Nuovo Masada

novembre 7, 2017

MASADA n° 1884 – 7 novembre 2017 ASTENSIONISMO, PIAGA ITALIANA

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MASADA n° 1884 – 7 novembre 2017 ASTENSIONISMO, PIAGA ITALIANA
Blog di Viviana Vivarelli

Elezioni siciliane, vince il cdx – Due Sicilie, due Italie – E ora le coalizioni faranno vincere il cdx anche alle politiche. Grazie, Rosatellum – Renzi, il più grande successo di Berlusconi – Anche Sgarbi nella scuderia di Musumeci- Un Rosatellum incostituzionale- Berlusconi e le stragi del ‘93

Elezioni siciliane
M5S 722.555 (nel 2012 erano stati 285.202)
Pd 257.274 (Nel 2012 erano stati 260.633)

La Sicilia alla destra grazie alla coalizione degli impresentabili. M5s: ‘Vittoria contaminata’
Musumeci fa il pieno, sostenuto da 9 liste (coalizione di cdx composta da Fi, Udc, Autonomisti, Cantiere popolare, Fdi, Noi con Salvini, Cdu, movimento civico Idea Sicilia dell’ex rettore Lagalla e Cantiere Popolare), batte Cancelleri per 5 punti, sostenuto da una sola lista, M5S.
A Messina: 20mila voti a Luigi Genovese di Fi, figlio dell’ex deputato Pd Francantonio Genovese, condannato a 11 anni per associazione per delinquere, riciclaggio, peculato, frode fiscale e truffa. Vince Cuffaro, ex governatore condannato in via definitiva per favoreggiamento alla mafia, sempre per Fi.
Tornano a vincere dunque gli impresentabili, i Genovese, i Cuffaro, i Miccicché… per la vergogna dei Siciliani tutti.
Il M5S ha la vittoria morale, è il partito più votato in Sicilia ma, in virtù delle alleanze, diventa governatore Musumeci, sostenuto da quasi tutte le forze del cdx, Bi, Fratelli d’Italia, Sgarbi, Salvini.. un cdx che con B in Sicilia è sempre stato maggioritario, grazie alla mafia.

Hanno votato solo 2.179.474 elettori su 4.661.111, cioè il 46,76 %.
5 anni fa erano stati il 47,42. L’astensionismo aumenta.
Il M5S alle elezioni politiche prese il 34,5% con affluenza al 62,82% (950.000 voti) .Ora prende il 35% con affluenza al 46,7% (cioè circa 720.000 voti…..quindi perde 230.000 voti) il che vuol dire che molti che avevano già votato per il M5S questa volta non l’hanno fatto.
Per l’ennesima volta i siciliani hanno scelto corruzione, clientelismo e affarismo mafioso-istituzionale o se ne sono semplicemente fregati.
La Sicilia va alla mafia e ai più corrotti. Musumeci vince per merito di Genovese figlio, Fi, Miccichè, La Galla, Udc, moderati, centristi ed ex cuffariani.
E siccome la Sicilia viene considerata la cartina di tornasole dell’Italia, aspettiamoci il bis alle politiche: ulteriore sconfitta del Pd e vittoria del cdx, grazie alle coalizioni, volute fortemente da Renzi col Rosatellum. Dice D’Attorre (Pd): “Quando quelli del cdx hanno visto il Rosatellum erano increduli. Renzi serviva loro la vittoria su un piatto d’argento”. A meno che Renzi non pensi di allearsi con Berlusconi, il Rosatellum sembra fatto solo per far vincere la coalizione di Berlusconi, così come il sistema di alleanze in Sicilia e l’isolamento del M5S sembrano fatti apposta per far vincere il cdx dei Genovese e Cuffaro.
In virtù del voto disgiunto, risulta che Micari del Pd è stato un pessimo candidato che ha preso l’8% in meno del suo partito e che Cancelleri è stato un ottimo candidato che ha preso il 7 % in più del M5S.
La sx radicale (unita nella lista Cento passi per la Sicilia con Claudio Fava) raddoppia i consensi rispetto al 2012 e torna nel parlamento siciliano dopo 10 anni.
I cinquestelle raddoppiano il voto ma non basta.
Il csx a livello di liste regge, mentre straperde il candidato Micari che evidentemente non piaceva a nessuno. Per questo le ire dei piddini verso Grasso che sarebbe stato il candidato ideale ma ha rifiutato di candidarsi per rispetto alla sua carica istituzionale.
Il Pd è rimasto pressoché stabile rispetto al 2012, talmente in basso che, sapendolo, Renzi in Sicilia non c’è nemmeno andato.
Astensionismo alle stelle: il 53% non ha votato. E l’astensionismo in Sicilia è da sempre di sx, al contrario che in altre regioni.
Il cdx ha vinto ma comunque ha perso il 10% rispetto al 2012 quando era diviso in 3 tronconi (dx con Musumeci, Fi con Miccichè, UDC con Crocetta) e prese oltre il 50%.
Essendoci uno sbarramento al 5%, Lega, Fratelli d’Italia e An con la lista unitaria della dx per un soffio riescono ad entrare nel Parlamento siciliano.
Nel cdx trionfano le forze moderate, cattoliche, centriste e liberali, a discapito della dx estrema. A Ragusa trionfano 5stelle e sx radicale. A Palermo bene sia 5stelle che sx radicale.
La Sicilia ha perso una buona occasione per ripulirsi dal malaffare. Peccato! Ha vinto un’ammucchiata di partiti che quel malaffare rappresentano. Il PD da oggi andrebbe rinominato NP (non pervenuto). Il M5S si conferma primo partito del paese con buona pace di tutti. Alle politiche potrà essere anche il primo partito ‘morale’ d’Italia ma col Rosatellum vinceranno sempre le coalizioni, dunque, il cdx. Possiamo stare allegri e contenti. L’Italia andrà sempre peggio. Io avevo previsto un aumento degli astenuti e dunque la vittoria del cdx. Presagio tristemente avvenuto. Lo stupido ritiro di Di Maio dal duello richiesto con Renzi apre solo a nuovi insulti al M5S, cosa di cui facevamo benissimo a meno, oggi più che mai. Sarebbe bastato al M5S fare un patto ‘tecnico’ con Fava (contro la mafia) e avremmo vinto. Un patto simile lo abbiamo fatto con Farage e dunque???

Mario Rossi:
Sì il referendum da parte di tutte le alte regioni affinché la Sicilia ottenga non solo l’indipendenza ma anche la possibilità battere moneta fuori o dentro l’euro. D’altronde se lo merita. Il suo modello culturale lo ha esportato con successo. Il suo modo di creare all’interno della società cancri di illegalità di malaffare di impoverimento dei servizi, di idrovora di soldi pubblici di menefreghismo delle leggi delle istituzioni dei poteri dello stato ha contagiato tutto e tutti. L’Italia le deve molto, la nostra classe politica si è adeguata la modello. Grazie per tutto questo non sono separatista ma indipendentista Siciliana libera, Italia libera ognuno per la sua strada. E’ meglio!
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E’ troppo facile constatare che se i voti di Cancelleri si fossero uniti a quelli di Claudio Fava, non ci sarebbe Musumeci a capo della Regione Sicilia. Ovviamente solo in teoria si potrebbe parlare di un patto di non desistenza o di un accordo ‘tecnico’ del M5S con la sx estrema di Claudio Fava. Il problema è non solo che molti 5stelle non voterebbero questa alleanza ma nessuno della sx estrema voterebbe per il Movimento. E’ inutile dire che molti dei nostri nemici sono anche i loro nemici, hanno una specie di diritto di primogenitura che difendono alla morte a costo di scomparire e sono tra i nostri peggiori nemici. Fava stesso in campagna elettorale si è scagliato contro i 5stelle. Ma è chiaro che con questi solipsismi non si va da nessuna parte e intanto la dx vince e si porta dietro il peggiore marciume italiano. Quando poi i voti dell’estrema sx si contano vanno sempre a finire nel calderone del Pd che di sx non ha più nulla e questa è la cosa più paradossale,.

COLPA DEL PAPA
Travaglio

“È un vero peccato che lo spoglio delle schede in Sicilia sia stato così fulmineo: tanta bruciante rapidità (?) ha rubato ai politici e ai politologi il tempo di riflettere sul risultato, di metabolizzarlo e di decidere di chi è la colpa. La lista dei colpevoli è dunque piuttosto nutrita, variegata e un filino contraddittoria.
Faraone Davide. Il regista del decesso renziano in Sicilia è, non a caso, il sottosegretario alla Salute. Sempre lucido e tonico, appare in tv dopo i primi exit poll per spiegare che è colpa di Piero Grasso che “non ha avuto il coraggio di candidarsi” col Pd. L’idea che Grasso, dopo aver votato No al referendum per salvare il suo Senato dalla riduzione ad albergo a ore, non si riconoscesse più nel Pd, dunque non abbia mai pensato di candidarsi col Pd ma semmai di mollarlo, non sfiora il nostro. Che però, nel suo piccolo, ha ragione. Non solo su Grasso (per candidarsi col Pd ci voleva in effetti un bel coraggio). Ma anche su papa Francesco. Se il Pontefice avesse accettato di candidarsi in Sicilia col Pd, le cose sarebbero andate diversamente. Purtroppo ’sto Papa pontifica, pontifica, ma poi al dunque se la fa sotto.
Miccichè Gianfranco. L’altro reginetto della MaratonaMentana appare a tarda sera un po’ sovrappeso ma, compatibilmente con un principio di enfisema e un evidente stato confusionale, in buona forma. Fiuta subito la vittoria: non solo alle Regionali ma anche alle Politiche (“Avremo 22 collegi su 22”, inutile votare). Poi però si inalbera quando Mentana gli ricorda il 61 a 0 del 2001: “Ricordatemi per la Palermo-Messina e la Catania-Siracusa”. Ma anche per la Milano-Sanremo, la Parigi-Dakar e la Liegi-Bastogne-Liegi.
Di Maio Luigi. Alla vigilia del voto sfida il sicuro sconfitto, il fu Renzi, a un dibattito in tv. La cara salma, non parendole vero, ha un sussulto (forse il rigor mortis): accetta e riprende quasi i colori. Ieri Giggino sente puzza di cadavere e si ritrae per umiliarlo, ma si fa pure dire che ha paura, per giunta di un feretro.
Renzi Matteo. Mette in piedi la “coalizione vincente” fra se stesso e Alfano, cioè fra i più grandi perditori dell’universo dopo la morte di Fantozzi. Poi va in Sicilia per ben 6 minuti a sostenere tal Micari. Poi scappa in America. Torna in patria a funerali avvenuti e commenta la disfatta come se non lo riguardasse: “Era prevista”. Ecco: una débâcle prevista è meno débâcle. Infine ricorda a Di Maio che “un leader non fugge”. Infatti lui era a New York, dove purtroppo non si votava.
Boschi Maria Elena. La Xerox di Matteo twitta: “Di Maio fugge anche da Renzi”. Infatti lei fugge alle domande del Fatto da giugno. Ed è appena tornata da Tokyo, dove purtroppo non si votava.
Morani Alessia. Spedita in tv in rappresentanza del Crisantemo Magico, si è documentata su Repubblica Tv (Claudio Tito: “M5S, sconfitta nazionale”; Sebastiano Messina: “Batosta 5Stelle”). E ci ha creduto, infatti spara: “I 5Stelle non sfondano”. In effetti sono solo il primo partito, col doppio dei voti del Pd. Pensa se sfondavano.
Micari Fabrizio. Dice che “è colpa della sxa divisa”, come se il Nuovo Cdx di Alfano e Renzi fossero di sx. E come se il 6% di Fava potesse cambiare le cose. Quindi il suo è “un risultato straordinariamente positivo” (pensava non lo votasse neppure sua moglie). Ma benedetto ometto: un anno fa eri in prima fila alla convention di Musumeci, cioè dalla parte giusta, e poi ti vai a candidare contro Musumeci e, quel che è peggio, con Renzi e Alfano? Ma allora dillo.
Orlando Leoluca. Grande sponsor di Micari sulla scia del “modello Palermo” che lo portò l’anno scorso a vincere le sue quinte Comunali, s’è scordato un dettaglio: un anno fa c’era Orlando, stavolta c’era, anzi non c’era “cu Micari è?” (come lo chiamano i palermitani). Ieri però Leoluca ha realizzato, infatti era a Torino a una mostra sui pupi siciliani. E ho detto tutto.
Pisapia Giuliano. Per mesi tg e giornaloni (Repubblica in testa) si sono interrogati pensosi e ansiosi: Pisapia chi appoggerà? Manco fosse Napoleone. Alla fine la sfiga è toccata a Micari che, diciamo, non lo meritava.
Alfano Angelino. Vedi alla voce Pisapia. Gli sia lieve la terra. Niente fiori, ma opere pubbliche.
Orfini Matteo. Nessuno l’ha visto perché non è andato in tv (ma del resto non lo vede nessuno neanche se ci va), però lui è fortissimo nel gioco senza palla. E infatti l’apporto sotterraneo del commissario del Pd romano s’è fatto sentire a Ostia. Due anni fa governava il Pd, poi il minisindaco fu arrestato e condannato a 5 anni per Mafia Capitale e arrivò il commissario; l’anno scorso il Pd arrivò dietro i 5Stelle col 19,2%, ma stavolta han fatto ancora meglio: 13,6% dietro M5S e Fd’I, poco sopra Casa Pound. Di chi la colpa? Non certo di Orfini, mancherebbe altro. Azzardiamo un’ipotesi: è tutta colpa della Raggi.
Cerasa Claudio. Reduce dalle “Giornate dell’Ottimismo” di Firenze con Renzi, B., Nardella & Verdini, il ragionier direttore del Foglio punta tutto sul governo Renzusconi. L’altra sera, mentre minuto per minuto gli si restringevano i voti, l’abbiamo visto non pessimista, questo mai, ma un po’ sulle sue. Però mascherava bene: i veri sconfitti erano i 5Stelle e – udite udite – “Rosario Crocetta”. Renzi no, lui ha sempre ragione, anche perché segue sempre i consigli del rag. Cerasa, e i risultati si vedono. Ora si spera che sposi anche l’ultima, decisiva campagna del Foglio: quella per infilare nel simbolo del Pd il logo dell’Ue. Se possiamo azzardare un consiglio, per una ripartenza a razzo verso lo zero assoluto, suggeriremmo un’immagine ancor più accattivante: la foto di Jean-Claude Juncker al quinto whisky.[…]

ASTENSIONISMO, PIAGA ITALIANA
Viviana Vivarelli

La lotta contro il male è durissima. Chi non vota si è arreso in partenza, ed è il peggior nemico perché apre la strada alla vittoria dei peggiori.

La speranza è l’inizio della ribellione
ma cosa ce ne faremo di un popolo morto
che nemmeno spera?

Oggi mi sono svegliata
col buio attorno
Oggi mi sono svegliata
che l’alba non arrivava.

Cesare Maria Ortis
Capisco che si possa non sapere chi votare e nessuno ci rappresenti…ma il 53,24% d’astensione è drammatico e lascia mano libera ai soliti.
..anche il non voto alla fine è un atto criminale.
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Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi un po’: potrebbe essere il motto nazionale.”(B. Severgnini)
E’ per questo che gli slogan attecchiscono qui più delle riflessioni.
Abbiamo troppo poco tempo per pensare, dobbiamo correre alla partita o in pizzeria. Un partito, per attrarre, deve travestirsi da Bar dello sport o da pizzaiolo battutaro. Fare le corna, magari o alzare il medio. Gesti molto popolari, che riempiono i giornali. Notiamo che il linguaggio dei segni arriva prima di quello delle idee, è anche questa una forma di sordomutismo culturale.
In caso di responsabilizzazione, deleghiamo. Anche l’astensione è una forma di pigrizia. Che ci viene congeniale. E’ ovvio che qualcuno ci speculi.
Mentre corriamo in pizzeria, qualcuno entra in casa e la devasta. Inutile recriminare.
Dopo che l’italiano non ha fatto niente per essere buon cittadino, passa il resto del tempo a polemizzare sulle colpe degli altri.
Compito perfettamente inutile che non impedisce ai governanti di governare.
Male. Ma tu dov’eri? Dormivi? Ci facevi? O ti astenevi?

Gramsci diceva:
Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero.”

Si vede che per molti ancora sono buone riforme premiare il falso in bilancio, depenalizzare l’autoriciclaggio e la frode fiscale, liberare persino gli assassini, regalare miliardi ai grandi evasori e 20 miliardi alle banche assassine, limitare le intercettazioni, stravolgere il diritto elettorale, fare a pezzi i diritti del lavoro e tagliare la sovranità popolare!!!! Ormai siamo al neofascismo d’Italia!
Il fascismo di Renzi, il fascismo di Berlusconi, il fascismo di Salvini, il fascismo della mafia e della P2 .
E hanno dietro il fascismo della Troika, complice il Pd assieme alla marmaglia confusa dei voltagabbana.
E’ un’accozzaglia nera. Per la gioia di fascisti d’Italia e di chi non vuol cambiare nulla o perché non capisce, o perché se ne frega, o perché ci va a nozze. In Sicilia si è consumato l’ennesimo delitto: la restaurazione del regime dei peggiori per metterlo in tasca agli Italiani migliori.
Ma questo ormai è un popolo in cui vince solo la circonvenzione di incapaci.

Travaglio:
Penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.
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Due siciliani sui tre non hanno votato. Ci cadono le braccia. Ci vanno raccontando che un alto numero di astenuti è segno di una civiltà matura e che solo i popoli molto giovani ardono dalla voglia di andare a votare. Balle!!! Un alto numero di astenuti indica solo che il solco tra chi comanda e chi può solo ubbidire si è allargato a dismisura e che al posto di una partecipazione civile, che è indice di democrazia ed evoluzione sociale, abbiamo il disinteresse di chi ormai se ne frega di come vanno le cose e si separa da ogni ambito comune oppure, come in Catalogna, non va a votare perché ha paura di qualcosa o qualcuno che può coartare il suo voto. Ci dicono che in Sicilia la mafia presidiava coi suoi scagnozzi i seggi. Ci dicono che lo spoglio fatto solo il giorno seguente è una anomalia grave, mai vista in nessuna elezione, che sembra fatto apposta per consentire brogli e scambi di urne per cui il voto sarebbe stato comunque inutile.
Ma c’è poi il voto dei disillusi che ripetono a manetta: “Tanto ormai il voto è inutile e tutto resta come prima”! E davanti a questa sconsolata dichiarazione c’è poco da obiettare, guardando a come è degradato il sistema elettorale, è stata uccisa la rappresentanza, è stata imbavagliata la democrazia, è stato annullato il ruoto del cittadino attivo, con governi che hanno trasformato progressivamente una Repubblica in una oligarchia dominata dei più disonesti, mentre i media e le leggi si muovevano solo col fine di mantenere questi disonesti il più possibile al potere. Comunque sia, l’alto numero di astenuti non sarà mai indice di civiltà ma del declino di un Paese che brucia ogni possibilità di un futuro migliore.

I vili sono più dei coraggiosi
Gli sfiduciati sono più dei fiduciosi
I malati nell’anima sono più dei portatori di fede
Gli indifferenti sono più dei partecipanti
I suicidi sono più dei viventi
Gli uomini veri sono più degli ominicchi
..e su questo olocausto umano giace la nostra follia.
Non sono i despoti a ucciderci
siamo noi da noi stessi
con la nostra inerzia
a decretare la fine del mondo.

Chiudere i mari
spostare le montagne
toccare la Luna
non sono che bazzecole
Cambiare la natura vile dell’uomo
quella è la Vera Impresa.

Sono stanca. Mi sento come uno senza martello che sbatte a mani nude contro una montagna rigida di pietra durissima inscalfibile sperando di intaccarla.
Sono stanca. Ma prendiamola come una reazione umana, fisiologica, la stessa che avrà preso, immagino, tutti coloro che nella storia hanno impegnato tutte le loro energie e le loro speranze nel tentativo di cambiare il mondo in meglio e proprio per questo sono stati destinati a una lotta lunghissima senza possibilità rapide di vittoria ma basata tutta sulla perseveranza, sulla determinazione, sulla pazienza, sull’ostinazione inflessibile.
Sono stanca come davanti a un compito insormontabile.
Ma non mollo.
Alla fine sarà “o noi o loro”. E loro possono anche vincere provvisoriamente, ma nel tempo non fanno che perdere, perché, come Lucifero, sono persi in partenza.

Siamo lottatori ciechi
illuminati da una speranza
che vediamo solo noi
Forse il bene cresce
ma così piano come una marea
interminabile di spuma
vinta ogni volta dalla scogliera
nera.

notturno concertante
Musumeci, candidato berlusconiano in Sicilia: “Punterò sulla famiglia”.
Questo sì che è parlare chiaro.
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vittorio scuderi
Berlusconi è in Sicilia per le elezioni regionali.
E’ ancora vivo nei Siciliani il ricordo di un suo storico sbarco a Marsala!
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massi_massi
Berlusconi:”Compro casa a Palermo”. Il luogo del primo bacio ti resta sempre nel cuore.

Berlusconi:”Compro casa a Palermo”. Quella voglia un po’ così di tornare dove tutto è cominciato.
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notturno concertante
Sicilia, si presenta Micari, il candidato di PD e Alfano: “Sono il trascinatore di un’ampia coalizione”.
Primus inter compares.
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antonio carano
Rosatellum, Verdini: “siamo in maggioranza”. Indagati e pregiudicati.
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Mr Black
Renzi: “Sarà corpo a corpo con il centrodestra”
Praticamente a braccetto.
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notturno concertante
Ndrangheta, arrestato il sindaco Forza Italia di Seregno.
Il ritorno dei capaci.

RENZI: IL PIÙ GRANDE SUCCESSO DI BERLUSCONI
Franco Caminiti

Troia la grande, l’invincibile, l’inespugnabile, eppure un cavallo di legno farcito di soldati greci bastò a causarne la distruzione. La similitudine fra Troia e il PD, si fa sempre più insistente. Perché il PD era diventato un partito imbattibile, anche per Berlusconi: forte di una storia di sx dal sapore partigiano di lotte operaie e sindacali. Allora Berlusconi chiama il fido Verdini: “Denis, dobbiamo far fuori il PD. Inventatevi qualcosa.” E Verdini tira fuori l’idea, anzi il cavallo. Di Troia.
Si chiama Matteo Renzi, lui lo conosce bene, gli ha già dato una mano per diventare sindaco di Firenze. E non odia Berlusconi. Anzi lo ama, da quando vinse una barcata di milioni alla Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno, e con quei soldi salvò il papà dal fallimento. Sì, Matteo è quello che serve. Allora Verdini studia il progetto, l’operazione deve essere credibile, e serve che qualcuno controlli il ‘cavallo’. Chi meglio di Verdini stesso. Ecco il ‘finto tradimento’: Denis, colui che nei primi giorni di Forza Italia selezionava personalmente quelli che ‘scendevano in campo’ al richiamo del cavaliere, abbandona Berlusconi!?(ricordate: nessuno abbandona Berlusconi!)
Primo passo: votare Renzi alle primarie e farlo diventare segretario del PD(infatti si disse subito dei berluscones che pagavano per votare Renzi!), a quel punto bastò un tranquillizzante augurio ‘stai sereno’, poi il patto di ‘non belligeranza’ sancito al Nazzareno, tutto il resto è storia recente.
Operazione riuscita: il più forte e granitico partito sgretolato dal suo stesso segretario.
Il Cavaliere ridiscende in campo, Matteo è diventato inutile e ingombrante, bisogna ‘rottamarlo’, il suo ‘treno dell’ascolto’ arriva in incognito nelle stazioni deserte, Berlusconi non gli garantisce lo stesso supporto delle primarie, il cavallo di legno non serve più, può essere bruciato. Il treno di Renzi farà la sua ultima fermata in Sicilia la prossima settimana quando dalle urne uscirà il verdetto di un PD brutalmente sconfitto.

DUE SICILIE, DUE ITALIE
Marco Travaglio

Mentre scriviamo, gli unici dati a disposizione sono quelli degli exit poll, ad alto rischio di errore. Ma una tendenza comunque la segnano. Che la partita fosse una gara a due fra il centrodestra col camerata Nello Musumeci e i 5Stelle col geometra Giancarlo Cancelleri, e che i due rappresentanti di quel che resta del centrosinistra, il rettore Fabrizio Micari e il giornalista Claudio Fava, giocassero per la medaglia di bronzo, era scontato da tempo. Ma che i primi due facessero incetta di voti fino a sfiorare il 75%, lasciando agli altri due appena il 25, è una grossa sorpresa. Tantopiù che le ultime elezioni il centrosinistra le aveva vinte con Rosario Crocetta e una maggioranza arlecchinesca finchè si vuole, ma pur sempre maggioranza. E quasi tutte le leve del potere regionale, con le sottostanti clientele, erano in mano al Pd e agli alfaniani di Ap. Poi, certo, molti di quei serbatoi di preferenze si sono buttati a destra: ma solo perchè il duo Renzi-Alfano era dato sconfitto in partenza. Infatti da oggi i peggiori nemici di Renzi saranno i suoi cosiddetti compagni di partito, che tenteranno di fargli le scarpe per non farsi trascinare nel gorgo di una sconfitta ancor più rovinosa alle elezioni politiche.
Non che Renzi abbia scelto di perdere, anzi. È che, dalle comunali del 2016 al referendum del 4 dicembre, dalle comunali del 2017 alle regionali siciliane, non sa più come si faccia a vincere. Per mancanza di voti. In Sicilia come nel resto d’Italia. Che poi, ormai, sono due Sicilie e due Italie. L’alleanza Pd-Ap è tutt’altro che innaturale: un “centro” indefinito, scialbo, sciapo e insignificante (come Micari, il cerneade che lo incarnava), se non per la sete di potere. Ma non ha nulla da dire a nessuna delle due Sicilie né delle due Italie. Da una parte c’è il Paese della peggiore continuità, del voto di scambio, delle clientele, delle corruttele, dei trasformismi, dei familismi, dei soldi pubblici a pioggia, delle grandi opere inutili se non per i ladri e per le mafie: corre sempre sul carro del vincitore e, alle pallide imitazioni, preferisce sempre l’originale, infatti il Caimano lo conosce benissimo ed è sceso a Palermo a lanciare i suoi messaggi agli amici degli amici: “Attenti, dietro a Grillo ci sono Davigo e Di Matteo!”. Dall’altra c’è il Paese del voto di opinione, della voglia di cambiare e della legalità, che dinanzi ai nomi di Davigo e di Di Matteo si inchina riconoscente anziché terrorizzarsi: infatti ha salutato da un pezzo il PdR (Partito di Renzi) per affidarsi – con tutti i rischi e le incognite del caso – al M5S e a una Sinistra ancora in mezzo al guado.
Anche se non riuscirà a espugnare la Sicilia, questa Italia post-ideologica che vuole archiviare l’Ancien Regime per sostituirlo con qualcosa di indefinito ma certamente migliore, va comunque a sfiorare la metà dell’elettorato proprio nella terra più difficile: quella del Gattopardo. Merito dell’impegno matto e disperatissimo dei 5Stelle, con Grillo, Di Maio e di Battista in prima fila (mentre Renzi volava a New York e la Boschi a Tokyo), e di Claudio Fava, che hanno battuto l’isola palmo a palmo riportando la politica nelle piazze, puntando sul contatto diretto con la gente al posto del collage dei pezzi di establishment e dei messaggi mafiosi. E hanno gettato le basi per un possibile, futuro avvicinamento in nome dei valori che, etichette ideologiche a parte, accomunano i rispettivi elettorati, destinati inevitabilmente a incontrarsi.
In quest’“altra Sicilia”, che presto sarà l’”altra Italia” deve sperare chiunque voglia dare una mano per costruire un Paese migliore, libero da tutti i condizionamenti, servaggi e ricatti criminali. Ma deve anche sapere che la partita sarà difficilissima. Musumeci, che mai aveva vinto nulla quando era solo il “fascista perbene” e ha fatto il pieno di voti solo quando ha sporcato la sua storia con alleanze improbabili (Salvini e B.) e candidati impresentabili di ogni genere e risma, si è giovato di un meccanismo elettorale che premia le finte coalizioni di liste civetta e tira-voti. Proprio come avverrà alle elezioni politiche col Rosatellum, studiato apposta per premiare chi ammucchia sigle e siglette purchessia accanto al candidato nei collegi e poi, per trascinamento, anche nel proporzionale. Chi va da solo, in nome della chiarezza e della coerenza, come i 5Stelle e la Sinistra, combatte con le mani legate dietro la schiena. A meno che non compia un triplo miracolo: schierare una classe dirigente al contempo nuova e autorevole; presentare programmi credibili; e riportare alle urne tanti dei troppi che non votano più.
Chi ancora aveva dubbi sul movente del Rosatellum ora è servito: in Sicilia come in Italia, Renzi&Alfano non hanno i voti. E, anziché spendersi per recuperarli, preferiscono rubare seggi ai 5Stelle e alla Sinistra per regalarli alla destra. Sperando che poi il Caimano si ricordi degli amici.
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Aneddoto del giorno
In una delle sue riunioni, Stalin (dittatore sovietico (Russo) e un grande “assassino”) ha chiesto di portare una gallina.. L’ ha afferrata forte con una mano e con l’altra ha iniziato a spennare.
La gallina disperata dal dolore ha cercato di fuggire, ma non ha potuto.
Così riuscì a toglierle tutte le piume.. E disse ai suoi aiutanti: ” ora guardate cosa succederà..
Ha messo la gallina sul pavimento e si è allontanato da lei un po ‘ e ha preso in mano una manciata di grano mentre i suoi collaboratori guardavano stupiti come la gallina, spaventata, sofferente e sanguinante, correva dietro a Stalin mentre questo gli stava tirando pugni di grano E girava in salotto.
La gallina lo inseguiva ovunque.
Allora Stalin guarda i suoi aiutanti, che sono completamente sorpresi e dice:
“Così è facile governare gli stupidi. Avete visto come mi ha inseguito la gallina nonostante il dolore che le ho causato? Così sono la maggior parte dei popoli, seguono i loro governanti e politici, nonostante il dolore che gli causano per il semplice fatto di ricevere un regalo a buon mercato, una promessa stupida o qualcosa di cibo per uno o due giorni”.

ALESSANDRA DANIELE
Prendiamo un racconto di Philip K. Dick ‘The Hanging Stranger’, lo straniero impiccato, del 1953. Negli USA dei linciaggi razzisti e del maccartismo, si racconta la storia d’un uomo che andando a lavorare una mattina in un Paesino di provincia apparentemente tranquillo, trova sulla sua strada il cadavere d’un impiccato, lasciato appeso in mostra nell’indifferenza dei passanti.
L’uomo inorridisce, e questo serve agli altri abitanti del Paesello, che sono in realtà mutaforma insettoidi, per identificarlo come umano, e attaccarlo.
L’impiccato infatti è lì proprio come test rivelatore di umani.
Il governo Gentiloni sembra essere gradito agli italiani per la sobria discrezione del premier, e per l’efficiente decisionismo del ministro degli Interni e degli Esteri Marco Minniti, palesemente apprezzato anche da tutta l’opposizione parlamentare, a cominciare dal M5S dell’azzimato Di Maio.
Il grigio governo Gentiloni è un perfetto esempio della banalità del male.
E anche la cosiddetta sx MDP degli scissionisti di Bersani lo sostiene.
C’è un cadavere appeso al centro della piazza italiana. In realtà sono migliaia, le vittime dei campi di concentramento libici sponsorizzati dall’efficace Minniti.
La maggioranza degli italiani ci passa accanto tranquillamente, ignorandoli.
Qualcuno ci sputa sopra.
Qualcuno applaude.
A inorridire sono in pochi, e vengono attaccati come nemici della Patria.
Sono gli unici rimasti umani.

Musumeci aggiunge un altro pezzo pregiato alla sua galleria
Sergio Tancredi – Portavoce M5S Sicilia

Vittorio Sgarbi è l’ultimo pezzo pregiato della galleria di “mostri” di Musumeci. Voleva fare il sindaco di Cefalù, si era già lanciato ma è stato subito stoppato dal tribunale di Marsala. Perché? Semplice, era incandidabile. Fatto confermato anche dalla Corte d’appello di Palermo. Ciò nonostante partecipò comunque alle elezioni, rimediando una magra figura.
Quel giudizio, però, non era certamente un dispetto dei magistrati. Dalle relazioni degli ispettori del ministero dell’Interno inviati a Salemi, infatti, emerge che col suo comportamento avrebbe consentito, “se non addirittura agevolato”, quello che viene definito dagli stessi ispettori “lo sviamento dell’attività amministrativa”. Cosa era successo? Sgarbi diventa sindaco di Salemi nel 2008 ma lascia la poltrona nel 2012, poco prima che il comune venga ufficialmente sciolto per infiltrazioni mafiose. Secondo gli ispettori del Viminale “le ripetute assenze del sindaco dal territorio di Salemi” avrebbero reso possibile il controllo, o per lo meno l’influenza, sull’amministrazione da parte della criminalità organizzata.
Nello stesso senso gli ispettori hanno letto le deleghe – e la conseguente legittimazione – affidate da Sgarbi a favore di un ex politico colpito da sorveglianza speciale e sequestro preventivo multimilionario. Ma non solo. In seguito a una segnalazione della prefettura di Trapani, Sgarbi è stato anche condannato a un risarcimento di quasi 90 mila euro per le nomine fatte quando era sindaco di Salemi.
Insomma, proprio un vero esempio di buona amministrazione e di trasparenza che Musumeci non poteva che assoldare per la sua galleria dei “mostri”.
Ma c’è ancora una cosa da dire. Sgarbi, al netto di tutto, è noto ai più per le sue sfuriate, il suo turpiloquio continuo e ostentato, la sua costante e netta aggressività nei confronti delle persone che non la pensano come lui. Noi – ma non solo noi – ci vediamo un’ombra di violenza nel suo volto.
Ecco, crediamo che questa Isola abbia ancora un amplissimo credito con la violenza, tanto che non dovremmo far spazio a nulla e a nessuno che anche solo adombri un germe di violenza. Ne abbiamo avuta troppa, adesso basta. E poi, a Sgarbi già noi cittadini paghiamo un bel vitalizio da poco meno di 5mila euro al mese. Quindi abbiamo un credito ulteriore.
Ora, siamo certi che anche a quanto scritto sopra risponderà con la consueta violenza. E Musumeci starà lì, pronto ad appendere una medaglia al suo petto
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LE BOIATE DELLA STAMPA
M5S
La strategia messa in campo dai partiti e dai media per denigrare e diffamare il M5S segna oggi un cambio di passo. Oggi si inaugura la fase del Terrorismo Mediatico. Dopo aver tentato invano la narrazione dei “Grillini incompetenti” ed essere smentiti dalle azioni dei nostri amministratori, ora iniziano con il raffinato storytelling dei “Grillini violenti”. La suggestione è stata lanciata ufficialmente ieri da Renzi con un post su Facebook e immediatamente rilanciata da Berlusconi con la prima pagina de Il Giornale.
Nel giorno del referendum catalano, la Pravda berlusconiana, spara addosso al MoVimento a caratteri cubitali: “Delinquenti a Cinque Stelle”. Segue una ricostruzione completamente falsa a cura di Francesco Maria Del Vigo in cui afferma che il M5S difende i violenti e lo accusa di complicità con gli organizzatori della macabra provocazione dei manichini. Balle che sono come ordigni lanciati in una piazza per scatenare il panico e la psicosi contro il MoVimento.
La verità è un’altra. Sono stati i nostri amministratori a ospitare il G7 a Torino e Venaria. Il MoVimento e i suoi principali portavoce (Chiara Appendino a livello locale e Luigi Di Maio a livello nazionale) hanno prontamente condannato i violenti e gli atti violenti. Nessuno di loro ha organizzato o preso parte a manifestazioni violente o macabre come quella dei manichini, che peraltro abbiamo condannato pubblicamente. E il popolo che ci sostiene mai si è macchiato di violenze o di azioni illegali, come invece vogliono far credere i terroristi mediatici. Questa è la posizione ufficiale del M5S, chi ne ha altre le esprime a titolo personale e comunque al di fuori della nostra comunità.
La rabbia del Paese che sarebbe esplosa in faccia a chi l’Italia l’ha devastata, è stata trasformata dal MoVimento in un’energia positiva e pacifica che si esprime attraverso il voto popolare e all’interno di una cornice istituzionale. Delegittimare questa forza con mitragliate di accuse infamanti e menzogne è un atto terroristico di stampo mediatico con precisi mandanti politici: il segretario del Pd e il suo pregiudicato compagno di merende al Nazareno.
Da qui in avanti sarà sempre peggio. I partiti e i mezzi di comunicazione al loro servizio (praticamente tutti) separeranno ad alzo zero contro il MoVimento e i suoi portavoce, senza nessun ritegno e senza nessun rispetto della verità. L’unico antidoto è informarsi sui fatti, non sulle opinione di editorialisti complici dei politici, e soprattutto diventare ognuno di voi un inviato del Paese reale, quello distante anni luce dalle redazioni dei giornali e dei telegiornali mantenuti in piedi con denaro pubblico o elargizioni di qualche magnate. Nessuno di noi è un delinquente e non permetteremo a nessuno di dirlo impunentemente.
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M5S Europa

Il sogno di un reddito per tutti i cittadini si avvicina. La Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento europeo ha detto sì con 36 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astensioni al rapporto del gruppo Efdd – M5S su “politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà.
Il rapporto contiene punti fondamentali che azzererebbero immediatamente la povertà in Italia: l’uso del Fondo sociale europeo per cofinanziare il reddito di cittadinanza, la creazione di un Fondo ad hoc per quei Paesi che hanno tassi di povertà insostenibili, una direttiva vincolante per tutti gli Stati membri, l’indicazione di un importo per la determinazione di questo reddito: il 60% del reddito medio nazionale. L’esperienza europea è fondamentale per implementare con le dovute coperture economiche questo progetto. In tutti gli Stati europei, tranne in Italia e Grecia, esistono misure di contrasto alla povertà.
Non vogliamo sentire scuse: il debito e l’austerity non possono essere alibi per non occuparsi delle persone in difficoltà. I cittadini non possono pagare gli errori dei politici. Durante la seconda plenaria di Ottobre (che va dal 23 al 26 ottobre) verrà votato il testo dall’aula. Siamo curiosi di vedere come voteranno gli europarlamentari di Pd, Forza Italia, NDC e Lega Nord che in Italia si oppongono strenuamente al reddito di cittadinanza.
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Angelo Voza
Avete digerito Mafia Capitale, avete ingoiato Er Batman e le feste con le maschere da porci pagate da noi. Avete chiuso gli occhi di fronte all’assalto al fortino dell’eversione nera elevata al rango di imprenditoria da Alemanno. Avete visto crescere sotto al cupolone generazioni di criminali e camorristi importati la cui unica forza erano certe giunte.
Avete ignorato Roma violentata da cemento e mafia, avete guardato sperperare miliardi in progetti avviati e mai finiti. Avete accettato di veder sparire il mare di Ostia dietro muri di privati che gestivano le nostre spiagge costruendoci sopra. Avete girato lo sguardo mentre Casalesi, camorra napoletana, ‘Ndrangheta, cosa nostra, ex banda della Magliana e Casamonica si facevano la guerra per il predominio della città .
Adesso fate gli occhioni e la boccuccia aperta sulle vicende della Raggi.
Il mondo di mezzo vi ringrazia sentitamente e aspetta di riprendere da dove aveva lasciato, c’è ancora molto da spolpare.
( “senza i politici noi saremmo rimasti venditori di sigarette di contrabbando” cit C.Schiavone, camorrista, più onesto e serio di certi politici)
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Una risposta al signor Gramellini del Corriere della Sera .
Di Ferdinando Imposimato.
L’8 settembre 2017, dopo l’attacco sui vaccini di Renzi-“gioco sporco di Imposimato”- sul Corriere , è andato, in soccorso dell’ex premier, tal Gramellini, che non conosco. Egli mi irride come “implacabile segugio”, che vive di “Raggi e miraggi”- e insegue fantasiose teorie su Bilderberg e Cia. So bene che Gramellini è prono a Renzi , di cui ha sostenuto con furbizia riforma eversiva e politica dei vaccini obbligatori. Ma non può deformare la verità. In primis mai vista e sentita la Raggi dopo elezioni .Quanto a Bilderberg e CIA,tre documenti, provenienti dal terrorista Giovanni Venura, aiutano a capire. Me li diede nel 2012 Gerardo D’Ambrosio ,Senatore, giudice istruttore della strage di Piazza Fontana (dicembre 69) Atti della requisitoria del PM Emilio Alessandrini , ucciso dai terroristi nel 1979. Cosa rivelano ? Tralascio i doc del 1969 e parlo di quello del VI.1967 Dice .“Note informative : su CIA “ , su “Bilderberg” e su “guerra occulta”: “Negli Stati Uniti la forza determinante della influenza USA all’estero è stata la CIA ; ha operato, al margine di canali governativi ufficiali”.“a partire dall’Amministrazione Kennedy, la CIA, da organismo informativo per politica estera della Casa Bianca, si è trasformata in forza di sovversione che si insinua negli affari interni degli altri Paesi” . E poi “Due anni or sono, si tenne a Roma la riunione Bilderberg”, struttura del Governo mondiale invisibile (Deep state). Dice: ”Le accuse a CIA d’interferenza in politica interna dei Paesi europei sono assolutamente vere”. E “la CIA non è in sé né di sx né di dx. E’ un’agenzia del Governo USA con organizzazione e attività colossali. 500 milioni di dollari l’anno di bilancio l’hanno convertita in un mostro il cui controllo è sempre più arduo”. “Questo denaro ha unto governi di sx e di dx”. Ne parlai all’Union Cooper University di NY l’11 settembre 2016 invitato da associazioni di avvocati, ingegneri e architetti, che mi hanno chiesto di far parte di loro associazione. Il Corriere, che ha parlato di viaggio di Renzi da Obama ne ha taciuto.
Signor Gramellini , sono atti del processo su Piazza Fontana, confermati da riscontri. Il libro “Repubblica stragi impunite”, Newton C”, vincitore premio Roma davanti a storici illustri come Rosario Villari e Pietro Citati, ne parla diffusamente. Nessuna smentita . So che chiedere che Lei, analfabeta della storia, capisca queste cose, è troppo. Ma non può, sul Corriere disinformare milioni di persone sul massacro di tanti innocenti . Ho diritto di replicare alle sue sciocchezze coperte da libertà di stampa, ma la sfido a smentire la mia ricostruzione dei fatti.

Arsenale K‏
LasVegas Una donna si è salvata perché il suo iPhone ha fermato il proiettile. Con quello che costa dovrebbe pure rispondere al fuoco.
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ArsenaleK ha deciso di solidarizzare con qualcosa e da oggi farà lo sciopero dei vaffanculo a staffetta. Ci asteniamo un paio di ore a testa
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+++ULTIM’ORA+++ Compra partita di allucinogeni e ci trova gli spinaci: ricoverato un gruppo di persone intossicate dalla realtà. [@giulysua]
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Renzi apre alla sx. Ancora non era uscita tutta dal PD. [@ReNudo79]
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Renzi ora non corre più da solo. Lo inseguono migliaia di correntisti di Banca Etruria. [@antonio_carano]
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Pisapia: “D’Alema faccia un passo di fianco”. Poi una mano en la cabeza, una mano en la cintura e un movimiento sexy. [@LVIX1]
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Visto il colore della pelle e la religione dell’assassino, la strage di LasVegas è stata declassata a “prove di tiro a segno”. [@lomassi]

Mese dopo mese, crollano le vendite in edicola dei giornali italiani
In pochi mesi Repubblica ha perso 40.00 copie
Un anno fa vendeva 223.356 copie, oggi è scesa a 183.116 (su 60 milioni di abitanti è proprio un nulla).
Il Corriere della sera ha perso 13 mila copie su 216 mila;
la Stampa 9 mila su 133.259.
Peggio il Giornale, 14 mila copie perse in un anno da 71 mila, quasi il 20%.
I lettori non amano più le posizioni estreme, falsificanti, filovernative.
Poi c’è la perdita di credibilità, per cui sull’opinione pubblica il Fatto, con le sue 35.352 copie vendute in giugno (1.300 meno di un anno fa) pesa come se ne vendesse 350 mila.
Eppure queste perdite massicce, che alla fine faranno chiudere i quotidiani come è avvenuto all’Unità, non insegnano loro nulla e continuano testardamente a spacciare balle e calunnie come se la disaffezione dei lettori non esistesse.
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Ndrangheta a Milano, 210 anni di carcere e sequestro di oltre un milione di euro in contanti
Il tribunale ha inflitto 24 condanne nei confronti dell’associazione di narcotrafficanti, vicina al clan dei Ruga-Loiero-Metastasio, che gestiva lo smercio della cocaina purissima ‘Z1’ in città..
Chi era quell’idiota che disse che a Milano non c’era la mafia?

Twitter
Augias: “Gentiloni mi piace è molto garbato!”
Ha regalato 20 miliardi alle banche in modo così garbato!
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Vanessa
Questi sono capaci di invitare Formigoni per parlare della Raggi
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Scrivono coalizioni. Pensano aberrazioni.
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Carlo Sibilia
Ogni italiano ha oggi un debito pro capite di $58,693, in costante crescita. Peggio di noi fanno solo Giappone, USA e Irlanda.

Bruno p.Napoli
ORA NON POTETE FAR FINTA DI NIENTE
Il luogo comune che la politica è tutta una cloaca ed è immutabile negli anni è sconfessato mentre il re è sempre più nudo.
Cari Siciliani,almeno quelli che davvero aspirano ad un cambio radicale nel rapporto tra le amministrazioni e la cittadinanza,ora sapete e non avete scuse.
Il M5S avrà i suoi difetti ma è l’unica entità politica che ha portata alla ribalta il trasformismo dei partiti e gli enormi conflitti di interessi che ci sono tra nominati nelle istituzioni e pezzi della comunità deviata collusi spesso con la criminalità mafiosa.
I giornali non ne parlano,la tv sorvola,si sa ma non si dice.E’ comodo a tutti,ai partiti,alla mafia,a coloro che si arricchiscono inquinando e cementificando per poi elargire le briciole ad una popolazione stremata dalla disoccupazione e dai soprusi della mafia.
Questi politici sono stati gli artefici della distruzione dell’Isola,della sua cultura,delle sue enormi ricchezze paesaggistiche e naturalistiche.Senza questa politica che ha fatto da ponte tra le istituzioni e la feccia che la manovra,niente avrebbe potuto scalfirne la sua bellezza.
Senza questa politica non ci sarebbero stati gli sperperi,gli scandali delle partecipate,degli assessorati ,della sanità malata e di tutta quella gente che vive a sbafo di coloro che lavorano onestamente e lottano ogni giorno per ridare dignità ad una Regione che ha fatto la storia antica e moderna dell’Italia.
Ora è pubblico,la politica in Sicilia è fortemente contaminata e spetta agli elettori bonificarla.
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furio garbagnati‏
Pisapia dice ” Non basta dire cose di sx, bisogna farle”. E per farle pensa di allearsi con chi non le ha mai fatte. Logica.
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IL ROSATELLUM NON PROFUMA
Paolo De Gregorio

Vi sono delle REGOLE legislative che, se fossero comprese nelle loro implicazioni pratiche, a costo zero, cambierebbero profondamente il teatrino della politica la cui rappresentazione è vecchia, ridicola, infarcita di bugie, calunnie sparate ad alzo zero, irriformabile al punto di non sciogliere un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Tutta la cronaca politica degli ultimi mesi non fa che parlare di trattative sotto banco, di inciuci, di governissimi, dei ricatti dei partiti minori, dei cambi di casacca dei voltagabbana, di alleanze fatte al mattino e disfatte la sera, il tutto con un denominatore comune: la possibilità giuridica per i partiti di potersi presentare alla competizione elettorale in forma di coalizione.
Basterebbe vietare questa possibilità. Per l’ottima ragione che un partito ha ragione di esistere per differenze sostanziali con gli altri, e che la storia politica recente ha certificato che le coalizioni non funzionano, sviluppano eterni litigi per la spartizione dei poteri e ciò blocca l’azione di Governo, mentre il divieto di coalizione spingerebbe i partiti più piccoli a sciogliersi e ad integrarsi con quelli a loro più vicini, aiutati anche da un’altra regola indispensabile, che è quella di fissare al 5% la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento (senza che questi voti possano essere utilizzati in nessun altro modo).
Credo che gli italiani gradirebbero molto vedere 3 o 4 simboli nella loro scheda elettorale, piuttosto che le attuali lenzuolate.
Con un sistema elettorale, che non prevede coalizioni, proporzionale e con le preferenze, per avere una immediata governabilità, il partito che ottiene più voti è quello destinato a governare, con il premio di maggioranza, per realizzare, senza alibi, il programma promesso agli elettori.
Di Battista (il meglio dei 5 stelle) invece di parlare di “golpe istituzionale”, a proposito della ennesima porcata anticostituzionale (il Rosatellum) che dovrebbe diventare la legge elettorale con cui andremo a votare in primavera, approfitti di tutte le occasioni di comunicazione per proporre una nostra legge, comprensibile per tutti, il cui obbiettivo democratico (altro che populismo) sia quello di offrire ai cittadini la facoltà di dare le preferenze e alla nazione la piena governabilità, anche se una legge del genere non passerà, fino a quando gli italiani non daranno la maggioranza assoluta al M5S.

UN ALTRO 4 DICEMBRE
Marco Travaglio

Un Governo illegittimo, sostenuto da una maggioranza fittizia figlia di una legge elettorale incostituzionale e spalleggiato da un capo dello Stato eletto da quella falsa maggioranza e già firmatario di una legge elettorale incostituzionale, impone la fiducia a se stesso su una nuova legge elettorale incostituzionale senza averne il potere (la legge non è di iniziativa governativa, ma parlamentare) per impedire al Parlamento di discutere, emendare ed eventualmente bocciare una norma studiata a tavolino da quattro partiti per favorire se stessi e far perdere le elezioni alla prima forza politica del Paese (il M5S) e alla sx non allineata, e per consentire a un pugno di capi-partito di nominarsi i due terzi delle prossime Camere, truccando le regole del gioco a pochi mesi dalle urne in barba alla raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2003 (citata anche da sentenze della Corte di Strasburgo) di non modificare le leggi elettorali nell’ultimo anno prima delle elezioni. Stiamo parlando della legge “nostra” per antonomasia: quella che regola il diritto di voto, la sovranità popolare sancita dall’articolo 1 della Carta e ora confiscata dai partiti come “cosa loro”.
I precedenti di un voto di fiducia sulla legge elettorale sono, nell’ultimo secolo, appena tre e tutti poco rassicuranti: il primo sulla legge Acerbo del 1923, che assicurò a Benito Mussolini una maggioranza in Parlamento che non aveva nel Paese; il secondo sulla cosiddetta “legge truffa” del 1953 (un modello di democrazia al confronto degli ultimi obbrobri: assegnava un piccolo premio di governabilità a chi si aggiudicava il 50% dei voti più uno); il terzo nel 2015 sull’Italicum, poi dichiarato incostituzionale dalla Corte. Infatti ieri è inorridito persino Napolitano, il che è tutto dire. Nemmeno B. aveva osato tanto nel 2005, quando impose il Porcellum, anche lui alla vigilia del voto. E dire che la legge Calderoli, portando la firma del ministro delle Riforme, era di iniziativa governativa, così come l’Italicum firmato dieci anni dopo dalla ministra Boschi: dunque in quei casi, per quanto forzata, la fiducia un senso poteva averlo. Stavolta il Governo Gentiloni si era volutamente e dichiaratamente tenuto fuori dalla legge elettorale, infatti il Rosatellum-1, il Tedeschellum e il Rosatellum-2 sono stati tutti di iniziativa parlamentare. Il Rosatellum prende il nome dal capogruppo del Pd alla Camera, previo accordo con Pd, Ap, FI e Lega: due forze di maggioranza e due di opposizione. Che c’entra il Governo Gentiloni?
E perché mai chi del Rosatellum non condivide il metodo (l’accordo con B. e Salvini) o il merito (coalizioni finte e solubili, nominati à gogo, niente voto disgiunto, 6 pluricandidature) dovrebbe affossare il Governo? E quali cause di forza maggiore giustificano la fiducia per approvarlo in blocco, senza emendamenti né dibattiti, visto che il Parlamento ha il tempo e i numeri per votarlo con le normali procedure? E che fine hanno fatto i moniti del Quirinale contro gli abusi di fiducia anti-Parlamento?
Dinanzi a questo sterminio della democrazia parlamentare e della legalità costituzionale, ci sarebbe da attendersi una reazione delle istituzioni di garanzia, a cominciare dal Presidente della Repubblica, che invece tace e acconsente (a parte i fervorini ai giudici che osano ancora aprire bocca). E dai presidenti di Camera e Senato, che già avallarono la fiducia all’Italicum, ma che ora – visto quel che stabilì la Consulta – dovrebbero pensarci bene prima di perseverare. I loro poteri – lo sostiene un gruppo di giuristi interpellati da Libertà e Giustizia – consentono di rifiutare la messa in votazione della fiducia. Se invece ignoreranno un’altra volta la legge dello Stato per piegarsi alla legge del più forte, passeranno alla storia come i complici di una stagione incostituzionale senza fine. Si leggano il Presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelsky, nell’ultima intervista a Silvia Truzzi sul Fatto: “Immaginiamo che si approvi una nuova legge elettorale in prossimità del voto e che questa legge sia incostituzionalissima, addirittura per contrasto evidente con i precedenti della Corte. Le procedure non consentirebbero di rivolgersi a essa in tempo utile. Si voterebbe con quella legge e le nuove Camere resterebbero in carica tranquillamente, ma incostituzionalmente, in virtù del principio di continuità… I politici eletti avevano tutto l’interesse a terminare il mandato parlamentare. Con la conseguenza aberrante che le sentenze della Corte non hanno sortito effetto e il gioco può essere ripetuto all’infinito: basta votare la legge quando non è più possibile ricorrere contro i suoi vizi”. Chiamatelo regime, o fascismo 2.0, o come volete. Ma una cosa è certa: la democrazia parlamentare è un’altra cosa, anzi è l’opposto. E pensare che questi impuniti hanno appena approvato la legge Fiano per rivietare il fascismo e magari abbattere qualche obelisco del Duce, salvo poi calcarne le orme con lo stesso Fiano

(Leggendo Travaglio)
Siamo alla terza legge elettorale che nasce già incostituzionale; questa, oltre tutto, ha avuto i suoi articoli imposti con la fiducia (cosa vietata dalla Costituzione) e un voto segreto in cui sono confluiti Fi e Pd come soci occulti, mentre nel passaggio al Senato i due contrabbandieri si sono già accordati su opportune assenze dall’aula per favorirne il passaggio.
Ricordiamo che le direttive europee sono superiori legalmente alle leggi di uno Stato.
E le direttive europee ordinano che non si facciano cambiamenti alle leggi elettorali nell’anno che precede le elezioni, mentre qui siamo a 6 mesi.
Dunque il Rosatellum calpesta sia la Costituzione che le direttive europee.
Ricordiamo che gli Stati europei sono obbligato a rispettare un “Codice delle buone pratiche in materia elettorale”.
E che questo ordina che i Parlamenti rispettino gli elettori, cosa che già era stata ordinata dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo per avere “elezioni libere ed eque”.
Affinché la legge sia una cosa seria e non una burletta che cambia secondo il cambio di Governo si ordina che il DIRITTO abbia una certa stabilità e non sia usato da chi comanda al momento per i propri comodi. Per cui: gli elementi fondamentali del sistema elettorale non devono poter essere modificati nell’anno che precede l’elezione.
Per questo, nel 2005 la Corte di Strasburgo ha bocciato la legge elettorale della Bulgaria, perché era stata fatta poco prima delle elezioni e penalizzava un partito a vantaggio degli altri. Ed è la stessa cosa che avviene ora in Italia, a 6 mesi dalle prossime elezioni e per danneggiare il M5S.
Dunque, come cavolo fa Mattarella a firmare un obbrobrio simile?
Non calpesta solo la Costituzione ma anche la Convenzione europea e la Corte di Strasburgo. Si ripete che le due Camere devono avere la stessa legge. A parte che siamo andati avanti così finora e nulla obbliga ad uniformarle, ma per uniformarle basterebbe una leggina senza imporre con la fiducia un’altra legge incostituzionale e contra Ue, creando una mostruosità in cui non solo l’elettore non sceglie i candidati, ma non sa nemmeno che fine faccia il suo voto e chi lo pigli. Col sistema attuale ogni voto può finire a candidati-nominati che mai l’elettore vorrebbe mandare in Parlamento. Tu credi di aver votato Tizio e invece fai eleggere Caio e Sempronio. Non esiste al mondo un sistema simile che è una autentica truffa. Zagrebelsky lo definisce “un sistema tecnicamente bastardo”.
Il Rosatellum finirà come Porcellum e Italicum: sarà raso al suolo, ma intanto il nuovo Parlamento illegittimo avrà prodotto un nuovo Governo illegittimo che farà a tempo a incaprettare la Consulta con persone disposte ad accettare qualunque schifezza, come già fa Mattarella e come faceva Napolitano.

MA ANCHE
Travaglio

È un vero peccato che il boss stragista Giuseppe Graviano si sia avvalso della facoltà di non rispondere, come un politico qualsiasi, nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Intanto perché ha perso l’occasione di riaffermare, ove mai ve ne fosse bisogno, la serietà dei mafiosi in contrapposizione con la cialtroneria dei politici.
E poi perché nessuno meglio di lui avrebbe potuto sciogliere il nodo delle sue parole rivolte al compagno di ora d’aria Umberto Adinolfi e intercettate nell’ora d’aria del carcere di Ascoli il 10 aprile 2016.
Secondo la Dia e la Procura, la frase esatta, riferita all’ex Cavaliere e alle stragi del 1992-’94, è: “Lo stavano indagando… Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo è stata l’urgenza”.
Secondo i consulenti della difesa Dell’Utri, invece, il boss di Brancaccio dice solo “Lo stavano indagando” e, quando Adinolfi risponde “Disse lui”, commenta “Bravissimo”, senza nominare B.
I periti della Corte d’Assise confermano la trascrizione della Dia e dei pm. E Graviano tace perché, parlando, dovrebbe scegliere fra “Berlusca” e “Bravissimo”. Nel primo caso, impallinerebbe il Caimano redivivo proprio ora che può tornare decisivo per il prossimo Governo, dunque prezioso (in quanto ricattabile) per gli amici degli amici. Nel secondo, gli farebbe un regalo mica da ridere, accreditando la tesi del complotto giudiziario, e gratis, senza ottenere nulla prima, né poterlo più ricattare dopo.
Essendo un criminale matricolato ma non un politico, Graviano non ha considerato la terza via: il “ma anche” tipico dei politici.
Poteva parlare e, alla domanda “Ha detto Berlusca o bravissimo?”, rispondere: “Entrambe le cose: Berlusca e bravissimo. E chi vuole capire capisce”.
Se qualcuno avesse obiettato che le due cose non stanno insieme, avrebbe potuto replicare: perché rifiutate le doppie verità da un mafioso, se le accettate ogni giorno dai politici?
E fare qualche esempio, a sua scelta.
Il Pd è contro il governatore Visco, ma anche pro.
La Boschi fa riunioni e telefonate segrete con banchieri per salvare Banca Etruria vicepresieduta da suo padre, ma il Parlamento la lascia al suo posto perché non si è mai occupata di Etruria.
La Boschi mette lo zampino nella mozione Pd contro Visco (che ha multato due volte il padre per Etruria) all’insaputa di Mattarella, Gentiloni, tutti i ministri e tre quarti del Pd, infatti tutti la accusano di “tradimento”, ma poi Gentiloni le conferma “piena fiducia” come i cornuti contenti.
Pisapia giura “mai con Alfano”, poi si allea in Sicilia col Pd e con Alfano.
Sul referendum anti-euro i 5Stelle cambiano più posizioni del Kamasutra.
Un po’ come il Pd sui referendum lombardo-veneti.
Renzi vince le primarie su un programma che promette “una legge elettorale che restituisca ai cittadini il sacrosanto diritto di scegliere a chi affidare i propri sogni, le proprie speranze e progetti” perché “i deputati devono essere scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini”, e giura “mai più larghe intese”; poi fa una legge elettorale (Rosatellum) che produce i due terzi di parlamentari nominati dai capi-partito (come l’Italicum) e le larghe intese.
Salvini ripete per mesi “Mai con B.” e B. “Mai con Salvini” e ora vanno a braccetto.
B. l’altroieri attacca Visco d’accordo con Renzi e ieri attacca Renzi d’accordo con Visco.
B. fa per anni il populista anti-Europa, anti-euro e anti-Merkel, poi l’altroieri va a Bruxelles al vertice Ppe, travestito da argine anti-populisti, e difende l’Europa, l’euro e la Merkel (“Sono legato da una grandissima stima ad Angela”).
Poi però gli parte il braccio teso come al Dottor Stranamore e fa lingua in bocca col fascio-populista ungherese Orbán, quello del muro anti-migranti (“È mio amico ed è anche milanista, l’ho portato a Milanello a vedere gli allenamenti, ci vedremo io e lui e risolveremo il problema dei migranti”). Il suo Giornale passa da anni di campagne forsennate contro la “culona” e “golpista”, al sontuoso titolone “Euroberlusconi. Rivincita del Cavaliere: torna al vertice del Ppe e la Merkel lo accoglie a braccia aperte: è l’unico argine ai populisti in Italia”.
Si scopre poi che l’han fatto parlare alle 14.15 del pomeriggio, davanti a una sala semideserta, quando i big Merkel, Juncker e Tusk se ne sono già andati da un pezzo, avendo di meglio da fare. Tipo mangiare un boccone.
Ora, per carità, niente di nuovo sotto il sole.
Stiamo parlando dell’ometto di Stato che nel ’94 andò al Governo alleandosi al Nord con la Lega e al Sud con An perché Bossi e Fini non si parlavano se non per insultarsi.
Che per vent’anni e passa fu contemporaneamente per il maggioritario e per il proporzionale.
Che strillava contro i ribaltoni (altrui) e intanto si comprava i parlamentari (altrui).
Che stava con Bush ma anche con Putin e con gli altri nemici di Bush.
Che a Gerusalemme era filo-israeliano alla Knesset e filo-palestinese con Abu Mazen.
Che un giorno baciava la mano a Gheddafi, l’indomani lo bombardava e dopo i funerali lo rimpiangeva.
Che appoggiava il Governo Monti e poi prometteva di cancellare tutte le leggi del Governo Monti che, senza i suoi voti, non sarebbero mai passate.
Che approvava la legge contro la prostituzione minorile e, quando si applicava a lui, gridava al complotto.
Che votava la Severino per cacciare i condannati dal Parlamento e, quando scattava per lui, strillava al golpe.
Ma poi, col tempo, tutti avevano imparato a non tener conto di quel che diceva, a farsi una risata appena apriva bocca, a trattarlo come un simpatico nonnetto rincoglionito.
Ora lo prendono tutti di nuovo terribilmente sul serio. Anche perché, al cospetto di Renzi, Pisapia&C., pare un monolite. E soprattutto perché un Graviano direttamente al Governo non ce lo possiamo permettere.
Non ancora.

I RACCONTI DI FANTAPOLITICA
LO STRANIERO IMPICCATO

ALESSANDRA DANIELE

Il nuovo disegno di legge elettorale fa cacare persino più dei precedenti. Dovrebbero chiamarlo Cacarellum.
Intanto i Cinquestelle, memori del disastro Raggi, questa volta hanno deciso di scegliere il loro candidato migliore. Poi però hanno nominato Di Maio.
Le Premierarie, il Rosatellum, la Ripresina… la giostra gira, business as usual.
L’effetto generale ricorda quello di certe distopie nelle quali a prima vista è tutto come al solito, finché non succede qualcosa di orrendo al quale la popolazione locale reagisce con noncuranza, come se fosse routine, rivelando così la reale natura del luogo.
Il prototipo di queste storie è il racconto di Philip K. Dick The Hanging Stranger del 1953. Negli USA dei linciaggi razzisti e del maccartismo, PKD racconta la storia d’un uomo che andando a lavorare una mattina in un Paesino di provincia apparentemente tranquillo, trova sulla sua strada il cadavere d’un impiccato, lasciato appeso in mostra nell’indifferenza dei passanti.
L’uomo inorridisce, e questo serve agli altri abitanti del Paesello, che sono in realtà mutaforma insettoidi, per identificarlo come umano, e attaccarlo.
L’impiccato infatti è lì proprio come test rivelatore di umani.
Il Governo Gentiloni sembra essere gradito agli italiani per la sobria discrezione del premier, e per l’efficiente decisionismo del ministro degli Interni e degli Esteri Marco Minniti, palesemente apprezzato anche da tutta l’opposizione parlamentare, a cominciare dal M5S dell’azzimato Di Maio.
Il grigio Governo Gentiloni è un perfetto esempio della banalità del male.
E anche la cosiddetta sx MDP degli scissionisti di Bersani lo sostiene.
C’è un cadavere appeso al centro della piazza italiana. In realtà sono migliaia, le vittime dei campi di concentramento libici sponsorizzati dall’efficace Minniti.
La maggioranza degli italiani ci passa accanto tranquillamente, ignorandoli.
Qualcuno ci sputa sopra.
Qualcuno applaude.
A inorridire sono in pochi, e vengono attaccati come nemici della Patria.
Sono gli unici rimasti umani.

IL SISTEMA TEDESCO
ALESSANDRA DANIELE
L’astensionismo ha superato il 50%. Ormai la maggioranza degli aventi diritto al voto si tiene lontano il più possibile dalla scheda elettorale, come fosse una mail di phishing.
50%. È un dato che colpisce. Com’è possibile che ci siano ancora così tanti italiani disposti a votare per questo branco di grotteschi cialtroni noti come la nostra classe politica?
Come fanno a fidarsene, come fanno a sopportarli, come fanno anche solo a distinguerli?
Un milione di liste.
Un solo obiettivo: il potere.
Un solo padrone: il mercato.
Una sola preoccupazione: bloccare le inchieste, giudiziarie e giornalistiche.
Un solo slogan: “Basta negri”.
Promessa vana, oltre che infame.
Perché l’Europa ci ha chiuso fuori.
Ci ha sbattuto la porta in faccia.
Per quanto gli italiani si credano diversi dai migranti, per l’Impero Carolingio di Merkel e Macron non sono che altri pezzenti sulla stessa barca.
I cialtroni nostrani però continuano a promettere di risolvere i problemi che loro stessi hanno creato, e che con la loro avidità, disonestà, incompetenza, possono soltanto aggravare.
Perché tanti italiani li votano ancora, perché rischiano di affidare un municipio o un ministero a chi non dovrebbe gestire nemmeno una bancarella?
La risposta è in un certo senso contenuta nella domanda.
Gli italiani ormai non votano più per, votano solo contro.
Fanno la croce sulla scheda sperando solo di fottere la banda di cialtroni che gli sta più sul cazzo, quelli che trovano più odiosi, o che ritengono più pericolosi.
Senza illusioni.
Non sperano di sconfiggerli né di fermarli, solo di rallentarli per un po’, vederli rosicare.
Vederli perdere un po’ del denaro che hanno rubato, del potere che hanno usurpato, delle false amicizie, delle clientele.
Vederli annaspare e sudare in Tv, agitarsi inventando cazzate patetiche per negare la disfatta, contorcersi come scarafaggi schienati.
Vederli rivoltarsi contro i complici di partito. Pugnalarsi alle spalle. Divorarsi a vicenda.
È questa l’ultima soddisfazione che rimane agli elettori italiani.
Questo è il sistema tedesco che abbiamo adottato.
Schadenfreude.
.
http://masadaweb.org

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