Nuovo Masada

gennaio 15, 2017

MASADA n° 1824 15-1-2017 SE 20 MILIARDI ALLE BANCHE VI SEMBRAN POCHI…

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MASADA n° 1824 15-1-2017 SE 20 MILIARDI ALLE BANCHE VI SEMBRAN POCHI…
Blog di Viviana Vivarelli

Uscire dall’euro si può- Attacchi al M5S dei troll e dei giornalisti di regime – Da dove viene l’elettorato 5stelle – Dx e sx sono ormai la stessa cosa – Gli sprechi della sanità – Ma siamo sicuro che la figuraccia all’europarlamento l’ha fatta Grillo? -20 miliardi regalati alle banche- Padoan e le sofferenze bancarie – Staino e la quarta crisi dell’Unità – Nogarin salva l’azienda rifiuti – Politici non laureati- A volte ritornano

(Nelle immagini vignette di Staino)

L’unico che sia riuscito veramente a cambiare le cose dopo esser stato in una cabina è Superman, quindi rilassatevi. (Angelo Cantatore)

Il presente è talmente assurdo che è solo da rifare.
Il futuro non è scritto ma insieme possiamo renderlo incredibile
purché in quell'”insieme” non ci siano più i vecchi partiti.
Chi ti tradisce una volta ti può ingannare
ma se ti fai tradire due volte, sei tu che inganni te stesso.

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Riforma costituzionale bocciata
Riforma pubblica amministrazione bocciata
Riforma scuola bocciata
Legge elettorale bocciata
Riforma lavoro bocciata
Monte dei Paschi fallita
Unità fallita
Politiche immigrazione fallite
Gestione terremoto fallita
Devo continuare?
(Kemper)

Bruno Cipolla
La composizione del corpo elettorale cambia ad ogni elezione.
Ogni giorno muoiono mediamente 1650 vecchi (in gran parte elettori PD) e circa 1480 giovani compiono 18 anni e diventano elettori (in massima parte del M5S)
Ogni anno fanno circa 600mila morti e 540mila nuovi diciottenni.

ATTACCHI AL M5S DEI TROLL E DEI GIORNALISTI DI REGIME

Continuano ad attaccare il M5S dicendo che è di dx. Che il M5S sia di dx è tutto da dimostrare, finora è l’unico che si sia messo contro il sistema bancario infetto, contro le multinazionali stronze, contro il TTIP, il CETA, il MES Cina, contro il neoliberismo dell’Ue, contro l’austerità e le pessime politiche economiche comandate dalla zona Euro e dal Fm. E il M5S finora è stato l’unico che si sia mosso a favore dei giovani senza futuro, dei disoccupati, dei precari, degli esodati, dei vaucherizzati, delle piccole e medie imprese, di chi ha bisogno di uno stato sociale, dei più poveri. Chi invece è stato dalla parte della Bce, della Merkel, del Fm, della finanza, del sistema bancario, delle multinazionali, della casta, dei potenti… finora è stato il Pd
Dicono anche che quelli di dx voteranno il M5S. Finora vediamo che i transfughi vanno tutti nel Pd che è oggi, nel declino di Berlusconi, la vera dx italiana: Alfano, Verdini, Bondi, Romano, Verdini, Lucio Barani, Vincenzo D’Anna, Riccardo Mazzoni, Giuseppe Compagnone, Riccardo Conti, Pietro Langella, Antonio Scavone, Eva Longo, Ciro Falanga, la De Girolamo… la lista è lunga e si tirano dietro i loro elettori, ormai manca solo il Patto del Nazareno n° 2 per sancire l’identità del Pd con FI.
Attaccano Grillo per il suo tentativo di entrare nell’ALDE dicendo che prima con Farage era fascista e ora diventava liberale, ignorando che l’appartenenza a un gruppo europeo non è mai stata ideologica ma di interesse, tant’è (e Travaglio lo dice continuamente) che “ogni gruppo è un caravanserraglio dove c’è tutto e il contrario di tutto.
Con l’ALDE sarebbe stato lo stesso. Non è, come certi idioti hanno scritto, che Grillo prima era fascista e dopo diventata liberale. Purtroppo le scelte sono limitate. Dove si vede che uno può mettersi tecnicamente e non ideologicamente con un gruppo di cui non condivide gli scopi? Lo si vede nel film in cui posso prendere un autobus e sedermi accanto a te ma per motivi diversi, per cui l’ingresso in un gruppo non segna una appartenenza ma è solo un espediente tecnico richiesto dalle leggi europee per contare qualcosa, tenendo salva la libertà e l’autonomia del proprio voto.
Ma, siccome non esiste in Ue nessun partito simile al M5S (nemmeno a sx) e non si troverebbero mai 7 delegazioni che come il M5S mirano alla democrazia diretta, a combattere le regole assurde dell’austerità e i danni dell’euro, a lottare contro il neoliberismo…ecco che il M5S, PER ORA, è destinato, ovunque vada, a stare in gruppo con gente che la pensa diversamente, per cui uno vale l’altro.
Il gruppo che potrebbe avere più punti di contatto avrebbe potuto essere quello dei Verdi. Peccato che ci abbiano rifiutati! In quanto alla sx europea, non vale nemmeno la pena di parlarne visto che ha calato le braghe di fronte all’iperliberismo e si è confuso con esso.
Certo che Grillo fa errori. E’ umano e dunque ne fa. Ma ci sono errori veniali e scelte LETALI. i 5stelle per ora fanno piccoli errori che magari fanno irritare gli iscritti e vengono ingigantiti dai media ma ricadono solo su loro stessi, i vecchi partiti hanno fatto scelte SCELLERATE, su cui i media tacciono, che sono state pagate duramente da tutti gli italiani e hanno rovinato il Paese e anche se i media non ne parlano, gli Italiani le vedono lo stesso perché le pagano di persona. Se per faziosità o fanatismo c’è chi non riesce a vedere questo, mi spiace per lui. Vuol dire che è cieco o stupido o fanatico.
Ormai troppi italiani, malgrado l’accanimento mediatico disinformante, quel che accade lo vedono benissimo. Provate a chiedere a chiunque cosa lo affligga di più, se Grillo che cerca di entrare nell’Alde o i 20 miliardi regalati alle banche e che pagheremmo noi, De Benedetti che non paga 600 milioni al MPS, i 275 milioni di vaucher, il 37,9 % di giovani senza lavoro, i delinquenti che il Pd premia e promuove, la corruzione dei politici che non vanno mai in galera, le pensioni d’oro, il lusso e gli sprechi della Casta mentre la massa si impoverisce sempre più, i tagli allo stato sociale mentre si spende il 23% in più in armi…!!!
Ma andiamo…Attaccare il M5S è ormai diventata una battaglia persa.

VERITA’
Il 78% dei militanti del Movimento si è espresso a favore dell’entrata nel gruppo Alde
Il 58% degli appartenenti al gruppo Alde era favorevole all’ingresso del M5S nel loro gruppo.
La differenza l’han fatta 6 eurodeputati, perché i favorevoli sono stati 40 sui 46 necessari
Ridicolo parlare di disfatta.
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USCIRE DALL’EURO
Viviana Vivarelli

I propositi del M5S (salvo ratifica degli elettori) sono sempre stati:
-Uscire dall’euro
-Restare nell’Unione europea ma cambiarla radicalmente.
L’uscita dall’euro è prevista dagli stessi trattati Ue. Lo prevede l’art. 50 che rimanda, per la procedura puntuale, all’articolo 218. Una procedura tutta burocratica, di ping pong tra le istituzioni europee, che dura 2 anni. Ma lo Stato che ne fa richiesta è considerato fuori dall’Ue da subito, anche nel periodo in cui la procedura è ancora in corso .
La dottrina dice che si può uscire dall’euro restando nell’Unione.
Ci sono 4 vie:
-referendum sull’euro(la nostra Costituzione vieta i referendum legislativi ma Grillo ha sempre chiesto un referendum consultivo che non ha forza di legge ma significa comunque una espressione della volontà popolare)
-uscita unilaterale mediante modifica dei Trattati
-recesso dall’Eurozona in base agli art. 139 e 140 del Trattato sul funzionamento dell’Ue (Tfue)
-recesso dai Trattati europei secondo il Diritto internazionale. Questa è la via più facile,basta presentare come unica motivazione il cambiamento delle condizioni economiche e politiche rispetto al momento in cui il Trattato è stato firmato.
Mi pare che il peggioramento radicale delle condizioni economiche dell’Italia sia una condizione necessaria e sufficiente.
Dall’adozione dell’euro nel 2002 (Governi Berlusconi-Prodi) la produzione industriale dell’Italia è calata di 20 punti. La produttività di 8. Eravamo la 7a potenza industriale del mondo, ora abbiamo l’economia peggiore dei primi 7 Paesi europei. Forte diminuzione del Pil. Aumento della disoccupazione, quella giovanile è al 39%. Fallimento e chiusura di decine di migliaia di aziende. L’euro ha succhiato la domanda fuori dall’economia e ha ucciso la crescita. Ciò ha fatto salire alle stelle le sofferenze delle banche innescando la crisi bancaria. Quella che ha l’Italia è una crisi da euro, non è una crisi bancaria. La moneta unica ha distrutto la competitività e la crisi ha costretto le massime imprese italiane a vendersi agli stranieri, arricchendo altri Paesi e impoverendo sempre più l’economia italiana e ha spinto il Governo a fare tagli crescenti sui diritti dei lavoratori, allo stato sociale, agli investimenti pubblici e al recupero idrogeologico del territorio.

DA DOVE VIENE L’ELETTORATO 5STELLE?

Inutile fare delle ipotesi campate per aria e sparare sentenze a caso. Secondo gli studi dell’Istituto Cattaneo, uno dei veri problemi del Pd è non solo la leadership ma anche la distanza crescente del partito dal Paese reale. Nel voto per la riforma costituzionale le percentuali del No sono state altissime nelle sezioni più povere e sappiamo tutti che nelle votazioni comunali di Roma il Pd ha pescato soprattutto ai Parioli e nelle case più ricche del centro di Roma. I più critici del Governo Renzi sono stati gli ex elettori della sx nelle zone più povere e periferiche. Ugualmente i No salgono per fasce di età e le percentuali sono altissime tra i giovani. I SI’ hanno prevalso tra i pensionati, negando l’assunto di Renzi di aver fatto del Pd un partito per i giovani.
Quanto è emerso il 4 dicembre ce lo ritroveremo alle prossime politiche.
Malgrado i media siano tutti in mano ai renziani, e malgrado tutti i tentativi di Renzi di blindare il potere anche con un Governo Renzi-2 finto Gentiloni, il Pd si sta disgregando e la mossa di Renzi sulla riforma forzata senza i 2 terzi del Parlamento e il successivo referendum obbligato, ha finito per sfaldare l’elettorato piddino creando fratture insanabili e facendo crescere nel Paese un vero odio verso Renzi, mentre ha compattato il blocco già granitico dei 5stelle e non sembra che il recente erroraccio di Grillo su Farage abbia smosso le percentuali o abbia interessato più di tanto gli italiani.
I partitini della sx radicale sono scomparsi della scena politica e sociali, di fatto non esistono più da tempo. Al contrario di loro, il M5S ha retto con perdite minime, si è compattato e rimane in testa, restando vincitore con qualunque sistema elettorale che preveda ballottaggi.
Col referendum Renzi ha tentato un colpo micidiale contro la sovranità e la democrazia ma gli è stato fatale. Molti della sx hanno votato convintamente NO creando una spaccatura nel partito, mentre tutti quelli che avevano votato M5S hanno confermato il loro No. In 6 città su 10 le percentuali del No sono sopra il 90% e sono significativi i dati di città come Firenze e Torino.
Nel Cdx la situazione è frammentata e in corso di evoluzione ma nemmeno un idiota potrebbe negare l’esodo che si è prodotto da FI al Pd di Renzi: Alfano, Verdini, Romano, Abrignani, D’Alessandro, Faenzi, Galati, Mottola, Parisi, Sala, Amoruso, Auricchio, Fenzi, Galati, Fitto… Sono 210 i parlamentari che hanno cambiato casacca in questa legislatura tra Camera e Senato, 268 i cambi di gruppo in Parlamento. Questa gente non è andata da Grillo. E’ andata dove sentiva puzzo di potere, confermando la regola prima del M5S che dopo due legislature è sacrosanto che uno vada a casa.
Vista la situazione, negarla e continuare a dire che i fascisti finiscono nel M5S mi sembra oltremodo offensivo perlomeno delle qualità intellettive di chi lo dice.
Il fronte del No ha accomunato gli elettori del Pd, Sel e Rivoluzione civile, voti del Cdx, Pdl ecc e 5stelle. Il totale dà un 60%.
Il crollo del consenso a Renzi lo si è avuto specie a Sud e nelle isole dove la miseria è più forte ma contraccolpi duri si sono avuti nelle massime città.
Renzi non ha convinto né a dx né a sx. E di fronte al macello che ha fatto nelle leggi, nell’economia e nel Paese, se tanti elettori delusi hanno votato M5S non è perché siano fascisti, come qualcuno qui continua a blaterare, ma perché sono stanchi di una politica che li ha resi più poveri di beni, di finanze, di diritti e di sicurezza.
Mi sembra che qui alcuni si consolino sputando balle e calunnie per non voler vedere la realtà che hanno davanti e che mostra una fuga degli elettori dai partiti di cxs. Qui non si vota più per dx o sx. Si mettono nel voto le proprie delusioni o le proprie speranze. La sx ha deluso e di speranze non ne offre più. Per questo il Pd e i partitini della sx sono ormai respinti da chi sta peggio: le periferie, le aree non metropolitane, le fasce sociali più deboli ma anche il ceto medio indebolito dalla crisi, i disoccupati, i percettori di vaucher. Ancora peggio va dove, in particolare a sud, il numero di giovani disoccupati è più elevato con condizioni economiche più difficili.
Tre anni fa l’Istituto Cattaneo si chiedeva: da dove vengono i voti del M5S? La risposta è stata: prima di tutti dal partito democratico, per cui andateci piano col bollarli tutti come fascisti. E’ inutile che diciate che vengono da Forza Italia perché è proprio Renzi che ha accolto i transfughi di Forza Italia, Alfano e Verdini per cominciare. A Bologna, il Pd ha regalato il 48% degli elettori a Beppe Grillo; a Firenze il numero è arrivato fino al 58%. Ripetiamolo, più della metà dei voti del M5S provengono, nella città governata da Matteo Renzi, dal Pd. A soffrire di un esodo di simili proporzioni è stata anche la Lega Nord – il 2° partito per numero di elettori persi a favore del M5S. La Lega a Padova si è ritrovata con un 46% di elettorato leghista trasformatosi in grillino. Ma altri flussi consistenti arrivano dalla sx estrema.
Poi potete continuare a raccontarvela come vi pare. Di mitomani e sognatori son piene le fosse. E se fare calunnie o sparare battute a caso pensate che vi giovi a riprendere una credibilità perduta, fate pure. Secondo me non è la strada giusta e non lo sarà mai.

DX E SX SONO ORMAI LA STESSA COSA

Ecco un articolo di Fausto Corvino da IFQ che spiega come sia ormai impossibile distinguere dx e sx, visto che la sx europea si è ormai schierata col peggio della globalizzazione andando contro il bene del popolo che la globalizzazione ha stroncato. Ma quelli come Janni stanno sull’albero a delirare di categorie che non esistono più.

“Per la sx europea si chiude un anno molto difficile, forse di transizione, sicuramente sintomo finale di una crisi che si protrae da anni. In molti Paesi europei i temi classici della sx, dalla difesa del lavoro alla redistribuzione della ricchezza, passando per la lotta alla povertà più estrema, sono ormai stati risucchiati via da movimenti di dx – dx radicale, dx populista, ognuno la chiama come vuole – e rimescolati con uno zoccolo duro di ideali conservatori, come la lotta all’immigrazione, la difesa della cultura nazionale, l’ordine e la sicurezza. Il risultato è stato un modello politico ibrido che ha completamente disallineato il voto delle classi lavoratrici, con fenomeni come Brexit, il grande consenso conquistato da Marine le Pen in Francia, e l’attuale situazione politica italiana, referendum (passati e futuri) inclusi.
Tutto ciò è accaduto perché la sx socialdemocratica europea non è mai riuscita, in questi anni di crisi, a proporre nulla di realmente alternativo. Si è avvitata su se stessa in quello che sarebbe dovuto essere il suo momento favorevole, durante una folgorante crisi economica che aveva finalmente messo in discussione il modello di globalizzazione neo-liberista. Ma la maggior parte dei partiti di sx europei non ha colto questa opportunità per fare autocritica e proporre un cambiamento della propria linea politica, ed ha invece preferito continuare lungo la direttiva blairiana e clintoniana. Senza capire che l’incremento delle disuguaglianze, il collasso del welfare State, e l’aumento della disoccupazione non sarebbero stati assorbiti in modo indolore e silenzioso dalla società.
Guardiamo ad es. a ciò che è accaduto in Francia. Un Presidente socialista che cinque anni fa aveva conquistato la fiducia di giovani e lavoratori con la promessa di prendere di petto la linea pro-austerity dell’Europa, se ne va senza neanche ripresentarsi alle elezioni. Dopo avere atterrato il suo partito e essersi ritrovato in piazza i suoi stessi ex sostenitori a protestare contro la sua riforma del lavoro. La proposta di rendere flessibile il mercato del lavoro e più agevoli i licenziamenti oltre ad allungare la giornata lavorativa ha scatenato una rivolta tanto forte da parte degli elettori di sx, o forse dovremmo dire degli ex elettori di sx, da rappresentare un fatto unico, nella Quinta Repubblica, per il partito socialista. Ed ora Marine Le Pen si appresta a giocarsi uno storico ballottaggio con un programma di dx che rimescola i temi economici della sx in chiave nazionalistica, anzi dovremmo dire protezionistica, e certamente anti-europea.
Il Front National si è appropriato in maniera quasi esclusiva del discorso sulla disuguaglianza, rielaborandolo a suo modo sulla base della contrapposizione tra il popolo e le élite, lo ha unito ad una campagna in difesa dei diritti socioeconomici (ovviamente dei soli francesi), ed ha condito il tutto con i suoi argomenti classici contro l’immigrazione e contro l’Europa che erode inaccettabilmente la sovranità popolare. Il risultato è che, come ha scritto un po’ di tempo fa Andrea Rizzi su El País, un partito di estrema dx come quello di Marine Le Pen si ritrova ad essere su posizioni economiche più di sx di alcuni dei ministri socialisti che hanno governato la Francia nell’ultimo quinquennio, come Emmanuel Macron e Manuel Valls.
Una cosa simile è accaduta in Gran Bretagna, dove le persone che svolgono un lavoro manuale, in particolare nel manifatturiero, vivono in case modeste e sono escluse, prevalentemente per ragioni economiche, dal sistema universitario hanno votato per lasciare l’Europa. E l’hanno fatto insieme all’ala dx del partito di dx britannico. La situazione politica in Italia non è da meno, con i partiti di dx che molto probabilmente daranno il loro appoggio al referendum promosso dalla Cgil contro la riforma del lavoro voluta dal principale partito di sx.
Ciò che fanno i partiti europei di dx, della dx populista se vogliamo, è promettere protezione. Dal crollo dell’impiego, dalla povertà crescente, da un futuro senza diritti che appare sempre più incerto, in generale dai complessi meccanismi dell’economia globale che dopo anni ininterrotti di crisi vengono percepiti, certo in maniera semplificata, come apertamente ostili. Sicuramente lo fanno in maniera approssimativa, probabilmente sbagliata, ripiegando su un anacronistico protezionismo. Però lo fanno. Proiettano l’idea di una svolta, più o meno violenta. Riempiono un vuoto che la socialdemocrazia europea, avvinghiata a una visione acritica della globalizzazione dei mercati, si è fin qui rifiutata di colmare.”

Ma la figuraccia al Parlamento europeo siamo sicuri che l’ha fatta Grillo?

Com’è che su tutti i giornali europei, meno che in Italia, la figuraccia l’ha fatta il Presidente dell’ALDE?
L’accordo tra Grillo e Guy Verhofstadt, ex premier belga capo dell’ALDE, 3° gruppo dell’europarlamento ,era stato sottoscritto all’oscuro di tutti dal 4 gennaio. Il 78° degli iscritti ha dato l’okei, visto che Farage e i suoi dovranno ritirarsi dall’europarlamento a causa del Brexit. Teniamo però conto che l’ambasciatore inglese presso l’europarlamento si è dimesso sottolineando che con la tempistica del Governo May ci vorranno 10 anni prima che l’art. 50 del Trattato porti a compimento la Brexit (ma allora, per questi 10 anni non potevamo tranquillamente restare dov’eravamo?).
Ma quando a Bruxelles dovevano firmare l’accordo: colpo di scena, retromarcia di Alde per bocca dello stesso Verhofstadt, perché gli europarlamentari francesi e tedeschi rifiutano l’accesso al M5S e mancano i 2/3 prescritti. Grillo scrive che l’establishment ha deciso di fermarli. Risate ovunque. Ma siamo sicuri che Grillo non abbia ragione? Verhofstadt voleva far entrare il M5S nell’ALDE per intralciare la corsa alla presidenza dei due italiani, Taiani (FI) e Pistella (Pd). Per sete di potere, Verhofstadt ignora il proprio gruppo, oppure lo ha avvertito, il gruppo ha dato l’assenso preventivo e poi lo ha ritirato per fregarlo, attaccando Verhofstadt che fa entrare nell’ALDE chi per idee politiche le è opposto. La figuraccia la fa chiaramente Verhofstadt.
Terza ipotesi: Guy sa di non avere nessuna possibilità di essere eletto, si presta al gioco su imbeccata italiana per delegittimare il M5S agli occhi dei propri iscritti: prima ti garantisco l’OK in segreto, poi, al netto della figura di merda, ti respingo per mancanza di sostegno, in cambio di qualche posizione in più di prestigio tanto il capo del Parlamento europeo sarà sicuramente un italiano. Se l’imbeccata romana c’è stata, arriverà la ricompensa. E questo da ragione a Grillo che l’establishment gli è contro.

VOLTAGABBANA
Viviana Vivarelli

Io non riesco nemmeno a capire con quale moralità uno venga eletto in un partito e poi lo lasci per andarsene a zonzo nel Parlamento come gli pare e con chi gli pare. E’ indecente e dovrebbe essere penalizzato. Se uno ha una moglie non può sposarne un’altra o viene accusato di bigamia. E se uno è impiegato in una azienda non può vendere segreti alla concorrenza o agire contro gli interessi della sua azienda o viene licenziato. Perché allora chi è eletto in un partito non viene subito cacciato se ne esce e attua comportamenti lesivi per quel partito? Se si vuole etica anche in politica devono essere penalizzati i comportamenti immorali con leggi e pene adeguate.
Nel Parlamento italiano un onorevole su quattro ha cambiato schieramento in tre anni. Ogni mese 10 cambi di casacca. In questa legislatura, un onorevole su quattro ha cambiato schieramento in tre anni. Ogni mese 10 cambi di casacca. Ma deve continuare questo andazzo immorale?
L’iniziativa del M5S di mettere una ammenda è stata violentemente criticata e probabilmente non è legale. Ma sembra ovvio che ci cambia schieramento non lo fa certo gratis o per motivi ideologici e quello che fa suona come un alto tradimento. Perché allora i politici accettano una corruzione simile, che non potrebbe esistere in nessun altro ambito?

REGALATI 20 MILIARDI DI EURO ALLE BANCHE
per ripianare i debiti fatti dai capitani coraggiosi
come : De Benedetti (600 milioni), Marcegaglia (1,6 miliardi!!) ed altri….

Viviana Vivarelli

Com’è che con i debitori più ricchi non scatta una Equitalia o una Agenzia delle entrate che va immediatamente a sequestrare i loro beni e anzi i loro nomi si tengono rigorosamente segreti ‘per la privacy’?? Com’è che qui nessuno si rivolge alla Corte di Giustizia europea per segnalare la pesante irregolarità e la gigantesca disuguaglianza di trattamento tra chi ha un piccolo debito e chi ne ha uno enorme?
Le famiglie di chi si è suicidato per le penalità che gli sono state imposte per debiti relativamente piccoli e tutti coloro che sono stati vessati da Equitalia dovrebbero querelare i potenti debitori delle banche italiane e appellarsi alla Corte di Giustizia europea per palese disparità della legge.
E il popolo italiano tutto dovrebbe, secondo i renzioti, ripagare i debiti dei più ricchi ? O siamo noi cittadini che dovremmo querelare il Governo italiano per un indecente trattamento che nessun Paese civile potrebbe sopportare?
I 20 miliardi che in dieci minuti il Governo Gentiloni ha messo a disposizione delle banche truffatrici sono solo la punta dell’iceberg di quanto il Governo italiano dovrà sborsare per salvare le banche. Per salvare le banche tedesche il Governo tedesco ha tirato fuori 450 miliardi. Oggi i cittadini italiani dovranno pagare in tasse 450 euro in più a famiglia. Quanto dovremo pagare quando l’operazione ‘salvataggio banche’ sarà conclusa?
E perché a questo salvataggio parteciperanno i cittadini comuni e non chi ha con le banche debiti per centinaia di milioni? E perché lo scandalo del furto perpetrato da Monte dei Paschi di Siena per truffare i risparmiatori e elargire crediti immani al Pd e agli amici del Pd trova sui media meno spazio delle nomine della Raggi?

MoVimento 5 Stelle

C’è voluta la denuncia del blog del M5S perché i grandi debitori di Mps cominciassero a parlare. Ieri hanno replicato Emma Marcegaglia e Carlo Mezzaroma (che pure non era direttamente nominato, dato che la società indebitata, Impreme, appartiene ad un altro ramo della famiglia), oggi aspettiamo Carlo De Benedetti (tessera numero 1 del Pd e patron di Repubblica), che con i 600 milioni di euro di Sorgenia risulta il maggior debitore del Monte dei Paschi (almeno tra i privati citati dai giornali).
I grandi debitori chiamati in causa smentiscono, come sempre, ma è strano che non siano state ancora annunciate querele verso quei giornali (come il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera e Libero) che hanno scritto i loro nomi nero su bianco. C’è solo un modo per capire chi ha ragione: pubblicare la lista dei grandi debitori di Mps, insieme al debito accumulato e a quello già arrivato a scadenza e mai restituito. Perché accada, però, ci vuole la volontà politica del Governo e della maggioranza. Basterebbe, ad esempio, votare favorevolmente un emendamento del M5S al decreto su Monte dei Paschi. Li aspettiamo al varco, anche se le parole del Ministro Padoan non fanno ben sperare, dato che nella audizione congiunta di ieri si è affrettato a dire che la trasparenza è un valore, ma occorre distinguere tra debitori sfortunati e debitori scorretti. Un “ma” pesante come un macigno.
In ogni caso le colpe vanno divise. Rivalersi sui grandi patrimoni dei debitori di lusso non basta. A pagare l’ennesimo massacro di risparmiatori deve essere anche l’amministrazione della banca. È vero o no che i vertici dell’istituto senese (compreso l’attuale amministratore delegato Marco Morelli) negli anni passati hanno concesso credito facile e con scarsissime garanzie a copertura dei debiti di lusso mentre ipotecavano casa e aziende a famiglie e piccoli imprenditori? È vero o no che, invece di riscuotere con tutti i mezzi possibili i crediti di grandi dimensioni, hanno preferito entrare nel capitale delle grandi aziende precedentemente finanziate oppure, ancor peggio, hanno inserito i crediti suddetti tra quelli deteriorati, creando il buco di bilancio che ora i cittadini sono chiamati a ripianare attraverso un indebitamento pubblico ulteriore di 20 miliardi di euro?
La soluzione del M5S è semplice (anche se rivoluzionaria): le banche tornino a fare le banche, finanziando il territorio e applicando anche alle grandi aziende seri criteri di merito. Si separino le banche di credito ordinario da quelle d’affari e lo Stato diventi azionista di maggioranza di alcune grandi banche nazionali, a partire da Mps, azzerando i consigli di amministrazione precedenti e piegando il sistema creditizio alla sua finalità sociale, come previsto dalla Costituzione.
La verità è che un cambio di paradigma di questa portata lo può realizzare solo il M5S, libero da favori e ricatti incrociati.

MA CHE DEMOCRAZIA C’E’ IN EUROPA?

In un regime di democrazia, nazionale come europea, uno dovrebbe valere uno, ognuno dovrebbe valere per il suo voto e a questo voto dovrebbe garantire il massimo della libertà.
Considero dunque altamente antidemocratico che in Europa i gruppi abbiano più potere dei singoli parlamentari e che per contare qualcosa ci sia l’obbligo di partecipare a un gruppo o addirittura,come per i verdi, che l’adesione a un gruppo obblighi a un obbligo di voto comune.
E’ evidente che non esiste nel Parlamento europeo nessun gruppo o partito che abbia interamente gli stessi principi anti euro o di democrazia diretta del M5S (non Podemos,non Tsipras, non i pirati) per cui, essendoci l’obbligo di 25 membri e di 7 delegazioni, il M5S dovrebbe essere condannato per lungo tempo a vivere da solo, attaccato da tutti i neoliberisti europei e considerato antisistema, se dovesse rispettare l’obbligo di aderire a un gruppo, perdendo i propri connotati e acquistando quelli del gruppo che lo accoglie. E questo è massimamente antidemocratico.
In quanto a chi considera spregiudicato il suo comportamento in quanto entra o cerca di entrare in gruppi come l’UKIP o l’ALDE di cui non condivide i principi, come fossero auto in cui sale per motivi di opportunità ma senza perdere i propri principi, è giusto ricordare che non esiste gruppo europeo che sia coerente e unisca partiti che la pensano allo stesso modo. Anzi l’incoerenza è la caratteristica principale, tant’è che nello stesso gruppo possono convivere Orban e chi attacca Orban, la Merkel e chi odia la Merkel,per cui è sommamente ipocrita tutta questa stampa italiana che vomita accuse di incoerenza al M5S perché cerca qualcuno che la accolga per contare qualcosa in Europa, pur conservando un libero voto e una totale autonomia di idee e di intenti.
Il massimo della calunnia è che si accusa Grillo di avere abiurato ai principi del Movimento per accogliere quelli del neoliberismo quando tutto è chiarissimo a tutti.

GRILLO HA MESSO UNA PENALE DI 150.000 EURO A CHI TRADISCE

Purtroppo temo che questa penale sia illegale. Più facile a dirsi che a farsi, visto che la penale per i “traditori” è stata considerata incostituzionale da Cesare Mirabelli, ex Presidente della Consulta. Oltre a ciò ci provò a imporla Di Pietro per l’Italia dei Valori diversi anni fa ma in tribunale si rivelò inutile. L’IdV non riuscì ad ottenere un euro dai suoi eletti che – pur avendo firmato il patto – avevano successivamente deciso di cambiare casacca. Per questo ha ragione Affronti a dire che è “carta straccia”. Resta la condanna morale e la caduta di immagine per cui chi tradisce rimane, per sempre e con chiunque, un traditore.

SPRECHI NELLA SANITA’

Sanità: Negli ultimi 6 anni boom dei costi per i cittadini, ma qualità e quantità delle prestazioni sono diminuite.
I dati del rapporto Ospedali & Salute 2016 mostrano che nonostante la spending review ci sono ancora sacche di inefficienza fino a 3,2 miliardi. Risultato: i pazienti si rivolgono a strutture private, si spostano in altre regioni o sono costretti a rinunciare alle cure
I ticket per le prestazioni sanitarie sono cresciuti del 40,6% fra il 2009 e il 2015. Quelli per i farmaci del 76,7%, mentre i costi per le visite a pagamento negli ospedali pubblici sono saliti del 21,9 %. Ciononostante la qualità e la quantità della sanità pubblica è peggiorata, mentre sul fronte della spesa persistono sacche di inefficienza fino a 3,2 miliardi. Complice soprattutto l’opacità dei bilanci di aziende ospedaliere e ospedali a gestione diretta. Dopo 5 anni di spending review è questo il quadro del sistema sanitario italiano. Il rapporto racconta il duplice danno per i cittadini che, oltre all’aumento dei costi, subiscono anche il progressivo degrado di una sanità pubblica che ha visto ridursi posti letto (-9,2%), ricoveri (-18,3%), giornate di degenza (-14%) e personale (-9%). “Tutto ciò ha spinto i pazienti a cercare soluzioni alternative presso le strutture private, accreditate e non; a ricorrere a strutture ospedaliere presenti in altre regioni rispetto a quella di residenza; addirittura a rimandare o a rinunciare alle cure”, precisa l’indagine, che ha evidenziato come nel triennio 2012-2014 la spesa sanitaria italiana rispetto al prodotto interno lordo (6,8%) sia stata inferiore a quella degli altri Paesi del G7 (8,2%).
Ma il peggio è che cresce anche il numero di italiani che non riescono a curarsi: nel 2016 il 16,2% delle famiglie ha infatti “rimandato una o più prestazioni (fenomeno che ha coinvolto tra 4 e 8 milioni di persone)”. Il 10,9% delle famiglie ha invece rinunciato a curarsi per un totale di 2,7-5,4 milioni di persone interessate.
Eppure il sistema sanitario si potrebbe migliorare, per esempio con una imposizione governativa di un listino prezzi per strumenti sanitari che parifichi il costo in tutte le Regioni, o mettere tariffe predefinite alle cosiddette “attività a funzione”, cioè attività assistenziali come il pronto soccorso o la terapia intensiva dove compaiono spesso ricavi ‘impropri’. Una maggiore trasparenza dei bilanci aiuterebbe a misurare il livello di efficienza delle diverse strutture. E contribuirebbe così ad eliminare le sacche di inefficienza della spesa sanitaria.

Alessandro
Ci confondono, intenzionalmente non ci fanno capire niente. E vogliono farci intendere che la colpa è sempre la nostra. Con la scusa del debito ci dicono che bisogna risparmiare e quindi ci riducono i servizi pubblici… ma salvano le banche.
Per esempio, se la sanità pubblica non funziona o ha lunghe attese, siamo costretti a ricorrere a quella privata. Se la pensione che ci spetterà è troppo esigua, ci dicono di ricorrere ad assicurazioni integrative private. La riduzione dei servizi è funzionale ad aprire nuovi mercati privati. Distruggendo i servizi pubblici ci inducono alla sanità privata, alle scuole private, alle assicurazioni integrative private… e il business è servito!
Non è casuale, questo sembra essere il vero programma studiato dai poteri forti da far applicare da Renzi e dai suoi successori… E le grandi opere si faranno perché si devono fare.

Cb
La spesa italiana per la sanità é quasi un punto e mezzo % PIL inferiore a quella degli altri Paesi OCSE, la spesa dei ticket é aumentata del 40% su scala nazionale e il problema é degli ospedali che fatturano male le spese dei PS? PS che sono in crisi strutturale OVUNQUE? Ah, e poi perché non diciamo CHIARO quali sono le regioni (sempre le solite) dove si annida l’inefficienza e lo spreco, e magari i rispettivi amministratori, cosi che magari i cittadini di quelle regioni si ricordino di chi ringraziare, la prossima volta che vanno al voto?

Viviana
Renzi ci racconta la balla che se votavamo SI’ al referendum, il Governo avrebbe fatto un listino prezzi per i prodotti sanitari uguale in tutta Italia, chiudendo lo scandalo per cui un inserto tibiale in una regione costa 199 € e in un’altra 2.479, una protesi all’anca in ceramica viene pagata in una regione 284 € e in un’altra 2.575, con una maggiorazione dell’806%. Le differenze toccano il 500% anche su una semplice benda. Stessi prodotti pagati un prezzo da uno e da un altro 4 volte di più. Le protesi vascolari rette per gli aneurismi costano alle ASSL 1130 €, quando ne basterebbero 293. Le variazioni sono enormi per prodotti molto comuni, come le medicazioni in film di poliuretano. Cosa ci vuole perché la Lorenzin imponga a tutti dei costi fissi standard? Ci vuole una riforma della Costituzione??? Ma ci prendono per fessi?? Tutti i regali fatti ai fornitori e ai gestori della sanità diventerebbero risparmi per i cittadini. Certo non ci sarebbero più le mazzette..
Renzi lo disse chiaramente già alla prima Leopolda, che voleva privatizzare tutto in Italia, disse “privatizzazione a 360°”. Se qualcuno non lo ha ancora capito che è stato messo su dalle lobby e dalla finanza, deve essere proprio duro di comprendonio!

Mentre per pagare le sofferenze bancarie che i ricchi d’Italia si permettono di non saldare e mentre stanno per aumentarci le tasse di 450 euro e famiglia, sembra che Mc Donald evada tranquillamente il fisco e nessuno fa niente!
La multinazionale McDonald’s avrebbe evaso le imposte per oltre 74 milioni di euro.
E rischia una multa di 224 milioni di euro.
In Italia si perseguita chi sbaglia la dichiarazione dei redditi anche per pochi euro.
E invece viene ignorata una denuncia che, se accertata, potrebbe far recuperare più di duecento milioni di euro alle casse pubbliche.
Come avviene spessom l’Italia è la pecora nera d’Europa anche se sembra che McDonald’s abbia adottato le stesse tecniche di evasione fiscale in molti Paesi.
McDonald’s nega. Nel dubbio l’Unione Europea ha aperto un’indagine. La Francia ha aperto un’indagine. E anche la Spagna. L’Italia invece no. Come mai? McDonald è un caro amico da proteggere come De Benedetti e Marcegaglia?

Mentre avvengono sprechi immani che nessuno si cura di frenare, manca personale ospedaliero e i malati di cancro devono trasferirsi dal sud al nord ogni volta che devono fare una chemio, con disagi indicibili e spesa per i famigliari, e nelle stesse città del nord avvengono cose assurde. Al Malpighi di Bologna (e Bologna non è certo il sud) mio marito, malato terminale, ha dovuto aspettare 6 ore su una lettiga in un corridoio perché mancavano i portantini per riportarlo nel suo reparto, i portantini erano ansiosi perché tutti a rischio licenziamento, però S.Orsola e Malpighi mandavano la biancheria da lavare a Napoli!!!! ???? Poi alla Sanità ci rimettono una incapace come la Lorenzin che pensa a fare campagne per aumentare le nascite!!???

Picchio della Rocca
La stessa cosa la stanno facendo nel settore energia con l’obbligo al passaggio del mercato libero di luce e gas dal 2018. Non vedo cosa ci possa essere di libero in un obbligo che dal mio punto di vista è antidemocratico e anticostituzionale. Comunque il disegno delle nostre classi dirigenti attuali porta alla privatizzazione totale di tutti i settori che sono ancora in mano allo Stato. E quando le aziende private falliscono (vedi banche e Alitalia), si ricorre alla socializzazione delle perdite per poi rivendere nuovamente al mercato le aziende ripulite. Socialismo per ricchi, liberismo per i poveri.

Viviana
Ci dicono che in Italia c’è una sanità pubblica del tutto gratuita. In parte questo è vero, in parte no. Visto che siamo tra i Paesi con le tasse più alte del mondo (42,3%), credo che questa cosa della sanità gratis sia una brutta barzelletta. Per la spesa nella sanità siamo in coda tra i Paesi europei. La media europea è del 10,3 nel rapporto spesa/PIl, con vari Paesi che sono sopra (Olanda, Francia, Germania) e noi che siamo sotto assieme a Grecia, Portogallo e Regno Unito. L’Inghilterra è famosa per spendere poco nella sanità ma noi siamo peggio.
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Ora ditemi voi se queste, per esempio, sono prove di un governo di sx!!!!!

RENZI, PADOAN E LE SOFFERENZE BANCARIE
Viviana Vivarelli

Padoan pensa di aumentare il nostro già gigantesco debito pubblico regalando 20 miliardi alle banche decotte e fallimentari, riprendendoli in parte con aumenti fiscali e in parte facendo scendere ancora più in basso l’Italia tutta con l’aumento del debito.
Ma voi pensate che 20 miliardi bastino???!!!
Il sistema bancario italiano ha in pancia 360 miliardi di euro di prestiti andati a male, il 16% dei prestiti totali, quando la Spagna, per es., ne ha solo 6%.
Qui per salvare i più ricchi debitori italiani, come De Benedetti, Marcegaglia, Colaninno e Mezzaroma, rischiamo di affondare tutto il Paese!
E Padoan ha pure la faccia di dire che ci vorrebbe una legge che mettesse in chiaro la lista dei debitori insolventi, rompendo l’omertà criminale della presunta privacy (però adesso basta con questa privacy mafiosa!), e poi li punirebbe. Però, aggiunge poi, naturalmente, sarebbero salvati e tenuti in ombra i politici italiani debitori che non hanno saldato il loro debito con le banche. Ci sono pure loro??
Indovinate un po’ di che partito possono essere questi debitori politici! Vi do un aiutino: il Monte dei Paschi di Siena, coi suoi 47 miliardi di debiti non restituiti, è la banca del Pd. Il caro D’Alema, tanto perbenino, che fa le pulci a Renzi, fa parte della fondazione che fa da padre padrone del Monte dei Paschi e contribuisce al suo fallimento, ovviamente senza obblighi o responsabilità legali, visto che le fondazioni bancarie figurano come no profit.
E i poveri pensionati e disoccupati dovrebbero ancora tagliare la loro misera pensione per coprire gli interessi sporchi del Pd e dovrebbero continuare a votare il Pd??
E voi pensate che i politici che hanno ricevuto milioni facili dalle banche e poi non li hanno resi voterebbero una legge punitiva di loro stessi???
Ma il meglio è questo: da quando Prodi ci ha messi a forza nell’euro (truccando pure i conti con l’aiuto della Goldman Sachs), l’Italia ha accumulato un deficit verso la Germania di 359 miliardi; quasi la metà dei 754 miliardi di crediti che la Germania ha dato ai partner dell’euro-zona. E perché? Perché gli italiani comprassero auto tedesche, merci tedesche, prodotti tedeschi, affossando la propria economia. La Germania ci ha fatto credito (come fecero gli USA dopo la 2a guerra mondiale) per salvare il proprio mercato. Negli stessi anni in cui la Merkel ci ha rimproverato del deficit eccessivo superiore al 3% annuo, e ci ha ordinato di ridurlo con una austerità suicida, la Germania ci ha alimentato il deficit eccessivo, come ha fatto con Francia, Spagna, Portogallo, per salvare la propria economia e distruggere la nostra. Ma i media questo ovviamente non lo dicono. Stanno a perdere tempo con gli assessori della Raggi e Grillo che girovaga per l’Europa cercando un gruppo di accoglienza, sempre pronti a sputare accuse e calunnie quando ce ne sarebbero di delinquenti finanziari da sputtanare, ma ovviamente non si sputa su chi ti paga lo stipendio e le mazzette! Il cane lecca la mano del padrone. E ovviamente ringhia contro chi si avvicina al malloppo.
E ancora dobbiamo sopportare queste assurdità??
Dal 2009 De Benedetti, signor n° 1 del Partito Democratico, ha preso la cittadinanza svizzera,non paga le tasse italiane, però viene a far bottino nelle banche italiane e fa 600 milioni di debiti che non paga. Chiedetevi come mai i soldi non li chiede alle banche svizzere. Chiedetevi come mai le banche gli danno questa montagna di soldi ad occhi chiusi e poi non glieli richiedono nemmeno indietro.
Provatevi voi ad andare in una banca a chiedere un mutuo e poi ne riparliamo!
E Padoan mi viene a dire che i nomi dei creditori morosi non si devono sapere “per la privacy”??????
Allora vado in banca con una scacciacani, mi faccio dare 600 milioni e poi chiedo di non essere punito PER LA PRIVACY?????

LE BANCHE ISLAMICHE

Non resta che augurarci l’arrivo in Italia delle banche islamiche, che sono il contrario della finanza neoliberista che con le sue speculazioni incontrollate e i crediti facili portano il mondo alla rovina. Le banche islamiche,per statuto, non chiedono interessi ma ripartiscono gli utili. La finanza islamica moderna nasce dopo il 1970 e sta correndo come un treno, presentando al mondo un modello di banca etica che lascia sbalorditi. Ha il divieto di interesse e il divieto di rischio, è vietato anche assicurare il capitale e di operare con banche occidentali. Nei Paesi anglosassoni ci sono già 8 grandi banche islamiche. Nel mondo ci sono 180 colossi di questo tipo. Prevedono un sistema di partecipazione continua della banca e del cliente ai profitti ed alle perdite secondo un principio di condivisione. Non c’è rischio di crisi. Proprio mentre il mondo finanziario occidentale è in ginocchio per gli effetti della crisi dei mutui subprime, la finanza islamica dimostra una vitalitá senza precedenti. Massima garanzia. Massima trasparenza. E’ vietato trarre profitto dall’ignoranza altrui. Non si remunera il danaro ma si ripartiscono gli utili. E’ proibito trarre vantaggio da eventi ignoti. Sono esclusi i debiti. Non si investe in attività economiche proibite dal Corano, dunque droga, armi, pornografia, gioco d´azzardo.Gli analisti di finanza bancaria stanno molto attenti a non diffondere allarmismo ma questo sistema bancario occidentale corrotto e alterato che ha portato a una crisi gigantesca l’intero mondo e rifiuta con arroganza qualunque possibilità di autocorrezione, merita davvero di ricevere una scossa salutare che condanni definitivamente le sue speculazioni criminali.

STAINO E LA QUARTA CRISI DELL’UNITA’

Il vignettista Staino, il creatore di Bobo, si fa mettere come direttore dell’Unità sperando di salvarla, ma dopo pochi mesi è la fine. Manda allora una lettera lacrimosa a Renzi ma viene sbertucciato su tutti i blog.

axoram
Staino, per ben tre volte in 10 anni il tuo giornale fazioso ed inutile, è stato salvato dai contribuenti Italiani tutti, compresi quelli come me che non l’hanno mai letto. Risparmiaci il pippone ideologico! Le aziende che non hanno accesso ai vostri privilegi economici a fondo perduto come la mia, combattono quotidianamente con quello che è di fatto il vostro sistema anti impresa precostituito: sindacalizzazione, burocrazia e lottizzazione rossa, sopratutto nella mia regione. Al tempo della direzione di Furio Colombo, l’Unità aveva ancora un senso di opposizione più dignitosa, ma bastò l’intervento dell’accoppiata baffino&uolter per farne un giornale di inciucio il quale oggi agonizzante si appresta finalmente a sparire. Senza rancore, chiudiamola qui, ok?

Filippo Masnaghetti
La legge di mercato è fatta di domanda e di offerta. Se l’offerta non interessa, la domanda si esaurisce. Non c’è altra spiegazione. L’Unità era il giornale degli uomini di sx. Ora gli uomini di sx ci sono ancora, ma l’Unità è cambiata: non è più di sx. E’ il giornale di un partito governato da un ex-DC, amico di potenti e nemico della classe operaia e dei lavoratori in generale. E quindi operai e lavoratori non la comprano più. L’Unità si ritrova in spietata concorrenza con gli altri giornali borghesi. L’unica cosa da fare è tornare a sx, ma questo non si può perché Renzi non vuole, non è la sua linea politica. Quindi addio. Spiace per Gramsci, spiace per i giornalisti e spiace pure per Staino, che ha bisogno di qualcuno, amico per davvero, che gli dica, con delicatezza: le tue vignette da un po’ di tempo non fanno più sorridere. La rivoluzione sta arrivando, Staino, ma tu stai guardando dalla parte sbagliata

Viviana
Al tempo di Berlinguer l’Unità vendeva centinaia di migliaia di copie. Nel 1974 la tiratura dell’Unità era di 239.000 copie giornaliere ma ci scrive Pasolini. 15 anni fa era scesa a 70.000 copie. Oggi non arriva a 9.000, fermo restando che tutti i circoli Pd la comprano obbligatoriamente. Negli ultimi 27 anni ha preso l’equivalente di 154 milioni. Per 3 volte è stata sul punto di fallire e per 3 volte è stata salvata coi soldi pubblici e con tutto che all’ultimo finanziamento è stata satollata con 1.897.430 euro e che l’ultimo salvataggio, pagato da noi, è stato di 107 milioni di euro, di nuovo sta per chiudere.
Se si voleva dimostrare il declino e la morte del Pd ma in genere la crisi della stampa italiana diventata opuscolo di regime, queste cifre dicono tutto. Leccare il c..o ai potenti evidentemente non basta. E allora: crepi la corte con tutti i cortigiani e finiamola con questi finanziamenti pubblici ai giornali che sono una vergogna nazionale unica in Europa!

NOGARIN SALVA L’AZIENDA RIFIUTI
MoVimento 5 Stelle

La cura imposta dal MoVimento 5 Stelle ha funzionato: Aamps, l’azienda dei rifiuti di Livorno ridotta sul lastrico da anni di gestione clientelare a firma Pd, è finalmente salva. Si tratta di una rivoluzione epocale nel modo di gestire le società partecipate: abbiamo preso in mano un’azienda con 42 milioni di euro di perdite, ci siamo rifiutati di buttare dentro i soldi dei livornesi (come voleva il Pd) e l’abbiamo trasformata in una realtà capace di stare sul mercato. Alla faccia di chi ci accusa di non saper governare.
Alle 11 di ieri mattina, infatti, il Tribunale ha certificato che la stragrande maggioranza delle aziende creditrici ha approvato il piano di concordato preventivo in continuità, fortemente voluto dal sindaco Filippo Nogarin e da tutto il MoVimento per risanare l’azienda, senza andare a chiedere soldi ai cittadini di Livorno come accaduto fino ad ora.
Una vittoria su tutta la linea, visto che è stato superato ampiamente il 50% dei voti favorevoli in tutte e 3 le classi di creditori. I detentori del 72,48% dei debiti di Aamps hanno avuto fiducia nel piano di risanamento messo nero su bianco dall’azienda, che prevede l’estensione del porta a porta, l’incremento della raccolta differenziata, il taglio degli sprechi e la razionalizzazione dei costi.
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IPSOS. M5S AL PRIMO POSTO
Mentre i media scrivono falsamente di deblacle dei 5stelle e di Grillo zarista, il Movimento balza al primo posto nei sondaggi. Ormai il divario tra media e realtà non potrebbe essere più vergognoso e anzi sembra che gli attacchi incontrollati trovino un pubblico sempre più distaccato che crede sempre meno alla cattiva stampa. Il Movimento 5 Stelle è primo partito per sondaggi unanimi: l’eurodisastro non lo ha scalfito minimamente. Agli italiani di Farage o di Verhofstadt non gliene importa un fico.
Sembra che gli attacchi unanimi dei partiti servano a poco. Dopo la tempesta europea del fallito passaggio con i liberali del gruppo Alde, due eurodeputati fuoriusciti, i malumori verso la leadership di Davide Casaleggio, ecco che secondo Ipsos e anche tutti gli altri sondaggisti, il M5S è il primo partito d’Italia. I 5stelle sopravanzano il Pd, 30,9 contro il 30,1%. La coalizione Forza Italia-Lega-Fratelli d’Italia è terza quota 28%.
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Paolo
Il PD è un partito che ha dimostrato senza ombra di dubbio di essere profondamente di dx… molto attento alle esigenze dei banchieri, dei grandi magnate della finanza, dei grossi industriali e dei loro interessi, leciti e non leciti.
Non a caso si è distinto ancor più del precedente despota di Arcore nella sistematica distruzione dei diritti di chi lavora e di chi in questo Paese è solo carne per affari ed affaristi vari.
Oggi, appare ancor più sciocco di ieri continuare a definire come “sx” la posizione delle poltrone in Parlamento, riducendo la politica (intesa come tentativo di affrontare i problemi collettivamente) ad una logica da tifosi.
Una politica di sx dovrebbe guardare alle persone ed ai loro bisogni, ai diritti collettivi, alla partecipazione ed al coinvolgimento, questi invece hanno occhi solo per affari ed affaristi… il loro riferimento sono quelli delle Leopolda… un ottima collezione di personaggi senza scrupoli che costruiscono e cercano di realizzare la loro fortuna producendo e passando sui “cadaveri” di tutti gli altri…

Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette è indagato a Roma per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento, insieme al Ministro Luca Lotti, nello scandalo degli appalti Consip per la Pubblica Amministrazione. Avrebbe rivelato informazioni riservate su indagini e microspie intralciando le indagini e aiutando la Consip che è la centrale di acquisti della Pubblica Amministrazione. Del Sette avrebbe avvertito i vertici Consip sui rapporti da tenere con alcuni imprenditori, fra i quali il top manager napoletano Alfredo Romeo, indagato per corruzione con il dirigente Consip Marco Gasparri, che avrebbe preso soldi per aiutare Romeo in alcune importanti gare d’appalto (2,7 miliardi). Vi ricordate quando Renzi diceva che votando Sì al referendum avremmo avuto listini prezzi uguali in tutta Italia? Beh, la cosa era un pochino più complicata.
Gentiloni lo riconferma!!!

SOGNO O SONDAGGIO?
Marco Travaglio

Gentiloni dimesso dall’ospedale è un’ottima notizia. Il generale Del Sette non dimesso da comandante dei Carabinieri, sebbene indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento a chi avrebbe truccato il più grande appalto d’Europa, è una pessima notizia. E non perché indagato significhi colpevole, ma perché un capo delle forze dell’ordine dev’essere al di sopra di ogni sospetto; perché, a indagare su di lui sono i carabinieri del Noe suoi sottoposti; e soprattutto perché, se Del Sette volesse fare non il comandante, ma l’allievo carabiniere, si vedrebbe respingere la domanda visto che l’Arma esclude chi, pur incensurato, non dimostri una “condotta incensurabile”.
Dunque il governo Gentiloni stabilisce standard di trasparenza più blandi per comandare i Carabinieri che per arruolarvisi: per ricevere ordini non devi essere sospetto, per darli sì.

Chissà che questo simpatico paradosso non abbia a che fare con quest’altra notizia: dopo una settimana trascorsa a leggere che l’intera Europa – non il gruppo Alde – ha buttato fuori il M5S (Repubblica: “Ue, porte chiuse a Grillo”, “La Waterloo dei 5Stelle”; Messaggero:“Grillo, lo schiaffo dell’Europa”), che “la Procura stringe la morsa sul Campidoglio” con “un’indagine ad altissimo rischio” e “dagli effetti dirompenti per la tenuta del governo pentastellato” (Rep), che “la base M5S è in rivolta” e “i grillini hanno una gran voglia di suicidarsi” (Libero), “M5S, ora è rivolta contro Casaleggio”, insomma è tutta un’“ira”, una “rabbia”, una “pazza diaspora” (Rep), e da Palermo a Bruxelles è una biblica “fuga dei candidati M5S” (Rep), una “grande fuga dal M5S” (Mess) che “perde i pezzi” e non è neppure un movimento, ma “la setta dell’altrove”, ovviamente “antico stituzionale”, senza “sostanza, qualità e significato politico”, “nessuna discussione (e la perenne “rivolta”?, ndr), nessun dibattito, nessuna passione” (Rep), una banda di “dilettanti” ignoranti da “mandare a scuola” (la fu Unità), e poi c’è Virginia Raggi colpevole di nuovi peccati capitali: non “mostra” né ci “fa leggere la sua chat” privata con Frongia, Romeo e Marra (Rep e Mess), lascia “le scuole al gelo” (Mess e Rep), “non riesce a riscaldarle” (l’Unità, parlandone da viva), anche quelle di competenza della Città metropolitana, e ha avuto un “venerdì nero” col “tronco d’albero che sfonda il parabrezza: grave una donna” (Cor), senza contare il congiuntivo sbagliato da Di Maio e l’invasione di cavallette prossima ventura…

Ecco: dopo un’altra settimanella così, sempre all’insegna della libera informazione contro le post verità del putrido Web, si scopre dal Corriere che “il caso Ue non scalfisce M5S: il M5S prende più voti e torna primo partito”.
Così come non l’avevano scalfito la presunta “svolta garantista” e “salva-Raggi” del Codice etico, né la supposta “svolta lepenista e trumpista” sulle espulsioni dei migranti irregolari (previste dalle leggi di tutt’Europa, infatti il nostro governo lepenista e trumpiano vuole raddoppiarle).
Cioè quei baluba dei 5Stelle nel caos, nella bufera, nell’ira, in rivolta, in rotta, in bancarotta, in fuga da Palermo e da Bruxelles, anzi da Waterloo, perdono i pezzi ma non i voti: Nando Pagnoncelli li dà in crescita dello 0,9% in un mese, di nuovo sopra al Pd che perde lo 0,2 rispetto a metà dicembre, quando li superò dopo le dimissioni dell’assessora Muraro e l’arresto del dirigente Marra. E ora tutti a domandarsi, affranti, com’è potuto accadere e cosa bisogna fare di più per affossare un movimento che, come Ercolino Sempreinpiedi, più lo buttavi giù e più tornava su.
I sondaggi valgono per la tendenza che segnalano, non per gli zero virgola: il sorpasso sul Pd potrebbe poi essere contraddetto nelle urne. E comunque il consenso non cancella le lacune né sana gli errori, che sono tanti e spesso gravi molto più degli scandali (alcuni seri, molti lievi, parecchi inventati). Ciò premesso, a mio modesto avviso, il sondaggio si spiega così.
1) In tempi di crisi sociale galoppante, sull’ambiguità e incoerenza del M5S fanno premio proposte come il reddito di cittadinanza o dimezzare gli stipendi dei parlamentari, che paiono molto più utili ed eque del Jobs Act e della riforma costituzionale.
2) I 5 Stelle si ostinano a non rubare, infatti nessuna loro giunta è accusata di corruzione, concussione, peculato. Così, appena si deposita la polvere dei loro scandali, la gente tira le somme: i grillini magari sono incapaci, ma almeno non rubano; gli “altri”, tutt’e due le cose.
3) I 5Stelle, prima di candidare o nominare qualcuno, chiedono la fedina penale pulita e spesso – vedi la Raggi – addirittura il “335” (la dichiarazione della Procura di nessuna indagine in corso): se uno è indagato, non lo candidano o nominano; per gli eletti e i nominati indagati dopo, valutano i fatti e decidono in base a quelli. Gli “altri” cacciano solo quelli scaricabili (Marino, Lupi, Guidi), mentre per gli amici (Lotti, Del Sette, De Luca & C.) vale la presunzione d’innocenza fino alla Cassazione: campa cavallo.
4) Come dice Zagrebelsky, i media usano due pesi e due misure e “non perdonano ai 5Stelle ciò che perdonano agli altri”. La lapidazione quotidiana della Raggi e di chiunque le si avvicini è così forsennata da apparire sproporzionata ai suoi errori e inadeguatezze. Se un centesimo di questa severità fosse applicato agli altri partiti, si salverebbero in pochi. E se fosse stato applicato ad altri sindaci, Roma non sarebbe al disastro e, forse la Raggi non sarebbe neppure sindaco. Anzi, forse i Stelle non esisterebbero proprio.

LAUREA E NON

Certo un Paese che mette a capo del ministero dell’istruzione e del Ministero della Giustizia due non laureati è proprio il colmo.
Ma di politici senza laurea è pieno il Governo.
E per fortuna che Renzi diceva che bisognava premiare il merito!!
Con Renzi solo il 68,73% degli onorevoli risultava laureato, con la percentuale più alta tra i rappresentanti di FI, mentre la più bassa appartiene alla Lega Nord.
Sono senza laurea:
la Fedeli
Salvini
la Lorenzin
Giorgia Meloni
Bossi
Poletti
Orlando
Orfini
D’Alema
Veltroni
Livia Turco
Michaela Biancofiore
Vittoria Brambilla
Gasparri
Antonio Razzi
Dei 5stelle il 70,3% è laureato, l’88% vanta titoli accademici
Non lo sono:
Di Maio
Vito Crimi
Curiosità: i montiani che passano per grandi esperti sono meno laureati di noi!

PD, UN PARTITO SPETTRO IN BALIA DEL POKERISTA(BATTUTO) RENZI
La sconfitta rimossa – L’assenza di dibattito e i retropensieri sulla legge elettorale
Fabrizio d’Esposito

Martedì 10 gennaio a Palazzo Madama, quando il ministro Poletti è arrivato per la sua striminzita informativa sui giovani all’estero, alcuni senatori antirenziani del Pd fotografavano così la drammatica situazione del loro partito, dando forma peraltro a una sorta di inconsapevole sillogismo. Prima immagine: “Il 4 dicembre il Paese ha rigettato il renzismo, questo è il vero punto che impedisce una discussione nel partito”. Seconda immagine: “Renzi è come quel pokerista che ha perso un piatto enorme e vuole subito un tavolo per rifarsi”. Domanda finale: “In queste condizioni com’è possibile andare al suicidio del voto anticipato?”.
Il gigantesco pantano che sta risucchiando Pd è direttamente proporzionale alla sindrome del bunker che ormai sta logorando l’ex premier rimasto segretario. Non una visione politica. Ma una visione del potere per il potere, al punto che scherzando e ridendo, ma fino a un certo punto, nei capannelli dem di Montecitorio qualcuno azzarda l’esigenza di “una perizia psichiatrica” per il segretario, sconquassato “dall’ossessione di tornare a Palazzo Chigi”.
Ecco perché Bersani sente aria di “Gentiloni stai sereno” ed ecco perché il Pd renziano ha completamente rimosso la montagna della catastrofe referendaria del 4 dicembre. Nessuna analisi elettorale, nessun approfondimento, per esempio, sul quarantenne votato dai vecchi e non dai giovani. Solo qualche vaga riflessione di superficie nella pallida assemblea del 18 dicembre. Nel frattempo il Pd continua a perdere appeal, voti e iscritti. Non solo. Il 13 gennaio il bersaniano Fornaro ha calcolato che oltre 100mila persone non hanno confermato la loro firma per il 2×1000 ai democratici, il 20 per cento in meno.
Al contrario, tra il Nazareno a Roma e l’esilio toscano di Pontassieve, si continuano a sviluppare tattiche di guerriglia per il voto anticipato, in attesa del nuovo giorno del giudizio della Corte costituzionale, stavolta sulla legge elettorale vigente per la sola Camera, il fatidico Italicum. La sentenza è prevista il 24 gennaio e tutto sembra immobile, o quasi, sul modello del surplace ciclistico.
In teoria, Renzi e i suoi predicano il maggioritario del Mattarellum ma il retropensiero, nemmeno tanto retro, è quello di precipitarsi alle urne con le due leggi corrette dalla Corte costituzionale: il Consultellum per il Senato (alias il Porcellum ripulito) e quel che resterà dell’Italicum per la Camera. Matteo Orfini, sempre più renziano, lo ha ribadito l’altra sera in tv, nonostante gli avvertimenti del Quirinale per fare una nuova legge in Parlamento.
È l’ansia del giocatore che subito vuole rifarsi, appunto. Ma con quale partito? Cinicamente sono in tanti, tra i dem, a pensare che “una sconfitta alle Politiche chiuderà per sempre il ciclo di Renzi”. Però riuscirà il Pd a sopravvivere all’ex Rottamatore? Nei suoi tre anni di segreteria, tolta la fiammata delle Europee (ma gli italiani ancora non conoscevano bene Renzi), il Pd ha accumulato disastri su disastri: le regionali del 2015, le amministrative dell’anno appena conclusosi. Questa urgenza renziana rischia di essere mortale per i democratici, senza dibattito e senza idee. Del resto, analizzare il renzismo farebbe male anche al governo Gentiloni.

Michele Amari
Che cosa si aspetta la gente comune, normale, che la Costituzione chiama “Il Popolo sovrano”? Che chi governa abbia credibilità politica e la capacità di colpire i cinici e intollerabili privilegi.
Così riuscendo a fare, quel governo sarebbe un buon governo e in grado solo allora di chiedere sacrifici alla gente che lavora.
Dobbiamo solo guardare ai risultati del governo Renzi: tutto quello cui ha messo mano si è rilevato un disastro e le cure peggiori della malattia. CRESCITA ZERO, l’inappellabile giudizio degli economisti anche stranieri. Come si può allora chiedere consenso, il consenso a questa gente?
Se alleati del governo Renzi uno e due sono gli Alfano, di cui scopriamo le mani in pasta, tramite NCD, nelle trame delle “cooperative dell’accoglienza”, con assessori, consiglieri e faccendieri di contorno indagati…Se un altro fondamentale alleato, Verdini è stato richiesto di 11 anni di carcere, per innumeri reati, quello della bancarotta compreso…
Quale sacrifici, quale consenso si possono chiedere a un popolo così emarginato e offeso da P2 e da tutte le mafie?
La risposta è venuta il 4 dicembre 2016. Un NO! secco urlato e indiscutibile del 60% delle italiane e degli italiani, giovani su tutti, i più abbandonati a se stessi.
In una democrazia funzionante e operante, saremmo già andati alle elezioni.
Una classe politica che vorrebbe dirsi onorevole e che tenga al proprio onore l’avrebbe capito traendone conseguenze.
Non basta farsi chiamare onorevoli, allora, per esserlo.
l’Onore: l’oggetto della considerazione morale e sociale in capo a ogni individuo.
Se avete perso, conservate almeno l’onore!
Ma dove ce l’avete?

RIDIAMARO :- )

Murcielago
Renzi agli italiani: “Mps è risanata, ora investire è un affare” [feat. Matteo “JP” Renzi – 22 gennaio 2016]
Padoan ai Grandi riuniti al G20: “Le banche italiane sono solide” [feat. Pier “JP” Carlo Padoan – 16 luglio 2016]
L’importante è che i soldi siano i vostri e che nessuno di loro vada in galera.
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Ubaldino
Il referendum é servito a far passare Angelino Alfano da ministro degli Interni a ministro degli Esteri.
.
Pirata21
Alfano farà il Ministro degli Esteri ma non parla inglese. Del resto se i diplomati al liceo fanno il Ministro della Salute e della Giustizia non fa una piega.
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Murcielago
La domanda a cui Alfano dovrà abituarsi a rispondere in qualità di Ministro degli Esteri sarà: “Why you???”
.
Per Renzi
“Ci vuole del talento / per invecchiare senza diventare adulti”
.
Spinoza
Razzi: “Non lascio il Paese per i cazzi miei”. Altrimenti non saprebbe come continuare a farseli.

Antonio Razzi è stato promosso segretario della Commissione Difesa

Pirata 21
Nemmeno Alan Turing riuscirebbe mai a decriptare un suo messaggio.

Luce so fusa
Era quello più preparato.

Viviana
Io lo avrei messo all’istruzione accanto alla Fedeli

Marco dalla Sardegna
Manca solo Giovanardi ministro alle pari opportunità.

Comagirl100
Non è adorabile con quello scudo di cartone e la spada di legno?!

Io
Ora subito un gemellaggio con Kim Jong-un
.
Ricetta di cucina:
Appiccate un fuoco alla Camera e al Senato. Gli ingredienti sono già all’interno, non dovrete aggiungere nulla. Quando deputati onorevoli parlamentari, Senatori, presidenti compresi saranno ben cotti, toglieteli dal fuoco, lasciate raffreddare qualche minuto e gustatevi la vostra buonissima “Casta al Forno”.(Walter Di Gemma)
.
L’attaccamento dei politici alla poltrona dimostra quanto sia difficile togliere il lavoro a chi non lavora.(Alexandre Cuissardes)
.
Un politico di casta si riconosce da quanto veloce parte per la tangente. (Mauro Lanari)
.
VARIE

Tu credi in Dio o nella vita dopo la morte?
Conversazione tra due gemelli in feto
Tu credi nella vita dopo il parto?
– Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi.
– Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
– Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.
– Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione …
Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere.
Il cordone ombelicale è troppo corto.
– Invece io credo che debba esserci qualcosa.
E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
– Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita.
E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
– Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
– Mamma?
Tu credi nella mamma?
E dove credi che sia lei ora?
– Dove?
Tutta intorno a noi!
E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
Eppure io non ci credo!
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Mai inerti davanti allo scempio di civiltà e valori democratici propinato da cialtroni “Orwelliani” nei Media
    LADRI DI VERITA’ – LADRI DI GIUSTIZIA .. ma Il tempo è sempre galantuomo
    Sgarbi nomen omen
    Da fine critico dell’arte a nuovo cane da guardia per il regime PDdiota
    Vittorio Sgarbi ex lacchè di Berlusconi è passato a raccimolare i rifiuti dei PDdioti
    In soccorso de regime PDdiota arriva il popolare(Lanciainvettive “sottutto.io=tu.non.sai.un.cazzo”), Sgarbone.
    Da fine critico dell’arte a cane da guardia del regime, prezzolato lanciatore di invettive-sterco su ordinazione, nelle polemiche artefatte tipo sceneggiate napoletane, quando cerca di demolire chichessia ad urla ed oltraggi.
    Spessissimo ospite di programmi televisi, sembra che la sua cafonaggine alzi l’audience televisiva di telespettatori ritenuti idioti. (Quasi sempre nei programmi TV La7 o simil demagocici, George Orwell insegna)
    Quando la Gruber=Bildenberg-Deben dal prg.TV La7 “Ottoemezzo” ,vuole demolire qualcuno ecco che il guitto prezzolato arriva puntuale.
    Ivece di fare quello che sa’veramente, per lucro è solito fare il giullare-a-comando. Ma i trenta danari li riceve puntualmente?

    Paolo

    https://mail.google.com/mail/u/0/?shva=1#inbox/159b3b1ed1ab2616?projector=1

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 19, 2017 @ 8:50 am | Rispondi


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