Nuovo Masada

febbraio 28, 2018

MASADA n° 1909 1-3-2018 MINCHIATE E COSE SERIE

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MASADA n° 1909 1-3-2018 MINCHIATE E COSE SERIE
Blog di Viviana Vivarelli

Salvini giura su Vangelo e Costituzione – Donazioni ed altri guai – Il caso de Luca – Liberisti contro populisti – ‘ En marche’ – Il pensiero unico di Renzi – I pataccari – Impresentabili e improvvisati – Miss vitalizio – Il crollo mentale di Berlusconi – Il programma di Berlusconi – Previsioni elettorali – Quattro candidati Ministri del M5S – Delusi e sfiniti gli italiani verso il voto –

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni

(Fabrizio de André)

Le nuove regole del PD ai suoi candidati: “Mai su Facebook da ubriachi”. Noi invece ricordiamo a voi di non andare alle urne ubriachi. Potereste rieleggerli.
LVIX1
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Salvini: “I nostri nonni emigravano ma erano diversi da questi”. Vero: massimo rispetto per Al Capone.
LVIX1
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Il NYT: “Berlusconi è uno statista saggio e moderato”. Si sono dimenticati di aggiungere che Gasparri è il nuovo Nobel per la fisica.
antoniocarano
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L’Italia è quel Paese dove chi lavora dovrà portare il braccialetto elettronico, mentre mafiosi come Matteo Messina Denaro se ne stanno in latitanza tranquilli.
mictod
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Berlusconi: “Ogni mattina alle 6 mi sveglio e vado a correre”. E sa che dovrà correre più veloce di un magistrato.
gmbugs

Berlusconi ha detto che prenderà con sé i grilli lasciati in mezzo ad una strada: Silvio so’ grillini non lucciole!
Albybianc
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Dopo Salvini che giura sul Vangelo il Papa ha fatto sapere che benedirà la folla a piazza San Pietro con l’acqua del Po.
ZioGnagno

Salvini si è convertito al cristianesimo. Certo dalla religione celtica deve essere stata dura. E ora col rito del dio Po come la mettiamo?
Viviana
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Ma poi quel Vangelo di Salvini lo hanno disinfettato?
Me l’immagino il museo storico della Lega: l’ampolla del dio Po, le corna del dio Thor, il Vangelo di Salvini… per non parlare del messaggio degli alieni di Orione

Juncker “in Italia si rischia un governo non operativo”. Quando si potrebbe avere subito la dittatura dei mercati senza manco le elezioni.
antonio carano
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Le parole di Junker HANNO PROVOCATO PERDITE DI BORSA PER 6,5MLD. Verranno recuperati dopo la prova del palloncino.
scemovillaggio
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Casini alla Casa del Popolo a Bologna. “Quindi è qui che cucinate i bambini?”.
ReNudo79
(Dovevano rispondergli: “Sì, ma li mangiamo crudi”.
Oppure: “Li maciniamo e li mettiamo nei turtlein”.
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NEVICA A ROMA

M5Ssicilia, scarcerati 21 boss. Per par condicio dopo aver visto i candidati alle prossime elezioni.
antonio carano
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Vedo la gente rivoltarsi nelle tombe.
sempreciro
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Quando Adinolfi ha saputo che stava per diventare padre è corso subito a comprate un completino per il battesimo.

“Turatevi il naso e votate Pd”, ha detto Renzi dopo lo scandalo rifiuti in Campania.
antonio carano
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Vasco Errani: “La sinistra sono io e non Casini”. Per dire com’è ridotta.
antonio carano
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A causa di un disguido Salvini giura sul Corano ed ora è costretto ad applicare la Sharia contro se stesso.

Matteo Salvini sfila per Gucci con la sua bella testa di c.. in mano

Ma la vedi la foto di Salvini che sfila per Gucci?????? Ma si può???? :-))))) E’ anche peggio di quella di Albertini in mutande che sfila per Valentino, almeno Albertini il c.. non lo teneva in mano!!!

DONAZIONI
Il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) ha certificato ufficialmente che i parlamentari del M5S hanno donato al Fondo per il Microcredito oltre 23,4 milioni di euro derivanti dal taglio dei propri stipendi personali, adempiendo così alle promesse fatte ai cittadini e ai principi inderogabili previsti dal Codice Etico del M5S. Più di 23,4 milioni di euro che hanno ad oggi contribuito a finanziare oltre 7.460 piccole e medie imprese e creato oltre 18.000 nuovi posti di lavoro.
Tra il 96% dei parlamentari che hanno donato gran parte del proprio stipendio e delle proprie indennità, particolare merito va a: Massimiliano Bernini che ha donato 334.398,28 euro; Da Villa Marco con 298.252,05 euro; Luigi Gallo con 279.884,20 euro; Giovanna Mangili con 268.485,02 euro; Paola Carinelli con 261.087,96 euro; Vincenzo Caso con 258.636,60 euro; Mirella Liuzzi con 257.941,46 euro; Ferdinando Alberti con 253.911,34 euro; Vilma Moronese con 249.475,98 euro e Daniele Pesco con 247.464,99 euro.
Abbiamo accertato, inoltre, che 8 parlamentari Della Valle, Pisano, Buccarella, Martelli, Bulgarelli, Cecconi, Benedetti, Cozzolino ed il consigliere regionale Gianluca Sassi, nonostante si siano comportati meglio di tutti gli altri parlamentari del PD, di FI, della Lega, avendo, comunque, fatto parziali donazioni dei propri stipendi e contribuito ad integrare il Fondo per il Microcredito, non hanno donato quanto promesso verso i cittadini, disattendendo gravemente le regole del M5S. Per questi motivi sono stati automaticamente espulsi dal MoVimento, anche se parte di loro ha provveduto a saldare quanto promesso.
Ci sono i casi di:
– Francesco Cariello ha una irregolarità negli ultimi bonifici. Ha continuato a sostenere di poter dimostrare la regolarità dei suoi bonifici. Non ci ha voluto dare l’autorizzazione di accedere ai dati in possesso del MEF e questo va contro il nostro principio di trasparenza. A questo punto è fuori dal Movimento.
– Giulia Sarti con una differenza di 19.399 si è già autosospesa. Lei ha dichiarato di non aver sottratto un centesimo e ha denunciato una persona a lei vicina.
– Gian Luca Sassi, consigliere regionale in Emilia Romagna: espulso.

Poi ci sono casi minori per cui è previsto un richiamo come:
– Federica Dieni che doveva fare un bonifico di 6139,93 euro. Non ha fatto un unico bonifico ma due. Il primo di 1739,63 euro (17/11/2014) e il secondo di 4401,10 euro ( 29/11/2014). Non riuscendo a caricare su i rendiconto.it entrambe le distinte ha caricato solo la prima modificando (falsando quindi la distinta) l’importo. La somma però è corretta, così come è corretto l’importo totale delle restituzioni.
– Emanuele Scagliusi che ad oggi ha restituito più di 223 mila euro. Ha modificato di mille euro la distinta del bonifico. Ha già provveduto a restituire la somma. E in accordo col Movimento verserà una mensilità di restituzione in più al fondo per il microcredito come penale per l’errore fatto.
– Silvia Piccinini, consigliere regionale in Emilia Romagna: sostiene che ci sia un errore della banca. Presenterà le prove.
– Barbara Lezzi che ha restituito 132mila 557 euro. Vi è un bonifico contestato di circa 3500 euro (-2,5%) immediatamente sanato. E in accordo col Movimento verserà tre mensilità di restituzione in più al fondo per il microcredito come penale per l’errore fatto.
Quanto certificato dal MEF, dunque, rappresenta un orgoglio per il M5S. Ad oggi abbiamo rinunciato e donato oltre 90 milioni di euro tra finanziamento pubblico ai partiti (rimborsi elettorali) a livello nazionale e regionale, donazioni dei parlamentari, regionali e europarlamentari, rinunce alle indennità di carica. E ciò senza che vi sia stata alcuna legge ad imporlo.
Da noi gli impegni, morali ed etici, presi nei confronti dei cittadini ed il rispetto integrale delle regole interne sono principi sacri. Chi non li rispetta si autoesclude immediatamente e non può più fare parte del M5S.

I 5stelle in realtà hanno donato di più dei 23 o 25 milioni di cui si parla. Hanno rinunciato a oltre 90 milioni di euro tra finanziamento pubblico ai partiti (rimborsi elettorali) a livello nazionale e regionale, donazioni dei parlamentari, regionali e europarlamentari e rinunce alle indennità di carica. E ciò senza che vi sia stata alcuna legge ad imporlo. E aggiungiamoci anche l’impegno scritto a rinunciate a vitalizi. Nemmeno di ciò questa informazione puttaniera intende parlare.

LIBERISTI CONTRO POPULISTI
Scrive Alessandro Gilioli che la sinistra non è finita solo in Italia ma in tutta Europa. Lo dicono i fatti: In Germania l’Spd ha appena il 20 %, in Spagna il Psoe il 22, in Francia il glorioso Ps di Mitterrand è praticamente sparito, in Italia il Pd è in caduta a picco e non raggiungerà il 22%.
Macron vuole esportare in tutta Europa il suo sistema, ma Macron è il candidato dalle banche francesi, non certo dai più poveri. Il suo partito ‘En Marche’ è basato sul nuovo bipolarismo che non è più tra cdx e csx, ma tra liberali-europeisti da una parte e populisti-anti Europa dall’altra. Gli slogan del nuovo partito europeo ricordano tanto quelli di Renzi: “Facciamo la rivoluzione liberale»,«Portiamo il nuovo contro il vecchio» ecc. Renzi vorrebbe tanto stare dalla parte di Macron e Rivera. Con Rivera si è incontrato un mese fa, a Roma, proprio per parlare del progetto comune transnazionale. Ma gli servono due cose: sopravvivere col proprio potere nel Pd e portare ad esaurimento il berlusconismo, travasando i suoi adepti nel nuovo soggetto macroniano. A questo gli serve anche la Bonino con il suo ‘Più Europa”.
Ma ieri Veltroni gli è andato contro, parlando in senso esattamente contrario al progetto Macron-Rivera-Renzi, che cancellerebbe totalmente ogni radice socialdemocratica alla sx europea per passare definitivamente a un liberismo di centro, quello dei magnati, delle multinazionali, delle gradi banche che ne sarebbero ben lieti e che per questo hanno appoggiato prima prima Monti, poi Letta, poi Renzi.
Ecco perché, a pochi giorni dalle politiche, si pensa già alla Europee dell’anno prossimo.
Perché tra un anno si vota per il parlamento Ue e può essere l’occasione per mettere fine alla storia del Pd. Almeno del Pd com’era agli inizi, come progetto in cui si fonde la tradizione dei cattolici di sinistra e quella degli ex comunisti.
E col nuovo partito liberista europeo ‘à la Macron’ la sinistra italiana sarebbe definitivamente morta.

Livia
‘En marche’ rappresenta un semplice travaso di consenso a meri fini illusionistici. I vari partiti del continente una volta socialdemocratici hanno da tempo deciso di proteggere gli interessi dei ceti alti, della grande industria e finanza, espressi dalla UE fino dalla sua fondazione, esplosi nell’atto unico (1986) e poi nel trattato di Maastricht (1992). Meccanismi giuridici tesi a restaurare il liberismo economico torcendo in tal senso le Costituzioni uscite dalla guerra, ancora socialdemocratiche, garanti del diritto del lavoro e dei salari diretti indiretti e differiti.
Quando i ceti bassi hanno cominciato a non votarli più, quando a loro s’è aggiunta la media borghesia, troppo allegramente sacrificata sull’altare del gran capitale negli ultimi dieci anni, non potendo ancora abolire il suffragio universale, è divenuto giocoforza fare un bel po’ di ammuina, cambiando il contenitore, ormai definito, con un mantra già stantio, “vecchio e corrotto”.
Cambiare il contenitore, non i principi ispiratori, non i programmi e manco il contenuto: la presenza di un vecchio arnese atlantista e liberista come Bonino dice tutto su queste pretese trasformazioni e sulla direzione che esse prenderanno.
Votateli gente! votateli bene, votateli tutti, ché ci vuole come ognun sa più EU(ropa). “Cittadini”: no, schiavi, servi feudali.
P.S.: ironia della sorte, lo slogan “En marche” campeggia su una cartolina del regime collaborazionista di Vichy che mostra tutte le nazioni d’Europa, rappresentate come pulcini con una bandierina al collo, marciare sotto le ali della gallina Germania mentre l’Inghilterra, il pulcino capriccioso, se ne va da sola a chiudersi nel pollaio deserto. E sarebbe questa la novità, la cittadinanza, il modello sociale…??
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Giorgio
Il PD è,come ogni partito, una istituzione verticistica, democratica per finta. Prova è che l’opposizione interna è stata costretta a creare un nuovo partito per avere anche solo la possibilità di esprimere un’opinione diversa,in barba al conclamato dibattito interno dove in realtà c’è solo il pensiero unico di Renzi e della sua schiera di fedelissimi
Non possiamo nemmeno sperare, se Renzi andrà molto male, un fisiologico ricambio ai vertici, visto che lui ha ribadito che non lascerà in caso di sconfitta, con buona pace della finta democrazia che regna in questa accozzaglia di drogati.
L’europeismo poi del Pd è un europeismo bifronte; da un lato strizza l’occhio alle istituzioni europee centrali, dall’altro contesta i suoi vincoli. Sicché dire che il Pd è “un partito liberale riformista, plurale (a vocazione maggioritaria), capace di coniugare sviluppo e garanzie,i nterpretando i tempi e affrontandone le nuove sfide” è solo fuffa buttata su un simulacro della peggior metodologia di stampo fascista, contraddetta dalla frase di Calenda sul caso Embraco su quelle regole europee che avrebbero dovuto portare prosperità e sviluppo per tutti e che si sono rivelate solo il grimaldello perché pochi continuassero ad arricchirsi in barba al generale impoverimento di molti.
A fronte di questo abbiamo il proliferare inconsulto di sempre nuove leggi e riforme solo per poter dire di averle fatte. Ché, come dice Ferraris , l’imbecillità trova la sua massima espressione nella fretta di decidere tipica dello stolto.
“Se in nome della meta non si può discutere la direzione, in nome della direzione non si può discutere la forza e in nome della forza non si può discutere la volontà, lì c’è un fascismo in atto. In democrazia il cosa ottieni non vale mai più del come lo hai ottenuto e il perché di una scelta non deve mai farti dimenticare del per chi la stai compiendo. Se i rapporti si invertono qualunque soggetto collettivo diventa un fascismo, persino il gruppo parrocchiale o una bocciofila. (Murgia)
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Giuseppe Palma scrive:
“Tutta l’area del centrosinistra, Pd compreso, è rimasto privo di contenuti. Si tratta della peggiore campagna elettorale della storia, dove nemmeno le solite promesse sul lavoro stanno trovando più spazio. Tant’è che Renzi, Bonino e Boldrini – ciascuno per la propria lista – hanno proposto il vuoto a perdere degli “Stati Uniti d’Europa“, vale a dire lo smantellamento definitivo dello Stato italiano. La strage di Macerata è servita per riempire la propria inutile e vuota campagna elettorale con la solfa dell’anti-razzismo e, soprattutto, dell’anti-fascismo. Siamo nel 2018 e, per l’ennesima volta, la sinistra liberista amica del capitale internazionale ha rispolverato l’anti-fascismo in assenza di fascismo. Non potendo più garantire salari e diritti fondamentali del lavoratore a causa dell’euro e dei vincoli capestro dettati dai Trattati europei, da Renzi a Grasso – passando dalla Bonino alla Boldrini -, tutti sono tornati ad impostare la propria campagna elettorale sull’anti-fascismo, cioè il niente travestito da nulla. Anzi proporre gli “Stati Uniti d’Europa“, che tradotto significa smantellamento dello Stato nazionale, equivale ad un atto tirannico ed eversivo ben peggiore di qualsiasi fascismo. Tanto più che la Costituzione vieta espressamente la revisione della forma repubblicana (art. 139 Cost.), dove per “forma repubblicana” non si intende soltanto la forma di Stato opposta alla monarchia, ma soprattutto i tre elementi costitutivi dello Stato: popolo, territorio e potestà di imperio, cioè la sovranità. Proporre gli “Stati Uniti d’Europa” come hanno fatto Renzi, Bonino e Boldrini (quindi ulteriori ed illegittime cessioni di sovranità in favore dell’antidemocratica sovrastruttura EUropea) significa abbattere illegittimamente la “forma repubblicana”, quindi un atto più che fascista, addirittura eversivo e contrario al dettato costituzionale, quella stessa Costituzione di cui oggi i finti antifascisti si lavano la bocca. Ma ciononostante, tutta l’area del centrosinistra se la prende con un fascismo che non c’è più.
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I PATACCARI
Viviana Vivarelli
Salvini, come Berlusconi, come Renzi, mente come respira. Anche Bossi urlava sulle piazze nella piana di Pontida contro “il mafioso di Arcore”, “il grande fascista”, “il suin Napoleone” e lo chiamava ‘Berluskaz’ o ‘Berluskaiser’; diceva che Berlusconi è “peggio di Mussolini”, “un mostro antidemocratico”, “Un nazista, nazistoide, paranazistoide”, un “incapace”, una “febbre malarica”, con una “tendenza alla vaccaggine”. “Bisogna che si mettano in testa tutti. diceva-anche il Berlusconi-Berluskàz, che con i bergamaschi ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto, che sarei arrivato fino in fondo, per avere il cambiamento. E non c’è villa, non c’è regalo, non c’è ammiccamento che mi possa cambiare strada… Berlusconi deve sapere che c’è gente che ne ha piene le tasche e che è pronta a far il culo anche a lui” (1994).Berlusconi è “Wanna Marchi”, “bollito”, “povero pirla”, “ubriaco da bar”, “piduista”, “molto peggio di Pinochet”.
Berlusconi, di rimando, definiva Bossi “un uomo dalla mentalità dissociata”, “ladro di voti”, “pataccaro”, “cadavere politico”, “sfasciacarrozze” con il quale “non mi siederò mai più allo stasso tavolo”.
Poi all’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2001, i due leader del centrodestra capirono che solo una nuova alleanza avrebbe garantito la vittoria nel collegi elettorali del Nord e quindi nel Paese, come in effetti avvenne. Cinque anni di insulti sanguinosi furono archiviati, Berlusconi ritirò la montagna di querele contro Bossi e La Padania. Questo sono sempre stati e questo sono anche ora.

MINISTRI M5S
Per il Ministero del LAVORO, Pasquale TRIDICO, 43 anni, docente di Politica economica a Roma Tre con diverse esperienze all’estero (da Vienna a Dublino), critico nei confronti del Jobs Act .. Il suo lavoro più recente, per il Cambridge Journal of Economics si concentra sui “fattori che determinano la diseguaglianza del reddito nei Paesi Ocse”.
Dal 2013: abilitazione per professore ordinario in politica economica
Dal 2015: Professore associato in Politica economica presso l’Università di Roma Tre, Dipartimento di Economia
Dal 2013: cattedra Jean Monnet in Studi economici europei
Segretario generale dell’EAEPE (eletto)
Coordinatore della Laurea Magistrale Mercato del lavoro, relazioni industriali e sistemi di welfare (2 anni di Master in Mercato del lavoro, Relazioni industriali e Sistemi di welfare)
Direttore del Master in Sviluppo umano e sicurezza alimentare
Insegnamento: Economia del lavoro, Politica Economica, Crescita economica e sistemi di welfare, Economia dello sviluppo (Master HDFS).

Per il Ministero dell’AGRICOLTURA, Alessandra PESCE, dirigente del Mipaf, Ministero Delle Politiche Agricole Alimentari E Forestali. La Pesce è dirigente di ricerca presso il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA). Ha un dottorato di ricerca in Agricoltura Istituzioni e Ambiente per lo Sviluppo Economico e si è sempre occupata di ricerche nel campo economico agrario. Nel 2006-2009 è stata responsabile del settore di ricerca sullo sviluppo rurale e dal 2009 al giugno 2014 è stata responsabile del settore ricerche macro-economiche e congiunturali. Da luglio 2014 fa parte della Segreteria tecnica del Vice Ministro Andrea Olivero. E’ autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche e ha curato diverse edizioni del Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura, uno strumento di analisi e riflessione sull’andamento dell’agro-alimentare in Italia.
Si è occupata dell’applicazione delle politiche di sviluppo rurale e di sostegno al settore agricolo, con analisi di impatto e di verifica dei risultati. I lavori sono stati presentati su tavoli internazionali.

Per il Ministero della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, Giuseppe CONTE, docente di diritto privato presso l’Università di Firenze. Ha approfondito i suoi studi alla Yale University, alla New York University, al Girton College (Cambridge), alla Duquesne University, a Parigi, a Vienna. Ha tenuto corsi monografici e integrativi di Diritto privato presso le Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma III, della LUMSA, dell’Università di Sassari e presso l’Università di Malta, specializzato in Pubblica Amministrazione, deburocratizzazione e meritrocazia, ordinario di diritto privato all’università di Firenze. Fa parte del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, una sorta di “Csm” del Tar e del Consiglio di Stato, e ha presieduto la commissione speciale del Consiglio di Stato che ha “destituito” Francesco Bellomo, il consigliere finito nella bufera per i corsi per aspiranti magistrati conditi da avance, minigonne e “contratto”.
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Gentiloni ha detto che questa presentazione è surreale. Surreale è piuttosto andare a votare non sapendo che cosa verrà fatto del proprio voto e in, una democrazia, la presentazione preliminare della propria squadra di governo dovrebbe essere obbligatoria affinché l’elettore sappia prima chi sono i potenziali Ministri e non si ritrovi gente come Mastella alla Giustizia o la Fedeli all’Istruzione o la Lorenzin alla Sanità o Bossi alle Riforme Istituzionali o Alfano agli Esteri.
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Alessandro: Gentiloni è la prosecuzione del governo Renzi, cosa possiamo aspettarci di nuovo ?
Dice Giorgio Meletti: “In questa campagna elettorale c’è un’impostura. Si descrive, anche molto autorevolmente, il candidato eterno premier Paolo Gentiloni come profeta del governo serio e responsabile. Sarà lui a preservare la stabilità del Paese dalle insidiose promesse “spendi e spandi” dei candidati? Bisogna essere un po’ storditi per credere che l’erede e continuatore di una storia che ha i suoi pilastri in Berlusconi a Renzi ci tutelerà dalle promesse irresponsabili di Renzi e Berlusconi.”
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Marckus87
Gentiloni pensa sia surreale? forse perché loro sono abituati a fregarsene di chi li vota e chi rappresentano.

A NESSUNO IMPORTA DELLE SORTI DELLA COMUNITA’
Bruno p. Napoli
Vincenzo De Luca è incazzato nero ce l’ha col mondo intero ma soprattutto col M5S e con la redazione di Fanpage per quello che ha pubblicato e che ancora pubblicherà dove saranno messi sotto la lente di ingrandimento i metodi del malaffare sulla gestione dei rifiuti che coinvolgono tutte le regioni d’Italia.
Ciò che però veramente rode al neogovernatore non è il fatto corruttivo in se stesso ma la pubblica ammissione da parte dei partiti che durante le votazioni per eleggere il Presidente della regione Campania ci sia stato un patto clientelare tra il PD e qualcos’altro di non meglio identificato.
O meglio Biagio Iacolare ha avuto la sua carica di Presidente alla partecipata della regione in materia dei rifiuti e De Luca è diventato governatore con i voti dei De Mitiani portati da Iacolare e il suo entourage. Un patto PD-UDC che rivediamo anche in queste elezioni con la candidatura di Casini e altri transfughi democristiani.E Renzi adesso che dice?Ma davvero crede che gli elettori di sx non si siano accorti dello schifo che sono stati costretti ad ingoiare per anni?
Sbraitano,parlano di legalità,di metodi poco ortodossi da parte di Fanpage,vogliono incontri e scontri in tv con gli esponenti del M5S e per parlare di cosa?
Di cosa devono essere convinti gli spettatori elettori? Delle vostre meraviglie che andate decantando ai quattro venti nascondendo sotto il tappeto la piaga della partitocrazia che compra letteralmente i voti per stare al potere?
Vincenzo e Matteo(non mi abbasso a storpiare i vostri nomi) non abbiamo nient’altro da dirci,non serve alcun dibattito televisivo la questione è già chiara: i partiti se ne fottono altamente delle sorte dei loro elettori l’unico vere interesse è il potere a tutti i costi.
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IMPRESENTABILI E IMPROVVISATI
Marco Travaglio-27 Feb 2018
Una decina di furbastri dello stipendio intero, quattro massoni, un imprenditore che sa di essere indagato per reati finanziari e non lo dice, un altro che nasconde una vecchia condannetta prescritta per dvd taroccati, un tipo manesco che si fa i selfie con uno Spada e vanta una casa popolare da 7 euro al mese, tre o quattro ex iscritti o candidati di altri partiti. Quasi tutti espulsi, cioè preventivamente sottratti – in caso di elezione – al prossimo gruppo parlamentare dei 5Stelle. A leggere i giornaloni, pare che i candidati del M5S siano tutti così, ma dei giornaloni e dei tg a rimorchio ormai è inutile parlare, tanto è scoperto il gioco sporco che fanno (chi li legge pensa che le liste “impresentabili” siano quelle di Di Maio, non quelle di Renzi con 29 inquisiti, di Berlusconi con 22, di Salvini con 9, di Noi con l’Italia con 8 ecc.). Ma le scelte sbagliate dei pentastellati dovrebbero indurli a una bella autocritica. E non per l’effetto mediatico negativo che hanno causato, oscurando le parti buone del programma e le tante candidature eccellenti (secondo l’Espresso, i baluba grillini ignoranti e incompetenti hanno il più alto tasso di laureati in lista): senza quei casi, i media ostili a “prescindere” – cioè quasi tutti – si sarebbero inventati qualcos’altro. Come dimostra l’incredibile linciaggio del comandante De Falco per un’accusa di violenze in famiglia, poi smentita persino dall’ex moglie.
No, l’autocritica che, subito dopo le elezioni, dovrebbero fare tutti, da Casaleggio a Grillo a Di Maio in giù, riguarda il meccanismo di selezione delle candidature e, più in generale, della classe dirigente. Che, anche con i correttivi apportati negli ultimi mesi, si è dimostrato inadeguato e rischioso. Intendiamoci: ogni sistema di selezione ha i suoi pro e i suoi contro, e non ne esiste nessuno perfetto. Alcuni dei casi di incompatibili (a norma di statuto e codice etico) emersi dopo la presentazione delle liste avrebbero superato qualsiasi vaglio preventivo. Se uno è indagato e non te lo dice, puoi chiedergli il casellario giudiziale (registra solo le condanne definitive, e nemmeno tutte: quelle troppo recenti non ci sono ancora, quelle vecchie sono spesso cancellate dalla “riabilitazione”) e l’interpello alla Procura di residenza su eventuali indagini (alcune sono coperte da omissis, altre sono aperte in altre procure, come nel caso del potentino Caiata indagato a Siena), ma la cosa non verrà mai fuori. O verrà fuori quando le liste sono già state consegnate e timbrate.
Quanto alla cosiddetta “Rimborsopoli” (che poi è una storia di donazioni promesse e non fatte), il M5S l’avrebbe evitata solo creando un fondo interno per la raccolta, dove controllare mese per mese i versamenti per poi girarli al ministero dell’Economia: invece hanno optato per un fondo direttamente presso il governo, dove una gentile manina ha spifferato i donatori morosi quando ormai erano in lista. Il resto degli incandidabili nasce da una svolta giusta e attesa da tempo: l’apertura dei collegi uninominali agli esterni, cioè ai non iscritti al Movimento, che si sono fatti avanti o sono stati sollecitati a farlo per intercettare consensi più ampi, nello spirito del maggioritario che premia un solo candidato per collegio. Alcuni indipendenti si sono rivelati inadeguati e, quando sono emersi alcuni loro altarini (grembiulini, tessere partitiche o guai giudiziari), è scattata la scomunica. La trasformazione del M5S da setta impenetrabile in movimento aperto alla “società civile” è un fatto positivo e un segno di maturazione, nel solco delle esperienze delle giunte Raggi, Appendino e Nogarin, che hanno attinto assessori fra i non iscritti, soprattutto nelle aree culturali della sinistra e dell’ambientalismo tradite dai partiti. Ma la svolta è arrivata troppo tardi, rispetto al tempo necessario per passare ai raggi X gli “esterni”. Se le primarie per il candidato premier si fossero svolte già l’estate scorsa, Di Maio avrebbe avuto 6-8 mesi per appellarsi alla società civile e scremare le autocandidature senza la fretta precipitosa dell’ultimo minuto. Che ha portato a molti errori, scoperti solo col senno di poi, ma figli di liste annunciate last minute. Comunicarle un mese prima di presentarle avrebbe aiutato a far emergere alcuni incompatibili in tempo utile per rimpiazzarli.
Lo stesso discorso vale per la squadra di governo. È giusto, anzi sacrosanto comunicarla prima del voto. Ma non sarebbe scandaloso tenere coperte le carte di alcuni nomi contattati e disponibili ma solo dopo il 4 marzo, quando le bocce saranno ferme, i numeri saranno certi e le possibili alleanze o convergenze saranno più chiare. Ciò che conta è che l’infelice esperienza fatta con diversi esterni non induca i 5Stelle a rimpiangere i vecchi vizi del settarismo. Le centinaia di Meetup che supportano il M5S nei territori come un tempo facevano le sezioni di partito devono continuare ad aprirsi, organizzando iniziative con professori, professionisti, esperti e cittadini non iscritti per selezionare, anche con corsi di formazione, le candidature indipendenti della prossima tornata elettorale. Che potrebbe essere vicina. Solo frequentando le persone, conoscendole, discutendo con loro e condividendo la Politica si può distinguere chi vuole rendere un servizio da chi cerca solo il taxi più comodo e rapido per arraffare una poltrona. La “società civile” non è un detersivo che lava più bianco. Contiene tutto e il contrario di tutto. In parte è migliore della classe politica, in parte è uguale, in parte è addirittura peggiore. Bisogna setacciarla, conoscerla, metterla alla prova e poi, possibilmente, scegliere il meglio.

DOPO 27 ANNI, DA PARTE DEL GOVERNO SI COMINCIA A RICONOSCERE CHE LA TAV IN VALSUSA E’ UNA CAGATA PAZZESCA
PERO’ SI VA AVANTI LO STESSO…

Così il giudizio di Crozza

MISS VITALIZIO
A 41 anni appena compiuti è già in pensione e percepisce 5100 euro netti al mese. Claudia Lombardo, ex Presidente del consiglio regionale della Sardegna, è stata soprannominata “Miss Vitalizio”. In politica dal 1994, fin da quando aveva 22 anni, ha lasciato da poco la carica. Ma i soldi continuano ad arrivare.
“Prima dei cinquant’anni mai!”, aveva giurato tempo fa la baby pensionata. Ora, però, è ‘costretta’ a tornare sui suoi passi. “Capisco che la cifra possa generare indignazione nell’opinione pubblica, ma non sono norme che abbiamo approvato noi”, ha detto. Incalzata dal giornalista che le chiede: “Ma le norme varate nel dicembre del 2012 dal Governo Monti non fissavano l’età per il vitalizio a 66 anni?”, la Lombardo risponde: “Sì, ma dicevamo anche che da questa prescrizione erano esentate le regioni che avevano già legiferato. E noi avevamo già messo tutto nero su bianco un anno prima, nel novembre 2011, quando appunto abolimmo il vitalizio”.
Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera ripercorre le tappe della carriera di Miss Vitalizio: “La ragazza era stata eletta giovanissima, senza aver mai lavorato un giorno in vita sua, al consiglio regionale della Sardegna. Merito della bellezza, dei riccioli biondi, del ‘tocco magico’ che aveva allora Berlusconi, dei voti di papà Salvatore. Il quale, consigliere socialista confluito in Forza Italia, le aveva lasciato in eredità il seggio come fosse un comò”. Poi l’elezione a Presidente del Consiglio regionale della Sardegna nel 2009 fino al 2014.
Un record assoluto per la Lombardo che è riuscita a superare anche gli 8445 euro al mese percepiti da Claudio Gambale, entrato alla Camera nel ’92 e andato in pensione nel 2006, a soli 42 anni. “Certo non sono gli unici a essere andati a prendere il vitalizio giovani o giovanissimi. Era successo a 49 anni, per lo strascico delle vecchie regole, ad Alfonso Pecoraro Scanio, a 48 a Rino Piscitello, a 46 ad Antonio Martusciello – scrive Gian Antonio Stella – un insulto a tutti quegli italiani che, dopo anni di polemiche infuocate, erano convinti che certi privilegi inaccettabili fossero da tempo alle spalle”.

Diego Fusaro
Quando si sarà capito che immigrazione di massa, ius soli e abbattimento dei confini sono i desiderata della classe dominante liquido-finanziaria per meglio massacrare la classe dominata dei lavoratori sarà troppo tardi.
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Giorgio Cremaschi
Ecco Salvini a Milano che fa il vucumprà ..neanche i democristiani 60 anni fa esibivano simboli religiosi ai comizi ..e questo colossale cretino vorrebbe fare il Presidente del Consiglio ? Ma se sarebbe bocciato pure come sacrestano …con tutto il rispetto per i sacrestani..

Ma con che faccia Salvini viene a chiedere il voto degli italiani?

Dopo aver giurato su Odino, poi sul dio Po e infine sul Vangelo, ora Salvini ha migliorato il tiro: giura sulla Guida Extragalattica degli autostoppisti. Alla fine qualcuno nella galassia che gli dia una poltrona lo troverà.
Intanto sembra che Berlusconi abbia finalmente tirato fuori dal cappello il nome del leader del centrodestra: la Bonino!
Per la serie: se non sono dei buffoni non li votiamo!

DiMaio sale al Quirinale con le liste, ma Mattarella non lo riceve. Il segretario generale gli ha però confermato che le liste vanno bene: “due prosciutto e funghi e tre margherita, grazie”.
pbecchi & LVIX1
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Giorgio Cremaschi
A Taranto si lavora in callcenter per 33 centesimi l’ora.. Questa è l’ Italia del Jobsact del brutale sfruttamento del lavoro del ritorno alla schiavitù ..E quando vogliamo abolire tutto questo c’è chi dice: quanto costa? Ma vergognatevi!

Valemameli
Veltroni: “Dopo il voto, se non ci sarà una maggioranza chiara, servirà fare una legge elettorale con un premio di maggioranza, e tornare alle urne”
Ma scegliersi un’urna e non uscirne più, no?
Non dovevi andartene in Africa?

IL CROLLO MENTALE DI BERLUSCONI
I giornalisti stranieri sono molto meravigliati che nessuno dei media italiani sembri non notare lo stato di confusione mentale di Berlusconi. Recentemente si è vantato di aver portato le pensioni a mille lire al mese, confonde euro con lire e, quando parla del Pil o del debito pubblico, dimentica i miliardi. E’ arrivato a dire che, quando era al Governo, ha abolito 411.000 leggi? Ma quando? Ma quali? Le leggi in Italia in tutto sono 150.000. Forse ha abolito tutte le nostre più quelle di qualche altro Stato.
“Eppure- scrive Gavin Jones, corrispondente di Reuters (agenzia di stampa britannica) i media continuano a trattarlo con reverenza e, quando lo intervistano, si guardano bene dal fargli domande sui suoi processi, sulle sue condanne, sul suo conflitto di interessi, sui processi ancora in corso. In Inghilterra non esisterebbe mai che in una campagna elettorale non venisse citato uno a processo per corruzione di testimoni” (e figuriamoci se fosse a busta paga della mafia!).
Dice sempre Gavin Jones: “La campagna elettorale sembra finta. L’idea di fondo è che non vincerò nessuno e troveranno un accordo dopo il voto.La mia impressione è che nessuno abbia mai voluto dargli il colpo di grazia né a sx né a dx. Renzi ha disegnato la legge elettorale insieme a Berlusconi per danneggiare i 5stelle. Ma Berlusconi non è più così popolare. Forza Italia potrebbe prendere il 16%. Dunque il 10% degli elettori. Il che vuol dire che 9 italiani su 10 non votano Berlusconi. Eppure è ancora lì a capo di uno schieramento che potrebbe vincere le elezioni”.
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Io: O forse no, visto che il Pd sembra inchiodato al 22% e potrebbe prendere anche meno. Così che, fra Pd e Fi non farebbero nessuna maggioranza. Per questo Renzi ha cominciato a dire che è risposto a una alleanza che comprende tutti. Tutti, cani e porci, purché siano contro il M5S. Ma che bella democrazia!

Qualcuno dica a Salvini che quel libro su cui ha giurato è stato scritto in aramaico da 4 extracomunitari.
sempreciro

Sta arrivando Burian dalla Siberia.
BufalaNews‏ : Arriva il freddo, Studio Aperto consiglia agli anziani di uscire nelle ore più calde e di bere molto antigelo.

IRA DIVINA

Candidato al Sud con Salvini, sfila sotto una bandiera “Prima il Nord”. Era dai tempi di Cristoforo Colombo che non si faceva tanta confusione sulla rotta.
GiuseppeGDB

Salvini in piazza col Vangelo: “Questo sig. Mosè del PD la deve smettere di salvare i migranti aprendo le acque”.
katadaniele
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Giura sulla Costituzione, giura sul Vangelo, giura sul Codice Civile poi su quello Penale, fai la giravolta, falla un’altra volta, giura sul menù del ristorante, giura sulla boccia del Barbera, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu.
LVIX1

Dopo il giuramento di Salvini sul Vangelo, in Tribunale fanno giurare su Topolino. DaniloPetrelli
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Viviana
Ma cosa aspetta Salvini? Che Cristo scenda per la seconda volta in Terra e lo prenda a mazziate?
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La possibilità che per racimolare altri due voti Salvini gridi “Allah akbar” nel centro commerciale di Cinisello Balsamo, è quotata a 1,35 dai bookmaker.
sempreciro
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Dopo il giuramento di Salvini sul Vangelo, i Corinzi hanno risposto a S. Paolo: “Ma che cazzo sta dicendo?”
giulysua

Salvini giura sul Vangelo, brandendolo in mano davanti alla folla, e scatta la reazione indignata dei cattolici. L’arcivescovo di Milano Mario Delpini dice: “Nei comizi si parli di politica”, ha commentato laconico poche ore dopo l’irreale giuramento.
Poi la sciabolata del direttore de La Civiltà Cattolica, il gesuita padre Antonio Spadaro che lancia l’allarme per la formazione di inediti “fondamentalismi evangelicali e integralismi cattolici”, in cui la politica si arrogherebbe la pretesa di esternare giudizi morali di carattere sempre più assoluto.
L’attacco, come rilancia su Facebook il teologo della Villanova University Massimo Faggioli, è sferrato verso “l’uso blasfemo di simboli cristiani da parte della ‘politica della paura’”. Volano offese e parole grosse. Non sfugge ai commentatori che il rituale con l’ampolla contenente l’acqua del Po è ormai solo un lontano ricordo.
Sono molti anche gli esponenti del mondo cattolico che fanno sentire la loro voce, tra intellettuali, sacerdoti e politici: “Ma ha letto cosa c’è’ scritto dentro?” scrive l’economista Leonardo Becchetti, firma di Avvenire.
“Salvini giura sul Vangelo: peccato che così facendo mostri di non conoscerlo bene. Perché, proprio nel Vangelo, Gesù dice di non giurare. Su nulla”, ribatte don Mauro Leonardi, opinionista e volto televisivo per vari quotidiani e trasmissioni.
“Non nominare invano. Gli ultimi saranno i primi. Ero straniero e mi avete accolto (Tutto il resto viene dal maligno) ”, scrive invece la sociologa Chiara Giaccardi.
E il sindacalista Marco Bentivogli, segretario della FIM CISL: “‘…Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere. Fui forestiero e non m’accoglieste…’. Matteo 25, 35-45 . Salvini, su quale Vangelo hai giurato? Sai che Gesù era un migrante mediorientale?”.
E il leader de Il popolo della famiglia Mario Adinolfi replica: “Consiglio a Salvini, prima di giurare sul Vangelo, di leggerlo. Non scherzi con il Vangelo e il Rosario. Non sono l’ampolla delle sorgenti del Po, che ai tempi il giovane padano venerava”.
È vero che anche Trump ha giurato sulla Bibbia, ma questo semmai conferma l’esigenza di finire una tale tradizione per sottrarsi ai rischi di blasfemia. Cosa significa giurare sulla Bibbia per un politico? Che le sue azioni saranno sempre coerenti con le parole del Testo?

Siamo a pochi giorni del voto e ancora non solo non sappiamo quali Ministri saranno messi in campo da nessun partito e quale sia il suo programma ma nemmeno chi è il leader del centrodestra.
Berlusconi ormai delira, prima decide che il leader del centrodestra è il generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli, poi il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, ora tira fuori Emma Bonino, che è come una bella figlia che va con chi se la piglia.. Nei fatti, l’unico che Berlusconi potrebbe accettare come leader supremo è Berlusconi, visto che nel cdx non ha mai voluto le primarie, ma la sua propria candidatura è impossibile perché lui è incandidabile per le legge Severino fino al 2019, così traccheggerà e appoggerà governi provvisori, di scopo, o di fanfaluche simili fino al 2019, per candidarsi lui stesso, cosa possibile se non muore prima. Salvini rosica e può giurare sul testo sacro che gli pare ma i soldi di Berlusconi non ce li ha e nemmeno l’appoggio della finanza europea e della Merkel, per cui.. zitto e mosca.
Certo il 4 marzo potrebbe far vedere sorci verdi a entrambi, ma sta di fatto che se riescono a fare l’inciucione, Renzi + Berlusconi, Salvini può saltare come uno straccio vecchio. E non gli gioverà sventolare il Vangelo o apparati simili. Per quanto, visti i precedenti della Lega, il Mein Kampf sarebbe stato più idoneo.

Se ho capito bene dal 5 marzo non paghiamo più tasse, imu, bollo auto e canone Rai. Ci daranno dei soldi per stare a casa e se proprio vogliamo lavorare avremo ampia scelta, e per tutti un IPhone nuovo con chiamate illimitate e 50 giga al mese
sempreciro
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“Mi pare evidente che se si presenta un curriculum dove scrive che non possiede nemmeno un telefono, lei abbia poche possibilità di essere assunto, caro signor Jobs. Veda di procurarsene uno”. (Curriculum di Steve Jobs, anno 1973)
SteveJobs
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Anche gli insegnanti italiani vorrebbero essere armati: per sparare sui gruppi whatsapp delle mamme.
giulysua
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Berlusconi: ‘I Cinquestelle sono peggio dei comunisti’. Mangiano anche i bambini non vaccinati!
chiagia

TRAVAGLIO E BERLUSCONI
La vittima. “Io, al contrario, sono stato una vittima della mafia: per proteggere i miei figli, dovetti assumere una polizia privata” (Berlusconi, 25.2). I poliziotti privati, per la cronaca, si chiamavano Macello Dell’Utri e Vittorio Mangano.
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Per via rettale. “Vi dico la cura che mi consente di restare giovane alla mia età: vi do il nome delle mie supposte!” (Berlusconi ai giovani di FI, 21.2). Le conosciamo da 24 anni: si chiamano governi Berlusconi.
Gioco pesante. “Non è facile trovare dei geni intorno, ma io vivrò fino a 120 anni quindi ho ancora un po’ di tempo per .Trovare il mio erede” (Berlusconi, ibidem, 21.2). Che fa, passa alle minacce?
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LA BONINO- Marco Travaglio
Il rischio. “Qui si rischia che vinca la destra” (Emma Bonino, +Europa, Corriere della sera, 11.2). Quella in cui sono stata dieci anni.

(Le cose che Berlusconi da 23 anni ha detto e fatto sono molto peggio del congiuntivo isolato di Di Maio, ma gli italiani mandano giù di tutto. Per gran parte di loro la scelta politica è una scelta neuronale, non c’entrano la logica, l’intelligenza o la memoria, non c’entra il cuore o il cervello il fegato. I loro neuroni un bel dì hanno tracciato una linea e quella seguono poi per sempre, come aderire a una squadra di calcio o ad un’altra. Tutto dipende da una Presa di Posizione che è a monte, inderogabile, attraverso la quale decidono che la Realtà sia così o cosà. Dicono che il M5S in 13 anni ha cambiato alcune delle sue posizioni iniziali. E per fortuna! Altrimenti sarebbe stato fossilizzato! L’umano intelligente evolve, il cretino si calcifica).

TETRAMENTE
Viviana Vivarelli
Mi spiace darmi ragione da sola, ma, se non avvengono miracoli, nessuno avrà tanto potere da governare. Si tornerà al voto, sempre col malefico Rosatellum, così da perpetuare l’ingovernabilità del Paese. E nel frattempo il ‘compare’ Mattarella congelerà il Gentiloni bis con gli stessi Ministri di Renzi e lo stesso piano antidemocratico, liberista e piduista di Renzi, per cui avremo il Renzi tris anche senza Renzi leader, perché Renzi è solo un burattino che si può anche accantonare dopo lo spettacolo, e si andrà avanti ad libitum per la gioia dell’Europa e dei suoi spolpatori, che avranno tutto il tempo per finire di spolparci e saranno felicissimi se saremo incaprettati.
Sono predizioni tetre ma si stanno realizzando, anche se tanti, quando le ho fatte, mi hanno dato addosso con la balla che col 38% si vince. Ma dove?? Comunque si vinca, a meno di un risultato eclatante, non ci faranno governare. Punto e basta.
Certo la storia è fatta anche di miracoli, di popoli che riacquistano la ragione, di grandi atti di libertà. E’ su questo che dobbiamo sperare.

Berlusconi su Trump: “E’ troppo impulsivo, risponde la prima cosa che gli viene in mente. Io prima di parlare mi consulto con le persone che ritengo più intelligenti del mio staff”. Le sue sono minchiate attentamente ponderate.
LVIX1
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Juncker: “In Italia si rischia governo non operativo”. Minchia, sarebbe il migliore degli ultimi trent’anni!
DaniloOrlando

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Il ministro Minniti ha dichiarato: “C’è il rischio concreto che le mafie possano condizionare il voto in Italia”. Ora non resta che scoprire anche il fuoco e la ruota e il più è fatto.
SantasOfficial
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Berlusconi: “Al governo saremo una calamita per molti”. Comincerei dagli accenti.
gioahah

Di Maio sale sul colle

Bufalanews
Trump risolve il problema delle armi nelle scuole rendendo obbligatori i grembiulini antiproiettile.
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Maestra riminese delocalizza la sua classe in Slovacchia: “I bambini sono più educati e i genitori non menano”.

Le condizioni del militante di ForzaNuova aggredito a Palermo sono migliorate. Si è appena iscritto all’Anpi.
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DeFalco, accusato di maltrattamenti in famiglia, si candida col M5s e promette: restituirò metà delle mazzate.
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Questore di Macerata ha vietato la manifestazione di Liberi e Uguali e quella del PD per motivi di ordine pubblico. Si temono scontri tra opposti antifascismi.

DI BATTISTA E DI MAIO DALLA ANNUNZIATA

Luigi Di Maio
Ecco chi proporremo al Presidente della Repubblica come ministro dell’ambiente: il Generale dei carabinieri forestali SERGIO COSTA.
Io vengo dalla Campania, la Regione dove le persone muoiono a causa della Terra dei Fuochi. Ma ogni Regione ha la sua Terra dei fuochi perché oggi le mafie fanno affari con lo smaltimento rifiuti. Per questo ritengo che il Ministero dell’Ambiente sia un ministero centrale in un futuro governo del MoVimento 5 Stelle. Se dovessi ricevere l’incarico dal Capo dello Stato, il nome che proporrò per questo Ministero è quello di un servitore dello Stato.
E’ il Generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri Sergio Costa, comandante della Regione Campania dei Carabinieri forestali.
E’ laureato in Scienze Agrarie, master in Diritto dell’Ambiente e specializzato in investigazioni ambientali, da sempre impegnato nel contrasto alle ecomafie e al clan dei Casalesi. Ha scoperto la più grande discarica di rifiuti pericolosi di Europa seppellita nel territorio di Caserta mettendo a nudo gli opachi rapporti delinquenziali nell’ambito dei rifiuti tossici. Ha anche scoperto la discarica dei rifiuti nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio. Inoltre ha operato attivamente nell’ambito di indagini internazionali sempre nell’ambito di traffico illecito di rifiuti nocivi. Ha collaborato con la Direzione Nazionale Antimafia nello svolgimento di analisi investigative ambientali sull’intero territorio nazionale.
Risposta del Generale Costa: “Da servitore dello Stato, qualora il premier incaricato ritenesse Di indicarmi come possibile Ministro dell’Ambiente, mi renderò disponibile”.
Con lui e le persone che presenterò nei prossimi giorni faremo la squadra di governo che cambierà davvero l’Italia. FORZA!

Aboliremo la S dall’alfabeto, trasformeremo la sfiga in figa!
PrometticomeSilvio
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DELUSI E SFINITI GLI ITALIANI VERSO IL VOTO
Luisella Costamagna
Sono credibili le promesse elettorali dei partiti? Ci sono le coperture per Flat Tax, abolizione della legge Fornero, reddito di cittadinanza, taglio di Ires, Irap, Irpef, cuneo fiscale, canone Rai, bollo auto e tutti gli altri mirabolanti impegni che i leader stanno prendendo in queste ore per conquistare lo scettro elettorale? Mi sbaglierò ma, mentre l’informazione è china sulle scrivanie a far di conto e a interpellare questo o quell’esperto per capire chi la spara più grossa, il fact checking che in questo momento mi sembra più utile e indicativo è ribaltare la prospettiva, guardare in faccia non i politici ma gli elettori e chiedersi: come stanno gli italiani?
Mi sbaglierò, ma a me sembrano logorati dalla crisi economica e molto delusi dalla politica e dalle troppe promesse non mantenute. Mi sembra che l’atmosfera nel Paese sia di grande disillusione, sia rispetto alla realtà – che gli italiani conoscono molto bene, ragion per cui non si bevono certo i proclami sulla “ripresa” e sul “siamo fuori dalla crisi” –, sia rispetto ai politici con la bacchetta magica. Mi sbaglierò, ma credo che gli italiani non voteranno sulla base dei programmi elettorali (farlocchi come le coalizioni, grazie al Rosatellum), né di questa o quella promessa strabiliante, né tantomeno sulla base della credibilità di questo o quel partito/leader nel realizzarla (ormai la credibilità in politica è andata a farsi benedire): voteranno sull’appartenenza per centrodestra e centrosinistra e sulla fiducia per il M5S.
Il redivivo centrodestra ritrova il redivivo leader Berlusconi e, al di là dei classici “meno tasse per tutti” (Flat Tax) e lotta all’immigrazione, ritrova con lui i suoi elettori. I quali, per un attimo, si erano invaghiti di Renzi, ma dopo aver provato la copia preferiscono tornare all’originale. Voto di appartenenza anche per il centrosinistra: nonostante gli scandali Etruria, Consip, De Luca e i tanti rospi che Renzi ha fatto e continua a far ingoiare agli elettori Pd, prevale lo gnocco fritto della Festa dell’Unità, che guaina lo stomaco e può trasformare pure il “rospo” Casini nel novello principe della rossa Bologna.
Il M5S – persa un po’ di passione con l’“istituzionale” Di Maio, la prova non esaltante di governo a Roma (alimentata dalla propaganda anti-Raggi di buona parte di stampa e tv, come conferma l’archiviazione sulla nomina di Romeo) e il recente pastrocchio (di questo si tratta, non avendo rilevanza penale) sulle mancate restituzioni di alcuni rimborsi – è troppo giovane per un voto di appartenenza. Il suo – mi sbaglierò – sarà soprattutto un voto sulla fiducia, sul “vediamo cosa sanno fare”, sulla base della diversità (e indigeribilità) degli altri.
Mi sbaglierò, ma credo che per gli italiani queste siano elezioni senza grandi aspettative, che il mood per centrodestra e centrosinistra sia: “Li abbiamo già visti all’opera, ma tant’è, senza troppe speranze”; per il M5S: “Non li abbiamo ancora provati, vediamo cosa sanno fare, senza aspettarci miracoli”.
Mi sbaglierò sicuramente. Anzi, sapete che c’è? Me lo auguro con tutto il cuore: spero che gli italiani, come al referendum costituzionale, smentiscano ogni previsione, anche le mie. E ci travolgano con la forza delle loro idee chiare.

(In verità molti 5stelle non sono né delusi né sfiniti ma entusiasti. Ma questo è un altro discorso. Che poi si insista a dire che dagli inizi sono cambiati non regge. Il blog nacque nel 2005. Sfido chiunque non essere cambiato in 13 anni. Tutti si cambia, si matura. Chi in 13 anni non è cambiato è morto).

BARBARE IPOCRISIE
Viviana Vivarelli
Il Pd vuole vendersi come cristiano e buonista quando dopo 16 anni non ha ancora cancellato l’orrenda Bossi-Fini e con Minniti i migranti li rimanda nei disumani lager libici.
Salvini, non sapendo come raccattare consensi, giura sul Vangelo e sulla Costituzione e dice di amare i meridionali.
Berlusconi, come se niente fosse, rispolvera il programma del ’94 che in 9 anni di governo non ha realizzato mai e vanta la flat tax che dimezza le tasse ai ricchi per farle pagare di più ai poveri.
La Meloni è pronta ad alzare muri contro i migranti, quando non ha battito ciglio né su Maroni/Berlusconi che con Dublino hanno giurato di tenersi tutti quelli che sbarcano né con Renzi si è offerto di essere l’unico Paese a prenderli.
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Maurice1
“Quando milioni di poveracci sono convinti che i propri problemi dipendano da chi sta ancora peggio, siamo di fronte al capolavoro dei partiti e movimenti al servizio delle classi dominanti”.

Di Maio, Salvini, Meloni ecc insieme a Minniti sono riusciti nell’intento di far credere al ‘popolino’ che i problemi causati dal neoliberismo (disoccupazione, riduzione e cancellazione dei diritti sociali conquistati con il sangue dalle classi operaie e lavoratrici) dipendano dai poveri migranti! Povero Paese!
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La sua intenzione è mettere il Paese in stallo finché nel 2019 finirà la sua incandidabilità e si potrà ripresentare legalmente come capo del cdx. Peccato che i suoi elettori siano clementi ma gli anni che passano no

Da ‘Meglio liberi’ di Di Battista:
“Della questione di fiducia non si dovrebbe mai abusare. Perché porla significa azzerare il dibattito parlamentare, significa costringere deputati e senatori ad accettare gli ordini dei capipartito e questo, di fatto, significa uccidere quella che, fino a prova contraria, è una Repubblica parlamentare.(…) Fanno i paladini dell’antifascismo ipocrita e di facciata e poi si comportano esattamente si comportò Mussolini nel 1923. Prima dell’ltalicum, infatti, soltanto in due occasioni venne posta la questione di fiducia su una legge elettorale. Dal Duce sulla legge Acerbo e da De Gasperi sulla così detta legge truffa del 1953. Entrambe le leggi avevano l’obbiettivo di favorire il partito di governo e colpire le opposizioni. Tuttavia come “gli analfabeti”, gli inesperti gli incompetenti del Movimento 5 Stelle avevano detto, anche gran parte dell’ltalicum venne bocciata dalla Corte Costituzionale, il 25 gennaio 2017. (…) E così arriviamo al cosiddetto “Rosatellum bis” che prende il nome del capogruppo del Partito democratico alla camera dei deputati Ettore Rosato, un funzionario di partito incline al compromesso. E chi ha seguito l’iter di questa nuova legge in commissione? Ancora una volta Emanuele Fiano. Ma chi si farebbe rioperare da un chirurgo che gli ha lasciato il bisturi nello stomaco? Anche sul Rosatellum bis è stata posta la questione di fiducia, per ben OTTO volte, su una legge elettorale durante la stessa legislatura.”

Paola Dagnino
Solo poco più di un anno fa, in occasione del referendum costituzionale, le percentuali di tutti gli istituti di sondaggio oscillavano mediamente tra il 52% ed il 48% rispettivamente per il NO e per il SI. Solo uno di questi istituti si era sbilanciato su un 54% per il NO ed un 46% ovviamente per il SI. È finita 59,1 per il NO contro un 40,9 per il SI e si può facilmente desumere che mediamente c’è stato un errore di previsione medio di almeno 7 punti. Una enormità, soprattutto se teniamo in considerazione che le parti in competizione erano solo due: SI e NO. Insomma, una gran bella sportellata la definirei. Se le dovessi farle un appunto glielo farei sullo striminzito cenno che ha fatto sulla legge elettorale. Sarebbe molto meglio definirlo un inganno elettorale che non troverebbe cittadinanza e applicazione in nessun paese civile del cosiddetto mondo occidentale. Ho ancora negli occhi l’entusiasta abbraccio tra Rosato e Fiano nel momento dell’approvazione di questo obbrobrio ed avere la certezza di rivederli in Parlamento dopo il 4 Marzo mi offende e mi mortifica. Davvero assurdo.
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malom.darko

Chi si astiene è complice dello sfascio, perde il diritto ad esprimersi, non merita la cittadinanza, diventa la zavorra della democrazia.
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Paola Dagnino
Una classe dirigente che si é occupata di tutto fuorché del bene comune. Una classe dirigente che si é sbranata la cosa pubblica, che ha demolito lo Stato Sociale e che, attraverso corruzione e clientele, ha addirittura agevolato e favorito la radicalizzazione della criminalità in ogni ganglio delle Istituzioni. E mi fermo qui per non rovinarmi il pasto.
Questa classe dirigente insulsa e disdicevole é fatta di uomini come Renzi e Berlusconi. Ed anche in questo caso mi fermo qui per non rovinare il pasto anche a lei. Io non conosco Di Maio ma so per certo che non può sicuramente essere peggio dei due “signori” che ho sopra menzionato.

CHI E’ LORENZO FIERAMONTO PROPOSTO DA DI MAIO PER IL MINISTERO DELLO SVILUPPO
Lorenzo Fieramonti è Professore di Politica Economica all’Università di Pretoria (Sudafrica), 39 anni, dove dirige il Centro Studi sull’Innovazione nella Governance e dove assume la carica di vice Direttore del campus sullo sviluppo sostenibile. Si “autodenunciò” come uno dei tanti cervelli in fuga. Fa parte di quella schiera di economisti – sempre più folta – che contesta l’ossessione delle istituzioni economiche, e di conseguenza della politica, verso la crescita del Pil, come se questo indicatore bastasse per misurare il grado di benessere di una nazione. Invece per Fioramonti e gli altri l’attenzione della politica dovrebbe perseguire concetti diversi quali sviluppo sostenibile e qualità della vita. Fieramonti è una eccellenza italiana di grande competenza .Fioramonti ha scritto dieci libri attaccando il Pil e le sue conseguenze e il modo in cui i numeri e le statistiche governano il mondo. Secondo la rivista Hedgehog, il !Gross Domestic Problem” è uno dei tre libri più influenti sul prodotto interno lordo pubblicato nel XXI secolo. Secondo Public Books, la ricerca di Fioramonti mostra che “la dipendenza dal PIL deriva da una visione tecnocratica del mondo che glorifica gli esperti, corrode i valori comuni e svaluta il mondo naturale”. Il suo lavoro è stato approvato da intellettuali pubblici famosi come Vandana Shiva, Susan George, Raj Patel e Kumi Naidoo, ex direttore esecutivo dell’organizzazione ambientalista Greenpeace. Dal 2014 hae anche la Cattedra UNESCO in Integrazione regionale, migrazione e libera circolazione delle persone. È membro del Center for Social Investment dell’Università di Heidelberg, della Hertie School of Governance e dell’Università delle Nazioni Unite. I suoi articoli sono apparsi su The New York Times, The Guardian, Harvard Business Review, Die Presse, Das Parlament, Der Freitag, The Mail & Guardian, Foreign Policy e opendemocracy.net. Ha una rubrica mensile nel Business Day, il principale quotidiano finanziario del Sudafrica.
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Viviana
Ma, dopo aver adescato i voti dei napoletani, ai voti degli islamici Salvini non ci ha pensato? Ci sono 2.520.000 musulmani residenti in Italia. Se Salvini, oltre a giurare sul Vangelo, si mette una maglietta con su scritto “Viva Allah, vince il banco e frega Berlusconi
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Arsenale K
La prima volta è sceso in campo per salvarci dai comunisti. Questa volta per salvarci dai grillini.
Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va. Quando schiaccia un pulsante magico lui diventa un ipergalattico lotta per l’umanità!
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Il benemerito ed eroico antifascismo di Gramsci era patriottico, anticapitalista e in presenza reale di fascismo. L’antifascismo patetico e vile odierno delle sinistre è globalista, ultracapitalista e in assenza totale di fascismo
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Silvio Berlusconi (e poi a ruota Renzi):
L’unico modo per abbattere il debito pubblico è un grande piano di privatizzazioni”. Già sentita, caro Silvio e caro Matteo. A dirla sono, solitamente, i traditori della patria, del popolo e dell’interesse nazionale.
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Curioso che gli apologeti della libera circolazione delle merci e delle persone ridotte a merci siano, poi, quelli che si battono contro la libera circolazione delle idee (lotta alle fake news, silenziamento con le categorie di omofobia, populismo, ecc.).
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Da Davos, il noto “filantropo” global-elitario Soros tuona contro le reti sociali, minacce per il bengodi dell’open society. L’abbiamo capito: l’aristocrazia finanziaria vuole neutralizzare e perseguitare financo la possibilità di esprimere le proprie opinioni.
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“Il made in Italy di Farinetti:operai romeni a tre euro l’ora”.Che maraviglia questa libera circolazione!E quanti benefici essa cagiona al ceto dei lavoratori!Orsù,celebriamo la virtù della mondializzazione!Tutti insieme, al ritmo incalzante e glamour del politicamente corretto!
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Il segreto tragicomico della sx oggi: essere antifascista, in assenza di fascismo, per non essere anticapitalista, in presenza di capitalismo.
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antoniocarano

Washington Post: Woody Allen ha la fissa delle minorenni. Ma mica rompe i coglioni per ricandidarsi.
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Berlusconi: “Il M5S rappresenta il vero pericolo per la democrazia”. Potrebbero resuscitarla.

Nasce il partito di Beatrice Lorenzin Il sonno della ragione genera Ministri.
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Da LETTERA 43
Via il tema da medie e licei: procede la distruzione della scuola
Si vuole colpire l’istruzione per facilitare manipolazione e omologazione di massa. Perché, come diceva Hegel, «colui che non sa non è libero perché di contro a lui sta un mondo estraneo».
Quelli che stanno portando sempre più in basso la scuola italiana sono, per dirla con Weber, Weber, «edonisti senza cuore e specialisti senza intelligenza» Guardate alla storia più recente del Paese e delle sue tragicomiche riforme della scuola. Un disastro su tutto il fronte. Riforme che, dal 1997 (Berlinguer e l’autonomia scolastica) ad oggi, con lo sfruttamento del lavoro minorile pudicamente appellato “alternanza scuola lavoro”, possono inverosimilmente essere intese come altrettante cannonate contro la scuola. Come altrettante aggressioni, peraltro coerentissime con la distruzione capitalistica della scuola ad opera di pedagogisti invasivi, psicologi pazzi, Ministri incolti e burocrati aziendali avvezzi al solo idioma del business is business. CHI HA CULTURA È MENO MANIPOLABILE. E così ora, al ministero dell’Istruzione, si accingono a rimuovere il tema di italiano dalle medie e dai licei. L’obiettivo è ormai chiaro: distruggere la scuola, perché chi ha cultura è meno disponibile alle pratiche della manipolazione e dell’omologazione. Possiamo comprendere ciò prestando ascolto all’Hegel delle Lezioni sull’estetica: «Colui che non sa, non è libero perché di contro a lui sta un mondo estraneo, un al di là e un al di fuori da cui dipende, senza che egli abbia fatto per sé questo mondo estraneo e senza quindi che egli sia in esso presso di sé come in ciò che è suo. L’impulso al sapere, la spinta alla conoscenza, dai gradini più bassi fino al gradino supremo della visione filosofica, nasce solo dallo sforzo di superare quel rapporto di non libertà e di appropriarsi del mondo nella rappresentazione e nel pensiero».
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Califano V
“Penso solo a quei vergognosi giornalisti Tv (Merlino, Formigli, Grüber, Floris, etc.) che hanno fatto ore e ore di talk del menga parlando di tutto e di niente su Roma la Raggi il M5s…dovrebbero chiedere scusa per la loro incompetenza e formarsi veramente come giornalisti facendo corsi serali obbligatori”.
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Renzi ai giornalisti di Fanpage: “Con gli indagati io non parlo”. Li candida a scatola chiusa. antoniocarano
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Il NYT: “Berlusconi è uno statista saggio e moderato”. Si sono dimenticati di aggiungere che Gasparri è il nuovo Nobel per la fisica.
antoniocarano
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Berlusconi: “Noi siamo da sempre sostenitori della famiglia”. Quella formata da un papà, due mogli, 145 amanti, dei bambini e uno stalliere.
LVIX1
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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Grazie Viviana, siamo con te in molti ! Speriamo di oltrepassare il 50% !

    Commento di JSB — marzo 1, 2018 @ 11:09 am | Rispondi


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