Nuovo Masada

novembre 28, 2016

MASADA n° 1810 28-11-2016 IL FASCISMO DEL DENARO

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MASADA n° 1810 28-11-2016 IL FASCISMO DEL DENARO
Blog di Viviana Vivarelli

Le truffe di Renzi – Renzi taglia, Renzi regala, Renzi tutto-io – I profittatori: Barbareschi, 3 fiction valgono bene un sì – Il NO di Fiorella Mannoia – E all’orizzonte non si vede l’Apocalisse della Brexit – De Luca e la sanità allegra in Campania – E’ morto Fidel Castro (dubbi sull’immortalità di Dio)- L’acqua finisce nelle mani delle multinazionali, lo ha deciso il Pd (e il referendum? Ma chi se ne frega!) – La clausola di supremazia (Renzi e il suprematismo) – La Costituzione la decidono i partiti – Di Battista contro Violante, l’ultima giravolta – Ullalà, il voto di scambio – Contrordine, compagni! L’Economist dice che bisogna votare no

Franco Marcoaldi:
«Abbiamo perso l’arte di dire ‘no’. No alla brutalità della politica, no alla follia delle ingiustizie economiche, no all’invasione della burocrazia nella nostra vita quotidiana. No all’idea che si possano accettare come normali le guerre, la fame, la schiavitù. C’è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci. Sono sgomento di fronte all’acquiescenza di tante persone per bene, trasformate in campioni di fatalismo. Che dichiarano apertamente il loro scetticismo in ordine all’inutilità della protesta, quasi che protestare fosse diventato imbarazzante. Ma le personalità più grandi del nostro tempo, i Nelson Mandela, i Vaclav Havel, non hanno mai provato questo tipo di imbarazzo. Purtroppo la famiglia e la scuola, per non parlare dell’intero sistema mediatico, inoculano sistematicamente tale virus. Ci predispongono al più totale conformismo. Per questo è fondamentale riabituarsi alla resistenza contro i falsi idoli del nostro tempo. A partire da quello principale: il denaro. Anzi, il fascismo del denaro».

Il mondo si divide, soprattutto, in indegni ed indignati e ognuno di voi sa da che parte vuole stare.”
Eduardo Galeano

Dovrebbero inquisire metà del mondo della finanza e metà dei manager dei gruppi bancari poi tutti quegli stronzi del Governo e sappiamo che ciò non succederà. Non ci sarà mai nessuna punizione per uomini come loro”.
(Citazione dal film Calvario)
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Harry Haller
C’hai raggione, ‘a Tera se sa, è piatta: de sotto ce vivono l’Inquilini, n’ popolo chiassoso che è stato relegato a sta’ de sotto appeso a testa n’ giù dar Popolo de ‘i Dritti, quelli che stanno, appunto, de sopra…..”
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Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia”.
Jodorowsky
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Chi vota SI’ a una cosa orribile e antidemocratica come questa e gigantesca riforma costituzionale che storpia mezza Costituzione e riduce la democrazia o è ignorante e non ha nemmeno capito cosa vota, o è stato plagiato da Renzi, o pensa di avere qualcosa da guadagnare.
Viviana
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If you don’t start somewhere, you’re gonna go nowhere
Se non si comincia da qualche parte, non si andrà da nessuna parte
Bob Marley
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Diego Fusaro
Populista è, nella neolingua, chiunque difenda interessi che non siano quelli dell’élite dominante finanziaria”.
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Liviana
La riforma toglie potere al popolo e lo consegna ai mercati finanziari

Chi svende il proprio Paese ai poteri forti della finanza e alle multinazionali perché sia saccheggiato e distrutto è un somaro o un rinnegato o un traditore e meriterebbe comunque la corte marziale.
VV
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Alessio Santi
Il Movimento è il cambiamento disposto a cambiare tutto, ad avere una visione diversa e relativa del futuro che ci aspetta, che si costruisce oggi, giorno dopo giorno, con il concorso di tutti …. I valori sono sempre quelli di duemila anni fa, quelli che hanno permesso la civiltà, di passare dalle caverne alle comunità di cittadini: onestà, trasparenza e solidarietà.

LE TRUFFE DI RENZI
VV

Una Costituzione deve essere fatta da tutti perché serve a tutti. Non da poteri forti per un saccheggio privato. Ricordiamo cosa hanno fatto alla Grecia. Lo stanno rifacendo con l’Italia.
Se pure la riforma vincesse, non se ne andrà un solo dipendente del CNEL, né delle Province né di Palazzo Madama e i costi resteranno invariati. Renzi ci sta truffando.
Annulla due diritti elettorali e cancella le autonomie regionali per mandare un uomo solo al potere e fregare i cittadini.
Intanto il CNEL (139 dipendenti) non costa un miliardo come dice il falsificatore Renzi, ma 21 milioni l’anno. E’ costato un miliardo in 60 anni. Quanto sono costati in 60 anni gli sprechi della Casta?
Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è un organo costituzionale competente su leggi economiche e sociali, può proporne e dare parere consultivo, ha rappresentanti delle categorie produttive e dei lavoratori. Il CNEL esiste in ogni Paese europeo ed è previsto nei trattati europei, per cui non può proprio sparire. Lo afferma il Presidente del CNEL stesso, Delio Napoleone. Anche se vincesse il SI’, non sarà chiuso né licenzierà nessuno. Resterà in ogni caso perché è stato creato in ubbidienza ai patti europei e ce l’hanno tutti i Paese europei.
Dal momento che tutti i dipendenti del CNEL passeranno ad altro ufficio, il risparmio è stato calcolato in soli 3 milioni.
Il CNEL cambierà solo nome, come Renzi ha fatto delle Province.
Le Province non sono state abolite ma si chiamano ‘città metropolitane’, ma mentre prima noi popolo eleggevamo il Presidente, oggi i capi sono nominati dai partiti. Allo stesso modo Equitalia non è sparita ma ora è sotto il nome di Agenzia delle entrate.
Il Senato non sparirà ma sarà ridotto a un caos indecifrabile di funzionamento che paralizzerà il Parlamento, giustificando ogni decreto dell’uomo solo al comando, mentre non si taglia un euro a Palazzo Madama che non perderà uno dei 904 dipendenti e costerà come prima (hanno anche la sedicesima).Invece i 315 Senatori aboliti saranno sostituiti da tanti funzionari che esamineranno le 20.000 direttive che ci arrivano ogni anno dall’Europa e su cui i nuovi Senatori dovranno legiferare.
Per i Consiglieri regionali ci sarà un aumento di costi perché la riforma prevede stipendi più alti per i consiglieri di Lazio, Lombardia, Campania, Piemonte ed Emilia Romagna. Il loro stipendio verrebbe addirittura ritoccato verso l’alto. Il consigliere regionale si vedrebbe aumentare l’indennità di circa 1.500 euro lordi che, aggiunti ai rimborsi forfettari, porterebbero la sua busta paga mensile a 7.800 euro netti. Circa 800 in più di quanto percepisce ora.
Risparmio delle finte abolizioni: quasi zero.
Perdita dei democrazia dei cittadini: incommensurabile!
La truffa di Renzi sta nel derubare i cittadini dei loro diritti raggirandoli col gioco delle tre carte.

RENZI TAGLIA, RENZI REGALA

Renzi taglia 50 milioni ai bambini malati per i gas delle acciaierie di Taranto
ma regala 60 milioni agli agenti di commercio di Enasarco
e regala 60 milioni alla società di golf
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Harry Haller
E’ n’ tipo sportivo, che ce potemo fa’……

I PROFITTATORI: BARBARESCHI

Barbareschi: deputato nel 2008 con B. Quando nel 2010 Fini si stacca da B, Barbareschi lo segue e diventa antiberlusconiano anche se si definisce socialista. L’anno dopo lascia Fini ed entra nel gruppo misto. Poi torna da B in cambio di 3 fiction fatte dalla sua casa di produzione (compravendita curata da Verdini). Fini lo chiama ‘pagliaccio’, lui gli tira una penna addosso. Barbareschi è stato uno dei deputati più assenteisti ma si lamenta di non poter vivere col solo stipendio da parlamentare (23.000 euro al mese).Le Iene gli fanno notare che in Parlamento ci sta poco, lui s’infuria e prende a mazzate gli inviati della trasmissione.
Nel 1996, in un programma tv, consiglia di non pagare la “tassa sull’Europa” imposta dal primo Governo Prodi. Viene licenziato.
Nel 2012 aggredisce il giornalista Filippo Roma, inviato de Le iene, aggredisce il Cameraman Marco Occhipinti distruggendogli la teleCamera e rubandogli lo smartphone. Non possono arrestarlo per l’immunità parlamentare. Il giornalista sporge denuncia per furto, ma Barbareschi distrugge il cellulare. Poco dopo a Filicudi, Barbareschi aggredisce di nuovo a calci e pugni Filippo Roma e colpisce il suo Cameraman. E un tale soggetto farebbe il testimonial a Renzi? Complimenti per la scelta!

IL NO DI FIORELLA MANNOIA

Io voto NO perché non sono all’altezza di capire 47 punti della Costituzione che vengono cambiati e non ho capito come.
Voto NO perché non mi bevo il fatto che si snellisce la votazione di una legge, quando le hanno votate in tre giorni quando gli ha fatto comodo.
Voto NO perché non mi convince questo nuovo Senato composto da sindaci e consiglieri comunali, visto che la metà dei comuni italiani sono in odore di corruzione e non mi va che a queste persone sia data l’immunità parlamentare.
Voto No perché i Senatori non saranno più votati da noi.
Voto NO perché non si capisce nel caso di disaccordo tra Camera e Senato chi ha la parola finale, chi decide.
Voto NO perché penso che sia un risparmio relativo, e che potremmo risparmiare molto di più se ritirassimo le truppe dall’Afghanistan visto che siamo lì da vent’anni e ci costa due milioni e seicento euro al giorno, circa 900 milioni all’anno.
Voto NO perché per contribuire al bilancio potremmo fare una vera legge anti corruzione. Voto NO perché potremmo cercare chi non paga le tasse e porta i capitali all’estero.
Voto NO perché non capisco che cosa ci sia dietro a tutto questo interesse per questo referendum tanto da scomodare banchieri e addirittura il Presidente degli Stati Uniti d’America e non mi fido.
Voto NO perché un referendum avrebbe avuto senso se ci avessero semplicemente chiesto: volete ridurre il numero dei Senatori? Allora sarebbe stato semplice rispondere SI senza scrivere una pappardella incomprensibile perfino a costituzionalisti piú preparati.
Voto NO perché il mio voto sarà l’eredità che lascio alle generazioni future e sono troppo ignorante per assumermi la responsabilità di cambiare la nostra Costituzione con queste premesse.
IO VOTO NO.
Fiorella Mannoia

Mariapia Caporuscio

Queste nullità sono sostenute da Jp.Morgan in primis, dalle altre banche mondiali e dalle multinazionali (gli inventori della globalizzazione per saccheggiare il pianeta) che ogni anno si radunano in segreto, per scegliere i soggetti adatti per strangolare la classe lavoratrice che per loro non deve avere diritti, anzi deve esserle inculcato dentro la testa, che viene al mondo esclusivamente per servire loro. Certo a questi predatori non serve gente intelligente ma dei vigliacchi capaci di tradire la loro nazione e massacrare i connazionali in cambio di fiumi di denaro. Così questi miserabili raccontano balle a reti unificate e la popolazione plagiata da queste balle, continua ad accordargli fiducia e sostenerli: “Nessuno è più schiavo di colui che si considera libero senza esserlo.” (Goethe) “L’economia mondiale è la più efficiente espressione del crimine organizzato. Gli organismi internazionali che controllano valute, mercati e credito praticano il terrorismo internazionale contro i paesi poveri e contro i poveri di tutti i paesi con tale gelida professionalità da far arrossire il più esperto dei bombaroli.” (Eduardo Galeano)

Video su youtube
La nuova Costituzione è sponsorizzata dalle banche (Nessuno)

L’APOCALISSE DELLA BREXIT NON SI VEDE

Contro le élite che minacciavano l’Apocalisse dalla Brexit, nessun dato negativo: in UK migliorano i conti pubblici, il deficit scende di 1,6 miliardi, i produttori sono più competitivi, aumentano le vendite.
La conclusione di Mody è da imparare a memoria contro i pro-euro:
“Il nesso tra un preciso settore finanziario e la sterlina forte serviva gli interessi di pochi eletti che vivono a Londra. (La sterlina era sopravvalutata ma la sterlina forte era un danno). I soli che perdono veramente per il deprezzamento della sterlina sono quelli che prendevano in prestito dollari a breve termine per investire in beni immobiliari a lungo termine. Questa élite continua a comandare la politica e le sue parole hanno eco nella stampa economica. In tutti questi anni, la sterlina forte ha danneggiato la creazione di posti di lavoro e gli investimenti economici. Pochi sono stata avvantaggiati, tutti gli altri sono stati danneggiati. Molti fattori hanno portato al voto sulla Brexit, ma non sbagliatevi ! Molti di quelli che protestavano erano stati lasciati fuori dalla tavola dove veniva divisa la torta economica. In sintesi: L’élite finanziaria trae vantaggio da una moneta forte. L’élite controlla i media e la politica. Ma la moneta forte danneggia i lavoratori e le imprese locali”.
Quando il popolo può votare l’élite se lo prende in saccoccia …
E SE LO FACESSIMO ANCHE NOI?

Otto e mezzo
Psichiatra Crepet: “Sono per il SI’ assolutamente, sono per qualsiasi cosa smuova questo stagno Italia. Può essere che la riforma non sia perfetta ma nessuna legge è perfetta. Camilleri mi sembra Cronos che mangia i figli, che non vuole uscire dallo stallo in cui è il Paese.
Bonsanti (già membro della Commissione antimafia, Presidente di Libertà e Giustizia, di csx, ha partecipato al processo di costruzione del Pd: “I miei motivi per il NO sono tanti, l’ultimo è che se penso quanti SI’ saranno raccolti con il clientelismo (penso agli imprenditori) in stile De Luca mi arrabbio molto. Trovo una vergogna assoluta che il Pd non cacci immediatamente un De Luca che chiede che la Bindi sia ammazzata.
Crepet: Ero bambino che già si chiedeva di cambiare il biCameralismo perfetto (ma dove?) ora per controbattere all’eliminazione del CNEL si tira fuori De Luca (ma che c’entra?). Fanno molto ridere gli strani accrocchi Salvini-Grillo (ma accrocchio cosa? e allora il patto del Nazareno 1 e il Patto, che stanno facendo, del Nazareno 1?). Io sono un ebreo che ha votato a sx tutta la vita e rivoterei Craxi (ma va!?).
Bonsanti: Se proprio parliamo di accozzaglia, più gente vota per una Costituzione e più opinioni diverse convergono, meglio è, perché la Costituzione deve servire a tutti.
Crepet: Io quando sento Renzi, sento per la prima volta uno che sa quello che dice e lo dice bene mentre gli altri sono pieni di rancore.
Bonsanti: Veramente Renzi ha spaccato il Paese e ha detto che il referendum era uno voto su di lui.
Crepet: D’Alema non è riuscito a cambiare questo Paese, e il Paese ha bisogno di una migliore giustizia (che c’entra? Forse che questo Governo realizza una maggiore giustizia? o forse che la realizza l’uomo solo al comando? C’è maggiore giustizia nelle dittature? E quando mai?).
Bonsanti: “Molti di noi si sono preoccupati per l’elezione di Trump ma non si può dare a questo Paese delle leggi che consentono a uno solo di fare quello che vuole, che dà a un uomo solo un potere assoluto rispetto a tutte le altre istituzioni che erano state previste.
Crepet: E’ l’idea che in politica si debba votare sempre Al lupo, al lupo, si deve votare sempre contro qualcuno e non per qualcosa (veramente il terrorismo lo fanno gli antibrexit, o lo hanno fatto i nemici di Trump, o, in Italia i nemici dei 5stelle! sono loro che urlano all’Apocalisse). E’ un atteggiamento molto infantile che non porta da nessuna parte. La nostra generazione deve dare un esempio, essere coraggiosi e saper cambiare. Non ci vuole nessun coraggio a stare seduti su una poltrona. Bisogna cambiare quello che abbiamo per avere qualcosa di meglio. E’ questo che i giovani vogliono (veramente sono proprio i giovani che votano 5stelle e votano NO). Il bravo marinaio non ha paura di navigare, ha paura della bonaccia.
Barbareschi: Lo abbiamo visto con Mussolini: appena uno ha autorevolezza c’è il problema del confronto. Nessuno vuol fare più il padre. Appena c’è una figura forte, deve morire subito.
Crepet: Ha a che vedere con l’invidia (ma non lo dicevano per B?). Chi vuole cambiare è sempre visto con sospetto. Si pensa: chissà cosa c’avrà dietro, c’avrà delle banche strane che comandano il mondo (lo dice con scherno e derisione). Ho sentito in questi giorni veramente delle favole. che neanche un bambino ci crederebbe. (ma dici?)
Barbareschi accusa la Bonsanti di aver paura dei grillini (?)
Bonsanti. La Costituzione del 48 è firmata da De Nicola, Terracini e De Gasperi. Erano dei debolucci che non volevano cambiare o che avevano creato qualcosa che non aveva senso, limitata a quel primo periodo della Repubblica? Chi è che ci mette la firma dopo che hanno cambiato 47 articoli?
Barbareschi: Sono morti. E’ passato un secolo, Non possiamo stare tutta la vita legata ai morti. Il mondo va avanti. E’ un Paese che fa dell’archeologia culturale. (beh la Costituzione americana ha 230 anni, anche quelli sono morti! Com’è che la difendono e non parlano di archeologia culturale?).
Bonsanti: Mi dispiace. Molti hanno dato la vita perché noi avessimo questa Costituzione.
Barbareschi: Non è vero, ci sono anche altri. Voi dite delle balle tremende come quando dite che l’ANPI è comunista. L’ANPI nasce dai bianchi.
Bonsanti: La Costituzione nasce da un periodo tremendo di macerie. La Costituzione ci ha permesso di crescere e di avere una serie di Governi, tanti ma era sempre la democrazia cristiana, che si cambiava tra di loro, e ci ha fatto crescere. Siamo cresciuti come nemmeno ce lo sogniamo adesso (eravamo la settima potenzia industriale del mondo e oggi siamo l’ultimo Paese d’Europa prima della Grecia). Perché dobbiamo passare da una cosa che ha funzionato (per 68 anni) quando la politica sapeva essere politica …
Crepet: Forse la Bonsanti non si ricorda bene ma proprio i Padri della Costituzione due anno dopo averla approvata in un famoso convegno di Assisi del 1951 in cui hanno detto che alcune cose dovevano essere immediatamente modificate come il famoso biCameralismo perfetto..
Bonsanti nega che ciò sia vero.
Ne ho conosciuti tanti, da Dossetti a La Pira a Pertini….
Barbareschi: Ma state ancora a pensare a questi modelli? Guardate la Francia.. in Italia sono anni che nessuno riesce a governare. Qui siamo un Paese a pezzi, non si riesce a far passare una legge, è una cosa terribile ( ma se abbiamo fatto 150 leggi! Più di ogni Paese al Mondo e se la riforma Fornero è passata in 19 giorni!)
Bonsanti: Oggi ci tocca rivedere certi personaggi che abbiamo giudicato in maniera frettolosa. Io credo molto alla cultura del pensiero. Non credo alla velocità. Velocemente possiamo andare anche verso uno strapiombo. Io penso che questa riforma è stata fatta male, in fretta, sbagliata, perché i membri delle commissioni non hanno nemmeno potuto dire no, perché quelli che erano contrari sono stati presi e fatti accomodare da un’altra parte.
Crepet: Mi fa sorridere la parola ‘fretta’ perché 60 anni mi sembra un tempo abbastanza adeguato (ma 60 anni che?)
Bonsanti: In questi anni cambiamenti alla Costituzione certo che sono stati fatti, alcuni anche sbagliati (vedi il pareggio di bilancio o l’abolizione dell’art. 18).
Crepet: Lei vorrebbe che una legge come quella del doppio cognome fosse approvata in 1200 giorni.
Bonsanti: Lei sa quanto ci hanno messo ad approvare la legge sul finanziamento dei partiti? Due giorni. Lei sa quanto ci hanno messo ad approvare la legge Fornero? 19 giorni (e a mettere in Costituzione il Fiscal Compact?) Quando la politica non è d’accordo di discute per trovare non un inciucio ma un compromesso che accomuni, non un’idea che divida questo popolo che non ha bisogno di essere diviso.
Crepet: Questa riforma ‘è’ un compromesso.
Barbareschi: In questo Paese appena c’è uno che si presenta come forte si urla al fascismo
Bonsanti: Io non voglio che nessuno mi tolga la possibilità di votare
Barbareschi: Ma cosa dice?????
Bonsanti: Beh questa riforma di diritti elettorali me ne toglie già 2 e l’Italicum mi toglie la possibilità di scelta….


Il nuovo articolo 70

DE LUCA E LA SANITA’ ALLEGRA IN CAMPANIA

Il malaffare della sanità in Campania è talmente grande che la Regione è stata commissariata. Il Ministro Lorenzin ha mandato sui sub commissari. Ma Renzi ha deciso di mettere proprio De Luca come nuovo commissario alla Sanità in Campania e di licenziare i sub commissari della Lorenzin per cui si pensa che presto licenzierà anche la Lorenzin.
Il Senatore Vincenzo D’Anna, del gruppo Ala, verdiniano amico di Cosentino affiliato alla camorra e condannato a 9 anni di carcere, lo ha detto chiaramente che De Luca ha messo sul piatto 30 milioni. C’era un emendamento che vietava ai Governatori delle Regioni di fare anche i commissari alla sanità, perché i controllori non possono fare anche i controllati. Ma Renzi ha cancellato questo emendamento permettendo a De Luca di essere anche il controllore della sanità campana. La Lorenzin era contraria, per cui salterà lei. Anche qui la motivazione è fare le cose più in fretta, saltando norme e divieti. D’Anna ha due laboratori di analisi, gestiti dalla famiglia, ed è anche Presidente di FederLab, l’associazione dei laboratori privati accreditati con il sistema sanitario nazionale. I 30 milioni sono fondi da reperire nel bilancio regionale per destinarli ai centri specialistici e laboratori privati. E la Lorenzin? D’Anna è esplicito: “La mandiamo via, ci mettiamo un tecnico molto valido. Abbiamo fatto un accordo con Angelucci (re della Sanità laziale, editore di Libero e parlamentare di Forza Italia, ndr) e Verdini, facciamo una riunione privata, se ne va. A dicembre smamma”.
Ecco in che mani siamo.
Tutto fatto velocemente. Per il bene dei cittadini, si intende.

E’ MORTO FIDEL CASTRO

L’acqua finisce in mano alle multinazionali, lo ha deciso il Pd (e il referendum? E chi se ne frega!)

La commissione Ambiente della Camera ha approvato, col parere favorevole del Governo, l’emendamento del Pd alla proposta di legge che, a 5 anni dal referendum sull’acqua pubblica, recepiva l’esito di quella consultazione: la proposta di modifica Pd prevede la soppressione dell’art. 6 del testo che definiva il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ne disponeva l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico. La norma vietava l’acquisizione di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato. M5S e Sx italiana hanno lasciato i lavori della commissione per protesta e ritirato le proprie firme dalla proposta di legge: “Hanno fatto carta straccia di un testo che era arrivato in Parlamento con 400mila firme nel 2007 e carta straccia del risultato referendario del 2011″, ha denunciato la deputata 5stellea Federica Daga protestando davanti a Montecitorio con altri componenti della Commissione e con i comitati per l’acqua pubblica. “Usciamo dalla commissione dopo la votazione della soppressione dell’art. 6, il cuore della legge, e dopo che sono state abrogate altre parti fondamentali del testo. Se la votassero da soli! Ritiriamo le firme”.Il capogruppo di Sx Italiana in Commissione, Filiberto Zaratti, ha ricordato che “il programma Italia bene comune con cui Sel e Pd si sono candidati alleati nel 2013 prevedeva che non si sarebbe tornati alla privatizzazione. Quanto accaduto in commissione è una vergogna: si torna indietro rispetto alla volontà di 26 milioni di italiani e agli impegni precisi presi davanti agli elettori. Facciamo un appello a tutti i deputati eletti con quel programma affinché tornino indietro e non votino il testo in aula”.”Questa legge – ha concluso Serena Pellegrino – non sarà più la nostra legge: l’avevano firmata 200 e più parlamentari. Da domani sarà solo del Pd”. (askanews)

LA CLAUSOLA DI SUPREMAZIA (vince sempre il Governo)

La “clausola di supremazia”, contenuta all’articolo 117, comma 4 della Costituzione che entrerà in vigore se vincerà il Sì, stabilisce che “su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale”. Questo taglia ogni autonomia delle Regioni. Avviene un vero e proprio furto di democrazia da parte del Governo che può privatizzare a suo piacere acqua, luce, gas e stato sociale, calpestando i diritti dei cittadini e i precedenti referendum. Ciò significa svendita dei beni dello Stato alle multinazionali e svendita dello stato sociale a totale arbitrio del Capo del Governo.

Eduardo D’Errico
Che la maggioranza degli italiani non voti sugli effetti costituzionali del referendum è purtroppo un dato di fatto, e Renzi lo sa bene. Come sa che anche il suo è una sorta di “Governo tecnico” mascherato, nel senso che continua, come Monti e Letta, a perseguire soluzioni “tecniche” sia nel senso indicato da J.P.Morgan di eliminare dalla Costituzione le parti relative al controllo democratico dell’esecutivo, sia in quello di emanare leggi che favoriscono il padronato e riducono al minimo le già scarse tutele e diritti dei lavoratori e il welfare dei cittadini. Credo che quest’ultimo aspetto sia abbastanza percepito anche dalla maggioranza subalterna, mentre l’operazione ai danni della Costituzione è meno riconosciuta, perché da molti anni le norme costituzionali di carattere sociale e a garanzia del parlamento come organo di democrazia vengono disattese ed ignorate e contraddette dai predecessori di Renzi, di destra o di centrosinistra che siano. Renzi, quindi, agita lo spauracchio del Governo tecnico sperando di risuscitare la paura del vampirismo dei Monti e Fornero . Ma quella ipotizzata da Renzi è solo UNA delle numerose possibilità che conseguirebbero alla vittoria del NO. Un’altra, secondo me più probabile, è quella di un nuovo esecutivo Renzi ( o di qualcuno dei suoi ) che abbia il compito di preparare al più presto nuove elezioni, modificando a tal fine la legge elettorale,
Secondo me l’ipotesi di tornare a votare al più presto sarebbe molto ben accetta alla maggioranza degli italiani.

Viviana
Sono d’accordo con Eduardo.
Sono certa che molti voteranno si’ perché il terrorismo neoliberista ha plagiato le loro coscienze demonizzando i 5stelle e paventando un cambio di Governo come l’Apocalisse, così come ha fatto del terrorismo paventando altre Apocalissi.
Ma che hanno i 5stelle che sia peggio di una riforma autoritaria fatta dalla P2, da Verdini, dalla JP Morgan e dagli interessi del capitale che sta distruggendo le nostre tutele democratiche e ci fa fare la fine della Grecia? Io davvero non lo capisco.

LA COSTITUZIONE LA DECIDONO I PARTITI
Bruno p

Il Paese Italia è bloccato dal momento in cui è stato nominato un Governo senza regolari elezioni. Questo Governo è tutto ma meno che democratico poiché per una legge elettorale dichiarata incostituzionale ci ritroviamo personaggi sconosciuti al popolo,imposti e non eletti da nessuno. E’ come se al posto del Governo ci fosse un commissario che per legge può solo eseguire l’ordinario figuriamoci cambiare le regole della Costituzione.
La prima cosa che questi governicchi stile Napolitano dovevano attuare era riscrivere le regole della legge elettorale con tutta la partecipazione del Parlamento,indire nuove elezioni e poi forse cambiare la Costituzione laddove fosse necessario.
In Italia si sta realizzando l’aberrazione della democrazia dove ormai i partiti rappresentano il Parlamento e non il popolo ed in questa situazione riscrivere la Costituzione è davvero un fendente alla democrazia.
Siamo andati troppo oltre,il NO alla modifica costituzionale è solo uno dei tanti argini che bisogna attuare ma il sistema democratico all’Italiana fa acqua da tutte le parti.
Qualcuno dei sapientoni al Governo si è davvero chiesto le ragioni per le quali il Paese è spaccato?
La “resistenza” diventa sempre più forte e organizzata e tutti la giustificano col populismo ma la storia ha data sempre ragione al popolo.
In Italia vige la partitocrazia,un sistema consolidato che si autotutela a danno del popolo. Altro che Costituzione in Italia bisogna riscrivere la DEMOCRAZIA.
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In 1/2 ora dalla Annunziata
Violante e Di Battista

http://www.raiplay.it/video/2016/11/In-12-h-del-27112016-3964f0f4-8c0d-413d-a271-54fa973342dc.html

Il Financial Times evoca l’apocalisse: “Se vince il No, 8 banche a rischio fallimento”. Terrorismo puro! Le banche italiane, anzi le banche europee, sono tutte sul punto di fallire, a causa della loro corruzione, dell’enorme peso dei derivati e delle sofferenze irrecuperabili. Dare la colpa di questo fallimento al No al referendum non è solo terrorismo, è delirio mentale da fobia per la democrazia!

Le 4 banche salvate (tra cui la Banca dell’Etruria del Padre della ministra Boschi) sono tutte banche del Pd, e ci aggiungiamo Monte dei Paschi di Siena. 4 che hanno avuto gestioni delinquenziali per anni: prestiti allegri a politici, imprenditori amici, amici degli amici e corruzioni varie. Chi è responsabile di tutto questo se non il Pd? E ora ci viene a dire che falliscono la colpa è di chi vota NO?? E ovviamente la colpa non è di Bankitalia che non ha vigilato?? E non è di Draghi che è stato Governatore di Bankitalia fino al 2011 e ha taciuto anche dopo?? E non di chi ha truffato i risparmiatori consigliandoli investimenti ‘sicuri’?? Sta’ a vedere che la colpa è dei 5stelle!! E non della premiata Ditta D’Alema, Veltroni, Bersani! 130mila famiglie sul lastrico dalla sera alla mattina per colpa di un dilettante come Padoan che ha recepito la direttiva europea sul bail in (garanzia interna) senza prima assicurarsi di mettere al sicuro le piccole banche che già da anni erano vicine al fallimento. Hanno combinato un disastro finanziario di tale portata che ci vorranno forse anni per risistemare le cose. Magistratura assente. Governo assente se non complice. Bankitalia assente. Renzi cadrà per le banche, perché i banchieri sono stati il motivo della sua ascesa ma anche quelli che lo tengono in pugno. MPS ha restituito solo 3 miliardi di euro dei 4,5 miliardi di euro che il governo Monti le prestò, il resto di 1,5 mld costituisce la quota con cui il tesoro entrò come azionista nella banca, insomma un’escamotage per non farle restituire i soldi. Ma, intanto, il MPS è di nuovo crollata in Borsa (deficit passato da 1,6 miliardi a più di 5 miliardi di euro) e, grazie alla nuova legge, il Tesoro non la può più salvare.

I PRONIVIRI
Marco Travaglio

Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite”. È l’articolo 2 comma 5 del Codice etico del Pd.
Provate a confrontarlo con queste nobilissime frasi, pronunciate il 15 novembre da Vincenzo De Luca, presidente Pd della Campania, davanti a 300 amministratori pubblici dello stesso partito, in una riunione a porte chiuse che Fabrizio d’Esposito ha spalancato sul Fatto: “Prendiamo Franco Alfieri, notoriamente clientelare (risate e applausi dalla platea, ndr). Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Che cosa bella. Ecco, l’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4 mila persone su 8 mila.
Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso (altre risate, ndr). Il 4 dicembre ci giochiamo l’Italia, se le cose vanno male l’esito sarà imprevedibile. A me interessa che manteniamo la Campania unita sugli interessi fondamentali. In questo momento abbiamo un’interlocuzione privilegiata con il governo. Poi vi piace Renzi non vi piace Renzi a me non me ne fotte un cazzo… Sono arrivati fiumi di soldi: 2,7 miliardi per il Patto per la Campania, altri 308 per Napoli, nonostante qualche squinternato (quel pericoloso incensurato di De Magistris, ndr)… Che dobbiamo chiedere di più?… Dobbiamo mobilitarci, andare tutti porta a porta, per venti giorni non dovete pensare ad altro (tipo governare, ndr) e contrastare tutti gli argomenti del No, queste puttanate che dicono sul Senato… La democrazia è il governo della minoranza più forte, l’idea che ogni cittadino deve avere la sua rappresentanza è un’imbecillità… Per la prima volta qui in Campania useremo i fondi europei anche per gli studi professionali… Ci sono 400 laboratori (della sanità privata con denaro pubblico, ndr), sono tanti voti… Lo so, sono stato demagogico con il piano del lavoro regionale (20 mila posti promessi, ndr) ma ho fatto come Berlusconi quando propose di togliere l’Imu alla prima casa”.
In campagna elettorale non bisogna fare i conti altrimenti regaliamo il Sud ai 5Stelle… Mettiamoci al lavoro e non perdiamo tempo col dibattito. Mandatemi fax con numeri realistici dei voti per il Sì. Fate il porta a porta e non pensate ad altro”. Standing ovation. Non uno dei 300 cosiddetti “amministratori” del partito che “ispira il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà” e “rifiuta una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite”, si alza per protestare, o prendere le distanze, o abbandonare al più presto quell’associazione per delinquere. Nessun proboviro Pd, ammesso che la specie non si sia estinta, dice un monosillabo. Anche del terzo o del quarto mondo, il De Luca di turno verrebbe espulso su due piedi dal partito, sfiduciato dai suoi consiglieri regionali, costretto alle dimissioni. Nel Pd, solo qualche battuta su “De Luca che imita Crozza che imita De Luca” (le risate). Qualche alzatina di spalle (“Vincenzo lo conosciamo, è fatto così, è un po’ folkloristico, scherza sempre…”). E nemmeno una parola su quell’Alfieri – sindaco di Agropoli e campione del clientelismo “come Cristo comanda” – che, ritenuto incandidabile dallo stesso Pd alle ultime elezioni per un processo per corruzione poi finito in prescrizione (cui s’è guardato bene dal rinunciare) e di nuovo indagato per abuso e peculato, è stato prontamente premiato da De Luca come “consigliere personale per la caccia, l’agricoltura e la pesca”. A strascico.
Ma fossero solo i silenzi. Il segretario del Pd, nonché presidente del Consiglio, noto innovatore e riformatore, erige al plurimputato De Luca un monumento equestre di impavido “combattente antimafia” e intrepido alfiere (anzi, Alfieri) della legalità. Poi sguinzaglia a Salerno il fido Lotti a duettare sul referendum con Piero De Luca, figlio di cotanto padre e dunque assessore al Bilancio per diritto ereditario, imputato per bancarotta fraudolenta e quindi presidente del Comitato del Sì campano per meriti penali. L’altroieri – racconta l’Huffington Post – arriva anche il sindaco al Plasmon di Firenze, Dario Nardella, per un tour nel Casertano alluvionato, già feudo di Nick Cosentino. Presenziano agli eleganti simposii il consigliere regionale Pd Stefano Graziano, indagato per voto di scambio (presunti favori al clan Zagaria); il verdiniano Vincenzo D’Anna, già cosentiniano e tuttora ras delle cliniche private; l’europarlamentare Pd Nicola Caputo, anche lui inquisito per voto di scambio dalla Procura antimafia di Napoli; e altri gentiluomini di campagna. Perché la Campania – dicono i renziani – è “la Florida del referendum”, decisiva come lo Stato Usa per la vittoria di Trump. Ecco: il 4 dicembre la sopravvivenza o la rovina della Costituzione nata dalla Resistenza e scritta dall’accozzaglia dei De Gasperi, Calamandrei, Dossetti, Croce, Terracini, Parri, Ruini, Nenni e Mortati, dipende dai voti compravenduti da queste e altre preclare figure.
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CURE ALTERNATIVE
Renzi ha detto che votare SI’ fa bene ai malati di epatite C
Io sto tra i diabetici. C’è qualcosa anche per noi?

PARE
Marco Travaglio

Oddio, l’Economist dice che bisogna votare No. Panico nelle redazioni. Che fare per sminuire la notizia che il noto settimanale indipendente britannico, già in prima linea contro B. che lo chiamava “Ecomunist” e paragonava il suo direttore Bill Emmott a Lenin, dice peste e corna della controriforma Boschi, più o meno con gli stessi argomenti del Fatto, e sostiene che non sarebbe poi una gran tragedia per l’umanità se Renzi andasse a casa? Ad aggravare la situazione ci sono alcuni fatti collaterali. 1) Il primo azionista della rivista è casa Agnelli, anche se i giornalisti sono blindati nella loro autonomia da uno statuto a prova di interferenza. 2) Gli Agnelli controllano pure due giornaloni spalmatissimi sul Sì: Stampa e Repubblica (e fino all’altroieri il Corriere). 3) Proprio l’altroieri Marchionne ha confermato, casomai fosse sfuggito, che sta con Renzi e dunque col Sì.
Equiparare l’Economist all’Accozzaglia o al populismo grillino o salviniano pare eccessivo. E allora, giù con la vaselina.
Repubblica titola restando seria che, sì, “l’Economist si schiera: ‘Meglio se vince il No’”, però “la redazione si divide”. “Da una parte la direttrice Zanny Minton Beddoes e alcuni giovani editorialisti”, pischelletti che non sanno come gira il mondo; “dall’altra il corrispondente dall’Italia, i responsabili dei servizi sull’Europa e altri analisti”, scettici sul “terzo endorsement sconfitto nelle urne” dopo quelli anti-Brexit e pro-Hillary. Dal che si deduce, nell’ordine, che: a) la linea politica non deve deciderla il direttore, ma un referendum permanente tra redattori e corrispondenti; b) un giornale autorevole non scrive ciò che pensa, ma salta sul carro del vincitore; c) al referendum vince certamente il Sì; d) siccome la redazione è divisa, l’editoriale dell’Economist vale meno. In ogni caso la cosa “non preoccupa Renzi”, perché i ventriloqui di Repubblica gli han sentito pronunciare frasi del tipo: “Poteri forti Ue per il governo tecnico” e “ci vogliono deboli” (il soggetto del verbo volere non è dato saperlo: chi ci vorrebbe deboli? Il direttore dell’Economist? E, nel caso, perché mai? O i marziani, i venusiani, la Spectre?).
È materiale incandescente, da maneggiare con cura, infatti il Pompiere della Sera lo affida alle sapienti manine di Massimo Franco, artificiere-capo di Via Solferino, munito di estintore. Sentite che meraviglia: “L’Economist sdrammatizza il risultato del referendum, sembra schierarsi per il No”. Ecco, sembra, ma non è affatto sicuro.
Afferrato il settimanale britannico con le pinzette, per non ustionarsi le dita, il Franco legge e rilegge il titolo “Perché l’Italia deve votare no a questo referendum” e si domanda pensoso: che vorrà mai dire l’espressione “no”? Un Sì problematico? Un Ni opinabile? Un No dubbioso? Certo che questi inglesi non vogliono proprio farsi capire. E adesso io che faccio, senza compromettermi troppo? E se poi, alla luce del loro no, io deduco che hanno detto no e quelli mi smentiscono? Pensa che ti ripensa, ore di angosciosi tormenti interiori, e poi eureka! Tutto spettinato, Franco trova la formula giusta: il no dell’Economist “sembra” un no, ma potrebbe essere tranquillamente un sì. Va’ a sapere. Comunque, sia chiaro che, posto che il no sia davvero un no, esso “non va sopravvalutato”. Certo, la parola no “sa di stroncatura”, almeno di primo acchito. Ma, se al sapore di stroncatura corrispondesse proprio una stroncatura, sarebbe comunque “singolare” che un giornale così autorevole si mettesse contro un governo qualsiasi: sono cose che non si fanno, che diamine. Sennò dove andremo a finire, signora mia.
Ma ecco La Stampa, in gramaglie per il tradimento dei cugini d’Oltremanica. Il titolo è quanto di meglio si possa fare per sputtanarli e santificare Renzi: “‘In Europa ci vogliono i tecnici’. Il premier si sente accerchiato”, povera stella. Accanto, un epico reportage di Carlo Bertini “nella war room del Sì in piazza Santi Apostoli 75” che “si potrebbe chiamare piazza delle vittorie dell’Ulivo”, quindi “la tana del giaguaro che tenta il sorpasso di corsa”. Più che un articolo, un ditirambo: “La Boschi è di casa” e ciò è già molto bello. “Renzi non ci ha ancora messo piede, ma la sua presenza qui, oltre a correre sul filo dell’etere, trasuda dai muri”. E tutti a immaginare quel filo dell’etere e soprattutto quei muri che trasudano di Renzi. Basta grattare un po’ l’intonaco, ed ecco l’inconfondibile profumo di Leopolda. Accosti l’orecchio a un mattone e ascolti l’eco carezzevole del “perno della narrazione del ‘ragazzo di provincia’”. Del resto, è “una war room molto all’americana”, brulicante di “giovani educati, ben vestiti, che parlano a voce bassa, niente piercing e dreadlock” per carità. “Non ci sono musi lunghi da sconfitta annunciata”, anzi “il mood è che ora tutti si vergognano di confessare che votano a favore del governo”, e queste sono soddisfazioni. Un certo Rudy Calvo “chiama alla pugna il costituzionalista Clementi”, mica cazzi. E “sul territorio tutti a battere sul door to door, in tasca il kit del volontario, penna Usb con materiale, spillette, bracciali e matite” il cui uso specifico viene di volta in volta suggerito dagli incolpevoli visitati e molestati a domicilio. E Simona Ercolani in Rondolino che fa? “Sfreccia da un lato all’altro”.
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RIDIAMARO :- )

MA MI FACCIA IL PIACERE
Marco Travaglio

Un sincero democratico. “Quel movimento (5Stelle, ndr) vuole soltanto conquistare il potere. Con il ballottaggio è possibile che lo ottenga. Questo è un risultato accettabile? E salutare per il paese? Per l’europeismo? Per la moneta europea? Ecco perché Renzi deve abolire il ballottaggio” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 18.9). Facciamo così: se il ballottaggio lo vince il Pd, tutto ok; se lo vincono i 5Stelle, si rivota.
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Pizza e fichi. “Non faccio la foglia di fico a nessuno: non sono fico e non faccio la foglia” (Matteo Renzi, segretario Pd e presidente del Consiglio, La Stampa, 18.9). E ora prova a tradurre il tutto in tedesco.
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Balle spaziali. “Referendum, spread in volo e stop crescita se vince il No. Ecco le stime di governo e Confindustria” (Il Messaggero, 15.9). Senza contare lo scioglimento dei ghiacciai e dell’Antartide, la deriva dei continenti e la fine del mondo.
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Sinceri democratici/1. “Ho paura che la democrazia si possa perdere se usata male” (Mario Monti, senatore Scelta civica, 26.6). Tipo facendo votare la gente.
Sinceri democratici/2. “Elettori disinformati producono disastri epocali” (Giorgio Gori, Pd, sindaco di Bergamo, 26.6). Riescono financo a eleggere Giorgio Gori sindaco di Bergamo.
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La parola alla Scienza/1. “Uomo e donna sono diversi” (dal manuale di vita sessuale per i giovani “Il luogo dell’incontro” a cura del Pontificio Consiglio per la Famiglia, la Repubblica, 25.8). Erano millenni che girava questo sospetto, ma ora che lo dice il Vaticano è quasi certezza.
La parola alla Scienza/2. “Anche ‘rimorchiare’ è un atteggiamento contrario all’amore autentico ‘perché codifica l’altro’… Anche ‘l’autoerotismo o la masturbazione non aiutano la persona a uscire da se stessa e ad andare verso l’altra’…” (ibidem). Le pippe no perché si è soli, il rimorchio no perché si è in due. Solo ammucchiate.
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Nietzsche diceva di sì alla vita. Non ditelo a Renzi, per favore. [Lourid]

Il sonno della ragione genera le ragioni del Sì. [Lourid]
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“Faccio cose, vedo gente, riformo la Costituzione …” [Lourid]
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Berlusconi compie 80 anni: più i 40 di Renzi fanno 120, è l’uomo più vecchio del mondo. [S.M.]
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(E’ morto Castro) La vera notizia sarà quando diranno che Mattarella è vivo. [Lourid]
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Se proprio non volete essere bianchi, al massimo siate arancioni. (D. Trump)
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E questo è niente: pensate a cosa accadrà quando l’Unità allegherà il “Piano di rinascita democratica” di Licio Gelli. [Lourid]
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http://masadaweb.orhIL nuovo areticolo 70

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