Nuovo Masada

luglio 13, 2017

MASADA n° 1866 13-7-2017 NON CI RESTA CHE RIDERE 2

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:53 am

MASADA n° 1866 13-7-2017 NON CI RESTA CHE RIDERE 2
Blog di Viviana Vivarelli

Monica Murgia
Il 29 settembre è il compleanno di Berlusconi, ma anche quello di Bersani. Giusto per sottolineare che le disgrazie non vengono mai da sole.
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La vittoria di Berlusconi è iniziata quando il berluscone occulto si è mimetizzato nell’opposizione. Vedi Renzi. E’ un’infezione peggio della mucca pazza, e il problema è che si è berlusconizzato anche il vaccino. Ora corpo e anticorpo faranno una alleanza insieme. Questo è peggio dell’invasione degli ultracorpi. Prima eravamo delle zucche. Ora diventeremo dei baccelloni giganti.
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Io sono fiera dei 5 stelle
Sono fiera dei no global

Sono fiera dei volontari(l’Italia è il Paese del mondo che ne ha di più)
Io sono fiera di Lilliput che raccoglie 800 associazioni di volontariato italiane
Io sono fiera di chi fa del bene nella sua casa, coi suoi amici,coi colleghi di lavoro,a scuola,in ufficio,in fabbrica,per le strade,a chi conosce e a chi non conosce
Io sono fiera di tutti gli italiani perbene e sono lieta di conoscerne tanti
Io sono fiera di chi rispetta gli esseri umani,di chi rispetta l’ambiente,i popoli,il mare,il cielo,le cose visibili e quelle invisibili
Io sono fiera di tante persone oneste che hanno valori etici e sociali
Io sono fiera di chi fa politica o non la fa se entrambi vivono secondo rettitudine e giustizia
di chi segue una religione o non ne ha se è ugualmente sulle vie del cuore
Io sono fiera di chi crea bellezza anche solo con un sorriso,un atto di gentilezza,una mano che aiuta,una parola positiva
Io sono fiera di chi mette il bene del suo Paese sopra il suo interesse personale e il bene del mondo sopra l’interesse del suo Paese
Io sono fiera di chi ha pazienza ma non servilismo,di chi ha coraggio ma non spregiudicatezza,di chi ha intelligenza ma non furbizia
Io sono fiera di chi si indigna,di chi vuole pensare,di chi cerca di capire,di chi vuole migliorare fuori e dentro,di chi non si lascia clonare o imbrogliare,di chi è cauto e critico ma anche generoso e altruista
Io sono fiera di essere italiana perché gli Italiani non si esauriscono nella cricca che comanda e i migliori non sono certo tra i più ricchi e potenti,ma sono comunque la parte maggiore e più bella di questo Paese
Io sono fiera di chi dice:voglio cambiare il mondo e comincio da me,e non mi fermo ai primi insuccessi perché so che la battaglia sarà lunga e troverò mille oppositori e calunniatori ma andrò avanti lo stesso e non importa se sarò solo o con tanti amici,perché credo nel mio progetto di vita che oltrepassa me e te e noi tutti perché è di tutti.

L’AMACA (Michele Serra)

Sarebbe non solo bello, ma anche sensato, che si facessero primarie di coalizione per scegliere tra Renzi, Pisapia ed eventuali altri coraggiosi un candidato premier del centrosx o alleanza progressista o come la volete chiamare. E sarebbe non solo bello, ma anche sensato, che i perdenti considerassero ovvio non solamente accettare il risultato, ma mettersi a disposizione della coalizione per cercare di vincere le elezioni e governare.
Ma ciò che è bello e normale raramente è possibile in quel luogo di vanità e di sospetti, di faide interne e di rancori personali che è la sx italiana: e non solamente il Pd, che ultimamente rassomiglia a una corte papalina (se i Borgia avessero twittato, il Pd sarebbe nato già nel sedicesimo secolo), ma anche la sconclusionata galassia di partitelli e movimentini alla sua sx, la cui ragione statutaria è fare le pulci al vicino piuttosto che accorparsi contro gli avversari. Se fossero gli elettori a contare, una larga maggioranza di loro deciderebbe per un’alleanza che provi a tenere insieme la sx dem e quella neosocialista; e deciderebbe per le primarie. Ma non sono gli elettori, sono i partiti a decidere, e questa non è l’ultima delle ragioni della loro crisi.Ma ciò che è bello e normale raramente è possibile in quel luogo di vanità e di sospetti, di faide interne e di rancori personali che è la sx italiana: e non solamente il Pd, che ultimamente rassomiglia a una corte papalina (se i Borgia avessero twittato, il Pd sarebbe nato già nel sedicesimo secolo), ma anche la sconclusionata galassia di partitelli e movimentini alla sua sx, la cui ragione statutaria è fare le pulci al vicino piuttosto che accorparsi contro gli avversari. Se fossero gli elettori a contare, una larga maggioranza di loro deciderebbe per un’alleanza che provi a tenere insieme la sx dem e quella neosocialista; e deciderebbe per le primarie. Ma non sono gli elettori, sono i partiti a decidere, e questa non è l’ultima delle ragioni della loro crisi.rmale raramente è possibile in quel luogo di vanità e di sospetti, di faide interne e di rancori personali che è la sx italiana: e non solamente il Pd, che ultimamente rassomiglia a una corte papalina (se i Borgia avessero twittato, il Pd sarebbe nato già nel sedicesimo secolo), ma anche la sconclusionata galassia di partitelli e movimentini alla sua sx, la cui ragione statutaria è fare le pulci al vicino piuttosto che accorparsi contro gli avversari. Se fossero gli elettori a contare, una larga maggioranza di loro deciderebbe per un’alleanza che provi a tenere insieme la sx dem e quella neosocialista; e deciderebbe per le primarie. Ma non sono gli elettori, sono i partiti a decidere, e questa non è l’ultima delle ragioni della loro crisi.Ma ciò che è bello e normale raramente è possibile in quel luogo di vanità e di sospetti, di faide interne e di rancori personali che è la sx italiana: e non solamente il Pd, che ultimamente rassomiglia a una corte papalina (se i Borgia avessero twittato, il Pd sarebbe nato già nel sedicesimo secolo), ma anche la sconclusionata galassia di partitelli e movimentini alla sua sx, la cui ragione statutaria è fare le pulci al vicino piuttosto che accorparsi contro gli avversari. Se fossero gli elettori a contare, una larga maggioranza di loro deciderebbe per un’alleanza che provi a tenere insieme la sx dem e quella neosocialista; e deciderebbe per le primarie. Ma non sono gli elettori, sono i partiti a decidere, e questa non è l’ultima delle ragioni della loro crisi.
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Fiano presenta una legge per punire l’apologia di fascismo. Siccome ne abbiamo già due funzionanti, non si capisce questo exploit, che sembra tanto un mezzo qualsiasi per distrarre l’attenzione da altre cose e attaccare il M5S come fascista.

L’ESPRESSO RACCONTA BALLE COME IL PD

Il M5S ha espresso parere contrario, in commissione affari costituzionali, alla proposta di legge Fiano perché il provvedimento presenta alcuni aspetti incostituzionali.
Cioè va contro quella Costituzione che il 4 dicembre passato noi abbiamo difeso, anche e soprattutto per i suoi valori antifascisti, ed il PD voleva modificare.
La legge di Fiano è una legge tanto antifascista che, per capirci, senza l’emendamento M5S a prima firma Ferraresi approvato in commissione, concedeva uno sconto di pena a chi avesse propagandato l’ideologia fascista!
Cioè il Pd proponeva una legge che faceva sconti a chi inneggiava al fascismo. Ma giacché era presentata dal PD era chiaramente antifascista e chi si fosse opposto sarebbe stato inequivocabilmente a favore del ventennio…(Nicola Morra)

A proposito della legge antifascismo, evocata da qualcuno, la posizione del M5S:
“Proprio Vittorio Ferraresi, relatore di minoranza, spiega che la legge in discussione “è stata criticata da diversi giuristi: parliamo di un pastrocchio non necessario, visto che esistono già due leggi in vigore che puniscono l’apologia del fascismo che per noi è da condannare senza se e senza ma: questa legge non serve al nostro Paese perché si andrà a sovrapporre alla legge Scelba e alla legge Mancino, infatti i comportamenti previsti in essa come le manifestazioni di propaganda e il saluto romano, come ricorda la Corte di Cassazione, sono già punibili e puniti”…E il testo, continuano i grillini, “rischia seriamente di essere incostituzionale“. “L’antifascismo per noi è un valore, per loro un spot” conclude Ferraresi.”(Il FQ)
L’obiettivo è fornire al legislatore i mezzi per colpire alcune condotte individuali: dal saluto romano alla vendita o produzione di gadget a tema.
Manca un coordinamento con le leggi esistenti. E la norma finirebbe nei delitti contro l’integrità dello Stato. Ma il saluto romano di qualche pirla o un accendino col nome del Duce sono pericoli per la democrazia? C’è anche un vino che si chiama Dux e io ne ho regalato una bottiglie per ridere a un mio amico di sx. Cosa facciamo? Chiudiamo anche quella?

COMPAGNI CAMERATI
Bruno p Napoli

E’ ormai chiaro che il Partito Democratico ha perso ogni collocazione ideologica ed il suo inesistente leaderismo è il frutto di una crisi di nervi scaturita da uno dei più grossi abbagli della politica imperante che vaga per mete fin ora inesplorate.
Dopo continue mutazioni e mimetizzazioni si è arrivati all’attuale Pd ma chi conosce davvero cosa sia e quale sia il suo elettorato deve avere delle doti davvero paranormali.
Sono emblematiche le dichiarazioni ad intermittenza,appunto,del suo segretario che un giorno è europeista e l’altro completamente anti UE, fa discorsi strazianti e buonisti sull’immigrazione quando c’è un bimbo morto in spiaggia ma di colpo si sveglia nei panni del peggior nazionalista minacciando di chiudere porti e varchi se l’Europa non concede strappi ai nostri conti.
E’ un umore ad intermittenza,drogato dal consenso che quando cala manda in astinenza intere amministrazioni che crollano sotto il peso dei fallimenti politici a giunta Pd.
E’ ancor più emblematico però che ci sia una intera compagine che appoggia e sottoscrive queste strane pulsioni quasi schizofreniche di essere una cosa ed un’altra completamente diversa allo stesso tempo confondendo ed erodendo l’elettorato che come un bambino non ha più la guida dei genitori che sono in disaccordo su tutto.
Alla rinfusa in Parlamento arrivano proposte di legge di una maggioranza variopinta e liquida,che baratta di tutto pur di non dichiarare fallimento,arruola il peggio nelle sue fila e non pensa più al domani forse neanche più al quotidiano.
Ci sono fior di opinionisti e giornalisti che hanno scritto fiumi di articoli per cercare di inquadrare l’elettorato del M5S ma non si sono accorti che nel frattempo il Pd si è liquefatto con la sua base,il suo segretario è un morto (politico) che parla per non parlare della maggioranza governativa che bivacca sulle macerie economiche e sociali di una Repubblica che somiglia sempre di più al Titanic.

Alberto Airola:
Bruno Vespa ti lamenti con Virginia Raggi di non aver mai visto una Roma cosi sporca? Io invece non ho mai visto una tv così spazzatura.
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Gli italiani non li capisco. Nasce il M5S e lì tutti a sbraitare che è un movimento di estrema dx, che i naziskin gli fanno un baffo, che Grillo è Hitler redivivo, che Grillo sostiene la mafia e Casaleggio il Bilderberg, che solo Berlusconi prima e Renzi dopo rappresentano il meglio del nostro Paese, e ancora sono lì che scrivono su tutti i giornali che il M5S è pappa e ciccia con la Lega e i cloni tutti a giurare che solo Renzi porta avanti la vera sx mentre Grillo, come i lupi mannari se si toglie il giubbotto ci ha sotto la camicia nera.
E poi, appena esce che in Liguria, che il M5S ha votato contro una legge razzista che escludeva dalle case popolari gli immigrati più poveri, ecco altri italiani sbraitare che il M5S è da mettere al muro perché prima gli italiani, e su questa bella frase leghista, razzista, da veri cristiani, si svolge tutta la battaglia per il Comune di Genova, come se 30 anni di disastri del Pd fossero cancellati in un attimo.
Ma SPQR: Sono Proprio dei Rimminchioniti Questi italiani!
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Per fare un esempio davvero demoralizzante di quanto possa scendere in basso l’intelligenza di un uomo, prendiamo il caso disperato di un giornalista dell’Unità, Marco Lavìa, quello che accusò Travaglio di essere alleato di Berlusconi, quando sono 20 anni che Travaglio attacca Berlusconi il quale lo ha querelato 60 volte! Travaglio rispose all’indecente Lavìa : Si sciacqui la bocca quando parla di me e di Berlusconi. Lavìa ha avuto la faccia di scrivere un articolo intitolato “I quattro motivi per cui il Pd cresce nei sondaggi”, “cresce”??? Certo che se i giornalisti lecchini di Renzi sono questi….
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.. e se Cristo oggi rinascesse non più figlio di un falegname in patria ma di un immigrato palestinese in Italia (e ricordiamoci che anche lui da piccolo dovette fuggire per colpa della politica) come lo trattereste? Non gli dareste il diritto di partecipare all’assegnazione di una casa popolare perché ‘prima gli italiani’?
Ma fatemi il piacere…..
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Allora spiegatemi:
D’Alema ha eliminato il lavoro fisso
Prodi ha introdotto i vaucher
Ichino ha allargato la precarietà
Bonanni e Angeletti hanno indebolito il sindacato
La Comunità Europea vuole venderci al minimo strappando lo statuto del lavoro e se ne frega del flusso dei migranti che ci rubano i salari
Ammortizzatori sociali non se ne vede
La Marcegaglia chiede licenziamento libero e salario sotto la sussistenza
I padroncini preferiscono extracomunitari in nero
Berlusconi voleva far lavorare anche di domenica, Natale e Pasqua
Renzi ha tentato di eliminare le domenica
Ma prima aveva eliminato l’articolo 18 e il lavoro fisso, i diritti del lavoro, i sindacati dal tavolo delle trattative, e aveva allargato i vaucher fino a coprire tutto, infine li aveva pure abbassati di valore e intanto ha fatto in modo che l’agenzia delle entrate ci sequestri i conti correnti
Brunetta vuole che si lavori anche ammalati
Rotondi vuole annullare la pausa pranzo
Marchionne ha eliminato nel silenzio delle leggi il diritto di fare pipì
..ma, se al posto dei politici prendevamo dei robot, non era meglio?

LA FANTAPOLITICA DI ALESSANDRA DANIELE
PUNTO A CAPO

È ancora riconosciuto come capo. Nonostante l’età, è ancora lucidissimo, e in grado di dare ordini.
Giorgio Napolitano è intervenuto a condannare il patto per la legge elettorale, e subito un commando di franchi tiratori del PD ha fatto secco il Tedesco, cioè il disegno di legge concordato dal Cazzaro con le opposizioni.
È stato facile poi mettere la pistola fumante in mano al M5S, già incalzato dalle giustificate proteste della sua base, schifata dalla porcheria della quale stava per rendersi corresponsabile.
Un problema che la Lega non ha avuto.
Con tutta la loro rabbiosa intransigenza apparente, gli elettori della Lega sono in realtà fra i nasi più tappati d’Italia. Presunti secessionisti che si fanno andare bene il nazionalismo neofascista.
Presunti moralizzatori che si fanno andare bene Berlusconi.
Gli basta un facile capro espiatorio, e digeriscono di tutto.
Stavolta però l’inciucio è saltato. L’esecuzione di Gentiloni è rinviata, Renzi è stato di nuovo sconfitto, e ha ricominciato a rimpiangere quel sistema maggioritario che in Gran Bretagna, dove l’elettorato s’è spostato a sx, produrrà invece un Governo più a dx, dichiaratamente già pronto a stracciare le leggi sui diritti umani, tanto per provare la superiorità morale dell’Occidente.
L’anno scorso dopo la Brexit molti nello stesso Labour Party avevano cercato di silurare Jeremy Corbyn, con l’accusa di non aver sostenuto il Remain con sufficiente convinzione. Praticamente uno psicoreato.
Prima della trionfale rimonta di Corbyn, Theresa May aveva come il Cazzaro incautamente promesso di dimettersi, se avesse perso la maggioranza assoluta.
Prevedibilmente, neanche lei ha mantenuto la promessa, alleandosi con gli Unionisti Irlandesi per restare al potere.
Ognuno ha l’Alfano – o la Meloni – che si merita.
Arrogante quanto incapace come la May, Renzi ha fallito di nuovo, e s’è ridotto a Corteggiare Pisapia, dopo averlo sbeffeggiato quando contava ancora sulla Grossolana Coalizione con Berlusconi, adesso però riavvicinato alla Lega dai buoni piazzamenti Comuni ottenuti alle elezioni amministrative, dove il M5S s’è invece ribaltato sulla linea di partenza. In termini d’immagine, trattare col Cazzaro al M5S non ha giovato.
A Renzi non rimane che guardare Macron, che il suo sogno napoleonico lo sta realizzando, e rosicare.
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DEMOCRAZIA A TERMINE
Alessandra Daniele

Dopo averli aboliti temporaneamente per evitare un’altra disfatta referendaria, il Governo ha reintrodotto i voucher.
Se Renzi tornerà premier, anche la sua controriforma costituzionale rispunterà dalla tomba allo stesso modo.
Smantellare la Costituzione è il compito affidatogli dall’establishment, e il Cazzaro sta facendo di tutto per ottenere una seconda chance di portarlo a termine, benché i suoi stessi committenti non si fidino più di lui.
Le prossime elezioni politiche saranno il secondo tempo del referendum.
Come tutte le riforme renziane, la nuova legge elettorale in preparazione è una porcheria scritta col culo. È un proporzionale mezzo maggioritario, ma a liste bloccate, un Maggiorinale di costituzionalità molto dubbia che non garantisce né governabilità né rappresentanza, ma soltanto le esigenze speculari dei due partiti più grossi: per il PD poter governare senza dover vincere, per il M5S poter vincere senza dover governare.
Nelle intenzioni di Renzi c’è riesumare la Grossolana Coalizione con Forza Italia, mentre il voto antisistema finisce di nuovo congelato all’opposizione dal M5S, e Alfano resta decapitato dalla soglia di sbarramento.
La Vendetta degli Alfaniani (che sembra il titolo d’un vecchio episodio di Doctor Who) non preoccupa il Cazzaro, anzi: un casus belli per scannare Gentiloni è esattamente ciò che gli serve.
Il conte è comunque DOA. Resta solo da decidere la causa ufficiale della morte.
La campagna elettorale è già cominciata. Si parlerà di migranti, di vaccini, di cinghiali, Renzi si sforzerà di sembrare un uomo del popolo e far dimenticare il suo tentato golpe, ma se riuscirà a tornare a palazzo Chigi, stavolta lo realizzerà.
Non si vendicherà soltanto di quei quattro stracciaculo degli scissionisti, si vendicherà di noi che abbiamo osato negargli il trionfo sperato, e l’abbiamo costretto a mandare Gentiloni al G7 al suo posto.
Renzi sognava di conoscere Trump, e conquistarlo col suo inglese farlocco. A Renzi sotto sotto The Donald piace, è un bancarottiere di successo come entrambi i suoi papà, Silvio e Tiziano. Ed è un piazzista da televendita, come lui.
Il Cazzaro non vede l’ora di tornare a vendere il suo pentolame sul palcoscenico internazionale. E se ci riuscirà, per cacciarlo stavolta non basterà un No.

Enzo Del Re

C’è troppa gente in giro
piena di nostalgia
che vive nel passato
e mette bombe dove vuole.
C’è troppa gente in giro
che è malata in testa
perché dentro la testa
nutre quel verme che si chiama Io.
Prima di tutti Io
innanzitutto soltanto Io
il superuomo e niente più.
C’è troppa gente in giro
che non sorride mai
perché se ti sorride perde l’autorità.
C’è troppa gente in giro
che sfrutta in ogni modo
e la sopraffazione la chiama libertà.

– Dottore, mi cresce lo scetticismo. ¬
– Vuole che la mandi da uno scettologo? (da un post)
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Storielle
Due giovani monaci studiavano in seminario, ed entrambi erano incalliti fumatori.
Il loro problema era: Posso fumare mentre prego? Non riuscendo a risolverlo, decisero di rivolgersi ai loro superiori. Più tardi, uno chiese all’altro che cosa gli aveva detto il superiore.
Sono stato rimproverato aspramente solo per aver parlato del fatto, – disse il primo. – Ed il tuo superiore, cosa ti ha detto?. Il mio fu molto compiaciuto, – disse il secondo. – Mi ha detto che facevo benissimo.
Ma dimmi, che domanda gli hai fatto?
Gli ho chiesto se posso fumare mentre prego.
Te la sei voluta tu. Io gli ho chiesto: posso pregare mentre fumo?.
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Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa.
La vecchia sorrise: Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c’è di buono in lui.
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Un matematico ed una matematica hanno una relazione ma un bel giorno lui le dice: Cara, dobbiamo mettere alcune cose in chiaro nel nostro rapporto. Lei: Va bene caro, cosa?. Lui: Beh! tanto per cominciare, io preferisco stare al numeratore…

Tonio Dell’Olio.

A quelle donne che,
forti della loro debolezza,
ci hanno insegnato a stare al mondo.
Donne che non si vergognano di piangere
per dire un dolore fitto nella carne e nell’anima.
A quelle donne che ci hanno spiegato
che amare non è solo l’infinito di un verbo… infinito,
ma anche aggettivo femminile plurale
che si addice alle lacrime e a certe giornate.
Donne capaci di danzare tra le macerie del tempo e delle storie
e di cogliere la grazia nelle cose quando tu vedi miseria.
Donne che se sono nate dalla costola di un uomo
lo hanno fatto una volta sola.
Poi hanno iniziato a partorire loro:
futuro, speranza, bellezza e bambine e bambini.
Né angeli, né nuvole le donne d’Africa
per le quali chiediamo a voce alta il Nobel della pace
perché pagano il prezzo più alto e tengono più alta la lampada.
Donne dell’8 marzo ma anche del 9, del 10 e dell’11.
Donne veline poche.
Donne vela tante.
Capaci di raccogliere il vento per spingere in avanti la barca.
Donne che modellano la creta della precarietà a scultura.
Opere d’arte che profumano il mondo.

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Rainer M. Rilke

…nella speranza che porti esattamente quella visione di cui ciascuno ha bisogno esattamente in questo momento della vita.

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

Una donna entra in farmacia e chiede se hanno dei preservativi formato extra-large. Certo gli risponde il farmacista, ne vuole una scatola?. No, ma le dispiace se aspetto qui finché non arriva qualcuno a comprarli?
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Una suora che aveva il singhiozzo va dal medico e dice al dottore che soffre di questo disturbo che non le passa. Il dottore la visita e poi le dice: Lei è incinta. La suora torna al convento e raccontata tutto alla Madre superiora che, il giorno seguente, si precipita dal medico: Dottore, come ha potuto dire una cosa del genere a una suora?. E il dottore: È stato per farle paura, in modo che il singhiozzo sparisca. E la Madre superiora: Quello che si è preso paura è il vescovo che si è gettato dalla torre.
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IL MARE
Io credo che siamo immersi in un oceano di energia comune che tutti ci comprende così come il mare comprende le sue onde. Ma credo anche che il movimento totale del mare dipenda dal movimento di ogni sua singola onda. Così io, pur nella mia piccolezza, sono partecipe ma anche responsabile di questa totalità. E ogni mio sia pur minimo pensiero, moto emotivo, istinto passionale, volere o fare, fa parte di questo Tutto e lo compone.
Mi pare anche, ed ebbi questa illuminazione che ero una ragazzina, che tutto quello che si muove convulsamente in superficie sia, sostanzialmente, una battaglia passeggera, così nei rapporti con me stessa come in quelli di tutti gli esseri umani tra loro, e che, se riuscissimo anche di poco a scendere in profondità, troveremmo una pace infinita, un non movimento, dove tutte le differenze di superficie spariscono per creare un’unione incommensurabile, una pace immensa dove ogni cosa entra in un’empatia assoluta con tutte le altre e si confonde.

PENSIERI
Ogni giorno scrivo il mio pensiero di giornata ad una trentina di amici, anche per ricordare loro che io ci sono e che loro ci sono per me.
Oggi Concetta mi ha mandato una citazione di Alda Merini:
“Mi sveglio sempre in forma. Mi deformo attraverso gli altri.”
Sì, certo, e il problema è dunque questo: ricreare ogni giorno fuori e dentro di noi l’armonia delle origini.
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Borges-QUALCUNO
Un uomo modellato dal tempo,
un uomo che non aspetta neppure la morte
(le prove concernenti la morte son mere statistiche
e non c’è alcuno che corra il rischio
d’essere il primo immortale),
un uomo che ha imparato ad esser grato
per le modeste elemosine dei giorni:
il sonno, il ritmo dell’abitudine, il sapore dell’acqua,
un’insospettata etimologia,
un verso latino o sassone,
la memoria d’una donna che l’ha abbandonato
ormai da tanti anni
che oggi può ricordare senza amarezza,
un uomo che sa bene che il presente
è già futuro e oblio,
un uomo che è stato sleale
e col quale son stati sleali
a un tratto può sentire, mentre va per la via,
una misteriosa felicità
che non proviene dalla speranza
ma da un’antica innocenza,
dall’intima radice o da un dio sperso.
Sa che non deve guardarla da vicino
perché ragioni più tremende di tigri
gli mostreranno che ha l’obbligo
d’essere sventurato:
riceve tuttavia con umiltà
la raffica felice.
Morti, forse saremo per sempre,
quando la polvere sarà tornata polvere,
l’indecifrabile radice
dalla quale l’anima sempre crescerà,
sia equanime sia atroce
Il nostro solitario cielo o inferno.

ArsenaleKappa:

Prova di matematica allo scientifico: Dando un bonus di 80€ al mese, il candidato calcoli la % di aumento dei voti.

Il figlio di Salvini ha superato gli esami di terza media. Ha avuto solo qualche problema con il tema in albanese.
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Blogger francese uccisa da bomboletta spray: sono quindici le marche che hanno venduto apparecchi difettosi. L’isis le ha rivendicate tutte.
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Maturità: dopo Caproni e bici a ruote quadrate, per la terzaprova ci si aspettano quesiti su folletti, iperuranio ed unicorni.
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Consip, Travaglio: Che differenza c’è tra mafia e politica? L’immunità parlamentare.
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Codice antimafia, Forza Italia: no al sequestro dei beni dei corrotti. E questo vale più di un’ammissione di colpa.
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Berlusconi che dà lezioni di morale è un po’ come un vegano che spiega come cucinare la coda alla vaccinara.
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Manca l’acqua: è allarme in molte regioni e ci aggiungono pure le ordinanze anti alcool. Questa è cattiveria.
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Salvini: Lo ius soli è un errore culturale. Quindi di quelli da lui non rilevabili.
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Maturità. Prova di Fisica: Dopo la spaccatura del PD si calcoli fino a quante volte possono scindersi i partiti di sx
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Il latino sarà anche una lingua morta, ma dopo Traccie scritto sul sito del MIUR nemmeno l’italiano si sente tanto bene. [@zenocataway]
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Berlusconi: Se vince Grillo espatrio. Francia, Austria e Germania chiudono le frontiere. [@antonio_carano]
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Prova matematica: Si può pedalare su una bicicletta a ruote quadrate?. Se la Fedeli è ministro MIUR, tutto è possibile.
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Prova di latino: Il candidato spieghi cosa significano secondo i nostri politici i nomi delle leggi elettorali messi a cazzo
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Prova generale: Dato un Caproni su una bicicletta a ruote quadrate, quanti vaffanculo spettano al Ministro dell’Istruzione?
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Esplode dispenser di panna: muore nota blogger francese. Verrà cremata per la seconda volta. [@Pardomicio]
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Saggio tecnico-scientifico:Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Il candidato consegni immediatamente lo smartphone
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Ragazzi consolatevi: nel 2040 ai maturandi toccheranno i poeti di Twitter.
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L’unico che conosceva Caproni è Gasparri perché l’aveva già bloccato su Twitter.
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Con l’euro é aumentato il divario tra poveri e ricchi. Però si può comprare una Banca con 1 euro
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Tema Italiano: Caproni, ecologia e tecnologia. Dove smaltire correttamente il vecchio iPhone quando esce il modello nuovo.
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Nasa: Scoperti altri 219 pianeti, 10 sono abitabili come la Terra. E in tutti Radio Maria prende benissimo.
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Quando apri twitter manda qualcuno affanculo. Tu non sai il perché, ma lui sì.
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Ho rimproverato mia moglie per aver distrutto l’auto un’altra volta. Si è giustificata urlando: Allah Akbar
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Asti, motociclista dimentica la moglie in autostrada e se ne ricorda 40 km dopo. Chissà cosa gli serviva. [@giulysua].
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Sondaggio: durante gli esami di #maturità 1 studente su 3 riscopre la fede e prega. Mentre 2 su 3 sperano nell’invasione di extraterrestri
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Quando apri twitter manda qualcuno affanculo. Tu non sai il perché, ma lui sì. (antico proverbio bolognese)
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fisburypark Falcia passanti urlando: voglio uccidere tutti i musulmani . Poi ha fatto un frontale con quell’altro che urlava Allah Akbar.
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Incendio in Portogallo. Mattarella: Pronti ad aiutarvi. Adesso qualcuno gli dica che i soldi dei Canadair li abbiamo spesi per gli F35.
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McDonalds non sarà più sponsor delle olimpiadi. Il CIO continua a rifiutare di mettere 5 hamburger come simbolo
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Governo dimentica le esenzioni x Amatrice: le famiglie delle vittime pagheranno le tasse di successione delle macerie. Ma Renzi vi è vicino.
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Trump cancella l’accordo di Obama con Cuba: Vogliamo che Cuba sia libera. Poi ha aggiunto: Con molto ghiaccio, grazie.
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Renzi che cerca l’alleanza con Pisapia sembra Verdone nel film Un Sacco Bello quando cerca qualcuno a caso per andare in vacanza a Cracovia
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Scioperi, Delrio: L’Italia è ostaggio di minoranze, servono nuove regole. Tipo l’anello al naso e la palla al piede. [@antonio_carano]
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Agnes Heller: l’uomo moderno si aspetta solo pochi momenti di felicità. Perché sa che Renzi dice che lascerà la politica ma poi ci ripensa
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Gli immigrati che vogliono la cittadinanza italiana, hanno una vaga idea di che cifra di debito pubblico gli tocca a testa? [@LVIX1].

Se si va avanti di questo passo andrà a finire che daremo la cittadinanza italiana anche ai napoletani. [@BaoloGhiro, piemontese]
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Non capisco tutta questa voglia di avere lo IusSoli in Italia, quando è pieno di italiani che vogliono la cittadinanza a Montecarlo.
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E’ morto Helmut Kohl. Fu uno dei maggiori artefici della nascita dell’Euro. Ora l’importante è controllare che venga seppellito bene.
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Addio a Messegue, una vita spesa a trarre benefici dall’erba, senza mai capire che si poteva anche fumare. [@katadaniele]
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Le 5 regole auree dell’informazione (Who? What? When? Where? Why?). Ma Calabresi adotta il metodo Alla cazzo di cane.
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I dubbi di Calabresi: Mi si nota di più se rispondo a bassa voce e che non si sente o se non rispondo per niente?
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Forse Al-Baghdadi è morto per la quindicesima volta. Ma noi vogliamo ricordarcelo così: vivo e imbottigliato sul raccordo.
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NEWS! Calabresi rettifica: Ci siamo sbagliati: Casaleggio a Milano ha incontrato una trans che assomigliava a Salvini.

I conti del Pd tornano in rosso di oltre 9 milioni di euro: solo per la campagna referendaria spesi 11 milioni. Per fortuna è andata bene.
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Ho letto su Repubblica che Grillo si sta alleando a Rifondazione Nazista e vuole invadere la Polonia. FATE GIRARE!!1!!

Degli stranieri hanno letto i vostri commenti sullo IusSoli. Hanno detto che preferiscono essere apolidi. [@ReNudo79]
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Dalla Raggi linea dura sull’ingresso degli stranieri a Roma. Occhio Virginia: quelli son turisti giapponesi e quello è il Papa. [@LVIX1]
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Bindi su Riina: Ha cure ed assistenza migliori di quelle che avrebbe fuori. Mia nonna mi sta chiedendo come si fa a diventare capomafia.
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Giappone: gatti in ufficio per ridurre lo stress. Da Napoli fanno sapere che è per lo stesso motivo che tengono le formiche in ospedale.
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May profondamente rattristata per le vittime del rogo di Londra. Per tranquillizzarla le hanno detto che avevano tutti votato Corbyn.
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A Napoli sappiamo arrangiarci. Il parcheggiatore sotto all’ospedale San Paolo oggi sta vendendo i formichieri. [@jackbass68]
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Se davvero Riina ha diritto ad una fine dignitosa si accontenti del fatto che almeno lui in ospedale non ha formiche nel letto [@slevinkrz]
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L’anno nero della Gran Bretagna: attacchi terroristici ed ora palazzi in fiamme. Qualcun altro vuole uscire dall’Unione Europea? [@LVIX1]
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Napoli formiche nei letti in ospedale, guardiamo il lato positivo: non ci sono briciole.
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Comunali, l’analisi de voto: c’è il ritorno del bipolare. Nulla che un buon psichiatra e un buon psicofarmaco non possano risolvere.
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Sembra che Pizzarotti sia stato votato anche da Igor il russo.
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Comunali2017, 5Stelle fuori da tutti i ballottaggi. Quando bastava accordarsi con mafia e camorra e promettere favori per vincere ovunque.
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Macron vince anche le amministrative in Italia.
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elezioniamministrative2017 9 mln alle urne per eleggere mille sindaci. Per sveltire le procedure quelli del PD si presentano già indagati.

TRAVAGLIO
La giustizia italiana ha appena sgominato un pericoloso ..manigoldo che aveva addirittura rubato un pezzo di parmigiano in un supermercato di Mondello (Palermo): 1 anno e 4 mesi di reclusione.
Galera vera, non finta come per i colletti bianchi, incensurati per definizione (plurirecidivi, ma sempre prescritti): il giudice infatti non gli ha concesso la sospensione condizionale perché ha la fedina penale sporca. E gli è pure andata bene, perché il pm aveva chiesto 2 anni.
Malagiustizia? No, tutto regolare. Le pene massime e minime non le fissano i giudici, ma il legislatore, cioè il Parlamento, popolato da gente che per i furti ordinari non fa sconti. Anzi, non fa che aumentare le sanzioni per presentarsi dinanzi agli elettori come garante della sicurezza. È sui furti in guanti gialli – la specialità della casa – che il legislatore fissa pene sempre più ridicole, quindi niente intercettazioni né manette, prescrizione-lampo e impunità garantita a quelli del giro; o pene inesistenti, perché le condotte più sono gravi e più vengono depenalizzate.
Un giudice munito di retta coscienza e buona memoria, in grado di ricordare cosa prevedono la Costituzione e la giurisprudenza della Consulta sulla proporzionalità fra pena e gravità del reato, dovrebbe vomitare ogni volta che queste norme infami lo costringono a stangare innocui poveracci e a lasciare a piede libero a norma di legge riccastri e potentastri che, per i danni che fanno, dovrebbero stare all’ergastolo.
Purtroppo sono in continuo aumento i magistrati che non si pongono neppure il problema e danno per scontato che i tribunali e le galere sono roba da sfigati, non da signori. Un tempo, per ottenere una giustizia debole coi forti e forte coi deboli, bisognava almeno corrompere qualche giudice. Oggi si risparmia: fanno tutto da soli, col pilota automatico, e soprattutto gratis. È bastato bombardarli per 25 anni dai palazzi del potere e dai sottostanti giornaloni e tv sul dovere di tener conto delle conseguenze delle indagini e dei processi su politica ed economia.
L’ha ripetuto per nove anni Napolitano, rovinando intere generazioni di neomagistrati, con moniti lanciati fin nelle scuole per giovani toghe sull’esigenza di un’amorevole collaborazione fra potere giudiziario, politico ed economico. Ora, provate voi a rubare del formaggio e poi a invitare il giudice a collaborare: immaginate le risate. Se invece un ministro o un top manager inquisito per aver rubato l’equivalente di qualche milione o miliardo di pezzi di parmigiano piagnucola per gli effetti del processo sul Governo o l’azienda, funziona alla grande.
Nel caso Consip, per dire, c’era una combriccola che brigava per truccare un appalto da 2,7 miliardi in cambio di mazzette: appena scoperta, uno stuolo di generaloni, ministri e dirigenti pubblici si sono precipitati ad avvertirla di non parlare e non incassare più, visto che nell’allegra brigata c’era pure il padre di Renzi. Immaginate la stessa scena per una rapinuccia da 2,7 milioni: un carabiniere amico avverte il rapinatore che lo stanno pedinando e gli consiglia di far sparire tutto. Li ficcherebbero entrambi in galera e getterebbero la chiave. Invece per la rapina da signori restano tutti al loro posto, santificati in Parlamento: ministro, generaloni, dirigenti pubblici. Tranne uno: il testimone che li ha denunciati.
Il Governo caccia Luigi Marroni da Consip perché – confessa il deputato Pd Emanuele Fiano – ha confermato le accuse a Lotti, Del Sette, Saltalamacchia e Tiziano Renzi, ergo conferma di non avere più alcun rapporto di fiducia col Governo che l’ha espresso. E ora, se tutto va bene, cacciano pure i pm di Napoli che hanno scoperto lo scandalo: Celeste Carrano ed Henry Woodcock (sul quale già pende un processo disciplinare del Pg della Cassazione per un’intervista mai rilasciata). Neanche loro godono della fiducia del Governo che non li ha espressi: dunque si impapocchiano accuse fumose su altre indagini per avviare al Csm l’iter del trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale.
Con quale ambiente? Quello di Napoli o quello del Governo?
Il vicePresidente del Csm Giovanni Legnini, per la prima volta nella storia, arrivò direttamente dal Governo Renzi. E il Presidente della commissione-traslochi è Giuseppe Fanfani, amico della famiglia Boschi ed ex legale di banca Etruria (su cui indaga il procuratore di Arezzo, già consulente del Governo Renzi). Se si mettono d’impegno, forse riescono a cacciare Woodcock e Carrano prima di nominare il nuovo procuratore di Napoli, sede vacante da appena sei mesi, quindi c’è tempo.
Il 26 aprile, in un’intervista al Fatto, il ministro della Giustizia Andrea Orlando fece capire che la banda Renzi voleva una bella ispezione contro i pm di Napoli, alla maniera berlusconiana, ma lui aveva rifiutato. Poi, in un dibattito organizzato dal Foglio, fu molto più preciso: Mi ha dato fastidio che… miei compagni di partito… mi chiedessero perché non avessi mandato gli ispettori a bloccare le inchieste. Domanda: chi gliel’ha chiesto? Risposta: Il vicePresidente della commissione Giustizia (Franco Vazio, ndr) e il viceDirettore dell’Unità (Andrea Romano, ndr). È accaduto qualcosa? Niente, a parte il fatto che, indisponibile il ministro, a sistemare i pm di Napoli hanno provveduto il Pg della Cassazione (a cui il Governo aveva appena prorogato il pensionamento) e il Csm.
Dal che si intuiscono almeno due cose.
1) Perché i ladri, per farla franca, devono rubare molto: se si accontentano di un pezzo di formaggio, sono spacciati.
2) Perché B. ha detto che, in caso di un Governo a 5 Stelle, opterebbe per l’espatrio. Che poi, tecnicamente, si chiamerebbe latitanza.

Le parole sono pietre. Suscitano umori, li fanno sedimentare, li trasformano in consenso, ne fanno la componente profonda di un modello culturale inevitabilmente destinato ad influenzare le dinamiche politiche. Parliamo chiaro. Una ventata razzista e forcaiola sta attraversando l’Italia, e rischia di consolidarsi. La reazione può essere quella di chi alza le mani, si arrende culturalmente e politicamente e si consegna al modello messo a punto dagli altri, con un esercizio che vuol essere realista e, invece, è suicida? Se si pensa che vi sono emergenze che devono essere fronteggiate con forte spirito politico, e il degrado culturale lo è al massimo grado, bisogna essere chiari e necessariamente polemici.
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Quali sono oggi i temi per l’auspicato ritorno ad una seria elaborazione culturale, per mettere a punto programmi non raffazzonati?
Comincio con l’indicarne tre: i diritti fondamentali; i servizi pubblici; i limiti alla libertà d’iniziativa economica privata.
Non li scelgo a caso. Dietro ciascuno di questi temi si trovano soggetti reali, iniziative concrete. Molti comuni e gruppi si adoperano ogni giorno perché trovino effettivo riconoscimento i diritti degli immigrati, delle coppie di fatto, di quanti vogliono liberamente decidere sulla fine della loro vita. La questione dei servizi è simboleggiata dal servizio idrico, dall’acqua come bene comune: l’Italia è l’epicentro di un largo movimento, che ha visto 27 milioni di elettori votare contro la privatizzazione dell’acqua, che produce analisi sempre più accurate, che ha visto convenire a Napoli e Roma rappresentanti da molti Paesi, che è all’origine di una rete di comuni europei e di iniziative popolari rivolte alla Commissione di Bruxelles.
Altrettanto intensa è la discussione intorno ai limiti del mercato, accesissima intorno ai temi del lavoro e che vede l’inquietante tentativo di cancellare l’articolo 41 della Costituzione che congiunge il decreto berlusconiano di luglio e il decreto Cresci Italia, ponendo il problema se sia ancora possibile in economia una politica costituzionale. Questa è l’altra politica.
E ciascuno di questi temi pone la questione di quale idea di società debba oggi sostenere l’azione politica

STORIELLINA
Quattro chirurghi discutono in ospedale della loro professione in un momento di pausa.
Il primo comincia:
“Preferisco avere degli ingegneri sul mio tavolo operatorio. Quando li apro, tutto all’interno è numerato correttamente…”
Si, ma dovreste vedere gli elettricisti! Tutto è codificato a colori all’interno, impossibile sbagliarsi!”,
Aggiunge il secondo.
“Io penso sinceramente che i bibliotecari siano i migliori. Tutto è classificato in ordine alfabetico”, replica il terzo.
L’ultimo chirurgo prende quindi la parola: “I più facili da operare sono i capi. Non hanno cuore, non c’è cervello, niente colonna vertebrale e la faccia e il culo sono intercambiabili!”.

Ernest Dowson

La brevità della vita ci impedisce di nutrire una lunga speranza
“Non durano a lungo, i giorni del vino e delle rose:
da un sogno confuso
il nostro cammino riemerge per poco,
poi nel sogno si chiude”.

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Storiella
Un camionista viaggia di notte per una strada di campagna ad un tratto si accorge che c’é un omino rosso sul bordo della strada, allora il camionista si ferma, scende e si avvicina e nota che l’omino sta piangendo.
A quel punto gli domanda: “Perché piangi omino rosso?”
“Sai”, gli risponde l’omino, “Io vengo da Marte, sono ricchione ed ho tanta fame”.
“Guarda, io posso darti il mio panino, ma non posso fare altro per te” gli dice il camionista. Gli da il panino e riparte.
Dopo un po’, vede un omino verde a bordo strada. Si ferma, scende e si avvicina, e si accorge che anche l’omino verde piange.
“Perché piangi omino verde?”. Sai”, gli risponde l’omino, “Io vengo da Venere, sono ricchione ed ho tanta sete”.
“Guarda, io posso darti la mia Coca-Cola, ma non posso fare altro per te” gli dice il camionista. Gli da la lattina e riparte.
Dopo un altro po’ vede a bordo strada un omino blu. Allora si avvicina e gli chiede:
” E tu, piccolo ricchione, da quale minchia di pianeta vieni?”.
” Patente e libretto, prego !”…

Un carabiniere e va in pensione e parlando con il suo collega gli domanda preoccupato come farà a passare il tempo in pensione. Il collega gli dice: “Se hai un po’ di terra puoi mettere delle galline per le uova e dei polli per la carne”. Soddisfatto il carabiniere pensionato va al negozio degli animali e ordina 50 pulcini. Il giorno dopo torna al negozio e chiede altri 50 pulcini. Il proprietario contentissimo per il guadagno consegna i pulcini e saluta calorosamente il carabiniere. Il giorno dopo il carabiniere torna al negozio e chiede altri 50 pulcini. Il proprietario per non perdere il cliente e per servirlo al meglio gli dice: “ma qualcosa non andava nei pulcini che gli ho dato finora?” il carabiniere risponde: “N,o no, tutto a posto sono io che non ho ancora capito se li pianto troppo profondi o se gli do troppa acqua..fatto sta che mi muoiono tutti”.

Andrea Scanzi
Non è probabilmente mai esistito nulla, nella storia della Repubblica italiana, più ridicolo, vuoto, stolido, insipido, dannoso e involontariamente tragicomico del renzismo. Gli storici del futuro si chiederanno in eterno come abbia fatto un paese “democratico”, già oltremodo gonzo da credere a Mussolini, Andreotti, Craxi e Berlusconi, a puntare (io no) su ‘sti circensi puerili e oscenamente privi di qualsivoglia talento. Ogni giorno ne inventano una, in un tripudio inesausto di mestizia politica e morale, ma oggi si sono persino superati. Prima pubblicano questo post rubato a Salvini, che non è un fake ma un estratto dal nulla (cioè dall’ultimo libro di John J. Fagiolo, la cui attesa nei lettori è pari a quella dell’ultimo disco di Memo Remigi tra i nativi d’America). Poi lo cancellano, convinti che nessuno se ne accorga: una roba che neanche la pagina Facebook della Beppina di Vitiano. Se tutto questo (troiaio) lo avessero fatto Raggi o Appendino, don Zucconi, Padre Augias e Fra’ Calabresi avrebbero marciato sui loro attici gridando al neo-nazismo, canticchiando una messa laica qualsiasi di Vecchioni e sorseggiando la Barbera migliore di Gad Lerner. Ma vedrete che anche stavolta troveranno una scusa e crederanno ancora al Poro Citrullo, “ultimo baluardo del populismo” e verosimilmente anche dell’immanente stocazzo. Che fine pietosa e ingloriosa, per il cosiddetto “centrosinistra”. La pochezza di questa masnada di paninari invecchiati male (anzi malissimo) è ogni giorno più accecante. Come diceva Gaber, coi soliti quarant’anni di anticipo: “fate più schifo che spavento”. Una prece.

CAZZARI SI NASCE
Alessandra Daniele

Padri, madri, figli, figlie, è la next generation del familismo amorale, il familismo cazzaro.
Parenti serpenti, amici degli amici, fratelli di sangue e di loggia, interi clan che salgono da un centro di potere al successivo tutti insieme, col montacarichi.
Perché il potere è un affare di famiglia. Mai permettere che ci arrivi un estraneo. E sempre spacciare i prescelti per outsider.
Dopo la Brexit e il No al referendum, in Europa la democrazia sembra aver ricominciato a funzionare come previsto, cogli elettori che si limitano a ratificare le scelte già fatte dell’élite.
Emmanuel Macron è stato allevato e addestrato al comando come un principe ereditario. Le elezioni devono essergli sembrate una bizzarra formalità protocollare.
I sondaggi prevedono anche un’ampia riconferma sia di Theresa May che dell’imperatrice Merkel, ormai al potere dai tempi del telefax.
A fare il gioco dell’establishment sono gli anticorpi residui degli europei contro i nazionalisti esplicitamente fascisti. Una reazione immunitaria che il M5S ha finora astutamente schivato.
I conduttori di talk show che durante la campagna elettorale francese hanno avuto ospiti del M5S si sono impegnati molto a cercare di farli schierare apertamente con la Le Pen, cosa che tutti i grillini hanno evitato invocando la Prima Direttiva della Federazione: Decideranno i francesi, non vogliamo interferire.
Lilli Gruber in particolare ha ripetuto la domanda a Di Battista una decina di volte con negli occhi la scintilla del waterboarding, ma non c’è stato niente da fare.
I grillini vanno da sempre a caccia di voti ovunque, da sx a dx, in cielo, in terra, e in ogni luogo. Fra Soldatino Di Maio e Dibba il Folle cercano di coprire tutto lo spettro, dalla Lega all’Isis.
Ma è dai frutti che si riconosce l’albero.
La speranza di cavalcare la temporanea ondata di riflusso è invece un altro dei motivi per cui il PD ha fretta di scannare Gentiloni e tornare alle urne.
Un Macron all’italiana però non è immaginabile, e i nomi proposti – Renzi, Letta, Orlando, Parisi – sono uno più ridicolo dell’altro.
Dopo averne sponsorizzato l’ascesa, è chiaro che l’establishment non si fida più di Renzi, e non è intenzionato a ricompensare il suo fallimento con una facile seconda chance. Oltretutto sarebbe un cattivo esempio per i suoi successori.
Riesumare il nipote d’arte suo predecessore però sarebbe persino più fallimentare.
Paolo Mieli è considerato uno dei massimi esperti di politica. Lunedì 15 maggio, a Otto e Mezzo, ha consigliato a Miguel Gotor dei fuoriusciti del PD di provare a ricostruire un partito di centrosx che recuperi i voti persi dal PD, scegliendo come leader Enrico Letta, con lo scopo dichiarato di allearsi e governare con Renzi dopo le elezioni.
Paolo Mieli, considerato uno dei massimi esperti di politica, s’è detto convinto che gli elettori di centrosx disgustati dal PD non vedano l’ora di votare per Enrico Letta. E che Enrico Letta non veda l’ora di portare in dote questi voti al PD, per favorire un ritorno di Matteo Renzi al potere.
Questo fenomeno ha solo due possibili spiegazioni:
1 – Paolo Mieli è stato sostituito da un mutaforma alieno che non capisce un cazzo della razza umana.
2 – Paolo Mieli ha cercato di fregare Gotor. E a giudicare dal sorriso beato col quale Gotor annuiva a tutti i suoi consigli, ci è riuscito.
Le elezioni però non sono così a portata di mano.
Attualmente, fra il mezzo Italicum alla Camera e il mezzo Porcellum al Senato, la legge elettorale italiana è come quei cavalcavia lasciati incompiuti coi due monconi protesi nel vuoto che non s’incontrano, perché sono sfasati.
Il prossimo obiettivo per Renzi e il suo secondo padre, Berlusconi, è quindi il Cazzarellum, una legge elettorale disegnata apposta per consegnargli una maggioranza che in realtà non è affatto nelle intenzioni degli elettori.
La democrazia è solo una formalità.

Storiella tremenda
Un anziano, sul suo letto di morte, ha improvvisamente il desiderio di un ultimo biscotto del quale sente il profumo salire dalla cucina. Raccogliendo le ormai scarsissime forze si toglie la maschera a ossigeno, stacca la flebo e rotola penosamente giù dal letto. Strusciando sui gomiti raggiunge la scala interna, lungo la quale si lascia lentamente andare con un respiro sempre più flebile. Ormai prossimo all’incoscienza, cianotico e stremato si trascina in cucina. Con l’ultimo anelito, si aggrappa alla spalliera della sedia e allunga una mano verso la teglia di biscotti fumanti appena sfornati. Con la mano tremante ne raggiunge uno proprio nel momento in cui la moglie, con uno schiaffo sulla mano, gli toglie di sotto l’agognato tesoro: “Pussa lì, sono per il funerale!”.
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Bersani: “Non abbiamo fatto un cazzo per fermare Berlusconi.”
Ma neanche Renzi.

LAUREE O NON LAUREE
Vedo che molti accusano la Lorenzin di non essere laureata, ma per quello nemmeno la Fedeli, e non sono laureati nemmeno Poletti o Orlando. La squadra di Renzi non è il massimo in fatto di titoli scolastici. Il 23% di quelli che ci governano non ha la laurea. Pochissimi hanno un master o un dottorato di ricerca. Il M5S, semmai, è il partito che ha più titoli di studio (credo che ci siano 154 laureati su 163 parlamentari, correggetemi se sbaglio). Ma l’Italia è maglia nera in Europa, dove invece la preparazione e la competenza contano. In Francia tutti i Ministri hanno almeno una laurea, in Germania c’è uno solo che non è laureato, compensato da tantissimi ricercatori. E, se guardiamo agli Usa, la situazione peggiora: i laureati sono pochi.
Ma potremmo ricordare che Pertini non era laureato e che Lula aveva solo la terza elementare. Invece sono laureati e proprio in legge sia Berlusconi che Renzi ed entrambi hanno tentato di distruggere la Costituzione. Per cui smetterei di sottolineare il fatto che la Lorenzin non è laureata. Contano altre cose. Semmai balza all’occhio la totale mancanza di ideologie di costoro e il loro essere stati scelti da Renzi solo come yesman, in grado di dire sempre sì a qualsiasi cosa venga loro comandato, senza neanche capirne il senso. La Lorenzin, poi, ha una piccola personalità e capacità e, se ci fossero in Italia giornalisti capaci di fare domande pungenti, crollerebbe al primo colpo. Certo che con questa classe di giornalisti imbelli e ammanicati anche una come la Lorenzin ha il gioco facile.

Io ho passato tutta la mia vita studiando, ho due lauree e una abilitazione, ho scritto libri, studio e scrivo ogni giorno per almeno 8 ore, ho passato tutto il mio tempo sui libri, dunque vado contro la mia stessa categoria
Ma non credo che per governare bene ci voglia una laurea, occorrono invece ideali, valori, buon senso, scopi di bene Comune, interesse sociale
Prendi Maurizio Landini, che io stimo molto, dopo le scuole medie si iscrisse a un istituto per geometri, ma fu costretto ad abbandonare la scuola dopo due anni per contribuire al sostentamento familiare, trovando occupazione in un’azienda metalmeccanica in qualità di apprendista saldatore.
Mario Monti ha una laurea in economia presa alla Bocconi, ha fatto un anno all’Università di Yale con una borsa di studio, avendo come professore James Tobin, Premio Nobel per l’economia nel 1981. Nel 1969 è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Trento. Dal 1970 è docente presso l’Università degli Studi di Torino, che lascia nel 1985 per diventare professore di economia politica presso l’Università Bocconi di Milano, dove diventa Direttore dell’Istituto di economia politica e dove, dal 1985 al 1995, è anche Direttore del Giornale degli economisti e Annali di economia…
Bene, io a Landini un Ministero del Lavoro glielo darei. A Monti no.
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Krishnamurti
“C’era un uomo che riparava una strada; quell’uomo ero io; il piccone che teneva in mano ero io; la stessa pietra che lui stava spaccando era parte di me; il tenero filo d’erba era il mio essere, l’albero accanto all’uomo ero io stesso. Potevo anche sentire e pensare come il cantoniere, e potevo sentire il vento che passava tra gli alberi, e la formichina sopra il filo d’erba potevo sentire. Gli uccelli, la polvere e il rumore stesso erano parte di me…Ero in ogni cosa, o piuttosto ogni cosa era in me, animata e inanimata, la montagna, il verme e tutto ciò che respira. Per l’intera giornata restai in quella felice condizione”.
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RAMANUJAN
Con grandissimo piacere ho visto il bellissimo film L’uomo che vide l’infinito che narra la storia di uno dei più grandi matematici del mondo: Srinivasa Ramanujan.
Era nato nel 1887 in India, in uno sperduto villaggio a nord di Madras, da una famiglia estremamente povera anche se di casta superiore. Il padre era un bramino di modesta condizione sociale, impiegato in una ditta commerciale e la mamma cantava a pagamento nei templi. Era povero, brutto, e di solito anche sporco. Ma fin da piccolo ebbe straordinarie doti matematiche. A 15 anni trovò un antiquato libro di matematica e, partendo da esso, riuscì a sviluppare un imponente corpo di matematica superiore, molto più avanzato delle matematiche evolute europee, risolvendo con eleganti equazioni alcuni dei più difficili problemi che avevano assillato i più grandi matematici degli ultimi secoli.
Ora la cosa assolutamente incredibile è che le soluzioni dei problemi di alta matematica il ragazzo le aveva avute dormendo. Ogni notte la dea NAMAGIRI, protettrice del suo villaggio, gli appariva in sogno e gli dettava importanti formule matematiche. Il ragazzo teneva della carta vicino al letto e, appena desto, scriveva le formule, impiegando poi dei mesi per verificarle. Ramanujan era molto religioso, studiava i Veda e le Upanishad e frequentava assiduamente il tempio. Namagiri era dea protettrice della sua famiglia. Si diceva che la nonna fosse stata una devota di Namagiri e che entrasse in trance per parlare con lei, Così il ragazzo era cresciuto pregando la dea e invocando la sua protezione.
Questa storia straordinaria unifica la dea Namagiri, cioè un elemento mitico e irrazionale, che può comunicare alla mente dx, alla matematica moderna, una disciplina logica e razionale, che in genere riguarda la mente sx. Namagiri avrebbe donato intuizioni matematiche attraverso i sogni, scrive Robert Kanigel in ‘The Man Who Knew the Infinity’.
La storia di Ramanujan divenne un libro che ebbe immenso successo e ha dato origine a molte trasmissioni tv.
Il ragazzo non aveva grandi ambizioni, gli bastava stare in un angolo tranquillo, sognare la dea Namagiri e occuparsi di matematica. La sua incredibile intelligenza era apparsa alla scuola elementare e poi, a quella superiore. Fu il migliore allievo che la scuola avesse mai avuto, tanto che vinse una borsa di studio al Pachaiyappa College di Madras (considerato la Cambridge del sud dell’India). Ma quando trovò il libro che gli avrebbe cambiato una vita, un volumone di problemi matematici di grado superiore, si appassionò ad essi a tal punto che trascurò tutte le altre materie tanto che fu bocciato. Così nel 1907, a vent’anni, si ritrovò senza borsa di studio, senza titolo e senza soldi, ma continuò nella propria attività di matematico praticamente autodidatta. Lo fecero sposare, secondo l’uso del tempo, con una bimba di 9 anni, poi, nel 1911, un suo articolo sui numeri di Bernoulli fu pubblicato dal Journal of the indian Mathematics e divenne famoso, gli studiosi di matematica si accorsero della sua straordinaria intelligenza e lo convinsero a chiedere una borsa di studio in Gran Bretagna che sarebbe stata pagata dall’università di Madras.
Il suo benefattore fu il matematico Hardy, che restò strabiliato dalle enormi capacità del ragazzo e decise di portarlo a Cambridge e a Oxford. A questo punto la madre di Ramanujan, spaventata dal lungo viaggio, si oppose, ma la dea Namagiri le apparve in sogno convincendola a dare il suo assenso. Così il giovane partì per l’Inghilterra con i risultati dei suoi sogni che gli avevano permesso di condensare 50 anni di ricerca matematica e di oltrepassarli, una impresa ciclopica come non era mai avvenuta nella storia del pensiero. In Inghilterra il giovane visse cinque anni, soffrendo per la differenza di cibo, clima e abitudini. Ebbe molti riconoscimenti e ottenne una ricca borsa di studio di 310 sterline (5 volte la paga annuale di un operaio) che gli permise di mandare soldi alla sua famiglia.
Ramanujan non era laureato ma venne fatto dottore ad honorem (Bachelor of Science), a soli 31 anni fu eletto membro della Cambridge Philosophical Society, e poi della Royal Society (a soli 31 anni) e ivenne Fellow del Trinity College, con un contratto di sei anni.
A Cambridge incontrò menti matematiche pari alla sua e pubblicò 21 ricerche (oltre alle sei che aveva già prodotto).
Nel pensiero indiano si dice che esiste un piano dell’essere dove esiste la conoscenza di tutto, una specie di archivio di tutti i saperi: l’Akasha. Forse un Akasha c’era davvero e la dea Namagiri era lo spirito guida che apriva il contatto, relativamente alla matematica. In sogno Ramanujan accedeva al luogo dell’accresciuta consapevolezza.
La storia purtroppo finisce male, il giovane aveva una salute debole e morì improvvisamente all’età di 33 anni, ma aveva fatto in tempo a comporre 4000 teoremi originali.
A tutti gli allievi che vanno male in matematica non resta che sperare che anche a loro la dea Namagiri appaia in sogno con le soluzioni già fatte.

Ramanujan ci ha lasciato 4.000 teoremi originali e tre spessi quaderni di appunti. Il suo sterminato lavoro è conosciuto solo in parte. I matematici affermarono che ci sarebbe voluta una vita intera per venirne a capo. Nel resto del secolo vari matematici di genio hanno intrapreso l’acquisizione del suo lavoro che a tutt’oggi resta in gran parte non compreso.
Molte statue e molte lapidi sono state dedicate a Ramanujan, ma in nessuna compare la dea Namagiri che pure in questa storia ebbe un ruolo importante.
Un giorno Hardy andò a trovare il ragazzo indiano che era malato e in ospedale. Come entrò nella Camera, gli disse che il numero del suo taxi era 1729, un numero piuttosto insulso, a suo vedere. Al che Ramanujan replicò: ‘Ma no Hardy! Ma no! E’ un numero molto interessante: il più piccolo numero esprimibile come somma di due cubi in due modi diversi’. Anagrammando quel numero, nel 1927 appariranno le sue opere al mondo, presentate da Hardy.
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http://masadaweb.org

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