Nuovo Masada

febbraio 12, 2017

MASADA n° 1830 12-2-2017 LA SPERANZA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:39 pm

MASADA n° 1830 12-2-2017 LA SPERANZA
Blog di Viviana Vivarelli

La persecuzione mediatica della Raggi continua – E continua il silenzio sulla Consip – Le nomine frettolose di Matteo – Cosa ha fatto la Raggi per Roma – Franco Bechis e la Raggi – Ma che fine ha fatto il programma di Renzi? – Draghi dichiara che l’euro è irrevocabile – L’austerità e gli enti locali – Si sta per firmare il distruttivo CETA

“C’è una crepa in ogni cosa
ed è lì che entra la luce

Leonard Cohen
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Cerchio Firenze 77
“Nella storia dell’evoluzione dell’umanità c’è qualcosa di fondamentale e universale. Non si tratta di un bene materiale. Non si tratta di una dote naturale di cui tutti siano più o meno provvisti. Si tratta di qualcosa di inafferrabile, non di rado infondato e assurdo ma che dà a chi lo possiede un bene prezioso: la speranza.
Con la speranza tu apri uno spiraglio di luce a chi è immerso nelle tenebre ed è grazie a quello spiraglio che chi è colpito non è sopraffatto, non soccombe.
Se hai la speranza, anche nelle situazioni più disperate tu non ti rassegni.
Cos’è che aiuta a tener duro, a resistere nella tempesta delle avversità? La speranza che il male finisca. Che tutto migliori. Ma non succederà nulla se tu non fai parte del cambiamento.
I pessimisti sono da compiangere. I pessimisti sono vinti prima di combattere.
Sperare in un mondo migliore e in un uomo migliore significa crearli.
Chi non combatte, chi non ha speranza, rinuncia in partenza a cambiare le cose.
Rischiate! Quella percentuale di delusione che potreste avere se le cose andranno male è nulla sul 100% di delusione totale se non tenterete”.


Il motto di Chesterton era:
E’ impossibile, ma tenterò”.
E’ il motto dell’uomo moderno.
Abbiamo di fronte una battaglia immensa ma anche noi siamo immensi. Siamo 7 miliardi di persone contro poche centinaia di persone.
E ancora e sempre tutto è possibile. Solo chi si dà per vinto è vinto davvero.

Valore
Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

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Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti, dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. Se i popoli si metteranno in testa di andare tutti nella stessa direzione, chi potrà fermarli? Come si può non essere ottimisti?

LA PERSECUZIONE DELLA RAGGI CONTINUA
Giorgio Rossi
Ultim’ora: La Procura riapre il caso del Sacco di Roma del 1527 ad opera delle truppe di Carlo V: sotto inchiesta la Raggi.
Inchiesta che si somma a quella sull’incendio del 64 d.C., imperatore Nerone.
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Viviana
E come dimenticare l’assassinio di Remo e di Caino prima? :- ) Qualcuno non capisce che con l’ossessione si passa dalla tragedia alla farsa. Con la Raggi i perversi hanno trovato il capro espiatorio di tutti i mali. Si capisce subito che più che da una trovata per frenare la frana pazzesca del Pd, siamo ormai entrati nella patologia psichiatrica grave: il più grande tentativo di proiezione dei propri crimini su un solo soggetto dal nazismo sugli ebrei in poi. Sto esagerando o basta?
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GLI ‘INCAPACI’ A 5 STELLE
Guglielmo Mariano
– 4.000 imprese avviate (corrispondenti ad oltre 10.000 posti di lavoro), stando all’opposizione ed utilizzando soltanto i soldi tagliati dagli stipendi dei parlamentari;
– Risanati e trasformati in eccellenze, quasi tutti i comuni amministrati (compresa Roma… a breve…);
– Ridotti ai minimi termini tutti gli altri partiti;
– Migliaia di proposte di legge presentate, e centinaia approvate;
– Costituzione salvata;
– Unica vera opposizione, da decenni, in questo Paese, con generosa offerta di sorci verdi per tutti i partiti ladroni, che lo hanno infognato
e se fossero stati anche capaci ??? 😂 😂
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E ‘I CAPACI’ chi erano? Monti? La Fornero? Renzi? Padoan? La Boschi? Verdini? La Lorenzin? La Madia? Poletti??

Roma tra i pochi comuni virtuosi che approva bilancio per primo entro il 31/01 ottenendo un “premio” dallo Stato di 15 milioni Sti dilettanti!

Piero Froio
Finalmente al Campidoglio dopo le mazzette arrivano i mazzi di fiori da tutta Italia per la coraggiosa Sindaca Raggi mediaticamente perseguitata!
E in Sicilia il M5S tocca quota 40% vamos!
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Rosa Collura
Ci voleva per Virginia, povera stella. Vuoi vedere che la indagano per abuso e corruzione di fioristi ?
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“Ah, dimenticavo. Quando chiederò il risarcimento per diffamazione – ovviamente, lo farò – aggiungerò anche 1 euro e 50 centesimi che ho speso per comprare per la prima ed ultima volta questo giornale”
(Virginia Raggi)
I M M E N S A.

Viviana
Tra tante caterve di giornalisti indegni, vorrei manifestare la mia stima ad Andrea Pennacchioni (vd Bersaglio mobile) che a scusante della Raggi ha citato molte cose giuste. Vogliamo ricordare che le precedenti amministrazioni di Roma hanno raggiunto il picco atroce di 32 miliardi di debito? E che Veltroni lasciò alla capitale 10 miliardi di debiti che ci costano 500 milioni di interessi l’anno, pagati per metà dai romani e per metà dagli italiani? Vogliamo ricordare che senza lilleri non si lallera, come si dice a Firenze? E che il commissario di questo debito non è una persona terza ma (o la Scozzese o Tronca) qualcuno che viene dalla parte del Pd (la Scozzese fu assessore al Bilancio a Roma per conto del Pd) e che non sarebbe proprio corretto avere un commissario che proviene dalla parte avversaria? Vogliamo ricordare che una cosa che la Raggi vorrebbe fare e che questo commissario non fa è ricontrattare gli interessi del debito locale così da liberare fondi per le necessità dei Romani? E che con le precedenze amministrazioni c’era una pioggia di soldi che cadeva dal Governo mentre la Raggi non vede uno spillo?
Vogliamo ricordate che con le amministrazioni precedenti non di polizze o di nomine si parlava, ma di corruzione, mazzette a mucchi (solo Odevaine ebbe 260.000 euro da Buzzi), associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, estorsione, usura, turbativa d’asta, false fatturazioni… con decine di indagati, il Pd romano commissariato, il sindaco di Ostia in manette e altre cose simili?
O ci siamo dimenticati tutto e questi che già hanno distrutto Roma pensano di attaccarsi a cose infinitamente minori per ingigantirle e riprendersi Roma?
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Paolo Berdini dichiara:
“La verità è che mi vergogno. Ho combinato un casino, provocato un danno non solo a me stesso, quello ormai mi interessa poco, ma a Virginia e a una squadra che proprio non lo meritava. In tarda età scoprire di essere un perfetto idiota è davvero un brutto risveglio”.

ROMANO BATTAGLIA
Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia,
ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime;
ma poi ci sono giorni pieni d’amore che ci danno il coraggio
di andare avanti per tutti gli altri giorni.

(Da Notte infinita)
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Invece continua torvamente il totale silenzio sulla Consip
Laura Tremamondo
L’appalto più grosso d’Europa: 2,7 miliardi di euro! Il Generale in capo dei carabinieri corrotto, mentre per fare il concorso per allievo carabiniere non basta la propria fedina penale pulita, ma anche quella dei familiari, eppure niente scandalo!

Paola Taverna
Molte volte sono stata critica nei confronti di Virginia ed in più situazioni abbiamo avuto aspri confronti, ma oggi davanti alla prima pagina del quotidiano Libero e dopo la lettura dello scandaloso articolo di Feltri, non posso fare a meno di mostrare solidarietà a Virginia semplicemente come donna. Vede, dottor Feltri, con un semplice parallelismo sarebbe facile alla sua definizione del sindaco di Roma come “patata bollente” accostare per lei “gran testa di cazzo” ma non mi abbasso a tanto.
Sarà un piacere rivestire con il suo giornale il fondo del mio secchio della spazzatura in attesa che la sua testata sparisca insieme a tante altre.
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Roberta Lombardi
Oggi vedo la prima pagina del quotidiano Libero e rabbrividisco. Non la mostro qui in allegato perché, a differenza di qualcuno, io conservo ancora un senso del pudore.
Quello mosso oggi contro Virginia Raggi è un vero e proprio attacco sessista.
Di così volgari non ne avevo mai letti prima. E’ qualcosa di vergognoso, deplorevole, perché un simile attacco offende la dignità di ogni donna.
Non è mia consuetudine fare appelli di questo genere, questa volta però si è travalicato il limite. Questo non è giornalismo, qui non siamo di fronte a un semplice calembour, qui ci troviamo davanti a una concezione medievale, anzi che dico primitiva della vita.
A una vera e propria ristrettezza mentale, a un sentimento limitato e pavido.
Mi auguro che quanto scritto da Libero sia preso in esame dall’Ordine dei giornalisti, ma soprattutto mi auguro che tutti i redattori del quotidiano, donne e uomini che siano, prendano le distanze da una posizione che, oltre a ledere qualsivoglia principio deontologico, per l’ennesima volta ci riconsegna un’immagine buia e triste del giornalismo in Italia. Segno di un Paese che ha ancora molto, moltissimo da imparare.
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Barbara Lezzi
Il Pd, in sordina, sta trattando con Denis Verdini per dargli la presidenza della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
Ricordo che Denis Verdini è imputato nel processo per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino.
I media, nel frattempo, si occupano della “vicenda Roma” e di varie ed eventuali purché riguardino anche solo un respiro del M5S.

Giulia Grillo
A Catania si dimette il secondo assessore al Bilancio. Il primo è rinviato a giudizio per tentata concussione aggravata. Ma siccome Bianco è del Pd e non si chiama Virginia la notizia non supererà i 10 km di diffusione dal centro del comune di Catania.
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Crocetta cambia 55 senatori ma nessuno ne parla. Il sindaco Pd di Pistoia è indagato con tutta la giunta per associazione a delinquere per corruzione, concussione, falso e abuso d’ufficio ma nessuno ne parla.

Antonio Palladino
Quelli del Pd accusano la Raggi di aver sparecchiato la tavola mentre loro mangiavano…E questo è grave..Una scortesia belle e buona..mangiavano da dio..

DENUNCIA ANCHE TU VIRGINIA RAGGI
Marco Travaglio

(…) Da 7 mesi, cioè da quando è stata eletta sindaco di Roma, Virginia Raggi viene quotidianamente lapidata dai media. Lei e chiunque le sia vicino. Qualunque cosa facciano o dicano. Cose sbagliate e cose giuste: “A prescindere”. Se lo doveva aspettare, essendo la figura istituzionale più in vista di un movimento che dà fastidio a tutti i poteri, in Italia e fuori. Quando Paola Taverna evocò “il complotto per farci vincere a Roma”, a questo si riferiva: alla speranza del sistema di seppellire i 5Stelle sotto le macerie di una città spolpata e rapinata, per poterne dimostrare l’incapacità a governare l’Italia. Lo scrivemmo già la notte del 19 giugno, quella delle elezioni: “La Raggi potrebbe diventare la testimonial di un nuovo modo di governare e trainare il M5S verso la vittoria alle elezioni politiche; ma anche una zavorra per i suoi e un formidabile spot per gli avversari, che non perderanno occasione per trasformare in travi le sue pagliuzze, come in campagna elettorale”.
Finora, complici i suoi errori e quelli del Movimento, le risse da comari fra capi e capetti e gl’innumerevoli sabotaggi esterni, la sua esperienza di sindaco si è rivelata una zavorra. Per il M5S e per la città. E se il fallimento non ha ancora intaccato il patrimonio di fiducia degli elettori nel M5S (o di sfiducia negli altri partiti) è solo perché 7 mesi sono pochi per una condanna e perché chi risponde ai sondaggi è ancora lontano dal pensiero delle elezioni e di un possibile Governo grillino: tra qualche mese, salvo miracolose svolte in Campidoglio, il giudizio negativo sulle capacità amministrative dei 5Stelle si farà sentire eccome, nei sondaggi e nelle urne. Per questo, a fine anno, avevamo suggerito loro di arrendersi subito dinanzi a un’impresa troppo più grande di loro, ritirarsi un paio d’anni a studiare e prepararsi, e intanto riconsegnare Roma a quelli bravi e competenti che l’hanno sfasciata, perché rimettano insieme i cocci (se ci riescono). L’indagine per abuso e falso sulla Raggi, all’indomani della sentenza che ha respinto il ricorso contro la sua elezione e un mese dopo l’arresto di Marra e le dimissioni della Muraro, dimostra che la sindaca non potrà mai fare la sindaca.
Dovrà sempre dividersi tra l’aula consiliare e quelle di tribunale. E non per colpa dei magistrati, come direbbero i turiferari di B. o del Pd, sempre pronti a evocare complotti giudiziari, invasioni di campo togate e giustizie a orologeria. Ma perché è impossibile reggere a lungo alla raffica di denunce che s’è abbattuta sulla Raggi e sui suoi uomini dal giorno in cui nacque la giunta. Basta guardare alla processione di querelanti e ricorrenti al Tribunale e alla Procura di Roma per accusare di ogni nequizia la sindaca e i suoi collaboratori: tutti intonsi fino all’insediamento, tutti bersagliati di sospetti e imputazioni fin dall’indomani, e soprattutto dopo il no alle Olimpiadi. Paola Muraro, apprezzata consulente dell’Ama per 12 anni, divenne peggio di Riina dall’istante in cui divenne assessore. Raffaele Marra, insignito di onorificenze al Quirinale ed encomi e attestati di stima dai vertici delle forze dell’ordine, mai indagato né sospettato di nulla (in un Comune che ha 54 dirigenti su 198 inquisiti o imputati), è finito in carcere per corruzione appena promosso a capo del Personale. La Raggi è stata denunciata o accusata in pochi mesi dall’ex assessore Minenna, dall’ex capogabinetto Raineri, dal Codacons, da Fratelli d’Italia, dal Pd, da Gasparri, dal Sindacato cronisti, dall’Associazione libertà e progresso, dal Partito animalista, dall’Associazione radicale ecologista, dall’Anac, dal Sindacato dirigenti comunali e forse anche dall’Esercito della Salvezza.
Il pellegrinaggio degli accusatori ricorda la processione di calunniatori alla Procura di Brescia per coprire di fango i pm del pool Mani Pulite (compreso, ironia della sorte, il pm Paolo Ielo che ora coordina a Roma le inchieste su Raggi e Muraro). La Muraro, per ritrovare la pace dopo 400 titoli di giornali in 5 mesi su un’indagine per presunti reati ambientali (anche su particolari morbosi della sua vita privata, totalmente estranei al reato contestato), ha dovuto dimettersi. La sindaca finora ha retto una pressione che fiaccherebbe un toro, ma basta guardarla, tutta ossa, occhi e orecchi, per capire che è allo stremo.
Conosciamo l’obiezione: ma siete diventati “garantisti”, dopo aver fatto i “giustizialisti” con tutti i politici indagati degli ultimi vent’anni? Non scherziamo: se qui fosse in ballo anche soltanto l’ombra di una tangente, un furto di denaro pubblico, un voto di scambio, una frequentazione mafiosa, un appalto truccato, un’induzione alla prostituzione minorile, o uno degli altri delitti o malcostumi che han caratterizzato le indagini sui politici di questi anni, avremmo già tagliato corto con la parola “dimissioni” (le abbiamo chieste persino per la Muraro: non perché indagata, ma perché aveva mentito). Non dopo la condanna in Cassazione: subito. Se questo è giustizialismo, siamo e restiamo fieramente giustizialisti.
Ma la Raggi è accusata di aver promosso un dirigente dei Vigili che non ha assunto lei, fratello di un altro dirigente che non ha assunto lei (li ha ereditati entrambi dalle precedenti amministrazioni), a direttore della direzione Turismo: nomina che il Regolamento comunale affida alla discrezionalità del sindaco, senz’alcun obbligo di gara o di raffronto con altri curricula, e che la sindaca rivendica di aver deciso in autonomia. C’è stato conflitto d’interessi tra i due fratelli? La Raggi s’è fatta imporre la nomina? Lei giura di no, i pm sostengono di sì, i giudici decideranno. Ma il fatto è tutto qui: la promozione di uno delle decine di migliaia di dirigenti che ogni giorno vengono nominati o promossi o degradati nei 9 mila Comuni d’Italia. E non ci pare giustificare tanto clamore.
Magari un giorno si scoprirà che la Raggi prende tangenti o frequenta mafiosi come tanti altri sindaci dei partiti. E allora forse i giornaloni usciranno in versione Treccani, in 12 volumi. O magari si feliciteranno per la “svolta garantista” dei 5Stelle, finalmente maturi per governare. In ogni caso, anche se la Raggi domani dimostrasse ai pm le proprie ragioni e uscisse incolume da questa inchiesta, la processione dei querelanti ricomincerebbe e altre indagini si aprirebbero.
Anche qui, preveniamo l’obiezione: lo dite proprio voi che riempite pagine e pagine di cronaca giudiziaria? Sì, proprio noi. Perché la cronaca giudiziaria racconta le indagini, i processi e le sentenze: cioè atti ufficiali, documenti verificati. Nel caso Raggi, visto che le notizie vere sono poco succulente, i giornaloni ne inventano ogni giorno di false (e una gestione demenziale della “comunicazione” pentastellata impedisce misteriosamente alla sindaca di smentirle con una ricostruzione completa e pubblica dei fatti): due incontri fra Di Maio e Marra mai avvenuti (oltre a quello vero raccontato dal Fatto), inesistenti trattative della sindaca e del suo avvocato con la Procura per patteggiare la pena, giudizi immediati mai decisi, messaggi in chat mai scritti né inviati (ieri i pm hanno dovuto smentirli ufficialmente).
Magari domani emergeranno delitti terrificanti che imporranno alla sindaca di andarsene di corsa. Ma oggi, dalle notizie vere disponibili, non c’è ragione giudiziaria né etica perché debba dimettersi. Però ce n’è una politica grande come una casa: finché resterà in Campidoglio, la lapidazione proseguirà a colpi di denunce e invenzioni, per impedirle di governare (se ne sia capace, non lo sapremo mai). Per questo la Raggi dovrebbe valutare seriamente l’addio: non per quello che ha fatto, ma per quello che non le lasceranno mai fare.
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Ovviamente per noi che si dimetta è totalmente assurdo. Sarebbe come dare ragione a coloro che hanno sempre detto che i 5stelle sono incapaci di governare. Sarebbe come dare la vittoria certa ai nostri nemici.

Nadia Riola
E’ ora di finirla di fare indebite pressioni sulla Raggi dall’interno del M5S e da parte di alcune persone esterne, considerate amiche e vicine al progetto 5stelle da sempre. Basta! Stop! Game over. Il Sindaco di Roma è Virginia Raggi ed è lei e soltanto lei a dover decidere il destino di un qualunque assessore o collaboratore.
Basta “appelli” impropri ed inopportuni da parte di portavoce per tenere Berdini in squadra!
Lei ha preso quasi 800.000 voti dal popolo romano, loro hanno goduto dei quasi 9 milioni di voti PRESI da Beppe Grillo. La differenza è sostanziale.
E basta sentir dire o veder scritto frasi come questa: “Berdini è il solo a potere risolvere il problema stadio della Roma senza cedere a ricatti e a pressioni di alcun genere.”
Lo ha scritto Imposimato. Ma che stiamo scherzando?
In tutta Roma e Italia solo il sacro Berdini sa fare il proprio mestiere ed è capace di evitare una selvaggia opera di speculazione edilizia?
Virginia Raggi, il resto della Giunta e i consiglieri capitolini del M5s sono incapaci di riconoscere la validità o meno di un progetto sottopostogli e di ridefinirlo e modificarlo laddove fosse necessario farlo o di bloccarlo e rispedirlo al mittente in caso il buonsenso e la ragionevolezza, compreso il rispetto delle regole e delle leggi, venissero calpestati da parte di chi propone il progetto?
Perché Virginia Raggi dovrebbe tenersi in squadra un assessore due volte bugiardo, che rilascia dichiarazioni vergognose, becere e sessiste sul suo Sindaco, colei che gli ha accodato la propria fiducia ed un compito importante per il bene di Roma, dietro le spalle, fingendo di non sapere che sta parlando con un giornalista quando l’audio lo inchioda non solo sulla responsabilità di quelle disgustose parole ma anche sul fatto di sapere che stava colloquiando con un giornalista ed aveva pregato il giornalista in questione di non divulgare ciò che gli aveva detto o di coprirlo con l’anonimato?
Berdini sapeva benissimo ciò che stava facendo e, piano piano, tutto sta venendo fuori. Altro che vittima delle circostanze!
Berdini si è dimostrato un uomo davvero miserevole dal punto di vista umano. Arrogante e supponente, inaffidabile ed imbarazzante, bugiardo, vendicativo ed incoerente, capace solo di giudicare gli altri con sprezzo e veleno gratuito: un emerito stronzo.
Io, a differenza di Imposimato e di chi, in queste ore, si straccia le vesti per “l’incommensurabile perdita” di uno come Berdini, penso che perderlo sarebbe solo un vantaggio e credo che questa opera di deificazione di Berdini sia semplicemente ridicola e grottesca oltre che dannatamente autolesionista.
Ma questa decisione spetta solo ed unicamente al sindaco di Roma e chi lancia appelli, post e lettere aperte perché il “Dio” Berdini resti assessore sta mancando di rispetto a Virginia Raggi e al suo ruolo, che Virginia, è bene che tutti non lo dimentichino mai, si è guadagnata con voti VERI. Molti voti VERI.
E se quel vecchio bastardo di Vittorio Feltri, ieri, si è sentito autorizzato a fare quell’editoriale infamante su Virginia, con quell’ignobile titolo, lo dobbiamo solo e soltanto al “competentissimo” ed “insostituibile” assessore Berdini. Da quando Berdini ha parlato di Virginia Raggi in quei termini, ogni giornale e telegiornale ha cominciato ad alludere, ad insinuare, a gettare lì che la Raggi nomina e promuove uomini in cambio di sesso mica perché, come faceva notare bene nel suo editoriale oggi Marco Travaglio, “quegli uomini avevano tutti i titoli e le competenze per essere legittimamente chiamati in quei ruoli dalla Raggi“.
Celata, lo scagnozzo di Mentana, non rendendosi conto di essere ripreso, parla con un suo collega e fa battute sul “fidanzato” della Raggi (intendendo Salvatore Romeo) e quell’altro che risponde, ridendo: “Ma fidanzato sarà la definizione giusta?”
Ecco: Vittorio Feltri è solo l’apoteosi di questo trend vergognoso, disgustoso ed inaccettabile scatenato dalla stronzaggine di Paolo Berdini.)

Franco Bechis:
“Cosa penso di Virginia Raggi? Che ha diritto a fare il sindaco fino al 2021. A chi mi chiede l’opinione che ho su Virginia Raggi posso dire solo che ha diritto di essere giudicata come sindaco dagli unici titolari : i cittadini di Roma. È stata eletta plebiscitariamente da loro, e loro la promuoveranno o bocceranno nel 2021 quando scadrà il suo mandato. Mi piacerebbe che questo avvenisse sempre nel mio Paese, che da 8 anni non ha più un Presidente del Consiglio scelto dagli elettori. Se ha infranto leggi in modo da decadere secondo le leggi esistenti, decadrà come accade a tutti. Ma dovrà esserci una condanna per stabilirlo. Finché questo non avviene deve fare il sindaco e avere come unico riferimento i cittadini di Roma e i loro problemi. Se avesse avuto l’assedio e il livello di attenzione da lei subito fin dal primo giorno credo che nessuno dei suoi predecessori avrebbe resistito fin qui. E non è che prima avessero commesso meno errori, anzi. I romani pagano le tasse più alte di Italia e gli italiani sono costretti a contribuire con le loro tasche perché i predecessori dalla Raggi coccolati dalla stampa hanno lasciato una voragine senza fine di debito. Un errore che prima sembró di 10 miliardi e poi man mano che è saltata fuori la polvere nascosta è quasi raddoppiato. Di fronte a quella strage colpevole e irresponsabile delle tasche dei contribuenti che non ha ottenuto manco un titolo di prima pagina, qui da mesi si sta discutendo come fosse la cosa più rilevante del mondo di un aumento forse ingiustificato di stipendio al signore Salvatore Romeo percepito per alcune settimane? Cioè fanno scandalo 18 mila euro da lui effettivamente percepiti in più e non quasi 20 miliardi rovesciati sulle tasche dei romani e degli italiani per dare lavoro e soldi anche alla propria cerchia di amichetti, a intellettuali di corte, a cooperative amiche, a compagni di partito, a qualche regista, attore o cantante che vive agganciato alla mammella pubblica? Dove si vedono quei 20 miliardi buttati via così ? Cosa hanno ricevuto in cambio i romani e gli italiani? Ma andate a quel Paese!”

Maria t
Se si vuole cambiare in profondità il ruolo dei sindaci e far emergere quelli che sommano onestà, capacità, passione civile per la “polis”, bisogna affrontare la questione della attribuzione dei poteri, senza i quali anche i migliori degli eletti restano impantanati nei debiti pregressi, nei funzionari corrotti piazzati da partiti e sindacati, nei dirigenti delle municipalizzate, nei tagli finanziari del Governo, che rendono sempre più bassa la possibilità di dare servizi ai cittadini.
La prima cosa da fare è la prevenzione: la Magistratura della Corte dei Conti deve avere il potere diretto, esecutivo e immediato, di commissariare i comuni che non rispettano il pareggio di bilancio, al fine di dare ai nuovi sindaci una reale possibilità amministrativa, per non passare il tempo della sindacatura a ripianare conti, sprechi e ruberie di cui devono venire fuori i reali responsabili.
Si deve anche considerare il fatto che i sindaci, non disponendo del gettito delle tasse, sono soggetti alle decisioni del Governo che dal 2011 al 2015 ha ridotto i fondi dovuti ai comuni del 66% a Milano, del 40% a Roma, del 36% a Torino, del 24% a Napoli, del 70% a Bologna (fonte: il Fatto Quotidiano del 22 giugno 2016), quindi per decisioni governative, impossibilitati a qualunque programmazione di spesa, costretti ad aumentare i vari tributi comunali, spremendo i cittadini.
Se non cambia questo metodo, affidando la totale riscossione delle tasse ai comuni, stabilendo una percentuale fissa, uguale per tutta l’Italia, da consegnare allo stato centrale, i sindaci saranno sempre in balia dei ricatti politici e i territori saranno sempre male amministrati.
Sono consapevole di invocare riforme di difficile attuazione e che ci vuole una maggioranza politica legittimata da un passaggio elettorale, ma vi sono nodi che vanno sciolti se vogliamo che i sindaci a 5 stelle appena eletti non siano stritolati da una burocrazia soffocante e corrotta, da veti e lungaggini provenienti da province e regioni, e da debiti da ripianare.
A proposito delle regioni: spesso un Governo regionale è di colore diverso da quello dei Comuni e ciò degenera in boicottaggio dei programmi urbanistici, ambientali, energetici, al punto da essere necessario che i poteri comunali siano molto più estesi e le regioni abbiano sempre meno importanza nella vita amministrativa italiana, fino alla loro soppressione come si farà per le province.
Ai sindaci la popolazione chiede sicurezza e lavoro, ma se non decidiamo (come negli USA) che la polizia (non solo quella urbana) sia comandata dal sindaco, difficilmente si può avere una svolta contro la criminalità. Quanto al lavoro, solo un reddito di cittadinanza, in cambio di 4 ore di lavoro giornaliere (5 gg a settimana) in lavori socialmente utili, organizzati dal Comune può eliminare quelle sacche di disperazione dovute alla disoccupazione.
Ai sindaci bisogna dare molti più poteri e, per quanto riguarda il peso dei debiti pregressi (a Roma la Raggi ha trovato dai 12 ai 16 miliardi di euro da pagare a banche e privati), si deve affiancare al sindaco una figura commissariale che tratti la materia, senza che il nuovo sindaco sia coinvolto nel ripianamento dei debiti fatti dai suoi predecessori che per questo vanno perseguiti.
Il contrappeso di cui devono godere i cittadini è il recall, la sfiducia, e cioè la possibilità di revocare il mandato al sindaco, se non rispetta gli impegni presi, su richiesta del 50% più uno dei voti ricevuti.””
Questo è il pacchetto di nuove regole da contrapporre a poteri forti, che di fatto vogliono annullare il voto sovrano del popolo, e non la resa che propone Travaglio. Queste regole devono entrare nel programma del M5S, tra le priorità, perché il ruolo dei sindaci ha un peso forse superiore a quello del Parlamento, soprattutto se teniamo conto che avranno poteri più estesi dallo scioglimento vero delle province e da un necessario ridimensionamento del ruolo delle regioni.
Prego Travaglio di ospitare nel suo giornale queste proposte affinché questo scandalo del tiro al bersaglio sulla Raggi si trasformi in un boomerang contro i suoi autori, gli stessi che hanno provocato la voragine del debito e vorrebbero tornare per continuare l’opera di sperpero del pubblico denaro.

I COMUNI A 5STELLE
Il M5S governa in 37 comuni italiani. Da Sarego nel 2012 a Vimercate nel 2016. Ad essere investiti della carica di sindaco tutti cittadini attivi, nessun politico di professione o di lungo corso, e sempre chiedendo la fiducia su un programma condiviso con la cittadinanza. Questo è il nostro metodo. 5 milioni di italiani hanno un’amministrazione 5 Stelle e nessuno di loro rimpiange la gestione dei partiti che hanno fatto dei comuni un bancomat. In 10 dei nostri comuni non esiste più da tempo Equitalia e in nessuno dei comuni 5 Stelle è aumentato il debito. Abbiamo preso in mano città in macerie come Roma e stiamo lavorando sodo per farla ripartire ottenendo anche alcuni incoraggianti successi nei primi 7 mesi di Governo. Abbiamo città come Livorno e Pomezia dove abbiamo sperimentato il Reddito di Cittadinanza comunale restituendo la dignità a tante persone. Abbiamo introdotto pratiche innovative come il bilancio partecipato. Stiamo cambiando l’Italia a partire dai comuni: i cittadini sanno che è possibile.
Da settimane ormai i media attaccano frontalmente il M5S con lo scopo di dimostrare che non siamo in grado di governare il Paese e quindi tengono nascosto tutto il nostro buon Governo nei Comuni. Sono nate fake-news a ripetizione, sentenze già emesse dai tribunali della carta stampata e un’attenzione oltre la morbosità per i fatti che riguardano i nostri sindaci, mentre i sindaci arrestati del Pd non fanno notizia. Nessun media si è preso la briga di andare a verificare cosa effettivamente fanno le 37 amministrazioni a 5 stelle sparse per tutta Italia. Ecco quindi uno strumento a disposizione di tutti per verificare quanto fatto dai nostri sindaci e consiglieri: il sito Comuni5Stelle.it. Esploratelo! Controllate cosa fanno i nostri sindaci e raccontatelo a tutti. Avviso ai giornalisti: il sito è aperto anche voi, USATELO!

LE NOMINE FRETTOLOSE DI MATTEO
TRAVAGLIO

De Luca sta stracciando il record di tutti i tempi per stanziamenti in “comunicazione”: 1,4 milioni, contro i 34 mila euro del 2014 e i 40 mila del 2015. Cifra che parrebbe eccessiva anche se il personaggetto si facesse erigere un monumento equestre d’oro zecchino in piazza Plebiscito.
Poi c’è lo staff renziano a Palazzo Chigi, che fa impallidire la Casa Bianca e il Cremlino messi insieme. La Verità racconta che, due giorni dopo aver perso il referendum e annunciato l’addio al Governo, cioè mentre faceva le valigie per Pontassieve, Renzi ingaggiava sei nuovi consulenti “digitali” e un architetto, mentre Lotti ne arruolava altri 5: roba da 3 milioni l’anno. Ma queste sono assunzioni meritocratiche. Come quella di Antonella Manzione, vigilessa di Pietrasanta e sorella del sottosegretario renziano Domenico (niente conflitto d’interessi, ci mancherebbe). Lo so che siamo tutti concentrati sul vigile Renato Marra: ma facciamo uno sforzettino e andiamo sulla vigilessa. La Manzione fu promossa dal sindaco Renzi comandante dei Vigili di Firenze e poi dal premier Renzi nientemeno che capo dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi, al modico stipendio di 207.461 euro l’anno (forse il quadruplo del precedente), con i risultati ben noti: una raffica di leggi, scritte coi piedi e regolarmente fulminate da Consulta e Consiglio di Stato. Siccome però l’ex vigilessa pestava i piedi alla Boschi, Renzi la promosse-rimosse al Consiglio di Stato (quello che bocciava le sue leggi), aggirando il limite minimo di età previsto dalla legge (che sarà mai), e per giunta lasciandola come fuori ruolo a Palazzo Chigi.Poi, con Gentiloni, la sottosegretaria Boschi le ha subito dato gli otto giorni, per sistemare al suo posto il fedelissimo Roberto Cerreto, laureato in Filosofia. Ora immaginate se questa giostra indiana a spese nostre portasse la firma della Raggi: scandalo, familismo, caos, bufera, rivolta, vergogna, omertà-omertà! Bad news.Invece porta il sigillo della Madonna di Laterina. Good news. Sentite La Stampa com’è felice: “Boschi vince la guerra tra donne: Manzione lascia Palazzo Chigi” e “prenderà servizio come giudice al Consiglio di Stato con funzione consultiva”, sostituita dal “quarantenne Cerreto, generalmente considerato preparato e brillante”.
Non è meraviglioso?

Draghi dichiara che l’Euro è irrevocabile.

COMANDA IL POPOLO, NON DRAGHI
Ennio Lannuti (Presidente Adusbef)

Euro, la rapina del secolo: non è irrevocabile, come ha deciso Mario Draghi. Rompere la gabbia, riappropriarsi della sovranità svenduta a cleptocrati, tecnocrati, oligarchi. Ricostruire dalle macerie l’Europa dei popoli. Chiamando i cittadini ad esprimersi col referendum.
L’euro è irrevocabile, ha sentenziato Mario Draghi. Trump e Le Pen sono una minaccia, incalza Romano Prodi (ex consulente di Goldman Sachs). L’Europa a doppia velocità -già proposta, ma bocciata e sbeffeggiata dall’oligarchia europea- può finalmente dare una risposta. Mario Draghi, il Presidente di quel mostro giuridico denominato BCE, che firmò da Governatore di Bankitalia il 17.3.2008 la famigerata delibera n.154 che autorizzava MPS ad acquistare Banca Antonveneta ad un prezzo folle di 9 mld di euro (costato alla fine 17 mld di euro), fonte di tutti i guai e del crac della più antica banca addossato a correntisti, risparmiatori, lavoratori, contribuenti (con 20 mld di aumento di debito pubblico), da esperto banchiere di Goldman Sachs, vada a raccontare che: “l’euro è irrevocabile’, al popolo greco massacrato dai “programmi di salvataggio” del Fondo Monetario e della Troika, costretti a mangiare cibo scaduto ed a rinunciare alle cure mediche minimali; alle decine di migliaia di sfrattati e pignorati iberici; ai portoghesi senza tetto emarginati e relegati oltre la soglia di povertà; al 40,1 % dei giovani disoccupati italiani, ai quali la “cleptocrazia europea a trazione tedesca” ha scippato perfino la speranza del futuro, oppure a quelle masse di invisibili disperati, che nel 2001 appartenevano al ceto medio e 15 anni dopo sono costretti ad affollare le mense della Caritas, solo per sfamarsi con un pasto caldo.
L’euro introdotto in Italia da sedicenti statisti, in realtà modesti maggiordomi della dottrina totalitaria del neo-liberismo mercatista di Milton Friedman, propagandato come la nuova Eldorado per gli italiani, ratificato forzatamente (senza referendum), dal 1 gennaio 2002 (1.000 lire= 1 euro), con lo sciagurato tasso di cambio fissato a 1.936,27 lire per 1 euro, ha svuotato le tasche delle famiglie italiane, al ritmo di 997 euro l’anno di rincari speculativi per un conto finale di 14.955 euro pro-capite nell’ultimo quindicennio, con un trasferimento di ricchezza stimato in 358,9 miliardi di euro, dalle tasche dei consumatori a quelle di coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, al riparo dai doverosi controlli delle inutili, forse contigue autorità di settore.
L stessa cifra di 358 mld richiesta da Mario Draghi, nel caso in cui il Paese lasciasse l’euro, come saldo dei debiti accumulati nei confronti della BCE mediante il sistema di pagamenti interbancario Target2 (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali UE.
La moneta unica, la più grande rapina di tutti i tempi a danno delle famiglie, un vero inferno per lavoratori e ceto medio impoverito, un paradiso per speculatori, banchieri, assicuratori, monopolisti dei pedaggi, capitalisti delle bollette e di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, ha determinato il crollo dei consumi e sofferenze economiche degli italiani, perfino del ceto medio e dei redditi definiti dei “benestanti” nel 2001. Come dimostrato inconfutabilmente dallo studio Adusbef sulla capacità di spesa (Cds), pari in Italia a 119 nel 2001,tra le più elevate dei Paesi europei superata da Inghilterra (120); Svezia (123); Belgio (124); Austria (126); Danimarca (128); Olanda ed Irlanda (134); Lussemburgo (235); ma più elevata di Francia; Germania e Finlandia. Dieci anni dopo, l’Italia (-16,8%) guida la classifica negativa della capacità di spesa (Cds) ridotta di 20 punti ed attestata a 99; al secondo posto la Grecia (-13,8% la Cds che passa da 87 a 75); al terzo il Regno Unito (-8,3% con la Cds a 110; al quarto il Portogallo – 7,4% che si attesta a 75; al quinto la Francia -6,9% con la Cds a 108; al sesto il Belgio a 119; mentre Austria (131); Germania (122); Svezia (129) e Lussemburgo (272) aumentano la capacità di spesa.
Insoddisfatta dal disastro che ha messo sul lastrico grandi masse di lavoratori e pensionati, artigiani, piccoli imprenditori, partite Iva, per arricchire banchieri, eurocrati, manutengoli del potere economico, cleptocrati, pronti ad addossare i costi delle crisi ai più poveri, l’Eurocrazia ha sferrato il colpo finale, con il bail-in , un esproprio criminale del risparmio intimato dall’ideologia tedesca ai ‘Paesi periferici’ che l’hanno accettata supinamente, per far pagare agli incolpevoli utenti dei servizi bancari i lauti pasti dei banchieri e l’omessa vigilanza di sedicenti autorità, controllate in Italia dalle banche socie, beneficate di 1,060 miliardi di euro dopo la rivalutazione delle quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 mld di euro, con i sicari prediletti di FMI e BCE, che dopo aver espropriato i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, sorvolato sul crac MPS, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, vorrebbero proseguire il disegno per demolire definitivamente un modello sociale costituito sul “valore del risparmio” garantito dall’art.47 della Costituzione, sostituendolo con società fondate sul “debito”, per rafforzare il dominio di troika, finanza di carta, degli algoritmi che strutturano i derivati killer ed il denaro dal nulla, innescando un circolo vizioso per alimentare i loro profitti sulla pelle di intere generazioni, intossicate dalle carte di debito.
Il Presidente Bce Mario Draghi, invece di affermare che l’euro è “irreversibile” continuando a foraggiare le banche con migliaia di miliardi di euro, regalati ai banchieri ‘amici’ per taglieggiare le imprese e drogare i mercati, farebbe meglio a proporre una revisione dei Trattati europei “capestro”, che oltre a produrre miseria e rovine economiche, sta alimentando la rivolta degli oppressi e degli onesti in tutto il mondo, soprattutto masse di disperati che hanno rifiutato il ricatto dell’establishment e della finanza criminale, come accaduto in Gran Bretagna con Brexit, negli USA con la vittoria di Donald Trump, in Italia col secco NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi.
Le vere minacce ai diritti ed alle libertà non sono quelle dei “populisti”, ossia di coloro che tutelano il popolo taglieggiato, difendono la legalità costituzionale, i diritti negati, il bene comune, gli interessi generali, i consumatori ed i risparmiatori oppressi e taglieggiati da banche, banchieri centrali e dalla finanza criminale, ma sono quelle di Goldman Sachs, JPMorgan, Agenzie Rating, banchieri di affari, che hanno corrotto ideologicamente (e non solo), servili governanti alla dottrina del liberalismo totalitario e del primato della finanza, per rendere schiavi i popoli.
Dopo che l’ideologia tedesca applicata ai trattati, ha depauperato risorse, espropriato i risparmi, privatizzato i beni comuni, è troppo comodo proporre l’Europa a due velocità. I danni di quei trattati sciagurati, che hanno messo al primo posto la supremazia di tecnocrati, cleptocrati, e di un mostro giuridico BCE con le guarentigie dell’immunità se compiono crimini, come quelli sul popolo greco affamato e disperato dai programmi di austerità della Troika, coi bimbi ed anziani malnutriti privati dei beni primari di sussistenza e perfino delle cure mediche minimali, dovrebbero essere calcolati e risarciti. Troppo comodo, dopo aver truffato i risparmiatori, approvato il Mes ed il bail-in, per salvare banche franco-tedesche e banchieri centrali, assecondare i diktat di Frau Merkel, per rafforzare l’egemonia tedesca ed aver provocato, con ossessive politiche di austerità la più grande recessione della storia. La sovranità appartiene al popolo, l’unica strada per l’Italia e la dignità degli italiani, già tracciata nella Carta Costituzionale, che un disegno delle mafio massonerie internazionali, voleva cancellare e governi servili avevano già indebolito, approvando supinamente trattati scellerati come Fiscal Compact, Mes, pareggio di bilancio, bail-in.
L’unica strada per il futuro dell’Italia è quella di uscire da questa gabbia di strozzinaggio europeo ad egemonia tedesca (non certo dall’Europa), che ha imposto il primato di una moneta ‘l’Euro’ a misura del ‘marco’, il dominio di banche e finanza sulla politica ‘bene comune’ e sulla sovranità popolare, che si esercita mediante libere elezioni, negoziandone le condizioni, senza aspettare che sia la cleptocrazia europea e della Bce, asservita alla finanza criminale a buttarci fuori dall’Euro imponendo al popolo italiano ulteriori sofferenze e le sue condizioni capestro, ricattatorie, come sta attuando con la Grecia.
Tertium non datur, per il riscatto del popolo e la riconquista del primato della politica, su tecnocrati, cleptocrati e parassiti, che si nutrono del sudore e del sangue dei popoli.

COSA HA FATTO LA RAGGI PER ROMA IN 7 MESI

1) Stanziati oltre 366 milioni di euro per il trasporto pubblico locale.
2) Abbassato la tariffa sui rifiuti con un risparmio in bolletta per i romani compreso tra l’1,5% e il 2%.
3) Congelato le tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale.
4) Individuato fondi per 10 milioni di euro che verranno distribuiti ai Municipi per interventi su strade e viabilità.
5) Investito sulle politiche sociali per la famiglia più risorse per 39 milioni di euro.
6) Tagli consistenti su spesa per i servizi istituzionali, generali e di gestione.
7) Stipulati 33 contratti relativi all’attività di staff di sindaco e assessori, per una spesa complessiva di poco più di 1 milione e 800mila euro, rispetto ai 124 contratti a tempo determinato per dirigenti esterni, e 187 contratti per staff Sindaco e assessori stanziati dalle precedenti amministrazioni negli anni 2012-2015: spesa complessiva del periodo ammontante a ben 29.606.617,45 euro (oltre 7 milioni e 400mila euro l’anno).
8) Attivi i primi 21 varchi elettronici della Ztl Anello Ferroviario: stop ai torpedoni turistici senza permesso. Entro il 2017 verranno realizzati ulteriori 53 varchi Ztl grazie a fondi europei.
9) Abusivismo commerciale. Solo nel mese di ottobre sono stati effettuati oltre 1000 controlli al giorno ed elevate multe per un controvalore di circa 3,3 milioni di euro. Nel mirino la filiera della contraffazione, racket della criminalità a spiccato danno erariale: oltre 31.400 controlli effettuati solo a ottobre in tutti i Municipi, con 1.607 sequestri amministrativi e 646 sanzioni emesse.
10) Adesione al Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) grazie al quale l’accesso ai servizi online di Roma Capitale avverrà con un unico nome utente e un’unica password, senza bisogno di ulteriori registrazioni.
11) Aperta al pubblico, per la prima volta, l’area archeologica del Circo Massimo, il più grande edificio, per lo spettacolo, dell’antichità.
12) Il 1° dicembre è partito il nuovo servizio di raccolta a domicilio di rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici, che è gratuito per le utenze domestiche con il ritiro al piano strada.
13) Approvata dalla Giunta capitolina delibera che prevede l’obbligo di tracciabilità dei rifiuti dei cantieri edili. Provvedimento contro il fenomeno diffuso dello smaltimento abusivo di rifiuti edili.
14) Entrato in vigore il piano freddo. Impegnata una cifra superiore al milione di euro, oltre 250.000 euro in più rispetto allo scorso anno. Impegnati anche i fondi derivanti da un bene confiscato alla criminalità: oltre 500 i posti messi a disposizione in varie modalità dai diversi centri che garantiscono accoglienza.
15) Linea 51 è diventata Express, potenziando il collegamento tra il capolinea della metro C Lodi, le linee metro A e B, le linee tramviarie 3 e 8 e il centro storico di Roma.
16) Nuova corsia preferenziale realizzata in via Emanuele Filiberto.
17) Politiche abitative, temporaneamente sospesi gli spostamenti delle famiglie dai Caat, i Centri di assistenza alloggiativa temporanea. Contestualmente è stata disposta l’riapertura dei termini per la presentazione delle richieste per il Buono Casa fino al 31 gennaio 2017.
18) Avviati operazione “strade pulite”, “piano foglie” e “piano caditoie” che prevede pulizia e spazzamento straordinari di strade, principali e secondarie, grazie anche allo spostamento delle automobili e ai divieti di sosta temporanei e alternati tra varie aree della città. Sul sito di Roma Capitale è stata aperta apposita sezione “Strade pulite” dove i cittadini possono seguire l’andamento dei lavori tramite un elenco di strade aggiornato periodicamente.
19) Servizi di pulizia dei bus del trasporto pubblico locale. Verrà effettuata all’interno dei mezzi utilizzando i minuti di sosta della vettura prima della ripartenza dai principali capolinea della rete Atac. Attività che si aggiunge a quella ordinaria che si svolge normalmente di notte. Un ‘pit stop’ di pulizia per i bus prima di ripartire per il servizio.
20) Il Campidoglio procede all’assunzione di 191 unità di personale, individuate tra i vincitori del maxi-concorso, come stabilito da una delibera approvata dalla Giunta. I dipendenti che entreranno a far parte dell’amministrazione si aggiungono ai 485 vincitori del cosiddetto “concorsone” per i quali a ottobre erano state sbloccate le assunzioni, che si perfezioneranno sempre entro l’anno.
21) Pagato il salario accessorio ai dipendenti capitolini bloccati da oltre sei anni dalle precedenti amministrazioni.
22) Potenziato servizio di raccolta rifiuti durante le feste natalizie: 55mila cassonetti svuotati sistematicamente. Solo nella giornata del 26 dicembre 2016 i 2500 mezzi e le unità di personale AMA hanno raccolto 2.852 tonnellate di rifiuto indifferenziato.
23) Definitiva pedonalizzazione dei Fori Imperiali durante le domeniche e i festivi.
24) Avviato bando per l’acquisto di 15 nuovi bus grazie alle risorse del Giubileo, dopo lo sblocco dalle l’arrivo tra le strade di Roma dei nuovi 150 bus Urbanway, che sarà completato entro febbraio 2017
25) Dal 1 gennaio 2017 i cittadini over 70 con reddito Isee fino a 15mila euro potranno usufruire gratuitamente degli abbonamenti Atac durante tutto l’anno.
26) Assegnato l’appalto di servizio per la manutenzione del verde orizzontale adiacente le piste ciclopedonali. Gli interventi termineranno entro il 31 dicembre 2016 e copriranno una superficie complessiva di 62,8 km. L’elenco completo dei lavori sarà consultabile sul portale di Roma Capitale e verificare, in tempo reale, eventuali variabili in corso d’opera dovute ad eventi non prevedibili come emergenze e fattori climatici avversi.
27) Rilancio e valorizzazione delle stazioni della metropolitana dal titolo “Adotta una stazione”. La street art ha dato linee, colore e forme artistiche ad alcune stazione della Metropolitana. Pulite le aree di accesso ed eliminati adesivi e scritte vandaliche. Il fine è quello di prendersi cura delle stazioni e trasformarle con il contributo di artisti, esperti di arte e di architettura.
28) Riqualificazione delle periferie romane con un investimento di 18 milioni di euro. Roma Capitale si è aggiudicata i finanziamenti del “Bando Periferie 2016” messi a disposizione dal Governo che ha riconosciuto la validità dei progetti presentati alla fine della scorsa estate. Gli interventi seguiranno una precisa visione della città: ricucire il tessuto urbano esistente senza ulteriore consumo di suolo, perché il territorio non resti vittima dalle speculazioni che lo hanno devastato in passato. I progetti puntano a recuperare gli spazi pubblici di quartiere, come piazze, parchi e giardini; rigenerare e riaprire ai cittadini alcuni forti storici; favorire lo sviluppo delle Pmi nelle zone periferiche; promuovere la sicurezza delle strade e la mobilità sostenibile; realizzare iniziative innovative.
29) A febbraio sono riprese le attività di rifacimento del manto stradale nei tratti più disastrati delle principali arterie della città e prosegue l’attività della task force anti-buche potenziata dal Campidoglio con squadre di controllo in ogni Municipio per monitorare capillarmente le strade e la qualità dei lavori. In due settimane, dal 15 al 31 dicembre, la manutenzione ordinaria delle strade di grande viabilità su tutto il territorio di Roma Capitale ha consentito la riparazione di oltre 400 buche. Le zone coinvolte vanno dal centro alle periferie e comprendono via Casal di Marmo, piazza Verbano, Lungotevere Cadorna, Lungotevere della Vittoria, o ancora via Cassia, via della Storta, via Flaminia, via Battistini, via Trionfale, o la centralissima piazza del Popolo.
30) Avviato con Atac l’operazione “Tram puliti”. Un piano di pulizia straordinaria con una sanificazione dei convogli ed lavaggi esterni. L’azione mira a mantenere un alto standard qualitativo di decoro. Una priorità per rendere più gradevole l’utilizzo dei mezzi in circolazione, contribuire a migliorare l’immagine della città per un concreto segnale di cambiamento e di ammodernamento.
31) Prosegue l’impegno rivolto in favore dell’ambiente e della mobilità sostenibile. Due i temi per migliorare la qualità della vita. Sbloccato l’iter per realizzare una pista ciclabile di 3,6 chilometri in via Nomentana, da Porta Pia a via Valdarno. Si collegherà con quella già esistente che costeggia l’ansa dell’Aniene. Il progetto esecutivo è a buon punto, sarà consegnato entro febbraio. E’ arrivato anche il via libera dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma. I lavori potrebbero partire già a settembre. Un nuovo tassello che andrà a comporre il mosaico del Grab, il Grande Raccordo Anulare per le Biciclette. Con le risorse che deriveranno da un eventuale ribasso di gara realizzeremo un allungamento del percorso ciclabile: da una parte fino a piazza Venezia, dall’altra fino a piazza Sempione.
32) E’ partita anche l’iniziativa di trasporto intermodale. Su 16 linee Atac di bus e tram è possibile portare a bordo la propria bicicletta. Tale servizio sarà esteso ad un numero maggiore di mezzi di trasporto pubblico.
33) A seguito di un esposto presentato dal M5S è stata aperta una indagine per una truffa da 14 milioni di euro in merito al piano di zona B50 Monte Stallonara. Si fa chiarezza su quanto accaduto. La Sindaca prenderà seri provvedimenti per riportare la legalità dove finora è mancata.
34) L’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Paolo Berdini ha avviato, venerdì 20 gennaio, il procedimento di revoca della convenzione per la concessione del diritto di superficie del Piano di Zona Tor Vergata D3/Comparto K3, sottoscritta da Roma Capitale e la società cooperativa Edilizia Lega San Paolo Auto. La conclusione dell’iter procedurale comporterà il rientro degli immobili in oggetto nel pieno possesso dell’amministrazione capitolina. Del provvedimento sono state informate le Autorità amministrative e giudiziarie competenti.
35) La Giunta capitolina ha deciso di intervenire per il recupero dei nuclei di edilizia ex abusiva di Via Ardeatina-Villa Balbotti e Via di Santa Fumia. Inoltre è stato stabilito che si interverrà sul piano di recupero urbanistico di Ponte Linari-Campo Romano. Obiettivo delle decisioni prese è portare infrastrutture di urbanizzazione primaria e servizi pubblici in aree residenziali nate abusivamente e abbandonate per 40 anni, creare delle comunità e ricucire con il tessuto urbano cittadino zone che hanno vissuto una realtà di isolamento.
36) Lotta all’abusivismo in tutte le sue forme. Nelle linee guida del nuovo ‘piano sicurezza’ della Capitale sono state date disposizioni al Comandante della Polizia di Roma Capitale affinché venga intensificato il contrasto ai fenomeni dei parcheggiatori abusivi, della sosta selvaggia e delle doppie file. Un aumento della videosorveglianza e della presenza dei vigili sul territorio. L’obiettivo è riavvicinare l’istituzione al suo territorio e ai cittadini romani, sempre più bisognosi di risposte certe alla pressante domanda di legalità e sicurezza.
37) Prosegue l’attività di contrasto al fenomeno dell’abusivismo commerciale. Aumentati considerevolmente i controlli. Dopo i lusinghieri risultati del mese di ottobre, nel solo mese di novembre sono state elevate 46mila sanzioni per oltre 3 milioni e mezzo di euro di incasso. Raddoppiati i controlli anche per arginare il fenomeno dell’abusivismo ricettivo; sul territorio romano, infatti, si contano oltre 6mila strutture turistiche abusive. Per il turismo, grande risorsa della città con 6 miliardi di euro di indotto e circa 170mila occupati.
38) La Giunta è impegnata, assieme alle associazioni di categoria, nel piano di lancio di un Convention Bureau per potenziare l’attrazione nella Capitale del turismo congressuale.
39) Salvati tutti i fondi stanziati per il Giubileo e aggiunte più risorse per restituire pienamente ai cittadini piazza Vittorio, con 375mila euro che si agiungeranno ai 2,5 milioni già in programma; per riqualificare l’Appia Antica, con ulteriori 200mila euro agli oltre 1,35 milioni già previsti. Un risultato che è stato raggiunto grazie all’impegno della giunta e del gruppo dei consiglieri M5S in Assemblea capitolina, la quale in settimana ha approvato la delibera sulla relativa variazione di bilancio.
40) L’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale, con la Fondazione Bioparco, ha organizzato il trasporto di 15 tonnellate di fieno ad Accumoli (Rieti), con l’obiettivo di fornire un supporto agli allevatori di uno dei comuni più colpiti.
41) Grazie ad una linea di finanziamento aperta con Cassa Depositi e Prestiti, la Giunta ha stanziato oltre 47 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole in tutti i municipi della città.
42) Giovedì 24 novembre si è svolta “Solidarietà inMensa”. Una speciale raccolta di fondi promossa dal Campidoglio e realizzata con la distribuzione nelle mense scolastiche di Roma di un menu solidale a base di prodotti tipici della regione, tra Lazio e Marche, colpita dal terremoto. Parte del ricavato, circa 26mila euro, verrà destinato alle mense scolastiche di Amatrice. All’iniziativa hanno partecipato tutti i plessi scolastici della Capitale (circa 800). Un gesto importante per ricostruire uno spirito di comunità: quando qualcuno è in difficoltà, in questo caso gli abitanti di Amatrice, i nostri bambini, più fortunati, possono aiutare i loro coetanei anche con un piccolo gesto. Nessuno rimarrà indietro.
43) Approvato il bilancio preventivo triennale prima della scadenza fissata dal Governo. Ciò consente a Roma Capitale di attingere ai 15 milioni di euro di premialità. E’ la prima volta negli ultimi dieci anni, che il Comune di Roma approva il bilancio di previsione entrto i termini di legge.

Andrea Sala
Ossessionati e terrorizzati dal M5S, i giornalisti e gli opinionisti di regime: Dalla Gruber e da Floris ad Augias e Scalfari, da Mentana a Sallusti, da Santoro a Battista, da Gad Lerner e Formigli, all’Annuziata, e la lista continua, si preoccupano per il loro futuro. La paura di costoro rispecchia in pieno quella dei loro padroni, che da De Benedetti a B, passando per Caltagirone e Montezemolo, e continuando con Marcegaglia e soci, temono che un Governo 5 Stelle possa detronizzare davvero quella casta politica che da sempre tutela i loro affari e copre le loro manfrine. Se B veniva attaccato dai giornali del PD e difeso dalle sue testate e da quelle in mano ai suoi amici, il M5S ha invece contro entrambi gli schieramenti. Il perché è evidente, le diatribe tra la sx e la dx riguardavano esclusivamente la spartizione delle poltrone, o vertenze giudiziarie come quella tra De Benedetti e B sulla Mondadori, ma nessuno metteva in discussione il sistema Paese, fatto di accordi sotterranei tra le due parti, e di inciuci con la malavita organizzata e col Vaticano, come invece sta già facendo all’opposizione, e vuol fare ancor di più andando al Governo, il M5S. Nè la dx, nè la sx, hanno mai voluto e vogliono davvero moralizzare il Paese, e l’ascesa al Governo del M5S potrebbe portare in Italia quella tanto temuta rivoluzione di costumi e di idee, che finora le due parti sono sempre riuscite a stroncare accordandosi segretamente al buio, nel retro delle quinte, ma fingendo di contrastarsi reciprocamente alla luce del sole..

Dal 2012, secondo Confartigianato, sono oltre 6500 le imprese che hanno delocalizzato, con un fatturato complessivo di 217 miliardi di euro e l’impiego di quasi 835mila operai e addetti lontani dai confini italiani.

L’AUSTERITA’ E GLI ENTI LOCALI
Beppe Grillo

Quando si parla di austerità si dimentica spesso che a sopportarne il peso sono stati in gran parte gli Enti locali, dato che i Governi degli ultimi anni, compreso quello Renzi, hanno preferito farsi belli con il bilancio dello Stato mentre tagliavano trasferimenti a Comuni, Province e Regioni. I Governi B, Monti, Letta e Renzi hanno praticato un massacro scientifico che si può riassumere in due dati: 40 miliardi di euro di tagli dei trasferimenti centrali e altri 40 miliardi di euro che gli Enti locali hanno dovuto trovare per rispettare il Patto di Stabilità Interno.
In totale 80 miliardi di euro di minori risorse.
Non ci sono precedenti nella storia Repubblicana.
Lo sforzo maggiore è stato richiesto ai Comuni: 13,5 miliardi di euro totali dal 2010 al 2015, con un crollo del 28% degli investimenti tra il 2010 e il 2014. Altro che ritorno alla crescita. Con l’austerità i Comuni hanno dovuto aumentare le tasse locali e soprattutto svendere o peggiorare la qualità dei servizi.
Il vero delitto, però, è stato commesso con le Province. Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Renzi (poi confermato da Gentiloni), ha prima svuotato le Province di risorse e poi ha finto di abolirle mantenendo in realtà in capo ad esse alcuni servizi fondamentali, come la viabilità. Nel solo 2017 le Province saranno dimagrite di altri 650 milioni di euro, ma i servizi non saranno ridistribuiti ai Comuni o alle Regioni. Il Presidente dell’Unione delle Province Achille Variati ha scritto qualche mese fa a Mattarella che “senza un provvedimento straordinario nessuna Provincia sarà in grado di predisporre i bilanci 2017, con la conseguente interruzione dei servizi essenziali ai cittadini”.
Ciò che denunciava Achille Variati è già successo. La tragedia dell’hotel Rigopiano, e più in generale i ritardi e le inefficienze nelle operazioni di soccorso in Italia centrale, ne sono una chiara testimonianza. Il nostro Luigi Di Maio ha osato far notare ciò che è sotto gli occhi di tutti, sostenendo che “in Abruzzo quella provincia che si doveva occupare della viabilità e che avrebbe potuto mettere a posto la viabilità per raggiungere l’hotel Rigopiano aveva la turbina in manutenzione da diversi mesi perché non c’erano soldi, turbina che avrebbe dovuto togliere la neve dalle strade. Quando le leggi si fanno in questo Paese o si fanno seriamente oppure provocano danni e in alcuni casi pure morti”.
A parte le proteste di rito dei politicanti, c’è qualcuno che riuscirebbe a contraddirlo con dati alla mano?
Mentre il massacro degli Enti Locali proseguiva indisturbato i costi della politica rimanevano invariati. Le proposte di legge del M5S, ultima la legge Lombardi con la quale abbiamo tentato di tagliare le indennità dei parlamentari, sono state ignorate, e anche i risparmi sul fronte delle auto blu e degli altri privilegi si sono rivelati slogan elettorali a cui non è seguito alcun fatto. Un parlamentare della Repubblica continua a percepire di sola indennità quasi 12.000 euro lordi al mese, contro i poco più di 5000 euro dei parlamentari del M5S, che diventano 3000 al netto. Se ci limitiamo a Matteo Renzi, che sui tagli ai privilegi ha provato a costruire una sporchissima campagna di comunicazione, la realtà è ancora più amara. Tra aereo di Stato in leasing da quasi 170 milioni di euro, spese di Palazzo Chigi in ascesa e viaggi di Stato all’insegna degli sprechi, non c’è Presidente del Consiglio che abbia dimostrato con i fatti maggiore megalomania.
L’austerità, come sempre, ha una sola declinazione: tagli, sacrifici e persino morte per i cittadini, privilegi insopportabili per i politici.
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Marco Celestino
Quanto pesa sulla tragedia di Rigopiano il depotenziamento della protezione civile, che da quando le è stato alleggerito di molto il portafoglio per via degli scandali è diventata un’agenzia da terzo mondo?
..
Mettere in sicurezza l’Italia costerebbe molto meno che ricostruirla.
Il fatto gravissimo è che per i politici italiani la cura del territorio e la prevenzione sono un optional in cui ad ogni finanziaria si investe di meno quando non sono un’occasione per introiettare denaro e mazzette. E verso vigili del fuoco o addetti alla tutela ambientale e delle popolazioni il comportamento del Governo è sempre più vergognoso, tagli e disprezzo come all’ultima delle categorie.
Non solo gli abusi edilizi sono stati sempre condonati ma da noi i geologi fanno la fame mentre le amministrazioni prosperano nella copertura degli illeciti.
Nell’ultima finanziaria Renzi per il dissesto idrogeologico ha destinato 1 miliardo e 900 milioni. Questa cifra esigua dovrebbe servire per
– la difesa del suolo e il dissesto idrogeologico;
– il risanamento ambientale e le bonifiche;
– gli interventi relativi alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione.
-la soluzione di 73 procedure di infrazione europea. L’8 dicembre 2016 l’Italia è stata nuovamente deferita alla Corte europea di Giustizia per non aver attuato la precedente sentenza del 2012 che imponeva di mettersi in regola nella gestione e nello smaltimento delle acque reflue.
Confrontate questa cifra coi 20 miliardi regalati alle banche e fatevi due riflessioni!
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Matrix
Dal 2011 al 2013 abbiamo pagato più di TRECENTO MILIARDI DI EURO di interessi sul debito pubblico.
La maggior parte sono andati alle Banche e alla BCE che acquista i nostri titoli e attraverso questo meccanismo (usuraio) dà materialmente i soldi al nostro Stato per il suo funzionamento.
Questo meccanismo ci impicca al debito perenne, non ne usciamo se non cominciamo a parlare seriamente dell’ingiustificato potere di vita e di morte concesso alla BCE tramite il suo diritto (divino???) di stampare moneta (dal nulla) e prestarlo agli Stati europei.
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Mariapia Caporuscio
I politici attuali sono bravi solo a promuovere contro-leggi favorevoli a loro stessi e dannose per la popolazione. Il Parlamento da “casa della popolazione” è diventata la tana per i loro affari e qui tutto è lecito: svendere il patrimonio nazionale, farsi leggi ad castam, riscuotere tangenti, truccare conti, rubare soldi pubblici, affidare appalti alle mafie, strangolare la popolazione con tasse incompatibili coi redditi, privarla dei diritti eccetera. A loro non interessa la sorte dei cittadini ma la propria e quella del partito di appartenenza. Se ne fregano delle sofferenze dei connazionali e delle imprese che chiudono, anzi si sbracciano per disintegrare anche i colossi statali, che senza scrupoli svendono ai compari, né si pongono il problema dei giovani che emigrano in massa, verso Paesi meno corrotti disposti a valorizzarne i meriti. Abbracciati al potere finanziario, stanno promuovendo una catastrofe umanitaria: la tecnologia che doveva sollevare gli esseri umani dalla schiavitù del lavoro, è diventata una manna per coloro che si arricchiscono dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Questi schiavisti proprietari dei macchinari, licenziano masse di lavoratori sostituiti dalla tecnologia e mentre i disoccupati si suicidano per la disperazione, gli assassini riempiono i loro forzieri di miliardi a palate. La colpa di questo ricade su quelli che poniamo alla guida dei Paesi. Mai avrebbero dovuto permettere ai privati di arricchirsi fino a sottomettere l’intero pianeta, venendo meno alla protezione dei cittadini e dell’ambiente.
Negli Stati Uniti quando governavano uomini seri, le tasse che i ricchi pagavano toccavano anche il novanta per cento, e l’America era “l’America” dove si emigrava con la certezza di migliorare le proprie condizioni economiche. Adesso a pagare le tasse è solo la classe lavoratrice però nelle mani di questi squali finisce tutta la ricchezza prodotta dai lavoratori.

VIA CRAXI ANGOLO VIA MARRA
Marco Travaglio

Ricordate le risate quando azzardavamo qualche paragone fra Renzi e B? Ma siete ossessionati, ma allora Silvio vi manca, ma avete sempre bisogno di un nemico, ma rassegnatevi al cambiamento. Così ci dicevano quelli che la sanno lunga e capiscono tutto. Alla vigilia del terzo compleanno della salita di Renzi a Palazzo Chigi (nel salotto della Bignardi non ancora promossa direttora di Rai3), partì il famoso tweet al premier Letta “Enrico stai sereno” e meno di un mese dopo arrivò il ribaltone. Ora possiamo tranquillamente dire che avevamo visto giusto. Il tempo, almeno lui, è galantuomo, anche se arriva un po’ tardi rispetto alla memoria da pesce rosso dell’italiano medio. E alla prontezza di riflessi del politico medio e dunque del giornalista medio. Infatti oggi chi dovrebbe ritirare quelle risate con tante scuse se l’è già scordate e scrive quel che scrivevamo noi tre anni fa, mentre lui rideva. E cioè che Renzi ha snaturato il programma del suo partito con una raffica di “riforme” copiate da quello di FI e per giunta fallite in mille pezzi, senza tracce per i posteri.
La riforma costituzionale, scritta con B che poi cambiò idea, rasa al suolo a furor di popolo al referendum. Quella elettorale bocciata dalla Consulta perché incostituzionale (fra l’esultanza dei suoi autori), come quasi tutte le leggi vergogna dello spirito-guida. Il Jobs Act e la Buona Scuola, che andavano al di là persino delle più rosee aspettative di B (B, sull’abolizione dell’art. 18 e sui prèsidi-padroni, si era fermato), miseramente naufragati e al povero Gentiloni tocca l’ingrato compito di disfarli per salvare il salvabile e recuperare qualche voto da lavoratori e insegnanti (oltreché per svuotare i referendum della Cgil). La Stabilità con i conti truccati, sgamata dall’Ue. Il ponte sullo Stretto, riesumato in campagna referendaria, prontamente archiviato il 5 dicembre: era solo un annuncio per raccattare voti sporchi e fare una marchetta all’Impregilo a caccia di indennizzi statali, come del resto quelli identici di B. E poi c’è la mitica riforma della giustizia, promessa tre anni fa da Renzi “entro l’estate” (del 2014) nel tragicomico “cronoprogramma dei 100 giorni”. Era il tempo dei titoloni perentori e irrevocabili dei telegiornaloni e dei giornaloni che rilanciavano ogni annuncio del pie’ veloce Matteo come dogmi di fede: “Subito la spending review”, “Subito lo ius soli”, “Subito la lotta all’evasione”, “Subito il testamento biologico”, “Subito la riforma della giustizia” e naturalmente “Mai più prescrizione”.
La gente si domandava: ma se questo prodigio della natura fa tutto nei primi 100 giorni, negli altri tre anni di legislatura che farà? Infatti poi non fece praticamente nulla, a parte i danni sopra riassunti.
L’altro giorno si è inaugurato il nuovo anno giudiziario col consueto rosario di dati e cifre devastanti. Nel 2016, sebbene l’Italia abbia la Magistratura più produttiva d’Europa, 133 mila processi se li è fumati la prescrizione, salvando da sicura condanna almeno 200 mila delinquenti. I vuoti di organico fra giudici, pm, cancellieri e amministrativi impediscono alla sola Cassazione di pubblicare 3151 sentenze e alla sola Procura di Roma di trasmettere 30 mila indagini già chiuse a un Tribunale paralizzato. Il Presidente della Corte d’appello di Napoli Giuseppe De Carolis parla di “50 mila sentenze mai eseguite, di cui 12 mila di condanna definitiva”. Cioè: a Napoli 12 mila pregiudicati (quasi tutti italianissimi, senza bisogno di muri) circolano a piede libero perché non si trova il personale per notificare le sentenze e portarli in carcere, o ai domiciliari, o ai servizi sociali, o costringerli a pagare le pene pecuniarie allo Stato (che ha speso enormi risorse umane e finanziarie per indagarli e processarli tre volte prima della prescrizione). E meno male, perché già ricominciano gli alti lai per il sovraffollamento carcerario, sempre considerato variabile indipendente dal numero di delitti e di criminali: se la giustizia funzionasse e finissero dentro tutti quelli che lo meritano, non basterebbero non dico le carceri, ma neppure gli stadi.
Che ha fatto il Governo Renzi, a parte promettere e non mantenere, per invertire la rotta? Zero. Anzi, ha aggravato la situazione con la geniale trovata di mandare in pensione i giudici con cinque anni d’anticipo (non più a 75, ma a 70 anni), senza bandire nuovi concorsi rapidi per sostituirli, poi ha regalato una proroga a soli 18 papaveri togati con nome e cognome per ingraziarsene due: il Presidente e il Pg della Cassazione. Così, per la prima volta nella storia Repubblicana, il Governo si è scelto i suoi magistrati preferiti, come denuncia Davigo, mentre la stampa di regime fa finta di non capire e parla di battaglia corporativa. Con tanti saluti all’indipendenza della Magistratura da ogni altro potere, sancita dalla Costituzione. Qui paragonare Renzi (e l’inutile Ministro Orlando, che da mesi annuncia il voto di fiducia su giustizia e prescrizione, e nessuno lo sta a sentire) a B. sarebbe ingiusto: nemmeno B. aveva osato tanto. Ma la soave corrispondenza di amorosi sensi fra Silvio&Matteo è stata coronata dalla fresca riabilitazione di Craxi a opera dei ministri Orlando e Alfano e del sindaco Sala, che allo statista latitante e pregiudicato per corruzione vorrebbe dedicare una strada o una piazza di Milano. A questo punto, non si vede perché non intestarne una anche a Raffaele Marra: è vero che è solo arrestato e non ancora condannato, e per una presunta tangente di appena 367 mila euro contro i 25 milioni e rotti che il bicondannato Craxi teneva su tre conti svizzeri. Ma tanto vale portarsi avanti col lavoro.

SI STA PER FIRMARE IL CETA-TRATTATO INTERNAZIONALE COL CANADA
5stelle Europa

Tutti i principali quotidiani esteri riportano la notizia dell’approvazione ieri al Parlamento europeo dell’accordo di libero scambio con il Canada(il CETA).Sui giornali italiani nulla, notizia censurata. Eppure il CETA, votato ieri da Alessia Mosca (PD)e Salvatore Cicu(FI), è una minaccia per l’economia italiana e la salute dei cittadini
-Il CETA permette al Canada di importare liberamente prodotti suini nel mercato Ue danneggiando così l’eccellenza europea dell’industria dei salumi e degli affettati. Nel 2014, nonostante il crollo dei prezzi nel settore europeo di carne suina, i prodotti canadesi venivano venduti a un prezzo del 25% più basso
-Le pressioni competitive metterebbero a rischio le piccole e medie aziende a conduzione familiare
-Il Canada è il 3° produttore mondiale di OGM e il mercato europeo sarebbe invaso da prodotti potenzialmente nocivi
-La pressione della concorrenza comporterebbe la chiusura delle imprese locali e un aumento del tasso di disoccupazione
-Il Canada è un grande produttore di grano, così come l’Italia.Il basso costo del grano canadese porterebbe a una diminuzione del consumo del grano italiano. L’industria alimentare italiana ne verrebbe danneggiata
-Alcuni settori come la pesca saranno costretti a chiudere perché il Canada è molto competitivo. Questo porterebbe a un aumento della disoccupazione. Il vantaggio è a favore delle multinazionali che possono permettersi economie di scala e costi di produzione più bassi
-In Canada usano la ractopamina negli allevamenti dei suini(uno steroide già vietato in oltre 160 Paesi), i neonicotinoidi(pesticidi sistemici) e sin dagli Anni ’80 gli ormoni nella carne bovina
-Il CETA elimina le barriere commerciali e permetterebbe al Canada, grande produttore di sabbia bituminosa, di esportare un’enorme quantità di questo prodotto dannoso per l’ambiente. La sabbia bituminosa è uno dei combustibili fossili più distruttivi per l’ambiente.
-Un aumento nel commercio transatlantico porterebbe a un aumento delle emissioni inquinanti del comparto dei trasporti.
– Con il CETA nascono le corti arbitrali. I governi non saranno più in grado di proteggere i propri mercati e prodotti. Le multinazionali potrebbero citare in giudizio i governi se dovessero essere imposte norme inique per i loro prodotti o restrizioni al commercio.
– Cittadini, comunità e associazioni sindacali non potrebbero più presentare ricorsi contro le imprese che violano le regole ambientali, le norme sul lavoro o sulla salute pubblica.
VI SEMBRA IL CASO DI CENSURARE QUESTE NOTIZIE?
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O forse il clamore sulla Raggi ha precisamente l’intento di nasconderle?
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Ovviamente Renzi e Calenda sono stati subito pronti a firmare il CETA, come il TTIP (ora silurato da Trump per gli USA) come il MES Cina. Vi pare che costoro lavorino per il bene degli italiani?
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Flavia Treccani
Il CETA impedisce la contrassegnatura in etichetta. La presenza della tecnologia genetica negli alimenti deve essere dichiarata nell’UE, tuttavia attualmente non sappiamo se carne, latte e uova siano prodotti con foraggi geneticamente modificati. L’industria genetica può approfittare della protezione per gli investimenti per richiedere risarcimenti danni se l’obbligo di contrassegnatura in etichetta verrà esteso.
Le aziende si avvalgono dei tribunali arbitrali per aggirare i diritti sociali. I diritti speciali per gli investitori, come l’ICS nel CETA, aumentano le possibilità per le grandi aziende di far prevalere i propri interessi. Così l’azienda francese Veolia intenta un’azione legale contro lo Stato egiziano per richiedere un risarcimento per l’introduzione del salario minimo. In questo modo sarà sempre più difficile combattere per ottenere regole migliori per i lavoratori. Il CETA garantisce diritti speciali alle aziende operative a livello internazionale. Il capitolo 8 consente agli investitori del Canada di richiedere risarcimenti danni all’Unione Europea e ai relativi Stati Membri se nuovi regolamenti riducono i loro introiti e il valore dei loro investimenti. Nessuna azienda locale può godere degli stessi diritti
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Bruna Ambra Scapigliati
Charlie Chaplin raccontò al pubblico una storiella fantastica e tutti incominciarono a ridere… Charlie ripeté la stessa storiella e solo pochi risero..??? Ripeté di nuovo la stessa storiella e questa volta nessuno rise..????? Allora disse queste parole stupende:
“Se non potete continuare a ridere per la stessa battuta, perché continuate a piangere per lo stesso problema?”
Allora godetevi ogni momento della vita..!! La vita è bella! Oggi è il 125° compleanno di Charlie Chaplin – un buon giorno per raccogliere le sue 3 toccanti affermazioni:
(1) niente è permanente in questo mondo, nemmeno i dispiaceri.
(2) mi piace camminare sotto la pioggia, perché nessuno può vedere le mie lacrime
(3) la giornata più sprecata della nostra vita è quella in cui non abbiamo riso. Continua a sorridere e passa questo messaggio a quelli che vuoi veder sorridere…
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Paolo Cicerone
Ricapitoliamo: il Presidente dell’ordine dei giornalisti chiede a Di Maio la lista dei giornalisti “scorretti”, lui gliela dà e subito dopo che fa il Presidente? Va sui giornali a urlare: “Aììììta! Aììììta! Di Maio fa le liste di proscrizione, i 5 stelle vogliono distruggere la stampa, uccidere tutti i giornalisti, mettere il parmigiano sulla pasta al tonno.”……
77° posto x la libertà di stampa (dietro Congo e Botswana) mica per niente.
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RIDIAMARO : – )
Cesare Sacchetti
Napolitano: “Nei Paesi civili si vota alla fine della legislatura.” Nei Paesi civili lui sarebbe già stato processato per il golpe del 2011 (o per alto tradimento o per collusione mafiosa).
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Penelope
A quelli dei poteri forti quando vanno le scarpe strette è colpa del populismo
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Maxben
Campidoglio, Berdini: sono un idiota.
In una situazione simile, vantarsi non è proprio elegante..
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Salvini: «Non mi alleo con B, siamo diversi». Uno col pelo sul petto, l’altro sullo stomaco.
Si allea… si allea.. I leghisti dicono sempre così…
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Micromega chiede a gran voce che Berdini sia riammesso e insinua che,se la Raggi,lo scarica è perché è in combutta coi palazzinari. Micromega ha detto una cazzata e farebbe meglio a tacere. C’è una regola in natura: se ti scaldi uno scorpione in seno e lui ti morde, inutile cercargli delle attenuanti, ti morderà sempre.
Io chi mi morde lo cancello.
E gli giuro odio eterno.

La rana e lo scorpione
“Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto.
Così, con voce dolce, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda”.
La rana gli rispose: “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!”
“E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione, “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!
“La rana stette un attimo a pensare, e alla fine lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.
Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese il perché del folle gesto.
“Perché sono uno scorpione…”, rispose lui “E’la mia natura”.

Capita l’antifona? Berdini, ti prenda chi non ti conosce! E Micromega vada pure all’inferno se si accoda alla canea urlante!
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CROZZA
Ma in fondo che cosa ha fatto Renzi per tre anni? Alla fine del Governo Renzi cosa è rimasto? Una cosa che è una non l’ha fatta.
La sua legge elettorale non c’è più. L’Italicum è stati definitivamente bocciato
(La legge sulla Pubblica amministrazione è stata giudicata incostituzionale)
(La legge sulla scuola è stata rifiutata da tutta la scuola)
Il Senato è rimasto com’era
Le Province pure
La ripresa non c’è
e il Jobs act non funziona
Cioè Renzi è stato lì tre anni per fare cosa?
Piuttosto che perderli così tre anni poteva imparare a suonare l’ukulele. Ma tu dirai: “E che cazzo te ne fai dell’ukulele?” Sì, perché che cazzo che te ne fai di Renzi? E’ la stessa roba.
.
UN 5STELLE DEVE SEMPRE BALLARE, E’ COME IL BALLERINO DELLA TIM

http://masadaweb.org

1 commento »

  1. A proposito del CETA, perchè non invii questo link ai tuoi contatti
    chiedendo di contattare i parlamentari EU per sollecitarli a prendere
    posizione contro il trattato?

    https://stop-ttip.org/it/cetacheck/?noredirect=it_IT

    https://stop-ttip.org/it/blog/chiamate-il-vostro-mpe/?noredirect=it_IT

    Ciao
    Bernardo

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 13, 2017 @ 7:54 am | Rispondi


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