Nuovo Masada

aprile 2, 2017

MASADA n° 1842 2-4-2017 MAESTRI IN CALCETTO E PLAY STATION

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MASADA n° 1842 2-4-2017 MAESTRI IN CALCETTO E PLAY STATION
Blog di Viviana Vivarelli

Per l’immonda frase del Ministro del Lavoro Poletti “Nel lavoro si creano più opportunità giocando a calcetto che a spedire curricula”.

5stelle sospesi per due settimane- Come si vota in Parlamento – Legge sui minori migranti – La legge Bossi-Fini è una legge nazista – La Ministra preventiva – Hanno la faccia come il curriculum – Le riforme penali del Pd utili ai delinquenti – PD in caduta libera – Attacco alla pensione di reversibilità delle vedove – La cricca di Renzi – I loro fallimenti – Roma e Grillo – Il programma sull’immigrazione del M5S

Renato La Monica
Quando vedrò un cane abbandonare il padrone in autostrada. Quando vedrò una lepre sparare a un cacciatore. Quando vedrò un piccione fotografare un giapponese. Quando vedrò un giornalista rivolgere una domanda scomoda a un potente. Quando vedrò uno statista a Palazzo Chigi e un cinquantenne al Quirinale. Quando Rai e Canale 5 trasmetteranno (almeno) un programma intelligente al giorno. Quando Scalfari, Napolitano, Maurizio Costanzo e tutti gli ottantenni che non vogliono mollare il potere troveranno ospitalità in una casa di riposo. Quando il calcio tornerà a essere uno sport e non più un business sconsiderato. Quando vedrò tutto questo potrò dire che nel mondo è in atto un profondo cambiamento.

Tratto dal libro “Il senso della solitudine di un gatto”.
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Madia dixit. Renzi è stato accusato di aver copiato interi pezzi del suo programma dal programma della P2 di Licio Gelli. Si è giustificato dicendo che ha messo tutto nella bibliografia.
Viviana

La Madia ha copiato parte della tesi, poi ci ha messo la firma sotto. Non è strano, è quello che i ministri fanno di solito. Non penserete che la sua riforma della Pubblica Amministrazione che è risultata incostituzionale l’abbia anche letta! : – )

ABUSI PARLAMENTARI
Viviana Vivarelli
I 5stelle sono rei di aver contrastato un abominevole privilegio dei parlamentari italiani, che pretendono di stare al di sopra di ogni legge e di avere trattamenti pensionistici ultrafavoriti rispetti ai comuni cittadini, quando gli stessi parlamentari italiani sono già i più pagati d’Europa con benefit a pioggia che negli altri Paesi nemmeno si sognano. Negli anni passati, questa discrasia iniqua che fa dell’Italia uno dei Paesi più poveri dell’Ue ma con i parlamentari più ricchi, aveva suscitato qualche autocritica e qualche vergogna, al punto che più volte era stato dichiarato che lo squilibrio sarebbe stato sanato. Poi ci vennero a dire che calcolare la media degli stipendi dei parlamentari europei era troppo difficile!!! E tutto morì lì. Oggi le vergogne sono finite anzi si rivendicano con soperchieria ingiusti privilegi sia penali che economici.
I 5stelle sono poi accusati di aver fatto ‘un assembramento’ fuori dell’ufficio della Presidente Boldrini che voleva confermare l’esoso privilegio pensionistico e dei vitalizi.
In verità le aule parlamentari negli anni hanno visto ben di peggio di questo, senza che scattassero punizioni così feroci, tese a imbavagliare l’opposizione, mentre, al contrario, le stesse istituzioni piddine sono state benevoli e perdonanti sui reati degli stessi parlamentari al punto da sputtanare sentenze della Magistratura passate in giudicato.
Che ‘L’aria che tira’ fosse ormai questa, lo si era visto nel salotto della spregevole Myrta Merlin che tuonava con accenti infuocati e indignazione esagitata contro l’assembramento grillino, definendolo ‘un attacco squadrista che portava avanti il fascismo peggiore’. Nei fatti, l’attacco squadrista alla democrazia lo sta compiendo proprio la parte piddina della Camera e la stessa Boldrini, quando deforma le regole di disciplina parlamentare per farne uno strumento di lotta politica e di incaprettamento dell’opposizione. Poco dopo la Boldrini ha dato una punizione gigantesca ai 5stelle per due settimane.
Se la democrazia è “essere tutti uguali di fronte alla legge”, il fascismo è proprio la difesa di iniqui privilegi e poteri di una cricca che intende porsi al di sopra di tutti gli altri, facendo fuori ogni opposizione.

Mary Agordati
Siete mai stati in Parlamento a vedere i lavori? Io sì. Più volte e ogni volta ho portato qualche amico che è uscito schifato! L’Aula è mezza vuota. Di quelli che ci sono metà sono a cazzeggiare sui computer tra FB e giornali Online. Una parte va a spasso a parlare con tizio o Caio e a darsi 4 pacche sulle spalle. Chi entra, chi esce. Rimane zitto solo lo schieramento di colui che sta parlando. Riesci a fatica a sentire gli interventi tanto è il casino. Sembra una scolaresca quando il prof. Non c’è. La prima volta chiesi al funzionario che sta alla porta se era sempre così. Mi rispose imbarazzato di si. Quando si vota, siccome nessuno sa come deve votare perché non si è manco letto la legge, c’è uno in ogni schieramento che urla come devono votare:ROSSOOOO!!!! VERDEEEE!!!! Stile mercato del pesce…. non scordero’ mai la faccia di un mio amico che disse:- e questi cialtroni prendono 19.000€ al mese mentre io ne prendo 1.150€ e ho fatto i salti mortali per essere qui! Se gli italiani invece di andare allo stadio o vedere il grande fratello venissero qui ci tornerebbero con i forconi- ……. invece sembra che ancora credano alle favole….. e vi risparmio tutto il resto…
(Io so come votano. Non sanno nemmeno cosa stanno votando. Passano delle persone con cartelli su cui sta scritto ‘Si’ ‘No?. Il presidente con voce neutra biascica i numeri degli articoli. I parlamentari di un certo schieramento votano Sì o No, secondo il cartello. Spesso non sanno nemmeno cosa hanno votato. Questi sarebbero ‘quelli capaci’!!???)

LEGGE SUI MINORI MIGRANTI

La legge che garantisce la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati è finalmente diventata realtà e l’Italia può dirsi orgogliosa di essere il primo paese in Europa a dotarsi di un sistema organico che considera i bambini prima di tutto bambini, a prescindere dal loro status di migranti o rifugiati. Dopo oltre tre anni di stallo, il DDL fortemente voluto da Save the Children, nato dall’esperienza diretta sul campo al fianco dei minori migranti e sostenuto da tutte le più autorevoli organizzazioni di tutela dei diritti, è stato approvato grazie all’ampio consenso ricevuto in Parlamento da forze politiche di maggioranza e opposizione. Nel 2016 più di 25.800 minori, tra cui anche bambini con MENO DI DIECI ANNI DI ETA’, sono arrivati in Italia via mare soli, senza genitori o figure adulte di riferimento al loro fianco, più del doppio rispetto al 2015 quando erano 12.360. Dall’inizio dell’anno, secondo le stime di Save the Children, sono giunti oltre 3.360 minori, di cui almeno 3.000 non accompagnati. Alle loro spalle hanno viaggi spesso drammatici, nel corso dei quali in molti purtroppo hanno perso la vita, e anche una volta giunti in Italia sono costretti a vivere in condizioni di grande vulnerabilità, esposti all’alto rischio di subire abusi e violenze e di finire nelle maglie di sfruttatori senza scrupoli. Leghisti e razzisti hanno protestato vivamente contro questa legge, dimenticando i principi fondamentali dell’umana pietà. Persino le bestie proteggono i cuccioli. Proteggere i bambini è un istinto fondamentale dell’uomo, ma chi rifiuta la protezione dei bambini viene meno a ogni dignità umana, si comporta peggio delle bestie peggiori.
Ricorda che solo per un puro caso sei nato in un paese relativamente civile, dove non ci sono guerre, dove la gente non muore per fame e ce, se la sorte ti fosse stata avversa, quei bambini potrebbero essere i TUOI bambini.
Ogni bambino è il mio bambino e non tollererò chiunque osi buttarlo via come un oggetto.
La civiltà che non tutela i bambini è una civiltà morta.

LA LEGGE BOSSI-FINI E’ UNA LEGGE NAZISTA
Viviana Vivarelli

Da 15 anni con ben 5 governi a base Pd l’emigrazione è regolata pessimamente dalla Bossi-Fini che è una legge nazista, peggiore di qualsiasi legge esistente in Europa e i cui effetti nocivi sono davanti ai nostri occhi, una legge disumana e inefficiente che non frena i flussi migratori e tratta i migranti come spazzatura o come rei da punire, una legge che non prevede nemmeno le risorse per l’individuazione tant’è che per disorganizzazione e carenza del personale impiegato, mentre a Berlino per l’individuazione ci mettono 2 ore, in una qualunque città italiana ci mettono 9 mesi, e tutto per tenere imprigionati i migranti nei CTP e arricchire i loro gestori coi soldi versati dallo Stato.
In questi 15 anni né la Chiesa né il Pd hanno fatto nulla per migliorare le cose. Poi, finalmente il M5S ha smosso le acque ed è riuscito a convincere gli altri prima ad eliminare il reato di clandestinità che non esiste in nessun Paese europeo e ora a votare leggi di tutela dei minori, in gran parte bambini piccoli, sotto i 10 anni, che arrivano sui barconi senza i genitori.
Questa legge mostra un minimo di umanità e di compassione. Malgrado ciò, ci sono ancora alcuni che sbraitano contro questo provvedimento tardivo Io chiedo loro che cuore abbiano e che coscienza, perché un uomo che non ha compassione per i bambini non è un uomo, è una belva.
Leghisti e razzisti, cosa volete che si faccia di questi bambini? Che siano uccisi? Che siano affogati in mare? Che diventino polpette per cani? Che siano portati in un paese africano qualunque e abbandonati in un deserto?
Solo per un beneficio casuale della sorte, voi siete nati in un paese civile, senza guerre, senza epidemie, senza morti per fame. E questi bambini avrebbero potuto essere i vostri bambini. Io dico:se non avete pietà nemmeno dei bambini sarebbe meglio che vi legaste una macina di mulino al collo e vi buttaste in mare.
Ma se proprio volete essere disumani, iscrivetevi nella Lega che soddisferà tutti i vostri istinti peggiori. Solo ditemi una cosa:cosa intendete fare di questi bambini?

LA MINISTRA PREVENTIVA
Marco Travaglio

Era il giugno 2013 quando un giornale romagnolo e due quotidiani nazionali, Libero e il Fatto, scoprirono una piccola furbata fiscale della ministra Pd dello Sport del governo Letta, Josefa Idem, che aveva spacciato una palestra per abitazione. Bruno Vespa, a Porta a Porta, la mise a confronto con un compagno di partito ma avversario di corrente, il sindaco renziano di Firenze Dario Nardella. Questi, caldeggiando a gran voce le dimissioni della ministra (che alla fine le rassegnò), le rinfacciò il caso del ministro tedesco della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, astro nascente della Cdu, che aveva lasciato il governo Merkel e rinunciato al dottorato di ricerca perché si era scoperto che aveva copiato interi blocchi della sua tesi (stessa sorte toccò, per motivi analoghi, ad Annette Schavan, ministra tedesca dell’Istruzione, al senatore Usa John Walsh e persino al presidente della Repubblica d’Ungheria Pal Schmitt). All’epoca Renzi, avendo perso le primarie contro Bersani, era all’opposizione nel Pd e i suoi scudieri non perdevano occasione per cavalcare gli scandali, sposando regolarmente le mozioni di sfiducia M5S-Sel contro Alfano (caso Shalabayeva), Cancellieri (Ligresti), Idem (palestra), De Girolano (Asl Benevento). E citavano a ogni pie’ sospinto la (bella) abitudine delle “vere democrazie” di mandare a casa politici e ministri che si macchiano di comportamenti scandalosi o inopportuni, senz’aspettare le sentenze di Cassazione e nemmeno gli avvisi di garanzia.
Guttenberg l’avevano sempre sulla punta della lingua, come Pol Pot e Castro i vari Gasparri: “E Von Guttenberg, allora?”. E, intendiamoci, avevano ragione da vendere, anche se poi si è scoperto che lo facevano a scopo strumentale: infatti, appena toccò a loro, cambiarono posizione con agile balzo e presero a sbandierare un “garantismo” talmente peloso da far rivoltare nella tomba Beccaria (fino a salvare un senatore pregiudicato da una legge votata da loro). Ora, non bastando Lotti, arriva la Madia. Ma la notizia resta clandestina, così nessuno deve contraddirsi su quattro anni fa. Non riguardando i 5Stelle, non c’è tg o giornalone che riprenda lo scoop del Fatto. Un trafiletto sul Corriere, quasi tutto dedicato alla difesa d’ufficio del direttore dell’Imt di Lucca, felice e contento di aver dato il dottorato a una dottoranda copiona. E nemmeno una sillaba su Repubblica, Messaggero e Stampa, quelli che la menano un giorno sì e l’altro pure con le fake news (degli altri). Meravigliosa l’Ansa, che riporta il tweet della Madia in replica a una notizia non ancora data.
È la nuova frontiera enigmistica dell’informazione. Le quiz news: indovinate, a chi e su che sta rispondendo la ministra? Figurarsi la canea se fosse in ballo la tesi di Virginia Raggi. “Caos Roma, Raggi ha copiato”. È il titolo che campeggiava sulle prime pagine e nei titoli di tg dell’agosto scorso, quando la sindaca lesse il suo programma con alcune frasi che erano identiche o simili a quelle di documenti dei Verdi e degli Stati generali dell’Innovazione (scritti, si scoprì poi, da esperti nel frattempo entrati nello staff della Raggi, che dunque avevano copiato da se stessi partecipando alla stesura del programma della giunta, non di una tesi di dottorato). Purtroppo, oltre a non giocare a calcetto, la Raggi s’è scelta il partito, gli amici, gli sponsor e i fidanzati sbagliati. La Madia quelli giusti: Napolitano jr., Mattarella jr., Letta jr., Minoli, Veltroni, D’Alema, Bersani e Renzi. Chi potrebbe mai parlarne male? Tre anni fa, quando la spensierata Marianna di cui sfuggivano le opere divenne nientemeno che ministra della Funzione pubblica e Semplificazione, fu un trionfo di incensi e bave. “La botticelliana Madia”, la salutò La Stampa eccitatissima per “l’avanzata delle Amazzoni di Matteo” (l’altra era “la giaguara Boschi”). Il culto dell’Ave Madia proseguì con i peana per la “mamma al governo tra poppate e notti in bianco” dopo la nascita di “Margherita, un frugoletto rosa con tanti capelli scuri” che però “non interferisce troppo con il secondo ‘parto’ che la attende, la riforma della PA” (poi sventrata dalla Consulta) anche se “non è da escludere che la pupetta possa prendere parte a qualche Consiglio dei ministri, in caso di necessità” (Oggi). Già, perché – cazzulleggiava Aldo Cazzullo – “vedere al governo una giovane col pancione, come Marianna Madia rappresenta un segno di apertura al futuro, in un Paese a volte gerontocratico” (Corriere).
Insomma, merleggiava Francesco Merlo, “Mogherini, Boschi, Madia, Guidi, Lanzetta e Pinotti… sono la dolcezza della gens nova, non affamate ma pronte a perdersi nella politica… rassicuranti e pacificanti custodi dell’irruenza del capo” (Repubblica). Ora purtroppo si scopre che la dolce gens nova che ci apriva al futuro ha ereditato i peggiori vizi della ruvida gens vetusta che ci ancorava al passato. Meglio lasciar correre. Anche perché per tre anni gli aedi hanno cantato le epiche gesta della Marianna sulle barricate per la “meritocrazia” e contro i “furbetti”. Un quadretto edificante, anzi botticelliano, difficilmente compatibile con quello della furbona del copia-incolla. Giancarlo Perna, sul Giornale, raccontò di quando una poco più che ventenne Madia, in procinto di laurearsi in Scienze politiche, agganciò Enrico Letta a un convegno profondendosi in tali salamelecchi da indurlo a invitarla a un meeting della fondazione Arel. E lì la Marianna gli esibì un curriculum con su scritto: “Laurea con lode tra un mese”. Previsione azzeccata, che estasiò l’Enrico: “Marianna è straordinaria”. Ma non aveva letto bene, perché nel curriculum doveva esserci pure scritto: “Ministra di qualcosa entro dieci anni”.[…]

HANNO LA FACCIA COME IL CURRICULUM
Marco Travaglio

Qualcuno si sarà domandato cosa sia saltato in mente l’altroieri al cosiddetto ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di esortare gli studenti a giocare a calcetto per cercare lavoro, anziché attardarsi a collezionare titoli di studio e di merito nel proprio curriculum.
La risposta è arrivata a stretto giro di posta sul Fatto di ieri: la tesi di dottorato scopiazzata qua e là su ricerche altrui dalla cosiddetta ministra della Funzione pubblica e Semplificazione, Marianna Madia (che ha un modo tutto suo per semplificare).
Ma poteva pure bastare il pedigree della cosiddetta ministra della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca scientifica, Valeria Fedeli, che spacciava una laurea in Scienze sociali mai conseguita, anche perché non ha neppure la maturità.
Poletti è stato sincero: abituato com’è a confrontarsi con falsi laureati e copioni, o con laureati in materie estranee a quelle di cui si occupano con enciclopedica incompetenza (il dermatologo Antonello Soro garante della Privacy, l’avvocato Angelino Alfano ministro degli Esteri, l’imprenditrice della moda Angela D’Onghia viceministra dell’Istruzione, non bastando la Fedeli…), s’è fatto l’idea che i curriculum è meglio nasconderli.
A partire dal suo, contenente un prestigioso diploma in Agrotecnica e soprattutto una militanza quarantennale nel Pci-Pds-Ds-Pd, una presidenza di Legacoop e una vicepresidenza vicaria della Federazione Pallamano, oltre a una leggendaria cena con Buzzi, Alemanno, Panzironi, Casamonica e altri galantuomini. Sfugge però il riferimento al calcetto, sport in cui potrebbe eccellere al massimo nel ruolo del pallone.
È invece probabile, anzi sperabile, che Fedeli e Madia almeno nel calcetto vadano forte, visto che sul resto sono debolucce.
Intendiamoci: non è che un buon ministro debba essere per forza titolare di una laurea (Alfano, per dire, ne ha una) o di un dottorato di ricerca. Se però non lo è, dovrebbe evitare di spacciarsi per tale. O di copiare da altri per diventarlo.
Ma soprattutto, se viene preso col sorcio in bocca a contar balle o a fare il copia-incolla, dovrebbe scusarsi, dimettersi e ritirarsi a vita privata (come han fatto per molto meno vari ministri tedeschi). E possibilmente non arrampicarsi sugli specchi, offendendo l’intelligenza dei cittadini. Come invece purtroppo fa la Madia che, a proposito della sua tesi copia-incollata per un settimo (4 mila parole su 28 mila) da ricerche altrui, riesce a dichiarare: “I giudici valuteranno il danno che ho subìto”.
E ancora: “Non sta a me giudicare la qualità del mio prodotto, ma sono molto sicura della serietà del metodo. Di certo ogni fonte utilizzata è stata correttamente citata in bibliografia”. Parole in libertà che strappano a qualunque studente, anche ripetente, lo stesso commento che sorge spontaneo in chiunque la veda in faccia: “Ma ci è o ci fa?”.
Lo sanno tutti che, quando si attinge da pubblicazioni altrui, si aprono le virgolette e si chiudono quando la citazione è finita, poi se ne indicano l’autore e il titolo tra parentesi o in nota. Non si spaccia il lavoro di altri per farina del proprio sacco, infilando in appendice l’opera plagiata come fonte soltanto consultata.
Nessuno chiede alla ministra di “giudicare la qualità” del suo “prodotto”, ma di spiegare come sia compatibile l’asserita “serietà del metodo” con i lunghi brani interamente rubati ad altri. E di domandarsi che voto avrebbe ottenuto la sua “ricerca” se il tutor e il relatore avessero usato i due software anti-plagio impiegati dalla nostra Laura Margottini e scoperto quel che ha scoperto lei.
Stiamo parlando, fra l’altro, della ministra che – così almeno riferiscono da tre anni le gazzette governative – fa la guerra ai “furbetti”, firmando fior di leggi per farli licenziare in tronco. La vestale dell’efficienza e della meritocrazia, orgoglio e vanto di Matteo Renzi che a ogni Leopolda, intervista, comizio, tweet, post e sms la mena con “la nuova Italia della conoscenza contro la vecchia Italia delle conoscenze”.
Ora, se la Marianna non conosce il Codice etico dell’Imt di Lucca che generosamente le ha concesso il dottorato cum laude (è plagio “la presentazione delle parole o delle idee di altri come proprie”, l’“appropriarsi deliberatamente del lavoro altrui o non citare correttamente le fonti nel proprio lavoro accademico”), e neppure la legge 475 (è punito fino a 3 anni di reclusione chi “in esami o concorsi… presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri”), dovrebbe almeno avere una vaga idea del concetto di decenza.
Dunque rinunciare al dottorato, levando l’ateneo dall’imbarazzo della scelta tra perdere la faccia e perdere appoggi politici. E, anziché chiedere i danni al Fatto (lei a noi: uahahahahah), mettersi nei panni di uno dei tanti ricercatori talentuosi che, votati al martirio, restano in Italia per produrre lavori originali e innovativi con paghe da fame; oppure, stufi di prendere sberle dallo Stato che dovrebbe valorizzarli, emigrano ingrossando le file dei cervelli in fuga dal Paese dei decerebrati in carriera.
Ragazzi ingenui, per carità. Non sapevano che, per strappare uno stipendio decente in patria, dovevano iscriversi a un torneo di calcetto per scapoli e Poletti.
O, meglio, a un partito o un sindacato o alla Lega coop.
O, meglio ancora, al registro degli indagati della più vicina procura.
O, magari, fidanzarsi col figlio di Napolitano.
O, l’ideale, esibire al posto del curriculum una bella fedina penale con condanna in Cassazione per peculato e affini. Ma questi, si sa, sono privilegi per pochi eletti (anzi, nominati).

LE RIFORME PENALI DEL PD UTILI AL DELINQUENTI

Adesso che l’inchiesta per corruzione in Consip sta travolgendo sia il PD che il “sistema” Renzi, il Governo, con la complicità di Alfano e Verdini, accelerano, guarda caso, l’approvazione del ddl penale (fermo in Commissione da quasi 2 anni) con l’ennesimo voto di fiducia per legare definitivamente le mani ai Magistrati e alle forze dell’ordine. Il messaggio del governo a chi lavora per scoprire tangenti e corrotti è semplice: “Tu fatti i cazzi toi” (copyright Cetto La Qualunque). Garantismo per i tangentari, bastoni tra le ruote della giustizia e carcere per i cittadini che fanno informazione. Ecco cosa prevede in dettaglio.
Stop alle intercettazioni per beccare i sospetti
Saranno escluse le intercettazioni informatiche – ambientali tra soggetti presenti nei luoghi come l’abitazione principale (una casa, un ufficio, una semplice dimora, ecc.), a meno che il Magistrato non abbia la certezza che in quel luogo si stanno compiendo attività criminose. Fino ad oggi il Magistrato poteva usare le intercettazioni davanti al “solo” fondato motivo del compimento di attività criminose, per il futuro occorrerà avere la certezza che si stanno compiendo attività illecite. Ovvero se il Pm non ha sviluppato doti telepatiche si arrangia. Tutte le volte in cui i criminali organizzano una cena a casa di qualcuno di loro per parlare di mazzette e appalti truccati (come è successo nei colloqui tra l’imprenditore Alfredo Romeo, agli arresti per mazzette, e l’amico di famiglia Renzi, Carlo Russo) non potranno più essere intercettati, perché nessuno avrà la certezza che i loro discorsi siano di carattere illecito. Garantismo per i tangentari! Questo perverso meccanismo varrà per i reati di corruzione e associazione a delinquere. Gravissimo.
Il potere politico sopra quello giudiziario
Il Governo prevede, anche, che i Magistrati non potranno più essere liberi di utilizzare i sistemi informatici che ritengono più idonei per procedere con le intercettazioni ambientali informatiche, ma dovranno attenersi scrupolosamente alle indicazioni che dovrà fornire il Ministero della Giustizia (dunque un politico nominato dalla politica che invade un campo non suo, ovvero quello del Potere Giudiziario). Cioè sarà il Ministero a comunicare (ogni anno con una circolare) l’applicazione informatica che deve essere utilizzata dai Magistrati, dando così modo ai delinquenti, corrotti e corruttori di dotarsi preventivamente delle giuste contromisure in grado di annullare l’effetto delle indagini a loro carico. E poi se il Ministero tarda ad emanare la circolare con l’indicazione del sistema informatico individuato, i Magistrati non potranno procedere alle intercettazioni, ponendo fine alle loro indagini e, dunque, a perseguire i responsabili.
Non contenti, PD e Governo, con la complicità di Alfano e Verdini, hanno addirittura previsto un taglio netto di 80 milioni per i prossimi tre anni per ricorrere all’uso delle intercettazioni. Anzichè potenziarle e incrementarle, le affossano definitivamente.
Meno inchieste per corruzione
L’altro scempio presente nel testo governativo, è rappresentato dalla forte riduzione dei tempi delle indagini preliminari. Il Magistrato inquirente avrà solo il termine di 3 mesi, prorogabile una sola volta, per decidere se chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale attraverso il rinvio a giudizio. Questa misura, contenente tempi ristrettissimi per i PM, comporterà inevitabilmente che la maggior parte delle inchieste per corruzione e tangenti non abbiano mai inizio. Basti considerare che solo per ottenere una rogatoria internazionale sui conti correnti detenuti all’estero (come quelli riconducibili sempre all’imprenditore Alfredo Romeo, giusto per fare un altro esempio) occorrono a volte mesi per ottenere informazioni utili, è chiaro a tutti che porre questo limite di tempo, riduce ogni possibilità di svolgere qualsiasi tipo di indagine. Bastoni tra le ruote della giustizia!
Carcere per i cittadini che parlano dei corrotti
Il Governo, infine, ha previsto, il carcere addirittura fino a 4 anni per tutti coloro (giornalisti esclusi) che diffondono riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte – addirittura – in presenza del soggetto ripreso ed eseguite fraudolentemente (avverbio troppo generico, pieno di incertezze e dubbi interpretativi). Ossia carcere per chi fa informazione visto che, come ha dimostrato lo scandalo Consip, la stragrande maggioranza dei giornali si guardano bene dall’affrontare argomenti scottanti per il governo. Questa norma rappresenta davvero un bavaglio per tutti i cittadini (come i nostri attivisti) che non potranno più compiere registrazioni di incontri, riunioni, consigli comunali, ecc. considerato che potrebbero essere incarcerati, limitando di fatto la partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese e al controllo delle istituzioni. Inoltre, non sarà più consentito la divulgazione, la pubblicazione o rendere conoscibili i risultati di intercettazioni che coinvolgono soggetti estranei alle indagini. In questo modo dunque i casi Lupi (rolex), Guidi (Trivellopoli), molto probabilmente non potranno più emergere e resteranno un lontano ricordo.
Questo è il ddl penale del Governo. Una vergogna per uno Stato di diritto. Il M5S voterà contro, ma tutti dobbiamo far sentire la nostra voce, prima che ci arrestino per aver postato un’intercettazione di un politico corrotto.

PD IN CADUTA LIBERA

Pd in caduta libera, lo dicono i sondaggi. Quelli riservatissimi, che girano ai piani alti del Nazareno, raccontano di una situazione disastrosa, che non va oltre il 22%: altro che primo partito, i bei tempi del 40% alle Europee del 2014 sono un lontano ricordo. Ma anche le rilevazioni appena diffuse in tv a Porta a Porta mostrano una situazione desolante per Matteo Renzi e la sua truppa.
Secondo Euromedia Research, istituto di Alessandra Ghisleri, i piddinii hanno perso in un mese il 3,1% e sono scesi al 25,5. Mentre per Michela Morizzo di Tecné i punti lasciati per strada sono addirittura 6, per cui oggi, Lingotto o no, il Pd non va oltre il 23%. Anzi, per essere precisi, il Pd prima della scissione era al 28,7% mentre ora, senza la minoranza dem, è crollato al 22,8 % dei consensi.
Però con il nuovo sistema elettorale. Il M5S avrebbe 201 seggi, il Pd 188, la Lega 85, Forza Italia 83, seguita da Fdi con 32 e da Mdp con 28.
Cosa vuol dire questo? Che con queste aggiudicazioni di seggi avere una maggioranza è, ancora una volta, impossibile. I 316 seggi necessari per ottenere la maggioranza sono un’utopia.

ATTACCO ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITA’

L’allarme l’ha lanciato ieri Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi-Cgil: in Commissione Lavoro alla Camera è arrivato un disegno di legge delega che contiene un punto gravissimo. In pratica, la pensione di reversibilità, quasi sempre appannaggio delle donne, verrà considerata una prestazione assistenziale e non previdenziale. E che significa questo? Tantissimo, purtroppo. Lungi dall’essere un diritto individuale, come di fatto dovrebbe essere, la pensione di reversibilità sarà legata all’Isee, cioè al reddito familiare. Solo in apparenza si tratta di una rivoluzione meritocratica. In pratica, è un modo per demolire un diritto individuale e rendere la pensione, frutto di contributi versati, inaccessibile per centinaia di migliaia di donne (e uomini).
Facciamo un esempio: basta che una donna vedova viva ancora con suo figlio che magari ha un piccolo reddito da lavoro per far saltare la pensione, perché sappiamo ormai bene che l’Isee è un trucchetto per togliere, visto che l’asticella viene sempre fissata a un reddito davvero da fame, oltre il quale saltano tutti i benefici. Dicevamo di una donna che vive con suo figlio, ma anche – immaginiamo – di due donne che decidano di condividere una casa per rendere meno grama la loro vecchiaia, o di una donna che dopo la morte del marito inizi una nuova convivenza: in tutti questi casi, se l’altro ha un minimo di reddito, ecco che la pensione di reversibilità salta, lasciando la donna senza reddito, a dipendere dalle persone con cui vive. Contribuisce inoltre all’Isee anche la casa, e siccome il governo a volte considera una proprietà come una forma di reddito, ci potrebbero essere casi di vedove con diritto alla reversibilità con casa propria e nessun reddito, visto che con la casa non si mangia.
Insomma sempre di più d’altronde questo governo va verso l’abolizione dei diritti individuali – ci aveva provato anche con l’assegno che spetta agli invalidi, anche quello lo si voleva agganciare all’Isee prima che una valanga di proteste lo fermasse – rendendo le persone sempre più povere e meno libere. Questa riforma poi colpisce in particolare le donne di oggi, che avranno già pensioni poverissime a causa di lavori intermittenti e del sistema contributivo. La reversibilità costituiva fino ad oggi una piccola certezza sulla quasi contare. Fino ad oggi, appunto. Possiamo solo sperare che i parlamentari si fermino per il loro interesse, cioè quello delle loro mogli. Ormai solo il loro interesse privato può essere la leva per una tutela, a meno che non si trovi un cavillo che escluda le mogli dei parlamentari.
L’altra speranza è quella di sempre: la giurisprudenza, ossia una corte che dichiari illegittima questa norma, perché contributi versati verrebbero scippati dall’Istituto di previdenza a persone che li hanno versati.

Viviana Vivarelli
Sono davvero angosciata da questa intenzione del governo Renzi-Gentiloni di abolire le pensioni di reversibilità. Ho lavorato tutta la vita in condizioni di sfruttamento anche da parte dello Stato e non ho maturato nessuna pensione mia, per cui vivo di quella di reversibilità di mio marito, il quale ha pagato tutte le tasse fino all’ultima, dal momento che lavorava per una impresa americana che pagava le tasse anche sui fuoribusta con puntuale meticolosità, e se mi tolgono la pensione di reversibilità con cosa vivo? L’eliminazione sembra fatale per coloro che vivono in una casa di loro proprietà, e penso a quanti stanno magari in una casuccia di Paese o in una casa fatiscente, che farà comunque reddito, e che noi italiani col 76,6% di case di proprietà siamo il Paese europeo che è stato costretto maggiormente a comprarsi casa per una legge sugli affitti assurda e poco cautelativa e la mancanza di affitti in case popolari. Questo furto sui cittadini da parte di uno Stato che dilapida miliardi per i suoi boiardi, gli amici di famiglia, le banche truffatrici e i clienti eccellenti, mentre taglia sui diritti dei cittadini è una cosa immonda. La Consulta dice che non si possono mettere tetti o fare diminuzioni ai superstipendi, ben tutelati, che non si possono eliminare quei vitalizi che sono una vergogna pubblica, che non si può equiparare gli emolumenti dei parlamentari alla media europea, che non si possono tagliare gli esorbitanti contratti ai conduttori televisivi che sono ormai una vergogna pubblica, che non si può fare una legge decente contro la corruzione, che non è anomalo offrire ai ricchissimi delle condizioni fiscali da paradiso fiscale. La stessa Consulta tace su una possibile legge infame che tagli le pensioni così come ha taciuto sulla legge Fornero o su altre stronzate o su regalie elettorali che non avremmo potuto permetterci, come gli 80 euro che sono costati 20 miliardi, un aumento di tasse e la restituzione di quanto preso da parte di 440.000 poveri diventati più poveri. Eppure le stronzate continuano. Renzi già al tempo della prima Leopolda annunciò in televisione che avrebbe eliminato le pensioni alle vedove, la cosa allora passò inosservata e ho continuato a sperare che non lo facesse, mentre si avvicendavano altre infamità, come la truffa agli esodati, i regali ai fondi neri nei paradisi fiscali, i vitalizi, i regali cospicui alle banche di famiglia, gli appalti dati in cambio di mazzette, la catena dei posti di potere agli amici degli amici, il servaggio alle multinazionali…Ora l’Europa ci chiede 7 miliardi a causa del malgoverno di questi delinquenti abbarbicati alle poltrone e chi li dovrebbe pagare? Chi ha una pensione di reversibilità???
Le vedove che hanno questo beneficio in Italia sono 4 milioni. Non sarebbe il caso di avvertirle così che non votino mai più Pd? Spesso alla loro pensione si appoggiano i loro famigliari. Non sarebbe bene che anche loro fossero avvertiti di quello che Renzi sta tramando? Non sarebbero tanti voti persi per il Pd? Le amministrative si avvicinano. E’ un ottimo momento per far vedere a questi infami la risposta di cittadini informati che non ne possono più di queste stronzate criminali.

Così, il Pd ha intenzione di salvare i delinquenti del Parlamento, ha intenzione di riprendere il progetto del Ponte di Messina, ha intenzione di salvare le banche truffatrici, ma intende anche eliminare le pensioni di reversibilità. Contemporaneamente vorrebbe introdurre la flat tax, una tassa fissa che favorirebbe i miliardari, facendo dell’Italia un paradiso fiscale per i più ricchi.
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La flattax si può spiegare con una semplice domanda: “Da quanti anni è che il piddino De Benedetti è cittadino svizzero?”
Ah, ecco
(Paolo C.)

LA CRICCA DI RENZI

Per l’ex premier “il sistema di potere toscano è solo negli editoriali, non nella realtà”. Ma nei mille giorni di governo tante personalità a lui vicine nel corso della sua carriera hanno avuto incarichi governativi. Ecco la lista, per forza di cose incompleta perché sin troppo affollata: da Bacci a Centrone, da Lovadina a Carrai, ecco cosa facevano (e cosa fanno adesso) gli uomini vicini a Matteo
Davide Vecchi

Maria Elena Boschi, Graziano Delrio, Piero Fassino e, infine, lo stesso Matteo Renzi: tutti a negare di aver riempito il Palazzo del potere di amici fiorentini e di amici degli amici fiorentini. È, in pratica, la linea (politica) difensiva di fronte all’inchiesta Consip che vede indagato Luca Lotti e annovera tra gli accusatori Luigi Marroni, altro toscano nominato dal governo Renzi. Nel salotto di Bruno Vespa l’ex premier ha, fra l’altro, dichiarato: “Il sistema di potere toscano è solo negli editoriali, non nella realtà”. E ancora, in un’intervista a La Stampa: “Quattro o cinque toscani quarantenni o giù di lì: questo sarebbe il mio sistema di potere? Eni, Enel, Ferrovie, Poste, Rai, Finmeccanica… Al vertice non c’è nessun fiorentino: e i vertici li ha nominat fiorentino: e i vertici li ha nominati un governo da me presieduto. Sono sereno: le bugie hanno le gambe corte”.
Questa linea difensiva è con ogni probabilità fondata su una speranza: l’ignoranza da parte dei cittadini sulle nomine compiute in quei mille giorni di occupazione di Palazzo Chigi. Per colmare l’eventuale lacuna è necessario stilare una sommaria e breve guida ai nominati. L’elenco completo è decisamente lungo, quindi va fatta una selezione. Evitando di citare i nomi ormai diventati noti, come Luca Lotti e Maria Elena Boschi, accendiamo un faro sui meno conosciuti. Tutti accumunati dai natali: toscani, appunto. I renziani, fra l’altro, spesso viaggiano a coppie. Nicola Centrone, ad esempio, dall’ufficio di Dario Nardella è sbarcato nel Palazzo come capo della segreteria di Luca Lotti. Con lui nella Capitale è arrivata anche la moglie, Veronica Catania, assegnata all’ufficio stampa di Giachetti. Con Lotti lavora anche Eleonora Chierichetti, al seguito di Renzi da quando questo aveva il ciuffo e gli occhiali ed era Presidente della Provincia. Come Franco Bellacci. Lui era il tuttofare fiorentino. E tuttofare è rimasto. Ma a Roma. Da Palazzo Medici Riccardi a Chigi è arrivata pure Francesca Grifoni, ex Florence Multimedia, la tv messa in piedi da Renzi ai tempi della provincia esclusivamente per divulgare il suo verbo. Ancora: Giovanni Palumbo, capo di gabinetto in Provincia, poi Palazzo Vecchio e capo della segreteria tecnica a Palazzo Chigi. L’ex assessore ai trasporti della giunta Renzi, Filippo Bonaccorsi, è stato nominato dal Governo capo della struttura tecnica di missione per il rilancio dell’edilizia scolastica. La sorella Lorenza è responsabile cultura del Pd. Erasmo D’Angelis dopo aver guidato Publiacqua, la municipalizzata di Palazzo Vecchio, è stato portato a Roma come capo struttura di missione per il dissesto idrogeologico. Dopo un anno Renzi gli ha affidato un compito più gravoso: dirigere il quotidiano l’Unità. Sempre dissesto era, seppur non idrogeologico.
Il solco rimane quello ripetuto da Renzi: “Scelgo le persone in base ai meriti e alle competenze”. Soprattutto per le controllate. Una rapida carrellata: l’esecutivo nato a Rignano ha nominato Alberto Bianchi nel consiglio di amministrazione di Enel. Chi è Bianchi? Con ogni probabilità uno dei pochi, se non l’unico, ad avere compiuto un percorso professionale senza l’aiuto dell’amico Matteo. Che lo arruola nel 2009. Bianchi è tesoriere della fondazione Big Bang prima e Open poi. Aiuta l’ex premier a liberarsi delle associazioni Festina Lente e Link che dal 2007 al 2011 raccolgono i soldi. Bianchi è un avvocato. Bravo. Stimato. Riservato. Per inciso: il fratello Francesco Bianchi è stato nominato commissario straordinario del Maggio musicale Fiorentino.
Sempre da associazioni e fondazioni renziane arriva Marco Seracini, commercialista di fiducia renziano, nominato sindaco effettivo di Eni. Qui Renzi manda anche Lapo Pistelli, quello che a Matteo ha dato il primo lavoro: il portaborse. Pistelli è stato nominato dall’esecutivo dell’ex rottamatore vicePresidente senior di Eni con un compenso annuo di circa un milione di euro. Va detto: Pistelli era viceministro degli Esteri e ha lasciato la politica il 15 giugno 2015. Dopo due settimane, il primo luglio, l’incarico all’Eni. Il capo non seleziona solo chi guida le fondazioni, ma seleziona anche tra chi le finanzia. Come Fabrizio Landi, arrivato nel cda di Finmeccanica. Elisabetta Fabri, Presidente degli StarHotel, è nel cda di Poste. Nel cda di Ferrovie ha fatto il suo ingresso Federico Lovadina, socio del tesoriere nazionale del Pd Francesco Bonifazi.
Inutile poi parlare degli ormai noti. Come l’ex vigilessa Manzione portata a Palazzo Chigi come responsabile dell’ufficio legislativo. O di Marroni, ex assessore regionale poi approdato in Consip. O dei vertici della fondazione Open composto da Luca Lotti, Maria Elena Boschi e Marco Carrai. A quest’ultimo non è riuscito ottenere l’incarico che l’amico Matteo gli aveva promesso: diventare responsabile della cyber security. Quando il Fatto ha dato notizia della volontà renziana la nomina è stata bloccata: Carrai ha infatti società in Lussemburgo, Italia e Israele, oltre all’incarico nella cassaforte dell’ex premier. Insomma: qualche possibile conflitto di interessi. L’altra nomina tentata ma non andata a buon fine è stata quella di Andrea Bacci alla Telekom sparkle. Sì, quel Bacci: socio di Tiziano Renzi negli anni ’80, nominato da Matteo prima alla guida di Florence Multimedia, quando era in provincia, e poi in altre controllate appena sbarcato a Palazzo Vecchio. Lo stesso Bacci contro la cui macchina poche settimana fa hanno sparato a colpi di fucile per invitarlo a saldare un debito pregresso di quasi trecento mila euro.
C’è poi Tiberio Barchielli. Un nome sconosciuto a molti. Oltre a essere nato e cresciuto a Rignano sull’Arno, feudo dei Renzi, c’è pure quasi invecchiato: classe 1958, all’età di 57 anni ha lasciato il Paesello, dove gestiva un sito di gossip, per raggiungere Roma e fare il suo ingresso a Palazzo Chigi come fotografo del Presidente del Consiglio. È ancora lì. La lista, come detto, è incompleta. Perché il carro che da Firenze ha accompagnato Renzi a Roma è davvero affollato. E seppure lui se ne sia andato, i suoi son rimasti lì. Eppure, dice l’ex premier, non è vero che i palazzi sono stati riempiti di amici toscani.

Alessandro
A proposito degli amici di Renzi
Chi è Matteo Spanò. Il Credito Cooperativo di Pontassieve concesse, nel luglio 2009, un mutuo di 496.717 alla Chil Post di Tiziano Renzi. Una cifra sostanziosa, concessa con un mutuo chirografario, cioè senza accensione di ipoteche. La banca è guidata da Matteo Spanò, grande amico e sostenitore del premier. Nel 2005, Spanò era stato nominato direttore generale della Florence Multimedia, società della Provincia di Firenze creata dal neoeletto Renzi per la comunicazione e poi finita nel mirino della Corte dei conti che ha inizialmente ipotizzato un danno erariale di 10 milioni di euro. Non solo. Spanò era anche socio di Conticini nella Dot Media, società che ha ricevuto appalti diretti dal Comune, negli anni in cui Renzi è stato sindaco, e da altre controllate come la Firenze Parcheggi guidata dal fidatissimo Marco Carrai. Dot Media ha curato fra l’altro la campagna elettorale dell’eurodeputata Alessandra Moretti candidata alla presidenza Regione Veneto.. senza successo
Dopo le prime rate il babbo ha smesso di pagare e interviene Rossi, Presidente della Regione Toscana, con 263.114 euro da Fidi Toscana. Il 18 giugno 2014 il ministero Economia delibera di rifondare Fidi Toscana di 236.803 euro e liquida la somma il 30 ottobre 2014 attraverso il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese
Così il debito è stato coperto dallo Stato
Nel gioco politico non c’è posto per la verità. Si autogiustificano e si autoassolvono con la retorica.
Renzi ha occupato tutto quello che era occupabile a favore degli amici… degli amici degli amici… e a favore di se stesso.
Antonio CAMPO DALL’ORTO, amico di antica data di Renzi, è stato nominato da Renzi direttore generale della Rai e ha cancellato il tetto massimo di 240 mila agli stipendi e con uno stratagemma – è bastato emettere un titolo di debito quotato in Borsa per cancellare l’austerità – ed ha regalato a Campo Dall’Orto 650 mila euro garantiti per ogni anno, per OGNUNO dei tre anni… due milioni in tre anni.
Berlinguer nel 1981, a proposito della “Questione Morale”, diceva: «I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal Governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali.”
“Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico…».

Renzi il 1° agosto 2014: “Italiani andate in vacanza sereni, a settembre ci sarà una grande ripresa col botto” Dopo due anni e mezzo di governo Renzi, la ripresa non c’è stata. Siamo diventati il Paese dello “zerovirgola”. Intanto a colpi di annunci e promesse Renzi ha occupato tutto quello che era occupabile.
– 13 novembre 2014: “Due famiglie su tre riescono ad arrivare alla fine del mese solo con tagli draconiani sugli acquisti, che coinvolgono anche la spesa per la tavola”
– 2 aprile 2015. Fermo il potere di acquisto delle famiglie
– 14 luglio 2016, Istat: “Povertà assoluta per 4 milioni e 598 mila persone: è record dal 2005.
– giugno 2016, Istat: “L’indice della produzione industriale (Ipi) è diminuito dello 0,4%.
– 29 agosto 2016, Eurostat: “In Italia più di un disoccupato su tre ha rinunciato a cercare un posto”. E’ il dato peggiore nella Ue.
– 17 ottobre 2016, Rapporto Caritas su povertà: A chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, per la prima volta, al Sud la percentuale degli italiani 66,6% ha superato quella degli immigrati 33,1%.
– Il debito pubblico è arrivato al massimo storico di 2.258 miliardi di euro. Con Renzi è aumentato di oltre 120 miliardi, nel 2014 era di 2.136,2 miliardi di euro.
Renzi nel suo governo ha tutelato le banche, le multinazionali, le assicurazioni, la Casta, le lobby, a danno dei cittadini. Ecco per chi lavora Renzi. https://www.youtube.com/wat…

ROMA E GRILLO

Vorrei capire. Ogni tanto arrivo come turista, perché poi io non sono né un tecnico né uno specialista di conti, sono un ragioniere e leggo dei dati, e da questi dati avevo già scoperto qualche cosa, per esempio che la Parmalat era in dissesto e poi è fallita, se vi ricordate. Io faccio il comico ma sono ragioniere, allora gli specialisti lasciamoli un attimo da parte.
E’ un Comune strano, questa dovrebbe essere la capitale d’Italia, Roma, e qui hanno vissuto in questo sogno metafisico che veramente fosse la Capitale. Ma tutte le capitali del mondo hanno una legislazione da parte dello Stato, privilegiata, con finanziamenti privilegiati, perché qui sono le ambasciate, ci sono i flussi del Vaticano, ci sono milioni di turisti, non è che puoi trattarla come una città normale. Non è possibile che per qualsiasi investimento tu debba passare attraverso la Regione Lazio! La Regione Lazio decide se fare o non fare una struttura da un milione di metri cubi, e il Comune deve subire questa roba. Dobbiamo avere una legislazione dello Stato che dica effettivamente se Roma è la città Capitale d’Italia. Così, non c’è. Io vi dico due cifre perché sono un ragioniere: abbiamo un bilancio di 4,5 miliardi in questa città, di spesa sono destinati agli investimenti solo 236 milioni. Milano destina agli investimenti 10 volte di più.
Roma non è una città normale, è la città più grande d’Europa, dopo Londra credo sia la più estesa d’Europa, ha 8560 km di strade, Milano ne ha 1700, hai voglia a mantenere il verde, l’illuminazione, le buche… 8560 km, Milano 1700! Destina Milano ad ogni chilometro delle sue strade un milione e mezzo di euro, qui a malapena sono 130 mila a km. Quel debito è un’allucinazione, è metafisica, perché ce l’hai a prescindere, ce l’hai già. Quindi il debito è di 15 miliardi, viene messo a bilancio fino al 2048, e una parte se la caricano i romani che avranno tutti i torti del mondo “Ahò nun pago, ah non me rompe il ca…”, ma si caricano del 30%, perché qui c’è un flusso di immondizia del 30% in più di qualsiasi città in Europa. Ma allora non puoi avere un trattamento di città normale. Berlino, Londra, Parigi, Madrid sono tutte capitali che hanno un contatto diretto con lo Stato, non passano attraverso la “regione Lazio”. Il discorso che voglio fare io è che qui o si diventa Capitale sul serio, perché non puoi avere lo Stato che è di un partito, la regione di un altro partito, il Comune di un altro partito, è chiaro che si blocca tutto.
Qui non c’è un piano urbanistico da 50 anni, non da adesso, non ci può neanche essere perché col primo piano di 60 anni fa dovevano portare tutti i ministeri all’EUR, e han fatto quartieri dormitorio e i ministeri sono rimasti esattamente dove sono. Allora che città è questa? Fanno sciopero i servizi pubblici dei taxi, che saranno una parte, alcuni, ma il tassista, gli aeroporti e le stazioni sono il biglietto da visita per milioni di turisti. Il tassista deve essere un principe con una bella giacca, pulito, perfetto, profumato, entra il turista e dice “Mmm che buon profumo”, e tu devi dire “Yes, I am perfumed!”, sono profumato! Devi parlare una lingua, devi avere un software, l’ho preparato io da ignorante un software con una voce che fa da cicerone con Google Maps, passi, vedi il Colosseo e spieghi cos’è il Colosseo a un giapponese, poi gli spieghi magari la casa abusiva chi l’ha fatta, gli spieghi un po’ di cose anche divertenti, gli spieghi tutti i capolavori mentre viaggia.

Devi essere attrezzato, se uno vuol pagare con PayPal devi essere attrezzato, devi avere un numero unico, se uno paga con carta di credito non gli puoi dire “Ahò, nun ciò la carta de credito nun me rompe er ca…, io nun te porto!”, non puoi essere così, sei il principe, deve diventare un principe il taxista, e noi in compenso facciamo una politica per svalutare e rendere il traffico privato meno invadente. Facciamo una politica per il traffico, lo sharing, il car sharing, non hai più bisogno di avere una macchina, ti puoi muovere a piedi, in bicicletta, abbiamo una tecnologia straordinaria. La nostra politica è quella, incentivare il trasporto pubblico e non deve essere una presa per il cu.. prendere un autobus, deve essere una bella cosa, quando sei sull’autobus devi avere qualche servizio. Dio mio, qui bisogna osare. Se non si osa qui non c’è possibilità, è una bomba questa città, è una bomba, può scoppiare da un momento all’altro. Un giorno sono i tassisti, poi saranno gli ambulanti, poi sono i farmacisti, poi saranno i medici, poi saranno gli agricoltori, poi chiunque, questa è una bomba.
Allora lo Stato si deve regolamentare, mettere una legge per la Capitale d’Italia, e poi l’amministrazione: per gestire i soldi dei flussi di soldi abbiamo le persone. Il progresso va avanti, il progresso tecnologico economico non è una voce di per sé, ha voce attraverso le persone. Le persone, se sono oneste e leali e non rubano, questa città può trasformarsi veramente in quello che dovrebbe essere e non è. Non puoi addossare il 30% di tasse in più a tutti i Romani, qui ci sono evasioni, d’accordo, 200 milioni di evasione di IMU, di ICI, non pagano i biglietti siamo d’accordo, bisogna anche a arrivare lì. Ma abbiamo 22000 edifici per abitazioni e 2-3000 edifici di commercio che non sono neanche censiti, neanche censiti! Non c’è neanche un database per dire che proprietà ha il Comune, quanti affitti stiamo perdendo, quanti soldi stiamo perdendo. 190.000 faldoni, i faldoni! Faldoni nelle cantine, negli scantinati, non c’è un database, allagano gli scantinati per renderli inagibili, entrare e prendere i documenti. 190.000 faldoni, 60 km, un Raccordo Anulare di faldoni. E’ anni che provano a metterci le mani, nessuno ci riesce.
Ma cosa pretendete del M5S? Cosa pretendete dalla Raggi? Cosa fa in una situazione così? O ci date una mano tutti… ci dovete dare una mano tutti: non è che possiamo tenere 8560 km perfetti, senza buche, dovete diventare anche voi, purtroppo con le tasse che pagate, sindaci dei vostri 10 metri quadri. Amare i vostri 10 metri quadri, essere responsabili dei vostri 10 metri quadri. Se non facciamo insieme queste cose non ce la faremo mai, qua. E’ quello che dicevamo in campagna elettorale: se ci dai il voto devi collaborare, essere un cittadino attivo. E io so che ci volete bene, avete capito che siamo diversi dagli altri, se non prendete questa occasione -l’unica della storia di questa città- che vi si presenta adesso, con delle persone così, non ce la potrete fare.
Questa è una bomba atomica, ma stiamo scherzando. Abbiamo messo dei manager meravigliosi, delle persone straordinarie, di fiducia, ma più di così non potete neanche pretendere. I dati sono: 25 partecipate. Le 25 partecipate perdono un miliardo e otto. Tu sei in società con altre società e perdi un miliardo e otto. Qualcuna ha un utile, pochissimo, e le altre? C’è una società che ha 8000 dipendenti e 2000 inabili al lavoro. 2000 inabili su 8000 dipendenti, gli altri 6000 si fanno il cu.. doppio perché 2000… probabilmente la maggior parte sarà inabile veramente, ma io non ci credo che ogni anno, 500 negli ultimi tre anni, siano stati inabili al lavoro ogni anno in 500. Io voglio andare a prendere il medico, denunciarlo all’Ordine dei Medici, perché i medici non possono certificare inabilità se non ci sono. Ognuno si deve prendere una piccola responsabilità, il medico non deve più firmare quelle cose lì.
Bergoglio ha dichiarato che vorrebbe pagare l’Imu: Bergoglio ti prego, mi hai già copiato tutto il programma, ora cerca di dare una mano a questa meravigliosa città. E’ anche giusto che tu partecipi, e ti daremo dei premi, ti faremo delle belle cose, ma dai una mano per favore Bergoglio, abbi pazienza

PONTI CHE CROLLANO
Willyam Pacelli

Esci da casa, vai davanti alla tua automobile, controlli la pressione delle gomme,entri in auto, regoli lo specchietto, allacci la cintura, parti e viaggi stando attento a non superare il limite di velocità, sorridi a tua moglie che ti siede accanto e poi morite schiacciati entrambi da un ponte che vi crolla in testa.
Una struttura che gente senza scrupoli ha costruito con tecnologie e materiali oramai logori dal tempo e che con l’avallo di una politica vergognosa ed una burocrazia infernale, privati dei normali controlli.
A questa ennesima tragedia annunciata, seguirà il solito balletto degli scaricabarile! E la giustizia dovrà arrancare ancora una volta affinché i VERI colpevoli possano essere una volta per tutte fermati. Mi auguro che nessun politico abbia ancora in mente di gettare altri soldi per il progetto del ponte sullo stretto, o su altre mega opere inutili senza aver pensato di dover prima mettere in sicurezza le comuni strade che percorriamo ogni giorno!



Leonardo Minnozzi

2300 anni, e che è? Che significa?
2300 sono gli anni passati da quando è stata costruita l’Appia Antica, ancora oggi percorribile a piedi in bici e credo in qualche tratto anche in auto.
Gli antichi romani costruivano per l’eternità, oggi gli italiani per l’immediato futuro.
Siamo il Paese in cui resistono egregiamente, e sono ancora percorribili, perfino con i camion, ponti fabbricati in pietra duemila anni fa e crollano quelli recenti in cemento armato, anche senza terremoti e frane.
Vivendo la realtà delle imprese costruttrici i loro appalti vinti con il massimo ribasso, queste cose non dovrebbero neanche meravigliarmi più di tanto, ma non ci riesco, lotto quotidianamente per ridare un futuro alle prossime generazioni e mi rendo conto che il futuro glielo costruiamo su un mondo di cartapesta, per una rincorsa al potere all’immagine ai soldi.
Buon Weekend.
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Ferdinando Imposimato
Cari amici la mia più convinta solidarietà e la mia amicizia a Henry John Woodcock, grande magistrato, oggetto di un attacco ignobile, ingiusto e disgustoso. Lo ammiro per la sua intransigenza morale , il suo coraggio e la sua imparzialità . Senza magistrati come Henry John Woodcock l’Italia non ha speranza di salvarsi. Mi riconosco pienamente nella figura di Woodcock, perseguitato per causa della giustizia e le sue battaglie dirette a colpire corrotti, speculatori ed evasori del pubblico denaro, che gravano sul Paese con una tassa occulta di 200 miliardi di euro l’anno, sottratti a operai docenti, pensionati , disoccupati e senza casa. Grazie Woodcock

IL PROGRAMMA SULL’IMMIGRAZIONE del M5S
Maurizio di Simone

1. Superamento della cosiddetta Convenzione di Dublino: un accordo che sfavorisce tutti, l’Italia poiché primo Paese d’approdo, e i migranti che non hanno alcuna intenzione di trattenersi nel nostro Paese. E’ risaputo, infatti, che i migranti si rechino nei Paesi più ricchi come Germania e Svezia e frequentissimi sono gli episodi di autolesionismo pur di non farsi identificare; esseri umani disposti a bruciarsi le mani pur di non farsi identificare, questo avete creato;
2. Iniziative nei confronti dei Paesi di origine e di transito per contrastare le organizzazioni criminali che lucrano sul traffico di esseri umani; Il fenomeno degli scafisti è una causa del problema e le cronache recenti ci raccontano di tassisti del nord intenti a trafficare clandestini in Germania; Una misura efficace è la stipula di accordi bilaterali per il controllo delle tratte.
3. Istituzione di quote massime di migranti per Paese, definite sulla base degli indici demografici ed economici, così da ottenere un’equa distribuzione tra gli stessi e favorire le logiche di ricongiungimento familiare, etnico, religioso e linguistico, fondamentali per una reale integrazione sociale;
4. Istituzione di punti di richiesta d’asilo, finanziati dall’Unione Europea, anche al di fuori del territorio europeo e in collaborazione con le Nazioni Unite, per permettere, a chi ne ha diritto, di raggiungere i Paesi di accoglienza in modo sicuro e a noi di gestire le domande di protezione internazionale e di contenere il numero dei flussi migratori indistinti;
5. Revisione di tutti i bandi interministeriali destinati alla prima accoglienza e alla gestione dei servizi connessi, con particolare riguardo ai criteri di spesa; Razionalizzate o bloccate i finanziamenti finché non avrete le idee chiare e magari, a che ci siete, toglieteli dal controllo delle cooperative rosse come il consorzio Sisifo già al centro di scandali come quello di Lampedusa dove i migranti venivano denudati e lavati con l’idrante;
6. Trasferimento, a Lampedusa degli uffici dell’Agenzia Frontex e dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, al fine di coordinare meglio le operazioni di salvataggio e assistenza ai migranti;
7. Concessione di beni e servizi per le famiglie italiane in difficoltà per evitare tensioni tra italiani e migranti. Un Paese in crisi economica è meno tollerante e ricettivo, occorre garantire agli italiani le condizioni di benessere necessarie affinché vivano meglio le relazioni con i migranti.
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Renato La Monica
Lo porta sempre con sé. Gli fa fare lunghe passeggiate, ogni tanto l’accarezza. Non potrebbe mai farne a meno. Del resto lui è il miglior amico dell’uomo.
Lo smartphone.



ESISTE L’AL DI LA’?

Viviana Vivarelli

Viviamo immersi in una civiltà materialista che riduce tutto a materia e rifiuta ciò che non è tangibile, ripetibile, misurabile, quantificabile. Questo seduce gli uomini più delle donne, perché essi usano maggiormente l’emisfero sinistro ovvero quello razionale e meno quello intuitivo e relazionale e sono più omologati all’ambiente culturali che li circonda. In questa civiltà è più facile contestare i dogmi della religione più di quanto lo si faccia coi dogmi della scienza. Per cui la quasi totalità degli uomini trova facile deridere il mondo del paranormale, l’idea di una realtà invisibile, l’esistenza di un al di là, la possibilità di capacità extrasensoriali. Ma, ciò facendo, si cade in un dogmatismo altrettanto chiuso e cieco di quello fideistico. Eppure i dogmi della scienza sono caduti nel tempo uno a uno, superati da conoscenze nuove: l’universo geocentrico, la teoria newtoniana, il darwinismo classico, la genetica nazista, il sessismo cattolico, il mito degli antiossidanti ..hanno tutti lasciato il posto a teorie diverse. La sola cosa che si può dire di una teoria scientifica è che prima o poi sarà superata e farà ridere i successori. Aveva ragione Karl Popper quando affermava che le teorie scientifiche possono soltanto essere poste continuamente alla prova da tentativi volti a confutarle. Il dogmatismo scientifico fa più danni di quello religioso ma è solo un’altra forma di credulità. In quanto al paranormale, alle percezioni extrasensoriali, alla credenza nell’al di là, ecc., posso dire solo che ci sono esperienze straordinarie che non possono essere cancellate da chi le nega in nome di una presunta scienza, che ci sono percezioni che non possono essere distrutte da chi vive in un completo materialismo e che il mondo è molto più grande di quello che una qualunque scienza e fede possano dichiarare. Per cui l’unica posizione corretta dovrebbe essere il possibilismo: non scartare nulla, non attaccarsi a pseudo verità, non crearsi dei dogmi, essere aperti all’impossibile. Ma soprattutto non combattere l’altro perché non vede il mondo come tu lo vedi.

RIFLESSIONE
Vito Lucarelli

Una società colpevolmente e profondamente ingiusta alla radice, che produce emarginazione disperazione e perdita di ogni tipo di valore. Perfino la vita umana e derubricata ad accessorio sacrificabile. Adesso ha scoperto la “soluzione definitiva” far credere che il metodo più semplice per risolvere i suoi problemi di giustizia è quello di armare gli stessi cittadini, che passano da vittime a risolutori finali. Persone che si ergono a giustizieri su due piedi, delle gravi incongruenze e colpe della stessa società. Il potere costituito diventa “comprensivo” anzi ammiccante. E vediamo, “l’eroe a 20mila euro al mese” Salvini, essere che definire spregevole è un complimento, cavalcare le proprie colpe, immortalandosi in una posa fotografica con l’ultimo giustiziere della notte (naturalmente per errore). E il tutto tra il gaudio dei suoi fans. Passando da colpevole, in quanto parte integrane del potere, a fulgido esempio di quello che si dovrebbe fare. Ed è cosi che le tante vittime si vestono di panni non propri. C’è chi crede che togliere la vita a chi in fondo è diversamente vittima come loro, sia giusto. Insomma ci hanno convinto che i veri nemici i principali nemici da abbattere, sono i disperati che incontriamo sulla nostra strada, fossero barboni che dormono su un cartone, o chi ti ruba qualche stecca di sigarette o l’incasso al distributore o ti importuna chiedendoti qualche centesimo fuori al supermercato, insomma chi è più disperato di noi. Il potere si è auto-assolto, e molti ci cascano in questo vile giochetto. Viva L’Italia.

RIDERE : – )

Un giorno a Torino entrano in un bar un piemontese, un napoletano e un albanese. Ordinano un caffè e, mentre aspettano, uno di loro rovescia la zuccheriera.
I tre fanno per raccoglierla, ma da essa magicamente ne esce un genio: “Sono il genio della zuccheriera, avete un desiderio a testa, chiedetemi qualsiasi cosa e sarete esauditi”.
Dopo lo stupore iniziale, si fa subito avanti il napoletano:
“Io vorrei diventare ricco per poter tornare a Napoli, anzi vorrei che tutti i meridionali potessero essere benestanti in modo da ritornare nella propria terra senza dover stare qui ed essere insultati dalla gente del Nord.”
Detto fatto, in un baleno il napoletano sparisce e con lui tutti
meridionali presenti al Nord.
Subito dopo si fa vivo l’albanese:
“Anch’io vorrei chi tuti mi genti potesse stare beni, tornare di Albania e non subire più le umiliazioni che subisce qui.”
Anche lui viene accontentato.
A questo punto toccherebbe al piemontese, e il genio gli chiede:
“E tu cosa vorresti?”
Con un sospiro lui risponde:
“Mah………….mi adess a sun bele che a post parei, fame n’cafè!”
.
Marchthulhu
Renzi: “C’è una comunità che non rompe nessuno”. La combriccola Farinetti, Marchionne, Confindustria.
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La #Boschi dice che i su babbo faceva 5 km a piedi per andare a lavorare e dovete vedere com

Harry Haller
Orfini: -“La Sx siamo noi, il PD”
…a quer punto, er naso suo ha cominciato ad allungarse a dismisura: pe’ fortuna, seduta in platea c’era ‘a Fata Turchina che lo rimbrottato dicendoje “Orfinocchio Orfinocchio, ma quann’è che ‘a smetterai de ddì ‘e buggìe?? Già ce stava quer cazzaro de Babbeo a farme fa’ ‘i straordinari, ve possino….
.
Comagirl00
Virginia Raggi trascorrerà una settimana in montagna. Se avete bisogno di un capro espiatorio per lo scioglimento dei ghiacci.

Murcielago
Roma, tribunale annulla riorganizzazione del Pd voluta da Orfini: “È illegittima”.
se non è reato o anticostituzionale o almeno illegittimo, non riescono proprio a fare nulla ‘sti qui

Boda
Minzolini salvato da PD e Forza Italia.
Dopo le polemiche e le scissioni, finalmente un prova di forte coesione da parte del partito.
Il PFID
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Viviana
A San Vittore hanno brindato al salvataggio Lotti/Minzolini. Però vogliono il vitalizio anche loro!
.
Renzi: “Non sono responsabile di come votano i Senatori del PD”. Nemmeno degli appalti distribuiti dal padre?

Se davanti a te vedi tutto grigio, sposta l’elefante.
Se davanti a te vedi tutto nero, sposta il Pd.
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p.akita
Ieri Lotti, oggi Minzolini: una mano lava l’altra e tutt’e due si attaccano alla poltrona.

Riusciranno 60 milioni di cittadini a sfrattare un milione e trecentomila abusivi?
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Rocco Gazzaneo
PD e Forza Italia salvano Minzolini: niente decadenza. Direi declino.
..
Maurizio Di Simone
Siamo l’unico Paese al mondo che ha,
– due presidenti della Repubblica
– due presidenti del Consiglio dei ministri
– un ministro dell’Istruzione con il diploma della scuola dell’obbligo
– un ministro della Sanità senza laurea e senza competenze medico-sanitarie
– un ministro degli Esteri che non conosce nessuna lingua straniera
– un ministro della Giustizia diplomato e senza alcuna competenza in materia di giustizia
– un ministro de Lavoro con un diploma di agrotecnico e che si fa scrivere la riforma del lavoro dagli industriali mentre le altre riforme vengono delegate alle peggiori lobbie italiane ed europee.
Poi gli incompetenti sarebbero i 5 Stelle !
.
Il Pd è come quel tizio che è stato dissotterrato dopo tre mesi, con chiari segni esterni di putrefazione. Pareva ancora vivo ma era inguardabile.

Un tizio entra in un negozio e chiede di provare alcune scarpe. Il commesso gli porta un paio numero 38 e il tizio le prova. “Sono un po’ strette” fa. Allora il commesso prende un paio numero 40. “Sono ancora strette” dice il tizio. Il commesso prende il 42 e le dà al cliente dicendo un po’ spazientito: “Provi a tirare fuori la linguetta”. E il tizio: “No, fsono ancora fstrette”.
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Cosa ci fa un contadino piccolo piccolo, con un aratro piccolo piccolo, con dei buoi piccoli piccoli in un campo grande grande? UN CULO COSÌ!
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Rocco Gazzaneo
Poletti: “Tolti un milione di giovani dal divano”. E per i pochi fortunati sicura una poltrona..

Brivido
Poletti:”Si trova lavoro più facilmente grazie al calcetto che non mandando curriculum”. Ci vuol sempre un calcetto nel culo, per entrare in politica…

Belli i tempi in cui gli imbecilli li dimettevano per una frase! Ora li riconfermano Ministri del Lavoro.

Un cane insegue un gatto che si nasconde in un buco. Dopo un po’ il cane fa: “Miaooo, miaooo”, il gatto esce e il cane se lo mangia ed esclama: “Al giorno d’oggi se non sai almeno due lingue non mangi!”.
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Mi spiace, Antonio, capisco la tua fatica del vivere. E’ profondamente ingiusto. non posso far altro cge lottare per cambiare questo Paese
    auguri
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 3, 2017 @ 9:50 am | Rispondi


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