Nuovo Masada

agosto 22, 2017

MASADA n° 1872 22-8-2017 I BUONI E I CATTIVI

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MASADA n° 1872 22-8-2017 I BUONI E I CATTIVI
Blog di Viviana Vivarelli

Chi ci guadagna dalle stragi – I rapporto tra Al Qaeda e Isis con gli USA- L’Islam moderato – La balla del suprematismo – Morire per cosa? Morire per chi? – La sindrome del nemico – 20 milioni di musulmano hanno manifestato contro l’Isis, perché nessuno ne ha parlato? – Fuori Renzi, dentro Berlusconi. La Merkel si prende gioco degli italiani – Cinque tesi sul terrorismo – Il dovere della paura – Islam – Ma chi dobbiamo bombardare con questi F35? – Una sintesi sui vaccini – Il caso Errani – M5S e migranti – Renzi e i suoi cloni di terracotta – Il gioco della balena blu – Il debito pubblico è cresciuto a 2.281 miliardi- La ripresina- Spiritualità e varie

“C’erano attentati continui e ingiustificati. Fatti a caso. Servivano allo Stato per limitare le libertà dei cittadini. Ad ogni attentato, si facevano leggi restrittive della libertà!” “
George Orwell – 1984
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Viviana Vivarelli
MA DAVVERO CI SONO I BUONI E I CATTIVI?
…..e noi stiamo dalla parte dei buoni e loro da quella dei cattivi?
Ma chi vi ha messo in testa questa baggianata?
Non vi è mai venuto il dubbio che questa divisione del mondo tra buoni e cattivi sia un po’ troppo semplicistica? Noi i buoni, loro i cattivi. Come nelle favole o nelle avventure del Far Westì che si raccontano ai bambini. Non vi è mai venuto il dubbio che il mondo come i media e i governi ce lo fanno vedere non sia altro che una favola virtuale ad uso e consumo dei citrulli?
Per parte mia, vedo qualcosa che amerei fosse evidente anche a quelli che amano gli slogan demenziali di stile leghista con le loro soluzioni ilari e demenziali, tipiche delle tribù primitive: “Cacciamo gli arabi! Fuori gli stranieri! I musulmano sono tutti assassini”. Bestie!

Quel che è loro poco evidente è invece che i capi di chi combatte di qua e di chi combatte di là sono amici, peggio: sono soci, fingono di combattersi usando stupide pedine e idioti fanatici, ma quando si siedono ai tavoli di trattative fanno interessi insieme e quando trattano il business delle armi o del petrolio o qualunque altra merce sono pappa e ciccia e quando sono molto ricchi appartengono alla stessa religione, quella del denaro. Sul tavolo degli affari non ci sono buoni e cattivi ma solo business. Gli F35 sono business. Le direttive europee sono business. Il CETA o il TTIP sono business. Anche i nostri diritti e valori sono business, come le nostre vite, roba da comprare e vendere. Le ideologie, le fedi religiose, i messaggi mediatici sono solo strumenti. Il bottino e il potere sono la sostanza.
Ma ve lo ricordate Bush padre, nella Guerra del Golfo, che vendeva armi americane a quegli stessi iracheni che i soldati americani stavano combattendo? E con Saddham o i terroristi di qualsiasi denominazione è stato sempre lo stesso. In Afghanistan gli americani armarono e addestrarono i guerriglieri di Al Qaeda per combattere l’Isis. Nel 2011 l’Isis era solo delle tante cellule della galassia jihadista. L’America si buttò a capofitto nella guerra civile siriana perché c’era da guadagnarci. Se ne infischiavano dei poveri bambini siriani, delle vedove, delle città distrutte, della contaminazione del suolo, dei bambini che nascevano deformi. Celebri le parole della Clinton: “Selezionare e addestrare ribelli in modo efficace può essere utile contro Assad”. Si potevano armare gli estremisti per poi isolarli e godere il bottino conseguito. E abbiamo visto con questi giochetti cosa è successo alla Siria, all’Irak, all’Afganistan, a tanti paesi africani.
Non vi siete mai chiesti chi arma i ribelli? Ci dà loro armi e soldi? Non lo vedete come Russia, America e altri Paesi (e non manca l’Italia) vendono o regalano armi per fomentare stragi e ribellioni e guerre da cui trarranno lauti guadagni, risorse, posizioni strategiche, assoggettamento di popoli ? Non vedete come quegli stessi terroristi islamici che tanto esecriamo sono mantenuti proprio da quegli stessi leader che dicono di difendere la libertà del mondo e che, guarda caso, hanno polizie segrete che chiudono sempre gli occhi quando li hanno individuati, quando non li liberano intelligentemente sempre in momenti strategici per il Paese in questione, prima di una votazione, un referendum, una guerra già decisa…? Ma ce li vogliamo ricordare i campi di addestramento americani in America da cui sono usciti i guerriglieri di Al Qeda o dell’Isis? Le scuole americane di tortura? I fiumi di soldi e armi che chissà come e perché raggiungono i ribelli di tutto il mondo?
La politica Usa è sempre stata un apparente fallimento militare ma senza le guerre, senza le invasioni, senza le depredazioni, senza gli opportuni organismi mondiali (il Fm, la Bm, il WTO…) il dollaro sarebbe finito da un pezzo e l’America non sarebbe lo sceriffo del mondo. Nel Medio Oriente i ribelli ‘moderati’ (non esistono ribelli moderati !!) passarono in massa tra le file dell’Isis, portando con sé armi e addestramento ed erano entrambi americani.
Fallimento americano? No, certo, tutto prestabilito! Quello che sembra un fallimento militare a noi, è per le multinazionali delle armi e gli speculatori della Borsa e i politicanti di Whashington, Mosca o Dubai, il miglior successo. Perché le guerre, anche quelle che a noi sembrano perse, inutili o scellerate, servono agli uni e agli altri per spartirsi il mondo, mantenere il potere, comprare e vendere armi, comprare e vendere petrolio, riscuotere tangenti, riempire di fondi neri i paradisi fiscali, e intanto coartare i popoli, comprare i governi, tenere Paesi interi bloccati nel terrore del nemico, rubare i voti degli elettori minacciandoli con la paura, ingannandoli con le promesse, disinformandoli con la propaganda, rubando loro la sicurezza proprio mentre si garantisce loro una effimera ‘sicurezza’.
E’ un gioco che esiste da sempre e noi ci caschiamo come polli. Non diversamente fece Hitler col popolo tedesco. Il popolo più aggressivo della Terra dette il voto a chi gli prometteva di difenderlo dai suoi nemici, “creandoli appositamente”.
E così anche i piccoli idioti come i 4 ragazzetti rei della strage di Barcellona sono burattini minuscoli, manovrati dentro giochi molto più grandi di loro, per cui dopo ogni strage sia i capi n° 1 che i capi n° 2 ci guadagnano, eccome! Lo abbiamo visto con Arafat che, intanto che fingeva di difendere la causa palestinese, ammucchiava enormi capitali. Lo abbiamo visto nell’attacco alle Torri dove, molto stranamente, nel blocco aereo totale che conseguì, volarono solo gli aerei che portavano in salvo la famiglia di bin Laden. Lo abbiamo visto nei comportamenti contro gli emirati arabi che hanno sempre armato questi e quelli e hanno trafficato col petrolio con questi e quelli, calpestando ogni principio di democrazia senza che nessuno aprisse mai bocca. Lo abbiamo visto nel silenzio occidentale verso i vari dittatori africani come Gheddafi o Amin, che erano cattivelli però servivano a vendere petrolio, comprare armi, sotterrare scorie tossiche…. Lo vediamo nella condotta vergognosa del Governo italiano nel caso Regeni o nel caso Shalabayeva, nel silenzio sulla morte di Arrigoni, nell’oscuramento delle dichiarazioni su Falluja della Sgrena. O nella quiescenza con cui i Paesi europei tollerano gli orrori antidemocratici di Erdogan a cui addirittura si regalano miliardi e chi se ne frega se ha messo nelle terribili carceri turche migliaia di persone? I capi si accordano, i piccoli si muovono, le polizie e i servizi chiudono un occhio, le stragi avvengono. I piccioli sono presi o uccisi, ma i grandi sempre ci guadagnano. E ad ogni strage c’è qualche idiota telecomandato che chiede: “Siamo disposti a rinunciare a parte dei nostri diritti per garantire la nostra sicurezza?”. E’ la domanda di rito. E i pesci abboccano. Come se non ci fosse una stridente contraddizione tra rinunciare ai nostri diritti e garantire la nostra sicurezza, visto che la nostra sicurezza sta proprio nei nostri diritti.
Ed ecco che, sarà o non sarà, le stragi fatte dagli idioti, come i 4 delinquentelli di Barcellona, capitano sempre in momenti furbissimi: prima del voto della Brexit, prima del referendum indipendentista della Catalogna, in un momento critico per il governo francese…il piccolo idiota diciassettenne non sa nemmeno quello che fa, ma chi lo ha lasciato lavorare lo sa benissimo. E salta fuori, cosa strana, che tutti gli attentatori erano attenzionati dai servizi segreti, tutti schedati, tutti sotto sorveglianza, tanto sorvegliati che i servizi sapevano tutto di loro me non hanno fatto nulla e li hanno lasciati lavorare. E, dopo, arriva quello che non serve certo agli attentatori: Patrioct Act, perquisizioni libere illegittime, aumento della spesa in armi (come se coi caccia portatori di bombe atomiche si potessero evitare i furgoni!), voti ai partiti più razzisti o meno democratici, altre guerre perché non ce n’è mai abbastanza, riduzione del welfare perché se si spende di più in guerre mancano ovviamente i soldi per la vita ordinaria, altri debiti, gente che specula sui debiti, antidemocrazia, aumento di potere di qualche leader che nemmeno se lo merita ecc. E davanti a tutto questo i soliti scemi che vociano slogan razzisti o antiislamici perché non hanno capito niente. Da Hitler a Trump è sempre avvenuto così. I lupi urlano al lupo per intimorire le pecore. Gli asini ragliano. Ma i lupi coi lupi ci mangiano benissimo e mangiano pure le pecore.

L’ISLAM MODERATO
Non è vero che l’Islam moderato non manifesta il suo dissenso all’Isis e alle stragi. Lo fa ma nessuno dei nostri media ne parla. Dall’altra parte sono gli islamici a chiederci come mai non manifestiamo contro l’aumento delle spese militari, contro l’aggressione che anche l’Italia fa a fianco dell’America dei Paesi del Medio Oriente (Renzi ci ha messi anche contro la Siria), contro l’occupazione che dopo 16 anni continua ad esserci su Irak e Afganistan.
D’altro canto qualche domanda dovremmo farcela su questi servizi segreti che attenzionano i pacifisti ma ignorano i terroristi.
I fratelli El Bakraoui erano belgi di nascita e avevano entrambi pesanti precedenti penali, tendenza che conferma quel che già si è potuto osservare in passato nel caso di diversi foreign fighters: “sono giovani non in tutti i casi con un passato criminale così pesante, ma che sicuramente sono cresciuti con un disagio sociale notevole e che non sono riusciti a trovare un posto per se stessi né nella loro società né, in alcuni casi, nelle loro famiglie. Hanno avuto un passato da giovani delinquenti, sempre borderline. La propaganda dell’Isis punta a dargli un obiettivo nella vita”.
Dice l’imam di Lecce: “Questi giovani ignorano il Corano, sono ‘analfabeti’ dal punto di vista religioso, non sono cresciuti in un ambiente in cui i veri principi dell’Islam sono stati trasmessi: non hanno ricevuto alcun insegnamento sulla misericordia, sulla pace, sull’amore, e dopo dei momenti di difficoltà si vorrebbero pentire o vorrebbero trovare un vero motivo per vivere, o peggio, per morire. L’Isis li accoglie nella propria ideologia, dicendo ‘voi sarete coloro che alzeranno di nuovo alta la bandiera del Profeta sopra la terra dei crociati’, ma il principio di andare ad attaccare, a terrorizzare le persone deliberatamente, non fa parte della cultura islamica. Creare uno Stato non è un obiettivo nella religione, non è un precetto, non è richiesto: uccidersi è peccato, uccidere è un peccato capitale, e chi lo fa non può sperare di andare in paradiso. Il loro non è un martirio. L’Islam moderato – continua l’Imam Saifeddine – è vittima dello Stato Islamico tanto quanto gli occidentali”. ”Creare uno stato non è un obiettivo nella religione, non è un precetto, non è richiesto: uccidersi è peccato, uccidere è un peccato capitale, e chi lo fa non può sperare di andare in paradiso. Il loro non è un martirio”..”Gli imam che fomentano l’odio sono pochissimi ed io sono d’accordo con la politica italiana quando si dice che, nel caso in cui si trovi un imam che fomenta l’odio e cerca di trascinare dei giovani verso la guerra e incitare al terrorismo, questo debba essere imprigionato, espulso e che debbano essere percorse tutte le misure necessarie a bloccarlo”.
C’è stato anche un consiglio internazionale dei sapienti musulmani e tra le dichiarazioni, le loro sentenze emesse, fatwah, si dice chiaramente che è un dovere di ogni musulmano di questo mondo di combattere l’Isis. Perché nessuno ne ha parlato? È una battaglia che va combattuta insieme, occidentali e Islam moderato, per sradicare dalle nostre società quel fondamentalismo che semina morte e terrore dalla Tunisia al Belgio, da Ankara a Parigi. Con la vittoria dei muri non muore solo l’Europa delle istituzioni, come si augurano alcuni, ma anche un modello di società votato all’integrazione che non può essere abbandonato di fronte a pericoli di portata globale come quello dello stragismo di matrice islamica. Chi muore a Parigi e a Bruxelles non è solo cristiano o occidentale, ma anche musulmano: un dettaglio non trascurabile e che non possiamo dimenticare.

Quattro associazioni islamiche catalane marceranno stasera sulle ramblas contro il terrorismo. Tutti dicono: questo non è Islam questa è follia.
Chi ha detto che l’Islam moderato non prende le distanze dai pazzi dell’Isis?
Perché gli italiani non scendono in piazza per protestare per l’ingresso dell’Italia nella guerra alla Siria? Perché non scendono in piazza per chiedere il ritiro dei soldati italiani da Irak e Afganistan? Perché anche noi occidentali, noi italiani, non prendiamo le distanze dalla costante politica di guerra portata avanti dai nostri Governi?

LA BALLA DEL SUPREMATISMO
Lo so che il modo più facile per una nullità di sentirsi superiore è credere che qualcun altro gli sia inferiore. Lo hanno fatto i nazisti con gli ebrei. Lo hanno fatto i cristiani coi pagani. Lo stiamo facendo noi con gli islamici.
Ogni civiltà ha la sua storia e i suoi tempi. Noi abbiamo superato mille anni di medioevo, le crociate, l’inquisizione, le guerre agli eretici, il colonialismo, ma avevamo alle spalle l’impero romano, la cultura greca… Idee come democrazia, libertà hanno seguito in Occidente e nel mondo islamico percorsi diversi. L’occidente h conosciuto giganteschi mostri ma ha anche avuto cose come il positivismo, l’illuminismo, il liberalismo, il socialismo. E’ inutile dire che il mondo è un villaggio globale. Lo sarà a livello dei ricchi, ma per le masse conta l’evoluzione culturale che è lentissima, una evoluzione dove purtroppo i regimi politici e i regimi religiosi hanno avuto la loro parte nel guidare l’evoluzione o nell’imporre una involuzione. Noi giudichiamo il mondo come se fossimo tutti alla pari. Ma non è così. E anche noi abbiamo poco da gloriarci, Hitler e Stalin erano appena ieri. Abu Graib è ancora oggi. Il Ku Klux Klan e i suprematisti bianchi ci sono tutt’ora, anzi Trump è andato al potere proprio grazie a loro. La destra xenofoba e fascista si sta ancora diffondendo in Europa. Vogliamo parlare di civiltà agli altri e abbiamo appena depenalizzato 120 leggi tra cui lo stalking, che è l’anticamera del femminicidio, la corruzione di minore e il furto, e mandiamo assolti tutti i corrotti di Stato, anzi li premiamo; non abbiamo ancora una legge seria che punisca la tortura; on estromettiamo ancora i delinquenti e i voltagabbana dal Parlamento; il Vaticano non ha ancora abrogato la pena di morte e il caro Bergoglio non ha mai cacciato dalla Chiesa e scomunicato i preti pedofili. Il governo ha tagliato il welfare ma ha aumentato le bombe e quando taglia lo fa sui diritti, sulla scuola e sulla sanità, mai sulle mazzette, sulla corruzione, sulle spese del carrozzone statale, sui clientes e sulle armi.
Ma che civiltà è? Abbiamo perso la fede religiosa senza sostituirla con un’etica civile e quando sentiamo le urla sconnesse dei terroristi del Jiad non sono diverse dalle becere grida dei razzisti nostrani. Ma di cosa dovremmo gloriarci e ritenerci superiori?

MORIRE PER COSA? MORIRE PER CHI?
Il terrorismo verrà sconfitto quando prevarrà la critica illuministica ed eretica all’idea di una comunità di destino i cui membri sono pronti a ‘morire per’. Morire per qualcosa, per un ideale, per la religione, per Allah. Per secoli l’Europa ha insistito su questo principio, sull’obbligazione politica come leva per mandare la gente al macello. Quest’etica del sacrificio, che ha prodotto sia la difesa delle libertà che gli orrori di guerre ingiustificabili, è sempre più indebolita dall’idea che il sacrificio sia possibile solo laddove esso sia determinato dai soggetti stessi che lo mettono in atto, e dall’intuizione che esso sia stato usato per conseguire i fini della spoliazione, del colonialismo, dell’estensione del dominio economico.
Dove c’è qualcuno che ti dice di andare a morire, c’è solo da sperare che l’etica del sacrificio deperisca e si estingua….. ma in verità è solo dalla consapevolezza che l’etica del sacrificio non ci fa soggetti ma oggetti, non decisori ma strumenti, che può derivare la salvezza dell’Europa e la sconfitta del terrorismo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/…/terrorismo…/3802462/

(Non mi piace la parola ‘eretica’ ma accetto la tesi e la condivido. Il contrario di fanatico non dovrebbe essere eretico ma agnostico o laico)

(Murales a Livorno)

Ci hanno creato la SINDROME DEL NEMICO.
E in USA è anche peggio. Pensiamo alle televisioni americane dove in onda massicciamente un martellamento costante sui nemici dell’America che attorniano l’America, che attaccano l’America, che vogliono rubare i diritti americani, che vogliono distruggere i valori americani. Hanno tenuto un Paese enorme in armi continui con la sindrome del nemico e in nome dell’autodifesa hanno perpetuato un regime da Far West, dove in nome della sicurezza sono stati spacciati gli orrori peggiori contro democrazia e libertà. LA SINDROME DEL NEMICO. Il terrorismo esiste perché i governi americani lo hanno creato.
Chiediamoci perché ci sono popoli come quello svizzero, canadese, svedese o norvegese, che la sindrome del nemico non ce l’hanno e dove i cittadini vivono meglio e sono più protetti. Poi, si sa, i pazzi (come Breivik) ci possono essere dappertutto e le sindromi possono essere anche esogene e importate dalla stessa Europa. Ma la sindrome del nemico che ci accerchia e ci attacca è la stessa con cui Hitler è andato al potere. La sindrome del nemico è sempre funzionale al potere
Il critico letterario bulgaro Cvetan Todorov diceva che al suo Paese sotto il comunismo il concetto di nemico era indispensabile al regime per poter attribuire ad esso ogni errore ed ogni malfunzionamento che si fosse verificato nell’andamento della vita sociale. Ciò è tipico dei regimi totalitari ma infetta anche le democrazie, dove costituisce anche una forte arma di distrazione di massa affinché gli elettori non si avvedano delle operazioni sporche commesse dal Governo e rivolgano la loro rabbia contro un nemico invisibile.
Tutti coloro che sembrano non pensare ad altro che a un odio razzista, religioso, etnico.. fanno senza accorgersene il gioco dei cattivi politici che deviando il malessere popolare contro un ipotetico nemico, riescono ad alleggerire il malanimo contro di loro e a proseguire con la loro politica efferata di sporca economia, di tasse in aumento, di sperequazioni nella spesa, di distruzione dei diritti civili, di protezione alla corruzione…
Il paradosso è che gli americani, che considerano se stessi il popolo più democratico del Pianeta, sono stati contagiati dalla propaganda da una vera sindrome di accerchiamento, quando poi sono loro ad aver portato la guerra in ogni parte del globo. Il processo di proiezione è stato gigantesco così che hanno attribuito agli altri i propri orrori, come il mezzo più facile per pulirsi la coscienza. Non è stata da meno la Russia (che ora più che altro ha una sindrome da isolamento) e ora anche la Cina manifesta gli stessi sintomi.
Michael Moore diceva: “Sfruttano la morte di quelle persone per cercare di fare a pezzi le nostre libertà civili, per cambiare la Costituzione, per raggirare la gente. Non è questo il modo di onorare quei morti, usandoli per cambiare il nostro stile di vita da paese libero”.

Curzio Maltese ha scritto: “Michael Moore è diventato un divo spiegando che le guerre in Medioriente sono il frutto di un piano studiato a tavolino da due famiglie, Bush e Bin Laden. Purtroppo il vero complotto è ordito dai due terzi della popolazione statunitense, duecento milioni di persone, che si ostinano a consumare ogni anno un terzo delle merci mondiali, senza neppure riuscire a pagarle, e dieci volte l’energia usata dal miliardo e trecento milioni di cinesi.”

FUORI RENZI, DENTRO BERLUSCONI
LA MERKEL SI PRENDE GIOCO DEGLI ITALIANI

MoVimento 5 Stelle
C’era una volta Angela Merkel mano per mano con Matteo Renzi. Sguardi complici e parole sussurrate per nascondere i taciti accordi che hanno piegato il nostro Paese. Ma qualcosa in Europa è cambiato. E Angela, a quanto pare, non è una che perde tempo. La Merkel ha cambiato cavallo. Ha scaricato il suo pupillo Matteo Renzi per puntare sull’usato sicuro, Silvio Berlusconi, l’uomo che ha fatto dell’Italia il suo reame.
I giornali proveranno a fregarci. Ci racconteranno la storia romanzata di un amore tormentato fra due alleati che non si sono capiti: tutte balle. Italiani, non facciamoci fregare dal re delle Televendite e dei giornali amici dei partiti. Berlusconi e Merkel sono fatti della stessa pasta, figli della stessa cultura politica: quella in cui i cittadini comuni devono servire gli interessi dei burocrati. Oggi mi voti perché ti convinco a farlo, domani ti fotto e tu sorridi.
Rinfreschiamoci un po’ la memoria per non dimenticare. C’è lo zampino della Merkel dietro le più grandi truffe europee degli ultimi 20 anni. Ha imposto tasse e tagli in nome dell’austerity. Ha arricchito il sultano Erdogan con l’accordo sui migranti, solo per fermare la rotta balcanica e spostando la pressione migratoria verso l’Italia. Lei che i migranti se li sceglie e poi li paga 1 euro all’ora, ma questa non è schiavitù. Ha costruito l’attuale governance economica europea per imporre il dominio tedesco sulle economie del Sud Europa. Ha ordinato la deflazione salariale per rendere più competitive le proprie imprese. Ha svenduto la Grecia alle banche. Ha rovinato il popolo greco, spremendolo come le nostre olive che non produciamo più, perché i tedeschi hanno detto sì all’invasione dell’olio tunisino. Ha imposto trattati commerciali suicidi per l’Italia, come il Ceta, il Mes alla Cina.
Ci ha privato persino delle nostre arance, mettendo al lastrico migliaia di produttori e annesse famiglie. Ha dato il disco verde ai bombardamenti in Libia e in Siria e favorito le guerre civili, per poi marciare nel nome di una pace che conviene solo a parole. Ha nascosto lo scandalo Volkswagen che ha avvelenato mezza Europa. Non rispetta le regole europee, come il surplus della bilancia commerciale, ma fa la maestrina quando si tratta di qualche decimale nei conti degli altri. Idem sulle banche, ha salvato finanzieri e banchieri con i soldi dei cittadini europei.
A tutto questo Berlusconi e il suo partito azienda hanno sempre detto di sì. È stato complice e protagonista di questa buia stagione della nostra storia. E sia chiaro: Renzi come, se non peggio di, Silvio. Ma da mesi nei corridoi di Bruxelles tutti hanno compreso che il segretario del Pd non conta più niente. Ogni tanto manifesta disappunto rispetto accordi suicidi che lui stesso ha siglato, ma nessuno lo ascolta. Peggio: nessuno lo sente. Un lento ma inarrestabile declino.
E allora la storia che è ciclica, si ripete: il fantasma di Berlusconi ha bisogno della Merkel per dimostrare che può contare ancora qualcosa. La Merkel ha bisogno di Berlusconi perché teme che il MoVimento 5 Stelle smantelli una ad una le politiche che hanno regalato al popolo tedesco 20 anni di benessere alle nostre spalle. La Merkel deve finire il lavoro che ha iniziato e chiudere la camicia di forza che ha cucito per l’Italia. Il suo prossimo obiettivo è integrare il Fiscal Compact nel quadro giuridico dell’Unione Europea e istituzionalizzare un super-ministro delle finanze per l’Eurozona. Insomma, commissariare il nostro Paese.
Berlusconi è la stampella della Merkel. Gli italiani non sono fessi. E’ la boa di salvataggio per l’attuale progetto di un’Europa molto distante dal meraviglioso sogno di comunità. Un progetto suicida che noi cambieremo. E non soltanto noi, perché per fortuna sono sempre di più i Paesi che si stanno attrezzando per cambiare le carte in tavola e far crollare una volta per tutte questa dittatura fondata sull’austerità che minaccia i Paesi più poveri.
Ps. siamo curiosi di leggere l’ultimo tweet di Matteo Salvini sulla sua nuova alleata

DIEGO FUSARO (filosofo della storia, marxista)
5 TESI SUL TERRORISMO:
1) Gli attentati si abbattono sempre e solo sulle masse subalterne, precarizzate, sottopagate e supersfruttate. L’ira delirante dei terroristi non si abbatte mai, curiosamente, sui luoghi reali del potere occidentale: banche, centri della finanza, ecc. I signori mondialisti non vengono mai nemmeno sfiorati. I terroristi avrebbero dichiarato guerra e poi attaccherebbero solo le masse schiavizzate, rendendo – guarda caso – un buon servizio ai signori mondialisti della finanza sradicata: i quali vedono il loro nemico di classe (le masse sottoproletarie, precarizzate e pauperizzate) letteralmente bombardato e fatto esplodere da agenzie terze;
2) Il terrorismo produce un grandioso spostamento dello sguardo dalla contraddizione principale, il nesso di forza classista finanziarizzato. A reti unificate ci fanno credere che il nostro nemico sia l’Islam e non il terrorismo quotidiano del capitalismo finanziario (guerre imperialistiche, ecatombi di lavoratori, suicidi di piccoli imprenditori, popoli mandati in rovina);
3) Ci fanno ora credere che il nemico, per il giovane disoccupato cristiano, sia il giovane disoccupato islamico e non il delocalizzatore, il magnate della finanza, l’apolide e sradicato signore del mondialismo che sta egualizzando il pianeta nella disuguaglianza del libero mercato. Per questa via, il conflitto servo-signore è, ancora una volta, frammentato alla base. Si ha l’ennesima guerra tra poveri, della quale a beneficiare sono coloro che poveri non sono. Il terrorismo frammenta il conflitto di classe e mette i servi in lotta tra loro (islamici vs cristiani, orientali vs occidentali);
4) Il terrorismo permette l’attivazione di quel paradigma securitario che, ancora una volta, giova unicamente al signore globalista e finanziario. Si attiva il modello Patriot Act Usa: per garantire sicurezza, si toglie libertà. Meno libertà di protesta, meno libertà di organizzazione, più controlli, più ispezioni, più limitazioni. La massa terrorizzata accetta ciò che in condizioni normali mai accetterebbe: la perdita della libertà in nome della sicurezza;
5) Si prepara il terreno – prepariamoci – per nuove guerre: guerre terroristiche e criminali contro i crimini del terrorismo. Come accadde in Afghanistan (2001) e recentemente in Siria. Il terrorismo legittima l’imperialismo occidentale, l’interventismo umanitario, il bombardamento etico, le guerre giuste, e mille altre pratiche orwelliane che, chiamate col loro nome, rientrerebbero esse stesse nella categoria del terrorismo. L’imperialismo occidentale coessenziale al regime capitalistico viene legittimato e fatto accettare alle masse terrorizzate e subalterne.
A differenza di Pasolini, io non so i nomi. Credo, tuttavia, di sapere che cos’è davvero il terrorismo. È la fase suprema del capitalismo. È il momento culminante di un capitalismo che, avendo la propria egemonia in crisi (per dirla con Gramsci), deve adoperarsi in ogni modo (letteralmente: in ogni modo) per favorire il consenso, per riallineare le masse, per disarticolare il dissenso, per sincronizzare le coscienze, per fare sì che l’odio e l’amore delle masse siano indirizzati, secondo le debite dosi, dove i signori del mondialismo hanno
deciso debbano essere indirizzati.”

20 MILIONI DI MUSULMANI INSIEME CONTRO L’ISIS, PERCHE’ NESSUNO NE HA PARLATO?
Il tradizionale pellegrinaggio sciita a Karbala, nel sud dell’Iraq, è diventato una manifestazione di protesta contro l’Isis, che il giorno prima aveva seminato una strage in una cittadina nei pressi di Karbala. La marcia è diventata forse la più grande della storia: si calcola che abbiano partecipato dai 17 ai 20 milioni di musulmani (secondo il quotidiano britannico The Independent).
Ora, 20 milioni di musulmani tutti insieme contro l’Isis è una notizia o no? Eppure, sui giornali italiani non l’abbiamo vista, perché contraddice l’assunto ideologico “musulmani uguale terroristi”. L’articolo e il video dal britannico The Independent.

IL DOVERE DELLA PAURA
Marco Travaglio
Ma è proprio obbligatorio, dopo ogni attentato, ripetere cazzate a macchinetta, tipo che “non cambieremo il nostro stile di vita” e continueremo a “non avere paura”? Non so voi, ma io da tre anni a questa parte ho una paura fottuta e il mio stile di vita l’ho cambiato eccome. Per esempio, quando vedo un tipo sospetto, cerco di memorizzarne il volto. E se, alla stazione o all’aeroporto o sul treno, noto un bagaglio incustodito, lo segnalo al personale. Non servirà a nulla, ma hai visto mai. Il guaio è che, prigionieri come siamo della retorica e dei luoghi comuni (a ogni attentato corriamo a cercare tutti gli scrittori, gli attori e i cantanti del Paese colpito, come se non bastassero le scemenze e le banalità che produciamo in casa nostra), confondiamo la paura dannosa che annebbia i pensieri e paralizza le azioni con la paura utile che sveglia le menti e attiva i corpi. Il guaio non è tanto per noi, che possiamo far poco. Ma per i governanti di tutt’Europa: anche se non lo dicono, sono molto più terrorizzati di noi (anche perché un attentato in campagna elettorale può mandarli a casa per sempre, e Aznar ne sa qualcosa) e la loro paralisi danneggia noi. Che avremmo bisogno di fatti subito. E ben venga la paura, se serve a propiziarli.
Le cose da fare e quelle da evitare sono stranote, ce le ripetono puntualmente gli esperti (quelli veri) a ogni strage. E sono un insieme di piccole, medie e grandi scelte. Quelle grandi si chiamano guerre, alleanze, traffico d’armi e sono decisive per ingrossare o per prosciugare le file dello jihadismo.
Forse ce lo siamo dimenticati: ma – lo ricorda Alberto Negri sul Sole-24 ore – tutto cominciò nel 1979, quando l’Armata Rossa di un’Urss già in piena crisi invase l’Afghanistan e in dieci anni fu sconfitta dai mujaheddin, appoggiati dall’Occidente e finanziati dall’Arabia Saudita, che iniziò a imporre in tutta l’area l’ideologia wahabita. La stessa ideologia prima politica e poi religiosa che, mutatis mutandis, fu poi propugnata da al Qaeda e ora dall’Isis, in una guerra santa che anzitutto spacca il mondo arabo-islamico e solo dopo l’Oriente e l’Occidente. Un Occidente che vi si è cacciato dentro col suo demenziale interventismo: prima usando i regimi islamici come pedine per i suoi doppi e tripli giochi nelle guerre per procura (tipo Iran-Iraq) e poi, dopo l’11 settembre 2001, scatenando conflitti senza fine (Afghanistan e Iraq). Senza dimenticare i disastri combinati in Africa, dalla Somalia alla Libia. Il tutto sempre col pretesto della “guerra al terrorismo”: perduta anche questa, visto che, da quando lo combattiamo armi in pugno, il terrorismo si è centuplicato.
E ora gli americani e gli inglesi, che hanno appiccato incendi un po’ ovunque, si ritirano in buon ordine lasciando a noi, fedeli zerbini, il compito di spegnere il fuoco. Cioè di contare i nostri morti. E noi – i nostri governi imbelli, intendo – ce lo meritiamo pure, perché continuiamo a combattere il terrorismo come facevano loro: islamici buoni (perché momentaneamente e apparentemente amici) contro islamici cattivi (perché nemici o presunti tali), tutti peraltro armati fino ai denti con ordigni nostrani, di ultima o penultima generazione (a seconda delle “amicizie” del momento). Come se l’Isis non fosse nato proprio dal revanscismo dell’Iraq sunnita. E come se Al-Sisi o Assad e, dall’altra parte, Erdogan, i sauditi e il Qatar potessero essere nostri amici anche per un giorno. La scena si ripete in Libia, con Macron che ci sorpassa in curva annettendosi il governo Al Sarraj e noi subito riallacciamo i rapporti con l’Egitto (fregandocene di Regeni e delle altre migliaia di morti ammazzati come lui) che telecomanda l’altro capobanda Haftar.
Le piccole scelte, invece, sono decisive per agevolare o per ostacolare i terroristi già in azione. Se questi sono i testimonial pubblicitari della guerra santa e prediligono i luoghi simbolici per galvanizzare le truppe mostrando un Isis trionfante e un’Europa in ginocchio, fargli trovare la Promenade des Anglais a Nizza, nel giorno della festa nazionale, senza posti di blocco, non fu proprio una grande idea. Come non lo è stato regalare loro la Rambla di Barcellona in pieno agosto pedonalizzata e dunque ricolma di gente, ma senza dissuasori anti-traffico, né barriere di cemento anti-tir, né cecchini pronti all’uso. Specie se la Cia da settimane avvertiva i Servizi spagnoli che Barcellona era tra gli obiettivi dell’Isis e che le Ramblas erano il bersaglio ideale. Specie se qualche giorno prima, nella stessa Catalogna, era stata smantellata una cellula jihadista.
Certo, con quei piccoli accorgimenti la rete dei ragazzini, già ridimensionata dall’esplosione della bombola di gas, avrebbe magari ripiegato per un’azione più rozza e un bersaglio meno eclatante (e però anche meno affollato): tipo gli accoltellamenti alla finlandese. Ma almeno l’effetto-spot si sarebbe evitato e qualche vita in più si sarebbe salvata.

RAZZISMO O GIUSTIZIA
Servirebbe a qualcosa ripetere che il M5S non è la Lega, non ha il razzismo della Lega e non vuole accogliere nel suo seno gente assatanata dall’odio razzista come quelli della Lega?
Il M5S chiede che l’Italia abbia sugli immigrati leggi chiare e applicate, dotate dei fondi necessari (come era prima con Mare Nostrum e anzi di più), rapide e tempestive (come avviene in tutti i Paesi europei dove a smistare gli ingressi ci mettono pochi giorni quando non poche ore) e correlate a giuste leggi europee (non certo il Patto di Dublino e non certo il Tryton firmato indebitamente e orrendamente da Renzi). Chiede che siano poste sanzioni ai Paesi che calpestano il Trattato di Schengen così come viene fatto ai Paesi che calpestano il patto di stabilità.
E che le navi ONG non si comportino in piena anarchia facendo i taxi del mare ma osservino le regole e le leggi che sono state fatte nei Paesi di sbarco, per non cadere nel reato di invasione illegittima di Stato altrui. E’ legittimo invadere casa altrui? ? No. E allora perché dovrebbe essere legittimo invadere con masse di persone non autorizzate Stati altrui?
Il M5S chiede che i migranti che hanno diritto di asilo siano accolti in quote proporzionali non solo dall’Italia ma da TUTTI i Paesi europei.
Il M5S chiede che l’Italia ottemperi ai suoi impegni di asilo politico a chi viene da paesi in guerra.
Ma che sia abrogata e totalmente cambiata la Bossi-Fini che persiste da 17 anni e che ha fatto solo danni incalcolabili senza che la Lega o Salvini siano stati mai in grado di proporre miglioramenti utili.
Chiede che siano messi sotto controllo, frenati e regolati i CPT, che finora sono serviti solo all’arricchimento di amici o parenti di politici (vedi i due Giovanardi) o di appartenenti alla mafia al punto da costituire un vero business criminale.
Ma chiede anche che sia messo un freno all’arrivo tumultuoso e indiscriminato di qualsiasi tipo di extracomunitario, mentre si chiudono tutti i porti e le frontiere d’Europa, perché è in gioco non solo la legge e il principio di umanità, ma anche la tutela del nostro Paese, la nostra economia, la difesa dei nostri confini, la sostenibilità di flussi incontrollati e perché accogliere tutti senza regole e senza ordine sarebbe una offesa non solo verso i cittadini italiani ma anche verso gli stessi migranti ai quali non si è in grado di provvedere poi in modo civile.
Quello che chiediamo è ordine, regola e giustizia, come corrisponde ad ogni Stato civile. Non possiamo essere i contenitori di mezza Africa o di gran parte del terzo mondo. Non possiamo accogliere la fame universale. Non possiamo trattare il fenomeno migranti con una completa anarchia.
Ma chiedere ordine e legge non è razzismo, non è odio antiislamico, non è assatanamento mostruoso. E’ un giusto criterio di sostenibilità.
Per cui chiunque venga qui e si dichiari 5stelle per fare propaganda razzista e manifestazione di barbarie, sporca il Movimento e non è degno di appartenervi.
Tra l’odio assoluto della Lega e il lassismo inetto del Pd ci deve essere un giusto mezzo, essendo gli estremi entrambi pericolosi e indegni di un Paese civile.

Devis Bonora
Purtroppo con questi attentati il mondo si è diviso in buoni e cattivi. Dietro questa guerra si celano tutti i governanti del mondo che non vogliono altro che ci scagliamo e ci facciamo la guerra tra di noi in modo che possano controllarci meglio. Il mondo lo dividiamo purtroppo in buoni e cattivi credendo che loro sono pazzi assassini, credendo che non lo siamo noi. Ma noi occidentali siamo uguali. Perché dico questo? Do giusto due dati. Solo nel 2016, il premio nobel per la pace Obama, (e già questo mi fa ridere) ha contribuito a sganciare 26000 bombe su ben 7 paesi sovrani(Siria, Iraq, Afghanistan, Libia Yemen, Somalia e Pakistan), si tratta di 3 bombe ogni ora per 24 ore al giorno che hanno ucciso migliaia e migliaia di civili innocenti.. Il problema del terrorismo è ampio. Si sta scatenando una guerra e non si vuole fare niente per fermarla, per molti interessi e business.. Loro stessi che dicono a parole di voler contrastare il terrorismo sono gli stessi che prima gli vendono le armi e li finanziano e poi li bombardano ammazzando civili e soprattutto bambini innocenti!! Gli autori di queste stragi sono anche qua, seduti comodi in giacca e cravatta dietro le loro scrivanie!!

IL GIOCO DELLA BALENA BLU-EMULAZIONE
Le mode sono peggio dei deliri. Ora è diventato di moda salire su un furgone e andare addosso alla folla anche senza essere dell’Isis. Marsiglia: butta l’auto sulla gente alla fermata dell’autobus, no è dell’Isis ma ha solo problemi psichici.
I 4 della strage di Barcellona erano ragazzi, uno non aveva ancora 17 anni.
Il “Blue Whale Game”, il Gioco della balena blu: ha visto mietere, negli ultimi 6 mesi, più di un centinaio di vittime, tutte giovanissime che si sono tolte la vita. E’ un horror- game che chiede ai partecipanti prove cruente. Per 50 giorni viene chiesto alle giovani vittime di guardare film horror tutto il giorno, di svegliarsi ad orari improponibili del mattino e tagliarsi con lamette e coltelli per incidersi l’immagine di una balena o di altre scritte, come per esempio dei codici, direttamente sulla propria pelle. Al termine dei 50 giorni, la prova finale richiesta per “vincere” è quella di uccidersi e la frase che viene ripetuta è “Trova l’edificio più alto della città e salta giù”. Anche a questi giovani sciagurati viene detto che sono degli spirito ‘eletti’ e che uccidendosi andranno a far parte di un mondo migliore.
Si potranno fare guerre e si potranno fare paci, ma la demenza non sarà estirpata mai dal genere umano.

ISLAM
Islam vuol dire sottomissione alla volontà di Dio.
Il paradosso è che Islam viene dalla radice s-l-m che in arabo forma “salam” e in ebraico “shalom”, cioè pace. Esso quindi significa pace e rimanda alla pace del cuore e della mente che si ottiene quando ci si sottomette a quella verità ultima del mondo tradizionalmente detta Dio. Questo sottomettersi però non è da intendersi come cessazione della libertà, come intendono gli integralismi islamici di ogni sorta, Is, Al Qaeda, Boko Haram, Hezbollah e affini. Si tratta piuttosto di sottomettersi nel senso di “mettersi sotto”, ripararsi, come quando piove forte e ci si rifugia dall’acquazzone. È la medesima disposizione esistenziale che porta i buddhisti a recitare ogni giorno “prendo rifugio nel Buddha, nel Dharma, nel Sangha”, e che porta i cristiani a dire “Amen” cioè “è così, ci sto, mi affido” o a recitare Sub tuum praesidium. La sottomissione equivale alla custodia e al compimento della libertà del singolo che trova un porto a cui approdare e quindi una direzione verso cui navigare: è questo il fondamento originario alla base dell’Islam e di ogni altra religione.
Oggi però nella mente occidentale l’Islam è ben lontano dal venire associato a ciò a cui la sua radice rimanda. Evoca piuttosto il contrario, la guerra, la lotta, il terrore. Un duplice grande compito attende quindi ogni persona. C’è dunque in Islam pacifico, spirituale, ordinato e un islam demoniaco, guerresco, sanguinario. Esattamente come è avvenuto nel mondo cristiano.

Hector Ettorre
Nel darvi il mio buongiorno vorrei dedicare a tutte le vittime di questo ennesimo, ignobile attentato, e a tutta la cittadinanza del capoluogo Catalano questa canzone intitolata proprio “BARCELONA” eseguita in maniera splendida dal soprano Monserrat Caballé e da Freddie Mercury.
E’ un inno alla bellissima città sul Mediterraneo dove ho passato momenti bellissimi della mia vita di giramondo e quindi dove andavo sempre molto volentieri… e lo faccio anche io urlando col popolo spagnolo:NO TENGO MIEDO ( non ho paura).
Buona giornata..

antonnio d.
Ma chi dobbiamo cacciabombardare per conto degli USA? Per caso la Russia? (quella, fa una scorreggia, ci ammazza tutti).Testate nucleari nel mondo.
– Stati Uniti: 7.260 (2.080 dispiegate)
– Russia: 7.500 (1.780 dispiegate)
– Francia: 300 (290 dispiegate)
– Cina: 260
– Gran Bretagna: 215 (150 dispiegate)
– Pakistan: 100/120
– India: 90/110
– Israele: 80
– Corea del Nord: 6/8

Enrico Piovesana, giornalista e analista dell’Osservatorio MIL€X sulle spese militari italiane

Della relazione della Corte dei Conti sul programma F-35 tutti hanno evidenziato i problemi già noti (costi raddoppiati, ritardi di anni, ricadute occupazionali minime) denunciati da anni dalle campagne pacifiste, senza soffermarsi sul dato politicamente più eclatante: la critica dei magistrati contabili alla Difesa per aver disatteso la decisione parlamentare di dimezzare il costo di questo programma.
La Corte certifica infatti che con la rimodulazione delle acquisizioni operata dal Ministero della Difesa in risposta alla mozione votata dal Parlamento nel settembre 2014 “non vi saranno effetti di risparmio nel lungo periodo, considerata l’invarianza, almeno per il momento, del numero di velivoli da acquisire. (90 ndr).
Non solo: la relazione svela l’interpretazione distorta quanto surreale che la Difesa ha voluto dare alla decisione parlamentare: non un obbligo a dimezzare il budget originario (18,2 miliardi di dollari del 2008 ndr) ma a spendere non oltre la metà di quella cifra per le acquisizioni in corso (fino al lotto 14, cioè una trentina di aerei), attualmente stimate in 7,8 miliardi di dollari. Come se di fronte alla richiesta di un committente di costruire una casa spendendo 50mila euro invece di 100mila, l’impresa rispondesse con un preventivo da 50mila euro per la costruzione delle fondamenta: un nonsenso che sa di presa in giro.
Anche l’altra fantasiosa argomentazione cara alla ministra Pinotti, quella dei ritorni economici del programma che ne compenseranno i costi, viene diplomaticamente ma chiaramente smontata dalla Corte parlando di “illogicità concettuale di una compensazione della spesa a carico del bilancio Difesa con poste attive in favore dell’industria”. I ricavi del programma – non più di 10 miliardi di dollari secondo Leonardo – finiranno nelle casse dell’azienda, non in quelle dello Stato.
Il resto della reazione della Corte dei Conti, come già detto, conferma e ufficializza le critiche da tempo mosse al programma F35: la lunga lista di gravi e imbarazzanti difetti di progettazione non facilmente correggibili (dalla vulnerabilità ai fulmini al casco che acceca i politi), i conseguenti ritardi del programma (almeno 5 anni) e l’esplosione dei costi (da 70 a 130 milioni di dollari ad aereo), senza contare gli imprevedibili costi dei futuri upgrade e retrofit – con questi si superano i 190 milioni ad aereo, il che farebbe lievitare il costo dei 90 F35 italiani dai previsti 14 miliardi a circa 19 miliardi.
E ancora: ricadute occupazionali molto inferiori rispetto a quelle propagandate dalla Difesa (1.500 occupati oggi che potranno diventare 3.500, la metà di quelli previsti), ricadute industriali molto scarse e addirittura dannose per il futuro dell’industria aeronautica italiana (in passato denunciate dagli stessi vertici di Finmeccanica) e problemi di sovranità nazionale legati alla gestione solo americana dei software (ALIS e Mission Data File).
Un quadro che porta la Corte dei Conti a giudicare “rischioso, oltre che contrario alle indicazioni parlamentari, impegnarsi fin d’ora in un “block buy” anche limitato”, cioè ad acquisti in blocco per il futuro. Peccato che, come denunciato dall’Osservatorio MIL€X sulle spese militari italiane, l’Italia abbia già sottoscritto a giugno un accordo preliminare per un block buy per altri 17 aerei da qui al 2020.

UNA SINTESI SUI VACCINI
Ricevo e riassumo questo dalla SIPNEI, la Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia che promuove lo studio dell’organismo umano nella sua interezza.
Il dibattito sui vaccini è stato confuso e violento e con poca chiarezza da parte delle autorità. Da una parte C’è chi rifiuta i vaccini tout court con motivazioni extra-scientifiche (“è l’industria che condiziona il governo”) e a volte antiscientifiche (“I vaccini causano solo danni alla salute”), dall’altra il governo e le autorità sanitaria che non hanno saputo dare una risposta pacata e razionale con prove scientifiche, ma hanno agito male, con imposizioni violente e dichiarazioni dogmatiche, parlando di allarme sociale anche quando non c’era e bollando con marchio d’infamia tutti coloro che, anche medici e ricercatori, hanno espresso valutazioni articolate e di merito fino al punto da sottoporre a procedimento disciplinare, con radiazione dagli Albi, alcuni medici critici.
Certi accademici hanno diffuso una visione della scienza di stampo dogmatico, col risultato paradossale di produrre un rafforzamento delle convinzioni anti-scientifiche per cui il danno è stato enorme.
Non si difende e non si diffonde la cultura scientifica con un modello medievale di ordine e minaccia, ciò non è democratico né intelligente.
Sicuramente i vaccini sono essenziali e lo prova il debellamento di malattie importanti come vaiolo, poliomielite e difterite. Mancano ancora vaccini come per la malaria e l’AIDS).
Il Governo ha agito con mano pesante, imponendo l’obbligo delle vaccinazioni per legge con pene dure (multe salate, sospensione della patria potestà e divieto di iscrizione scolastica) poi i toni si sono smorzati (10 vaccini invece di 12 e pene minori). Diciamo che la questione è stata gestita malissimo dalla Ministra Lorenzin e dal Governo Renzi.
La Lorenzin ha gridato a forti rischi per la collettività perché si era pericolosamente abbassata la copertura vaccinale del morbillo, così da non garantire l’“immunità di gregge”, parlando della crescita del morbillo nel nostro Paese, ma non era vero. Non c’era nulla di eccezionale e allarmante nell’attuale diffusione del morbillo. Al 16 luglio 2017 c’erano 3672 casi, nel 2013 erano un po’ meno (2258), ma nel 2011 erano stati di più (4671). In altri Paesi i dati sono più alti e nessuno sparge allarme (Io: resta il fatto che nel 2013 il Governo italiano aveva offerto l’Italia, unica al mondo, come cavia alle multinazionali del farmaco per sperimentare l’immissione di colpo di 12 vaccini, cosa che avrebbe portato miliardi su miliardi nelle casse delle stesse multinazionali).
Nella realtà, i dati italiani del morbillo sono inferiori a quelli di altri Paesi per cui non ci doveva essere nessun allarme, In Francia nel 2011 ci sono stati quasi 15.000 casi di morbillo con una copertura vaccinale superiore al 90% e ad oggi il morbillo è endemico in molti paesi europei tra cui Germania, Belgio, Svizzera, Francia, Polonia, Romania e altri, ma nessuno di loro ha l’obbligo della vaccinazione MPR (Morbillo Parotite Rosolia). (Io: dunque si è creato un falso e questo non giova alla credibilità né della Lorenzin né di Renzi. E ancora ci sono dubbi sul perché anche se la Lorenzin ha minacciato querele se qualcuno parla di tangenti).
“Immunità di gregge” vuol dire che se si ha il 95% della copertura vaccinale si ottiene la protezione totale della popolazione, ma non è vero nemmeno questo. In primo luogo, i vaccini non sono tutti uguali. Alcuni sono per patologie che non si trasmettono da soggetto a soggetto, come il tetano. Poi ci sono vaccini, per cui sono moltissimi i vaccinati che non rispondono o i cui effetti durano poco per cui essi non sono in grado di bloccare l’infezione. Per es. il vaccino per le pertosse ha un alto numero di soggetti che non reagiscono e svanisce dopo 2-3 anni.
Ma anche il morbillo, che è infettivo, non raggiunge una copertura del 95%. Quindi non c’è effetto gregge.
Per es. la Cina, che ha una copertura vaccinale del 97%, ha ancora focolai di morbillo; il Belgio, superiore al 95% ha avuto focolari di morbillo. E così Portogallo e Repubblica Ceca. In Portogallo si sono avuti focolai quando da 12 anni il morbillo era scomparso e sono state infettate sia persone non vaccinate sia persone vaccinate, con due o più richiami per MPR o singolo vaccino antimorbillo. Lo stesso negli Stati Uniti e in Corea.
Dunque il famoso effetto gregge non è come ce lo raccontano né l’effetto dei vaccini è come molti pretendono.
Nella Repubblica Ceca, che ha introdotto la vaccinazione antimorbillo nel 1969, gli anziani non vaccinati hanno anticorpi naturali, sia che abbiano avuto il morbillo o no.
I vaccinati invece, risultano meno immunizzati perché l’effetto del vaccino svanisce nel tempo. Insomma l’immunizzazione naturale dura di più ed è meglio.
Notiamo poi che nei focolai c’è sempre una quota di bambini infettati con meno di un anno di vita, un’età a rischio, in cui ancora non è raccomandata e praticata la vaccinazione antimorbillo. Il bambino, in questo periodo critico, può ricevere una protezione dalla madre che gli trasmette i suoi anticorpi antimorbillo ma le mamme immunizzate naturali trasmettono più anticorpi di quelle vaccinate.
Registriamo anche il fatto che l’informazione che è stata data al pubblico e agli stessi operatori sanitari, sulle percentuali di copertura vaccinale necessarie per raggiungere il cosiddetto “effetto gregge”, è stata falsa e parziale. Secondo fonti ufficiali (OMS e Istituto Superiore di Sanità), le coperture vaccinali critiche per l’immunità di gregge sono molto variabili: il fatidico 95% viene indicato solo per il morbillo. Questa soglia non garantisce in modo assoluto l’effetto gregge, ma è bene sapere che per la poliomielite si dà come copertura necessaria 80-86%; per la parotite 75-86%; per la rosolia 83-85%; per l’ Hemophilus infl. B il 70%.
Attorno al bambino ci saranno comunque persone non immunizzate, per cui la sua probabilità di infettarsi resta alta.
Per cui concludiamo che l’obbligo per 10 vaccini non è solo inopportuno, ma anche infondato sul piano scientifico, ed è stato imposto con dati falsi, e che lo Stato può chiedere alla persona (o al suo tutore) la violazione della libertà individuale, riguardo alla propria salute, solo se dimostra che le misure obbligatorie servono a scongiurare un rischio collettivo, cosa qui impossibile.
E’ sbagliato mettere tutti vaccini sullo stesso piano: alcuni non producono alcun effetto gregge, altri svaniscono nel tempo. Nessun vaccino è mai completamente sicuro.
Non è nemmeno vero che non ci sono mai effetti dannosi, ci sono eccome. (io: lo prova il fatto che in molti casi lo Stato ha rimborsato le famiglie per i danni ricevuti dal bambino).
Oltretutto gli studi sulla sicurezza di vaccini come il trivalente MPR sono largamente inadeguati (sono almeno 5 anni che le società farmaceutiche non ne fanno. Perché? Perché non c’è una legge che ordina loro riscontri e controlli?).
Nel 2014 su 8.873 vaccinazione ci sono stati centinaia di casi gravi con alcuni decessi, in particolare sul vaccino Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) ci sono stati 201 casi gravi e lo scorso anno i bambini con danni gravi sono stati 479 mell’abbinamento del trivalente con il vaccino contro la varicella e anche l’esavalente ha un tasso elevato di segnalazioni gravi: 166 ogni 100.000.
Mancano tuttavia dati precisi da parte dei medici e manca un sistema di sorveglianza strutturato, capillare e affidabile. Perché?
C’è poi un aspetto che è stato completamente trascurato: gli effetti dei vaccini sul sistema immunitario del bambino.
Mentre da un secolo ferve la ricerca farmacologica sui singoli prodotti, nessuno studia l’impatto dei vaccini sullo sviluppo dei bambini. Perché? (Io: conta solo venderli questi prodotti o lo Stato può imporre di studiarli un po’ meglio l’effetto che hanno?)
(Io: chiudo nella speranza che in futuro chi ricopre la carica di Ministro della salute e di Presidente del Consiglio abbia più esperienza, più conoscenze, più serietà, più cura dei propri cittadini, e meno dipendenza dalle multinazionali e dai loro interessi al punto da non diffondere allarmi ingiustificati e dati falsificati per interessi di mercato e da non cacciare, come nella ex-Inquisizione, gli esperti del settore quando divergono dai diktat di Governo)

TALE IL PADRONE, QUALE IL REGGIBASTONE
Vasco Errani aveva già variamente calpestato la legge, facendosi rieleggere per 3 volte governatore dell’Emilia Romagna malgrado il divieto di reiterare le candidature (la protesta legittima del M5S viene respinta dal giudice con un cavillo), essendo condannato in appello per falso ideologico a un anno di reclusione (pena sospesa con la condizionale) per aver procurato in modo illecito un milione di euro alla cooperativa del fratello e aver spinto due funzionari Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti (in appello condannati a un anno e due mesi), a scrivere un dossier falso con l’obiettivo di depistare eventuali indagini che si sarebbero potute aprire (e che infatti partirono subito) sulla vicenda che riguardava il fratello Giovanni e la sua cooperativa vinicola (reato di truffa aggravata). Poi assolto perché “il fatto non costituisce reato!” Tesi alquanto stramba visto il caso di corruzione aggravata che la dice lunga sulle cosiddette toghe rosse. Ovvio che uno che se ne infischia della legge e che la usa per arricchimenti di famiglia doveva sembrare perfetto a Renzi, che i collaboratori li sceglie col lumicino, per dirigere la mancata ricostruzione delle zone terremotate. In un anno non ha saputo fare nulla? Elementare, Watson!

In che stima Renzi tenga la sofferenze dei terremotati mi pare abbastanza evidente.
Prima mette a capo delle ricostruzione lo stesso Errani che se l’è cavata per il rotto della cuffia in una accusa di truffa aggravata per aver fatto avere un milione di soldi pubblici alla cooperativa di suo fratello e che ha voluto essere per tre volte Governatore di Regione contro la legge che vieta il terzo mandato.
Poi, dopo un anno di inettitudine totale dello stesso Errani, lo sostituisce con la Boschi, una che non vorremmo vedere nemmeno in cartolina. Così sicuramente la casette i terremotati continueranno a non vederle e continueranno a vivere tra le macerie ma probabilmente ad Amatrice si aprirà una succursale di Banca Etruria.

L’ESERCITO DELL’IMPERATORE
2000 anni fa un imperatore cinese si fece costruire un esercito di 10.000 soldati di terracotta.
Non diversamente Renzi ha fatto il suo governo: ministri, parlamentare e capi delle istituzioni non sono stati scelti in base all’esperienza, al merito, alla competenza, ma come un esercito di figurine di terracotta prone ai suoi voleri e prim’ancora che il sistema elettorale sia fatto, il piccolo Boss di Rignano ha già stabilità che deciderà personalmente e autonomamente ogni singola candidatura a livello locale e nazionale. Il potere assoluto in una sola persona. E dietro e attorno a lui un esercito di teste… di terracotta.
Non fosse per altro, Renzi andrebbe bocciato solo per questo, una colossale arroganza, una visione del potere autarchica e antidemocratica.
Così ogni persona scelta da lui e portata dalle stalle alle stelle, brilla (si fa per dire) per incompetenza, impreparazione, incapacità ed arroganza.
Prendiamo la Lorenzin, scelta chissà come e chissà perché (oltretutto una ex di Forza Italia): una totale mancanza di physique de rol, un chiacchiericcio banalotto da comare, mancanza persino di un titolo di studio e non parliamo della sua ignoranza sulla sanità; in cambio una ubbidienza cieca al capo, un agire da marionetta asservita, e la stessa arroganza di riporto che ogni piddiota ci tiene a mostrare come proiezione di quella renziana.
Dunque questa occupante abusiva di un ruolo che non le compete si permette di acconsentire ad ogni taglio disumano alla sanità (per aumentare del 23 % le spese militari, si suppone), se ne frega se per avere il riscontro di un cancro si deve aspettare anche sei mesi, ma
-prima in un Paese che è l’ultimo in Europa e con una disoccupazione giovanile che a Sud sfiora il 54% si mette insulsamente a lanciare una campagna per “la moltiplicazione delle nascite” con toni da proclama fascista di difesa della razza
-poi accetta che l’Italia, “unica nel mondo” si faccia da cavia per blocchi di vaccini da 12 botte ognuno (in realtà 14) sui poveri bambini italiani per massimare i guadagni miliardari delle multinazionali del farmaco e li impone con metodi da gerarca, addirittura con la pena della patria potestà e con multe stratosferiche. E se qualcuno obietta qualcosa, minaccia querele mentre applica la radiazione dall’albo dei medici che portano prove contrarie (e purtroppo veritiere).
Certo che anche in precedenza la Lorenzi aveva dato prova di sé: divieto di usare libri di testo su internet per non danneggiare le case editrici. Passaggio da Fi al Nuovo centrodestra di Alfano. Poi passaggio in Alternativa Popolare. Nemica della legalizzazione delle droghe leggere. Ostile ai matrimoni tra gay e all’adozione da parte di gay e nemica della fecondazione assistita (il suo divieto sarà giudicato incostituzionale dalla Consulta). Aggressiva del metodo Stamina. Ce l’hanno con lei i governatori di Regione che non sanno come trovare i miliardi necessari per i vaccini, le famiglie italiane che sono considerate come pecore, ce l’aveva con lei il sindaco Marino per una querelle sull’igiene delle scuole, ce l’ha con lei il sindacato dei poliziotti Silpcgil, che in campagna elettorale per le elezioni Europee 2014 l’ha pubblicamente accusata di aver inopportunamente adoperato uomini e mezzi di Stato per attività non istituzionali, ce l’hanno con lei le categorie delle professioni sanitarie per l’intenzione di voler qualificare come sanitarie pratiche non convenzionali senza il preventivo parere tecnico scientifico del Consiglio Superiore di Sanità[. È stata oggetto di critiche per aver bloccato l’introduzione di norme in favore della liberalizzazione e della concorrenza nel mercato della farmaceutica (sempre per favorire le multinazionali dal farmaco) e per essersi dichiarata pubblicamente favorevole al rincaro del ticket per l’accesso al pronto soccorso con codice bianco.
Ma quanto ci scommettiamo che Renzi la rimetterebbe in un nuovo governo.
Ah, l’esercito di terracotta!

IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO E’ ARRIVATO A 2.281 MILIARDI
Dalla morte di Enrico Berlinguer ad oggi, i vari Governi che si sono succeduti alla guida del Paese Italia, hanno quadruplicato il debito pubblico degli italiani, dai 500 miliardi del 1987 ai 2300 miliardi circa del 2017! Pensate che solo il Governo Monti, ci ha indebitato per oltre 230 miliardi di euro, oltre a tutto quello che ha truffato ai lavoratori italiani! E Renzi in mille giorni ha aumentato il debito di 124 miliardi!
Quando mai da destra a sinistra abbiamo visto migliorare la nostra situazione economica? Da Monti ad oggi , i governi Letta, Renzi e l’attuale, ci hanno indebitato per altri 300 miliardi circa! Ma che se ne sono fatti di tutti questi soldi?
Pensate che nel 1966, anni del boom economico, il nostro debito era pari al 46 % del PIL e oggi siamo al 140 % circa e non c’è alcuno spiraglio che possa diminuire! Solo questo prova abbondantemente il fallimento di tutti i governi italiani.
Ma quante tangenti si sono fottuti i politici e le varie associazioni a delinquere delle imprese che realizzavano i lavori pubblici per averci portato a questo punto?
Ecco perché ritengo indispensabile oltre che abbattere il debito pubblico nel modo adeguato, bisogna “sequestrare” tutti i beni ai politici e a tutta quella pletora di delinquenti vari che hanno lucrato sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli!”
Giovanni Buzzetta

LA RIPRESINA (m5s)
1 – L’Italia è tornata ad una (fragile e modesta) crescita principalmente a causa di fattori esterni, che hanno trascinato la nostra economia fuori dalla recessione senza alcun merito dei governi degli ultimi tre anni.
In particolare, il Quantitative Easing della Bce ha consentito di risparmiare risorse dagli interessi sul debito pubblico e quindi di diminuire il ritmo del massacro sociale, che è comunque proseguito (tagli alla sanità, alla spesa per investimenti e agli enti locali).
Il deprezzamento dell’euro ha spinto le esportazioni.

Il crollo del prezzo del petrolio ha avvantaggiato un Paese trasformatore come l’Italia, povero di materie prime che deve importare.
Questi fattori esogeni sono temporanei e presto cesseranno di esistere. La Germania sta aumentando le pressioni su Draghi perché metta fine all’espansione monetaria, e in ogni caso il mandato del governatore italiano finirà nel 2019. Senza QE che ne sarà del nostro debito pubblico e della spesa per interessi?
2 – L’Italia è fanalino di coda in Europa già dal 2016 e si conferma tale anche nella prima metà del 2017: mentre l’Ue cresce nel secondo trimestre ad una media dello 0,6% l’Italia fa 0,4% e su base tendenziale (rispetto cioè al secondo trimestre di un anno fa) l’Italia è nettamente ultima, con il suo 1,5%, mentre la media europea è del 2,3%, la Spagna cresce del 3,1%, l’Olanda del 3,8%, la Germania del 2,1%, la Francia dell’1,8% e persino il Regno Unito, rallentato teoricamente dalle trattative per la Brexit, fa meglio con l’1,7%
3 – La crescita italiana è squilibrata a favore dei grandi mentre penalizza lavoratori e PMI: è evidente a chiunque viva nel paese reale che l’occupazione stia crescendo a discapito della qualità del posto di lavoro e dei salari. Una volta scaduti i costosissimi incentivi renziani per il contratto a tutele crescenti, infatti, hanno smesso di crescere i contratti stabili e sono cresciuti solo contratti a termine e voucher. Questi ultimi sono stati aboliti per evitare un referendum popolare per poi rientrare dalla finestra nella manovrina imposta da Bruxelles.
La disoccupazione ufficiale, inoltre, continua ad oscillare tra l’11 e il 12% e quella reale, che comprende anche gli scoraggiati e i sottoccupati involontari è a livelli superiori che in Grecia, al 30%, come dimostra Alberto Bagnai in un recente articolo sul Fatto Quotidiano
4 – il nostro sistema bancario è sull’orlo del baratro, e basterà una corrente negativa, come la fine del QE o un nuovo capitolo della crisi greca, per mandare sul lastrico altre decine di migliaia di risparmiatori. A quel punto non ci saranno vie di uscita per una classe politica che ha nascosto per anni la realtà
5 – L’Europa ci chiede di ratificare il Fiscal Compact e di pareggiare il bilancio pubbliconei prossimi tre anni: questo significa che l’era della flessibilità è finita. Nei prossimi anni si tornerà a sputare sangue per rispettare parametri di bilancio insensati e già dall’1 gennaio 2018 l’Iva crescerà dal 22 al 25%.
Siamo quindi di fronte ad una ripresina fantasma, che si accompagna alla precarizzazione del lavoro giovanile, alla stagnazione tendenziale dei consumi e della produzione industriale e all’aumento delle diseguaglianze sociali. Non appena finirà la congiuntura esterna favorevole, l’Italia tornerà nella spirale della recessione, e chi oggi gioca con la pazienza dei cittadini italiani dovrà raccogliere i cocci del suo partito e della sua breve carriera politica.

RIDIAMARO :– )

Stefano Bucci
Eliminare tutte le persone di religione #islamica perchè 4 ragazzi invasati hanno sbroccato
è come condannare tutti i #cattolici per pedofilia.
.
E vabbè, quante storie; gli F35
vengono a costare il doppio? E LORO, li chiameranno F70 e tutto andrà a posto.
antonnio d
.
Vogliono spendere 350.000 euro per commemorare Gramsci (Renzi: “Gramsci, chi?)
Facciano un asilo intitolato a Gramsci e tutti saranno contenti!
Viviana
.
La costruzione di questi F35 è una delle più grandi stronzate della storia della produzione industriale mondiale.
GIORGIO S.
La costruzione non so, ma l’acquisto forzoso da parte dell’Italia sicuramente sì.
..
Il governo è lento di comprendonio. C’ha messo tutto un anno per capire che la ricostruzione non è nemmeno cominciata. #FallimentoErrani
Danilo Toninelli
..
Le eroiche citazioni di Gasparri:

Biagi e Santoro stanno cercando con tutti i mezzi il martirio mediatico. Verrebbe proprio da dire: allora diamoglielo, quello che cercano. O no?

Il Moretti politico del Caimano, ha delle turbe psichiche

L’opposizione in democrazia è essenziale. La strumentalizzazione dei bambini dimostra invece la natura criminogena dell’opera di falsificazione in atto. Veltroni e Di Pietro non prendono le distanze dai loro manovali, i cui figli vengono intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie dei capi della sinistra.

A volte, il Senato, la Camera, votano leggi che noi stessi che le votiamo non è che le capiamo bene, nel senso che c’è “l’articolo che sopprime il comma del tale anno…”. Insomma, a volte, leggere le leggi è uno sforzo evidente

Io sono considerato un’icona gay.

Patto paramafioso quello tra Raggi e Casaleggio.

I grillini come un gregge di pecore. Uno decide cosa si deve fare e tutti a seguirlo senza chiedere perché. È chiaro a tutti che la giravolta europeista ha una sola motivazione: i finanziamenti pubblici.

I Cinquestelle “sono diventati cagnolini, rivoluzionari solo quando fa comodo a loro”.

Alessandro Di Battista? E’ l’erede di Bombolo, che era un grande comico romano ed era meglio. Anzi, chiedo scusa a Bombolo che è in Paradiso: rispetto a Di Battista è Dante Alighieri“.
.
Ma che fine ha fatto Igor il russo? che poi era Ivan il serbo?

Luce so fusa
Igor il russo smentisce di aver incontrato Romeo, e non conosce il padre di Renzi.
A parte gli errori sul nome, sembra che non sia nemmeno vero che mangia insetti.

P.akita
Gli investigatori: “Igor il russo mangia di tutto”. Quindi non è vegano, meno male.

NoveVonBismark
È ammirevole lo zelo messo nella ricerca di un pericoloso latitante. A proposito, a casa sua stavolta avete già citofonato, sì?
(Non vorremmo il bis della storia di Provenziano che non si era mai allontanato da casa sua)

Cecco Bravo
Svanito nel nulla l’omicida di Budrio. E gli elettori del PD.

Pirata 21
A giudicare dalle tecniche efficaci con cui riesce a non farsi trovare, Igor il Russo deve aver lavorato nella sanità italiana.

Andre21
Per catturare Igor i Carabinieri hanno mobilitato il Reparto scelto dei Cacciatori di Calabria. “Vediamo se mangia pure la ‘nduja”.

Birbo bicirossa
Nel ferrarese mille uomini stanno ancora cercando Igor il Russo: perché se non lo si arresta in fretta c’è il rischio che si perda la prossima amnistia.
Comunque resta il fatto che prima dei delitti Igor il Russo aveva 164 follower su Facebook, e invece adesso a seguirlo sono già più di mille.

Conteottenfeld
L’unica speranza è che Igor si rifugi sotto un cavalcavia….

Simone Fabbri
Le previsioni del tempo segnalano la presenza imminente del vortice IGOR sull’Italia. Per dire l’ironia dei meteorologi
………………………….

SPIRITUALITA’ E VARIE. Viviana Vivarelli

Per me la spiritualità è una cosa
Le chiese un’altra
Credo nella spiritualità perché fa parte di me
Non credo alle chiese ufficiali perché non faccio parte di loro
Circa il mistero, mi sembra ovvio che dovrebbe accettarlo anche il più pragmatico dei positivisti, altrimenti cadremmo nel dogma di pensare che esiste solo ciò che abbiamo potuto dimostrare secondo le regole poste a priori dalle scienze ufficiali. In tal caso le scienze prenderebbero il posto delle chiese e sarebbero altrettanto dogmatiche e illiberali.
Il dogma altro non è che una imposizione che un gruppo di persone impone ad altre per decisioni di potere o per osservanza di una consuetudine.
Chi rispetta la propria libertà e l’altrui rifiuterà ogni dogma, essendo questo un limite alla sua libertà di esperienza e di ricerca, una negazione della libertà intrinseca di ogni persona.
Poi ritengo ovvio che ognuno creda o a ciò che la sua mente sceglie di credere o a ciò che ha sperimentato nella propria vita.
In tal senso il concetto di spiritualità di ognuno sarà per forza di cose individuale e personale.
Non ci possono essere due visioni uguali, entrando in ognuna di esse una fusione particolare di scelta della volontà e di esperienza personale.
Pertanto rispetto gli atei, gli agnostici e i diversamente spirituali, ma vorrei che anch’essi mi rispettassero per le esperienze che ho avuto che non devono per forza essere simili alle loro.
Sono stata una sensitiva per 29 anni e ho avuto delle esperienze, anche partecipate da altri, che hanno foggiato la mia spiritualità in un certo modo.
Chi non ha avuto le mie stesse esperienze ovviamente è libero di non credervi come facevo io prima di averle, ma non gli permetto di dubitarne o di aggredirmi solo perché il suo livello esperienziale è stato diverso dal mio.
D’altro canto, non permetto nemmeno ad una persona di chiesa di credere che quello che gli hanno insegnato o ha scelto di credere sia più valido di ciò che uno sperimenta di persona.
Leibniz diceva che ogni uomo è una monade e che il mondo è ciò che egli riesce a vedere (e a costruire) dal suo particolare punto di vista.
“Le monadi sono limitate non nell’oggetto, ma nel modo di conoscere l’oggetto: esse tendono sì all’infinito, al tutto, ma confusamente, appunto perché sono limitate e differenziate a seconda del grado di distinzione delle loro percezioni.”
La quantità e qualità delle mie percezioni costituisce il mondo in cui credo e corrisponde al modo con cui sono.
Io non so perché le percezioni di ognuno siano così diverse, Le cause di maggiori o minori percezioni dipenderanno forse dal livello di consapevolezza in cui siamo che in qualche modo dipende da noi e in qualche modo ci trascende per cause a noi ignote. (viviana vivarelli)
.
Ricevo da homofaber

http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Non amo le citazioni ma è così apparentemente easy e pop e canzonetta, così non apparentemente ‘colta’ (in una delle due accezioni, giudicate voi) e tanto meno celebrata; pur apparentemente avanti considerando chè è dei primi ’70; pur apparentemente laica valutando che non si appoggia ad alcuna riva e tanto meno centro; e pur maledettamente vicina a quella del Paso solitario (altrettanto neppur lontanamente ‘colta’), mi permetto quindi di riversarla by link: watch?v=52MCXluo9Co o solo in testo (il tutto tratto dall’album, appunto, ‘I buoni e i cattivi’). I buoni e/o i cattivi, ma questa è mio artigiano supporre, credo esistano solo nella nostra difettosa coscienza

    Arrivano i buoni, arrivano, arrivano,
    finalmente hanno capito che
    qualcosa qui non va…

    Arrivano i buoni e dicono basta a tutte
    le ingiustizie che fin’ora
    hanno afflitto l’umanità…

    Arrivano i buoni, arrivano arrivano
    finalmente una nuova era comincerà…

    Quanti sbagli, quanti errori,
    quante guerre e distruzioni, ma finalmente
    una nuova era comincerà…

    Senza servi ne padroni
    senza guardie, ne assassini, d’ora in poi
    tutti uguali, una nuova era per l’umanità…

    Arrivano i buoni, ed hanno le idee chiare
    ed hanno già fatto un elenco
    di tutti i cattivi da eliminar…

    Ma chi l’avrebbe mai detto che erano
    così tanti i cattivi da eliminar…

    Commento di homofaber — agosto 24, 2017 @ 8:57 am | Rispondi

  2. Mi accorgo sol ora sia saltato qualcosa, forse inconsciamente voluto solo per poi rimarcarlo (chissà, la psiche…); oltretutto nel versetto finale:

    Così adesso i buoni hanno fatto una guerra
    contro i cattivi, però hanno assicurato
    che è l’ultima guerra che si farà…

    Commento di homofaber — agosto 24, 2017 @ 9:11 am | Rispondi


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