Nuovo Masada

novembre 20, 2017

MASADA n° 1888 20 novembre 2017 OSTIA CHE BOTTO!

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:03 pm


MASADA n° 1888 20 novembre 2017 OSTIA CHE BOTTO!
Blog di Viviana Vivarelli

Ballottaggio a Ostia, risultati. Vince Giuliana Di Pillo del M5s con il 59,75%.
Sconfitta la candidata del cdx Monica Picca, sostenta da 5 liste,
Esulta la sindaca Raggi.
Bassa l’affluenza: solo il 33,60%. Votano solo 62.378 dei 185.661 aventi diritto al voto. Hanno vinto la criminalità dei peggiori e la paura e la sfiducia di quelli che si sono arresi senza nemmeno lottare. Ma questi dati spiegano come mai sia così difficile governare per la Raggi e come mai le collusione tra criminalità, mafia e partiti, volga tutti i partiti corrotti contro i 5stelle.
35.691 voti contro 24.196
Non hanno votato 123.291 persone.
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ANDREA BASSINI. “..hanno vinto i cittadini coraggiosi ed onesti… Ed è quello che davvero conta, hanno fatto una scelta, l’onestà e la legalità”
Ma quelli che non hanno votato, cosa hanno scelto?
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A Ostia i voti in due settimane sono passati da 19.777 a 35.691, guadagnandone la bellezza di 16.000, exploit imparagonabile a quello di Monica Picca, che non è arrivata a +7.000 (24.196 contro 17.468).
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Questa volta la testata agli Spada gliel’abbiamo data noi!!

Non si era ancora insediata la sindaca 5stelle che già si sentiva gridare: “Cinghiali a’ mare!”
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Luigi17
Inspiegabile!
Un anno di Raggi, che i media uniti bollano come fascista e incapace, e a Ostia i cittadini antifascisti votano ancora grillino!!??
Maledetti, ma non li guardano i TG?
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A Ostia non erano in gioco 180.000 elettori. Era in gioco la lotta contro la mafia, la corruzione politica, la criminalità. E hanno vinto gli onesti!

Tutti a tuonare con la bassa affluenza ai seggi al ballottaggio di Ostia, 33,6%.
Cosa dire allora della rappresentatività del presidente della REGIONE EMILIA ROMAGNA, Regione notoriamente rossa, dove nel 2014 l’affluenza era stata solo del 37,71%?
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Non è per difendere gli Spada o Casapound, ma non vi sembra un tantino azzardato che la Picca, dopo essersi fatta fotografare con loro, ora li accusi di aver dato i loro voti al M5S? Per loro è come ricevere una testata! Io, minimo minimo, se fossi loro, la querelerei per danno di immagine.
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A Porta a Porta hanno avuto la faccia di intervistare il figlio di Riina, che farà di tutto per succedere al padre nel controllo della cupola di Cosa Nostra e, per non fargli mancare niente, in segno di ossequio verso la mafia, Vespa “ha concordato con lui” le domande da fare.
E lo stesso favore è stato sempre fatto a Berlusconi e Renzi.
Ma solo con Di Maio e i 5stelle costoro riescono a fare interviste che sembrano plotoni di esecuzione con 5 giornalisti per volta e batterie di domande per cui non danno tempo nemmeno per la risposta?

riky144
Questa vittoria del M5S vale il triplo ! Da anni versano fango 34 ore al giorno sulla Raggi ed i 5S a reti unificate, RAI,LA7, Mediaset, tutti i giornaloni. Tutti i lacchè di renzi e berlusconi allertati contro l’unico nemico che si ritrovano da quando hanno iniziato a spolpare gli italiani.. Il risultato è stato che i cittadini se ne sono fregati ed hanno premiato la serietà e la competenza dimostrata dalla Raggi e dal M5S , altro che incompetenti ed inadeguati! Che Roma stia risorgendo nella legalità è sotto gli occhi di tutti, tranne dei corrotti. E’ la vittoria della libertà di internet sui vecchi mezzi di informazione, quelli che il potere corrotto manipola a proprio piacimento, TV e giornali, ormai inesorabilmente sul viale del tramonto . E per i partiti più corrotti d’Italia PD, FI e Lega in testa sarà sempre peggio. Da che esisto, per la prima volta inizio ad essere ottimista sul futuro di questo paese!
(Italia, prima per corruzione in Europa e 69a nel mondo!)
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Io, a ‘sto punto, con la gente che continua a votare grillino, se fossi un responsabile di Rai o La7, dopo tutto quello che hanno detto e fatto e di fronte alla chiara evidenza che tutta ‘sta propaganda a tappeto ha sortito l’effetto contrario, mi dimetterei come Tavecchio.

franco adani
Vuol dire che a Ostia ci sono ancora persone che pensano con la loro testa e non si fanno comprare per un pacco di pasta.
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blutenebra
mettetevi comodi… da oggi conoscerete ogni angolo, vicolo, stradina, condotte fognarie, bidone della monnezza, commerciante e cittadino di ostia, servizi h24, approfondimenti shock, degrado ostia, caos ostia, 5 stelle spaccati ad ostia, sindaco vacilla, 5 stelle dilettanti, aridatece spada buzzi carminati e pure er venerabbile maestro licione gelli
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Francesca Silvana
La sinistra è tutta una fronda, la destra non sfonda, il 5 stelle si fionda… Speriamo bene per l’Italia!
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nadiaca
Non sanno perdere, e dalle loro parole si evince che del futuro di Ostia non gli interessa una cippa. Sarebbe stato interessante ascoltare parole come “ok abbiamo perso ora collaboreremo con la nuova sindaca affinché Ostia rinasca” come hanno Fatto i pentastellati per la SIcilia. Insomma non hanno argomentazioni ed iniziano con la solita solfa delle offese, delle supposizioni. Ha vinto il cambiamento. La gente forse si è rotta un po’ i maroni di voi, del vostro inciuciare, del vostro far nulla, del comune commissariato per mafia, di voi che state li da 20 anni a ripetere sempre le stesse cose con facce diverse riuscendo a mettere in mano l’economia alla mafia e poi devo leggere che quella …..mmmm…..della Meloni suppone che il M5S ha preso i voti degli Spada. Siete la vergogna dell’Italia e questo è solo un piccolo assaggio.
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Ecco la Meloni e la Picca fotografate con Silvano Spada.
E poi hanno anche la faccia di dire che il M5S ha vinto coi voti dei clan mafiosi e di Casapound!

Catone Uticense
Mi fanno ridere quelli che sminuiscono la vittoria del M5S dicendo che hanno ottenuto il 20% dei voti degli aventi diritto. Vorrei ricordare che Renzi ha governato il paese grazie al risultato del PD che prese il 25% in elezioni politiche con una affluenza del 75%. Se la matematica non e’ un’opinione, e’ il 19% degli aventi diritto.
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vocisilenziose
E ovviamente, Il Corriere della Sera e Repubblica, mettono questa notizia defilata. Il Corriere addirittura pubblica come prima notizia la morte di un pluriomicida Americano. Questo la dice lunga. Se avesse vinto la destra o il PD, la notizia sarebbe stata inserita a caratteri cubitali! È la dimostrazione che il M5S fa paura al potere e che finalmente la gente non di fa più uccellare da notizie false.

IFQ: Una sconfitta che i rappresentanti del centrodestra e, in particolare, di Fratelli d’Italia, non hanno voluto ammettere. “E’ stata una campagna elettorale con toni da fiction”, ha affermato senza mezzi termini la candidata meloniana, con evidente riferimento agli effetti mediatici dell’aggressione di Roberto Spada alla troupe Rai di Nemo, ma anche agli attacchi ricevuti dal M5S per una foto scattata da Picca e Meloni insieme a Silvano Spada e alcuni commenti di un candidato consigliere al profilo di “Robertino”. “Questo non ha fatto comprendere ai cittadini quali erano i giusti contenuti e i giusti programmi”, ha attaccato ancora Picca, ricordando come Di Pillo abbia rifiutato tutti gli inviti ai confronti pubblici proposti dall’avversaria. “Vi diranno che hanno vinto, in realtà ha perso la Raggi, mentre la Di Pillo non è pervenuta”, ha chiosato Picca fra gli applausi (e qualche lacrima) dei suoi sostenitori.
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Roberto52
I partiti di destra e sinistra che hanno governato gli ultimi 20 anni devono lasciare spazio ad una nuova classe politica. E non lo dico perché sono vendicativo, ma perché la vecchia classe politica è il cuore di un sistema malato basato sul potere, sulla corruzione, sulla difesa di interessi personali ecc. Troviamo, infatti, la politica nelle banche, nelle redazioni dei giornali, negli organismi di controllo, nell’ industria e in tutti i settori produttivi del paese. Occorre cambiare alla svelta per poter cambiare l’Italia delle banane per un futuro migliore ai pensionati e ai nostri figli. Avanti M5S il resto é solamente marciume e pattume.
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Pietro
Fratelli d’Italia esiste solo nella loro mente perversa. Esiste solo per accaparrarsi qualche posto a sedere. Quindi non hanno perso perché non esistono. Hanno perso invece i giornaloni, Repubblica-Corriere della Sera-Messaggero-Stampa, che hanno aggredito la sindaca Raggi sin dal primo giorno senza apparente motivo. Un accanimento sospetto, molto sospetto, che tradiva il disappunto per un sindaco del M5S contrario ai loro interessi di bottega. Ora è allarme rosso. Gli elettori hanno capito che sono giornali non credibili e alleati con i partiti della corruzione e del degrado. Non bisogna dimenticare che gli editori di questi giornali sono nella lista dei grandi debitori insolventi delle banche fallite. Giornali che tifano per il pregiudicato Berlusconi e per il PD perché fanno parte del sistema della spartizione. Adesso è paura. Gli elettori sono sempre meno manovrabili e orientabili.

cristina
Stavolta il giochino 4-5 liste contro 1 non gli ha funzionato a quelli del partito unico. Nemmeno il centrodestra, che pure è forte nel Lazio, ha prevalso sul cambiamento reale che portano i 5 stelle. Gli italiani, nonostante il boicottaggio continuo di un’informazione deviata sul M5S, stanno comprendendo da che parte sta la verità. Questo mi fa ben sperare per le elezioni regionali e nazionali. Le porcate che hanno fatto in Sicilia, con la compravendita di pacchetti di voti da parte di personaggi impresentabili, non potranno ripetersi su tutto il territorio nazionale.
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Sembra che accozzaglie non funzionino neanche in Germania
Quand’è che si sveglieranno e capiranno che non possono più continuare come ora?
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agi.it
Il Municipio di Ostia è davvero il più degradato di Roma?
Il futuro della politica italiana passa da Ostia. Non è un’iperbole, né una forzatura, quanto piuttosto la constatazione che il ballottaggio delle elezioni municipali nel X Municipio di Roma (“quello di Ostia”, per intenderci) potrebbe avere degli effetti notevoli sul clima politico anche a livello nazionale – oltre che sull’amministrazione di questa parte della Capitale. Il X Municipio, già commissariato per i fatti di “Mafia capitale” nel 2015, è innanzitutto un primo banco di prova per l’amministrazione pentastellata di Roma guidata da Virginia Raggi. Il Municipio in questione è anche finito sotto i riflettori nazionali per l’incredibile episodio di cui è rimasto vittima Daniele Piervincenzi, l’inviato della Rai brutalmente aggredito da Roberto Spada, fratello di un esponente del “clan” già in carcere per estorsione. Agli occhi dell’Italia, quindi, si tratta di una zona particolarmente “disagiata”, in mano a criminalità e degrado, il cui riscatto potrebbe forse passare proprio attraverso questo ballottaggio.Ma è proprio così? Davvero il X Municipio è solo un quartiere malfamato, i cui i abitanti si sono ormai rassegnati a sottomettersi al degrado e alla criminalità? I dati lo mettono a metà strada. Il X Municipio non comprende solo Ostia, ma una serie di altre frazioni: Acilia (Nord e Sud), Malafede, Palocco, Infernetto, Castel Fusano e Castel Porziano. In totale 230 mila abitanti, le dimensioni di una città medio-grande (come Padova o Parma).La bassissima affluenza (il 36% degli aventi diritto e il 33,6 al secondo) ha fatto molto scalpore. Si è parlato di un Municipio rassegnato, i cui cittadini non credono più nella politica. c’è senz’altro del vero in queste riflessioni. Ma per completezza andrebbe detto che qui l’affluenza alle urne è sempre stata bassa.

DEMOCRATICA
Ostia si sente lontana da Roma, come una città a sé stante. Eppure quella parte di Roma ha una ferita profonda di cui i romani dovrebbero finalmente preoccuparsi e occuparsi, quella lasciata dalla mafia in tutti questi anni.
Quella mafia che è riuscita a entrare negli uffici pubblici, negli appalti ed è arrivata fino al mare, attraverso gli stabilimenti. Federica Angeli che vive ad Ostia e che da sempre segue queste vicende anche a rischio della sua stessa vita ci racconta di certi politici che si presentano come nuovi, come il cambiamento, ma che in realtà dialogano con chi gestisce il malaffare a Ostia. È di pochi giorni fa la notizia dell’endorsement di CasaPound da parte di Roberto Spada. Qual è stato l’errore commesso dai partiti in tutti questi anni? “Essere andati a braccetto con i clan, chi più chi meno.”
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Il primo provvedimento della nuova sindaco Di Lillo sarà l’abbattimento del lungomuro di Ostia con cui il clan hanno requisito il mare.
“La particolarità del lungomare è che non si vede il mare. Quasi mai. Lo chiamano lungomuro. Per chilometri le cancellate, le cabine, i bar e i ristoranti fanno barriera, niente vista, se non si paga non si va in spiaggia. Quando era presidente di circoscrizione, anni Novanta, Angelo Bonelli (poi leader dei Verdi) scoprì che i titolari degli stabilimenti dovevano dieci miliardi di lire al Comune e, siccome si mise in testa di recuperarli, una sera sul pontile, di fronte a piazza Anco Marzio, il cuore più antico della città, fu fermato da due che si facevano chiamare Bafficchio e er Sorcanera e che gli diedero un coppino, roba da film, «che te la sei presa? Sei il solito cazzaro. Lo sai che ti vogliamo bene». Non li aveva mai visti. Basicchio e er Sorcanera finirono poi ammazzati. E a Bonelli gli hanno bruciato la casa alle tre di notte con venti litri di benzina. Quando gli hanno posato all’uscio una scatola con un fegato e un cuore («il prossimo sarà il tuo», diceva il biglietto) ha deciso di andarsene, al culmine di trent’anni di battaglie.
Ci si potrebbe addentrare, andare dove Federica Angeli ha assistito a una sparatoria fra gli Spada e i Triassi. Andare dove Paolo Frau, guardaspalle di Danilo Abbrucciati, sempre Banda della Magliana, fu ucciso con due colpi di pistola in testa. Andare nei negozi taglieggiati. Dove si fanno scommesse clandestine. Nei quartieri del racket della case popolari. Ma non serve: si entra in città, in un reticolo orripilante di palazzi ossessivi, scrostati, spazzatura ovunque, stendini sui marciapiedi, in un delirio urbanistico che ha tradito il destino di Ostia, e tanto basta. Doveva essere il mare di Roma, è diventato un sobborgo così brutto che genera soltanto il brutto. (Mattia Feltri-La stampa)

Come rodono!!!
La Meloni e la Picca, sbarellano di brutto, hanno detto che a Ostia ha vinto il M5S coi voti dei clan mafiosi e di Casapound.
Beh, se la destra non riescono a prendere nemmeno i voti delle mafia e di Casapound, sono messi proprio male!!!

VINCENZO BISBIGLIA,. IFQ:
IL FUTURO DI OSTIA – Ora che l’attenzione mediatica sul litorale romano, gioco forza, calerà, cosa ne sarà di Ostia? I due anni di commissariamento hanno lasciato forti dubbi fra gli ostiensi, molti dei quali nonostante la forte partecipazione alle due manifestazioni antimafia organizzate nei giorni scorsi continuano a negare (o a sminuire) la presenza della mafia sul territorio. Un sentimento su cui soffia il fuoco di alcune televisioni locali, le quali anche la sera dello spoglio hanno tacciato i media nazionali di “complotto mediatico”. Tutto ciò nonostante le sentenze e le carte della magistratura certifichino la forte presenza della criminalità organizzata nel tessuto territoriale (gli Spada, ma anche i Fascianie i Triassi). Questa mattina alle ore 11.00 ci sarà la prima conferenza stampa di Giuliana Picca, organizzata presso il Pontile. E’ attesa, fra i diversi temi, la presentazione del nuovo Piano Utilizzo Arenili (Pua), il lascito del prefetto Domenico Vulpiani, un documento che in linea teorica dovrebbe “resettare” la geografia degli stabilimenti balneari riportandola alle planimetrie originali. Una sfida su cui la neo amministrazioni municipale e’ chiamata a tenere la barra dritta in vista anche degli “attacchi” sferrati dai ricchi imprenditori del settore.
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Nick09
Non comprendo le ragioni di una partecipazione così bassa alle elezioni amministrative di una città che ha avuto dei problemi qualche anno fa. Il Diritto/Dovere di Voto è uno dei più importanti che esistono in uno Stato Democratico perché dà la possibilità ad ognuno di determinare, insieme ai propri Concittadini, il proprio futuro. Un noto ed esemplare Magistrato così si esprimeva: “La Rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello”. Paolo Borsellino.
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Antiana
E’ da vigliacchi non andare al voto, il voto è un diritto-dovere e noi se ci riteniamo civili dobbiamo rispettarlo. Anche oggi l’assenteismo non doveva esserci, almeno con queste percentuali. Dovevano recarsi tutti al seggio per fare evidenziare la loro presenza, per dire ai malavitosi e ai fascisti noi siamo qui, ci siamo non avrete mai Ostia, scegliere una delle due o tagliare la scheda, ma la presenza fisica era necessaria ed invece hanno dimostrato ignoranza e vigliaccheria. Non avete il diritto di lamentarvi ed è la stessa cosa che ho scritto per i miei corregionali siciliani.
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Paolo Catti De Gasperi
Elezioni senza elettori, eppure chi prenderà più voti (pochini anzi pochissimi ) comunque legittimamente governerà. Di ciò ne è consapevole perfino l’ ultimo dei bagnini del Kursal . E allora perché? Perché non andare alle urne ? Non riesco a spiegarmelo. Sembra una autocondanna di massa allo status quo, una rinuncia aprioristica a determinare il proprio futuro e quello della propria famiglia. Sembra un popolo senza speranza o talmente impaurito da chiudersi in casa
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Prepariamoci,da domani partono gli attacchi contro Ostia.
Arriveranno, cinghiali, gabbiani, topi, le cavallette e non mancheranno i due liocorni.
Natale Pansera
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Dopo due anni e mezzo di commissariamento, il Comune sciolto per infiltrazione mafiosa, il litorale in mano alle cosche mafiose, un territorio in mano a racket, usura, traffico di stupefacenti, estorsioni, gambizzazioni, affari sporchi sulle spiagge, intimidazioni… un maxi-sequestro da 450 milioni al porto e l’arresto dei principali esponenti di una nota famiglia di imprenditori locali, legata ai clan malavitosi i cui componenti a loro volta hanno subito condanne per racket, usura e traffico di stupefacenti..e ancora: il presidente di municipio e il direttore del municipio arrestati per corruzione e perfino il primo dirigente del commissariato di polizia in manette, quest’ultimo accusato di favorire la criminalità organizzata e un sindaco Pd, Andrea Tassone, coinvolto nello scandalo di mafia capitale e condannato in primo grado a 5 anni di carcere (fino a quel momento difeso a spada tratta dai vertici del Pd)…
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QUELLI DEL NON VOTO
Viviana Vivarelli
Non sono tutti imbecilli, ci sono i corrotti, i venduti e ci sono anche gli impauriti. La prima volta a Ostia dissero che tanti non erano andati a votare perché c’era stato un nubifragio.
E questa volta? Clima troppo secco? Tirava vento? Ecco quali danni ha fatto la disinformazione (il tg1 non ha nemmeno dato la notizia!!!), le calunnie concentrate di tutti i partiti di tutte le testate tv, in primis La7 con gli infami Gruber del Bilderberg, la Merlin e Pancani, i talk show che fanno parlare le vecchie anticaglie della P2, quelli che osannano Cossiga..
Poi naturalmente non vanno a votare gli arresi, quelli per cui tutte le vacche sono nere, tutti i partiti sono uguali, e vivono nella notte buia della sconfitta senza speranza.
E non vanno a votare i menefreghisti, quelli che può cascare il mondo “a me che me ne frega?”.
Alla fine solo loro che rovinano l’Italia.
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Luigi Di Maio
Oggi i cittadini del decimo municipio di Roma hanno deciso di affidare a Giuliana Di Pillo il Governo del loro territorio. Sarà un ruolo importante per continuare l’azione di Virginia Raggi, della sua giunta e della sua maggioranza. In bocca al lupo!
Prima di tutto complimenti al gruppo per l’impresa. Complimenti, perché dopo un anno e mezzo di demonizzazione della Giunta Raggi continuiamo a vincere a Roma, come abbiamo vinto qualche mese fa nel terzo comune piùgrande del Lazio, adiacente alla capitale, Guidonia.
L'”effetto Raggi” esiste, ma è positivo. Il risultato di oggi dimostra che i cittadini non credono più alla propaganda contro le nostre giunte e contro il MoVimento. Ostia dimostra anche che siamo capaci sia di battere la cosiddetta sinistra che la cosiddetta destra, anche quando sono al massimo della loro forza e coalizzate. In questo caso erano 5 liste di centrodestra tra cui Forza Italia, Noi con Salvini e Fratelli d’Italia, ma neppure tutti insieme ce l’hanno fatta.
Mancano 15 settimane alle elezioni politiche. Da oggi Giuliana sarà al lavoro per i cittadini del decimo municipio. Noi per proiettare l’italia nel futuro. Forza!
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Nel processo per mafia capitale (40 condanne) i giudici hanno inspiegabilmente eliminato l’accusa mafiosa (416 bis) che avrebbe comportato pene più dure e il sequestro dei beni per i clan Fasciani, Triassi e, appunto, gli Spada di Ostia accusati di una lunga serie di reati: estorsioni, gambizzazioni, affari sporchi sulle spiagge, intimidazioni, perfino il condizionamento sull’amministrazione pubblica. Ma la Procura di Roma ha ottenuto in Cassazione di rifare il processo d’appello, accogliendo le motivazioni del procuratore generale Pietro Gaeta secondo cui il clan andava condannato per mafia.
Alfonso Sabella, magistrato anti-mafia dice: “La mafia a Ostia c’è, si respira: gli omicidi, gli attentati, il racket verso i commercianti, i parenti dei criminali dotati di privilegi, il caporalato degli stabilimenti balneari. Non ho bisogno di sentenze passate in giudicato per dire che il territorio somigli moltissimo alla Sicilia degli anni ’80, che proprio come Ostia puntava fortemente all’autonomia per sottrarsi al controllo centrale.”
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Giuliana Di Pillo DEL M5S ottiene la presidenza del Municipio Decimo di Roma con il 59,6% contro il 33,6% di Monica Picca del centrodestra, sostenuta da 5 liste. Un risultato che consegna ai cinquestelle uno dei pochi territori della capitale che ancora non governavano e spazza via per il momento le nubi sulla giunta di Virginia Raggi, per la quale l’elezione costituiva una prima verifica indiretta.Bassa l’affluenza: solo il 33,60%. Votano solo 62.378 dei 185.661 aventi diritto.
La Raggi dice: “Il X Municipio riparte. cittadini tornano protagonisti. Brava Giuliana! Una grande vittoria dei cittadini, una grande vittoria per Roma. I cittadini sono con noi, ci stanno riconoscendo il grande lavoro che stiamo facendo. Grazie a tutti per essere qui. Grazie a Giuliana e grazie a Paolo (il capogruppo in Campidoglio del M5s). Stasera si festeggia e da domani si lavora davvero». Si aspettava il risultato? «Ci siamo sentiti molto forti perché in strada i cittadini ci fermano per dirci che sono con noi, questa è una conferma.Un grandissimo bocca in lupo alla squadra!”
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ALESSANDRO DI BATTISTA
Il Movimento 5 Stelle ha stravinto il ballottaggio al X municipio (non soltanto Ostia per intenderci). Abbiamo stravinto ma vedrete che il 90% del sistema mediatico si concentrerà sull’astensionismo. Sia chiaro, l’astensionismo è un grande problema e chi mi ha seguito in questi anni sa bene quanto io mi sia battuto per favorire la partecipazione dei cittadini. Ciononostante immaginate se il Movimento avesse perso. Ora starebbero quasi tutti a processare la Raggi, a parlare di Movimento in crisi e di rinascita del centro-destra. Il Movimento, ancora una volta, ha vinto da solo contro la solita accozzaglia di liste.
Dalle parti di Fratelli D’Italia già si dice che “il Movimento ha vinto grazie ai voti degli Spada”. Accuse ridicole. Ma d’altro canto cosa ci si può mai aspettare da un partito i cui esponenti (Meloni in primis) citano Borsellino ma poi vanno a braccetto con Berlusconi (che di mafiosi ne ha conosciuti parecchi) e che sono alleati con Forza Italia, un partito fondato da un personaggio, Dell’Utri, in carcere per aver favorito proprio Cosa Nostra, l’organizzazione criminale che fece saltare in aria Borsellino? Dobbiamo lavorare tantissimo nei prossimi mesi ma la verità è che siamo molto forti e in questi anni abbiamo fatto tantissime cose buone. Complimenti Giuliana e coraggio!
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Lorenzo
Ancora una volta, vedi la Sicilia e oggi il X municipio, ci vorranno più di dieci generazioni per cambiare l’Italia. Siamo in mano al potere PoliticoConfindustrialeMafioso. Siamo rimasti in pochi ad usare gli strumenti democratici gli altri o si sono rassegnati, o appecorati. Buona fortuna Italia!
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La Candidata bocciata, Monica Picca, del cdx, sostenuta da Fdi, lista Marchini, Noi con Salvini, Partito Liberale, Luciano Ciocchetti e Andrea Augello.
Ha avuto la faccia di dire che il M5S ha avuto i voti degli Spada e di Casapound!!??? Andrebbe denunciata per questo.
E infatti in Sicilia la mafia e gli impresentabili chi hanno sostenuto??? I 5stelle?????
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Viviana
Io sono nata in un ambiente di sx, sono cresciuta respirando aria di sx, sono stata molto povera e ho patito tutte le mancanze e le sofferenze di chi è stato a lungo molto povero, ho abbracciato tutti i valori della sx, poi ho abbracciato il pensiero no global che difendeva i diritti dei senza potere del mondo contro gli abusi e la crudeltà della finanza, del potere bancario, delle multinazionali, dei signori della guerra, dei padroni del petrolio, degli squali del mercato, del fascismo americano. Ma nella mia lunga vita ho visto i valori della sx italiana ed europea marcire e svanire, come un frutto che nutre i vermi che la portano al completo disfacimento fino a diventare con Renzi l’assoluto contrario di ciò per cui era nata e che doveva essere. Per me oggi è una vera sofferenza vedere che c’è chi ancora questo disfacimento non lo vede e vota per un partito credendo illusoriamente che incarni le proprie idee e difenda il popolo. E soffro ancora di più di fronte a coloro che evitano con cura di informarsi, di interessarsi, di capire e risolvono tutto con un astensionismo vigliacco come colui che vede un uomo affogare e volta lo sguardo da un’altra parte fingendo che non esista e che lui non possa farci niente.
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IL SISTEMA TEDESCO
ALESSANDRA DANIELE
L’astensionismo ha superato il 50%. Ormai la maggioranza degli aventi diritto al voto si tiene lontano il più possibile dalla scheda elettorale, come fosse una mail di phishing.
50%. È un dato che colpisce. Com’è possibile che ci siano ancora così tanti italiani disposti a votare per questo branco di grotteschi cialtroni noti come la nostra classe politica?
Come fanno a fidarsene, come fanno a sopportarli, come fanno anche solo a distinguerli?
Un milione di liste.
Un solo obiettivo: il potere.
Un solo padrone: il mercato.
Una sola preoccupazione: bloccare le inchieste, giudiziarie e giornalistiche.
Un solo slogan: “Basta negri”.
Promessa vana, oltre che infame.
Perché l’Europa ci ha chiuso fuori.
Ci ha sbattuto la porta in faccia.
Per quanto gli italiani si credano diversi dai migranti, per l’Impero Carolingio di Merkel e Macron non sono che altri pezzenti sulla stessa barca.
I cialtroni nostrani però continuano a promettere di risolvere i problemi che loro stessi hanno creato, e che con la loro avidità, disonestà, incompetenza, possono soltanto aggravare.
Perché tanti italiani li votano ancora, perché rischiano di affidare un municipio o un ministero a chi non dovrebbe gestire nemmeno una bancarella?
La risposta è in un certo senso contenuta nella domanda.
Gli italiani ormai non votano più per, votano solo contro.
Fanno la croce sulla scheda sperando solo di fottere la banda di cialtroni che gli sta più sul cazzo, quelli che trovano più odiosi, o che ritengono più pericolosi.
Senza illusioni.
Non sperano di sconfiggerli né di fermarli, solo di rallentarli per un po’, vederli rosicare.
Vederli perdere un po’ del denaro che hanno rubato, del potere che hanno usurpato, delle false amicizie, delle clientele.
Vederli annaspare e sudare in Tv, agitarsi inventando cazzate patetiche per negare la disfatta, contorcersi come scarafaggi schienati.
Vederli rivoltarsi contro i complici di partito. Pugnalarsi alle spalle. Divorarsi a vicenda.
È questa l’ultima soddisfazione che rimane agli elettori italiani.
Questo è il sistema tedesco che abbiamo adottato.
Schadenfreude.
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AVANZI
ALESSANDRA DANIELE
Da “Basta tasse” ad “Aiutiamoli a casa loro”, Avanti, il presunto nuovo libro-manifesto politico di Matteo Renzi, è fatto con gli avanzi della Lega.
La cosa non dovrebbe stupire nessuno.
Sotto la verniciata ipocrita di fuffa politically correct, il Cazzaro è sempre stato profondamente reazionario, e lo hanno abbondantemente dimostrato tutte le sue iniziative politico-economiche, dal Jobs Act all’abolizione dell’Articolo 18, da Salvabanche e Pacchetti Sicurezza, al tentativo di smantellare la Costituzione antifascista per istituire una dittatura della maggioranza relativa, dall’alleanza organica coi Marchionne e i Berlusconi, all’arrogante disprezzo che ha sempre dimostrato nei confronti di sindacati e movimenti, dei rari giornalisti non leccaculo, e in definitiva di chiunque e qualsiasi cosa anche solo d’un millimetro alla sua sx, compresi gli innocui devoti di Padre Pisapio che adesso il PD vorrebbe fagocitare per la ripicca di sottrarli alle fauci di D’Alema.
Il conservatorismo borghese reazionario di matrice berlusconiana del quale il Cazzaro è un tardo sottoprodotto ormai però non basta più. E Renzi lo ha capito.
Lo Zeitgeist è cambiato, l’egemonia culturale è passata all’estrema dx, oggi rappresentata in Italia innanzitutto dalla Lega….

D Pillo- Picca

MA ANCHE
Travaglio

È un vero peccato che il boss stragista Giuseppe Graviano si sia avvalso della facoltà di non rispondere, come un politico qualsiasi, nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Intanto perché ha perso l’occasione di riaffermare, ove mai ve ne fosse bisogno, la serietà dei mafiosi in contrapposizione con la cialtroneria dei politici.
E poi perché nessuno meglio di lui avrebbe potuto sciogliere il nodo delle sue parole rivolte al compagno di ora d’aria Umberto Adinolfi e intercettate nell’ora d’aria del carcere di Ascoli il 10 aprile 2016.
Secondo la Dia e la Procura, la frase esatta, riferita all’ex Cavaliere e alle stragi del 1992-’94, è: “Lo stavano indagando… Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo è stata l’urgenza”.
Secondo i consulenti della difesa Dell’Utri, invece, il boss di Brancaccio dice solo “Lo stavano indagando” e, quando Adinolfi risponde “Disse lui”, commenta “Bravissimo”, senza nominare B.
I periti della Corte d’Assise confermano la trascrizione della Dia e dei pm. E Graviano tace perché, parlando, dovrebbe scegliere fra “Berlusca” e “Bravissimo”. Nel primo caso, impallinerebbe il Caimano redivivo proprio ora che può tornare decisivo per il prossimo Governo, dunque prezioso (in quanto ricattabile) per gli amici degli amici. Nel secondo, gli farebbe un regalo mica da ridere, accreditando la tesi del complotto giudiziario, e gratis, senza ottenere nulla prima, né poterlo più ricattare dopo.
Essendo un criminale matricolato ma non un politico, Graviano non ha considerato la terza via: il “ma anche” tipico dei politici.
Poteva parlare e, alla domanda “Ha detto Berlusca o bravissimo?”, rispondere: “Entrambe le cose: Berlusca e bravissimo. E chi vuole capire capisce”.
Se qualcuno avesse obiettato che le due cose non stanno insieme, avrebbe potuto replicare: perché rifiutate le doppie verità da un mafioso, se le accettate ogni giorno dai politici?
E fare qualche esempio, a sua scelta.
Il Pd è contro il governatore Visco, ma anche pro.
La Boschi fa riunioni e telefonate segrete con banchieri per salvare Banca Etruria vicepresieduta da suo padre, ma il Parlamento la lascia al suo posto perché non si è mai occupata di Etruria.
La Boschi mette lo zampino nella mozione Pd contro Visco (che ha multato due volte il padre per Etruria) all’insaputa di Mattarella, Gentiloni, tutti i ministri e tre quarti del Pd, infatti tutti la accusano di “tradimento”, ma poi Gentiloni le conferma “piena fiducia” come i cornuti contenti.
Pisapia giura “mai con Alfano”, poi si allea in Sicilia col Pd e con Alfano.
Sul referendum anti-euro i 5Stelle cambiano più posizioni del Kamasutra.
Un po’ come il Pd sui referendum lombardo-veneti.
Renzi vince le primarie su un programma che promette “una legge elettorale che restituisca ai cittadini il sacrosanto diritto di scegliere a chi affidare i propri sogni, le proprie speranze e progetti” perché “i deputati devono essere scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini”, e giura “mai più larghe intese”; poi fa una legge elettorale (Rosatellum) che produce i due terzi di parlamentari nominati dai capi-partito (come l’Italicum) e le larghe intese.
Salvini ripete per mesi “Mai con B.” e B. “Mai con Salvini” e ora vanno a braccetto.
B. l’altroieri attacca Visco d’accordo con Renzi e ieri attacca Renzi d’accordo con Visco.
B. fa per anni il populista anti-Europa, anti-euro e anti-Merkel, poi l’altroieri va a Bruxelles al vertice Ppe, travestito da argine anti-populisti, e difende l’Europa, l’euro e la Merkel (“Sono legato da una grandissima stima ad Angela”).
Poi però gli parte il braccio teso come al Dottor Stranamore e fa lingua in bocca col fascio-populista ungherese Orbán, quello del muro anti-migranti (“È mio amico ed è anche milanista, l’ho portato a Milanello a vedere gli allenamenti, ci vedremo io e lui e risolveremo il problema dei migranti”). Il suo Giornale passa da anni di campagne forsennate contro la “culona” e “golpista”, al sontuoso titolone “Euroberlusconi. Rivincita del Cavaliere: torna al vertice del Ppe e la Merkel lo accoglie a braccia aperte: è l’unico argine ai populisti in Italia”.
Si scopre poi che l’han fatto parlare alle 14.15 del pomeriggio, davanti a una sala semideserta, quando i big Merkel, Juncker e Tusk se ne sono già andati da un pezzo, avendo di meglio da fare. Tipo mangiare un boccone.
Ora, per carità, niente di nuovo sotto il sole.
Stiamo parlando dell’ometto di Stato che nel ’94 andò al Governo alleandosi al Nord con la Lega e al Sud con An perché Bossi e Fini non si parlavano se non per insultarsi.
Che per vent’anni e passa fu contemporaneamente per il maggioritario e per il proporzionale.
Che strillava contro i ribaltoni (altrui) e intanto si comprava i parlamentari (altrui).
Che stava con Bush ma anche con Putin e con gli altri nemici di Bush.
Che a Gerusalemme era filo-israeliano alla Knesset e filo-palestinese con Abu Mazen.
Che un giorno baciava la mano a Gheddafi, l’indomani lo bombardava e dopo i funerali lo rimpiangeva.
Che appoggiava il Governo Monti e poi prometteva di cancellare tutte le leggi del Governo Monti che, senza i suoi voti, non sarebbero mai passate.
Che approvava la legge contro la prostituzione minorile e, quando si applicava a lui, gridava al complotto.
Che votava la Severino per cacciare i condannati dal Parlamento e, quando scattava per lui, strillava al golpe.
Ma poi, col tempo, tutti avevano imparato a non tener conto di quel che diceva, a farsi una risata appena apriva bocca, a trattarlo come un simpatico nonnetto rincoglionito.
Ora lo prendono tutti di nuovo terribilmente sul serio. Anche perché, al cospetto di Renzi, Pisapia&C., pare un monolite. E soprattutto perché un Graviano direttamente al Governo non ce lo possiamo permettere.
Non ancora.
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Twitter
Augias: “Gentiloni mi piace è molto garbato!”
Ha regalato 20 miliardi alle banche in modo così garbato!
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Vanessa
Questi sono capaci di invitare Formigoni per parlare della Raggi
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Scrivono coalizioni. Pensano aberrazioni.
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SALLUSTI, CHE FARE?
Travaglio

La campagna elettorale si annuncia avvincente e pure spiazzante. Almeno per le tante brave persone di centrosx che non si rassegnano alla berlusconizzazione del Pd. Neppure quando vedono sulla terrazza del Nazareno gli ex comunisti Giuliano Ferrara e Luciano Violante scambiarsi smancerie, fra uno strale contro la “Repubblica giudiziaria” e una lacrimuccia per l’immunità parlamentare perduta. Più che un convegno, una seduta spiritica alla ricerca del vecchio Pci.
È a queste brave persone che rivolgiamo pensieri commossi appena compaiono in tv i replicanti renziani con la lista dei compagni perseguitati e poi assolti. L’altra sera a Dimartedì il povero Mario Lavia ci ha provato con Piercamillo Davigo, snocciolando il solito martirologio dei nuovi casi Tortora: “Ci sono innocenti messi alla gogna dai magistrati, sono anche caduti governi: Mastella, Del Turco, Tempa Rossa, Penati… come li risarcisce?”. Ne avesse azzeccata una.
Anziché metter mano al portafogli per risarcire imputati che mai ha indagato, Davigo ha notato che Penati, nel primo dei suoi due processi, ha accettato una prescrizione (cui aveva giurato di rinunciare) per concussione, e solo nel secondo è stato assolto: più che risarcirlo, gli andrebbe domandato come pensi, accettando la prescrizione per un delitto così grave, di osservare “disciplina e onore” (art. 54 della Costituzione).
Se non l’avessero interrotto, Davigo avrebbe potuto aggiungere che: Del Turco è stato assolto in appello per associazione a delinquere, ma condannato a 3 anni e 10 mesi in Cassazione per induzione indebita (la vecchia concussione), dunque è lui che deve risarcire lo Stato, non viceversa; Mastella è stato assolto in uno dei due processi nati dall’indagine che nel 2008 lo portò alle dimissioni dal Governo Prodi, mentre l’altro è in corso; quanto a Tempa Rossa, nessun politico o ministro è stato indagato né dunque prosciolto (lo è stato il fidanzato-lobbista della ministra Guidi, che le telefonava per spingere una norma pro petrolieri, ragion per cui non i pm, ma Renzi sollecitò e accettò le sue dimissioni: per le telefonate vere, non per inesistenti avvisi di garanzia).
Lavia intanto aveva già cambiato discorso, copiando – senza neppure pagare i diritti – un altro refrain berlusconiano: “Nell’era del berlusconismo Davigo e il pool di Mani Pulite sono stati un soggetto politico, tant’è che alcuni di loro sono scesi in politica”. Altra solennissima fesseria: “Se certi magistrati si candidano – replicava Davigo – è perché qualcuno li candida”. E l’unico che candidò pm di Mani Pulite fu B. nel 1994.
Fece eleggere Tiziana Parenti, offrì la Giustizia a Davigo (che rifiutò la proposta di La Russa) e l’Interno a Di Pietro (che declinò l’offerta di B.). Altri pm di Mani Pulite candidati non ce ne furono: Di Pietro divenne ministro dell’Ulivo nel ’96 e Senatore nel ’97, ma non era più pm dal ’94; D’Ambrosio fu Senatore Ds nel 2006, quand’era in pensione da 4 anni.
Fino all’altroieri queste scemenze le ripetevano a pappagallo B.&C.: ora, con scarsa fantasia, Renzi&C. Il che innervosisce non poco i berluscones, che si vedono levare il pane e le parole di bocca. E danno segni di nervosismo.
Ieri il Giornale di Sallusti spiegava che a Torino la Procura non indaga la sindaca Chiara Appendino per omicidio colposo negli incidenti di piazza San Carlo (dove il 3 giugno morì una donna travolta dai tifosi, altre 1500 persone rimasero ferite) non perché non ci siano prove, ma per “cortesia istituzionale”. Ma era già stato preceduto da vari esponenti Pd, che attaccano da mesi la Procura perché non indaga la sindaca, ansiosi di fare i giustizialisti a targhe alterne, cioè di esibire in tv lo scalpo dell’Appendino in aggiunta alla solita lista Raggi-Nogarin-Quarto-Bagheria.
E prima di Sallusti era arrivata anche l’edizione torinese di Repubblica, che l’altroieri accusava la Procura di “cortesia” verso la sindaca M5S, “prudenza istituzionale o mancanza di decisione o chissà cos’altro” e intimava di incriminare l’Appendino per soddisfare “la domanda di giustizia della città” (ieri il procuratore Armando Spataro – talmente “cortese” con le istituzioni da aver processato fior di potenti, inclusi decine di agenti della Cia e dei servizi italiani per il sequestro Abu Omar, mettendosi contro 5 o 6 governi – ha replicato che giustizia è indagare i responsabili dei reati in base alle prove, non i nemici dei giornaloni e dei partitoni senza prove).
In duemila anni di storia non si era mai verificato che un capo di Governo invece di curarne gli interessi, uccidesse la propria nazione, perché questo hanno fatto cedendo la sovranità agli sfruttatori seriali (che sono sempre state le banche). Dovevamo arrivare agli anni duemila affinché i cittadini venissero governati da scemi che cedono non solo la sovranità politica ma anche quella economica e oltretutto all’oscuro dei propri cittadini, quindi abusivamente. E questo (secondo questi idioti) sarebbe il risultato del progresso? Distruggere duecento anni di storia significa progresso e civiltà? Chi afferma queste assurdità meriterebbe la forca. Dobbiamo svegliarci e costringere questi idioti a restituirci la nazione così com’era quando le fu affidata per farne curare gli interessi non per svenderla al mercato. Secondo questi buffoni curare un malato significa sparargli in testa? perché è proprio questo che hanno fatto e continuano a fare all’Italia.

COSTI INUTILI
Il Parlamento italiano è formato da 945 membri contro i 435 del Congresso americano, più del doppio e gli americani sono 313 milioni, noi 60. Il parlamento tedesco ha 707 membri con 82 milioni di abitanti. Con le stesse proporzioni dovremmo avere un Parlamento di 517 membri, la metà di quelli di adesso. La Camera ci costa un miliardo l’anno, il Senato 540 milioni. Dimezzando, risparmieremmo 770 milioni l’anno, che potrebbero andare per es. nel recupero del territorio o nelle case ai terremotati ( al momento siamo a 838 casette su 3.600, una miseria!), senza che l’Ue avesse niente da dire.
La Spagna ha 350 parlamentari con 43 milioni di abitanti. Con le proporzioni spagnole dovremmo avere 488 parlamentari e non quasi mille.
E’ inspiegabile, poi, perché le spese per il Quirinale siano superiori del 60% di quelle dell’Eliseo (Francia).
Il Presidente della Repubblica ci costa 224 milioni, 25.700 euro l’ora quando la Casa Bianca, con ben altri poteri e compiti, costa solo 2 milioni e mezzo. Mattarella ci costa una cifra esagerata che nemmeno ha la regina d’Inghilterra con i suoi 40 milioni.
Il Quirinale dispone di 1.807 dipendenti e ha un parco auto enorme che comprende tre Maserati (ognuna costa più di 100.000 euro). Per i 1807 dipendenti del Colle lo stipendio medio è 146mila euro, per i 456 colleghi Usa meno della metà: solo 61mila.
Il Colle costa quasi dieci volte in più dell’equivalente tedesco, circa 8 volte tanto il palazzo della Regina Elisabetta, il doppio dell’Eliseo.
E almeno il Presidente americano fa qualcosa. Ma Mattarella che sta lì per firmare anche la carta igienica e per il discorso di fine anno, potrebbe essere totalmente eliminato con enorme risparmio per i contribuenti e il suo Palazzo potrebbe essere affittato ai matrimoni o altro dei potenti del mondo. La Svizzera non ha Presidente dello Stato e vive benissimo lo stesso. Anzi la Svizzera non ha nemmeno il Presidente del Consiglio!
Poi ci prendono anche in giro dicendo che devono allungare l’età pensionabile perché i soldi non ci sono!
Sui vitalizi abbiamo visto che manfrina hanno fatto. Poi ci prendono anche in giro dicendo che devono allungare l’età pensionabile perché i soldi non ci sono!
In questa legislatura su 945 parlamentari ce ne sono stati 500 che hanno cambiato partito. 134 di loro sono indagati o condannati, equamente condivisi tra Fi e Pd. Ma, come si è visto in Sicilia, anche i peggiori sono stati ricandidati perché i voti come i soldi non puzzano e le sentenze fanno curriculum.
Codice etico a chi?
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Alessandro Di Battista
TOTÒ RIINA E L’IPOCRISIA ITALIANA
Dal giorno in cui sono entrato in Parlamento ho capito che il male dell’Italia è l’ipocrisia. È morto Totò Riina e qual è la frase ipocrita che parte della politica dice? “Adesso occorre fare piena luce sulle stragi del 1992”. Adesso? Fatemi capire. Siccome è morto Riina occorre fare chiarezza? A parte magistrati eroi (alcuni ammazzati altri in pericolo di vita) e alcuni giornalisti eccezionali (merce rara e indispensabile) chi ha provato a fare chiarezza su quelle stragi? Non certo i politici. Quelli parlano, oggi scrivono comunicati stampa, dicono frasi fatte ma poi (tra qualche giorno) ritorneranno in naftalina. Vogliamo fare davvero chiarezza sui mandanti occulti di quelle stragi? Benissimo.
Uno: serve una legge per rendere il carcere duro ancora più duro. I mafiosi questo temono. Il 41bis va inasprito ancora di più. Perché la verità è che quelle stragi (che si interruppero magicamente nel 1994, segno che la mafia aveva raggiunto l’obiettivo) hanno ammorbidito il carcere duro per i mafiosi. Con un carcere incredibilmente duro altri pentiti parleranno, statene certi.
Due: serve una legge durissima per la confisca dei beni dei mafiosi. Perché la ricchezza di Cosa Nostra è stata solo in parte attaccata.
Tre: serve coltivare la memoria collettiva, senza memoria resteremo un Popolo di pecore. Io ricorderò dovunque che Riina, intercettato in carcere, disse che Berlusconi gli dava 250 milioni di lire ogni sei mesi. Denari che erano segno di un patto. Io ricorderò dovunque che il fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri è in carcere per aver favorito Cosa Nostra.
L’ipocrisia mi fa vomitare. Mi fanno vomitare gli esponenti di destra che citano Borsellino ma poi vanno a braccetto con un partito, Forza Italia, che ha regolarmente portato avanti proposte gradite alla mafia (querelate pure), e che, ripeto, è stato fondato da un soggetto che ha favorito quell’organizzazione criminale che ha fatto saltare in aria Borsellino!

Mr. Fassino, I suppose
Marco Travaglio

“Mister Livingstone, I suppose” è il saluto che raccontò di aver pronunciato nel 1871 il giornalista-esploratore gallese Henry Stanley incontrando nel deserto dell’Africa nera il missionario-esploratore scozzese David Livingstone, scomparso cinque anni prima mentre risaliva verso le fonti del Nilo. Ora, siccome la storia si ripete in forma di farsa, abbiamo l’esploratore torinese Piero Fassino, in missione per conto di Renzi nel deserto della sinistra. Ma, per sua e nostra fortuna, lui non rischia di perdersi, tallonato com’è giorno e notte dai cronisti dei giornaloni che pendono dalle sue labbra e infatti lavorano molto di lingua, ansiosi di regalare ai lettori succulenti retroscena sulla sua infaticabile attività peripatetica. Ogni mattina il popolo della sinistra in spasmodica attesa del più impercettibile segnale s’incolonna disciplinato alle edicole, transennate per motivi di ordine pubblico, per non perdersi una dichiarazione, un’indiscrezione, un sospiro. La missione esplorativa, va detto, procede alla grande. Nei primi cinque giorni di ricerche, Mr. Fassino ha già trovato l’accordo con quelli che erano già d’accordo. Manca ancora l’accordo con quelli che erano e restano in disaccordo, ma sono dettagli.
Renzi, per dire, è entusiasta di allearsi con Renzi e infatti sta con Fassino senza se e senza ma (“Abbiamo fatto un capolavoro”, si dice da solo). Veltroni, che fa teatro, film e libri, “incoraggia Fassino” e Rutelli, che presiede l’Anica (cinema) e ha pure scritto un libro, anche. Il che è già una bella soddisfazione. Letta, che insegna a Parigi, ha fatto un “assist”: una svolta elettrizzante. Prodi, che non è nemmeno iscritto al Pd e ripete di aver spostato la tenda a debita distanza, parla solo tramite ventriloqui, però Fassino e Pisapia assicurano che “condivide e apprezza l’iniziativa per una comune strategia” di Fassino e Pisapia. Un trionfo, tantopiù che il fido Parisi, detto Pallottoliere perché sbaglia tutti i calcoli, giura che Prodi “è sempre vicino a chi non decide di allontanarsi” (qualunque cosa voglia dire). Maria Teresa Meli, sul Corriere, aggiunge altre frasi decisive del Professore all’Esploratore: “Mai arrendersi, la strada è quella dell’unità e bisogna provarci”. Avrebbe aggiunto “Non parlare al conducente”, “Non calpestare le aiuole”, “Divieto di balneazione” e “Attenti al cane”, ma non è sicuro. Quel che è certo è che oggi a Bologna si muove nientemeno che “l’ex ministro prodiano Giulio Santagata” per la rimpatriata di un non meglio precisato “popolo del pullman”, cui sono invitati financo Pisapia e la Bonino, forse per via della patente D.
Pisapia non si sa mai con chi stia ma, anche se stesse con qualcuno, nessuno se ne accorgerebbe (“Tre giorni fa – scrive la Meli – aveva garantito ai suoi che sarebbe andato con Grasso, ma al Pd non ha ancora fatto sapere niente”). In ogni caso Fassino l’ha chiamato e il Sor Tentenna ha fatto le ordinazioni, come al ristorante: “Pisapia chiede ius soli e fine vita” (Corriere). Il povero Piero era tentato di rispondere: “Ma più soli e più fine vita di così!”, ma ha preferito tenersi buono uno dei pochi stomaci forti che digeriscono tutto (da Expo a Sala al renzian-berlusconiano Gori). Ieri si sono poi visti e naturalmente non è successo niente, però Pisapia ha detto che l’ha chiamato Prodi e l’ha autorizzato a dirlo. Roba forte. Orlando e Rosato danno una mano attaccando Grasso e Boldrini (il ministro: “Abbiamo creato due mostri”) perché l’uno ha lasciato il Pd e l’altra è sempre stata di Sel, ergo non sono “imparziali”; lo sarebbero se fossero del Pd. E il ponte sullo stretto di Fassino raccoglie i cocci. Chiama Grasso, ma quello risponde che ha sbagliato numero (“Non ho alcun titolo per parlare di alleanze”). Parla con la Boldrini, ma lei non parla con lui. Tenta con D’Alema, che lo prende per il culo: “Il capo è Speranza”. Manda un sms a Speranza: “Quando ci incontriamo?”. Risposta: “Nei prossimi giorni” (lo prende per il culo pure Speranza). Repubblica riassume: “Sia chiaro, qualcosa si muove: dal tridente iniziale gli architetti del Nazareno sono passati a uno schema a quattro punte”. Infatti l’Esploratore Piero, con l’ausilio di entomologi allenati a notare i microrganismi più invisibili all’occhio umano, imbarca Italia dei Valori e Socialisti: dipietristi e craxiani, dopo 25 anni di inseguimenti, sono un po’ stanchini e faranno insieme una lista molto omogenea: aperta anche a Vegani&Carnivori e ad altre coppie molto affiatate, tipo Boldi&De Sica, Brizzi&Iene, Tornatore&Trevisan.
I teorici delle masse diranno: e i Radicali? Quelli di obbedienza Bonino-Della Vedova-Magi si sono accordati con Renzi per una lista Forza Europa con un programma preciso: contro la politica di Minniti sui migranti appoggiata sia dall’Europa sia da Renzi. Per dirla con Fassino, “si parte da un programma coerente”. Il verde Bonelli, invece, è un po’ sulle sue, ma un quindicesimo decreto salva-Ilva potrebbe convincerlo: Piero già vede “una schiarita nel clima”. Restano quelli che non ci stanno, che poi sono gli unici con qualche voto (SI+Mdp, 6-7% nei sondaggi). Vorrebbero cancellare il Jobs Act e tornare all’art. 18, mentre Renzi e Fassino ripetono la favola del “milione di posti di lavoro”. Ma questi sono tecnicismi. Parliamo di cose serie: la quarta punta della Grande Alleanza è affidata al vice-esploratore Lorenzo Guerini che, essendo nessuno, parla con i suoi simili: “Ap, Casini, Dallai e gli altri cattolici moderati” (Corriere), cioè i noti teologi di scuola verdiniana. Da non confondere con Democrazia solidale, che a detta di Repubblica “sarebbero i cattolici dell’ex Scelta civica”. Ancora nessuna notizia dei montiani protestanti, mormoni, scintoisti e avventisti del settimo giorno.

Bartolomeo Prinzivalli
IL GRANDE FEDERATORE

-Pronto, parlo con Grasso?
-Ma chi è?
-Sono Fassino.
-E che vuoi?
-Telefono per proporti una grande coalizione che porti avanti i valori della vera sinistra, che guardi ai bisogni dei più deboli e gli restituisca la dignità perduta.
-Ma con chi, col Pd? Quello che ha abolito l’art.18, ha introdotto i voucher ed ha violato ripetutamente la costituzione persino per la legge elettorale?
-Sì, ma perché tu dov’eri? Non hai votato tutto pure tu?
-E anche questo è vero. Ma senti, Pisapia ci sta?
-Ancora ci devo parlare, ma credo di sì.
-Allora ne possiamo parlare. Per me un posto al Senato, e la libertà di passare al misto dopo un certo numero di porcate.
-Va bene.

-Pronto, parlo con Speranza?
-Sì, sono io, chi è?
-Sono Fassino, telefono per proporti una grande coalizione che porti avanti i valori della vera sinistra, che guardi ai bisogni dei più deboli e gli restituisca la dignità perduta.
-Ma col Pd?
-Certo.
-E Pisapia ci sta?
-Non ci ho ancora parlato, ma forse sì.
-Ma io ho già detto che voi mi fate schifo, che non sarei mai tornato, cosa penserà la gente di me?
-La gente manco si ricorda cos’ha mangiato stamattina, pensa se gliene frega qualcosa di quello che dici tu. E poi puoi sempre dire che lo fai per senso di responsabilità e per sconfiggere il populismo e la destra. Ricordati che se rimani da solo resti a spasso.
-Allora si potrebbe pure fare, me la penso.

-Pronto, parlo con Civati?
-Sì, è Possibile, sono io.
-Allora scusa, ho sbagliato numero…

-Pronto, parlo con Pisapia?
-Chi è che mi cerca?
-Sono Fassino, telefono per proporti una grande coalizione che porti avanti i valori della vera sinistra, che guardi ai bisogni dei più deboli e gli restituisca la dignità perduta.
-E Pisapia ci sta?
-Sei tu Pisapia!
-Già, è vero. E chi siamo?
-Un po’ tutti. Sempre i soliti, ormai ci conosci.
-E che programmi abbiamo?
-Prima vinciamo e poi ne parliamo.
-Vabbè, se siamo tutti vengo pure io.
-Pronto, parlo con Prodi?
-Chi è che mi cerca? Dove siete?
-Sono al telefono, sono Fassino.
-E che vuoi Faustino?
-No, Fassino! Telefono per proporti una grande coalizione che porti avanti i valori della vera sinistra, che guardi ai bisogni dei più deboli e gli restituisca la dignità perduta.
-Zzzzzzzzzzz….

-Pronto, PRONTOOOOO!!!
-Ma chi è?
-Sono sempre Fassino!
-Che cerchi Falsino?
-No Falsino, Fassino! Ci vieni con noi tutti uniti a fare una grande coalizione?
-Zzzzzzz…
-Lo prendo per un sì.
-Pronto parlo con Casini?
-Sì, sono io in carne e ossa. Con chi ho il piacere di parlare?
-Sono Fassino. Volevo proporti un’alleanz…
-Ci sto!!!!
-Ma neanche vuoi sapere chi siamo e cosa vogliamo fare?
-C’è una poltrona per me?
-Sì, certo.
-E già questo mi basta!

-Pronto, parlo con Alfano?
-Sì, io sono.
-Senti Angelì, sono Fassino. Qua se non c’inciuciamo rimaniamo a piedi.
-Lo so, ti stavo telefonando io.
-Pronto, parlo con Bersani?
-Mica siam qua a spacciarci per qualcun altro, sono io.
-La mucca è vicina al macello, la ditta s’è ingrandita e ti chiama, sono Fassino, che fai?
-E st’acqua qua, mica posso fare finta di non sentire il richiamo della poltrona, Pisapia ci sta?
-Ancora con sto Pisapia? Ci sta, ci sta.
-E ci sto anch’io, porco boia.

-Pronto, parlo con Renzi?
-No, sciono Scilvio.
-Oh, scusa Silvio, vi confondo sempre. Sono Fassino, tutto va secondo i piani.
-Bene bene, io i miei li ho radunati, aspettiamo la sentenza di Strasburgo e poi cominciuiamo la sceneggiuata.
-Ok, aspettiamo. Te la ricordi la parola d’ordine?
-Ciuerto. “Ce lo chiede l’Europa.”
-Perfetto…
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È morto Riina: ora il primato degli omicidi passa in mano all’Euro. pbecchi
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Naima84
La buona notizia è che è morto Totò Riina. Quella cattiva è che prima ha vissuto.
Il pm a Riina: “Lei ha sentito parlare di Cosa Nostra?”
Riina: “Non ho mai sentito questo termine”.
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Ora che Riina è morto lo Stato dovrà parlare tra sé e sé.
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Viviana
Il Papa ha scomunicato i mafiosi. Anche chi intasca tangenti dovrà subire l’allontanamento dalla comunità dei fedeli.
E quelli che dalla mafia hanno avuto voti sono scomunicati anche loro?
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Aristotele paziente
È morto Totò Riina.
Berlusconi tira un sospiro di sollievo.
(Un altro ‘eroe della patria’, come Mangano. Perché non ha parlato.)

Mara Venier: ”Io molestata da un politico importante”. Sapessi noi. gioahah
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Morto Totò Riina, Cosa Nostra sceglierà un nuovo capo. Finalmente in Italia qualcuno che assume.
oliver10

BRUNO FUSCO
SARÀ IL MERITO BELLEZZA!
Buongiorno lettori stellati, non sempre scrivo ciò che piace, e non sempre ciò che piace lo scrivo, ma tutto sommato, siete fantastici, direi il miglior gruppo di amici che si può avere sui social, di cuore e di pensiero; a tal proposito ne facevo uno: se i giornali e i media televisivi attaccano sempre le stelle, vedi Severgnini, Mannoni, Gruber, La Stampa, Repubblica, Il Tempo, e le stelle dimostrano moderazione, educazione, rispetto, per queste volpi ipocrite, e loro continuano con il fango e domande che includono già la loro risposta, una ragione ci sarà: si fottono dalla paura. Sanno che sono al capolinea della mangiatoia pubblica, sanno benissimo che dovranno “zappare duro” per tirare avanti la famiglia, sanno che scrivere le bugie senza contraddittorio e smentita, è l’unica viltà che gli resta, perché l’ordine dei giornalisti scomparirà, perché i finanziamenti pubblici all’editoria, scomparirà, che le reti Mediaset, avranno il giusto trattamento, sanno che il merito sarà l’unica strada per ottenere gradimento istituzionale, e che le dirigenze avranno come interlocutori persone oneste e competenti, ma soprattutto sanno che il Movimento Cinque Stelle, ha un popolo dietro, un popolo che sa distinguere la merda dal cioccolato, e i giornalisti “per bene”, da quelli “per male”, che usano la penna come lingua offerta al deretano del Re.

STORIELLA
Un veterinario viene svegliato a mezzanotte dalla telefonata di una donna che gli dice: “La mia cagnetta e il cane di un vicino si sono incollati e non riesco a separarli”. Il veterinario le suggerisce di usare un secchio d’acqua, ma lei risponde: “Ho già provato, ma non funziona”. Allora il veterinario dice: “Ha provato di separarli usando una scopa?”. E la donna: “Si, ma non ha funzionato!”. Allora il veterinario le dice: “Allora ascolti, ecco cosa deve fare: mi dia il suo numero di telefono, riattacchi e io la richiamo. Quando il telefono suonerà, i cani si separeranno”. E la donna chiede: “E lei pensa veramente che questo funzionerà?”. E il veterinario risponde: “In ogni caso su di me ha funzionato!”.
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RENE’ MODENA
Tra i Negramaro e il libro di Rutelli, preferisco il risotto ai funghi.
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FRANCO RANOCCHI
Da leggere, bellissima storia di un pastore sardo, un eroe dei nostri tempi, grande esempio di valori veri.
“Lui è Ovidio Marras. Gli dicevano: guarda ,Ovidio, che la tua terra te la paghiamo a peso d’oro. Costruiremo a Tuerredda hotel a 5 stelle con lussuose suite per gente ricca, ne faremo una nuova Porto Cervo, dicci tu la cifra e noi te la diamo.
Ma Ovidio, pastore sardo, 85 anni di vita e di orgoglio, ha risposto che lui a Porto Cervo non è mai andato, e per la verità nemmeno sa dov’è. Ha aggiunto: guardate che io non vendo, questa è la terra di mio padre e del padre di mio padre e me la tengo e voi qui intorno non avete diritto di costruire.
Ovidio ha fatto causa, da solo, contro megagruppi immobiliari rappresentati da stuoli di avvocati.
Lo prendevano in giro come un vecchio scemo tignoso fuori dal tempo che si era messo contro poteri troppo forti, contro chi voleva gettare su uno degli angoli più belli e incontaminati della Sardegna una colata di cemento di 910 mila metri quadri, più o meno come un palazzo di dieci piani.
Invece Ovidio ha vinto. Ha vinto, da solo, e definitivamente. Ha vinto in Cassazione. Non potranno costruire, E quanto di già costruito andrà buttato giù.
La sua terra è salva, è la terra da dove il padre ogni giorno partiva con le bestie per il pascolo, al sole, sotto l’orgoglioso e puro vento, e a sera tornava, per un pezzo di formaggio e un tozzo di pane.
Direi che con Ovidio ha vinto una certa preziosa idea di dignità, addirittura – pensate – più preziosa del denaro.”
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http://masadaweb.org

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