Nuovo Masada

dicembre 5, 2016

MASADA n° 1812 5-12-2016 LA VALANGA DEI NO

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MASADA n° 1812 5-12-2016 LA VALANGA DEI NO
Blog di Viviana Vivarelli

Di Maio: “E’ la vittoria di Davide contro Golia”.

Cazzullo: “Non c’è stato solo un voto sulla Costituzione ma un rigetto della persona di Renzi”
.
Ma ora il Pd lo tiene ancora come segretario del Partito?
.
E poi la gente, (perché è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perché nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi,
siamo noi questo piatto di grano
“.

F.De Gregori

«Non credevo che mi odiassero così tanto» (Renzi)
.
Alessandro Gilioli
La nostra Costituzione. Un impianto che in fondo ha funzionato bene per settant’anni, negli ultimi venti ha circoscritto il Trump nostrano, nei prossimi venti o trenta avrà il compito di fare altrettanto con chiunque cerchi di piegarla a se stesso, al suo carisma personale, alla sua parte politica. La Costituzione fu voluta così – con garanzie e contrappesi – da persone sagge appena uscite dal fascismo. Il cui obiettivo principale dunque era non solo garantire la democrazia a venire, ma anche evitare nuovi caudilli, nuovi accentratori con velleità autocratiche. Indebolirla adesso – mentre le democrazie sono in crisi e il mondo pullula di Trump, Putin, Le Pen ed Erdogan – sarebbe stata una grande sciocchezza. Abbiamo evitato di farla.
… La Costituzione ha vinto, come titolava l’Unità nel 2006, dopo un tentativo altrettanto maldestro e sciocco di indebolirla. E ha vinto solo la Costituzione, non Grillo, Salvini, D’Alema, Landini etc. Nessuno dei quali può pensare di rappresentare i quasi venti milioni di elettori che hanno voluto mantenere intatto l’impianto costituzionale con tutte le sue solide garanzie. è notevole come non abbia funzionato (nemmeno in Italia) la strategia dell paura. Intendo dire: i mercati nervosi, lo spread, l’euro, la Troika, le cavallette. Niente, non hanno funzionato. Qualcosa vorrà dire. A me viene in mente la disoccupata dello Yorkshire interrogata sulla Brexit: «Ho votato Leave perché mi hanno detto che se vince il Remain il mio conto in banca è al sicuro, ma io non ho alcun conto in banca». Oppure viene in mente una signora che alla frase «i mercati sono nervosi per il referendum», su Facebook ha risposto: «ma i mercati non sanno quanto sono nervosa io». Sto dicendo che la paura non fa più paura. Il che è un bene certo – non si vota sotto ricatto – eppure rivela un quadro sociale ancora più drammatico di quello che pensavamo. Un quadro in cui tanta gente non pensa più di avere davvero qualcosa da perdere, da rischiare. Molta più gente di quanto io stesso non pensassi. Credevo che agitare l’Apocalisse avrebbe fatto più effetto. Segno che troppi pezzi di società sfuggono anche a chi si sforza quotidianamente di non perderli di vista. Poi c’è stata anche in Renzi e nei suoi una componente caratteriale, comportamentale, e cognitivo di tipo bullistico e fortemente divisiva, che gli si è ritorta contro. C’è stata un’arroganza – dai #ciaone ai lanciafiamme, giù giù fino all’accozzaglia – che quando si è potere non ci si può permettere. E sottolineo “quando si è potere”, perché non mi si dica che dall’altra parte sono piovute frasi peggiori. Ma quando si è potere si hanno dei doveri in più e – se si dividono le persone con parole eccessive – si corrono dei rischi in più. Se sei premier sei anche il mio premier, non mi devi sbeffeggiare. Se sei premier sei anche il mio premier, non mi devi sventolare in faccia schede farlocche. Se sei premier sei anche il mio premier, non mi più dare della persona spregevole. Se sei premier sei anche il mio premier, non fai una campagna elettorale di pernacchie anti establishment. Se sei premier sei anche il mio premier e non ti circondi di De Luca e #ciaone. Ha ragione Renzi, in questo senso: c’è stato dell’odio. Sociale, economico, politico, tribale, comportamentale. Forse non bisognava attizzarlo, soffiarci sopra. Chiunque l’abbia acceso per primo: “l’establishment” con le sue scelte sociali sciagurate o i “populisti” con le loro parole reattive sguaiate. Spegnerlo non è “buonismo”: è la prima esigenza di oggi.

Con un distacco di 6 milioni di voti, il referendum ci dice che hanno votato NO anche molti piddini.
Con un distacco di 6 milioni di voti è improponibile da parte di Mattarella un Governo tecnico Renzi 2, che piacerebbe tanto a Napolitano e anche un Governo tecnico guidato da Padoan che è stato l’anima nera della rovina italiana come lo fu della rovina argentina. Padoan doveva partire per Bruxelles per portare all’eurogruppo il suo SI’ trionfante che avrebbe accontentato i poteri forti pronti a spartirsi un’Italia pivatizzata. Invece rinuncia al viaggio e la sua posizione traballa. Faranno di tutto per evitare nuove elezioni. Intanto resta sospesa quella legge di stabilità che contiene un miliardo di bonus e mancette. Che senso ha spartirle lo stesso ora che il piano autoritario di Renzi è fallito? E dovrà ancora restare a lungo quella cricca di renzioti che ha occupato la Rai e la stampa e che continuerà a filtrare l’informazione nel peggiore dei modi possibili?

Di Maio: “Il futuro del Paese lo decideranno gli elettori italiani.
Quello che occorre ora è l’umiltà. Renzi ha provato che l’arroganza non paga. Gli Italiani hanno la possibilità di cambiare in meglio questo Paese? Io credo di sì
.”
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De Magistris: “E’ stato respinto un tentativo molto pericoloso di concentrare tutto il potere in un uomo solo al comando.”
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SireInside
Grazie a tutti gli Italiani che si sono mobilitati per difendere la Costituzione e di aver continuato a garantire il diritto al voto di tutti!

Berlusconi l’ha presa in tasca. Ha tifato per il No solo per puro opportunismo, per indebolire Renzi e offrire poi il Patto del Nazareno 2 che avrebbe riportato FI al potere. Ora i giochi sono tutti da rifare. Bellissima la coalizione Renzi-Alfano-Verdini- Berlusconi! E magari, dopo un po’, anche Salvini. Italicum rifatto con le coalizioni contro natura e niente ballottaggio, tutto per far fuori il M5S. E ora ‘gli è tutto da rifare’! Mi dispiace, ‘poerini’!
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La democrazia ha vinto. Stravince il No col 60% contro il 40. Quasi 20 punti di vantaggio. La vittoria è schiacciante. Renzi si dimette. Ma che ci sia un 40 % di elettori che si votano da soli il taglio della sovranità e la riduzione dei diritti è raccapricciante! E dice da sola il grado di plagio o di collusione di parte del Paese.
Restano ora tutti i danni tremendi prodotti di Renzi: il fiscal compact, la sudditanza alla Merkel, la cancellazione dell’articolo 18, la pessima scuola, i due milioni di vaucher, i giovani senza futuro, il territorio a pezzi, le trivelle, la prescrizione facile, la difesa dei politici e dei colletti bianchi, lo sfacelo delle banche, le 15.000 imprese fallite solo quest’anno, gli esodati, il patto del Nazareno, il Pd trasformato in una succursale della finanza, la corruzione impunita, i regali all’Ilva, la connessione stretta con la P2, i tagli alla sanità, i tradimenti indecenti della stampa, la Rai lottizzata da un solo partito, il welfare tradito, il milione di italiani fuggiti all’estero, la Costituzione violata su comando della JP Morgan, il gigantesco debito pubblico, l’incorrotta evasione fiscale, la Tav in Valsusa e il Ponte di Messina, tre guerre in corso, il rincoglionimento di mezzo Paese…
Quanto ci vorrà perché questi danni terribili possano essere corretti?
Ricordiamoci ora che anche i Greci votarono No all’austerity, ma i potenti fecero in modo che la democrazia fosse calpestata e che la svendita del Paese a vantaggio della Germania e di altri Paesi proseguisse lo stesso.

La paura può farti prigioniero. La speranza può renderti libero“.
(dal film Le ali della libertà)

Viviana
Ieri ero disperata. Oggi resto preoccupata e ansiosa. La corsa terribile del Paese verso un Governo centrale e autoritario è stata momentaneamente fermata. Ma restano pericoli gravissimi. Il Paese diviso. Gli amici perduti. Le fratture nella stessa famiglia. La cattiveria alimentata in ogni modo possibile. Una campagna di menzogne e truffe e malvagità che molti hanno preso come oro colato. Un’Italia fatta a pezzi, in tutti i sensi, economico, sociale e morale. Non posso godere di tutto questo. Non posso godere nel vedere in quale stato di cecità morale e di suicidio politico è stato ridotto il Paese. Vinciamo ma intorno c’è un campo di battaglia disseminato di cadaveri. 40% di elettori sono ancora convinti che perdere la sovranità sia un bene da difendere e odiano chi la democrazia l’ha difesa. Restano i danni giganteschi fatti dai Governi precedenti (tutti, senza salvarne nessuno!). La degradazione della politica. La rovina del Paese. L’austerity che continua a infierire. L’Ue e le banche americane che vogliono la nostra rovina e non si arrenderanno facilmente. Un Presidente della Repubblica molto inquietante che non è stato eletto certo per difendere la democrazia. I nostri diritti fatti a pezzi e un welfare su cui tutti i poteri forti vogliono mettere le mani.
Faccio fatica ad avere speranza.
Eppure devo, per il bene di tutti.
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Straordinaria affluenza alle urne. Il No deciso e netto. Renzi dice: non credevo mi odiassero tanto. La lontananza di questo fasullo Parlamento dal Paese non poteva essere più marcata. Solo in Emilia-Romagna, Toscana e Trentino vincono i SI’.
.. e adesso lo vedremo la ‘vera casta’ come rosica.

Marcello Foa
Un risultato così netto era inimmaginabile e questa volta i sondaggi hanno sbagliato per eccesso di prudenza. Il NO non soltanto vince, trionfa con margini di distacco che, secondo gli exit poll, sono abissali.
Ed è estremamente significativo che la partecipazione alle urne sia stata molto alta. Questo è stato autenticamente, un voto popolare, che non lascia spazio ad interpretazioni e ad ambiguità.
Gli italiani hanno bocciato una riforma costituzionale che, se fosse stata approvata, avrebbe incrinato alcuni dei principi fondanti della democrazia e della Repubblica. E contestualmente hanno bocciato irrevocabilmente un premier, Matteo Renzi, che poco meno di tre anni fa si era presentato come uno straordinario innovatore ed era considerato da molti come l’unica vera speranza per l’Italia, che però con il trascorrere del tempo ha mostrato il suo vero volto, quello di un premier sbruffone, voltagabbana, convinto di poter ingannare e illudere tutti con la sua straordinaria ma illusoria parlantina. Un “bomba”, come lo chiamavano i suoi compagni di classe.
Per un po’ gli italiani gli hanno dato ascolto, persino fiducia ma quando le promesse, gli annunci roboanti sull’Italia che riparte, sulla disoccupazione che scende, sui “rosiconi” che perdono, non trovano riscontri nella vita di ogni giorno, quella fiducia si è trasformata dapprima in perplessità, poi in diffidenza e nei casi estremi in vero e proprio odio.
La prospettiva di dare a un premier di questa risma poteri che non hanno paragoni nelle democrazie occidentali è risultata intollerabile alla stragrande maggioranza degli elettori. E il fatto che Renzi si sia impegnato in prima persona con la foga di un gladiatore e facendo ampio ricorso a una propaganda che è risultata sovrastante e martellante rende ancor più cocente e significativa la sua sconfitta.
È un no alla riforma, è un no alla persona. Matteo Renzi, politicamente, è finito.
Gli italiani, invece, si associano al messaggio già formulato con forza dai britannici scegliendo la Brexit e dagli americani eleggendo Donald Trump. E non solo perché ancora una volta le intimidazioni e lo spin attraverso i media tradizionali è risultato inefficiente. Le vecchie regole della propaganda e della manipolazione per influenzare e intimidire i popoli, non sono più efficienti come un tempo.
Gli italiani hanno detto no all’establishment e alle élite transnazionali ed europee che hanno governato la globalizzazione, l’Europa e di fatto anche l’Italia, limitandone la sovranità e la possibilità di cambiare.
Gli italiani, come gli americani e come i britannici, vogliono un vero cambiamento, vogliono tornare padroni del proprio destino. Questa sì è una rivoluzione.

Renzi è bruciato. Speriamo solo che sparisca dalla politica e con lui personaggi infami come Boschi, Alfano, Verdini, Delrio,Esposito, Carrai,Scalfari,Lotti, D’Anna, De Luca, Poletti…e tutta quella marmaglia che voleva svendere il nostro Paese alle multinazionali e alla finanza o che scriveva sui giornali per plagiare le teste degli italiani e spingerli alla loro rovina!
Se queste fossero state elezioni politiche, il Pd con tutto il suo carrozzone di venduti e traditori avrebbe perduto e dovrebbe fare i bagagli.
Ma il gioco è ancora nelle mani di un Parlamento anomalo, creato in base a una legge elettorale incostituzionale e maledetta, un Parlamentgo che non rappresenta più nessun elettorato ma dove, grazie a uno smisurato e illegale premio di maggioranza, continuerà a far danno la stessa casta di prima, la stessa che ha eletto Mattarella non certo per difendere la democrazia e la Costituzione ma per avere un servo fedele ai suoi comandi.
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E ora i veri gufi sono tutti lì a gufare: “Attenti che ora arriverà la botta dai mercati! Gli investitori se ne andranno! Lo spread salirà! Ci sarà il caos! Arriveranno le cavallette!”
Ma come? Belgio e Spagna sono stati lunghi periodi (14 mesi e un anno) senza Governo, il Pil è salito, il debito è sceso e tutto è migliorato! Non lo hanno ancora capito che a mandare a picco gli Stati sono certi politici?

BEPPE GRILLO
Evviva! Ha vinto la democrazia. La risposta degli italiani come affluenza alle urne e come indicazione è stata netta. La propaganda di regime e tutte le sue menzogne sono i primi sconfitti di questo referendum. I tempi sono cambiati. La sovranità appartiene al popolo, da oggi si inizia ad applicare veramente la nostra Costituzione.
I primi vincitori sono i cittadini che hanno alzato la testa e sono andati a votare in massa fregandosene delle TV e dei giornali per bocciare la riforma costituzionale e chi l’ha proposta senza nessun mandato popolare.
Questo voto ha due conseguenze rilevanti.
1) Addio Renzi
2) Gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto. La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c’è già: l’Italicum. Abbiamo sempre criticato questa legge, ma questi partiti farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l’insediamento di un governo tecnico alla Monti. Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile. I partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe e arrivare a settembre 2017 per prendere la pensione d’oro. Non glielo permetteremo e l’unica soluzione è quella che proponiamo. Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia.
Il MoVimento 5 Stelle ha fatto la sua parte. Siamo andati in tutta Italia a fare informazione per mesi, nessuno di noi si è risparmiato. Ringraziamo tutti i portavoce e tutti gli attivisti che hanno reso possibile il treno tour senza spendere milioni di euro. Grazie a tutte le persone che ci hanno ospitato e che ci hanno rifocillato lungo il percorso.
Dalla prossima settimana inizieremo a votare online il programma di governo e in seguito la squadra di governo.
Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche.
Una lezione per tutti: non si può mentire per sempre al popolo senza subire conseguenze.

7 italiani su 10 hanno voluto votare e 6 su 10 hanno detto No alla riforma costituzionale.
Renzi si dimette subito, dignitosamente. L’unico atto dignitoso di questi 1014 giorni di distruzione della democrazia.
Ora Mattarella dovrebbe portarci alle elezioni entro un anno, e sentirà il Parlamento che è, lo ripetiamo un Parlamento illegittimo, che doveva fare solo una nuova legge elettorale e fare da ponte a nuove elezioni, senza compiere atti gravi come la riforma di mezza Costituzione, e dove, ed è la cosa peggiore la maggioranza nasce dall’enorme premio elettorale dato al Pd, che era, lo ripetiamo arrivato secondo in Italia alle elezioni politiche. Ricordiamo ancora la Grecia dove il popolo democratico aveva vinto ma Tsipras non se ne è andato e il popolo democratico è stato ignorato e distrutto.
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Giovanni Russo
Il NO in Campania è stato un sonoro pernacchio a de Luca e compagnia varia ed avariata. W la Campania: ha fatto rimanere la frittura di pesce sullo stomaco al de Luca
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Ivan
Renzi ha dimostrato di essere un idiota oppure una marionetta.
Se non faceva niente restava al governo (come Andreotti).
Ma purtroppo come “marionetta” doveva cercare di cambiare la Costituzione.
Glielo ha chiesto il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg, club Bilderberg o clan Aisna Masne).
Non poteva rifiutare.
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Viviana
Interrotte le trattative con cui Renzi e Caliendo stavano per svendere i beni pubblici italiani e il suo welfare alle multinazionali, come ha fatto Tsipras in Grecia.

Gian Carlo Fusco
E’ un grande giorno per la nostra amata Italia
Il popolo si è finalmente risvegliato dal torpore che lo sovrastava e ha sancito tre cose:
– che la nostra Costituzione non potrà mai essere violentata da degli incapaci, pregiudicati e forse pure piduisti
– che Renzi se ne deve andare a casa, ha fatto fin troppi danni con la sua incapacità ed arroganza
– che è la fine del matrimonio contro natura tra centrodestra e centrosinistra, voluto dal peggior presidente della Repubblica Napolitano.
Spero ora che le forze sane del Paese, M5S in testa, prendano in mano la situazione e ci portino al più presto al voto, perché questa è la democrazia, altre strade, tipo proseguire la legislatura, secondo me sarebbero forzature semplicemente antidemocratiche.

Eliom
E adesso non abbassiamo la guardia.
Quei poteri che hanno insediato e mosso Renzi ed i suoi accoliti, torneranno all’attacco.
Cercheranno ancora di minare la nostra libertà a la nostra democrazia, poiché vogliono privatizzare tutto ciò che è privatizzabile (scuola, sanità, spiagge demaniali, mari), ridurre ulteriormente il costo del lavoro, eliminare diritti.
Ma ora sappiamo di poter contare su milioni di italiani che non si vendono per un tozzo di pane, innamorati della Costituzione, che ora, grazie a Renzi, conoscono molto meglio di prima.
Grazie Renzi, perché hai fatto crescere la consapevolezza nel Paese!
Quando si dice l’eterogenesi dei fini…
Questa sarà la nostra Resistenza, combattuta con le uniche armi della consapevolezza e dell’intelligenza
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Frange Lunatiche
Fatemi dire che si chiude (spero definitivamente) una delle pagine peggiori e più volgari della politica italiana.
Per due anni e mezzo ci siamo dovuti subire la boria e la prepotenza di questi presunti rottamatori, che hanno infestato e avvelenato il confronto democratico, con il loro pressapochismo, con il loro vuoto siderale di idee, con tutta la superficialità e l’incapacità che li ha contraddistinti.
Non rimpiangeremo Maria Elena Boschi, non rimpiangeremo un premierino non eletto da nessuno, non rimpiangeremo la variopinta combriccola dei bocconiani e dei leopoldini, il piccolo manipolo di camiciole bianche esperti del nulla.
Tutti questi personaggetti che sono l’espressione peggiore del paese, ci hanno fatto perdere almeno tre anni, fra leggi pasticciate e “riforme” scritte con i piedi, quando il paese affondava e la situazione socio-economica degli italiani degenerava sempre di più.
A non rivederci.
Quella di ieri sera è stata la sconfitta di Renzi, ma è stata anche e soprattutto la grande sconfitta del PD.
Un partito, che nelle sue varianti montiane, bersaniane, lettiane e renziane, governa ininterrottamente il paese da 5 anni.
Un partito che ci ha portato a sempre nuovi e incredibili record di debito pubblico, alla disoccupazione permanente del 40% dei giovani, al PIL dello zero virgola.
Un partito che nel corso degli anni ha saputo solo assorbire teorie socio-economiche liberiste e tardo-reganiane, e che ha finito con il diventare la patria dei bocconiani e dei twittaroli del nulla.
Un partito, che nel pieno solco della “cultura” dei Democrats occidentali, è per natura delegittimante, squalificante nei confronti di qualsiasi altra idea o espressione politica.
Per cui non si butti la croce addosso al solo Renzi, perché lui è solo l’ultima e perfetta sintesi di una involuzione iniziata anni e anni fa.
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Viviana
.. quando uno è de coccio…
Ha vinto in modo schiacciante il No alle riforme e Schauble insiste: “Bisogna che nasca al più presto un governo in Italia e ‘si prosegua’ con le riforme…!”
Shauble è il capo dei poteri forti europei.
E per fortuna che se vinceva il No, viceva la Casta! (ultima fesseria di Renzi)
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Frange Lunatiche
Fatemi dire che si chiude (spero definitivamente) una delle pagine peggiori e più volgari della politica italiana.
Per due anni e mezzo ci siamo dovuti subire la boria e la prepotenza di questi presunti rottamatori, che hanno infestato e avvelenato il confronto democratico, con il loro pressapochismo, con il loro vuoto siderale di idee, con tutta la superficialità e l’incapacità che li ha contraddistinti.
Non rimpiangeremo Maria Elena Boschi, non rimpiangeremo un premierino non eletto da nessuno, non rimpiangeremo la variopinta combriccola dei bocconiani e dei leopoldini, il piccolo manipolo di camiciole bianche esperti del nulla.
Tutti questi personaggetti che sono l’espressione peggiore del paese, ci hanno fatto perdere almeno tre anni, fra leggi pasticciate e “riforme” scritte con i piedi, quando il paese affondava e la situazione socio-economica degli italiani degenerava sempre di più.
A non rivederci.
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….e ora riuscirà la Consulta a darci il suo giudizio di costituzionalità sull’Italicum che è peggio del Porcellum?

La Storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa” (K. Marx)

Il paradosso è che i maggiori alfieri del Sì possono essere danneggiati dalla vittoria del Sì, e i maggiori alfieri del No possono essere danneggiati dalla vittoria del No.” (Gilioli)
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” La Costituzione è ciò che ci siamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo ubriachi.” (Jon Elster)
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Viviana
In Grecia hanno forse tenuto conto del No del referendum popolare contro la Troika? No certo, e subito dopo è cominciata la svendita dei beni pubblici (acqua, luce, gas, porti, aeroporti…) alle multinazionali.
In Italia avverrà lo stesso. Svenderanno il nostro stato sociale (sanità, scuole, ferrovie..) e i nostri beni nazionali alle multinazionali. Che vinca il SI’ o il No, Renzi è già ai tavoli per firmare la svendita dell’Italia alle multinazionali. Altro che diventare leader in Europa!!
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Renzi e Caliendo stavano già contrattando la svendita dell’Italia alle multinazionali
Cambiata la Costituzione, accentrato tutto il potere nelle mani del Governo e neutralizzata l’opposizione, svendere l’Italia per due soldi sarebbe stato un gioco da ragazzi, come è stato fatto con la Grecia che perso porti, aeroporti, gas, acqua, luce…
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Andrea
“Ma per svendere meglio gli serviva la modifica del titolo 5°della costituzione per “poter espropriare comuni e regioni delle loro proprietà” come ben ha detto un viceministro in visita all’estero intervistato da un giornalista ovviamente non italiano.”

Viviana
Questo referendum su questa maledetta riforma ha spaccato il Paese, ha spaccato i partiti, ha diviso le famiglie, ha messo gli amici uno contro l’altro.
Io ho perso quella che credevo un’amica (e per fortuna che è una che lotta a favore degli emarginati!). Come le ho mandato le ragioni del No (ho fatto il sunto degli argomenti di Paragone da La gabbia), prima mi ha detto di non averci capito niente e che avrebbe votato ‘comunque SI’’, poi, quando ho aggiunto che, allora, se pensava di non capire niente di politica e di economia, mi scusavo e non l’avrei disturbata più con questi argomenti, mi ha dato di arrogante e supponente (?) ordinandomi di non scriverle più. Ora mi guarda come una nemica. Ma ch’aggio a fa’? Per qualcuno, ormai, anche parlare di democrazia è diventata un’offesa. Il referendum ha risvegliato il peggio che c’è in noi.

Con tutti i problemi gravissimi che abbiamo e che Renzi non ci pensava nemmeno a risolvere perché non aveva uno straccio di idea su cosa fare o non lo voleva fare, il Paese è rimasto fermo per 7 mesi su questo referendum inutile e distruttivo, che distruggeva due diritti elettorali e minava gravemente la sovranità popolare, trasformando il Parlamento in un bivacco di manipoli. Spero solo che per Renzi e per il Pd tutto e i suoi sporchi alleati questo referendum sia un autogoal formidabile che li stermini tutti perché non meritano altro!

Scrive un renziota: Qui si tratta di inventarsi le notizie,le cosiddette bufale e di diffonderle con mezzi massicci in tutte le sedi utili. ei blog,sui social,con una azione coordinata e razionale. na rete a strascico sempre stesa, sempre operativa per prendere gli incazzati,le menti deboli,gli sprovveduti”
E’ ovvio che sta parlando di Renzi 🙂
La sua ultima bufala è aver mostrato un facsimile di scheda elettorale per votare direttamente i senatori quando,se passasse il SI’,la legge costituzionale li dice nominati dai consigli regionali! Insomma Renzi non ha ancora confermato la riforma e già presenta una legge elettorale incostituzionale secondo la sua stessa riforma?
Non parliamo poi del Renzi che prima dice che il suo è il ‘Partito della Nazione’,poi quando gli fanno notare che era il nome del partito di Mussolini,dice che è Grillo che vuol fare il ‘Partito della Nazione’!
Ma la bufala più grottesca è quella con cui dice che chi vota No “difende la CASTA!”
Fa davvero piegare in due dal ridere
Ma come? Lui regala miliardi alle banche truffaldine,depenalizza i reati dei compari parlamentari,prende i più delinquenti come soci di Governo,dice che l’italiano modello è Marchionne,fa il Patto del Nazareno n° 1 e contratta per fare il Nazareno n° 2,mira a privatizzare ogni bene dello Stato e a distruggere il welfare per svendere tutto alle multinazionali,distrugge due diritti elettorali e conserva i listini bloccati e il gigantesco premio di maggioranza per mantenere i soliti noti al potere,si fa dettare la riforma costituzionale dalla JP Morgan,distrugge i diritti del lavoro, trasforma i lavoratori italiani da salariati a vaucherizzati, regala un miliardo alle lobbye, ubbidisce come un cagnolino alla Merkel, distrugge la scuola pubblica mentre regala alle scuole private,spende 21 milioni al giorno in armi,toglie 50 milioni ai bambini malati di tumore di Taranto per regalarne 60 ai giocatori di golf,difende le prescrizioni facili… e poi la Casta saremmo noi???????!!!
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La legge elettorale proposta dai 5stelle è : Proporzionale e senza alcun premio di maggioranza. Rappresentativa dei cittadini, quindi con preferenze e circoscrizioni medio piccole.
“Il meccanismo del premio subordinando l’elezione del Parlamento a quella del Governo produce un risultato antidemocratico e autoritario; la governabilità ottenuta col premio è una governabilità totalmente artificiale e quindi, paradossalmente, “instabile” e precaria perché si fonda sull’illusione che investendo del potere una sola persona tutti i problemi siano sol per questo risolti. Mentre la governabilità costruita dal basso produce decisioni stabili, la governabilità imposta dall’alto produce decisioni immediate ma precarie, poiché le leggi sono il frutto di decisioni solitarie di Governi appoggiati da un Parlamento privo di forza di rappresentanza reale”.
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In questa battaglia per la democrazia è fuor di dubbio che Il fatto Quotidiano ha combattuto in prima linea e spesso è stato solo a fare denunce e rivelazioni. In Tv Travaglio ha difeso le posizioni quasi sempre da solo contro 2 o 3 avversari (coordinatore compreso). Il FQ ha lottato contro tutti i media, tutte le tv, tutti i politici, le banche, la finanza, i poteri neri dell’Ue, le banche d’affari americane… Ha vinto perché era in sintonia con la maggioranza di questo Paese e perché la sua battaglia era giusta. Due cose non capisco:
-perché IFQ accoglie nella sua redazione uno come Santoro che pur essendo stato preso a pesci in faccia dal Pd continua a sostenerlo? Che odia il M5S. E che ha votato SI? al referendum?
-e perché con una missione così importante per la democrazia, IFQ vieta di leggere sul web i suoi articoli a chi non paga un costoso abbonamento? Non è stato lo stesso motivo che portò al fallimento il Manifesto?

C’è chi mira solo al proprio potere personale.
C’è chi lotta per una maggiore democrazia.
Inutile continuare a dire che con l’Italicum, i partiti singoli e il ballottaggio, il M5S ci guadagnerebbe.
Lo dovrebbero aver capito tutti che se qualcuno vuol guadagnare, nel M5S nemmeno ci entra.
La legge elettorale proposta dai 5stelle è : Proporzionale e senza alcun premio di maggioranza. Rappresentativa dei cittadini, quindi con preferenze e circoscrizioni medio piccole.
“Il meccanismo del premio subordinando l’elezione del Parlamento a quella del Governo produce un risultato antidemocratico e autoritario; la governabilità ottenuta col premio è una governabilità totalmente artificiale e quindi, paradossalmente, “instabile” e precaria perché si fonda sull’illusione che investendo del potere una sola persona tutti i problemi siano sol per questo risolti. Mentre la governabilità costruita dal basso produce decisioni stabili, la governabilità imposta dall’alto produce decisioni immediate ma precarie, poiché le leggi sono il frutto di decisioni solitarie di Governi appoggiati da un Parlamento privo di forza di rappresentanza reale”.
Al momento la Costituzione l’abbiamo salvata da ulteriori peggioramenti.
Ora si tratta di rimetterci quei diritti e quelle tutele che pessimi governi bypartisan hanno distrutto, di realizzare tutto quello che in 70 anni non è stato realizzato e di allargare la democrazia, non di restringerla.
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PAOLO FARINELLA
Referendum: torna a casa, Renzi, senza rimpianti! Fin dai primi exit poll, confermati dall’avanzare delle schede scrutinate, è stato chiaro, oltre ogni ragionevole dubbio, che Renzi esce dal referendum con le ossa rotte e la sig.na Maria Elena-Etruria piange sconsolata e solitaria. Quando si tocca il popolo nella Costituzione bisogna che i predatori, i lanzichenecchi ci pensino non una o dieci volte, ma mille e milioni di volte. Ho visto ai seggi persone anziane col bastone, camminare con difficoltà, in una giornata fredda e ghiacciata che potevano starsene al caldo in casa, invece sono usciti per andare alla guerra. Vedevo dagli sguardi e dalle parole che andavano in guerra, armati del solo scudo della Costituzione. La loro arma era la scheda elettorale, la stessa che Renzi stava per scippargli.
Il popolo sovrano si è opposto con una maggioranza schiacciante. Il No era la coscienza del popolo, mentre il Sì era solo una trappola e tutti l’hanno capito, nonostante le bugie, i trucchi, le malversazioni, i soldi pubblici, anche quelli del No, spesi per la campagna del Sì, le truffe del voto all’estero sul quale contava la Boschi che, vergognandosi di stare in Italia, a causa del babbo etrusco, si è fatta un giro per il mondo a spese nostre. Nonostante i circa 8 milioni spesi per le lettere agli italiani, scopiazzando Berlusconi, Renzi e la sua combriccola ora si leccano le ustionati sul 60% del corpo.
L’arroganza, la prosopopea, la saccenteria, la superiorità ostentata, senza possederla, la voglia di strafare e il narcisismo patologico hanno spianato come un tappeto il signorino che voleva somigliare a un ducetto. Nella vita come in politica, può riuscire una volta, al massimo due, ma alla terza arriva il conto e arriva salato. L’umiliazione del sindacato, la distruzione del partito ex democratico, l’irrisione della magistratura, l’insolenza contro gli operai, la corte a finanzieri e a Marchionne e non avere tolto l’Imu ai ricchi e ricchissimi, la tragedia della scuola, i terremotati dimenticati, la legge sul licenziamento facilitato, obbrobriosamente chiamato «Jobs Act», i trucchi per sperperare denaro pubblico promettendo, in vista del referendum, anche l’immortalità e la guarigione dal cancro e infine, hanno svelato un presidente del Consiglio e un governo senza popolo e lontano da esso, agli antipodi. Il popolo è paziente, è buono, spesso è bue, ma quando il toro si sveglia perché non ne può più di vedere i figli a spasso, i nipoti senza futuro e quelli che possono scappano all’estero, la mazzata è colossale, muta, ma centrata. Berlusconi si beccò in faccia da un bonaccione il Duomo di Milano in miniatura, Renxit questa notte si becca San Pietro di Roma, il Duomo di Firenze, quello di Genova, di Bologna, di Modena, di Palermo, la Mole di Torino, l’Expo di Milano, tutti in un solo colpo centrato da mirino di precisione.
Chi si è impegnato in questa impari lotta lo sapeva e personalmente non ho mai avuto dubbi sull’esito perché non si trattava di una leggina qualsiasi, ma di una manovra destabilizzante, lo stravolgimento dell’ordine democratico con mezzucci tipici da ominicchi e donnicciole senza spirito e senz’anima, assetati solo di stare sulla scena leopoldina a d essere applauditi. Avremo modo di riflettere, la democrazia è sana e si difende da chi la vuole indebolire, la Carta, pur ammaccata, è resistente, di sana e robusta costituzione e non permette che mani impure e ignoranti possano intaccare uno scritto limpido che aspetta solo di essere letto e attuato.
Renzi ha personalizzato così tanto la campagna che non gli resta altro da fare: andarsene. Lo ha fatto a modo suo nella conferenza stampa, volendosi distingue e di fatto accusando gli italiani di non averlo capito. Il lungo elenco delle cose fatte che sono le stesse per cui la gente l’ha bocciato, lui le ripete le consegna come medaglie al valore. Ancora una volta la lezione non gli è bastata, perché questo voto è contro di lui, giudicato dal popolo sovrano estraneo alla democrazia italiana. Conoscendolo, adesso se ne va non in esilio come sarebbe giusto ma per preparare la riscossa.

Viviana
Io vivo a Bologna e posso confermare che qua la maggior parte della popolazione è anziana e completamente rincoglionita, perché bisogna proprio essere completamente rincoglioniti per votare per autoridursi la sovranità popolare e i diritti elettorali e aiutare l’uomo solo al potere.

Renzi lascia una situazione devastante:
•un paese comunque spaccato malamente;
•un partito che ha deluso tutti;
•una credibilità nel governo devastata;
•istituzioni infiltrate da delinquenti;
•una legge elettorale da rifare;
•una legge di bilancio da approvare;
•una crescita economica inesistente;
•la fine della fiducia dei cittadini nello stato;
•2200 miliardi di debito pubblico;
•un territorio devastato dal degrado e dall’incuria;
•una generazione senza futuro.
•1 milione e 400.000 politici pasturati dallo Stato che non sanno fare niente
•190 miliardi di evasione fiscale;
•migliaia di processi a corrotti bloccati dalla prescrizione:
•migliaia di imprese distrutte.
•l’impegno militare in tre guerre;
•un sistema mediatico privo di indipendenza e libertà.

Una situazione tremenda in cui tutto è da rifare.
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Pensa che migliore figura avrebbe fatto Prodi se non fosse andato a dire che votava SI’!! Ha voluto procurarsi un posto a tavola, lo ha tradito un eccesso di avidità.

VOLEVA TUTTO, HA PERSO TUTTO
PADELLARO

Il No venuto dal popolo italiano, forte e chiaro, che ha sbaragliato il tentativo di Matteo Renzi di rottamare la Costituzione della Repubblica ricorda un’altra vittoria del No, quella contro il referendum democristiano del 1974 sull’abrogazione del divorzio che il vecchio Pietro Nenni commentò con parole divenute famose: hanno voluto contarsi, hanno perso. La stessa illusione che ha perduto domenica 4 dicembre 2016 l’ambizioso politico fiorentino, che tra le sue qualità non ha quella della prudenza visto che come un giocatore d’azzardo al tavolo da poker da tre anni a questa parte non ha fatto altro che raddoppiare la posta: dalle primarie del Pd all’occupazione del Nazareno alla conquista di palazzo Chigi. Poteva accontentarsi di guidare il Paese (anche se con l’imbarazzante soccorso degli Alfano e dei Verdini) fino alla scadenza della legislatura del 2018. Ma una perniciosa bulimia del potere, alimentata dal 40 per cento delle Europee del 2014 gli ha suggerito l’idea di accaparrarsi l’intero piatto.
Attraverso il famoso combinato disposto costituito dal dominio sulla Camera (grazie al superpremio di maggioranza previsto dall’Italicum) e dalla trasformazione del Senato in un dopolavoro di nominati (grazie alla riforma Boschi). Gli è andata male, anzi malissimo. Prima la progressiva crescita nei sondaggi dei Cinquestelle gli ha consigliato di smontare l’Italicum per non ritrovarsi Beppe Grillo seduto al suo posto a palazzo Chigi. Poi, questa notte Renzi è stato sommerso da un plebiscito: non quello che sperava ma di segno diametralmente opposto. Gli italiani sono corsi a votare in massa come nessuno aveva previsto avendo compreso l’enormità della posta in gioco. Così Renzi, che cercava da questo voto la legittimazione mai ricevuta in elezioni politiche, ha ricevuto la più pesante delegittimazione. Ha voluto la conta e ha perso tutto. Ha travolto nella sconfitta, oltre al suo presente e forse al suo futuro politico, anche il governo e con il governo la stabilità tante volte invocata come bene supremo della nazione. Le sue dimissioni – inevitabili – aprono ufficialmente anche la resa dei conti nel Partito Democratico dove coloro, e non sono pochi, che in questi anni si sono sentiti ingiustamente emarginati e maltrattati non vedono l’ora della rivincita.
Renzi paga anche responsabilità non sue ma che ha colpevolmente subito. Non dimentichiamo che la riforma della Costituzione e il suo stravolgimento fu pretesa da Napolitano in quel blitz che in pochi giorni portò alla inopinata giubilazione di Enrico Letta e al conferimento dell’incarico al sindaco di Firenze. Renzi si è imbarcato nell’avventura che lo ha portato al naufragio referendario su mandato imperativo dell’ex Capo dello Stato. Da cui, non dimentichiamo, si fece anche pesantemente correggere la lista dei ministri, a cominciare da quel Nicola Gratteri, magistrato tra i più autorevoli nella lolla alla mafia, entrato al Quirinale come ministro della Giustizia e poi sostituito in gran fretta da Andrea Orlando. Fu da quel momento che la sua immagine di giovane iconoclasta dei soliti riti della vecchia politica cominciò a snaturarsi. Su molti altri errori dovrà riflettere Renzi …. Primo: la Costituzione è patrimonio del popolo italiano non certo di un certo politico inceppato da opportunisti e voltagabbana. Secondo: riformare la Casta si può se necessario, ma l’aver trasformato 47 articoli determinanti per il funzionamento delle istituzioni in un pasticcio incomprensibile è stato da irresponsabili. Un allarme lanciato dai più illustri costituzionalisti, non solo non ascoltati ma definiti dal nuovo che avanzava come professoroni, gufi e rosiconi. Terzo: l’incredibile esposizione mediatica del premier la cui faccia spuntava a ogni ora da ogni schermo televisivo non solo non ha pagato ma ha finito per provocare una reazione di rigetto che certamente ha contribuito ad accrescere la dimensione della sconfitta. Quarto: con l’arroganza, la presunzione, il disprezzo per chi non la pensa come te, con espedienti vergognosi a partire dall’uso delle malattie come propaganda elettorale non si fa molta strada. E alla fine si va a sbattere.
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HA RIVINTO LA REPUBBLICA
Marco Travaglio

Nel nuovo referendum Monarchia- Repubblica, 70 anni dopo quello del 1946, ha rivinto la Repubblica. E con un distacco abissale, plebiscitario. Dopo una campagna elettorale che ci ha visti in prima linea in difesa della Costituzione (speriamo per l’ultima volta), è difficile silenziare le voci di dentro: le emozioni, le tensioni, le paure, i ricordi lontani e recenti.
Il primo è il giorno della nostra nascita, sette anni fa, quando con un pugno di colleghi fondammo il Fatto per dire ciò che gli altri non possono o non vogliono dire. E Antonio Padellaro illustrò nell’editoriale la nostra linea politica: la Costituzione. Che nel 2009 era minacciata da un uomo solo al comando, Silvio Berlusconi. Mai avremmo immaginato che nel 2016 quella scena horror si sarebbe ripetuta a opera di un altro aspirante caudillo, stavolta di sinistra (si fa per dire): Matteo Renzi, con dietro Giorgio Napolitano e i soliti poteri forti e marci, italiani e non.
E non potevamo neppure immaginare che stavolta ci saremmo ritrovati soli a difendere la Costituzione, per il tradimento di buona parte del mondo intellettuale, culturale e artistico. Il secondo ricordo è di fine marzo 2014, quando ci accorgemmo con un giorno di ritardo che il sito di Libertà e Giustizia aveva pubblicato un drammatico appello firmato da Zagrebelsky, Rodotà, Carlassare, Settis e altri contro la “svolta autoritaria” delle due “riforme” appena partorite da Renzi & B. in pieno Patto del Nazareno: l’Italicum e la Costituzione Boschi-Verdini. Riuscimmo comunque a pubblicarlo in esclusiva, perché nessun altro quotidiano (a parte il manifesto) gli aveva dedicato neppure un trafiletto. Ci guardammo intorno e non vedemmo nessuno: “I matti siamo noi o tutti gli altri?”.
Se si fosse votato allora, sarebbe finita col Sì al 99% e il No all’1. Poi Grillo e Casaleggio sottoscrissero l’appello, condiviso anche da Sel. La sinistra del Pd balbettava, per poi ridursi al silenzio o saltare sul carro del vincitore di lì a due mesi, quando Renzi trionfò alle Europee. Se da allora il fronte del No è cresciuto e si è moltiplicato da zero fino al 59% lo si deve, più che al voltafaccia di bottega di B. e alla scombiccherata campagna leghista, all’impegno di comitati, partigiani, magistrati, Fiom e Cgil, ma anche dei 5Stelle, presenti in ogni piazza e strada con un impegno che – comunque la si pensi – resterà il loro fiore all’occhiello.
Il Fatto è sempre stato, ogni giorno, il punto di riferimento del No. Mai per motivi partitici o personali, sempre e soltanto sul merito della controriforma, in nome dei nostri principi e ideali. Anche quando Renzi trasformò il referendum in Referenzum, cioè in una folle ordalia pro o contro la sua insignificante persona. L’abbiamo fatto nella certezza di uscire sconfitti da una battaglia persa in partenza, per poter guardare in faccia in serena coscienza noi stessi, i nostri figli e i nostri lettori. Ci siamo inventati di tutto (inserti speciali, convegni, libri, una tournèe teatrale) per bucare il muro della censura e contrastare a mani nude, senza un soldo,la spaventosa potenza di fuoco del premier, che ha violato tutte le regole, anche quelle della decenza; speso chissà quanti milioni per la campagna elettorale; usato voli ed elicotteri di Stato, buttato o promesso miliardi pubblici per comprare voti con la legge di stabilità e i rinnovi contrattuali last minute; occupato ogni angolo della Rai, tenuto in scacco Mediaset; mobilitato prefetture, ambasciate, ministri, sindaci, governatori, Poste, Confindustria, Confquesto e Confquello; seminato terrori e ricatti con allarmi infondati, complice la consueta legione straniera; usato persino il dolore dei malati di cancro; raccontato balle spaziali fin sulla scheda elettorale. Il tutto nella certezza (poi confermata) che nessun arbitro l’avrebbe fermato, sanzionato, sbugiardato. Intanto, tutt’intorno, le più occhiute vestali della legalità, della democrazia e della libera informazione attivissime nell’era Berlusconi si squagliavano come neve al sole dinanzi ai volgari abusi del satrapuccio di Rignano. Figuriamoci quanti voti in meno avrebbe avuto il Sì se le regole fossero state rispettate.
Ma oggi Renzi va anche ringraziato per alcuni meriti conquistati sul campo, ovviamente a sua insaputa, spaccando in due l’Italia – famiglie, amici, partiti, associazioni – proprio sulla Carta che ci aveva uniti per 68 anni.
1) Ci ha regalato mesi avvincenti e indimenticabili, trascorsi in giro per l’Italia a informare la gente, a discutere di principi e valori, a riscoprire e riamare una Costituzione (quella vera) che davamo ormai per scontata e invece va sempre innaffiata e alimentata col nutrimento della passione civile. Le ultime settimane le abbiamo trascorse a cercare ospiti per la Woostock del No, collezionando una serie impressionante di dinieghi, distinguo, silenzi, imbarazzi, tremiti e fughe da Guinness, anche da personaggi insospettabili: il che rende ancor più preziosa la presenza degli artisti che gratuitamente erano con noi venerdì sera al teatro Italia.
2) Ha costretto tanti democratici a targhe alterne a gettare la maschera, aiutandoci a separare il grano dal loglio: chi combatteva Craxi e B. per difendere i principi costituzionali e la democrazia liberale, e chi lo faceva per difendere il partito o la panza. Tant’è che si è prontamente sdraiato su una controriforma scritta coi piedi da una Boschi e da un Verdini.
3) Ha trascinato alle urne 32 milioni di italiani per sancire, speriamo definitivamente, che la nostra bellissima Carta non è un problema, ma una risorsa dell’Italia. Che non va stravolta, semmai aggiornata. E solo con riforme condivise, migliorative, scritte in italiano, limitate ai pochi articoli, ma soprattutto democratiche. Perchè gli italiani non vogliono (più) un padrone.
4) Ha seppellito, speriamo definitivamente, quell’”informazione” di regime che ieri sera esibiva le sue migliori facce sepolcrali nei talk show e, tanto per cambiare, non aveva capito nulla del Paese che dovrebbe interpretare e raccontare, invece non sa più neppure dove stia sulla carta geografica.
Quell’”informazione” di penne alla bava che deridevano i giornalisti americani, incapaci di prevedere la vittoria di Trump (peraltro meno votato della Clinton), e in casa propria non notavano neppure la rabbia montante di milioni di persone.
La Costituzione, grazie a una provvidenza laica che si serve anche di alleati insospettabili e persino impresentabili, si è salvata un’altra volta. E ha salvato tutti noi. Anche chi voleva rottamarla.
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Pensa Prodi che bella figura faceva se stava zitto!
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La frase di oggi è:

“Credo che la serenità sia accettare che ci sono persone che non ti vorranno mai, che ci sono cose che non potrai mai fare, che ci sono parole che non ti saranno mai perdonate, che ci sono amici che fuggiranno via per sempre, che la solitudine è ineluttabile come la malattia e la morte, ma che l’impossibile esiste e tu ne fai parte.”
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http://masadaweb.org

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6 commenti »

  1. Anche io temevo il peggio ma …ce l’abbiamo fatta …anche se ora ci sono da aspettarsi inciuci da Mattarella.
    Grazie x le tue mail …anche se a volte ti ripeti e sono lunghe.
    Voto 5stelle da quando ci sono ma temo che senza un lavoro personale x cambiare se stessi non vedremo niente di veramente nuovo e …le mie difficoltà a cambiare-evolvere non sono confortanti ma la storia ci insegna che non sono servite, nel lungo periodo, le rivoluzioni armate perciò …continuo a lavorare su me cercando di non perdere di vista il resto del pianeta.
    Un abbraccio
    Bernardo

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 5, 2016 @ 1:46 pm | Rispondi

  2. Ciao Viviana, sono comunque contento perché anch’io non ci speravo. Ho scarsissima fiducia nell’Italia di oggi ma questo mi dona un po’ di speranza.
    Un grosso saluto
    Emanuele

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 5, 2016 @ 2:53 pm | Rispondi

  3. Ciao Viviana, ieri sono stata tanto in ansia, temevo che la macchina della propaganda renziana avrebbe sopraffatto la nostra volontà di salvare a tutti i costi la Costituzione. Sono stata in contatto tutto il giorno con una mia cara amica via internet. E nonostante fossimo sulla stessa lunghezza d’onda riuscivamo anche a litigare, a rimproverarci a vicenda. Poi ci siamo date appuntamento in serata per concederci una bocca d’aria, per ossigenarci le menti. Al ritorno messaggi incrociati, vecchie conoscenze che mi hanno contattata, scambi di opinioni anche con i fautori del SÌ, messaggi pessimisti che inseguivano quelli ottimisti, messaggi ironici., di rabbia, di vendetta….. devo dire che è stato bellissimo. L’ansia si è allentata man mano che emergevano i primi risultati. Ripensando ad ieri penso che da molto tempo gli italiani non si appassionavano alle vicende del nostro paese. Renzi ha compiuto un vero miracolo!

    Commento di claudia — dicembre 5, 2016 @ 5:40 pm | Rispondi

  4. Gli italiani hanno votato giusto!

    cari saluti
    Mariapia

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 6, 2016 @ 8:09 am | Rispondi

  5. ho avuto l’onore di conoscere due delle persone che l’hanno scritta la costituzione, non potevo sopportare che questa banda di nani ci mettesse le loro manacce. non ho voluto partecipare a questo stanco rito del voto solo perchè sono convinta che torneranno alla carica, e il progetto che per ora hanno dovuto abbandonare proveranno a metterlo in pratica sotto altre forme.
    e poi, come hai detto bene tu, gran parte di quelli che hanno votato no l’hanno fatto per tutt’altri fini o per tutt’altre convinzioni. non volevo mischiarmi a questa schiera.
    non seguo più ormai i talk show in tv, mi danno il voltastomaco tutti quegli urli, quel sistema del cavolo per non far parlare gli avversari, le frasi fatte ripetute ormai da anni, è un teatrino che non mi appassiona più. ho come l’impressione di essere immersi in uno di quegli esperimenti che fanno con i topi, dove creano delle situazioni apposta per studiare le reazioni e i comportamenti. con la differenza che i topi non ne hanno consapevolezza, e io invece sì.
    è davvero una gran brutta sensazione.
    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 7, 2016 @ 5:58 am | Rispondi

  6. Attenti a Provolino e non consideriamolo vinto o già in uscita (come molti si illusero tra i doppi carpiati con avvitamento che hanno scandito i tuffi, i tanfi e le resurrezioni di sua Altezza Silvietto); anche perchè, riavvolgendo immagini e parole, Renzi ha ‘esibito’ la sua ultima sconfitta con la stessa teatralità di quando perse alle primarie con Bersani. Anticipò tutti, uscendo subito allo scoperto con solo un terzo di voti scrutinati (che certo già delinevano l’imminente ko ma che raramente un politico aveva pubblicamente ammesso così celermente). E fu la stessa mozione dei sentimenti di lunedì, ammettendo la caduta con la massima fierezza, imprevedibilmente senza ricorrere a una scusa o alle sue vaporose bolle blu; il tutto con un pathos (o teatralità, appunto, dipende dalle visuali) che rendevano la sua immagine di sconfitto più aggraziata, meno antipatica persino ai suoi antagonisti. E sembrava quasi che volesse uscire di scena, pur ripromettendosi a fil di voce che avrebbe tentato comunque di migliorare il partito. In realtà, usci dalla porta già sapendo di rientrare presto da qualche finestra o portone dorato: si premurò, quindi, solo di lasciare una immagine piacevole senza alibi o bili debordanti. Più o meno lo stesso comportamento, gli stessi tempi, la stessa lealtà ed umanità che ci ha proposto l’altro giorno (mai però pervenute neanche in un minuto dei suoi mille giorni al comando). Annunciando sì il suo trasloco da Palazzo Chigi, confermandolo con le sue dimissioni, ma già sapendo che deciderà poi Mattarella (incoronato per suo volere, persino tradendo gli accordi col compare piazzista del Nazareno). E Mattarella, ovviamente previe consultazioni con gli altri gruppi politici (quasi sempre formali e non determinanti), dovrà confermare il suo abbandono o richiedergli un nuovo ‘sacrificio’, un prolungamento con lo stesso governo attuale. Troppo sportivo per essere Renzi; quindi, attenzione…

    Commento di homofaber — dicembre 7, 2016 @ 11:54 pm | Rispondi


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