Nuovo Masada

dicembre 25, 2016

MASADA 1816 Natale 25-12-2016 TEMPI DI DIFFICILE SPERANZA

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MASADA 1816 Natale 25-12-2016 TEMPI DI DIFFICILE SPERANZA
Blog di Viviana Vivarelli

La disperazione ci uccide. La speranza ci salverà – Poveri e migranti – Don Aldo e le critiche al M5S – Avvisi di garanzia e buon senso – Accanimento mediatico insostenibile- Su Marra e altri furbastri – Giachetti e le facce da culo – La coerenza dei renzioti e altre bestie affini – L’onorevole voltagabbana: 337 in questa legislatura. La multa non basta, ci vogliono licenziamento e recall – Un nuovo gioco: Giornalopoli – Bocciato il bilancio del Comune di Roma. Ma pure tutti gli altri, e allora? – Parenti di onorevoli beneficiati – Programma del M5S – I capaci e gli incapaci – Loro sono ormai capaci di tutto – La Consulta boccia il fiscal compact

Ho visto quella stella.
Quella che non brilla.
Una stella che punge.
Un domino eterno di cadute.
Nessuna cura.
C’è solo da riconoscere lo stesso male.
Quello che fa scorrere dagli occhi sporchi, poesia.
Distante anni luce dalla speranza .
Ma tu lo chiami bisogno, io lo chiamo amore.

Miriam Ercolessi
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La speranza in un mondo migliore è ciò che renderà il mondo un posto migliore.
Ma la speranza resta vuota se non si accompagna all’azione costruttrice e innovatrice.
L’uomo di speranza è solo un illuso se non ha una forte volontà e se non accompagna al suo sogno anche i fatti. L’uomo di speranza ha un compito che lo trascende perché deve riscattare in sé tutti i disperati del mondo.
Viviana Vivarelli


Protesta contro la violenza USA contro gli afro-americani

Quando il possibile distrugge il mondo, solo l’impossibile potrà salvarlo.
Viviana
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Teologa e pastora tedesca Dorothee Solle:

Non credo al diritto del più forte, al linguaggio delle armi, alla potenza dei potenti.
Voglio credere al diritto dell’uomo, alla mano aperta, alla potenza dei non-violenti.

Non credo alla razza o alla ricchezza, ai privilegi, all’ordine stabilito.
Voglio credere che tutte le persone, donne e uomini, sono persone,
e che l’ordine della forza e dell’ingiustizia è un disordine
.

Non credo di potermi disinteressare a ciò che accade lontano da qui.
Voglio credere che il mondo intero è la mia casa e il campo nel quale semino,
e che tutti mietono ciò che tutti hanno seminato.

Non credo di poter combattere altrove l’oppressione se tollero l’ingiustizia qui.
Voglio credere che il diritto è uno, tanto qui che altrove,
che non sono libero finché una donna o un uomo è schiavo
.

Non credo che la guerra e la fame siano inevitabili e la pace irraggiungibile.
Voglio credere all’azione semplice, all’amore a mani nude, alla pace sulla terra.

Non credo che il sogno degli uomini resterà sogno e che la morte sarà la fine.
Oso credere invece, sempre e nonostante tutto, all’umanità nuova.

Osiamo credere al sogno di Dio stesso: un cielo nuovo, una terra nuova, dove abiterà la giustizia.
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vincenzodigiorgio
Fanno un cimitero e lo chiamano democrazia !

POVERI E MIGRANTI
Viviana Vivarelli

Il reddito di cittadinanza si pone sicuramente su un piano di aiuto ai più deboli ordinato dalla stessa Ue.
Ma l’aiuto ai più deboli e l’espulsione dei migranti sono in contraddizione tra loro.
Per questo non concordo con quella posizione di Grillo sulle espulsioni che ha guadagnato al M5S l’accusa di razzismo lepeniano e di fascismo alla Farage(vedi Massimo Giannini).
Io, che in una associazione di volontariato di aiuto agli emarginati ci lavoro, li conosco, ascolto le loro terribili storie e non riesco nemmeno a capire la distinzione tra poveri in base alla nazionalità.
Tuttavia vedo bene che le politiche delle porte aperte o delle soluzioni alla Bossi-Fini praticate finora dall’Italia non hanno funzionato, come vedo quanto è insensata l’Ue che rigetta ogni responsabilità sui Paesi mediterranei, lavandosene le mani e tollerando quei muri e quelle barriere in cui morirà l’idea stessa d’Europa.
Quello dei poveri, migranti o meno, è il problema dei problemi, molto più profondo e difficile di tutti i modi con cui finora lo si è affrontato e coinvolge la macropolitica mondiale come europea, superando gli stretti confini degli interessi nazionali per essere un capo di accusa sul modo con cui gli Stati più potenti affrontano la politica e l’economia mondiale, dalle guerre di conquista ai mercati economici, dai paradisi fiscali alle grandi scelte sulle alleanze, dalle multinazionali alle Borse e ai sistemi bancari.
Sicuramente i cosiddetti democratici USA hanno svolto un’azione bellica e neoliberista nemica di ogni democrazia e distruttrice di ogni pace o convivenza civile. Sicuramente ora Trump sconvolge equilibri consolidati, muovendo nuovi rapporti con Russia e Cina. Ma altrettanto sicuramente, però, dietro le sue spalle si muovono le stesse forze bancarie e neoliberiste (come la JP Morgan) che hanno già massacrato il mondo.
Di questo massacro i migranti sono le vittime più visibili. Non possiamo lavarcene le mani.
Copiare la posizione dei leghisti che difendono solo il loro territorio non migliorerà le cose. Perpetuare una lotta tra migranti e nativi, quando entrambi stanno tra i più poveri, è solo un’azione scellerata per salvare gli sterminatori del mondo.
Senza una visione che attacchi i grandi burattinai, la nostra lotta resterebbe di basso livello come quella delle formiche che si straziano tra loro calpestate dall’elefante.


Erdogan contro i Curdi

MARIO LUZI
Da «Buio sangue»

Volano i grandi provveditori della pace
con la loro coda di esperti,
gravi, conoscitori a fondo della controversia,
equi nel soppesare
i diritti delle parti. Volano
dunque i signori dell’onesta convivenza
assai larghi di sorrisi
ad ogni scalo del raid – fasciati,
sia pure, di riserbo
non però dubbiosi sul buon esito
del lavoro di rammendo, calmi,
non poco rassicuranti
per tutti, per i morti che la storia ha voluto, peccato, e per i superstiti.


I Clinton

Cadaveri che camminano
marcello giappichelli

Le antiche leggende tibetane raccontano di monaci ormai defunti che vengono riportati in vita, almeno per qualche tempo, dall’abbraccio dei loro confratelli.
A Montecitorio è lo stesso.

Condannato Pistorius

Da una mail di don Aldo Antonelli. IL DONO
“La rosa è senza perché”, scriveva Angelus Silesius nel secolo XVII. Enzo Bianchi la riporta in un suo articolo sulla “Gratuità” per dire che nel nostro mondo di dilagante dominio della redditività e dell’ottimizzazione del profitto, la rosa “custodisce la memoria attiva dell’essere senz’altra ragione che l’esserci…Il dono, come la vita, è qualcosa che ci precede, che esula dai diritti/doveri, che non può mai essere pienamente ricambiato, che nasce da energie liberate e origina a sua volta capacità inattese”.
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.. e intanto che ci scanniamo tra noi, italiani contro italiani, sono pronti a spartirsi il nostro Paese come carne da macello.


Massacro a Promenade des Aglais

Fabrizio Arcarese
Il pesante debito pubblico di Roma è iniziato sotto Rutelli ( portavoce o portaborse Giachetti ) è continuato sotto Veltroni e si è ingigantito sotto Alemanno e Marino e i giornalisti d’inchiesta (o pseudo-inchiesta ) alla Fittipaldi, non se ne erano mai accorti!

Viviana
Pure la magistratura per anni non si è accorta del malaffare romano
Ora che c’è il M5S si è svegliata anche quella?
I fatti addebitato alla Muraro sono del 2004;
Quelli di Marra partono dal 2009..
Cosa hanno fatto in tutto questo tempo? dormivano?
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I giudizi negativi sul M5S mi sembrano estremisti ed esagerati frutto di un vero accanimento mediatico. Addirittura c’è chi parla di ‘marcio nei 5stelle ‘uguale’ a quello degli altri partiti. Dove lo vedete questo marcio lo sa Iddio! Ma voglio citare altre due offese che vengono ripetute a manetta da gente tipo Scalfari: qualunquismo e fanatismo.
Don Aldo Antonelli, persona nobilissima e che stimo molto, ha offeso il mio sentire, scrivendo su Repubblica di essere d’accordo con un amico che tacciava il M5S di mancanza di ideologia e di voto preconcetto.
Scrive Don Aldo:”…quando si nasce e si cresce all’interno del solo malcontento e del contro, ci si pone su un piano e con un atteggiamento sbagliato. La società, in tutti i suoi ambiti (economia, politica, lavoro etc.) è come un organismo per il quale prima di ogni prognosi deve esserci una anamnesi. Analizzare e avanzare soluzioni all’interno di un progetto (questa, se non sbaglio, è quella che chiamiamo “ideologia” in senso Weberiano).Ed è quello che manca al M5S! Vedo in giro troppo qualunquismo e troppo fanatismo.Il primo fa dei cittadini una massa di malcontenti e brontoloni e il secondo li rende servi!
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Caro Don Aldo
mi permetto di dissentire con la vostra posizione preconcetta. Vengo dal mondo no global e ho visto nel M5S la mia confluenza naturale, là dove i no global erano privi di una sponda politica.
Se per voi avere degli ideali significa non avere una ideologia, posso darvi ragione. Per me gli ideali superano ogni ideologia e danno ai cittadini il diritto e il dovere di lottare per il bene di tutti e la salvezza di questo Paese.
Il pensiero no global come quello dei 5stelle supera l’ideologia di dx come quella di sx e si pone come una sponda avanzata nell’attitudine politica e sociale, in un Occidente dove la rappresentanza parlamentare si è alquanto logorata. Il pensiero no global supera il pensiero della dx perché si pone in antitesi col mondo del capitale e della finanza, dove domina una élite intenzionata a prendere il potere in modo esclusivo togliendo diritti e possibilità alle masse popolari e riducendo gli uomini a oggetti o merci. Supera il pensiero di sx perché, pur difendendo gli umili, la sx storicamente ha fallito il suo compito, sia in quanto, dove ha prevalso, ha finito col cadere in dittature simili a quelle fasciste in cui una nomenclatura domina su tutti deprivandoli dei loro diritti naturali e politici sia quando si è contaminata col neoliberismo perdendo ogni afflato popolare e ogni funzione di rappresentanza effettiva degli oppressi. Il pensiero del M5S difende i senza potere, i precari, i disoccupati, ma allo stesso tempo modera i privilegi dei governanti, elimina la piaga della politica per professione, riporta le scelte fondamentali agli elettori, rimette a loro stessi la revoca del mandato elettorale, aumenta progressivamente i margini della democrazia diretta volgendo verso il modello estremo della democrazia diretta elvetica o norvegese.
Mi pare dunque che abbiamo il meglio dei due sistemi, dx e sx, mentre le ideologie di centro hanno nel tempo perso ogni connotazione e identità finendo col sostenere questo o quello secondo interessi e privilegi settoriali.
Dire che questa tensione etica non è una ideologia e tacciarla di qualunquismo mi pare davvero riduttivo, prova che non avete mai riflettuto abbastanza su quello che questo movimento è e può essere. Un idealista non è un qualunquista né un fanatico. E’ solo uno che opera per una utopia e l’utopia sta sempre al di sopra del singolo individuo e merita rispetto
Viviana


Violenze di Erdogan

AVVISI DI GARANZIA E BUON SENSO
GS
Perché tutto questo pandemonio? Per uno qualunque del Pdl, all’arrivo di un avviso di garanzia o di richiesta di arresto per un suo sottoposto, la reazione sarebbe stata un’alzata di spalle e avanti come prima. Visto il nulla in cui finiscono le inchieste della procura di Roma 9 volte su 10 (da mafia a associazione a delinquere, da Marino ladro a prosciolto totalmente) inizierei meno a curarmi di avvisi di garanzia mandati come se piovesse e più a cosa effettivamente fa sta benedetta\maledetta giunta. É ridicolo che dopo sei mesi vengano chieste da tutti le dimissioni, esattamente nel modo beota in cui sono state chieste a Marino dalla Panda in doppia fila in poi. Non é possibile che appena uno viene eletto parte il bombardamento sulle dimissioni ad ogni passo falso, i ritmi dei media portano a questo, ma i ritmi della vita e del cambiamento necessitano anni se non decenni, vorrei tanto sapere se sotto Rutelli o Veltroni a ogni scandalo si chiedevano elezioni come succede ora.

Fittipaldi, giustamente orgoglioso e gongolante per la sua inchiesta-scoop su Marra, viene intervistato a dx e a manca.
Se a qualcuno apparisse ‘curioso’ che lo scoop risalga solo a tre mesi fa per fatti accaduti un bel po’ di anni addietro (si risale fino al 2009) ecco che è lo stesso Fittipaldi, ai microfoni di radio Radicale, a spiegarci una tal ‘curiosità’: a noi giornalisti d’inchiesta, spiega, certi personaggi appaiono interessanti solo quando li vediamo accanto ai potenti, e così è accaduto per Marra, giustappunto tre mesi fa. Insomma: il Marra intento a delinquere accanto ad Alemanno non interessava; il Marra intento a delinquere accanto alla Polverini nemmeno; il Marra sempre intento a delinquere, anche se con mansioni diverse, accanto a Marino, meno che mai; il Marra intento a delinquere per anni e anni e anni…niente, non se lo filava proprio nessuno…ma improvvisamente, l’estate scorsa, qualcuno ha segnalato il Marra ‘finalmente’ accanto a uno del M5S, e ‘allora’ non poteva non scattare l’inchiesta. Bene. Bravo Fittipaldi!
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Eduardo
Le stesse domande che si fanno alla Raggi avremmo potuto porle a lui parola per parola dopo la defenestrazione di Marino (capacità di scegliere…meccanismi…fazioni, ecc.).
E in quel caso si trattava di un “glorioso partito con decenni di esperienza politica e fornito di personale ad alto livello culturale ed organizzativo”. O no?
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Viviana
Ma vi date una calmata tutti quanti e tornate al senso delle proporzioni!!!
Oggi lavoravo con la tv accesa girando per casa e ogni tanto ascoltavo qualcosa. PER TUTTA LA MATTINA non ha fatto che andare in onda la gogna alla Raggi, ININTERROTTAMENTE,!
E altrove era lo stesso.
Mafia capitale non ha raccattato un centesimo di tutto questo livore.
Mafia, camorra e ‘ndragheta, insieme, non hanno raccolto un odio tanto spropositato.
Tangentopoli 1,2, 1000… sono diventati una bazzecola di fronte agli errori in buona fede della Raggi. Questo è DELIRIO!!!
Non vi accorgete che le vostre esagerazioni ormai hanno raggiunto un limite di paranoia demenziale??? E non siete credibili nemmeno a voi stessi. Il Pd è finito. Tutti i partiti sono finiti. Resta solo il M5S. E non sarà scaricandogli sopra tutta la m…a che riuscite a fare che riuscirete e farlo sembrare peggio di voi!

MARIO LUZI

Muore ignominiosamente la Repubblica.
Ignominiosamente la spiano
i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.
Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto.
Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,
si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli.
Tutto accade ignominiosamente, tutto
meno la morte medesima – cerco di farmi intendere
dinanzi a non so che tribunale
di che sognata equità. E l’udienza è tolta.

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INVITO A SCOMPARIRE
Marco Travaglio

L’altro giorno l’ho scritto sul filo del paradosso. Ma più passano i giorni più il discorso mi pare serio. I 5Stelle non ce la possono fare a governare Roma, né tantomeno l’Italia. Un po’ per i loro errori e carenze, evidenti e noti a tutti. Ma soprattutto perché non si può governare una nazione corrotta e una capitale infetta soli contro tutti. Quindi lo ammettano onestamente, si scusino per non essere all’altezza delle aspettative, si ritirino in un eremo a studiare e prepararsi per una prossima occasione e nel frattempo lascino il campo agli altri: gli uomini di mondo e di partito, quelli bravi, competenti e capaci. Esaminiamo a mente fredda tre scene.
1) Virginia Raggi al Quirinale saluta mesta decine di sedie vuote attorno a sé mentre i politici veri, quelli che hanno spolpato l’Italia e depredato Roma, si avvinghiano e si abbracciano per augurarsi un nuovo anno pieno di soddisfazioni (per loro) e grassazioni (per noi). Gentiloni salva Mediaset dai francesi cattivi, B. lo aiuta a salvare Mps disossato dalla banca del buco, una mano lava l’altra, e chissenefrega se B. è un pregiudicato circondato da condannati (Cuffaro, Dell’Utri, Previti, e ora anche Formigoni e Scopelliti).
2) L’Oref (i revisori dei conti) boccia il bilancio della Raggi dopo aver avallato tutti quelli (perlopiù falsi) delle giunte precedenti che hanno disossato la Capitale, con le opposizioni e i giornali che evocano lo spettro del commissariamento (e pazienza se il parere dell’Oref non è vincolante e se per approvare i bilanci comunali c’è tempo fino al 27 febbraio, tant’è che in 20 anni nessuna giunta ha mai rispettato la scadenza del 31 dicembre).
3) Giornaloni e tg amplificano i casi giudiziari dei 5Stelle e nascondono quelli, infinitamente più gravi, dei partiti. Intendiamoci: non è una novità, nè un complotto. È un fatto culturale, una forma mentis (anzi dementis) che impregna tutto l’establishment e non si lascia scalfire neppure dall’evidenza. Quasi tutti i politici, i giornalisti, i manager pubblici e privati si sentono inquilini esclusivi di un mondo a parte, chiuso in se stesso, impermeabile a ogni intrusione esterna. Basta osservarli nei Porftolio di Pizzi e nei Cafonal di Dagospia: si fiutano, si strusciano, si palpano, si baciano, si riconoscono anche a occhi bendati, al tatto e all’olfatto. E non ammettono estranei. Con i barbari a 5Stelle speravano di cavarsela come 25 anni fa coi leghisti: comprandoseli. Per ora non ci sono riusciti.
Quando la Raggi dice no al magnamagna olimpico, sono sinceramente increduli, sgomenti. Come si permette questa marziana teleguidata da un “ex comico” di non dire Signorsì, come tutti, come sempre? Da allora, la sindaca Raggi e chiunque le si avvicini diventa un appestato, un lebbroso, un paria da sputtanare e isolare. Lei ci mette del suo, collaborando con errori marchiani alla propria mostrificazione. Ma il resto, il grosso lo fa il Sistema, inventandosi di tutto. Notizie false. Liaison amorose. Persino nuove categorie giuridiche, come quelle che campeggiavano l’altroieri sulle prime pagine: “Ora Raggi può finire indagata”, “Vicino l’avviso di garanzia” (Repubblica), “Probabile invito a comparire per abuso d’ufficio” (Messaggero), “Avviso di garanzia in arrivo” (Giornale), “Raggi presto indagata” (Unità). Nemmeno ai tempi di Tangentopoli si era arrivati a tanto: gli avvisi, così come le iscrizioni, o ci sono o non ci sono. Si possono prevedere, ma aprire le prime pagine dei giornali su un oracolo, fra l’altro piuttosto trascurabile (si parla della promozione del dirigente comunale del Turismo, non di tangenti), fa ridere e pena. Tantopiù che alle tangenti milionarie contestate ai vertici Eni, sulle prime pagine (tranne la nostra) non c’è una riga. E il caso del sindaco Sala, che non “potrebbe essere indagato”, ma lo è tre volte, viene liquidato con molti elogi alla sua comica autosospensione durata tre giorni. Con le interviste di Cantone sulla sua proverbiale onestà, seguite dalla denuncia contro la Raggi. E con il suo annuncio alla Nazione: “Incontro proficuo coi magistrati: sono innocente, resto sindaco”.
Ieri poi c’era quella cosetta rivelata dal Fatto: il generale Del Sette che non “potrebbe essere”, ma è indagato per aver spifferato segreti e cimici di un’inchiesta che sta a cuore a papà Renzi: in prima pagina, zero tituli. In fondo è solo il comandante generale dei Carabinieri, mica il capo del Personale del Campidoglio. Oggi, se vorrete trovare traccia del ministro renziano Lotti indagato per la stessa soffiata, dovrete munirvi di microscopio elettronico. E vedrete che la notizia saranno le sue dichiarazioni perentorie: “L’accusa non esiste, i pm mi sentano”. Già, perché gli indagati del Sistema non attendono pazientemente che i pm li convochino (come le perfide Muraro & Raggi): sono loro a convocare i pm per interrogarli. Poi emettono pure la sentenza. Ciò che vale per l’oligarchia, non vige per gli intrusi. All’oligarchia tutto è permesso, ai marziani tutto è vietato. Il Foglio, cui non difetta la spudoratezza, lo scrive da giorni: i 5Stelle vanno arrestati e posti fuorilegge perché – assicura Sabino Cassese, l’ex giudice costituzionale prediletto da Re Giorgio – “qui si parla di eversione”. Evviva la faccia, finalmente uno che ha il coraggio di dire ciò che tutto il Sistema pensa: chi sta fuori dal giro non deve governare e, se sventuratamente vince, non potendosi abolire le elezioni, si aboliranno i vincitori. Alzi la mano chi pensa che, in un Paese così, anche se per miracolo smettessero di fare autogol, i 5Stelle potrebbero mai governare.
Buon Natale a tutti.


Sport a Shanghai

Castarolo
Oddio una persona ha sbagliato!!!! Si chiama Raggi ed è stata messa sotto controllo dai vertici dei 5stelle. Una signora debole si è trovata ai vertici politici di una amministrazione costruita in decenni dal Pd e dall’altra dx. Domanda. avrebbe dovuto demansionare i nominati delle amministrazioni precedenti, licenziare tutti i dirigenti ed i capoufficio? Riassumere ex novo tutti i dipendenti delle amministrazioni capitoline? Si poteva fare? In tal caso dai magistrati all’opposizione tutta, ai ricorsi, al blocco del funzionamento del comune, alla scusa per commissariare il comune da parte del Governo, tutti se la sarebbero divorata la sindaca, i cittadini romani compresi. Invece no, lei ha deciso di sopravvivere nel contesto e forse semmai ha sperato di fare meglio dei predecessori, nonostante la pesante eredità. La realtà è che a comandare e mandare aventi le pubbliche amministrazioni sono i boiardi insediati nel corso di decenni dai Piddini e destri vari. La realtà e che se vuoi sperare di cambiare qualcosa devi essere una furbetta ed integrarti nell’amministrazione, cercando di raddrizzarla lentamente. La realtà e che le buone prassi e la buona amministrazione non possono far tabula rasa del male sedimentato in precedenza da chi ti ha preceduto. E che, pur dovendo convivere per forza con la merda dei predecessori (i poteri consolidatisi a Roma grazie ai gemelli diversamente uguali Pd Pdl) fino al punto di doversi parzialmente adeguare, nei metodi, e accompagnarsi alle merdacce e forzatamente dover collaborare con loro nella pubblica gestione, già lo scoperchiarsi adesso del pentolone che hanno cucinato nei decenni Pd e Pdl è indice di diversità, è anche questo che ci si può aspettare quando si agisce meglio dei predecessori. La merda viene alla luce, i giornalisti si accorgono di ciò che prima non vedevano, la gente pretende ciò che mai aveva preteso, trasparenza, onestà e buona condotta. Non sarebbe anche solo questo uno dei più grossi successi della storia italica da attribuire ai m5s? Che cioè come in un Paese normale finalmente si inizi a pretendere pulizia trasparenza e buona condotta da chi ci governa? Che cioè come in un Paese normale finalmente i giornalisti si sentano liberi di attaccare la classe dirigente (anche se pagati dalla vecchia classe politica, per far ciò, e per restaurare i vecchi poteri ed i vecchi andazzi)?
I cloni di regime essendo loro i boiardi delle destre che mantenevano i sepolcri imbiancati e i pennivendoli sotto controllo conoscono di cosa parlo. Orbene forse ora sì, finalmente ciò che di putrido nascondevate nei sepolcri imbiancati, potrebbe uscire fuori (anche grazie ai vostri giornalisti). Che effetto paradossale: per colpire gli m5s, involontariamente svelano e scoprono i loro sodali, e fanno venire alla luce la pallida tela delle loro trame. Sarebbe bello se ciò finalmente avvenisse in Italia, ma loro non lo possono permettere anche a costo di un golpe, sanguinario se fosse necessario, stavolta. Figuratevi cosa potrebbe venir fuori con un Governo nazionale non più connivente e che aprisse il vaso di pandora delle trame italiche e dei poteri che controllano veramente l’Italia!
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Viviana
Sono d’accordo con Castarolo
Ci sono cose giuste e ci sono cose che mostrano solo un accanimento ossessivo e delirante a carattere persecutorio che non ha niente di ragionevole e in cui i calunniatori perdono ogni senso di esistere e dimostrano solo la loro esecrabile mala fede. Ma la guerra si fa così, senza esclusione di colpi e la calunnia è stata sempre l’arma preferita dai malvagi.
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CULI
Nel pubblico congresso del Pd Giachetti dal palco ha aggredito a male parole Speranza dicendogli che ha la faccia come il culo. Lo accusa di incoerenza ma siamo nel caso in cui il maiale dà di bestia all’asino.
Riepiloghiamo: Giachetti digiuna 64 giorni contro il Porcellum perché ha le liste bloccate e un enorme premio di maggioranza, il che è contro ogni democrazia. Poi arriva l’Italicum che ha le stesse liste bloccate e lo stesso enorme premio di maggioranza ma Giachetti ne viene preso da improvviso e non comprensibile innamoramento, come uno che schifa la fidanzata perché è racchia, poi si infoia della gemella (schizofrenia congenita). Se Giachetti digiunava sul Porcellum, con l’Italicum si strafoga. Ebbeh, la natura umana è ben strana! Ma Speranza non è da meno: nel 2013 odia il Mattarellum oggi, di fronte all’Italicum che è parecchio peggio, lo difende. L’incoerenza però qui è relativa e spiegabile con la scelta del male minore. Ma questo manda in bestia (è il caso di dirlo) Giachetti, che, ignaro delle proprie e delle altrui contraddizioni (di cui il suo capetto è pieno) condanna ‘per incoerenza’ Giachetti. Il pubblico sghignazza della pagliacciata. Se i futuri reggitori d’Italia sono questi…! Il fatto è che non ci sono solo i voltagabbana ma anche i cambia-idea: oggi millanto, domani spergiuro. L’elenco è lungo: Berlusconi, Bossi, Fini, Veltroni.. praticamente un vizio politico perpetuo. Ma se uno come Giachetti fosse diventato sindaco di Roma al posto della Raggi, credete che le cose sarebbero andate meglio? Sicuramente avrebbero detto SI’ alle Olimpiadi, fregandosene dei 12 o 32 (non è chiaro) miliardi di debito del Comune di Roma. Sicuramente il caso Marra non sarebbe nemmeno venuto fuori con tutti quelli che sicuramente seguiranno (Roma è marcia ed è impossibile che i casi Marra non siano seriali). Sicuramente non ci sarebbe stato nessun caso Muraro, che sarebbe stato seppellito prima nel silenzio della stampa o minimizzato. Sarebbe stato meglio? Per il Pd forse. Per Roma ne dubito.
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Scanzi
Giachetti, sei per caso lo stesso che fino a ieri diceva che quella schifezza dell’Italicum andava votata perché coincidente con l’agognato sol dell’Avvenire? Sei per caso quello che ha fatto per mesi l’epigono di Pannella per poi esultare di fronte a un obbrobrio che la Consulta non vede l’ora di bombardare? Ti rendi conto, come più o meno ebbe a dirti quel D’Alema che detesti, ma fai di tutto per rivalutare, che appoggiare l’Italicum dopo mesi di digiuno (a favor di teleCamera, of course) è come esultare se ti portano il Tavernello dopo aver chiesto Barolo? Parafrasando Nanni Moretti su Gianfranco Fini: valeva la pena combattere una vita intera per poi diventare il maggiordomo minore del primo citrullo berluschino che passa? Senza offesa, Roberto, ma ultimamente quanto a faccia come il culo non sei poi secondo a molti.
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Il servilismo al potere è come le mutande
Inutile chiamarle mutande se non ve le cambiate mai.

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D’Alema: “Guarda, Giachetti, che il Mattarellum noi lo abbiamo scritto, se l’obiettivo del tuo digiuno era l’Italicum era meglio se mangiavi la porchetta”.
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Franco Ranocchi
Dal Governo un forte messaggio di solidarietà alla Gente: “Non arrivate a fine mese? Dovete essere comunque orgogliosi e fieri! Grazie ai 20 miliardi che abbiamo preso dalle Vostre tasche e regalato per conto Vostro alle banche, queste non avranno problemi a pagare i mega-stipendi e le mega-quattordicesime ai loro mega-dirigenti


Omicidio di Joe Cox

LA COERENZA DEI RENZIOTTI E ALTRE BESTIE AFFINI

Lewis Caroll diceva: “Sii quello che sembri!”
Ora non fatemi dire quel che sembrano Giachetti o Renzi o il resto del Pd.. 🙂
Io se fossi Giachetti farei un digiuno contro Speranza. :- )
Giachetti, sei senza speranza.
Il trasformismo dei radicali è noto. Nel tempo, hanno sostenuto il Bilderberg (con la Bonino invitata d’onore), la sx, gli antifascisti, i fascisti, i liberali, il PSI, gli eurocomunisti, i filo-americani, il PCI, Berlusconi, i democratici ma anche i renziani… c’è altro?
La loro radio ha ricevuto milioni praticamente da tutti, come Radio Maria. Francia o Spagna purché se magna.
Giachetti sembrava fare eccezione (veramente anche Pannella digiunava), ma radicale nasce e trasformista rimane. La coerenza qui non sta di casa.
Le sole persone perfettamente coerenti, qui, sono solo i morti. Per impossibilità materiale.
E almeno quelli hanno smesso di rompere.

Coerenza’ dal latino cum– = insieme + haerere = aderire, essere attaccato. Il termine è usato per indicare una qualità etica del comportamento, come sinonimo di costanza, logicità, armonia, concordanza, corrispondenza…
L’uomo è essenzialmente irrazionale. Popper diceva che all’uomo irrazionale interessa solamente aver ragione. Forse sarà coerente il dittatore, nel suo attaccamento al potere. Per il resto è massimamente incoerente anche lui, anzi fonda il suo potere proprio nella mancanza di una morale che presuppone coerenza in quanto armonia e non esiste sistema più disarmonico e meno morale di una dittatura. I comuni mortali hanno la tendenza di chiamare coerente chi agisce secondo ciò che ci fa loro comodo. Gli italiani di più. E’ forse coerente un Pd renziano che rinnega e butta a mare tutti i principi e valori della sx? O un radicale che dice di appartenere alla sx quando ha sempre difeso il neoliberismo che ne è l’antitesi?
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StepBack
Le do una notizia: scarpe e derrate alimentari di Achille Lauro, buonanima, appartengono ad un glorioso passato. Oggi un voto si compra con una ricarica telefonica da 10 euro. I politici italiani, avendo a che fare con questi elettori, fanno benissimo a sguazzare nella loro incoerenza.


Veglia per Prince

castarolo
Verdini il traghettatore a senso unico verso dx non è solo l’unico che aveva stessa identità politica con Renzi, non era solo in comunanza di territorio e di lobby bancarie, massoniche e finanziarie ed amicali con il potere renzista, non aveva solo interessi bancari e di malaffare finanziario con i boskisti ed i renzisti e i famigli di renzie e con Berlusconi.
Verdini era semplicemente condizione sine qua non del renzie al Governo, del renzie segretario del Pd e del siluramento di Bersani, Prodi e Letta, D’Alema e sx italiana tutta.
Verdini ha ormai compiuto il cambiamento di sesso del Pd per conto dei poteri destri italici. Ha compiuto la sua missione.
Ora deve passare in secondo piano per potersi procedere con il piano eversivo, come resosi necessario dall’insuccesso del referendum.
L’obbiettivo dei renzisti è quello di far passare la politica di dx per una politica di sx e l’obbiettivo non è quello di ridurre il precariato o di migliorare la condizione di vita dei cittadini, ma di favorire imprenditoria decotta ma amicale, banchieri famigli malfattori e finanziatori tutti, politici corrotti e corruttori, evasioni e scudi, biscazzieri, concessionari ed assicuratori, petrolieri ed armaioli, cementificatori e bancarottieri, inquinatori e malversatori.
Del resto quello che fanno è scritto sulla Gazzetta Ufficiale.
Questi i provvedimenti veri B e non le chiacchiere A per i boccaloni renzioti:
Tasse su presunzione di possesso di beni di consumo (tv);
Libertà di anatocismo bancario;
Libertà di licenziare senza giusta causa (anche solo per sfizio o vendetta dimostrabili) anche a tempo indeterminato;
Trasformazione dl posto fisso in precariato a tempo indeterminato;
Liberalizzazione estrema dell’uso dei voucher;
Salva bancarottieri e banche degli amici e parentado con tasse sui correntisti;
Riduzione rimborsi danni premi assicurativi;
Bail in;
Libertà di sfratto anche per inquilini vecchi invalidi non morosi e paganti in più indennità di occupazione;
Assistenza sanitaria gratuita agli animali e non ai bimbi invalidi;
Aumento, durata infinita, concessioni pubbliche, riduzione costo e risarcimenti;
e ci dimentichiamo l’abolizione dell’art.18?
la vanificazione dello statuto dei lavoratori e delle leggi sulla sicurezza sul lavoro;
le mance pre votazioni alla Achille Lauro;
le leggi pro bancarottieri Boskisti e parentado anche renzista;
il lasciafarismo degli aumenti tariffari, assicurativi, energetici, acqua, spazzatura, autostrade, tari tasi tarsu ed a piacere loro;
le tav;
f35;
ponte sullo stretto;
expo;
olimpiadi;
mondiali;
nuove portaerei per gli f35;
sommergibili;
acquisto per miliardi di €, di semplici blindati ad un costo per pezzo superiore al costo di dei migliori e più costosi super carrarmati israeliani o americani;
idem per elicotteri di attacco mangusta 2 ad un costo per pezzo superiore al costo dei migliori e più costosi super elicotteri israeliani o americani;
nuovo aereo ed equipaggio privati del p.d.c. in aggiunta a quelli di proprietà dello stato con equipaggio dell’aeronautica militare;
libertà per i paradisi fiscali (abolizione black list);
ecc
Non voglio rendere troppo prolissa la lista
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Come mandare a casa l’onorevole voltagabbana

Le multe pensate da 5 Stelle non funzionano. Perché invece non ricorrere, come in altri Paesi, alla revoca del mandato decisa dagli elettori?
ESPRESSO
Gli automobilisti, si sa, le multe non le pagano; presto sapremo se hanno voglia di pagarle i politici mobili. Giacché l’ultima idea per frenare la Grande Transumanza da un partito all’altro è venuta al M5S: una multa da 150 mila euro per chi li abbandoni in corso di legislatura. Verrà applicata a Roma, per i candidati alle prossime comunali, a quanto pare costringendoli a firmare una fideiussione. Si può fare? Si può estendere anche a deputati e Senatori, com’è intenzione dei grillini? O lo impedisce, viceversa, la libertà del mandato parlamentare, garantita dalla Costituzione?
Diciamo innanzitutto che l’idea nasce da una cifra di disperazione che coinvolge tutti, non soltanto chi vota per i 5 Stelle. È una soluzione disperata rispetto a una situazione disperante, perché questa legislatura ha travolto ogni record: 167 cambi di casacca al Senato e 170 alla Camera (dati Openpolis), un valzer fin qui ballato da 117 Senatori e 132 deputati, dal momento che c’è chi ha cambiato gruppo parlamentare quattro o cinque volte. Il segnale d’una crisi profonda dei partiti, della loro coesione, della disciplina interna che un tempo sapeva farsi rispettare; però anche il segnale di una crisi etica, di un’immoralità diffusa. Se un elettore su due non va più a votare, è colpa dello spettacolo che ci somministra la politica. E infatti la maggioranza degli italiani (il 41% contro il 39%, secondo l’Ipsos) è d’accordo sulla multa.
In questo caso, tuttavia, c’è il pericolo che la toppa sia peggio del buco. In primo luogo perché la sanzione economica afferma ciò che vorrebbe negare, nel senso che rende il partito simile a una società di capitali, anziché a una comunità d’ideali. In secondo luogo, sicuro che la fideiussione sia esigibile davanti a un tribunale? Il caso è nuovo, e il diritto fa sempre resistenza di fronte all’innovazione. Risultato: i deputati dipenderanno dai partiti, ma i partiti finiranno per dipendere dai giudici. Tutto l’opposto rispetto alle intenzioni. In terzo luogo, e soprattutto, la multa rischia d’essere un bastone contro il dissenso interno, un bavaglio sul muso di chi contesta le scelte del gruppo dirigente. Ma se c’è un programma elettorale sottoscritto da ciascun candidato, se in corso di legislatura i capipartito decidono altrimenti rispetto a quel programma (in Italia succede di frequente), allora i fuoriusciti saranno gli unici fedeli all’impegno assunto con i propri elettori. Del resto altro è l’abbandono individuale, altro è un esodo collettivo, di gruppi, di correnti, come in questa legislatura è accaduto già tre volte dentro Forza Italia. Nel primo caso è lecito indignarsi, nel secondo forse bisogna interrogarsi.
In realtà la via maestra sarebbe tutt’altra: il recall . Antichissimo istituto che deriva dall’ostracismo forgiato nel 510 a.C. dalla democrazia ateniese, come antidoto al potere dei tiranni; e che tutt’oggi viene applicato in mezzo mondo, dalla Svizzera agli Usa, dal Canada al Giappone. In sintesi: ti sei fatto eleggere però non metti piede in Parlamento? Le tue bugie farebbero l’invidia di Pinocchio? Sei il campione dei voltagabbana? Allora una certa percentuale del corpo elettorale può indire un referendum sulla tua permanenza nella carica elettiva.
Ma il recall è cosa ben diversa dalla multa: intanto perché si traduce in una revoca anticipata, non in un assegno postdatato; e poi perché la sanzione viene stabilita dal popolo, non dal partito. Con il recall , insomma, sono gli stessi elettori a riconoscersi oppure a disconoscere le scelte del loro deputato.
Il guaio è che per introdurre l’istituto serve una modifica costituzionale, campa cavallo. Serve cioè emendare l’articolo 67, senza sbarazzarsi della libertà di mandato, senza girarla in vincolo imperativo sulle orme di Robespierre e di Lenin; più semplicemente, consentendo una verifica popolare durante lo svolgimento del mandato. Quindi una riga in più, non una riga in meno. E un’altra riga per scrivere la legge sulla democrazia interna dei partiti, che aspettiamo ormai da settant’anni. In conclusione, ai politici italiani serve un po’ d’inchiostro: qualche riga per metterli in riga.


Cambiano i rapporti con Cuba

Sui giovani italiani che cercano lavoro all’estero Poletti ha detto: “Meglio non averli tra i piedi se vanno all’estero”.
Poletti: “100.000 giovani fuga? Conosco gente che e’ bene avere fuori dai piedi!” Anch’io… tutto il Pd!
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Lettera di Marta
Caro Ministro Poletti,

le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano.
A mia memoria da quando iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera. Continuò a parlare male quando dichiarò di essere “il ministro del lavoro per le imprese”.
Noi, quei centomila che negli ultimi anni siamo andati via, ma in realtà molti di più, non siamo i migliori, siamo solo un po’ più fortunati di molti altri che non sono potuti partire e che tra i piedi si ritrovano soltanto dei pezzi di carta da scambiare con un gratta e vinci. Parlo dei voucher, Ministro.
E anche tra di noi che ce ne siamo andati, qualcuno meno fortunato esiste. Si chiamava Giulio Regeni, e lui era uno dei migliori. L’hanno ammazzato in Egitto perché studiava la repressione contro i sindacalisti e il movimento operaio. L’ha ammazzato quel regime con cui il Governo di cui lei fa parte stringe accordi commerciali, lo stesso Governo che sulla morte di Giulio Regeni non ha mai battuto i pugni sul tavolo, perché Giulio in fin dei conti cos’era di fronte ai contratti miliardari?
Intanto, proprio ieri l’Inps ha reso noto che nei 10 mesi del 2016 sono stati venduti 121 milioni e mezzo di voucher. Da quando lei è ministro, ne sono stati venduti 265.255.222. Non erano pistole, è sfruttamento.
Sa, qualcuno ci ha rimesso quattro dita a lavorare a voucher davanti a una pressa e non ha diritto a niente, perché faceva il saldatore a voucher.
Quelli che sono rimasti sono quelli che per colpa delle politiche del suo Governo sono passati da 1000 euro al mese a 5000 euro l’anno.
Quelli che sono rimasti sono gli stessi che lavorano nei centri commerciali con orari lunghissimi e salari da fame.
Quelli che fanno i facchini per la logistica e vedono i proprio fratelli morire ammazzati sotto un tir perché chiedevano diritti contro lo sfruttamento. Quelli che un lavoro non l’hanno mai trovato. Gli stessi che non possono permettersi di andare via da casa, perché il suo Governo, invece di fare pagare più tasse ai ricchi, ha pensato bene di togliere le tasse sulla casa anche ai più. È lo stesso Governo che spende lo zero percento del Pil per il diritto all’abitare. È lo stesso Governo che si rifiuta di ammettere la necessità di un reddito che garantisca a tutti dignità che a fronte di 17 milioni di italiani a rischio povertà e 4 milioni in povertà assoluta, sarebbe un segno di civiltà.
Non è colpa dei nostri genitori se stiamo messi così, è colpa vostra che credete che siano le imprese a dover decidere tutto e a cui dobbiamo inchinarci e sacrificarci. I colpevoli siete voi che pensate si possano spostare 20 miliardi dai salari ai profitti d’impresa senza chiedere nulla in cambio- tanto ci sono i voucher- e poi un anno dopo approvate anche la riduzione delle tasse sui profitti. I colpevoli siete voi che non credete nell’istruzione e nella cultura, che avete tagliato i fondi a scuola e università, che avete approvato la buona scuola e ora imponete agli studenti di andare a lavorare da McDonald e Zara.
Chieda a quei centomila che sono emigrati com’è la loro vita e se sono felici. Le risponderanno che questa vita fa schifo. Però ecco: a differenza di quel che ha decretato il suo Governo, questi giovani all’estero sono pagati.
Lei e il suo Governo state decretando che la nostra generazione, quella precedente e le future siano i camerieri d’Europa, i babysitter dei turisti stranieri, quelli che dovranno un giorno farsi la guerra con gli immigrati che oggi fate lavorare gratis.
Cosa offrite se non la possibilità di essere sfruttati, di esser derisi, di essere presi in giro con 80 euro che magari l’anno prossimo dovranno restituire perché troppo poveri?
Cos’è per lei un’opportunità se non l’ignobile tentativo di rendere ognuno di noi sempre più ricattabile, senza diritti, senza voce, senza rappresentanza? Voi non fate altro che sostenere diseguaglianze su tutti i fronti.
Lei non ha insultato soltanto noi, ha insultato anche i nostri genitori che per decenni hanno lavorato e pagato le tasse. Molti di questi genitori poi con la crisi sono stati licenziati. Chieda scusa a loro.
Noi la sua arroganza, ma anche evidente ignoranza, gliel’abbiamo restituita quando abbiamo votato No alla riforma della Costituzione, per la democrazia, contro l’accentramento dei poteri nell’esecutivo, contro un sistema istituzionale a favore della supremazia del mercato e degli interessi dei pochi a discapito di noi molti.
No anche contro il Jobs Act, contro la buona scuola, il piano casa, il Ponte sullo stretto,la compressione di qualsiasi spazio di partecipazione.
Costi quel che scosti noi questa partita ce la giochiamo fino all’ultimo respiro.
Se nel frattempo vuole sapere quali sono le nostre proposte per il mondo del lavoro, ci chiami pure. Se vi interessasse, chissà mai, ascoltare.

GIORNALOPOLI
Travaglio

In vista delle vacanze natalizie, ecco un bel gioco di società. Si chiama Giornalòpoli ed è una specie di Monòpoli, ma con una fondamentale differenza: il vincitore è noto prima ancora di cominciare a giocare. Vincono sempre i partiti e perde sempre il M5S. Funziona così: si spara ogni giorno su tutti i 5Stelle e chiunque si trovi nei paraggi, così prima o poi qualcuno lo si azzecca (“Visto? L’avevamo detto”); i partiti invece hanno sempre ragione, a prescindere. Se sono di dx, ogni scandalo è dato per scontato e non fa notizia: immunità da assuefazione. Se si tratta del Pd, ogni scandalo resta in prima pagina un paio di giorni, poi viene superato da un altro, che però è sempre un’eccezione: suvvia, il più grande partito della sx europea ha migliaia di amministratori, qualche mela marcia può sempre sfuggire. Meglio sorvolare, sennò poi arrivano i populisti.
Righello e bilancia. Nel kit di Giornalopoli, c’è un righello per misurare i centimetri quadrati (pochi) dedicati agli scandali dei partiti e quelli (molti) riservati agli scandali dei 5Stelle. E c’è una bilancia, per pesare e misurare le diverse gradazioni di sdegno. Se alcuni idioti pentastellati di Palermo ricopiano 2 mila firme autentiche per sanare l’errore di una firma anch’essa autentica, ma con la residenza sbagliata, la cosa è infinitamente più grave del comizio del governatore Pd Vincenzo De Luca che arringa 300 sindaci Pd per istigarli a comprare col voto di scambio decine di migliaia di Sì al referendum in cambio del “fiume di soldi” garantito da Renzi, e viene per questo indagato. Tra i due scandali non c’è paragone, è vero, ma i 5Stelle predicano “onestà”, mentre gli altri – meritoriamente – no. Vietato domandarsi perché mai il Pd non predica l’onestà. Quindi i 5Stelle facciano come gli altri: la smettano di nominare l’onestà e nessuno gli rinfaccerà nulla. Non si parla di corda in casa dell’impiccato.
Aggiornamenti. Come il Trivial Pursuit, Giornalopoli è soggetto a continui aggiornamenti, per tener dietro all’attualità. I prossimi saranno dedicati ai casi dei sindaci di Roma e Milano, Virginia Raggi (M5S) e Giuseppe Sala (Pd). La Raggi non è indagata, ma s’è fidata – sottovalutando i segnali che le venivano da inchieste giornalistiche e voci di corridoio – di un dirigente comunale che, come tutti i suoi colleghi, lavorava in Comune anche sotto le giunte precedenti. Si chiama Raffaele Marra ed è stato arrestato perché, tre anni prima di lavorare con la Raggi, si fece regalare un appartamento da un costruttore, pur senza mai firmare un solo atto che lo riguardasse o lo favorisse (ora poi dirigeva il Personale).
Sala invece è indagato in tre diverse indagini: una per falsa dichiarazione (“dimenticò” di avere una villa in Engadina), una per truffa (lo scandalo delle monete di Expo), una per falso materiale e falso ideologico nel principale appalto dell’Expo, di cui era ad e commissario (la gara per la Piastra, truccata – secondo i pm – nel 2012 per far vincere la Mantovani). Ora, per la non indagata Raggi, fioccano le richieste di dimissioni, mentre l’indagato Sala (che s’inventa un’“autosospensione” legalmente nulla, in polemica con i pm) viene implorato di rimanere al suo posto da Gentiloni, da Renzi e da ben 140 sindaci. Così ieri ha allegramente autosospeso l’autosospensione.
Il miglior titolo. Una delle prove da superare in Giornalopoli è il gioco del titolo. Qualche consiglio per non sbagliare. L’assessora della giunta Raggi, Paola Muraro, scopre di essere indagata perché lei stessa, su richiesta della sindaca, interpella la Procura: quando fu nominata assessore non aveva indagini, subito dopo invece le dicono che ne ha una, per presunte violazioni ambientali commesse prima di diventare assessora. Il titolo giusto, da ripetere per mesi, è “Caso Muraro, caos Raggi”. Intanto Muraro e Raggi dicono che, appena arriverà l’avviso di garanzia col dettaglio delle accuse, sarà seguito dalle dimissioni dell’assessora. Il che puntualmente avviene l’altro giorno (caso più unico che raro). Il titolo esatto è quasi la fotocopia del precedente: “Dimissioni Muraro, caos Raggi”. E su De Luca plurimputato e indagato, confermatissimo anzi abbracciato da Renzi e difeso da Lotti? “Caos De Luca”? No, zero tituli. E su Sala plurindagato che resta al suo posto? “Caos Sala”? No, zero tituli.
Quiz n. 1. Ma, si dice, la Raggi deve andarsene perché non sa scegliersi i collaboratori: infatti la Muraro è finita indagata e Marra addirittura in carcere. A questo proposito, Giornalopoli ha una sezione “quiz”. Indovina indovinello: chi è quel sindaco che si è scelto come braccio destro per quattro anni Giancarlo Quagliotti, ex dirigente del Pci prima arrestato e assolto in un paio di scandali negli anni 80 e poi condannato insieme a Primo Greganti per una tangente della Fiat? Piero Fassino del Pd, a Torino. Ma con la Raggi non c’è paragone: quando ha scelto Muraro e Marra, i due erano non solo incensurati, ma anche senza indagini a carico. Quagliotti invece, quando fu promosso da Fassino, era già un pregiudicato per tangenti. Ecco il segreto: aderire al partito giusto e soprattutto circondarsi di collaboratori già condannati, pregandoli di presentarsi già mangiati. Così si evitano sorprese e nessuno dice niente. Se Marra avesse già avuto una condanna per corruzione prima di lavorare per la Raggi, anziché farsi arrestare dopo, nulla quaestio. Invece non si portò avanti col lavoro. Ergo, via la Raggi.
Quiz n. 2. Chi è quel grande manager poco fisionomista che non s’è accorto che gli appalti di Expo erano truccati da tre noti protagonisti di Tangentopoli, cioè Gianstefano Frigerio, Primo Greganti e Luigi Grillo? Quel grande manager poco perspicace di Expo che s’è visto arrestare tutti i suoi più fidati collaboratori (Angelo Paris, general manager constructions e responsabile acquisti: arrestato; Antonio Acerbo, subcommissario Expo delegato alle infrastrutture e responsabile del Padiglione Italia e delle vie d’acqua, finito ai domiciliari come Andrea Castellotti, facility manager di Palazzo Italia; invece Pietro Galli, direttore generale vendite, marketing e gestione, aveva già una condanna definitiva per bancarotta quando fu nominato)? Beppe Sala, naturalmente. Lui, a differenza della Raggi, per le nomine ha un fiuto da rabdomante.
Quiz n. 3. Ieri Marra e Scarpellini si son difesi dicendo che i soldi versati dal primo al secondo per comprare la casa erano solo un prestito finora non restituito. Ma, anche se fosse (ed è improbabile che lo sia), si sa che Marra è un pubblico ufficiale: e mai i pubblici ufficiali devono accettare soldi o regali da privati. Indovina indovinello: chi è quel sindaco che per tre anni, dal 2011 al 2014, trasferì la sua residenza dalla sua casa di Pontassieve a un appartamento al quinto piano di via degli Alfani 8, a Firenze, a due passi da Palazzo Vecchio, dove però l’affitto non lo pagava lui, ma l’amico finanziere Marco Carrai, che intanto veniva nominato dal medesimo sindaco prima a capo della municipalizzata Firenze Parcheggi e poi di Aeroporti Firenze? Matteo Renzi. Qualche arresto, qualche processo per corruzione? No, tutto archiviato. Questa parte del gioco si chiama “L’importanza di chiamarsi Matteo”.
Banconote vere. L’ultima fase di Giornalopoli, molto simile al Monopoli, si gioca con le banconote. Ma non fac-simile: soldi veri. Tipo quelli versati da Expo, sotto forma di pagine pubblicitarie, alle testate che in questi giorni ci danno lezioni di libertà e indipendenza: 5 milioni alla Rai, 990 mila euro a Rcs, 900 mila a Repubblica, 850 mila a Mondadori e così via. Sono gli stessi gruppi editoriali che hanno gabellato per un epocale trionfo il superflop di Expo 2015 e il protagonista del disastro, Beppe Sala, per un grande manager alfiere della legalità e della trasparenza. Quella fessacchiotta della Raggi poteva fare altrettanto con Roma 2024, invece ha detto no. Peggio per lei. La libera stampa ha perso i soldi e lei ha perso il gioco.
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Bocciato il bilancio del Comune di Roma
IDEOCRACY RENZUSCONIANA
CIO’ CHE NON APPARE NELLE LORO TV NON ESISTE

(ma con il web non è più così)

Firenze, “gravi irregolarità nel bilancio”. Ma non è la Raggi, quindi tutti zitti
Corte dei conti – Nell’esercizio 2014, in comune tra l’attuale premier e Nardella, riscontrate “violazioni nella gestione”. Come ogni fine anno, arriva puntuale la Corte dei conti a “correggere” il bilancio del Comune di Firenze. Questa volta è toccato all’esercizio 2014, diviso tra Matteo Renzi (sindaco fino al febbraio, prima di toccare il soglio governativo) e ceduto da marzo in poi al prescelto Dario Nardella. I magistrati contabili hanno evidenziato “criticità e irregolarità gravi” nel rendiconto finanziario. Il successore si è dimostrato più attento e preciso del maestro, almeno secondo la Corte. Il bilancio precedente era finito con rilievi decisamente negativi per Renzi sindaco: “Inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”, scrisse tra l’altro la Corte nel settembre 2015. E il successore-delfino Nardella doveva trovare 50 milioni di euro. A distanza di un anno, i magistrati contabili tornano a bacchettare il primo cittadino di Firenze. Che 50 milioni li ha trovati, nel frattempo, ma ha sbagliato a tirar le somme. Al 1° gennaio 2015 l’ente ha chiuso con un disavanzo di amministrazione e ha deliberato un extra-deficit (perdita superiore a quella prevista) per quasi 153 milioni di euro.
MA HA FATTO MALE i calcoli. In realtà, dice la Corte dei Conti, il vero passivo ammonta a oltre 173 milioni mentre l’extra-deficit a 165 milioni di euro. Quei 12 milioni in più sono, secondo quanto accertato dai magistrati, crediti inesigibili legati alle tasse sui rifiuti (e alla loro rendicontazione) spacciati sostanzialmente per esigibili.
(Tratto da un articolo di Davide Vecchi – Il Fatto Quotidiano – Settembre 2016)


Proteste contro la polizia americana

Giovanni
E QUESTI SONO CONSUNTIVI, non PREVISIONE
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Viviana
I giornali strombazzano che il bilancio di Roma è stato rifiutato dall’organo di controllo.
Veramente la maggior parte dei Comuni italiani si è vista rifiutare il bilancio preventivo e nessuno ne ha fatto una tragedia. Dove sta la notizia? E ci ricordiamo in passato il fiume di milioni che furono dati per sostenere il bilancio di Roma o ci siamo dimenticati tutto? Vogliamo parlare di quanti contributi sono stati dati nel tempo a Palermo, Roma o Catania? Quasi il 15% del bilancio di Roma dipendeva da trasferimenti dallo Stato. E ora? Marino nel bilancio ‘consuntivo’ ebbe dallo Stato il 43,39% in più del bilancio precedente. Tutto dimenticato? Alemanno non poteva governare la capitale se non gli si levavano di torno i 22,5 miliardi di debiti, composti tra l’altro da più di 3 miliardi di euro di derivati e da un’obbligazione da 1,4 miliardi di euro, stratificati da lustri di gestione di csx. Tutto dimenticato?
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PARENTI DI ONOREVOLI BENEFICIATI

Fa scandalo l’assunzione del fratello di Marra.
Ma del figlio di Poletti a cui lo Stato regala 500 milioni vogliamo parlare?
Vediamo qualche figlio di eccellenza:
Giuseppe Cossiga commissione: Difesa della Camera.
Giuseppe De Mita: vicePresidente della giunta regionale della Campania
Maura Cossutta: deputata
La moglie di Fassino idem
Mauro Pili: Presidente della Regione Sardegna
Ludovica Castellati: sottosegretario del Governo Berlusconi
Sergio Mattarella, è il figlio di un famoso parlamentare siciliano, di cui ha ripercorso brillantemente la carriera. Il suo primogenito, invece, Bernardo Mattarella, è il capo dell’ufficio legislativo del ministro Madia. Ma anche Giorgio Napolitano ha assistito alla meravigliosa carriera dei figli, beato lui: Giovanni Napolitano, quando papà non era primo inquilino del Colle, ma prestigioso esponente dei Democratici di sx e ministro degli Interni, era già entrato all’Antitrust mentre Giulio Napolitano è stato consulente di Coni, Federcalcio, palazzo Chigi, con una cattedra a Roma III in Diritto amministrativo. Del resto anche Giancarlo Leone, uno dei più potenti manager italiani, da anni ai vertici della Rai, è il figlio di Giovanni Leone, altro inquilino del Colle.
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LINCIAGGI
Rivedi la puntata di 8 ½ in cui come al solito Travaglio ha contro tre avversari (Orfini, Sechi, e naturalmente la Gruber)

http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/otto-e-mezzo-21-12-2016-200961

Travaglio: “Magari qualcuno potrebbe ricordare che spesso il bilancio preventivo viene bocciato a i sindaci fanno poi un bilancio consuntivo entro la fine di febbraio. Travaglio dice che la Raggi ormai viene pestata ‘a prescindere’ e che c’è una sovrabbondanza di critiche. Ricordo che l’avviso di garanzia di per sé non implica reato, ci sono avvisi di garanzia che nascono da denunce, altre da problemi interpretativi. Ricorda che Cantone avvisò la Rai che 21 nomine fatte da Campo dell’Orto erano illegittime ma sono rimasti tutti al loro posto con stipendi sull’ordine di 150.000, 200.000 euro. Non c’è nessun legame tra Cantone che denuncia un conflitto di interessi e il livello penale. Se uno viene preso con le mani nel sacco in un reato se ne deve andare. Nel caso della Raggi, si è fidata di una persona che si è scoperto dopo non meritava la sua fiducia”
Sechi accusa la Raggi di familismo. Orfini ha avuto la faccia di dire che il caso Raggi è ‘analogo’ a mafia capitale!! E dice che il Pd commissionò immediatamente il partito e rispose immediatamente alle domande dei giornalisti, mentre i responsabili del M5S sono scomparsi per 72 ore. Ha la faccia di dire che “il caso Marra ha legami con mafia capitale” (?) in quanto la Raggi ha legami con personaggi di dx legati a mafia capitale, in cui secondo Orfini la parte principale era di dx (il Pd non c’era o dormiva?). Scegliere come dirigenti proprio quei personaggi di dx avrebbe fatto un danno alla città.
Secondo Travaglio, “Marra era un dirigente pubblico che aveva lavorato con tante amministrazioni, di dx come di sx, come tutti i dirigenti comunali. Non è che un sindaco arriva in un Comune e passa il napalm e si nomina gente nuova (non potrebbe nemmeno farlo). Si trova i dirigenti comunali che c’erano prima. Si dice. ‘Roma e l’Italia siano lasciati a ‘capaci’!’ Quali? Quelli che hanno amministrato e governato così bene fino adesso?” Orfini obietta che anche Buzzi era incensurato! No, caro, Buzzi era un ergastolano! Era un omicida! Aveva assassinato il suo socio con 40 coltellate! Ma Orfini lo esalta per la sua opera di riabilitazione dei detenuti, accusa Travaglio di ‘condanna preventiva’ e ripete che con Marra si applica una diversa misura.
Travaglio: ”A furia di rimettere a capo dell’università una signora che si spaccia per laureata senza esserlo, di riconfermare a capo della PA una a cui la Consulta ha bocciato non una legge, non un bilancio ma la riforma della Costituzione sulla PA, se si fanno pasticci come quelli che si stanno facendo sulle banche, dopo la bocciatura del Consiglio di Stato sulle riforma delle banche popolari, fatta da altri ‘capaci’ che si chiamano Renzi e Padoan, forse il problema sta anche sul fronte dei ‘capaci’. Orfini vanta i 650.000 posti di lavoro in più (con la regola per cui con un vaucher la settimana sei schedato come ‘occupato’?!), la disoccupazione giovanile ai minimi storici (ma è sempre la più alta d’Europa!) i benefit per i giovani, il boom dei mutui (coi vaucher??) ecc,

Il Punto di Paolo Pagliaro
Stipendi mai così bassi dal 1982 nel senso che abbiamo quest’anno l’incremento minore (ISTAT), 0,1% in novembre. Sulle prime 15 economie comunitarie l’Italia è all’ultimo posto per salario di ingresso ed è agli ultimi posti in tutte le graduatorie salariali. Con 37.493 euro lordi il salario medio dell’operaio tedesco è più elevato del 43 % di quello italiano (26.178). Il divario diventa del 67% nelle grandi aziende. Differenze meno vistose ma altrettanto significative nel commercio e nei servizi dove le retribuzioni sono più alte in Germania del 20%. Il divario si riduce per i manager e figure apicali che in alcuni settori come quelli delle banche in Italia sono pagati meglio del resto d’Europa. Per i lavoratori dipendenti una boccata d’ossigeno dovrebbe arrivare dai nuovi contratti di lavoro; quelli in attesa di rinnovo sono 49 di cui 15 nell’area del pubblico impiego e riguardano quasi 9 milioni di persone.
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PROGRAMMA M5S
Per chi ripete che il M5S non ha un programma, ripetiamo il significato delle 5stelle, 5 temi a tutti noi molto cari e che rivoluzionerebbero il nostro Paese
acqua pubblica
mobilità sostenibile
sviluppo
connettività
ambiente

Intanto la scelta della parola ‘Movimento’ che indica che siamo oltre i partiti,abbiamo idee, non ideologie,utopie cioè ideali,non scopi di potere o possesso
-L’acqua deve restare pubblica,non può essere privatizzata e diventare una merce, deve essere gestita come una preziosa e fondamentale risorsa per la vita
-Il Movimento è ecologico e tutela l’ambiente in ogni sua forma,anche per le generazioni future
-La mobilità è una delle maggiori fonti di inquinamento. Cambiare il modo di muoversi, abbattendo i consumi di fonti fossili (petrolio) e incoraggiando i mezzi sostenibili (bici, bus a gas metano, auto ibride), mezzi in condivisione (car sharing) o mezzi elettrici a impatto zero a noleggio con pagamento costo orario per reale utilizzo.
-La connettività vuol dire banda larga, wi fi libero, affinché ognuno possa informarsi e partecipare alla vita pubblica con la democrazia diretta, il recall, le scelte fatte dal basso..Si propone la connessione gratuita a INTERNET,seguendo le direttive della Comunità Europea, come un Diritto Fondamentale del cittadino
Investendo su Internet si avrebbe un aumento della conoscenza e la nascita di nuove imprese con alto valore innovativo
-Sviluppo reale, umano e non millantato, come miglioramento dell’economia sostenibile,che rispetta l’uomo e non lo renda merce o suddito. Protezione della microeconomia con sostegno alle piccole e medie imprese e tutela dei diritti del lavoro. Reddito minimo di cittadinanza. Agricoltura a km zero. Energie pulite e risparmio energetico. Raccolta differenziata. Decrescita. Turismo.
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Ciro di Napoli
Se i 5S sono incapaci, chi sarebbero i capaci ? I partiti, che hanno scavato nelle casse del Comune di Roma un buco di 16 (o 32?) miliardi, consegnando il Campidoglio a Mafia Capitale. Casomai avessero bisogno di una mano per un bilancio oculato e rigoroso, si rivolgeranno ai capacissimi Renzi e Padoan, che in quasi tre anni di Governo hanno aumentato il debito pubblico di 118 miliardi e varato una legge di Stabilità rigettata dall’Ufficio parlamentare di bilancio, da Bankitalia, dalla Corte dei Conti e dalla Commissione Ue. Il capace Renzi e la capace Boschi, autori di una riforma costituzionale scritta coi piedi in una lingua descritta dai migliori costituzionalisti come incomprensibile , bocciata dal 60% degli italiani al referendum, nonché di una legge elettorale, l’Italicum, che essi stessi hanno dovuto frettolosamente rinnegare prima che gliela bocci la consulta . Dio mio …. mi tengo mille volte la Raggi con la sua inesperienza che di sicuro non ruba un euro , al pensiero del ritorno del film horror già visto.
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La Consulta boccia l’art.81 e il vincolo di bilancio

I principi costituzionali cozzano contro i vincoli europei: la Corte Costituzionale ristabilisce le priorità.
Al referendum su ben 48 articoli della Costituzione il 60% degli elettori ha detto NO. Ma non basta. Ci sono dei diritti e poteri costituzionali negati dalle direttive europee. Il brutto è che partiti come il Pd le hanno inserite brutalmente e passivamente in Costituzione, come è accaduto col fiscal compact o vincolo di bilancio che impedisce ogni investimento e addirittura spese come quelle dopo un terremoto. La Consulta ci dice che è incostituzionale. Oggi una parte minoritaria del Pd, per avversare un Renzi che li emargina tutti, si sveglia dal torpore durato 3 governi e si accorge che certe leggi che ha pure approvato con Monti, Letta o Renzi sono incostituzionali. Nel 2013 il PD introdusse come un idiota il vincolo di bilancio in Costituzione, quell’infame articolo 81 che ci sottometteva ai vincoli europei. Ma esso nega il compito fondamentale della Repubblica di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Oggi il Governo Renzi-bis regala 20 miliardi ad alcune banche truffaldine per non farle fallire privilegiando i truffatori sulle spalle dei risparmiatori (diritto alla difesa del risparmio), ieri la Consulta ha bocciato la riforma costituzionale della Madia sulla Pubblica Amministrazione perché calpestava i diritti delle Regioni. In entrambi si casi si creano disuguaglianze di fronte alla legge con cittadini privilegiati ed altri martoriati. Per gli stessi motivi la Consulta bocciò la parte della riforma Fornero riguardante il taglio delle pensioni che avrebbe messo a rischio la sopravvivenza di tanti pensionati (diritto alla vita). Per il fiscal compact è lo stesso. Vieta gli investimenti e uccide l’economia, va contro un diritto inalienabile al proprio futuro. Ma l’Ue parla solo in termini di comandi e spesso sembra dimenticare i diritti dei cittadini. 1°: sopravvivere, 2°: progredire. L’Italia è il Paese delle disuguaglianze,ma, se avesse vinto il SI’, queste sarebbero aumentate a dismisura. I nostri manager e i nostri politici sono i più pagati d’Europa. I nostri salariati e i nostri pensionati al minimo sono i meno pagati.
Di queste crescenti ed abnormi disuguaglianze Poletti è l’efferato emblema. Uno come li offende la democrazia e che sia il Ministro del Lavoro è una bestemmia.


Profughi siriani

Sarcastico l’articolo di Travaglio
CAPACI DI TUTTO

Facciamo così. I 5Stelle prendono atto della loro manifesta incapacità di governare Roma, sfiduciano Virginia Raggi e rimandano i romani alle urne. Siccome però c’è il rischio che i cittadini romani – inspiegabilmente scettici sulla capacità di governare di quelli capaci, cioè dei partiti di ogni colore che hanno così bene amministrato la Capitale negli ultimi vent’anni – rivotino M5S, annunciano anche la rinuncia a ripresentarsi alle Comunali, per avere la matematica certezza che il prossimo sindaco non sia un grillino, ma uno capace.
Facciamo così. I 5Stelle prendono atto della loro manifesta incapacità di governare Roma, sfiduciano Virginia Raggi e rimandano i romani alle urne. Siccome però c’è il rischio che i cittadini romani – inspiegabilmente scettici sulla capacità di governare di quelli capaci, cioè dei partiti di ogni colore che hanno così bene amministrato la Capitale negli ultimi vent’anni – rivotino M5S, annunciano anche la rinuncia a ripresentarsi alle Comunali, per avere la matematica certezza che il prossimo sindaco non sia un grillino, ma uno capace. Siccome, poi, chi non riesce ad amministrare Roma difficilmente riesce ad amministrare l’Italia, i 5Stelle rinunciano fin da subito anche alle elezioni politiche: i sondaggi infatti li danno in calo per il disastro capitolino, ma ancora favoriti alle urne. Così salteranno almeno un turno e si prenderanno una o più legislature sabbatiche per studiare, imparare come si fa e tentare di formare una classe dirigente all’altezza delle ambizioni. Quando saranno pronti, torneranno a candidarsi alle Politiche e Amministrative, e si vedrà se qualcuno ancora si ricorderà e avrà bisogno di loro: circostanza tutt’altro che scontata, visto che nel frattempo l’Italia e Roma, liberatesi finalmente dall’incubo dei populisti incapaci, saranno saldamente tornate nelle mani dei democratici capaci. Cioè ridiventate il regno di Saturno e la città di Bengodi, com’erano rispettivamente fino a quattro anni e a sei mesi fa, prima della calata degli Unni.
Basta con gli incapaci della giunta Raggi che si fanno bocciare la legge di bilancio dai revisori dei conti. Al loro posto avremo i capaci dei partiti, che hanno scavato nelle casse del Comune un buco di 15 o 16 miliardi (se va bene), consegnando il Campidoglio a Mafia Capitale. Casomai avessero bisogno di una mano per un bilancio oculato e rigoroso, si rivolgeranno ai capacissimi Renzi e Padoan, che in quasi tre anni di Governo hanno aumentato il debito pubblico di 118 miliardi (dai 2.106 del febbraio 2014 ai 2.224 di oggi) e varato una legge di Stabilità stroncata dall’Ufficio parlamentare di bilancio, da Bankitalia, dalla Corte dei Conti e dalla Commissione Ue.
Basta con l’incapace Raggi che si fa bocciare dall’Anac la nomina del fratello di Marra alla direzione Turismo. Avremo il capace Renzi che ha nominato la vigilessa Antonella Manzione a capo dell’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi e poi alla Corte dei Conti (contro la legge); e Antonio Campo Dall’Orto Ad della Rai, autore di 21 nomine già bocciate come illegittime dall’Anac.
Basta con gl’incapaci a 5Stelle che non sanno scegliersi collaboratori e amministratori, viste le varie inchieste che li coinvolgono. Al loro posto avremo i capaci dei partiti, che vantano 120 inquisiti in Parlamento, 109 nelle Regioni e migliaia nei Comuni. Il capace Sala, per esempio, nella scelta dei collaboratori è un cane da tartufo: all’Expo non gliene hanno arrestato uno, ma tutti. Tranne lui medesimo, che è indagato solo tre volte. Ora però ha autosospeso l’autosospensione, per via di una scoperta sensazionale: “Sono innocente” (la sentenza l’ha scritta lui). Basta con gl’incapaci a 5Stelle che non sanno scrivere le leggi. Cioè ridiventate il regno di Saturno e la città di Bengodi, com’erano rispettivamente fino a quattro anni e a sei mesi fa, prima della calata degli Unni.
Basta con gli incapaci della giunta Raggi che si fanno bocciare la legge di bilancio dai revisori dei conti. Al loro posto avremo i capaci dei partiti, che hanno scavato nelle casse del Comune un buco di 15 o 16 miliardi (se va bene), consegnando il Campidoglio a Mafia Capitale. Casomai avessero bisogno di una mano per un bilancio oculato e rigoroso, si rivolgeranno ai capacissimi Renzi e Padoan, che in quasi tre anni di Governo hanno aumentato il debito pubblico di 118 miliardi (dai 2.106 del febbraio 2014 ai 2.224 di oggi) e varato una legge di Stabilità stroncata dall’Ufficio parlamentare di bilancio, da Bankitalia, dalla Corte dei Conti e dalla Commissione Ue.
Basta con l’incapace Raggi che si fa bocciare dall’Anac la nomina del fratello di Marra alla direzione Turismo. Avremo il capace Renzi che ha nominato la vigilessa Antonella Manzione a capo dell’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi e poi alla Corte dei Conti (contro la legge); e Antonio Campo Dall’Orto Ad della Rai, autore di 21 nomine già bocciate come illegittime dall’Anac.
Basta con gl’incapaci a 5Stelle che non sanno scegliersi collaboratori e amministratori, viste le varie inchieste che li coinvolgono. Al loro posto avremo i capaci dei partiti, che vantano 120 inquisiti in Parlamento, 109 nelle Regioni e migliaia nei Comuni. Il capace Sala, per esempio, nella scelta dei collaboratori è un cane da tartufo: all’Expo non gliene hanno arrestato uno, ma tutti. Tranne lui medesimo, che è indagato solo tre volte. Ora però ha autosospeso l’autosospensione, per via di una scoperta sensazionale: “Sono innocente” (la sentenza l’ha scritta lui). Basta con gl’incapaci a 5Stelle che non sanno scrivere le leggi. Al loro posto avremo il capace Renzi e la capace Boschi, autori di una “riforma” costituzionale scritta coi piedi in una lingua ancora misteriosa, bocciata dal 60% degli italiani al referendum, nonché di una legge elettorale, l’Italicum, che essi stessi hanno già cestinato (mai usata) prima che gliela accartocciasse la Consulta Avremo il capace Angelino Alfano, che parla l’inglese come Totò il tedesco (“Noio volevan savuar l’indiriss”), dunque ora è ministro degli Esteri, anche per l’esperienza in sequestri di donne e bambine kazake maturata all’Interno. Così, con i capaci e senza più gli incapaci, Roma e l’Italia tutta torneranno più belle e più superbe di pria.
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Video

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/23/italia-padre-zanotelli-periferie-degradate-arresterei-i-politici-e-gli-architetti/3278716/

Rotondi, noto democristiano: ”Ogni affermazione vale per il giorno in cui è pronunciata”
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http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. …ormai la speranza non è una scelta. E’ una necessità
    viviana

    Però la speranza secondo me non è una buona cosa, perché lascia spazio a quello che non è, e lo rafforza pure, perché lo riconosce e vi si contrappone.
    In questi tempi così bui e oscuri la speranza non fa bene, ci vogliono certezze. E le certezze sono solo in cose “da nulla”, tipo che ogni giorno c’è un’alba, ogni giorno un tramonto, e se pianti un seme al 90% spunta qualcosa, e se guardi negli occhi un bambino scopri un altro mondo.
    Io non sono cristiana, ma in questo momento quello che accade è come se ci suggerisse quella famosa metafora “porgi l’altra guancia”: che tu, cioè, ti giri per farlo e di colpo ti accorgi che c’è altro: e tu cambi sguardo, e quello che ti aveva dato uno schiaffo resta spiazzato.
    Bisogna spiazzare: prima se stessi. Uscire da questa cloaca che mortifica la vita.

    Daniela

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 25, 2016 @ 10:20 am | Rispondi

  2. Auguri di buon Natale!
    Lamberto

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 25, 2016 @ 1:10 pm | Rispondi

  3. Gent.sig.ra Vivarelli,
    mi permetto di scriverLe avendo letto qualche volta ed apprezzato Suoi post sul blog mov.5stelle. Sono un semplice osservatore analizzante con interesse chi cerca di opporsi all’attuale furbocrazia purtroppo da decenni responsabile del degrado etico-culturale- sociale e politico italiano. Della poverta’ non solo materiale quanto, soprattutto, intellettuale le cui azioni pongono gli oppositori in un limbo calunnioso causante una indifferenza rassegnata in strati della popolazione che si desta magari in occasioni particolari (referendum Costituzione) per tornare poi ad una atarassia individualistica. Sul blog di Grillo noto rabbia, accanimento, ironia sguaiata da parte degli scriventi che si rivolgono anche a vicenda epiteti offensivi. Non e’ il mio modo di approcciare un dibattito ed infatti, dopo alcune analisi politiche ed economiche, ho lasciato perdere. Mi piacerebbe conoscere la posizione Sua e di questo blog su :
    1. Un mov. democratico non dovrebbe essere chiamato solo a rispondere su domande, bensi apportare proprie visioni e confrontandosi richiedere facili ed immediate votazioni ad hoc.
    2. Un mov. solo on line decide di lasciar fuori chi non usa tali tecnologie, ma sono cittadini al pari di altri (pensionati, etc)
    3. Una volta iniziato un mov. popolare i fondatori in buona fede (cui va il merito di un generoso coraggio) dovrebbero farsi da parte partecipando semmai come qualsiasi attivista, ne’ chiedere dirigenza anche solo ereditaria come si evidenzia in 5s.
    4. Staccare un mov. da qualsiasi azienda privata che lo fiancheggia ove non sono chiari i limiti o le compartecipazioni economiche.
    5. Un blog o mov. non dovrebbe accettare pubblicita’ (a volte in contraddizione con gli ideali/politiche che si enunciano sullo stesso link) o compensi da alcun privato se vuole garantirsi autonomia, altrimenti e’ ancor peggio che rifiutare contributi pubblici.
    Magari si tratta solamente di mia disinformazione ma, se lo ritiene, gradirei una Sua risposta (anche x mail).
    Le auguro, con tutti i collaboratoti del blog, i migliori auguri di buon 2017.
    Renato Cresta (Genova)

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 26, 2016 @ 5:21 pm | Rispondi

  4. Cosa penso del Movimento lo dico da molti anni, basta leggerlo.La visione relativa alla democrazia diretta mi pare molto chiara. Mi spiace che lei non riesca a vederla. Basta che richiami su google le parole “Programma del M5S”. Ma bastava che lei leggesse questo Masada per trovarla.Non l’ha letto? Il problema allora è suo. Lo legga. A me il programma del Movimento sembra splendido e rivoluzionario e non mi pare che i vari partiti presentino programmi più convincenti. Alcuni, come quello di Renzi, sono addirittura orripilanti.
    Credo che pubblicità sia lecita, dal momento che il M5S non si avvale di contributi pubblici; se non la vuole vedere basta un piccolo accorgimento tecnico che esclude la pubblicità. Io, per esmepio, non l’ho mai vista, per cui il problema non si pone. E’ una forma di autofinanziamento come un’altra e le assicuro che ce ne sono di peggiori.
    Se il Movimento si basa sulla Rete e sul voto attinto tramite il web, ritengo che sia necessaria una società informatica che gestisca la cosa, come del resto hanno tutti i partiti per motivi meno validi, ma è uno strumento solo funzionale, non legislativo. Del resto la società di Casaleggio è stata utile dal punto di vista tecnico a vari partiti senza che nessuno ci trovasse nulla da ridire.
    Grillo è stato solo il garante del Movimento e ha tentato varie volte di farsi da parte. Molti eletti del M5S nemmeno lo conoscono. Negli anni ha pesato sempre meno, E col tempo i suoi interventi, che già ora sono molto rari, spariranno del tutto. E’ solo questione di tempo. Casaleggio è sparito per cause naturali. Per cui anche qui il problema non si pone o è solo transitorio. Grillo del resto ha sempre rispettato il voto della base elettorale anche se era in disaccordo con la sua opinione
    saluti
    viviana

    P.S.
    Io do del tu a tutti e tutti in genere danno del tu a me. Il lei non mi onora, è solo una forma di distanza.

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 26, 2016 @ 5:34 pm | Rispondi

  5. La ringrazio per la risposta. Vede, non faccio confronti con altri partiti proprio perche’ mi si dice che il movimento non vuole omologarsi con i restanti.
    Rispetto tale prerogativa e
    certamente ho simpatia per chi si oppone al malcostume politico odierno. Quindi, dopo l’empatia di primo acchito, analizzo il M5s per se stesso. In teoria e’ valido il ragionamento di democrazia diretta ( ho letto certamente il programma altrimenti non Le avrei scritto ) pero’ non basta proclamarlo a parole, occorrono fatti espliciti, continuati e dimostrabili.
    Qui sta il punto.
    Sul blog Grillo non registro per ora risposte concrete al punto. Leggo critiche condivisibili da parte di Grillo o portavoci vari al sistema vigente, polemiche accettabili cui seguono commenti alcuni entusiastici, altri quasi da cabaret in idiomi talvolta dialettali, accuse di troll (termine che non conoscevo) a chi pone elementari interrogativi sulla rappresentanza, parole spesso maleducate e dure (pure nei Suoi confronti, ad es. quando segnala il Suo blog). Certo vi sono provocazioni da parte chi osteggia e si intrufola nel blog pero’ non dovrebbero sfociare in sterili epiteti. Quale contributo democraticamente partecipativo si genera se non un linguaggio scurrile ?
    La cosiddetta sinistra, iniziando dal PD, si autocelebra continuatrice delle politiche antifasciste, pro lavoratori, antilobbies del dopoguerra ma i fatti lo attestano ? Cosi Renzi & C. si sono nominati ‘rottamatori’ del passato trend corrotto ed incompetente pero’ gli atti governativi espletati evidenziano tutt’altro intendimento. Credo concordera’ con me. Non basta autoreferenziarsi, sono necessari segni probatori a supporto di quanto si afferma. E questo dovrebbe anzitutto richiedere chi vi si riconosce. Da destra FI propugna un novello ondivago liberismo salvo fare gli interessi del fondatore e delle sue aziende con odiosi (e per nulla liberisti) conflitti d’ interesse. Tale il voto FI sul MPS, nonostante i proclami fatti dai loro capigruppo nei giorni scorsi, in accordo col PD onde ottenere protezione governativa alla scalata Vivendi ! Al di la’ della probita’ inerente una posizione perlomeno e’ auspicabile una elementare coerenza. Dalle furie sanculotte non e’ nato un nuovo ordine migliore, antinobiliare e meritocratico, ma guerre imperialistiche sanguinose che hanno prodotto un nuovo tiranno ed una nuova classe nobiliare dominatrice fino alla restaurazione. Milioni di morti, carestie, rovine per nulla. Dalle speranze bolsceviche di giustizia e’ emerso un sistema formalmente ugualitario in realta’ dittatoriale e non certo rispettoso dei diritti di uomini e donne, generante una nuova classe di opportunisti dominante la societa’. Ora non voglio certo associare il M5s a tali dinamiche, ci mancherebbe, ne’ diminuire i suoi meriti anticaste. Desidero solo comprendere : il cosiddetto Direttorio e’ stato eletto dagli attivisti, da Lei sig. Vivarelli o dagli iscritti come propugna la cosiddetta democrazia diretta ? Se si, tra tutti i rappresentanti o solo quelli suggeriti ? ( e da chi? ) Perche’ il figlio di un fondatore decide sul mov. per meriti ereditari non certo quale semplice attivista ? Chi sceglie veramente cosa votare e come fino a partorire proposte legislative ? Sono argomenti fondamentali, non liquidabili con alzata di spalle, al di la’ di regolamenti che possono essere i migliori possibili, in teoria. E magari lo sono davvero.
    Infine la pubblicita’. Non e’ semplice questione di autofinanziamento. E’ esplicitazione di coerenza (a chi nominalmente vanno i cespiti? Vi e’ un bilancio pubblico ufficiale? O e’ competenza privata ? Il mov. dovra’ pronunciarsi prima o poi visto che molti elettori se lo chiedono non vedendo trasparenza ) : se in un link ci si scaglia ad es. contro il gioco d’azzardo o le macchine mangiasoldi, il malaffare che vi prospera, come si possono sulla stessa pagina promuovere lotterie o societa’ che invitano a puntare su ogni argomento ? Se gli introiti tutto giustificano allora e’ preoccupante seppure la causa sia formalmente accettabile (e’ la logica di chi ora governa ! ) Non e’ fastidio bensi etica.
    Chiaramente il giudizio non cambia sia pur attivando accorgimenti per evitare la pubblicita’.
    Senza ovviamente farLa risentire, sig. ra Viviana, o accusare nessuno quanto per cogliere gli obiettivi contorni. L’entusiasmo, la rabbia per le condizioni attuali sono comprensibili. Ma non garantiscono da soli la capacita’ e la democraticita’ di un movimento se non accompagnati da capacita’ analitica, norme applicabili come dite voi leaderless e coinvolgimento reale.
    Contraccambio i saluti.
    Renato

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 27, 2016 @ 6:55 am | Rispondi

  6. Caro Renato
    sulla democrazia diretta la prego di leggere i miei articoli
    https://masadaweb.org/2011/04/30/masada-n%C2%B0-1287-30-3-2011-la-democrazia-diretta/
    e i libri scaricabili gratuitamente in internet su come questa viene praticata da 40 anni in Svizzera

    Democrazia dei Cittadini – Paolo Michelotto
    http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37

    Democrazia Diretta – Verhulst, Nijeboer
    http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38

    Essi rispondono a molte domande sulla sua fattibilità.
    Sui fatti concreti le ricordo il divieto di elezione o conservazione delle cariche di chiunque sia inquisito per gravi reati o condannato o sia stato appartenente a partiti (divieto largamente disatteso dai partiti in genere), le ricordo il fatto che anche al momento presente i vari punti del programma siano votati in rete, sul fatto che ogni volta che gli elettori hanno preso una decisione su qualche punto, Grillo e Casaleggio (padre o figlio) hanno accettato il responso anche se non erano d’accordo (un esempio per tutti è stata la scelta del candidato alla Presidenza della Repubblica dove Grillo disse chiaramente che non era d’accordo con nessuno dei nomi scelti, sul divieto di fare il voltagabbana penalizzato addirittura con una forte multa, sul divieto di associarsi a partiti, sull’obbligo per i parlamentari di decadere dopo due legislature per evitare la corruzione che consegue a una troppo lunga permanenza nei luoghi del potere, sul rifiuto di fondi pubblici (il che spiega il perché della pubblicità, perché il blog e le manifestazioni costano comunque e da qualche parte i soldi si devono prendere), sul dono di parte dello stipendio da parte dei parlamentari anche europei a un fondo per le piccole e medie imprese (già 5000 piccoli imprenditori ne hanno beneficiato).Le ricordo l’onestà degli eletti che contrasta vistosamente con il cumulo enorme di reati dei partiti in genere.
    Le polemiche su Grillo sono spesso faziose e dimostrano solo un accanimento spregevole. Gli attacchi che io o altri subiamo da anni sul blog provano solo che vi sono dei troll infiltrati, spesso pagati dal Pd, per attaccarci, i quali spesso si travestono da grillini ma sono sempre riconoscibilissimi e provano solo quanto i partiti di Governo temino il Movimento. Il linguaggio anche delle risposte può essere esasperato e va scusato. La politica non è proprio il luogo dove si esprime il miglior galateo. In quanto a me, sono spesso uscita con reazioni dure, ma si deve considerare che ci sono soggetti come il Mantovano che mi perseguita da anni accusandomi di ogni nefandezza, un pazzoide che mi ha minacciata di morte, che mi ha accusato di reati inesistenti, che ha attaccato mio marito deridendolo mentre moriva di cancro e che ha minacciato mia figlia. Un tizio che è arrivato a pubblicare il mio indirizzo e il mio numero di telefono nella speranza che qualcuno mi faccia del male. E’ umano che io sia così esasperata dalla sua persecuzione e che quando lo vedo prorompa in invettive. So che è completamente pazzo ma mi irrita lo stesso. Come lui o quasi ce ne sono altri. Un blog attira sempre figuri di ogni genere e non sempre del genere migliore.
    Il giudizio del M5S sulla storia attuale è molto duro ma il neoliberismo ha prodotto il peggio del peggio e la cosiddetta sinistra si è ormai allineata negli intenti alla destra peggiore.
    Non mi pare che il giovane Casaleggio interferisca in alcun modo nelle scelte del Movimento, è persona schiva e timida che ha solo il compito di tutelare la rete dal punto di vista ‘tecnico’. Grillo si sta progressivamente ritirando e mi pare che quando esce in qualche sproloquio, fa più male che bene al movimento perché le sue provocazioni vengono sistematicamente fraintese e sono spesso inopportune. Io sono stata spesso una critica feroce di certe sue scelte (come quella con Farage, del resto approvata dalla rete) e mi sono beccata vari insulti, ma è normale dialettica che avviene in ogni partito (è solo di ieri l’attacco di Giachetti a Speranza dandogli di faccia di culo, e vorrei che leggesse gli insulti che Bersani si prende dai piddini sul suo blog).
    Insomma capisco le sue osservazioni ma non sempre concordo
    saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 27, 2016 @ 7:16 am | Rispondi


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