Nuovo Masada

dicembre 19, 2016

MASADA n° 1815 19 dicembre 2016 CON ERRI DE LUCA E I MIGLIORI

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MASADA n° 1815 19 dicembre 2016 CON ERRI DE LUCA E I MIGLIORI
Blog di Viviana Vivarelli

Contro Raggi e Muraro accanimento mediatico – Stalking – Cose fatte in 6 mesi dalla Raggi – Claudio Messora – Il Governo è stato battuto ma il servilismo mediatico continua – Baricco e lo stoyrytelling – Ma quale fase zen!!? – Le pensioni d’oro – Caso Marra e caso Sala- Brani di Erri De Luca dal suo blog – Dylan e Izet Sarajlic- La preghiera delle madri

Dylan: “Il vostro dominio sta invecchiando in fretta
il primo di oggi sarà ultimo domani
perché i tempi stanno cambiando”.

I tempi stanno cambiando.
Venite intorno a me voi tutti ovunque vaghiate e ammettete che le acque intorno a voi son salite
E accettate che presto fino all’osso sarete inzuppati
Se per voi il tempo ha qualche valore, allora è tempo di cominciare a nuotare
o come pietre affonderete


perché i tempi stanno cambiando
venite scrittori e critici che con le vostre penne profetizzate
e tenete gli occhi bene aperti
non vi sarà data un’altra scelta e non parlate troppo presto perché la ruota sta ancora girando
e nessuno può dire chi sarà designato
il perdente di adesso sarà domani il vincente
perché i tempi stanno cambiando
venite Senatori e Deputati
ascoltate vi prego il richiamo
non vi fermate sulla soglia
non bloccate l’ingresso
saranno coloro che han cercato di rallentare che ci rimetteranno
c’è una battaglia che fuori infuria
e presto scuoterà le vostre finestre e farà tremare i vostri muri
perché i tempi stanno cambiando
VENITE MADRI E PADRI DA TUTTO IL PAESE!
E NON CRITICATE QUELLO CHE NON POTETE CAPIRE!
I VOSTRI FIGLI E LE VOSTRE FIGLIE NON LI POTETE PIU’ COMANDARE!
La vostra vecchia strada sta rapidamente invecchiando
Andatevene vi prego dalla nuova se non potete anche voi dare una mano
Perché i tempi stanno cambiando
La linea è tracciata la maledizione scagliata
L’uomo lento di adesso sarà il più veloce domani
Così il presente di adesso sarà il passato di domani
L’ordine sta rapidamente scomparendo
E il primo di adesso sarà l’ultimo di domani
Perché i tempi stanno cambiando”

.
Viviana
Guai a chi si presenta come giovane
e distrugge il futuro dei giovani!
Dietro di lui arranca
la vecchiezza più immonda
il passato postribolare
la negazione della vita.
.
Erri De Luca
Una volta un insegnante m’invitò a rispondere alla sua domanda: “Cosa dici ai giovani che sono il nostro futuro?”.
Risposi: “Niente, perché i giovani non sono il nostro futuro. I giovani sono il loro futuro. Il mio l’ho avuto e me ne avanza poco”.
Il potere degli adulti non è stato mai così solido e schiacciante. I giovani da noi sono minoranza di un Paese anziano. Molti della mia età pretendono addirittura di invadere il campo e dichiararsi diversamente giovani.
Per chi sente di non contare nulla, ho qualche istigazione alla rinfusa: indipendenza dai pareri adulti, dalla pubblicità, dalle frasi fatte. Istigo a disfare e rifare ogni e qualunque frase, con parole altre. A esibire il privilegio della bellezza contro quella della ricchezza, lo sbaraglio degli amori primi, la possibile forza di rovesciare in un’ora primati e gerarchie, di suonare la loro musica nuova per abbattere le mura di Gerico. Non esistono età e terre promesse, ma tempi e tempeste da attraversare.
.
Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa.
Se hai un sogno tu lo devi proteggere.
Quando le persone non sanno fare qualcosa
lo dicono a te che non la sai fare.
Se vuoi qualcosa, vai e inseguila.
Punto.

(DAL FILM La ricerca della felicità)

Viviana per i 5stelle

Noi abbiamo un sogno
Il sogno è un ideale
e deve scontrarsi con l’umano
Difendiamo il nostro sogno
è la nostra cosa più bella
perché non è solo nostro
è di tutti quelli che ci sono

Noi abbiamo un sogno
Tenteranno di sporcarlo
di ridurlo
di beffarlo
di negarlo
di ucciderlo
ma è il nostro sogno
Nulla potranno se non lo permettiamo

Noi abbiamo un sogno
non io, non tu, ma tutti
il sogno è più di ognuno di noi
è più di tutti noi e voi messi insieme
più di ieri, di oggi, di domani
più del tempo, della vita
Vive nel cielo dei sogni
si allunga nel desiderio del mondo

Lo realizzeremo solo in parte
con fatica
inciampando
cadendo
rialzandoci
ridendo e piangendo
perché siamo umani

Diranno che non siamo nulla
che non abbiamo nulla
che non possiamo nulla
La loro invidia farà di tutto
per sconfiggere il nostro sogno
Il loro desiderio di potere
tenterà di negare la nostra gloria
Il loro vuoto interiore
tenterà di uguagliarci ai loro deserti

Ma noi abbiamo un sogno
Questa è la nostra forza
Il nostro diritto di esistere
La nostra vita
E nessuno potrà farci nulla
se noi non vogliamo.

Viviana
Sono passati tre anni di veleni, con una politica che ha diviso l’Italia e ha messo gli uni contro gli altri, mentre la corruzione impazzava e chi doveva reprimerla passava il tempo a concertare la rovina della nostra democrazia e la svendita del nostro Paese, tanta gente moralmente immiserita, tanta gente arrabbiata, tanta rabbiosa, invelenita, addestrata all’arte della menzogna, della calunnia, dell’insulto gratuito, un Paese dove tanti sono pagati o sono fanatizzati per aggredire altri italiani, gente che dell’insulto ha fatto la ragione della sua vita, poveri fuori e poveri dentro… Oggi c’era in tv un frate e anche lui aizzava, seminava odio.
Un altro anno sta per cominciare, e noi siamo stanchi, stanchi di questo andazzo deprimente e avvilente, abbiamo bisogno di luce e di speranza, di persone che uniscono gli sforzi per il bene di tutti, di rinascite, di perdoni e di ricostruzioni.
Dobbiamo ricostruire nel meglio noi stessi e tutto quello che abbiamo intorno.
O faremo questo, o cadremo tutti in macerie!
.
« Vorrei che il Natale fosse per noi un’occasione per riflettere sulla capacità di liberarci dalla prigionia delle necessità e la possibilità di aprirci uno spiraglio per inaugurare, nel piccolo e nel grande, una nuova maniera di esistere»
Padre Antonelli
.
Ognuno di noi è soggetto a cadere in valutazioni errate per ingenuità politica o per la troppa fiducia nei confronti di chi ti sta ingannando con il sorriso. Impariamo dagli errori senza mollare mai. Andiamo avanti combattendo chi vuole la distruzione del MoVimento perché troppo scomodo.
Maurizio Bertini
.
STALKING
VV

Mi sembra che molti provino un gran gusto a esercitarsi in un quotidiano stalking efferato contro il M5S.
Se avessi visto qualcosa di simile da parte loro anche contro il Pd, ciò avrebbe senso. Nel Pd, e non parliamo degli altri partiti, erano i politici ad essere al centro di inchieste scottanti che finivano regolarmente in opportune prescrizioni o amnistie quando i reati non erano semplicemente chiusi in un cassetto, ma nessuno sospendeva nessuno e nessuno si dimetteva mai, nel silenzio complice di tutti, e, se poteva, il partito impediva l’uso di intercettazioni o sabotava l’inchiesta, coi media collaboranti.
Per il M5S si scatena l’inferno.
Ora per la Muraro e Marra si parla di ‘presunti’ reati del 2004 e del 2013. Cosa hanno fatto finora i poteri giudiziari? Dormivano? Come si è comportato il M5S? Bene, mi pare, visto che, appena è emerso l’avviso di garanzia, ha allontanato gli inquisiti. Poteva farlo prima? Forse per la Muraro, ma non nel caso di Marra. Era regolarmente assunto e non poteva essere licenziato sulla base di semplici sospetti o antipatie. Potrebbe un sindaco azzerare tutti i dipendenti del suo Comune che hanno lavorato sotto amministrazioni precedenti? Non può o sarebbe il caos. Sapeva la Raggi di presunti reati dei suoi due collaboratori? Lei dice di no. Su Marra si è fidata e la sua fiducia è stata malriposta, è indubbiamente un errore. Tale da metterla alla gogna? Non mi pare. Cosa poteva e doveva fare, dunque? Lo chiedo a voi, perché qui siamo nel surreale, se non in un campo della calunnia aggravata che entra nel criminale, anzi sono convinta che, dato il livello di marcio esistente a Roma, verranno fuori parecchi altri casi simili, sempre che i due siano realmente colpevoli. Dunque, secondo voi, la Raggi deve essere punita per reati che alcuni suoi collaboratori hanno commesso sotto le amministrazioni precedenti e su cui finora non erano emerse prove certe? Siamo nell’assurdo. Secondo voi, se Roma è marcia, l’ultima arrivata dovrebbe pagare quello che i suoi predecessori non hanno pagato??? Deve essere il capro espiatorio di decenni di marciume romano? Vogliamo processare lei anche per ‘mafia capitale’ e per Buzzi e Carminati???
Per la Muraro finora si parlava di casi minimi, trasgressioni amministrative e non penali sanabili con una multa, ma il bailamme è stato lo stesso. Ora è tutto da vedere. Se paragoniamo questi casi con un Renzi che finora si è fatto supportare da tipi come Verdini o gli alfaniani o cerca l’alleanza con un tipino come Berlusconi, a cui il Pd ha regolarmente salvato le aziende e la libertà, è chiaro che c’è in mezzo un baratro. Ma la corsa al massacro continua e non vi fa onore. Mi dispiace che non usiate la stessa misura per un Renzi che la sua condanna di primo grado se l’è sanata con legge della Madia o per i banchieri che le banche le hanno fatte fallire con la frode, fregando decine di migliaia di azionisti e che ora vedranno sanati i loro reati con soldi ben protetti all’estero e un Renzi che il danno lo farà pagare ai risparmiatori contro il parere dell’Ue. Se aveste lo stesso metro implacabile di condanna per i vostri politici, al Governo o al Parlamento ci sarebbe il deserto, ma allora dove starebbe il vostro accanimento godurioso?

Cosa ha fatto in 6 mesi la Raggi?

-ha dato 9 milioni in aiuti sociali
-ha messo a norma gli impianti di smaltimento dell’Ama
-ha avviato il porta a porta della differenziata
-messo 18 milioni nella manutenzione del metro A
-sbloccato un appalto per altri 150 autobus
-assunto 1500 maestre d’asilo lasciate in sospese dalle precedenti amministrazioni
-preso i finanziamenti europei per le vie ciclabili
-cominciato a regolare gli appartamenti che prima il Comune di Roma quasi regalava
-messo sulle strade 700 vigili urbani che prima bivaccavano negli uffici
-tolto agli assessori le auto blu e le ztl con permesso di sosta (100.000 euro)
sbloccato gli stipendi a quasi 24.000 dipendenti pubblici
-ha detto NO alle Olimpiadi che avrebbero aumentato a dismisura il debito di Roma che è arrivato a toccare i 32 miliardi
(http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/08/24/news/la-corte-dei-conti-indaga-sul-debito-di-roma-1018022/)
Solo nei primi due mesi ha fatto 30 delibere
-Città più pulita: al via opere di bonifica per le microdiscariche e interventi di derattizzazione fermi da mesi, garantita la parziale riattivazione del servizio del ritiro degli ingombranti fermo da aprile, organizzati lo sfalcio dell’erba e la pulizia del verde presso i plessi scolastici; effettuato il piano straordinario di spazzamento del fogliame e avviata l’attivazione delle nuove isole ecologiche Ama
-Partenza di una task force di Ama contro topi e specie infestanti
-Taglio alle spese inutili come alcune Commissioni speciali che servivano solo a distribuire poltrone. Un risparmio concreto per i prossimi 5 anni
-Riordinato i conti, che la politica scellerata e gli scandali di Mafia Capitale hanno riempito di debiti. Ha approvato il primo assestamento di bilancio a fine luglio
-Realizzerà finalmente il Museo nazionale della Shoah grazie allo stanziamento di 21 milioni di euro. Sbloccata già la gara d’appalto
-è partita con l’iniziativa internazionale Open Government Partnership per promuovere la trasparenza attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, delle associazioni di categoria e delle imprese, con 2 progetti: “Roma collabora: la Capitale si apre ai cittadini” e “Agenda Aperta: come rendere trasparente il rapporto tra l’Amministrazione e i portatori di interesse
-Grandi eventi sportivi: Roma ospiterà le tre partite della fase a gironi e un quarto di finale degli Europei di Calcio Uefa 2020 grazie allo sblocco delle procedure comunali e alla stretta collaborazione con la Figc
-Scuola e rispetto dell’ambiente: lanciato il progetto ‘Le 4 erre dell’ambiente – Ridurre, Recuperare, Riusare, Riciclare’. Una iniziativa di educazione ambientale rivolta agli studenti
-Traffico più snello, più sicurezza: nuovi vigili urbani in strada grazie allo sblocco del concorso per assumere 300 istruttori della Polizia Locale
-Nuova vita per i mercati rionali: predisposto un intervento di 130mila euro per la manutenzione, dal rifacimento degli intonaci alla pulizia dei pluviali, delle vecchie aree
-Il suolo pubblico è dei cittadini. Intervento su Fiera di Roma. Ha ridotto nettamente la superficie utile lorda da 67.000 mq a 44.000 mq
-Meno auto per le strade: realizzato il prolungamento della linea 3 del tram fino alla Stazione Trastevere. L’obiettivo di lungo periodo è arrivare alla fermata della metro B Marconi per creare un circuito virtuoso con mezzi pubblici per muoversi senza dover prendere l’automobile
-Valorizzazione del patrimonio: basta sprechi e favori ai soliti noti. Istituito il tavolo tecnico per disciplinare l’uso del patrimonio indisponibile del Comune
-I bilanci comunali degli ultimi 10 anni saranno pubblicati sul sito del Comune nelle prossime settimane e finalmente leggibili anche ai non addetti ai lavori grazie ad una serie di infografiche
-Garantita la continuità dei centri interculturali e avviato il percorso di ripensamento delle attività realizzate sul territorio cittadino. Firmato il Protocollo d’Intesa per la Gestione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla mafia.
-Avviata una serie di progetti a sostegno dei detenuti delle carceri per il loro progressivo reinserimento nella società e per la loro partecipazione alle attività di recupero della città (cura del verde urbano ecc.)
-Avviato l’iter per recuperare una serie di edifici pubblici all’interno delle ville storiche della città. Saranno messi a disposizione di chi vuole fare sport all’aria aperta
-Emessa una prima ordinanza anti-alcol estesa anche ai Municipi precedentemente esclusi
-Centurioni e risciò non potranno più permanere nelle aree monumentali
-Stop al commercio senza regole: intensificate le attività di coordinamento con la Polizia Locale di Roma Capitale contro l’abusivismo commerciale e contro il fenomeno dei bed&breakfast irregolari
-Avviato l’iter per la realizzazione degli spazi di assistenza per la diffusione, promozione e sensibilizzazione alla cultura digitale e per il supporto all’uso delle tecnologie, nelle sedi di Municipi o altre sedi istituzionali, scuole, biblioteche, centri anziani, uffici postali, centri per l’istruzione degli adulti, società partecipate e spazi offerti dai privati
-Bloccato l’aumento per il 2016 della bolletta dell’acqua deciso dall’Autorità dell’Energia ed evitato un incremento del 5% della tariffa

E’ poco? Farà dell’altro se non dovrà occupare il suo tempo nella difesa contro l’accanimento pregiudiziale.

Ferruccio
A tutti coloro che pensano che la Raggi si debba dimettere, sempre che non siano del M5S, vorrei far presente che:
il M5S ha preso un Comune in dissesto con 12 miliardi di euro di debiti (io: c’è chi dice 32), 800 milioni di deficit/anno, ben 48.000 dipendenti in totale (certo qualcuno assunto con logiche clientelari e spartitorie), un buco di bilancio di 400 milioni delle partecipate usate come mangiatoie e con servizi inefficienti;
non accettiamo lezioni dai responsabili politici di questo disastro (tutte le passate amministrazioni degli ultimi 20 anni);
il compito è da far tremare i polsi e ci vorranno ANNI prima che marciume, corruzione, malaffare vengano ridotti a livelli fisiologici, i servizi siano all’altezza di una capitale europea e il bilancio in equilibrio; chi sperava in un colpo di bacchetta magica in pochi mesi ha sbagliato tutto;
la Raggi ha il dovere di andare avanti perché votata per quello e se ha riposto fiducia su un dirigente (NON un assessore) dipendente del comune, peraltro totalmente incensurato, che si scopre ex post aver combinato qualche malefatta in passato, non può esserne politicamente responsabile, mentre sarebbe da irresponsabili tradire la volontà degli elettori di cambiamento VERO;
I partiti non aspettano altro che ritornare in possesso delle chiavi della mangiatoia.

CLAUDIO MESSORA

Ci ho pensato molto. Tutti questi anni passati a combattere il sistema con un solo obiettivo: Palazzo Chigi. Un intero Paese ci ha creduto. I numeri li vedete anche voi. Ora avete una questione di forma. L’arresto di un dirigente, un tecnico esterno al Movimento (per quanto vicinissimo al sindaco) e la tentazione di mollare tutto. Sì, “mollare tutto”: perché deve essere chiaro che, se avere perso Parma può essere stato un peccato di gioventù, perdere Roma sarebbe una tragedia. I cittadini questa volta non capirebbero. Come ci si può fidare di una forza politica che abbandona al suo destino la Capitale, con tutti i suoi problemi, ad appena pochi mesi da una campagna elettorale trionfante?
Certo, c’è la questione morale, c’è quell’ombra del giustizialismo dei primi tempi che vi rincorre e vi urla “coerenza”. Avete passato anni a dire che alla prima incrinatura del rapporto di fiducia con i cittadini bisogna dimettersi. Però, innanzitutto, dovreste fare un po’ di autoanalisi ed ammettere che tutta questa coerenza, ultimamente, non c’è stata. Regolamenti e direttori fatti e poi disfatti a seconda dell’umore, il ditino sul bottone dell’espulsione un po’ troppo “facile”. Niente di grave e niente che l’ultimo dei partiti tradizionali non farebbe, in misura ben peggiore, con estrema disinvoltura. Ma forse, di fronte ai problemi di una città come Roma, questa volta magari la forma può passare in secondo piano. Di fronte a un Paese che vuole una forza di governo matura, alternativa a questi finti governi politici – in realtà tutti espressione di Bruxelles -, sarebbe il caso di cominciare a scrollarsi di dosso l’abito da verginella e iniziare a dire che dare risposte è molto diverso dal fare domande. O pensavate forse di arrivare a Palazzo Chigi senza pestare nessuna merda? Dicevate che era una guerra: le guerre non si vincono continuando a decimare l’esercito, ma sistemando i malumori e distribuendo equamente oneri e onori. Questo è il momento in cui ottiene di più un discorso alla “Massimo Decimo Meridio”, che una corte marziale francamente un po’ tafazziana.
Non conosco personalmente Virginia Raggi e non la difendo. L’ho incontrata una volta, al funerale di Gianroberto, e mi ha regalato uno sguardo gelido. Però faceva l’assistente in uno studio legale. L’avete presa e l’avete gettata come una palla di cannone sul balcone più alto della più alta torre di Roma. Di chi doveva fidarsi? C’eri tu, Beppe, con lei, a scegliere la sua squadra? C’era Gianroberto, a darle il manuale delle istruzioni? La risposta è no: era da sola, come ero da solo io quando sono stato scaraventato a Bruxelles per cercare di capire come funzionava il più grande apparato burocratico del mondo dopo il “Ministero della Verità” di “1984”. E neppure poteva arrivare al Campidoglio, dopo mafia capitale, e dire: “cari romani, adesso scusatemi ma non faccio niente per 6 mesi perché devo capire come funziona la baracca”. L’avreste massacrata voi per primi. Si è appoggiata a Marra e gli è andata male, ok. Forse doveva scegliere Tizio o Caio, suggeriti da Sempronio o dai nemici di Sempronio? Non prendiamoci in giro: come tutte le società fatte da più di una persona, anche il Movimento al suo interno ha le sue incomprensioni, le sue liti, i suoi sgambetti e le sue vendette. Hanno venduto Gesù per trenta denari, figuratevi se dentro a una forza dove sono confluiti milioni di italiani non volano gli stracci.
Le sue scelte l’ha fatte da sola ma, fino ad ora, se ha sbagliato è sembrata in buona fede. Forse ha bisogno d’aiuto, e forse deve capire lei stessa che deve accettarlo, ma una cosa è certa: se il Movimento non difende Roma e cede ai suoi più bassi istinti (mascherati da nobili ideali), lasciando cadere la Raggi, non fa il bene del Paese, né di Roma e, neppure, di se stesso.
Tutti i movimenti hanno bisogno di una guida salda, univoca e chiara. Tant’è vero che tu, Beppe, sei il Capo Politico del Movimento 5 Stelle e devi prendere il mano il timone sempre, non solo quando la tempesta sferza le vele, schiaffeggia lo scafo e terrorizza i marinai. Gianroberto era certamente un uomo che sapeva essere cinico nel perseguire i suoi obiettivi, ma riusciva anche a sembrare un buon padre e a mettere tutti d’accordo anche quando sembrava impossibile. Lo ha fatto fino alla fine: è stata la natura a vincerlo, non lo scoraggiamento. Adesso è venuto il momento per i Cinque Stelle di mettere da parte i personalismi, i rancori, le ambizioni e seppellire l’ascia di guerra.
Molti di voi si ricorderanno da dove sono partiti. Si ricorderanno quando ancora credevano che per cambiare il mondo sarebbe bastata la rete. Non bastava e adesso lo sapete bene. Ma siete a tanto così dal mettervi finalmente alla prova, siete a tanto così dal ripagare la fiducia degli italiani. A tanto così! Non può essere un reato, eventualmente commesso quando voi non amministravate neppure, a fare dissolvere sette anni di sacrifici come un miraggio all’orizzonte. Chi vuole arrivare al traguardo deve avere sogni, passione, slancio, ma anche senso pratico, resistenza e lucidità.
Adesso è il momento di tenervi Roma.
Tenetevela, per favore.

SERVILISMO MEDIATICO
Viviana Vivarelli

In questi tre anni i media si sono asserviti in modo assolutamente vergognoso al Governo. La Rai poi si è genuflessa interamente ai desiderata di Renzi, il quale ha occupato al 99% gli spazi di informazione con una propaganda martellante di tipo orwelliano. Sia Renzi che i suoi ministri e in particolare Poletti per tre anni hanno diffuso dati falsi su una presunta crescita che nessuno vedeva e i media li hanno riportati senza battere ciglio. Ma un Paese non cresce perché lo dice la propaganda di Stato. E’ facilissimo smontare questi dati e mostrarne il carattere puramente falsificatore e irreale. I dati contrastavano in particolare con quanto riportato dalla Corte dei Conti, dalla Ragioneria di Stato, dal CGIA di Mestre, perfino da Sole24 ore di Confindustria, dalla BC, dagli osservatori economici europei e dal Fm. Basta?
A causa di questa falsificazione della realtà, i nostri media hanno perso ben 8 punti nella classifica della libertà di stampa, scendendo al 77° posto, ultimi in Europa, dopo Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana. Ma ancora qualcuno crede che ripetere i dati falsi di Renzi riportati da Repubblica possa essere tollerato? La satira è andata a nozze con le balle del Bomba, balle che sono state ripetute con grandissima faccia tosta addirittura dopo l’esito del referendum, un referendum dove è stato chiaro che la maggior parte degli elettori a quelle balle non crede più.
Cito: “Debito pubblico: 43 miliardi in meno”, quando il dato ‘reale’ è di 105 miliardi di debito in più, certificati da Bankitalia, o i presunti 150.000 posti in più della ‘buona scuola’, contro appena 48.000 persone che nella scuola lavorano da più di 6 anni e che sono stati normalizzati ‘su richiesta dell’Ue’ nel delirio delle assegnazioni a sorpresa in una scuola che ancor oggi alla fine dicembre vede le aule senza insegnanti a causa del caos che ne è conseguito tanto che persino Renzi è stato costretto a licenziare la Giannini. Mi sono persino stufata di ripetere che chiamare ‘occupato’ chi ha un solo vaucher la settimana è una presa per i fondelli e un grosso atto di sfacciataggine, come mi sono stufata di dire che è una altrettanta presa per i fondelli dire che il Pil è aumentato quando ci si mette dentro malvivenza, prostituzione e droga, e che la realtà del Paese non è quella del fantomatico maggior benessere conclamato da taluni, ma mostra una disoccupazione crescente, un precariato selvaggio dove sono stati distrutti tutti i diritti del lavoro, un welfare che si sta vanificando sulle spalle dei più deboli, una sanità allo sbando, una disuguaglianza crescente tra i troppo ricchi e 17 milioni di troppo poveri. Ma, come se i veri fatti non fossero abbastanza visibili e come se la maggioranza degli elettori non avesse mai dato palesemente la propria disapprovazione a un intero Governo, continuano ad esserci degli ossessi amanti della menzogna che insistono con accanimento a ripetere le bugie e le manipolazioni di Renzi e dei suoi sciagurati Ministri. A che serve tutto questo accanimento nel mentire? Solo ad irritare maggiormente chi soffre? Non c’è un gigantesco difetto di intelligenza e di etica che ormai è diventato insopportabile? La stoytelling (narrazione mediatica) ha preso il posto di qualunque realtà?
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Ascoltatevi questo interessante Baricco che ci parla dello stoytelling

http://scuola.Repubblica.it/blog/video/alessandro-baricco-storytelling/

Conoscere il segreto delle storie per comprendere la società. Rintracciare il filo delle diverse incarnazioni della stessa storia, per arrivare al cuore dei tempi che stiamo vivendo. Alessandro Baricco arriva alle Rep@Conference e mette le storie al centro del mondo.

MA QUALE FASE ZEN??
Alessandro

Alla fase zen di Renzi non crede nessuno. Dopo 3 anni del suo governo Renzi, la ripresa non c’è stata. Siamo diventati il Paese dello “zerovirgola”. Intanto a colpi di annunci e promesse Renzi ha occupato tutto quello che era occupabile.
– 13 novembre 2014: “Due famiglie su tre riescono ad arrivare alla fine del mese solo con tagli draconiani sugli acquisti, che coinvolgono anche la spesa per la tavola”
– 2 aprile 2015. Fermo il potere di acquisto delle famiglie
– 14 luglio 2016, Istat: “Povertà assoluta per 4 milioni e 598 mila persone: è record dal 2005.
– giugno 2016, Istat: “L’indice della produzione industriale (Ipi) è diminuito dello 0,4%.
– 29 agosto 2016, Eurostat: “In Italia più di un disoccupato su tre ha rinunciato a cercare un posto”. E’ il dato peggiore nella Ue.
– 17 ottobre 2016, Rapporto Caritas su povertà: A chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, per la prima volta, al Sud la percentuale degli italiani 66,6% ha superato quella degli immigrati 33,1%.
– Il debito pubblico è arrivato a 2.258 miliardi di euro.
– Renzi nel suo governo ha tutelato le banche, le multinazionali, le assicurazioni, la casta, le lobby… a danno dei cittadini.
Scrive The Economist che Renzi “ha sprecato quasi due anni ad armeggiare con la Costituzione… il reddito pro capite fermo da oltre 15 anni, un mercato del lavoro sclerotico, banche “farcite” di crediti non riscuotibili, uno Stato appesantito dal secondo debito pubblico dell’Eurozona.
Ma Renzi non aveva detto che se avesse perso sarebbe andato a casa?

LA MARCIA PER LA PACE DELLE DONNE PALESTINESI
Doriana Goracci

Perché non abbiamo saputo che migliaia di donne, palestinesi ed israeliane, si sono unite in una straordinaria Marcia per la Pace cantando? Si chiamano Women Wage Peace e la loro canzone si è levata alta.
La canzone, “Preghiera delle Madri”, è il risultato di un’alleanza fatta con la cantautrice Yael Deckelbaum, e un gruppo di donne coraggiose, di ogni fede, che hanno portato il movimento ad emergere nell’estate del 2014, durante l’ ennesima escalation di violenza tra Israele e i palestinesi. Il 4 ottobre 2016, le donne ebree e arabe hanno dato corpo e anima con la “Marcia della Speranza”.
Il progetto ha coinvolto migliaia di donne che hanno marciato dal nord di Israele a Gerusalemme. Il 19 ottobre, in una marcia di 4.000 donne, di cui almeno la metà era palestinese, si sono dirette a Qasr el Yahud (sul Mar Morto del Nord), e hanno pregato insieme per la pace.
Parole chiare dirette e semplici, passo dopo passo del Movimento delle donne: “La pace non è un’utopia, è il fondamento necessario per la vita di due popoli in questo luogo, in sicurezza e libertà”.
La sera stessa 15.000 donne hanno protestato davanti alla casa del primo Ministro a Gerusalemme. Le marce hanno avuto il più ampio sostegno dal premio Nobel per la Pace, Leymah Gbowee. Lei è una magnifica donna del 1972, pacifista liberiana, estremamente decisa… Leymah Gbowee è arrivata a minacciare di spogliarsi nuda in pubblico, quasi una maledizione per la locale cultura, nel tentativo di portare la pace durante la seconda guerra civile liberiana e che condusse alla fine nel 2003.

Sono ormai passati molti anni da quando conobbi e feci parte delle Donne in nero, rete internazionale di donne contro la guerra: movimento nato da ebree-israeliane che, vestite di nero e in silenzio, nel 1988, hanno cominciato a manifestare una volta alla settimana contro l’occupazione dei Territori Palestinesi e contro la politica e l’oppressione del Governo israeliano verso il Popolo Palestinese. Avevano un progetto di pace con le vicine sorelle palestinesi e poi si estese a tante altre e in tutto il mondo… ma poi la loro presenza si è via via indebolita, e ha avuto poche occasioni di confronto.
Ora, e finalmente, questa notizia si è propagata in Rete con un video, è lotta non violenta: “Non ci fermeremo finché non sarà raggiunto un accordo politico che porterà a noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti un futuro sicuro”.
La Preghiera delle Madri, Prayer of the Mothers, tocca a noi ora diffonderla e cantarla, sottovoce, insieme, forte. Sempre.

Possiamo ancora vedere la luce di stelle che non esistono più da secoli. Così ancora ti riempie e folgora il ricordo di qualcuno che hai amato per poi vederlo andar via.”
Khalil Gibran
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PENSIONI D’ORO
Viviana Vivarelli

Vedo che continuano ad esserci delle inesattezze sulle pensioni d’oro per cui ci ritorno.
I vitalizi sono stati eliminati ma sono stati sostituiti dalle pensioni d’oro, per cui, come per molte cose di Renzi, cambia solo il nome.
Godrebbero di pensione privilegiata quasi 2 Parlamentari su 3, 629 su 943, che sono alla loro prima esperienza parlamentare, e cioè tutti i 5stelle e 2 piddini su 3.
Con la differenza che 5stelle e Lega hanno chiesto di eliminarle, cosa che i media non dicono. Gli altri ovviamente si sono opposti.
I Parlamentari avranno diritto alla pensione d’oro, se il loro mandato durerà almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno. Dovrebbero riscuoterlo a 65 anni ma ci sono dei modi per averla a 60 anni. Per cui molti Parlamentari hanno l’obiettivo di far durare la legislatura almeno fino al 15 settembre 2017. A meno di non riuscire a farsi rieleggere per la prossima legislatura. Per questo molti vorrebbero rimandare il voto nella primavera 2018, a scadenza naturale. Questo tipo particolare di pensione privilegiata è un istituto che nell’ordinamento italiano è riservato ai Deputati, ai Senatori e ai consiglieri regionali. Proprio perché è privilegiata ci si chiede se è costituzionale ma Renzi nella sua riforma voleva blindare i vitalizi rendendoli costituzionali.
Se il parlamentare è stato anche eletto al Parlamento Europeo o in un consiglio regionale, può cumulare anche 3 vitalizi. Ad essi si aggiunge, ovviamente, il rapporto previdenziale per un lavoro precedente, pubblico o privato. Si è tentato di ridurre questa pensione (Monti), chiamata contributo di solidarietà, ma senza successo. Non solo questa pensione si ottiene con regole molto vantaggiose rispetto al normale sistema pensionistico ma questa pensione da 14 a oltre 30 volte rispetto al trattamento annuo minimo dell’Inps. L’assegno varia rispetto alla lunghezza del mandato dai 1.500 ai 7 mila euro netti al mese. Dunque si possono avere più pensioni, una come ex parlamentare, un’altra come ex consigliere regionale, un’altra come ex eurodeputato, un’altra infine come lavoratore normale.
Purtroppo anche se qualcosa è stato cambiato, chi ha goduto di privilegi maggiori in passato se li tiene. Come minimo uno ottiene il doppio di quanto ha versato. E questo godimento passa di generazione in generazione, a mogli, mariti, figli e fratelli che per decenni vivono con l’assegno dello scomparso. Una rendita che nasce da una contribuzione minima, da una sola legislatura o addirittura da un solo giorno in Parlamento. Un caso emblematico è quello del deputato Luca Boneschi dei Radicali che per aver trascorso ventiquattr’ore alla Camera nel febbraio del 1982 ha avuto la pensione a vita.
L’Inps ha calcolato che un vitalizio parlamentare se fosse calcolato con il metodo contributivo, oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori, si ridurrebbe del 40%. L’assegno minimo passerebbe da 26.379 euro a 2.487 euro, mentre quello medio scenderebbe da 56.830 euro a 33.568 euro. I tagli interesserebbero il 96% dei casi.
Oggi ci sono circa 2.600 vitalizi in pagamento, per cariche elettive alla Camera o al Senato, per un costo stimato in circa 190 milioni di euro. E si tratta di «una sottostima» . Se si pensa che Renzi aveva millantato che si doveva modificare il Senato per risparmiare una grossa cifra che poi la Corte dei Conti ha quantificato in 57 milioni l’anno, meno le trasferte, ci si rende conto della truffa generale.
Se le pensioni d’oro fossero riportare al regime delle pensioni dei senza-potere il risparmio sarebbe di 76 milioni di euro all’anno (760 milioni in 10 anni). Applicando il sistema contributivo per il ricalcolo dell’insieme delle cariche elettive, si avrebbe un risparmio di circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni (oltre 100 milioni all’anno). Il meccanismo dovrebbe essere applicato non solo ai Parlamentari ma anche ai consiglieri regionali. (lo dice Boeri)
Luciano Violante percepisce un vitalizio di 9.363 euro al mese
Giuliano Amato 31.411 euro
Nichi Vendola pensionato d’oro all’età di 57 anni 5.618 euro
Walter Veltroni 5.373
Massimo D’Alema quasi lo stesso
Gianfranco Fini 5.614 euro
Irene Pivetti dal 2013, ovvero da quando aveva solo 50 anni, percepisce 6.203 euro al mese
Alfonso Pecoraro Scanio 8.836 euro al mese da quando aveva 49 anni
Vittorio Sgarbi 8.455 euro
Giancarlo Abete riceve da quando aveva 42 anni riceve 6.590 euro mensili
Rosa Russo Iervolino 5400 euro netti, più il cumulo acquisito come sindaco di Napoli. Pensionata a 41 anni e con un assegno di 8.455 euro
come Claudia Lombardo , definita Miss Vitalizio d’oro. Eletta per la prima volta nel Consiglio Regionale della Sardegna quando aveva 21 anni e divenuta Presidente nel 2009 con una carriera fulminea
Domenico Gramazio (quello della mortadella) 10.877 euro
Gianni De Michelis 5.800 euro netti al mese.
Beh, non mi sembra che ci sia molto da minimizzare. E’ un’altra palese iniquità della Casta. E arrivare a dire, come ha fatto Renzi, che quelli che difendevano la Casta erano i 5stelle è il massimo della faccia tosta! I 5stelle volevano toglierla! Renzi voleva metterla in Costituzione. Ma qui ognuno capisce quello che gli fa comodo.
🙂
E’ ovvio che se uno lascia il partito o il Movimento per cui è stato eletto per andare in un altro o trasmigra nel gruppo misto, dovrebbe decadere immediatamente dalla sua carica di parlamentare o consigliere regionale e perdere i diritti acquisiti in quella legislatura e sono sicura che la cosa trincherebbe il mercato degli attuali voltagabbana che nella prima parte di questa legislatura sono stati già 261 ma che, se questa arriverà al suo termine, col ritmo attuale toccheranno quota 500. Non sembra anche a voi che questi numeri, in un Parlamento di 900 persone, siano totalmente vergognosi? E poi si vuole ancora combattere il recall che molti Stati hanno, anche States americani, cioè la revoca da parte degli elettori di eletti indecenti, rinnegati o traditori! Se si vuole una maggiore etica politica, occorre che agli onori corrispondano gli oneri e soprattutto pene maggiorate in caso di trasgressione o disonestà. Ma occorre anche che vi siano elettori con vivo senso di moralità e non capaci solo di minimizzare o di accettare qualunque cosa venga fatta da chi esercita il potere. L’etica non è una virtù che riguarda questo e non quello. O riguarda tutti o non sarà un bene per nessuno. L’etica nasce in basso e si ripropone in alto, in un circolo continuo. Cattivi politici corrispondono a cattivi cittadini e viceversa..

CASO MARRA E CASO SALA
Viviana Vivarelli

Sono profondamente dispiaciuta. I dipendenti del Comune di Roma sono 23.000. E’ altamente probabile che quelli ai piani alti siano persone coinvolte nella corruzione che a Roma esiste da 30 anni e non solo a Roma e non per colpa dei 5stelle. La Raggi non poteva certo cambiarli tutti. E non basta dire che uno aveva lavorato sotto Alemanno o Marino per incriminarlo perché ciò vale per tutti e non per questo sono tutti e 23.000 dei delinquenti.
Morra si presentava bene, non aveva mai ricevuto avvisi di garanzia. Il reato, se c’è risale ad altri tempi e lei non poteva conoscerlo. Certo la rabbia è enorme. Ma il caso Sala è diverso. Sala è accusato di reati che ha compiuto lui. La Raggi è accusata per reati che lei non conosceva e che sono di altri. Si deve dimettere? Non so proprio. Uno deve rispondere dei propri atti, non di quelli di collaboratori anche stretti su cui era all’oscuro. Anche se si dimettesse, di questo passo, chiunque diventi sindaco di Roma, se deve essere responsabile di tutti gli altri, durerà poco. Possiamo permettercelo? Quanti Marra ci sono a Roma? E appena la magistratura li scopre, devono far esplodere assieme a loro l’intera giunta? Avremmo la paralisi permanente. Certo la Raggi è ostinata a voler difendere i suoi dagli attacchi, ma certo è che, ad ogni avviso di garanzia, caccia il sospetto. E’ difficile governare restando onesti? Certo, ma ancora più difficile è la pretesa che uno sia responsabile per fatti che ignora o per reati di chi ha accanto. Si entra in una impossibilità materiale di Governo.
Mi cadono comunque le braccia.
Di Sala si sapeva tutto da prima e sono andati avanti lo stesso. Di Marra non sapeva nulla nessuno. Le differenza sono eclatanti.
Ma il livello di malaffare di questo Paese è arrivato a livelli tali che prendersela solo con la Raggi mi sembra inutile. Che almeno ognuno sia responsabile di sé, di quello che è e di quello che sa. Nessuno, nemmeno Cristo, può essere responsabile di chi ha vicino.
Scrive Travaglio: “Sala è indagato per falso per una gara truccata del 2012 per l’appalto più grande dell’expo. Marra, stretto collaboratore della Raggi, è in carcere per corruzione per due assegni di Scarpellini. La Raggi non è accusata di nulla, si è fidata di un dirigente mai indagato (caso più unico che raro in campidoglio). mai sospettato di essere un ladro”.
Per me non si deve dimettere.

VIA MARRA
Viviana Vivarelli

Sul tema del giorno, le manette a Marra per corruzione, sono profondamente dispiaciuta. I dipendenti del Comune di Roma sono 23.000. E’ altamente probabile che quelli ai piani alti siano persone coinvolte nella corruzione che a Roma esiste da 30 anni e non solo a Roma e non per colpa dei 5stelle. La Raggi non poteva certo cambiarli tutti e nemmeno poteva licenziare chi un posto ce l’ha e finora sembrava pulito. E non basta dire che uno aveva lavorato sotto Alemanno o Marino per incriminarlo perché ciò vale per tutti e non per questo sono tutti e 23.000 dei delinquenti. Certo Marra era stato molto favorito, Di Maio aveva garantito per lui, Di Battista era perplesso ma senza prove. Marra si presentava bene, non aveva mai ricevuto avvisi di garanzia. Il reato, se c’è risale al 2013 e lei non poteva conoscerlo prima che la magistratura lo evidenziasse. Ma come mai questa cosa esplode come una bomba solo 3 anni dopo? E come mai i fatti imputati alla Muraro sono addirittura del 2004? Certo la rabbia è enorme. Ma il caso Sala, sindaco di Milano, è diverso. Sala è accusato di reati che ha compiuto lui. La Raggi è accusata per reati che lei non conosceva e che sono di altri. Si deve dimettere? Non so proprio. Uno deve rispondere dei propri atti, non di quelli di collaboratori anche stretti su cui era all’oscuro. Anche se la Raggi si dimettesse per una colpa non sua, di questo passo, chiunque diventi sindaco di Roma, se deve essere responsabile di tutti gli altri, durerà poco. Possiamo permettercelo? Quanti Marra ci sono a Roma? E appena la magistratura li scopre, devono far esplodere assieme a loro l’intera giunta? Avremmo la paralisi permanente. Certo la Raggi è ostinata a voler difendere i suoi dagli attacchi, ma certo è che, ad ogni avviso di garanzia, caccia il presunto reo, mentre altrove si aspetta il terzo grado di giudizio e non lo si fa arrivare mai perché opportune prescrizioni troncano il processo prima.
E’ difficile governare restando onesti? Certo, ma ancora più ardua è la pretesa che uno sia responsabile per fatti che ignora o per reati di chi ha accanto. Si entra in una impossibilità materiale di Governo.
Mi cadono comunque le braccia.
Di Sala si sapeva tutto da prima e sono andati avanti lo stesso. Di Marra non sapeva nulla nessuno. Le differenza sono eclatanti.
Ma il livello di malaffare di Roma e di questo Paese è arrivato a livelli tali che prendersela solo con la Raggi mi sembra inutile. Che almeno ognuno sia responsabile di sé, di quello che è e di quello che sa e fa. Nessuno, nemmeno Cristo, può essere responsabile di chi ha vicino. Cristo doveva essere responsabile dei reati di Giuda? Siamo all’assurdo.
Scrive Travaglio: “Sala è indagato per falso per una gara truccata del 2012 per l’appalto più grande dell’expo. Marra, stretto collaboratore della Raggi, è in carcere per corruzione per due assegni di Scarpellini del 2013. La Raggi non è accusata di nulla, si è fidata di un dirigente mai indagato (caso più unico che raro in Campidoglio), mai sospettato di essere un ladro”.
Per me la Raggi non si deve dimettere.

Erri De Luca
Morto Heimlich, inventore della manovra contro il soffocamento, che fa espellere il boccone di traverso. Non è applicabile in politica.
.
Matteo Cannata
Caro …….pezzo di Orfini visto che attacchi così tanto la Raggi ,come mai la Boschi fa parte del governo???,? Mi dovresti spiegare perché la Raggi doveva sapere di Marra, mentre la Boschi era all’oscuro degli affari sporchi di suo padre…………..
.
BUGIE

ERRI DE LUCA
In cerca di attenuanti

Aristotele riporta la frase di un filosofo collega, Agatone: “Dio non ha potere su questa sola cosa: fare che le cose fatte non siano”. Gli avvenimenti accaduti non possono essere annullati. Il passato è irreparabile.
Molto più tardi, nel suo Zaratustra, Nietzsche tenterà un salvataggio della divinità: il “così è stato” è opera del suo “così ho voluto”. Il suo rimedio procura un’aggravante: davvero la divinità ha voluto il passato esattamente così?
Il desiderio d’intervenire sul passato è un volenteroso tentativo di correggerlo. Gli storici pretendono di darne versioni di comodo, utili al potere del momento. Ancora di più, i contemporanei di un avvenimento cercano di ridurlo di proporzioni e conseguenze.
Gli Americani hanno eletto il Presidente meno adeguato della loro storia e stanno producendo argomenti per negarlo: forse i grandi elettori non ratificheranno la sua nomina quando si riuniranno prossimamente a Washington; si riconteggiano i voti di alcuni stati; ci sono state infiltrazioni di hacker russi che hanno alterato i risultati; si avvierà la procedura dell’empeachment. Sono esorcismi che vogliono intervenire sull’accaduto, fare in modo che sia revocato.
Quello che non riesce a una comunità, riesce invece al singolo. I miei ricordi restituiscono qualche possibilità al passato, lo ammansiscono con piccole sfumature, varianti, correzioni. I ricordi personali alterano a proprio favore amori perduti, incidenti, errori, omissioni, torti commessi. I ricordi concedono le attenuanti necessarie a mandarsi assolti, o almeno a scusarsi. Non correggono il passato, ma lo smussano.
I ricordi smentiscono Agatone, una presenza benigna in ognuno di noi rivede continuamente la versione degli avvenimenti spiacevoli. Il passato nudo e crudo è insopportabile.

Considerazioni sfebbrate
Erri De Luca

La normale occasione di urne aperte a una consultazione popolare è diventata petulante e scimmiotta il finimondo, una data spartiacque tra versanti opposti. Ma il governo resterà dov’è ora, tronfio o ammaccato e il risultato del referendum resterà disatteso e aggirato, com’è tradizione da noi, se sgradito all’esecutivo.
La rappresentazione vuole che ci siano da una parte i promotori di riforme, dall’altra i frenatori del convoglio. Di mezzo c’è la Carta Costituzionale che aspetta di sapere se sarà trasformata. Il verbo più preciso è appunto trasformare e non riformare.
Quel testo è la nostra dichiarazione dei diritti dell’uomo italiano e anche l’ordinamento che ne dispone l’applicazione. Si intende trasformarla in altro, secondo il fabbisogno delle democrazie moderne che puntano a ridurre il démos a suddito, aumentando la crazìa, il potere, su di esso.
Da noi è in carica per la terza volta in una legislatura un terzo governo non uscito dalle urne, ma dal cappello a cilindro di un ex Presidente giocoliere, manovratore di maggioranze accorpate da impreviste convenienze.
Per mettere mano a modifiche della Costituzione si dovrebbe aspettare il prossimo rinnovo del Parlamento e un prossimo governo che affermi nel suo programma elettorale di volerla cambiare. Allora avrebbe titolo, mentre questo in carica: no.
Il riformismo un tempo aveva una tradizione e un progetto ideale. Opponeva alle rivoluzioni del 1900 una via diversa per raggiungere traguardi di uguaglianza. I riformisti sapevano fare le riforme.
Oggi la utile e ben intenzionata riforma della pubblica amministrazione è stata appena cancellata dalla Corte Costituzionale. Evidentemente era male impostata. Se ne ricava che oggi i riformisti non sanno scrivere le riforme. Se ne ricava che questo governo in carica non ha titolo per usare la parola riforma per le trasformazioni della Carta Costituzionale.

Kailash
Erri De Luca

Il premio Nobel assegnato a Bob Dylan ingrandisce un dettaglio della sua trasmissione. I suoi versi magnifici sono meno importanti della sua musica e della sua voce che li incendia. Per lui il Nobel alla letteratura è troppo poco. Non esiste riconoscimento più grande di quello che si è già procurato da solo. Lo intendo come il Kailash, la montagna sacra ai tibetani, proibita alle scalate. Si esegue il giro delle sue pendici, lo si osserva da tutti i versanti ma senza via di accesso. Stavolta l’Accademia svedese mi ha fatto pensare alle montagne.
Solo gli dèi potevano abitare i deserti di neve e di ghiaccio scaraventati in su dalle alte maree del sottosuolo, prima che l’alpinismo ci mettesse i ramponi sopra. Le montagne continuano a salire non per farsi salire, ma per tenere compagnia al vento.
Il Nepal è la sede di molte tra le maggiori immensità verticali della terra. Il titolo di Altezze Reali, usurpato dai re, spetta unicamente a loro.
La valle del Khumbu è la pista maestra per raggiungere le pendici dell’Everest. L’ho percorsa insieme agli sherpa, carichi all’inverosimile dei bagagli nostri, scansando i loro yak solenni, che hanno la giusta precedenza sui sentieri scoscesi.
Alcuni scalatori hanno sentito l’impulso della gratitudine verso il popolo dei portatori che si sobbarca il peso e il rischio dei loro spostamenti. Hanno ringraziato costruendo scuole. Conosco quella voluta e realizzata con l’aiuto di Montura da Fausto De Stefani, ne so di un’altra, in cima alla salita che arriva a Namche, villaggio che a semicerchio accoglie il pellegrino. Perché pellegrinaggio è andare sulle creste della terra.
Namche è stazione di sosta per chi s’inoltra nella valle del Khumbu. La sua pista è stata battuta dai più valorosi scalatori. Su una parete si toccano gli stessi appigli tenuti stretti da generazioni. Sul cammino di Namche si mettono i passi sulle orme dei predecessori. Sul cammino di Namche si sta in una carovana del tempo, dove il passato non si trova alle spalle, ma davanti, passato e ripassato innanzi a noi. Si va dietro a molti che per quella stessa pista non hanno fatto ritorno.
Senza raggiungere la temperatura del credente, in qualche posto e in qualche ora però avverto la presenza di assenti. Buffo dire così: la presenza di assenti. Li chiamo come a scuola, quando da una cattedra si chiamavano i nostri nomi e c’era qualcuno che rispondeva “assente” per l’alunno mancante. Ci sono dei luoghi e dei momenti, in montagna, dove mi trovo a rispondere di assenti.
Divago, faccio così quando m’infilo nel vicolo cieco di una cima, in fondo alla quale sbatto contro lo sbarramento del cielo e ho da tornare indietro. Piantare una scuola su terre difficili è piantare un albero. Avrà le sue generazione di frutti, crescerà allargando la sua chioma in alto e la sua ombra in terra. Questo fanno gli alberi, le scuole, le montagne: spargono i frutti e l’ombra.

Ricordo Dario Fo
Erri De Luca

In una sua canzone, “Shelter from the storm” Bob Dylan scrive che la bellezza cammina sul filo di un rasoio. Lo stesso si può dire dell’ironia che sta sul tagliente equilibrio del funambolo.
Dario Fo e Franca Rame, sono stati i maestri circensi dell’irriverenza verso le autorità. Ne sono stati ripagati con ostilità e distanza. La fama mondiale, rincarata dal Nobel per la letteratura, è stata trattata dal potere politico come un disturbo della quiete pubblica. Dal ’97 , anno di assegnazione del massimo riconoscimento letterario, a oggi, per diciannove anni questo Paese non ha saputo che farsene di lui. Lui non si è dato per celebrato e messo a riposo sopra il piedistallo. Ha continuato a intervenire con le sue opere e con la sua persona nelle tensioni civili italiane. In diverse occasioni gli italiani lo hanno incrociato in piazza, condividendo fisicamente cause necessarie.
A me ha dato pronto sostegno quando venivo processato per le mie parole contrarie al tossico traforo in Val di Susa.
Non era l’intellettuale impegnato che parlava ex cattedra. È stato il cittadino Dario Fo che ha preso impegni scomodi e dolenti, scendendo dal palco per stare insieme.
È stato il più allegro premio Nobel della letteratura. Gli si deve al posto di una lacrima la gratitudine del sorriso.

Classe operaia
Erri De Luca

La classe operaia: questa definizione economica di Karl Marx ha avuto conseguenze politiche. Un lavoratore salariato apprendeva due cose: di essere sottopagato per produrre plusvalore e di appartenere a una schiera di uguali. La classe operaia è stata prima di tutto una potente definizione politica. Ha procurato coscienza della propria forza di massa, rompendo l’isolamento dei singoli.
Ho fatto lavori manuali tra il ’76 e il ’97, ho conosciuto la grande fabbrica e la piccola azienda. Ovunque ho potuto riconoscere il grado di consapevolezza e dignità conquistato e trasmesso dalle lotte delle generazioni precedenti. Lo chiamavo e lo chiamo ancora: misura del progresso.
Il 1900 è stato il secolo degli operai. La loro forza lavoro ha mosso il macchinario assordante delle produzioni dal fondo di miniere al piano ultimo dei grattacieli. Il loro numero e la loro coscienza li rendeva una classe, nome che proviene da una compatta formazione di battaglia.
Nell’autunno dell’80 ho bivaccato davanti a uno dei molti cancelli della fabbrica Fiat Mirafiori a Torino. La mia vita è basata e ripassata spesso tra i suoi fiumi. Per 37 giorni e notti la classe operaia torinese ha sigillato il più grande stabilimento industriale d’Europa per non far passare oltre ventimila espulsioni. Dopo 37 giorni di blocco totale togliemmo l’assedio. Le espulsioni passarono. Conto da quel momento preciso la diminuzione fisica e politica del termine classe operaia.
Alleggerita di addetti, meccanizzata da nuove lavorazioni automatiche, la grande produzione ha potuto fare a meno della massa critica operaia. Avevo una tuta blu intrisa di lubrificanti, oggi vedo camici bianchi. Ho assistito all’estinzione del termine classe operaia.
Questo comporta minore tutela sul lavoro e aumento micidiale di pericolosità, gentilmente definita infortunistica. Non c’entra l’infortunio, neanche la sfortuna. C’entra l’aumento dei ritmi di lavorazione, la tensione di nervi tesi in faccia, l’allarme continuo e incorporato nei gesti, e a fine turno un assurdo sollievo di illesi. È posto di lavoro: o di trincea?
Ai miei tempi sfondare un picchietto di operai in sciopero era caldamente sconsigliato anche agli agenti in divisa. Oggi un autista investe e uccide col suo camion un operaio che blocca un ingresso insieme ai suoi compagni. Lo investe e lo uccide istigato dall’ordine di un qualche kapò di lager.
La modernità regredisce volentieri e la vita umana messa di traverso le ingombra la sua marcia indietro.

Coltivo una rosa bianca in luglio come in gennaio
per l’amico sincero che mi da la sua mano franca.
Per chi mi vuol male e mi stanca il cuore con cui vivo
ne’ cardi ne’ ortiche coltivo,
coltivo una rosa bianca.

Questi versi sono del poeta Cubano José Martí

“La rosa bianca” parla di qualcosa simile al porgere l’altra guancia, al cercare di perdonare, al riportare la pace, anche se io penso che l’uomo è l’animale più intelligente della terra ma anche il più stolto perché gli animali non fanno quello che fanno gli uomini. Gli animali sanno perdonare e dimenticare. Gli uomini no. E la loro amicizia è volatile come una foglia secca e come una foglia secca si sbriciola con niente, mentre l’avversione, il risentimento, il malanimo, l’antipatia, se non l’odio assoluto o l’improvviso menefreghismo sono sempre pronti a esplodere sul nulla assoluto, come sentimenti negativi in letargo destinati prima o poi a rivelarsi.
Si deve per questo decidere di guardarsi da tutti e di non affidare il proprio cuore a nessuno? Io non lo so e rifiuto questo esito disastroso perché sarebbe come rifiutare se stessi. Ma i fatti e le circostanze sembrano darmi torto. Molte cose gli uomini possono perdonare, ma quando, per caso o per volere. fanno del male a un altro, specie se è un amico, quell’altro non potranno mai perdonarlo perché la sua testimonianza uccide la buona immagine che si sono costruiti di sé. Per questo, chi dà il via alla distruzione di un’altra persona, non potrà che continuare in quella distruzione, trovando mille pretesti per giustificarla fino all’annientamento totale, perché senza quei pretesti dovrebbe accettare di giudicare negativamente se stesso.

Un crocevia sgangherato
Erri De Luca

“Ecce Europa”, questa è la mia didascalia sotto questa immagine. Ecce Homo è la frase di Ponzio Pilato a proposito di Cristo dopo la flagellazione, secondo il Vangelo di Giovanni. Qui non c’è un uomo, ma il continente della civiltà occidentale ridotto a brandelli. Questa fotografia è il suo autoritratto di oggi.
Una favola orientale racconta di sei ciechi che tastano un elefante. Uno tocca l’orecchio e dice che l’elefante è un grande ventaglio. Il secondo tocca una gamba e dice che invece è un albero. Il terzo tocca la coda e dice che è una corda. Il quarto tocca la punta della zanna e dice che è una lancia. Il quinto tocca il fianco e per lui è una muraglia. Il sesto tocca la proboscide e conclude che si tratta di un serpente. Come i sei ciechi, nessuno è in grado di definire oggi l’elefante Europa. Chi dice che è un sistema bancario, chi una burocrazia, macché si tratta di una semplice moneta, no, è una fortezza assediata, nient’affatto, è un’assicurazione contro gli infortuni, chi invece la vede come una Babele di lingue. Perciò ci vuole il piano a figura intera di un passante sgomento per rivelare con un solo scatto l’ultima notizia che ci definisce. L’Europa oggi è un crocevia sgangherato. Da sostenitore della sua Unione, aspetto migliori notizie dal prossimo fotogramma simbolo. L’Unione Europea è stata e resta il migliore presidio contro i nazionalismi ostili e contro la legge del più forte. Si può perdere qualche Paese membro, ma si deve andare verso un più saldo trattato dei restanti.
Il nostro suolo ha le energie e le intelligenze per indirizzare il cammino di quel forestiero disorientato e di noi stessi.
.
La cosa più importante quando cominciammo a scrivere
non era tanto creare versi
quanto nei versi riabilitare l’amore.
Su tutto quanto ci circondava aleggiava l’ombra della guerra passata.
Era necessario a noi stessi e alla gente intorno a noi scoprire la bellezza delle mattinate d’inverno,
il valore di un sorriso al finestrino del treno dei gitanti.
Era necessario riabilitare tutte le parole dell’uomo
perché da coltello fino a erba
tutte erano macchiate di sangue.
Scrivere una poesia era la stessa cosa che piantare una betulla in un parco a venire
o
istallare un campanello a una porta.

Izet Sarajlic.

BORGES

Una delle divinità disse: “Da molti giorni, o da molti secoli, ci riunimmo qui per creare il Giappone e il mondo. Le acque, i pesci, i sette colori dell’arcobaleno, le generazioni delle piante e degli animali ci sono ben riuscite. Affinché tante cose non li opprimessero, demmo agli uomini la successione, il giorno plurale e la notte unica. Concedemmo loro inoltre il dono di provare alcune variazioni. L’ape va replicando alveari: l’uomo ha immaginato strumenti: l’aratro, la chiave, il caleidoscopio. Ha immaginato anche la spada e l’arte della guerra. Ha appena immaginato un’arma invisibile che può essere la fine della storia. Prima che questo fatto insensato accada, cancelliamo gli uomini”.
.
Un vizio
Erri De Luca

Nei due anni di incriminazione per istigazione ho partecipato a un centinaio di incontri pubblici parlando di “La parola contraria”. In ognuna di queste occasioni era presente almeno un carabiniere o un agente della DIGOS, l’ufficio della Questura che si occupa di indagini politiche. Dovevano evidentemente riferire se continuavo a commettere il reato.
Dopo le prime volte, vista l’assiduità della presenza, iniziavo i miei interventi all’incirca così.
“Dichiaro che la linea di falsa alta velocità in Val di Susa va sabotata. Faccio questa dichiarazione in apertura a beneficio dei funzionari presenti. Possono risparmiarsi il seguito dell’incontro.
L’incriminato ribadisce il suo reato”.
Non mi disturbava la loro presenza, ma lo spreco del loro tempo perso dietro a uno scrittore che presentava un libro. Era una disposizione che ha riguardato tutto il territorio nazionale.
La sentenza che ha smentito l’accusa, mi ha congedato dall’obbligo di ripetere a oltranza quella mia convinzione.
Qualche giorno fa sono stato invitato a Terni a parlare in un’assemblea organizzata da cittadini contrari a un altro inceneritore di rifiuti. Terni è un caso clinico. Nel reparto di Oncologia entrano ottanta nuovi pazienti al giorno, venticinquemila all’anno.
Anche in questa assemblea erano presenti agenti della DIGOS. Dopo il proscioglimento ancora prosegue l’ascolto di Questura. Le mie parole, ufficialmente dichiarate incapaci di istigare, restano sospette. A questo punto decido di considerarlo un onore.
Aggiungo che la loro presenza ai miei incontri pubblici non è un servizio, è un vizio.

LA MIA PREGHIERA LAICA
Erri De Luca

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro che non sei nei cieli
tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.

.
http://masadaweb.org

.

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