Nuovo Masada

dicembre 16, 2016

MASADA n° 1814 16-12-2016 I MILLE GIORNI DI RENZI

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MASADA n° 1814 16-12-2016 I MILLE GIORNI DI RENZI
Blog di Viviana Vivarelli

Ha vinto ‘l’accozzaglia’ ma ha perso l’elettore – La beffa è che si passa dal Governo RcR (Renzi con Renzi) al Governo RsR (Renzi senza Renzi)- Il Governo fotocopia- 19 milioni e 419 mila voti ‘silenziati’-E hanno la faccia di parlare di Governo di responsabilità!!- Chi è Gentiloni – Un Governo nemico che calpesta la volontà popolare- Il M5S sempre in testa di 2 punti. Ora faranno l’armata Brancaleone- Una legge elettorale non per il Paese ma ‘contro’ il Movimento – I Ministri ‘bellissimi’!- Salvare le pensioni d’oro – L’analfabetismo funzionale – Sistemi elettorali

Secondo Governo Renzi-senza-Renzi

da fb- Paola L.
La Boschi ha fallito? Arriva la promozione.
Alfano non parla l’inglese? Ministro degli esteri.
Fedeli non è laureata? Ministro dell’Istruzione.
All’estero pensano sia una barzelletta e non riesco a convincerli che sia realtà
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Eposmail
Hanno PERSO e SONO ARROGANTI.
Immaginiamoci se avessero VINTO…cosa farebbero ?
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E hanno la faccia di parlare di ‘Governo di responsabilità’!!

RESPONSABILITA’. Abbiamo molti doveri verso di noi e verso gli altri. Mantenere la nostra dignità. Rispettare chi è diverso. Lottare per un mondo migliore. Non sciupare la nostra vita ma dedicarla a un ideale superiore. Non sprecare il tempo ma farne un uso intelligente e creativo. Combattere il male. Essere schietti e sinceri. Usare le parole con spirito di verità e senso della bellezza. Non fare mercato né di noi stessi né degli altri né dei beni essenziali per la vita umana. Difendere i diritti universali e le tutele di chi non ha il potere. Non farsi servo di nessuno, di nessuna chiesa, di nessun partito, di nessuna corporazione. Proteggere i deboli e aiutare gli indifesi. Lasciare la Terra migliore di come l’abbiamo trovata. Credere in quelle regole che se applicate universalmente migliorerebbero il mondo. Valutare in ogni istante la situazione secondo la relatività del momento senza cadere nella prigionia di dogmi assoluti o nell’ubbidienza passiva di poteri assoluti. Usare al meglio la nostra intelligenza, la nostra spiritualità e il nostro cuore secondo una scala di evoluzione continua. Non credersi migliori degli altri ma sapere che con l’aiuto di tutti possiamo migliorare le cose per noi e per gli altri.
L’insieme di tutti questi principi si chiama responsabilità. Vale per l’uomo politico come vale per chiunque.

GOVERNO GENTILONI
Viviana Vivarelli

Renzi sceglie il mite e passivo Gentiloni e lo impone a Mattarella. Si dimette ma dirige da dietro le quinte un Governo fotocopia del proprio, da cui è stata espunta solo la Giannini, non tanto per la figuraccia della ‘buona scuola’ che ha normalizzato solo la posizione di 48.000 insegnanti precari (ordinata peraltro dall’Ue) e che ha creato il caos delle assegnazioni da delirio, quanto perché la Giannini aveva annunziato la sua riforma bypassando Renzi che se ne voleva vantare per primo anche se, visto il malanimo che ha scatenato nella scuola, aveva poco da vantarsi. Per il resto tutto rimane uguale salvo la Boschi che, per avere incassato il solenne No del 60% degli elettori, viene beffardamente promossa e da Ministro diventa Sottosegretario del Presidente. Arrivano due nuovi Ministri, Minniti al posto di Alfano spostato agli Esteri (non sa nemmeno l’inglese e non ha certo dato buona prova di sé) e la Fedele messa a capeggiare le Università quando si spaccia per laureata senza esserlo (si comincia bene!). Disertano il voto in segno di protesta i Parlamentari 5stelle, leghisti e verdiniani (Verdini è rimasto a bocca asciutta e ora pretenderà i sottosegretari). Gentiloni purtroppo ha esordito dicendosi assolutamente e totalmente favorevole alla riforma appena bocciata, il che non è stata una bella mossa perché altamente irritante per quel 60% che ha votato NO, e dicendo che porterà a termine il programma di Renzi, mossa anche peggiore, visto che il referendum ha bocciato decisamente anche quello. Che questo sia un “Governo di responsabilità” che punta a “larghe convergenze” diventa a questo punto ridicolo. E bene hanno fatto Lega e M5S a uscire dall’aula. Dopo aver elogiato Renzi e aver detto che ha rimesso in moto il Paese (in moto verso dove? Il baratro?), Gentiloni ha elencato le sue priorità: “terremoto, legge elettorale e banche”. Visto per il terremoto i soldi non ci sono e la legge elettorale la rimanderanno più che possono, quello che resta sarà messo nel tentativo di salvataggio delle 4 banche più MPS, fallite per propria colpa e mai punite. Il solo Monte dei Paschi di Siena ha 10 miliardi di sofferenze, soldi incautamente prestati agli amici degli amici del Pd e mai più rientrati. Tra i debitori ci sono almeno un centinaio di grosse società, ma portarle allo scoperto e rivalersi su di loro, no? Si deve per forza far pagare il malfatto ai risparmiatori, mai ai responsabili? Dopodiché si fa anche una legge per premiare chi porta i soldi neri all’estero? E dopo aver fallito il tentato di finanziarizzazione da parte di J.P.Morgan del MPS e aver licenziato Fabrizio Viola mettendo al suo posto l’imperio il Morelli, questi rimane lo stesso a capo di MPS?
Gentiloni ha poi detto che farà 3 riforme (pure lui!): riforma della Pubblica Amministrazione, fallita dalla Madia che pertanto ‘rimane’ al suo posto (perché qui chi fallisce è premiato e chi viene respinto persiste), riforma del processo penale (AHIAHI! Toglieranno le intercettazioni?) e libro bianco della Difesa (altre armi e altre guerre? Non bastava che la Costituzione confermata ci chiedesse la neutralità?). Insomma Renzi non c’è ma le sue sciagurate riforme corrono lo stesso, mentre i suoi sodali non si schiodano dai posti fissi, quelli che il 60% degli elettori ha sonoramente bocciato. Viva la Repubblica! Viva la democrazia! Viva la sovranità popolare! Più di così non potevano essere calpestate! E malgrado tutto questo, c’è ancora chi insiste con accanimento amorale a elogiare Renzi????

UN GOVERNO NEMICO
Luigi Di Maio

Un Governo nemico della meritocrazia, nemico dei cittadini onesti.
Colui che è stato Ministro degli esteri mentre si esportavano bombe in Arabia Saudita, promosso Presidente del Consiglio dei Ministri: Paolo Gentiloni.
Colei che ha fatto la riforma della pubblica amministrazione bocciata dalla Corte Costituzionale, confermata Ministra della Funzione Pubblica: Marianna Madia.
Colei che ha fatto la riforma della Costituzione bocciata dal 60% degli italiani con il referendum, promossa a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: Maria Elena Boschi
Colui che da Ministro dell’Interno (non) ha gestito l’immigrazione e la sicurezza in Italia, protagonista dello scandalo Shalabayeva, promosso a Ministro degli Esteri: Angelino Alfano (si proprio lui ci rappresenterà all’estero…)
Colui che ha portato Verdini in maggioranza di Governo e gli ha permesso anche di fare le liste a sostegno del PD per le amministrative, promosso a Ministro dello Sport: Luca Lotti.
Si stanno scavando la fossa con le loro stesse mani. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure!

ESTRAZIONE DEL LOTTI
Massimo Gramellini

C’è mai qualcuno che paga il conto delle sconfitte in Italia? Nel governo RsR (Renzi senza Renzi), nato dalle ceneri di un referendum perduto, Renzi continua a governare per interposto Gentiloni. Se non è lui ad avere perso, sarà la ministra delle Riforme? Macché, la Boschi resta a Palazzo Chigi con poteri raddoppiati, dopo avere annunciato che in caso di vittoria del «No» avrebbe lasciato la politica: evidentemente è la politica che non vuole saperne di lasciare lei. L’eminentissimo grigissimo Letta-Lotti resiste intrepido alle purghe natalizie, riparando allo Sport in quota Giglio Magico: ma non era più adatto Antognoni?
La buona notizia è che finalmente Alfano sgombera gli Interni. Quella cattiva è che invade gli Esteri, grazie alla sua preparazione in storia e geografia del Kazakistan maturata nella vicenda Shalabayeva. Anche Galletti resta all’Ambiente (è l’Ambiente che vorrebbe andarsene). E Poletti non molla l’osso del Lavoro, malgrado una sua legge dal nome inglese che gli inglesi hanno dovuto tradurre – in inglese Jobs Act non significa nulla – sia costata al governo RcR (Renzi con Renzi) l’ammutinamento elettorale dei giovani.
Tutti sconfitti e tutti confermati, tanto che non si è trovato neppure uno strapuntino per l’offesissimo Verdini. Tutti tranne la signora preside Giannini alla Pubblica Distruzione. Il disastro del referendum è da considerarsi solo colpa sua. Lo storico voto sulle riforme istituzionali viene così definitivamente archiviato alla voce: congiura di bidelli.
Da lastampa.it

GENTILONI REGNA, SIGNOREGGIA E SOVERCHIA
Andrea Scanzi

Egli era, e resta, il sogno di noi tutti. Quindi la torcida inesausta, partita una settimana fa per festeggiare la salvezza della Costituzione dall’assalto dei bimbominkia della Morani & dei nonniminkia dei Carbone, può proseguire. Tra un corteo e l’altro, è d’uopo qualche considerazione.
1. Chi è Gentiloni? Sintesi sublime di Thomas Mackinson: “Rullo di tamburi per lui, un renziano più di fatto che di fede. Perché Gentiloni, 62 anni compiuti, è molte cose e nessuna: è blu, rosso, verde e bianco. Nobile di natali (conti Gentiloni Silverj) che militava però coi movimentisti lavoratori di Capanna e nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo; cattolico d’etichetta e formazione, poi co-fondatore della Margherita, ma abbastanza laico nello scegliere il fronte su Legge 40 e Pacs. In mezzo, un pedigree ambientalista ormai appannato e due incarichi da Ministro piuttosto grigi. Davanti un grande ieri, come capo di un governo che nasce per morire insieme alla XVIIesima legislatura”.
2. Per la cronaca Gentiloni è anche uno che, quando va in tivù, ammazza lo share per via di quel suo carisma prossimo a un salice più depresso che piangente. I talkshow non vedono l’ora che il suo governo, peraltro non ancora nato, cada.
3. Non solo i talkshow. Anche le opposizioni, M5S e Lega in testa, vogliono le elezioni subito. Per il primo Gentiloni è l’avatar di Renzi, per la seconda ne è la copia sfigata. “Elezioni subito” non vuol dire niente, perché una legge elettorale va fatta subito. Oppure tocca aspettare la Consulta il 24 gennaio, e poi le motivazioni, e poi le correzioni che uniformino Camera e Senato. Quindi niente elezioni fino a maggio. O magari ottobre, altrimenti addio vitalizio.
4. Orfini, che non sembra ma è ancora vivo, ha detto oggi a Lucia Annunziata: “Questo governo non arriva a fine legislatura. Recepisce il risultato del referendum e ci porta alle elezioni”. Perfetto. Quindi, se lo ha detto lui, non sarà così e ci mentiranno ancora. Vamos.
5. Sempre Orfini ha detto che la minoranza del Pd avrebbe dovuto attenersi alla disciplina di partito. Su 47 articoli della Costituzione. E il bello è che era serio.
6. Ovviamente Gentiloni – brava persona, non si sa quanto bravo politico – è una propaggine di Renzi. O almeno Renzi crede così. Nel frattempo dentro il Pd continuerà la guerra intestina: i renziani oltranzisti (cioè il peggio della politica italiana) cercheranno di manovrare Gentiloni; gli oppositori cercheranno di logorare Renzi; i franceschiniani tenteranno di salvare il salvabile; e gli italiani staranno a guardare. Per il quarto governo consecutivo.
7. Più il governo dura e più Renzi e Pd fanno un favore a Lega e M5S. Questi ultimi continuano a chiedere le elezioni subito, ma in realtà più il govern(icchi)o dura e più loro crescono.
8. Renzi e Boschi avevano promesso non solo di dimettersi (per finta), ma di abbandonare la politica per sempre. Troppo bello per essere vero. Si dice anche che verrà confermata la Boschi: sarebbe sublime: una prova ulteriore di arroganza, e deficienza, politica. Più fanno così e più il paese li odia. Ma sono troppo supponenti , e troppo poco svegli, per capirlo.
9. Aumentano i voltagabbana tra politici (De Luca), giornalisti(Merlo), testimonial (Bottura) eccetera. Di colpo hanno scoperto che Renzi è arrogante e pure politicamente citrullo. Ovviamente, se Renzi tornerà in auge (e così sarà, perché vincerà elezioni, Olimpiadi, Champions League e Pallone d’oro), loro torneranno renziani. Agili, in scioltezza atarassica.
10. Il primo obiettivo di questo governo non è tanto la legge elettorale, ma una legge elettorale che saboti il M5S. Doveva esserlo anche l’Italicum, ma essendo stupidi hanno creato un troiaio che non è solo incostituzionale ma pure involontariamente pro-grillino. I 5 Stelle sono attorno al 30%, quindi il male minore per tutto il resto del Parlamento è partorire una fetecchia fortemente proporzionale. In questo modo il M5S sarà alle Camere come il PCI nei Settanta: tanto numeroso quanto sempre all’opposizione. Che poi, magari, è anche il sogno di molti 5 Stelle (governare è complicato).
Piccolo particolare: così facendo qualsiasi governo nato da un proporzionale più o meno spinto dovrà confrontarsi con una opposizione molto forte. E quindi dovrà vivacchiare. Renzi voleva il combinato disposto Schiforma-Italicum per tiranneggiare. Si ritrova invece odiato e con una legge elettorale che – qualsiasi essa sia – lo renderà bene che vada (per lui) vincente ma non vincentissimo. Senza maggioranze bulgare, drogate da abominevoli premi di maggioranza. Costretto quindi a mercanteggiare, a sopravvivere. Un eterno basso cabotaggio. Come un democristianicchio minore catapultato nella Prima Repubblica. Che è poi quel che è.
(P.S. E’ ancora torcida inesausta. Si vola)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/11/gentiloni-regna-signoreggia-e-soverchia/3251898/

Il M5S sempre in testa di 2 punti. Ora faranno l’armata Brancaleone

La débacle sul referendum e la caduta del governo Renzi non sgretolano i consensi del Pd ma bastano a portare il M5S avanti di due punti nei sondaggi. Così quello pubblicato oggi sul Corriereda Nando Pagnoncelli alla data dell’8 dicembre, quattro giorni dopo l’Armageddon. Il Movimento sarebbe in testa con il 31,5% dei consensi contro il 29,8 a favore del Pd. Troppo facile dire che se si votasse oggi vincerebbero i grillini, perché dipende dalla legge elettorale rimessa alle cure del governo Gentiloni che avrà come azionisti un fronte trasversale che va da Ncd, Forza Italia in appoggio esterno, centristi e verdiniani di Ala già mezzi dentro. Tutti in allarme per l’avanzata del movimento di Grillo.

Michela Montevecchi, M5s Senato
C’è stato un referendum costituzionale e quasi 20 milioni di italiani hanno bocciato la riforma voluta da Renzi e dalla Boschi.
Hanno bocciato anche l’intero Governo e l’intera maggioranza che quella riforma l’aveva ideata e imposta al Paese, e che a quella riforma aveva legato la propria sorte politica.
Ma se guardo in questi banchi io oggi vedo ancora le solite facce, siete sempre voi.
Vi siete scambiati di posto, come in un valzer di poltrone, ma siete ancora tutti qui, come se il referendum del 4 dicembre non ci fosse mai stato o peggio, come se a vincere fosse stato il Sì.
Diciamolo chiaro e tondo: quello appena nato è un Governo Renzi Bis a tutti gli effetti, un Governo senza nessuna legittimazione popolare e che si basa su valori come il demerito, l’incompetenza e l’arroganza.
Voi lo chiamate ‘Governo di responsabilità’, ma qui l’unica responsabilità che vediamo è quella che avete nei confronti della vostra poltrona.
Non c’è Renzi, dirà qualcuno. E invece Renzi c’è eccome! E’ il regista dietro le quinte di questo Governo.
Un Governo che in mille giorni ci ha lasciato con 105 miliardi di euro di debito pubblico in più e 55 miliardi di euro di tasse in più.
Il 28,7% degli italiani è a rischio povertà o esclusione sociale. Abbiamo 8,3 milioni di poveri effettivi. E 3 milioni e mezzo di bambini a rischio povertà.
Nel 2014 sono andate a gambe all’aria 104 mila imprese e 96 mila nel 2015. In pratica, un tessuto produttivo distrutto.
Se aggiungiamo i circa 3 milioni di inattivi, il tasso di disoccupazione reale arriva intorno al 20%).
Nella scuola regna il caos, grazie a una riforma colabrodo che ha scontentato tutti e che stanno pagando i nostri studenti.
L’Italia cresce meno della metà della media dei Paesi dell’UE.
Quello del Governo Renzi è un bilancio fallimentare e gli italiani lo stanno pagando sulla loro pelle.
Eppure ci sono ancora i suoi uomini, quel Giglio Magico che sino ad oggi ha gestito il vero potere a Palazzo Chigi e che continuerà a farlo controllando nomine, poltrone e prebende.
Maria Elena Boschi e Luca Lotti sono stati messi lì a fare i cani da guardia perché il nuovo Presidente del consiglio non si allarghi troppo e non guasti la corsa di Renzi per le prossime politiche.
Protagonista dello scandalo di Banca Etruria, la Boschi è stata la ‘madre’ della riforma costituzionale che gli italiani hanno rispedito al mittente. Per farla approvare, ha tenuto impegnato per due anni il Parlamento, distogliendolo dalle vere emergenze rimaste senza risposta.
In un Paese normale avrebbe già chiesto scusa e sarebbe già tornata a Laterina.
Lei stessa il 22 maggio scorso, in tv, in quello che sembrava un sussulto di dignità, aveva assicurato che in caso di sconfitta al referendum avrebbe lasciato la politica insieme a Renzi.
E invece non solo non l’ha lasciata, ma addirittura è stata promossa a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Perché si sa, in questo Paese il merito funziona al contrario.
Poi c’è Luca Lotti, braccio destro di Renzi e artefice dell’ingresso in maggioranza di Denis Verdini. A lui va la delega allo Sport e nelle sue mani restano le deleghe che contano, quella all’editoria e al Cipe.
Ogni altro singolo Ministro di questo Governo è uno schiaffo in faccia ai 20 milioni di italiani che hanno detto No a questo Governo.
Resta Angelino Alfano. Da Ministro degli Interni ha gestito in maniera imbarazzante il caso Shalabayèva ed è stato incapace di gestire l’emergenza immigrazione. Per questo lo hanno promosso a Ministro degli Esteri.
Resta Pier Carlo Padoan, l’uomo che ha salvato le banche senza pensare ai risparmiatori lasciati in mezzo a una strada, l’autore di manovre lacrime e sangue e dell’ultima legge di bilancio zeppa di mancette elettorali senza coperture, che condanna il Paese ad un futuro di altri sacrifici.
Resta Giuliano Poletti, l’autore del Jobs Act, che ha cancellato l’art.18 e i diritti dei lavoratori, ha fatto aumentare il precariato e ha appeso la vita di tanti giovani a un voucher.
Resta Beatrice Lorenzin: con lei in due anni il fondo sanitario nazionale è stato tagliato per oltre 4 miliardi di euro. Mentre 11 milioni di italiani rinunciavano a curarsi, lei spendeva soldi pubblici per il Fertility Day con una campagna di comunicazione retrograda e razzista.
Resta Graziano Del Rio, il cui nome è legato alla finta abolizione delle Province e che da Ministro delle Infrastrutture ha avallato il folle rilancio del Ponte sullo stretto di Messina.
Resta Marianna Madia, la cui riforma della pubblica Amministrazione è stata bocciata dalla Consulta.
Resta Andrea Orlando, il Guardasigilli che in tre anni non è stato in grado di fare una legge contro la corruzione.
Resta Gianluca Galletti, Ministro dell’Ambiente nuclearista e amico degli inceneritori, convitato di pietra dello Sblocca Italia, tenuto sulla sua poltrona proprio da lei, Presidente Gentiloni, che ha un passato, e sottolineiamo passato, ecologista in Legambiente.
Resta Dario Franceschini, a cui dobbiamo dire grazie per aver smantellato il sistema delle soprintendenze e la tutela del nostro patrimonio paesaggistico e artistico. E che con l’ultima legge di bilancio scippa alle soprintendenze speciali gli incassi del Colosseo e di Pompei, che da oggi andranno al suo Ministero.
Dulcis in fundo abbiamo Anna Finocchiaro, madrina ombra della riforma costituzionale, che oggi si appunta al petto la medaglia al merito di un ministero senza portafoglio.
In meno di 48 ore avete calpestato la sovranità popolare degli italiani, fregandovene del volere chiaramente espresso nel voto del 4 dicembre. Gli elettori vi hanno mandato a casa, ma voi continuate imperterriti con la vostra arroganza e la vostra brama di potere.
Nessuno che abbia pagato per i suoi errori, nessuno che si sia assunto la responsabilità delle proprie azioni.
Lei Presidente ha detto che rivendica il lavoro fatto dal Governo Renzi: ma quel programma, di cui lei è così orgoglioso e che intende portare avanti, da quale voto è stato legittimato? Quale mandato popolare avete per attuarlo? In quale occasione gli italiani hanno potuto scegliere di essere governati con queste scelte, con le vostre soluzioni? Mai! Nessun voto vi ha mai legittimati ad attuare questo scellerato programma.
Sembrate miopi, ma la verità è che non volete vedere. Sembrate sordi, ma la verità è che non volete sentire.
Voi avete portato il Paese nel caos e sempre voi ora vi riproponete per metterci una pezza. Ma come possono gli italiani fidarsi di voi?
Lo spettacolo che offrite è indegno. Siete l’immagine di una casta che si autotutela, che si aggrappa sulle poltrone, che si chiude in se stessa sorda al volere dei cittadini. Quella voce, ormai diventata un grido di dolore, non siete più in grado di ascoltarla. Per questo l’avete silenziata con un Governo fotocopia del precedente, impedendo al Paese di tornare al voto.
Presidente Gentiloni, Lei ha detto: “Il Parlamento non è un social network”. Non deve venirlo a dire a noi. Il M5S ha un senso altissimo delle istituzioni: noi abbiamo combattuto perché questo Senato restasse elettivo e combattiamo ogni singolo giorno, da quando siamo qui dentro, perché il Parlamento diventi pulito, senza trombati e senza disonesti.
Le istituzioni, Presidente, non sono vostre. Sono al servizio dei cittadini e 20 milioni di cittadini hanno espresso chiaramente la loro volontà: tornare il prima possibile a decidere chi e con quale programma deve governare l’Italia. Per questo motivo il M5S non darà la sua fiducia a questo Governo.

ANDREA SCANZI
…Non condivido le critiche a Lotti. Anzitutto il Ministro dello Sport fa tanto ventennio fascista, quindi è in tema. E poi Lotti, come allenatore del Montelupo, non era male.
4. Quella uscita peggio dal voto referendario è la Boschi. Per questo, coerentemente, l’hanno promossa sottosegretario. Pensate se avesse vinto il Sì: come minimo l’avrebbero fatto Papessa, o magari anche solo Regina delle Galassie di Stocazzo. Agile, in scioltezza.
5. Alfano agli Esteri. E qui si vola. Un uomo che non ne indovina una, con più capelli che elettori e più fascino che talento. Se ne sta sempre lì, in posizioni di dominio. La cosa buona è che, se ce l’ha fatta lui, possono farcela tutti. La cosa brutta è che è Alfano.
6. Leggo critiche alla Fedeli. Non mi unisco: un po’ mi ricorda mia nonna e un po’ la Vanoni, quindi non posso parlarne male. Scusate.
7. L’unica non confermata è la Giannini. Secondo me il referendum l’ha perso lei da sola.
8. La Madia si è fatta bocciare il cuore della riforma sulla Pubblica Amministrazione dalla Consulta con ignominia. Per questo l’hanno confermata: quando si dice la meritocrazia.
9. Di Marco Minniti, nel Governo precedente, dicevano che l’ex responsabile ai servizi fosse “un Ministro in segreto” e che contasse “su alcune questioni più dei titolari di Interno, Esteri e Difesa”. Era uno dei favoriti di Renzi, che infatti lo ha piazzato all’Interno. Della serie: “Io sto a Pontassieve e fingo di essermi allontanato, ma comando più di prima”. Quando si dice la coerenza. Si citi poi qui a margine la frase di D’Alema: “Se la risposta alla vittoria dei No è Minniti all’Interno, perdiamo altri 4-5 punti”. Vamos.
10. M5S e Lega continuano a sbraitare. Fanno bene, perché tre quarti di questo Governo fa schifo il giusto e alcune conferme/ promozioni sono uno sputo in faccia a chi ha votato “No”. Al tempo stesso, o sono miopi o recitano: più questo Governo dura, più il malcontento sale e i loro voti crescono. Queste continue prove di forza renzine fanno male anzitutto a Renzi, perché gli elettori non lo sopportano più, percependolo sempre più come Casta. Nel frattempo il Pd gioca a logorarlo. Quindi: più questo Governo dura, e secondo me un po’ dura, più noi ci sentiremo inutili ma al tempo stesso Renzi si inabisserà. Da ciò se ne evince che, verosimilmente, anche il Governo Gentiloni è probabilmente un’idea di Jim Messina.

19 milioni e 419 mila voti ‘silenziati’
Luisella Costamagna

Cari 19 milioni 419 mila elettori, domenica 4 dicembre avete urlato un clamoroso No alla riforma costituzionale del Governo Renzi (e pure a lui). Vi hanno sentito? Ahinoi, No.
Certo, Renzi se n’è andato da Palazzo Chigi, ma lungi da “lasciare la politica” come aveva promesso (guai a prestar fede alle parole di quest’uomo!) è uscito dalla porta per rientrare dalla finestra.
Aggrappato alla poltrona di segretario del Pd, ci lascia nel cul de sac di una legge elettorale incastrata con la riforma del Senato bocciata e che sarà a sua volta bocciata dalla Consulta, nel disastro Mps che irresponsabilmente si è rimandato al dopo referendum (sennò i 5 miliardi che servono per il salvataggio toccava stornarli dalle mance elettorali della Legge di Bilancio) e con un Paese che drammaticamente non cresce, con una disoccupazione all’11,6% e gli imprenditori che licenziano chi è in malattia (che dialogo da sinistra ci può essere, caro Pisapia, con chi ha fatto carne da voucher dei lavoratori?). Renzi fa il beau geste di assumersi la responsabilità della sconfitta e ci lascia tra le macerie. Fa un apparente passo indietro, molla la patata bollente al suo avatar Gentiloni e prepara il rientro in grande stile, forte tra l’altro del controllo della Rai.
La scelta di Gentiloni da parte di Renzi risulta perfetta. Brava persona, non c’è che dire, di quelle però che “falla pure cattiva”… Un “galleggiante” straordinario (copyright Travaglio) che, col suo loden e un’esplosiva vitalità montian-mattarelliana, non può certo oscurare il bullo scamiciato della Leopolda. Uno che nel 2013 è riuscito ad arrivare terzo su tre candidati alle primarie da sindaco di Roma dopo Marino e Sassoli (Sassoli?!) non poteva certo arrivare a Palazzo Chigi a furor di popolo, ed è infatti il quarto premier del quarto Governo in cinque anni che ci viene imposto dall’alto: un Governo con Alfano, che nessuno ha votato nel 2013, e che resta sostanzialmente uguale a quello di Renzi, senza premio (per ora) a Verdini, ma ancora con Lotti e Boschi, solo cambiati di casella.
Il mandato è chiaro: fare il lavoro sporco (legge elettorale, Mps, emergenze sociali, verdetto Ue su manovra, terremoto coi “container entro Natale”…), come a suo tempo lo fece Letta (guai economici e voto sulla decadenza di Berlusconi), per dare tempo a Renzi di riprendersi e tornare come nuovo, vieppiù desiderato dopo che gli italiani avranno sperimentato il “metodo Gentiloni”. Insomma, tenere la poltrona in caldo, tirare settembre allorché il 60% dei Parlamentari avrà maturato l’agognato vitalizio e non fare scherzi (Letta poi, a quella poltrona, ci si è affezionato troppo…).
Cari milioni di italiani che avete (abbiamo) votato No, tocca guardare in faccia la realtà: avete (abbiamo) salvato la Costituzione da una riforma devastante e questo comunque non ha prezzo, ma al vostro urlo è stato ancora una volta messo il silenziatore. Chi l’ha prodotta è ancora lì: hanno solo sostituito il bullo fiorentino con un punching-bullo (non me ne voglia, caro Gentiloni, ma la realtà deve guardarla in faccia pure lei).
Eppure, sono sicura, la crepa è ormai aperta, è un mondo che si dibatte disperatamente, e quando ci sarà occasione (quando?) non potranno più fare orecchie da mercante.

SISTEMI ELETTORALI
Viviana Vivarelli

I renzioti continuano a dire che un Governo Renzi bis non si poteva fare, ma si è fatto, visto che ci sono gli stessi Ministri di prima e Renzi comanda tutto dietro le quinte.
Poi dicono che non si può andare al voto perché manca una legge elettorale. Ma ne abbiamo addirittura 2, Italicum e Mattarellum! ed è davvero ipocrita quando per tanto tempo è stato il pretesto per tenere un Governo attaccato alle poltrone facendo cose che non rientravano affatto nell’ordinaria amministrazione di un Governo incostituzionale, mantenuto in carica col solo scopo di traghettare l’Italia verso un vero Governo eletto con una legge seria (e non certo per riforme enormi come ha fatto dispoticamente Renzi).
Lo capiscono cosa vuol dire ‘ordinaria amministrazione’? Vi pare che Renzi nei suoi mille giorni abbia fatto ‘ordinaria amministrazione’? O che abbia usato il tempo a lui assegnato per fare una legge elettorale seria? Ci si rende minimamente conto dei suoi abusi e dei suoi sforamenti di potere?
In verità il Governo è stato talmente delinquenziale da imporre alla fiducia un Italicum con gli stessi motivi di incostituzionalità del Porcellum (liste bloccate e premio di maggioranza enorme) e questa è proprio strafottenza, ma, finché a fine gennaio la Consulta non dirà con una sentenza che anche l’Italicum è incostituzionale, resta in vigore pure quello e Renzi aveva il dovere di farci subito le elezioni. E comunque, se si vuole votare con un sistema legale, c’è il Mattarellum, che c’è stato fino al 2005. Prevedeva per l’elezione del Senato e della Camera (dunque sistema uguale) un sistema misto:
-maggioritario a turno unico per la ripartizione del 75% dei seggi Parlamentari
-recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato attraverso un meccanismo di calcolo denominato “scorporo” per il rimanente 25% dei seggi assegnati al Senato
-proporzionale con liste bloccate per il rimanente 25% dei seggi assegnati alla Camera
-sbarramento del 4% alla Camera.
Perché non abbiamo votato con quello?
Il Governo RsR Renzi è stato uno schiaffo a 20 milioni di elettori. L’ipocrisia massima è fingere di credere che gli Italiani non amassero Renzi ma adorassero i suoi adepti come Poletti, Padoan, la Boschi e compagnia brutta. Il neo Governo puzza talmente di Renzi da fare schifo e Gentiloni è il perfetto ‘uomo di paglia’, cioè un fantoccio messo lì al posto di Renzi che al momento non può figurare e gli ubbidisce come un cane fedele.
Tutta questa situazione è orrenda, antidemocratica e offensiva, è proprio un calcio in faccia a 20 milioni di elettori e spero proprio che gliela facciano pagare. Con questa scelta prosegue la sequela di atti arroganti e totalitari di uno che il popolo proprio lo schifa e se può ne fa a meno, che vuole solo tarpare la sovranità popolare e la democrazia non sa nemmeno dove stia di casa. Poi se il genere dittatura vi piace, contenti voi, ma non venite a chiamare i 5stelle ‘grullini’. Qui i grullini sono quelli che hanno bisogno di un padrone e che, per osannare quello, buttano alle ortiche il proprio futuro e quello del proprio Paese.
Grullino è chi agisce in modo suicida contro se stesso, contro la propria Nazione, negli interessi solo di una cricca di potenti che cercano di distorcere le leggi per procurarsi un potere dittatoriale e per svendere la nostra Italia alla finanza e alla multinazionali.
Del resto, ci sono dei diritti come il diritto al voto o le tutele di una democrazia contro lo strapotere di una dittatura per cui per tempi lunghissimi tanti uomini hanno lottato e tanti uomini sono morti. E pensare che oggi ci siano dei cittadini che quei diritti li hanno ereditati e che votano addirittura per toglierseli è talmente suicida e ripugnante che provo una forte avversione per tutti coloro che seguono Renzi e la sua sfacciata presa di potere.

Il bello di Renzi è che quello che doveva sparire con lui cambia solo nome.
I vitalizi non sparivano ma diventavano le pensioni d’oro. Il Cnel non spariva ma veniva diluito nella Corte dei Conti. Le Province non venivano abolite ma cambiavano il nome in Città Metropolitane.
E anche Equitalia cambia solo nome ma si fonde con l’Agenzia delle Entrate.
“L’art. 1, comma 2, del Decreto Legge n. 193/2016 dispone che dalla data di cui all’articolo 1, comma 1, (1° luglio 2017) l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale verrà svolto dall’ente pubblico economico denominato «Agenzia delle entrate-Riscossione» sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’economia e delle finanze. Sarà compito dell’Agenzia delle entrate provvede a monitorare costantemente l’attività dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, secondo principi di trasparenza e pubblicità. Il nuovo ente pubblico subentrerà, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione con i poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.”

BASTA NON VOTARE- E SALVARE LE PENSIONI D’ORO
Viviana Vivarelli

Se questo è il livello di democrazia esistente ai piani alti e se la risposta ad una bocciatura durissima come questa è il consolidamento di quelli che il Paese lo hanno distrutto e che il Paese ha rifiutato, è chiaro che questi ‘radicati’ si inventeranno di tutto per non permetterci di votare. Il voto li terrorizza e siamo già al 4° Governo che non esce da un Parlamento votato democraticamente. Ora ci ricattano dicendoci che nello stesso anno non ci può essere il referendum sul Jobs Act e il voto politico.
Oltre tutto, 596 Parlamentari di prima nomina aspettano di arrivare a settembre per salvare le loro pensioni d’oro (erroneamente chiamate vitalizi) che maturano solo dopo 4 anni e 6 mesi di legislatura. Qualcuno potrebbe avere anche l’onestà di dire che 5stelle e Lega hanno chiesto la soppressione di queste pensioni d’oro per gli ex deputati e l’abolizione di quelle in corso di erogazione. La bocciatura è arrivata perché in contrasto col principio di irretroattività. Cioè chi matura un diritto non può vederselo togliere. Peccato che questo valga per chi comanda ma non per chi lavora o per chi risparmia. Ma molti giornali hanno avuto la sfacciataggine di dire che tra i 596 ci sono anche 125 grillini e dunque le vogliono anche loro. FALSO! Visto che proprio loro hanno chiesto di toglierle e sarebbe anche facile visto che le pensioni d’oro non provengono da una legge ma da una delibera interna delle Camere, per cui sarebbe facilissimo e rapido eliminare gli ingiusti privilegi che nessun Paese al mondo ha. E chi chiediamo perché per i Parlamentari la pensione scatta con solo 4 anni e mezzo di contributi e non con 40 anni come per tutti gli altri cittadini? Perché possono scalarsi gli anni e andare in pensione a 60 anni? La norma è pure incostituzionale ma occorrerebbe una sentenza della Consulta (ma non lavora un po’ troppo piano questa Consulta?). La riforma della Boschi manteneva questi privilegi. Ma è stata bocciata. E allora? Dobbiamo conservare la Boschi con tutto quello che ne consegue??
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E intanto con i loro magnifici provvedimenti sul lavoro
Titoli: Cgia, non si arresta la crisi dell’artigianato: chiuse 21.780 imprese nel 2015.
2016: GIÀ CHIUSE 25.000 AZIENDE NEL PRIMO TRIMESTRE
Rete Imprese,chiuse 390 aziende a giorno
E’ la famosa ‘ripresina’ di Renzi!

Denny
Renzi è tutt’altro che inabissato. Sta solo covando la sua rielezione a segretario e, come tale, punta ad essere il prossimo PdC. Gli riuscirà, perché l’assemblea del partito è sua, come del resto il feticcio che sventola davanti ai suoi elettori. E’ una breve parentesi per far dimenticare questo spiacevole ma superabile episodio del referendum.
Questo, ovviamente, nei suoi pensieri.
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ANALFABETISMO FUNZIONALE
VV
E’ davvero stupefacente la modalità per cui alcuni capiscono fischi per fiaschi o rispondono in modo sregolato e causale o attaccano senza argomentazioni valide e solo per il gusto di attaccare. Si chiama analfabetismo funzionale, l’incapacità di usare in modo corretto il pensiero logico, di capire quello che si legge, di riassumere l’articolo di un quotidiano, di interloquire restando nel tema, di esprimere in modo chiaro il proprio pensiero, di capire giustamente delle quantità o delle qualità, di relazionarsi con principi e valori. Questa è la scala secondo cui viene misurato l’analfabetismo funzionale nel nostro Paese. Come si vede, non siamo messi molto bene, ma anche senza questa scala, è immediato constatare dai post come alcuni siano proprio fuori di testa.

Italia 47,0%
Messico 43,2%
Irlanda 22,6%
Regno Unito 21,8%
Stati Uniti 20,0%
(Belgio) 18,4%
Nuova Zelanda 18,4%

Poi c’è il servilismo di partito, la cortigianeria, il leccaculismo, il fanatismo ideologico. Ma quella è un’altra piaga!

I MILLE GIORNI I RENZI
CON QUEL CHE SEGUE

Viviana Vivarelli

Nei mille giorni di Renzi sono stati spesi 21 milioni al giorno in armi (+23% contro i 57 milioni l’anno di risparmi presunti cambiando il Senato), ci siamo tenuti persino gli F35 ripudiati da Trump come da tutti gli altri perché non funzionanti. Il debito pubblico è aumentato di 105 miliardi, ogni giorno di Renzi ci è costato 105 milioni di debito in più. Le tasse sono aumentate di 55 miliardi malgrado Renzi si affannasse ogni giorno a dirci che le riduceva. I poveri sono saliti a 17 milioni. 120 milioni di vaucher e crescono ancora azzerando qualsiasi diritti del lavoro. 3 milioni di inattivi. 45.000 imprese sono fallite e 104.000 hanno chiuso. Tutti i maggiori marchi italiani sono passati all’estero (Pirelli, Gucci, Italcementi, Pininfarina, Ansaldo, Alitalia, Edison, Indesit, Fendi, Pucci, Bulgari, Ginori, Safilo, Valentino, Poltrona Frau, Krizia, Algida, Sasso, Bertolli, Carapelli, Fastweb, Telecom, Omnitel ecc.) . Un tessuto produttivo distrutto. L’Italia che era la quinta potenza industriale del mondo, ora è penultima in Europa. Leggi del lavoro distrutte. Sanità al collasso con 17 miliardi di tagli. I licenziamenti sono aumentati (+7,4% nel secondo semestre 2016 rispetto ad un anno prima) e il ritmo delle assunzioni a tutele crescenti è crollato (-32.9% nei primi 8 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015). Renzi vanta 665.000 occupati in più, peccato che ora si consideri occupato chi ha avuto un vaucher in una settimana, cioè ha lavorato un’ora! Come si siano messi nel Pil anche i proventi di droga, prostituzione e di tre mafie associate. Abbiamo 18 milioni di sottoccupati, la cifra più alta in Europa. Nelle previsioni europee l’Italia sarebbe tra i Paesi con la più alta disoccupazione anche l’anno prossimo visto che peggio di noi farebbero solo pochi Paesi come la Spagna, la Croazia, la Grecia e Cipro. La Germania, invece, porterà il suo tasso di disoccupazione al 4,3%.
E peccato che riguardo ai lavori a tempo indeterminato, dopo la prima fiammata dovuta alle decontribuzioni, i numeri siano tornati quelli del 2014, anzi sono pure meno. La disoccupazione giovanile, pur calcolata con un vaucher la settimana, è al 36,7%, la più alta d’Europa.
In quanto alle conclamate 150.000 assunzioni nella scuola, abbiamo un bluff clamoroso (al momento siamo a 48.000, con molta rabbia per la dislocazioni fatte a casaccio e non sono nemmeno assunzioni nuove ma stabilizzazioni di persone che nella scuola lavorano da molti anni e la cui assunzione è sancita da una sentenza della corte europea).
Aggiungiamoci lo Sblocca Italia che permette al Governo di trivellare, inquinare e distruggere il territorio con sempre più facilità; i decreti salva banche che hanno messo sul lastrico migliaia di risparmiatori per salvare istituti decotti, compreso quello del papà della Boschi e la finta lotta all’evasione e alla corruzione, che ha lasciato il posto a nuovi condoni e sanatorie (come la voluntary disclosure per sanare fondi neri portati all’estero) e all’aumento delle soglie di non punibilità per i reati fiscali.
E ora Gentiloni starebbe lì con la stessa squadraccia di prima per portare a termine questi scempi e trasformare in legge i decreti renziani???
E c’è chi si rallegra pure e non trova di meglio che attaccare i 5stelle??
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Castarolo
Scuola: prevaricazioni di fatto e di diritto, centinaia di migliaia di ricorsi, docenti messi a passeggiare nelle scuole come riempitivi, sostegno affidato a gente incompetente mai qualificata, gente che insegna discipline per cui mai si era preparata. Docenti preparati e con esperienza sostituiti da gente che mai ha insegnato e che si è laureata (od addirittura mai laureata come l’attuale Ministro dell’Istruzione) e che partecipo a concorso nei decenni passati dedicandosi per anni a tutt’altre attività.
Ovvero come sperperare soldi pubblici per assumere persone non adeguate al posto che deve occupare o indisponibile a scombinare la propria famiglia trasferendosi a migliaia di km da casa per pagare esosi affitti, quindi sperpero di soldi pubblici per scombinare le attività e continuità didattica di tutte le scuole per anni.
Col risultato di avere assunto gente in ricorso perenne e in malattia o astensione e permesso per evitare il trasferimento.
Dicono: “Fatti, non parole”. Sarebbe più adatto; “fattacci e non parole.”
Improvvisazione, incapacità, inadeguatezza, sperpero, risultati inadeguati per lo sperpero generato.

CARO 60%, TI SCRIVO
Paolo De Gregorio

Da dove nasce il discredito e lo scetticismo verso la nostra classe politica?
Anzitutto dalla menzogna quotidiana, persino, come ha fatto Renzi nel suo commiato, sulle cifre ufficiali del debito pubblico, cresciuto nei suoi mirabolanti 1.000 giorni di 105 miliardi di euro), dato ufficiale della Banca d’Italia.
In un Paese serio, un premier che afferma che il suo Governo ha migliorato i conti pubblici mentre ha peggiorato il debito di 105 miliardi, dovrebbe essere processato per falso in atto pubblico e bandito dalla politica, noi invece vediamo un Governo Gentiloni che prende l’elenco dei Ministri dalle parti di Rignano.
Quanto alla dichiarazione per cui si sarebbe ritirato dalla politica se avesse perduto il Referendum, dimostra una volta di più come mentire sia connaturato al personaggio, la cui parola vale meno di zero, al punto di suscitare l’interesse di B, che lo vedrebbe bene alla pubblicità nelle sue televisioni.
L’antipolitica, etichetta affibbiata fraudolentemente al M5S, l’hanno fabbricata i dirigenti politici smascherati da “mani pulite”, che provarono l’intreccio tra affari e politica, dove tutti, dx e sx, rubavano sulla sanità, sugli appalti pubblici, la corruzione si sviluppava in tutti i settori e si fingeva solo di combattere le mafie che dilagavano nel Nord del Paese.
Eppure, con centinaia di amministratori pubblici inquisiti dalla magistratura e causa di sputtanamento della politica, tutti i partiti, nessuno escluso accusano di “antipolitica” il M5S, che ha osato rinunciare al finanziamento pubblico, che propone sia abolito l’indecente pensione d’oro ottenuta con una sola legislatura, che propone il dimezzamento degli stipendi Parlamentari, che sostiene la regola che dopo 2 legislature si è ineleggibili, che rifiuta di sedersi a un tavolo con partiti pieni di ladri e voltagabbana, con cui non intende fare alcuna alleanza di Governo.
Se i cittadini che hanno mandato a casa Renzi vogliono cambiare l’Italia devono votare M5S. Un’altra via non c’è.

VV
Siamo un Paese ostaggio del Pd e dei suoi fallimenti. Dove un Governo Renzi bis ha la tracotanza di calpestare il voto di 20 milioni di elettori e di ripresentare le facce di quelli stessi che lo hanno mandato in fallimento.
Ma sicuramente più rimanderanno queste elezioni, più gli elettori gliela faranno pagare.
17 milioni di italiani sono nella povertà più nera grazie a Renzi e al Pd, i diritti del lavoro distrutti, 105 miliardi in più di debito pubblico, 15.000 imprese fallite solo quest’anno, migliaia di risparmiatori truffati, abbiamo evitato appena in tempo il più grande stupro costituzionale mai visto con un tentativo palese di dittatura, siamo il Paese con la più alta disoccupazione giovanile e quello che ha una disuguaglianza più forte tra poveri e ricchi, il territorio è sempre più dissestato, nessuno dei gravissimi problemi italiani è stato risolto in mille giorni, ma Renzi regala ai compagni di merende un miliardo di bonus e mancette, Renzi e Calenda stavano per fare la privatizzazione del Paese per svenderlo alle Multinazionali come hanno fatto in Grecia.. e i renzioti sono ancora lì a latrare che dovevamo votare SI’ a queste sconcezze?????? Ma non hanno un minimo di decenza?

Giorgio N.
Il “grillismo”, che qualcuno colloca arbitrariamente nella destra populista, nasce come istanza per dare voce ai cittadini, soprattutto quell’ampia fetta di cittadini che sono esclusi dal circolo ristretto dei privilegiati. Quei cittadini che formano la popolazione di uno Stato. Ci riuscirà? Non ci riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza. Io dico che farà molta fatica.
Ciò detto, chi è che aveva la BCE, le agenzie di rating, Confindustria, le banche, Marchionne, la Merkel, Schaeuble etc etc tra i suoi fans?
Chi è stato il paladino delle lobbie e dei poteri forti?
Chi ha fatto politiche di destra con politiche volte ad aumentare le disugualianze?
Chi ha portato oltre il 70% degli elettori under 35 a votare NO?
Chi, definendosi rottamatore del vecchio, ha avuto i maggiori sostenitori del SI tra i pensionati?
Chi è conservatore, reazionario, fautore del rafforzamento della casta, servo federe dei poteri finanziari?
Chi ha metastatizzato il PD, estromettendo, umiliando, sbeffeggiando gli avversari politici interni?
Chi ha costantemente snobbato le opposizioni?
Chi ha tra i sostenitori del suo Governo un terzo di Forza Italia?
Chi ha costretto il Parlamento a votare una schiforma costituzionale centralista ed autoritaria?
Chi, in ultima analisi è di DESTRA nell’anima, travestito da ex PCI?
La risposta è solamente una: Renzi e la sua coorte di lacchè delle europee 2014.
I renzioti potranno anche definirsi progressisti di csx ma hanno votato e continui a dare il loro voto ad un politico di destra. Fatevene una ragione e, alle prossime politiche almeno votate per Berlusconi!

Viviana
Ieri mi ha telefonato la mia cugina di Bologna con tristi notizie. Eravamo 7 cugine sparse per il mondo. Io sono la più vecchia (75 anni) le altre vengono a scala, tutte molto più giovani di me. Per tante ci sono state vite terribili. Che pena per tutte! Io sono quella ‘fortunata’! Le ho viste due o tre volte quando ero bambina, poi mai più. Questa mia cugina di Bologna ogni tanti mesi mi telefona e mi dà le notizie delle morti o delle disgrazie, come un bollettino di guerra. A confronto di loro io ho avuto una vita felice, due lauree, un buon matrimonio, un relativo benessere. Non conta che io sia stata in gran parte della mia vita in depressione o malata. Mi resta l’immagine di me che arrivo a 8 o 9 anni (anni ’50) in quel paesuccio poverissimo abbarbicato sulla montagna sopra il Reno, Paese da capre, io che vengo dalla città come se venissi da Marte coi riccioli e il fiocco in testa, le metto tutte in fila, sono malvestite e sgaruffate, anche sporche, io lavo loro la faccia e le pettino, come fossero delle bambole e loro ridono.
Mi ricordo quando morì la nonna che non avevo quasi conosciuta. Ricordo la saletta cupa con le assi grezze nel piancito e tutte queste bambine piccole e io le feci giocare facendo uno zoo, per cui ognuna faceva un verso diverso di animale e facemmo un tale bordello che ci sgridarono perché era un funerale. Ma per me che ero sempre sola vedere tutte quelle bambine e poter giocare con loro era una esperienza portentosa. Mi sembrava che vivessero in un posto bellissimo, dove si poteva stare sempre fuori e c’erano i prati (in verità pochissimi e ristretti), gli orti (piccolissimi anche questi), i boschi di castagni (quelli ripidi e in gran quantità), le capre. Per me che vivevo in stato di clausura e sempre sola, mi sembrava che fosse un posto “pieno di giardini”. Loro guardavano con curiosità i miei vestiti diversi (di cotonina ma mia mamma era sarta e mi cuciva delle cose carine), guardavano il mio libro grande a figure (ne avevo un solo!), mia mamma che destava curiosità perché era pettinata bene e portava la cipria e il rossetto, cosa che scandalizzava un po’ come fosse una donna di malaffare. Io ero la bambina ‘ricca’. In realtà per gran parte della mia vita sono stata tutt’altro che ricca e in quel periodo noi eravamo decisamente poveri, ma tutto è relativo e si può sembrare ricchi anche se si ha un solo libro e una gonna di cotone a quadretti celesti con le tasche a cuore. E’ incredibile quanta miseria ci fosse nelle nostre montagne nel primo dopoguerra! Gli alleati che liberarono via via l’Italia risalendola dalla Sicilia, filmarono uomini poverissimi che vivevano nelle grotte come animali spauriti. Mio padre, che faceva il cameriere nell’Hotel Excelsior di Firenze, vedeva gli americani guardare sghignazzando questi filmati e si vergognava.
Eravamo liberati, dunque sudditi, e non abbiamo mai smesso di esserlo, anche ora prendiamo ordini dalle banche americane come la JP Morgan e abbiamo governi sempre pronti a firmare contratti capestro con le multinazionali americane in cui ci vendono come pecore al macello, vendono i nostri beni, i nostri diritti. Renzi e Calenda stavano per fare uno stupro alla Costituzione in obbedienza alla maggiore banca d’affari americana, stavano per vendergli il MPS e stavano per firmare un contratto commerciale transatlantico con cui avrebbero svenduto per due soldi tutti i nostri beni pubblici: acqua, luce, gas, porti, aeroporti, welfare.. come hanno fatto in Grecia in cui tutto quello che aveva qualche valore è passato in mani tedesche. La svendita vergognosa di un Paese con tutti i suoi beni e diritti, un Paese infilato a forza da Prodi nell’euro con conti falsati, taroccati proprio dalla JP Morgan (come in Grecia), un Paese poi strozzato dal debito volutamente accresciuto e condannato dall0austerity finché non svendesse tutto quello che aveva come un Paese vinto in guerra, come in Grecia.
In verità non mi aspettavo l’esito del referendum, credo che la fiducia in questo popolo mi sia scesa ormai sotto le scarpe e verso i renzioti provo ormai lo stesso disgusto che avevano i partigiani verso i fascisti che ci vendevano ai tedeschi, oggi come allora. Non sono riuscita nemmeno ad essere contenta dell’esito referendario tanto temevo che sarebbe stato tradito, come in effetti lo è. Nel voto è emerso un vero odio contro Renzi “che ha stroppiato”, ma la maggioranza non ha nemmeno capito la posta in gioco. La mia cugina di Bologna ha detto che ha votato SI’, “perché sennò tornava su D’Alema che non molla mai la poltrona!” Inutile spiegarle che D’Alema non è deputato dal 2008, non ha nessuna poltrona e che attualmente può solo dichiarare delle opinioni. Io non mi rallegro perché ho paura dell’ignoranza degli italiani, delle perversioni dei politici e del peso dell’eredità funesta nei passati governi. Ho visto i Greci votare a un referendum contro Tsipras e contro l’euro eppure Tsipras è rimasto lì, la volontà del popolo è stata calpestata e la Grecia è stata incaprettata e stuprata come la Francia e la Germania volevano. L’Europa è una cattiva famiglia dove i parenti più grossi divorano quelli più piccoli. Parenti serpenti. Fratelli coltelli. E noi siamo pronti a vendere la nostra primogenitura per un piatto di lenticchie. E’ stato evidente che l’enorme peso mediatico messo in campo da Renzi, con tutti i suoi giornali, le sue tv, i suoi bonus, le sue promesse, le sue falsificazioni, la sua presenza mediatica ossessiva, i brogli elettorali, il voto degli italiani all’estero che è stato manipolato ad arbitrio, l’inerzia ‘ac perinde cadaver del Pd’, i vecchi rincoglioniti dell’Emilia e i nuovi rincoglioniti della Toscana, non sono bastati a dargli il pieno potere e a creare un nuovo Mussolini, ma non riesco ad essere contenta. Non si schioderà facilmente. E soprattutto non si schioderanno facilmente i suoi promoter: i poteri europei, quelli statunitensi, la finanza, la Merkel, la JP Morgan, le grandi banche, che aspettano solo di banchettare su di noi perché siamo sempre rimasti “il Paese vinto in guerra” che è giusto spolpare. E quel 40% che ancora ha votato sì non lo capisce o è tanto criminale da volere proprio questo suicidio. Credo dunque che ci aspettino tempi duri: non perché possano andare al Governo i 5stelle ma perché l’Italia è messa troppo male. Ora basta che Renzi faccia qualche piccola correzione all’Italicum, di nuovo coalizioni e niente ballottaggio. Berlusconi si unirà a lui, perché in fondo Pd e Fi sono sempre andati d’accordo (e lo vediamo ora che Vivendi tenta la scalata opaca a Mediaset e il Governo interviene in aiuto, per difenderne ‘l’italianità’, quella che non è stata difesa per nessuna delle imprese svendute all’estero, nemmeno per Alitalia o Telecom), poi in aiuto al Renzi bis si venderanno altri perché al potere non dice no nessuno, ci sono 169 Parlamentari del Pd tutt’ora in Parlamento, sarà un giochetto tornare alle elezioni e vedere Renzi che le vince alleandosi a cani e porci (e non mi fido certo di Salvini e della Meloni). Dunque non sono contenta perché i danni che sono stati fatti sono troppo grandi e i guasti che gli italiani hanno ricevuto sono così laceranti che sono da capire se non sanno quello che fanno e hanno ormai solo paura del futuro.
Ma oggi è arrivato il No al referendum ed è stata una cosa buona, e dobbiamo ancora sperare negli uomini di buona volontà e in qualche colpo di fortuna che può sempre capitare anche a un Paese disgraziato come il nostro,

Il venditore di cavalli zoppi (Renzi) può tornare a vendere quadrupedi, preferibilmente pony
Claudio Martinotti Doria

Il venditore di cavalli zoppi che per fin troppo tempo ha simulato di fare il primo Ministro in Italia ricorrendo solo ad un’arrogante dialettica da sofista, neppure molto accreditato, vendendo fumo e temporeggiando, ha ricevuto una sonora batosta dal popolo italiano, che ci ha messo parecchio tempo ad identificarlo per quello che era, un bluff. In quest’epoca di crisi sistemica epocale, non ci si può permettere di mettere dei bluffatori al Governo, gente che simula di valere qualcosa mentre sono solo apparenza, che inganna fingendo di rinnovare mentre cambia solo le persone al potere con altri che hanno il solo merito di essere anagraficamente più giovani, ma supponenti e privi di cultura ed esperienza necessarie per poter guidare una nazione. Con l’aggravante di non essere neppure eletti dal popolo ma collocati dall’alto. Alla prova dei fatti i bluff si rivelano sempre, spesso dopo aver fatto danni irrimediabili. Non posso che essere compiaciuto dal fatto che il popolo italiano non sia caduto nella trappola mistificatoria ordita dal venditore di cavalli zoppi che ha governato fino ad oggi, che agiva per conto dei poteri forti transnazionali per svendere il Paese e demolire quel residuo di democrazia non ancora intaccata, in modo da perpetuare il potere neofeudale tra i gli amici degli amici, senza il rischio di dover essere giudicati da fastidiose elezioni. Il risultato è stato, per una volta, favorevole alla democrazia, quella residuale che ancora si riesce ad esercitare in questo Paese contro questa casta parassitaria di gente che vive di politica, alle spalle di chi lavora veramente, perché la politica non è un mestiere serio, finché prevarrà il sistema partitocratico e maggioritario con queste ignominiose leggi elettorali.
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Frange Lunatiche
Invito tutti a leggere le analisi dell’istituto Cattaneo su questo Referendum. Si rileva chiaramente lo sfaldamento di PD e PDL, i cui elettorati si sono mischiati per il SI’ e per il NO. Altro che “base” da qui ripartire, quel 40% che immaginano i piddini non esiste.
Granitico invece l’elettorato del M5S, l’unico soggetto politico che a questo momento ha una visione e una tenuta reale in tutto il Paese.

IL RE MIDA
Il re Mida era un grande spendaccione, tutte le sere dava feste e balli, fin che si trovò senza un centesimo. Andò dal mago Apollo, gli raccontò i suoi guai e Apollo gli fece questo incantesimo: – Tutto quello che le tue mani toccano deve diventare oro.
Il re Mida fece un salto per la contentezza e tornò di corsa alla sua automobile, ma non fece in tempo a toccare la maniglia della portiera che subito la macchina diventò tutta d’oro: ruote d’oro, vetri d’oro, motore d’oro. Era diventata d’oro anche la benzina, così la macchina non camminava più e bisognò far venire un carro coi buoi per trasportarla.
Appena a casa il re Mida andava in giro per le stanze a toccare più cose che poteva, tavoli, armadi, sedie, e tutto diventava d’oro. A un certo punto ebbe sete, si fece portare un bicchiere d’acqua, ma il bicchiere diventò d’oro, l’acqua pure, e se volle bere dovette lasciarsi imboccare dal suo servo col cucchiaio.
Venne l’ora di andare a tavola. Toccava la forchetta e diventava d’oro e tutti gli invitati battevano le mani e dicevano: – Maestà, toccatemi i bottoni della giacca, toccatemi questo ombrello.
Il re Mida li faceva contenti, ma quando prese il pane per mangiare anche quello diventò d’oro e se volle cavarsi l’appetito dovette farsi imboccare dalla regina. Gli invitati si nascondevano sotto il tavolo a ridere e il re Mida si arrabbiò, ne acchiappò uno e gli fece diventare d’oro il naso, così non poteva più soffiarselo.
Venne l’ora di andare a dormire, ma il re Mida, senza volerlo, toccò il cuscino, toccò le lenzuola e il materasso, diventarono d’oro massiccio ed erano troppo duri per dormirci. Gli toccò di passare la notte seduto su una poltrona, con le braccia alzate per non toccare niente, e la mattina dopo era stanco morto.
Corse subito dal mago Apollo per farsi disfare l’incantesimo, e Apollo lo accontentò.
– Va bene, – gli disse, – ma sta’ bene attento, perché per far passare l’incantesimo ci vogliono sette ore e sette minuti giusti, e in questo tempo tutto quello che toccherai diventerà cacca di mucca.
Il re Mida se ne andò tutto consolato, e stava bene attento all’orologio, per non toccare niente prima che fossero passati sette ore e sette minuti.
Purtroppo il suo orologio correva un po’ più del necessario, e andava avanti di un minuto ogni ora. Quando ebbe contato sette ore e sette minuti il re Mida aprì la macchina e ci montò, e subito si trovò seduto in mezzo a un gran mucchio di cacca di mucca, perché mancavano ancora sette minuti alla fine dell’incantesimo.

Ricordate la favolina di Rodari su re Mida? Napolitano è come lui. Tutti i candidati che ha scelto, Monti, Letta, Renzi, dicevano che avrebbero trasformato in oro tutto quello che toccavano. E invece lo hanno trasformato… in cacca di mucca.
Similmente a lui il famoso guru di Renzi, Jim Messina. E’ costato un proposito per far fallire progressivamente Cameron, la Clinton e Renzi.
Ma vogliamo farli continuare?

Berluscameno
Ora anche Tv e giornali si accorgono che il “PAESE SCOPPIA” !
ESEMPIO. Un mio amico mi ha raccontato: “Ho dovuto chiudere (senza lasciare debiti pregressi) la mia piccola attività di lavoratore autonomo in quanto per me non più redditizia (più spese che incassi!)”. Adesso mi si presenterebbe l’opportunità di attivare una nuova attività di piccolo imprenditore. Per aprire il mio nuovo ufficio dovrei ottenere un finanziamento di 50 mila euro. Ma è pura illusione credere che in Italia possa esistere una sola banca disposta a farmi questo finanziamento solo con lo scopo di farmi rientrare in attività lavorativa! “
Perché ? “I ricchi banchieri si fanno prestare i denari dalla BCE, o dal loro Dio tramite computer, ma se li tengono poi ben stretti. Poi però chiedono allo Stato di essere protetti ed in caso di bancarotta lo Stato deve “finanziare il loro lavoro sempre eccellente. Ma chi deve decidere in merito ai prestiti ? Al mio amico sembrerebbe cosa equa che dovrebbe esistere un ufficio apposito diretto dalla guardia di finanza per proteggere i diritti dei lavoratori autonomi, artigiani e piccoli imprenditori angariati e turlupinati dalle pretese assurde dei grassi e ricchi banchieri!
Per tornare al RECENTE ESITO DEL REFERENDUM Costituzionale, con un’affluenza massiccia e una percentuale schiacciante di No, l’elettorato ha svelato l’esistenza nel nostro Paese di un POPOLO della RIVOLTA. Quello che i media mainstream hanno accuratamente evitato di rappresentare. Un popolo che “ha bocciato la riforma della Costituzione, il Presidente del Consiglio e l’establishment di Governo. E che ha votato contro Renzi, scrive Maurizio Molinari sulla “Stampa”: “Sono state le famiglie del ceto medio disagiato, impoverito dalla crisi economica, senza speranze di prosperità e benessere per figli e nipoti, ma anche i giovani senza lavoro, gli operai che si sentono minacciati dai migranti e gli stipendiati a cui le entrate non bastano più”.
È quindi, un POPOLO DELLA RIVOLTA. E non sarà facile calmarlo. Questa parte di popolo incazzato è l’espressione dello stesso disagio che in Gran Bretagna ha prodotto la Brexit e negli Usa ha incoronato Trump. Quindi caduta l’illusione-Renzi, ora bisogna
dare in fretta risposte chiare alle crisi che è all’origine della protesta del ceto medio, massacrato dal rigore e dalla austerità imposta da Bruxelles e inasprita a partire dal mal Governo di Monti, che i giornali solo pochi anni fa accolsero come il salvatore del Paese.
Contrordine, a quanto pare. Anziché i tagli senza anestesia della riforma Fornero “serve un nuovo welfare per le famiglie in difficoltà”, scrive oggi il direttore della Stampa, di fronte alla catastrofe dell’evidenza.”
Bisogna far ripartire l’Italia. Ma come? Non basta un nuovo Governo. Bisogna rispettare il popolo della rivolta e rispondere alle sue istanze.
Ha vinto la gente, il mare di gente che non si fida più, gente molto ben disposta verso l’inverosimile e diffidente verso il verosimile, per intima ed esasperante convinzione che là fuori c’è qualcuno che lavora alla sua infelicità, perché manca il lavoro, perché si indeboliscono le garanzie, per invidia sociale, perché l’investimento in banca è andato storto, perché ci sono i poteri forti, perché c’è l’Europa, perché c’è una classe dirigente che in quanto tale campa sulla pelle delle periferie, fisiche o esistenziali.
Comune denominatore è il rifiuto feroce dell’establishment farabutto, una condizione che non riguarda soltanto l’Italia. Eppure i giornalisti si meravigliano. Non uno che parli del grande crimine dell’inevitabile disastro dell’euro (Barnard). Silenzio anche su voci profetiche come quelle dell’economista Nino Galloni, secondo cui, semplicemente, il sistema-euro equivale in modo matematico al declino italiano. Non un articolo sui grandi giornali, neppure sul libro “Massoni” di Gioele Magaldi, dove alcune eminenze grigie della super-massoneria internazionale definiscono gli italiani “bambinoni deficienti”, capaci di accogliere col tappeto rosso “i tre commissari che gli abbiamo inviato, nell’ordine: Monti, Letta, Renzi”. Fuori dal coro dei “chi l’avrebbe mai detto?”, si segnala “Il Giornale”, che indica in Giorgio Napolitano l’altro grande sconfitto: “L’ex capo dello Stato, scrive Gian Maria De Francesco, “s’era abituato a trattare Palazzo Chigi come una propria dépendance, insediandovi l’uomo che ha messo in ginocchio il Paese a suon di tasse, “CONDANNANDOLO AD UNA RECESSIONE bestiale”, dalla quale ancor oggi fatica a tirarsi fuori nonostante la spesa in deficit di Renzi – sotto forma di mance e mancette varie”. Per denigrare i 5 Stelle, alla vigilia del voto Napolitano s’era spinto oltre le colonne d’Ercole: “Non esiste politica senza professionalità come” NON ESISTE MONDO SENZA ELITE” –proprio come gli aveva detto il compagno Stalin :”il GLOBALISTA PROGRESSISTA e collettivista “fottuto.
“Alla faccia della DEMOCRAZIA E DELLA COSTITUZIONE”, chiosa De Francesco.
Ci si era messo anche l’anziano Eugenio Scalfari: “prima della democrazia c’è l’oligarchia, perché il popolo non sa governarsi da solo”. Parole nelle quali risuona l’eco della “sinarchia”, la forma di Governo evocata a fine ‘800 dall’influente esoterista francese Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, come ricorda Gianfranco Carpeoro nel suo saggio “Dalla massoneria al terrorismo”. “ Il potere simil-religioso dell’oligarchia illuminata”: ieri, contro la marea montante del socialismo e dell’anarchismo; oggi nella rivolta (solo elettorale) che corre via smartphone.
Il “popolo” è esasperato? Se ne sono accorti persino loro, i giornalisti, ben attenti, comunque, ancora, a non dare la parola a chi questa crisi l’aveva annunciata, con anni di anticipo, spiegandone le ragioni nei minimi dettagli.
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Viviana
Quello che trovo massimamente indecente è che vi sia una Consulta che doveva dirci il 4 ottobre se l’Italicum era incostituzionale (cosa visibile a occhio nudo) e che ha rimandato la pubblicazione della sentenza per favorire il referendum di Renzi (o per vedere come andavano le cose?) e che ora ci viene a dire che dobbiamo aspettare fino a febbraio?? Che comincerà l’esame il 31 gennaio?? Ma cosa fanno questi? Dormono? Ritardano apposta per favorire il Governo? Vogliono tenere bloccato questo Paese?

Ai renzioti che insistono con accanimento ossessivo

Mi pare lampante che i numeri portati dai renzioti per esaltare Renzi o sono fasulli come tutti i numeri sbandierati da Poletti o sono troppo scarsi e ininfluenti, tant’è che siamo il peggior Paese d’Europa, subito prima della Grecia e, se quei dati segnalassero davvero un buon lavoro fatto da Renzi, il 60% degli elettori non avrebbe votato contro Renzi e non ci sarebbero 17 milioni di poveri e tanti disoccupati e tanto malcontento nel Paese e tanta miseria crescente.
E mi pare altrettanto lampante che il Jobs Act non è affatto una legge migliorativa del lavoro altrimenti non avrebbe avuto una risposta tanto negativa e furiosa e non ci sarebbe la richiesta di un referendum per abolirlo, referendum che tutti gli analisti danno come largamente vincente e che il Renzi n° 2 farà di tutto per evitare come una nuova solenne bocciatura del Governo Renzi. Il fatto gravissimo e innegabile è che i due Governi del Pd, Monti e Letta, hanno affossato l’Italia e i mille sciagurati giorni di Renzi sono stati il colpo mortale per cui sentirlo anche elogiare per inesistenti successi è alquanto miserevole e meschino a fa cadere le braccia. Altro che microchip impiantati in testa! Qua siamo proprio nel deliro più servile e indecoroso! Ma se vi volete fare delle pippe e inventarvi un Paese che non c’è e un successo renziano che esiste solo nella vostra immaginazione di cortigiani, fate pure. La figuraccia è tutta vostra.
Se Renzi fosse stato quella cima magnificente che tentate di spacciare, non ci sarebbe tanta gente che sta male, non ci sarebbe una tale mancanza di lavoro, il debito non sarebbe così tanto aumentato, non ci sarebbero tanti disoccupati, inoccupati e sottopagati, non saremmo ultimi in Europa, addirittura non invitati ai convegni europei che ci schifano come una scartina, non assisteremmo alla svendita progressiva delle imprese italiane, non saremmo diventati il discount d’Europa dove tutti vengono a comprare le nostre imprese per due soldi, non avremmo tante imprese che chiudono o falliscono, né un tale sfacelo bancario e non ci sarebbe tanta sofferenza.
Ieri davano in Tv la prossima chiusura di Almaviva, 2115 persone che perderanno il lavoro, più di 800 solo a Napoli, dove la disoccupazione è doppia che altrove. Ma voi gioite ed esultate!!??
Avete testa e cuore imbottiti di bugie e sembrate divertirvi sulle sofferenze della gente mentre millantate un successo che non c’è. E questo non solo non vi crea simpatie né ne crea per Renzi, ma sortisce l’effetto contrario di una grandissima repulsione verso di voi e verso Renzi. Pensateci prima di spacciare per oro colato quello che è solo paglia! Più il divario tra le vostre storielle e la realtà è grande e più la gente vi si rivolterà contro e più il Pd e tutta la sua cricca di millantatori cadrà in basso. Renzi ha detto: “Non sapevo di essere tanto odiato!” Pensateci!

RIDIAMARO :- )

Pirata 21
Alfano Ministro degli esteri. Rappresenta perfettamente il nostro peso politico all’estero.

La Boschi farà il sottosegretario con delega a non toccare niente.

Gentiloni ha formato un Governo in pochissimo tempo. Il tempo di fare copia e incolla.

All’Istruzione la donna che ha scritto la riforma de “La buona scuola.” Non si poteva trascurarne il grande successo.

Gentiloni non ha nominato il Ministro delle riforme. Ormai ci abbiamo rinunciato.

Finalmente Alfano potrà esprimere tutta la sua inutilità anche all’estero.

Alfano agli Esteri. E noi che eravamo preoccupati per Trump.

E’ molto confortante sapere che tutti quei delicati equilibri mondiali adesso sono in mano anche ad Alfano.

Boda
Alfano agli Esteri. La giusta punizione per gli italiani all’estero dopo il referendum.

Luca’s jokes
Il fedelissimo di Renzi Luca Lotti è Ministro dello Sport. Visto che il suo amico si è dato all’ippica.
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Il nuovo Governo ha 2 ministeri in più. Avete visto che votando no i costi della politica aumentano?
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Il mago di Floz
Riconfermato Poletti. E poi dicono che il lavoro fisso non esiste più.
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Marcthulhu
Madia: obiettivo è “chiudere” la riforma della Pa. Vuoi mettere lasciare la Consulta senza un’altra legge incostituzionale da bocciare?
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Murcielago
Riconfermata anche la Madia.
che come le scrive incostituzionali lei le leggi, non lo fa nessuno.
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Presentato il Governo, già iniziano i primi dubbi: ‘saranno anche stavolta all’altezza delle loro incapacità?’
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Il Console
Confermate Boschi e Madia. Pesa invece l’esclusione di Peppa Pig e della Pimpa.
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PsicoPanico
Paolo Gentiloni promosso a premier dopo il caso Regeni, Marco Minniti promosso a Ministro dopo aver preso i voti della ‘ndrangheta, Mariaelena Boschi promossa sottosegretaria alla presidenza dopo il flop della riforma costituzionale e il caso Banca Etruria, Beatrice Lorenzin confermata alla sanità dopo il FertilityDay, Roberta Pinotti confermata alla difesa dopo lo scandalo armi ai sauditi. Ma nel PD sono masochisti o hanno studiato CEPU con Del Piero?
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TiSpediscoAdOlbia

Tutto torna: una persona non candidata ha scelto una squadra di Governo che nessuno avrebbe mai votato e che ha giurato su una costituzione che fino a ieri avrebbe voluto cambiare.
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Farlòck Holms
I nuovi Ministri hanno giurato sulla Costituzione.
Credibili come un ateo che giura sulla Bibbia.
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a Mazed
Le accuse di Governo fotocopia sono offensive: nel 2013 la Boschi portava un tailleur blu elettrico.
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notturno concertante
Il Governo Gentiloni.
Avanzi, popolo!
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Marco Rojatti
il nuovo Governo ha il retrogusto della peperonata del giorno prima
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La battuta che fa più ridere in questo Paese rimane “Premiare il merito”.
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I’m back
E adesso viene fuori che la Fedeli ha mentito sulla laurea. Non ce l’ha. Ha un diploma di assistente sociale, niente di più.
Fa il Ministro per l’Istruzione e Università. In effetti, un Ministro adeguato al livello della Buona scuola.
Però a questo punto, voglio Giannino Ministro. Cosi tra laure false, si fanno compagnia. Il Trota almeno la laurea albanese se l’era pagata, questa inventa proprio.
Sono meravigliosi.
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Amblo
“L’Italia ha un’economia forte che non è aperta a scorribande e un sistema bancario sostanzialmente solido”. ??
Comprategli un giornale, uno qualsiasi che si renda conto del Paese in cui vive!!
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Alessandro
“C’è bisogno di una discontinuità“, dice Gentiloni, dopo che ben 13 Ministri sono stati ereditati dalla squadra di Renzi, tre hanno cambiato semplicemente incarico e solo due sono le novità….discontinuità… mentre continua a nasconderci, proprio come faceva Renzi per fini elettoralistici, la reale situazione economica del nostro Paese.
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Pirata 21
Adesso con l’energia di Mattarella e il carisma di Gentiloni saremo davvero inarrestabili.‬
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Gentiloni è così uguale a Renzi che se vai sulla sua pagina di Wikipedia c’è scritto “Vedi Matteo Renzi”.
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Prime parole di Gentiloni dopo l’incarico di formare un Governo. “Qualcuno mi aiuti per favore!!”
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Ecco mio nipote ha visto Gentiloni e ora ne vuole uno per Natale.
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Antonio Razzi: “Se Mattarella chiama sono pronto”. Voi ci scherzate ma al momento è il più credibile.‬
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Arthur Rombò
Ormai ci eravamo abituati a un Presidente del Consiglio che twittava; sarà dura tornare a uno che parla tramite radio.
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Ansermo
Gentiloni è la persona scelta per guidare il Paese. Vabè dai, il parcheggio lo faceva bene.
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Fulvio Maranzano
L’hanno chiamato Governo Gentiloni perché Governo Renzi bis pareva una presa per il culo.
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Io
Magari ora la Fedeli delegalizza le lauree, così la piantiamo dire che la Lorenzin e la Fedeli non sono laureate e che Renzi danneggia l’erario nominando funzionari con la licenza elementare.
…………………..
La riflessione di oggi è:

Se ripercorre la mia vita, sono state tante le volte che ho dovuto ricominciare, magari ero più giovane e più sana. E non ero sola.
Ricominciare è il tramite tra la disperazione e la speranza. E dipende in massima parte da noi. E’ un atto di fede nella vita e la vita, sempre, ci ricompensa. C’è sempre qualcosa che ci aspetta dopo quella scelta. Restano sempre dietro di noi delle macerie, delle perdite. Ma avanti a noi c’è sempre qualcosa di ignoto e di bello che ci aspetta. Aver fede in quello è la promessa che noi facciamo alla vita e a noi stessi
“.
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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Gentile Viviana Vivarelli, buongiorno.
    Ho appena letto la sua breve nota pubblicata oggi su la Repubblica, che condivido in pieno.
    Colgo l’occasione, immaginando che possa trovare utile la notizia, per informarLa che è uscito un interessantissimo libro sulla politica romana degli ultimi trent’anni:
    La Resa dei conti di Beppe De Santis: http://edizioniarianna.it/shop-on-line/la-resa-dei-conti-beppe-de-santis/.
    Grazie per l’attenzione.
    Pietro Attinasi direttore editoriale.

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 19, 2016 @ 5:45 am | Rispondi


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