Nuovo Masada

marzo 13, 2018

MASADA n° 1911 13-3-2018 IL GIORNO INCERTO

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MASADA n° 1911 13-3-2018 IL GIORNO INCERTO
Blog di Viviana Vivarelli

L’Italia è un Paese che oscilla tra la farsa e la tragedia.
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In un Paese civile:
Primo: le leggi incostituzionali non verrebbero fatte
Secondo: Se qualcuno le facesse ci sarebbe una Consulta o un Presidente della Repubblica che le boccia immediatamente,
Terzo: Gli elettori punirebbe chi si attenta a farle così da fargli perdere la voglia per sempre.
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Rocco Gazzaneo
La direzione del Pd?
In fondo a destra.
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Nel 2013 Bersani vinse col 23%.
Oggi il partito più votato prende il 33,64 % e non può governare. Non ci sono parole.
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Grillo: “Mi spiace che Renzi se ne vada. Se restava, il Pd scendeva al 10%.”
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Renzi va a sciare dopo aver distrutto il PD. Prima il dovere, poi il piacere.
Fabio Cavallari
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Nel PD si consuma l’ultima drammatica divisione possibile: verrà scisso in P e D.
Santas Official
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Quando il saggio indica il cetriolo, lo stolto guarda lo spread.
LVIX1
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Ho votato.
Sul muro della scuola la mano di un bambino aveva scritto:
“Nel buio c’è sempre una luce”.


UNA CAPORETTO
GRAZIE RENZI! Il miglior sfasciapartiti che la storia ricordi!
IFQ: Elezioni politiche 2018, addio sx. Grazie a Renzi il Pd perde 5 milioni di voti in 5 anni. Le Regioni rosse? Restano puntini dentro le città. Crollano i luoghi simbolo in Emilia e Toscana: da Pisa a Ravenna, da Ferrara a Siena il Pd ha perso da 9 a 11 punti. A Livorno il M5S cede voti a Lega e astensione. La sx è scomparsa. Le Regioni rosse non esistono più, restano macerie anche della memoria. Gli elettori di csx sono in fuga. In Emilia Romagna il sorpasso c’è già: il cdx è al 33 dopo aver scalato 13 punti in 5 anni. il csx è al 30. Il Pd, nella regione delle feste dell’Unità è ormai al 26,4 e non è più il primo partito, perché superato di un punto dal M5S.

LA NAVE AFFONDA, I TOPI SCAPPANO
Michele Labriola
La slavina travolge i territori. Da Nord a Sud, raffica di dimissioni dei dirigenti locali Pd. Un partito allo sbando. Se Renzi resta un altro po’, scende sotto il 5%. I segretari di Umbria, Campania, Marche, per citarne alcuni, hanno lasciato la guida del partito. Il Pd in Campania ha toccato i minimi storici: solo il 13,1% dei voti alla Camera, e il 13,7% al Senato. Sulla scia della decisione assunta dalla governatrice Serracchiani, anche la segretaria del Pd del Friuli Venezia Giulia Antonella Grim ha rassegnato le dimissioni. Nelle Marche il caso Pesaro, dove il ministro dell’Interno Marco Minniti è stato sconfitto dal non-candidato M5S Andrea Cecconi, espulso preventivamente dal Movimento per aver taroccato i bonifici dei rimborsi. Anche Andrea Comi, segretario del Pd Marche, ha fatto un passo indietro. A Nuoro, Davide Montisci, segretario cittadino, ha comunicato le sue dimissioni al partito provinciale a causa di un voto dall’esito ancora più impietoso di quello nazionale. I dem non hanno espresso nessun parlamentare della Sardegna centrale. In Sicilia i cosiddetti partigiani dem hanno chiesto a gran voce ai dirigenti di rimettere il mandato dopo la schiacciante vittoria del M5S: nella conta degli eletti, l’isola ne esprime solo 6 contro i 25 del 2013, una percentuale mai così bassa dal 1992, l’11,6%. Il segretario regionale Fausto Raciti aveva già dato le dimissioni prima del voto, dopo la guerra interna al partito per la composizione delle liste. E non è detto che nelle prossime ore altre teste possano cadere, in Sicilia come in tutta Italia.
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C’è del metodo nella pazzia di Renzi. Ha realizzato il sogno di Licio Gelli. O voleva fare proprio quello?
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Viva Italia
Non è morta la sx, ma un csx liberista e riformista, che imita e scimmiotta la dx.
E’ avvenuto lo stesso nella Gran Bretagna di Blair. Laburisti ai minimi storici, poi Corbyn svoltando a sx, ha portato i laburisti al 40%!
E’ avvenuto lo stesso nella Francia di Valls. Socialisti ai minimi storici, ma la sx antagonista di Melenchon vola.
E’ avvenuto lo stesso nella Grecia. Pasok ai minimi storici, Siryza di Tsipras ai massimi.
E’ avvenuto in Portogallo, con il successo dell’alleanza tra comunisti, trozkisty, verdi e socialisti.
E’ avvenuto in Spagna, con il tonfo dei socialisti e il trionfo della sx radicale di Ada Colau, Podemos e Izquierda unida.

Stefano Feltri: In Italia la sx non c’è più. L’ha distrutta Matteo Renzi, ma anche i vari D’Alema e tutta la cricca di Liberi e Uguali che è uscita dal Pd perché non condivideva la visione monarchica del renzismo che metteva ai margini la loro oligarchia polverosa. Ma non c’è una sx radicale competitiva, un Corbyn che scali il partito, un Melénchon che incarni, da sx, la novità populista.
Il Pd non è più un partito di sx da tempo. Renzi e i renziani hanno cercato la compagnia di Confindustria, non dei precari ai quali veniva spiegato, anzi, che l’abolizione dell’art. 18 era una buona cosa anche per loro. Il Pd non ha neppure provato a vincere queste elezioni perché non aveva nessun messaggio da dare.
Veltroni disse: “Sx è una bellissima espressione, rimanda alla condivisione del dolore sociale, alle lotte per la libertà, alla tensione verso l’uguaglianza. La sx moderna è riformista, è liberale, deve essere radicale nelle sue scelte e nei suoi programmi”. Ma la sx di Renzi, del Pd o di LeU non è stata liberale, non è stata radicale, non ha teso all’uguaglianza. (E’ stata liberista. Ha difeso i ricchi. Ha distrutto i diritti del lavoro, ha votato la riforma Fornero, ha beneficato le banche, ha rovinato i giovani, ha smantellato lo stato sociale, ci ha messi l’ultimo posto in Europa. Non ha inventato futuro.)
Checché dicano i media, i 5 Stelle non sono più visti come il partito degli arrabbiati. Hanno attratto un 33 % di voti di sx, perché la sx non dava risposte al malessere della gente. Era diventata solo il partito di potere di Renzi. Ai 5 Stelle è bastato prendere un po’ di professori per bene, rassicuranti, competenti, per togliere al Pd anche l’ultimo dei suoi vantaggi competitivi, cioè la reputazione di essere l’unica credibile “forza di governo”.
La sx ha perso, si è liquefatta. Si è arresa. Renzi ha sprecato un capitale di fiducia personale e una storia collettiva di cui non si è dimostrato all’altezza. E’ stato il becchino della sx (che con lui è diventata un partito liberista e per questo è morta).

ATTILA ERA CAVOUR
Marco Travaglio-7 Mar 2018
Ricordate Attila Di Maio e gli Unni grillini pronti al sacco di Roma e dell’Italia tutta con le loro orde di populisti, antieuropeisti, incompetenti, scrocconi, truffatori e impresentabili? Ricordate gli appelli, i contrappelli e i moniti del Partitone TTDM (Tutti Tranne Di Maio) per “fare argine” contro la calata dei terribili baluba, anche a costo di prendere sul serio un caso umano come Renzi e soprattutto riabilitare Berlusconi occultando le sue sentenze, le sue corruzioni, le sue frodi, i suoi finanziamenti alla mafia, i suoi disastri, le sue leggi vergogna, i suoi conflitti d’interessi, il suo rincoglionimento senile? Ecco, scordatevi tutto: Attila sta per diventare Cavour. Tutte le lingue di velluto che fino a sabato leccavano Renzi, Gentiloni, Calenda, Bonino, Boschi, Napolitano, Prodi e B., domenica e lunedì si sono riavvolte in attesa di fare i conti sui nuovi oggetti del desiderio. E ieri si sono srotolate per posarsi leggiadre sui neovincitori. Che però sono due, Di Maio e Salvini, il che spiega il surplus di prudenza che ancora tiene socchiuse le cateratte e frena l’ipersalivazione generale: meglio, in attesa del governo, portarsi avanti con leccate “di posizione”, hai visto mai.
Il “rompete le lingue” lo dà Sergio Marchionne, fedele alla linea del vecchio Senatore Agnelli: “Noi siamo governativi per definizione”. Prima dà il calcio dell’asino all’amico Matteo: “Non riconosco più il Renzi di un tempo”, proprio mentre, con le dimissioni senza dimissioni, si conferma più che mai quello di sempre. Poi aggiunge: “Paura del M5S? Ne abbiamo passate di peggio” (cioè tutti i governi precedenti, regolarmente appoggiati dalla Fiat e da Marchionne). E ancora: “Salvini e Di Maio non li conosco, ma non mi spaventano”. E ora chi lo dice a quelli de La Stampa, che fino a ieri lottavano come un sol uomo contro le fake news dei famosi hacker russi al servizio di Putin pro Lega&5Stelle? Al segnale convenuto, anche Vincenzo Boccia, il Presidente di Confindustria che vaticinò l’Apocalisse in caso di vittoria del No al referendum e dei populisti alle elezioni, spiega che aveva scherzato: “Il M5S è un partito democratico, non fa paura”, e quanto all’orribile reddito di cittadinanza (già demonizzato come stipendio ai fannulloni), se ne può parlare. E i giornaloni non si son fatti cogliere impreparati: già ieri erano pronti alla pugna, pancia in dentro e lingua in fuori. Johnny Riotta, trascurando la Task Force contro le fake news putiniane, rende omaggio su La Stampa al grande “Gianroberto Casaleggio”, che aveva intuito la fine del XX secolo e “anticipato questa dinamica nei suoi scritti”.
Poi s’inchina al “trionfo 5Stelle, che annichilisce le riforme di Renzi e il ventennale fascino elettorale di Berlusconi” e “ha radici politiche profonde e rispettabili” perché “tanti elettori detestano un sistema di disoccupazione e scarsa meritocrazia… La corruzione, la litigiosità, l’arroganza solipsistica che hanno diviso, prima la dx da Berlusconi, poi la sx da Renzi, sono la corrente che raduna gli elettori 5Stelle: ma la forza che li compatta è il senso di identità comune, il sentirsi ‘altro’ davanti allo spirito del tempo”. Perbacco. “È giusto – turibola il Cortigiano Johnny –, ed è bene per la democrazia, che tocchi adesso a Luigi Di Maio il compito di tentare la formazione di una maggioranza di governo”. Apperò. È l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende: “Come Kagemusha, antico condottiero morto che doveva riapparire, grazie alla sua armatura, alla battaglia di Nagashino, gli elettori di Di Maio hanno seguito la bussola del simbolo-identità, chiunque ci fosse dietro”. Corbezzoli. Appena più prudente il direttore Maurizio Molinari, che teme qualche rischio per l’adorato Occidente, ma vede pure in un governo a 5Stelle, “figlio dello scontento sociale” (ma va?), “l’opportunità di riforme sociali”: l’esatto opposto di quelle antisociali (Fornero, Jobs Act, art. 18) sempre appoggiate da La Stampa. In attesa di notizie da Putin e dagli hacker della Lubjanka, Iacoboni tenta un allarme perché “Assange si congratula” con Grillo (brutto segno): ma appare un po’ isolato. Sergio Staino, che sull’Unità disegnava Grillo con la svastica, ora vede Berlinguer che dà la linea al Pd: “Sostituite Renzi con qualcuno che sa fare politica e alleatevi con i grillini. Per tanti elettori è un voto di speranza, quella speranza che non avete saputo dar loro voi!”.
Su Repubblica, Mario Calabresi ammette di essere fra gli sconfitti, ma poi spiega: “Per metà dell’Italia l’unico cambiamento possibile sono i 5Stelle… il grido di chi si sente escluso dal futuro e non ha più alcuna fiducia nelle politiche tradizionali” (e figurarsi nei giornaloni che le hanno appoggiate perinde ac cadaver). Francesco Merlo dà l’estrema unzione all’ex amato Matteo, “eroe suonato” di un “mondo tramortito”, nonché all’ex “amazzone” Maria Elena, in lacrime “perché finisce un mondo che è fatto di buone maniere, di educazione e di civiltà”, ma soprattutto di buone “letture” (Chi di Alfonso Signorini e i bilanci falsi di Banca Etruria). Gli fa eco sul Corriere un altro ex fan di Matteo, Aldo Cazzullo, officiando le esequie dell’“ex fuoriclasse alla ricerca del tocco magico perduto” e ormai “in agonia”, che “a un diciottenne appare come Andreotti”. Sul Messaggero, Virman Cusenza bacchetta chi non ha “voluto cogliere il cambiamento radicale cominciato nel 2016 con la vittoria del No” ed “erroneamente collocava sotto le insegne del populismo” M5S e Lega. Ce l’avrà mica col suo giornale? Gran finale: Scalfari, che prima sceglieva B., ora preferisce Di Maio, “leader della grande sx moderna” e forse al prossimo giro “lo voto”.

Sconfitti Franceschini, Orfini, Serracchiani, Minniti, Bellanova, Sgarbi, Bonino, D’Alema, Lorenzin, Fedeli, Formigoni, Minniti, Barra, Pinotti, Grasso, Polverini, Della Vedova…La Bonino faranno di tutto per salvarla e lo stesso Franceschini si salverà perché capo gruppo). Ma la bocciatura e la vergogna restano. La nostra speranza sarebbe di non vederli più.
Dal che si vede l’abisso che separa i ponti d’oro che i media fanno a queste persone, trovando loro meriti inesistenti, e la valutazione reale che la gente ne ha. Se i palinsesti televisivi tenessero conto del biasimo popolare, questa gentaglia sparirebbe anche dagli ultimi talk show televisivi.
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Prima che il gallo canti tre volte uno del PD l’avrà già sputtanato su twitter.
Renzi sta’ sereno!
chiagia
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L’A.G.E.S.C.I. Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani ha chiesto a #Renzi di non dire mai più che da piccolo ha fatto il boy-scout.
LVIX1

Napolitano: “Questa è una crisi difficilissima”. Non ha preso per niente bene il fatto che gli italiani possano anche votare.
antonio carano

Renzi non parteciperà alle primarie PD. Si candiderà direttamente a Pechino. PaoloGrazioso

LA QUARTA PROFEZIA DI FASSINO: “Mi pare difficile un governo del M5S”.
Vale la pena ricordare la sua prima profezia, nel lontano 2009: “Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”
GRAZIE PIERO! Continua così.

Renzi ha fatto finalmente una cosa di sinistra: ha perso.
giulysua
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SENATO
M5S 32,2%
Partito Democratico 18,9%
Lega 17,73%
Forza Italia 13,93%
Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni 4,35%
Liberi e Uguali 3,37%
+Europa 2,59%

CAMERA
M5S 31,79%
Partito Democratico 19,27%
Lega 17,93%
Forza Italia 14,41%
Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni 4,27%
Liberi e Uguali 3,24%
+Europa 2,38%

Actorus
Pd al 19%
Renzi alla Leopolda: “Non consentiremo ai vecchi dirigenti di riportare il Pd al 25%”
È fantastico!
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Manlio di Stefano.
Renzi: “Dopo 14 anni è impressionante che a Firenze continuino a votarmi”.
Esatto Mattè, è proprio impressionante.
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Mattarella: ”Ragazzi, ho un’idea! Sei mesi governa Di Maio e sei mesi Salvini!”

Gli hacker russi hanno provato a orientare le elezionepolitiche2018 Dopo poche ore hanno inviato un messaggio: “Oh, raga, nun ce capiamo un cazzo, ce sta a scoppià la testa…”
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Arsenale k
Le idi di marzo: “insomma noi eravamo lì che combattevamo il fascismo togliendo tutte le scritte dai monumenti e la gente invece continuava a distrarci con problemi immaginari tipo la disoccupazione, la fame e altre cazzate del genere. Insomma non ci hanno votato, ‘sti scimuniti”

Da un’analisi approfondita sui voti del PD, si evince che neanche le nonne di Renzi hanno votato per lui.
sempreciro
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Partono gli analisti: “Se si uniscono i partiti di centro dx con i partiti di csx, i venusiani e i rettiliani, si arriva al 45%”
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Paolo Catti De Gasperi
I “commentatori ” hanno toppato quasi tutti negli ultimi 5 anni. È dal 2013 che scambiano i loro desideri per realtà. Sono miopi e presbiti e le loro fonti di conoscenza sono dentro ai palazzi e non nelle strade, non meno dei politici. Quante volte hanno dato per morto M5S ?! E c’è perfino qualcuno che ancora ritorna sul tema …. Abbiamo una carenza grave non solo di politici ma soprattutto di giornalisti con occhi aperti e schiena diritta. Che Confindu6stria viri di boa e si butti verso i 5 stelle non meraviglia, è naturalmente è geneticamente filo governativa e così deve giustamente essere, ma che pena le giravolte di Scalfari & soci e dell’intellighenzia da riporto!

VOLTAFACCIA
Il Presidente di Confinustria Boccia si è riposizionato in due giorni: ” Il M5S è “un partito democratico, non fa paura”. E cambia idea anche sul reddito minimo di cittadinanza.
Marchionne ha già scaricato Renzi: “Non riconosco più il Matteo Renzi di un tempo. Salvini e Di Maio non li conosco, non mi spaventano. Ho grande fiducia nel futuro del Paese. Credo che ce la farà. Troveremo la strada per andare avanti”(e la cavallette?).
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JJII: Che a dispensare patentini di democraticità siano due personaggi da anni in prima fila nella demolizione della qualità della democrazia in Italia, è di per sé grottesco.
Che poi lo facciano per ingraziarsi chi potrebbe governare il Paese è solo la conferma della loro piccolezza morale e intellettuale.
Siamo già stati sdognatati? In due giorni?? E le cavallette? Lo spread? L’Apocalisse?

BERSANI. LA FINE DI UN UOMO OPACO
Dopo aver tentato di privatizzare l’acqua pubblica, aver tentato di stravolgere la costituzione, l’aver contribuito a distruggere lo statuto dei lavoratori, aver tentato di riacchiappare i nostalgici pd, domenica si è fatto persino annullare il voto al seggio elettorale. C’era chi definiva questi personaggi inetti? Forse aveva ragione.
Paola

(Quando vinse la Brexit, Camerun dette IMMEDIATAMENTE le dimissioni. Renzi doveva dimettersi IMMEDIATAMENTE dopo la sconfitta al suo referendum, referendum che per di più aveva legato alla sua persona. C’è poco da gioire: questo non si schioda più. Povera Italia! Renzi è il chiodo più lungo della sua bara).

Il più grande inganno che il diavolo ha fatto all’umanità, è stato fargli credere di essersi dimesso.
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GABINETTI INTASATI

Dunque Matteo si è fatto eleggere Senatore dopo aver tentato di abolire il Senato e convoca un Congresso del suo partito dopo essersi dimesso da segretario del suo partito e dopo aver subito una sconfitta epocale pretende di essere l’ago della bilancia della nuova coalizione. Solo un piddiota può non vedere che c’è qualcosa che non torna. Questi ormai sono così obnubliati che rischiano di votarlo di nuovo. L’accecamento è una brutta malattia che a volte non ti fa vedere la buca dove ti vai a schiantare.

CONSIGLI NON RICHIESTI
Marco Travaglio
Siccome saper vincere è ancor più difficile che saper perdere, azzardiamo qualche consiglio non richiesto a Luigi Di Maio e ai 5Stelle. Che di solito leggono pochino, ma hai visto mai.
1. Decidete una volta per tutte cosa volete fare nella vita. Se – come sembra – volete governare per davvero, levatevi subito quella faccia da padroni del vapore che qualcuno di voi ha messo su dopo la vittoria alle elezioni. E fatevi, in questo e solo in questo, un po’ più democristiani di quanto già non vi siete fatti: più umili, duttili, elastici e generosi. Che avete stravinto lo sanno tutti, che senza di voi è quasi impossibile fare un governo lo dicono i numeri, dunque è inutile continuare a ricordarlo con le espressioni del volto e le smargiassate tipo “Sono gli altri che devono venire a parlare con noi”. Anche perchè, se poi non ci viene nessuno, toccherà a voi andare a parlare con qualcuno.
2. Non abbiate fretta. Al Quirinale c’è un signore che ha i tempi biblici della Dc e di Santa Madre Chiesa e sa benissimo quel che presto imparerete anche voi: il tempo lenisce ogni ferita e smussa ogni angolo, quindi oggi la migliore cura è il rinvio.
3. Ottima la scelta di non rispondere al telefono ai leghisti che vi cercano: un’alleanza con Salvini (data per certa dai giornaloni, dunque falsa) era già contro natura prima, ma lo è ancor di più dopo il voto. Salvini aspira a fare il capo del centrodestra e non ha interesse a uscire da quel perimetro. E voi, svuotando il Pd, avete incamerato altre centinaia di migliaia di elettori di centro e di sinistra. Quindi il vostro, di perimetro, non può che essere quello un tempo presidiato dal centrosinistra.
4. Lasciate perdere le riforme costituzionali, anche parziali, che vi alienano le simpatie di tutto il mondo del No al referendum di Renzi e comunque non otterrebbero mai il 51% né tantomeno i due terzi in un Parlamento così balcanizzato. Il vincolo di mandato e anche il lodo Zagrebelsky (dimissioni dal Parlamento per chi passa dall’opposizione alla maggioranza o,più raramente, viceversa) hanno un senso nei sistemi maggioritari, dov’è chiaro il confine fra maggioranza e opposizione. Non nel proporzionalismo incasinato del Rosatellum, dove voi stessi, per governare, dovete chiedere aiuto alla concorrenza.
5. Parlate poco di formule e molto di contenuti. Dopo la Direzione Pd di lunedì, quando si capirà – forse – chi comanda in quel manicomio, presentate ai Dem, ai loro satelliti e a LeU una proposta che non possano rifiutare. Cioè 10 cose concrete e praticabili da fare insieme. Cioè: reddito di cittadinanza (magari in forma graduale) al posto degl’inutili 80 euro, delle altre mance renziane, dei soldi a pioggia alle grandi imprese e dell’abolizione dell’Imu sulle prime case dei benestanti e dei ricconi; ripristino dell’articolo 18 là dove c’era prima di Renzi;
norme draconiane contro la corruzione e l’evasione (valgono due o tre manovre finanziarie); legge blocca-prescrizione dei reati; legge elettorale per restituire il diritto dei cittadini di scegliersi i parlamentari, con modico premio di maggioranza;
chiusura del Tav Torino-Lione, inutile per lo stesso Osservatorio del governo; nuove norme sull’immigrazione, per una gestione ordinata e rigorosa dei flussi, un’accoglienza alla tedesca e un accesso più facile a chi viene per lavorare (magari, perchè no, confermando Minniti al Viminale). Se poi il Pd rifiuterà, dovrà spiegare il perchè agli elettori superstiti.
6. Anticipare gli aspiranti ministri è stata una mossa elettorale vincente, ma alcuni di essi possono accontentarsi di fare i sottosegretari. Ora che la possibilità di un governo è concreta, allargate la squadra a personalità prestigiose che difficilmente potevano dirsi disponibili prima del voto. Vi aiuterebbero a raggiungere meglio i mondi e le culture che arricchiscono sempre, a prescindere dai tornaconti del momento.
7. Aiutare il riconfermato governatore del Lazio Zingaretti a completare la sua maggioranza (che per ora non c’è) su un programma condiviso faciliterebbe il dialogo col Pd derenzizzato e darebbe una mano alla sindaca Raggi su tutti i problemi di Roma che investono la Regione, come già avviene in Piemonte con la collaborazione fra Chiamparino e la Appendino.
8. Ignorate le sirene dei poteri forti voltagabbana che vi blandiscono per mangiarvi vivi, ma anche le scomuniche dei residuati bellici dei giornaloni, che hanno digerito senza neppure un ruttino due governi Pd-Berlusconi e altrettanti Pd-Verdini e ora fanno gli schizzinosi su Di Maio. La loro credibilità agli occhi degli elettori, vedi il referendum costituzionale e le elezioni di domenica, è zero.
9. Non esagerate col doppiopetto e la moderazione: giusto cambiare linguaggio ed evitare gli insulti del passato, ma senza annacquare alcuni punti fermi del programma: gli elettori vi hanno votati per quelli, oltreché per affossare questo sistema marcio. Anche da Palazzo Chigi, se mai ci arriverete, si può essere di vaffa e di governo.
10. Avendo mandato tutti a fare in culo (peraltro ricambiati con gli interessi) e non avendo mai inciuciato con nessuno, voi 5Stelle siete gli ultimi con cui tutti gli altri vorrebbero fare un governo. Ma fra qualche settimana gli altri, belli comodi sui loro Aventini a vedere l’effetto che fa il loro Rosatellum studiato apposta per l’ingovernabilità, capiranno che il cerino acceso è nelle loro mani e che l’alternativa è votare subito. Cioè rimettere in gioco la poltrona faticosamente arraffata e rischiare l’estinzione definitiva. E allora saranno pronti a tutto: non solo a scordarsi i vaffa, ma anche mandarsi a fare in culo da soli.
FQ 9 marzo
II 59 % dei piddini vuole andare col M5S, questo fa pensare che in caso di nuove elezioni molti di loro voterebbero direttamente Pd, anzi se Renzi continua a restare attaccato alla poltrona, possono pure aumentare.
A proposito del mantra ripetuto a iosa che i 5stelle sono incapaci e incompetenti, il risultato dei votati dice che : i 5stelle più presenti in Parlamento sono gli avvocati, ci sono poi moltissimi chirurghi, pediatri, ortopedici, docenti universitari, ricercatori, ingegneri e ci sono anche molti giornalisti..
Alla fine quelli più incapaci e incompetenti sono proprio i piddini, ma anche i leghisti non scherzano.

LA DIREZIONE
Marco Travaglio-11 Mar 2018
Ma come, ma perché? In fondo abbiamo fatto due governi con Berlusconi e due con Verdini&Alfano. Dato appalti senza gara a (e preso soldi da) Mafia Capitale. Creato 390mila esodati con la Fornero. Impiccato l’Italia al pareggio di bilancio in Costituzione. Fregato Prodi sulla via del Quirinale con 101 o più franchi tiratori e schifato Rodotà, per riesumare Napolitano e B.. Approvato due leggi elettorali da vomito: una incostituzionale (Italicum), una demenziale (Rosatellum). Tentato di abolire le elezioni del Senato per riempirlo di sindaci e consiglieri regionali perlopiù inquisiti, spacciando il tutto per “riforma costituzionale”. Abolito per finta le Province con la legge Delrio che cambia loro nome, non passa le competenze ad altri enti, ma abolisce le elezioni per i consigli. Varato la riforma Madia della PA, subito demolita dalla Consulta. Accorpato la Forestale all’Arma, con zero risparmi e più inefficienza. Riformato i musei innescando guerre nei Tar. Punito i conflitti d’interessi così bene da non sfiorare quello di B.. Abolito l’Imu sulle prime case anche per i ricchi. Buttato 10 miliardi l’anno per gli 80 euro.

Condonato gli evasori con la voluntary disclosure e la rottamazione delle cartelle Equitalia. Triplicato la soglia di contanti da mille a 3mila euro. Alzato vieppiù i tetti di impunità per l’evasione fiscale. Riscritto il falso in bilancio con mille scappatoie e soglie altissime di impunità. Cancellato l’interdizione perpetua per gli amministratori di banche fallite (tipo papà Boschi). Regalato miliardi alle banche private aumentando il valore delle loro quote in Bankitalia che dovrebbe controllarle. Fatto pasticci indicibili sul bail-in europeo e sulle banche decotte, lasciate marcire fino al referendum 2016, quando il conto era salito a 20 miliardi. Regalato 80 miliardi in tre anni ai soci di Confindustria fra sgravi fiscali e incentivi. Sbloccato 45,5 milioni di fondi ai partiti con bilanci opachi. Donato miliardi ai signori delle autostrade con aumenti record delle tariffe. Gettato 14 miliardi per quei bidoni volanti degli F-35 a prezzi raddoppiati. Dilapidato 150 milioni per l’Air Force Renzi. Rinnegato la nostra legge Richetti sui tagli ai vitalizi. Favorito Mediaset rinviando di 18 mesi il cambio di tecnologia digitale e imbottendo le tv berlusconiane di pubblicità istituzionale sottratta al web. Insabbiato i decreti attuativi alla legge anti-slot, aumentandole di 30mila unità e autorizzando altre 60 mila sale giochi. Fermato la riforma Rc Auto per non disturbare gli assicuratori. Omaggiato le coop con l’ok al prestito soci, attività bancaria non autorizzata e non vigilata.

Dimenticato i decreti attuativi della legge sul cinema. Devastato la scuola con la Buona Scuola: deportazioni di insegnanti, bonus-merito con criteri misteriosi e chiamata diretta pressochè impossibile. Regalato manodopera gratuita alle imprese con l’alternanza scuola-lavoro. Cancellato l’ar.18 dello Statuto dei lavoratori, autorizzato controlli a distanza sui dipendenti e gettato 30 miliardi in incentivi per assunzioni evaporate alla fine dell’effetto doping. Liberalizzato i voucher, poi cancellati per evitare il referendum Cgil, infine ripristinati. Deregolato gli appalti edilizi ed estrattivi con lo Sblocca-Italia. Paralizzato le commesse pubbliche con l’incasinatissimo Codice degli appalti. Sabotato il referendum anti-trivelle in mare. Fatto raffiche di decreti salva-Ilva per prorogare sine die le bonifiche ambientali. Decuplicato i migranti morti in mare passando Triton a Mare Nostrum. Svuotato la blocca-prescrizioni dei reati, che continuano a prescriversi. Riscritto il voto di scambio politico-mafioso e l’autoriciclaggio, ancor più difficili da punire di prima. Imbavagliato la stampa sulle intercettazioni e privato pm, giudici e difensori di gran parte degli ascolti, segretati a monte dalla polizia giudiziaria. Imposto alla polizia giudiziaria di comunicare le indagini ai superiori controllati dal governo, legalizzando le fughe di notizie ai politici. Tentato di concedere ai derubati la licenza di uccidere i ladri anche se scappano, ma solo nelle ore notturne.

Punito i magistrati con la responsabilità civile diretta. Prepensionato le toghe a 70 anni, gettando nel caos tribunali e procure, e poi allungato l’età pensionabile ai vertici della Cassazione. Depenalizzato lo stalking con modiche mance alle vittime. Reso ancor più molle il carcere duro (41-bis) per i mafiosi. Annacquato il Codice antimafia per limitare il sequestro dei beni ai corrotti accusati di associazione per delinquere. Varato tre svuotacarceri per tener fuori i condannati fino a 4-5 anni. Ridotto vieppiù la custodia cautelare anche per reati gravi. Introdotto il reato di tortura in forme così blande da non punire neppure casi come Diaz e Bolzaneto. Ingrassato assicurazioni, banche e grandi imprese con le spese legali riconosciute ai loro avvocati grazie alla legge sull’“equo compenso” (nata per tutelare i professionisti più deboli). Inguattato la legge contro il consumo del suolo. Accorciato la Salerno-Reggio per inaugurarla prima del referendum 2016. Rilanciato il Ponte sullo Stretto. Annunciato dopo il terremoto 2016 e mai varato il piano Casa Italia per mettere in sicurezza il territorio. Paralizzato le Asl con 10 nuovi vaccini obbligatori che molte Regioni non riescono a gestire in tempo. Rinnovato la missione di guerra in Afghanistan dopo 17 anni e centinaia di migliaia di morti, e aggiunto la missione Niger a guida Macron. Varato un decreto Trasparenza che aumenta i segreti di Stato. Renzizzato militarmente la Rai, che è riuscita a cacciare persino la Gabanelli. E altri capolavori.

Ma che volevano di più dalla vita i nostri elettori? Ma che gli salta in mente di votare 5Stelle o di chiederci di appoggiare Di Maio?

Travaglio aveva fatto un elenco dei misfatti di Renzi, ma credo che l’elenco sia molto più lungo.
Perché avremmo dovuto votare Pd?
(ci vogliamo aggiungere la concentrazione dei poteri nella persona di Renzi e della cerchia dei suoi amici più stretti? Quello che è successo con le banche che non solo non sono state punite per le loro truffe ma hanno avuto in regalo 20 miliardi nostri? Il tentativo di distruggere mezza Costituzione e di accentrare i poteri dello Stato nelle mani del solo capo del Governo? Lo scandalo del caso Consip che travolge lo stesso padre di Renzi e il suo più intimo amico Lotti? I due salvataggi con soldi nostri dell’Unità che poi è fallita lo stesso? La protezione a un delinquente condannato come Verdini? I 29 candidati condannati ma ripescati lo stesso? Lo scandalo di mafia capitale in cui il Pd c’è dentro fino al collo? Aver firmato con l’Europa il Patto Tryton con cui l’Italia si impegnava ad accogliere e tenere, lei sola, tutti i migranti del Mediterraneo? Continuare a rifiutare, ormai unica in Europa, il reddito minimo di cittadinanza che ci è’ stato chiesto due volte dall’Europa? Aver cancellato l’articolo 18 e i diritti dei lavoratori? Aver portato l’Italia per crescita all’ultima posto in Europa? Aver aumentato di 120 miliardi il debito pubblico? Aver imposto dopo la sconfitta di Renzi al referendum elettorale un governo Gentiloni con tutti gli stessi ministri di Renzi? Aver aumentato del 23% le spese per le armi ma aver diminuito e tagliato lo stato sociale? Aver ripetuto più volte che lo scopo di Renzi era di abolire del tutto lo stato sociale per una privatizzazione a 360°? Aver curato solo gli interessi delle banche e della multinazionali fregandosene di poveri, disoccupati, anziani e malati? Aver accorciato i tempi delle prescrizioni così che 10.000 processi l’anno vengono bloccati per termine dei tempi? Cercare in ogni modo di eliminare le intercettazioni che sono prova di reati? Aver fatto leggi sul lavoro senza neanche sentire i sindacati? Aver tagliato i fondi per la scuola e la sanità? Aver sparso a caso gli insegnanti per l’Italia? O aver deciso che gli impiegati dello Stato potevano essere trasferiti a 50 km di distanza? Aver lottizzato la RAI e cacciato chiunque non fosse asservito? Aver fatto sparire 28 milioni regalati dalla gente ai terremotati? Essersi totalmente dimenticati dei terremotati? Aver abbandonato la cura del territorio? Aver venduto l’aria e l’acqua alle multinazionali del petrolio e aver abbandonato la terra dei Fuochi e Taranto all’inquinamento che uccide? Avere un partito in cui ogni giorno vengono scoperti ladri e truffatori ma aver fatto delle leggi per cui nessuno di loro fa in carcere? Aver fatto il terzo sistema elettorale incostituzionale che ha creato 98 partiti col solo scopo di fare una grande ammucchiata per non far vincere il M5S? Aver patteggiato con Berlusconi per allearsi con lui dopo il voto? Aver candidato persone impresentabili come De Luca e suo figlio o la Boschi o Verdini o Casini? Essersi talmente inginocchiato davanti all’Europa che l’Ue Padoan nemmeno lo riceve? Aver fatto la buffonata degli 80 euro ritirandolo quando chi lo aveva ricevuto era diventato più povero?).

Qualunque statuto il M5S possa essersi dato, ci sarà sempre qualcuno che vorrebbe fargli delle correzioni.
Ma ogni regola ha la sua funzione e il suo scopo.
Una di queste regole, una delle più importanti, dice: Basta con una casta di politici professionisti, attaccati alla poltrona, che vivono solo per tenersela e che farebbero di tutto pur di restare in carica e che, in una lunga permanenza al potere, hanno imparato come diventare corrotti. La politica non deve essere più una professione. Per questo è stata creata la regola dei due mandati. Così chi farà politica dall’alto la farà in modo altruistico. sapendo che il suo ruolo avrà vita breve, al massimo due legislature, che, se saranno complete, lo vedranno al potere al massimo per 10 anni, poi lascerà il suo posto ad altri, permettendo un ricambio.
Ma avviene che il M5S abbia prodotto dei personaggi molto amati dagli elettori come Di Maio o di Battista e a molti piange il cuore pensare che un certo giorno dovranno andarsene a fare altri lavori essendo sostituiti da altri.
Questo sentimento di affetto è umano e comprensibile, ma sarebbe un errore rovinare una regola sana e buona dello statuto del M5S per timore che non ci siano più in Italia persone valide, oneste e simpatiche come loro.
Il M5S non deve essere un partito basato sul culto della personalità, non deve divinizzare nessuno, deve essere un gioco di squadra e deve avere un programma nato dal basso che rappresenta tutti e in cui gli eletti siano non portatori di se stessi ma portatori del gioco di squadra. E in questa squadra il capitano può cambiare senza che si perda lo spirito collettivo.
Sbagliano coloro che vogliono cambiare la regola dei due mandati. Vorrebbero far diventare il M5S uguale a tutti gli altri partiti. Il che vuol dire che del M5S non hanno capito proprio niente..

Massimo Giannini
Se si volesse sintetizzare il senso della conferenza stampa con la quale Renzi ha dato le sue ‘false’ dimissioni dal Pd, si potrebbe dire ‘come perdere perdendosi’. Nelle precedenti occasioni, quando Renzi aveva perso le sue sfide, aveva sempre usato toni alti, responsabili, era accaduto sia nelle primarie con Bersani sia col referendum costituzionale, Stavolta non è stato così. IL FINTO COMMIATO DI RENZI E’ STATO PENOSO. Non c’è stato un momento in questa presunta conferenza stampa il cui il segretario uscente si è assunto fino in fondo le sue responsabilità, riconoscendo tutti gli errori compiuti, prima e dopo il referendum costituzionale, riconoscendo fino in fondo quanti sbagli sono stati commessi nel costruire un partito a sua immagine e somiglianza fino alla formazione di liste elettorali infarcite solo di fedelissimi. Renzi dice invece: io mi dimetto ma resto qui fin quando non nasce il nuovo governo perché sono io l’unico garante che il Pd non si debba prestare a fare da stampella a governi delle forze antisistema, Lega e 5stelle, ieri purtroppo trionfatori di questa tornata elettorale. Così facendo, Renzi tiene in ostaggio un intero Pd e forse un’intera legislatura. Non tocca più a lui decidere quale sia la strategia. Nel momenti in cui annunci che te ne vai, intanto riconosci dove hai sbagliato e poi lasci ad altri la responsabilità, il peso, l’onere e l’onore di gestire la nuova fase. Per Renzi non è così. E questo conferma ancora una volta la visione distorta che ha di questo partito che è diventato davvero soltanto una formazione tagliata a sua misura, un partito personale, non il partito democratico ma il partito di Renzi. Non è così che si ricostruisce la sx italiana ridotta al lumicino. Non è così che si ridà anima, corpo, cuore e prospettiva ad un Pd che se oggi subisce questa Caporetto lo deve solo ed esclusivamente al segretario che ce l’ha portato.
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Cesare Maria Ortis
Tutti pronti a cercare il perché 1/3 degli italiani hanno scelto M5S, nessuno a chiedersi perché non hanno votato loro. Una grande politica…..vedrete il botto se si torna a votare a breve. Ma non accadrà, vedo già gente pronta a incatenarsi alle poltrone]
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Alessandro
A Renzi dell’Italia non frega niente.
Forse Renzi è sceso in campo per tutelare le banche, le multinazionali, le assicurazioni, la casta, le lobby, a danno dei cittadini. E’ legittimo pensare che lo abbia fatto per un suo tornaconto.
Renzi ha distrutto il Pd e ha resuscitato Berlusconi che tiene come suo riferimento privilegiato di relazione ove il cdx andasse al governo.
Renzi ha gabbato il Pd e tutti. A Renzi non frega niente del Pd; forse lo ha usato come uno zerbino per il suo trampolino personale di lancio.
Lui ha ottenuto il suo personale tornaconto formando il suo Partito di Firenze, portando con se tutti i suoi amici che ha piazzato dappertutto : Carrai, Lotti, Manzione, Nardella, Boschi, Bonifazi, Bonafè…
Forse prima o poi sarà sbattuto fuori dal Pd, ma lui se ne frega. Ha ottenuto il suo scopo e il suo potere che lui e i suoi fedeli fiorentini coltiveranno. Ecco, come PdC, per chi ha lavorato Renzi.

Effendi
Massima disistima per chi a concepito un mostro giuridico come il ‘rosatellum’ che impedisce l’esercizio della democrazia, e per chi lo ha vidimato, nonostante i gravi e reiterati precedenti.
Un plauso al sud che nonostante le mafie imperanti ha punito quel sistema (il pd) che lo ha relegato ai margini della vita nazionale.
Condoglianze ai ‘giornalisti’, braccio armato di Renzi e B.: la vostra faccia da funerale in TV non ha prezzo.

Big Grim
Negare che il M5S sta ottenendo un buon risultato significa essere menzogneri.
La percentuale del M5S ha un significato: ossia che, per fare un governo, è necessario passare per forza da loro.
A meno che, ovviamente, non si realizzi il Super-Mega-Ultra Inciucio di proporzioni cosmiche, quello del ”Tutti contro Uno”. Pur di non lasciare che il M5S arrivi al Governo. Ma sarebbe il primo caso al mondo in cui una forza politica che ha ottenuto più del 30% del gradimento, viene mandata all’opposizione. Rappresenterebbe inoltre un grande tradimento della volontà popolare. La cui responsabilità ricadrebbe tutta sulla Kasta. La quale dimostrerebbe, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l’unica cosa che conta non è il pensiero della gente, bensì la brama di potere dei partiti tradizionali. Ed il desiderio dei loro membri di rimanere permanentemente incollati alla poltrona.

Il mio sogno è il sogno degli uomini di buona volontà.
La lotta tra bene e male è epica. E noi siamo epici quando la intraprendiamo. Sui nostri passi si segna la storia di tutti gli uomini di buona volontà. E se siamo qui, se combattiamo ancora, se non si perdiamo d’animo è perché il male non ha vinto. E grazie a noi non vincerà mai.

Com’è più grande e bello avere una passione nel cuore, che sia lo sforzo verso il meglio di tutti, che chiudersi in un vuoto nichilismo, senza fede e senza speranza, un egoismo sterile e arido, dove non si è di aiuto né agli altri né a se stessi.

I MEDIA ITALIANI SONO DI UNA VERGOGNA ASSOLUTA
Viviana Vivarelli
Si è tentata una campagna razzista di demonizzazione del Sud per dare una lettura nefasta dell’alto voto al M5S con insinuazioni razziste vergognose sui meridionali???? E’ una cosa di uno schifo inaudito!! La perversione e la malafede dei media si vede anche da qui: suonare delle grancasse per attrarre l’attenzione della gente su fatti inesistenti o insultanti così da abbassare ancora di più il senso etico e il livello dell’informazione. Che il Paese sia diviso in due è una enorme balla eppure su questa balla in questi giorni si stanno consumando centinaia di pagine di stampa e di ore di talk show. Che a Sud abbiano votato per il M5S perché sono dei fannulloni che vogliono campare senza lavoro è un insulto a milioni di persone. Perché non si dice piuttosto che il Pd in 5 anni ha perso 5 milioni di voti? Che non è mai andato male come con Renzi e che con lui ha raggiunto il suo minimo storico? Che il 59% di quelli che ancora lo hanno votato preferirebbero il M5S? Che il M5S è primo persino in Emilia Romagna? Che i militanti si sono sentiti offesi dalla candidatura di gente come Casini o Boschi? E ancora più offesi dal ripescaggio di impresentabili come de Luca figlio o Verdini? Che il Pd ci ha messi all’ultimo posto in Europa? Che dal 2017 persino la Grecia ha il reddito minino di cittadinanza e siamo rimasti noi l’unico Paese a non averlo e l’Ue ha fatto una riunione apposta per chiederlo a tutti e dunque apposta solo per l’Italia? E quale verginità i media hanno ancora la faccia di pretendere quando la cosiddetta informazione è tutta omologata e scesa a livelli bassissimi???

Gira la balla che Il fatto Quotidiano sia organico al M5S ma è e resta una balla messa su da chi vorrebbe una informazione a senso unico al 100% del tipo della Pravda o di Erdogan.
Ora Il Fatto Quotidiano ha alcuni giornalisti che non ci sopportano proprio come Padellaro, Pillizzetti o Colombo. Si salva solo con Travaglio, che ha pure dichiarato di averci votato ma che continua a credersi migliore di noi per cui insiste a darci i suoi insistenti consigli, peccato che, se avessimo seguito i suoi consigli, saremmo spariti da tempo, senza contare che le posizioni sull’Europa de IFQ o sono inesistenti o sono a favore di un totale neoliberismo, contro quello che dovrebbe essere uno sguardo di verità e di informazione.
Nei media italiani purtroppo non si salva nessuno per il semplice motivo che, o sono aggiogati dai partiti o non riescono a superare la mentalità partitica degli scambi, dei patti, delle poltrone, dei voltagabbana, senza capire che è proprio su questi elementi di corruzione che si fonda la crisi partitica italiana, che il M5S è l’unico che ne esce per un intento di trasparenza e di onestà e che, se noi diventassimo come gli altri su questi punti, non ci voterebbe più nessuno.
Ma qui nemmeno IFQ ci arriva.
Ormai lo abbiamo capito che ci sono dei punti su cui i media italiani, specchio di pochissimi partiti padronali assoluti, sono totalmente sordi: democrazia diretta, potere di controllo e di decisione al popolo con recall e referendum, onestà e trasparenza, lotta alle caste e al neoliberismo, difesa dei più deboli, disinteresse degli eletti e rotazione a tempi brevi con durata breve delle cariche, pulizia delle liste e lotta alla corruzione, difesa del lavoro e dello stato sociale, investimenti per aumentare il lavoro, rigide regole e divisione tra banche… Di tutti questi punti i media se ne infischiano, non ne parlano mai e il peggio è che nemmeno quelli che si presentano come di sx evitano ormai di parlarne come fossero non i fini che dovrebbero perseguire ma i loro incubi peggiori.
Questi, media e partiti, non solo hanno dimenticato le ideologie storiche da cui sono nati e le classi di riferimenti a cui chiedono il voto, non solo hanno solo tagliato qualunque legame coi loro elettori che non sia la mancetta o il voto di scambio o la corruzione, ma hanno sotterrato anche qualunque principio morale e sociale su cui si fonda una democrazia.

La proposta del Reddito Minimo di Cittadinanza è stata presentata al Senato dal M5S nel 2013 (legge 1148 del 2013), con la chiara indicazione delle sue modalità, delle sue condizioni, dei suoi scopi e delle sue risorse.
Le fonti finanziarie di questa legge sono state controllate dalla Corte dei Conti che ha dato il suo benestare, accettandole come buone.
La proposta di legge è pubblica, è su google, può essere letta e conosciuta da tutti.
Malgrado questa chiara evidenza e malgrado tutto sia chiaro e semplice da trovare, sono 5 anni che i giornalisti e i media continuano a chiedere cosa sia questo Reddito Minimo di Cittadinanza, continuano a chiedere dove troveremmo i soldi per pagarlo, continuano a insistere nel che il M5S non ha un programma e non si capisce cosa voglia realizzare, continuano a confondere il reddito Minimo di Cittadinanza col reddito universale, continuano a dire che il Reddito Minimo di Cittadinanza non esiste in nessuna parte del mondo, mentre ce l’hanno tutti i Paesi europei e dal 2017 anche la Grecia e l’Ue ha appena fatto una nuova direttiva affinché lo mettiamo anche noi.
Ora io mi chiedo se questa gente che manipola e inganna il popolo italiano ha la minima idea del fastidio che provoca e della figura di merda che fa, nel comparire ogni volta falsa, menzognera o ignorante come un gregge di capre.

Daniele Masini
Lasciamo perdere le coperture indicate dal movimento, se il reddito di cittadinanza viene approvato ha senso che ci sia ancora il reddito di inclusione? Ecco i primi 2 miliardi. Poi, ha senso che ci sia ancora la NASPI? Ecco altri 14 miliardi. Poi, ha senso che ci sia ancora la Cassa Integrazione? Ecco altri 4,6 miliardi. Chiedo scusa ai sindacati per aver proposto l’abolizione della cassa integrazione, lo so che ormai è diventata l’unica vostra forza visto che la cassa integrazione va autorizzata da un sindacato.
Dunque siamo già a 20,6 miliardi, io addirittura abolirei il bonus Renzi visto che la stragrande maggioranza delle volte va ai datori di lavoro che non lo danno ai dipendenti e lo compensano in f24, ma se propongo l’abolizione del bonus Renzi incorro nelle ire dei fortunati che hanno datori di lavoro onesti che lo erogano.
Ah dimenticavo, il bonus Renzi costa 10 miliardi di euro, è stato annunciato a marzo 2014 e attuato a maggio 2014, incredibile solo due mesi per spendere 10 miliardi l’anno.
Bene, adesso vi siete resi conto che è tutta volontà politica?
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UNA MATITA VI SEPPELLIRA’
Josef.k
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Contestare Silvio in topless è come cercare di affogare Dracula nel sangue 😦

E’ con viva e vibrante soddisfazione che annuncio che Grasso e Boldrini…

Comunque non per vantarmi, ma anche a me nel seggio hanno gridato “Scaduto!!” Ma era il documento d’identità.
SfigaCatrame
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Avverto che questa è una photo-fake
Si fa per ridere
Salvini, Salvini, non ce l’avevi raccontata tutta!!

Diego Pretini IFQ
Non è solo un voto ma uno stravolgimento epocale: il sistema politico tradizionale vede modificati i suoi connotati. Il voto del 4 marzo è un crinale della storia, mette tutto sottosopra, ribalta una volta per tutte il tavolo. Non ci sono maggioranze in Parlamento, ma – in attesa delle cifre esatte alla fine dello spoglio – ci sono vincitori e vinti.
I vincitori sono i partiti considerati “anti-sistema”. Innanzitutto il M5S che secondo tutte le proiezioni sfiora il 33 %, una cifra da partito popolare di massa, come sono state Dc e Pci nella Prima Repubblica e come ambivano ad essere nella Seconda il Pdl e il Pd ma lo sono stati per molto poco. E’, molto più di 5 anni fa, un voto che chiede “cambiamento”. Un segnale che arriva soprattutto dalle zone più in sofferenza, come il Sud, dove i 5stelle superano diffusamente il 40 %. In alcuni collegi della Campania ci sono punte addirittura del 50 % e soprattutto il M5s ha davanti a sé la capacità di conquistare tutti i collegi uninominali del Meridione dove per i Cinquestelle è un oceano di voti: 47,3 % contro il 30 del cdx.
E’ poi il decollo definitivo della Lega, che prende il 17 e si siede al posto di capotavola della coalizione, staccando di 3 punti Fi, ferma un po’ sopra al 14. Salvini diventa il capo del cdx. Il Carroccio non solo doppia i berlusconiani in quasi tutto il Nord con percentuali tra il 25 e il 30 nel Triveneto e in Lombardia, ma è il vettore della coalizione in tutta l’Emilia e in Toscana. Non esistono più le Regioni rosse perché tra Emilia, Toscana, Umbria e Marche il risultato è – nel migliore dei casi – a macchia di leopardo, con il rosso che resiste solo in alcune città. demolite le larghe intese, inutile l’inciucio Renzi/B, cancellati i governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni).
Il primo sconfitto è Renzi che fa precipitare il Pd sotto il 20 %. E’ un disastro che riporta indietro il calendario di almeno vent’anni, ai tempi dei Ds. E’ un tracollo senza precedenti che dovrebbe portare Renzi alle dimissioni. Persino il suo vice, Martina, ha detto che è una sconfitta chiara e evidente. Il Pd non sarà il primo gruppo parlamentare e nemmeno il secondo: sarà il quarto. Il secondo sconfitto è Berlusconi: la sua presenza sulla scena politica rischia di essere archiviata con un lento spegnimento. Il 3° sconfitto è Liberi e Uguali. La sorte del grande progetto di sx sembra già segnata.
Regna il caos. Il cdx è in vantaggio come coalizione e quindi potrebbe ricevere per primo la chiamata di Mattarella. Di sicuro non sarà Tajani. Dall’altra parte c’è la prima forza politica del Paese che stacca la seconda di 15 punti. Il M5s sarà “il perno fondamentale del Parlamento” come dice Roberto Fico fino a ipotizzare che Luigi Di Maio possa diventare il primo Presidente incaricato. Ma i 5stelle non vanno oltre i 236 deputati: ne mancano parecchi per arrivare a 316. Forse la costruzione di una maggioranza durerà parecchio mesi.
L’altro tema è la quasi scomparsa della sx: il tracollo del Pd, il risultato asfittico di Liberi e Uguali, la fine del sogno di PiùEuropa, il partito di Emma Bonino, infine le listarelle alleate del Pd – Insieme di Verdi e Socialisti e Civica Popolare di Beatrice Lorenzin – che restano addirittura sepolte sotto all’1 per %.L’ala sx del Parlamento è ridotta a un lumicino.

In tutti i Paesi civili del mondo qualunque partito prenda anche solo un voto più del secondo partito governa. Solo in Italia sono riusciti a fare un sistema elettorale così criminale che il partito che supera il secondo del 10% non ha diritto a governare. Ma vi rendete conto quanto sono perversi e delinquenziali Pd e Fi che sono riusciti a votare con protervia questo Rosatellum oltre al fatto che per la terza volta hanno imposto al Paese un sistema elettorale incostituzionale!!
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UNO STATO DI MALAFFARE
CONDANNATI E CANDIDATI

Benedetto
Ora basta però sostenere che i 5* sono un movimento di protesta! Siamo un movimento con una ben precisa connotazione politica, con un programma, con una leadership. Quindi Mattarella deve tenerne conto, altrimenti significa che vuole ignorare la volontà del 32% degli italiani. Abbiamo quasi doppiato, senz’altro stracciato il secondo arrivato, a pochi punti dalla prima coalizione, combattendo uno contro 4, e non posso credere che il capo dello stato possa ignorare questo successo. Da soli il 32% ! E… Bombetta: chi ha introdotto in politica il verbo “asfaltare” ? :-DDDDDD Com’era la storia ? Chi andava per suonare e fu suonato ? :-))) Sono curioso di sentire cosa s’inventeranno ora Fottolo e la sua banda per giustificare questa bastonata senza appello !!!

Nicola Morra: La faccia di Rosato era stupenda: grazie alla sua legge elettorale Renzi è riuscito a distruggere il PD.
Grazie Rosato!

Persino quello delle Iene che è contro di noi ha dichiarato:
“Nessun attacco alla Raggi ha funzionato. Non è andata così.
Nessuna diffamazione del M5S come partito fascista e populista ha funzionato. Non è andato così.
Nessuna esagerazione sui bonifici è servita a qualcosa. Non è andata così.
Nessun attacco a Grillo ha dato risultati. Non è andata così.
Il M5S è e resta il partito più organizzato che al momento c’è in Italia.

Fedeli: “Pensavo che andava più meglio.”

Paolo Becchi
Due grandi sconfitti: Berlusconi e Renzi. Due grandi vincitori: Di Maio e Salvini. Comunque vada a finire si tratta di uno schiaffo alla UE.

Big Grim
Negare che il M5S sta ottenendo un buon risultato significa essere menzogneri.
La percentuale del M5S ha un significato: ossia che, per fare un governo, è necessario passare per forza da loro.
A meno che, ovviamente, non si realizzi il Super-Mega-Ultra Inciucio di proporzioni cosmiche, quello del ”Tutti contro Uno”. Pur di non lasciare che il M5S arrivi al Governo. Ma sarebbe il primo caso al mondo in cui una forza politica che ha ottenuto più del 30% del gradimento, viene mandata all’opposizione. Rappresenterebbe inoltre un grande tradimento della volontà popolare. La cui responsabilità ricadrebbe tutta sulla Kasta. La quale dimostrerebbe, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l’unica cosa che conta non è il pensiero della gente, bensì la brama di potere dei partiti tradizionali. Ed il desiderio dei loro membri di rimanere permanentemente incollati alla poltrona.
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D’Alema ultimo a casa sua: stravince Barbara Lezzi del M5s
I renziani perdono le sfide nei collegi: sconfitti Franceschini, Orfini, Serracchiani, Minniti, Bellanova

Non ce ne libereremo mai
Non ce ne libereremo mai
E’ proprio vero che il Rosatellum è la scialuppa di salvataggio di quelli che la furia popolare avrebbe buttato nel cesso

Mario
Zucconi nuota nella bile stamane ! Lo spread non sìè nemmeno mosso-

IL COLTO E L’INCLITA
Zarja
Dopo attenta ed approfondita riflessione ed analisi dei dati possiamo, con viva e vibrante soddisfazione, affermare che il bomba fiorentino sia in grossa difficoltà a rendere funzionale le sinapsi per capire l’accaduto.
Ciò a causa della spirocheta pallida che si spinge fino al sistema cavernoso, secernendo degli aminobasici patogenati che agiscono sui glicosfingolipidi e generano delle interazioni elettromagnetofoniche quantisticamente volte al disaccoppiamento nevrotico attraverso la nucleosintesi bilaterale di sx, per cui l’ideazione si rappresenta in modo confuso.
Ma se la cosa la si osserva, dal punto di vista della sinapsi neuro-enterica, e la si descrive, in maniera sinaptica ed esa-cromatica assidua di portedinone, tutto si chiarisce da solo!
L’ha preso in C. . . . .
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Il SuperVaffa
Marco Travaglio– 5 Mar 2018
E meno male che Grillo aveva chiuso l’èra del Vaffa. Ieri gli italiani, eroicamente in fila al freddo, anche per ore, nel tentativo di votare con la legge elettorale più demenziale del mondo, hanno urlato un gigantesco, supersonico Vaffa all’Ancien Régime che per mesi aveva tentato di convincerli a restarsene a casa, tanto non sarebbe cambiato nulla e ci saremmo ritrovati il solito governo Gentiloni. Invece a votare gli elettori ci sono andati eccome, a dispetto di tutto e di tutti, come già al referendum costituzionale. Hanno ignorato la propaganda terroristica dei “mercati”, che ancora una volta volevano insegnarci come si vota e soprattutto per chi (i soliti). Hanno smascherato i doppiopesismi di chi per tre mesi è andato a cercare le pagliuzze nell’occhio dei “populisti” e intanto copriva le vergogne degli altri al punto da riabilitare un vecchio arnese come Berlusconi. E hanno affondato, si spera definitivamente, questo sistema marcio dalle fondamenta. Ma al contempo hanno preso in mano la bandiera della Costituzione, della democrazia e della sovranità popolare, da tempo ammainata da un establishment geneticamente golpista. E hanno scompaginato i giochetti che il sistema, con i suoi mandanti internazionali e i suoi media a rimorchio, credeva di aver già concluso nelle sue segrete stanze, all’insaputa degli elettori.
I numeri sono ancora scritti sull’acqua: non solo le percentuali, ancora affidate (mentre scriviamo) a proiezioni molto parziali; ma anche e soprattutto la loro traduzione in seggi. Ma la tendenza che pare emergere è chiara: il Vaffa si esprime nel boom dei 5Stelle un po’ in tutta Italia (ma soprattutto nel Centro-Sud) e nell’ascesa della Lega che sorpassa ampiamente il bollito sicuro Berlusconi (soprattutto al Nord). Ma il vero cadavere politico uscito dalle urne (funerarie) è quello di Renzi che, nel breve volgere di quattro anni scarsi, è riuscito a trascinare il csx dal suo massimo storico (il 40,8% delle Europee del 2014) a un minimo molto prossimo all’irrilevanza. Al posto suo, qualunque leader di qualsiasi Paese del mondo si dimetterebbe all’istante per ritirarsi a vita privata – come peraltro s’era già impegnato a fare dopo la penultima débâcle, quella del 4 dicembre 2016 – e dissequestrare il suo partito, tenuto finora in ostaggio da una cricca di poltronisti metà incapaci e metà impresentabili.
Stavolta però il Vaffa, diversamente dal 2013, non è più un voto di protesta. È un voto costruttivo, di governo.
Chi vota Di Maio (e la sua squadra di professori e tecnici in doppiopetto, che ha regalato al Movimento un clamoroso recupero sul filo di lana) sceglie un programma certamente esagerato, rispetto ai vincoli dei bilanci pubblici e dunque delle cose possibili; ma di forte rottura rispetto ai quattro governi senza maggioranza che ci hanno ammorbato dal 2011 a oggi, facendo pagare i costi della crisi a chi non ha nulla o ha poco, per salvare i pochi che hanno molto. E lo stesso messaggio, appesantito e intorbidato dalle paure che le guerre tra poveri trasformano in xenofobia, arriva dal Vaffa che premia Salvini e la Meloni. Cioè quella dx “protettiva” e antiliberista che Bersani, inascoltato, chiamava “la mucca nel corridoio”, ma non è poi riuscito a contrastare né dentro il Pd né fuori, con la sx mai nata di Liberi e Uguali (troppo Uguali al passato, grazie anche alla plateale inefficacia mediatica di Piero Grasso). Nessuno pensa che i 5Stelle (o la Lega) abbiano in tasca ricette miracolose: chi li vota lo fa per dire basta a chi c’era prima e aprire la strada a qualcosa di radicalmente nuovo. La voglia di cambiare, a lungo repressa sotto il coperchio della pentola a pressione, esplode tutta insieme. E travolge il regime miope e arrogante che pensava di esorcizzare i rappresentanti delle enormi periferie sociali in rivolta, continuando a ignorarli con i loro milioni di elettori, a mostrificarli come baluba incolti e pericolosi, ad additarli come causa di tutti i mali, a escogitare ammucchiate sempre più improbabili per tenerli fuori dal governo, nella speranza che si estinguessero da soli.
Se questi dati ancora provvisori fossero confermati, potremmo già salutare alcune patacche che hanno infestato la campagna elettorale: la pompatissima rimonta di B. era un bluff (che l’ex Caimano fosse bollito non lo diceva nessuno, ma lo vedevano tutti); il ritorno del governo Gentiloni, visti i numeretti del suo partito, sarebbe possibile solo con i carri armati, o col tris di Napolitano al Quirinale; le larghe intese Pd&FI con centrini e bonini vari non arrivano al 50% dei seggi nemmeno se comprano qualche leghista e qualche fuoruscito pentastellato; l’invincibile armata di cdx e il suo conducator atterrato da Bruxelles a Fiuggi Antonio Tajani è ben lontana dall’obiettivo del 40%; la finta sx di Emma Bonino, che un tempo si faceva eleggere con il partito di Dell’Utri e faceva gruppo in Europa con Jean Marie Le Pen, era una bolla mediatica.
Il quadro che sembra emergere è piuttosto chiaro. I 5Stelle sono oggi quello che fu la Dc nella Prima Repubblica, poi Forza Italia nei primi anni 2000 e infine il Pd nell’ultimo quinquennio: il partito-capotavola che dà le carte. Hanno, da soli, la somma dei voti del Pd e di FI. Quindi nessuna maggioranza di governo è possibile senza di loro. E questo li carica di una responsabilità forse eccessiva per le gracilissime gambe di quello che ancora appare un gigante dai piedi di argilla. Si spera che, smaltita la sbornia da festeggiamenti, si calino subito nella nuova parte che gli elettori hanno loro affidato. Cioè che evitino di crogiolarsi nel mare di voti che hanno preso. Rinuncino alla tentazione di pretendere da Mattarella l’incarico per fare un improbabile governo “con chi ci sta”, cioè al buio. E comincino a lavorare per rendere possibile un governo alla luce del sole con chi sentono più vicino alle loro sensibilità e a quelle dei loro elettori, ma soprattutto ai bisogni dell’Italia.
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Luca Telese
Da tre mesi a 24mattino spiegavamo perché il Rosatellum era suicida per il Pd. Adesso c’è la prova scientifica. 🙂

ESIBIZIONE ANCHE DURANTE IL VOTO DI RENZI

Questa è una fake photo, me lo dico da sola e lo ripeto: “E’ una fake photo! ”

Domenica 4 Marzo 2018, 46 milioni d’italiani al voto e un unico grido li accomuna: “Ma dove cazzo ho messo la tessera elettorale??”
SfigaCatrame
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Bonino: “Aumentare l’Iva, reintrodurre la tassa sulla prima casa per tutti, cancellare le detrazioni. Siamo come una famiglia che deve pagare i debiti”. Emma, quante volte ti abbiamo detto di non accettare caramelle dagli sconosciuti e pastigliette da Soros? 24mattino

IL VOTO NULLO DI BERSANI
METTE LA SCHEDA NELL’URNA SENZA FAR STACCARE IL TAGLIANDO

E ANCHE LUI E’ SCADUTO!!!
e sarebbero questi i ‘capaci’?

TRAVAGLIO:
“Hanno la faccia come il curriculum”

Domande – Ma perché davanti a Mentana Di Battista stava su un trespolo e Berlusconi su un trono?
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Scrive Alessandro Gilioli : …resta il fatto che il M5S in Italia ha assorbito forme di protesta multiple e anche diversissime tra loro, sia di dx sia di sx sia di niente. È insomma diventato il grande contenitore di ogni forma di alterità e contrapposizione a quelli che hanno governato l’Italia negli ultimi 25 anni, alternativamente o insieme. ..il M5S porta a casa i voti di protesta dalle motivazioni e dalle origini più disparate, dalla sx alla dx, passando per il vaffa generalizzato e senza colore. .. i 17 presentati ieri sono signori pacati e moderati, docenti e professionisti che – con poche eccezioni – non hanno mai messo piede a un Vaffa day e hanno probabilmente votato partiti diversi dal M5S, all’ultimo giro…Per l’economia il M5S propone una terna di keynesiani: Roventini, Tridico e Fioramonti. .. finalmente qualcuno propone una squadra economica marcatamente keynesiana, almeno come scuola di pensiero e propositi., una squadra decisamente di sx. Non ho capito bene quando noi della sx abbiamo abdicato, su questa cosa, e soprattutto perché. Mi viene il dubbio che questa abdicazione abbia qualcosa a che fare con il robusto sversamento di tanti voti popolari verso quel grande contenitore che è oggi il M5S.”


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http://masadaweb.org

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