Nuovo Masada

dicembre 20, 2017

MASADA n° 1894 20-12-2017 CAPRE CONTRO IDEALI

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MASADA n° 1894 20-12-2017 CAPRE CONTRO IDEALI

Cosa significa aver fede – Parlare con renzioti ed altre bestie strane – La Raggi e lo smantellamento dei campi rom – Censura salva mascalzoni – Un film per intero: La centesima scimmia – Danni fatti da Berlusconi a due generazioni – La casetta di nonna Beppina – Il Rosatellum non profuma – Sindacati – Ius soli – Se questo è umano – Considerazioni di una casalinga- Banche e giglio magico – Con o senza laurea – Sgarbi – Fake news

Viviana
C’è una frase che io dico molto spesso, ed è “aver fede”.
Ora dovrei forse precisare cosa intendo con questo, perché non sono certo il tipo dell’osservanza chiesastica, né di questa né di altre religioni, non nomino mai il nome di Dio, e sono anche piuttosto scettica, di base, sulle virtù del genere umano. Eppure, malgrado la cronaca di ogni giorno, tanto quella spicciola quanto la cronaca politica, ci diano tanti e tali esempi di gente in mala fede che sembra quasi di parlare di favole, “io so” che bisogna aver fede nel Bene e che questo esiste e che possiamo far parte delle sue schiere.
Quando chiesero a Jung se credeva in Dio, lui dette questa splendida risposta; “Io non credo. Io so”.
Allo stesso modo io credo nella forza del Bene, nel potere degli uomini buoni, nella lotta giusta. Capisco che molti possano vedere in questo un’altra forma di religione, ma per me religione non vuol dire ‘credo’ o ‘dogma’, io torno all’etimo della parola che è ‘religare’ ‘unire’, raccogliere.
I 5stelle sono uniti, raccolti, in un sogno. E quello che gli altri non capiscono è che la forza e la bellezza di questo sogno non sta in questo o in quel capopopolo, in questa o in quella proposta di legge, perché i capipopolo cambiano e le leggi evolvono, ma l’essenza del Movimento sta nella volontà buona, quella che non vuole nulla per sé e sogna per il bene di tutti, e sa questo suo sogno, se è ben diretto, porterà all’evoluzione di un popolo intero fatta dal popolo stesso. Ed è proprio questa generosità di intenti, questo BENE COMUNE, sentito come superiore al bene di me singolo, che altri non riescono a capire e a vedere, perché l’egoismo è una benda davanti al cuore che impedisce di innalzare la propria vita e farne un dono per un popolo intero. Altri non riesco a capire che è questo dono in crescita fatto da persone generose e idealista il nucleo della DEMOCRAZIA DIRETTA.

PARLARE CON RENZIOTI ED ALTRE BESTIE STRANE
Viviana Vivarelli

Ogni tanto uno mi chiede: “Ma perché non discutiamo anche coi leghisti, coi berlusconiani o coi renzioti?”
Dodici anni sui blog mi hanno convinta di una cosa: quando si parla con un 5stelle, la conversazione ha una base di conoscenze, di informazione, di ideali condivisi, di cultura, di fatti. Troppo spesso quando l’interlocutore non è un 5stelle, capita di imbattersi in una capra. Che non conosce i fatti storici e politici. Che non ha una base economica e giuridica. Che sballa a caso. Che delira. A quel punto è peggio che perdere tempo, cadono proprio le braccia.
Prendiamo uno degli ultimi interlocutori, un leghista della Sacra Repubblica di San Marco. Costui, più ignorante di una capra, cerca di infangare Di Maio sparando che era sul Britannia a concertare la presa neoliberista dell’occidente assieme agli squali del mercato.
Allora precisiamo:
Il Britannia, da non confondere con la meganave Britannia varata da poco dalla marina italiana, era lo yacht reale della regina Elisabetta. Il 2 giugno del 1992, il direttore del Tesoro Mario Draghi, sale sula del Royal Yacht Britannia, panfilo della Regina Elisabetta ormeggiato nel porto di Civitavecchia, rispondendo all’invito di un gruppo di magnati finanziari occidentali, i Warburg, i Barings, i Barclays, i rappresentanti di Goldman Sachs, finanzieri e banchieri del capitalismo che sono venuti a spiegare a un gruppo di imprenditori e boiardi di Stato italiani come fare le privatizzazioni, quelle che piacciono tanto a Renzi.
C’è il presidente di Bankitalia Ciampi, Beniamino Andreatta, Mario Baldassarri, ci sono i vertici di Iri, Eni, Ina, Comit, delle grandi partecipate che di lì a poco sarebbero state “svendute”. L’Ue imponeva al nostro Paese di far fronte al debito pubblico, ci imponeva regole durissime per entrare nell’euro e gli speculatori s’interessavano al nostro Paese assieme ad una classe politica che stava per essere travolta dalla magistratura.
Sul Britannia il nostro piccolo Paese fu dato in pasto alla peggior speculazione finanziaria. Probabilmente Draghi sapeva benissimo che la cura sarebbe stata peggiore del male, e lo sapeva anche Prodi che fece carte false per infilarci nell’euro, sapevano tutti che privatizzare avrebbe provocato conseguenze drammatiche sui nostri conti pubblici, con le riserve della Banca d’Italia prosciugate e il prelievo forzoso nei conti correnti degli italiani ordinato di lì a qualche mese dal governo Amato. Quello sul Britannia fu un incontro relativamente breve ma quanto accadde fu significativo e ne vediamo oggi le tetre conseguenze. In quel giorno la democrazia italiana fu fatta a pezzi.
Ora questo tale leghista pretende che io creda che nel 1992, sul Britannia, a fare a pezzi l’Italia, ci fosse Di Maio.
Nel 1992 il M5S non era nemmeno nato. Nascerà nel 2007, 15 anni dopo. Nel 1992 il caro Di Maio aveva sei anni.
Ecco perché io coi leghisti e altre capre simili non ci voglio nemmeno parlare.

LA RAGGI E LO SMANTELLAMENTO DEI CAMPI ROM

Sfatiamo qualche FAKE NEWS come quella diffusa dal solito Salvini che la Raggi darà 800 euro al mese ad ogni famiglia rom. E si chiede: perché la Raggi non spende quei soldi per i poveri italiani?
La notizia data così non è affatto affidabile, si tratta di disinformazione volta ad attaccare la Raggi e l’amministrazione comunale di Roma, senza spiegare alcunché.
Copio: “A Roma si è da poco concluso il censimento dei campi, realizzato dalla Polizia locale, da cui emerge che ad oggi negli attuali 9 villaggi la popolazione rom è pari a 4.500 persone. Il piano partirà dai campi La Barbuta (656 persone organizzate in circa 100 nuclei familiari) e La Monachina (115 persone in circa 30 nuclei familiari): saranno chiusi entro 2 anni tramite l’utilizzo di 3,8 milioni di fondi europei disponibili sul bilancio comunale 2017.
…L’Italia ha avuto per anni a disposizione fondi europei che non ha mai utilizzato, continuando a spendere tra i 24 e i 30 milioni annui per mantenere in vita i campi: noi con risorse europee iniziamo un percorso di superamento che da anni Roma e l’Italia chiedevano.
Quindi è vero che c’è un piano per sgomberare i campi rom; piano basato su direttive europee e finanziato da soldi europei, gli stessi che sarebbero disponibili da anni ma che nel nostro paese si fa fatica a usare. I soldi disponibili sono stanziati proprio per sgomberare i campi rom, quindi non potrebbero essere usati per gli italiani, non vengono da fondi italiani ma comunitari, e quindi non è lo Stato a stanziarli. Sono fondi europei.”
Ricordiamo anche che nel 2014 Marino fece spendere al Comune di Roma 33mila euro l’anno per ogni famiglia Rom da tenere nei campi. Una vergogna ancora più grande se pensiamo che una famiglia che ha un bambino autistico o con una malattia gravemente invalidante percepisce al massimo 500 euro al mese. Forse preferivate questo?

CENSURA SALVA MASCALZONI
Marco Travaglio

Domenica scorsa il solito Giornale sbatte in prima pagina la solita balla: tre incontri segreti fra Beppe Grillo e Piercamillo Davigo per mettere a punto un emendamento 5Stelle alla legge elettorale che vieta ai partiti di indicare come leader un pregiudicato (come se Grillo si occupasse di emendamenti e avesse bisogno di Davigo per pensare una norma tanto ovvia, infatti ieri il Pd e Fi l’hanno bocciata).
Subito Davigo incarica il suo legale di querelare il Giornale.
Lunedì presenta a Torino il suo libro Giustizialisti (ed. PaperFirst) con il coautore Sebastiano Ardita e il sottoscritto: gli domando pubblicamente se è vero che ha incontrato Grillo e lui risponde: “Mai visto, salvo 40 anni fa a un suo spettacolo”.
Martedì è ospite a Dimartedì, dove il solito replicante renziano gli snocciola l’elenco dei politici presunti martiri del giustizialismo e presunti assolti (in realtà uno è anche prescritto, uno è anche condannato, uno è ancora imputato e così via) e gli domanda chi li risarcirà da cotante persecuzioni. Davigo ricorda che uno dei sedicenti perseguitati ha accettato la prescrizione, che è cosa ben diversa dall’assoluzione e non prevede risarcimenti. Ed è incompatibile con l’art. 54 della Costituzione, che impone a quanti esercitano pubbliche funzioni i doveri di “disciplina e onore”. Per costoro la prescrizione non è un onore, ma una vergogna.
Davigo parla non dei comuni cittadini, ma di politici e altri pubblici ufficiali, a cui la Carta impone doveri supplementari: compresi i magistrati, che infatti, se da imputati non rinunciano alla prescrizione per farsi giudicare oltre i termini e la fanno franca, finiscono sotto procedimento disciplinare e possono essere cacciati.
Giovedì un certo Claudio Galoppi, già pm a Como, poi giudice a Milano e ora al Csm per Magistratura indipendente, si fa intervistare dal Foglio per sfogare tutto il suo sdegno contro i giudici che si fanno intervistare.
Lui può, Davigo no.
L’intervista si basa su due assunti falsi: Davigo ha incontrato Grillo per l’emendamento e ha detto in tv “Chi non rifiuta la prescrizione deve vergognarsi” (così riferisce l’intervistatrice, che o non ci sente o proprio non capisce). Galoppi fa il giudice e, prima di giudicare le due presunte notizie, dovrebbe verificarle. Gli basterebbe ascoltare sul sito di La7 quel che ha detto davvero Davigo e chiamarlo per sapere se ha incontrato Grillo: se lo facesse, l’intervista finirebbe prima di iniziare. Invece l’intrepido paladino del riserbo e dell’imparzialità togata pontifica sul Foglio come se fosse tutto vero, infilando qua e là l’intercalare furbastro “sta scherzando, vero?” per coprirsi le spalle.
“Anzitutto – dice – un giudice in servizio non partecipa a talk show politici lanciando giudizi morali”.
E chi l’ha detto? Quale legge lo vieta? E vale pure per i giudici che si fanno intervistare dal Foglio per lanciare giudizi morali su Davigo?
“Mi spiace che certe uscite pubbliche gettino discredito sull’intera magistratura”.
E valgono anche per un giudice che prende per buone le balle del primo che passa per gettare discredito su un collega che difende i colleghi da attacchi politici e spiega ai cittadini la prescrizione e la Costituzione?
E non spetterebbe proprio al Csm difendere i magistrati dagli attacchi politici, anziché attaccarli a sua volta?
Per Galoppi la prescrizione è “un diritto riconosciuto al cittadino dall’ordinamento”.
E allora perché il Csm fa il processo disciplinare ai magistrati che accettano la prescrizione? E perché Cassazione e Consulta in decine di sentenze spiegano che la prescrizione dopo la condanna è una dichiarazione di colpevolezza, infatti comporta il risarcimento danni e il pagamento delle spese legali?
Su un punto però Galoppi ha ragione: “Tra noi ci sono professionisti e cialtroni”.
Ecco, appunto.

Beppe Grillo
Dicono che siamo in lite, siamo sciolti. Ogni anno ci predicono un futuro orrendo, che siamo nel caos a Roma, a Palermo, sostengono che alcuni di voi vogliano liberarsi di me, sostengono che dopo le elezioni siamo vittime e carnefici dei più bassi istinti possibili. Immaginano le nostre menti basandosi sul meccanismo psicologico più arcaico e banale di questo mondo: la proiezione.
Proiettano su di noi quello che sono loro, non sopportano la felicità, la gioia del progetto, il fatto che il M5S discenda da un comico, non sopportano idee originali, lo humor, le persone che non si prendono sul serio, sino a diventare isterici ladri del tempo altrui. Odiano la lealtà, la carriera fatta onestamente, odiano il frutto del lavoro e dell’impegno: sono i travestiti morali.
Noi siamo quelli che avrebbero voluto essere, siamo loro da giovani.
Voi siete la prima generazione del MoVimento.
Il MoVimento è una nuova tecnologia e voi siete i primi a viverla, siamo un esperimento, siamo gli eredi del mondo che verrà, mentre i travestiti morali saranno i super-equipaggiati per un mondo che non ci sarà più.
Noi abbiamo un vantaggio enorme rispetto agli altri: non dobbiamo un cazzo a nessuno. Possiamo rinascere come e quando vogliamo. Possiamo guardarci dentro e chiederci se anni di disinformazioni e calunnie ci hanno inaciditi e provvedere per riprendere in mano lo scettro del nostro NO!
Allora non finirò mai di dirvi che il NO è la più alta forma di politica esistente: cercate il nostro No interno ai privilegi non meritati, alle promozioni al posto di altri, alle gratificazioni non guadagnate.
Noi siamo i perdenti e anche un po’ poeti. Imparate ad essere perdenti.
Fallire nella vita è accedere alla poesia senza bisogno di talento. Il successo è per il 99% fallimento: vedi Honda, Fleming, Wright, Edison, Dyson (800 prototipi prima di azzeccare l’aspirapolvere giusto!).
Noi la via ce la stiamo costruendo non con le ideologie ma con idee che creano domande: se in una società fondata sul lavoro scompare il lavoro, che società avremo?
La scuola è pronta? Gli insegnanti sono pronti? La scuola è stata pensata nella rivoluzione industriale per preparare a dei lavori che non ci saranno più: siamo nell’età dell’informazione e la scuola forma ancora operai e impiegati.
Che mondo sarà? Scompariranno gli uffici, compariranno i coworking, il gioco si mischierà al lavoro, e il nostro tempo sarà liberato dal lavoro. Quando nella nostra vita il tempo libero sarà il triplo del lavorato, bisognerà organizzare il tempo liberato. Avremo depressi, ansiosi, rabbiosi: la cultura e l’istruzione dovranno consentire di organizzare questa creatività e questi flussi.
Una crisi economica può durare 2-3 cicli economici, 3-4 anni. Quando dura da 10 anni siamo di fronte a qualcos’altro. bisogna fermarsi e rifletterci su. In 10 anni un giovane diventa adulto, un adulto diventa padre, un vecchio lavoratore va in pensione. In 10 anni cambia il mondo e in questi 10 anni è cambiato il mondo.
I giovani sono sono diventati millennials e hanno cambiato il modo di vivere il presente. Hanno fatto passare il mondo da una economia degli oggetti a un’economia dell’esperienza. I creativi culturali, i millennials, i giovani d’oggi hanno imparato a vivere negli interstizi della società preparata dai loro genitori e nonni che avevano un altro mondo nel loro futuro e soprattutto nel loro passato.
Sempre più persone rinviano le scelte economiche definitive come la casa di proprietà, il matrimonio, i figli o più semplicemente l’acquisto dell’auto perché sono interessati a spendere al meglio l’unica risorsa scarsa che hanno a loro disposizione negli anni migliori: il proprio tempo.
Viaggiano in Europa con poche decine di Euro (l’Europa è stata unita più da Ryan Air che dalla politica), girano le grandi città con auto in car sharing, facendo car pooling, condividono appartamenti per le vacanze, conoscono persone, vivono in modo più sostenibile ed ecologico.
L’esperienza non ha prezzo e nessuno te la può rubare.
In questo senso il Jobs Act è la risposta sbagliata a un cambio strutturale del mondo: è un modo per precarizzare, per abbassare il costo del lavoro abbassandone il valore. Serve invece valorizzare l’economia dell’esperienza aumentando il valore del lavoro, senza necessariamente aggravarne il costo.
Il mondo sta cambiando velocemente: al posto di aziende petrolifere automobilistiche o finanziarie negli ultimi 30 anni, oggi le prime 5 aziende del mondo per capitalizzazione sono Apple, Alphabet, Microsoft, Amazon e Facebook.
Youtube fu comprata per 1,65 miliardi di dollari e aveva 65 dipendenti.
Instagram è stata comprata a 1 miliardo e aveva 13 dipendenti. Linkedin e Whatsapp avevano poche decine di dipendenti e sono passate di mano per decine di miliardi di dollari.
Ci aspetta un futuro dove il mercato non potrà più ricattare nessuno perché al centro si sarà l’individuo che attraverso un reddito di cittadinanza o universale potrà scegliersi il lavoro che ama e non il contrario.
Di fronte a questi travestiti morali e miserabili, noi dimostreremo che la morale esiste e che è indispensabile per sopravvivere. In alto i cuori.

LA CENTESIMA SCIMMIA

E’ un film che spopola in tutta Europa ma i nostri media stanno ben attenti a non parlarne.
“..è il controracconto dell’attuale crisi finanziaria e sociale vista in un’ottica opposta a quella istituzionale, un punto di vista che mette in guardia la gente comune nei confronti della propaganda che da anni ripete il mantra di un prossimo miglioramento delle economie. Il video incarna la visione sociale del cittadino, alternata dalle sconvolgenti dichiarazioni degli esperti e di quei pochi politici europei che mettono di discussione il ruolo della Banca Centrale Europea, della finanza speculativa e delle banche fiancheggiatrici. E’ in questo clima che appare Hub, a rappresentare la protesta e l’esigenza di una reale democrazia. Hub è un nome fittizio, eloquente ed emblematico, dietro il quale si cela un misterioso blogger, che si materializza nei luoghi più disparati, davanti al Parlamento Europeo o al centro delle proteste popolari in Spagna, Grecia ed Italia. Hub è il pensiero contro, informato e libero, che aiuta a comprendere le trame dei nuovi padroni del mondo, e mostra come sia un diritto e un dovere di ciascuno difendersi e provare a ribaltare tale logica dispotica.”
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Il titolo deriva dalla Teoria di Sheldrake con cui si è cercato di valutare la sintonia di onde mentali in gruppi sufficientemente ampi di persone con un lavoro mentale sincronizzato.
La sociologia e la scienza che studia i comportamenti di gruppi e appunto qui troviamo la teoria di Sheldrake.
Nelle isole giapponesi fu fatta questa osservazione: c’erano delle scimmie che mangiavano le patate scavandole dalla terra. Un giorno una di queste scimmie mangiava la sua patata in riva al mare e la patata cadde nell’acqua e fu lavata dalle onde. La scimmia sentì che la patata lavata era più buona di quella sporca di terra e così da quel giorno lavò nel mare le sue patate prima di mangiarle. Le altre scimmie la copiarono una dopo l’altra e lavarono anche loro le patate, modificando quindi il loro comportamento. Ma, quando la 99° scimmia ebbe imparato la cosa, un’altra scimmia in una lontana isola prese la sua patata e, prima di mangiarla, la lavò nel mare.
Non ci sono prove sufficienti per la scienza che questo fato sia vero, tuttavia la teoria sociologica del campo morfogenetico elaborata da Sheldrake è molto nota negli Stati Uniti. Si dice che, se un dato comportamento si diffonde oltre una certa soglia (la 99° scimmia), produca mutamenti significativi per la totalità dei campi simili (risonanza morfica), cioè cambi la forma d’onda o struttura collettiva anche in quelli che non hanno materialmente percepito l’evento.
Se più soggetti ripetono un comportamento nuovo e si forma un campo di una certa ampiezza, quel comportamento può apparire anche in soggetti più lontani e ignari che tuttavia appartengono allo stesso campo vibrazionale, come se l’informazione si propagasse nella fascia di appartenenza. Si ha un ampliamento per risonanza. Cioè cambia la forma d’onda dei membri di una certa specie.
Nel caso delle scimmie, era come se fosse stato introdotto nel loro DNA un mutamento comportamentale relativo al cibo che diceva di lavare la patate prima di mangiarle, cioè si produceva una modificazione nel patrimonio cognitivo (l’onda è una informazione).
Un pensiero armonico collettivo costituisce un’onda che crea una nuova forma, cioè modifica la vibrazione di campo. Il che è come dire che qualunque variazione comportamentale riesca a diffondersi in un numero abbastanza alto di persone, può cambiare le caratteristiche di una specie.
Ognuno di noi potrebbe essere la centesima scimmia, quella che modifica l’umanità e dà una nuova svolta alla storia del mondo.
Tratto da un libro mio sull’energia sottile
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Il film completo

DANNI FATTI DA BERLUSCONI A DUE GENERAZIONI
Edy Di Bonito

I danni che il sistema Berlusconi ha fatto a due generazioni sono incalcolabili. Volendo escludere corruzione e amicizie e connivenze mafiose, già di per se gravissime, ci troviamo anche di fronte ad un altro fatto terribile.. “L’inquinamento del tessuto sociale” .Le sue televisioni hanno creato miti fasulli, l’apparire a tutti i costi,cultura zero e annullamento della capacità di analisi. I programmi trash basati esclusivamente sul voyerismo, su contenuti di basso livello culturale,su storie in cui i sentimenti personali vengono spiattellati e strumentalizzati, programmi in cui giovani e vecchi si comportano come adolescenti 15enni alle prime armi, programmi in cui conduttori di basso profilo strumentalizzano storie personali per fare audience, hanno annullato completamente la ricerca della conoscenza, dell’attenzione verso la società civile, hanno obnubilato il desiderio che era il motore dei giovani del passato di attivarsi per i propri diritti e combattere per un mondo migliore. Tutto appiattito e ridotto ad una marmellata rancida. Ha subdolamente avallato la corruzione, la supremazia sull’altro, la mercificazione della donna, ha incitato attraverso le sue reti all’arrivismo a tutti i costi, senza etica, senza morale, senza senso civico. Corrompere, emulare falsi miti, apparire, scalare il successo vendendosi al miglior offerente, comprando tutto e tutti. Ha inculcato l’idea del potere a qualsiasi costo, togliendo ai giovani quella pulizia morale e quel senso di appartenenza che avevamo noi della vecchia generazione. Noi occupavamo i licei, manifestavamo a migliaia. Lo fanno anche oggi, ma non nella misura e con la forza di allora. Spero solo che questo cancro micidiale venga estirpato definitivamente da nuove generazioni che si avvalgono di strumenti diversi da quelli imposti da questi mercenari. Siamo sulla buona strada. La rete ci allontanerà da questo immondezzaio. E la volontà ferrea di nuovi giovani cittadini che si sono infilati nelle istituzioni per contrastare con vigore ed esempi di grande valore morale tutto il lassismo ed il decadentismo creato da questo ventennio spazzatura. La strada è lunga, ma è quella giusta.
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LUISELLA COSTAMAGNA ROTTAMA RENZI

Ndrangheta a Milano, 210 anni di carcere e sequestro di oltre un milione di euro in contanti
Il tribunale ha inflitto 24 condanne nei confronti dell’associazione di narcotrafficanti, vicina al clan dei Ruga-Loiero-Metastasio, che gestiva lo smercio della cocaina purissima ‘Z1’ in città..
Chi era quell’idiota che disse che a Milano non c’era la mafia?

Ma mi faccia il piacere di Marco Travaglio

Congiuntivite. “Non so voi, ma io ho l’impressione che Roma è piena di droga” (Beatrice Lorenzin, Ap, ministra della Salute, 30.9). Mai sentito parlare del congiuntivo?

Rosatellum alcolico. “Il sistema: mix uninominale (36%) e proporzionale (66%)” (Il Mattino, 8.10). Totale: 102%. I conti tornano.

Idee chiare. “Renzi: ‘Niente coalizioni’” (Huffington Post, 28.6). “La nostra gente non li perdonerà mai” (Matteo Renzi sugli scissionisti dal Pd, Avanti, ed. Feltrinelli, 12.7). “Renzi apre a sx: ‘Serve una coalizione ampia, l’avversario non è chi è uscito’” (la Repubblica, 7.10). Ma chi è rimasto.
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Gustavo Zagrebelsky

Immaginiamo che si approvi una nuova legge elettorale in prossimità del voto e che questa legge sia incostituzionalissima, addirittura per contrasto evidente con i precedenti della Corte costituzionale. Le procedure non consentirebbero di rivolgersi a essa in tempo utile. Si voterebbe con quella legge e le nuove Camere resterebbero in carica tranquillamente, ma incostituzionalmente, in virtù del principio di continuità, già evocato in passato. Non ci si è resi conto per tempo di questa assurdità: la Corte costituzionale ha dato la mano per prima, poi sono venuti i commentatori e i politici eletti che, comprensibilmente, avevano tutto l’interesse a terminare il mandato parlamentare. Con la conseguenza aberrante che le sentenze della Corte non hanno sortito effetto e il gioco può essere ripetuto all’infinito: basta votare la legge quando non è più possibile ricorrere contro i suoi vizi“.

Quando Berlusconi costruì un mausoleo stile faraone egizio con 5 tombe quasi attaccato alla sua villa di Arcore frodando le leggi che ordinavano di stabilire certe distanze tra una abitazione e un cimitero, non venne una ruspa a buttargli giù quell’orrore. Quando Berlusconi si fece costruire un canale sottomarino dalla sua magione sarda al mare aperto, nessuno gli ordinò di chiuderlo anche se contrastava con qualsiasi legge di edilizia esistente. E ci vollero quasi dieci anni per arrivare alla distruzione dell’ecomostro di Punta Perotti. Però per la casetta in legno della povera nonnina di 95 anni terremotata il tribunale è stato velocissimo e senza pietà, per sfrattarla perché, in un ambiente distrutto dal terremoto, violava “i vincoli del paesaggio” !!^???.

Giuseppina Fattori, terremotata di San Martino di Fiastra (Macerata), “fragile nel fisico ma lucida e determinata”, vuole morire a casa sua, o meglio davanti alla sua casa vera, inagibile dopo il sisma del 30 ottobre scorso, ma dove ha vissuto 75 anni. La battaglia dell’irriducibile ‘Peppina’ si è però infranta oggi contro un blitz dei carabinieri forestali. Ora l’anziana è alloggiata nel container che le figlie le avevano comprato dopo il sisma del 1997, riattrezzato dopo il terremoto dell’anno scorso che aveva dovuto abbandonare questa estate per il caldo torrido. Purtroppo il container è una prigione di 10 metri quadri, da cui è costretta a uscire per andare in bagno, e con l’inverno sarà gelato, sarà il gelo», mentre la casetta era sicura, calda e accogliente. E’ stato nel mese di agosto, a un anno dal terremoto, che Gabriella, farmacista a Castelfidardo, e la sorella, dirigente scolastica in pensione di Civitanova, dopo aver ospitato la madre a turno per 7 mesi, hanno capito che il desiderio di Peppina di rientrare a San Martino “non poteva essere ancora disatteso”.
“In Paese possediamo un’area edificabile – dice Gabriella – e volevamo far costruire lì una nuova abitazione per nostra madre. In Comune ci hanno però spiegato che per la concessione edilizia i tempi sono lunghi, almeno 6-8 mesi, così abbiamo ripiegato sulla casetta di legno, rispettando tutte le altre norme: perizia geologica asseverata, giusta distanza dalla sede stradale, autorizzazione della Comunità montana. Abbiamo anche inoltrato una pratica in sanatoria al Genio civile, un atto che secondo il nostro avvocato avrebbe dovuto mettere mia madre ‘in sicurezza’”. Invece i Cc forestali hanno fatto un esposto al Comune, e il sindaco, “suo malgrado ha dovuto firmare un’ordinanza di sospensione dei lavori”. Ma le figlie di Peppina sono andate avanti e hanno arredato la casetta “con le cose recuperate dai vigili del fuoco nella casa distrutta dalle scosse, che sorge in ‘zona rossa’. Un alloggio spartano ma dignitoso, per esaudire il sogno di nostra madre”. Sabato scorso arriva il sequestro. “Nei 5 comuni del cratere dell’alto Maceratese le casette di legno ‘abusive’ saranno 300 – osserva la signora Gabriella – ma l’autorità si è accanita con una donna di 95 anni (per salvare un paesaggio devastato dal terremoto), mentre la ricostruzione non parte e San Martino è un museo di pietre a cielo aperto”.
Stamani il genero dell’anziana era salito da lei per caso, e ha assistito al blitz in diretta, fatto prima della data stabilita. L’anziana ha quindi ripiegato sul container, accudita dall’altra figlia e dalla badante che la segue. Nel frattempo sono nati comitati spontanei di sostegno. Le figlie hanno scritto anche al papa. Non si arrendono e minacciano un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Questa casetta è stata pagata dalle figlie mille euro al metro quadro, a fronte dei 2000 che sono costati i container. “Abbiamo inviato al genio civile la documentazione antisismica. Non sapevamo del vincolo paesaggistico: un codicillo che suona paradossale in una zona ancora distrutta. Ma eravamo pronti a rimediare. Solo che servono 7 mesi. Non faremo proteste stravaganti. Ma possibile che in un “tempo di guerra” non si possa fare un’autorizzazione a termine? Mia madre ci contava. Tutti a dire “stiamo con Peppina”. E lei si fidava. Ora è addolorata e arrabbiata». Una rabbia condivisa, che il 21 porterà i terremotati di fronte a Montecitorio a gridare: «Ci avete promesso la Luna, ci basterebbe riavere la nostra terra»

Alla fine c’è stata una rivolta popolare e Nonna Beppina ha vinto. Per qualche mese. Il Governo ha annunciato un emendamento al dl fiscale, che elimina l’obbligo di rimozione entro 90 giorni degli immobili in area sismica privi di titolo abitativo. Ma dopo?

Carlo Sibilia
Ogni italiano ha oggi un debito pro capite di $58,693, in costante crescita. Peggio di noi fanno solo Giappone, USA e Irlanda. Ma Giappone e USA hanno una banca propria e non devono sottostare a gioghi simili a quelli imposti a noi dalla BCE.

furio garbagnati‏
Pisapia dice ” Non basta dire cose di sx, bisogna farle”. E per farle pensa di allearsi con chi non le ha mai fatte. Logica.
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IL ROSATELLUM NON PROFUMA
Paolo De Gregorio

Vi sono delle REGOLE legislative che, se fossero comprese nelle loro implicazioni pratiche, a costo zero, cambierebbero profondamente il teatrino della politica la cui rappresentazione è vecchia, ridicola, infarcita di bugie, calunnie sparate ad alzo zero, irriformabile al punto di non sciogliere un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Tutta la cronaca politica degli ultimi mesi non fa che parlare di trattative sotto banco, di inciuci, di governissimi, dei ricatti dei partiti minori, dei cambi di casacca dei voltagabbana, di alleanze fatte al mattino e disfatte la sera, il tutto con un denominatore comune: la possibilità giuridica per i partiti di potersi presentare alla competizione elettorale in forma di coalizione.
Basterebbe vietare questa possibilità. Per l’ottima ragione che un partito ha ragione di esistere per differenze sostanziali con gli altri, e che la storia politica recente ha certificato che le coalizioni non funzionano, sviluppano eterni litigi per la spartizione dei poteri e ciò blocca l’azione di Governo, mentre il divieto di coalizione spingerebbe i partiti più piccoli a sciogliersi e ad integrarsi con quelli a loro più vicini, aiutati anche da un’altra regola indispensabile, che è quella di fissare al 5% la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento (senza che questi voti possano essere utilizzati in nessun altro modo).
Credo che gli italiani gradirebbero molto vedere 3 o 4 simboli nella loro scheda elettorale, piuttosto che le attuali lenzuolate.
Con un sistema elettorale, che non prevede coalizioni, proporzionale e con le preferenze, per avere una immediata governabilità, il partito che ottiene più voti è quello destinato a governare, con il premio di maggioranza, per realizzare, senza alibi, il programma promesso agli elettori.
Di Battista (il meglio dei 5 stelle) invece di parlare di “golpe istituzionale”, a proposito della ennesima porcata anticostituzionale (il rosatellum) che dovrebbe diventare la legge elettorale con cui andremo a votare in primavera, approfitti di tutte le occasioni di comunicazione per proporre una nostra legge, comprensibile per tutti, il cui obbiettivo democratico (altro che populismo) sia quello di offrire ai cittadini la facoltà di dare le preferenze e alla nazione la piena governabilità, anche se una legge del genere non passerà, fino a quando gli italiani non daranno la maggioranza assoluta al M5S.
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Video DI Maio a Dimartedì, vittorioso contro 5 assalitori

UN ALTRO 4 DICEMBRE
Marco Travaglio

Un Governo illegittimo, sostenuto da una maggioranza fittizia figlia di una legge elettorale incostituzionale e spalleggiato da un capo dello Stato eletto da quella falsa maggioranza e già firmatario di una legge elettorale incostituzionale, impone la fiducia a se stesso su una nuova legge elettorale incostituzionale senza averne il potere (la legge non è di iniziativa governativa, ma parlamentare) per impedire al Parlamento di discutere, emendare ed eventualmente bocciare una norma studiata a tavolino da quattro partiti per favorire se stessi e far perdere le elezioni alla prima forza politica del Paese (il M5S) e alla sx non allineata, e per consentire a un pugno di capi-partito di nominarsi i due terzi delle prossime Camere, truccando le regole del gioco a pochi mesi dalle urne in barba alla raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2003 (citata anche da sentenze della Corte di Strasburgo) di non modificare le leggi elettorali nell’ultimo anno prima delle elezioni. Stiamo parlando della legge “nostra” per antonomasia: quella che regola il diritto di voto, la sovranità popolare sancita dall’articolo 1 della Carta e ora confiscata dai partiti come “cosa loro”.
I precedenti di un voto di fiducia sulla legge elettorale sono, nell’ultimo secolo, appena tre e tutti poco rassicuranti: il primo sulla legge Acerbo del 1923, che assicurò a Benito Mussolini una maggioranza in Parlamento che non aveva nel Paese; il secondo sulla cosiddetta “legge truffa” del 1953 (un modello di democrazia al confronto degli ultimi obbrobri: assegnava un piccolo premio di governabilità a chi si aggiudicava il 50% dei voti più uno); il terzo nel 2015 sull’Italicum, poi dichiarato incostituzionale dalla Corte. Infatti ieri è inorridito persino Napolitano, il che è tutto dire. Nemmeno B. aveva osato tanto nel 2005, quando impose il Porcellum, anche lui alla vigilia del voto. E dire che la legge Calderoli, portando la firma del ministro delle Riforme, era di iniziativa governativa, così come l’Italicum firmato dieci anni dopo dalla ministra Boschi: dunque in quei casi, per quanto forzata, la fiducia un senso poteva averlo. Stavolta il Governo Gentiloni si era volutamente e dichiaratamente tenuto fuori dalla legge elettorale, infatti il Rosatellum-1, il Tedeschellum e il Rosatellum-2 sono stati tutti di iniziativa parlamentare. Il Rosatellum prende il nome dal capogruppo del Pd alla Camera, previo accordo con Pd, Ap, FI e Lega: due forze di maggioranza e due di opposizione. Che c’entra il Governo Gentiloni?
E perché mai chi del Rosatellum non condivide il metodo (l’accordo con B. e Salvini) o il merito (coalizioni finte e solubili, nominati à gogo, niente voto disgiunto, 6 pluricandidature) dovrebbe affossare il Governo? E quali cause di forza maggiore giustificano la fiducia per approvarlo in blocco, senza emendamenti né dibattiti, visto che il Parlamento ha il tempo e i numeri per votarlo con le normali procedure? E che fine hanno fatto i moniti del Quirinale contro gli abusi di fiducia anti-Parlamento?
Dinanzi a questo sterminio della democrazia parlamentare e della legalità costituzionale, ci sarebbe da attendersi una reazione delle istituzioni di garanzia, a cominciare dal Presidente della Repubblica, che invece tace e acconsente (a parte i fervorini ai giudici che osano ancora aprire bocca). E dai presidenti di Camera e Senato, che già avallarono la fiducia all’Italicum, ma che ora – visto quel che stabilì la Consulta – dovrebbero pensarci bene prima di perseverare. I loro poteri – lo sostiene un gruppo di giuristi interpellati da Libertà e Giustizia – consentono di rifiutare la messa in votazione della fiducia. Se invece ignoreranno un’altra volta la legge dello Stato per piegarsi alla legge del più forte, passeranno alla storia come i complici di una stagione incostituzionale senza fine. Si leggano il Presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelsky, nell’ultima intervista a Silvia Truzzi sul Fatto: “Immaginiamo che si approvi una nuova legge elettorale in prossimità del voto e che questa legge sia incostituzionalissima, addirittura per contrasto evidente con i precedenti della Corte. Le procedure non consentirebbero di rivolgersi a essa in tempo utile. Si voterebbe con quella legge e le nuove Camere resterebbero in carica tranquillamente, ma incostituzionalmente, in virtù del principio di continuità… I politici eletti avevano tutto l’interesse a terminare il mandato parlamentare. Con la conseguenza aberrante che le sentenze della Corte non hanno sortito effetto e il gioco può essere ripetuto all’infinito: basta votare la legge quando non è più possibile ricorrere contro i suoi vizi”. Chiamatelo regime, o fascismo 2.0, o come volete. Ma una cosa è certa: la democrazia parlamentare è un’altra cosa, anzi è l’opposto. E pensare che questi impuniti hanno appena approvato la legge Fiano per rivietare il fascismo e magari abbattere qualche obelisco del Duce, salvo poi calcarne le orme con lo stesso Fiano

SINDACATI
A Dimartedì hanno voluto far credere che Di Maio e il Movimento fossero contro i sindacati. La verità è che i sindacati hanno perso la fiducia degli Italiani. Lo dice un articolo del Corriere di Cesare Zapperi.
Emorragia tra chi vota a sx
Il sondaggio: persi 18 punti in 11 anni. Il calo maggiore negli anni del Governo Renzi.
Ipsos: «Stiamo assistendo ad un processo di disintermediazione generale che non risparmia nessuno». Bisogna guardare a come sono caduti in basso, nella considerazione popolare, i partiti. Peggio di loro, non c’è nessuno. Eppure, anche i sindacati se la passano tutt’altro che bene. In poco più di dieci anni, dal 2006 al 2017, la fiducia degli italiani nei loro confronti è scesa dal 48 al 30 per cento (quella nei partiti è arrivata al 16 per cento, il minimo storico). Più che un calo, un autentico crollo. Le associazioni sindacali — ci dice Ipsos — sono vittime di un fenomeno generale di sfiducia crescente bei partiti, nelle associazioni di categoria, nelle istituzioni. Stiamo assistendo ad un processo di disintermediazione generale che non risparmia nessuno». Per questo Di Maio ha detto: «O si autoriformano o ci pensiamo noi». Ma hanno voluto far credere che il M5S intendesse abolire i sindacati come fece Mussolini.
Il calo più rilevante si registra tra i 18 e i 24 (-23 per cento) e tra i 25 e i 34 anni (-28 per cento). «È l’età in cui è più forte la precarietà oppure si è alle prime esperienze di lavoro dove è più avvertita la necessità di risposte alle esigenze di tutela». Risposte che, complici anche le riforme introdotte negli ultimi anni, sono state ritenute insufficienti o non adeguate. Scende in picchiata il giudizio dei disoccupati, -34 per cento, e quello dei pensionati, -24 per cento. Chi è più debole manifesta maggiormente il disagio nei confronti di chi avrebbe il ruolo istituzionale di difendere le loro ragioni. Che si tratti di riguadagnare un’occupazione o di salvaguardare la pensione (sia da raggiungere, in termini di requisiti, che da tutelare da tagli o modifiche ai diritti acquisiti), il sindacato non viene più ritenuto un presidio adeguato. Micidiale il periodo del dal breve Governo di Enrico Letta e soprattutto di quello di Renzi che sul fronte del lavoro ha lasciato la sua impronta più marcata, a partire dall’introduzione del Jobs act. Il tracollo è un pesante giudizio negativo implicito, come se ai sindacati, che peraltro l’ex premier toscano ha sempre relegato ai margini eliminando la «concertazione», venisse imputato di non aver saputo fare argine alle riforme renziane. La sfiducia cresce anche a livelli vertiginosi tra gli elettori di sx (+36 per cento) e di csx (+32 per cento). Il sindacato perde consensi proprio nei suoi tradizionali terreni di insediamento. Come se una squadra di calcio perdesse in casa.

(Leggendo Travaglio)
Siamo alla terza legge elettorale che nasce già incostituzionale; questa, oltre tutto, ha avuto i suoi articoli imposti con la fiducia (cosa vietata dalla Costituzione) e un voto segreto in cui sono confluiti Fi e Pd come soci occulti, mentre nel passaggio al Senato i due contrabbandieri si sono già accordati su opportune assenze dall’aula per favorirne il passaggio.
Ricordiamo che le direttive europee sono superiori legalmente alle leggi di uno Stato.
E le direttive europee ordinano che non si facciano cambiamenti alle leggi elettorali nell’anno che precede le elezioni, mentre qui siamo a 6 mesi.
Dunque il Rosatellum calpesta sia la Costituzione che le direttive europee.
Ricordiamo che gli Stati europei sono obbligato a rispettare un “Codice delle buone pratiche in materia elettorale”.
E che questo ordina che i Parlamenti rispettino gli elettori, cosa che già era stata ordinata dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo per avere “elezioni libere ed eque”.
Affinché la legge sia una cosa seria e non una burletta che cambia secondo il cambio di Governo si ordina che il DIRITTO abbia una certa stabilità e non sia usato da chi comanda al momento per i propri comodi. Per cui: gli elementi fondamentali del sistema elettorale non devono poter essere modificati nell’anno che precede l’elezione.
Per questo, nel 2005 la Corte di Strasburgo ha bocciato la legge elettorale della Bulgaria, perché era stata fatta poco prima delle elezioni e penalizzava un partito a vantaggio degli altri. Ed è la stessa cosa che avviene ora in Italia, a 6 mesi dalle prossime elezioni e per danneggiare il M5S.
Dunque, come cavolo fa Mattarella a firmare un obbrobrio simile?
Non calpesta solo la Costituzione ma anche la Convenzione europea e la Corte di Strasburgo. Si ripete che le due Camere devono avere la stessa legge. A parte che siamo andati avanti così finora e nulla obbliga ad uniformarle, ma per uniformarle basterebbe una leggina senza imporre con la fiducia un’altra legge incostituzionale e contra Ue, creando una mostruosità in cui non solo l’elettore non sceglie i candidati, ma non sa nemmeno che fine faccia il suo voto e chi lo pigli. Col sistema attuale ogni voto può finire a candidati-nominati che mai l’elettore vorrebbe mandare in Parlamento. Tu credi di aver votato Tizio e invece fai eleggere Caio e Sempronio. Non esiste al mondo un sistema simile che è una autentica truffa. Zagrebelsky lo definisce “un sistema tecnicamente bastardo”.
Il Rosatellum finirà come Porcellum e Italicum: sarà raso al suolo, ma intanto il nuovo Parlamento illegittimo avrà prodotto un nuovo Governo illegittimo che farà a tempo a incaprettare la Consulta con persone disposte ad accettare qualunque schifezza, come già fa Mattarella e come faceva Napolitano.

IUS SOLI
Viviana Vivarelli
Un milione di giovani figli di stranieri sono nati in Italia, hanno studiato nelle scuole italiane, parlano italiano, si sentono italiani. E’ giusto o no dargli la cittadinanza italiana? E di quale altro Paese si dovrebbero sentire cittadini?
Nel 2013 il M5S presentò una proposta di legge sullo “ius soli” più ampia di quella successiva del Pd.
La proposta di legge 5stelle, la c. 1204, era firmata da tutti i principali dirigenti del M5S, tra cui Di Maio e Di Battista.
Prevedeva la cittadinanza per i nato in Italia da coppie di stranieri se almeno uno dei genitori avesse avuto un permesso di soggiorno di lungo periodo e avesse risieduto in Italia per almeno 3 anni. Oppure, potevano ottenere la cittadinanza i figli di cittadini stranieri che avessero compiuto almeno un ciclo scolastico nel nostro Paese.
Due anni dopo arriva la proposta del Pd per cui acquista la cittadinanza per nascita chi è nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Occorre la richiesta di un genitore entro i 18 anni del minore. O può farlo il minore stesso entro 2 anni dopo la maggiore età, anche senza la nuova legge
Le due proposte di legge sono quasi simili anche per come sono scritte, ed è probabile che il Pd abbia copiato pezzi del testo del M5S.
Malgrado ciò, il M5S si è astenuto dal votare questa legge al Senato e Renzi ha deciso di ritirarla temendo la mancanza di voti.
Grillo ha chiesto di coinvolgere nel dibattito anche il Parlamento europeo e il Consiglio.
La legge è stata bloccata.
Comunque il figlio di stranieri nato in Italia, oggi, può prendere lo stesso la cittadinanza. Non cambia molto.
Eppure su questo tema ha infuriato una battaglia incomprensibile visto che le due proposte sono quasi simili e che, comunque, la cittadinanza può essere data anche senza la legge sullo ius soli, al punto che tanto scrivono sulla propria foto, incomprensibilmente “NO IUS SOLI”. Ma che senso ha?
Mi dicono che nel tempo la posizione del M5S è cambiata rispetto al 2013. Bene, possiamo saperne di più?

SE QUESTO è UMANO
ALESSANDRA DANIELI

Tutti i migranti che raggiungono il nostro Paese sono dei sopravvissuti.
Innanzitutto alle guerre, alle persecuzioni, ai bombardamenti, all’ISIS, alla fame, alla miseria, ai disastri climatici e socioeconomici causati nei loro Paesi da secoli di sfruttamento colonialista.
Poi al viaggio attraverso il deserto, che è sempre un calvario tra fame, sete, fatica, aggressioni, e costante pericolo di morte.
Poi alla prigionia nei campi di concentramento libici, nei quali adesso sono trattenuti, ma che sono sempre stati una tappa obbligata, dove si subisce ogni genere di tortura e di abuso, e si viene ridotti in schiavitù.
Poi alla vera e propria traversata, durante la quale si rischia sistematicamente di annegare.
Tutti i migranti che approdano in Italia hanno perduto tutto quello che avevano, e spesso anche più d’un familiare rimasto ucciso durante il viaggio. Figli, genitori, coniugi, fratelli.
Se hanno la fortuna di venire ripescati in tempo, finiscono in un altro centro di detenzione.
Un CPT o qualche altro acronimo, dove vengono trattati prima da criminali, e poi – se gli va bene, e non vengono espulsi e rispediti all’inferno – da rifiuto urbano, e scaricati in qualche periferia degradata i cui abitanti, già economicamente e socialmente emarginati per conto loro, finiscono per odiarli a morte dandogli la colpa di tutto.
Respinti dalla popolazione locale, sistematicamente additati dai media come invasori, parassiti, criminali, untori, terroristi, senza nessuna possibilità di lavoro che non sia la schiavitù, senza nessuna speranza di recuperare anche solo in parte quello che hanno perduto, senza nessuna prospettiva futura di miglioramento economico o sociale.
Questa è la loro condizione.
Alcuni di loro vivono di espedienti illegali.
E grazie al cazzo.
La maggioranza degli italiani s’è mai chiesta cosa farebbe nei loro panni?
Ovviamente no, perché li considera di un’altra specie.
Per la maggioranza degli italiani i migranti sono l’alieno.
Sono solo numeri dei quali festeggiare la riduzione insieme al ministro Minniti che l’ha ottenuta incrementando l’attività dei campi di concentramento.
Un crimine contro l’umanità di cui tutta l’Europa è complice, compreso il Vaticano, dopo tutte quelle chiacchiere, tutte quelle cazzate sul “Papa dei poveri e degli ultimi”.
Dice il gesuita Bergoglio: prima di accogliere, chiedersi “quanti posti ho?” Nell’attico di 700 metri quadri del cardinale Tarcisio Bertone di posti ce ne sono parecchi.
Come si sentiranno i cristiani eritrei, somali, etiopi, sapendo che il loro Pontefice approva la loro cacciata, avalla il loro massacro?
I cristiani italiani se lo sono chiesto?
La capacità di riconoscere gli altri come propri simili, di condividere il loro dolore e comprendere la loro condizione, è l’essenza dell’umanità.
Ciò che ci distingue dalle macchine.
L’empatia.
Quella cosa che oggi viene spregiativamente chiamata buonismo, e considerata un disgustoso vizio del quale vergognarsi, che ti costa insulti e minacce sui social, e alle elezioni ti fa perdere più voti d’una condanna per mafia.
Il trucco del capro espiatorio ha funzionato ancora una volta.
Tutte le speranze di riscatto, di cambiamento, di giustizia sociale nate in questi anni sono state affogate nella propaganda razzista.
Con tutto quello che hanno passato, non sono i migranti ad aver perso la loro umanità.
Sono gli italiani.

CONSIDERAZIONI DI UNA CASALINGA
Teresa Lia
Scalfari mediocre sofista:” Alessandro Magno se ne fotteva della moralità perché governare non la implica, come gli fu insegnato da Aristotele.”
Anche Hitler come altri dittatori si è fottuto della moralità , forse l’aver studiato troppo Aristotele ha portato alle tragiche conseguenze della guerra e dell’olocausto? Scalfari non comprende che ai giorni nostri non è più accettabile che la politica non sia un fatto morale. I governanti sono stati eletti per amministrare il bene comune, che ai tempi di Alessandro dubito esistesse. Chiedere all’amministratore di un condominio di essere onesto, assicurarsi che lo sia controllandone i rendiconto è la prima regola da osservare, se il SERVIZIO è stato ineccepibilmente onesto lo si conferma, diversamente lo si licenzia e lo si denuncia per reati commessi. Scalfari non può negare l’esistenza della casta,né può chiedere ai cittadini di subire l’amoralità con cui sono state e vengono prese arroganti decisioni per mantenere il potere a danno del popolo, il quale credendo nella DEMOCRAZIA giustamente pretende che venga rispettato il principio democratico della governabilità partecipando alla vita democratica del Paese con le elezioni, la scelta quindi, di chi deve servire e rappresentare il POPOLO e LO STATO. Con la nascita del M5S e a formazione dell’elettorato pentastellato, si viene chiamati a partecipare alla stesura delle leggi e a esercitarne il controllo. Il programma viene stabilito in comune con i cittadini a secondo delle necessità del popolo e non del rosso poltronificio dei parlamentari in combutta con lobby e mafie come da lungo tempo avviene. A Scalfari non fa paura Di Maio, bensì ciò che lui rappresenta e cioè cittadini la cui coscienza collettiva si è fortificata tramite la comunicazione web e quando a una persona si è insegnato a essere consapevole delle proprie scelte,vana è la manipolazione avendo anche imparato a intelligere e per questo non servono lauree o diplomi perché serve il buon senso nel desiderio di solidarietà e perciò di onestà.Di quale moralità parla Scalfari se non conosce la natura del Movimento formato dall’unione di cittadini che aiutandosi nello scambio di opinioni tramite il veloce mezzo del computer possono interloquire con il letterato, con l’avvocato, l’ingegnere, il professore, l’insegnante o la casalinga e il pensionato parlando di politica in quanto con essa incavolati, e di come rendere onesti se stessi prima ancora di chi sarà da essi designato a entrare in Parlamento,esercitando l’incarico o altra carica con moralità e onestà. LO SCAMBIO il CONTAGIO… Infine, ecco l’esempio di come moralità e onestà possono essere rivoluzione endemica e la casta di cui fanno parte Scalfari, la masnada di giornalisti compiacenti, gli psicopatici manageriali della finanza e delle banche,i faccendieri, le lobby e le organizzazioni mafiose con interscambio di avallo dello stato, di questo hanno paura di tutti noi del M5S. Siamo il loro tormento.
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Crozza-Berlusconi e i grillini nonnivori

https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/crozza-e-berlusconi-grillini-come-i-comunisti-ma-oltre-ai-bambini-mangiano-anche-i-nonni/291793/292403

TU CHIAMALE, SE VUOI, MOZIONI
Marco Travaglio

Lungi da noi il proposito di infierire su Maria Elena Boschi, che ha già il grave handicap di essere Maria Elena Boschi. Però forse, e sottolineo forse, persino in Italia c’è ancora un limite alle bugie. Parliamo della famigerata mozione del Pd che chiedeva l’eventuale testa del governatore di Bankitalia. Famigerata non per le critiche a Ignazio Visco, meritatissime, ma per il pulpito da cui piovono: il Giglio Magico renziano, che sulle banche ne ha combinate più di Bertoldo in Francia. Siccome la mozione ha fatto infuriare tutti, non trova uno straccio di prestanome che ne rivendichi la paternità. A parte il capogruppo alla Camera, rag. Ettore Rosato, che però l’ha solo fatta propria per ragioni di ufficio; e la deputata ignota ai più Silvia Fregolent, che ci ha messo la prima firma, ma tutti sanno che non s’è mai occupata di Bankitalia in vita sua né mai prenderebbe una simile iniziativa senza che qualcuno gliela commissioni
Ieri il nostro Marco Palombi ha scritto che l’autrice del capolavoro è la stessa Boschi, unendo i puntini: la Fregolent è una fedelissima della Boschi; la Boschi era l’unico membro del Governo a conoscere la mozione fin da subito, quando tutti gli altri big (a parte Renzi, si capisce) la ignoravano; la mozione non è mai passata per l’ufficio legislativo Pd alla Camera; era ignota al coordinatore delle mozioni Pd, l’orlandiano Martella; mai è stata discussa dagli organi ufficiali del partito; e soprattutto è stata trasmessa last minute al sottosegretario Baretta, che seguiva la cosa a Montecitorio per conto del Governo, da una e-mail proveniente da Palazzo Chigi. Ieri abbiamo atteso per tutto il giorno una smentita della sottosegretaria, invano. Del resto, appena la Boschi smentisce qualcosa, si capisce subito che quel qualcosa è vero: tipo quando smentì Ferruccio de Bortoli sulla sua telefonata all’ad di Unicredit per il salvataggio di Banca Etruria, annunciando una querela poi mai vista. Infatti poi evitò di smentire il nostro Giorgio Meletti quando rivelò che nel 2014 aveva incontrato nella villa di Laterina (Arezzo) -assieme a suo padre Pierluigi, allora nel Cda di Etruria, e al Presidente della banca aretina Giuseppe Fornasari – il Presidente e l’ad di Veneto Banca, Flavio Trinca e Vincenzo Consoli: forse perché anche quel fatto era vero. E non volle commentare la telefonata intercettata il 3.2.2015 del suo babbo che diceva a Consoli: “Io ne parlo con mia figlia, col Presidente (Renzi, ndr) domani e ci si sente in serata”.
Forse perché non c’era niente da smentire, salvo il suo giuramento alla Camera dei Deputati, il 18.12.2015, di non essere in conflitto di interessi per non essersi mai occupata di Etruria. Il 20 giugno il Fatto le inviò quattro domande su quei fatti e quel giuramento, ma in quattro mesi la sottosegretaria non ha trovato neppure il tempo per dirci che non avrebbe risposto. Ma mentire al Parlamento è ancor più grave che nascondersi alla stampa e all’opinione pubblica. E dal 18.12.2015 sono trascorsi 20 mesi ed emersi molti fatti nuovi. Dunque è il caso che le opposizioni riconvochino la statista di Laterina in Parlamento. E le domandino se ripeterebbe di non essere in conflitto di interessi per non essersi mai occupata di Etruria.
Ora M5S e Mdp annunciano un’interrogazione al Governo, a cui speriamo che risponda la diretta interessata. Spiegando, oltre a tutte le entrate a gamba tesa nell’affare Etruria, cosa le sia saltato in mente di dar l’assalto al governatore di Bankitalia che ha multato per ben due volte il suo babbo per la malagestione di Etruria; o, in subordine, smentire di averlo fatto e rivelarci – prove alla mano – chi è il vero autore della mozione della discordia. Se non andiamo errati, uno dei refrain delle “Leopolde” renziane ai tempi della scalata al Pd era il “principio di responsabilità”: bisogna sempre sapere chi fa cosa, perché i cittadini possono giudicarlo e poi premiarlo o punirlo nelle urne. Poi l’allegra brigata andò al Governo e se ne scordò, tant’è che mai, neppure ai tempi di B., si videro tante leggi di incerta paternità, in cerca d’autore, figlie di NN.
Siccome le leggi, come le mozioni, non si scrivono da sole, attendiamo ancora di sapere chi, a Natale del 2014, infilò nella riforma fiscale il condono “salva-B.” per le frodi. Chi inserì nella Manovra 2015 l’emendamento pro petrolieri tanto caro al fidanzato lobbista della ministra Guidi. Chi, nella primavera scorsa, ebbe l’ideona di dare ai derubati la licenza di uccidere i ladri in casa, ma solo nelle ore notturne. Chi, un mese fa, ha introdotto nel decreto del ministro Orlando la demenziale pretesa che la polizia giudiziaria e i pm non riportino più negli atti d’indagine le trascrizioni delle intercettazioni, ma solo i riassunti. E chi ha scritto la mozione anti-Visco.
Dinanzi al fondato sospetto che la sottosegretaria abbia mentito al Parlamento per nascondere il suo conflitto d’interessi e conservare la cadrega, vale un principio etico che non sapremmo riassumere meglio di così: “Questa vicenda mi lascia un senso di tristezza addosso… è in gioco la fiducia verso le istituzioni. Io al suo posto mi sarei dimessa, c’è un punto grave in questa vicenda: che ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici. Abbiamo perso un’altra occasione di fronte ai cittadini… Non è un problema giudiziario, ma politico”. Così parlò Maria Elena Boschi, a Ballarò e al Corriere, il 16 e il 24.112013. Formalmente ce l’aveva col conflitto d’interessi della ministra Cancellieri con la famiglia Ligresti. Ma, sotto sotto, stava già confessando il suo con la famiglia Boschi.

Video di Crozza su Berlusconi e le cure dentarie

CON O SENZA LAUREA
Ci dicono che sui giornali americani è uscito un articolo contro Di Maio, poi scopriamo che è di Severgnini! Uno che al Bilderberg è stato invitato assieme alla Grubel e Crozza ci mette il suo carico con una satira accusatoria!
POLETTI ministro del lavoro
LORENZIN ministro della salute
Andrea ORLANDO ministro della giustizia
FEDELI ministro dell’istruzione.
Se parliamo più in generale, nel csx vediamo MATTEO ORFINI, MASSIMO D’ALEMA, WALTER VELTRONI, RUTELLI, LIVIA TURCO (ex ministro salute.. si vede che alla salute proprio la laurea non serve..)
Nel cdx BIANCOFIORE, un’altro ex ministro la MICAELA VITTORIA BRAMBILLA, GASPARRI, .. vabbè RAZZI è superfluo..poi la MELONI, SALVINI, BOSSI.
E c’è anche chi l’ha millantata, oltre alla Fedeli, la laurea, un altro bugiardo su questo piccolo particolare trascurabile è stato CROSETTO anche se il campione mondiale è OSCAR GIANNINO che vantò master e lauree in Italia e all’estero salvo poi essere beccato (non so quanto davvero pensasse restasse segreto) in piena campagna del 2013, leader del movimento “Fare” (..figure di merda.. evidentemente) e fu costretto a dimettersi.
E benché Di Maio non sia laureato, il 70,3% dei deputati 5 stelle lo è contro il 68% del PD. Il 40% di Lega. FI si difende bene con oltre il 75% .. appunto.. perché SILVIO si ‘difende’ bene.. tra i parlamentari ha un bel esercito di fedeli avvocati di cui lui, come si sa, fa largo uso..e gli avvocati per forza di cose sono laureati. Di Maio ha tempo per laurearsi, a guardare i tempi di conseguimento della laurea di parecchi suoi colleghi in Parlamento di tutti gli schieramenti.. accidenti se fa in tempo!! Chi a 40 anni, chi a 57..hai voglia se fa a tempo!
Detto ciò.. non rompessero più i maroni.
Mettici pure anche Craxi (capo di Governo)
e Bertinotti solo diplomato e con 3 anni di ritardo a seguito di bocciature!! (Presidente del Senato)
o Bossi (diploma preso per corrispondenza)
Abbiamo già avuto due presidenti del Consiglio non laureati, Craxi e D’Alema e nessuno è sembrato scandalizzarsi e ora per Di Maio…. !!!
Del resto l’Italia non è una rarità. Da noi solo il 31% delle classi dirigenti ha una laurea in tasca, contro il 51% degli inglesi, il 58% dei francesi e il 65% dei tedeschi.
Il Governo Prodi annoverava 18 sottosegretari senza laurea, un viceministro e 5 ministri. Quanto al Governo Berlusconi, non hanno mai guadagnato la laurea 2 ministri, Umberto Bossi e Giorgia Meloni, insieme a un drappello di 9 sottosegretari. D’altronde la continuità con il passato è assicurata dai due fratelli Craxi: lui, Vittorio, sottosegretario agli esteri per Prodi con la maturità classica come traguardo degli studi; lei, Stefania, sottosegretario agli esteri per Berlusconi con un diploma al liceo linguistico.
Naturalmente può essere che un diplomato sia più colto, e anche più preparato, di chi ha 3 lauree Resta il fatto però che senza questo titolo di studio ormai un po’ tutti i mestieri ti lasciano fuori dalla porta. Perfino per cambiare le bende agli ammalati devi procurarti una laurea in scienze infermieristiche; no invece se punti alla poltrona di ministro della Salute. Lì basta e avanza la maturità classica, come dimostra Livia Turco o la Lorenzi. Ma può bastare anche la licenza media, come Ottaviano Del Turco, promosso a ministro delle Finanze nel 2000, non proprio un dicastero all’acqua di rose.

SGARBI
Sgarbi: “I Cinque Stelle sono dei cazzoni che votano dei coglioni e Grillo è il volto nuovo della merda”.
Caro Vittorio, io ho votato e fatto parte del Movimento Cinque Stelle. Potrei rispondere al tuo insulto con l’insulto. Preferisco invece pubblicare ancora una volta la tua biografia.

Nasci a Ferrara l’8 Maggio 1952.
Celibe.
Due figli riconosciuti e una vita spesa a seminare sperma come una trota fario in risalita lungo l’Adige.
Hai dichiarato di aver generato almeno una quarantina di figli rifiutandone, però, la presa in carico.
“Nessuno può obbligarmi ad essere padre”, hai detto.
D’altronde che sei persona responsabile, altruista e fortemente empatica, lo si vide già nel 1989 quando augurasti la morte al tuo Maestro Federico Zeri.
Inizi la carriera politica nel 1990 all’insegna della coerenza, candidandoti, senza successo, a Sindaco di Pesaro per il PARTITO COMUNISTA, dopo aver militato, per anni, nella federazione giovanile del PARTITO MONARCHICO.
Nel 1992 diventi prima consigliere comunale a San Severino Marche per il PARTITO SOCIALISTA e poi sindaco sempre a San Severino, sorretto dalla DEMOCRAZIA CRISTIANA e dal MOVIMENTO SOCIALE.
Dal 1992 al 1994 sei LIBERALE.
Dal 1994 al 1996 sei FORZA ITALIOTA. Poi RADICALE, poi, per qualche tempo, ti parcheggi al GRUPPO MISTO.
Nel 1999 dai il tuo nome ad un partito, nel 2001 torni con Berlusconi e con lui sei deputato fino al 2006 e Sottosegretario ai Beni culturali per due anni.
Nel 2006 ti candidi in una coalizione di CENTRO SX.
Nel 2008 sei DEMOCRISTIANO, e diventi Sindaco di Salemi.
A Salemi fai istituire un museo della mafia e ti opponi con vigore ad ogni proposta di installare sul territorio impianti eolici e fotovoltaici.
Nel 2012 la tua amministrazione comunale viene sciolta per MAFIA.
Fiero di questo risultato ti candidi a sindaco di Cefalù, sostenuto da tre LISTE CIVICHE.
In primo e in secondo grado i giudici ti ritengono INCANDIDABILE.
Nonostante questo partecipi alle elezioni. E perdi.
Fondi nello stesso anno il PARTITO DELLA RIVOLUZIONE.
Oltre a figli e tessere, collezioni anche diverse condanne:
DIFFAMATORE prescritto nel 1995, sei condannato nel 1996 per il reato di TRUFFA aggravata e continuata ai danni dello Stato per produzione di documenti falsi e assenteismo.
Nel 1998 sei condannato per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo.
Nel 2008 subisci una condanna civile per ingiurie contro MARCO TRAVAGLIO.
Nel 2009 un’altra condanna per diffamazione viene tramutata in risarcimento pecuniario grazie all’indulto.
Altre due condanne a risarcimento pecuniario per diffamazione arrivano nel 2010 e nel 2011.
Dal punto di vista religioso ti sei definito talvolta CATTOLICO e talvolta ATEO, per non farti mancare proprio nulla.
Nel 2010 sei stato indagato per uso illecito di AUTO BLU.
Penso che basti.

Salutami a soreta
Andrea Tosatto

FAKE NEWS
E’ passata su Facebook una fake news che mostrava Boschi e Boldrini a un funerale, dicendo che era quello di Riina. Probabilmente era ironica e indicava le collusioni tra mafia e Stato, visto che i funerali di Riina neanche c’erano stati ma Renzi ne ha preso pretesto per tuonare contro la notizie false. Comunque…scrive Dagospia:
“Che poi, se proprio vogliamo essere dei rompipalle (e lo siamo), sapete dove fu scattata quella foto di Boschi e Boldrini? Ai funerali di Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano ucciso a Fermo durante una rissa con Amedeo Mancini, che aveva chiamato ”scimmia africana” la moglie mentre la coppia passeggiava per strada. Una partecipazione che fece notizia: non si era mai visto un ministro e la Presidente della Camera ai funerali di una persona morta in una rissa. Era infatti emerso che la colluttazione era partita da Namdi, che aveva divelto un palo stradale per picchiare Mancini, e che era poi finito in coma sbattendo la nuca dopo essere caduto in seguito a un pugno. Mancini ha patteggiato 4 anni per omicidio preterintenzionale (il reato più lieve che la procura potesse ipotizzare), e si è impegnato a non agire contro la vedova per calunnia (aveva detto il falso durante la ricostruzione dei fatti). Namdi secondo un’informativa della polizia poteva essere vicino alla mafia nigeriana, visto che un gruppo di uomini indossò i colori tipici dei famigerati Black Axe proprio durante le esequie cui avevano partecipato la terza carica dello Stato e l’allora ministra Boschi. Insomma, in quel caso furono proprio le due prefiche a diffondere fake news, o quantomeno una ”narrazione” che faceva comodo alle loro agende politiche, visto che usarono la morte di Namdi come un esempio di ”dilagante razzismo verso i migranti”. Vero, Mancini è razzista. Solo che le due storyteller hanno scelto la vittima sbagliata: Namdi non era un martire, ma un violento che ha reagito in maniera spropositata a una provocazione verbale, e la moglie aveva mentito alle autorità per scagionare il marito e dare tutta la colpa al fermano.
Ogni sabato sera in Italia c’è qualche ragazzo che finisce in ospedale o perde la vita perché si è scazzottato con qualcuno che gli aveva detto ”la tua ragazza è una mignotta” o aveva palpato una sua amica in discoteca. Ma non ci pare di vedere la Boldrini che va di funerale in funerale a difendere la dignità delle donne o il coraggio degli uomini che difendono il loro onore. La morte di Namdi era un fatto di cronaca, che due cariche dello Stato hanno trasformato in strumento politico.
Perché la post-verità è solo quella degli altri.
.
Non capisco tutta questa irritazione verso l’accoglienza diffusa dei migranti in ambienti famigliari. Vedo che molti si comportano come se ci fosse un obbligo nei loro confronti e la cosa non riguardasse la sfera del volontariato. Il modello è già stato applicato l’anno scorso in alcune regioni e ha dato buoni risultati. E’ un modello umano contro gli orrori dei Cpt che hanno rivelato abusi senza fine dei gestori a fini speculativi. Ipotizzo che gli stessi che si sentono minacciati come se la cosa non riguardasse il volontariato non avranno fatto una piega sui furti e gli imbrogli perpetrati dai campi di raccolta dove ci sono stati scandali senza fine.
Purtroppo, anche se ci sono molte brave persone, chi fa del bene viene odiato da chi non lo fa come se fosse un malfattore, mentre si incensa Minniti che ha prodotto lager mostruosi in Libia dove la gente è ammassata e torturata.
Non ho visto la stessa rabbia contro partiti come il Pd o Fi che hanno firmato senza batter ciglio patti mostruosi come i vari Dublino o il Tryton.
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Blog di Viviana Vivarelli

http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Ovviamente il problema di questo paese sono pd e fi, due partiti marci. 5stelle unica speranza per questo paese. Chi li attacca è ignorante o in malafede.

    Commento di max — dicembre 20, 2017 @ 10:38 pm | Rispondi

  2. I legaioli sono molto peggio delle capre, sono i degni alleati del delinquente naturale, buffoni cazzari senza vergogna.

    Commento di max — dicembre 21, 2017 @ 6:38 am | Rispondi

  3. Messaggio: Grazie Viviana per il tuo grande impegno, la tua capacità critica di pensiero… Grazie e per l’amore che hai per la verità!!! Questo Paese ha un enorme bisogno di persone come te… Complimenti 🙂
    Nicola Pini

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 21, 2017 @ 4:55 pm | Rispondi

  4. Anch’io, come Nicola, ti ringrazio per l’entusiasmo col quale scrivi ciò in cui credi. Che è esattamente quello in cui credo anch’io. Continua così. Grazie ancora, Viviana.

    Commento di Luisa Paltrinieri — dicembre 21, 2017 @ 10:46 pm | Rispondi

  5. Ottimo video sul caso boschi

    Commento di max — dicembre 23, 2017 @ 7:39 am | Rispondi


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