Nuovo Masada

marzo 3, 2018

MASADA n° 1910 3-3-2018 AL VOTO ! AL VOTO!

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MASADA n° 1910 3-3-2018 AL VOTO ! AL VOTO!
Blog di Viviana Vivarelli

Moseneva
Domani si vota.
“Ricorda, Dio ti vede. E si sta sganasciando.”
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Monti: ‘La democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore’
(Junker è della stessa opinione)
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“Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?”
Sognatore a 5stelle
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Ormai le ideologie sono defunte. Quando Renzi dichiara che dopo il voto è disposto a fare una grande coalizione dove ci mette dentro tutti fuorché i 5stelle, non ci sono più ideologie, siamo in un Medioevo post ideologico, dove conta soltanto la forza bruta del potere. Sono finite le ideologie novecentesche in cui i partiti rappresentavano le classi. Oggi ci sono solo due classi: quella che intende comandare con bandiere diverse e accozzaglie assolute in nome di un neoliberismo spietato e assassino, e coloro che si oppongono a questa visione disumana e distorta che tende a distruggere i diritti umani, sociali e del lavoro, atterrare le democrazie, annientare le nazioni e livellare tutti sotto il potere di pochi magnati e speculatori.
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Berlusconi: “Io non mi pongo limiti”. E’ il codice penale che rompe il cazzo”.
antonio carano

CITAZIONI SUL VOTO
Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga.
Nicolás Gómez Dávila

L’unico che è riuscito veramente a cambiare le cose dopo esser stato in una cabina è Superman.
Ziagenio78

Vota oggi, te ne pentirai domani.
(Poster elettorale affisso in Gran Bretagna)
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C’è un’azione peggiore che quella di togliere il diritto di voto al cittadino, e consiste nel togliergli la voglia di votare
Robert Sabatier
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Ogni cinque anni gli elettori fanno la loro croce; e dopo la devono portare.
Birgit Berg-Khoshnavaz
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Se il voto potesse veramente modificare le cose, lo renderebbero illegale.
(Sul muro di un’università)
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Avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un DELINQUENTE.
David Foster Wallace

BERLUSCONI

Prima a bersaglio mobile, dopo due minuti a porta a porta, ora ho il terrore pure di andare su youporn e trovare Berlusconi in un video amatoriale italiano.
sempreciro
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Berlusconi, urlando: “Ma se non si conosce la storia vecchia, come si fa a decidere del futuro???”. Ma è sicuro che gli convenga che noi la si sappia?
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Notturno concertante
I sondaggi vanno così male che molti temono che il PD possa arrivare dietro al partito degli Orafi Aretini.
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Arsenale K
Berlusconi: “In questi giorni ho visto cose disgustose in politica: gente che saltava di qua e di là cambiando casacca”. Quando c’era lui almeno li pagava bene.
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Starburst
Tra tutti i meriti attribuibili a Renzi, il più grande è sicuramente quello di aver fatto entrare Casini in una Casa del Popolo.
(e di aver fatto uscire tutti gli altri)
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Viviana
Da quando hanno saputo che Di Maio hanno messo una criminologa al ministero dell’Interno sono andati nel panico peggio della Consip quando Lotti gli ha detto che erano pieni di cimici.
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BELLISSIMO !!!!
Da tenere nella memoria del cuore

Comagirl00
Berlusconi: “Ho inventato l’alta velocità”. Cosa che gli ha permesso di arrivare direttamente dal ’94.
(O stava parlando della pompetta?)
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Paolo Akita
Le balle sparate in questa campagna sono talmente assordanti, che ci vorrebbe un mese di silenzio elettorale, prima di andare a votare.
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RICRESCITA FELICE

MARCO TRAVAGLIO
B comunica, nell’ordine:

“Nel 2002 riuscii a far entrare la Federazione russa nella Nato”

“Il Pil sommerso è di 800 mila euro”; “ho portato le pensioni di 1,8 milioni di italiani a mille lire al mese”

“Ho aumentato le pensioni minime a un milione di euro al mese”

“Ci saranno detrazioni dei carichi fiscali familiari perché è giusto che le famiglie con figli paghino più tasse di un single”

“L’anno scorso sono sbarcati 119 milioni di migranti”

“Con noi gli italiani in povertà assoluta erano 3.415, con questo governo 4 milioni 598 mila”

“Col nostro governo i poveri riceveranno dallo Stato un reddito di dignità di 12-13 mila euro al mese”

Le cancellerie europee, la grande stampa internazionale e italiana esaltano il suo ottimo stato di forma, la sua moderazione, la sua competenza e soprattutto la sua affidabilità.
(L’ultima è stata: “La Tav l’ho inventata io!”)
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Ora la scelta è: non votarlo perché è il più grande delinquente d’Italia, un mafioso e un piduista, o non votarlo perché non ci sta proprio più col cervello?

FAKE FACES
Viviana Vivarelli
Pietro Grasso di LEU (Liberi e uguali) si dichiara pronto ad allearsi indifferentemente con Renzi e con Berlusconi per un Governo di scopo’!!
Ma scopo di cosa? E hanno pure la faccia di dire che loro sono “la vera sinistra”???
Sentite cosa scriveva qualche giorno fa Peppino Caldarola: “Addio Prodi, io ho scelto di votare Liberi e uguali, un partito in formazione che dopo il voto dovrà essere superato costruendo una forza che con più coraggio si dichiari socialista. Non c’è odio verso Renzi, c’è solo una disistima totale di fronte a chi vuole strappare dal terreno le radici della sinistra. Non è un nemico. È banalmente un estraneo. Uno che ha distrutto il centro-sinistra, con buona pace di Prodi. Discorso chiuso. Renzi è estraneo a questa area della sinistra.”
Caldarola è stato per due volte direttore dell’Unità, già vice-direttore di Rinascita, fondatore di Italiaradio, parlamentare per otto anni nei DS-Ulivo,e, da parlamentare, è stato membro del Comitato di controllo dei servizi segreti. E’ stato anche editorialista del “Riformista” … Dunque Leu sarebbe “la vera sinistra”?? E però Grasso apre indifferentemente a Berlusconi o a Renzi!!!??? Ma ce l’hanno la faccia questi politici?? Si sentono quando parlano? E non hanno vergogna per quello di dichiararsi di fronte agli Italiani “Puri socialisti” ??? Ma fatemi il piacere!!!! E poi vogliono penalizzare le fake news? E le fake faces non le penalizza mai nessuno?

Se scorrete i blog de Il Fatto Quotidiano o anche i post di molti su Facebook, potete vedere battute demenziali sul nuovo Ministro dello Sport del M5S, ma sarebbe meglio ricordare chi è il Ministro dello Sport attuale.
Attualmente il Ministro dello sport è Luca Lotti, considerato l’avatar di Renzi, tale da superare per potere Delrio e Carrai. Vorrei ricordare che l’unico talento per cui Luca Lotti ha avuto una carriera lampo salendo di colpo dalla posizione di consigliere comunale del paesino di Montelupo fiorentino (14.000 abitanti) alla prestigiosa carica di Ministro dello sport e nel 2014 di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria, posizioni tali per cui ha deciso lui chi mettere in Rai o a capo delle Partecipate, è l’amicizia con Renzi, che conosce a 23 anni, e la sua totale fedeltà, quella per cui ha intralciato l’indagine Consip sulle tangenti del più grande appalto d’Europa, avvertendo i responsabili, per cui è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio (pena: carcere da 6 mesi a 3 anni) in un’inchiesta su appalti Consip condotta dai pm di Napoli in cui è indagato anche il padre di Renzi.
Lotti è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio per aver avvertito Consip che i carabinieri, su mandato della procura di Napoli, avevano messo delle cimici negli uffici, ma non ci pensa nemmeno a dimettersi anche se per molto meno si è dimesso Maurizio Lupi, ma Lotti è convinto che l’inchiesta di fermerà e sarà tutto insabbiato, per quanto contro di lui ci siano le testimonianze del consigliere di Palazzo Chigi Filippo Vannoni, e dell’ amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni.
Ma i media sono troppo occupati con la Raggi per farlo notare.
Competenze sullo sport di Lotti: ha allenato una squadra di ragazzini.
Dagospia riporta la domanda del pm all’imprenditore Bacci: «Non è che la famiglia del ministro Luca Lotti ha incassato i 450.000 euro della fideiussione d’ accordo con lei e poi ve li siete spartiti?»

Malgrado il suo curriculum nero, e il suo voltagabbanismo tra Fi e Pd, Alfano è attualmente ancora Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e al momento è in missione a Doha, in Qatar. A dicembre disse che non si candidava né come parlamentare né come Ministro, e il suo partito, Alternativa Popolare (nata dal Nuovo Centro destra), si è spaccato in due liste, una che corre con il centrodestra e una con il centrosinistra, e già questo dice della serietà di questa gente. D’altra parte la sua lista in Sicilia era sotto il 2% e Alfano non lo voleva nessuno perché la sua figura era scomoda per tutte le coalizioni. Alternativa popolare era nata il 17 marzo 2017. Pur avendo pochissimi elettori, ha avuto 26 deputati, 23 senatori e 1 europarlamentare. Felicità!
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C’è poco da stare sereni, se Renzi, con Berlusconi o con tutti assieme appassionatamente, tornerà al potere, ha già detto (e lo disse già alla prima Leopolda) che farà una privatizzazione dei servizi pubblici a 360°, il che vuol dire che non solo azzererà i contributi dello Stato a scuola, sanità e trasporti e farà gradatamente sparire lo stato sociale, ma che taglierà tutte quelle spese che la Casta considera fardelli inutili come, appunto, le pensioni di reversibilità alle vedove di cittadini comuni, pur mantenendo e rafforzando invece tutti i privilegi dei potenti, come i vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali, cumulabili fino a tre, che si aggiungono alla pensione e sono ereditabili da coniugi, figli e fratelli. Insomma ci sono solo due divisioni oggi in Italia e non sono certo tra destra, centro e sinistra, ma tra NOI e LORO, chi ha il potere e chi non ce l’ha.
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I pessimi governanti sono eletti dai bravi cittadini che non votano.
George Jean Nathan
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Carmine Tomeo.
Quanta ipocrisia in chi oggi si indigna per il braccialetto elettronico di Amazon, ma che votando il Jobs Act ha permesso a qualunque azienda il controllo a distanza e la possibilità di entrare in tablet, pc, smartphone per verificare produttività e fedeltà dei lavoratori.
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Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Georges Clemenceau
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Ivo Serenthà
Non c’è mai stato dalla comparsa dell’homo sapiens una opportunità di conoscenza e libertà d’esprimere le proprie idee come tramite il web.
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Renato Bonivento: “I social altro non sono che le piazze antiche, le polis, dove si discute di tutto e quindi si fa politica. L’unica differenza è che nei social non ci sono le camionette dalle quali scendono i celerini in assetto anti sommossa per menare a dx e sx senza pietà, come invece spesso accade nelle piazze e questo è ciò che in cuor suo Soros vorrebbe fosse realizzato. giusto per tacitare gli ultimi sussulti di ribellione anti global….”

Non dite a mia madre che sono un candidato nelle liste PD. Lei ancora crede che mi prostituisca in un bordello ad Hong Kong”.
LVIX1

Pensavo che “attaccato alla canna del gas” fosse il claim del PD, invece è della Volkswagen.
GiuseppeGDB
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Boschi: “Imparerò il tedesco”. Die Kazze auf dem Tavolen.
nicmax25
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Presentato il Programma PD. Consiste in 100 punti. Ognuno può scriverci sopra quello che gli pare.
LoMassi
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Boschi: “Amo Bolzano. Ci vado in vacanza. Imparerò il tedesco”. Ma sì, tanto è facile. E’ tipo il siciliano che imparerai per essere eletta a Taormina.
LVIX1
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Scandalo Volkswagen: cavie animali e umane per testare i gas di scarico. Ad esperimento terminato stanno comunque tutti meglio dei greci usati per i test dalla BCE.
LVIX1

Difesa, la spesa italiana crescerà anche nel 2018: alle armi 25 miliardi, il 4% in più rispetto al 2017, pari all’1,4% del PIL. – Sua Maestà, il popolo ha fame. – Dategli un F-35
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Bufera sul candidato grillino con casa in affitto a 7,7 euro al mese. L’ha trovata con Tecnocasta.
chiagia

A Tagadà la7 stanno spiegando come votare e come funzionano le schede elettorali usando come candidati Nonna Papera e Topo Gigio. Mi sembrano molto più credibili di quelli veri.
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Il cinema porno italiano ha prodotto grandi classici come “Cicciolina e Moana ai Mondiali”, “Biancaneve sotto i nani” e “Casini si candida a Bologna con il csx”.
GiuseppeGDB
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Boschi: “Amo Bolzano. Ci vado in vacanza”. Speriamo non ci abbia anche sciato un paio di volte altrimenti chiede di entrare nella nazionale azzurra.
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Quindi Orlando uscirà dal PD, poi lo seguirà Cuperlo, poi via via tutti gli altri. Quando Matteo e Maria Elena resteranno soli arriverà il servizio in Camera.
chiagia
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Arsenale K
Salvini si presenta a Di Martedi: “Mi dispiace non essere in studio: la prossima volta ci sarò da Presidente del Consiglio”. Un altro??? E’ già il quarto Presidente del Consiglio che si autoproclama oggi.
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Interpol : 50 fighters Isis giunti in Italia su barconi. Se si danno una mossa a trovarli e a dargli la cittadinanza fanno ancora in tempo a votare PD
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Una ricerca dell’Università di Padova rivela che il pene degli italiani starebbe diventando sempre più piccolo. In modo inversamente proporzionale ai coglioni.
antoniocarano
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Salvini: “Noi offriamo una vera idea di futuro”.
Le corna sull’elmetto avranno il Bluetooth.
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Maria Elena Boschi: ”Imparerò il tedesco”.Già sa dire Deutsche Bank.
DaniloOrlando

Guccini intervistato a propagandaLive: “Alcune volte mi viene ancora voglia di bestemmiare”. Se Diego gli avesse detto di Casini candidato a Bologna lo avremmo sentito anche in diretta.
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Renzi: “Se il PD perde le elezioni, resterò in politica e segretario del partito”. Partito? Quale partito?
LVIX1
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Natalini Amedeo: Più che partito, ve lo siete spartito ed è sparito.
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Natalini Amedeo : Da informazioni sicure sembra che il presidente del consiglio lo faranno a turni di 3 ore cadauno, Berlusca dalle ore 9.00 alle 12.00 Salvini dalle 12.00 alle 15.00,meloni dalle 15.00 alle 18.00, dal lunedì al venerdì , il sabato tutti e 3 saranno presidenti dalle 8.00 alle 12.00,domenica chiuso intera giornata

Il ministro Minniti ha dichiarato: “C’è il rischio concreto che le mafie possano condizionare il voto in Italia”.
Ora non resta che scoprire anche il fuoco e la ruota e il più è fatto.
Santas_Official
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Quello che mi piace dei candidati di FN è l’espressione rassicurante.
giulysua

Istat pubblica i nuovi dati sull’occupazione in Italia: unica novità rispetto al mese scorso l’inserimento di Renzi e della Boschi tra i “molto precari” e non più tra gli occupati.
sempreciro
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Volkswagen, Daimler e Bmw: “Usati volontari per prove di respirazione. Quattro ore di esposizione ad aria inquinata da gas di scarico”. Grande invidia tra gli operai Ilva, Eternit e Stoppani.
albyc6
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Renzi: “Chiederemo agli altri partiti se loro le banche le avrebbero salvate o no”. Magari sì, ma per esempio avrebbero cercato i colpevoli dei crack, non gli avrebbero dato dritte sui giochi in Borsa e magari non ci sarebbero andati a pranzo insieme.
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Immagino la Ministra Fedeli al primo comizio nel collegio di Pisa. “Bella questa cosa dell’università. In cosa consiste?”
chiagia

E’ chiaro che Berlusconi ha scelto Tajani che è Presidente del Parlamento europeo per tranquillizzare l’Europa, in attesa del 2019 quando gli scade la Severino e può ricandidarsi in prima persona. Sempre più europeista dunque, fregandosene di Salvini e della Meloni che gli servono solo a far numero.
Scrive Simona Rota: “Quel Tajani che è in politica dagli anni’70 entrato con l’UMI, UNIONE MONARCHICA ITALIANA?!? Pensavo che, per favorire un cambiamento, avrebbe proposto Garibaldi…
Del resto Tajani è Presidente del Parlamento europeo dal 17/01/2017 e la durata del mandato è 2 anni e mezzo. Questa nomina gli viene a fagiolo. B ha detto: “Tajani sarà il mio presidente del consiglio” perché “Tajani sarà il mio burattino” suonava male. Insomma, Tajani sarà il Gentiloni di cdx. E così, se i leghisti prendono un voto in più il cdx sarà no-euro, se B con Tajani prende un voto in più, sarà sì-euro- Una giostra!
Tajani ha detto: “Italia, giovani senza ideali”. Dov’era lui quando hanno votato il Jobs act, l’abolizione dell’articolo 18, le leggi sul precariato, gli 86 miliardi alle banche e gli zero miliardi sul lavoro?
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Boschi: “Mi sarei candidata anche ad Arezzo.” Magari con uno pseudonimo.
chiagia
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Malumori a Bolzano per la candidatura della Boschi: rinviata la presentazione nella lista elettorale. Sta diventando più semplice smaltire delle scorie radioattive che delle etrusche.
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I P.M.: “Nel ’94 Cosa Nostra appoggiò Forza Italia”. Vabbé, ma ora non distraiamoci dai congiuntivi di Di Maio.
antoniocarano

Maestà, il popolo vuole avere dei treni decenti e viaggiare in sicurezza! – Dategli la Torino-Lione.
LVIX1
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Stanno sempre a pignolare che i 5stelle non hanno i 19 miliardi necessari al reddito minimo di cittadinanza. Beh, l’inutile Tav in Valsusa costa esattamente 20 miliardi e 20 miliardi sono i soldi regalati alle banche fallimentari.
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Abbiamo un’anticipazione circa i manifesti elettorali di Salvini in Calabria: “Aiutiamo le ‘Ndrine a cosca loro”
rostokkio

Benevento, ghanese viene accolto da medico del pronto soccorso al grido “Viva Salvini, viva l’Italia”: ricoverato d’urgenza. Nulla di grave invece per il giovane ghanese.
sempreciro
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Il PD di Taranto non vuole candidati di Bari. Mandateli a Bolzano no?
Mau1Angelorum1
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Pd, Renzi presenta le liste: “Basta polemiche, è la squadra migliore per andare a vincere”. Chissà a che ora hanno prenotato il campetto.
Shamano
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Il partito che unisce.
Il PD di Taranto non vuole candidati di Bari.
E il PD de Berghem de hura non vuole candidati de Berghem de hota.
Arsenale k

Candidato promette di non fare promesse elettorali e vola nei sondaggi.
PaoloGrazioso
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Altro regalino finale del PD! Arriva il risparmiometro, controlli a tappeto sui conti correnti. Chiaro che tutti i piccoli hanno conti correnti, anche i pensionati al minimo per riscuotere la pensione. Anche il piccolo commerciante se vuole commerciare. Ma i fondi di investimento, le azioni, le mazzette in nero e i paradisi fiscali li controlla nessuno?
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LA FLAT TAX E’ INCOSTITUZIONALE
Viviana Vivarelli
Berlusconi propone la FLAT TAX (tassa forfettaria), cioè una tassa fissa del 23%. Essa è incostituzionale. L’articolo 53 della Costituzione della Repubblica Italiana infatti recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Ed aggiunge: Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
Chiaramente questa tassa è a favore dei più ricchi e svuoterebbe le casse dello Stato che dovrebbe tagliare i servizi pubblici a tutti, penalizzando i più poveri.
Ce l’hanno i Paesi dell’Est. Ma la nostra Costituzione la vieta: articoli 2 e 53 L’obiettivo è l’eliminazione dello stato sociale. Infatti se diminuiamo troppo quanto entra nelle casse dello Stato, sparisce lo stato sociale, come avviene nei Paesi che hanno la flat tax dove i malati vanno in ospedale portandosi dietro le coperte e le medicine.
Per mantenere uno stato sociale, restando così le spese dello Stato, la flat tax dovrebbe essere superiore al 40%. E dunque?
Per cui Berlusconi fa solo della vuota propaganda elettorale.
Tutti gli Stati democratici occidentali hanno tasse progressive, che cioè aumentano col reddito, e questo per un principio fondamentale di giustizia sociale, così che lo Stato possa aiutare chi ha meno prendendo i soldi da chi ha di più e redistribuire la ricchezza tra la popolazione in termini di servizi per la collettività.
Solo un riccone evasore abusivo come Berlusconi poteva pensare alla flat tax, cioè a una tassa fissa uguale per tutti.
Per poterla sostenere, il Governo dovrebbe abolire lo stato sociale e dare ogni cosa al cittadino, scuola, sanità, trasporti, facendogliela pagare interamente. Il che vuol dire ricchi sempre più ricchi e poveri in balia della loro miseria.
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Le proposte elettorali di Berlusconi oltre ad essere in parte le stesse inattuate del 94, rispondono a meri interessi capitalistici che vanno contro gli interessi dei cittadini italiani. In particolare è assurda la Flat tax che diminuirebbe le tasse ai ricchi per distruggere lo stato sociale per i poveri. Le proposte del M5S sono molto più sensate.
In particolare, contro una condotta liberista che ha regalato alle banche 86 miliardi senza nemmeno chiedere controlli o regole e che ha riconfermato a Bankitalia lo stesso Visco che non aveva vigilato, giustamente il M5S per le banche propone la separazione delle banche di risparmio per le famiglie dalle banche di pura speculazione. Le soluzioni per la crisi proposte dal M5Ssarebbero immediatamente produttive, ma chi governa non le vuole, perché è al soldo di quella piccola cricca di magnati che possiede il 90% della ricchezza occidentale e se ne frega della crisi e della rovina dei popoli europei. Le soluzioni sono:
-dividere di nuovo banche di risparmio da banche di investimento (in Germania hanno cominciato a farlo dunque si può fare)
-vietare l’uso dei derivati nelle banche di risparmio e negli enti locali, e vietarne il mercato al Ministro dell’Economia che ci ha già perso 23 miliardi di euro scommettendo che i tassi sarebbero saliti;
-combattere in ogni modo i paradisi fiscali e realizzare una vera giustizia nel campo fiscale con una reale lotta alla grande evasione;
-difendere i lavoratori, i risparmiatori, i malati e i deboli;
-opporsi a qualunque riduzione dello stato sociale, dunque alla Flat Tax berlusconiana come al tentativo di Renzi di privatizzare a 360° lo stato sociale;
-difendere le Costituzioni democratiche;
-aumentare il grado di democrazia in Europa e nei singoli Stati;
-togliere il comando della Germania sui Paesi europei;
-staccare l’Europa dagli ordini del Fondo Monetario;
-farla finita con l’austerità e il pareggio del bilancio a favore di una campagna roosveltiana di investimenti pubblici, come nel New deal per far riprendere produzione, lavoro e consumi.
-passare gradualmente dalla democrazia parlamentare alla democrazia diretta;
-dare agli elettori il diritto del recall sui politici disonesti
-cancellare l’Italia dal Patto di Dublino e dal Tryton con cui Lega, Fi e Pd si sono vincolati ad accogliere e tenersi tutti i migranti del Mediterraneo:
-ripartire con gli investimenti che producono lavoro superando la barriera del 3% abbondantemente superata da Francia, Spagna e Germania.

CANDIDATIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!!! Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
GLI UOMINI DI BERLUSCONI: GIGINO ER PURPETT

Luigi Cesaro è un politico italiano deputato di Forza Italia e de Il Popolo della Libertà dal 1996 (europarlamentare per FI tra il 1999 e 2001) e Presidente della Provincia di Napoli dal 2009 al 2012.Nel 2018 si candida per la prima volta al Senato: è capolista nel collegio Napoli-Salerno per il proporzionale.Ha un figlio, Armando, che è Consigliere regionale in Campania, eletto con Forza Italia alle regionali del 2015.
Ha un figlio, Armando, che è Consigliere regionale in Campania, eletto con Forza Italia alle regionali del 2015.
Nel 1984 è stato arrestato nell’ambito di un blitz contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Cesaro fu condannato nel 1985 dal Tribunale di Napoli a 5 anni di reclusione, per aver stretto amicizia con tutti i grossi esponenti dell’organizzazione mafiosa, fornendo mezzi, abitazioni per favorire la latitanza di alcuni membri, e dazioni di danaro. Ma in appello fu assolto per insufficienza di prove; decisione confermata dalla Corte di Cassazione da
Carnevale, detto l’ammazza-sentenze per aver annullato le sentenze di 800 mafiosi. Ed era stato lo stesso Cesaro, infatti, a confermare in aula i suoi rapporti stretti con i vertici della NCO – incluso Raffaele Cutolo – quando ha raccontato di una “raccomandazione” chiesta a Rosetta Cutolo, sorella del boss, per far cessare le richieste estorsive di Pasquale Scotti, personaggio nell’elenco dei latitanti più pericolosi d’Italia, arrestato in Brasile a Recife nel maggio del 2015 dopo ben 31 anni di latitanza.
Nel 1991, a seguito dello scioglimento del Comune di Sant’Antimo per infiltrazioni di stampo camorristico, si accertarono coinvolgimenti del Cesaro, unitamente ai fratelli Aniello e Raffaele..”È solito associarsi a pregiudicati di spicco della malavita organizzata operante a Sant’Antimo e dintorni”.
Cesaro è indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli per violazione delle norme bancarie per aver favorito un’impresa accompagnando l’on. Nicola Cosentino presso gli uffici Unicredit di Roma per fare pressioni sui funzionari bancari ai fini di una concessione di un prestito (peraltro garantito da una Fidejussione falsa) alla società commerciale che doveva partecipare alla costruzione di un centro commerciale a Villa di Briano, quest’inchiesta è scattata nel dicembre 2011 e ha comportato numerosi arresti contro esponenti del Clan dei Casalesi (anche se Cesaro non è ora indagato per Camorra).
Nel settembre 2008, il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo indica in Luigi Cesaro “un fiduciario del clan Bidognetti”, nell’ambito del maxi-processo per lo scandalo dei rifiuti in Campania, ed afferma inoltre: “Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell’occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti”.
L’11 luglio 2011, Luigi Cesaro è ufficialmente indagato per il suo rapporto con il clan camorristico dei Casalesi. Ma Alfano ha fatto una deroga al Regolamento sulle incompatibilità che consente di fatto la candidatura di Luigi Cesaro, attuale presidente della Provincia di Napoli per il Popolo delle Libertà, ma anche coordinatore nel capoluogo campano e parlamentare, al posto di Nicola Cosentino, dimissionario per presunti rapporti con il clan camorristico dei Casalesi.
Il 23 luglio 2014 la procura di Napoli chiede l’arresto del deputato di Forza Italia, nel comune di Lusciano in provincia di Caserta, zona in cui è egemone il gruppo Bidognetti, aderente al cartello criminale dal clan dei casalesi, che puntò su Cesaro per due appalti.I reati contestati a Cesaro sono di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta, ne consegue la richiesta di custodia cautelare depositata alla camera dei deputati. Con le stesse accuse sono state arrestate sette persone, tra cui Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli di Luigi, e l’ex consigliere regionale campano dell’Udeur Nicola Ferraro.
Ma Il Tribunale del Riesame di Napoli annulla l’ordinanza di arresto per carenza di gravi indizi di colpevolezza.

Immondizia contro De Luca. Sostanzialmente un confronto alla pari.
Fulvio Maranzano

LA SQUADRA DEI MINISTRI POTENZIALI DEL M5S

La presentazione della squadra dei Ministri del M5S è stata emozionante e ci ha confermato che la nostra scelta era giusta. Non si era mai visto un insieme di tali competenze, stimate a livello internazionale, un tale conclave di eccellenze. Le piccole sbavature, d’altronde ineliminabili, nulla tolgono alla bontà delle scelte fatte e confermano il valore degli italiani migliori nel mondo. Saremmo tutti orgogliosi se il nostro Paese potesse avvalersi di questi saperi e di queste esperienze, per la nostra grandezza come Movimento, per la nostra resurrezione come Italia, per il bene di tutti. Ad maiora semper!
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La squadra di governo presentata dal M5S è magnifica. Trovarle dei difetti è da rognosi assatanati, pieni di invidia e di livore. Ce l’avessero gli altri partiti delle eccellenze così!! Invece gli sciagurati non fanno che rigirare i soliti delinquenti bolliti che hanno già rovinato il Paese, alcuni dei quali non sarebbero assunti nemmeno come spazzini (con tutto rispetto per gli spazzini).
Il grosso problema è che gli italiani nulla sapranno di queste eccellenze dai media ufficiali che si sgoleranno per farci vedere solo Berlusconi o Renzi o il vergognoso Verdini o l’ondivago Salvini r crederanno ai dati scodellati a mo’ do mangime da Gentiloni, che giura che col Pd sono aumentate occupazione e crescita e che il Pil è cresciuto dell’1,5%, quando i dati nudi e crudi dimostrano che dal 2007 al 2013 Il Pil italiano si è contratto del 10% e l’economia italiana è arrivata al 5,4% sotto i livelli precedenti la crisi. Non solo siamo l’ultimo Paese d’Europa per la crescita, peggio addirittura delle Grecia, ma la differenza con l’Eurozona è aumentata di 13 punti percentuali, mentre la disoccupazione, negli ultimi 11 anni, è passata dal 5,7% al 13%. E non è servito usare trucchetti come far apparire come occupato anche chi ha fatto solo un’ora di lavoro la settimana, o gonfiare il Pil mettendoci dentro anche i presunti introiti di droga e prostituzione, la crescita italiana continua ad essere la più bassa d’Europa. Gli occupati in un anno sono saliti di 156.000 unità ma sono precari mentre i lavoratori a tempo indeterminato sono diminuiti di 62.000 unità. Il Governo vanta casse più piene, ma solo perché ha fatto altro debito, facendo crescere presumibilmente di 5-6 miliardi il debito pubblico. Padoan ha vantato una diminuzione delle spese dello Stato, ma si è ‘dimenticato’ di metterci i 20 miliardi regalati alle banche.
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ALFONSO BONAFEDE, Ministro della Giustizia per il M5S
Nato a Mazara del Vallo, nel 1995 si trasferisce a Firenze, dove frequenta la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze. In questa stessa Facoltà, rimane a collaborare dal 2002 come cultore della materia di Diritto Privato. Nel 2006 consegue il titolo di “Dottore di ricerca” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa.
Dal 2006, è avvocato presso il Foro di Firenze con uno studio autonomo. Sempre nel 2006, entra a far parte del gruppo degli “Amici di Beppe Grillo” del Meet-up di Firenze.
È stato candidato come capolista alla Camera per il Movimento 5 Stelle nella circoscrizione Toscana come “più votato” alle parlamentarie on line. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XII Toscana per il Movimento 5 Stelle.
Per tutta la legislatura, ricopre il ruolo di Vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
È inoltre per tutta la legislatura uno dei 5 “giudici” membri effettivi del Collegio d’Appello interno alla Camera
Appena eletto, scrive e deposita la proposta di legge (a.c. 1335) che mira all’introduzione della class action in Italia, applicabile come strumento generale per tutti i cittadini e le imprese e non solo per i consumatori.
La proposta viene approvata sostanzialmente all’unanimità dalla Camera dei Deputati il 3 giugno 2015. Tre giorni dopo, l’allora Ministro Boschi, nonostante il suo partito avesse votato favorevolmente, interviene ad un convegno dei giovani di Confindustria per chiarire che la proposta sulla class action sarebbe stata modificata al Senato.
Bonafede denuncia pubblicamente che si tratta di un tentativo di affossare la legge che, di fatto, poi si arena effettivamente in Senato.
Nel 2013, è primo firmatario della proposta di legge sul c.d. “divorzio breve”, poi confluita nella legge approvata dal Parlamento nel 2015 (L. n. 55/2015).
Nel 2016, Luigi Di Maio, responsabile degli enti locali del M5S, crea il gruppo di coordinamento e supporto dei comuni governati dal M5S, composto (oltre allo stesso Di Maio) da Alfonso Bonafede (centro e Sardegna), Riccardo Fraccaro (nord) e Giancarlo Cancelleri (sud e Sicilia).
Dal mese di dicembre 2016, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro si occupano anche di dare supporto al Comune di Roma.
Dal 2016, è responsabile della funzione “Scudo della Rete” nella piattaforma Rousseau.
In agosto 2017 Bonafede interviene molto duramente nei confronti della Presidente della Camera Laura Boldrini, la quale aveva appena espulso dall’aula Alessandro Di Battista.
Interviene in varie edizioni di Italia 5 stelle per parlare di giustizia.
Alle politiche del 2018 è candidato alla Camera nel collegio uninominale di Firenze-Novoli-Peretola.

MINISTERO PER I RAPPORTI CON IL PARLAMENTO, GLI AFFARI REGIONALI E LA DEMOCRAZIA DIRETTA: DOTT. RICCARDO FRACCARO
Riccardo Fraccaro è nato a Montebelluna (Treviso) il 13.01.1981. E’ candidato alla Camera presso il Collegio Uninominale di Pergine Valsugana e al Collegio plurinominale del Trentino – Alto Adige. E’ laureato in Giurisprudenza con una tesi in diritto internazionale dell’ambiente. Prima di essere eletto come deputato ha lavorato per una Società di servizi energetici. Nel 2013 è stato eletto alla Camera dei Deputati e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera. E’ l’autore della norma che ha consentito di eliminare gli affitti d’oro di Montecitorio con un risparmio per la finanza pubblica di 32 milioni di euro l’anno, circa 130 milioni nella legislatura. Tra le sue numerose proposte spiccano quelle sulla democrazia diretta, sul conflitto di interessi e sul reddito energetico, già applicata nel Comune di Porto Torres che, oltre a promuovere la diffusione delle energie rinnovabili, consente un risparmio sulla bolletta elettrica per le famiglie. È inoltre autore delle norme per l’applicazione della tecnologia V2G in Italia e per l’introduzione di meccanismi premiali a favore delle imprese che utilizzano beni e servizi da filiera corta. Da sempre impegnato nei temi relativi la partecipazione e il decentramento, si è occupato anche di autonomia nel corso della XVII legislatura.

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MINISTERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, LA DEBUROCRATIZZAZIONE E LA MERITOCRAZIA: PROF. GIUSEPPE CONTE
Il Prof. Giuseppe Conte è nato a Volturara Appula (FG) ed è residente a Roma. E’ laureato in Giurisprudenza all’Università di Roma “La Sapienza”; è stato borsista del CNR; vanta un’ampia esperienza di studio in Italia e all’estero (Yale University, New York University, Institute of Advanced Legal Studies, Université Sorbonne) e di insegnamento (Univ. Sassari, Roma Tre, Luiss); attualmente è professore ordinario di Diritto privato all’Università di Firenze; è Direttore di prestigiose riviste e collane scientifiche; è componente del Comitato scientifico della Fondazione Italiana del Notariato; è socio di varie associazioni scientifiche italiane e straniere e autore di numerose pubblicazioni. Negli anni 2010/2011 ha fatto parte del C.d.A. dell’Agenzia Spaziale Italiana; nel triennio 2012-2015 è stato componente dell’Arbitro Bancario e Finanziario (sede di Napoli). Il Parlamento lo ha designato, a partire dal 2013, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. Il Prof. Giuseppe Conte, oltre ad essere Vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, è stato anche Presidente della Commissione disciplinare e, tra gli altri incarichi, ha coordinato l’istruttoria che, recentemente, ha condotto alla destituzione del consigliere di Stato Bellomo, per i suoi comportamenti inappropriati con le allieve dei corsi di preparazione alla magistratura.

MINISTERO PER LA QUALITÀ DELLA VITA E LO SVILUPPO SOSTENIBILE: PRO.SSA FILOMENA MAGGINO

Filomena Maggino ha 58 anni, è nata a Foggia e ha vissuto in molte regioni italiane. E’ Professoressa di Statistica Sociale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. È direttrice della rivista scientifica internazionale Social Indicators Research (Ricerca nel campo degli Indicatori Sociali) e dell’Enciclopedia sulla ricerca nel campo della Qualità della Vita e del Benessere. È Presidente e co-fondatrice dell’Associazione italiana per gli studi sulla qualità della vita (AIQUAV). È la fondatrice del Laboratorio di Statistica per la Ricerca in ambito Sociale ed Educativo (StaRSE) e coordinatrice del Laboratorio di Relazioni Internazionali e Cyber Sicurezza (CIRLab). Tra gli incarichi che ha ricoperto e ricopre si ricordano quello di membro della Commissione scientifica per la misura del benessere (progetto BES dell’Istat-CNEL) e del Gruppo di Esperti sulla Qualità della vita (Eurostat – Commissione Europea). È stata presidentessa della Società internazionale per gli Studi sulla Qualità della Vita (ISQOLS). I suoi campi di ricerca e di attività sono: indicatori sociali, indicatori che vadano oltre al Pil, analisi e misurazione del benessere, indicatori di diseguaglianza e sostenibilità, comunicazione statistica e politica, big data. Oltre che con l’Istat ha collaborato con diverse altre organizzazioni governative.

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: PROF.SSA EMANUELA DEL RE

La Prof.ssa Emanuela Del Re è nata a Roma nel 1963 dove è attualmente residente. Candidata uninominale del Movimento 5 Stelle per la Camera dei Deputati nel Collegio di Primavalle. E’ una nota esperta a livello nazionale e internazionale di geopolitica e sicurezza, migrazioni e rifugiati, conflitti, questioni religiose e minoranze. E’ nota per le sue ricerche sul campo e per i progetti di intervento in difficili zone di conflitto. Dal 1990 è testimone diretta di guerre e crisi sociali nel mondo– Sudafrica, Balcani, Caucaso, Africa, Medio Oriente – facendosi con le sue analisi voce delle vittime, e promotrice di politiche e strategie. Professoressa universitaria presso l’Unicusano, è stata professore Jean Monnet presso ‘La Sapienza’ e PhD researcher presso l’Istituto Universitario Europeo. E’ coordinatrice nazionale della sezione di Sociologia della Religione dell’Associazione Italiana di Sociologia. Collabora assiduamente con istituzioni accademiche, politiche e diplomatiche in tutto il mondo, ed è relatrice nei più importanti forum internazionali. Direttrice di ricerche del CeMiSS per anni, ha collaborato con i contingenti italiani nei Balcani e in Afghanistan. E’ riferimento per istituzioni italiane ed estere per questioni di sicurezza. Scrive su importanti riviste internazionali ed è firma consueta e membro del consiglio redazionale di Limes. E’ membro di importanti think tank nel mondo. Ha fondato un’agenzia internazionale di negoziato con cui conduce progetti di intervento. Attualmente dirige progetti per la ricostruzione della società civile in Siria e per i rifugiati in Iraq e Giordania finanziati dalla Commissione Europea e dal Ministero degli Esteri italiano. Conduce attività negoziale con città divise e in transizione nel mondo. E’ stata osservatrice internazionale per l’ONU, l’Unione Europea, l’OSCE. Ha all’attivo numerosissime pubblicazioni internazionali e film-documentari, con cui diffonde analisi scientifiche e proposte politiche e sociali.

MINISTERO DELL’INTERNO: PROF.SSA PAOLA GIANNETAKIS

Paola Giannetakis è nata il 26.11.1972 a Perugia, dove risiede. Candidata uninominale alla Camera dei Deputati con il MoVimento 5 Stelle nel Collegio Umbria 1 – Perugia. Laureata in psicologia, in criminologia e in giustizia penale, si è specializzata in scienze comportamentali applicate alle investigazioni, alla security e all’intelligence, tra Italia, Stati Uniti e Gran Bretagna. E’ professore straordinario presso l’Università degli Studi Link Campus University di Roma. Dirige due master universitari presso quest’Università: uno in Scientific Intelligence e uno in Scienze criminologiche e Investigazioni Forensi. Coordina il curriculum di Scienze Forensi, Investigative e Criminologiche nel percorso di laurea in Giurisprudenza. E’ anche membro del Comitato esecutivo del Dipartimento di Ricerca dell’Università, responsabile dei laboratori di Intelligence Scientifica e Crime Forensic LAB E’ membro attivo della comunità scientifica internazionale in materia di psicologia applicata e criminologia. Collabora con numerose riviste scientifiche nello specifico settore. Ha svolto anche incarichi di consulente tecnico in vari casi giudiziari. Collabora con le forze di polizia nell’ambito dei settori di competenza, nonché in ambito di security management. Responsabile del nascente centro di ricerca in scienze e tecnologie applicate alla security e all’intelligence. Coordina numerose ricerche scientifiche nell’analisi di fenomeni complessi come il terrorismo, la violenza di genere e la cyber-psychology.

MINISTERO DELLA DIFESA: DOTT.SSA ELISABETTA TRENTA

Elisabetta Trenta è nata a Velletri nel 1967, ed è residente a Roma. E’ candidata al Senato per il M5S nel collegio plurinominale di Lazio 2. E’ laureata in scienze politiche, ed ha un master in cooperazione internazionale, ed uno in intelligence e sicurezza. E’ una manager di programmi e progetti di sviluppo, esperta in difesa, sicurezza e cooperazione internazionale, nonché docente universitaria. Attualmente è anche Vicedirettore del Master in Intelligence e sicurezza dell’Università Link Campus di Roma. E’ ricercatrice in materia di sicurezza e difesa presso il Centro Militare di Studi Strategici. Per nove mesi, su incarico del Ministero degli Affari Esteri, è stata Political Advisor dei Comandanti della ITJTF in Iraq. Ha rivestito anche il ruolo di esperta in governance nell’Unità di assistenza alla Ricostruzione di Thi Qar. Dal 1998 è stata responsabile di molti progetti di sviluppo e assistenza alla governance sia in Italia che all’estero, dove ha coordinato interventi come quello per l’assistenza ai City Council della provincia di Thi Qar (Iraq) o quello per il rafforzamento delle competenze del Ministero dell’Interno in Libano. E’ stata inoltre Country Advisor per la Missione Leonte in ambito UNIFIL in Libano nel 2009 e ha partecipato ad attività militari e civili, in Italia e all’estero, su incarico del Ministero della Difesa.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI: DOTT.SSA ALESSANDRA PESCE

La dottoressa Alessandra Pesce è nata a Roma il 16 gennaio 1969, dove risiede. Si è laureata in Economia e Commercio all’Università di Roma “La Sapienza” ed ha conseguito un dottorato di ricerca in “Istituzioni e Politiche per lo Sviluppo Economico” presso la stessa Facoltà. Da gennaio 2007 è Dirigente di Ricerca a tempo indeterminato, presso il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria. I campi di ricerca presso i quali ha operato sono analisi e valutazione della politica agricola comunitaria (PAC) e dello sviluppo rurale, studi sull’impatto territoriale, analisi di carattere congiunturale sul sistema agro-alimentare, analisi e diffusione delle buone prassi di sviluppo rurale, applicazione degli strumenti di monitoraggio e valutazione. Dal luglio 2014 ad oggi ha fatto parte del Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dove, in ruoli di segreteria, ha curato le attività relative al supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione e il monitoraggio delle politiche del dicastero. E’ autrice di numerose pubblicazioni di carattere accademico.

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MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE: GENERALE SERGIO COSTA
Sergio Costa è nato a Napoli il 22.04.1959 dove risiede. Generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri, Comandante Regione Carabinieri Forestale Campania oltre ad essere Laureato in Scienze Agrarie ha conseguito un Master in Diritto dell’Ambiente e si è specializzato in investigazioni ambientali. Inoltre si è impegnato al contrasto di ecomafie e al contrasto del clan dei Casalesi. Tra le altre azioni più significative c’è quella di aver scoperto la più grande discarica seppellita di rifiuti pericolosi di Europa nel territorio di Caserta, mettendo a nudo gli opachi rapporti delinquenziali nell’ambito dei rifiuti tossici. Così come ha anche scoperto la discarica dei rifiuti nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio. Inoltre ha operato attivamente nell’ambito di indagini internazionali sempre nell’ambito del traffico illecito di rifiuti nocivi. Ha collaborato con la Direzione Nazionale Antimafia nello svolgimento di analisi investigative ambientali sull’intero territorio nazionale.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI: PROF. MAURO COLTORTI
Il Prof. Mauro Coltorti è nato a Jesi (AN), il 12.12.1954, dove risiede. E’ Candidato Uninominale per il MoVimento 5 Stelle al Senato della repubblica nel collegio di Ancona. Si è laureato in Geologia all’Università di Ferrara nel 1978. E’ stato ricercatore presso l’Università di Camerino e Professore Associato di Geomorfologia e Geomorfologia Applicata presso l’Università di Siena. Diviene Professore Ordinario nel 2000. Nell’ambito delle docenze all’estero, è stato Professore di Fotogeologia presso il Dipartimento di Geologia di Luanda, Angola e Professore di Geomorfologia e Analisi del territorio nell’Università di Addis Abeba, Etiopia, nell’ambito dei programmi di Cooperazione ai Paesi in Via di Sviluppo del Ministero degli Esteri. Dal 2005 al 2013 è stato Presidente della Sezione per la Stratigrafia quaternaria europea (SEQS) e dal 2015 è Presidente della Commissione di Stratigrafia e Cronologia (SACCOM) dell’INQUA (Unione internazionale per la ricerca quaternaria). Fino al 2015 è stato Direttore del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, presso l’Università di Siena. Si occupa di criticità legate ai pericoli naturali (frane, alluvioni, erosione costiera, terremoti, ecc.), alle relazioni con gli interventi antropici e i cambiamenti climatici sia in Italia che all’estero.

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI: PROF. PASQUALE TRIDICO
Pasquale Tridico ha 42 anni, è nato a Scala Coeli (CS) in provincia di Cosenza. E’ Professore di Economia del Lavoro e Politica Economica, presso l’Università Roma Tre. E’ anche titolare della cattedra Jean Monnet dell’Unione Europea in “Crescita economica e sistemi di welfare”. È Segretario Generale dell’associazione accademica per l’Economia politica evolutiva EAEPE, una delle più grandi in Europa, e autore di oltre 80 pubblicazioni in italiano e in inglese. Ha un dottorato in Economia (Università Roma Tre), una laurea in Scienze Politiche (Università di Roma La Sapienza), e un master alla S.I.O.I di Roma. Vincitore della prestigiosa borsa Fulbright nel 2010-11, Pasquale Tridico ha svolto attività di ricerca negli Stati Uniti presso l’università di New York e presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA). I suoi interessi di ricerca includono: l’economia del lavoro, le disuguaglianze di reddito, i sistemi di welfare, la politica economica italiana ed europea, lo sviluppo economico e le crisi finanziarie. Su questi temi e sul nesso tra disuguaglianza, finanziarizzazione e crescita, Pasquale Tridico si è affermato come una voce autorevole tra gli economisti keynesiani in Europa.

/>MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA: Dottor SALVATORE GIULIANO
Salvatore Giuliano ha 50 anni, è nato a Brindisi il 9/03/1967. E’ Dirigente Scolastico dell’IISS Ettore Majorana di Brindisi. Ha collaborato con varie commissioni ministeriali e dal 2016 è stato nominato esperto del Ministro dell’Istruzione, università e ricerca con delega alla Formazione dei Dirigenti Scolastici e sostegno della loro attività. È componente del gruppo di lavoro ministeriale sulle metodologie didattiche. È Cultore della materia per la disciplina “Pedagogia Sperimentale” presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali dell’Università del Salento. È coordinatore della rete nazionale di scuole Book in Progress composta da circa 150 istituzioni scolastiche del territorio nazionale. È coordinatore ed organizzatore di numerosi eventi di formazione sulla didattica e sull’innovazione digitale. Vanta diverse pubblicazioni sui progetti di innovazione scolastica, che ha attuato in prima persona. È stato Docente di Laboratorio di Informatica Gestionale, Matematica applicata e Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche. È laureato in Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa presso l’Università degli Studi di Lecce e ha conseguito un Master in Discipline per la didattica – “Tecnologie dell’istruzione”.
Il nuovo Ministro dell’Istruzione Salvatore Giuliano è partito con una frase sbagliata. Speriamo che sia l’unica.
“Non sono abituato a questi modi violenti di comunicare, ho scoperto oggi di essere stato quello che ha scritto la Buona scuola, mentre non ne ho scritto una sola parola”, dice Salvatore Giuliano: “Ho partecipato ai cantieri sui lavoratori tecnologici, ho fatto 4 o 5 incontri un anno prima. La riforma che è uscita non è minimamente legata ai suggerimenti che avevo dato. Ho letto in una agenzia che sono amico di Renzi, ci ho parlato solo 3 minuti in una occasione pubblica”. “Quando ho detto che la Buona Scuola andava migliorata, forse ho usato un termine troppo morbido, ho detto: superiamola. Riscriviamo la buona scuola e che sia buona per davvero”.
Beh, resta il fatto che se venivano prese persone che con Renzi non avevano proprio nulla a che fare era meglio.

MINISTRO DELLO SPORT PER IL M5S DOMENICO FIORAVANTI

Domenico Fioravanti, è un mito nello sport italiano, due volte medaglia d’oro nel nuoto alle Olimpiadi di Sydney, sarà il ministro dello Sport di un eventuale prossimo governo guidato da Luigi Di Maio. E’ il primo italiano a divenire campione olimpico nel nuoto in corsia e primo atleta a vincere la combinata 100 e 200 metri rana in un’edizione dei giochi olimpici (Sidney 2000). In occasione delle elezioni politiche del 2018 si è candidato alla Camera dei deputati col Movimento 5 Stelle. Noto in tutto il mondo, nel novembre 2011 è stato annunciato l’inserimento di Fioravanti nella prestigiosa International Swimming Hall of Fame (atleti di livello assoluto e master e allenatori delle cinque discipline acquatiche (nuoto, nuoto di fondo, nuoto sincronizzato, tuffi e pallanuoto) e di altri soggetti, definiti contributori, che hanno avuto un impatto di respiro internazionale nella diffusione e nello sviluppo di tali discipline). Ha dichiarato: “Io mi reputo un uomo di sport ma anche al servizio dello sport”, convinto della necessità di “valorizzarlo e spiegarlo ai nostri figli. Bisogna lavorare” per trasmettere ai giovani e ai più piccoli “le regole e i sani valori”, compreso il “rispetto dell’avversario”, “Ho vissuto sulla mia pelle il bello e il brutto dello sport, mi ha insegnato a non mollare mai, mi ha insegnato che è normale perdere e anche questo bisogna spiegarlo ai giovani. Tutti noi ci siamo ritrovati a rialzarci dopo una sconfitta”, l’importante è farlo “senza scorciatoie, senza l’utilizzo di sostanze proibite. Non è importante se qualche volta perdiamo e cadiamo, quel che conta è rialzarsi per il raggiungimento degli obiettivi”.
Ha detto: ““Il nuoto mi ha dato tanto. Mi ha permesso di realizzarmi sia come sportivo che come persona, facendomi crescere molto ed insegnandomi valori importanti quali il rispetto verso l’avversario, l’umiltà, il legame con la famiglia e il rispetto delle regole.”

I blog si stanno scatenando contro la nomina di Fioravanti. Ricordo che i precedenti Ministri dello sport furono Giovanna Melandri (scelta solo perché era amica di D’Alema), Piero Gnudi (scelto da Monti con nessuna competenza sportiva e che era stato dirigente dell’Enel), Josefa Idem, tedesca, che era stata campionessa mondiale di canoa, Luca Lotti scelto solo perché è amico intimo di Renzi.

Sole 24 ore
ANDREA ROVENTINI Ministro per l’Economia per il M5S

No alle privatizzazioni, ma largo a crescita e investimenti come leva per abbattere il debito. E subito un Def rigoroso in questa direzione, senza «idee bizzarre». Andrea Roventini, professore associato alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, è la scelta di Luigi Di Maio per il ministero chiave del suo potenziale governo: l’Economia. La decisione alla fine è caduta su un talentuoso 40enne anziché su un economista di lungo corso. Lui non si scompone: «Il presidente francese Macron ha la mia età: è più facile guidare la Francia o il Mef?».«Andrea vanta un record di pubblicazioni che lo colloca fra il top 10% mondiale degli economisti e il top 5% nazionale. Con lui presentiamo all’Economia tutto ciò che abbiamo sempre desiderato: gioventù, merito, eccellenza scientifica e indipendenza politica». Allievo di Giovanni Dosi, che dirige l’Istituto dove opera Roventini e che è tra gli esperti più ammirati e ascoltati del Movimento, ha firmato paper proprio con Stiglitz.

-Le sfide del prossimo ministro dell’Economia non sono facili. Il primo test sarà con Bruxelles per la valutazione sui nostri conti pubblici e sventare il rischio di una manovra correttiva da 3,5 miliardi. Come sarebbe il vostro Def?
“Sono anni che dialogo con Bruxelles e sto partecipando attualmente a 3 progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea, fra i quali ISIGrowth, che si occupa di sviluppare politiche economiche per una crescita europea sostenibile, inclusiva e guidata dall’innovazione. L’importante è presentarsi al tavolo europeo con proposte credibili. Nel nostro DEF non ci sarà spazio per idee bizzarre o utopistiche, ma di certo porremo maggiore attenzione al tema della crescita e degli investimenti pubblici, mantenendo comunque l’equilibrio dei conti pubblici.”
-I commissari sono impensieriti dal deficit, soprattutto con la fine degli stimoli monetari della Bce, e più ancora dal debito pubblico, oltre il 130% del Pil. Il M5S promette di tagliarlo di 40 punti in dieci anni. Ci spiega come? Anche per lei come per Di Maio il parametro del 3% deficit/Pil non deve essere un tabù?
“Il rapporto debito/Pil deve certamente calare, principalmente attraverso la crescita economica e non con surplus crescenti di bilancio. L’evidenza empirica dimostra che oggi i moltiplicatori fiscali sono maggiori di uno: va colta questa opportunità attraverso investimenti pubblici, in particolare “mission oriented” a sostegno dell’innovazione. Inoltre tassi d’inflazione superiori a quelli attuali e vicini al 2% – l’obiettivo perseguito dalla BCE – contribuiranno a ridurre il rapporto tra debito e Pil. Il parametro del 3% deficit/Pil è un feticcio che non trova nessuna giustificazione nella teoria macroeconomica. Va quindi rispettato, ma in maniera flessibile. In Europa dialogheremo con la Germania, la Francia e gli altri Paesi per modificare il Fiscal Compact.”

-Ridurre il debito agendo esclusivamente sul denominatore, è però una scommessa su una ripresa dell’economia italiana che non si vede da decenni, a ritmi cinesi. Ma anche su un piano di spending review da 30 miliardi annui, in cui finora nessuno è riuscito. Non sono ipotesi irrealistiche?
“Il rapporto debito/Pil non è mai calato agendo solo sul numeratore. In Europa, abbiamo avuto recentemente molti esempi disastrosi, come la Grecia e la Finlandia. Studi teorici ed empirci dimostrano che le politiche di austerità sono auto-distruttive, cioè danneggiano l’economia senza stabilizzare i conti pubblici. Come dicevo prima, i moltiplicatori fiscali sono attualmente superiori ad uno: il debito va tenuto sotto controllo, ma è il momento per rilanciare la crescita economica. In ogni caso, si possono fare tagli mirati alla spesa pubblica realizzando il piano Cottarelli e tagliando agevolazioni fiscali improduttive. Non capisco perché questo piano non sia stato realizzato dai governi della precedente legislatura.”

-Il Movimento prevede nel suo programma il reddito di cittadinanza e il congelamento della legge Fornero con la quota 41. È sostenibile per i nostri conti?
“Non miriamo a un’abolizione tout court della riforma Fornero ma a un suo superamento. A mio giudizio, tale riforma è sostenibile per i conti dell’Italia. In ogni caso, penso che dopo quarant’anni un lavoratore abbia diritto ad andare in pensione. Il mio amico e collega Pasquale Tridico ha proposto un piano per finanziare il reddito di cittadinanza o meglio il reddito minimo condizionato.”

-Userebbe la leva delle privatizzazioni per ridurre il debito? Se sì, come?
“No, non mi sembra lo strumento adatto. In questi anni si è privatizzato troppo, svendendo imprese strategiche per il nostro Paese senza incidere sul rapporto debito/Pil. Ricordiamoci di Telecom Italia, un’eccellenza italiana, un’impresa innovativa che è stata distrutta dalle privatizzazioni e dai vari “capitani coraggiosi”.

-Il M5S promette una riforma Irpef da 13 miliardi e l’abolizione graduale dell’Irap, coperte anche da una revisione delle tax expenditures. Anche quella una ricetta mai attuata…
“Proveremo ad attuarla noi. Inoltre, taglieremo i trasferimenti improduttivi alle imprese individuati nel rapporto Giavazzi. Di nuovo, non capisco perché questo piano è stato messo nel cassetto. In ogni caso, una mia priorità assoluta sarà una riforma fiscale basata sull’equità. C’è troppa disuguaglianza in questo Paese. E la disuguaglianza è dannosa per la crescita e la stabilità economica, come evidenziato anche dal Fondo Monetario Internazionale.”

-Il prossimo governo eredita anche la gestione della crisi del sistema bancario. Quali sono le vostre coordinate?
“Le sofferenze bancarie sono esplose in parallelo alle misure di austerità fiscale e ai fallimenti di molte imprese. La ricetta per mettere in sicurezza il nostro sistema creditizio passa anche attraverso un ritorno ad una politica economica espansiva. Ci batteremo in Europa per una maggiore regolamentazione del sistema finanziario. Attualmente nella maggior parte dei Paesi sviluppati c’è troppa finanza e poca economia reale e questo porta a crisi sempre più devastanti, salvataggi pubblici costosissimi e minore crescita. Naturalmente rispetteremo l’indipendenza della Banca d’Italia.”

-Su Twitter lei si definisce «un keynesiano eretico». Perché?
“Perché fin da studente all’Università di Modena ho capito che la teoria macroeconomica dominante non può portare a una crescita robusta, inclusiva e sostenibile. Le crisi finanziarie e la grande recessione che hanno colpito il mondo nel 2008 sono anche il frutto di teorie sbagliate, improntate al liberismo e alla deregolamentazione sfrenata dei mercati finanziari. Non lo dico solo io, ma premi Nobel per l’economia come Stiglitz e Krugman. Per questo ho cercato di pensare e scrivere fuori dal coro sviluppando modelli Keynesiani e Schumpeteriani basati sulla teoria dei sistemi complessi.”

-Lei è un docente universitario di 41 anni. Da una cattedra, seppur in un’università prestigiosa, a via XX settembre il passo non le sembra troppo lungo?
“Non capisco perché in Italia a 40 anni si è ancora considerati giovani. Questo sguardo al mondo ci penalizza e fa sorridere gli stranieri. Il presidente francese Macron ha la mia età: è più facile guidare la Francia o il Mef? L’enorme debito pubblico italiano non è stato creato dalla mia generazione, però dobbiamo ripagarlo. Penso che sia l’ora che ce ne occupiamo direttamente.”
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Murcielago
Di Maio presenta i futuri ministri del governo 5 Stelle
lasciando con un palmo di naso il PD che non può pubblicamente ribattere con un ‘Madia, Boschi, Poletti, Alfano…’
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Mauro 59
Di Maio presenta i futuri ministri del governo 5 Stelle

Silvio Berlusconi. “I ministri presentati da Di Maio sono degli sconosciuti, non li conosco, non hanno raggiunto una eccellenza che li porti alla visibilità, il suo è un governo dell’irrealtà“
Traduzione: non ho neanche uno straccio di dossier e non saprei come ricattarli.
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nettuno concertante
Renzi e Berlusconi contro i ministri annunciati da Di Maio: “Non rispettano le regole”.
Sono tutti incensurati.
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notturno concertante
Certo l’impudenza dei Cinque Stelle non ha limiti.
Ora propongono un medico alla Sanità e un dirigente scolastico all’Istruzione.

Stefano Ragusa
Se Renzi si riduce a sputtanare un suo ex sostenitore, in quanto futuro ministro M5S significa che è veramente alla canna del gas. M5S ha fatto una battaglia campale contro la Buona scuola nell’estate 2015, ventre a terra insieme agli insegnanti. Quindi un futuro ministro della scuola che sostiene quello stesso anno Renzi con un generico “la scuola è con lei” può imbarazzare la persona, ma al di là di questo è politicamente fuffa e anzi è un boomerang. Un sostenitore che ti molla l’anno successivo (come avvenne nel 2016) addirittura licenziandosi da un ruolo istituzionale in dissenso è la peggior pubblicità negativa che si possa fare Renzi alle sue riforme. Ma veniamo al contesto. L’evento era il Digital Day di Venaria in novembre 2015 e il futuro ministro M5S Giuliano, sale sul palco con grande entusiasmo felice di poter collaborare “da basso, presidente (Renzi) la scuola è con lei” ma a cosa si riferiva esattamente Giuliano? ALLA F
ORMAZIONE… lui è un esperto in formazione del corpo dirigente, attraverso mezzi elettronici. Per questo era al “digital day”. Non ha partecipato alla stesura di un solo rigo dell’oggetto dello scandalo che era la riforma delle graduatorie. Gli si può rimproverare al limite di non aver letto tutta la legge, di non aver immaginato scenari futuri sugli insegnanti, ma al di là di questo, l’allora Preside era lì in veste di formatore e sempre lo stesso futuro ministro, l’anno successivo, accortosi della gravità della legge della buona scuola, la contestò in modo plateale con le dimissioni. Stiamo parlando di ben due anni fa, non di oggi….

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO: DOTT. ALBERTO BONISOLI

Alberto Bonisoli è nato a Castel d’Ario (MN) il 26 dicembre 1961 ed è residente a Castelletto Sopra Ticino (NO). Candidato uninominale del MoVimento 5 Stelle per la Camera dei Deputati nel Collegio di Milano centro. Direttore di NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti Milano, la più grande Accademia privata italiana, dal 1980 legalmente riconosciuta dal sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), parte del comparto universitario italiano che fa capo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Classe 1961, dal 2013 guida la Piattaforma Sistema Formativo Moda, l’associazione volta a promuovere e rafforzare il sistema italiano di formazione moda. Nel corso della sua esperienza professionale ha offerto consulenza a istituzioni pubbliche, nazionali e dell’Unione Europea, e a università in oltre venti paesi. Dal 2005 al 2007 ha ricoperto il ruolo di Senior Consultant presso il Ministero Italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, lavorando alla definizione programmi integrati per favorire l’adattamento alla cornice comunitaria dei programmi italiani di ricerca e sviluppo.

MINISTERO DELLA SALUTE: PROF. ARMANDO BARTOLAZZI

Armando Bartolazzi è nato a Roma il 11.02.1961 dove è attualmente residente. Scienziato, Dirigente, Patologo-Oncologo presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Nel 2001 ha scoperto un metodo diagnostico per la diagnosi precoce del carcinoma tiroideo (Galectina-3 test-method), applicabile su materiale ago-aspirato, attualmente utilizzato nella pratica clinica nei centri specializzati di tutto il mondo. Nel 2012 ha conseguito la doppia abilitazione Ministeriale a Professore Ordinario di Anatomia Patologica ed in Patologia Generale. Dal 1999 – Visiting Scientist e poi Associato di Ricerca presso il Cancer Center Karolinska, Karolinska Hospital, Stockholm, Sweden, per progetti di ricerca in collaborazione sul Cancro tutt’ora in corso. Negli anni 1993/94 è stato Post-Doctoral Fellow in Pathology presso l’Harvard Medical School, Massachusetts General Hospital, Boston USA. La sua attività di scienziato a tempo pieno ha avuto inizio nel 1987 presso Il Centro di Ricerche Sperimentali dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena di Roma (IRCCS). Nello stesso Istituto ha ottenuto la posizione permanente di Dirigente di Anatomia ed Istologia Patologica a far data dal 1993. E’ autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali indicizzate, alcune delle quali con alto fattore di impatto sulla comunità scientifica internazionale. Nel 2002 ha ottenuto l’incarico di alta specializzazione per la diagnosi dei tumori tiroidei, presso l’Azienda Ospedaliera di appartenenza. Nel 2015 è stato inserito nella lista TIS –Top Italian Scientists – Via-Academy grazie all’alto impatto scientifico delle ricerche effettuate ed ha ottenuto riconoscimenti Internazionali come patologo esperto di carcinomi tiroidei – dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO- IARC ) e dall’Agenzia Internazionale del Cancro (Lyon cedex DB, France). Dal 2001 è anche Membro della Commissione di esperti valutatori progetti di ricerca EU nel settore delle Scienze, Ricerca e sviluppo.

Viviana
Delrio sulla squadra di Ministri del M5S. “E’ cabaret”
Berlusconi:”I ministri di Di Maio sono dei signori nessuno”.
Ah sì, molto meglio gente come Razzi, Scilipoti, Gelmini, Carfagna, Lotti, Alfano o Peppino er pupett???

Di Maio ha scelto come potenziali Ministri solo due persone del Movimento: Bonafede e Fraccaro. L’onesto e fedele Bonafede è stato indicato, per nostra fortuna, per un Ministero importante come la Giustizia, dove sono passati individui poco raccomandabili o molto di parte come Giuliano Amato, Giovanni Conso, Filippo Mancuso, Lamberto Dini, Piero Fassino, Roberto Castelli, Clemente Mastella, Angelino Alfano…Sono rattristata dall’assenza di Toninelli, che stimo molto, mentre mi va bene che manchi Fico, i cui meriti in tv non sono mai riuscita a vedere.
Capisco la difficoltà di Di Maio &soci per selezionare i migliori, mi spiace che lo stimabile storico dell’arte Tommaso Montanari si sia negato, e avrei preferito non vedere alla direzione del più grande patrimonio artistico del mondo un esperto di moda ma almeno un curatore di musei con visione moderna.
Mi dà noia che La Giannetakis messa agli Interni abbia firmato nel 2016 una petizione per votare Sì alle riforma costituzionale di Renzi, anche se lei nega di averlo fatto, sarebbe comunque una cosa grave. E avrei preferito per la scuola a cui tengo tanto una persona che non avesse mai partecipato come consulente alla riforma della Buona scuola di Renzi.
Quello che però apprezzo soprattutto è che al Lavoro e all’Economia siano stati scelti due keynesiani come Tridico e Roventino, e speriamo che, con un indirizzo economico opposto a quello della Troika (Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea a indirizzo iperliberista e turbocapitalista), se il Movimento dovesse vincere che dia finalmente un carattere politico-economico diverso a questo disgraziato Paese. Spero che che con loro i capitali pubblici non vadano solo a sostenere banche truffatrici e fallimentari, multinazionali e poteri forti ma investimenti utili al Paese e ai lavoratori.
La deputata Laura Castelli lavora con entrambi e dice: “Il neoliberismo ha fallito e ora in tutto il mondo economico internazionale si torna a Keynes e alla sua politica di investimenti pubblici”. Ugualmente Roventini afferma che: “Il Ministero dell’Economia deve tornare a finanziare la crescita economica e a ridurre la finanziarizzazione dell’economia”.
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Renato Sbrolla: “Eh no, dai. Alla salute dovevano mettere un malato e all’istruzione un somaro!


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1 commento »

  1. Il lupo, l’agnello e il Grillo.
    Marco Travaglio- 3 Mar 2018

    Disse il lupo all’agnello: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?”. Rispose l’agnello: “Come posso fare questo se l’acqua scorre da te a me?”. E il lupo: “È vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato”. E l’agnello: “Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato”. E il lupo: “Allora sarà stato certamente tuo padre”. E se lo mangiò. Dissero invece i partiti a Grillo: “Sai solo mandare tutti affanculo e comandi i 5Stelle come un dittatore”. Lui levò il suo nome dal simbolo dei 5Stelle, si riprese il suo blog, indisse le primarie online fra gli iscritti per eleggere il capo politico e candidato premier (fu scelto Di Maio) e annunciò la fine dell’èra del vaffanculo. Dissero allora i partiti a Di Maio: “Non hai mai lavorato, non hai esperienze istituzionali, sbagli i congiuntivi, sei il capo di una setta chiusa, non fai alleanze e ti circondi di incompetenti”. Di Maio ricordò che un po’ aveva lavorato e, in cinque anni di vicepresidenza della Camera, un po’ di esperienza nelle istituzioni l’aveva maturata, senz’altro superiore a quella di B. nel ’94, di Monti nel 2011 e di Renzi nel 2014.

    Poi, pur continuando a sbagliare qualche congiuntivo, riempì le liste 5Stelle di un buon numero di professori e professionisti (oltre a una dozzina di impresentabili e furbastri, subito espulsi). Candidò nei collegi vari esponenti della società civile non iscritti al Movimento. Si disse pronto ad alleanze con i partiti su un programma condiviso dopo il voto. E mantenne la promessa di indicare prima del voto ai cittadini (e, per cortesia, anche al Quirinale) i 17 ministri che intende proporre al presidente della Repubblica in caso di incarico per formare il nuovo governo. Niente di eccezionale, per carità. Nessun premio Nobel né Oscar né Pulitzer. Ma nemmeno impresentabili, inquisiti, cialtroni, analfabeti, fascisti, leghisti, xenofobi, complottisti, rettiliani, putiniani, No Vax, No Euro, No Luna. Anzi, tutta gente piuttosto esperta, almeno per curriculum: una criminologa all’Interno, una studiosa di geopolitica e migrazioni agli Esteri, un generale dell’ex Forestale all’Ambiente, due economisti all’Economia e allo Sviluppo, una ricercatrice di intelligence alla Difesa, un giuslavorista al Welfare, un oncologo alla Salute, un preside all’Istruzione, una dirigente delle Risorse agricole all’Agricoltura, un dottore in Legge agli Affari regionali, un campione olimpionico allo Sport, un docente di Diritto alla PA, un geomorfologo alle Infrastrutture, il direttore di un’accademia di Belle Arti ai Beni culturali, una docente di Statistica alla Qualità della vita, un avvocato alla Giustizia. Certo, niente che scaldi i cuori.

    E soprattutto nulla di paragonabile agli ultimi ministri supercompetenti e purtroppo uscenti del centrosinistra: la falsa laureata e manco diplomata Fedeli all’Istruzione, la dottoressa con tesi copiata Madia alla PA, la diplomata Lorenzin alla Sanità, il diplomato Orlando alla Giustizia, gli avvocaticchi Alfano agli Esteri e Boschi alle Riforme, l’esperto di calcetto & coop rosse Poletti al Welfare, il plurimedagliato alle Olimpiadi Consip Luca Lotti allo Sport, l’imprenditrice della moda Angela D’Onghia viceministra dell’Istruzione, il dermatologo Soro alla Privacy e altri con la faccia come il curriculum. Per non parlare degli ipercompetentissimi dei governi di centrodestra: l’ingegnere esperto in abbattimento di rumori Castelli alla Giustizia, il corruttore di giudici Previti alla Difesa, l’amico dei camorristi Cosentino al Cipe, l’intellettuale Gasparri alle Telecomunicazioni, la calippa Pascale candidata alle Provinciali di Napoli, l’igienista dentale Minetti consigliera regionale in Lombardia, la escort D’Addario candidata alle Comunali di Bari e via primeggiando. Poteva fare meglio, Di Maio? Certo che poteva. Avrebbe dovuto muoversi prima e preparare per tempo una classe dirigente omogenea, qualificata e fidata. O magari tenere qualche casella libera per il dopo-elezioni, quando la scelta dei possibili alleati sarà più chiara e scioglierà le perplessità di alcuni grossi nomi rimasti in stand by (per esempio nel settore cruciale della cultura, che merita molto più di un ministro esperto in moda e design). Ma le aspettative create dalla black propaganda contro i 5Stelle erano così terrificanti che ora finiscono col nobilitare anche oltre i meriti la lista dei loro “ministri preventivi”. Il solito boomerang, come per Spelacchio e per la campagna sui furbetti dello stipendio pieno.

    Siccome però il lupo perde il pelo (e i voti) ma non il vizio, eccolo passare alla fase tre: quella del “sarà stato certamente tuo padre”. Dopo mesi, anni passati a menarla con i grillini fascisti, leghisti, xenofobi, già d’accordo sottobanco con la Lega (ricordate il vertice Salvini-Casaleggio “svelato” da Repubblica?) per un governo populista e sovranista, i giornaloni non trovano nemmeno l’ombra di un destrorso in tutta la squadra dimaiana, fatta apposta per “tentare” LeU e almeno parte del Pd nel dopo-voto. E, dopo decine di titoli-bufala sul governo Di Maio-Davigo-Di Matteo, gli house organ berlusconiani e affini non ci trovano uno straccio di pm, ma nemmeno di cancelliere, nemmeno a pagarlo. Però qualcosa si inventa sempre.
    Che dire contro il generale Costa della Forestale (annessa ai Carabinieri dalla sciagurata controriforma Madia), campione della lotta contro gli avvelenatori della Terra dei Fuochi? Repubblica si fa solerte portavoce della presunta “ira della Difesa” con un titolo memorabile: “Pd all’attacco: gravissima caduta di stile. L’imbarazzo del Comando e l’ira della Difesa: non conosce la storia dell’Arma, viene dalla Forestale”. E un bel chissenefrega, ammesso e non concesso che un soggetto inanimato come la Difesa possa provare sentimenti di “ira”, per giunta per così poco, non ce lo vogliamo aggiungere? E che dire del preside-modello brindisino Salvatore Giuliano, scelto per l’Istruzione? Che “scoppia il caso”, anzi “è bufera”, perché Renzi dice che è amico suo e quello è stato consulente (gratis) del ministero, collaborando inizialmente alla Buona Scuola, salvo poi prendere le distanze dal testo finale: peggio del suo omonimo bandito siciliano.

    E come sputtanare l’aspirante ministra dell’Agricoltura Alessandra Pesce? Ha collaborato come tecnico al ministero sotto la gestione di Martina, dunque sarebbe “vicina al Pd” e allo stesso ministro, come se l’amministrazione fosse tutt’uno con i politici che pro tempore la guidano. Peggio che se avesse lavorato per Cosa Nostra. Poi c’è il tremendissimo professor Fioramonti, che insegna a Pretoria e una volta disertò un convegno con l’ambasciatore israeliano: dunque dev’essere di certo un antisemita nostalgico di Auschwitz (frequentava l’Amicizia ebraico-cristiana, ma fa niente).

    Notevole anche l’attacco concentrico di Libero e del manifesto contro i “tecnici” di Di Maio, con comicissimi paragoni con quelli di Monti: come se i tecnici fossero tutti uguali, e se professori tipo Rodotà e Zagrebelsky non fossero tecnici fin sopra la punta dei capelli, eppure di orientamenti opposti a quelli dei montiani, tipo Fornero. La Stampa, non sapendo più che inventarsi (fake news putiniane a parte, negli ultimi due mesi è riuscita ad annunciare sia il governo 5Stelle-Lega Nord sia il governo 5Stelle-Pd-LeU), titola: “Di Maio, la squadra dei prof sconosciuti”. Avrebbe preferito i prof fin troppo conosciuti che scrivono su Stampubblica, lavorano per la Fiat o per De Benedetti o per qualche banca limitrofa, i famosi prof che, quando si tratta di difendere lorsignori e scaricare i costi delle crisi sui poveracci, mettono sempre una parola buona.

    Anche Corrado Augias, su Repubblica, non l’ha presa affatto bene: “Se Di Maio forza le procedure istituzionali importunando la presidenza della Repubblica con offerte inammissibili (la famigerata email con la lista degli aspiranti ministri, ndr), perché una donna (la prof anti-Polizia, ndr) con evidenti problemi esistenziali non dovrebbe gridare il suo odio in mezzo a una piazza?”. In effetti, dalla mail di Di Maio alla P38, il passo è breve.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 3, 2018 @ 11:17 am | Rispondi


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