni in carcere non va nessuno.

CELLE E URNE VUOTE
Marco Travaglio – 18-3-2018
A chi volesse capire perché Pd e FI hanno perso le elezioni, oltreché per le politiche antisociali che hanno impoverito i poveri e arricchito i ricchi, penalizzato gli onesti e premiato evasori e tangentari, suggeriamo due letture.
La prima è una telefonata intercettata dalla Procura di Bergamo fra due albanesi che concordano rapine nelle stazioni di servizio: “Vieni in Italia a rubare, tanto qui non ti succede niente: se proprio ti va male, ti fai una notte in carcere e poi esci”. Il procuratore Walter Mapelli conferma: “All’estero sono ben informati sul nostro quadro normativo e vengono a delinquere in Italia. Se un ladro è sorpreso a rubare in un appartamento e non riesce a fare il colpo, l’arresto in flagranza per il tentato furto è obbligatorio, ma la custodia in carcere non è prevista. Dunque viene arrestato e subito scarcerato. E, se anche viene condannato in via definitiva, avrà la pena ridotta fino ai due terzi, cioè sotto i 4 anni, e non la sconterà in carcere”.
Per scoprire il perché, ecco la seconda lettura: il decreto attuativo della “riforma penitenziaria” Orlando, appena varato dal fu governo Gentiloni, degno coronamento di 40 anni di decarcerazione, che si spera verrà stoppato dal nuovo Parlamento e riscritto dal nuovo governo. Oltre ad alcune buone norme sulla salute e l’affettività, a nuovi spazi per gay e madri detenute, la sostanza è micidiale: sarà ancor più difficile mettere o tenere dentro i delinquenti (cioè i condannati definitivi). Un gentile omaggio pure per mafiosi e terroristi.
Il Ministro Orlando nega: “Non ci sono automatismi, i benefìci saranno concessi dai giudici di sorveglianza caso per caso” (come se lo scarso personale di polizia e magistratura potesse esaminare le condotte dei singoli detenuti). Dunque “non uscirà nessuno” (e allora, se non cambia nulla, perché allargare un’altra volta le maglie?). In realtà questa è la quarta legge svuotacarceri in 7 anni, dopo quelle dei governi B., Monti e Letta. Queste, per superare la solita emergenza del sovraffollamento, alzarono provvisoriamente da 3 a 4 anni il tetto di pena sotto cui si va ai domiciliari o ai servizi sociali anziché in galera o, se si è già lì per condanne superiori, si esce per scontare il resto a casa. Così scarcerarono migliaia di detenuti e ne lasciarono a spasso altrettanti. Ma i competentissimi legislatori non adeguarono il resto delle normative, creando un vuoto che ora la Consulta ha riempito, imponendo di sospendere l’ordine di carcerazione per tutti i condannati a pene totali o residue fino a 4 anni. E ora il governo ormai defunto, con un consenso intorno al 21 per cento, che fa?
Invece di tornare almeno al limite dei 3 anni (già abnorme: le condanne sopra i 3 anni, con tutte le attenuanti e gli sconti dei nostri codici-colabrodo, sono rarissime), decide definitivamente che chiunque sia condannato a meno di 4 anni resta libero e fa domanda per i domiciliari (o, sotto i 2, per i servizi sociali). Che poi sono puramente teorici: se uno evade per commettere altri delitti (o resta a casa e di lì spaccia droga, molesta la figlia, picchia la moglie, incassa mazzette, organizza truffe o estorsioni, fa stalking telefonico), di solito non se ne accorge nessuno: ci vorrebbero decine di migliaia di agenti per controllare tutti i detenuti a domicilio. La norma si ispira a una teoria demenziale, dunque molto diffusa nella pseudocultura di sinistra: e cioè che, siccome il carcere è diseducativo perché trasforma i microcriminali in macrocriminali, sono molto più dissuasive le pene alternative. Si sbandierano statistiche sui tassi di recidiva di nessun valore scientifico, per dimostrare che chi sconta la pena in carcere torna a delinquere più spesso di chi sta a casa o ai servizi sociali: come se si potesse prevedere come si comporterebbero tutti i delinquenti liberi se fossero stati incarcerati; e come se le statistiche registrassero gli autori di tutti i reati, che invece restano per l’80-90% senza colpevoli. Per combattere la recidiva e la diseducatività delle carceri, basterebbe costruirne di nuove per separare i piccoli dai grandi, garantire ai detenuti una vita decorosa di studio e lavoro. Non lasciarli o metterli fuori perché dentro è peggio.
Oltre all’impunità per i condannati fino a 4 anni, la “riforma” estende poi questa incredibile franchigia a terroristi e ai mafiosi, finora esclusi: basterà attendere che abbiano scontato la parte di pena per i reati di terrorismo e di mafia, e poi dal restante “cumulo” per i reati comuni (acquisto di armi, occultamento di cadaveri ecc.) potranno detrarre i fatidici 4 anni e uscire prima. Come i detenuti comuni. Non solo: i mafiosi con figli fino a 10 anni potranno uscire negli ultimi 4 anni di pena, anche se relativa a reati di mafia. E le Procure antimafia non potranno più trasmettere ai Tribunali di Sorveglianza le notizie sui legami dei detenuti aspiranti ai benefici con i clan, privando di notizie fondamentali sulla loro perdurante pericolosità i giudici che devono decidere se metterli fuori o meno. A questo punto non si vede perché buttare miliardi per indagare, arrestare e processare 3 milioni di persone all’anno, se già si sa che 9 su 10 verranno condannati a meno di 4 anni e non faranno un giorno di galera, ma resteranno a piede libero. Tanto vale, una volta presi, rilasciargli un foglietto con scritto: “Vai e casa e non farlo più”.
Resta, è vero, un piccolo dettaglio: le vittime. Ma di quelle i politici si ricordano solo quando una brigatista in menopausa va in tv a delirare su via Fani. Perché la vittima, per i politici, è solo quella dei rarissimi reati che subiscono loro. Invece quelle dei delitti che commettono loro non sono vittime: sono pecore da tosare per cinque anni e poi da insultare (“giustizialisti!”, “populisti!”, “forcaioli!”) quando non li votano più.
.
Non gli bastava, a Renzi, aver depenalizzato 120 reati, tra cui il furto, lo stalking e la corruzione di minore. Non gli bastava aver ristretto i tempi processuali per mandare tutti in prescrizione. Non gli bastava aver mandato in prescrizione 132.739 processi penali nel 2015 e ben 78.054 solo nel primo semestre del 2016…Ora ha avuto la faccia di mandare avanti la riforma penitenziaria “senza un governo attivo”, in un tempo morto tra una legislazione e l’altra, col benestare di Orlando, Gentiloni e Mattarella, per favorire ancora di più i rei e pure i mafiosi.
Quarta legge svuotacarceri in 7 anni, dopo quelle dei governi B, Monti e Letta.
Prima Berlusconi stabilì, pro domo sua, che dopo i 65 anni non si potesse andare in carcere. Poi Renzi ha completato l’opera dicendo che non si va in carcere per pene fino a 5anni. Ora continua il danno decidendo definitivamente che chiunque sia condannato a meno di 4 anni resta libero e fa domanda per i domiciliari (o, sotto i 2, per i servizi sociali), che poi sono puramente teorici, visto che manca il personale di sorveglianza. E la regola vale anche per terroristi e mafiosi.
Poi, se succede qualcosa, la colpa è degli extracomunitari.
.
C’è chi gli elettori li compera. E c’è chi li scarcera.

Al posto di Renzi avanza Calenda. Ma Calenda è l’ultimo che deve spengere la luce?
Calenda chi?
.
Con Renzi il debito pubblico è aumentato di 143 miliardi e alle banche Renzi ha regalato non 20 ma 31miliardi di soldi nostri. Poi uno si chiedere dove si trovano i soldi per il reddito minimo di cittadinanza.
.
Ci sono un americano, un francese, una inglese e una tedesca che mandano affanculo un russo. Scommettiamo che resta senza gas l’italiano?
LVIX1
.
Laura Pausini: “Non ho mai studiato canto”. Che sarà mai: c’è chi copiando una tesi di dottorato è diventata addirittura Ministro.
antonio_carano
.

Persi in Calabria 4000 posti di lavoro. Questi sono quelli non considerati dall’Istat.
.
Il Pd potrebbe chiedersi dove ha sbagliato. Non crederà di essere scaduto per obsolescenza programmata e che gli basti cambiarsi il nome per ricominciare.

QUALCHE CHIARIFICAZIONE SUI VITALIZI
Viviana Vivarelli
L’Italia è una Repubblica fondata sui vitalizi.
Sappiamo tutti che, mentre un lavoratore deve lavorare 40 anni per raggiungere la pensione, ci sono categorie privilegiate che, oltre alla pensione, possono avere il privilegio, già dopo 5 anni di ‘lavoro’, di un ulteriore regalo: il vitalizio.
Ci sono 3 persone che, fatto il parlamentare per un giorno, percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Piero Craveri, che in Senato non c’è andato mai ma è stato eletto nel 1987, ha incassato finora oltre 500mila euro. Claudia Colombo, detta ‘miss vitalizio’, eletta 21enne per la prima volta nel Consiglio regionale della Sardegna, è titolare di un vitalizio da 5.100 euro. In Sicilia, a Salvatore Caltagirone sono bastati soli 3 mesi e 5 presenze nel parlamentino per percepire oggi tremila euro al mese. E i viitalizi possono esseredoppi o tripli.
Poi ci sono gli eredi, perché sono pure reversibili.
Per esempio sono passati 40 anni dalla morte del padre Natale, messinese, che nel 1947 si candidò col Partito Monarchico, ma da allora la figlia Anna Maria Cacciola percepisce per i 4 anni in Parlamento del padre un vitalizio da oltre duemila euro al mese. L’ottantenne Giampiero Svevo da 7 anni incassa le due pensioni della moglie Maria Paola Colombo, che fu senatrice per tre legislature e consigliere regionale. Mica male!
Abbiamo 2.600 vitalizi che Camera e Senato elargiscono agli ex parlamentari insieme ai 3.538 assegni erogati dalle Regioni ai loro vecchi inquilini.
Oggi col vitalizio Occhetto dice di volerci mantenere i due figli ultracinquantenni lavativi, e Mastella tre figli e sei nipoti (ma in queste famiglie non lavora nessuno?).
IL SOPRUSO E’ EVIDENTE E VA RIMOSSO SUBITO
Di Maio mette come priorità per le nuove cariche la fedina penale pulita e il taglio dei vitalizi ma i politici scalpitano.
Il vitalizio è una rendita, che si somma alla pensione, concessa al termine del mandato e che si protrae a vita.
In Italia spettava a deputati, Senatori e consiglieri regionali. Occorreva superare una soglia di età che è stata alzata da Marini e Bertinotti. Ma Veltroni, per es., è andato in pensione a 50 anni e chi non aveva fatto i 5 anni di legislatura poteva riscattare gli anni mancanti anche a rate.
La conseguenza perversa era che il vitalizio veniva dato anche a chi aveva fatto solo pochi giorni in Parlamento. Marini e Bertinotti ottennero la condizione di aver fatto almeno due anni e sei mesi di legislatura e si eliminò la possibilità di riscatto per evitare che si formasse un “partito del vitalizio”.
Dal 2012 Fini e Schifani introdussero il calcolo contributivo così che, i parlamentari in carica dal 1º gennaio 2012, prendono la somma dell’assegno vitalizio maturato al 31 dicembre 2011 più la pensione riferita agli anni di mandato parlamentare esercitato dal 2012 in poi.
L’ex parlamentare ha diritto a ricevere la pensione a condizione di avere svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni e di avere più di 65 anni. Per ogni anno di mandato oltre il 5°, l’età richiesta scende di un anno sino al minimo di 60 anni; per gli eletti per la prima volta nel 2013 c’è solo la pensione.
Monti ha abolito i vitalizi. Ma, per quelli maturati e acquisiti prima del 2012, detti anche ‘pensioni d’oro’, la Corte Costituzionale ha decretato che non si possono togliere ‘perché sono diritti acquisiti’. In ogni caso abolire i vecchi vitalizi non è nei poteri del Presidente della Camera. Si dovrebbe fare un’altra legge, approvata da entrambi i rami del Parlamento e sperare che non sia dichiarata incostituzionale. Si consideri che godono il vitalizio anche 3.183 ex consiglieri regionali, che spesso ne cumulano tre fino a godere di 12.000 euro al mese e nel Lazio li ottengono a 50 anni. Il Lazio ha dichiarato di averli eliminati e aveva pure messo la truffa di calcolare come contributi previdenziali anche la diaria, cioè i rimborsi per le spese di viaggio o di alloggio. Per cui fino a pochi anni fa i consiglieri regionali laziali, se pranzavano o pagavano un affitto, facevano scattare un aumento del loro vitalizio. La Lombardi ha denunciato che l’abolizione non avvenuta: ” .. mentre ci tagliavano le pensioni con la Fornero retroattivamente (con i voti sia del Pd che del cdx) addebitando a noi cittadini i costi di una crisi generata dai partiti, mentre mettevano in ginocchio l’intero Paese, al contempo provavano anche a ripulirsi la coscienza con questa presa in giro. Nessuna cancellazione dunque, nessuna abolizione, solo un piccolo ritocco…Tant’è che la Regione Lazio continua a spendere circa 20 milioni di euro l’anno per erogare questo privilegio medievale agli ex consiglieri. In 5 anni sono 100 milioni di euro! Quanti posti letto, quanti interventi di manutenzione nelle strutture sanitarie pubbliche, quanti macchinari d’eccellenza si sarebbero potuti mettere a disposizione dei cittadini laziali?”
Insomma il ‘partito dei vitalizi’ non sarà smantellato facilmente.

“Il Caimano Atto !!”
Marco Travaglio– 21 Mar 2018.
Avete notato che B. non si vede più? Tranquilli, non è morto, e non si è nemmeno ritirato. È semplicemente in fase di sommersione, come ogni Caimano che si rispetti. Quando deve fare cose indicibili e indecenti, non si mostra e non parla. Sta sott’acqua e di lì agisce, lontano da occhi e orecchi indiscreti. Non a caso tornano a circolare nelle sue residenze gli Uomini dell’Ombra, come Letta e Verdini, nel tradizionale turn over del Partito Azienda che alterna, a seconda delle convenienze, le colombe ai falchi. Niccolò Ghedini, per dire, protagonista delle sfortunate liste forziste, non serve più: meglio che si occupi dei processi che fra poco ripartono. Tocca agli Inciucio Men, impegnati in una mission quasi impossible: far fruttare il 13% racimolato da Forza Italia, vendendolo al migliore offerente per riportare B., se non al volante, almeno nel ruolo di ruota di scorta. Cioè per renderlo indispensabile per il prossimo governo, ovviamente in cambio di qualcosa. Il tornaconto lo conosciamo da 25 anni, essendo la ragione sociale di FI fin dalla nascita: leggi e politiche favorevoli o almeno non ostili a Mediaset sui prossimi assetti della Rai (guai se si rafforzasse facendo vera concorrenza), sulla battaglia con Vivendi, sulle nuove tecnologie digitali; e, ça va sans dire, nessuna norma anti-trust, anti-conflitti d’interessi, anti-corruzione, anti-evasione e anti-mafia.
Il primo obiettivo di B., sfumata la possibilità di tornare protagonista in un governo di centrodestra, è di evitare l’irrilevanza che gli deriverebbe da due diverse ipotesi di governo, entrambe per lui esiziali: un’alleanza 5Stelle-Lega, dove probabilmente Salvini scavalcherebbe per antiberlusconismo Di Maio per sgombrare il campo dalla mummia di Arcore una volta per tutte; e un’intesa 5Stelle-Pd, che passerebbe sul cadavere (politico) di Renzi e priverebbe il Caimano della sua ultima sponda nel centrosinistra (il Giglio Magico, con cui il partito Mediaset si è sempre trovato benissimo). Se entrambe le soluzioni fallissero, B. avrebbe di che gioire, ma anche piangere, perché le elezioni in autunno sarebbero più vicine e il nuovo bipolarismo 5Stelle-Lega ridurrebbe il Pd e soprattutto FI a percentuali da prefisso telefonico. In quel caso però B. punterebbe sull’istinto di conservazione dei neoeletti per varare una bella ammucchiata, che è la sua prima e unica vera opzione: un inciucione con dentro Pd, FI, un pezzo di Lega di obbedienza maroniana e un pattuglione di parlamentari comprati qua e là o venuti via gratis per paura di perdere la poltrona appena agguantata il 4 marzo.
In quel caso, il suo ruolo sarebbe ben più decisivo di una ruota di scorta: quello di compratore-federatore dei voltagabbana che, facendo comodo a lui, i suoi media dipingerebbero come i nuovi “responsabili” e i salvatori dell’Italia dal baratro dell’instabilità. Con quali mezzi B. pensa di arrivare a questo epilogo da film horror, onde evitare di essere tagliato fuori dai giochi politici per la prima volta in vita sua? I soliti. Niente di imprevedibile, almeno per chi conosce la sua biografia, prima e dopo la “discesa in campo” del 1994. Quando comanda lui, direttamente o per interposto Caf (Craxi, Andreotti, Forlani), nessun problema: le leggi ad personam se le scrive da solo. Quando invece un alleato gli impedisce di farsi gli affari suoi oppure comandano altri, scatta il piano A: per comprare chi si mette di traverso. Se la compravendita va a buon fine (come nel caso di Sergio De Gregorio, passato dall’Idv a FI nel 2006 in cambio di 3 milioni, e dei 30 e più “responsabili” guidati da Razzi e Scilipoti, acquisiti nel 2010 per rimpiazzare i finiani in fuga), tutto ok. Se no, si passa al piano B: i manganelli catodici e cartacei degli appositi canali tv e giornali. Nel 1993-’94, la guerra preventiva contro Montanelli, che non voleva trasformare il Giornale in house organ, né levare il disturbo. Poi, caduto a fine ’94 il primo governo per mano di Bossi, tre anni di linciaggio del Senatur a reti ed edicole unificate, seguito da profferte (anche di denaro) ai “lealisti” riuniti già allora intorno a Maroni per dar vita a una “Lega buona”, fino alla resa del leader e al suo ritorno all’ovile.
Intanto da Arcore partivano o passavano dossier contro Di Pietro: prima per farlo dimettere dal pool Mani Pulite (dicembre ’94) dopo l’invito a comparire a B.; poi per farlo indagare a Brescia dopo il suo rifiuto di diventare il numero 2 di FI (aprile ’95). Nel 2010, appena Fini si staccò dal Pdl, gli house organ aziendali scoprirono all’improvviso lo scandalo della casa di Montecarlo: tutto vero, per carità. Resta da capire se l’avessero scoperto all’indomani del divorzio, o se lo sapessero già prima e lo tenessero in caldo. Un po’ come il dossier su Dino Boffo, che nel 2009, appena criticò su Avvenire il puttanaio arcoriano, si vide rinfacciare dal Giornale una condanna per molestie: vera anche quella, ma di qualche anno prima. Ora ci risiamo. B. invita ciascuno dei suoi a “farsi amico un grillino e a portarlo dalla nostra parte”, perché i 5Stelle “vanno cacciati” o comprati. Intanto possiamo immaginare quanti dossier circolino nei palazzi del potere, per ricattare i vincitori affinché non si scordino dei vinti e diventino leader a sovranità limitata. Soprattutto di uno. Il Giornale pubblica strani titoli su “I segreti di Salvini”, sotto i quali non c’è scritto (ancora) nulla. E strani pezzi a firma Luigi Bisignani (ex P2) sulla “lobby gay” che circonderebbe Di Maio. Si spera che Salvini e Di Maio, diversamente dai precedenti oggetti delle attenzioni della Banda B., non abbiano scheletri nell’armadio né in proprio né attorno. Altrimenti farebbero bene a controllare l’armadio: di solito, insieme agli scheletri, c’è un fotografo di B.

Alberto
Continua lo psicodramma piddino post-elezioni.
La puntata di oggi è intitolata “Noi Siamo Noi e Voi Non Siete Un Caz…Quindi Tutto Sommato Voi Siete Messi Meglio”, ed ha visto il già Ministro della Mestizia Rolando accusare il PD di nepotismo e clientelismo. Alla chanson de Roland è seguito un coro di vibranti proteste da parte dell’ala renziana.
“SEI UN GRILLINO, VERGOGNA, SEI UN ONESTO!” hanno sentito gridare dalla platea.
Offese gravi, c’è già chi pensa ad una denuncia, alche Rolando ha risposto: “Denuciatemi pure! Sono il Ministro Della Mestizia, se non lo so io come vanno i processi in Italia, figuriamoci che paura che ho!”.
Vorrei rassicurare Rolando, perché in fondo se anche il PD si fosse macchiato di nepotismo e clientelismo, ciò sarebbe il male minore.
Rispetto al resto, una sciocchezzuola.
Poi è venuto il turno di Martina Dry, agitato non mescolato, che ha definito il M5S un pericolo.
Ecco uno che a prima vista sembra del tutto incolore, anonimo, insulso e senza personalità, che di botto ti tira fuori un’analisi che dire acuta è poco. Il M5S per il PD è senz’altro un pericolo, per il PD il M5S è l’anticristo. Bravo Martina Dry, poi passiamo col vassoio delle olive.
Ma il capocomico iindiscusso (in assenza del titolare che sta raccogliendo i cocci del trenino) è Candelora (Dai Piddini Semo Fora), già Ministro del Sottosviluppo Economico, che dice che i governi Renzi e Renziloni sono stati i migliori governi della storia d’Italia.
E c’è chi sostiene che Matrix è soltanto un film…
Io capisco che bisogna sdrammatizzare, ma questi hanno proprio deciso di farci ammazzare dalle risate.

GENI ITALICI: L’ANNUNZIATA
L’Annunziata: “L’Italia in mano ai populisti non conterà nulla in Europa”
Perché? Ti sembra che oggi conti qualcosa? Quando facevano le riunioni sui migranti, Renzi neanche lo invitavano. E oggi scansano Padoan. I servi non si onorano, si scansano.
“Di Maio dovrebbe fare il Governo con il Pd, e rinunciare alla Presidenza del Consiglio facendo un passo di lato”.
Ma certo! Vuoi pure che regaliamo al Pd i nostri voti gratis come voleva Bersani?
L’Annunziata: “Se proseguiamo con questa lettura che il 55% degli italiani ha votato populista vorrebbe dire che abbiamo consegnato l’Italia ai populisti. Una situazione rivoluzionaria, EVERSIVA!”
.. e invece il tentativo di Renzi di strozzare mezza Costituzione e di vendere il Paese alla grande finanza e alle multinazionali cos’è?
Formigli e la Annunziata se la suonano e se la cantano beati.
Non ne hanno mai beccata mezza in vita loro ma loro si raccontano le loro cazzate e son contenti così!
L’ Annunziata, per il boom dei voti al M5S, sostiene che al sud il familismo (in poche parole sistemarsi i parenti ) dei politici dà fastidio e ti eliminano subito.
Invece al nord sono coglioni e non ci fanno caso.
Per la Annunziata la Lega è il quarto partito. Ma anche per Formigli che non le dice niente. A questi la matematica gli fa un baffo. Hanno la testa piena di infinito.
Lucia Annunziata a Piazza Pulita è patetica nel suo sostenere disperatamente un’alleanza PD-M5S. Ma cosa vogliono? Governare anche avendo perso, ma coi voti degli altri?
Manca che l’Annunziata auspichi la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica e chiamo l’infermiere

Gli espertoni
Il Financial Times non ha visto la Brexit arrivare. Il New York Times non ha visto Trump arrivare. L’Annunziata e gli altri espertoni non hanno visto la fine del Pd arrivare. Erano troppo occupati a esaminarsi il culo.
Antonio Carano

L’unica cosa giusta che l’Annunziata ha detto di fronte ai dati elettorali è stata: “Noi giornalisti non abbiamo capito niente”.
Commento di Lino: “La malattia del secolo è la sindrome del piedistallo…Si prega di scendere.”
Marco: “L’Annunziata e Zucconi dovrebbero essere messi su una missile. Biglietto di sola andata verso l’ignoto”
.
Per i renzioti

Paola
Alle prossime elezioni, se ci fossero tra pochi mesi, il Pd perderà ancora voti. E’ un partito che si compone con i voti di persone nostalgiche che non hanno capito che il partito non è più di sinistra e non si sono accorte di essere state imbrogliate. I loro dirigenti continuano a ignorare il loro default e a comportarsi con la solita arroganza, come avessero ottenuto il 40% dei voti.
Anche Forza Italia continuerà a perdere voti. Ormai il Berlusca ha perso il suo fascino, nonostante i suoi mezzi televisivi ecc.. è poco credibile, vecchio, rincitrullito, è stato scoperchiato il suo opaco modo criminale di far politica.
La Lega non raggiungerà gli stessi voti del 4 Marzo, avrà un calo. Credo che molti voti siano stati ottenuti da persone che non avevano alternative, visto il pressante demonizzare il m5s, da parte dei media, per mesi e mesi.
Matteo2 ha scalato la Lega, in oltre 20 anni, facendo fuori e dentro da incarichi politici, ottenuti non certamente per la sua attività a favore dei cittadini.
E’ stato europarlamentare per 3 anni senza mai portare avanti politiche o battaglie che risolvessero i problemi dell’Italia.
Pochi ricordano che alcuni mesi fa, lui e la sua Lega hanno votato a favore del glifosato.
In conclusione, se si torna al voto lo scenario sarà molto differente da quello attuale.
Il m5s, deve stare molto attento a non finire in qualche imbroglio e rimanere in piedi, sulle sue posizioni, per arrivare indenne al prossimo voto.

Nell’immondezzaio politico attuale inutile sperare in una condotta seria e consapevole di Mattarella, scelto come yesman dalla partitocrazia.
Il Presidente della Repubblica è sempre stato capace di fare ogni peggio (ricordate Napolitano che si è fatto eleggere due volte in modo totalmente incostituzionale, che ha ordinato di distruggere le telefonate in cui si parlava del patto Stato-mafia, che invece di proteggere la Costituzione mise su una cricca di 40 persone per distruggerla, che ha firmato e voluto ogni sorta di nefandezza incostituzionale, che ha comandato i governi anche dopo la propria scadenza e che brigava con Draghi e Scalfari contro la democrazia?)

Commenta Annamaria: “La squadra e il programma di governo con cui Di Maio si presenta al voto e agli elettori (con un’intuizione a mio avviso politicamente felice) sono chiaramente e apertamente di sx-almeno per la parte economica…Del Vecchio parla di “un cuore M5S che batte a sx”, e di un “pacchetto di mischia formato dai tre Ministri economici… di colore rosso fuoco”; roba alla Keynes e Stiglitz “da far impallidire il dipartimento economico di Liberi e Uguali”, a tal punto che ” A Bersani e Grasso sicuramente stanno fischiando le orecchie.”
Dall’altra parte, invece, tutt’altra musica. Ciampi e Padoa Schioppa, Augusto Fantozzi e Tiziano Treu, fino all’ultimo gioiellino confindustriale Carlo Calenda. Rigore, lacrime, sangue, sacrifici, tagli, precariato.
Sempre più Europa, sempre più “riforme”, sempre più ingiustizia sociale. E come non bastasse, c’è pure la Bonino.
Con un cursus honorum in cui risplende la perla di un’elezione nelle liste della Lega Nord e di una dodicesima legislatura passata interamente nel gruppo di Forza Italia, accanto a Berlusconi e accanto a Previti.
Beh sì. Questa abdicazione ha davvero “qualcosa a che fare” con la fuga di tanti verso qualcuno che parli di dignità, di riscatto, di giustizia. Di sx.”

LA BONINO
Non bastava che la Bonino non riuscisse a trovare firme sufficienti per presentarsi alle elezioni, non bastava che fosse sconfitta dagli elettori e ripescata solo grazie alle storture del proporzionale, malgrado ogni evidenza dovevamo vedere pure Scalfari proporla per la Presidenza della Camera. Forse perché è sovvenzionata da Soros? Forse perché è ospite fissa del Bilderberg? Forse perché ha sempre odiato i sindacati e i diritti dei lavoratori?
Se vi chiedete come abbia fatto la Bonino a pagarsi la sua enorme propaganda elettorale coi maxischermi in giro per l’Italia, ve lo dice lei stessa: “Dal 1994 Soros ci ha sempre aiutati”. Del resto la Bonino è sempre stata ospite gradita del Bilderberg, il consesso annuale dei magnati che governano il mondo e impongono iperliberismo e turbocapitalismo. I conti di cassa del partito radicale passano dai 34.775 euro dell’anno scorso ai 537.885 euro attuali, grazie anche ai 208.000 euro donati dalla Open Society Foundations di George Soros, soldi che si cucca la Bonino da sola, in quanto i radicali l’hanno cacciata e come partito nemmeno votano. Ma grazie alla storture del Rosatellum la rivedremo in Parlamento. Il Rosatellum dovevano chiamarlo Lazzarellum per i tanti impresentabili che ha resuscitato contro ogni scelta elettorale. E non è una perversione anche questa?

Tutto ciò che piace è vietato
Da sempre pochi cretini ben organizzati rovinano la vita a miliardi di persone
Il buono non è dove dicono
I vecchi non sono saggi
I giovani non sono i più audaci
I politici non sono i migliori
I preti non sono i più pii
I super competenti sono la rovina dell’umanità
I poteri forti sono forti solo se glielo permettiamo
Il denaro non fa la propria felicità ma sicuramente chi ne ha troppo rovina la tua
E il mercato non ha mai ragione.

Giuseppe
Io non sono sorpreso dai politici del PD, che gestiscono il potere è risaputo, ma alla luce di tutti i fallimenti e di tutte le sconfitte trovare gli elettori così fieri del loro partito veramente mi cascano le braccia. È come dare una testata ad uno spigolo.
.
Maria Grazia

Renzi si dice orgoglioso dei risultati del proprio governo: “tutti dicevano che resuscitare Berlusconi fosse un’impresa disperata”. antonio_carano
.
Anche io aborro la Lega ma non sono tanto cieca da capire che quello del M5S è un governo di minoranza che da solo non andrà da nessuna parte e avrà vita breve, per cu, se vuole far passare le sue leggi, avrà bisogno del voto di qualcun altro o cadrà subito e per ora quel qualcun altro è solo la Lega, per cui presumo che, senza fare alleanze esplicite e senza comprare o vendere poltrone, M5S e Lega potranno aiutarsi vicendevolmente, intanto a far passare quelle leggi che fanno comodo a entrambi come un nuovo sistema elettorale, visto che da nuove elezioni hanno entrambi solo da guadagnare, il M5S può solo aumentare mentre i piccoli partiti e il Pd spariranno, e Salvini vedrà la fine totale di Berlusconi rimanendo unico leader del cdx. A questo sostegno reciproco ha già mirato il primo atto con Di Maio ha dato a Salvini la Presidenza del Senato. Questi sono semi che daranno frutti.
.
IL VOTO A BOLOGNA
E per cosa altro avrebbe dovuto essere votato il Pd? Lo chiedo ai miei concittadini, vecchi elettori ex comunisti di Bologna, che per obbedire agli ordini di Renzi, si sono abbassati a votare Casini! Loro che in gioventù votarono sindaci gloriosi come Zocca, Zangheri, Imbeni.. e che poi sono scesi sempre più in basso col burocrate Vitali, il dittatore Cofferati, il ladro Delbono fino a Merola l’ubriacone.
38.494 voti dati a un Casini che non è mai stato di sx, il 71,91%, ma cosa si aspettavano di ottenere??
Ma cosa si aspettavano quei 6.134.727 italiani che hanno votato Pd?
Che Renzi portasse al 100% la privatizzazione dei servizi pubblici, già annunciata alla prima Leopolda: la distruzione dello stato sociale? La morte sicura di una sanità pubblica e di una scuola pubblica? Un ulteriore impoverimento dei poveri e dei vecchi? Altri milioni di malati che cessano di curarsi per difficoltà economiche?
Altre leggi a favore delle banche o delle multinazionali?
Altri rei a piede libero grazie al veto delle intercettazioni?
Prescrizioni a tempi più stretti per un libera tutti generalizzato?
Altre depenalizzazioni di reati oltre ai 120 già previsti?
L’ingresso in altre guerre oltre a quella di Libia e di Siria?
Nuovi tentativi, peraltro già proposti, di stupro alla Costituzione con nuovi tentativi di accentramento del potere?
Il raddoppio di indagati o condannati tra i candidati ad alte cariche?
Altri membri di famiglia o amici intimi incastrati in indagini di corruzione?
Altre riforme incostituzionali o antidemocratiche oltre a quelle già fatte?
Un ulteriore impoverimento del Paese che già è ultimo per crescita in Europa?
Altre vendite di grandi marchi ché ormai ce ne restano le briciole?
Altri patti insani di schiavitù internazionale come il Dublino o Tryton?
Altre figure di merda sul piano europeo e internazionale?
Ma cosa si aspettavano da Renzi per votarlo ancora????

Andrea Favaro.
A 42anni, sapere già che passerai alla Storia come “quello che ha distrutto la sx in Italia”, dev’essere un peso non da poco.
Auguri Renzi.
.
Renzi è introvabile, non si fa intervistare, ha mandato un messaggino in cui dice che non si dimette. Attento, Matteo, o farai la fine di Igor!
.
Matteo Renzi chiama Luigi Di Maio per complimentarsi e chiedere informazioni su come ottenere il reddito di cittadinanza.
scemovillaggio
.
Berlusconi svela di non essersi pentito del Patto del Nazareno. Anzi, gli piacerebbe trovare altri pirla che a costo zero gli approvino tutto il programma.
antonio carano
.

Pumkin man
Berlusconi: Meno tasse, 1000 euro alle casalinghe, 1000 euro ai pensionati posti di lavoro per i nipoti, ma chi lo vota non ha il concetto di: “presa per il culo”!?

Berlusconi: “Noi siamo da sempre sostenitori della famiglia”. Quella formata da un papà, due mogli, 145 amanti, dei bambini e uno stalliere
Antonio Carano
.
URLA NEL SILENZIO
TRAVAGLIO, 20-3-2018.
Ogni tanto, nel plumbeo politburo del centrosinistra, roba che al confronto quello del Pcus era Disneyland, si alza qualcuno e urla che il re è nudo. Come il bambino della fiaba di Andersen. Nel 1998, in pieno inciucio BiCamerale, fu Nanni Moretti nel film Aprile: “D’Alema, reagisci, rispondi, di’ qualcosa, non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi! D’Alema, di’ una cosa di sinistra! Di’ una cosa anche non di sinistra, di civiltà! D’Alema, di’ una cosa, di’ qualcosa, reagisci!”. Nel 2002 fu ancora Moretti, stavolta dal vivo su un palchetto di piazza Navona, davanti agli attoniti Rutelli e Fassino: “Con questi dirigenti non vinceremo mai!”. Nel 2007 fu Beppe Grillo, dal palco del primo V-Day a Bologna, poco prima di tentare invano di partecipare alle primarie per la segreteria Pd: “Copiate il nostro programma, ve lo regaliamo!”. Nel 2009 fu Debora Serracchiani, all’assemblea dei circoli del Pd, sotto gli occhi dell’esterrefatto Franceschini: “I compromessi con Berlusconi hanno costretto molti nostri elettori a votare Di Pietro per disperazione, perché gli abbiamo fatto fare da solo l’opposizione su temi che ci appartengono, come il conflitto d’interessi e la questione morale. Basta candidature calate dall’alto, basta dire che non possiamo tassare i ricchi perché sono troppo pochi. Abbiamo abbandonato la laicità, i diritti, il testamento biologico, eppure la Costituzione è chiara, basta quella”.
Nel 2013, dopo la falsa partenza in streaming con Bersani e il cecchinaggio dei 101 pidini contro Prodi, fu ancora Grillo, dal suo camper in Friuli: “Se noi e il Pd eleggiamo Presidente Rodotà, poi facciamo un governo completamente diverso, facciamo ripartire l’economia”. L’altro giorno, all’assemblea della Sinistra Dem cuperliana, è stato Nicholas Ferrante, 21 anni, da Luogosano (Avellino): “I nostri elettori hanno votato M5S contro un sistema marcio e clientelare, contro i signori delle tessere che ci hanno imposto il figlio di De Mita. L’onestà, la moralità, la sovranità popolare, la democrazia diretta, il lavoro, i diritti, l’acqua pubblica sono bandiere di sinistra, ma le abbiamo lasciate ai 5Stelle. Dobbiamo scusarci con gli elettori che hanno votato Di Maio e intercettarli partendo dal basso, anziché dire che non ci hanno capiti: sono più avanti di noi!”. A ogni urlo, il politburo centrosinistro ha risposto fingendo comprensione e condivisione, dicendo che certo, occorre ripartire dal basso, dalla base, dalle radici, dai territori. Ha cooptato qualche contestatore (vedi la Serracchiani all’Europarlamento, alla Regione Friuli e infine nel servizio d’ordine renziano: quindi attento, Nicholas).
E poi ha continuato a perseverare sempre negli stessi errori. Che ormai non sono più errori, ma tare genetiche: altrimenti non si tramanderebbero di padre in figlio da 20 anni, da D’Alema a Veltroni a Franceschini a Letta a Renzi e prossimamente magari a Calenda. Intanto, nell’ultimo decennio, il Pd ha perso 6 milioni di voti su 12 e ora è impegnatissimo a trovare il modo di perdere gli altri 6. Anziché interrogarsi sulle ragioni di quella fuga di massa, o farsele spiegare da Nicholas e dalle altre migliaia di militanti perbene sparsi per l’Italia, giocano al “tanto peggio tanto meglio” nella segreta speranza che nasca un governo Di Maio-Salvini (per lucrarne non si sa bene quali vantaggi) o che i soliti amichetti B.&C. riescano a comprare o a ricattare mezza Lega per offrire loro qualche strapuntino nell’ennesimo governissimo destra-sinistra. Frattanto raccontano che gli elettori li vogliono all’opposizione, non riuscendo nemmeno più a distinguere i propri da quelli altrui. Come se il sistema proporzional-demenziale imposto (da loro) col Rosatellum mettesse qualcuno al governo e qualcuno all’opposizione e non richiedesse invece di costruire in Parlamento una coalizione (purtroppo per loro, diversa da quella che avevano sognato con i loro compari berlusconiani). Con chi coalizzarsi, gliel’ha spiegato Nicholas: con la forza politica più vicina o meno lontana, quella che rubò i loro voti nel 2013, che gliene restituì una parte alle Europee 2014 e che se li è ripresi con gli interessi il 4 marzo. Cioè i 5Stelle.
Se due settimane fa 3 milioni di elettori Pd hanno votato Di Maio, è perché pensano che il programma 5Stelle sia più vicino alle idee di centrosinistra delle politiche targate Pd dell’ultimo quinquennio. Quindi, per tentare di recuperarne almeno qualcuno, il Pd non ha che una strada: provare a costruire una maggioranza su un programma di pochi punti molto innovativi con i 5Stelle, come già avrebbe dovuto fare cinque anni fa se avesse eletto Rodotà al Quirinale anziché imbalsamare se stesso e l’Italia con il bis di Napolitano. E poi, visto che in campagna elettorale il Pd aveva escluso intese sia con Di Maio sia con il centrodestra, interpellare la base (il famoso popolo delle primarie, ormai dimenticato) come ha fatto l’SPd tedesca cinque anni fa e due domeniche fa, prima di dar vita alla Grosse Koalition con Angela Merkel: un referendum non pro o contro un’alleanza al buio col M5S; ma pro o contro un programma concordato nei minimi dettagli, magari per un governo di pochi anni e pochi obiettivi. Ieri Di Maio ha parlato di “governo di coalizione”. Ed è improbabile che Salvini – minacce tattiche a parte – molli il resto del centrodestra di cui aspira alla leadership. L’unica coalizione ragionevole, per quanto difficile, è fra M5S e quel che resta del centrosinistra. Se Martina (o chi per lui) e Grasso incontreranno mai Di Maio, si portino dietro Nicholas Ferrante e altri giovani militanti come lui. E lo stesso faccia Di Maio con qualche giovane dei suoi Meetup. Di solito le basi si intendono molto meglio dei vertici.
.
Giuseppe Pasin
Berlusconi propone 100 euro per la casalinga, Il puttaniere ha confermato che una casalinga vale 1/5 di una olgettina.

Prima dichiarazione di Renzi: “Il M5S non avrebbe mai vinto senza di me”.
MikusRB
.
Beverari
Per me sarebbe logico e di buon senso permettere il voto agli italiani all’estero che pagano le tasse in Italia. Mentre dopo 5 anni all’estero che non si pagano si perde il diritto. Si evita così di far votare gente fuori da 30 anni che se ne sbatte (giustamente) dell’Italia
.
PADELLARO: “Tenete conto che, se si dimette Renzi, deve dimettersi tutto il gruppo dei suoi”. Dunque mezzo sistema dirigente del Pd.
Di bene in meglio!!! E precisamente chi si dimetterebbe?
.
Effettivamente Zucconi aveva ragione sui mercati.
Dopo il voto Mediaset ha perso il 4,5%.
.
diego fusaro
Rossana Rossanda, colei che tradendo Marx e Gramsci sostenne i bombardamenti di Libia, ci spiega oggi a tutta pagina che voterà Liberi e Uguali. Tutto torna. La metamorfosi kafkiana delle sinistre al servizio del capitale è completa.
.
Il lupo, l’agnello e il Grillo.
Marco Travaglio– 3 Mar 2018
Disse il lupo all’agnello: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?”. Rispose l’agnello: “Come posso fare questo se l’acqua scorre da te a me?”. E il lupo: “È vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato”. E l’agnello: “Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato”. E il lupo: “Allora sarà stato certamente tuo padre”. E se lo mangiò. Dissero invece i partiti a Grillo: “Sai solo mandare tutti affanculo e comandi i 5Stelle come un dittatore”. Lui levò il suo nome dal simbolo dei 5Stelle, si riprese il suo blog, indisse le primarie online fra gli iscritti per eleggere il capo politico e candidato premier (fu scelto Di Maio) e annunciò la fine dell’èra del vaffanculo. Dissero allora i partiti a Di Maio: “Non hai mai lavorato, non hai esperienze istituzionali, sbagli i congiuntivi, sei il capo di una setta chiusa, non fai alleanze e ti circondi di incompetenti”. Di Maio ricordò che un po’ aveva lavorato e, in cinque anni di vicepresidenza della Camera, un po’ di esperienza nelle istituzioni l’aveva maturata, senz’altro superiore a quella di B nel ’94, di Monti nel 2011 e di Renzi nel 2014.

Poi, pur continuando a sbagliare qualche congiuntivo, riempì le liste 5Stelle di un buon numero di professori e professionisti (oltre a una dozzina di impresentabili e furbastri, subito espulsi). Candidò nei collegi vari esponenti della società civile non iscritti al Movimento. Si disse pronto ad alleanze con i partiti su un programma condiviso dopo il voto. E mantenne la promessa di indicare prima del voto ai cittadini (e, per cortesia, anche al Quirinale) i 17 Ministri che intende proporre al Presidente della Repubblica in caso di incarico per formare il nuovo governo. Niente di eccezionale, per carità. Nessun premio Nobel né Oscar né Pulitzer. Ma nemmeno impresentabili, inquisiti, cialtroni, analfabeti, fascisti, leghisti, xenofobi, complottisti, rettiliani, putiniani, No Vax, No Euro, No Luna. Anzi, tutta gente piuttosto esperta, almeno per curriculum: una criminologa all’Interno, una studiosa di geopolitica e migrazioni agli Esteri, un generale dell’ex Forestale all’Ambiente, due economisti all’Economia e allo Sviluppo, una ricercatrice di intelligence alla Difesa, un giuslavorista al Welfare, un oncologo alla Salute, un preside all’Istruzione, una dirigente delle Risorse agricole all’Agricoltura, un dottore in Legge agli Affari regionali, un campione olimpionico allo Sport, un docente di Diritto alla PA, un geomorfologo alle Infrastrutture, il direttore di un’accademia di Belle Arti ai Beni culturali, una docente di Statistica alla Qualità della vita, un avvocato alla Giustizia. Certo, niente che scaldi i cuori.

E soprattutto nulla di paragonabile agli ultimi Ministri supercompetenti e purtroppo uscenti del csx: la falsa laureata e manco diplomata Fedeli all’Istruzione, la dottoressa con tesi copiata Madia alla PA, la diplomata LoRenzin alla Sanità, il diplomato Orlando alla Giustizia, gli avvocaticchi Alfano agli Esteri e Boschi alle Riforme, l’esperto di calcetto & coop rosse Poletti al Welfare, il plurimedagliato alle Olimpiadi Consip Luca Lotti allo Sport, l’imprenditrice della moda Angela D’Onghia viceministra dell’Istruzione, il dermatologo Soro alla Privacy e altri con la faccia come il curriculum. Per non parlare degli ipercompetentissimi dei governi di cdx: l’ingegnere esperto in abbattimento di rumori Castelli alla Giustizia, il corruttore di giudici Previti alla Difesa, l’amico dei camorristi Cosentino al Cipe, l’intellettuale Gasparri alle Telecomunicazioni, la calippa Pascale candidata alle Provinciali di Napoli, l’igienista dentale Minetti consigliera regionale in Lombardia, la escort D’Addario candidata alle Comunali di Bari e via primeggiando. Poteva fare meglio, Di Maio? Certo che poteva. Avrebbe dovuto muoversi prima e preparare per tempo una classe dirigente omogenea, qualificata e fidata. O magari tenere qualche casella libera per il dopo-elezioni, quando la scelta dei possibili alleati sarà più chiara e scioglierà le perplessità di alcuni grossi nomi rimasti in stand by (per esempio nel settore cruciale della cultura, che merita molto più di un Ministro esperto in moda e design). Ma le aspettative create dalla black propaganda contro i 5Stelle erano così terrificanti che ora finiscono col nobilitare anche oltre i meriti la lista dei loro “Ministri preventivi”. Il solito boomerang, come per Spelacchio e per la campagna sui furbetti dello stipendio pieno.

Siccome però il lupo perde il pelo (e i voti) ma non il vizio, eccolo passare alla fase tre: quella del “sarà stato certamente tuo padre”. Dopo mesi, anni passati a menarla con i 5 stelle fascisti, leghisti, xenofobi, già d’accordo sottobanco con la Lega (ricordate il vertice Salvini-Casaleggio “svelato” da Repubblica?) per un governo populista e sovranista, i giornaloni non trovano nemmeno l’ombra di un destrorso in tutta la squadra dimaiana, fatta apposta per “tentare” LeU e almeno parte del Pd nel dopo-voto. E, dopo decine di titoli-bufala sul governo Di Maio-Davigo-Di Matteo, gli house organ berlusconiani e affini non ci trovano uno straccio di pm, ma nemmeno di cancelliere, nemmeno a pagarlo. Però qualcosa si inventa sempre.
Che dire contro il generale Costa della Forestale (annessa ai Carabinieri dalla sciagurata controriforma Madia), campione della lotta contro gli avvelenatori della Terra dei Fuochi? Repubblica si fa solerte portavoce della presunta “ira della Difesa” con un titolo memorabile: “Pd all’attacco: gravissima caduta di stile. L’imbarazzo del Comando e l’ira della Difesa: non conosce la storia dell’Arma, viene dalla Forestale”. E un bel chissenefrega, ammesso e non concesso che un soggetto inanimato come la Difesa possa provare sentimenti di “ira”, per giunta per così poco, non ce lo vogliamo aggiungere? E che dire del preside-modello brindisino Salvatore Giuliano, scelto per l’Istruzione? Che “scoppia il caso”, anzi “è bufera”, perché Renzi dice che è amico suo e quello è stato consulente (gratis) del ministero, collaborando inizialmente alla Buona Scuola, salvo poi prendere le distanze dal testo finale: peggio del suo omonimo bandito siciliano.

E come sputtanare l’aspirante ministra dell’Agricoltura Alessandra Pesce? Ha collaborato come tecnico al ministero sotto la gestione di Martina, dunque sarebbe “vicina al Pd” e allo stesso Ministro, come se l’amministrazione fosse tutt’uno con i politici che pro tempore la guidano. Peggio che se avesse lavorato per Cosa Nostra. Poi c’è il tremendissimo professor Fioramonti, che insegna a Pretoria e una volta disertò un convegno con l’ambasciatore israeliano: dunque dev’essere di certo un antisemita nostalgico di Auschwitz (frequentava l’Amicizia ebraico-cristiana, ma fa niente).

Notevole anche l’attacco concentrico di Libero e del manifesto contro i “tecnici” di Di Maio, con comicissimi paragoni con quelli di Monti: come se i tecnici fossero tutti uguali, e se professori tipo Rodotà e Zagrebelsky non fossero tecnici fin sopra la punta dei capelli, eppure di orientamenti opposti a quelli dei montiani, tipo Fornero. La Stampa, non sapendo più che inventarsi (fake news putiniane a parte, negli ultimi due mesi è riuscita ad annunciare sia il governo 5Stelle-Lega Nord sia il governo 5Stelle-Pd-LeU), titola: “Di Maio, la squadra dei prof sconosciuti”. Avrebbe preferito i prof fin troppo conosciuti che scrivono su Stampubblica, lavorano per la Fiat o per De Benedetti o per qualche banca limitrofa, i famosi prof che, quando si tratta di difendere lorsignori e scaricare i costi delle crisi sui poveracci, mettono sempre una parola buona.

Anche Corrado Augias, su Repubblica, non l’ha presa affatto bene: “Se Di Maio forza le procedure istituzionali importunando la presidenza della Repubblica con offerte inammissibili (la famigerata email con la lista degli aspiranti Ministri, ndr), perché una donna (la prof anti-Polizia, ndr) con evidenti problemi esistenziali non dovrebbe gridare il suo odio in mezzo a una piazza?”. In effetti, dalla mail di Di Maio alla P38, il passo è breve.

Alessandro Di Battista (m5s)
Ho voglia di dirvi alcune cose e ve le dico con il cuore. Ho dato il massimo, per carità, si può e si deve sempre migliorare nella vita ma, per lo meno fisicamente, non potevo fare di più. Ho girato tutta l’Italia, ho fatto 42 comizi e percorso quasi 8000 km in camper. Mi ha accompagnato la mia famiglia e questo è stato il regalo più grande.
Non è stato facile, Andrea è ancora piccolo, ha solo 5 mesi, ma volevo che ci fosse. Ad ogni tappa ho fatto sempre la stessa cosa: prima di scendere dal camper e salire sui palchi gli davo un bacino, poi, finito il comizio, tornavo dicendogli che avevo fatto il mio dovere.
Questo è stato il mio ultimo tour da parlamentare ma non smetterò mai di fare politica e ancor meno di sostenere il Movimento, la mia seconda pelle. Tuttavia adesso voglio riprendermi la mia libertà, voglio coltivare le altre mie passioni, voglio tornare al mio lavoro. Sono molto curioso. Ho così tanta voglia di conoscere nuove realtà, di approfondire quelle politiche innovative che stanno rivoluzionando il mondo, molto spesso a nostra insaputa.
Lascio il Parlamento, non certo la Politica. Lascio il Parlamento a testa alta. Lascio il Parlamento sapendo che ci saranno altre persone che porteranno avanti le nostre battaglie, ci sarà Luigi che ha fatto un capolavoro nelle ultime settimane. Lascio il Parlamento con le mani pulite. Ora sì che lo posso dire a gran voce. Perché si hanno mani veramente pulite solo se si ha la possibilità di insudiciarsele e non lo si fa. Io ci sarò sempre. Tra poche ore a Roma, ancora una volta in piazza, e nelle prossime settimane in altri modi e in altri luoghi.
Quando ti nasce un figlio ti succedono un mucchio di cose che neppure si possono spiegare. Si può spiegare l’infinito? Ovviamente no. Ma un paio di cose forse riesco a dirvele. Quando ti nasce un figlio hai più voglia di fare, ti si moltiplicano le energie anche se ti si moltiplica la stanchezza. Mio figlio mi ha dato ancor più voglia di lottare, perché lui, come tutti i bambini d’Italia, merita un Paese giusto, pulito, fondamentalmente normale. Inoltre la nascita di Andrea mi ha spinto, con maggior vigore, a seguire la mia strada. Perché vorrò spingerlo a seguire la sua di strada e lo posso fare solo con l’esempio. Gli esempi valgono più di un miliardo di parole.
È stato un tour emozionante e alternare comizi a pannolini l’ha reso indimenticabile. Andrea non si ricorderà praticamente nulla di questi 8000 km ma certi odori, certe sensazioni, la “polvere del mondo” che ci ha raggiunto in questi giorni faranno parte della sua vita. Forse è nato viaggiatore e forse anche a lui, come succede alla sua mamma e come succede anche a me, un giorno scotteranno i piedi. Quando sarà grande gli racconteremo di queste settimane, io e la mamma gli diremo che ci ha dato forza nonostante qualche notte insonne. Non vedo l’ora di potergli dire una frase semplice semplice: “tuo padre ha fatto il suo dovere e tu, in quei giorni, gli sei stato accanto”. Poi magari gli farò ascoltare questa canzone. Vado a dormire. Buona notte e grazie per il vostro affetto. Siete stati indispensabili.

Bersaglio mobile del 2-3-2018 con Di Battista e Berlusconi

ego
Aumenta frustrazione e disagio fra i cittadini e le istituzioni nazionali sanno solo rispondere con vuota retorica.
La spesa per il trattamento economico dei membri delle istituzioni aumenta, le spese per le missioni militari aumentano, la spesa per i migranti aumenta, si tagliano pensioni, assistenza sanitaria e vengono ridotti drasticamente i diritti dei lavoratori e con la scusa delle fake news anche la libertà di espressione.
La mafia è viva e vegeta.
E’ una polveriera ed a pagare il conto saranno per primi i migranti.

comedonchisciotte.org
Perché sono tutti terrorizzati dal M5S? Il motivo può essere dovuto al fatto che non si riesce a capire perché seguitano a crescere.
Nonostante tutte le critiche esagerate e le accuse di incompetenza. Nonostante le fantasiose ricostruzioni sulla loro origine. Nonostante tutti gli scandali inesistenti gonfiati dai media e gli errori veniali commessi per inesperienza dove già governano. I “5 stelle” sono comunque diventati la prima forza politica del Paese e possono ambire a governarlo.
Tra l’altro la legge elettorale, concepita proprio per metterli fuori gioco, sta diventando in realtà un boomerang, perché paradossalmente potrebbe anche avvantaggiarli. Il crollo del Pd al Sud potrebbe aprire la strada alla conquista degli uninominali che fino a qualche tempo fa sembravano un obiettivo impensabile da raggiungere.
Se ne sta rendendo conto anche il Cdx che per questo spera in una tenuta del Centro-sx, perché sa che la maggior parte di questi voti confluirebbe nel M5S, con il rischio di perdere molti collegi uninominali soprattutto al sud.
Ho ascoltato la presentazione del Ministro dell’Economia del M5S, Andrea Roventini. Erano decenni che non si sentivano frasi come queste nell’illustrare un programma economico di governo: “approccio Keynesiano espansivo”, “innovazione e giustizia sociale”, “l’epoca dell’auterity è finita”, “investimenti di soldi pubblici nell’economia reale per sviluppo sostenibile, occupazione e per rispondere ai bisogni reali dei cittadini”, “crescita economica inclusiva che riduca la povertà, la disuguaglianza e la finanziarizzazione dell’economia”, “oggi c’è troppa finanza e poca economia reale”, “la lotta alla disuguaglianza è una priorità”, “l’austerità è autodistruttiva”, “la flat tax è un fake tax … porterà benefici solo all’1% più ricco della popolazione”.

Harry Haller
“I media invitano Salvini, gli fanno da megafono tutti i giorni, diffondono le sue cazzate, quindi partecipano a creare un clima dove un imbecille prende una pistola e spara a 6 sconosciuti, ma ora che il danno è fatto se ne tirano fuori tutti e resta solo l’ignorante Salvini come colpevole?
No, cari!
Voi giornalisti, editori, dirigenti di nomina politica e non, avete anche le vostre responsabilità.
Avete acconsentito a diffondere il “verbo razzista”, siete complici morali di quanto accaduto e prima lo riconoscete, meglio sarà.
La vostra non è stata ignoranza, ma come per Salvini, puro calcolo elettorale.
Avete spinto, ingigantito, reso abnorme, un problema sociale, perché faceva comodo indicare il leghista agli occhi di chi protesta per l’immigrazione selvaggia.
L’avete spinto dal 4 al 13-14% perché dividesse i voti di protesta, quelli di cui avete paura.
Avete ottenuto lo scopo, ma le vostre mani sono sporche di sangue ed è giusto che qualcuno ve lo dica.

(Non solo Napoli è una terra abbandonata alla barbarie, ma l’Italia tutta è stata buttata del degrado a forza di depenalizzazioni, prescrizioni, archiviazioni, così che la delinquenza prospera a tutti i livelli e maggiorente colpevole è chi la alimenta dall’alto.)

Guli 1979.
L’ondata di gelo sarebbe una delle possibili conseguenze del giuramento di Salvini sul Vangelo
.
MantovanAle.
Treni in ritardo per la neve.
Deduco che facesse sempre bel tempo durante il fascismo.
.
PUTIN VINCE PER LA QUARTA VOLTA IN RUSSIA COL 76,6 %

Vladimir Putin verso il quarto mandato: nessun avversario.
In Russia essere oppositore di Putin è considerata morte naturale.
faberbros
.
Putin ha convinto con la sua semplicità : ”O sei con me o eri contro di me”.
Emanuele_Cecala
.
Putin che vince in Russia è come l’uovo di Pasqua senza sorpresa.
.
MestMuttèe
L’uso dei gas da parte di Putin per mantenere il controllo pare non abbia influito sul voto. L’elettore medio è andato a votare dichiarando “Ma sì, proviamolo ‘sto Putin”.
.
http://masadawe.org

3 commenti »

  1. Paola Bianchi
    Ci sono molte INESATTEZZE, quello che è stato dichiarato incostituzionale è SOLO il cosiddetto “contributo di solidarietà” approvato da Monti nel 2012, ricordate ? NIENT’ALTRO ! Per quanto riguarda l’ ABOLIZIONE, è FATTIBILISSIMO attraverso una semplice Delibera dell’ Ufficio di Presidenza di Camera e Senato . Chi vi dice che è necessaria una legge E’ IN MALAFEDE E INTERESSATO a non abolirli ! Non cascateci ! Perciò AVANTI con l’abolizione, almeno per la Camera deve essere COSA FATTA entro Pasqua !!

    Commento di MasadaAdmin — marzo 21, 2018 @ 5:29 pm | Rispondi

  2. Dino Vigoli
    Il Ddl Richetti con il taglio retroattivo dei vitalizi, approvato dalla Camera, è rimasto impantanato in commissione Affari costituzionali del Senato dove è stato sepolto da una ventina di audizioni di costituzionalisti che lo hanno bollato come incostituzionale.
    Era per semplificare.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 21, 2018 @ 5:37 pm | Rispondi

  3. Vi ringrazio di Cuore per quanto offrite alla Cultura personale
    La qualità è eccellente in tutti gli argomenti trattati e li trovo utili come confronto anche quando la mia opinione è diversa. Il confronto se onesto e leale è sempre costruttivo
    Grazie ancora e Buon Lavoro!

    Dr Mario Giannone Pediatra

    Commento di MasadaAdmin — marzo 24, 2018 @ 5:48 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: