Nuovo Masada

dicembre 24, 2017

MASADA n° 1895 24-12-2017 URGE UNA RENXIT

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MASADA n° 1895 24-12-2017 URGE UNA RENXIT

Rottamare il rottamatore – Le impossibili alleanze – Etruria, il mesto calvario di Boschi e Renzi – Oggi nessuna coalizione riesce a formare un Governo – Un Governo scollegato dai cittadini – La bassezza dei media – Lettera a Travaglio – E’ rimorto Falcone – Siamo fermi da 17 anni – La Boschi e l’ossessione per Banca Etruria – Quel voltagabbana di Zanetti- L’Italia e internet – Italia dal 5° al 31° posto nelle economie mondiali – Elogio a Gianluigi Paragone

Renzi ammette il calo nei consensi “Il mio partito stanno perdendo voti.”
Soppressatira
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Per Renzi è normale stare al Governo e perdere consenso. Ha ragione: è inevitabile, quando fai riforme di merda.
FaxoMac
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Spelacchio è morto, ma a Roma neanche il PD sta troppo bene. Succede, quando si tagliano le radici.
gianni_belletti
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C’è un solo modo per spiegare un tale crollo del PD nei sondaggi: i sondaggisti avevano investito in Banca Etruria.
paolodesantis81
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Sicilia, Miccichè eletto grazie ai voti del PD. I Dem fanno i lavori che la mafia non vuole più fare.
gianni_belletti

LA PROSSIMITA’
Viviana Vivarelli
Il mio Paese è il mondo. Il mio corpo l’umanità. Il mio cielo lo Spirito. Il mio scopo, l’utopia che mi guida.
Ma prima di essere mondo, io sono famiglia, amici, vicinato, villaggio, città, regione, nazione, continente. Una scala di cui io sono o ogni gradino o niente. Prima di essere mondo, io sono ‘prossimità’, in una fede che dice di amare il prossimo come me stesso, in un ideale che vuole che veda l’altro in quanto ‘è’ me stesso, in un mondo di valori dove nessuno si realizza senza la realizzazione di tutti. Prossimità vuol dire ascolto e aiuto. Vuol dire compresenza e coesistenza. Prossimità è empatia e partecipazione. L’uomo che perde questa capacità decade nella scala umana. Prossimità vuol dire essere l’uomo che mi sta davanti. E capire che non posso evolvere senza di lui.
Se non riusciamo a comprendere questo nemmeno a Natale, vuol dire che non solo non siamo cristiani ma non siamo nemmeno umani.

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ANAGRAMMA DI MARIA ELENA BOSCHI
“Via Maria Elena Boschi del PD!”
“Salvai le banche di mio padre!”
(L’Eroe Semantico)
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Il cielo stellato sopra di me, tre fette di salame mantovano in me.
fmentis.tumber.com
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Alle Poste ho chiesto due raccomandate e si sono alzate in cinque.
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Comunismo per gli italiani vuol dire trovare un posto in Comune.
Forma mentis
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Forma mentis
Come ladri nella notte
Studente autodidatta di filosofia ero pieno di entusiasmo e animato anche da una certa dose di idealismo, in cuor mio mi sentivo un paladino dell’illuminismo, lucifero, ma nel senso di portatore di luce. A una più attenta analisi e col passare del tempo capii invece che le persone non hanno alcuna intenzione di capire, comprendere, cogliere o rendersi conto, che per loro la miglior verità è sempre quella che vogliono sentirsi dire, perlopiù per non rimanerne offesi. Per accreditarsi come portatori di luce non serve quindi tanto la filosofia quanto la psicologia, quella inversa, occorre entrare con strumenti sottili nell’animo delle persone operando con mano leggera e depositando delicatamente la verità nel centro del cervelletto senza allarmare l’amigdala, facendo in modo che non si accorgano di nulla, come ladri nella notte.
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Forma mentis
Miraggi
Mi sto sempre più allontanando dal commento politico in senso stretto perché ho capito esattamente i termini della questione: se tu mi dici “vota Juve” io ti risponderò “voto Inter”, e non c’è argomento che possa convincermi del contrario, nemmeno mettendomi davanti ai dati oggettivi, quali, ad esempio, il rendimento stagionale, le statistiche storiche, la qualità del gioco, non c’è verso, io voterò comunque Inter pur sapendo che contro la Juve non c’è storia, perché non è il dato oggettivo che ci interessa quanto il nostro personale miraggio che ci restituisce la nostra personale prospettiva del mondo.
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Dopo Alfano, anche Giovanardi decide di non ricandidarsi. Registrando uno dei periodi più brutti per la satira italiana.
GiovyDean
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Riportate in Italia le ceneri di Vittorio Emanuele III. Avanzi Savoia!
giannimacheda
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In ogni caso, quella degli inquirenti italiani sulle tracce di Igor il russo non è stata una missione del tutto inutile. Adesso hanno casa piena di tartufi e funghi porcini.
desale73
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Luce so fusa
Commissione banche, Padoan: ”Mai autorizzato ministri a occuparsi di Etruria”.
Ma questa è misoginia!
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La Boschi dice che contro di lei attacchi sessisti. Ma questa qui c’ha in testa solo le sue cosce?
Oltre ovviamente a Banca Etruria..

Liviana
La scatoletta di tonno è stata aperta. Peccato che il pesce fosse marcio.
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ROTTAMARE IL ROTTAMATORE
Peter Gomez
Ciascuno è libero di suicidarsi come meglio crede. Gli iscritti e i dirigenti del Pd hanno perciò tutto il diritto di continuare a seguire il loro segretario Matteo Renzi e la sua sodale Maria Elena Boschi fino all’ormai scontato esito della loro breve avventura politica. Chi ha però deciso di far parte del Pd perché ne condivideva le idee e i progetti, o chi invece sente semplicemente crescere dentro di sé un umano istinto di sopravvivenza, ha pure un dovere. Evitare che, a causa dei continui errori dell’ex premier e della giovane sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, tutto il Pd finisca con loro sommerso dalle macerie. Su quanto sta accadendo in Commissione banche è inutile dilungarsi. Così come non serve ricordare quello che raccontano i sondaggi e che lo stesso Renzi ha ammesso in un’intervista al Corriere della Sera: il partito è in caduta libera. Finire sotto il 20 % dei consensi per i dem non è più un’ipotesi, ma una possibilità di giorno in giorno più concreta. Mentre è sempre più probabile il ritorno delle destre al Governo.
Questo destino non è però inevitabile. Con un segretario diverso un accordo pre-elettorale con Liberi e Uguali – formazione destinata a crescere ancora molto grazie alla figura di Piero Grasso – è tuttora possibile. E con una vera coalizione il Pd può davvero tornare a giocare la sua partita. Senza no.
Conosciamo le obiezioni: Renzi è stato votato alle primarie da un milione e 800mila persone. Come si possono sconfessare gli elettori? Semplice: il partito si ricorda di essere tale e si comporta da partito. Molti degli accadimenti di cui oggi siamo venuti a conoscenza in virtù delle audizioni in Commissione banche vanno discussi a fondo e per davvero in direzione. E a chiederlo devono essere per primi i renziani. Spetta a loro il compito di smettere di scambiare la lealtà che giustamente va riservata a ogni leader liberamente scelto con l’ottusa fedeltà al capo. Chiedere conto e ragione di quanto è successo non significa essere sleali, vuol dire invece avere una concezione alta della politica. Perché sleale è chi trama nell’ombra. Leale è invece chi ti dice in faccia che c’è un problema e chiede apertamente di risolverlo.
Far presente a Renzi che il progetto Pd viene prima del suo personale destino è poi un dovere nei confronti di tutti gli elettori ancora schierati nel centrosinistra. Per questo chi un tempo parlava con Renzi di rottamazione, oggi dovrebbe rendersi conto che per il bene della propria parte politica è giunto il tempo di rottamare il rottamatore.
Ovvio, lo sappiamo: chi non ha coraggio non se lo può dare. Chi una concezione alta della politica non la possiede (e sono in molti) difficilmente solleva il capo per primo. L’esperienza però insegna che la paura di perdere il posto fa da sempre miracoli. Un Partito democratico ridotto ai minimi termini non è in grado di garantire un seggio in Parlamento a quasi nessuno. Molti tra quelli che oggi siedono nella direzione nazionale sono a rischio. Se vogliono provare a rientrare hanno una sola strada: allearsi con il movimento di Grasso, per poi giocarsela con centrodestra e 5Stelle in ogni collegio uninominale. Ma per farlo, Renzi deve essere messo da parte.
Al Pd conviene che questo accada ora, piuttosto che dopo la sconfitta annunciata del prossimo marzo. I democratici, insomma, possono ancora provare a salvarsi. Ma il loro tempo è poco. Molto poco.

SPORCHI E COLLUSI??
Viviana Vivarelli
Dunque, secondo Travaglio, dovremmo riprovare fare una alleanza con Bersani, quello stesso Bersani che in quel tristemente famoso incontro grottesco e disonorevole non si dimostrò disponibile ad accettare nessuno dei punti basilari del programma minimo minimo presentato dai 5 stelle, nemmeno la non candidatura di pregiudicati, lo stesso Bersani che ha votato sì alla riforma costituzionale come a tutte le orrende e disastrose riforme di Renzi, lo stesso Bersani che ha votato sì alle trivelle, che ha votato sì al pareggio del bilancio, che ha votato sì agli 86 miliardi regalati alle banche, che ha votato sì all’abolizione dell’articolo 18 e alla distruzione dei diritti dei lavoratori, lo stesso che voleva riprivatizzare l’acqua pubblica il giorno dopo il referendum, quello che diceva: “Non sono d’accordo con Renzi ma voto sì per rispetto alla ‘Ditta’”, lo stesso Bersani che ha sempre acconsentito a tutti i luridi patti del Pd con Berlusconi! Che stava persino per levare i 100 milioni ai malati di SLA e ha tolto i soldi per i bambini leucemici di Taranto! E, secondo Travaglio, dovremmo associarci a uno che voleva i nostri voti di regalo senza accettare niente del nostro programma? Dovremmo ripetere quella pagliacciata con uno che non è stato capace finora nemmeno di dimostrare un minimo di serietà, di affidabilità, di onore, di coscienza morale, ma solo squallidi comportamenti di bottega, al punto da tener bordone finora persino al patto sottobanco con Berlusconi e al salvataggio di tutti i delinquenti del Pd?
E in nome di cosa dovremmo fare questa sporca alleanza?
In nome di tutte le nostre differenze?
O in nome del lucro e del potere?
Ma se il M5S fosse stato così attaccato al lucro ed al potere, non avrebbe fatto anche lui tutti i biechi patti con cani e porci che il Pd ha fatto finora? E voi credete che dieci milioni di italiani avrebbero votato ancora il M5S se si fosse piegato e sporcato con tutti questi luridi patti così come hanno fatto tutti gli altri?

ETRURIA, IL MESTO CALVARIO DI BOSCHI E RENZI
Andrea Scanzi

Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono dei geni. E lo sapevamo. Ma forse non credevamo che lo fossero così tanto. Sogniamo con loro.
– Fanno di tutto per varare (in ritardo) una Commissione banche. Ci credono così tanto che, per Presidente, ci mettono Pier Ferdinando Casini. La vogliono unicamente per dare un contentino ai media e farsi belli.
– La Commissione, che concretamente non servirà a nulla se non forse a far perdere le querele alla Boschi, si rivela l’ennesimo autogol renziano. Boschi e derivati temevano Federico Ghizzoni, ma prima di lui, che ovviamente conferma le parole di Ferruccio De Bortoli, arrivano le pietre tombali di Giuseppe Vegas,Vincenzo Consoli e Ignazio Visco. Persino Pier Carlo Padoan sparge sale sulle ferite. E’ gogna, è calvario. E’ torcida. Si vola.
– Ghizzoni ha citato anche Marco Carrai, mentre Visco ha fatto capire che Renzi aveva una fissa per Arezzo. Il giglio magico aveva proprio una fissa per Banca Etruria. Daje.
– I renziani, come all’asilo, di fronte al diluvio fingono che ci sia il sole: “Visto? Consoli e Ghizzoni hanno confermato le nostre parole“. Idoli.
– Maria Elena Boschi si conferma il più grande parlamentare grillino di questa legislatura: nessuno come lei fa venire voglia di votare M5S (o chiunque tranne il Pd). E’ davvero la nuova Nilde Jotti. Per distacco.
– Mentre il Pd muore, nessuno tra i piddini non renziani muove foglia. Evidentemente son contenti così.
– I cortigiani, da LaVia alla Fusani fino al poro Cerasa, continuano a difendere il fortino. Sono meravigliosi.
– Nei sondaggi il Pd crolla: 20% o giù di lì. Lo stesso responsabile della comunicazione Matteo Richetti, convinto che negli incontri di partito non ci sia nessuno che lo filmi (genio), tratta ormai Renzi come il poro schifoso. E’ leggenda inesausta. – Ciò nonostante, a marzo Genny Migliore Presidente del Consiglio, Farinetti al Quirinale e Recalcati nuovo frontman dei Pearl Jam.
– Mary Hellen Woods continua a fare più danni della grandine e i sondaggi la accreditano di un potenziale di un milioni di voti: in meno, però. Eppure sta sempre lì. Nessuno, dentro il partito, osa attaccarla. Cosa diamine sa questa donna? Ha visto Sergio Mattarella rubare i Lego a Sandro Gozi? E’ venuta a sapere che da piccolo Orfini si vestiva da Mazinga alle feste in maschera di Drupi? Bah.
– Sono aretino, fiero di esserlo e innamorato della mia città: è bellissima. Per questo, ‘sta cosa che Arezzo sia citata quasi sempre per fatti così mesti mi fa venire un giramento di andrearomani che neanche immaginate.
– L’unico a salvarsi, in un tal dramma generalizzato, è Dario Nardella. Ma solo perché Egli è immanente. Egli non vive, bensì trascende. Egli si eleva fino a divenire puro spirito, Faro e Guida. Luce di noi tutti. A marzo lo voto. Forza Dario.
Buona catastrofe.

DEMOPOLIS. OGGI. NESSUNA COALIZIONE RIESCE A FORMARE UN GOVERNO

In un anno il Pd perde 7 punti-Il cdx ne prende 9-Il Pd è al 24%-Il M5S al 29%
Tutto peggiora con le riforme che scontentano il Paese, ma Renzi precipita s picco dopo la tranvata del referendum, poi la sconfitta alle Comunali e in Sicilia, la scissione, ora la commissione sulle banche che sta diventando un boomerang contro di lui e la Boschi, sempre che lo scandalo Consip non dia un’altra nella spinta verso il basso o Renzi non proceda con la bella pensata di eliminare le pensioni di reversibilità che colpirebbero 4 milioni di vedove.
Ora con questi numeri si rischia di tornare a votare dopo 3 mesi, a meno che Renzi non si allei con Berlusconi, ma Mattarella potrebbe anche fare un Gentiloni bis, che sarebbe il quarto Governo non eletto dai cittadini, una vergogna assoluta! Ma se Berlusconi si trovasse impossibilitato a fare alcunché, franerebbe anche il cdx.

ALTRO NON C’È
Bruno Fusco

Il distacco tra cittadini e classe dirigente del Paese, è ai limiti della tenuta, due direzioni opposte, una va verso il baratro, i cittadini, e l’altra verso le nuove poltrone riscaldate.
É insopportabile ascoltare i soliloqui di Berlusconi, che azzannano le telecamere di mediaset come un cane arrabbiato, per aggredire il Movimento Cinque Stelle e solo quello, ogni sua parola, battito di palpebre plastificate, movimento labiale disordinato, è un chiaro segno di sbandamento psichico, di fissazione maniacale, ossessione, paura per la sua fine ingloriosa, già scritta nei capitoli della giustizia, ma non ancora ben espressa nell’informazione, ma lo capirà dal prossimo voto popolare, almeno spero.
Berlusconi, come l’altro perdente toscano, lo “sputazzella news”, meglio conosciuto come Tatteo Tenzi, ovvero, il cazzaro, o meglio l’armageddon italiana, imperterrito bugiardo seriale, sono due incompetenti graziati dai giornalisti, ma non tutti, Travaglio insegna, e vengono portati come competitori ancora credibili, da una stampa e una informazione incompetente e corrotta fino al midollo.
In un quadro così avvilente, emergono altre figure improbabili, della stessa stazza, che si ripropongono come antibiotico all’infezione, gente che dovrebbe essere alla berlina, con banditore che proclama il delitto commesso in pubblico, e invece li ritrovi nei salotti televisivi che si beano dello zero virgola due nei sondaggi! Ma chi cazzo vi vota? Mastella, Pomicino, Casini, Pisicchio, Giovanardi, Cesa, Buttiglione, Follini…., eppure….
Non basta più sapere che questi personaggi sono stati la rovina dell’Italia, non basta vedere e sapere con prove certe che sono bugiardi, che hanno rubato, che hanno fatto leggi a proprio favore, non basta conoscere le loro condanne, e le loro incapacità amministrative, non basta, perché gli italiani non hanno memoria, gli italiani, almeno un settanta per cento, sono peggiori dei loro governanti, mi duole verificarlo, ma è cosi, sono come i giornalisti, come i burocrati, come i furbetti del cartellino, come i mafiosi, la Sicilia, come la Campania, la Calabria, resteranno impiccati a questi balordi governativi, ai De Luca, Musumeci, Maroni, scelti dai loro concittadini nel bene e nel male, e non c’è giustificazione possibile, se non quella che siamo tutti come loro.
A Napoli si spara ogni giorno, si uccide, cadaveri riversi come sacchi di immondizia sui marciapiedi, e la gente guarda e torna a casa per raccontare l’ennesimo agguato, l’ennesima stesa, e i giornali riportano l’accaduto, tra una pubblicità natalizia, e una foto indecente.
Ancora in Sicilia non si ha un quadro chiaro di un Governo, eppure l’albero di Roma “spellacchio” ha un peso molto più presente nell’informazione pubblica e privata, e se un albero e una Boschi diventano l’ago della bilancia nella discussione politica, mentre file di poveri aspettano ai CAF che la mancia elettorale diventi verità, mentre la Caritas raccoglie la fame di tanta gente, cari amici miei, siamo fottuti come topi in trappola!
È Natale, e la mia retorica suona beffarda anche per me, che insisto come uno stronzo a credere nelle parole, e per fortuna, le uniche che sento giuste, serie, ponderate, molto somiglianti alla gioia del futuro, sono le parole guerriere delle stelle, e dei loro rappresentanti, mi fido di quella parte di cittadini che hanno orecchie e occhi giusti, per valutare, sentire, osservare e non solo guardare, o almeno per capire che altro non c’è nel cielo del futuro, se non le stelle!

Viola
Mercurio, Venere e Saturno sopra le piramidi di Giza. Accade una volta ogni 2373 anni.

LA BASSEZZA DEI MEDIA
Viviana Vivarelli

L’uomo non è un animale, è un essere pensante e deliberante e deve essere rispettato in quanto tale. Io credo che fare il giornalista sia una delle cose più utili e importanti del mondo, perché l’informazione è la base della democrazia, e senza democrazia non esiste rispetto dei diritti umani e convivenza civile ma solo l’espressione più truce di un cattivo potere che con la forza o la manipolazione ideologica mostra tutto il suo disprezzo per i popoli che dovrebbe governare e li considera come infanti o come cose di cui o su cui fare mercato. La differenza tra democrazie e dittature riposa proprio su questo rispetto che chi governa ha per i cittadini. sul rispetto o meno della sovranità popolare. A tutti è chiaro cosa siano le dittature, ma non a tutti è chiaro che una democrazia può degradarsi progressivamente fino a diventare una democratura, un sistema, cioè, democratico solo formalmente ma in cui nella sostanza il popolo viene ingannato, abbindolato, sospinto a scegliere il proprio male, mentre le istituzioni sono gradatamente svuotate nel loro interno fino a essere simulacri senza valore che non si controllano più reciprocamente ma cedono a un solo potere centrale rappresentato dal capo del Governo. Ma questa progressiva involuzione della democrazia non può avvenire senza una cessione dei media che da informatori dell’opinione pubblica diventano delatori della democrazia e servitori del regime. Ed è quello che è avvenuto in Italia.
Queste affermazioni sono tanto vere che in qualunque colpo di Stato il gruppo emergente si impossessa delle emittenti televisive, ma anche là dove ci sono colpi di Stato striscianti come nelle democrazie che involvono in democrature, la gestione dei media è parte integrante del cattivo potere che non potrebbe agire senza il loro aiuto.
Guarda quanta verità scrivono i giornali di un Paese e avrai un’idea di quanta democrazia sanno esprimere i suoi governanti.
Purtroppo le classifiche mondiali sulla libertà di stampa considerano solo quanti giornalisti sono uccisi o imprigionati e non hanno parametri di valutazione sul livello di veridicità dell’informazione. Ma, comunque le consideriamo, il nostro povero Paese sta sempre agli ultimi posti tra i Paesi occidentali e addirittura più in basso di molti Paesi del Terzo Mondo e, se ci fosse una valutazione anche sulla qualità dell’informazione, precipiteremmo ancora più giù.
Del resto, basta vedere quanta importanza viene data a una notizia o a un’altra per capire in che buca siamo caduti. Quando si dà uno spazio immenso allo Spelacchio di Roma mentre lo scandalo Consip scompare inosservato, quando si esaltano i reati dei migranti mentre nessuno sa cos’è Tryton, quando si esalta Minniti ma non ci sono servizi sulle torture libiche, quando si ripete a manetta che c’è ripresa e nessuno dice che siamo ultimi in Europa e pagheremo per questo penali esorbitanti, quando i cosiddetti giornalisti dicono che il M5S non ha programmi e in tv ripetono come dischi rotti due o tre domande, sempre le stesse, senza degnarsi mai una volta di leggerlo e di dire che questo programma è stato votato dal basso, quando non hanno mai in vita loro aperto il blog di Grillo ma ne sparlano a vuoto manifestando solo una asinina ignoranza (e Scalfari per primo)..quando sul caso Moraro (poi archiviato) scatenano tutte le loro iene mentre tacciono sui derivati e sui danni bancari prodotti dai loro scagnozzi istituzionali… quando queste cose avvengono, non siamo più di fronte a un Paese civile con una stampa civile, ma in un Paese incivile dominato con la barbarie, l’ignoranza, la proterva gestione di un potere che ha corrotto l’informazione e ha fatto del mestiere nobile del giornalista la professione ignobile della baldracca di corte.

TRAVAGLIO E LE IMPOSSIBILI ALLEANZE
Viviana Vivarelli

Bersani: “Fossi scemo ad allearmi col M5S!”
La Boldrini: “Nemmeno morta mi alleerei col M5S!”
Travaglio, se proprio la vuoi questa alleanza con ‘Liberi e uguali’, perché non ti ci allei tu e la pianti di rompere i coglioni a noi!
Comunque fosse, ti ricordo che:
-sulla sovranità e i referendum la nostre posizioni sono opposte
-sulla salvaguardia dei beni comuni, le nostre posizioni sono opposte
-sulla regole europee e la zona euro, le nostre posizioni sono opposte
-sulla guerra in Siria e le altre 29 guerre che stiamo combattendo compresa, ora, la Siria, le nostre posizioni sono opposte
-sui vitalizi e il tetto sui superstipendi, le nostre posizioni sono opposte
-sui diritti dei lavoratori e sull’art. 18, le nostre posizioni sono opposte
-sulle banche e gli 86 miliardi regalati a spese degli italiani, le nostre posizioni sono opposte
-sulle ghigliottine, le riforme imposte alla fiducia e le prepotenze imposte dai regolamenti parlamentari, le nostre posizioni sono opposte
-sui migranti, le nostre posizioni sono opposte
-sulle finanziarie, i condoni, le mancette elettorali, i regali agli amici, le nostre posizioni sono opposte
-sugli aumenti delle spese militari e i tagli al welfare, le nostre posizioni sono opposte
-sul renzismo e il berlusconismo, le nostre posizioni sono opposte
-sulle riforme costituzionali ed elettorali, le nostre posizioni sono opposte
-sulla gestione dei media e specie della tv, le nostre posizioni sono opposte
-sui privilegi dei boiardi di Stato e sulle spese del carrozzone statale, le nostre posizioni sono opposte
-sul concetto di democrazia dal basso o dall’alto, le nostre posizioni sono opposte
-sul reddito di cittadinanza, le nostre posizioni sono opposte
-sul sistema processuale e penale, sulle prescrizioni facili e sulle depenalizzazioni, le nostre posizioni sono opposte
-sull’uso perverso dei media e la loro strumentalizzazione, le nostre posizioni sono opposte

Travaglio .. ci diresti, in grazia di Dio, per quale cavolo di motivo dovremmo regalare i nostri voti a gente che ha rovinato il Paese, che non dà nessun segno di cambiamento, che continuerebbe a rovinarlo e che ci è sempre stata nemica senza accettare nessuna delle nostre posizioni? ..perché io ti stimo e ti rispetto come giornalista ma sui questa cazzata ci hai proprio rotto gli zebedei e sarebbe l’ora di piantarla!
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È RIMORTO FALCONE
Marco Travaglio
Scusate se non parliamo di Babbo Natale e delle sue renne, del presepe, della stella cometa, dei re magi e dell’albero (nemmeno dell’ormai celeberrimo Spelacchio romano). Anche oggi, visto che non lo fa nessun altro, ci tocca rimestare nell’ultima schifezza italiana: quello che i fini dicitori chiamano “caso Dell’Utri”. Un caso che non esiste, visto che l’inventore di Forza Italia è stato condannato definitivamente a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e dovrebbe starsene in carcere fino all’estate del 2021. Ma che, siccome in Italia non c’è nulla di più provvisorio delle condanne definitive dei potenti, è stato riaperto da politici, giornaloni, avvocati e magistrati su più fronti: Dell’Utri deve tornare a casa perché è malato (istanza respinta perché la scarcerazione, specie di un mafioso, può avvenire solo quando le sue condizioni di salute sono incompatibili col carcere, e non è il suo caso, visto che può essere tranquillamente curato nelle strutture sanitarie interne o convenzionate al penitenziario di Rebibbia) o, in subordine, merita la grazia (che però non ha neppure chiesto); Dell’Utri deve tornare a casa perché ha chiesto la revisione del suo processo dopo che la Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo (Cedu) ha dichiarato ineseguibile la pena per Bruno Contrada, condannato per il suo stesso delitto (istanza condivisa dal Pg di Caltanissetta, su cui deciderà la Corte d’appello).
Qualcuno si domanderà: perché questo scatenamento proprio adesso, quando il pregiudicato ha scontato appena metà della pena? Noi un’idea ce l’avremmo. Tutto comincia il 9 giugno, quando la Procura di Palermo deposita al processo sulla trattativa Stato-mafia 5 mila pagine di conversazioni intercettate in carcere fra il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano, mandante delle stragi di via D’Amelio del ’92 e di Firenze, Roma e Milano del ’93, e il suo compagno di “socialità”, il camorrista Umberto Adinolfi. Le stesse carte vengono trasmesse alle Procure di Caltanissetta e Firenze che indagano sulle stragi. In quei dialoghi, intercettati fra febbraio 2016 e aprile 2017, Graviano sembra confermare le frasi che il suo killer ora pentito, Gaspare Spatuzza, disse di avergli sentito pronunciare ai primi del ’94: e cioè che la strategia stragista era funzionale a B. e Dell’Utri che “ci stanno mettendo l’Italia nelle mani”. “Berlusca – confida Graviano ad Adinolfi – mi ha chiesto questa cortesia… per questo è stata l’urgenza… Nel ’92 già voleva scendere… voleva tutto, ed era disturbato… Lui voleva scendere, però in quel periodo c’erano i vecchi, lui mi ha detto: ci vorrebbe una bella cosa”.
E ancora: “Avevamo acchiappatu un Paisi di chistu ‘ni manu… 25 anni fa, mi sono seduto con te, giusto è?… Traditore… pezzo di crasto che non sei altro, ma vagli a dire com’è che sei al Governo, che hai fatto cose vergognose, ingiuste… Ti ho portato benessere. Poi mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi. Per cosa? Per i soldi, perché tu ti rimangono i soldi… dice, non lo faccio uscire più e sa che io non parlo perché sa il mio carattere e sa le mie capacità… Tu lo sai che mi sono fatto 24 anni, ho la famiglia distrutta… Alle buttane glieli dà i soldi ogni mese. Io ti ho aspettato fino adesso… e tu mi stai facendo morire in galera senza che io abbia fatto niente…”. Parole che hanno indotto i pm e il gip di Firenze a riaprire le indagini archiviate su B. e Dell’Utri per concorso nelle stragi del ’93. Parole che devono avere spaventato molti ambienti politici e istituzionali, tantopiù che Graviano affidava all’amico – in procinto di uscire dal carcere – un messaggio (ricattatorio) da trasmettere a un intermediario verso il mondo berlusconiano. E che, dopo aver ricevuto da Palermo un avviso di garanzia per minaccia a corpo politico dello Stato, il boss discuteva (già sapendo di essere ascoltato) con Adinolfi sull’opportunità o meno di dire ciò che sa ai magistrati. Una prospettiva terrificante per chi ha qualcosa da nascondere sulle stragi e le trattative.
Intanto, a Palermo, è iniziata la requisitoria al processo Trattativa e i pm hanno ricordato ciò che fin dal ’96 raccontò il pentito Salvatore Cancemi, unico boss membro della Cupola a collaborare: dopo Capaci, a metà giugno ’92, Riina riunì i capi in casa Guddo per comunicare l’urgenza di eliminare, dopo Falcone, anche Borsellino. E stroncò le perplessità di alcuni per i tempi ravvicinati della nuova strage con parole definitive: “Lo dobbiamo fare presto, la responsabilità è mia, ora e in futuro bisogna appoggiare Berlusconi e Dell’Utri, sarà un bene per tutta Cosa Nostra”.
Ora, quando si dice la combinazione, proprio mentre i fantasmi del passato più buio tornano a turbare i sonni del Caimano di nuovo al centro della scena politica, ecco una circolare del ministero della Giustizia che allenta vieppiù il 41-bis; ed ecco la campagna a più voci e a più teste per liberare Dell’Utri. Una manovra a tenaglia che fa sospettare un bel messaggio ai boss detenuti al carcere duro e al compare di B.: tranquilli e zitti, stiamo lavorando per voi.
Non solo: se la sentenza Cedu su Contrada, fondata su un grossolano errore, rischia di falcidiare tutte le altre condanne per concorso esterno degli ultimi 40 anni, la responsabilità è anche del Governo Renzi. Che ha alzato loro la palla per far condannare l’Italia il 14.4.2016 per aver osato punire l’ex numero 3 del Sisde complice di Cosa Nostra. L’ha scritto nero su bianco la Cassazione nella sentenza “Infinito” sulla mafia in Lombardia. I rappresentanti del Governo italiano avrebbero dovuto ricordare un dato banale: il concorso esterno in associazione mafiosa esiste da quando esiste l’associazione mafiosa (cioè dalla legge Rognoni-La Torre del 1982, mentre per altri reati, come il brigantaggio, fu applicato dalla Cassazione siciliana già a fine ’800), essendo nient’altro che il combinato disposto fra la norma incriminatrice (l’art. 16 bis del Codice penale sull’associazione mafiosa) e l’art. 110 (il concorso, cioè la complicità in un qualsiasi reato). E se il concorso esterno fu applicato ai complici della mafia solo nel 1987 da Giovanni Falcone nel processo maxi-ter, è perché prima nessun giudice aveva osato toccare i rapporti mafia-politica. Invece i “giuristi” del nostro ministero degli Esteri (guidato da Angelino Alfano) concordarono e sottoscrissero con i difensori di Contrada una “premessa” che spacciava il concorso esterno per una costruzione di “origine giurisprudenziale”, non normativa e dunque non prevedibile dai cittadini. Spalancando la strada alla bizzarra tesi difensiva che lo riteneva non punibile fino al 1994, quando fu definitivamente tipizzato dalla Cassazione a sezioni unite. Così, con un autogol (o, per dirla con la Cassazione, con una “affermazione giuridicamente inesatta”), il Governo Renzi ha fatto condannare l’Italia a risarcire i danni a Contrada per aver violato il principio di irretroattività della legge penale: cioè per averlo punito per un reato che lui non poteva prevedere. Una sciocchezza sesquipedale: Contrada, quando faceva fuggire i boss avvertendoli dei blitz della Squadra Mobile da lui guidata, sapeva benissimo che stava commettendo reati: ammesso e non concesso che non prevedesse il concorso esterno (peraltro già esistente nel Codice), metteva almeno in conto di rischiare il favoreggiamento o l’associazione mafiosa tout court.
Ma siamo poi sicuri che l’autogol del Governo sia stato involontario? Noi no, visto l’uso che si fa della sentenza Contrada per mandare a casa Dell’Utri con tante scuse. Come se anche Dell’Utri non sapesse, nei 30 anni in cui fece da “mediatore fra Cosa nostra e l’imprenditore Silvio Berlusconi” (sentenza della Cassazione), che rischiava di finire in galera per concorso esterno o interno in mafia, o per favoreggiamento mafioso, o per concorso in estorsione mafiosa. Di questo passo, prima o poi toccherà scusarsi pure con gli eredi di Vito Ciancimino e dei cugini Salvo. E condannare gli eredi di Giovanni Falcone, che per primo applicò il concorso esterno anche alla mafia. Il tutto per assicurare la tenuta stagna dei tanti mafiosi, esterni o interni, che restando dentro un altro po’ potrebbero cedere e parlare. Indovinate di chi.
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BILANCIO IMPIETOSO DELLA CGIA DI MESTRE
Contro tutte le balle profumatamente diffuse da Renzi-Padoan-Poletti con l’eco servile di tutti i media, il bilancio del CGIA di Mestre è duramente impietoso: l’Italia è ferma in Europa da 17 anni. La crescita è stata ZERO!
Rispetto al 2007, anno pre-crisi, dobbiamo ancora recuperare 5,4 punti percentuali di Pil. Mentre tutta l’Europa è cresciuta, l’Italia, grazie a questi governi di dx e sx incompetenti, antidemocratici e incapaci, è rimasta ferma per 17 anni, col crollo degli investimenti Sebbene la ripresa si stia consolidando in tutta Europa, anche a seguito di una congiuntura internazionale favorevole, non abbiamo effetti positivi su nessuna area territoriale o classe sociale del nostro Paese. Il popolo delle partite Iva,ad esempio, continua ad arrancare; schiacciato come è da un carico fiscaleccessivo, da una burocrazia oppressiva e da una domanda interna che stenta a decollare».
Poi ci vengono a dire ‘A Noi’ che bisogna punire le fake news sul weB! E quella profuse a piene mani da questi mentitori seriali le vogliamo punire o no?

“L’ANORMALE DI AREZZO
Marco Travaglio

C’è per caso qualcuno che ha incontrato la Boschi negli ultimi 4 anni senza che lei gli parlasse di Etruria? Forse il panettiere, il gommista, il barista sotto casa. Forse. Da quel che sta scoprendo la Commissione parlamentare sui crac bancari, l’ex ministra parlava di Etruria con quelli a cui non avrebbe dovuto parlarne (banchieri, Consob, Bankitalia) e non ne parlava con quelli a cui avrebbe dovuto (il ministro dell’Economia Padoan). C’era una volta lo scoop di Ferruccio de Bortoli che a maggio, nel suo libro Poteri forti (o quasi), rivelò una richiesta dell’allora ministra Boschi all’ad Unicredit Ghizzoni affinché salvasse la banca vicepresieduta dal babbo Pier Luigi. C’era una volta la smentita della Boschi, che negava qualunque richiesta a Ghizzoni e annunciava querela a De Bortoli, tanto sanguinosa le pareva l’accusa di essersi occupata – proprio lei – di Etruria. E c’era una volta il Pd renziano che, dopo aver annunciato una commissione d’inchiesta sulle banche fin dal dicembre 2015, fece melina per un anno e mezzo nel terrore che arrivasse qualcuno a scoperchiare gli altarini dei Boschi o a svelare la sgangherata gestione del Governo sui dossier creditizi.
Oggi, dopo una settimana di audizioni sul caso Etruria, è il gran giorno di Ghizzoni. Ma non c’è più bisogno di lui per sapere se la Boschi si sia o meno impicciata nei destini di Etruria, abusando della sua qualità di ministro e in pieno conflitto d’interessi: si sa già tutto a prescindere dalle sue parole. Se Ghizzoni confermerà la richiesta boschiana per il salvataggio di Etruria, non farà che aggiungere l’ultimo capitolo al lungo rosario di interferenze già svelate da Vegas, Consoli, Padoan e Visco in commissione e da varie inchieste giornalistiche e giudiziarie. Interferenze che resterebbero tutte anche se Ghizzoni dovesse smentire quella su Unicredit. Tutti gli italiani informati hanno già capito che la Boschi, nei suoi tre anni di esperienza ministeriale, è riuscita nella difficile impresa di trovarsi sempre nel posto sbagliato. Sapeva di essere in conflitto d’interessi, per la sua doppia veste di ministra e di figlia del vicePresidente di Etruria (oltreché di piccola azionista, come il resto della sua famiglia): infatti, quando si decideva sulle banche, si asteneva 4 volte dal Consiglio dei ministri e così, restando dietro la porta, si metteva a posto, se non con la coscienza, almeno con quella burletta della legge Frattini (fatta apposta per santificare i conflitti d’interessi di B.). È proprio per il suo dentro-fuori ai Cdm che l’autorità Antitrust archiviò la pratica dei suoi conflitti d’interessi il 23 dicembre 2015.
Ma allora nessuno sapeva ciò che sappiamo oggi.
1) La Boschi parlò con Vegas della temuta fusione fra Etruria e Pop Vicenza, allarmata com’era per l’industria aretina dell’oro (l’ha detto Vegas, aggiungendo di averle spiegato di non avere competenze sulle fusioni bancarie, e l’ha confermato lei stessa); poi Vegas – visto il suo spasmodico interesse per la banca aretina – la invitò invano a casa sua alle 8 del 29.5.2014, proprio mentre Pop Vicenza lanciava l’Opa su Etruria (l’ha detto lei).
2) La Boschi perorò la causa di Etruria con Ghizzoni (ormai lo ammette anche la Boschi, tant’è che non si capisce quali danni chieda a De Bortoli).
3) La Boschi partecipò a bocca chiusa a un vertice nella villa di famiglia tra il babbo, il Presidente di Etruria Fornasari e l’ad di Veneto Banca Consoli (l’ha scritto il Fatto e l’ha confermato Consoli).
4) La Boschi chiese di Etruria al vicedirettore di Bankitalia Panetta (proprio mentre gli ispettori di Bankitalia indagavano gli amministratori della banca, babbo compreso, poi multati per la loro mala gestione: l’ha detto Visco).
5) Il ministro Padoan era ignaro degli interventi segreti della Boschi per Etruria, non avendola mai delegata a occuparsi di banche (l’ha detto lui).
6) Renzi chiese a Visco di Etruria e della temuta fusione con Pop Vicenza, preoccupato com’era (lui o la Boschi? Ah saperlo) per i soliti orafi aretini (l’ha detto Visco, aggiungendo di aver pensato a uno scherzo e di non averlo degnato di una risposta).
6 fatti, 6 plateali prove del conflitto d’interessi della Boschi, e ora anche di Renzi. Che continuano a parlare di incontri “no rm al i” perché non erano “pressioni” (parola che nessuno ha mai usato e che infatti Renzi&Boschi continuano a negare, nel disperato tentativo di cancellare le loro interferenze). Ma, per incappare in un conflitto d’interessi, non occorre fare pressioni né ottenere favori per sé o per i propri cari: basta la condizione oggettiva di poter influenzare decisioni a vantaggio di sé o di propri familiari, a prescindere dai risultati. Quali vantaggi poteva procurare la Boschi a papà Pier Luigi? Almeno tre: a) intralciando la fusione fra Etruria e una banca più grande, poteva avvantaggiare il sistema di potere in cui era inserito il suo babbo; b) avvicinando gli organi di vigilanza, poteva intimorirli nelle indagini sugli amministratori di Etruria, compreso il suo babbo; c) brigando per il salvataggio della banca, poteva risparmiare al suo babbo le multe (due di Bankitalia, una di Consob) e le accuse di bancarotta e falso in prospetto. Senza contare che l’unico membro del Governo autorizzato a parlare con gli organi di vigilanza è Padoan, e non in qualità di ministro, ma di Presidente del Cicr ( Comitato interministeriale credito e risparmio), vedi l’art. 7 del Testo Unico Bancario. Se Boschi&Renzi non l’hanno presente, conosceranno almeno il giuramento prestato sulla Costituzione al Quirinale il 22.2.14: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Non di Etruria, degli orafi aretini e del sederino del babbo.
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Soppressatira
In pratica, tra i banchieri e finanzieri italiani, non sono stati interpellati su Etruria solo Calvi e Sindona.

ZANETTI VOLTAGABBANA
Domenico Bonsignore

Dopo aver fatto più apparizioni della Madonna in tutte le trasmissioni possibili quando era Viceministro dell’Economia del Governo Renzi, massacrandoci i testicoli cantandocela e suonandocela sulla loro grandiosa opera di legislatura che stavano ammirevolmente portando avanti, centristi uniti al PD. Ora però Enrico Zanetti sentendo una forte puzza di sconfitta e un gran rumore di poltrone che si allontanano è pronto a correre tra le braccia di Berlusconi. Lo stesso Berlusconi che all’epoca con Monti e la sua Lista Civica, di cui oggi Zanetti è segretario, furono chiamati a sostituire al Governo e che subito appena accomodati accusarono, con superbia e scherno, di vera incapacità e grave disastro governativo ed economico. Ma questa ormai è storia già vecchia e oggi, per Zanetti, Berlusconi non pare persona poi così molto disdicevole, ma anzi molto attraente. Insomma ecco l’ennesimo di tanti personaggi camaleontici e trasformisti per convenienza della politica italiana, privi di ideali e di dignità, ma sempre pronti a rocamboleschi salti sul carro del favorito del momento assetati unicamente di potere.

Amatrice sotto la neve e il gelo. Dei 33 milioni versati dagli Italiani ancora non si sa niente. Intanto un cazzaro sta girando con un treno da 400.000 Euro.
Stefano Morelli
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L’ITALIA E INTERNET NELL’OCSE (i 35 Paesi ad economia di mercato)

Chiedo che nel programma del Movimento tra le priorità sia messo l’aggiornamento di internet e della digitalizzazione.
Nei 3 anni di Governo Renzi, l’Italia è rimasta ultima nell’area OCSE per l’utilizzo di Internet sul lavoro e numero di persone che accedono alla rete. Scontiamo ancora i ritardi negli investimenti in infrastrutture, come la banda larga.
La trasformazione digitale si sta sviluppando su 2 grandi pilastri: digitalizzazione e interconnessione. Le nostre comunicazioni, lo scambio di informazioni, foto, video, testi, sono già digitali, un cambiamento radicale e totale dal 2007 in poi, anno dell’introduzione nel mercato del primo smartphone. Questo avviene grazie ad infrastrutture che consentono al mondo intero di scambiarsi informazioni.
L’Italia è all’ultimo posto per l’uso di Internet sul lavoro. E l’economia digitale non decolla
Solo 7 aziende su 10 hanno un sito internet, meno della media. Le aziende italiane sono quelle tra i Paesi Ocse che meno hanno investito nel 2015 in ricerca e sviluppo in relazione al prodotto interno lordo. Meno dell’1%.
Siamo sotto la media Ocse per numero di imprese che hanno un sito web: la media dei Paesi è il 77%, percentuale che scende a il 70 per l’Italia, lontana dal 90% dei Paesi industrializzati.
Siamo decisamente a fondo classifica tra i Paesi industrializzati nell’utilizzo di internet. Naviga in rete meno del 69% della popolazione contro la media Ocse dell’84%. Solo Messico, Turchia e Brasile fanno peggio.
Siamo sotto la media Ocse per l’uso del cloud computing (protezione dati) nelle aziende: 20%, 2 punti meno degli altri. Il 20% degli utenti italiani ha avuto problemi relativi ad attacchi informatici e, più in generale, problemi di sicurezza su internet.
Il 90% dei cittadini sotto i 24 anni usa regolarmente il pc, contro un 60% di popolazione tra i 55 e i 74 anni che non lo usa affatto. L’Italia è tra i pochissimi Paesi a non raggiungere il 100% della distribuzione di Internet sotto i 24 anni.
Siamo in assoluto fanalino di coda per l’uso di Internet per attività come mandare e ricevere email o cercare informazioni e usare la rete per lavoro. Lo fa un norvegese su 2, e un italiano su 5.
Gli italiani sono i lavoratori che usano meno internet tra i Paesi sviluppati. Quasi la metà esatta della media Ocse, che è del 40%.
(Il Sole 24 Ore, Milano Finanza)
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LE STRONZATE DI BERLUSCONI
-Un euro vale mille euro, massimo.
-In Sicilia faremo costruire lo stretto.
-Malta è 87 volte più piccola della sinistra e ha 14 milioni di dipendenti” (Nel 2016 contava su 436 abitanti).
-Abbatteremo le tasse con la “flas tas” (?)
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Veronica disse: ““Quest’uomo è malato, va curato”.
“Ciarpame senza pudore per il potere”
Verità vera.
Più che voto di scambio, qui abbiamo un voto di scempio!

ITALIA DAL 5° AL 31° POSTO NELLE ECONOMIE MONDIALI

Prima della crisi, nella classifica delle economie di tutto il mondo, l’Italia occupava il 5° posto, ora siamo sprofondati al 31°. Va meglio di noi persino il Brasile. Lo dice anche il Fm.
“L’Italia, con le condizioni attuali, non è un Paese per cui si possa assicurare un futuro radioso, o quantomeno sereno”, ha detto il Direttore esecutivo Fmi, Andrea Montanino, presentando il bilancio del nostro Paese. “La crescita potenziale dell’Italia di fatto crolla per gli anni futuri. Il consiglio del Fm (che è un organo del capitalismo mondiale), purtroppo, è di tagliare le pensioni. Tutti i pensionati piddioti avranno prima o poi una brutta sorpresa, contro tutte le false promesse di Renzi e Berlusconi.
“L’Italia al rallentatore rischia di uscire dal G8 delle maggiori al mondo.”, lo dice uno studio del Center for Economics Business and Research inglese.
“A pesare sull’Italia è la crescita piatta, che la rende l’economia con la crescita più lenta fra i Paesi avanzati. L’Italia ha inoltre il secondo debito più alto nell’area euro, al 132% del pil, dopo la Grecia.
Il vero tallone d’Achille dell’Italia è il debito, 2283 miliardi, e questo “non scenderà al di sotto del 130%. Se non ci fossero stati i QI di Draghi sarebbe superiore del 30%. Renzi lo ha fatto salire di 134 miliardi.
Grazie Renzi!! Il peggior Presidente che l’Italia abbia mai avuto! E grazie Padoan, il peggio Ministro delle Finanze mai esistito!

LEGGE ELETTORALE, E’ TUTTA DA RIFARE!
Paolo De Gregorio
Il Fatto Quotidiano dedica una intera pagina al professor Sartori (scomparso a 92 anni pochi mesi fa), ex insegnante alla Columbia University di New York, esperto di scienze politiche e di sistemi elettorali, totalmente ignorato da una Casta di politici di professione beceri e ignoranti, che hanno spudoratamente approvato in Parlamento, consecutivamente, due leggi elettorali bocciate dalla Suprema Corte per incostituzionalità, e che oggi si presentano con la terza porcata (il rosatellum) dove dx e pseudo sx si sono alleate per formulare una legge che impedisca al 5Stelle di governare, anche se risultasse il partito più votato.
Sartori sapeva bene che la politica non tiene conto degli studi e delle consulenze degli esperti, e, parole sue: “le mie battaglie le perdo perché non sono imbracato”, termine che denigra tutti coloro che cercano un consenso popolare, di massa, dove imbracarsi significa anche trovare consensi con associazioni, categorie, singoli cittadini, giornalisti, magistrati, attraverso manifestazioni di piazza su obiettivi chiari e precisi, come è accaduto il 4 dicembre scorso quando il NO allo stravolgimento della Costituzione è stato plebiscitario e i cittadini parteciparono perché sentivano che il loro voto pesava e segnò l’inizio della fine di Renzi e dei suoi disegni autoritari.
Sartori non ci ha lasciato un suo disegno di legge elettorale che assolvesse la funzione, che ogni intellettuale dovrebbe perseguire, di rendere semplici le cose complesse, per offrire ai cittadini, di qualunque livello culturale, la comprensione della legge più importante che riguarda la democrazia e che renda giustizia al dettato costituzionale che parla di sovranità del popolo.
Il disprezzo per il popolo trasuda dalla complessità incomprensibile dell’ultima legge elettorale approvata dal Governo Gentiloni, probabilmente incostituzionale (e 3!) e poi ci si lamenta che la gente non va a votare! Ma questo è un effetto cinicamente voluto, teso a valorizzare chi controlla pacchetti di voti costruiti negli anni con metodi clientelari e mafiosi.
O gli italiani si decidono a dare il 51% al M5S, che potrebbe anche fare una legge elettorale finalmente costituzionale e comprensibile, o bisogna rassegnarsi a tempi lunghi per dotare la nostra democrazia (oggi più simile ad una oligarchia) di quei contrappesi istituzionali che consentano ai cittadini di fare le leggi. Sto parlando del Referendum PROPOSITIVO, senza quorum, previa raccolta in tempi stabiliti di mezzo milione di firme, il cui esito, se favorevole ai proponenti, diventi legge con l’unico passaggio parlamentare della presa d’atto. Ricordiamo ai soliti scettici che Pannella, con il suo partito dell’1%, con l’istituto del Referendum ABROGATIVO riuscì a far votare la maggioranza degli italiani su divorzio e aborto, malgrado l’ostilità della maggioranza governativa clericale, della Chiesa, della dx, e ottenne una vittoria strepitosa che pose le basi del riscatto del mondo femminile.
Spero proprio che nel programma elettorale del M5S vi sia il Referendum propositivo e il suo legame con una nuova legge elettorale, che il Parlamento non intende fare per bassi interessi di prosecuzione di un potere oligarchico, legato a mafie, logge massoniche, poteri mediatici, lobby economiche e religiose.
Parlo spesso con persone di qualunque livello culturale e sociale di una nuova legge elettorale e non ho mai trovato ostilità sulle regole che proponevo e propongo:
-le coalizioni vanno soppresse (infatti se esistono partiti diversi è segno che le differenze esistono e poi esplodono quando di tratta di spartirsi il potere e generano ingovernabilità)
-il partito che prende più voti, a prescindere alla percentuale, deve ottenere il premio di maggioranza e governare
-è vietato durante la legislatura passare da un partito all’altro, dopo aver visto per anni lo squallido spettacolo della compravendita di deputati e Senatori
-il sistema sia proporzionale puro con le preferenze
-i candidati possano presentarsi in un solo collegio elettorale
-i candidati devono risiedere da almeno due anni nel proprio collegio, è il tempo minimo per conoscere i problemi del territorio e farsi conoscere per l’attività svolta
-la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento sia del 5% e ciò favorirebbe la fusione tra partiti minori politicamente più vicini
-Camera e Senato devono applicare gli stessi regolamenti in modo da evitare ingovernabilità
-il finanziamento pubblico ai partiti è abolito per tutti, anche nella forma del 2 per mille
-per tutti dopo due legislature scatta la ineleggibilità
-per evitare il potere burocratico delle segreterie di partito, i candidati non sono nominati, ma eletti con primarie sul territorio del proprio collegio
La legge elettorale, la più fondamentale di una democrazia, deve essere comprensibile per tutti, non una materia che solo gli “esperti” possono trattare e stabilire. So bene che intellettuali e politici vogliono sottrarre ai cittadini la comprensione di ciò che più li riguarda, dietro cortine fumogene di paroloni e formule giuridiche astruse, ma sono generali senza eserciti che allontanano i cittadini dalla partecipazione politica e civile.
Solo chi sarà in grado di formulare una legge elettorale che fa decidere veramente alle elettrici e agli elettori salirà nel più alto gradino della politica e potrà parlare di democrazia senza prendere nessuno per i fondelli.

Alessandro Di Battista
Francamente mi sono rotto le palle di parlare di Boschi, Renzi e Carrai. Il fatto che certi personaggi abbiano usato incarichi istituzionali per affari loro è palese. Chi non lo vuole vedere è in malafede e chi è in malafede non mi interessa. Mi interessano i risparmiatori e la tutela del risparmio. Punto! Il M5S al Governo difenderà il risparmio degli italiani. Come? Con due leggi già scritte e depositate che diventeranno leggi dello Stato con una maggioranza del Movimento. La prima è la riforma della governance di Bankitalia. Bankitalia non ha vigilato adeguatamente sui disastri commessi dai banchieri senza scrupoli. Ebbene per noi il governatore non può essere (di fatto) scelto dal Governo. Il governatore di Bankitalia deve essere votato a larghissima maggioranza dal Parlamento. La seconda riguarda la divisione tra le banche d’affari e le banche commerciali. Milioni di italiani mettono i loro risparmi in una banca ma poi quella banca, con quei soldi, fa operazioni di speculazione, gioca in borsa, compra titoli tossici etc etc. Così nascono i crac bancari! Ebbene con noi al Governo le banche faranno le banche (credito, sostegno a imprese e famiglie). Le banche d’affari potranno fare tutte le operazioni che vogliono, ma i cittadini saranno informati e seceglieranno se mettere i loro soldi o meno in quelle banche. Questo significa rispettare l’art. 47 della Costituzione, perchè la “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Buone feste e coraggio!
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GIANLUIGI PARAGONE
Non ha alcun senso dire che Il Fatto Quotidiano è organico al M5S, se non altro perché Padellaro e Gomez non sono mai stati favorevoli al Movimento, anche se non è affatto chiaro quale sia loro soluzione per salvare questo disgraziato Paese e quale sia la loro valutazione dell’euro zona e della Bce, anche perché Il Fatto Quotidiano non ha espresso finora una visione chiara né sull’economia italiana né sulla politica europea, restando in una posizione ambigua che non è né carne né pesce, né di questa ormai avariata sinistra, né del regime renziano ormai spudoratamente massonico, ma senza quello scatto di utopia che permetterebbe loro di capire i valori del M5S e la democrazia diretta, scopo altissimo verso cui mostrano incomprensioni da vecchi comunisti incalliti. Così Padellaro come Gomez come altri restano in parte attaccati a un mondo ormai morti senza riuscire completamente ad affidarsi alle speranze di un mondo nuovo tutto da costruire.
E, se pure Marco Travaglio, è tra i giornalisti de IFQ, quello più vicino al M5S almeno per onestà intellettuale, ci lasciano freddi e sbigottiti certe sue proposte insistite di inaccettabili alleanze con quelli stessi che questo Paese lo hanno rovinato con proterva ferocia senza mostrare mai alcun segno sincero di tendenze democratiche.
In questo mondo di giornalisti venduti o in bilico tra due mondi e senza il coraggio di affacciarsi al futuro, c’è una sola persona che considero omologabile al M5S ed è Gianluigi Paragone. Questo giornalista ha sempre perseguito una linea coerente e purissima e, nello squallido panorama mediatico attuale, è del tutto eccezionale, perché è stato l’unico in tv ad attaccare direttamente e senza mezzi termini il sistema capitalista, il sistema finanziario ed il sistema bancario ed è per questo che alla fine lo hanno estromesso dalla televisione, ma dovrebbe essere recuperato dal Movimento e dovrebbe, secondo me, partecipare come giornalista a scrivere per noi quegli articoli che ora scrive lo staff. Se c’è un giornalista che fa la nostra stessa battaglia quello è Paragone. A lui io do la massima stima.

URCA LA LEGA!
Intanto, però, il ‘furbissimo Salvini’ che ha tolto dal logo la Parola Nord per presentarsi in Sicilia e ha preso 3 eletti, è stato messo fuori da Musumeci. Il rinnegamento dei sacri valori della Lega Nord non gli ha fruttato niente. E Berlusconi continua a negargli che il patto di alleanza sia firmato dal notaio. Eppure nel 2001 dal notaio Berlusconi accettò di comprare da Bossi il marchio della Lega 2 miliardi di lire presi dai 20 che gli aveva dato Geronzi!
Che figure da capra!
Bossi vende il marchio.
Salvini vende il Nord.
Che altro hanno da vendere?
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L’ULTIMO DEI PADANI

Replay
L’EFFERATEZZA DELLE BANCHE ITALIANE
Viviana Vivarelli

La commissione parlamentare sulle banche diretta da Casini e inventata a pochi mesi dalle elezioni è l’ultima truffa di Renzi. Qui abbiamo dei criminali che con la connivenza di governi corrotti hanno tessuto delle reti truffaldine con chiaro intento di frode. Addirittura i cosiddetti consulenti hanno plagiato gli stessi impiegati delle banche affinché truffassero migliaia di risparmiatori e Renzi e la Boschi continuano a prendere per il culo gli italiani.
Un istituto di credito deve essere affidabile, deve obbedire a leggi certe di tutela del risparmiatore e deve avere un’onestà di base. Non è una bisca clandestina. Il risparmio è garantito e protetto addirittura dalla Costituzione. Una banca non è un casinò segreto della mafia dove si fanno scommesse illegali e si prestano soldi senza ritorno agli amici degli amici, vietando pure la pubblicazione dei loro nomi ‘per rispetto della privacy’. E i reati commessi dalle banche devono essere perseguiti e puniti, non premiati dall’omertà del Governo e da liquidazioni scandalose, rinominando a capo di Bankitalia lo stesso Visco che questo scandalo ha consentito.
Questa gente ha calpestato anche il minimo della correttezza. Ha nascosto verità eclatanti che era tenuta a dire. Ha ingannato sapendo di ingannare. Ha concesso crediti a politici o imprenditori oltre ogni limite di ragionevolezza. Ha sforato ogni regola, esponendo i risparmi che aveva avuto in affidamento a rischi sicuri come un clan criminale. E, mentre truffava e imbrogliava, mandando scientemente in fallimento la banca, i vertici si davano premi e regali e benefit e liquidazioni oltre ogni dire. Schiere di auto blu. Consulenze milionarie. Premi al fallimento. Un jet addirittura! La spudoratezza di questa gentaglia è sotto gli occhi di tutti. E Renzi che fa? Si precipita a depenalizzarli e a vietare ogni ritorsione dei truffati ai vertici colpevoli che si godranno il bottino e la reputazione senza subire alcun danno!!! E riversa il danno pecuniario sui risparmiatori, sulle vittime! Tutto ciò, fatto o no con la connivenza dell’Ue, che altro non è che una cricca di grandi banche, è immorale, illegittimo e dovrebbe essere anche illegale. Se la Troika voleva mostrare in chiaro la sua natura criminogena, con questa legge ci è riuscita. Renzi pure.

Crozza.-Scalfari e Berlusconi

Laura Tonino
Tra Berlusconi e Jocker non avrei dubbi.
Jocker ha i capelli verdi, più naturali e più fashion.
Jocker ha fatto soldi in modo più onesto.
Jocker fa ridere di più.
Jocker ha un sorriso più naturale.
Jocker lo batti in un film, perché dalla sua ha solo una banda di scagnozzi.
Il Pirata dei Caraibi, invece, dalla sua ha tutti i parassiti d’italia. Smemorati che l’ultima nave sia affondata nel 2011 ed il comando è andato a Monti.
E allora ti interrompono per farlo parlare, e Lui parla:
“I 5 stelle non hanno fatto nulla di buono per le loro famiglie”
Il giorno dopo, lui, toglie gli alimenti alla moglie, cornuta.
E non basta il conto di persone suicidatesi e imprese fallite con lui al Governo….. mentre i 5 stelle vantano 7000 imprese nuove aperte con i soldi tagliati e messi nel micro-credito.
Chi ha resuscitato Berlusconi? Non gli italiani, che hanno smesso di votarlo e di credergli da tempo. Ma questo sistema di lecchini e di interessati, che senza qualcuno a cui baciare le chiappe, rischiano l’estinzione

RIDICOLE APOCALISSI
Piero Ricca
Crollo del pil, impennata dello spread, isolamento dalla Ue, caduta dei titoli in borsa, caos sui mercati, scomparsa degli investimenti esteri, crescita esponenziale di poveri e disoccupati. Ricordate? Queste e altre catastrofi erano annunciate in caso di vittoria del No al referendum costituzionale, giusto un anno fa. Uniti come un sol uomo, centri studi di Confindustria e banche d’affari, agenzie di rating, commissari europei, ambasciatori, editorialisti, economisti, esponenti di istituzioni pubbliche internazionali, prestigiosi giornali economici suonarono le trombe dell’Apocalisse per mettere paura agli elettori e convincerli alla convenienza del bastaunsì. Il No vinse con il 60 per cento. Ma nessuna profezia di sventura si è realizzata (è solo proseguita la nostra agonia abituale, un’apocalisse al rallentatore, da stato terminale, ma questa è un’altra storia). Fu una colossale campagna di “fake news”, di propaganda psicologica falsa, orchestrata sui media a beneficio di quegli stessi che ora sbandierano la ripresa economica e gridano all’attentato alla democrazia per qualche (odioso) fotomontaggio che gira sui social.
Per ergersi ad alfieri della verità, come per mettere davvero paura, non guasta essere credibili.

DICI RENZI E DICI FAKE
Viviana Vivarelli
A proposito di fake, dov’è finito il milione di posti di lavoro dichiarati da Renzi come risultato del suo jobs act? Nemmeno considerando ‘lavoratori’ anche quelli che hanno una sola ora di lavoro alla settimana, riusciamo a trovare un milione di occupati in più.
Berlusconi un milione di posti di lavoro li prometteva, Renzi li inventa proprio. Poi quelli delle fake news saremmo noi!!
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E’ assolutamente indecente l’asserzione di Scalfari che la politica è cosa diversa dalla morale. Qualcuno gli dica che, anzi, anche guardando la storia filosofica dei vari sistemi politici, il massimo della moralità è l’utopia politica, per cui nella scala dei valori, lui si situa proprio in fondo.

Fake news
JENA
Renzi: «Sulle banche noi del Pd siamo stati ineccepibili».
..e figurati sennò!!!
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Alberto Sordi: “A me m’ha rovinato la guerra”.
Matteo Renzi: “A me la Boschi”.
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Alberto
Berlusconi: “Mi sento come un 40enne e mi comporto come tale”. Disoccupato, in cerca di lavoro?

riky144
Il bollito non fa altro che mentire , non dice una verità neanche sotto tortura . : -Sindaco fino al 2020, sacrifico la carriera perché Firenze è più importante di me -Mai a Palazzo Chigi senza elezioni -Abbiamo lasciato un tesoretto da 47 mld di euro -Il Monte dei Paschi di Siena è una banca risanata. Consiglio di investirci. -Il prossimo anno metteremo giù il debito pubblico. Non perché ce lo chiede la Merkel, ma per i miei figli -Mai più larghe intese -Nelle liste del Pd non ci sarà nessun impresentabile -Aboliremo l’immunità parlamentare -Riforma della Giustizia entro Giugno 2014 -Se toccasse a noi governare usciamo dalla RAI e dai CDA -Container prima di Natale ai terremotati -gli inceneritori non fanno venire il cancro -Alitalia è risanata, allacciate cinture, l’Italia decolla -Se perdo il Referendum mi ritiro dalla politica -Italicum, accetto la scommessa, da qui a 5 anni sarà copiato da mezza Europa – Il M5S è il partito delle scie chimiche , poi abbiamo scoperto che dal 2000 ad oggi sono state presentate ben 14 interrogazioni parlamentari sulle sci chimiche dai patiti ,in maggioranza proprio dal PD e nessuna dal M5S . – “Cari 5Stelle e leghisti, vi abbiamo sgamati! ” Putin dietro le fake news dei 5S . poi giovedì nell’imbarazzato silenzio dei giornaloni, i capi dei servizi segreti Aisi e Aise, Mario Parente e Alberto Manenti, rivelano al Copasir che non risultano interferenze russe nella campagna referendaria del 2016 né a favore dei 5Stelle. – etc., etc.

Noio volevàn savuàr
Marco Travaglio

Più botte prendono, più ringraziano chi li mena. Visco rivela che Renzi andò a perorargli la causa di Etruria e lui manco gli rispose, “pensando che scherzasse”? “Ringrazio molto il governatore Visco, mi fa piacere che finalmente fughi ogni dubbio sul comportamento dei ministri”, tripudia Renzi al settimo cielo mentre stramazza al tappeto, si massaggia l’occhio nero e tenta di rimettersi in piedi con l’ausilio delle stampelle. Ghizzoni ribadisce parola per parola ciò che scrisse De Bortoli sulla richiesta della Boschi (da lei sempre smentita) di “valutare un’acquisizione o un intervento su Etruria”? “Confermo ciò che ha detto oggi Ghizzoni. Che è stato impeccabile nel raccontare i fatti”, esulta la Boschi tutta giuliva dal pronto soccorso, mentre l’infermiera le tampona il sangue dal naso e l’odontotecnico le rifà nuova l’arcata dentale. Per trovare un precedente all’automassacro che i renziani si stanno impietosamente infliggendo in Commissione banche con le loro interferenze indebite, i loro abusi di potere, i loro sotterfugi prontamente smascherati e le loro bugie istantaneamente smentite, bisogna uscire dall’ambito politico-finanziario e inoltrarsi in quello della commedia brillante. Per esempio, nell’episodio de I mostri di Dino Risi sui due pugili suonati, Tognazzi e Gassman. Il quale, più prende pugni in faccia e finisce kappaò, più ripete con aria ebete: “So’ contento… e so’ contento…”.
Ma il bello è che mentre Ghizzoni pianta l’ultimo chiodo nella bara del fu Giglio Magico sempre più Tragico anzi Fradicio, un’allegra compagnia della buona morte di giornalisti ha deciso di seguirne il destino sino in fondo, perpetuando la propria sottomissione alle panzane renziane perinde ac cadaver. La raffica di tweet che accompagna il rito dell’estrema unzione officiato dall’ex banchiere ricorda un’altra maschera della commedia dell’arte: lo “scemo per non andare in guerra”, detto anche “finto tonto”. Strepitoso Mario Lavia: “Ghizzoni: ‘Mai ricevuto pressioni’”. Lui si accontenta di poco: del resto, quando chiede un caffè macchiato al bar, precisa sempre al barista che la sua non è una pressione, ma una semplice richiesta di informazioni. Tipo Totò e Peppino col vigile di piazza Duomo: “Noio volevan savuar l’indiriss”. Meraviglioso Johnny Riotta, quello che tre anni fa trovava Renzi addirittura “sexy”: “Insomma, alla fine della Fiera, Ghizzoni ex Unicredit difende Boschi e nega di avere ricevuto da lei pressioni su BancaEtruria. E adesso ragazzi?”. Preclaro esempio di giornalismo anglosassone, molto attento ai conflitti d’interessi.
E dunque indifferente all’Operazione Gillette Bilama degli statisti etruschi (la Boschi liscia il pelo a Ghizzoni e Carrai completa l’opera). Del resto già sulle rivelazioni di Visco il giornale di Johnny, La Stampa, era riuscito a titolare sontuosamente “Tregua sulle banche” e “Fra Visco e Renzi il giorno della ‘pace istituzionale’. Il governatore di Bankitalia nega le pressioni. L’ex premier: ‘Grazie, smentite le illazioni’. Ma i Cinque Stelle attaccano”. Titoli eguagliati solo da quelli del Messaggero (“Il leader Pd vuole la tregua: ‘Esclusa ogni pressione’”) e scavalcati solo da quello de Il Dubbio (“Visco assolve Renzi”). E poi tutti sotto con la campagna contro le fake news di Putin.
Intanto gli altri scudi umani, mentre cercano un collegio per la Boschi fra Trentino, Campania, Lucania e Barbagia, possibilmente dove nessuno la conosca, esultano come un sol uomo per gli strepitosi successi di Matteo&Mariaele. Il povero Orfini, che in Commissione Banche è il capogruppo Pd, infatti raccoglie trionfi che nemmeno Fassino, cinguetta: “Abbiamo provato a risolvere la crisi senza nessuna pressione né conflitto di interessi. Questa è la verità su banche, anche oggi confermata da Ghizzoni”. Ma certo, come no, è andata benissimo. Gli fa eco lo sventurato Marcucci: “La chiarezza di ‪Ghizzoni è totale. Il ministro Boschi si informò e non fece nessuna pressione, nel massimo rispetto dell’autonomia di Unicredit. Il M5S continua a non interessarsi dei correntisti, ma solo a spargere falsità. Ora basta”. Ora sta’ a vedere che pure Ghizzoni è grillino. Poi c’è Rosato, il tapino: “Carrai è un professionista che opera in quel settore e che non ha niente a che fare con il Pd”. Ingrato. Chiude da par suo Bonifazi, il tesoriere: “Lo dico da avvocato e da cittadino. Oggi De Bortoli ha perso la causa. E chi accusava (la Boschi, ndr) ha perso la faccia”. Ma sì, dài, e tu sei un grande principe del foro: da oggi verranno tutti a farsi difendere da te. Par di sentire Woody Allen in Provaci ancora Sam che, pestato a sangue da una gang di balordi, racconta tutto tronfio con un fil di voce: “C’è stata una rissa con dei tipi che davano fastidio a Julie e gli ho dovuto dare una lezione, ma sto benone: a uno gli ho dato una botta col mento sul pugno e a quell’altro una nasata sul ginocchio”.
In fondo è bello vedere i morituri avviarsi festosamente al proprio funerale col sorriso sulle labbra, come fosse Carnevale. Noi, che li abbiamo criticati da vivi, smetteremo nell’ora della triste e prematura dipartita. Ci accontentiamo di avere spiegato per tempo in quali mani erano caduti il Governo del Paese (inteso come Italia, non Laterina o Rignano sull’Arno) e soprattutto la Costituzione Repubblicana. E vorremmo che udissero anche loro il grido che, in lontananza, si leva dalla Nazione tutta. Un grido tratto da Roma di Fellini, nella scena del vecchio guitto spernacchiato dal pubblico in un teatro di provincia: “Ao’, ma n’hai sentito quello? T’ha detto che te ne devi annà!”.

Travaglio oggi ci riprova con le cazzate e consiglia al M5S di allearsi con Grasso.
Non se ne può più. Almeno le tenesse per sé simili cavolate!
Non voglio nemmeno stare a ricordargli che Berlusconi fece una legge apposta per favorire Grasso come procuratore nazionale antimafia al posto di Caselli e che Grasso propose Berlusconi per un premio speciale per la sua lotta antimafia. Quale lotta non ci capisce visto che Berlusconi pagava Dell’Utri perché gli facesse da mediatore con la mafia e pagava a Riina una tangente ogni sei mesi di 250 milioncini e visto che la mafia gli rese il favore facendogli vincere in 61 seggi su 61 in Sicilia con tutto che era milanese e in Sicilia era un perfetto sconosciuto.”
Ma rispondo a Travaglio col post di Rosanna Paciotti:

“Quella di Grasso è una sinistra in provetta, arrabattata alla meno peggio e con un nome che sembra più un sito per incontri romantici che un partito, per non parlare del logo copiato da Emergency o dalla pubblicità di uno sciampo. Dietro ci sono sempre loro, sempre gli stessi che stanno in politica da 15/20 anni e sono responsabili del disastro attuale perché negli anni hanno votato tutte le porcate di tutti i governi di cui hanno fatto parte. In primis lo stesso Grasso che invece di dimettersi da Presidente del Senato (ricordo che in questo modo avrebbe bloccato il Rosatellum che sarà l’ennesima iattura per l’italia) si è dimesso dal PD per salvare la sua poltrona, i suoi compari e quel che resta del partito. Travaglio ancora non ha capito che per cambiare il Paese bisogna cambiare chi lo ha governato male e “Liberi e Uguali” è una minestra riscaldata… “Non si può fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi” diceva Heinstein, dunque dritti per la nostra strada, che poi è quella che ci ha portato fin qui…

Travaglio, riguardati, ché non stai tanto bene, e piantala di dire cazzate perché ci hai proprio rotto con queste alleanze improbabili e totalmente indecenti!

STORIELLINA
Un giorno, nel giardino dell’Eden, Eva disse a Dio…
“Signore, ho un problema”

“Signore, so che mi hai creata e che hai provveduto per questo giardino bellissimo, e per tutti questi meravigliosi animali, e quell’allegro e buffo serpente… ma io non mi sento davvero felice”

“Signore, mi sento sola. E sono proprio stufa delle mele… ”

“Che cos’è un uomo?”

“Sembra una cosa divertente!” commentò Eva ammiccando ironicamente “Dove stà la fregatura?”

“Quale?”

http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Grasso non è persona seria… I 5stelle sono davvero l’unica speranza per questo paese. Speriamo che gli italioti abbiano finalmente capito…

    Commento di max — dicembre 26, 2017 @ 5:02 am | Rispondi

  2. Travaglio contro grasso

    Commento di max — dicembre 26, 2017 @ 6:36 am | Rispondi


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