Nuovo Masada

novembre 13, 2017

MASADA n° 1885 13-11-2017 OSTIENSIS PARADAIS

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MASADA n° 1885 13-11-2017 OSTIENSIS PARADAIS
Blog di Viviana Vivarelli

I clan camorristi di Ostia legati ai neonazisti di Casapound- Testate sull’Italia- Un Paese sotto il potere di criminali e politici corrotti- Le scalate di potere di cani e porci – Le sceneggiate della sx/sx – Kitsch e patchwork all’italiana – Il Patto dell’arancino –
Testate d’effetto – Severgnini, vergognati! – Gli occhi della paura –L’insostenibile indegnità di Panebianco – Ma davvero vi piace Orfini??- Paradisi fiscali

Il Pd non manifesta contro i 5 clan camorristi del litorale di Ostia perché dell’elettorato non si butta via niente, come del maiale. Pecunia e mafia non olent
(Per chi non sa il latino: soldi anche di dubbia provenienza e voti mafiosi non puzzano e il Pd può chiudere un occhio). Con lo stesso principio, Musumeci, messo su con 180.000 voti mafiosi o comprati, non butta via niente, accetta le liste fatte dai clan mafiosi e, siccome questi voti fetosi ancora non gli bastano e si vede incarcerare uno al giorno i suoi padrini, essendo non Padri della Patria ma ceffi da galera, apre al Pd con la disinvoltura di chi non ha ideali né onore. E Renzi, con la stessa disinvoltura di chi parimenti non ha idee né onore, gentilmente ringrazia e apre alla dx peggiore.
Io spero solo che di questo maiale la cotenna resti ad entrambi questi caporioni mortalmente indigesta per la ribellione degli stessi visceri ad accettarla come roba contro natura.

Viviana
Chi si astiene dal voto è come uno che sta per affogare ma si condanna a morte perché non gli piace il colore del salvagente. Il peggio è che fa affogare anche tutti gli altri che sono legati a lui alla stessa sorte.
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Cambridge: una ricerca svela che le pecore riconoscono volti noti. E spesso li votano. Kubbik3
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CasaPound prende le distanze da RobertoSpada: “Echecazzo, solo un naso rotto è capace anche mi nonna !”.
LVIX1
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CasaPound prende le distanze da RobertoSpada: “Non si pesta una persona in meno di 5”.
MikusRB
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Il tesoriere del PD, amico dei Boschi, entra nella commissione che indaga sulle banche e su Boschi: “E’ qui la festa?”
antonio_carano
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Dopo la sconfitta in Sicilia, Renzi rivela di essere stato molestato da Berlusconi. lariachetira
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Alberto‏
Ho aperto il forno a microonde ed è uscito Berlusconi scongelato.
(Il prossimo partito lo chiameranno Findus)

Renzi: “Mi trattano come un piccione sotto tiro”. Speriamo non cachi.
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– Babbo Natale voglio un unicorno
– Dai, cerca di essere realistico
– Va bene, voglio votare in fretta
– Ok, di che colore lo volevi l’unicorno?
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Romano Prodi: “Una tragedia, l’Italia è al baratro.” Lui avrebbe saputo come salvarla, tipo facendo carte false per consegnarla incaprettata alla UE.
LVIX1
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KITSCH E PATCHWORK ALL’ITALIANA
Viviana
In politica come nel mercato non c’è maggior distruttore di chi distrugge se stesso con le proprie mani.
In questo Renzi ha la palma d’oro. Se è stato messo su apposta da Padoan-Napolitano-Bilberberg-Goldman Sachs e dalla P2 occidentale per far fuori il Pd e qualunque idea di democrazia in Italia, il compito è riuscito perfettamente. Quando sarà vecchio e i nipotini gli chiederanno cosa è riuscito a fare, risponderà: “Non sono riuscito a distruggere la Costituzione perché non me l’hanno lasciato fare ma ho distrutto il Pd che era già distrutto di suo!” Davvero un bel risultato!
Ma peggio ancora sono stati quelli che questa distruzione gliel’hanno lasciata fare.
Scrive Gian Carlo Fusco: “ Cari signori, la ricreazione è finita! Dovevate pensarci prima! Anziché leccare i piedi al figlioccio di Berlusconi dovevate esautorarlo! Anziché stare attaccati alla poltrona fino alla fine dovevate andare ad elezioni anticipate! Anziché votare il Jobs Act e tutte le “riforme berlusconiane” e dire “ma io non sono d’accordo” dovevate ribellarvi a Renzi! Ora Renzi ha spianato la strada a Berlusconi, è l’apoteosi della sua missione!! A vedere questi figuri mi viene nausea, credo che questo sentimento lo abbiano tutti gli italiani. Ancora stasera il TG1 (ma sarebbe meglio chiamarlo TG-PD) non ha fatto altro che parlare di voi, delle suppliche all’ unione, ai percorsi da seguire, ha poi dedicato poco spazio al centro-dx e un po’ di fango sul M5S. Vergogna!”
Così ora torna in campo Pisapia double face, Bersani da brava pecora torna all’ovile del Pd, appare come candidata la Boldrini emula di Grasso, Vendola tace ché di vergogne ne ha ammucchiate fin troppe. La ciurmaglia di sx-dx non sa più da quale parte pencolare. B gode ma col Rosatellum avremo solo un tempo di grande instabilità. Avanza il neonazismo peggiore e il Pd è pronto a imbarcare pure quello, mentre la dx in Sicilia con Musumeci ha già aperto allo schieramento più grande che la storia ricordi, dalla mafia di Corleone a Renzi redivivo a Cuffaro, più gente entra più criminali si vedono. E i cosiddetti intellettuali alla Cacciari o alla Travaglio o Scanzi hanno pure da lamentarsi col M5S perché non copia l’andazzo generale delle alleanze di tutti con tutti alla faccia dei valori e delle ideologie!
Scrive Gulp: “I nostri eroici dirigenti del “partito”hanno prontamente abiurato l’ideologia comunista consegnato il partito al golden boy Renzi, clone centrista del Berlusca, ed ora piangono? l problema è che la sx italiana ha dato la dimostrazione, senza l’ideale comunista, del suo fallimento totale politico e culturale senza idee ed obbiettivi, strategie, leadership o modelli da seguire, il caos totale il nulla assoluto. Fate tutte le analisi che volete ma questa è la realtà nuda e cruda.”
E Giorgio: “Il PD dovrebbe capire che fare una politica di dx dicendosi di sx non è tanto astuto quanto crede. Pace all’anima sua!
ilbretone: “Io non capisco … davvero non capisco, tutti si agitano per unire il csx nel segno di … Renzi. Ma dove siamo, a “scherzi a parte”? Ma quand’è che questo teatrino immondo finirà? Ma perché non dicono tutti, Pisapia, Bersani, Civati, Boldrini, Grasso etc. etc. … “Noi pur di non perdere la nostra poltrona siamo disposti a fare il csx con Renzi”… Con Renzi! Con Renzi! con quello che ha distrutto il csx e si è alleato con la dx corrotta e mafiosa, che ha distrutto il suo stesso partito e ne ha alienato gli elettori perseguendo politiche liberticide e schiavistiche! Ma possiamo sperare che i giornali smettano di servirci questo brodino quotidiano di loschi personaggi che tramano contro la democrazia al solo scopo di mantenere lo status quo che sta portando l’Italia diritta alla catastrofe? Gli italiani hanno a disposizione un’occasione unica per liberarsi di questo ciarpame maleodorante. I siciliani la loro occasione l’hanno sprecata, speriamo solo che il resto del Paese dimostri maturità e responsabilità e si decida, una volta per tutte, a fare piazza pulita di questa processione di morti viventi!”
Lupus: “Fino a quando esisteranno partiti che sostengono la socialcriminale Ue, per la nostra Nazione sarà un inesorabile declino, verso la sociopatia, verso la povertà, verso l’umiliazione della dignità dei cittadini e, quindi, verso lo sprofondare in abissi autoritari o, peggio, verso nuove forme di nazi-fascismo. Thomas Mann diceva che quando gli uomini si ritrovano immersi nella palude della miseria, e non solo materiale, sono disponibili ad appoggiare chiunque prometta loro riscatto, anche se usando metodi barbari. Comunque il Pd al 10%, tendente allo 0 sarebbe già un buon inizio (anche se, purtroppo è impossibile, considerati le centinaia di migliaia di cittadini che vivono aggreppiati alla sua mangiatoia).”
Arturo: “Il libro “Quando” narra la storia di un militante di sx che finisce in coma colpito dal pesante bastone di legno dello striscione dei compagni cadutogli sulla testa durante i funerali di Berlinguer. Risvegliatosi dal coma nel luglio del 2017 dopo trent’anni di sonno scopre che a sx adesso ci sono Renzi, Veltroni, la Boldrini e Pisapia. Prende un altro pesante bastone di legno e si colpisce in testa per ritornare in coma.”
Serenino: “Una sx estremista e ideologica che si divide in mille rivoli dove ogni uno pretende di essere più a sx degli altri ….non porterà nulla di buono e di positivo al paese. Berlusconi ha governato per venti anni l’Italia senza sforzarsi più di tanto, grazie all’autolesionismo suicida della sx che praticamente gli ha spalancato le porte del governo. Oggi la situazione è assai peggiorata perché c’è il rischio che il paese cada in mano ad una destra estrema e nazistoide o in alternativa ad un movimento fancazzista che ci farà fare la fine della Grecia in un batter d’occhio….Vedere uomini politici che hanno avuto cariche governative fare gli estremisti è vergognoso e spudoratamente falso……D’Alema, Bersani, per la vostra sola voglia di vendetta personale ..sarete ricordati nella storia come i maggiori responsabili di ciò che capiterà a questo paese di negativo, perché negativo sarà”.
Giorgio Cadoni : “ Tutte queste discussioni intorno a un branco di falliti che spera di rianimare un partito fallito che fa una politica di destra dichiarandosi di sinistra, e per conseguenza perdendo voti tanto a dx quanto a sx, non so se sia comica o tragica.

La Morani dice che i 5 stelle non sfondano.
In compenso loro affondano.
Fulvio Maranzano
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Un giornalista di Nemo intervista Roberto Spada: fratello di Carmine Spada, condannato in primo grado nel giugno 2016 per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Di colpo lo Spada dà una enorme testata contro la faccia del giornalista spaccandogli il naso. Poi lo insegue con un manganello colpendolo alla schiena. Dopo un giorno i carabinieri fermano il violento. Ma con le depenalizzazioni concesse da Renzi a cani e porci è già tanto se il processo non finisce con una gratificazione. Visto che da anni Ostia e tutta la zona costiera è soggetta ai ricatti, alle estorsioni, al racket di bande di camorristi dove il clan degli Spada si unisce a Casapound, si decide di fare una manifestazione di protesta. La Raggi c’è. Il Pd non partecipa.

TESTATE D’EFFETTO
Emiliano: “Non ricordo un atto così violento contro un giornalista da molto tempo a questa parte”.
E le cacciate di Luttazzi, Dario Fo, Biagi, Giannini e la Gabanelli dove le mettiamo?
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Viviana
Dopo la testata di Spada anche i giornalisti messi tra i lavori usuranti.

OSTIA SCARTO DEL MONDO
Manifestazione contro l’arbitrio dei clan mafiosi di Ostia.
Ostia ‘lido criminale’, regno dei clan sciolto per mafia.
Dalle sparatorie ai processi alla condanna del minisindaco Pd. Una progressiva infiltrazione mafiosa – siciliana, napoletana, calabrese, autoctona e nomade – ha reso questo litorale un bordello del crimine tra speculazioni, violenza e corruzione. Due anni di commissariamento del prefetto Domenico Vulpiani hanno tentato di riportare la legalità, tra inchieste giudiziarie e giornalistiche. Nel frattempo il presidente allora Pd Andrea Tassone é stato condannato a 5 anni di carcere. Il clan dei nomadi italiani Spada è stato colpito da una sentenza contro sette propri membri con l’aggravante mafiosa. Gli ultimi anni a Ostia e nell’enorme hinterland sono stati segnati da gambizzazioni e omicidi, il più clamoroso quello duplice del 2011, vittime ‘Baficchio’ e ‘Sorcanera’, due boss dello spaccio. Nel 2014 era finito in carcere Aldo Papalini, direttore dell’ufficio tecnico del Municipio, condannato a febbraio di quest’anno a 8 anni con l’aggravante mafiosa per aver favorito nelle concessioni balneari il clan Spada.
Partecipano alla manifestazione contro la mafia più di duemila persone nella derisione e nella minimizzazione di molti quotidiani che ci hanno visto solo un’altra occasione per attaccare la Raggi, indifferenti alla criminalità ormai cronica dei partiti di cui sono organici. Gli striscioni dicevano: .“Contro ogni forma di violenza, fuori la mafia dallo stato”, “Contro tutte le mafie”, “Casa lavoro dignità, no alla violenza fascista a mafiosa”.
Una manifestazione organizzata dopo la violenta aggressione al giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi ma non solo: “Tutti uniti per dire NO alla violenza fascista e mafiosa che per troppo tempo ha infangato il nostro bel territorio! Non è per una sola testata che scendiamo in piazza. Ma per la storia e le responsabilità politiche che hanno come triste epilogo il violento gesto contro il giornalista”, sottolineano i post di Laboratorio civico X. La manifestazione che cede duemila persone è sostenuta da Anpi, Sx italiana e Mdp, e cui si è unita la sindaca di Roma Virginia Raggi e alcune sigle della sx
Non hanno partecipato Pd, Fi, Lega, Fratelli d’Italia, Casapound.
MA CE NE RICORDEREMO!!

E VOI FIDATEVI DEI SONDAGGI, MI RACCOMANDO
Matteo Renzi ingaggia Fabrizio Masia, il sondaggista di Mentana con un contratto da 50mila euro.
Vi ricordate quando Belusconi andò in USA per farsi spiegare da Bush come usare i sondaggi pro domo sua?
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Viviana
Ma Pisapia e Bersani non avevano lanciato “INSIEME” a sx di Renzi?
Tiro nullo?
Bersani torna alla base e riparte come se nulla fudesse?

Viviana
Orfini e Renzi non potevano andare a Ostia a manifestare contro i clan mafiosi perché dovevano finire il torneo di calcetto con Musumeci e Cateno, Ogni gioco ha le sue regole, si sa.
Qualunque scusa avessero, se volevano dare un segnale ai nazisti e alla mafia, ci sono riusciti.
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David 75
Arrestato neo deputato appena eletto in Sicilia.
Basta, è ora di smetterla con queste elezioni a orologeria!!!
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Il primo giorno dopo la strana vittoria di Musumeci, arrestato Cateno De Luca, uno dei suoi impresentabili. Il secondo giorno parte l’arresto del secondo per compravendita di voti.
Si portano avanti col lavoro.
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ELEZIONI FETOSE
Viviana Vivarelli
Il Ministro degli Interni Minniti ha rifiutato che l’Ocse presidiasse le elezioni siciliane. Il Governo ha vietato che si pubblicassero prima delle elezioni le liste degli impresentabili. Musumeci se n’è fregato di essere sostenuto dai voti di mafiosi o criminali, anzi ha confessato come un perfetto idiota che le ‘sue’ liste le ha lette sui giornali, ha confessato cioè di essere un burattino in mano al crimine e alla mafia, pure privo di ideologi, visto che si è presentato con il cdx ma appena ha visto che non aveva la governabilità ha aperto al cxsx. Il Rosatellum è incostituzionale e antidemocratico ma il Pd lo costruisce a tavolino apposta per rovinare il M5S che coalizioni non ne fa e poi Renzi si accorge che non gli dà la maggioranza e rovina il suo stesso partito. Mattarella firma senza batter ciglio l’ennesima indecenza ed è la seconda firma consapevole a un sistema elettorale incostituzionale e antidemocratico. Migliaia di elettori non si vergognano nemmeno a votare gente senza onore e dignità. I giudici aspettano l’esito delle elezioni per incarcerare chi di dovere ‘per non rovinare’ il risultato elettorale. I partiti di dx si ammucchiano indecentemente attorno a un pregiudicato. !80.000 voti portano la vittoria al cdx ma provengono dalle clientele di criminali che dovrebbero stare in galera e gli elettori nemmeno se ne vergognano. Il primo partito in Sicilia vede scippata la sua vittoria dal crimine organizzato. E ancora hanno la faccia di parlar male del M5S e di calunniarlo su tutti i media!!

SEVERGNINI,VERGOGNATI!
Nicola Morra
Secondo una delle firme più quotate del Corriere, Beppe Severgnini, noi del M5S potremmo truccare le elezioni grazie ad un uso scorretto della rete !!
Accusa il nostro blog di operare interferenze simili a quelle russe per far vincere Trump, chiudendo con un monito: “Il M5S deve impegnarsi a giocare pulito, in campagna elettorale”.
Facciamo, Severgnini, un attimo i seri per favore. A meno che non si voglia fare cabaret!
A pochi giorni dal voto in Sicilia abbiamo avuto un arrestato per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale (Cateno De Luca, dell’UDC) ed un indagato col sospetto di aver comprato voti a 25 euro, Edy Tamajo (a sostegno del csx) che a Palermo ha fatto il record di preferenze (14 mila). (aggiungiamoci 32.000 voti al presidente di case di cura per anziani inabili estorte ai degenti). E i SOSPETTI di giocare sporco ed i moniti al riguardo, vanno a noi?!!!
Ma che razza di giornalismo è questo???

Berlusconi riporterà la legalità in Sicilia. A costo di pagarla 25 euro al voto.
Fulvio Maranzano
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Giorgio La Porta
Faccio sommessamente notare che a Ostia non si va a votare perché la gente non abbia di meglio da fare o perché quelli di CasaPound siano brutti e cattivi, ma perché il municipio, guidato dal Pd ai tempi del Sindaco Marino è stato sciolto per mafia e il presidente del Municipio, Andrea Tassone, dirigente del Pd, è stato arrestato.
Questo lo dico perché qualcuno sta tentando di cambiarsi le mutande sporche e di rifarsi una verginità scaricando le colpe su chi non ha mai governato o gestito un solo euro pubblico del municipio, mentre qualcun altro che scriveva bilanci è finito male ed il municipio è stato commissariato.
La mafia non c’è da ieri e dal momento delle capocciate ai giornalisti, ma c’era anche quando il Prefetto scioglieva il municipio guidato dal partito di Renzi. Così, giusto per ricordare un po’ di cronaca degli ultimi due anni.
L’informazione, quando si distrae dal servilismo, dovrebbe fare anche questo…
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Casapound

..UN BELLISSIMO PEZZO DI BRUNO FUSCO
QUANTI OCCHI SERVONO?

Guardavo mia figlia Anna, mentre guidavo per accompagnarla a scuola, diciamo che con un occhio guardavo la strada, con l’altro sbirciavo alcune mamme che attraversavano, che belle le mamme italiane, e con l’altro occhio osservavo mia figlia.
Voi direte i conti oculari non tornano, e io vi dico di sì, ebbene ho tre occhi, come tutti i genitori, che senza guardare i figli, li guardano lo stesso.
La mia bambina, ca mò tene dodici anni, ha il vizio di toccarsi il naso, e la mattina presto, starnutisce, poi si strofina gli occhi, e poi mi viene fuori dalla stanza, e con l’aria di un guappo di cartone mi dice: “Non guardarmi…” – “E chi ti guarda?”, rispondo io. Conosco il suo stato d’animo, ed essendo io un rompiballe ciclopico, fingo di avere un solo occhio, diciamo che le faccio le smorfie, simulando una cecità affettiva, pur sapendo che a lei è proprio questo gesto che la infastidisce, non vuole essere guardata, e io, pur tenendo gli occhi chiusi quando la incrocio, per evitare lo scontro titanico, lei, un po’ sorridente, mi manda a cacare! Sa che io la vedo lo stesso, anche ad occhi chiusi.
Quanti occhi servono per vedere cose che conosciamo?
L’altro giorno, mi trovavo al supermercato, stavo uscendo, con la mia spesa giornaliera, i famosi 10 euro, compreso i 50 centesimi a Kokumuo, un ragazzo africano che offre assistenza a riempire le buste, aiutare le signore ai carrelli, insomma, una sorta di facchino abborracciato, l’urlo di una signora, attirava le mie orecchie, era sparito l’ombrello!
“S’hanno fatt’ ‘o ‘mbrello!”, diceva, mentre l’acqua dal cielo impazziva, la cosa più logica da dire, per me, era questa: “Signò, a me si sono rubati 5 macchine (auto), e non ho trovato nemmeno uno specchietto retrovisore! I carabinieri mi dissero che a Napoli scompaiono 500 auto al mese, come mimino, scompaiono ‘nu miliardo di ombrelli, se volete vi do un passaggio”. La signora insisteva, e con aria sospettosa si rivolgeva a Kokumuo: “Nisciuno ‘a visto niente?”. La logica risposta che ho dato alla signora, la urtava: “Ma pecchè? Tutto il quartiere sapeva che quell’ombrello era vostro? La prossima volta scriveteci il nome, e avvisate la questura che avete depositato l’ombrello prima di entrare, e fatelo con il megafono: “Chistu ‘mbrello è o mio! Con la vostra foto allegata!”
Insomma la discussione tendeva ad incolpare il povero Kokumuo di non aver fatto attenzione all’ombrello, ma solo a quello della signora!
Discutere con le persone è bello, piacevole, fino a quando si resta nei limiti della simpatia, e la signora non aveva queste doti: “Vuje vulite pazzià” (volete scherzare), ‘o ‘mbrello era ‘o mio! Chistu quartiere è ‘nu schifo!” Decretava la signora, e tutto pe’ ‘nu ‘mbrello arrubbato.
Kokumuo, di par suo, sembrava smarrito, si sentiva in colpa per non aver salvato l’ombrello della signora, e si offriva di accompagnarla con altro ombrello, ma la signora, orgogliosa di aver sbraitato come una vajassa, andava via rifiutando l’offerta di Koku.
In un supermercato di Centocelle, giorni fa, un extracomunitario aveva sventato una rapina. Aveva avuto il coraggio di affrontare un balordo armato di accetta, italiano.
Questi ragazzi, hanno occhi scuri e pelle scura, ma molti di loro portano dolori dentro imperscrutabili, sofferenze di un passato oscuro, difficile, e la rabbia di tanti viene rivolta all’invasione dello straniero, alimentando paure e razzismo,ma la negligenza è sempre e solo dello Stato.
Il balordo armato era italiano, come anche alcuni scippatori, fermati proprio da un ragazzo di colore, in piazzetta Nilo, a Napoli, e qualche anno fa a Casal di Principe, in provincia di Caserta, gli unici a scendere in piazza, contro il clan dei casalesi, furono proprio la gente di colore, massacrata a colpi di Kalashnikov, buoni e cattivi, e ricordo di altri ragazzi di colore, morti affogati per salvare ragazzi italiani, tra le onde agitate.
La signora si vedeva lesa nei suoi diritti per un ombrello scomparso, e rimproverava le persone sbagliate per il torto subìto, aveva occhi solo per cazzi suoi, e i suoi cazzi le hanno impedito di vedere.
Quando le cose si conoscono, anche con gli occhi chiusi si vede, io vedo mia figlia, che non vuole che la guardi, almeno nei suoi momenti di rossore, io amo vedere la tenerezza, in un gesto, un comportamento gentile, nell’offerta del giovane Koku di accompagnare fino all’auto la signora, ma sembra che tutti vedano con gli occhi della paura, una paura che ci fa diventare cattivi, servirebbero più occhi per vedere, quello che sappiamo, ma tutti, o quasi tutti, vediamo solo quello che gli altri ci dicono di vedere.

VIVA LA DIGA
Marco Travaglio

Il professor Angelo Panebianco, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.
Frivolo come un colonnello in pensione, illuminato come una beghina, egli svolge una funzione piuttosto miserevole, eppure necessaria.
Uno di quei lavori che nessuno vorrebbe fare, ma che qualcuno deve pur fare.
Il suo è catalogare con gran convinzione, precisione e compunzione tutto il peggio del pensiero dominante e degl’interessi sottostanti.
Se volete capire come ragiona (si fa per dire) e si muove (si fa sempre per dire) il sistema di potere che comanda da sempre in Italia con i risultati a tutti noti, leggetevi il Panebianco che, tutto monocolo, barbetta e panciotto, ne è al contempo l’aedo e il proselitista.
Il Bignami dell’Estabishment, l’Assurancetourix dell’Ancien Régime.
Ora il dramma che leva il sonno ai padroni del vapore è presto spiegato: incuranti dei moniti di tutti i Panebianchi, gli elettori continuano a votare come pare a loro.
E, anziché correre giubilanti verso un bel governo Renzusconi, si ostinano a preferire i “populisti”, “antisistema”, “ribellisti” e “pauperisti” (le ultime due meravigliose definizioni sono di B.): i 5Stelle, senza contare – a dx – Salvini&Meloni che insieme superano di gran lunga i voti di B.
Ora poi, vedi Sicilia, anziché eliminare uno dei tre poli per restituirci allo splendido bipolarismo di una volta, gli elettori preferiscono azzoppare il Pd, aprendo la strada a un bipolarismo cdx-5Stelle.
Un bel casino: finché la lotta era fra dx e sx, il sistema di potere era garantito comunque, chiunque prevalesse, perché alla fine vinceva sempre il banco.
Ma ora quei barbari chi li conosce? E chi li controlla? Non hanno nemmeno una sede, un centralino, un numero di telefono per provare ad agganciarli. Un disastro.
Ecco dunque l’insonne Panebianco, con la barba tutta spettinata, domandarsi angosciato sulla prima pagina del Corriere: “La rinascita politica di Silvio Berlusconi farà rinascere anche l’antiberlusconismo?”.
La domanda è totalmente insensata: in tutto il mondo chi vince le elezioni ha poco più della metà del popolo a favore e poco meno della metà contro (detta anche “opposizione”, la cui intensità dipende dal livello di inaccettabilità delle condotte di chi governa).
Qualcuno si meraviglia forse se, negli Usa, la vittoria di Trump ha fatto nascere l’antitrumpismo?
No, ma Panebianco ha altro per la testa che l’antiberlusconismo.
Che fra l’altro, per come lo descrive lui, esiste solo nella sua.
“Dal 1994 al 2011 l’antiberlusconismo fu virulento”, addirittura con “periodiche manifestazioni oceaniche contro il ‘nuovo tiranno’”.
In realtà le uniche manifestazioni “oceaniche” furono due, entrambe nel 2002 a Roma: quella della Cgil di Cofferati contro la “riforma” dell’articolo 18 e quella dei Girotondi e di MicroMega contro la legge Cirami: cioè contro leggi ritenute pericolose e vergognose, non contro il “nuovo tiranno”.
Ma allora – trema ancora il prof – c’era “l’ossessiva, ossessionante presenza di Berlusconi in quasi tutte le conversazioni private”: erano gli amici di Angelo che, appena arrivava lui, interrompevano gli abituali discorsi sulla gnocca e si mettevano a sparlare di B., per farlo incazzare.
C’era – dice lui, ancora sgomento – addirittura chi faceva “tifo da stadio” sulle “inchieste giudiziarie su di lui”, al punto che qualcuno financo “avrebbe voluto vederlo in galera”: auspicio francamente bizzarro, per un condannato definitivo per frode fiscale.
Ma i reati commessi da B. non c’entravano nulla con i processi e le sentenze: è che abbiamo “sempre bisogno del Mussolini di turno”, dell’“‘uomo forte’da demonizzare”, affetti come siamo dal “complesso del tiranno”.
E poi “la virulenza dell’antiberlusconismo” dipendeva anche dal fatto che gli antiberlusconiani erano tutti di “quella sx erede del Partito comunista”, dunque detestavano B. non per quello che era (un piduista amico dei mafiosi, un tycoon in conflitto d’interessi e il capo di aziende che corrompevano sistematicamente politici, giudici, finanzieri e infine senatori), né per quello che faceva (sostanzialmente i cazzi suoi, anche nel senso letterale del termine).
Ma perché è un “anticomunista”, un “miliardario” e – tenetevi forte – un “selfmade man”.
Ora, è vero che – nel suo farsi da solo – Gelli, Mangano, Dell’Utri, Previti e Craxi gli han dato una mano. Ma i fatti reali, nel pianeta Panebianco, non hanno diritto di accesso.
Per esempio, il fatto che i terribili “comunisti” si misero subito d’accordo con B. per un piatto di lenticchie, dalla Bicamerale all’inciucio vantato da Violante sul conflitto d’interessi e sull’antitrust, giù giù fino ai governissimi Monti e Letta e ai Nazareni renziani.
O che gli animatori del cosiddetto antiberlusconismo, tutt’altro che “oceanico” (purtroppo), furono cani sciolti della sx come Nanni Moretti e Paolo Flores d’Arcais; l’Economist, cioè la bibbia del capitalismo mondiale; e soprattutto campioni della vera cultura liberale come Indro Montanelli e Giovanni Sartori.
I quali fin dal ’94 avevano capito ciò che Panebianco non ha ancora capito nel 2017: che un editore di giornali e tv, un titolare di concessioni pubbliche, un finanziere, un plurimputato non può fare politica per conflitto d’interessi e questione morale.
Ora però quella brutta ventata di liberalismo e legalità è passata perché – esulta Panebianco – “la sfida antisistema dei 5Stelle” costringerà una parte degli ex antiberlusconiani a “optare per quello che riterrà il male minore: Berlusconi”.
Il quale B. ora contende a Renzi l’“ambìto titolo di ‘guardiano della diga’” contro gli “antisistema”.
Se negli anni 80 e 90 lo slogan del sistema era “meglio mafiosi che rossi”, oggi è “meglio mafiosi che grillini”. Viva la diga.

I giornalisti italiani sono prostitute che hanno ormai perso ogni traccia di belletto ma il più lercio è senza dubbio Panebianco. Se si potesse istituire un premio al contrario al più immorale, venduto, sconcio scrittore di giornale, il peggiore sarebbe senza dubbio lui, il che nello squallido panorama dei media italiani dice che al peggio non c’è mai fine.

Scriveva Travaglio nel 2006 sull’indecente Panebianco:

E così, ridendo a scherzando, siamo arrivati all’elogio della tortura e del sequestro di persona (purché, si capisce, i destinatari siano islamici) sulla prima pagina del Corriere. Il merito va tutto a Panebianco, che sostiene che la lotta al terrorismo non è roba da signorine e quindi bisogna piantarla con l’apologia della legalità delle mammolette convinte che cose come la legalità, i diritti umani e lo stato di diritto debbano sempre avere la precedenza su tutto. Basta con il feticcio dello stato di diritto: «dalla guerra non ci si può difendere con mezzi legali ordinari». ….
Che razza di democrazia e di stato di diritto siano quelli che, per salvarsi, rinunciano ai loro fondamenti per adottare quelli del nemico che dicono di combattere, e che senso abbia cancellare la democrazia e lo stato di diritto per difenderli meglio, non è ben chiaro. Ma il professor Panebianco va capito. Da anni è afflitto da due gravi problemi esistenziali. Primo (più noto come «sindrome da Ostellino»): quando si parla di liberalismo, in Italia, tutti pensano a Einaudi, a Montanelli, a Sartori. Mai a Panebianco. C’è una sola persona convinta che P sia un liberale: P. Egli infatti ripete ogni 3 per 2 di essere un liberale: per convincere gli altri,e fors’anche se stesso.
2°: nel disperato tentativo di farsi notare da qualcuno, P è costretto a spararle sempre più grosse, anche a costo di abrogare la logica, il principio di non contraddizione, la decenza e il senso del ridicolo. Nel Paese che ospita già Feltri, Borghezio e Calderoli, non è impresa da poco. Ma l’altro giorno P ha surclassato agilmente l’intera concorrenza, inneggiando alla tortura e alla deportazione, e riuscendo anche a evocare -a suffragio dei suoi deliri- imprecisati «liberali di antica data» (ma senza nominarli, forse per evitare querele dagli eredi).
Si potrebbe ricordare che il professor Panebianco è lo stesso che, appena un giudice intercetta o inquisisce o arresta o rinvia a giudizio un ladrone di Stato con tutte le prove e i crismi di legge, vien colto da convulsioni, strilla al giustizialismo e invoca Amnesty International. Ma la contraddizione è solo apparente: per i garantisti a targhe alterne, le garanzie valgono solo per i signori, non per i baluba islamici. I signori sono innocenti anche dopo condanna definitiva. I baluba sono colpevoli anche senza essere indagati, per definizione. Torturateli e deportateli pure.
Ora, per quanto sia difficile, proviamo a prendere sul serio il Panebianco: è la peggior punizione che gli si possa infliggere. E immaginiamo i dettagli del «compromesso fra sicurezza e legalità» da lui auspicato per consentire anche alle democrazie occidentali di torturare e deportare i nemici o presunti tali.
1) Se tua figlia ti porta a casa un fidanzato marocchino, o peggio ancora nero, è la prova che i due preparano un attentato. Dunque fai come i pakistani di Brescia: ammazzala e sotterrala nell’orto. Poi, visto che non sei razzista, fai lo stesso con lui. Basta con questo tabù della pena di morte: anzi, privatizziamola.
2) Se il tuo vicino di casa cucina il cuscus o – Dio non voglia – il kebab, leggigli la posta e infiltrati in casa sua travestito da colf, oppure avverti subito il Sismi e l’agente Farina Doppio Zero, per poterlo spiare, intercettare e pedinare. Non si sa mai. Dal cuscus al plastico, si sa, il passo è breve.
3) Se incontri un tizio con una faccia che non ti piace, massacralo di botte. Tu non sai perché, ma lui potrebbe saperlo. Chi ti dice che non stia per saltarti addosso col gilet imbottito di tritolo? E’ la guerra preventiva. Se quello obietta, spiegagli che stai percorrendo «la zona grigia a cavallo tra legalità e illegalità».
4) Se, una volta menato a sangue, quello non confessa la sua appartenenza ad Al Qaeda, strappagli le unghie dei piedi. E, se insiste nel suo silenzio, procedi con quelle delle mani, poi con gli elettrodi ai testicoli. E’ vero che potrebbe tacere perché non ha niente da dire, o magari è muto, ma non lasciarti ricattare da questi feticci buonisti: al suo Paese le mani, i piedi e i testicoli li tagliano direttamente. Dunque è già fortunato a trovarsi in Italia.
5) Mentre lui rantola agonizzante, spiegagli che stai difendendo dal terrorismo la democrazia liberale e lo stato di diritto. E se lui obietta che ti comporti come i terroristi, spiegagli che c’è una bella differenza: tu torturi col permesso del professor Panebianco, i terroristi invece senza.
6) Se, dopo il gatto a nove code, il bagno nelle ortiche, l’impalamento, il tubo che collega il suo esofago e lo scarico della vasca da bagno e i due giorni passati a penzolare da un albero a testa in giù cosparso di miele, ti venisse la tentazione di fiaccare la sua resistenza leggendogli un editoriale del professor Panebianco, quello è il momento di fermarti: nemmeno la lotta al terrorismo può giustificare una forma così efferata di sevizie.
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Io credo che poche persone abbiano l’efferatezza e la assoluta mancanza di moralità di un Panebianco. Un soggetto così criminale dovrebbe essere radiato per sempre dall’ordine dei giornalisti e non arringare da 20 anni dalla prima pagine del primo quotidiano italiano!

STATO, MA DOVE CAZZO SEI?
Ora si sta passando proprio il segno. E’ vero che le liste degli impresentabili dovrebbero essere filtrate dai partiti ma allora la commissione antimafia della Bindi a che serve?
E’ da tempo che è avvenuto un vero e proprio cortocircuito tra magistratura,governo e parlamento altrimenti il presente politico sarebbe completamente diverso.
Da mesi erano noti i nomi degli impresentabili in Sicilia eppure si sono svolte le elezioni in un clima di assoluto silenzio stampa,se questo non è fascismo ditemi voi come si chiama.
Ma basta davvero dire che Musumeci è una brava persona ed essere assolto dai media per tutte le liste sporche che ha appoggiato?Davvero basta qualche programma speak e span con qualche domanda di convenienza all’esponente politico per veicolare le elezioni secondo i desideri dei partiti?
Com’è che ai tempi di Berlusconi si scrivevano fiumi di articoli sugli attacchi alla magistratura da parte del Pdl, sulle letterine divenute ministre, sui bunga bunga, sui viaggi pagati dai contribuenti ai lobbisti amici di un altro ex premier per portarli in giro per il mondo e non certo per fare un favore agli Italiani?
Stato ma dove sei? Qui fanno ancora gli inchini ai boss con Madonna al seguito, gettano petali dagli elicotteri ai funerali dei mammasantissima, danno testate ai cronisti “curiosi”, presidiano i seggi elettorali durante le votazioni. Se questo non è fascismo ditemi voi come si chiama.
Le banche falliscono e noi ci mettiamo i soldi come se nulla fosse mentre le commissioni bancarie sono boicottate dalla mafia.
Che nazione di merda. Mandiamo soldati all’estero per ripristinare la democrazia in altri Paesi mentre in Italia vige l’oligarchia. Ora si che apparteniamo al club dei portatori di pace e democrazia.

CONDANNATI A PROVARCI
Marco Travaglio

La marcia antimafia di Ostia, a cui anche il Fatto ha dato un piccolo contributo raccogliendo l’appello di Virginia Raggi subito dopo il pestaggio della troupe Rai per mano (anzi, testa) del giovinastro Spada, è andata bene. Merito della sindaca che finalmente ha saputo parlare il linguaggio super partes delle istituzioni e lanciare un’iniziativa aperta a tutti, senza bandiere né polemiche di partito. Merito delle varie forze di sx (Grasso, Boldrini, Bersani con Mdp, SI, Civati e i dissidenti Pd Bindi ed Emiliano) e di parte del cdx (eccetto il Pd), oltre ai sindacati e all’Anpi, che hanno aderito. Merito soprattutto della gente di Ostia, che ha abbandonato la paura e se n’è pure infischiata di chi, accecato dall’odio per la Raggi, suggeriva di restare a casa. Così chi non c’era ha perso un’ottima occasione per stare dalla parte dei cittadini; e i giornaloni per capire quel che accade nella società e levarsi, almeno per un giorno, i paraocchi dell’ideologia e della bottega. Alla vigilia Il Messaggero di Caltagirone vaticinava: “Sbanda la marcia dei politici. Il rischio flop è dietro l’angolo. I residenti di Ostia non sembrano interessati”, “Marcia a rischio flop. Il gelo dei cittadini”. E Repubblica oracolava: “Cappello di Raggi sul corteo anticlan e i 5Stelle restano soli. Rischia di restare sola, la sindaca Raggi”. Certo, come no.
La manifestazione non era partitica e non deve diventarlo. Fra sette giorni, al ballottaggio, si fronteggeranno due candidate – una dei 5Stelle e una di FdI – mai sfiorate da sospetti. Rifiutare i voti di CasaPound inquinati dal clan Spada, come ha fatto la Raggi e come si spera faccia il cdx, è doveroso, anche se poi i cittadini nella cabina elettorale fanno come vogliono. Ma quel che accade a Ostia e in Sicilia segnala novità interessanti in vista delle Politiche di primavera. I vertici renziani del Pd, disertando la marcia per non farsi vedere accanto alla Raggi, hanno chiarito anche agli ultimi non vedenti chi è il loro nemico principale: i 5Stelle, contro cui preparano una nuova ammucchiata di potere con B. e con chi altri ci starà nel cdx. L’esatto opposto pensano le forze di sx che cercano faticosamente una sintesi al seguito di Piero Grasso: per loro il pericolo numero uno si chiama B. con i suoi alleati, ma soprattutto i suoi derivati renziani. Tant’è che, nel ballottaggio di Ostia, vari leader di sx invitano a votare 5Stelle contro il cdx. Il Pd invece lascia libertà di voto: scelta comprensibile, vista la polemica infuocata che oppone da anni Dem e M5S e visto che nessun partito è padrone dei voti dei propri elettori.
Ma proprio questo è il punto. In Sicilia il candidato pidino Micari ha avuto 7 punti in meno delle sue liste e il grillino Cancelleri 8 punti in più della lista 5Stelle. Molti elettori dem hanno scelto il voto disgiunto: non quello sperato dai vertici nazionali (verso Musumeci), ma il più temuto (verso il M5S). La scena potrebbe ripetersi domenica a Ostia, dove non c’è bisogno di voto disgiunto perché il Pd è fuori dal ballottaggio. E replicarsi alle Politiche del 2018, se il Pd continuerà a perdere terreno nei sondaggi. In un sistema politico imperniato su due poli vicini (cdx sul 35% e 5Stelle sul 30) e altri due lontani (Pd sotto il 25 e Sx sotto il 10), molti elettori progressisti potrebbero turarsi il naso e tradire i propri partiti per un voto utile al “male minore” fra i due poli principali. Cioè i 5Stelle. Nei collegi e dunque nel proporzionale (il Rosatellum vieta astutamente il voto disgiunto). Dopodiché, se il Pd sarà attratto da FI, anche per la spinta delle élite disperatamente aggrappate e aggreppiate ai propri privilegi, la Sx lo sarà dai 5Stelle. Perciò ha ragione Cacciari quando rimprovera l’ormai inutile, anzi dannosa rigidità grillina: non l’allergia ad alleanze preelettorali, che farebbero perdere voti a chi della solitudine incontaminata ha sempre fatto una bandiera; ma l’incapacità di volare alto e parlare agli altri elettori, più vicini o meno lontani. Un’analisi sacrosanta che ha trovato immediata conferma, sul blog di Grillo, in un post sprezzante verso le aperture appena giunte da sx, come se fossero la stessa cosa delle avance leghiste: “Siamo perseguitati da due stalker: Mdp (Mantenimento Della Poltrona) e Lega Nord”.
Con la Lega i 5Stelle non potranno mai allearsi per governare, perché due terzi dei loro parlamentari saranno di Centro-Sud e abbandonerebbero ipso facto il Movimento. L’interlocutore naturale, o comunque obbligato di un eventuale (e al momento improbabile) governo Di Maio sarebbe la Sx, specie se fosse guidata da uno come Grasso, estraneo alla vecchia partitocrazia, già votato da una parte dei pentastellati a presidente del Senato nel 2013 e sempre aperto al dialogo con loro. Le comuni battaglie degli ultimi mesi – per il No al referendum costituzionale, contro i voucher, il Rosatellum e gli impresentabili in Sicilia, fino all’impegno antimafia a Ostia – hanno un po’ avvicinato quei due mondi, che finora erano rimasti congelati a temperature e distanze siderali. Due mondi che le contingenze della politica condannano, volenti o nolenti, a incontrarsi. O almeno a provarci. Per ora è fantapolitica, per ragioni numeriche e reciproche diffidenze persino antropologiche. Ma tutto cambia rapidamente: mai dire mai. Siccome il Rosatellum istiga i partiti a inscenare finte coalizioni per truffare gli elettori, nessuno pensa che M5S e Sx debbano partecipare al raggiro. Ma potrebbero iniziare a trattarsi con più rispetto e più maturità, scaricando la vis polemica su bersagli più meritevoli. Dopo le elezioni, il disgelo potrebbe convenire a entrambi. E soprattutto a chi vuole che l’Italia cambi davvero.
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Un ragazzino di 21 anni, figlio di un condannato, votato da 20.000 messinesi 20.000 !!!

L’AVVENTURA E’ APPENA RICOMINCIATA
Beppe Grillo
La Sicilia è stata davvero spogliata di una possibilità storica. Un’accozzaglia di personaggi incredibili ha tessuto una tela fitta ma vecchia, come nelle case scure dove si ambientano gli horror.
Siamo la prima forza politica, in tutto il Paese ed in Sicilia, abbiamo ottenuto un risultato che ha rovesciato gli equilibri in quella solita vecchia melma che ci troveremo ad affrontare fra qualche mese. Una melma che si pone un’unica domanda: quanta siamo? Basterò per continuare invischiare il Paese? Ma lasciamoli lì, per adesso, a giocare a Sudoku per sbrogliarsi da se stessi.
Vi siete battuti come leoni, avete ottenuto un risultato che ha restituito ad ognuno la sua vera faccia. Ieri sera molte facce saranno state davanti agli degli specchi a chiedersi per quanto tempo ancora il nulla continuerà a concedergli delle chance. Io invece ho pensato al vostro sorriso: Giancarlo, Luigi e Alessandro: vi ho visti correre verso i cittadini. Vedo le vostre espressioni sincere, fiduciose, allegre, determinate e veramente felici. E’ impossibile negare quel senso di amarognolo che proviamo nel profondo; deriva da una corsa per la vittoria la cui cifra più evidente è stata l’entusiasmo.
Sono orgoglioso di voi per tantissime ragioni, la più importante di tutte è che non avete perso quell’entusiasmo, neppure per un attimo. E grazie a voi, niente maalox ieri sera, sono contento e sento che l’avventura è appena ricominciata, perché noi non facciamo politica, questa è la nostra avventura per restituire dignità ad un Paese bellissimo che amiamo. Il lavoro più bello del mondo. Grazie ragazzi.

Le elezioni siciliane sono state vinte con un divario di 108.000 voti quando 180.000 sono stati regalati a Musumeci da corrotti e mafiosi.
Si ripete oggi quanto dicemmo 2 anni fa per l’elezione di De Luca.
MA CON CHI HA VINTO DE LUCA?
Ha imbarcato demitiani e cosentiniani, fascisti, neonazisti e camorristi. E’ di questa vittoria che i piddini esultano? Ognuna di queste fazioni reclamerà i suoi diritti. Davvero una bella compagnia! Abbonando anche i Casalesi. Ci troviamo gente del clan Schiavone. Senza perderci personaggi indagati per voto di scambio. Ma quanto sarà costato questo voto a De Luca? Dice che ha migliorato Salerno. Ma fammi il piacere! Ormai siamo alla feccia che si raduna sul fondo del pozzo.
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Casapound a Ostia ha preso il 9%. E’partito e sta per entrare in Parlamento. Dove sono finiti i moniti della Costituzione per evitare in ogni modo la ricomposizione del partito fascista?

Hector Ettorre
Ho sonno e voglio andare a letto. Ieri è stata una giornata lunga ai seggi.. Ma prima di andare a letto qualche domanda ve la voglio porre:
esiste una democrazia al mondo dove il partito che prende più voti non va al potere?
esiste al mondo una democrazia dove il partito che va al potere ha tra i candidati persone che stanno in GALERA e altre che hanno processi in corso per oltre 20 capi d’accusa?
Una democrazia in cui l’informazione si unisce tutta (salvo piccolissime eccezioni) contro una forza politica massacrando i loro esponenti anche con falsità allucinanti?
Una democrazia dove la più alta carica dello stato firma leggi elettorali pur sapendo che sono incostituzionali e pur sapendo che la legge è stata fatta per impedire al primo partito di quel Paese di andare al governo?
Esiste una democrazia dove, nel luogo legislativo più sacro del Paese, il luogo dove si FANNO le leggi siedano persone che sono FUORILEGGE? E che proprio questi fuorilegge consentano una maggioranza proprio per approvare queste leggi incostituzionali?
Purtroppo SI’.. questa finta democrazia esiste e si chiama ITALIA!!
Io non so quanto resisterò..ma alla fine lascerò anche io questo Paese, perché comincio a non avere più l’energia per combattere perché non vedo futuro e perché ogni tanto qualche amico mio fa lo stesso raccontandomi di Paesi dove con la tua pensione vivi dignitosamente senza l’ansia di non arrivare alla fine del mese .
Ma non preoccupatevi brava gente, fin quando starò qui, lotterò ancora..
Buona notte
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IL PATTO DELL’ARANCINO
Viviana Vivarelli

In Sicilia Cancelleri, candidato dagli onesti del M5S, senza cedere a nessuna alleanza criminale, ha preso da solo il 34,70% dei voti. Ma la congrega dei disonesti ha di nuovo vinto con la grande ammucchiata fatta coi modi più sporchi, candidando emeriti pezzi da forca, attraendo voti criminali, con voti comprati, con voti estorti a vecchi inabili mentali. Cancelleri è primo partito di fatto con 39,7 % delle preferenze ma con questo scarso risultato non può governare, Musumeci è riuscito ad ammucchiare abbastanza voti da prendere l’Ars ma non ha abbastanza voti da averne piena governabilità, per cui il Musumeci di cdx apre all’aiutino di Renzi, teoricamente di csx. E Renzi glielo dà. Il patto dell’arancino è consumato.
Siccome la Sicilia è sempre stata la cartina di tornasole delle elezioni nazionali, ecco che ci dice che cosa avverrà quando finalmente, dopo 5 governi illegittimi, si tornerà a votare: il cdx vincerà ma di stretta misura, il Pd renziano affonderà ma verserà i suoi voti a B, di nuovo capo di una accozzaglia addirittura più accozzaglia che mai. E, come sempre, l’estrema sx sarà inutile, disillusa, o come già sta facendo Bersani, ritornerà all’ovile renziano pur di conservare qualche poltrona. E questa porcheria che il Rosatellum tanto studiato da Renzi consentirà, Renzi avrà ancora la faccia di chiamarla ‘rottamazione’!! Qui l’unica cosa rottamata è la vita degli onesti. E il Pd più in basso di così non poteva cadere.

Viviana

Quando il cuore piange
lacrime di sangue
quando la vittoria che sembrava
vicina
si scioglie nel buio
e si perde
come un viandante nella nebbia,
occorre asciugare il sangue
porre via le lacrime
e trasformarle in rosa.

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CHI PUO’ E CHI NON PUO’
Marco Travaglio

Noi, che siamo gente semplice, pendiamo sempre dalle labbra dei giornaloni che la sanno più lunga di noi. Solo che certe volte non riusciamo proprio a capire. Esempio: se le elezioni le vince chi arriva primo, a prescindere dai voti, ci facciamo l’idea che in Sicilia abbia vinto il cdx e a Ostia (al primo turno) i 5Stelle.
Invece sentiamo dire che in Sicilia ha vinto B. in persona, anche se cinque anni fa schierava due liste – Pdl al 12,9% e “Partito dei siciliani” di Miccichè al 15,4 – mentre ora con una sola ha raccolto il 16,4%. E, naturalmente, i veri sconfitti in Sicilia sono i 5Stelle, ancor più del Pd (Repubblica: “una batosta ancora più sonora, uno smacco ancora più bruciante di Renzi, un fallimento drammatico, una disfatta sul campo”). Ma pure a Ostia, perché calano sull’anno scorso e naturalmente è colpa della Raggi (Repubblica: “Con tutta evidenza risulta una bocciatura del governo Raggi”). Quindi – pensiamo noi ingenui – contano anche i voti? Sì e no. Contano a Ostia dove i 5Stelle sono primi col 31%, ma perdono il 13. E non contano in Sicilia, dove raddoppiano (da 285 a 505 mila, cioè dal 14,9 al 26.6%).
Anche l’astensione non è colpa, pro quota, di tutti i partiti, ma solo del M5S: in Sicilia, dov’è pressoché identica a 5 anni fa (il Corriere riesce a titolare a pag. 1 “L’astensione batte il M5S” e a pag. 9 “Musumeci e Cancelleri hanno attratto il voto di molti astenuti del 2012”); e a Ostia dove è di molto aumentata, anche per un nubifragio e perché era un voto circoscrizionale, non comunale come nel 2016.
Quindi per i 5Stelle è sempre un disastro, sia che arrivino secondi, sia che arrivino primi (e gli astenuti sono tutti roba loro). Per gli altri, invece, vediamo.
Nella nostra semplicità, pensavamo poi che, per un politico e pubblico amministratore, un’accusa di falsa testimonianza (dolosa) nel maxiprocesso più grave mai visto nella propria città, cioè Mafia Capitale, fosse più grave di un’accusa di condotte colpose in una disgrazia imprevedibile e ancora inspiegata, come il caos del 3 giugno in piazza San Carlo a Torino con un morto e centinaia di feriti. Salvo, si capisce, che il morto non l’abbia ammazzato con le proprie mani il politico medesimo. Invece anche qui ci sbagliavamo. Venerdì il Tribunale di Roma che ha condannato Carminati, Buzzi e altri 39 imputati a 250 anni di carcere per il più grave scandalo di corruzione e malavita della storia capitolina ha invitato la Procura a indagare il governatore Pd Nicola Zingaretti e altri 26 testi per falsa testimonianza. E lunedì è stato accontentato. Ma un solo giornale ha dato la notizia in prima pagina: il Fatto.
In compenso i 20 inviti a comparire per piazza San Carlo alla sindaca Chiara Appendino, al questore e a vari dirigenti e funzionari erano talmente decisivi per le sorti della Nazione che sono stati preannunciati da Stampa e Corriere giovedì, e poi venerdì, sabato, domenica e lunedì dagli altri giornali, tg, siti e talk con largo anticipo rispetto alla spedizione, avvenuta lunedì.
Così la grancassa è proseguita ieri, e avanti così fino al processo e anche dopo. Mentre cercavamo di capire in che senso una disgrazia imprevedibile sia politicamente e moralmente più grave di una serie impressionante di bugie e “non ricordo” sulla banda Buzzi & Carminati, ci ha soccorso un “retroscena” di Repubblica sul doppiopesismo.
Di chi? Dei grillini: “E ora per i 5Stelle cade un altro muro. Niente dimissioni anche per reati gravi”. Una preziosa lezione d’imparzialità contro l’“etica pret-à-porter” di chi “indossa la comoda mise garantista nei confronti degli aderenti” come nelle “sfilate di moda”.
In basso, piccolo piccolo nella stessa pagina sormontata dal titolone sull’Appendino serial killer, ecco Zingaretti indagato per falsa testimonianza.
Ma niente paura, è “un atto dovuto” (com’è noto, le indagini per spergiuro sono praticamente obbligatorie per ogni governatore che si rispetti).
Ed ecco il fervorino: “Disastro colposo. Appendino come la Vincenzi, la sindaca dell’alluvione di Genova. Nel 2016, cinque anni dopo i morti, sul blog di Grillo piovevano ancora insulti” e “ancora a dicembre l’assessora Muraro, indagata nella rifiutopoli della Capitale, si era dimessa”; ma poi “i dettami sono cambiati per salvare l’indagata Raggi” e, in prospettiva, pure l’Appendino che “è stata fortunata per aver ricevuto l’avviso di garanzia nella stagione autunno-inverno 2017”, altrimenti prima l’avrebbero cacciata.
Ora, quando Grillo pubblicò l’elenco degli impresentabili Pd, la Vincenzi non era indagata, ma rinviata a giudizio, e anche per reati dolosi come il falso, per cui di lì a poco sarebbe stata condannata a 5 anni: quindi con l’Appendino c’entra come i cavoli a merenda. E già prima del “nuovo” codice etico i sindaci grillini indagati non venivano cacciati se i fatti erano da accertare (Pizzarotti fu sospeso non per l’indagine, ma per non averla comunicata; Nogarin e la Raggi, indagata appena eletta per lo scoop del Fatto su un incarico non dichiarato, restarono). Se invece i fatti sono accertati e ritenuti gravi, i 5Stelle espellevano prima ed espellono o sospendono ora (dai sindaci di Quarto e Bagheria ai deputati di Palermo che non rispondono al pm sulle firme false). La Muraro quando si dimise era linciata ogni giorno da Repubblica & C. e financo accostata a Mafia Capitale. Ora che se n’è andata, Repubblica la intervista come grande esperta (qual era anche prima) di rifiuti.
Ma immaginate se fosse la Raggi, anziché Zingaretti, indagata per falsa testimonianza su Mafia Capitale: i giornaloni uscirebbero da giorni in edizione straordinaria. Sempre a proposito dell’“etica pret-à- porter” e della “mise garantista” da indossare, per gli amici, nelle “sfilate” in edicola.
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Sapete quanti voti ha preso il responsabile di tutte le case di cura in Sicilia? 32.000 voti
Un certo di Martino . Voti estorti a degenti vecchi e per lo più incapaci di capire.

108.266 voti di differenza Tra Musumeci e Cancelleri
20.000 al figlio di Genovese
5.000 portati da Cateno de Luca
32.000 estorti a degli anziani privi di capacità di intendere e di volere
Quanti estorti dalla mafia?
Alcune migliaia comprate da B a 25 euro l’uno.
Che bella vittoria democratica!

GLI IMPRESENTABILI E CHI NON SI PRESENTA
Alessandro Di Battista
Oggi – come volevasi dimostrare – è stato arrestato un neo-eletto in Sicilia. Si tratta dell’impresentabile Cateno De Luca, UDC, il quale ha portato a Musumeci 5000 voti. L’ho detto in tutte le piazze siciliane che gli impresentabili venivano candidati proprio per i pacchetti di voti che potevano garantire. Voti sporchi, condizionati, inquinati…Senza il voto di scambio il Movimento avrebbe vinto in Sicilia. Questa è la verità. E’ difficile scardinare questo sistema cripto-mafioso. Noi ce l’abbiamo messa tutta e sono fiero del lavoro che abbiamo fatto. E’ difficile scardinare il ricatto del voto. In Sicilia (ma non soltanto in Sicilia sia chiaro) migliaia di cittadini hanno votato l’impresentabile di turno solo per paura di perdere un posto di lavoro sottopagato. Sapevamo che sarebbe successo (abbiamo denunciato questo Cateno De Luca più di un mese fa).
Proprio perché sapevamo che il voto sarebbe stato inquinato da ricatti, costrizioni e pseudo-estorsioni, abbiamo insistito sulla necessità di andare a votare. Le persone non votano per molte ragioni. C’è chi non vota perché neppure sa che si sta per votare, chi ormai è disilluso da un sistema che lo ha abbattuto e chi si crea un alibi. Chi dice “siete tutti uguali” si sta creando un alibi per non cambiare. Con l’arresto di oggi molti nodi vengono al pettine. Noi dobbiamo insistere perché siamo sulla strada giusta, una strada che ci ha fatto raddoppiare i voti in Sicilia e che ha permesso l’elezione di 8 donne su 20 che sono stati eletti nel Movimento 5 Stelle. Questo è un dato che mi inorgoglisce. Il 40% dei nostri eletti sono donne. Se non sbaglio le nostre 8 elette rappresentano oltre il 50% di tutte le donne elette in Sicilia. Anche questo significa voto libero. Se da un lato noi dobbiamo continuare ancora con più impegno e ardore chi non si presenta ai seggi deve riflettere.
Gli impresentabili e i loro voti sporchi non avrebbero questa incidenza senza l’astensionismo generale. E’ una questione matematica. Per questo, lo dico ancora una volta, l’unico avversario del Movimento è e sarà l’indifferenza. Abbiamo coinvolto milioni di persone demoralizzate che ora stanno conducendo con noi una battaglia per la legalità, la giustizia sociale e per il futuro. Dobbiamo coinvolgerne ancora di più. Allo stesso tempo dico che molti italiani hanno il dovere di assumersi le proprie responsabilità. Troppo comodo prendersela solo con gli impresentabili se poi non si fa nulla per sbatterli via a calci in culo!
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Annamaria
La ‘soluzione finale’, rottamare direttamente la democrazia, è il “vero” programma politico che il ducetto sta lucidamente perseguendo.
Rodotà: “Il voto ha indicato chiaramente una insoddisfazione diffusa. Molti hanno sperato in Renzi e si sono poi accorti in ritardo di quello che stava succedendo. E’ stato inutile metterli in guardia, c’è stata una riposta corale contro i ‘gufi’. Solo ultimamente sui media è apparso qualche accenno al rischio di plebiscito, all’autoritarismo dilagante, agli scempi di democrazia, ai troppi poteri che si accentravano sul premier. Chi pensava che col tempo Renzi migliorasse ha dovuto ricredersi. Renzi non si corregge. E sbagliava chi credeva di correggerlo con emendamenti parlamentari. Il suo progetto restringe violentemente ogni spazio culturale, ogni pluralismo, ogni spazio di diritti.”
Eravamo il Paese europeo con l’affluenza più alta al voto, ora vota un elettore su due quando va bene. Ma un Paese dove chi vince prende un terzo dei votanti che sono la metà degli aventi diritto cioè chi è primo vene votato da un elettore su 6, che democrazia è? Come minimo è un Paese allo sbando dove la massa non è rappresentata da nessuno. La politica era nata come cura della cosa pubblica, ma ora che porcaio è diventata? Piazza Pulita di ieri sera era così squallida che veniva voglia di bruciarlo, il televisore!
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La sx italiana che conosciamo è morta. Non riesce ad ammetterlo perché gli dei accecano quelli che vogliono perdere, ma non esiste più nessun governo di maggioranza in Italia. Il Paese si regge su una cricca fasulla che in realtà è l’abuso di un minoranza che ha perso addirittura ogni probabilità di essere maggioranza futura. Possiamo sempre consolarci con elezioni parziali, manifestazioni rumorose o presenziate televisive, perché la tv resta sempre di uno. Ma la sx rappresentativa, quercia rotta e margherita secca e ulivo senza tronco, è fuori scena. Non c’è né un partito di Governo né una opposizione né una alternativa e neppure una alternanza. Il così detto csx ha raggiunto un grado di subalternità e soggezione non solo all’iperliberismo europeo e alle politiche della dx ma alla stessa mentalità avida e accaparratrice della dx. E’ chiaro che molti ancora non lo capiscono da fuori e chi milita nel partito sembra più accecato che mai e si difende a denti stretti ma è sempre più chiaro che i dirigenti di quello che un tempo si chiamava csx hanno perso la loro collocazione storica e i loro riferimenti, e sono passati dall’altra parte.

Luigi Di Maio
Dopo lo straordinario risultato del Movimento 5 Stelle alle regionali siciliane, i partiti hanno iniziato a tirarci per la giacchetta, anche attraverso i loro giornali che riportano frasi mai dette o incontri mai avvenuti per presunte strategie in vista delle politiche.
Quindi lo ripeto: il M5S non fa alleanze con i partiti che hanno distrutto l’Italia negli ultimi 20 anni. Non siamo né di dx né di sx. Non andiamo in giro a cercare voti di dx o voti di sx. Non facciamo prove d’intesa con nessun partito, partitino o sigla. Noi siamo per la partecipazione del cittadino alla cosa pubblica. Se alle prossime elezioni saremo la prima forza politica e otterremo il mandato dal Presidente della Repubblica, proporremo a tutti la nostra squadra di governo e il nostro programma per l’Italia e vediamo chi ci sta. Convergenze, alleanze, ticket, coalizioni sono termini da paleolitico, ma soprattutto non ci interessano assolutamente. Noi siamo il futuro: nelle parole e nei fatti.
Presto inizieremo ancora una volta a girare l’Italia in lungo e in largo non per raccattare voti o per demonizzare gli avversari come fanno i segretari dei partiti, ma per parlare con il maggior numero possibile di cittadini e coinvolgerli a far parte del nostro progetto per il Paese. Voglio incontrare i sindaci che stanno risanando i loro comuni, gli imprenditori che sono sopravvissuti alla crisi nonostante la politica, i lavoratori, i pensionati che sopravvivono ogni giorno in un Paese che potrebbe vivere meglio di tutti gli altri in Europa. Questa Nazione la ritiriamo su solo se ognuno si prende la sua parte di responsabilità e se le porte delle Istituzioni si spalancano davanti alle esigenze delle persone comuni.
Le discussioni da bottega di partito se le facciano Renzi, Berlusconi, Salvini, D’Alema, Bersani, Meloni e tutti loro. A me interessano meno di zero. Io voglio ascoltare le persone e coinvolgerle. Perché i sogni possono diventare realtà se ci mettiamo a lavoro. E noi ne siamo la prova vivente.
Alle esigenze dei partiti siamo stati appresso per vent’anni. Ora basta. Aria nuova, persone nuove, idee nuove. Forza!
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I voti raccolti da condannati, arrestati e indagati per fatti gravi, sono secondo i dati oltre 108.000: ossia senza di loro il M5S sarebbe alla guida della Regione Siciliana. E di questo le colpe sono a pari merito della vecchia politica e dei media, che hanno consegnato le chiavi della Sicilia a una banda di impresentabili di cui il primo è stato arrestato dopo un giorno.
Da oggi la maggioranza di Musumeci si regge su un arrestato ai domiciliari per evasione fiscale. Senza di lui infatti la maggioranza non c’è. De Luca dovrebbe avere la dignità di dimettersi subito assieme a tutti gli altri impresentabili eletti l’altro giorno. Musumeci chieda scusa ai siciliani per quest’onta indelebile.
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La7 di Cairo è sempre più mostruosa. Oggi, con tutto quello che succede, c’era gente chiamata a elogiare Cossiga!! Ma dico? COSSIGA??!! Un golpista della P2 che ha ordito un colpo di Stato contro l’Italia e che si è dovuto dimettere per indegnità!! Uno che ha messo su un corpo armato, Gladio, per attentare allo Stato!!??? Ma dico!? Quanto in basso vogliamo arrivare?? E l’informazione è gestita da gente di simile bassezza? E i vecchi italiani e gli italiani ignoranti sono rincitrulliti da questo tipo di lavaggio del cervello? Ma Cossiga andava incarcerato a vita per tradimento dello Stato! Altro che chiamare dei vecchi massoni a tesserne le lodi in televisione!!! Questa gentaglia andrebbe tutta estradata come terrorista con un foglio di via! Altro che parlare in televisione con un indecente conduttore come Pancani che ha la faccia di dire che agli italiani ormai dei diritti civili non gliene importa più un sega perché hanno altro a cui pensare!!!

MANIFESTAZIONE A OSTIA CONTRO LA CAMORRA E I NEONAZISTI
Marco Lillo
La prima notizia che arriva dalla manifestazione di ieri è che la ‘società civile’ a Ostia è viva. Soffre tra fascisti e mafiosi, stretta tra il degrado e il disinteresse. Però c’è.
L’altra notizia è che stavolta il sindaco M5S Virginia Raggi ha fatto la cosa giusta e il Partito democratico ha perso una grande occasione. Il sindaco di Roma, esponente di un partito che ha fatto della purezza incontaminata una ragione di vita, non ha esitato a partecipare senza simboli di partito a una manifestazione nella quale erano presenti esponenti di Mdp, Sx Italiana e persino il sindaco Pd di Fiumicino, Esterino Montino.
La terza notizia è che il popolo è più avanti dei politici. Mentre Matteo Orfini diceva ai suoi di non andare in strada per non favorire la campagna elettorale del M5S, i suoi erano in piazza a ‘riprendersi Ostia’.
Bastava fare un giro ieri tra la gente per capire la distanza tra Piazza Gasparri e Largo del Nazareno. “Sono qui perché aveva ragione Gaber”, ci ha detto Marianna, insegnante in pensione che vive da decenni a Ostia e l’ha vista cambiare. “Gaber cantava ‘C’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza’ e noi – dice guardandomi fisso negli occhi come se parlasse a Roberto Spada – ci dobbiamo riprendere la strada”.
Ci voleva una grande prova della ‘società incivile’ per dare una scossa e un senso – per contrasto – all’espressione abusata di ‘società civile’.
Paradossalmente bisognerebbe ringraziare Spada per la testata in pieno volto e in pieno giorno al bravo Daniele Piervincenzi. Le modalità ‘mafiose’ di quel gesto non sono state viste solo dal giudice che lo ha tenuto in cella ieri. Quella testata è stata percepita come un colpo in volto a tutti quelli che sentono di far parte di un sistema di valori che viene prima dell’appartenenza a un partito. Era questo il senso della marcia di ieri. I cittadini l’hanno capito, i leader no.”

La vita lussuosa del clan Spada tra limousine, troni ecc

ORFINI GIUSTIFICA I MEZZI
Marco Travaglio

Non l’abbiamo mai confessato, ma noi nutriamo una segreta passionaccia per Orfini, il Matteo minore del Pd. E non da oggi.
Ci piacque subito quando fondò con Andrea Orlando e altri ex dalemiani la corrente dei “Giovani Turchi” non essendosi mai mosso da Roma-Prati. Ma anche da quando, appena entrato in Parlamento nel 2013, giurò: “L’idea di una maggioranza senza Grillo è impensabile. L’idea di un governo Pd-Pdl, anche con la lista Monti, non esiste in natura. È inimmaginabile” (26.2.13), esattamente due mesi prima di votare il governo Letta senza Grillo e con Pdl e lista Monti. Ma soprattutto da quando sbeffeggiava il Matteo maggiore – “Renzi mi ricorda i Righeira, gli Europe, certe sue scelte estetico-musicali mi ricordano il mondo dei Paninari”. C’è un’idea della spettacolarizzazione della politica un po’ figlia di quegli anni…” (25.6.2012), “Renzi è l’ultimo giapponese di una linea che in tutto il mondo è stata abbandonata” (6.11.12), “Renzi premier? Una follia” (29.3.13) – poco prima di diventare il presidente del suo partito e soprattutto il suo compagno di playstation e di calciobalilla, scampando al ruolo del morto a poker solo perché di salme nel Pd ce n’è fin troppe.
Adorabile poi quando tirò in ballo i servizi segreti perché non l’avevano avvertito “di cosa stava facendo Carminati” e lui, quando esplose Mafia Capitale, cadde dal pero, anche perché pensava che Buzzi fosse “incensurato” (a parte un ergastolo per aver assassinato il socio con 34 coltellate). La brillante Operazione Marino, pilotata dallo studio di un notaio per destituire un sindaco pasticcione ma onesto e regalare la Capitale ai 5Stelle, è ormai entrata nella leggenda.
Ma ora nuove mirabolanti imprese vanno ad arricchire il suo Palmarès. Tipo l’annuncio che oggi il Pd, diversamente da Grasso, Boldrini, Cgil, Bersani, perfino Casini e FI, oltre a tutta la sx, diserterà la marcia antimafia a Ostia dopo il pestaggio della troupe Rai solo perché l’ha indetta la sindaca Raggi, che è dei 5Stelle, che – udite udite – “sono di dx”.
Dal che si potrebbe arguire che il Matteo minor si considera di sx. E ci crede pure. Ora, per carità, noi non abbiamo titoli per distribuire patenti destrorse o sinistrorse, memori fra l’altro della canzone di Giorgio Gaber “Dx-Sx”: “I collant son quasi sempre di sx/ Il reggicalze è più che mai di dx / La pisciata in compagnia è di sx / Il cesso è sempre in fondo a dx/ Ma cos’è la dx, cos’è la sx/ …Tutti noi ce la prendiamo con la storia/ Ma io dico che la colpa è nostra / È evidente che la gente è poco seria / quando parla di sx o dx”.
Però ci domandiamo che titolo abbia un Orfini. E soprattutto cosa intenda per dx e sx. Così, per curiosità, siamo andati a controllare come ha votato nell’ultimo quinquennio il sinistrissimo compagno Orfini su alcune delle “riforme” più di dx che la storia repubblicana ricordi, oltre a due leggi elettorali incostituzionali (Italicum e Rosatellum) scritte a quattro mani col noto terzinternazionalista Silvio Berlusconi.
20.4.13, elezione del nuovo (si fa per dire) presidente della Repubblica. Dopo aver annunciato il suo No al primo candidato Pd Franco Marini (“Fra Marini e Rodotà scelgo Rodotà”) e aver assistito o partecipato (non lo sapremo mai) alla fucilazione del secondo, Romano Prodi, l’allora “giovane turco” Orfini ha due opzioni: votare Stefano Rodotà, sostenuto dai 5Stelle e dalla sx, o rieleggere Giorgio Napolitano, sostenuto dai poteri forti italiani e internazionali e dunque anche da Berlusconi e dai centristi, cui era stato promesso di rientrare nella maggioranza dopo la batosta elettorale. Essendo molto di sx, Orfini opta per un bel Napolitano-bis, all’insegna del cambiamento.
16.10.13, abolizione dell’Imu su tutte le prime case, anche le ville dei miliardari: Orfini vota sì, però è di sx.
12.11.2013, legge per buttare altri miliardi nella grande opera più inutile, costosa e inquinante della storia, cioè il Tav Torino-Lione: Orfini vota sì, però è di sx.
29.1.14, decreto Bankitalia che ne rivaluta il capitale, regalando 4 miliardi alle banche azioniste, Intesa e Unicredit in primis: Orfini vota sì, però è di sx.
24.4.14, decreto Poletti (Jobs Act-1) che liberalizza i contratti a termine e fa esplodere vieppiù il precariato: Orfini vota sì, però è di sx.
20.5 e 3.7.14, Piano Casa-Expo e decreto Sblocca Italia: altre due norme che spalancano la strada a scempi ambientali di ogni genere: Orfini vota sì, ma è di sx.
25.11.14, Jobs Act-2, scritto di fatto da Confindustria e che smantella lo Statuto dei lavoratori (articolo 18, demansionamento più facile, controllo a distanza dei lavoratori): Orfini vota sì, però è di sx.
3.3.15, decreto Ilva con salvacondotto per garantire l’impunità ai commissari: Orfini vota sì, però è di sx.
20.5 e 9.7.15, Buona Scuola sui presidi-padroni e l’ennesima privatizzazione strisciante della pubblica istruzione: Orfini vota sì, ma è di sx.
12.4.16, ddl Boschi (&Verdini) che sfascia la Costituzione: Orfini vota sì, però è di sx.
12.5.16, ddl intitolato truffaldinamente “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato”, che in realtà dà ai costruttori la libertà di realizzare progetti anche se non avviati ma solo presentati: Orfini vota sì, però è di sx.
22.6.17, “Riforma penale” Orlando che complica vieppiù i processi e contiene un condono mascherato per gli stalker: Orfini vota sì, però è di sx.
Aprile-maggio 2017, il governo abolisce i voucher per neutralizzare il referendum della Cgil e poi, ottenuto lo scopo, li ripristina: Orfini è assente in entrambe le votazioni. Ma non perché sia passato da dx a sx nel giro di un mese: aveva solo da fare con la playstation.

SINCRONIZZATE GLI OROLOGI
Marco Travaglio

Il 20 dicembre 1993 l’Italia era, come oggi, all’inizio della campagna elettorale in vista del voto del 26 marzo ’94. La prima segnata dallo scandalo di Tangentopoli (che, nelle precedenti elezioni del 6 aprile ’92, era appena esploso a Milano e non ancora rimbalzato a Roma). Il procuratore Francesco Saverio Borrelli avvertì la classe politica in un’intervista al Corriere: “Sappiamo che certe coincidenze possono provocare sconquassi, ma che possiamo farci? Io credo proprio niente. E vorrei rilanciare la palla sull’altra sponda, a chi farà politica domani. Quelli che si vogliono candidare si guardino dentro. Se sono puliti, vadano avanti tranquilli. Ma chi sa di avere scheletri nell’armadio, vergogne del passato, apra l’armadio e si tiri da parte. Tiratevi da parte, dico io, prima che arriviamo noi”. Con tutte le inchieste aperte che aveva il pool Mani Pulite sui vecchi partiti di centro e di sx e sul gruppo Fininvest (il cui padrone B. stava per “scendere in campo”), Borrelli sapeva bene quali conseguenze avrebbe potuto avere qualunque doverosa iniziativa della sua Procura sulla vita politica. E impostò quel tema cruciale nella maniera più schietta e ragionevole: chi ha la coscienza sporca non si candidi; ma, se lo fa, non venga poi a lamentarsi con i pm perché l’hanno beccato. Il guaio è che B. stava entrando in politica anche e proprio per salvarsi dalla galera, che comprensibilmente sentiva prossima. Infatti, 11 mesi dopo, si ritrovò indagato per la prima di una lunghissima serie di volte. Ed è ancora incredibilmente a piede libero.
Oggi, 24 anni dopo, siamo daccapo. E c’è ancora chi pensa di cavarsela con la barzelletta della “giustizia a orologeria”. Come se le indagini venissero comunicate per danneggiare qualcuno alle elezioni, mentre è esattamente l’opposto: ieri è finito agli arresti per associazione a delinquere, evasione fiscale e false fatture il neodeputato regionale siciliano Cateno De Luca (Udc), eletto appena due giorni prima col neogovernatore Musumeci. Era uno dei tanti impresentabili censiti dal Fatto (minacciava pure querela), scampato a 14 procedimenti penali (una bella media per un tipo di 40 anni, decisamente precoce), ma non al quindicesimo che l’aveva portato in carcere e a processo (in corso) per concussione e abuso. Uno che, per prudenza e decenza, non l’avrebbe ricandidato nemmeno il mostro di Lochness. Se, com’è probabile, i magistrati di Messina avevano deciso il suo arresto prima del voto, è chiaro che han preferito eseguirlo dopo per evitare l’accusa di “giustizia a orologeria”. Scelta magari comprensibile.
Ma anche assurda: gli elettori hanno diritto di sapere tutto di un candidato prima di votare, non quando è troppo tardi (anche se, per farsi un’idea su Cateno, un nome una vocazione, bastava il curriculum giudiziario passato). Ora il fattore G come Giustizia si riproporrà in campagna elettorale, visto che oggi come nel ’93 i partiti non hanno alcuna intenzione di seguire il vecchio consiglio di Borrelli. Lo schieramento favorito è di nuovo il cdx guidato (o così almeno crede lui) da B., che nel frattempo ha collezionato una condanna definitiva per frode fiscale, 8 prescrizioni, tre processi in corso e un’indagine appena riaperta per le stragi mafiose del ’93 e, fra l’altro, non può votare né essere eletto. Per non parlare del lombrosario che si porta appresso. Il Pd ha i suoi indagati, così come la famiglia allargata di Renzi. Per non dire di Verdini&C. e degli alfaniani, che da qualche parte verranno piazzati. I 5Stelle pure, anche se si tratta non di candidati al Parlamento, ma di sindaci, e non per fatti di corruzione o abuso di potere o mafia, ma di nomine, bilanci comunali, municipalizzate e scelte amministrative. Oggi però il Fattore G è molto meno decisivo di ieri. E aggiungiamo “purtroppo”. La corruzione, l’evasione e il malaffare dilagano, le mafie ingrassano fino a scoppiare, in conflitti d’interessi sono ormai così “normali” da essere invisibili. Perché c’è sempre meno gente credibile per denunciarli. Con che faccia il Pd che ha fatto quattro governi (Monti, Letta, Renzi e Gentiloni) con B. o chi per esso e ha scritto con lui due leggi elettorali e una “riforma” costituzionale, potrà più denunciare le mille ragioni che lo rendono impresentabile? Idem i giornaloni (tutti) e gl’intellettuali (tanti) che quei governi hanno incensato.
Potranno farlo, volendo, Piero Grasso che dopo una vita in toga e cinque anni in Senato diventa leader-federatore delle sinistre; e i 5Stelle, che sull’antiberlusconismo, l’antimafia e l’anticorruzione non hanno mai mollato. Ma che effetto sortirà la pur doverosa denuncia dei rapporti mafiosi, delle tangenti e di tutte le altre malefatte che rendono B. più che mai unfit? In America fanno scandalo i rapporti fra Trump e Putin: noi, con B., abbiamo già dato. Da Hollywood a Parigi, da Londra a Vienna, fanno scalpore gli scandali sessuali dei potenti, produttori e politici: noi, con B., abbiamo già dato. In Israele il premier Netanyahu è sull’orlo della crisi per storie di tangenti: noi, con B., abbiamo già dato. La Corona britannica vacilla per i Paradise Papers sugl’investimenti offshore della regina e del principe Carlo: noi, con B., abbiamo già dato. E digerito. E metabolizzato. Ciò che all’estero fa scandalo qui è acqua fresca. Un condono tombale che ha abbassato l’asticella dell’impresentabilità fin sotto il livello del mare. E che regala ai politici di oggi e di domani una franchigia illimitata per tutte le condotte più gravi. Se un ministro venisse sorpreso a rapinare una banca, la reazione sarebbe un corale “embè?”. Chissà se esiste un linguaggio nuovo ed efficace per rimuovere la grande rimozione: se avete qualche idea, fateci un fischio.

SICILIANI: NOI VE L’AVEVAMO DETTO
Nemmeno il tempo di mettere piede all’Assemblea Regionale Siciliana che Musumeci perde uno dei suoi consiglieri, uno di quelli che avevamo segnalato nella lista di impresentabili (e il giorno dopo un secondo).
Il primo è Cateno De Luca, arrestato a Messina per evasione fiscale.
Qualche giorno fa diceva:
“La campagna elettorale è stata più selvaggia di quanto programmata. Soprattutto a Messina è stata una lotta”.
“Io non so quali scenari si apriranno. Devo ringraziare la città di Messina dove ho giocato una partita d’azzardo partendo da zero. Sono arrivato primo chiedendo ai messinesi di darmi fiducia. Questa fiducia è arrivata. Non è arrivata nelle dimensioni che avevamo chiesto perché era bloccata da tempo, da tanti punti di vista, ma sono disponibile ad andare avanti e candidarmi a sindaco di Messina alle condizioni che abbiamo stabilito”.
Con chi abbia lottato e quali siano le condizioni che hanno “stabilito” a questo punto ce lo dirà la magistratura, ad ogni modo, sono sempre più fiero di aver sostenuto che il voto per Musumeci abbia subito forti condizionamenti dagli impresentabili nelle sue liste.
Ora aspettiamo il prossimo (questione di giorni), intanto una cosa è certa, il buon Nello dicendo DiventeràBellissima si era confuso, voleva dire DiventeràPienissima e si riferiva alla galera.

Sono 108.000 i voti che hanno decretato la vittoria di Musumeci
sono 180.000 i voti neri portati dagli impresentabili a Musumeci
E’ questo numero che non permette a nessuno di insultare i Siciliani tutti
Ma in queste condizioni continuare a dire che Musumeci resta un politico probo e onesto diventa una bestemmia, non vi pare?

Matteo Renzi (58 voti alla fiducia in mille giorni)
“Non c’è cosa più democratica di mettere la fiducia: se passa, il Governo va avanti, altrimenti va a casa. Cosa c’è di più democratico?”
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Così parlava Mattarella: 20-10-2005: “Oggi voi del Governo e della maggioranza vi state facendo la vostra Costituzione, avete escluso di discutere con l’opposizione, siete andati avanti solo per non far cadere il Governo, ma le istituzioni sono di tutti, della maggioranza e dell’opposizione”.
Ma va??? Ma non mi dire !!!

ELEZIONI TRUFFA
Paolo De Gregorio
Sarebbe opportuno approfittare dell’attenzione e degli spazi comunicativi attivati dalle elezioni in Sicilia e a Ostia per mettere in evidenza il più macroscopico difetto del meccanismo elettorale, che è quello di ammettere le coalizioni fra partiti, anche con liste civiche, fenomeno che certamente allontana la partecipazione al voto (46% in Sicilia, 36% a Ostia), di un elettorato deprivato dalla possibilità di votare un programma unico, visto che le differenze tra i partiti coalizzati esistono e sono pronte ad esplodere in qualsiasi momento, come dimostrano i fatti più eclatanti degli ultimi anni, con l’abbandono di Fini alleato di Berlusconi e la fine del governo Prodi bruciato dall’alleato Bertinotti.
Tutte le coalizioni generano instabilità, ingovernabilità e si traducono immediatamente in lotte al coltello per la spartizione dei posti di potere da utilizzare a favore della propria organizzazione e mai nell’interesse generale della cittadinanza.
Malgrado ciò sia un fatto conclamato, evidente, storicizzato, e permetta a orde di politicanti, capibastone, mafie, di inserirsi nel gioco politico con compravendita di pacchetti di voti, trattative sottobanco, con liste civiche che dopo le elezioni passano all’incasso, nessuno nelle massime istituzioni del nostro Paese suggerisce di chiudere con questo sistema e semplicemente vietare le coalizioni in tutte le consultazioni elettorali e dare il potere al partito che proporzionalmente ha ricevuto più voti.
Nel caso delle elezioni siciliane del 5 novembre il potere doveva essere affidato al M5S, l’unico a presentarsi da solo che ha ottenuto il 26,6% dei voti, seguito da Forza Italia il 16,4 e dal Pd il 13%.
Tutti i vecchi partiti sono responsabili di questa situazione, hanno complicato le cose semplici, hanno allontanato gli elettori dalla partecipazione al voto, hanno prodotto con la loro arroganza ed ignoranza le ultime due leggi elettorali incostituzionali sentenziate dalla Suprema Corte. Ora con il Rosatellum, ultima porcata di legge elettorale, incomprensibile ai più, approvata senza discussione parlamentare, già denunciata per incostituzionalità (e visti i precedenti è molto probabile), si è fatto di tutto a dx e sx, per mettere in minoranza il movimento 5 stelle, che probabilmente diventerà il primo partito e non governerà per colpa dell’esistenza di queste maledette coalizioni.
Se i cittadini avessero a disposizione l’istituto del Referendum propositivo, diventerebbero legislatori e sono sicuro che produrrebbero, meglio dei politici di professione, una legge elettorale senza coalizioni con il primo partito che governa con il premio di maggioranza.
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http://masadaweb.org

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