Nuovo Masada

marzo 23, 2017

MASADA n° 1840 23-3-2017 RIDO E SOGGHIGNO UN PO’

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MASADA n° 1840 23-3-2017 RIDO E SOGGHIGNO UN PO’
Blog di Viviana Vivarelli

Luca Lotti: “Abbiamo governato da persone serie e perbene”.
E Verdini ne è la dimostrazione.
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La flat tax si può spiegare con una semplice domanda: “Da quanti anni De Benedetti Pd è cittadino svizzero?”
Ah, ecco …
(Paolo C.)
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La Boschi dice che i su babbo faceva 5 km a piedi per andare a lavorare e dovete vedere come li faceva di corsa quando arrivava la finanza.
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Renato La Monica
Al Lingotto c’erano tutti. Mancava solo un certo Consip…
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151 anni di mafie e di massoni,
151 anni di raccomandazioni,
noi siamo il paese dei balocchi per i ricchi,
repubblica basata sulla furbata incentivata,
fratelli-coltelli, se siamo solo quelli,
l’Italia si desta con una pietra in testa.

(Litfiba)

A nascere son buoni tutti! Persino io sono nato! Ma poi bisogna divenire! divenire! Crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare (senza gonfiare), accettare i mutamenti (ma non le mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire), e morire senza protestare, per finire… un programma enorme, una vigilanza continua… perché a ogni età, l’età si ribella contro l’età, sai! E se fosse solo questione di età… ma c’è anche il contesto!
Daniel Pennac

Viviana Vivarelli
Vediamo, andiamo, soffriamo, lottiamo. Poi moriremo, per ritornare ancora. Con nuove lotte. Con nuovi scopi. Sempre. Ma con una voglia soltanto nel cuore: migliorare la mia vita, migliorare tutte le vite. Perché non siamo nati per l’egoismo. Siamo nati per l’evoluzione.
Sento tutta la gravità e la drammaticità della lotta. Ma non mi sento sola. Se sono nel giusto, sono moltitudini. E le moltitudini alla fine vinceranno.

BEPPE GRILLO
Cercavamo una porta per uscire, eravamo prigionieri in una stanza buia, non c’era più niente.
Eravamo lì pensavamo di non farcela, pensavamo che le finestre e le porte fossero murate, che non esisteva un’uscita.
Poi abbiamo sentito un flusso, un flusso di parole e di pensieri che venivano da chissà dove, da fuori, da dentro, dalla rete, dalle piazze.
Erano parole di pace, parole di pace ma allo stesso tempo parole guerriere, Le abbiamo usate come torce nel buoi, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, dove? verso di noi, verso noi stessi. E ora siamo fuori siamo usciti nella luce e non siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi, abbiamo anche un poco paura, siamo timorosi, è normale ma stiamo percorrendo l’unica via possibile.
Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo nella storia delle democrazie moderne:
una rivoluzione democratica non violenta che sradica i poteri, rovescia le piramidi, il cittadino che si fa Stato ed entra in parlamento in soli 3 anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa e le parole guerriere erano da tempo dentro di noi ma non volevano venire fuori,
pensavamo di essere soli ed invece eravamo una moltitudine.
Ed ora siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze e le nostre angosce.
Ci siamo finalmente riconosciuti l’uno nell’altro, abbiamo finalmente condiviso queste parole guerriere. Parole guerriere, parole che erano state abbandonate da tempo di cui si era perso il significato e sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza è l’economia, dove la menzogna è la verità, dove la guerra è la pace, dove la dittatura è la democrazia.
Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo.
Parole come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità, si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della verità.
Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze. Che il paese è in macerie lo sappiamo
e per quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile: ci saranno tensioni, problemi, conflitti
ma la via è tracciata, l’abbiamo trovata finalmente questa via e ci porta verso un futuro, un futuro forse più povero ma vero, concreto, solidale e felice e c’è una nuova Italia che ci aspetta e sarà bellissimo farne parte.
é commovente… mi commuovo.
Io voglio dirvi una cosa: io ho le spalle larghe e in questi anni che abbiamo aperto il blog, è iniziata così creando forum, usando intelligenza sui problemi, è nata questa roba online, poi ci siamo visti coi video poi fisicamente, ci siamo conosciuti, le liste civiche ed adesso siamo qua.
Tutto questo percorso non ci sarebbe stato, non ci sarebbe stato probabilmente il M5S senza una persona,è una persona schiva, è un manager, ha un piccola azienda, ci ha rimesso soldi e tempo. Casaleggio.
Ha solo raccolto ingiurie delle più incredibili, che dietro di lui ci sia la massoneria o la GP Morgan.
E’ una persona come voi e come me, una persona che si è rotta i coglioni di questo mondo e che lo vuole cambiare.

La vera storia di Debora Serracchiani
Renato La Monica

Debora Cita Serracchiani nasce nel 1970 mi dà tanto, nelle cantine di Botteghe Oscure, da una relazione tra Achille Occhetto e Rosanna Fratello. Il suo segno zodiacale è vergine con ascendente Rosy Bindi. Bambina precoce, a 2 anni impara a memoria la storia di Lenin, a 4 anni impara a memoria la storia della sinistra, a 8 anni impara a raccontare storie. Elemento fondamentale per entrare a far parte del PD. A 18 anni sale a bordo della sua Giulia, passa da Venezia e arriva in Friuli, scoprendo finalmente il motivo per cui viene chiamato Friuli Venezia Giulia. Dopo un anno di ricerche, individua l’arma giusta per fare carriera nel PD: il frico con cipolle. Bastano due alitate in faccia ai suoi colleghi per sbaragliare la concorrenza e diventare consigliere provinciale del partito. Famosa anche per le sue doti magiche, a 25 anni bacia sulla guancia Pierluigi Bersani facendo spuntare a quest’ultimo delle strane macchie su tutto il corpo. “Pierluigi, sarà il morbillo?” dice Debora Cita. “No, è il giaguaro”. A 30 anni, dopo aver letto la mano a Franceschini, senza mai trovare la linea del partito, viene invitata a parlare da quest’ultimo all’assemblea dei circoli del PD. In un memorabile discorso di 13 minuti, Debora Cita attacca con decisione la dirigenza del PD, Gino Paoli e Gianni e Pinotto, guadagnando gli applausi dei 12 spettatori presenti, miracolosamente sopravvissuti a un monologo di Luigi Zanda. Subito Intervistata da “L’Unità”, Daria Bignardi e il “Gazzettino dei doppi vetri”, Debora Cita guadagna il centro della scena diventando più famosa di Memo Remigi e il parrucchiere di Simona Ventura. Paragonata addirittura alla fantastica Amèlie del noto film da una platea di psicopatici, la Serracchiani scala il partito fino a diventare governatore del Friuli e inutile come Gennaro Migliore. Il resto è storia recente, con Debora Cita che molla Franceschini diventando più renziana di Babbeo Renzie. L’incendiaria che diventa pompiere. Un deja vu nella sempre più triste politica italiota.

SONO NATA IL 21 A PRIMAVERA

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

(Alda Merini da Vuoto d’amore, 1991)

L’EGEMONIA DELLO SNOB
Luisella Costamagna
Caro prof. Panebianco, finalmente! Da tempo mi domandavo inquieta che fine avesse fatto l’egemonia culturale. Poi, ieri, apro il Corriere della Sera ed ecco che lei, zàcchete, in quattro e quattr’otto mi risponde. Grazie. Il suo procedere teorico è folgorante: “In modo non coordinato”, verga, “una pluralità di forze sembra agire ormai da tempo (…) per offrire su un piatto d’argento il Paese al Movimento 5 Stelle, fornendo ad esso la possibilità di imporre, su una parte cospicua dell’opinione pubblica, una propria egemonia culturale”. Accidenti. Addirittura una pluralità di forze. E noi superficiali che avevamo avuto l’impressione che il 99% dell’informazione Italiana cannoneggiasse i 5S per qualunque baggianata, cercando di farli passare per ignoranti, sprovveduti, disonesti e chi più ne ha più ne metta.
Il suo assunto di base è il seguente: i grillini dicono balle. E “se una qualsiasi falsificazione della storia viene messa in circolazione con intenti partigiani e se, dopo un po’ di tempo, si scopre che quella falsificazione è penetrata nelle menti di molti, diventando una verità di senso comune (…), allora è possibile riconoscere che una egemonia culturale si è consolidata”. Porca miseria. E io scioccherella che avevo avuto l’impressione che le falsificazioni albergassero altrove e l’egemonia culturale fosse quella renziana, con tanto di giornali, tv e fior di testimonial pronti a diffonderla come Bibbia, “altrimenti arriva Grillo”.
A questo punto del suo trattatello, però, sentivo ancora un languorino. Chi era già che parlava di egemonia culturale? Ma sì, certo: Silvio! Diceva che i comunisti erano dappertutto. Una cosa tipo “i comunisti riuscirono a costruire una egemonia culturale che finì per diventare incontrastata in luoghi strategici per la trasmissione delle idee, dal mondo dello spettacolo alle Università”. Ah, no, scusi. Questo l’ha scritto lei, sempre ieri. Come exemplum storico: per spiegare come questa cosa dei Cinque Stelle che si insinuano sia già accaduta. E quali balle erano riusciti a far passare per vere quei diavoli di comunisti? Per esempio la tesi secondo cui “fu la resistenza [minuscolo! ndr] partigiana a liberarci dal fascismo (come se gli americani non c’entrassero per niente)”. Uh che cavalcata teorica, professore. Tanto impetuosa che alla fine, col fiatone, ho la sensazione che mi manchino alcuni dettagli. Chi avrebbe scritto che i partigiani hanno liberato da soli l’Italia? E, soprattutto, quali sarebbero le balle dei Cinque Stelle (che lei chiama “falsificazioni della realtà”)? Lo so, professore, l’alta teoria non necessita di esempi. Ha ragione. Continui così.
Insegni all’università, ai giovani, che così si analizzano la storia e la politica, senza argomentare e banalizzando tutto. Ripeta che (come ha scritto) almeno i comunisti imponevano la loro egemonia perché erano bravi, mentre i pentastellati sono privi di “particolari meriti”. Diffonda il verbo dello snobismo, del sorrisetto sprezzante, dell’affermata superiorità: vedrà che quella “porta vuota” lasciata agli attacchi del M5S, di cui lei tanto luminosamente parla, sarà ogni giorno più larga, più vuota, più semplice da espugnare.
Un cordiale saluto.>>
(Luisella Costamagna, Il Fatto Quotidiano.)

Poesia

ROMA E GRILLO
Vorrei capire. Ogni tanto arrivo come turista, perché poi io non sono né un tecnico né uno specialista di conti, sono un ragioniere e leggo dei dati, e da questi dati avevo già scoperto qualche cosa, per esempio che la Parmalat era in dissesto e poi è fallita, se vi ricordate. Io faccio il comico ma sono ragioniere, allora gli specialisti lasciamoli un attimo da parte.
E’ un Comune strano, questa dovrebbe essere la capitale d’Italia, Roma, e qui hanno vissuto in questo sogno metafisico che veramente fosse la Capitale. Ma tutte le capitali del mondo hanno una legislazione da parte dello Stato, privilegiata, con finanziamenti privilegiati, perché qui sono le ambasciate, ci sono i flussi del Vaticano, ci sono milioni di turisti, non è che puoi trattarla come una città normale. Non è possibile che per qualsiasi investimento tu debba passare attraverso la Regione Lazio! La Regione Lazio decide se fare o non fare una struttura da un milione di metri cubi, e il Comune deve subire questa roba. Dobbiamo avere una legislazione dello Stato che dica effettivamente se Roma è la città Capitale d’Italia. Così, non c’è. Io vi dico due cifre perché sono un ragioniere: abbiamo un bilancio di 4,5 miliardi in questa città, di spesa sono destinati agli investimenti solo 236 milioni. Milano destina agli investimenti 10 volte di più.
Roma non è una città normale, è la città più grande d’Europa, dopo Londra credo sia la più estesa d’Europa, ha 8560 km di strade, Milano ne ha 1700, hai voglia a mantenere il verde, l’illuminazione, le buche… 8560 km, Milano 1700! Destìna Milano ad ogni chilometro delle sue strade un milione e mezzo di euro, qui a malapena sono 130 mila a km. Quel debito è un’allucinazione, è metafisica, perché ce l’hai a prescindere, ce l’hai già. Quindi il debito è di 15 miliardi, viene messo a bilancio fino al 2048, e una parte se la caricano i romani che avranno tutti i torti del mondo “Ahò nun pago, ah non me rompe il ca…”, ma si caricano del 30%, perché qui c’è un flusso di immondizia del 30% in più di qualsiasi città in Europa. Ma allora non puoi avere un trattamento di città normale. Berlino, Londra, Parigi, Madrid sono tutte capitali che hanno un contatto diretto con lo Stato, non passano attraverso la “regione Lazio”. Il discorso che voglio fare io è che qui o si diventa Capitale sul serio, perché non puoi avere lo Stato che è di un partito, la regione di un altro partito, il Comune di un altro partito, è chiaro che si blocca tutto.
Qui non c’è un piano urbanistico da 50 anni, non da adesso, non ci può neanche essere perché col primo piano di 60 anni fa dovevano portare tutti i ministeri all’EUR, e han fatto quartieri dormitorio e i ministeri sono rimasti esattamente dove sono. Allora che città è questa? Fanno sciopero i servizi pubblici dei taxi, che saranno una parte, alcuni, ma il tassista, gli aeroporti e le stazioni sono il biglietto da visita per milioni di turisti. Il tassista deve essere un principe con una bella giacca, pulito, perfetto, profumato, entra il turista e dice “Mmm che buon profumo”, e tu devi dire “Yes, I am perfumed!”, sono profumato! Devi parlare una lingua, devi avere un software, l’ho preparato io da ignorante un software con una voce che fa da cicerone con Google Maps, passi, vedi il Colosseo e spieghi cos’è il Colosseo a un giapponese, poi gli spieghi magari la casa abusiva chi l’ha fatta, gli spieghi un po’ di cose anche divertenti, gli spieghi tutti i capolavori mentre viaggia.

Devi essere attrezzato, se uno vuol pagare con PayPal devi essere attrezzato, devi avere un numero unico, se uno paga con carta di credito non gli puoi dire “Ahò, nun ciò la carta de credito nun me rompe er ca…, io nun te porto!”, non puoi essere così, sei il principe, deve diventare un principe il taxista, e noi in compenso facciamo una politica per svalutare e rendere il traffico privato meno invadente. Facciamo una politica per il traffico, lo sharing, il car sharing, non hai più bisogno di avere una macchina, ti puoi muovere a piedi, in bicicletta, abbiamo una tecnologia straordinaria. La nostra politica è quella, incentivare il trasporto pubblico e non deve essere una presa per il cu.. prendere un autobus, deve essere una bella cosa, quando sei sull’autobus devi avere qualche servizio. Dio mio, qui bisogna osare. Se non si osa qui non c’è possibilità, è una bomba questa città, è una bomba, può scoppiare da un momento all’altro. Un giorno sono i tassisti, poi saranno gli ambulanti, poi sono i farmacisti, poi saranno i medici, poi saranno gli agricoltori, poi chiunque, questa è una bomba.
Allora lo Stato si deve regolamentare, mettere una legge per la Capitale d’Italia, e poi l’amministrazione: per gestire i soldi dei flussi di soldi abbiamo le persone. Il progresso va avanti, il progresso tecnologico economico non è una voce di per sé, ha voce attraverso le persone. Le persone, se sono oneste e leali e non rubano, questa città può trasformarsi veramente in quello che dovrebbe essere e non è. Non puoi addossare il 30% di tasse in più a tutti i Romani, qui ci sono evasioni, d’accordo, 200 milioni di evasione di IMU, di ICI, non pagano i biglietti siamo d’accordo, bisogna anche a arrivare lì. Ma abbiamo 22000 edifici per abitazioni e 2-3000 edifici di commercio che non sono neanche censiti, neanche censiti! Non c’è neanche un database per dire che proprietà ha il Comune, quanti affitti stiamo perdendo, quanti soldi stiamo perdendo. 190.000 faldoni, i faldoni! Faldoni nelle cantine, negli scantinati, non c’è un database, allagano gli scantinati per renderli inagibili, entrare e prendere i documenti. 190.000 faldoni, 60 km, un Raccordo Anulare di faldoni. E’ anni che provano a metterci le mani, nessuno ci riesce.
Ma cosa pretendete del Movimento 5 Stelle? Cosa pretendete dalla Raggi? Cosa fa in una situazione così? O ci date una mano tutti… ci dovete dare una mano tutti: non è che possiamo tenere 8560 km perfetti, senza buche, dovete diventare anche voi, purtroppo con le tasse che pagate, sindaci dei vostri 10 metri quadri. Amare i vostri 10 metri quadri, essere responsabili dei vostri 10 metri quadri. Se non facciamo insieme queste cose non ce la faremo mai, qua. E’ quello che dicevamo in campagna elettorale: se ci dai il voto devi collaborare, essere un cittadino attivo. E io so che ci volete bene, avete capito che siamo diversi dagli altri, se non prendete questa occasione -l’unica della storia di questa città- che vi si presenta adesso, con delle persone così, non ce la potrete fare.
Questa è una bomba atomica, ma stiamo scherzando. Abbiamo messo dei manager meravigliosi, delle persone straordinarie, di fiducia, ma più di così non potete neanche pretendere. I dati sono: 25 partecipate. Le 25 partecipate perdono un miliardo e otto. Tu sei in società con altre società e perdi un miliardo e otto. Qualcuna ha un utile, pochissimo, e le altre? C’è una società che ha 8000 dipendenti e 2000 inabili al lavoro. 2000 inabili su 8000 dipendenti, gli altri 6000 si fanno il cu.. doppio perché 2000… probabilmente la maggior parte sarà inabile veramente, ma io non ci credo che ogni anno, 500 negli ultimi tre anni, siano stati inabili al lavoro ogni anno in 500. Io voglio andare a prendere il medico, denunciarlo all’Ordine dei Medici, perché i medici non possono certificare inabilità se non ci sono. Ognuno si deve prendere una piccola responsabilità, il medico non deve più firmare quelle cose lì.
Bergoglio ha dichiarato che vorrebbe pagare l’Imu: Bergoglio ti prego, mi hai già copiato tutto il programma, ora cerca di dare una mano a questa meravigliosa città. E’ anche giusto che tu partecipi, e ti daremo dei premi, ti faremo delle belle cose, ma dai una mano per favore Bergoglio, abbi pazienza

Willyam Pacelli
Esci da casa, vai davanti alla tua automobile, controlli la pressione delle gomme,entri in auto, regoli lo specchietto, allacci la cintura, parti e viaggi stando attento a non superare il limite di velocità, sorridi a tua moglie che ti siede accanto e poi morite schiacciati entrambi da un ponte che vi crolla in testa.
Una struttura che gente senza scrupoli ha costruito con tecnologie e materiali oramai logori dal tempo e che con l’avallo di una politica vergognosa ed una burocrazia infernale,privati dei normali controlli.
A questa ennesima tragedia annunciata, seguirà il solito balletto degli scaricabarile! E la giustizia dovrà arrancare ancora una volta affinché i VERI colpevoli possano essere una volta per tutte fermati. Mi auguro che nessun politico abbia ancora in mente di gettare altri soldi per il progetto del ponte sullo stretto, o su altre mega opere inutili senza aver pensato di dover prima mettere in sicurezza le comuni strade che percorriamo ogni giorno!

Renato La Monica
Lo porta sempre con sé. Gli fa fare lunghe passeggiate, ogni tanto l’accarezza. Non potrebbe mai farne a meno. Del resto lui è il miglior amico dell’uomo.
Lo smartphone.

RIDERE : – )

STORIELLA
Un giorno a Torino entrano in un bar un piemontese, un napoletano e un albanese. Ordinano un caffè e, mentre aspettano, uno di loro rovescia la zuccheriera.
I tre fanno per raccoglierla, ma da essa magicamente ne esce un genio: “Sono il genio della zuccheriera, avete un desiderio a testa, chiedetemi qualsiasi cosa e sarete esauditi”.
Dopo lo stupore iniziale, si fà subito avanti il napoletano:
“Io vorrei diventare ricco per poter tornare a Napoli, anzi vorrei che tutti i meridionali potessero essere benestanti in modo da ritornare nella propria terra senza dover stare qui ed essere insultati dalla gente del Nord.”
Detto fatto, in un baleno il napoletano sparisce e con lui tutti
meridionali presenti al Nord.
Subito dopo si fa vivo l’albanese:
“Anch’io vorrei chi tuti mi genti potesse stare beni, tornare di Albania e non subire più le umiliazioni che subisce qui.”
Anche lui viene accontentato.
A questo punto toccherebbe al piemontese, e il genio gli chiede:
“E tu cosa vorresti?”
Con un sospiro lui risponde:
“Mah……mi adess a sun bele che a post parei, fame n’cafè!”

STORIELLA
Moglie e amante a letto. All’improvviso suonano alla porta. “Cielo mio marito” grida la signora rinchiudendo l’amante nudo nell’armadio. Purtroppo le palle dell’uomo restano chiuse fuori dall’armadio. Il marito arriva, siede sul letto e l’occhio gli cade sui due oggetti che sporgono: “Cara, cosa sono queste cose?”. E lei, visibilmente preoccupata: “Ah, sì, dunque, ho comprato due campanelle per ornare l’armadio”. L’uomo prova a dare un colpo con l’indice, poi un altro più forte, poi ancora un altro e infine esclama: “Ma, cara, non suonano, sono rotte!”. “Suonano, suonano” risponde lei. Allora l’uomo dà un colpo con la mano, poi un secondo più forte, poi un vero ceffone e infine dice: “Ma, cara, guarda che non suonano, sono proprio rotte!”. “Suonano, suonano” risponde lei. Allora lui si toglie la scarpa, guarda il tacco e assesta un bel colpo. Niente. Si prepara a dare un colpo più forte quando si aprono le porte dell’armadio e un uomo col viso paonazzo grida: “DIN DON, DIN DON…”.

STORIELLA
Paolo va a trovare suo nonno in campagna e gli chiede di andare a pescare insieme. Si mettono quindi a cercare nel cortile dietro casa dei vermi. A un tratto Paolo nota un vermiciattolo che sbuca dal terreno, lo afferra e lo estrae completamente dalla sua tana. Il nonno allora gli dice: “Paolo, scommetto 10 euro che non riesci a rimettere il verme nella sua tana. Paolo ci prova per un po’, poi si alza, dice al nonno di aspettarlo e va dentro casa. Dopo qualche minuto ritorna con in mano una bomboletta di lacca per capelli, distende il verme, lo spruzza ben bene di lacca, aspetta qualche secondo che la lacca si asciuga… et voilà! Il verme è rigido come una matita. Paolo infila gentilmente il verme nel buco, si gira verso il nonno e tende la mano. Il nonno fa una bella risata e gli da 10 euro. Il giorno dopo Paolo ritorna dal nonno ma la porta d’ingresso è chiusa. Si mette perciò seduto fuori nella veranda ad aspettarlo. Dopo un po’ il nonno esce e senza dire una parola gli mette in mano altri 10 euro. “Ma nonno, dice Paolo, i soldi me li hai già dati ieri!”. “Lo so, risponde il nonno, questi sono della nonna…”.

Marchthulhu: Renzi: “C’è una comunità che non rompe nessuno”. La combriccola Farinetti, Marchionne, Confindustria.

Harry Haller
Orfini: -“La Sx siamo noi, il PD”
…a quer punto, er naso suo ha cominciato ad allungarse a dismisura: pe’ fortuna, seduta in platea c’era ‘a Fata Turchina che lo rimbrottato dicendoje “Orfinocchio Orfinocchio, ma quann’è che ‘a smetterai de ddì ‘e buggìe?? Già ce stava quer cazzaro de Babbeo a farme fa’ ‘i straordinari, ve possino….

MA MI FACCIA IL PIACERE
Marco Travaglio
Promemoria Staino.
“Il titolo suona: ‘La soffiata, gli appalti e papà Renzi’. Lo so, è un titolo di prima del Fatto, giornale che in genere spara bufale a tutto spiano, però quel ‘papà Renzi’ mi fa ugualmente sussultare… Io non so proprio come si possa chiamare giornalismo una tal volontà di gettare fango su tutto e su tutti (quasi tutti, come Travaglio ha dimostrato sulla questione romana). Per sorridere un po’, ripresento a pagina 5 una mia tavola pubblicata nel 2006 . Protagonista Travaglio, che è sempre lo stesso, gli altri nomi li ho aggiornati tanto per rendere l’idea” (Sergio Staino dopo il primo scoop del Fatto sull’inchiesta Consip, l’Unità, prima pagina, 23.12.2016).
“Inchiesta Consip, indagato il padre di Renzi” (l’Unità, pagina 4 molto in basso, 17.2).
Allora, mattacchione, chi era che sparava bufale a tutto spiano?

Due Marroni.
“Delrio: se Marroni ha detto il falso dovrà lasciare Consip” (la Repubblica, 8.3).
E se Lotti, che diversamente da Marroni è indagato, ha detto il falso che si fa? Lo promuoviamo Presidente del Consiglio?

Slurp/1.
“Sapete che c’è? Che #Renzi è il più bravo e che lo attaccano così ferocemente proprio per questo!” (Alessia Morani, deputata Pd, Twitter, 8.3).
Povera stella.

Slurp/2.
“Ma con tutti i corteggiatori che lei avrà, com’è possibile che non ne trovi uno che le stia bene per mettere su famiglia?” (Bruno Vespa a Maria Elena Boschi, Porta a Porta, Rai1, 8.3).
E poi dicono che non c’è più il giornalismo investigativo.

Slurp/3.
“Il nostro Noi non ha paura della leadership (di Renzi, ndr): nel Napoli nessuno aveva paura di mettere in campo Maradona, senza di lui non vincevano lo scudetto” (Graziano Delrio ministro Pd dei Trasporti, 12.3).
Ministro del Trasporto.

La Ripubblica.
“Tiziano Renzi… è sempre stato un genio del business, una versione vernacola di The Wolf of Wall Street” (M.T., il Fatto quotidiano, 10.3).
“Il papà di Renzi, il toscanaccio traffichino che s sente sapiente di vita, una specie di lupo di Wall Street in versione Valdarno…” (Francesco Merlo, la Repubblica, 11.2).
Che fai, copi?

Profumeria padana.
“Ai napoletani dico: conosciamoci, impariamo a stimarci, ciascuno con le sue identità. L’Italia è bella perché è diversa, ci sono 8mila comuni, 8mila campanili, 8mila profumi” (Matteo Salvini, segretario Lega Nord, Tgr Campania, 8.3).
“Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani” (Matteo Salvini a Pontida, 2009).
Canel numero 5.

Meglio i delinquenti.
“Troppe volte i pm sono diventati politici: Ingroia, Di Pietro, ma anche Emiliano” (Anna Ascani, deputata Pd, La Stampa, 12.3).
Ma anche Luciano Violante, Anna Finocchiaro, Donatella Ferranti, Stefano Dambruoso, Domenico Manzione, Cosimo Ferri… Ah no, quelli non valgono: stanno con Renzi.

Il casalingo.
“La parità comincia a casa propria: mio marito lava i piatti e fa la spesa” (Valeria Fedeli, Pd, ministro dell’Istruzione, la Repubblica, 7.3).
Lei intanto studia per la laurea.

Er Vate.
“Questi segreti che appaiono di notte come le stelle e che si annidano tra le cosce del dolore violando la ricerca di intimità tra noi ed i troppi sospiri che rinfrescano la pelle. L’intensità dell’amore non si misura tra i baci e gli abbracci ma nel silenzio della notte quando, guardando il sangue che esce, cerchi di capire se si tratta di un taglio superficiale o di una ferita irrimediabilmente infetta” (Roberto Giachetti, deputato Pd, vicePresidente della Camera e poeta, Facebook, 3.3).
Lo portano via.

Voce del verbo violare.
“Vedo errori giudiziari come quello ce ha coinvolto Federica Guidi: l’inchiesta poi è stata archiviata” (Luciano Violante, ex deputato Pd, la Repubblica, 11.3).
Infatti la Guidi non è mai stata indagata. Ritenta, Luciano: sarai più fortunato.

Il titolo della settimana/1.
“Così Marra decideva le assunzioni via chat: ‘Mi ha voluto la Raggi’” (Il Dubbio, 10.3).
Incredibile: un dirigente comunale nominato dalla sindaca prima vicecapo di gabinetto e poi capo del Personale decideva le nomine ed era stato financo voluto dalla sindaca. Ergastolo a entrambi.

Il titolo della settimana/2.
“La disfatta della Capitale: altro bus in fiamme e crolla un cornicione” (la Repubblica-Roma, 10.3).
É stata la Raggi, l’ho vista io.

STORIELLA
LA CONFESSIONE*
” Signor parroco, mi vorrei confessare”.
“Certo figliolo, qual è il tuo nome?”
*Renzi, padre*
“Ah! L’ex Presidente del Consiglio…Ascolta figliolo…..mi pare proprio che il tuo caso richieda una competenza superiore.Credo sia meglio che tu ti rechi dal Vescovo”.
Così Renzi si presenta dal Vescovo chiedendogli se lo poteva confessare.
“Certo figliolo, come ti chiami?”
“Renzi”
“Ex Presidente del Consiglio? No caro mio, non ti posso confessare perché il tuo è un caso difficile, è meglio che tu vada in Vaticano”.
Renzi va dal Papa
“Sua Santità, voglio confessarmi”
“Caro figlio mio, come ti chiami?”
“Renzi “.
“Ahi, ahi, ahi, figliolo, il tuo caso è molto difficile anche per me.Guarda, qui, sul lato del Vaticano, c’è una piccola cappella.Al suo interno troverai una croce….il Signore ti potrà ascoltare”.
Renzi, giunto nella cappella, si rivolge alla croce:”Signore, voglio confessarmi”
“Certo figlio mio, come ti chiami?”
“Renzi ”
“Ma chi? L’ ex Presidente del Consiglio? L’ ex Sindaco di Firenze che ha preso i voti e poi se n’è andato?
Quello che ha tolto l’art. 18 ai lavoratori ed ha aumentato il lavoro precario?
Quello che ha salvato le banche che hanno rovinato migliaia di ignari cittadini?
Quello che ha chinato la testa ad ogni cosa gli ordinasse la Germania?
Quello che ha nominato la Boschi ministro e poi gli ha salvato la banca di famiglia ?
Quello che ha fatto aumentare il debito pubblico?
Quello che si è fatto la legge elettorale su misura e adesso che ha perso consensi non gli va più bene ?
Quello che doveva lasciare la politica!
E l’aumento delle tasse??
La manutenzione caldaia, “bollino” da 8,00 dell’anno scorso a 20,00 di quest’anno??
E le bollette del telefono?!? Da bolletta mensile, cioè 12 bollette all’anno, a bollette ogni 28 giorni, cioè 13 bollette all’anno???
“Ehm… sì sono proprio io, Signore”……
“Figlio mio, non hai bisogno di confessarti…..tu devi solamente ringraziare!”
“Ringraziare? E chi Signore?”
*Ma i Romani, per avermi inchiodato qui, altrimenti scendevo e ti facevo un culo così”.

TRASGRESSIONI
Renato La Monica
La vera trasgressione non è riempirsi il corpo di tatuaggi. E nemmeno bucarsi la lingua per accessoriarla con un piercing. La vera trasgressione non è nemmeno ubriacarsi fino a stare male solo per celebrare la liturgia del sabato sera, oppure strafarsi di coca per rincorrere paradisi artificiali. La vera trasgressione – in questo mondo capovolto – è essere normali. Essere normali, appunto. Esercizio disagevole in un Paese anormale come l’Italia. Essere normali, appunto. Non essere disposti a tutto pur di guadagnarsi il famoso quarto d’ora di celebrità tanto caro ad Andy Warhol. Essere normali, appunto. Sedere sugli scranni di Montecitorio o Palazzo Madama per servire gli interessi del Paese e non quelli del proprio partito o, peggio, delle varie lobbies che infestano la penisola. Essere normali, appunto. Trovarsi a Palazzo Chigi solo grazie ai voti degli elettori e non per le oscure dinamiche di una finta democrazia. Essere normali, appunto. Fare il capitalista illuminato usando i propri quattrini e non gli aiuti statali, magari evitando di spostare la residenza fiscale all’estero. Essere normali, appunto. Intendere l’informazione come servizio alla comunità e non come strumento per screditare gli avversari politici. Essere normali. Appunto.

STORIELLA
Socrate aveva reputazione di grande saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovarlo e gli disse:
– Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
– Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
– I tre setacci?
– Prima di raccontare una cosa sugli altri, è bene prendersi il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
– No… ne ho solo sentito parlare…
– Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
– Ah no! Al contrario
– Dunque – continuò Socrate – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa avrebbe fatto questo amico?
– No davvero.
– Allora – concluse Socrate – quel che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?
Se solo applicassimo questi filtri durante le nostre conversazioni, il mondo sarebbe un posto migliore.
(Tratto da “La via del guerriero di pace” di Dan Millman)

DE ANIMALIBUS-Hector Ettorre
BUONGIORNO miei splendidi ed educati amici!!!
Ieri sera, erano le 21.30, stavo davanti alla TV e ho fatto un Po’ di zapping e ad un certo punto mi ha incuriosito un documentario sugli animali feroci che facevano su LA/7 …mi pare si chiamasse Di Martedì…
Io sono un appassionato di questo tipo di documentari e quindi ho cominciato a vederlo con interesse; dunque, c’erano 4 iene (che ho fotografato qui sotto) di cui una abbastanza in là negli anni (la prima a sx) che il capo branco o maschio alfa chiamava Maurizio Costanzo e poi altri due esemplari (questi, giovani ed affamati) che il capobranco chiamava Massimo Giannini (che era il più affamato di tutti e aveva tanta bava schifosa alla bocca) e l’altro si chiamava Gianfranco Nuzzi (che era un pò meno affamato, forse perché condannato a 10 mesi e 20 giorni di carcere per calunnia).
Ad un certo punto ho notato che il povero ed elegante impala che avevano circondato per divorarlo e che il capobranco chiamava Alessandro Di Battista, in un sussulto dovuto all’istinto di sopravvivenza, ha cominciato a dimenarsi e ha beccato con diverse cornate sia il capobranco, che il documentarista chiamava Giovanni Floris, (il primo a dx nella foto) sia le altre due iene fameliche!!
MI sono detto: ma guarda un pò la natura! Tre iene e mezzo non riescono a sbranare e divorare un innocente impala che mangia erba e non fa del male a nessuno… Poi invece mi sono ricreduto perché dopo un momento di difficoltà l’innocente impala ha cominciato ad incornare UNO PER UNO le iene che approfittando di essere in numero quadruplo…lo volevano sbranare…(quindi tanto pacifico l’impala non era..ahahah)
E quindi il documentario è finito con le iene insanguinate che si ritiravano umiliate..)
La Prossima volta portate i carrarmati…
Quanto mi piacciono i documentari sulla natura!!!!

PANE
Altin Biçi
In uno dei stati del Usa, un anziano viene processato in tribunale civile, perché aveva rubato pane. Lui avanti ai giudici ha accettato di aver rubato solo perché aveva fame . Lui si è giustificato così , “ho allungato la mano a prendere pane dopo tanti giorni che non mangiavo niente”
Il giudice si è alzato in piedi e ha detto che tu hai accettato di aver rubato ma io ti condannano con 10 dollari di multa, e visto che tu non hai niente, non hai neanche soldi per comprare pane, la tua multa lo pago io. Tutti in silenzio, il giudice ha tirato fuori 10 dollari e ha ordinato di depositare i 10 dollari al conto della causa.
Il giudice ha detto che anche voi tutti in sala siete obbligati di pagare 10 dollari perché vivete in un Paese dove la gente ruba per mangiare. Alla fine della sentenza si sono raccolti 480 dollari che il giudice gli ha consegnato al anziano.
Dicono che è vero questa storia, lui è diventato la causa di un inizio di assistenza sociale verso i poveri e i malati. Per una persona si cambia fisiologia di uno stato intero.

La vera storia di Matteo Orfini
Renato La Monica

Matteo Play Station Orfini nasce a Roma il 1 Aprile del 1974, da una relazione tra Giorgio Napolitano e un carro armato sovietico. Nato vecchio, a 2 anni ha già una barba in stile boscaiolo del Kentucky, a 4 anni va in pensione e a 7 anni ha già la badante. A 15 anni esce un attimo dal pannolone cercando di laurearsi in archeologia all’Università La Sapienza, ma la sua tesi su Mattarella viene respinta per eccesso di scavi. A 20 anni acquista due pacchetti di caramelle balsamiche e diventa portavoce di Massimo D’Alema. Quest’ultimo lo stima così tanto da usarlo spesso come portacenere e qualche volta come scudo umano contro i giornalisti invadenti. A 26 anni si traveste da mucca e incontra Pierluigi Bersani nei corridoi del Nazareno. I due diventano così amici che Maria De Filippi è costretta a invitarli nel suo programma. A 30 anni, pur dimostrando più anni di Eugenio Scalfari, aderisce alla corrente dei “giovani turchi”, che ha come programma fumare 120 sigarette al giorno. A 40 anni incontra finalmente Babbeo Renzie, con cui ha in comune la Play Station e la faccia da pirla. Il mentitore di Rignano, dopo aver incassato il rifiuto di Montalbano, lo nomina Commissario Straordinario del partito a Roma e raccattapalle allo stadio Olimpico. Oggi Orfini, lievemente ringiovanito col tempo, ha meno estimatori di Pina Picierno e Fiordaliso. Tra i suoi fans c’è però anche Beppe Grillo, fermamente convinto che Orfini sia il miglior spot per portare i 5 Stelle all’agognato 40%.
Non è sempre facile rimettere a posto i pezzi. A volte puoi solo tirarli a caso e augurarti buona fortuna.

STORIELLA- PSICHIATRIA
Il test della vasca da bagno.
Durante una visita ad un reparto psichiatrico, un visitatore domandò al capo sala come facessero a stabilire se un paziente dovesse essere ricoverato.
“Vede”, rispose il caposala, “riempiamo una vasca da bagno e quindi forniamo al paziente, un cucchiaino da caffè, una tazza da tè, un secchio e gli chiediamo di svuotarla…”
“Ah, capisco disse il visitatore!!, una persona normale userebbe il secchio perchè è più grande…”
“No, disse il direttore, una persona normale toglierebbe il tappo!
Preferisce un letto vicino alla finestra?”

STORIELLA
Un tizio entra in un negozio e chiede di provare alcune scarpe. Il commesso gli porta un paio numero 38 e il tizio le prova. “Sono un po’ strette” fa. Allora il commesso prende un paio numero 40. “Sono ancora strette” dice il tizio. Il commesso prende il 42 e le dà al cliente dicendo un po’ spazientito: “Provi a tirare fuori la linguetta”. E il tizio: “No, fsono ancora fstrette”.

STORIELLA
Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo.
La domanda era: “Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo”.
– gli europei non hanno capito cosa fosse la scarsità;
– gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti;
– gli americani hanno chiesto il significato di resto del mondo;
– i cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di opinione;
– il governo Renzi sta ancora discutendo su cosa possa significare l’avverbio “onestamente”.

STORIELLA
Due vecchi decidono di fare una gara a chi fa pipì più lontano. Allora vanno dietro un albero, fanno la pipì e il primo dice: “Mi sono bagnato le scarpe”. E il secondo: “Hai vinto tu!”.

Secondo il sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera, se si votasse oggi per le elezioni politiche il Movimento 5 Stelle non solo sarebbe il primo partito, ma avrebbe un distacco di oltre 5 punti percentuali sul Partito democratico. Non era mai successo prima. I 5stelle, infatti, racimolerebbero il 32,3% contro il 26,8% dei dem, quindi un vantaggio di 5,5 punti percentuali.

NON FINISCE QUI
Marco Travaglio

Il caso Minzolini, che poi è il caso “Parlamento fuorilegge e sedizioso”, è rapidamente scomparso dalle prime pagine dei giornali. Ma non può finire così. E i rappresentanti delle istituzioni che ne hanno a cuore il buon nome, a cominciare dal garante supremo della Costituzione Sergio Mattarella e dai presidenti delle Camere Piero Grasso e Laura Boldrini, possono fare molto perché non finisca così. Il 27 ottobre 2014, ben 15 mesi fa, l’ex direttore Augusto Minzolini viene condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi di reclusione (pena principale) e all’interdizione dai pubblici uffici della stessa durata (pena accessoria), per il reato di peculato. La sentenza comporta tre conseguenze. 1) Minzolini deve scontare la pena principale di 2 anni e mezzo in carcere o, se ne fa richiesta, in affidamento in prova ai servizi sociali (come B. all’ospizio di Cesano Boscone). 2) Minzolini deve scontare la pena accessoria con la perdita dei diritti all’elettorato attivo e passivo, cioè non può più votare né essere eletto, né tantomeno esercitare il pubblico ufficio per eccellenza, quello di parlamentare: dunque deve decadere dal seggio di senatore che occupa abusivamente da 15 mesi (con indennità, diarie e contributi pensionistici) al posto del primo dei non eletti che dovrebbe sostituirlo. 3) Minzolini, oltreché per la pena accessoria dell’interdizione, non può più restare senatore per gli effetti della pena principale fissati dalla Severino: decadenza e ineleggibilità per i condannati a più di 2 anni. Il punto 3 è stato illegalmente cancellato dal voto di giovedì al Senato, ma i punti 1 e 2 restano: il Senato deve votare al più presto (è già in ritardo di 15 mesi) la decadenza del senatore interdetto e affidarlo al giudice dell’esecuzione penale, il Pg della Cassazione, perché inizi a scontare la pena. Quel voto, prima in giunta per le elezioni e immunità e poi in aula, può essere evitato solo se in caso di dimissioni. I precedenti più recenti di parlamentari pregiudicati e interdetti sono quattro: Filippo Drago (interdetto per 2 anni e 9 mesi), Silvio Berlusconi (2 anni), Cesare Previti e Salvatore Cuffaro (a vita). In nessuno dei quattro casi il Parlamento ha votato la decadenza per l’interdizione: o perché si erano dimessi prima (Previti, Cuffaro e Drago), o perché erano già decaduti in virtù della Severino (Berlusconi). Nel caso di Drago, prima che si dimettesse, la Giunta discusse a lungo nel 2009 se farlo decadere o no, perché alla fine della legislatura mancavano 4 anni e l’interdizione durava solo 2 anni e 9 mesi e l’interessato piagnucolava per il vulnus non poter rientrare per i mesi restanti.
Qualche frescone ipotizzò addirittura la figura di un “senatore supplente” che gli tenesse in caldo lo scranno e poi si facesse da parte per il suo gran rientro a fine interdizione. Ma per fortuna le dimissioni del pregiudicato ci risparmiarono almeno questa vergogna. Ora la scena potrebbe ripetersi con Minzolini, ma le sue dimissioni, per ora solo annunciate, non hanno alcuna possibilità di essere accolte prima di fine legislatura: la prassi vuole che alla prima votazione siano regolarmente respinte. Dunque il presidente del Senato, per una questione di decenza oltrechè di legalità, dovrebbe sollecitare la Giunta a contestare subito il diritto di Minzolini a restare, passando poi la parola all’aula per la presa d’atto dell’interdizione. Se no Minzolini potrebbe iniziare a scontare la pena in carcere o in comunità di recupero mentre è ancora senatore, stipendiato e pensionato a spese nostre. Una scena che farebbe il giro del mondo, contribuendo alla nostra già altissima reputazione internazionale.
Il presidente Mattarella dovrebbe fare di tutto per scongiurare quest’ennesimo scempio. Gli basterebbe ricordare ciò che disse da deputato nel 2007 quando la Camera traccheggiava sulla cacciata di Previti: “Un cittadino interdetto in perpetuo dai pubblici uffici non è più titolare dei diritti elettorali, non può più votare e di conseguenza non può più essere eletto,e se è già stato eletto ed è parlamentare decade dal mandato ai sensi dell’art. 66 della Costituzione… sopra la quale non vi è null’altro… L’on. Previti è divenuto ineleggibile… È sempre la Costituzione all’art. 56 che dispone che può essere deputato solo chi può votare, e ciò non è più consentito all’on. Previti per effetto dell’interdizione. La funzione di deputato è indiscutibilmente un pubblico ufficio, e non gli è più consentito di ricoprirlo. Solo la Camera può disporne la decadenza o accettarne le dimissioni, e noi siamo chiamati a farlo, salvo violare le regole della Costituzione e della legge”.
Per molto meno, un suo illustre predecessore minacciò addirittura di sciogliere il Parlamento: quando, il 23 settembre 1993, la Camera salvò dall’arresto l’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, indagato per corruzione e associazione per delinquere, Oscar Luigi Scalfaro tuonò: “E’ un suicidio del Parlamento, una rottura tra la gente e il Parlamento, una lesione del principio della pari condizione: dopo quel voto intollerabile vi giuro che, se gli adempimenti fossero già stati completati, la giornata sarebbe finita con lo scioglimento delle Camere”. Eppure allora, anche se spesso e volentieri ne abusavano, le Camere avevano la facoltà di bloccare un arresto per fumus persecutionis, mentre oggi non possono violare la Severino nè ignorare un’interdizione. Se nessuno interverrà, il Senato verrà trascinato davanti alla Corte costituzionale con un conflitto di attribuzioni sollevato dal Pg della Cassazione (per la mancata interdizione di Minzolini) o più improbabilmente – come chiedono alcuni ex 5Stelle – dai presidenti delle Camere (per violazione di una legge). E sarebbe un pessimo spettacolo. L’ennesimo.
.
Secondo uno studio condotto dal Professor Edwin Robertson dell’Università di Glasgow le persone che dimenticano le cose più rapidamente sono anche quelle con maggiore flessibilità e capacità d’apprendimento. Essere smemorati sarebbe dunque un segno d’intelligenza. Lo studio sembra confermare quello che le persone con poca memoria hanno sempre sostenuto: cioè, di non ricordarsi determinati dettagli perché con la testa impegnata a pensare ad altro.
Il team di neurologi sostiene, infatti, che ‘dimenticare’ è una vera e propria funzione del nostro cervello, una funzione necessaria per permettere non solo l’acquisizione di nuove informazioni, ma anche per eseguire collegamenti fra diverse nozioni. Pare, dunque, che gli smemorati abbiano performance problem-solving maggiori e capacità di adattare i loro comportamenti di circostanza in circostanza.
(Figuriamoci! Io credevo fosse un problema di vecchiaia!)

Continuavano a tartassare Di Battista chiedendo tutti “Dove trovereste 7 miliardi?”
Dove troverete 7 miliardi? (come se poi la colpa della multa dei 7 miliardi fosse sua!). Io avrei risposto: storno l’acquisto degli F35 e fanno 15 miliardi. Chiudo la tav in Valsusa e ci risparmiamo un tonfo come il Mose. Metto leggi durissime sugli appalti. E fa un altro guadagno. Elimino i vitalizi. Vieto al Tesoro e agli enti locali qualunque acquisto di derivati. Separo banche di affari da banche di investimento. Nazionalizzo le banche fallite. Metto tetti severissimi sugli stipendi, Cambio il fisco e lo rendo più equo. Punisco duramente i fondi neri all’estero. Obbligo gli indagati a depositare una cauzione. Riformo il sistema penale in modo che ogni reo paghi multe salate. Elimino la prescrizione. Tasso slot machine e fondazioni bancarie. Taglio le spese militari che con Renzi sono aumentate del 23%. Chiudo la missione militare in Irak e Afganistan. Esco dall’euro.

Il titolo della settimana/2.
“La disfatta della Capitale: altro bus in fiamme e crolla un cornicione” (la Repubblica-Roma, 10.3).
É stata la Raggi, l’ho vista io.

Marco Valerio Rufo
Servono altre prove per cacciare questi delinquenti e incapaci al governo da 20 anni ? EccolE :
Il MOSE è affondato.
L’opera da 5 miliardi di euro per salvare Venezia dalle acque alte , dove politici di Dx e Sx, hanno acciuffato denaro pubblico, è clamorosamente e ignobilmente fallita!
.
MA MI FACCIA IL PIACERE
Marco Travaglio

Promemoria Staino.
“Il titolo suona: ‘La soffiata, gli appalti e papà Renzi’. Lo so, è un titolo di prima del Fatto, giornale che in genere spara bufale a tutto spiano, però quel ‘papà Renzi’ mi fa ugualmente sussultare… Io non so proprio come si possa chiamare giornalismo una tal volontà di gettare fango su tutto e su tutti (quasi tutti, come Travaglio ha dimostrato sulla questione romana). Per sorridere un po’, ripresento a pagina 5 una mia tavola pubblicata nel 2006 . Protagonista Travaglio, che è sempre lo stesso, gli altri nomi li ho aggiornati tanto per rendere l’idea” (Sergio Staino dopo il primo scoop del Fatto sull’inchiesta Consip, l’Unità, prima pagina, 23.12.2016).
“Inchiesta Consip, indagato il padre di Renzi” (l’Unità, pagina 4 molto in basso, 17.2).
Allora, mattacchione, chi era che sparava bufale a tutto spiano?

 

Notturno concertante
Non autentiche le apparizioni di Medjugorje,
Quelle di babbo Renzi e Russo a Romeo probabilmente sì.
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Pirata21
Tiziano Renzi:”Mai promesso soldi”. E comunque almeno non se li è ripresi una volta dati come il figlio con gli 80 euro.
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Luce so fusa
Tiziano Renzi:” fino a due anni fa non ho mai avuto problemi con la giustizia”.
È che non ci sono molti appalti da vincere nei Boy Scout.
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Mauro Romanelli
Nessun parlamentare, nessuna forza politica, decente, dignitosa, che pretenda di dirsi rispettabile, può votare per nessun motivo un provvedimento contro lo spirito costituzionale e vergognosamente ingiusto come la flat tax del Governo Gentiloni. Accettare che un lavoratore paghi il 27% di tasse e un ricco milionario l’1% non è giustificabile in nome di nessun compromesso politico. Lo voglio dire chiaro: chi lo farà non chieda più il mio rispetto.
..
http://masadweb.org

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