Nuovo Masada

gennaio 19, 2018

MASADA n° 1901 19-1-2018 SI SCALDA LA PROPAGANDA ELETTORALE

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MASADA n° 1901 19-1-2018 SI SCALDA LA PROPAGANDA ELETTORALE
Blog di Viviana Vivarelli

Hanno tutti paura del M5S – Populisti – 62.000 minori migranti – Il Pd minaccia Orietta Berti per aver detto che vote renne M5S – La democrazia elettorale – Il Governo chiede ai giornalisti di dichiarare per chi votano – Chi è Giorgio Gori – Proposte dei partiti per il reddito minimo – La tragedia dell’euro – L’Islanda è fuori dalla crisi – Processo a Sala, sindaco di Milano – Berlusconi è morto. No, è risorto – Attilio Fontana, il cosidetto leghista ‘moderato’ – Lupi siberiani – La gioia di farcela- De senectute

PERCHE’ SILVIO HA PAURA
Bruno Zucca
Stavolta Berlusconi ha paura sul serio perché, né il M5S né il suo leader Di Maio sono ricattabili, a differenza invece dei vari D’Alema, Bersani, Fassino, Fassina, Chiamparino, Grasso, Gentiloni, Finocchiaro, Boldrini, Boschi, Renzi… del PD, o di altri partiti agganciati al PD, e se i Cinquestelle dovessero governare per lui sarebbero davvero cavoli amari, soprattutto per la promessa già annunciata di Luigi Di Maio, che intende presentare e far votare in parlamento una legge per abolire la prescrizione di certi gravi reati penali per i quali Berlusconi è stato incriminato e rinviato a giudizio, come pure parecchi altri gaglioffi amici suoi. L’opposizione a 360°, reale e non apparente, finora fatta dal M5S all’intera casta dei vecchi politici, tutti più o meno legati al carro della massoneria piduista, preoccupa non poco anche coloro che si autodefiniscono di sx, benché sinora abbiano sempre attuato, al pari di Berlusconi, una politica neoliberista di dx che ha portato al suicidio di tanti piccoli imprenditori e ridotto in miseria più di 8 milioni di cittadini. Da tutto ciò derivano gli attacchi mediatici forsennati contro il nostro Movimento, e non soltanto direttamente da parte di politici sia di dx che di sx, dei conduttori TV dei pollai politici, ma anche da parte di pseudo attori falliti, vere e proprie nullità che pensano di riciclarsi e di ingraziarsi la casta parlando male del Movimento e offendendo i suoi parlamentari, i suoi sindaci, e i suoi attivisti, nonché i milioni di cittadini che lo votano.

MI FACCIA IL PIACERE
Marco Travaglio
Nome e soprannomi/1. “Buffone, vergogna, Pinocchio!” (Spoleto), “buffone, vai a lavorare!” (Ascoli Piceno), “Buffone!” (Vasto), “Buffone!” (Termoli), “Vergogna, buffone!” e “Ammamete” (Polignano a Mare), “Vattene, buffone!” (Brindisi)… (antologia degli epiteti collezionati da Matteo Renzi, segretario Pd, nel suo tour in treno per l’Italia, da giornali di ottobre-dicembre 2017). “Il viaggio in treno mi è servito profondamente per tornare a essere chiamato Matteo, più che Presidente” (Matteo Renzi, Che tempo che fa, Rai1, 3.12). Ecco: lui capiva sempre e solo “Matteo”.

Nomi e soprannomi/2. “Berlusconi brevetta il marchio per ‘bocchini’, ‘pompe’ e ‘seghe’. Tutelato l’utilizzo commerciale del cognome” (Libero, 10.12). Giusto proteggere le specialità della casa.

Se la canta e se la suona/1. “Nessun giornalista ha intervistato a fondo me… Un’intervista a me stesso rivelerà il mio pensiero con le relative spiegazioni e motivazioni… Il mio me stesso che mi farà le domande lo chiamo Zurlino. Mi pare appropriato” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 10.12). A Zurlino, comunque, va tutta la nostra solidarietà.

Colpa di Virginia/2. “E nel Tevere galleggia una mucca” (la Repubblica-Roma, 5.12). Ai tempi di Bersani era nel corridoio, poi è arriva la Raggi e l’ha gettata nel Tevere. Quest’anno c’è stata una grande morìa delle vacche, come tutti ben sapete.

(Contraddizioni) Colpa di Virginia/3. “A Roma il 3% di turisti in più: gli arrivi a quota 11 milioni. É boom negli hotel di lusso” (Corriere della Sera, 5.12). “Rifiuti e degrado, il turismo frena. Per Natale occupato solo il 60% delle stanze degli hotel: ‘Città senza eventi e poco accogliente’. ‘Topi, borseggiatori, assedio di abusivi’: nelle pagelle web gli stranieri bocciano la Capitale” (Il Messaggero, 9.12). Fino al 5 dicembre i turisti crescevano del 3%. Poi han visto l’albero Spelacchio e la mucca della Raggi e son tornati indietro.


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Gino Fujimoto
Matteo Renzi compie 43 anni e pubblica la foto della torta.
Quella che Berlusconi si spartirà con Renzi.

STORIA DI NORMALE MERCATO- IRENE GATTUSO
Rosina è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.
Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).
La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Rosina diventa il più importante della città.
Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.
La banca di Rosina, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.
Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Rosina e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.
I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.
Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.
Un giorno però, alla banca di Rosina arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.
A questo punto Rosina, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.
Rosina non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.
Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.
Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.
La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.
Intanto i fornitori di Rosina, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.
Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.
Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.
Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.
Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.
Per reperire i fondi necessari il Governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Rosina perché astemi o troppo impegnati a lavorare.
Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache economiche giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.

LA SAI L’ULTIMA SUI POPULISTI?
Paolo De Gregorio
Non so a voi, ma a me, parlando con persone di ogni classe sociale, non è mai capitato di ascoltare argomentazioni sul “populismo”, mentre è presente a ogni piè sospinto nelle pappagallesche e omologhe esternazioni di politicanti e giornalisti, significando così la lontananza abissale tra chi è chiuso nel Palazzo o nelle redazioni e il linguaggio del popolo reale.
Nel dizionario della lingua italiana si definisce populismo “un atteggiamento o movimento politico tendente ad esaltare il ruolo e i valori delle classi popolari”, ben diverso dal significato dispregiativo con cui viene usato da nostri rappresentanti politici e pennivendoli, rivelatore di una intima convinzione che il popolo vada tenuto il più lontano possibile dalle informazioni più importanti e che la politica deve essere fatta da professionisti e quindi inaccessibile alle classi popolari.
Dx e sx, dalla fondazione della Repubblica sino ad oggi, hanno adottato lo stesso metodo per costituire i loro gruppi dirigenti, fatti di nominati, amici degli amici, capi bastone, mafiosi con grandi pacchetti di voti, capi delle cooperative e sindacali, e tutto in nome del popolo e della democrazia.
Dare del “populista” al M5S, a reti ed edicole unificate, non solo dimostra che questa organizzazione è diversa da tutta la vecchia politica, ma è un clamoroso autogol perché richiamarsi al popolo non è solo uno slogan, ma si concretizza con un metodo, adottato per la prima volta da una forza politica, in cui ci si iscrive al movimento, si presenta il proprio curriculum, il certificato penale e per essere messi in lista si deve ricevere il voto degli iscritti del territorio di appartenenza. Chi è più conosciuto in base al lavoro svolto nel proprio collegio “rischia” di essere eletto.
Se questo è populismo viva il populismo, ma ho la netta sensazione che la vecchia politica possa essere per sempre messa in soffitta ed è terrorizzata al punto di essere pronta ad ogni inciucio, compreso “renzusconi”, per non scomparire.

MINORI MIGRANTI
Viviana Vivarelli
In Italia un bambino italiano su 8 è in povertà assoluta ma sembra che non importi a nessuno, men che mai al Governo Renzi bis o alle ministre Lorenzin e Fedeli..Oltre ai nostri poveri che continuano ad aumentare contro le fake news del Governo, c’è un numero impressionante di bambini e ragazzi che arrivano coi barconi. Chi si occupa di loro? Il Papa oltre alle sue prediche offre anche qualcosa?
Questi bambini sono soli, in balia dei trafficanti e spesso destinati a finire nelle mani della malavita per diventare schiavi (sfruttati nel lavoro nero se maschi e costretti a prostituirsi se femmine).
Negli ultimi 6 anni sono sbarcati in Italia 62.672 minori soli, provenienti soprattutto da Eritrea, Egitto, Gambia, Somalia, Nigeria e Siria.
Chi se ne occupa? Che fine fanno? Il loro numero è cresciuto di 6 volte tra il 2011 e il 2016. Nel 2011 erano 1 su 17, l’anno scorso 1 su 6. Alla fine del 2016 l’81% dei minori soli nelle strutture di accoglienza aveva tra i 16 e i 18 anni, con un progressivo aumento di quelli più piccoli (2.050). Le minori sole erano 1.832, soprattutto nigeriane, a forte rischio di tratta per la prostituzione, ed eritree, in molti casi ripetutamente vittime di violenza sessuale.
Ci sono anche i minori “invisibili”, che cercano di attraversare l’Italia per raggiungere le famiglie in altri Paesi europei. Prima riuscivano a farlo, ora le frontiere si sono chiuse per cui spesso si riaffidano ai trafficanti correndo gravissimi rischi. Questo negli ultimi 6 anni ha riguardato la quasi totalità dei 22.586 minori soli di origine eritrea, somala, siriana e afghana. 5.000 di loro sono stati ‘riportati’ in Italia dalla Svizzera solo tra maggio e novembre 2016. Il rischio a cui questi bambini sono maggiormente esposti nelle grandi città è lo sfruttamento nel lavoro in nero, le attività illegali o la prostituzione, perché devono restituire rapidamente ai trafficanti il debito di viaggio che grava sulle famiglie che cercano di aiutare economicamente. Questi minori si lasciano alle spalle terribili esperienze vissute per raggiungere l’Europa, hanno affrontato un viaggio terribile che spesso finisce con la morte e hanno bisogno di un sistema di accoglienza e protezione come primo passo per un reale percorso di integrazione, che in Italia manca. Nel caso del Corno d’Africa, ad es. parte si lascia alle spalle condizioni di grave malnutrizione (2 bambini su 3 in Eritrea e Somalia), epidemie e povertà estrema, a cui si aggiungono violenze e torture, mancanza di libertà civili e obbligo di leva militare a vita per ragazzi e ragazze; in Somalia ci sono continui conflitti armati e una grave crisi alimentare dovuta alla carestia. Il viaggio per raggiungere l’Italia può costare 5-6.000 dollari, che comprendono l’imbarco in Libia o in alcuni casi in Egitto, ma non il riscatto dai frequenti rapimenti e le estorsioni da parte delle bande che si scambiano i migranti come merce al confine tra Sudan, Libia o Egitto o lungo il percorso di più di 2.500 km nel deserto. Dalla Costa d’Avorio e dalla Guinea sono arrivati nel 2016 più di 4.100 minori soli, a causa della carestia che ha affamato le campagne. In Guinea, l’epidemia di Ebola esplosa nel 2013 ha fatto migliaia di vittime e lasciato orfani più di 6.000 bambini travolgendo sanità, educazione ed economia, mentre in Costa d’Avorio solo il 25% dei bambini va a scuola, moltissimi sono vittime di violenze e abusi e troppi sotto i 14 anni sono costretti a lavorare. La Banca Mondiale aveva dichiarato la Nigeria “Terra promessa”, ma nei fatti dal Paese sono scappati verso l’Italia nel solo 2016 più di 3.000 minori, perché il 50,9% della popolazione vive in povertà estrema, il 41% dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione cronica e acuta e la mortalità infantile è alle stelle, mentre 7 anni di conflitti violenti nel Nord-Est del Paese hanno causato più di 20.000 morti e costretto 2 milioni di persone ad abbandonare le proprie case, pagando per ogni confine attraversato col rischio di essere rapiti o costretti ad arruolarsi nelle milizie. Chi ce la fa, si affida ai trafficanti per percorrere la “via dell’inferno” nel deserto, e raggiungere la Libia, dove alcuni vengono sfruttati nel lavoro per lunghi periodi in cambio dei soldi necessari per proseguire verso Tripoli e attraversare il mare. Per molti ci sono percosse, torture o rapimenti per ottenere un riscatto dalle famiglie e in tanti muoiono per le violenze subite.
Con la sola speranza di sopravvivere ogni giorno per potersi imbarcare verso l’Europa, i minori soli, come le donne, subiscono per settimane o mesi percosse, stupri o torture da parte dei trafficanti, o vengono arbitrariamente arrestati e imprigionati nei centri di detenzione, in promiscuità e condizioni disumane senza accesso a cure mediche, acqua potabile, servizi igienici o cibo sufficiente.
In Italia le strutture di accoglienza sono insufficienti, dal 2016 ne abbiamo 21 con 1000 posti in 11 regioni, è poco rispetto al fabbisogno, così che ci sono strutture esterne temporanee spesso prive di condizioni adeguate di accoglienza e protezione con gravi conseguenze per i minori stessi, per questo molti scappano e non se ne sa più nulla, nel 2016 erano scomparsi 5. 6.561 minori che cercavano di raggiungere le famiglie nel nord Europa.
Di fronte a questa situazione gravissima, la posizione dell’Ue è della massima aridità e del massimo rifiuto. Nessuno pensa minimamente a sanare questa sciagura e le vanterie per cui l’Europa ha garantito a se stessa 100 anni di pace sono ridicole se ci pensa a quante guerre, a quanti impoverimenti, a quante rapine la stesa Europa ha contribuito negli stessi 100 anni nei Paesi del terzo mondo.
L’Ue aveva previsto un programma di accoglienza e di riunificazione famigliare, ma le procedure sono difficili e lente e l’Italia è ferma al 10% degli obiettivi ordinati dall’Ue per cui spesso i bambini tornano nelle mani dei trafficanti. Si ammassano soprattutto a Roma e Milano e poi ai valichi di frontiera, a Como o Ventimiglia, dove rischiano la vita per tentare di passare e sempre più spesso vengono respinti in Italia dai Paesi confinati.
Solo a Roma sono stati contattati 2.471 minori in transito, tra i 10 e i 17 anni. I più grandi chiedono scuola e lavoro, siamo al 2° posto in Europa, dopo la Germania, per le richieste di asilo dei minori stranieri non accompagnati, con 6.020 richieste. Ci sono gravi mancanze nel sistema di accoglienza italiano che dovrebbe garantire a questi ragazzo un servizio di tipo educativo orientato all’integrazione. Poi c’è l’affido famigliare soprattutto in Sicilia. Agli ultimi posti Toscana, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Veneto. I bambini dovrebbero imparare l’italiano ed essere inseriti nella scuola ma i più grandi tendono a cercare rapidamente un lavoro disertando la scuola. I minori tra i 16 e i 17 anni hanno bisogno di un permesso di soggiorno ma la maggioranza non completa il percorso di integrazione sociale e civile di 3 anni previsto per legge entro il compimento del 18° anno e necessario per la conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per motivi di studio o accesso al lavoro o di lavoro subordinato o autonomo. L’85% dei minori con parere positivo ha realizzato in brevissimo tempo, a volte anche in pochi mesi, un percorso scolastico o formativo, mentre per gli altri 1.142 si è trattato di un percorso di inserimento socio-lavorativo in prevalenza come operai (408), meccanici (286) o elettricisti (217), ma anche come pizzaioli, cuochi, panificatori o camerieri (697) o in altri tipi di lavoro.
L’Italia nel 2016 ha finalmente fatto un piano nazionale ma molti Paesi europei no. E’ assolutamente necessario che l’Ue renda effettivi e acceleri i piani di ricollocamento da Italia e Grecia dei minori stranieri non accompagnati e rafforzi anche gli altri strumenti come i visti umanitari, i ricongiungimenti familiari, i visti per motivi di studio o lavoro.
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Bruno Fusco
Mentre Al Bano, Toto Cutugno, Lino Banfi, Jovanotti, Scalfari, dichiarano il caxxo che gli pare, Orietta Berti viene minacciata perché ama le 5 stelle. Il regime è servito, alla faccia della Russia e della Corea del Nord!

FULVIO MARANZANO
Riassumendo:
Il PD presenta un esposto contro Orietta Berti per aver dichiarato di votare M5s in tempi di par condicio.
A seguire i seguenti esposti:
– contro gli Hotel 5 stelle, dovranno chiudere fino al 5 marzo
– contro la Sammontana per il cornetto 5stelle, ma potranno scegliere fra 6 e 4
– contro De Gregori per aver cantato: “generale, queste 5 stelle …”
– contro Collodi per il grillo parlante, dovrà essere sostituito da una cavalletta
– contro Rousseau, sulla tomba modificare il cognome in Rouge
– contro la Divina Commedia, cambiare il verso in ” … uscimmo a riveder i corpi celesti in fiamme”
– contro i pescatori, sostituire la rete con canne da pesca
– contro la notte di San Lorenzo, nuova regola: tutti all’ospizio a vedere le tette cadenti
– contro gli eruditi, guai a chi sbaglierà un congiuntivo o un dittatore sudamericano
– contro tutti i commercianti che proporranno merce a metà prezzo
– contro coloro che, dopo una serata fra amici, s’azzarderanno a dire: “ok, ora tutti a casa”
– contro il M5s per aver dichiarato di votare il M5s

(Ma quanta paura hanno di queste 5stelle? Se la fanno tutti addosso per una fifa blu. Vogliono imitare Erdogan che l’opposizione prima la imbavaglia, poi la mette in galera? VV)

LA DEMOCRAZIA ELETTORALE
Viviana Vivarelli
Durante la campagna delle bandiere di pace, fatta per esorcizzare l’orrenda guerra in Irak, la Rai tv ordinò che non venissero inquadrate, nemmeno per sbaglio, bandiere arcobaleno e che della campagna per la pace, che dilagava sopratutto nell’Italia del centro-nord, con milioni di bandiere che sventolavano dai balconi, non si parlasse né per dritto né per rovescio. La guerra si doveva fare per forza, ‘per esportare democrazia’ (basta la parola!), e dopo 16 anni lo abbiamo visto quanta democrazia è stata esportata, quanti milioni di morti sono serviti alla grandezza americana, mentre Afghanistan e Irak erano depredati delle loro risorse e si costruivano gasdotti attraverso la Turchia, una Turchia di Erdogan verso cui USA,Ue e ONU sembrano cieche e sorde e a cui si perdona tutto regalandole miliardi, dai massacri dell’opposizione alle migliaia di cittadini in carcere e senza diritti e persino alle spose bambine di 9 anni.
Ora gli stessi veti saltano fuori per il M5S. Che non si sappia in tv cosa mai fanno quelli che comandano! Non bastava che tutti i cosiddetti giornalisti, tutti salvo Travaglio, difendessero a spada tratta Renzi e Berlusconi e che i 5stelle comparissero in tv solo per essere trattati come il tabellone del bersaglio su cui è giusto infierire con diffamazioni, insulti e demenziali domande a raffica senza diritto di risposta, più facilmente in 4 contro uno, come protoni di esecuzione. Prima i soliti poltronari hanno concionato di fake news, intendendo che fossero solo quelle sul web di condanna a Renzi o di smascheramento dei vanti del Governo su una presunta ripresa economica coi numeri veri della miseria e della svendita del Paese per due soldi, mentre procede indecente la campagna di balle contro i 5stelle, con foto, spacciate per attuali, di maiali presso i cassonetti del 2013 e di strade sporche o rotte di Roma sotto Marino o Alemanno.
Il sistema sa bene che chi non vota per i 5stelle è facilmente un vecchio analfabeta informatico, poco in grado di capire i misfatti del regime e manipolato senza pietà, o è un italiano all’estero che dell’Italia sa solo quello che gli passa il Governo e dunque poco e male. Il sistema sa bene che alle politiche in Italia nel 2013 vinse il M5S e prese a crescere, mentre Pd e Fi non hanno fatto che degenerare, andando in putrefazione per un eccesso di corruzione e di fascismo di 2° tipo. Ma nemmeno dopo aver congiurato assieme per fare quella vergogna incostituzionale e indecente che è il Rosatellum, nemmeno dopo aver congegnato a tavolino un sistema che premiando le accozzaglia costringe il M5S a non avere eletti, nemmeno scadendo a questi trucchetti miserabili, costoro sono sicuri della propria vittoria. Hanno una paura blu. Ed ecco l’ultima idiozia cervellotica: in una televisione asservita al regime con giornalisti simili al mulo costretto a girare la macina, hanno ancora il terrore che in tempi elettorali salti fuori un giornalista vero, uno meno asservito degli altri, senza la catena al collo, che se ne esca con una domanda inopportuna, vuoi sulla Consip, o sul regalo di Renzi a De Benedetti, o sulla morte lenta dello stato sociale o sui veri numeri della miseria o sui Patti di Dublino o Triton o sulla relazione di Renzi con la P2 o di Berlusconi con la mafia, insomma su tutte quelle belle cose di cui i nostri cari media ci tengono debitamente all’oscuro per non rovinarci la digestione. E temono che questa improvvisa voce libera, fuori del coro, mandi all’aria le loro asserzioni piene di falsità, e che negli spartiti preconfezionati che tengono in mano manchi la preconfezionata risposta, vedi mai che gli utenti televisivi ipnotizzati da un ventennio si sveglino dal coma, si facciano qualche domanda, e sbaglino voto premiando i 5 Stelle.
E così ci riprovano con la ‘par condicio’, più insana che mai.
Prima col Rosatellum hanno creato più di 50 partiti, ora esigono che chiunque di loro si presenti in tv sia intervistato da giornalisti che, in anticipo, abbiamo fatto precisa e ferma dichiarazione di ‘sensibilità politica’, abbiano detto, cioè, con molta esattezza quale partito intendono votare. Ora, a parte che il voto è un segreto garantito tale dalla Costituzione, a parte che in virtù degli OGM politici in fieri, i partiti di massima non sono 50 ma sono due: o coi 5stelle o contro, ma incastrare ogni giornalista in una etichetta come fosse un bavaglio incancellabile è cosa di una tale idiozia e antidemocraticità da far sghignazzare come di fronte alla bestemmia di un miserabile coatto.
Dunque, per capirsi, a chi viene eletto in un partito e si presenta come legato ad una ideologia e promette un programma ai suoi elettori non si richiede nessun mandato elettorale, per cui può rinnegare interamente quanto promesso e può, una volta eletto, scorrazzare per il Parlamento quante più volte gli piace andando da un partito all’altro (cosa che hanno fatto in 524 su 900), ma un giornalista dovrebbe legarsi ad un mandato in difesa dell’intervistato e non declinare da quello come fosse una scatola chiusa fissa senza permettersi nemmeno di cambiare idea!
Insomma, dopo le 50 sfumature di grigio, siamo arrivati alle 50 sfumature di imbecillità!
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La Meloni sfrutta una foto di un maiale tra i rifiuti per attaccare la raggi. Poi si saprà che il maiale era scappato dai Casamonica.

TALK SHOW COL MORTO
Marco Travaglio
Scusate, ma oggi vado di fretta. Devo fare rapporto all’Agcom, che vuole conoscere in anticipo quali “tesi” esporrò in tv nei 45 giorni di campagna elettorale per potermi contrapporre “rappresentanti di altre sensibilità culturali”, e non so cosa scrivere. Intanto perché non mi ero mai posto il problema della mia sensibilità culturale, anzi non sapevo proprio di averne una. E poi, come ad Altan, “mi vengono in mente opinioni che non condivido”, ergo mi è già difficile sapere oggi come la penserò domani, figurarsi dopo. Mai invidiato tanto chi cambia continuamente idea senz’averne mai avuta una: potrà cavarsela con un foglio bianco. E pure chi ha un sacco di idee, ma non sono le sue: potrà dire all’Agcom di rivolgersi al titolare delle medesime.
Il problema si era già posto quando Santoro mi diede una rubrica ad Annozero e quel gran genio di Masi invocò il “contraddittorio”: cioè la rubrica di un altro che dicesse il contrario. Poi non lo trovò, perché non riusciva a capire se il mio contraddittore dovesse essere di dx o di sx, visto che le criticavo entrambe e nessuna delle due si sentiva rappresentata da me. Un’altra volta dovevo presentare Mani Pulite a Cortina col pm anticorruzione Davigo e il procuratore antimafia Caselli e gli organizzatori volevano impormi, per la par condicio, due pregiudicati per corruzione (avrebbero senz’altro aggiunto quello di Riina, se non fosse stato impossibilitato a intervenire). Due anni fa ci riprovarono i renziani, perché ogni settimana ero ospite della Gruber e ogni tanto pure di Floris: trovavano stupefacente che in un panorama televisivo tutto schierato per il Sì al referendum costituzionale, parlasse anche uno del No, guastando la simmetria e l’armonia del paesaggio. Ora ecco l’ideona dell’Agcom: l’etichettatura di “giornalisti e opinionisti” per “sensibilità culturale”, tipo i vini per annata e gradazione alcolica. Mettetevi nei miei panni: non essendo mai stato iscritto manco a una bocciofila, mi è capitato di simpatizzare e/o antipatizzare un po’ per tutti, a seconda di quello che facevano o dicevano. E credevo così di essere imparziale: non rispetto alle mie idee, ma a quelle degli altri, trattandoli tutti allo stesso modo in base alle mie. Quando Bossi difendeva Mani Pulite e diceva che B. era amico dei mafiosi applaudivo, quando si alleava con lui lo fischiavo. Quando Prodi faceva il Governo con Ciampi e la Bindi mi piaceva, quando lo faceva con Mastella no. Quando Di Pietro faceva Mani Pulite o combatteva le lobby dai Lavori pubblici o candidava nell’Idv Franca Rame, lo elogiavo.
Quando imbarcava De Gregorio, Razzi e Scilipoti l’attaccavo. Quando Renzi dichiarava guerra alla casta e ai suoi privilegi o voleva Gratteri ministro, lo incoraggiavo, da quando fa il contrario lo spernacchio. Quando i 5Stelle conducono battaglie simili alle mie, li apprezzo, quando delirano sull’euro o su Putin li strapazzo. Quindi oggi non so cosa penserò domani: dipenderà da cosa accadrà, da chi farà che cosa. Però posso fare una confessione: da anni penso che i politici non debbano mentire, rubare, mafiare, favorire se stessi o altri. Tesi un po’ ardita ed eccentrica, lo so, ma non sarà difficile agli agcomici selezionare con appositi casting qualche mio contraddittore da talk che sostenga l’obbligatorietà o almeno la preferibilità delle menzogne, delle mazzette, delle mafie e degli abusi d’ufficio. Se invece lorsignori vogliono sapere con quale partito sono e sarò schierato, non posso accontentarli, perché non c’è (mi iscriverei volentieri a quello di Cavour ed Einaudi, ma temo che non siano candidati). E se la loro par condicio è piazzare uno a sostenere che De Benedetti seppe del Decreto Popolari da Renzi e un altro a replicare che fu l’Arcangelo Gabriele, uno ad accusare Di Maio di sbagliare i congiuntivi e un altro a prendersela con la grammatica italiana, uno a ricordare che B. e Dell’Utri sono pregiudicati e un altro a parlare di Spelacchio, mi arrendo. Non avere tessere né etichette è vietato dal regolamento? Pazienza, lascio volentieri le tv a chi non ha questo handicap.
Certo non invidio i conduttori. Se puta caso la dx candida Paola Ferrari, consorte di Marco De Benedetti, editore di due giornali di csx, i giornalisti di Repubblica ed Espresso sono in quota csx da parte di marito o in quota cdx da parte di moglie? E se si trova un fan de “La mossa del cavallo” di Ingroia e Giulietto Chiesa, a contraddirlo basta uno che detesta quella lista, o ci vuole almeno un antipatizzante per ogni sensibilità (forzista, leghista, meloniana, pidina, lorenziniana, grassiana, grillina ecc.)? E se un ospite dichiara una sensibilità favorevole a tutte le liste, da Forza Nuova al Partito Comunista dei Lavoratori, può parlar bene di tutti da solo o dovrà essere contraddetto da uno che ha sul cazzo tutti? E quelli che stanno con B. o col Pd perché sono loro impiegati (tipo Sallusti o Mario Lavia) possono vantare “sensibilità culturali” o solo “stipendiali”? E oltre alla parità di genere uomo-donna si è pensato ai trans? E, se si parla di migranti, che si fa per la par condicio fra cristiani, islamici, animisti e pagani? E se, quando finalmente si è costruito un panel rispettoso tutte le parità, uno dà forfait all’ultimo per un attacco di dissenteria, si lascia la sedia vuota o c’è una panchina lunga con tutte le riserve prêt-à-porter in caso di malattie, ferie, rotture delle acque o delle palle e altri imprevisti? Suggeriamo la presenza fissa di una salma, possibilmente fresca di giornata, dietro le quinte: se uno si alza per un bisogno impellente, entra il caro estinto che, non parlando, può sostituire chiunque con la medesima sensibilità. Un talk show col morto, come il tressette.

GIORGIO GORI, simbolo dell’identità tra ultradx e renzismo

Rampante e spregiudicato, anni 58, sposato alla Parodi.
Già berlusconiano di ferro, lavora sotto Feltri, poi diventa direttore di Canale 5 e Italia 1 fino al 1999, fonda la casa di produzione televisiva Magnolia che cura fino al 2011, anno in cui passa al Pd e diventa sindaco di Bergamo col dissenso dei civatiani. Ha scritto il programma di Renzi per la Leopolda, un programma di ultradx di puro stampo berlusconiano.
Nel 2017 diventa ufficialmente il candidato del csx per le regionali.
Secondo Sole24Ore, è il terzo sindaco più amato d’Italia, con un balzo notevole di consenso rispetto al giorno dell’elezione. Fa calare il gioco d’azzardo in città, crea un maxiparcheggio liberando dal traffico il centro storico, fa mettere le Mura nel patrimonio tutelato dall’UNESCO, vota sì al referendum autonomista di Maroni. Oggi è il candidato renziano a Presidente della Lombardia, battuto però nei sondaggi dal leghista Attilio Fontana. Vorrebbe unire Leu al Pd, ma per ora gli hanno detto di no.

DI GORI, ALLEANZE E DOMANDE DA FARSI
ALESSANDRO GILIOLI

È del tutto possibile – come sostengono oggi Giorgio Gori e diversi esponenti del Pd – che la decisione di Leu di non appoggiare in Lombardia lo stesso Gori sia stata «dettata dall’odio» e «dalla voglia di far perdere Renzi».
Voglio dire: non sono nella testa dei delegati di Leu che in un’assemblea hanno fatto per acclamazione questa scelta, togliendo le castagne dal fuoco ai vertici che in merito erano divisi.
Può darsi che in molti di quei delegati ci fosse «odio».
Può darsi che in altri abbia invece pesato il giudizio politico e razionale (quindi non emotivo) sui mille giorni di Governo Renzi (di cui Gori è stato tra i primi spin doctor), insomma la lontananza siderale dalle politiche concrete fatte dal Pd renziano.
Può darsi infine che altri ancora abbiano valutato la figura di Gori culturalmente troppo legata al berlusconismo – in fondo stiamo parlando di uno che per vent’anni e fino all’altro ieri era assai embedded nella corazzata del Cavaliere, per suo conto faceva battaglie politiche (sugli spot, negli anni Novanta), per suo conto ha contribuito non poco al rincoglionimento degli italiani con trasmissioni trash di cui andava fiero in nome dell’audience (ricordo bene il dibattito in merito).
Detto tutto questo, al Pd e dintorni – anziché strillare al “bertinottismo” – potrebbero forse chiedersi perché in tante persone di sx (e non solo di Leu, ma molto oltre, anche tra quelli che si astengono e perfino tra molti attuali elettori M5S) siano maturati sentimenti o giudizi politici così severi nei confronti del loro leader e dei suoi uomini.
A me le ragioni appaiono abbastanza solari e consistono in quattro anni in cui provvedimenti come il Jobs Act, il decreto Poletti, lo Sblocca Italia, la Buona Scuola e la riforma Boschi sono stati accompagnati atteggiamenti sprezzanti, irrisori, boriosi e arroganti verso chiunque non fosse d’accordo, giudicato (quando andava bene) come un ferrovecchio ideologicizzato, un conservatore, un gufo e rosicone che non capiva il nuovo e la modernità.
Il solco in quello che era il csx è stato scavato da Renzi e dai suoi con continuità e decisione, sia attraverso le scelte politiche e sia attraverso le quotidiane dichiarazioni sarcastiche e beffarde.
Alla sx hanno detto ciaone – letteralmente – e ora ne invocano il voto. A me pare quanto meno curioso.
Se poi questo voto viene invocato per un candidato di fortissima estrazione berlusconiana, legatissimo alla nascita del renzismo e scelto dall’alto senza alcun confronto con la (fu) base del csx, più che curioso mi pare stupido.
Oggi comunque – uscendo dal caso Lombardia – vedo che il sondaggio di Pagnoncelli per le politiche ipotizza un Pd al 23,3 (minimo storico, se fosse vero) e la formazione di Liberi e Uguali al 6,4.
Anche se tornassero insieme, quindi, non arriverebbero nemmeno al 30 %.
Dato questo quadro, a me oggi sembra del tutto inutile, a livello nazionale, il dibattito sulle alleanze a sx. Così com’è inutile – per quelli di Leu – discutere se aprire o no al M5s (vedo Bersani favorevole e Boldrini contraria, ad esempio): anche la somma di pentastellati e sx (poco più del 35 %) sarebbe molto lontana da una maggioranza parlamentare.
A sx oggi si discute dunque sul nulla, sul vuoto assoluto, quando si discute di alleanze. Vale per Leu ma vale anche per il Pd, che – se il sondaggio fosse attendibile – non avrebbe chance di governare né con la sx né con Forza Italia e centristi vari, dato che le cosiddette “larghe intese” (escludendo ovviamente Lega e Meloni) sarebbero minoritarie in Parlamento.
Questo almeno finché c’è l’attuale sistema elettorale, naturalmente.
Che porta allo scenario di una legislatura brevissima, con un Governo di minoranza e il Parlamento costretto a tentare di rifare la legge elettorale in quei pochi mesi.
Sarebbe la terza in tre anni, dopo l’Italicum (2015) e il Rosatellum (2017). E non è affatto detto che ci riescano, a fare una legge elettorale che sia al contempo in grado di garantire rappresentanza e governabilità nei paletti della Consulta (vedere le motivazioni delle sentenze su Porcellum e Italicum).
Tutto questo ha tante concause, naturalmente. Per i renziani, è tutta colpa del 4 dicembre, del referendum in cui gli italiani hanno detto no alla riforma Boschi.
Ma qui torniamo al punto di partenza di questo post: perché gli italiani hanno detto no alla riforma Boschi?
Non è per caso che in quel voto c’è stato un rifiuto proprio di Renzi, del renzismo, della sua azione politica e della sua infinita superbia?
Io penso di sì, che sia stato un rigetto collettivo e maggioritario verso il renzismo. E poco importa che sia stato dettato da componenti emotive (l’odio di cui parlano Gori e altri) o da razionali valutazioni politiche sull’operato del Governo. O da un mix delle due cose.
Allora, se siamo nello stallo è colpa degli italiani – di quel 60 % che ha votato no – o forse c’è una questione diversa da porre, a monte, connessa con una specifica persona e con il suo cerchio ristretto?
Credo che sia questa la domanda che si dovrebbe porre oggi.
E credo che sia la domanda che lo stesso Pd si farà domani, se davvero prenderà il 23 e rotti %.
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Giustino
A me sembra che PD renziano e la Dx berlusconista siano la stessa cosa, ormai.
Stessa politica economica contro i lavoratori e i pensionati, stessi favori a Banche e Mercato Globale.
Gori è l’emblema di tale commistione (Nuova Dx e Vecchia Dx) e pertanto è invotabile.

PROPOSTE ELETTORALI PER IL REDDITO MINIMO
Viviana Vivarelli
In Italia i poveri sono 11 milioni, i poveri assoluti sono 4,7 milioni, più di ogni altro Stato europeo, più che in Romania. Le direttive europee comandano che si aiutino i più poveri con un reddito minimo garantito. Tutti i Paesi europei lo hanno fatto. L’Italia no. Persino la Grecia, che è in condizioni economiche più drammatiche delle nostre, nel 2014 ha approvato questa misura fondamentale di protezione sociale. Da noi si è continuato a sbeffeggiarlo in odio ai 5stelle che lo vogliono introdurre da sempre. In Italia, alle politiche del 2013, tutti i partiti promisero che lo avrebbero dato, poi gli unici che presentarono al Parlamento una proposta di legge scritta furono i 5stelle (ottobre 2013) ma votarono tutti contro, rinnegando le loro promesse. Per 5 anni tutti i partiti hanno deriso il M5S che continuava a promettere il reddito minimo di cittadinanza, ora, avvicinandosi nuove elezioni, eccoli che lo promettono di nuovo, non so a questo punto con quale credibilità.

-proposta del M5S: REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA: 580 euro medi al mese per famiglie con figli. Costo 15 miliardi (approvato dalla Corte dei Conti e dall’Istat) ma i partiti dicono che sarebbero 29 miliardi. 20 coperture previste. Il grosso arriva dalle detrazioni fiscali, tagli alle spese del carrozzone pubblico, risparmi sui costi pubblici, banche e assicurazioni, multinazionali del gas e del petrolio, giochi d’azzardo, tagli ai privilegi della casta, vitalizi, auto blu, indennità parlamentari, fondi ai partiti e all’editoria. Nonché l’addio al Cnel, salvato dal referendum.

L’elenco è qui http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-05-18/m5s-reddito-cittadinanza-tagli-spesa-e-sgravi-063748.shtml?uuid=AEhhlWOB

-proposta Renzi già in vigore: REDDITO DI INCLUSIONE (REI). Beneficiari: 700.000 famiglie. Stanziati 1,7 miliardi l’anno che non bastano per tutti. Non si dicono le coperture. Gli 80 euro costarono 10 miliardi che furono presi con altre tasse. Il Rei dura al massimo un anno e mezzo, è di 187 euro al mese per una persona, 294 per la coppia, 382 per famiglie di 3 persone, 461 per 4. 539 oltre. I requisiti sono severi – occorre avere un Isee non superiore a 6mila euro e un patrimonio immobiliare (esclusa la casa) di meno di 20mila euro – hanno la precedenza le famiglie con almeno un minore, donne in gravidanza, disabili o over 55 disoccupati. Solo un terzo dei poveri riuscirà a ricevere il Rei

-Proposta Berlusconi: REDDITO DI DIGNITA’, 1.000 euro. Beneficiari: 2 milioni di famiglie. Costo 29 miliardi. Non si dicono le coperture.

La proposta simbolo dei 5 Stelle è più generosa e copre molte più persone. L’obiettivo non è solo dare sollievo ai poveri assoluti, ma sostenere il reddito di tutti i residenti “al di sotto della soglia di rischio” favorendo così “la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione”. Vuole che ad ogni cittadino siano garantiti 780 euro mensili. Per un genitore con un solo figlio minore la cifra sale a 1.014 euro; per una coppia con due bambini 1.638 euro. Il reddito di cittadinanza punta però dichiaratamente a colmare il divario tra queste soglie minime e il reddito da lavoro già percepito. Quindi chi guadagna una certa cifra, per quanto piccola, riceverebbe dallo Stato la differenza tra quell’introito e i 780 euro mensili. Sono però richiesti alcuni impegni: i giovani fino a 25 anni devono avere un diploma superiore o frequentare la scuola per ottenerlo, gli altri dovranno iscriversi ai centri per l’impiego, dare disponibilità al lavoro e a percorsi di inserimento e “fornire un piccolo contributo alla collettività“. Ovvero dedicare del tempo a progetti culturali, sociali, ambientali

COPERTURE INDICATE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
Coperture finanziarie per oltre 20 miliardi (per questioni contabili, possono essere oggetto di modifica)

Tagli alla spesa della P.A.Centralizzando gli acquisti. Ogni oggetto acquistato dalla Pubblica amministrazione dovrà avere lo stesso prezzo da Aosta a Bari 2,5 mld
Aumento tassazione banche e assicurazioni. Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi per banche ed assicurazioni 2 mld
Aumento costi per trivellazioni. Aumento canoni alle multinazionali per l’attività di ricerca di gas e petrolio 1,5 mld
Tassazione gioco d’azzardo. Si aumentano le tasse sul gioco d’azzardo (Aumento del Preu) 1 mld
Riduzione indennità parlamentari. Stipendio non superiore a 5.000 € lordi 600 mln
Soppressione enti inutili (Cnel…). Soppressione di tutti gli enti pubblici non economici (deroghe per le federazioni sportive e per gli enti operanti nel settore della cultura) 500 mln
Taglio auto blu ospedaliere. Eliminazione auto blu ospedaliere non strettamente indispensabili ai servizi sanitari 300 mln
Riduzione degli affitti d’oro. Taglio alle spese della P.A. per affitti di immobili 250 mln
Abolizione pensioni d’oro cariche pubbliche elettive. Decurtazione del 50% dei vitalizi relativi alle cariche pubbliche elettive 150 mln
Riduzione pensioni d’oro. Taglio ai contributi di solidarietà sulle pensioni d’oro 150 mln
Tax expenditure. Riduzione alle detrazioni dei redditi più alti. Esclusi quelli sociali 5 mld
Taglio auto blu. Taglio alla spesa sostenuta dalla P.A. per le autovetture 100 mln
Fondo per il sostegno alla povertà. Le risorse del Fondo per il sostegno alla povertà, andranno a confluire nel Fondo per il Reddito di cittadinanza 1,5 mld
Revoca detrazioni. Revoca delle detrazioni dei redditi superiori a 90.000 euro 300 mln
Concessioni autostradali. Si propone l’aumento della percentuale del canone annuo a carico delle concessionari autostradali senza alcun aumento per i pedaggi 140 mln
Eliminazione contributi statali per le intercettazioni. Eliminazione tassa che lo Stato paga alle compagnie telefoniche per le intercettazioni investigative 29 mln
Taglio ai finanziamenti all’editoria. Eliminazione di ogni contributo pubblico all’editoria 23 mln
Taglio Fondi finanziamento ai partiti. Taglio del finanziamento pubblico ai partiti che i governi Letta- Renzi hanno fatto finta di tagliare 20 mln
Divieto Cumulo Pensionistico* . Non cumulabilità redditi autonomi e dipendenti*. Tagli Organi Costituzionali*. Taglio dividendi Banca d’Italia*. Dividendi Inps – Partecipazioni Banca d’Italia* Stima Gettito 5 mld
(*) Gettito quantificabile solo a consuntivo, ma accordato con centro studi bilancio

LA TRAGEDIA DELL’EURO
Antonio Socci
Se da 17 anni a questa parte (cioè da quando è stato introdotto l’euro) la media annua della crescita economica italiana è sostanzialmente zero, la produzione industriale è precipitata di 20 punti percentuali e rispetto al 2007 siamo sotto di 5,4 punti percentuali di Pil, mentre gli investimenti sono crollati del 24,3 %, se i poveri assoluti in dodici anni sono più che raddoppiati, la pensione è diventata un miraggio e un’intera generazione di giovani sta perdendo il suo futuro significa solo una cosa: occorre riprendersi prima possibile la sovranità monetaria e politica.
Questa è la grande speranza per l’Italia: tornare sovrana e così ripetere quel miracolo economico che dopo la guerra ha portato un Paese sconfitto e sottosviluppato a diventare in pochi anni la sesta potenza industriale del pianeta.
Fuori da questa prospettiva c’è il definitivo commissariamento (troika o no, comunque una perdita totale della sovranità ormai compromessa), la decadenza economica irreversibile (le potenze economiche straniere spolperanno anche quel che è rimasto), l’estinzione dovuta al crollo demografico e l’arrivo di masse di migranti che cambieranno pure l’identità culturale del Paese. Significa la fine dell’Italia dopo più di duemila anni di storia.
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Alessandro
Il REDDITO DI CITTADINANZA, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare, è il modello sociale europeo che l’Italia ignora. In tutti i Paesi dell’Europa questo è realtà. Eccetto che in Italia e in Grecia. In Italia non si sa neanche che in Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, ecc…) chi non guadagna abbastanza ottiene una integrazione del reddito, e anche chi lavora part time ottiene un’integrazione del reddito. Le persone giudicano per paragoni e confronti. Se il confronto con gli altri Paesi viene loro negato non ci si può lamentare che non cambi nulla. Possibile che nessuno abbia notato che anche nella famosa lettera della Bce si rinnova al Governo italiano l’invito a introdurre i sussidi di disoccupazione sul modello europeo e che la stessa cosa viene ripetuta nelle famose domande di chiarimento dell’Europa? Una breve ricerca su internet: ecco la raccomandazione 92/441 CEE pubblicata anche sulla Gazzetta ufficiale: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31992H0441:IT:HTML Nessuno ha spiegato bene (anche perché nessuno lo chiede) che dopo l’indennità di disoccupazione in Germania (e in tutta Europa) c’è un altro sussidio, che è illimitato (ovvero limitato solo dalla pensione e, ovviamente, da una nuova eventuale occupazione) e che copre anche l’affitto dell’alloggio. Una donna sola, disoccupata e con figli ha in Germania dallo Stato più di 1800 euro mensili.

Gianluca Reversi
Quella di Berlusconi è una promessa elettorale come le solite (senza una struttura ne un piano, le coperture sono secondarie tanto basta fare un buco o tagliare servizi). Quindi non essendo un progetto organico e ragionato, sarà il solito disastro che non servirà a nulla. Quello del Governo attuale può essere fatto bene e avere coperture ma non soddisfa lo scopo principale di riorganizzare il welfare e migliorare la formazione dei più deboli per avviarli al lavoro. Quello del M5s innanzi tutto non è stato proposto in tempi di elezioni (può non voler dire nulla? ok). Presuppone, la cancellazione di tutte le altre misure di ammortizzazione sociale per riorganizzarle e razionalizzarle nel rdc. Ristruttura i centri dell’impiego, avvia la gente a sviluppare il senso di bene comune contribuendo al proprio comune (attività che prevedo molto problematica), formazione degli espulsi dal mondo del lavoro e temporaneità della misura. E’ l’ammortizzatore sociale meno assistenzialista che l’Italia abbia mai visto.
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Alessandro
L’Islanda lascia fallire le banche ed ora è fuori dalla crisi e il suo Pil vola. E’ il primo Paese europeo coinvolto nel caos finanziario a registrare un Pil superiore ai livelli pre crisi. Allora esiste un’altro modo per uscire dalla crisi, facendo pagare i responsabili, senza sacrificare i diritti dei cittadini … Reykjavik ha lasciato che gli istituti di credito fallissero, mettendo peraltro dietro le sbarre i banchieri e gli altri responsabili della crisi. A tal proposito il procuratore capo Olafur Hauksson disse all’epoca dei fatti: “È pericoloso che ci sia qualcuno troppo importante per essere indagato e condannato – dà la sensazione di vivere in un porto sicuro”. Di seguito un articolo interessante di “finanza on line”.

“Dalla fine del 2012 l’Islanda è considerata come un esempio di come si possa risolvere una gravissima crisi economica. Da allora il prodotto interno lordo è in crescita, il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% e il Paese attrae immigrazione in cerca di lavoro. La svalutazione della corona islandese nei confronti delle altre monete ha dimezzato il potere d’acquisto del salario medio, ma ha anche reso più competitivi i prodotti islandesi sui mercati internazionali. Le obbligazioni islandesi a 10 anni hanno ormai tassi d’interesse inferiori al 6%.” “La posizione finanziaria islandese è stabilmente migliorata dal crollo. La contrazione economica e la crescita della disoccupazione si arrestarono alla fine del 2010 e invertirono la tendenza nella prima metà del 2011.”

Alessandro
Le storie della crisi delle quattro banche fallimentari italiane hanno in comune la genesi delle loro disavventure. Prestiti a piene mani spesso dati a clienti non meritevoli o peggio ad amici degli amici (Sole24Ore 21 nov 2015) Tiziano Renzi, padre di Matteo, ha ottenuto due “aiutini” – Il primo è un mutuo di 496.717,65 euro stipulato nel luglio 2009 con il “Credito Cooperativo” di Pontassieve. Una cifra sostanziosa concessa con un mutuo chirografario, cioè senza garanzia (pegno e ipoteca) o personale (fideiussione) che NON ha pagato. Da chi?La banca è guidata da Matteo Spanò, amico e sostenitore del premier. Nel 2005, Spanò fu nominato direttore generale della Florence Multimedia, società della Provincia di Firenze creata dal neoeletto Renzi per la comunicazione e poi finita nel mirino della Corte dei Conti che ha inizialmente ipotizzato un danno erariale di 10 milioni di euro. I ratei vengono regolarmente pagati per due anni. Poi la società, nel frattempo svuotata della parte sana e poi ceduta ad altri titolari, non rispetta più i versamenti e dichiara il fallimento – Il secondo di 263.114,70 euro da Fidi Toscana. Infatti il 18 giugno 2014 il ministero Economia delibera di rifondare Fidi Toscana di 236.803,23 euro e liquida la somma il 30 ottobre 2014 attraverso il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. E così il debito contratto dal padre di Renzi è stato coperto dallo Stato!

donatella savasta
Il reddito di cittadinanza del M5S è rivolto a cittadini italiani. Il reddito di inclusione (varato recentemente dal PD e già in vigore) invece viene dato a chiunque sia residente a qualunque titolo sul territorio italiano da almeno 2 anni. Altri requisiti (a parte lo stato di indigenza) non sono richiesti, neppure una fedina penale pulita. Quindi è intuibile che i molti stranieri residenti sul nostro territorio perché in attesa di risposta alla loro domanda di asilo o anche perché chiusi in una casa circondariale a scontare una pena, saranno tutti beneficiari di questa provvidenza e, come si può intuire, invieranno gran parte del loro mensile ai parenti che risiedono al loro Paese, cosa che non potrà fare altro che danneggiarci. Senza contare che la prebenda è erogata dall’ INPS quindi viene pagata con i versamenti effettuati dai lavoratori italiani PER GARANTIRE LE LORO PENSIONI, non è pagata dalla fiscalità generale, come invece previsto dal progetto del M5S. Mi pare evidente che la legge FORNERO è stata fatta per preparare il terreno a scelte di questo genere, non per i motivi che sono stati ufficialmente dichiarati. In sostanza si toglie la pensione ai vecchi italiani per darla ai giovani nord africani. Quindi non era vero che l’ INPS al tempo della legge Fornero era in crisi, ci si preparava a questo.
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Minimoog
Osserviamo la terminologia usata.
Berlusconi lo chiama: “di dignità”, conoscendo il personaggio non mi stupisco che dentro di sé consideri una persona in difficoltà economica: una persona senza dignità. Fate un po’ voi.
Il PD lo chiama: “di inclusione”, anche qui vengono i brividi, la forma mentis dietro a tale terminologia non può che essere classista e materialista considerando intrinsecamente un individuo in difficoltà economica: un escluso, emarginato, un poveraccio.
Il M5S lo chiama “di cittadinanza”, qui abbiamo una differenza di forma mentis rispetto ai precedenti davvero interessante, loro non considerano un individuo indegno o escluso, invece lo considerano centrale, considerano il cittadino che forma la nazione e non la nazione che forma il cittadino e in quanto cittadino, se perdi il lavoro, lo Stato di aiuta con un reddito ed una formazione per reinseriti e contribuire positivamente alla formazione di una società solidale, equa e giusta.

Luke999
Un articolo del New York Magazine dice: “… stiamo vivendo la più debole ripresa della storia del dopoguerra, quella che ha lasciato il tasso di partecipazione alla forza lavoro in prossimità dei minimi della decade, la sottooccupazione al di sopra dei livelli pre-recessione e la crescita dei salari troppo modesta per compensare per l’aumento del debito delle famiglie… “Ora, l’economista della Deutsche Bank Torsten Slok ha aggiunto due nuovi, (profondamente) sconcertanti dati : la percentuale di famiglie con più debito rispetto ai risparmi è ora più alta che in qualsiasi momento dal 1962, mentre il patrimonio netto della famiglia americana mediana è inferiore di quanto lo sia stato in quasi un quarto di secolo.” “Quindi, questo è ciò che appare come una “buona” economia negli Stati Uniti: contrazione della ricchezza delle famiglie; aumento del debito della classe media; crescita salariale che non può tenere il passo con l’aumento dei costi per l’alloggio, l’assistenza sanitaria e l’istruzione superiore; crescita dell’occupazione concentrata in posizioni part-time ; insicurezza della pensione diffusa; e più famiglie senza ricchezza che l’America abbia visto negli ultimi 56 anni.”. In altre parole: continua a crescere la gig economy (sistema che azzera il lavoro fisso o continuativo), che sta assestando gli ultimi colpi alla organizzazione fordista-taylorista del lavoro del secolo scorso, confermando come il lavoro stia diventando uno strumento sempre più inefficace di redistribuzione reddituale.

Dragon Fabius
Faccio notare che le “promesse elettorali” sono ancora tali solo perché nel “meraviglioso mondo di ‘Piddinia’ si è fatto ostruzionismo a prescindere su un “reddito di cittadinanza” che pro-capite, darebbe una reale possibilità di sopravvivenza, a beneficio di una ELEMOSINA da 187 euro mensili. La cosa tragica è che qualcuno ha avuto e forse ha ancora, il coraggio di esultare: dovrebbero essere condannati a viverci per sempre con187 euro al mese. Che non si parlasse più di coperture da trovare. In un Paese dove lo Stato italiano investe ogni ora 2 milioni e mezzo di euro in spese militari, di cui mezzo milione solo per comprare nuove bombe e missili, cacciabombardieri, navi da guerra e carri armati” e dove “ogni anno si spendono almeno 23 miliardi di euro per le forze armate, di cui 5 solo per comprare nuovi armamenti”, dire che non ci sono le coperture per dar da mangiare a chi non ce la fa, è semplicemente criminale.
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Cristina Correani
Visto che Spelacchio non deve morire perché al Pd serve vivo vale la pena ricordare che il sindaco di Milano, Pd, dovrà andare a processo non per aver fatto un albero di natale brutto, ma per averne comprati 6000 [seimila] sottraendo quattro milioni e trecentomila euro ai cittadini senza una regolare gara d’appalto.
Ogni albero è costato ai contribuenti la modica cifra di 716 euro ma il loro valore reale era di circa 300.
Cantone, che si è appena fatto aumentare lo stipendio dal Governo dei capaci e competenti, non ha niente da dire sui seimila alberi comprati da Sala non da un fornitore di piante ma da un costruttore, casualmente lo stesso impegnato nella costruzione della piastra di Expo che li ha pagati un terzo e a noi li ha fatti pagare il triplo?
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“La devi smettere di far casino alle tre di notte. C’è una persona che sta per morire.” “Mi dispiace, non lo sapevo, chi è?” “Sei tu, se non abbassi quel cazzo di stereo.” (Zeb)
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Anac, il PD raddoppia lo stipendio a Cantone.
360mila euro l’anno per indagare su Spelacchio, soldi spesi proprio bene.

Rostokkio
Berlusconi invita Salvini e la Meloni ad Arcore. Venite già scopati.
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PROBLEMINO DI GEOMETRIA
Considerati Salvini, Berlusconi e la Meloni, calcolare il vertice del cdx.
(feat. Amiconi21)
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E’ un mondo difficile
Nel simbolo di Forza Italia ci sarà la scritta “Berlusconi Presidente”. Ma solo perché “Leviamole dalla strada” non c’entrava.
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Luce so fusa
Berlusconi su Twitter:” il mio nome sul simbolo messo contro la mia volontà “.
Lui voleva metterci la figa.
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Cricon
Il Pd presenta un esposto contro Orietta Berti che ha dichiarato che voterà il M5S. Eh, non si fa. O va a finire che ognuno vota per chi vuole.

CIO’ CHE DOVREBBE ESSERE

BERLUSCONI E’ MORTO,NO E’ RISORTO
Bruno p.,Napoli
E’ davvero surreale quello che sta accadendo in questa veloce campagna politica preceduta da una altrettanto veloce legge elettorale varata in fretta e furia col solo desiderio di distruggere il M5S,nemico pubblico della partitocrazia.
Altro che incompetenza i pentastellati sono una spina nel fianco di quel sistema fatto di scambi clientelari e corruzione di cui la sx si è cibata per decenni accusando la dx ed il suo leader solo per distrarre l’opinione pubblica.
E che l’atteggiamento del Pd sia cambiato lo si vede anche nei confronti di giudici,procuratori e magistrati che quando si trattava di Berlusconi erano santi mentre oggi sono politicizzati perchè cominciano a far luce sui sistemi corruttivi che fanno capo alle giunte amministrate della sx per non parlare degli scandali governativi ancora in corso di indagine.
Di colpo tutto l’agglomerato mediatico si è mosso in contro tendenza,dopo che per anni ha criticato la dx ed il suo modo di assoldare ministri e consiglieri al servizio dell’imperatore,ha spostato l’attenzione mediatica sul nuovo nemico perché un nemico è per sempre.
Come si fa a spiegare agli Italiani che dx e sx sono la stessa cosa che un De Benedetti vale quanto un Berlusconi,che uno Scalfari è solo un Feltri che indossa la cravatta rossa?
Il grande merito del M5S è quello di aver fatto emergere tutta l’ipocrisia dei partiti politici e dei media al loro servizio. Mai come in questo ultimo decennio si sono visti così tanti voltagabbana,accordi sottobanco,maggioranze liquide fatti di amici e finti nemici per non parlare della grande coalizione dei privilegi intoccabili.
IL “sistema” non teme l’incompetenza perché ne è abituato. Il sistema invece teme la fine dei suoi porci comodi,dei professionisti politici,dei posti di lavoro clientelari,di quegli accordi con banche e assicurazioni,di quelle tasse che lo sostiene e di tutti quei finanziamenti da parte delle multinazionali
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IL CANDIDATO ‘MODERATO’ DELLA LEGA
Attilio Fontana era stato presentato come candidato ‘moderato’ della Lega: ““Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate. Se la maggioranza degli italiani dovesse dire noi vogliamo autoeliminarci vorrà dire che noi che non vogliamo autoeliminarci ce ne andiamo da un’altra parte””.
Alla faccia del moderato!
Sono le stesse parole che un membro del Ku Klux Klan dice nel film di Costa Gavras “Mississipi Burnng?” con Hackerman e Daniel Defoe, in un comizio di “razza bianca” in Luisiana:
Questa è la teppa “sotto il razzismo: niente!”

Scrive Giorgio Riparbelli: “..quando guardo a questo puffone, vedo e penso che la razza “bianca” è già fregata da tempo; degradata al livello infimo. destinata alle opere basse. Non e’ colpa dei fratelli e compagni neri; quelli sono veramente pochi. Credo che sia tutta colpa di ATTILIO FONTANA e dei suoi ancestrali Ostrogoti e Unni che ci invasero e inquinarono la “razza italica”. Da lì nacque la catastrofe intellettuale e morale…e nacque al suo posto la demagogia.
Indimenticabile la vignetta con un eskimese che si erge sul pizzo del Polo Nord. E strilla a chi sta sotto, segnatamente ai leghisti: ‘A’ Terroni” “.
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maxbiggio
L’ignoranza va di pari passo col razzismo: non esiste una razza “bianca”, “nera”, “gialla” ma solo “homo”. Se poi fosse anche “sapiens”, non si tratterebbe di Fohtana.
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Gian Paolo
Ma nel 2018 devo ancora sentire dei cxxxxxxi di questo tipo??
Nessuno gli ha spiegato che siamo scesi tutti dagli alberi in Africa? 2 milioni di anni fa circa? E che siamo chiari solo da qualche migliaia di anni? Solo in una parte del pianeta ?
Non è la razza bianca a rischio ma la razza umana con questi deficienti. In questo caso non deve essersi verificata nella genia famigliare alcun processo evolutivo nel DNA tale da determinare il caso di uomo evoluto.
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Franco Ranocchi
Fraport è una multinazionale tedesca che gestisce aeroporti, ha comprato anche 14 aeroporti dal Governo greco.
Fraport ha chiuso il 2017 con un utile record, intanto la Troika ha dato ordine al Governo greco di limitare gli scioperi e di mettere all’asta le case dei cittadini che non riescono a pagare il loro debito con lo Stato, un Greco su tre.
Molto probabilmente i tedeschi vogliono ora anche le case dei greci, gli aeroporti non bastano più.
(Questa è la sorte che aspetta l’Italia)

BRUNO FUSCO
CURRICULUM
Sin da piccolino ho avuto doti eccezionali, tenevo il ciuccio in bocca e contemporaneamente riuscivo a fare le pernacchie e ruttini, e le farfalle svolazzanti sulla mia culla, volavano via al mio battito di ciglia e ritornavano indietro al primo sorriso.
Un po’ più grandicello, verso i due anni, mi sono iscritto ad un torneo di cacca, avevo da poco finito un corso di amministratore di pannolini, e ho organizzato diversi meeting sulla “dinamica dei fluidi”, riuscivo a fare pipì a spirale, roba da matematici! Le difficoltà non sono mancate, ricordo di non essere riuscito a camminare sull’acqua, ho provato diverse volte, ma al mare non mi è mai riuscito, affogavo facile, eppure ero convinto di essere un delfino, diversamente dalle pozzanghere che si formavano nel cortile dopo la pioggia, su quelle riuscivo a fare giochi spericolati, e restavo a galla perfettamente, e ricordo bene le bestemmie di chi mi passava accanto quando li schizzavo, non comprendevano che io sperimentavo da pesce!
Il primo volo, e parlo che già avevo cinque anni, mi è riuscito facile, anche gli uccelli mi invidiavano, ma il nido che avevo costruito tra gli alberi, veniva sabotato puntualmente da una quaglia di merda, che non sopportava la mia eleganza nelle correnti ascensionali, e quando le facevo notare che una quaglia non è un airone, non mi ha salutato più, da allora ho frequentato solo lucertole, sono più serie e non si vantavano del loro aspetto, e per me erano anche più belle e interessanti delle quaglie.
Non mi dilungo, sono cresciuto come in una giungla, e credevo di essere una scimmia volante, un delfino, un uccello, libero di crescere in libertà, ma purtroppo sono un uomo, e questo è stato sempre il mio tormento, e quando devo competere per qualcosa, anche un posto in parlamento, diventa impresa difficile per uno come me, con una storia di giungla alle spalle, tra tanti esseri umani con un passato da cittadini…, e la convinzione che la libertà è solo essere se stessi…, ma se potessi diventare un animale, non avrei nessuna difficoltà ad essere il più titolato di tutti in questa giungla di esseri umani!

LUPI SIBERIANI
Viviana Vivarelli
Oggi sono andata in centro a cercare un piumino a saldo che mi integrasse quello che mi hanno rubato a volontariato (succede pure quello, che mentre porti soldi e fatica a favore di qualcuno, quello ti freghi il piumino).
Ho visto un piumino chiaro carino e ho chiesto quanto costava. La commessa ha detto: 1800 euro!! Però- ha aggiunto- ha l’imbottitura fatta di pelo di lupo siberiano!
Ho vomitato tre volte:
– una volta per i lupi siberiani
– una volta per il prezzo (e quanto costava poi senza saldo?
– e una volta per quegli imbecilli che spendono 1800 euro per un piumino che fuori sembra uno di quelli che vendono in Piazzola a 26 euro ma vuoi mettere poter dire che ha l’imbottitura di lupo siberiano!!!

PRIVATE RIFLESSIONI. LA GIOIA DI FARCELA
Viviana Vivarelli
Sono vecchia e malandata. Quando sono troppo debole e non riesco a fare le cose, mi dispero perché sono sola e l’idea di non essere più autosufficiente mi getta nello sconforto, ma quando riesco a fare le cose mi viene coraggio. Io sono sempre stata una iperattiva, ricordo quando ero alle prese con un trasloco (ne ho fatti 13 e quasi sempre con poco aiuto da parte di mio marito perché era sempre via per lavoro) o imbiancavamo insieme una casa, o dovevo far quadrare lavoro, casa, figlia e magari anche una mamma gravemente inabile, o facevo tutto il giardino, cosa che mi fa venire regolarmente la febbre, e arrivavo alla fine del compito, provavo assieme alla stanchezza una smisurata felicità, la felicità di chi ce l’ha fatta. Ma in questo ultimo periodo le forze vengono meno e mi trovo in crisi per problemini banali come aprire una bottiglia di aceto, salire le scale o salire su un autobus. Faccio anche il doppio di fatica a scrivere su una tastiera. Le feste natalizie, se Dio vuole, sono passate, per me sono il periodo più tetro dell’anno perché sono la festa famigliare per eccellenza, in cui le famiglie si ritrovano, si scambiano regali, fanno festa insieme, e tutto il mondo scampanella, rosso e oro, come un inno perpetuo di amore, e questo è pessimo per chi è solo. Non per niente Natale registra un picco di suicidi e di depressioni. Di solito, col cambio dell’anno, ricevo molte visite di persone che vogliono sapere del loro futuro e voglio consigli e questo mi distrae molto perché non c’è nulla di meglio per chi ha problemi propri che occuparsi di quelli degli altri e, dando coraggio agli altri, si dà luce a se stessi, ma quest’anno non è venuto nessuno, altro motivo di sconforto. Così ero un po’ a terra.
Però da qualche giorno ho visto due amiche, ho qualche appuntamento per temi natali, tarocchi ecc. e questo mi ha tirato un po’ su, e poi ieri a volontariato mi è arrivata una montagna, ma una vera montagna gigantesca di roba, grazie a diversi donatori, una cosa da non credere, e, malgrado tre zingare che come al solito mi hanno buttato tutto in terra e poi sono scappate ridacchiando senza lasciarmi, come al solito, nemmeno una monetina, sono riuscita in due ore e mezza a smistare, piegare e mettere a posto tutto. Ero un bagno di sudore e a casa ho dovuto cambiarmi interamente e lavarmi, avevo tutti vestiti fradici, ma ce l’ho fatta. Questa cosa mi ha dato una carica enorme e stamani sono allegra,
Grande cosa la salute!
Per cui oggi scelgo riflessioni da psicologo:
Siccome i pensieri nascono dalle convinzioni, se non avremo le giuste convinzioni rischieremo di fallire. La prima convinzione che ci è indispensabile è la certezza di possedere tutte le capacità necessarie per compiere con successo la nostra azione. Gli psicologi chiamano questa convinzione “livello di efficacia personale”, noi più semplicemente la chiamiamo “convinzione di farcela”.
Diego Agostini (Percorsi positivi)
L’uomo fiducioso, impavido e ottimista che pensa “Posso farcela e ce la farò” è un potente magnete. Egli attrae a sé ciò di cui ha bisogno per avere successo. Sembra che le cose gli vadano incontro e la gente dice che è “fortunato”. Sciocchezze! La “fortuna” non c’entra! Sta tutto nell’atteggiamento mentale.Non scoraggiatevi a causa della resistenza che incontrerete all’inizio, ma cantate allegramente: “Posso farcela e ce la farò” e mettetevi seriamente al lavoro! La cosa importante è rimanere allegri e interessati. Se riuscite in questo il resto sarà facile.Non sprecate la vostra Forza mentale, ma usatela a vostro vantaggio. Smettete di attrarre insuccessi, infelicità, disarmonia, dispiacere. Cominciate ORA a emettere una corrente di pensiero brillante, positiva e felice. Lasciate che a prevalere sia il pensiero “Posso farlo e lo farò!”.
William Walker Atkinson (La straordinaria forza di attrazione dei nostri pensieri)
“Io posso farcela” – questa sensazione è il motore del cambiamento.
Robert Caplan
Credere che si può farcela diventa una profezia autorealizzantesi.
Anthony Robbins
Il piacere di «farcela» è un piacere molto intenso, molto antico e più stabile e profondo di quello dato da «vincere»: la felicità del bambino che impara ad andare in bicicletta senza rotelle, quella del maratoneta dilettante che riesce a portare a termine, provato, distrutto, sfigurato dalla fatica, l’ambita prima maratona; il paracadutista, l’apneista, l’alpinista che dichiarano: «volevo provare i miei limiti»…
Pietro Trabucchi, Resisto dunque sono
Poiché la motivazione intrinseca è radicata nella nostra storia biologica, sentirsi capaci, sentire di «farcela» produce un senso di piacere molto più antico e profondo di quello stimolato dagli incentivi o dai rinforzi esterni.
Pietro Trabucchi, Perseverare è umano
Se ci credete, potete farcela quasi sempre. È la mente a dominare la materia.
Vernon Wolfe
Dunque.. che la forza sia con voi 🙂

DE SENECTUTE
Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuole esser lieto, sia, di doman non c’è certezza.
Doriana Goracci
Sono vecchia e me lo dice lo specchio che sono mia anche se non mi piaccio.
Non vorrei tornare giovane, giammai, solo il pensiero di ripercorrere la paura di non piacere, di essere abbandonata e dovere abbandonare, mi fa ancora dolore e le ferite,quelle si, sembrano non essere vecchie.
Quando avevo venti anni ma anche oltre i 50, truccavo gli occhi con una matita nera, sempre, come lavarmi i denti, forse a sottolineare lo sguardo che seppure miope e dietro le lenti, vedeva bene da vicino ogni dettaglio.Oggi non lo faccio quasi più, col tempo sai.
Appena passo quel tratto di matita si disfa nella piccola ruga di lato e quella diluizione di colore mi disgusta, meglio tenermi le rughe, senza trucco.E lavarmi i denti che per fortuna non ho la dentiera.
E poi il grasso.
E’ come l’esposizione delle mie ansie e scontentezze, delle cose che non riesco a fare e quelle che faccio malgrado l’impegno promesso a me stessa, quel grasso in più a ballare, che nessuna veste larga colorata o nera, evita alla vista, anche sommaria, dell’altro.
Mi riusciva facile fino a pochi anni fa, scendere a un peso accettabile, godendo di un’ apparenza che osava camminare.
Cosa esporre ora che sono vecchia?
Non c’è niente di bello nella lotta quotidiana che disfa.
E’ iniziata da tempo la stagione dei sogni, in cui con una sottoveste mi aggiro in una vecchia casa, spoglia come me, poi procuro cibo a certi gatti intorno, poi mi ritrovo a partire, e arrivo su una nave dove scendono a migliaia con i bagagli e a me manca tutto qualunque borsa qualunque mezzo per comunicare, anche la voce, sono dentro a un autobus al capolinea ma nessuno sa dirmi dove va e dove devo andare io, nel sotterraneo di un ospedale e vago, senza angoscia ma con tanta stanchezza.
A volte perdermi in un viaggio e scriverne ancora, è un riconoscimento che mi regalo, come i capelli bianchi che sono nuvole acciuffate per sempre.
Avec le temps, va, tout va bien.
Con il tempo, va, tutto va bene.
Sono mia, e vecchia. E’ quasi inverno.
(O è quasi primavera? Viviana)

http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Cara Viviana ti ho sentita molto vicina leggendo le tue ‘confessioni’… anch’io ho una certa età… mi sono accorta che una parte di me è stanca della corsa per la sopravvivenza, ce l’ha fatta, ma adesso ne sente il peso, è crollata, a volte vorrebbe ‘andarsene in pace’… un’altra parte invece mi dice: “ma adesso che ce l’abbiamo fatta a sopravvivere, possiamo finalmente cominciare a… ‘vivere’!… con più leggerezza, senza dover dimostrare niente, senza obblighi e doveri autoimposti, senza occuparci più troppo degli altri (per farci accettare)… imparando a volerci bene da sole, a stare bene con noi stesse, libere (anche dalle finte atmosfere amorevoli del Natale!), a trattarci bene, a riposare, a farci da mangiare cose buone e sane… e fare tutto con calma e con piacere accettando i limiti…” ed è a questa parte che ho deciso finalmente di dare ascolto.
    Non è per niente facile cambiare, il nostro cervello è rassicurato dalla consuetudine, anche se è negativa, ma il cambiamento è l’essenza della vita, la trasformazione… e indipendentemente dall’età può diventare una nuova ‘avventura’ da realizzare, a condizione, come dici anche tu, di ‘crederci’…. e questo mi permetto di augurare anche a te.
    Grazie per i tuoi pensieri, commenti, per la ‘vita’ che trasmetti sempre in ciò che scrivi.
    Lucrezia

    Commento di Lucrezia SPUCCHES — gennaio 21, 2018 @ 1:15 am | Rispondi

  2. Ciao Viviana. per tornare ad avere bollino verde di certificazione vai su:

    Blog delle Stelle: 30.12.2017 E’ ora di pensare in grande: nuovo Statuto e regole per le candidature

    A fine Post, sotto, clicca su fare login al MoVimento 5 Stelle https://www.movimento5stelle.it/login.php . Non è necessario fare una nuova iscrizione, è sufficiente fare login al MoVimento 5 Stelle https://www.movimento5stelle.it/login.php con le proprie credenziali di accesso ed entrare nella pagina di modifica del profilo (in alto a destra). Si aprirà una pagina per l’accettazione dell’iscrizione alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle.

    Ciao ViVì.

    massimo m., roma

    >

    Commento di massimo.massimo_2018@libero.it — gennaio 24, 2018 @ 3:21 pm | Rispondi


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