Nuovo Masada

febbraio 23, 2017

MASADA n° 1833 23-2-2017 DI UBER E ALTRI ORRORI

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MASADA n° 1833 23-2-2017 DI UBER E ALTRI ORRORI
Blog di Viviana Vivarelli

La post realtà – Uber. Multinazionali. Tassisti e altri lavoratori angariati- Lo Stato depredato dagli squali del potere economico – La globalizzazione è la morte di ogni futuro – E i poveri? Che mangino briosce! – La scissione del Pd è l’atomo delle scissioni– Il controverso stadio della Roma – Di Maio e la Berlinguer –

IL NON PRIMATO DELLA REALTA’
Questa gente sogna. Crede di essere vera. Ma vive in un castello che si sono costruiti insieme. Con le loro bugie. Hanno intessute milioni di bugie tra loro, come una specie di matrix collettiva E le credono vere. Le abitano come un castello. Sono fieri e pomposi nel loro castello. Sbriluccicanti. Credono che sia la maggiore di tutte le ricchezze. Un possesso assoluto. Invidiabile. Sono pronti a difenderlo coi denti. Ma è solo un castello di bugie. Fumoso ed etereo come tutte le bugie che hanno detto. Inventato. Per costruirlo. Per costruirsi. A scapito della realtà. Nel castello si agitano, confabulano, tramano, fingono scaramucce, unioni impossibili, orgasmi contro natura, girovagano prigionieri, come in un labirinto, di cui si credono signori. Riescono anche ad afferrare qualcuno e a portarlo con loro. Nel castello. Giornalisti, dozzinali, servi, clienti, qualche illuso, contadini che hanno perso la strada di casa, mezzadri, faccendieri, figli di buona donna e allocchi.
E intanto che si aggirano nei corridoio impossibili, nelle aule sepolcrali, il castello si stacca a poco dalla realtà. Veleggia. Come un’enorme mongolfiera. S’innalza. Perde ogni direzione. Abbandona la Terra. E il primo vento se lo porta via. Nel Paese del mai e poi mai. Oltre la terra di nessuno. Oltre la stratosfera. Mentre la Terra reale diventa sempre più piccola all’orizzonte. Sempre più lontana.


Verosimile: Le ultime parole di Berlinguer : “Togliete le mie foto dal PD”.

Quando fai qualcosa ricordati che avrai contro quelli che volevano fare la stessa cosa, quelli che volevano fare il contrario e la stragrande maggioranza di quelli che non volevano fare niente“.

Maurizio Di Simone
A un certo momento si è capito che la conduttrice teneva un auricolare nel suo orecchio sinistro dal quale, probabilmente, uscivano chissà quali e quante esortazioni affinché all’odiato ospite potessero essere fatte pressioni.
Quasi alla fine dell’interrogatorio, per riuscire a formulare una domanda, l’ennesima provocazione, la conduttrice ha dovuto togliersi quell’auricolare.
M’è parso che quella pressione, più dell’odiato ospite, abbia sepolto la conduttrice
Non c’è nulla da fare. La Rai va assolutamente trasferita di blocco nelle Acciaierie&Fonderie di Terni, FUSA, e ricostruita ex novo.

La politica è come un condominio
Pasquale Colicchio
Una volta sola ho partecipato ad una riunione di condominio, mi è bastata e avanzata, troppo caos, troppe idee diverse, si discute su qualsiasi cosa, anche la più piccola, alla fine non si risolve niente…..mi sono alzato, ho mandato tutti a fare in c..o, e me ne sono andato. Promettendomi di non partecipare più!!
Per fortuna non era il condominio dove abitavo!!
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STORIE DI ORRORE. DI MULTINAZIONALI, UBER E TASSISTI INFEROCITI,
IN UNA PAROLA DI GLOBALIZZAZIONE

Sei giorni di tassisti in piazza. A Roma di più, perché i tassinari sono diversi dai tassisti, come un esercito di lanzichenecchi diverge da una truppa ufficiale. In lotta contro il governo baro e traditore che prima promette leggi più chiare e protezione agli abusivi, poi si rimangia tutto e fa un colpo di mano.
Uber è una multinazionale. Il neoliberismo procede così; con la concentrazione del potere dalle mani dei singoli o degli Stati alle mani di poche potenze superstatali sempre più monopolistiche che dei singoli e degli Stato se ne fregano. Ieri hanno tranciato i piccoli negozi spingendoli al fallimento. Oggi eliminano le società di taxi. Domani toccherà alle tua professione. Questo non è progresso. E’ spingere il mondo verso un nuovo tipo di barbarie
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In Italia per effettuare un servizio di trasporto persone con taxi occorre avere almeno 21 anni, la patente B ed un’automobile di proprietà. Naturalmente bisogna superare un esame diviso in due prove: la prima riguarda l’abilitazione “professionale” alla patente KB e la seconda è finalizzata all’iscrizione nel ruolo di conducente per il servizio pubblico. Una volta conseguiti i due titoli bisogna munirsi della licenza.
Se non volete attendere il bando indetto dal Comune in cui volete esercitare l’attività, esiste un altro modo per diventare tassista. La maggior parte degli aspiranti tassisti acquistano la licenza da un tassista che decide di terminare la propria attività, attenzione però: il documento può essere acquistato solo da un soggetto che ne è stato titolare da cinque anni e abbia raggiunto i 60.
Il budget necessario per acquistare una licenza si aggira sui 175.000 Euro per le grandi città come Roma, Firenze e Milano, mentre per i piccoli centri si restringe e sfiora i 20.000 Euro.

Perché le regole per gli altri sono semplicemente queste?
Per ottenere la licenza UberPop è necessario soddisfare i seguenti requisiti:
fedina penale immacolata
patente di guida da almeno 3 anni
non aver mai avuto sospensioni di patente
auto intestata e immatricolata non più di 8 anni fa di dimensioni medie o grandi (con almeno 4 posti e in ottime condizioni)
copertura assicurativa per i passeggeri.
Non sembra corretto mettere mano in modo organico? Benvengano le novità e i progressi utili ma allora mettiamo le stesse regole per tutti. Non può essere che a qualcuno si chiedano tante regole e tanti soldi per le licenze e ad altri no.

Vogliamo dire quello che i nostri media e i nostri Piddini al potere nascondono su Uber?

Precisiamo che Uber è un colosso mondiale, una multinazionale che ha sede legale a Los Angeles ma sede fiscale i n Olanda, Bermuda e Delaware, un incastro perfetto per essere invisibile al fisco italiano, per cui Uber non paga tasse all’Italia e nemmeno altrove o ne pagano i suoi autisti in quanto il loro non è considerato lavoro ma “sharing economy”, quasi un servizio di volontariato per migliorare la vita dei cittadini, permettendo “di coprire i costi della propria auto mettendo il proprio veicolo a disposizione della città e divertendosi a condividerlo con gli altri cittadini, insomma una specie di economia collaborativa, che è solo un falso per non rispettare i loro diritti, per eludere le leggi e per evadere il fisco. Dunque gli autisti di Uber non sono considerati lavoratori al pari dei tassisti pubblici e non godono di nessuna tutela del lavoro.
l l conducente versa il 20% dell’importo di ogni corsa alla società Uber BV che ha sede in Olanda e che viene interamente controllata da Uber International BV. Questa società è controllata al 100% da Uber International CV, una società che risiede alle Bermuda. Ma Uber International CV è a sua volta controllata da Neben LLC, che ha sede nel Delaware. Un giro perfetto per pagare meno tasse. Non è solo la multinazionale ad essere invisibile al fisco, ma anche gli autisti.
Perché le tariffe Uber sono più basse? E’ evidente: perché sfruttano i loro autisti e non pagano le tasse italiane. Ovunque ci sia una multinazionale, quello che ci sta sotto è sempre lo stesso: sfruttamento del lavoratore, evasione fiscale, elusione delle leggi a tutela del lavoro, manfrine coi governi attraverso pesanti tangenti e tendenza a diventare un potere monopolista così da eliminare ogni concorrente e aumentare poi i prezzi a piacere. Non si può valutare il tutta dicendo: “Però costa meno”. E da vigliacchi. Anche con lo schiavismo le cose costavano meno ma era progresso o barbarie?
Uber è un servizio privato che, allo stato attuale, non è soggetto ad alcuna disciplina, neanche a livello comunitario. Per essere un autista UberPop è sufficiente avere un’auto intestata a proprio nome, la patente da più di 3 anni, un’auto immatricolata da non più di 8 anni e con almeno 4 posti, non avere avuto sospensioni della patente di recente e avere la fedina penale pulita. Poca cosa rispetto alla trafila che devono fare i tassisti per ottenere una licenza.
È arrivato il momento di riflettere su questa vicenda: chi entra nel mercato non può operare in assenza di regole chiare. I tassisti col loro sciopero chiedevano regole chiare e uguali per tutti. Ma nessuno lo ha detto. Il Governo prima ha rimandato tutto di un anno, poi con Delrio ha rimandato di un mese. Ma il problema non è affatto risolto.
I media però non ne hanno parlato, hanno parlato solo di due bombe carta, di qualcuno che ha alzato il braccio nel segno fascista (cose che in ogni manifestazione ci sono sempre) o della Raggi che solidarizzava con chi lottava per difendere il suo lavoro tacciandola di fascista, non hanno spiegato le ragioni dello sciopero o cosa fosse la Bolkestein, hanno solo intervistato i soliti cittadini infastiditi come sempre dallo sciopero, anche perché non lo capiscono, anche perché i media stanno dalla parte dei neoliberisti e più tengono nell’ignoranza i cittadini, meglio è per chi vuole togliere i diritti di tutti per fare l’arricchimento di pochi.
La differenza di condizioni degli autisti Uber rispetto ai tassisti normali, se mantenuta porterà alla scomparsa dei taxi.
Uber, che non possiede neanche una macchina, è un colosso da 69 miliardi di dollari. La General Motors, non vale più di 24 miliardi, e la Fiat-Fca 15. Non c’è competizione. Un colosso così si compra interi governi. E a noi ci fregano distraendoci con le bombe carta o i gestacci fascisti, come se fossero quelli il problema, può portare addirittura alla morte dei taxi. Non a caso il servizio è proibito da intere nazioni, come la Spagna o la Thailandia, interi Stati americani, come il Nevada e la Virginia, o importanti metropoli come Berlino o Amsterdam. Uber rischia di diventare il monopolista del trasporto privato. Sapete cosa significa? Che, una volta assunto il monopolio, può permettersi di aumentare le tariffe quando vuole. Tanto per fare un es., a New York Uber ha alzato le sue tariffe di 8 volte in un week end di forti nevicate. Domani, diventato padrone del settore, Uber alzerà le tariffe quanto gli pare.

In quanto alle condizioni di lavoro a cui ogni multinazionale costringe i suoi dipendenti, basta guardare Amazon, dove per una miseria di paga si lavora 11 ore al giorno, con ritmi frenetici, 33 secondi ogni pacco e anche 26 giorni successivi senza pausa.. o la FCA (ex Fiat) dove grazie al “perfetto italiano” Marchionne, gli operai devono pisciarsi addosso perché è stata cancellato loro il diritto alla pausa, per capire verso quale società stiamo andando. E non sopportiamo più un Franco De Benedetti a cui importa solo dell’aumento di lucro per chi comanda e se ne frega di chi soffre. Come ha detto Landini: “Ce li mandi lui i suoi nipoti a lavorare in Amazon, e poi ne riparliamo!”
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mauriziog
La vicenda Uber, o meglio, tutta la shared economy si basa non sulla liberalizzazione, ma sullo sfruttamento di poveracci che senza alcuna regola e nemmeno tutela offrono un servizio organizzandosi alla meno peggio. Chi guadagna, alla fine, è sempre la piattaforma informatica, che a fronte di un piccolo investimento, riesce a guadagnare milioni. Le soluzioni fatte con i colpi di mano, come quello fatto dai tassisti, non risolvono il problema, anzi, finiscono per peggiorare la situazione.
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LA BOLKESTEIN E LO SCIOPERO DI AMBULANTI E TASSISTI

Lo sciopero attuale non riguarda solo i tassisti ma tutti i lavoratori perché alla base c’è la direttiva Bolkestein che tenta di eliminare ogni forma di tutela del lavoro e di legge sul lavoro per introdurre il mercato selvaggio dove le regole non contano niente, dove gli Stati non contano niente, dove pochi monopolisti si mangiano tutto.
Già nel 2005, come no global, scrivevo contro la direttiva Bolkestein che voleva introdurre in Europa il principio della distruzione di ogni regola a difesa dei lavoratori, del peggior trattamento di lavoro e della distruzione dello stato sociale, in nome di un liberismo senza freni. Per es. una impresa può guardarsi attorno e scegliere per i suoi dipendenti il paese a trattamento peggiore, se sposta la sua sede nel paese europeo che dà meno protezione sociale, ambientale e del lavoro, dovrebbe essere autorizzata a usare quel comportamento peggiorativo con i suoi dipendenti, saltando tutte le leggi nazionali. La direttiva Bolkestein intende privatizzare tutte le attività di servizio, dalle attività logistiche di qualunque impresa produttiva fino ai servizi pubblici, all’istruzione alla sanità e ai servizi sociali, persino le case popolari. Essa introduce il principio della distruzione di ogni regola, del peggior trattamento di lavoro e della distruzione dello stato sociale, in nome di un liberismo senza freni.. eliminando ogni legge di tutela del lavoro nazionale per equiparare i lavoratori europei agli ultimi tra gli ultimi, e in particolare a quelli dei paesi orientali, che non brillano certo per tutele sindacali e diritti alla persona. Ha poi come obiettivo la privatizzazione di beni fondamentali (vedi acqua, gas, elettricità, risorse energetiche ecc.) e servizi sociali (vedi ospedali, strade, ferrovie, scuole, ecc.), così da mettere entrambi nella mani della multinazionali con gli effetti disastrosi che conosciamo (aumento dei costi, peggioramento della qualità, scavalcamento delle leggi, essendo le multinazionali per eccellenza svincolate da qualsiasi regola che non sia il conseguimento del massimo profitto e non essendo perseguibili in nome del libero mercato). La direttiva è applicabile ad un’ampia gamma di servizi, pari alla metà delle attività economiche dell’Ue, comprendendo tutti i servizi forniti ai consumatori e alle imprese, sia che siano forniti di persona sia a distanza, in particolare via internet, e dunque: la distribuzione, la costruzione (compresi i servizi di architettura), i servizi per il tempo libero come le agenzie di viaggio, i servizi collegati alle tecnologie dell’informazione, la pubblicità, la locazione di automobili, le agenzie di collocamento, i servizi di sicurezza, i servizi audiovisivi e i servizi sanitari. Rientrano del pari nel suo campo d’applicazione le professioni regolamentate come quelle dei medici, degli avvocati e dei consulenti fiscali.
Per questo lo sciopero dei tassisti e degli ambulanti non riguarda solo loro, ma ogni tipo di lavoratore perché prelude alla distruzione di ogni regola a favore di un mercato selvaggio.
Contro alcune balle mediatiche per uno Stato non è obbligatorio aderire alla Bolkenstein, ma l’Italia è stata il primo Paese a farlo.

I lavoratori che si ribellano oggi a queste direttiva perversa sono i tassisti, gli ambulanti e gli esercenti di stabilimenti balneari. Nel decreto Mille proroghe tutte le concessioni sono rimandate di due anni. In particolare, l’eliminazione delle regole di esercizio, ferisce i tassisti perché permetterebbe l’ingresso anche in Italia di UBER, servizio di taxi liberi circolanti sul territorio, senza obbligo di pagare le famigerate licenze (dal costo anche di 150.000 euro che servono ai tassisti come liquidazione e che con la liberalizzazione si vanificherebbe). L’esercizio abusivo doveva essere regolato con decreto ma l’emendamento della Lanzillotta (senatrice Pd) col Milleproroghe questa regolamentazione è rimandata di un anno, in pratica fa una sanatoria a favore degli abusivi e si riducono le licenze a carta straccia permettendo a chiunque di spacciarsi per tassista, al di fuori di qualunque regola. Di qui i sei giorni di sciopero dei tassisti.

Di contro c’è da dire che Uber esiste in tutta Europa, meno che in Italia, è un servizio indubbiamente più agile e veloce (se sei abbonato, clicchi un tasto e in pochi minuti ti arriva il taxi più vicino senza il costo di partenza che ora può essere di 8 o 10 euro), e porta a costi enormemente ridotti rispetto a quelli dei taxi abituali (l’ho provato a Londra e non c’è nemmeno paragone), mentre i costi dei taxi italiani sono spropositati, per es. il costo medio dall’aeroporto al centro di Roma oggi è di 80 euro. I taxi italiani sono i più cari d’Europa, il doppio delle tariffe spagnole, e molto raramente rilasciano ricevute. Di contro i tassisti dicono che devono stare 12 ore al giorno in macchina per guadagnare 1600 euro al mese, se va bene. Il numero di taxi in Italia è uno dei più bassi d’Europa ma il loro numero è contingentato anche se si dice che i tassisti si sono sempre opposti ad ampliare il numero dei taxi, con chiari interessi corporativi, per cui l’offerta di taxi nelle maggiori città italiane risulta minore di quella di altre importanti città europee ed extra-europee. Abbiamo 24 taxi ogni 10mila abitanti a Roma e 37 a Milano, mentre a Barcellona 99 e a Londra 83.
A Roma la Raggi è si è espressa a favore degli ambulanti e dei tassisti.

Il governo sta dalla parte degli abusivi, marciando su una linea prettamente neoliberista. Molti invece pensano che chi ha dovuto sborsare tanto per avere una licenza e paga le tasse deve essere rispettato. Una cosa è liberalizzare, un’altra deregolamentare. Hanno votato quest’emendamento di nascosto, in commissione Affari Costituzionali, per favorire le multinazionali che da tempo operano sul territorio, aggirando le norme vigenti.

Credo che se tu avessi dovuto sborsare 150.000 euro per una licenza di taxi, se dovessi pagare tasse esorbitanti, se dovessi sottostare una sequela lunghissima di leggi e permessi per poter esercitare la professione di tassista, avresti ogni ragione a ribellarti ad un Governo che di nascosto e in fretta approva l’ingresso in Italia di una categoria di tassisti abusivi che non pagano nessuna licenza, non sottostanno a nessun esame e controllo e non pagano le stesse tasse che paghi tu.
Comunque il problema qui non è nemmeno la grossissima porcata che il Pd sta facendo ai tassisti, il problema è l’introduzione in Italia della Bolkestein il cui scopo è quello di eliminare ogni regola dello Stato e ogni forma di tutela e di regolamentazione del lavoro per sostituirle con un mercato libero e selvaggio dove sopravviveranno solo gli squali.
Certo che se il Pd voleva provare all’Italia il suo completo disfacimento come partito di difesa dei lavoratori e la sua totale assogettazione al neoliberismo internazionale, quella della Milleproroghe è una prova lacerante.

Uber è una multinazionale con sede a San Francisco (USA) che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’applicazione software mobile (app) che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti.
La società è presente in decine di città in tutto il mondo.
Le auto possono essere prenotate con l’invio di un messaggio di testo o usando l’applicazione mobile, tramite la quale i clienti possono inoltre tenere traccia in tempo reale della posizione dell’auto prenotata.
Per entrare a far parte dell’azienda Uber sono richiesti i seguenti requisiti:
-avere almeno 21 anni d’età,
-possedere un’auto a 4 porte coperta da assicurazione e non più vecchia di 8 anni,
-avere una fedina penale pulita,
-avere almeno 10 punti residui sulla patente,
-avere una patente non sospesa da almeno 10 anni.
Se si rientra in tali requisiti, è possibile inviare la richiesta per diventare conducente Uber alla medesima azienda. Una volta entrati a far parte dell’azienda Uber, essa stessa fornisce allo stesso conducente i seguenti servizi:
-uno smartphone su cui è installata l’app Uber, per essere rintracciabili dagli utenti,
-revisione dell’auto per verificarne le condizioni,
-assicurazione contro danni a terzi.
Una volta che il Governo ha dato l’assenso a UBER, i tassisti che ci sono adesso possono pure andare in pensione.

Forse qualcuno non lo ha ancora capito ma in Italia il Movimento 5stelle è l’unico che combatta nei neoliberismo.
E aver accolto UBER in Italia non è una cosa che riguarda solo i tassisti, contro cui puoi avere tutti i risentimenti del mondo, ma tutti i lavoratori perché è un chiaro segno che si vogliono distruggere tutte le regole e le leggi di protezione del lavoro, qualunque lavoro esso sia,
Se poi per proteggere questo lavoro i tassisti sono stati costretti a salvaguardarsi creando una corporazione chiusa, questo non è dipeso da una loro libera scelta ma da un insieme di leggi scellerate per cui o ti difendi come quando sei in una giungla o perisci
L’Italia ha il numero di leggi più esagerato del mondo e non per rendere più agevole la vita ai suoi cittadini ma per complicargliela,
L’Italia ha un peso fiscale tra i più alti del mondo e non per dare più servizi o migliori ai cittadini ma per arricchire una casta di privilegiati che fa leggi solo a proprio interesse.
Quello che molti non capiscono è che qui non ci si deve limitare a guardare le simpatie o le antipatie per i tassisti (io l’ultimo dell’anno per due km, con prenotazione, ho pagato 30 euro e mi sto ancora domandando perché). E comunque la proroga fatta dall’attuale Governo Pd riguarda al momento tassisti, ambulanti e gestori di stabilimenti balneari.
Il vero problema serio è che un governo che continua a dichiararsi di sx, dopo aver votato per il CETA, che liberalizza il commercio col Canada, massacrando le nostre imprese, attacca i nostri lavoratori applicando la direttiva Bolkenstein che è una delle peggiori leggi dell’Ue che ha la precisa intenzione di far fuori i diritti di TUTTI i lavoratori, non solo dei tassisti o degli ambulanti.
Per questo bisognerebbe mettere da parte le antipatie personali per la categoria e guardare a cosa tende questa deregolamentazione delle professioni.
E se qualcuno crede che in un sistema di libero mercato e di Stato senza leggi a tutela del lavoro, in un clima di concorrenza totale e spregiudicata, sarebbero i cittadini a guadagnarci, spero che possa presto ricredersi.
Perché in una giungla le creature piccole vengono soppresse e solo i predatori peggiori riescono ad emergere.
Ovviamente non si può passare da un mercato del lavoro incartato da infinite leggi, tasse e gabelle, a un mercato totalmente libero, dove non ci sono leggi di regolamento e di tutela.
Se riescono a far questo coi tassisti e gli ambulanti, poi faranno lo stesso con qualsiasi lavoro.
Per questo i no global hanno sempre attaccato la Bolkestein, perché il suo scopo era quello di far sparire tutti i lavori singoli coi loro diritti e le loro tutele per sostituirlo con un mercato del lavoro governato da poche multinazionali, le quali, per di più, non pagheranno tasse e non rispetteranno i diritti umani, come hanno sempre fatto.

Stefano
Con il decreto Bersani del 31 Marzo 1998 le attività commerciali subirono uno stravolgimento epocale. I commercianti che acquistarono una licenza per la vendita di merci si trovarono dall’oggi al domani con una licenza acquistata dal valore ZERO.
Chi pensava di avviare un’attività commerciale per poi avere una buonuscita con la rivendita della medesima licenza fu lasciato con un palmo di naso.
Non soltanto le indiscriminate aperture di centri commerciali mandarono in crisi migliaia di attività al dettaglio ma con l’aggravante di avere un’attività dal valore zero se intenzionati a rivenderla.
20 anni dopo una situazione analoga si ripercuote sulla categoria dei tassisti.
Anche loro con una futura buonuscita dal valore zero.
Si ringraziano le associazione di categoria di ieri e di oggi per il pessimo lavoro svolto………..thank you!!!!!

Viviana
Infatti lo scopo è quello di far fuori tutti i piccoli per far trionfare solo i grandi gruppi.
Si chiama IPERLIBERISMO ed è il più grande attacco che sia mai stato fatto ai diritti del lavoro dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.
Bersani, con la sua scelta, indicava che la fine del Pd era quella, e Renzi è stato l’epilogo inglorioso.
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Marco Cristofoli
Liberalizzare oggi significa lasciare che il più grosso si mangi i più piccoli.
I tassisti guadagnano in media 1600 euro al mese, il loro è un lavoro duro, stressante, fatto di turni e servizi notturni, con Uber si guadagnano 500/800 Euro al mese in nero, Uber non paga le tasse e sfrutta i disperati.
L’obbiettivo è quello di togliere il lavoro ai piccoli lavoratori autonomi, alle piccole medie imprese, alle imprese medie e dare tutto il lavoro in mano alle Banche e Multinazionali, distruggendo il mercato del lavoro, creando una manovalanza a basso costo, un mondo di schiavi, fin che non arriveranno i robot che sostituiranno anche gli schiavi, quei miserabili.

LINDA LANZILLOTTA
..la regina delle liberalizzazioni a capocchia!! Voleva privatizzare l’acqua dopo un referendum perso con il 95% dei voti!
Condannata in Cassazione per danno erariale quando era assessore al bilancio del comune di Roma con Francesco Rutelli (sembra favorì delle consulenze per la privatizzazione della centrale del latte) invece di essere espulsa dalla politica e, dopo essersi sposata con l’ex ministro Bassanini, diventò capo di gabinetto del secondo governo Amato! Nel 2002, sempre con Rutelli, entrò a far parte della Margherita e diventò di nuovo ministro con il governo Prodi. Nel 2007 entrò nel PD per ricoprire altri ruoli nel governo ombra per poi tornare con Rutelli nel partito Alleanza per L’Italia. Dopo un paio di anni il progetto naufraga, quindi pur di rimanere attaccata ad una poltrona, sposa la causa del Gran Maestro Monti divenendo vicepresidente del Senato. Quando Monti cade per incompetenza dimostrata, la Lanzillotta torna nel PD fino ad arrivare ai giorni nostri dove per favorire la super Lobby di Uber ed i suoi amici della banca d’affari JP MORGAN (dove è stata consulente) tira fuori nella notte un emendamento truffa!!!

Vergognoso Andrea Romano a #lariachetira: “Raggi al fianco di squadristi e fascisti perché gli hanno finanziato la campagna elettorale ed ora deve rendere il favore”.
Ma che si aspetta a querelare una simile feccia??

Paolo Cicerone
Cerchiamo di non ragionare con due neuroni e prendiamo in esame l’intera faccenda.
Sono stati i comuni a combinare il casino: a Milano nel 1986 si decise di bloccare le licenze e di non venderne più. Questo fu il motivo per cui i prezzi delle licenze andarono alle stelle; chi voleva un taxi doveva fare un mutuo. Questo è il peccato originale ed è anche il motivo per cui NON SI PUO’ pensare di cancellare tutto con un colpo di spugna fregandosene di chi continuerà a pagare una licenza che di fatto varrebbe ZERO.
D’accordo la tecnologia va avanti, ma la politica deve saper dare una risposta PER TEMPO, l’avvento di Uber ormai era assodato, bisognava già 5 anni fa a intavolare un confronto tra le parti per un risoluzione del problema che poteva anche essere un rimborso di tali licenze.
Però, anche fatto questo, rimarrebbe comunque un punto fondamentale da esaminare e risolvere: dove paga le tasse una multinazionale come Uber? Siamo sicuri che sarebbe “libero mercato” quello che consente (come ormai in tantissimi altri settori) ai più grossi di pagare meno?

Viviana
Siamo passati da un capitalismo industriale a un capitalismo finanziario e stiamo passando da una società varia nei suoi aspetti e in qualche modo (magari male) regolamentata a una giungla sempre più esente da regolamentazione, dove i diritti umani non esistono e dove poche multinazionali possiedono tutto e comandano su tutto.
Chi straparla di fascismo ricordi che il vero fascismo è questo.
Un tempo la lotta si faceva ai padroni. Oggi i veri padroni sono le multinazionali e c’è chi non lo ha ancora capito e le scambia per progresso.

Il problema è che l’Italia è un castello di soprusi che si reggono su altri soprusi.
Alla fine tutto si gioca su catene di ricatti:
io ti do il voto se tu mi fai la legge
io faccio la legge se ci guadagno illecitamente
io ti vendo la licenza perché è contingentata
io ti tengo al potere se contingenti le licenze
e così via
Tutto viene comprato e venduto
Alla fine il sistema diventa sempre più fallimentare e iniquo
Ma non è che eliminando d’un botto tutto quello che non va del servizio taxi e svendendolo ad una multinazionale avremo più giustizia
Diventeremo solo più schiavi
e saremo un Paese da terzo mondo

LA TAVERNA A PIAZZA PULITA E I TAXI

Dopo sei giorni di sciopero dei taxi, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha trovato l’intesa con le 21 sigle proponendo due decreti per il riordino del comparto, uno per il riordino del settore e l’altro per la lotta all’abusivismo: “L’impegno è a presentare i testi entro un mese”. Superato l’emendamento al Milleproroghe a firma di Linda Lanzillotta che ha scatenato la protesta. I decreti dovranno includere tutti i temi, già concordati con le categorie a suo tempo, tra cui miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, necessità di migliorare i servizi ai cittadini evoluzione tecnologica del settore, lotta all’abusivismo, migliore incontro tra domanda e offerta. Come vedete, nessun cedimento a derive fasciste, come tuonavano i giornali contro la Raggi, ma solo legalità e buon senso.
Sarà, ma finché non vedo non credo.
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CHE MANGINO BRIOSCE
Marco Travaglio

C’erano dei fascisti alla manifestazione romana dei tassisti e degli ambulanti contro il governo? Sì, ce n’erano (le indagini ci diranno se facevano parte dei dimostranti o erano infiltrati di Forza Nuova). C’erano dei violenti con le bombe carta, i petardi e i tirapugni? Sì, ce n’erano. Si può bloccare un servizio pubblico essenziale per una settimana? No, non si può. Ma c’entrano qualcosa i metodi di alcuni con le ragioni e i torti della protesta? No, non c’entrano nulla.
I No Tav della Val Susa continuano ad avere ragione a contestare l’opera pubblica più inutile, costosa, dannosa e stupida della storia anche se qualcuno di loro o qualche black bloc infiltrato compie atti di violenza. E lo stesso vale per i tassisti e gli ambulanti. Certamente il sistema in cui hanno vissuto finora va rivisto, perché produce disservizi e si presta ad abusi, clientele e chiusure corporative.
Ma non si può farlo con un sistema ben più indecente: due emendamenti infilati nottetempo, lanciando la pietra e nascondendo la mano, nel decreto Milleproroghe all’insaputa dei più, e approvati con la fiducia, senza un minimo di discussione pubblica con i cittadini e i rappresentanti delle categorie interessate. Anzi colpite a senso unico.
Le parole “concorrenza” e “liberalizzazioni” sono musica per le orecchie. Ma poi bisogna calarla nella vita di decine di migliaia di lavoratori che hanno pagato le proprie licenze decine di migliaia di euro e le vedono ridotte a carta straccia, beffati dalla concorrenza sleale di chi non subisce gli stessi controlli di qualità (vedi Uber) o è autorizzato a operare nel tal paesino e poi si sposta nelle metropoli senza controlli né sanzioni (vedi molti autisti Ncc): tutti danni che lo Stato dovrebbe almeno indennizzare. E soprattutto bisogna domandarsi perché a ogni fregola liberalizzatoria si pensa quasi soltanto ai tassisti, e non a ben altre categorie ultraprotette che nessuno osa mai toccare per motivi lobbistico-clientelar-elettorali (il Sole-24 Ore elenca le tante liberalizzazioni incompiute, dalle concessioni dei servizi portuali, aeroportuali e autostradali alle partecipate locali, dalle assicurazioni ai notai: con un costo di 2,6 punti di Pil in 5 anni).
Queste ragioni di comune buonsenso sono sostenute da politici di sx come Fassina, da piddini ragionevoli come Emiliano, da un pezzo di cdx (da sempre legato alla lobby di una parte dei tassisti romani) e dai 5Stelle. Eppure è già partita l’etichettatura demonizzante, da dx, dal centro e da sx. Per il Giornale “Grillo sta coi violenti” (e dunque anche il cdx).
Per l’Unità “Raggi sta con i fascio-taxi” (e dunque anche Emiliano). Per il Manifesto la Raggi “guida a dx”. Per Repubblica “Grillo cavalca la tigre populista”, anzi “la plebe” (testuale). Per il Foglio è tutta una “accozzaglia illiberale guidata dai grillini e da vari cialtroni”, e nemici della “modernità” e del “mercato” (invece un presunto giornale che non compra neppure chi lo scrive e campa da 21 anni con milioni di euro pubblici è un monumento alla libera concorrenza).
Quindi è deciso: tassisti e ambulanti che protestano in decine di città sono tutti fascisti, populisti e violenti (anche quelli delle coop di sx, quelli iscritti all’Arci, quelli che fino all’altroieri votavano per i partiti tradizionali).
Invece chi tenta di affamarli con un codicillo furtivo, tra il lusco e il brusco, è progressista e “di sx” (parola del Corriere).
Poi naturalmente tutti a meravigliarsi se nel Regno Unito vince la Brexit, in America vince Trump, in Francia è in testa la Le Pen e in Italia – Paese fortunato, viste le alternative – i 5Stelle.
Ora, si dà il caso che il governo abbia fatto marcia indietro: quindi pure Gentiloni e Delrio son diventati fascisti, populisti e squadristi? O più semplicemente ha vinto la ragione perché una materia così incandescente, che incide sulla carne viva di tante famiglie, va regolata con più prudenza e concertazione?
Se ci avessero pensato prima, avrebbero risparmiato a milioni di italiani una settimana di disagi e a se stessi l’ennesima fuga di elettori. Ma, siccome Dio acceca chi vuole perdere, questi non vedenti credono ancora di vivere negli anni 80-90: infatti scimmiottano Blair, Clinton e pure Craxi fuori tempo massimo e non capiscono il mondo del 2017 piegato dalla globalizzazione e piagato dalla crisi finanziaria e sociale.
Uno dei pochi leader di sx con gli occhi aperti è Bersani: la sua “mucca nel corridoio” altro non è se non l’ansia di protezione, il “deficit di accudimento” (per citare il papa depresso di Nanni Moretti) che si leva dalle periferie del pianeta e viene intercettata e soddisfatta non dalle vecchie sinistre ritardatarie, ma dalle nuove destre postideologiche. Che, se non hanno ancora dilagato in casa nostra, è soltanto per l’argine – dilettantesco e sgangherato finché si vuole – del M5S.
Il Pd, anziché guardare fuori dalla finestra, non solo non parla con la sua gente, ma la provoca pure. Non a caso, a Roma, vince a Prati e Parioli, il resto è deserto. Renzi vola in California con l’amico affarista Carrai per studiare se c’è “vita su Marte” (non è uno scherzo: testuale). Il ministro Orlando, che cova la riforma del processo per non spaventare Alfano, Verdini e gl’inquisiti Pd, piange lacrime di coccodrillo se la prescrizione salva uno stupratore di bambine. Il governo continua a non indicare la data dei referendum sociali. A Bruxelles il Pd vota il Fiscal Compact nei trattati Ue che in Italia dice di combattere. E i signorini di Repubblica chiamano “plebe” migliaia di lavoratori, confondendo il popolo col populismo. Già che ci sono, potrebbero riabilitare Maria Antonietta col suo presunto “Se non hanno pane, che mangino brioche!”. Lei sì che era di sx.
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GIULIANO PISAPIA
Nei primi quattro anni di mandato come sindaco di Milano sostituì cinque assessori su dodici. Come non abbiamo visto aperture dei telegiornali sulle vicissitudini dei primi mesi della Giunta SALA tra le indagini che coinvolgono il primo cittadino, casi di conflitto d’interesse, la sostituzione di capi gabinetto e la nomina come segretario generale del Comune di Milano di una persona già indagata (e poi irrimediabilmente sostituita).
Ma il vero record spetta a LUIGI DE MAGISTRIS sindaco di Napoli. Dieci assessori sostituiti nei primi due anni di mandato. Erano prove generali per poi arrivare a ben 23 ad aprile 2015.
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OCCIDENTALIS PIRLA
Marco Travaglio

Da settimane proviamo a districarci nella jungla piddina fra statuto, regolamento, circoli, sezioni, segreteria, direzione, assemblea, gruppi, conferenza programmatica, primarie, congresso, fusioni a freddo e commenti a caldo, scissione a rate e governo a orologeria, appelli all’unità e mosse in ordine sparso, ma ci arrendiamo: per noi è troppo. Il guaio è che non capisce nulla neppure l’elettorato, evocato da capi e capetti per fargli dire tutto e il suo contrario senz’avergli mai chiesto cosa pensa (le ultime volte che l’ha fatto, alle Comunali e al referendum, se n’è subito pentito). L’unica certezza è che muore un partito che non era nemmeno riuscito a nascere: resta da capire se sia eutanasia, suicidio assistito od omicidio. E per mano (o mani) di chi.
Matteo il Rottamato. Dovrebbe essere il più preoccupato, invece sprizza entusiasmo: “Bene, bellissima discussione, piaciuta la scaletta? E ditelo che stavolta siamo stati bravini. È bastato stare fermi e vedere il bluff . Gli scissionisti resteranno, ma dove vanno? Sul territorio non li segue nessuno” e via sbruffoneggiando. Imbolsito, scarmigliato, tronfio e gonfio come un cappone nel maglioncino usato di Marchionne, Renzi è il ritratto del politico bollito, con tempi di cottura da Masterchef(tre anni appena). Spingendo mezzo partito fuori dalla porta per restare finalmente solo a cantarsela e suonarsela allo specchio, ha la certezza che alle elezioni il suo Pd, se gli va bene, arriva terzo. Quindi il nuovo premier incaricato potrebbe essere Di Maio, o Zaia, o Salvini, sicuramente non lui. Cos’abbia da ridere, lo sa solo lui. A meno che il nuovo brillante traguardo dello statista di Rignano sia perdere le elezioni, ma restare capo di qualcosa per distribuire posti al suo clan, come dice Delrio nel famoso fuorionda (questi dicono la verità solo quando pensano che non li senta nessuno). Giulio Cesare, in un villaggio alpino, disse: “Meglio primo qui che secondo a Roma”. Renzi, furbo, corregge: “Meglio primo in mezzo Pd che primo in un Pd intero”. Occidentali’s pirla.
Paolino il Breve. Gentiloni è sempre sul palco, ma non parla mai. Non muove manco un muscolo: un’increspatura del volto, e casca il governo che deve arrivare al 2018, trovare 3 miliardi subito e 20 o 40 (non s’è ancora capito bene) entro fine anno, proporre la legge elettorale, salvare le banche e altre quisquilie. “Con Gentiloni tutto bene”, ha detto Renzi pensando: “Paolostaisereno”. Auguri.
I cinque ostaggi. Fassino, Franceschini, Cuperlo, Orfini e Orlando restano, il che è un bel vantaggio per chi va. Chi proverà a rinfacciare agli scissionisti la compagnia dei D’Alema&Bersani si sentirà rispondere: “E Fassino-Franceschini-Cuperlo?”. Quanto a Orfini, la sua collezione di fiaschi da far impallidire una cantina sociale parla per lui. Orlando invece avrà il privilegio di candidarsi a perdere le primarie del PdR (Partito di Renzi), per evitare che Matteo sia il candidato unico, il che non sta bene. Nel loro piccolo, i cinque si credono protagonisti, invece sono ostaggi. Anzi ortaggi: come diceva Giancarlo Pajetta della sx Psi, “qualche testa di cavolo nel minestrone può sempre servire”.
I tre tenori. Emiliano, per stazza e qualità, fa il Pavarotti. Enrico Rossi e Speranza provano a fare il Domingo e il Carreras (con i quali ci scusiamo). Ma al momento manca lo spartito: non si sa che cosa tenga insieme il Trio. Emiliano e Speranza han votato No al referendum, Rossi ha votato e fatto votare Sì ed era pure pro Jobs Act. Emiliano riempie la scena ed è stato abile a lasciare il cerino della scissione in mano a Renzi. Rossi – non bastando il suo slogan portasfiga “Rivoluzione socialista” – ha il carisma di un termosifone spento. E Speranza è la manopola del termosifone spento. Ora comunque il Sistema la farà pagare cara e salata a tutti e tre: si preparino a sparire dalle tv e a parare i manganelli dei giornaloni a suon di calunnie e veleni. Per informazioni, rivolgersi a Raggi e Di Maio.
Max&Pier. Quando poteva, D’Alema le ha sbagliate tutte. Quando non poteva più nulla, ne ha azzeccata una: il No al referendum. Se è furbo, si accontenta, gode e torna nel dimenticatoio. Se è stupido, pensa che i 20 milioni di No fossero suoi, lo rivolessero in campo e lo trovassero anche simpatico; e continua a farsi fotografare coi tre tenori, sputtanandoli. Bersani le ha sbagliate quasi tutte ma, grazie anche a Crozza, risulta simpatico. Però lo sa anche lui che ha fatto il suo tempo: se promette di non ricandidarsi, sarà simpaticissimo.
Pisachi? Siccome è per “l’unità della sx a ogni costo”, Pisapia ha appena fondato un nuovo partito, che però non si chiama né partito né movimento: ma Campo Progressista (da non confondere con SI, Possibile, DemA, Prc, Verdi&C.). Tanto progressista da imbarcare l’ex Udc Tabacci e dire sì a Expo, al noto terzinternazionalista Sala e alla “riforma” Boschi. Campo Conformista e Trasformista.
Nanni l’Assente. Il 2 febbraio 2002, 15 anni fa, Nanni Moretti urlava in piazza Navona: “La burocratja che sta alle nostre spalle non ha capito nulla. Con questi dirigenti non vinceremo mai” (alle sue spalle, chi oggi sta con Renzi e chi è contro). “Han fatto vincere B. con una campagna elettorale timida e col mancato accordo con Bertinotti: io non riesco a parlare con Rifondazione, proprio non ce la faccio, ma loro sì, loro ci devono parlare, è il loro mestiere. E invece non sanno parlare al cuore, né alla testa, né all’anima della gente. Facciamo che questa non sia una serata inutile”. Invece lo fu. Oggi i dirigenti che non vinceranno mai non riescono a parlare né alla sx, né alla gente, né fra loro. E Moretti non urla più.

LA SCISSIONE DEL PD

Per il povero piddiota
(La cosa che più meraviglia dell’elefante non è la sua grandezza ma il fatto che ci sia chi non lo vede perché ha deciso di negare l’elefante)

FRESCHE FRESCHE:
Cacciari: “Quella del Pd non è una scissione ma una frantumazione. Fassino ha avuto la faccia di dire che non capisce quello che accade, ma non capisce cosa? Sono 3 anni che litigano”
Mieli: “Nel Pd è sparito ogni principio di realtà, quella è una famiglia dove da tempo ognuno fa quello che vuole. Normalmente in qualsiasi situazione c’è una maggioranza e c’è una minoranza, la minoranza o si adegua o se ne va.”
Enrico Rossi: “Questo è il governo che ha messo più fiducie. Nella DC quando le cose non funzionavano, era la maggioranza che si occupava di ricreare una dialettica interna. Nel Pd c’è solo l’identificazione col capo unico. I partiti hanno perso ogni contatto col mondo del lavoro. Il lavoro in Italia sta sparendo. Ormai si licenzia con un messaggino. E aumenta il lavoro illegale.”
Cacciari: “Ma davvero vogliamo un mondo dove sopravvivono solo banchieri, finanzieri e creativi?”
Giannini a Bersani: “Renzi ha ucciso il Pd con l’aiuto di tutti. Renzi non ha futuro e così il Pd non ha futuro. Il Paese non capisce quello che state facendo ma temo che come conseguenza l’unica onda che salirà non sarà la dx ma Grillo.”
Bersani: “Se il Pd si riassume nel capo, siamo indietro.”
Franco a Bersani: “Il M5S è l’unica forza che non si sia spaccata. Dovevate arginare i 5stelle, fare riforme e portare avanti il Pd. Risultati: il M5S non è stato fermato, le riforme sono state rifiutate disastrosamente dal Paese e il Pd si sta spaccando. L’Italia è stato ferma tre anni, per ottenere cosa? Ora faranno due partiti: una cosa che sputa sul rosso e una cosa che non sputa sul rosso?”

Ma c’è ancora chi nega la scissione…???!!
L’unico vero cieco è quello mentale, che non vede quello che non vuol vedere.
“Emiliano in serata: “Renzi ha scelto la scissione”. E poi come le smaltiamo le scorie?” (Marchthulhu)
Il Pd doveva chiamarsi PM, partito dei masochisti, salvo che l’emme poteva significare altre cose, ma andava bene lo stesso.
Per dirla con Lazzaro 64: “Non è importante che il PD non si scinda, ma che non si riproduca”. ;-))

castarolo
Sentivo parlare dei professori universitari sul deprecabile fatto che il Pd potesse scindersi in varie sinistrucole e che loro potessero vedersi vanificati i loro contatti personali e le loro maniglie.
Alla mia osservazione che la sx o è redistribuzione, opposizione al liberismo distruttivo ed all’accentramento dei poteri o è solo appartenenza ad un clan che occupa il posto della sx per depredare le pubbliche risorse come i clan di dx (una pura consorteria di potere o associazione a delinquere), mi è stato risposto alla fine che: “Bisogna essere pragmatici e che è tutta una questione di appartenenza ad un clan di potere” ,”Non bisogna essere radicali, non si può redistribuire, perché altrimenti ci sarebbe un appiattimento della società”, ed infine “vorrebbe un sistema alla unione sovietica?”.
Ebbene noi siamo nelle mani di questa gente a “sx”:
Gente che usa la sua scienza per aumentare i propri privilegi immeritati, gente che non accetta che ci sia il suffragio sia universale perché le elite delle api regina per discendenza, parentado e politica, che neanche figliano come le api regine, devono essere serviti, dalla classe operaia e produttiva, nei loro privilegi e senza nulla produrre nella loro vita.
Infatti noi in Italia abbiamo i docenti universitari con paga oraria più elevata nel mondo (indipendente dalla produttività del docente o dalla sua qualità o dal fatto che non si occupi a tempo pieno di politica o di libera professione) e che guarda caso sono fra i pochi dipendenti pubblici ad aver mantenuto scatti di anzianità, recupero inflazione più un coefficiente positivo, un anno sabbatico ogni cinque di lavoro, indennità di carica, supplenze, commissioni, delega, missioni, libri, telefonini, computer, fondi di ricerca, cancelleria ecc. rimborsati, carriere praticamente automatiche e idem posto per i loro parenti, figli, amanti, SENZA ALCUN CONTROLLO DEL LAVORO EFFETTIVAMENTE SVOLTO FIGURIAMOCI CARTELLINO O MALATTIE, ecc.
Ebbene loro dicono “ascensore sociale, forse ma con prudenza, non deve essere facile per tutti migliorarsi”, redistribuzione “non sia mai, mica siamo in URSS”, controllo degli eccessi del liberismo ” non ci si può opporre alla natura del più forte che mangia il più debole e magari è anche libero di distruggere il mondo e tutti pur di arricchirsi”.
Ma di quale sx parlate voi sinistri?
Non a caso quando si tratta di uccidere il lavoro ed lavoratori si chiamano loro i professori universitari: Prodi, D’Antona, Biagi, ecc.
Loro Si che sanno come sfruttare amicizie, parentado, maniglie politiche, per aumentare il divario fra i loro privilegi e la gente comune e sono anche i più consapevoli che per continuare cosi si devono dar da fare per (alla faccia della costituzione ed unitamente ai giudici costituzionali) trovare il modo scientifico per aggirare l’uguaglianza sancita dalla costituzione, la giustizia per i corrotti e corruttori, l’uguaglianza di trattamento dei lavoratori, il diritto a pubblici concorsi trasparenti e puliti, la remunerazione del lavoro ed il trattamento dei lavoratori dignitoso e non discriminante.
Ben si guardano loro dallo studiare o proporre correttivi ai trattati o al libero mercato per renderlo meno distruttivo e più sostenibile, perché contano di godere delle sperequazioni derivanti dallo stato di fatto.
Ma di quale sx parlate voi ?sinistri?
Della sx vendoliana: libertà di commercio dei corpi e organi e gameti (discendenza altrui), ed eugenetica scegliendosi la prole? Eutanasia di stato per i deboli non più utili alla società e spinti al suicidio dall’assenza di assistenza e prospettive, e puro anticlericalismo?
Dalemiana o pisapippiana : sperpero di soldi, sottratti a chi a bisogno, per armi guerre megaopere, palme al duomo, tav, mondiali, stadi, gare di golf, expo e ladrocini vari, bancari e non, con derivati annessi?
Insomma la sx come clan di appartenenza e consorterie di potere o massonerie per rubare al popolo e farvi i c.zzi vostri e dei vostri sodali e gruppi di potere?
In Italia per chi non lo sapesse vige un sistema di potere assolutista tipo comunista, ma in cui si prende ai poveri a cui si richiede sempre più produttività meritocrazia e performance, per restare poveri ed arricchire le varie caste, i finanzieri, i banchieri, i politici, gli (im)prenditori, le assicurazioni, i petrolieri i concessionari parentadi tutti, giudici e dirigenti, prof. universitari e dirigenti pubblici ecc. (che in cambio sono i più ingiusti, improduttivi, raccomandati, incapaci, immeritevoli, nepotisti che in tutto il resto del mondo)
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IL CONTROVERSO STADIO DELLA ROMA

Il tentativo delle Soprintendenza di bloccare il nuovo stadio di Roma adducendo il valore di archeologia industriale della tribuna del vecchio Ippodromo (vecchio di 60 anni e abbandonato da tempo) è veramente grottesco.
A parte il quantitativo di amianto che renderebbe, anzi, obbligatoria la sua distruzione, la struttura è talmente malmessa che basterebbe una scossetta e l’ippodromo viene giù. Per le norme antisismiche la struttura non sta in piedi.
Diventa chiaro dunque che il SI’ o NO all’opera dipendono solo da motivazioni politiche e il tutto rientra nella enorme campagna delegittimante messa in piedi contro la Raggi.
In un momento molto critico per il Pd, in cui Renzi ha provato tutta la sua disfatta, e il Partito Democratico sta andando in pezzi, la campagna contro lo stadio è tutto quello che resta ai brandelli del Pd per cercare di salvare la propria poltrona.
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DI MAIO SU RAI 3 CON LA BERLINGUER

La Berlinguer: ”Renzi dice che dovete ringraziarlo per la scissione del Pd.”
Di Maio: “Veramente spero che il M5S acquisti sempre più attivisti per i temi che porta avanti. Certo in questi giorni incontro tanti elettori del Pd che sono fortemente disorientati e guardano al M5S perché noi abbiamo superato lo schema dx/sx. La disgregazione dei partiti in questo momento testimonia proprio questo. Per quanto ognuno di noi ha dei valori che possono ricondursi a dx o a sx, nei partito questo non esiste più. Ricordiamoci che la dx ha fatto Equitalia e la sx ha voluto (togliere) l’art. 18”
“Voi non temete che tanti che hanno scelto il m5S tornino a questo nuovo partito?
“Non credo che qualcuno possa tornare da noi a D’Alema o Bersani. Qui non c’è nessuna verginella (Io. Bersani ha detto di aver votato sì a 50 fiducie). Quelli che oggi combattono Renzi sono quelli che hanno votato la legge Fornero in passato e altre leggi vergognose, poi è arrivato Renzi e ha fatto altre leggi vergognose come il Jobs act o La buona scuola e adesso torna la vecchia politica. Io credo che leggi come il reddito minimo di cittadinanza, legge anticorruzione, aiuto alle piccole e media imprese non sono più né di dx né di sx, sono leggi di buon senso che si devono fare..”
“E allora parliamo dei problemi della Giunta Raggi a Roma. Le sembra opportuno che la sindaca oggi ha detto che sostiene i tassisti in un momento in cui la loro protesta è diventata selvaggia con due bombe carta e due feriti?”
“Quando c’è una protesta, c’è sempre qualche cretino che fa atti violenti e diventa poi il pretesto per prenderne le distanze. In piazza c’erano anche gli ambulanti che manifestavano contro la direttiva Bolkestein. La sindaca Raggi è scesa in piazza oggi tra i tassisti anche per chiedere di riprendere il servizio, ma ho l’impressione che nessuno sia letto l’emendamento incriminato. Nel decreto c’è scritto una cosa molto semplice: finalmente si stabiliscono delle norme per combattere i tassisti abusivi e i noleggi con conducente (ncc) abusivi ..
Berlinguer dice che non si può solidarizzare con questa forma di protesta e non si può entrare nel merito..
“E come no? e mica è andata a solidarizzare con le molotov..! Noi solidarizziamo con chi chiede legalità contro tassisti abusivi, Ncc abusivi. Con questo decreto all’inizio del 2’17 entrava in vigore una norma che finalmente istituiva più controlli. Ma è successo che in una notte al Senato la senatrice Lanzillotta ha detto che la legalità la rinviamo di un anno.
E’ giusto che una categoria di arrabbi. Non abbiamo mai sostenuto proteste non pacifiche ..”
Tommaso l’Abate del Corriere della sera: “La Costituzione vieta l’apologia del fascismo. se la sente di dire ferme parole di condanna contro braccia tese ecc.?”
Di Maio: “Gliel’ho già detto: prendo le distanze dagli atti di violenza, prendo le distanze dall’apologia del fascismo, ma c’è una protesta sacrosanta che fa parte di quei cittadini che in piazza erano pacificamente oggi che dicono: vogliamo legalità e vogliamo fermare una direttiva che svenderà il lavoro dei venditori ambulanti di tutta Italia dandolo in mano alle grandi corporazioni”
Berlinguer devia chiedendo:”Lei cosa pensa di quel che avviene nel Pd?”
“Penso che elezioni si allontanino per lo spirito atavico di alcuni parlamentari che mirano a settembre a prendere la pensione e lo stipendio altri 6 mesi. Si allontanano sicuramente per questa ambizione legata agli interessi personali. Siamo in un Paese che ha 17 milioni di cittadini a rischio povertà, 100 imprese che muoiono ogni giorno, con 11 milioni di cittadini che hanno rinunciato a curarsi per difficoltà economiche e il partito di governo o litiga lasciando il governo o resta al governo e si mette a lavorare senza litigare, non ci si può permettere ci lasciare questo Paese in mezzo a una guerra per bande.”
Berlinguer insinua che ai 5stelle non conviene andare al voto ora con la partenza sbagliata della Raggi.
“Rigetto sempre questa visione catastrofica di Roma. Qui non è oggetto la convenienza. C’è bisogno di una ricetta per i mali del Paese. Per questo occorrono nuove elezioni. Come pensiamo che questa ricetta possano darla quelli che questo Paese l’hanno distrutto governandolo fino a oggi con Governi mai passati per le elezioni?”
La Berlinguer insiste sul cambio degli assessori a Roma
Di Maio: “Anche il Governo degli USA ha perso un pezzo. Abbiamo visto tante città che perdono pezzi della giunta iniziale e cambiano i loro assessori. A Roma si sta lavorando alacremente per tagliare gli sprechi: 40 milioni di tagli, 130 nuovi autobus, investimenti nei servizi essenziali, disabili e scuole. Per vedere i risultati serve tempo. Si sono dati 20 a quelli che governavano prima per fare 20 miliardi di debiti… chiediamo il tempo di un mandato. “
Berlinguer chiede sullo stadio che dice non c’era nel programma della Raggi
“Noi abbiamo sempre detto che i tifosi della Roma hanno diritto ad avere uno stadio e il progetto originale non ci piaceva tant’è che la sindaca è al tavolo di trattativa con la società per cercare di trovare un progetto che rispetti i valori del nostri programmi: consumo di suolo, rischio idrogeologico, cementificazione del territorio, e questo deve fare una giunta, quando eredita un progetto del passato. Il punto non è che non c’era nel programma, c’era nelle delibere della passata amministrazione. Quando uno eredita un progetto dal passato, deve cercare di portare avanti al massimo i propri valori e il proprio programma a far sì che quello che è stato scritto possa essere realizzato al meglio. Io penso che sia giusto che ci sia uno stadio ma questo stadio è il 13% dell’intero progetto. Il dibattito è su quello. Stiamo facendo una trattativa proprio perché non abbiamo dimenticato quanto abbiamo detto contro i palazzinari, la cementificazione ecc. Per le Olimpiadi si stava indebitando il Comune perché, e nessuno lo ha detto, il Comune doveva dare delle garanzie economiche alla realizzazione delle opere. Se poi chi faceva le opere non le faceva a regola d’arte, ci rimettevano i cittadini romani e avremmo indebitato ulteriormente Roma mandandolo in default,..”
Una giornalista di IFQ gli dice che il M5S potrebbe vincere le elezioni e diventare la nuova classe dirigente
Di Maio: “Io il termine classe dirigente l’ho archiviato un po’, preferisco pensare a una generazione di cittadini che resiste e prova a cambiare le cose per spirito, per modo di fare politica, di partecipare alla vita pubblica. Dal caso Roma ho imparato che le squadre di governo devono essere pronte prima delle elezioni..”
Berlinguer: “Pensate di selezionare anche quella col web?”
“Non abbiamo ancora affrontato il problema dei requisiti richiesti ma finora sia la scelta dei candidati che dei temi di programma passa dalla scelta on line col metodo certificato Rousseau. Questo è un metodo, non dico che sia perfetto. Il capo della nostra squadra di Governo sarà individuato dai nostri iscritti. Questo è il metodo di una forza politica che è nata attraverso internet ed è diventata la prima forza politica del Paese. I metodi degli altri, che io rispetto ma non condivido, sono i metodi che hanno portato con le tessere sempre gli stessi nelle istituzioni negli ultimi 30 anni. Noi stiamo sperimentando questo sistema. Ma perché si continua a paragonare l’esperienza di governo di un Comune all’esperienza di governo di un Paese? Il Paese lo cambiamo con le leggi. Il Sindaco le leggi non le può fare, e poi: si parla bene di Torino ma non si dice mai “Allora siccome governano bene a Torino, possono governare bene il Paese”. Poi si parla male di Roma e secondo me in maniera ingiusta e si dice: “Non sapranno governare il Paese”.
Lo vogliamo dire che la cosa delle polizze è una bufala? Lo vogliamo dire che quel signore è stato arrestato per fatti che non riguardavano la giunta Raggi ma la giunta precedente? Qui vogliono far sembrare che ci siamo intascati soldi. 30.000 euro di polizze, Noi abbiamo restituito 20 milioni presi dai nostri stipendi e abbiamo fatto partire 4000 imprese”
Berlinguer insiste sull’incompetenza.
“Tutti possiamo fare errori. Non voglio che ci sia assolutamente questa visione catastrofica su Roma perché si fanno due pesi e due misure. Su noi si spacca il capello, si centellina ogni cosa che facciamo e diventa una cosa enorme. La giunta di Firenze ha fatto un rimpasto, qualcuno ne ha sentito parlare? Crocetta in Sicilia ha cambiato 55 assessori in 4 anni, qualcuno lo ha saputo? Noi siamo gli incompetenti e poi quelli che si sono fatti bocciare il referendum, l’Italicum e le altre leggi son i competenti. Io questo non riesco a capirlo. Noi abbiamo fatto degli errori ma il più grave è che non stiamo comunicando adeguatamente quello che stiamo facendo nei nostri Comuni, ma non mi colpevolizzo per Roma, perché quando si governa una città così complicata gli errori ci possono essere, solo che al M5S non si passa nulla mentre agli altri si permette tutto, addirittura che si facciano leggi incostituzionali. Ormai è dimostrato che c’è un accanimento della stampa.
Degli errori di Renzi non si parla proprio e noi siamo in prima pagina da 7 mesi. Quelli che ci chiedono di cambiare tutto a Roma sono quelli che in 7 mesi non hanno dato nemmeno le casette ai terremotati.”
Labate chiede “Perché secondo lei la stampa dovrebbe accanirsi contro i 5stelle?”
Di Maio: “Ci sono tre giornali che in questo momenti ci attaccano continuamente: uno è il Messaggero, Caltagirone, gli abbiamo fatto saltare le Olimpiadi; uno è Repubblica, De Benedetti, tessera n° 1 del Pd; e uno è il Corriere della Sera, in cui c’è Mediobanca. Questi direttori a cui ho chiesto di chiedere scusa sul mio sms e la questione di Matta, non mi hanno chiesto neanche scusa.

FIRMIAMO PER FERMARLI
Marco Travaglio

Ogni tanto facciamo una proposta. Siccome di solito è buona e ragionevole, è certo che verrà ignorata (l’ultima, per una riforma costituzionale ed elettorale che ci desse più e non meno democrazia, avrebbe consentito agli italiani di contare di più, ai politici di recuperare un po’ di consenso, all’Italia di migliorare e a Renzi di vincere il referendum e restare premier). Ma molti lettori continuano a domandarci: perché, oltre a demolire, non provate a costruire qualcosa? E allora insistiamo, vedi mai che qualcosa o qualcuno si muova. Due settimane fa abbiamo mandato in edicola e in libreria con la nostra casa editrice Paper First un formidabile saggio-denuncia di Primo Di Nicola con Antonio Pitoni e Giorgio Velardi: Orgoglio e vitalizio (chi non l’ha ancora acquistato in edicola si affretti, perché da venerdì arriva Mani Pulite 25 anni dopo, per opporre un po’ di memoria alle fake news del partito dei ladri). Il libro racconta uno degli scandali più indecenti della Repubblica: il più odioso privilegio che la casta s’è regalata a spese nostre, un vergognoso spreco di denaro pubblico che continuerà a pesare sulle casse dello Stato, cioè sulle nostre tasche, fino alla totale estinzione dei beneficiari. Una legione di 2 mila ex deputati ed ex senatori che intascano cifre da capogiro (fino a 10 mila o più euro netti al mese), anche senz’aver mai messo piede in Parlamento o avendolo fatto per una manciata di sedute (in quel caso devono accontentarsi di 2 mila euro netti mensili). Magari cumulandoli con altri vitalizi per qualche puntatina nei consigli regionali o all’Europarlamento, oltre a quelli maturati per le attività private.
L’altra sera, in uno dei tanti programmi-cloaca della Rai, alcuni buontemponi si divertivano a darmi del bugiardo perché mi ero permesso di respingere al mittente una delle ultime sparate demagogiche di Renzi. L’ex premier aveva invocato le elezioni subito, prima di settembre, per “evitare che scattino i vitalizi, perché sarebbe molto ingiusto verso i cittadini. Sarebbe assurdo”. Avevo risposto: “Se Renzi trova ingiusti e assurdi i vitalizi, perché aveva promesso di abolirli e poi, in tre anni di governo, non l’ha fatto?”. I maestrini del programma-fogna hanno fatto notare che i vitalizi non esistono più. Invece, comunque li vogliamo chiamare, esistono eccome, anche se dal 2012 sono stati riformati per adeguarli al sistema contributivo che vale per tutti noi cittadini. Solo che anche il nuovo regime continua a favorire smaccatamente i cosiddetti rappresentanti del popolo rispetto a noi comuni mortali. A partire dall’età pensionabile.
I parlamentari eletti per la prima volta nel febbraio 2013, se le Camere non vengono sciolte prima di metà settembre (cioè se la legislatura dura almeno 4 anni 6 mesi e un giorno), a 65 anni incasseranno una pensione di circa mille euro netti al mese con meno di cinque anni di contributi versati. Chi invece avrà fatto due mandati, con 10 o 9 anni di contributi, intascherà un assegno più alto addirittura a 60 anni. Per noi cittadini “normali”, intanto, dal 2018 l’età pensionabile minima salirà a 66 anni e 7 mesi.
Ecco dunque la nostra proposta, che in pochi giorni ha già raccolto quasi 50 mila firme su change.org (per aderire, andate su ilfattoquotidiano.it). Non occorre alcuna riforma costituzionale nè una nuova legge. Basta una semplice modifica ai regolamenti parlamentari sui vitalizi, varati negli scorsi decenni dagli uffici di presidenza di Camera e Senato. Perciò ci appelliamo ai presidenti Piero Grasso e Laura Boldrini perché cancellino una volta per tutte sia i privilegi maturati dagli ex parlamentari prima del 2012, sia quelli mantenuti dalla riforma di cinque anni fa. Come? Con quattro ritocchi.
1) Ricalcolare tutti i vitalizi attualmente in essere con il sistema contributivo in vigore a Montecitorio e Palazzo Madama dal 2012. E che prevede, in sostanza, un ammontare di circa 200 euro lordi al mese per ciascun anno di mandato parlamentare.
2) Elevare il limite d’età per la percezione dell’assegno previdenziale allo stesso livello previsto dalla legge Fornero per i comuni lavoratori.
3) Introdurre un tetto massimo al vitalizio di 5 mila euro lordi al mese. Anche per coloro che, avendo rivestito cariche in diverse assemblee elettive (Parlamento nazionale, Parlamento europeo e Consigli regionali), percepiscono o percepiranno, in base alle regole attualmente vigenti, più assegni previdenziali.
4) Analogo tetto deve valere anche per tutti coloro che godono o godranno di un trattamento previdenziale frutto dei contributi versati nel corso della propria carriera professionale: se la pensione maturata attraverso l’attività lavorativa privata è pari o superiore a 5 mila euro lordi al mese, l’ex parlamentare non avrà diritto al vitalizio erogato dall’organo elettivo nel quale ha svolto il mandato, ma solo al rimborso dei contributi versati.
Una classe politica ai minimi storici di credibilità e fiducia dovrebbe correre ad approvare all’unanimità queste modifiche di puro buonsenso. Possibilmente prima di metà settembre, quando anche i privilegi dei parlamentari di prima nomina diventeranno diritti acquisiti, aumentando vieppiù lo sputtanamento agli occhi dei cittadini che tirano la cinghia e la carretta. Il Fatto è a disposizione dei politici che vogliono aderire alla proposta. L’altro giorno, sul sito dell’Unità (quello che ha sede nell’isola di Tuvalu, noto paradiso fiscale della Polinesia), Fabrizio Rondolino ha scritto che la nostra campagna “si chiama fascismo”. Se il poveretto sapesse quel che dice, scoprirebbe che i fascismi arrivano quando la gente non si fida più dei partiti democratici. Il giorno del giudizio, anzi del vitalizio, è vicino.

REPUBBLICA CONTINUA A VOMITARE VELENO SUI 5 STELLE. MA IL M5S IN VESTE LAICA SARA’ PRONTO PER GOVERNARE QUANDO VERRA’ IL MOMENTO
Rina Bizzarri

La solita Repubblica di Carlo De Benedetti tessera n.1 del Pd si produce anche oggi nel rituale attacco al M5s. Questa volta la vomitata di veleno è prodotta da Sebastiano Messina. “Tassisti, ambulanti e tifosi: Grillo cavalca la tigre populista”, scrive Messina a commento di una giornata in cui l’emendamento notturno di Trottolina Lanzillotta – partiti, partitini, soldi & poltrone – ha prodotto più danni di mille black bloc messi insieme. Attacca Grillo, l’Illustre commentatore, e dimentica la responsabile di quanto accaduto. Amnesia tipica dei grandi giornalisti al servizio del potere…
Intanto, sul versante politico, la frantumazione di quello che appariva un incorruttibile e non scheggiabile monolito renziano fa risplendere in modo sempre più abbagliante la costellazione dei 5 stelle. E di fronte alle storie di piccoli uomini, agli interessi di bottega correntizi, alle beghe interne di un partito – il Pd – sempre più lontano dagli interessi della gente; di fronte alle jacovelle verbali che propongono gli altri esponenti di soggetti politici alleati o avversari del Pd; di fronte alla pochezza e alla povertà intellettuale delle proposte politiche, si staglia gigantesca l’incorrotta immagine del M5s. Lo dice uno che non ha lesinato critiche ai pentastellati e che in passato spesso è finito sotto un diluvio di insulti e di “troll” da parte dei soliti scalmanati da sempre onnipresenti sotto tutte le bandiere e sotto tutte le sigle.
Detto ciò, trovo convincente e di buona presa presso i cittadini la nuova immagine che sta proponendo di sé il M5s. Accantonati i vecchi irragionevoli dogmi (tutti i dogmi non favoriscono mai il ragionamento) e ribadito il rigore morale (questa volta sotto forma pragmatica), Beppe Grillo ha deciso di indossare – e di fare indossare ai suoi – l’abito della laicità. Un abito che consente di porsi con mente aperta di fronte a fatti, eventi e problemi. Un atteggiamento – ripeto – che a mio avviso non scalfisce il rigore morale che è la bandiera di sempre del M5s. I pentastellati, insomma, continuano a crescere e a maturare politicamente. E lo stesso riconoscimento da parte di Grillo degli errori compiuti su Roma (errori dovuti alla inesperienza e mai alla vocazione al furto) sono un chiaro segnale della svolta eticamente laica dei pentastellati. Non ho dubbi: saranno pronti per governare quando verrà il momento.
.
Satan
Reddito di cittadinanza?
BUUUUUUUUUUU
Una “dark room”, dove vengono organizzate orge e dove alcune persone si prostituiscono, finanziata con 55mila euro dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, quindi con soldi pubblici.
Ma voi vi rendete conto cosa sarebbe successo se il babbo di Di Maio avesse mandato pizzini e preso 70 mila euro per un appalto da 3 miliardi?
O se Raggi avesse finanziato i viados a Tor Bella Monaca
LI AVREMMO UCCISI MEDIATICAMENTE. E ci sarebbe stata la processione di editoriali con le picche su cui infilare il cranio dello sprovveduto. Sarebbero spuntate chat, sms, mutande, intercettazioni telefoniche, ambientali. Ne avrebbero scritto i colleghi traduttori sul Financial Times, sull’Economist, sul New York Times… su Al Jazeera e pure sul canale twitter dell’ISIS.
Ed invece tutt’a posto. Zero inchieste. Zero notizie
Roba che neppure un quotidiano controllato dai Narcos messicani…
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PEANUTS

Di Maio
.@matteorenzi prima hai sabotato referendum trivelle, hai dato 13mld€ a petrolieri e ora parli di green economy? Ma fammi il piacere!
.
Liviana
Chissenefrega dell’Italia, il Pd ha la sua assemblea di condominio
.
ValeMameli
Punire i tassisti.Ambulanti grillini .Operai comunisti .Imprenditori veneti leghisti
Restarono solo i PDini ma nessuno lavorava
.
Marzia
-Dottore, sono di buon umore, voglio andare per negozi, comprare cose, uscire, ubriacarmi. Mi dica, è grave?
-Si chiama stipendio. Le passerà

Spinoza
D’Alema: “Mi vergogno di avere la tessera del Pd”. Non è questo il partito che aveva sognato di distruggere.

I tassisti, dopo aver attaccato il #Pd sono diventati improvvisamente tutti fascisti, violenti, assassini, delinquenti.

Precario non è solo chi ha un contratto a termine ma chi non ha possibilità di realizzarsi nel lavoro con dignità (Landini)

Stefano Simeoni‏@LAvvelenato
Guardando per caso La7, sento una zoccola mettere sullo stesso piano l’artigiano che evade 2000€ e la multinazionale che evade 20miliardi

#GabbiaOpen @lacastellim5s Tutti i paesi che hanno flessibilizzato il lavoro hanno gestito peggio la crisi

Alessandro Gasbarri‏
#GABBIAOPEN La sx di cui farnetica #cuperlo ha condonato 90 miliardi alle lobby delle slot

Dario Caviglione
Alla gabbia, su La7, c’è un pazzo che dice che in Italia i posti di lavoro sono in aumento, che tutto va bene. La pazza dice che bisogna fare altro precariato!

Viviana Vivarelli
Mi si sono rizzate le orecchie. Questi hanno un armadillo al posto del cuore. Empatia zero. A Franco De Benedetti importava solo che Amazon avesse aumentato il flusso dei suoi affari. I dipendenti sfruttati con un lavoro frenetico a 11 ore al giorno anche con 26 giorni lavorativi di fila e per pochi euro al mese non sono affari, sono schiavi senza valore. Ha fatto bene Landini a dirgli di mandarci i suoi nipoti a lavorare da Amazon. Non hanno cuore ma non contatore di cassa. Il lucro è la loro anima. Sono ormai esseri geneticamente modificati, molto pericolosi alla sopravvivenza della specie.
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http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. ti ringrazio per le spiegazioni su uber. devo dirti la verità, sto progressivamente allontanandomi dall’informazione. ho tanto da fare, ho le idee un pò confuse, e quando succedono cose che non capisco (ultimamente tantissime) non ho nè tempo nè la pazienza per andarmi a cercare informazioni più indipendenti dal resto della stampa ufficiale asservita.
    quindi ben vengano delle parole chiare come queste che spiegano bene come stanno le cose. una cosa ancora non la inquadro bene. ma com’è che quelli di uber, che sarebbero l’espressione del più bieco capitalismo, vengono percepiti come paladini della libertà, mentre invece i tassisti “veri” quelli che vivono del loro lavoro onestamente e hanno pagato per avere le licenze e pagano regolarmente le tasse, sono presentati come difensori di privilegi anacronistici? se sono loro i lavoratori minacciati dovrebbero cantare bandiera rossa, e non fare saluti fascisti.
    ecco perchè io non capisco più la realtà attuale, perchè il mio cervello è imprigionato nelle categorie mentali del novecento e quello che succede oggi non rientra in nessuno dei miei schemi.
    va bene, lasciamo perdere.
    Liliana

    Purtroppo l’informazione che riceviamo è una manipolazione che nasconde la realtà e quando si dice che i governi ci stanno svendendo al peggiore neoliberismo non ci rendiamo nemmeno pallidamente conto di quel che significa e del futuro che si apre ai nostri figli, che sarà un futuro da terzo mondo e questo purtroppo grazie anche a quel Pd che alla Paola Bassi piaceva così tanto e che difendeva tanto nella persona di Marino.
    Per racimolare le poche informazioni che ho attinto dal web su Uber mi sono fatta in quattro, ma io parto già con una aspettativa no global per cui certe tematiche le studiavo già 20 anni fa
    Poi dobbiamo mettere in conto altri fatti:
    io non vivo a Roma ma sembrano sicure alcune cose: i tassinari romani sono molto diversi dai tassisti che io incontro per esempio a Bologna.
    Io sono vecchia e non ho macchina e per me, per andare all’aeroporto con le valige o all’ospedale quando sono malata, il taxi è l’unico mezzo e a Bologna i tassisti sono gentili e simpatici e l’unico problema sono le tariffe francamente troppo alte, ma le tariffe le fa lo Stato e le tasse troppo alte come si pagano in Italia non le paga nessuno, poi i taxi sono pochi e se c’è la Fiera o nelle ore di punta, devi aspettare anche tre quarti d’ora, il che non è proprio pratico. Ma le poche volte che prendo un taxi, mi diverto, trovo grande gentilezza e faccio piacevoli chiacchierate con persone simpatiche. Ma tutti quelli che prendono un taxi a Roma raccontano cose orrende, di tassinari maleducati, ignoranti, che tendono a fregare sul costo, che fanno giri inutili e poi c’è questa fama dei tassinari di Roma di essere tutti fascisti, cosa che non credo anche se so che la concentrazione di fascisti a Roma è altissima.
    Certo le tariffe per es, dall’aeroporto alla città, sono disumane, non è accettabile che siano superiori al costo dell’aereo e qui dovevano intervenire da decenni le amministrazioni a provvedere a una situazione di monopolio. A Londra, per es. da sempre, se vuoi risparmiare, da qualunque aeroporto hai dei trenini economici e frequenti che con poca spesa ti collegano al centro. Perché a Roma no?
    Dicono dei tassisti che non pagano tasse perché non rilasciano ricevuta. Intanto non è che vedi in giro tutte queste gran ricevute e nemmeno tutti questi gran ricchi che si siano arricchiti sopra, se gliela chiedi te la danno, poi pagano un tot presunto e lo pagano anche se sono malati o non lavorano. Non è vero che sono ricchi e hanno stipendi da favola. Lo stipendio medio, lavorando al massimo, 11 o 12 ore al giorno, sta sui 1600 euro al mese e considera che hanno turni pesanti. Un mio amico sta su tutte le notti e non è una gran vita. Hanno un gran logorio nervoso. Sono a rischio di aggressioni o furti, poi incidenti nel traffico ecc. Soffrono quasi tutti di dolori articolari o emorroidi.
    Perché sono una corporazione? Perché quando nessuno ti aiuta cerchi di difenderti da solo. Tutti i lavoratori che possono farlo lo fanno.
    Perché sono costretti a pagare una licenza fino a 200.000 euro? Perché le licenze sono contingentate. Il loro numero è ridottissimo e non aumenta negli anni anche se siamo il Paese europeo che ha meno taxi di tutti. Per cui l’unico modo di avere una licenza è comprarla da uno che la cede, e qui se sei in un piccolo paese ti costa 10.000 euro, se sei a Roma o a Milano ti costa 200.000. E’ chiaro che se liberalizzano tutto e il tassista di Canicattì può girare per Roma con la licenza pagata a Canicattì ti girano le scatole e diventi furioso se poi arriva l’autista Uber che non ha pagato un euro. E’ chiaro anche che se per iniziare un lavoro devi fare un mutuo come per comprare una casa, diventi cattivo e cerchi di recuperare anche in modi illeciti. Ma anche qui l’errore sta nello Stato che non ha mai voluto regolamentare la situazione.
    Io tendo sempre a dare la colpa alle amministrazioni. Ti faccio un es., quando siano andati ad Ischia (e prima a Napoli), in un attimo abbiamo imparato una cosa: che non esistevano tariffe, che eri in balia del tassista, che se non contrattavi con lui il costo ‘prima’ di salire sul taxi, ti avrebbe fregato, che se non preparavi i soldi precisi, scarebbe scappato senza darti il resto. Ora, se l’amministrazione fosse stata svizzera, dopo il primo tassista delinquente che veniva denunciato e perdeva la licenza, l’andazzo sarebbe cessato. Perché non succedeva? Perché l’amministrazione dormiva o se ne fregava o rubava per suo conto.
    Sono anni che gli italiani si lamentano delle scorrettezze dei tassinari romani. Credi che qualcuno abbia preso provvedimenti, accolto denunce ecc.? No, perché chi doveva amministrare era occupato a rubare per suo conto. E se a Roma è così, a Napoli è peggio. E allora, se ti costringono a vivere in una giungla, diventi una belva. Mi pare ovvio. Ma al potere fa comodo che le cose stiano così. Per cui non vedrai mai un servizio del tg che ti spieghi cos’è la Bolkestein, perché una categoria sciopera, cosa c’è che non va, cosa chiedono, cosa si dovrebbe fare ecc. Sentirai solo dei cretini che chiedono: “E’ vero che questo sciopero è molto fastidioso per i cittadini?” “Le sembra giusto che una città sia bloccata?” e che sottolineeranno solo se c’è stato qualche atto di vandalismo, se si è fatto male qualcuno (magari perché un celerino lo ha menato), o se un cretino ha fatto un gesto fascista. Ma il vero fascismo è proprio questo
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 24, 2017 @ 6:25 am | Rispondi

  2. Uber e’ la plastica dimostrazione di cosa e’ Una multinazinale e il liberismo finanziario:
    un elefante in un negozio di cristalli.
    l’aggravante e’ che questo elefante, i cristalli li vuole rompere.
    Fra Man

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 24, 2017 @ 6:25 am | Rispondi

  3. se già li chiamano e si lasciano chiamare tassinari invece che tassisti, una ragione c’è.
    è un termine un pò da coatto, come se ti facessero l’occhiolino per dirti “beh, dottò, io sò così, ruspante. si nun stai attento te frego, però cò simpatia reciproca.”
    naturalmente non è bello generalizzare, ci sono anche fior di galantuomini, gentili e simpatici. io ho preso di rado il tassì a roma, devo dire che sono stata fortunata e li ho trovati quasi tutti di quest’ultima categoria. naturalmente chi è della città è avvantaggiato dal fatto che conosce le strade e quindi se ne accorge subito se si fa qualche giretto in più. purtroppo lo straniero è più a rischio.
    il fulcro di tutto il problema è quello che dici tu, il sistema sballato delle licenze che sono anni che si trascina così, nessuno riesce a cambiarlo, anche perchè anche loro, i tassisti, non è che siano tanto contenti di allargare la platea di nuove licenze. perchè i pochi che ce l’hanno hanno in mano un tesoro, è la loro liquidazione e buonuscita per quando andranno in pensione e la venderanno a caro prezzo. e anche qui la situazione è peggiorata con gli anni, perchè quando si stava un pò meglio di oggi non chiedevano le cifre astronomiche di adesso. quindi chiunque ha cercato di metterci mano ha sollevato talmente tante proteste che alla fine ha desistito. ed è qui che si vede l’insipienza della nostra classe politica, nessuno ha avuto un pò di palle per resistere alle proteste e metterci mano. bastava aumentare il numero delle licenze, bastava vietarne la vendita e ritirarle al momento del pensionamento o dell’abbandono dell’attività. non era difficile. ci voleva solo coraggio e fregarsene del loro parco voti. ne avrebbe presi di più sicuramente dai cittadini soddisfatti.
    però ti sbagli sull’aeroporto, non sono molti anni, ma è stato istituito un servizio ferroviario da fiumicino alla stazione termini. dell’aeroporto di ciampino non so.
    da roma in giù poi è meglio sorvolare.
    ti racconto una storiella. uno zio d’america di mio marito, quello che era spiccicato a mel brooks, è venuto in italia tanti anni fa. voleva visitare napoli e così sono partiti lui e mio marito. per andare non so dove hanno preso un tassì, lui un pò la conosceva la città e così si è accorto che giravano a vuoto. allora ha cominciato a parlare a voce alta con mio marito, con il suo caratteristico accento brockolino. “ma ì sò uscito mò mò dalla galera e chistu me ce vò fà riturnà”
    oh, sono arrivati subito a destinazione!
    e adesso è arrivato uber. alla fine uno si può sentire contento che finalmente questa corporazione potente abbia trovato pane per i suoi denti. e invece no, perchè è una guerra tra poveri, e alla fine ci perderanno tutti, meno la multinazionale nascosta chissà dove che tira le fila di questo gioco al massacro.
    buon viaggio allora! come sono i “tassinari” inglesi?

    liliana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 26, 2017 @ 9:02 am | Rispondi


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