Nuovo Masada

novembre 26, 2016

MASADA n° 1809 26-11-2016- POPULISTI CONTRO CAPITALISTI

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MASADA n° 1809 26-11-2016- POPULISTI CONTRO CAPITALISTI
Blog di Viviana Vivarelli

Chi vota SI’ vota per il neoliberismo e per un capitalismo feroce e incontrollato – Chi è che vota SI’ e che vota No- Il CNEL – Perché si cambia il titolo V – I proletari contro i capitalisti di ieri sono diventati i populisti contro i capitalisti di oggi – La globalizzazione – Le ragioni del NO – Perché il Sì serve a Renzi per salvare Mps (e tutte le altre banche)- Il fasullo risparmio del Senato – Scontro Renzi-Landini- Renzi, stai sereno – Renzi al servizio dei mercati – La Consulta dichiara incostituzionale la Riforma Madia sulla Pubblica Amministrazione – Quanto costa il referendum – Le giravolte del cialtrone

Casadei
Ci sedemmo dalla parte dell’accozzaglia perché i posti dalla parte dei servi erano già tutti occupati.
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Viviana
Vorrei sentire un aroma di pace appena sfornata.
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Vivo in un Paese dove la democrazia si è talmente allontanata che la gente si chiede se una volta l’ha almeno sognata.

La lotta tra il SI’ e il NO vede da una parte i veri Italiani che vogliono salvare il proprio Paese da un accentramento autoritario di potere e dall’altra chi rinnega anche se stesso per lucro, sudditanza, plagio o ignoranza.

L’artrosi politica è la peggiore delle artrosi perché non paralizza solo il portatore ma la democrazia generale.
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Quelli che portano via la carne dalle tavole
insegnano ad accontentarsi
Coloro ai quali il dono è destinato
esigono spirito di sacrificio.
I ben pasciuti parlano agli affamati
dei grandi tempi che verranno.
Quelli che portano all’abisso la nazione
affermano che governare è troppo difficile
per l’uomo qualsiasi.

(Bertold Brecht)

Numeri
Renzi ritira 50 milioni per i bambini malati dell’Ilva.
Però spende 61 milioni di euro al giorno per le armi.
Renzi spende 160 milioni per un jet privato di super lusso.
Renzi abolisce un diritto elettorale per risparmiare 57 milioni per il Senato.
L’azzardo del Tesoro sui derivati ci è costato 68 miliardi e ancora ci costa più di 5 miliardi l’anno.
Metà degli Italiani inneggia a un gerarca che taglia i diritti elettorali, accentra tutti i poteri a Roma, elimina i diritti del lavoro, crea un Parlamento di nominati e vuole svendere le utilities (gas, luce, acqua…) a poche multinazionali rubando potere alle Regioni e riducendoci come la Grecia o l’Argentina.
E’ tutto un delirio.
Ma cosa parliamo a fare?
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IL CNEL costa ogni anno 21milioni. Renzi ha detto che la sua abolizione ci farà risparmiare un miliardo. Non si capisce da dove esca questa cifra, nemmeno mettendo insieme tutto quanto è stato speso per l’intera vita del CNEL che esiste da 49 anni.
Se qualcuno dice che si deve ridurre la democrazia degli italiani per risparmiare sul CNEL mente sapendo di mentire.
Renzi ha appena dato un miliardo in mance e mancette e ha regalato 60 milioni solo alla società del golf !!!! Ma di cosa stiamo parlando? Cosa abbiamo scritto in fronte? Scemi riuniti?
Le Province non sono mai state abolite e non lo saranno mai, cambieranno solo il nome, come Equitalia, ma resteranno come prima, anche se l’Ue ci ha chiesto di toglierle in quanto enti inutili. Solo che i Presidenti invece di essere eletti dai cittadini, saranno nominati dai partiti, come non si sa, del resto non si sa nemmeno come i Senatori saranno nominati dai partiti o che leggi ci saranno per l’opposizione. La riforma non lo dice.Si vota senza sapere nulla. Sorpresa!

LE RAGIONI DEL SI’

Scrive Renato: Non potrei mai votare No insieme a Berlusconi, SALVINI, Grillo ecc..ecc..
Meglio votare SI’ insieme a Napolitano, Macaluso, Veltroni, Cacciari ecc…
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L’obiezione è debole. Nessuno può essere sicuro che votando Sì o No non votino come lui persone che gli sono sgradite. Si vota per qualcosa, non per stare o non stare con qualcuno. Non si vota per una coalizione, si vota per una Costituzione.
Se il NO è sostenuto dalla Cgil, dalla Fiom, da Landini, dai maggiori costituzionalisti italiani, dall’ANPI, il SI’ è sostenuto da Marchionne, Confindustria, Alfano, Verdini, le banche europee, le banche d’affari americane, la Merkel, i grandi evasori, le multinazionali, la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta.
Quando fu fatta la Costituzione, nessuno pensò che veniva fatta da comunisti, democristiani, ex fascisti ecc. Lasciarono da parte le loro divisioni personali e pensarono solo di fare una cosa buona per l’Italia “tutti insieme”.
Quando piove non pensi che apre l’ombrello ‘anche’ un mafioso, ‘anche’ un criminale, ‘anche’ un pedofilo. Apri l’ombrello per non bagnarti. Punto.
E se sei malato e prendi un antibiotico, non lo rifiuti perché lo prende ‘anche’ Riina.
A parte che molti del Pd oggi votano No e che il Pd ha perso 2 milioni di voti per le sue politiche di estrema dx e non è più il 1° partito d’Italia, ma poi Berlusconi, Salvini, Grillo ecc non hanno mai fatto un patto insieme, non hanno gli stessi scopi e interessi, non faranno mai una coalizione insieme. Invece Berlusconi ha già proposto, nel caso di vittoria del No, una alleanza con Renzi, un Patto del Nazareno n° 2. E lo faranno! Dunque se voti Renzi voti anche Berlusconi, come oggi voti anche il padre di Renzi, la sua banca corrotta e la sua alleanza con la P2, voti Alfano, De Luca, il plurinquisito Verdini, Boschi, suo padre, la sua banca corrotta e la sua alleanza con la P2, voti Confindustria, Marchionne, le banche d’affari americane, la Merkel, le fallimentari banche francese e tedesca, gli imprenditori che delocalizzano il lavoro, le multinazionali della guerra e delle armi… ma soprattutto voti ‘un SISTEMA DI GOVERNO’, che è quello del NEOLIBERISMO, della finanza, delle banche, degli evasori, dei paradisi fiscali, dei paesi venduti e depredati come vittime di guerra, della privatizzazione, dei popoli privati dei loro diritti, del mercato feroce e disumano…
Durante il fascismo gli Italiani erano quasi tutti fascisti. Ci immaginiamo se dopo la fine della guerra, al momento di fare la Costituzione, i democristiani avessero detto: “Non facciamo nulla coi comunisti o con gli ex fascisti”?” O se questo fosse stato detto a Yalta dove pure c’erano Stalin e Roosevelt ?
Oggi non si deve guardare chi vota SI’ o No, non esistono insiemi o coalizione, ma ‘cosa’ si vota e lo si deve guardare per il bene futuro di tutti gli Italiani e per il futuro delle prossime generazioni non per le nostre antipatie presenti, andando oltre i presenti partiti e il presente Capo del Governo.
Con questa pessima riforma si vota per una forte diminuzione della democrazia, la scomparsa di due diritti elettorali, l’accentramento dei poteri nell’uomo solo al comando, un programma che era quello di Berlusconi, che era quello di Licio Gelli, che è quello dei poteri forti e che è contro di noi.
Lo sapete perché Renzi parla sempre di una diminuzione di costi (ridicola visto che sono 57 milioni l’anno mentre spende 61 milioni ‘al giorno’ in armi, con un aumento del 21%) e parla sempre di una diminuzione di politici (sapete che le Province non spariranno affatto e non perderanno un solo posto ma cambieranno solo nome? Sapete che il CNEL non sparirà affatto ma resteranno tutti i suoi dipendenti e dunque costerà 21 milioni l’anno come ora?).
La riforma è una truffa. I politici non diminuiranno, solo noi non voteremo più nulla, saremo espropriati dei nostri diritti democratici, con due terzi del Parlamento fatti da nominati, un Senato fatto da nominati, le Province dirette da nominati e dunque anche un Presidente della Repubblica, per forza di numeri, eletto da nominati e una Corte Costituzionale formata da nominati. In pratica muore la democrazia parlamentare e nasce una partitocrazia ristretta dominata dal Capo del partito maggiore che concentra su di sé ogni potere. Ma questa è dittatura!

IL TITOLO V
Sapete perché Renzi non parla mai del Titolo V? Perché il titolo V attacca il riconoscimento fatto dalla Costituzione ai poteri delle Regioni per decentrare il potere ed evitare proprio l’uomo solo al comando che preluderebbe a un’altra dittatura. Renzi ha la faccia di chiamare il nuovo Senato “Il Senato delle Autonomie”. La realtà è che di autonomia le Regioni, dopo, non ne avranno nessuna. E questo faciliterà la strada alle multinazionali e al potere finanziario che potranno fare a pezzi l’Italia (vedi le multinazionali del petrolio cosa hanno già fatto con le trivellazioni che hanno prodotto movimenti sismici) come hanno fatto con la Grecia che è stata depredata dei porti, degli aeroporti, del telefono, del gas, della luce elettrica…grazie al tradimento di Tsipras.
Il mondo è sempre stato diviso tra troppo ricchi e troppo poveri (150 anni fa si diceva ‘capitalisti e proletari’).
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LA GLOBALIZZAZIONE
La globalizzazione ha fatto molto comodo ai troppo ricchi rendendoli ancora più ricchi a scapito dei più poveri. C’è stata una globalizzazione del lavoro e della finanza per aumentare il capitale dei troppo ricchi i quali si sono arricchiti ulteriormente sulle spalle dei troppo poveri togliendo loro beni e diritti. Anzi, al tempo di Marx, si parlava ancora di ‘classe media’. Oggi la globalizzazione ha fatto fuori la classe media che si è enormemente impoverita e ha perso le sue tutele sociali e,ora, perderebbe anche ogni potere politico.
La globalizzazione ha messo l’economia nelle mani della finanza (banche, Borse, organismi finanziari come la Bce e il Fm o la Bm), e la finanza oggi comanda la politica. I Governi in occidente non fanno quello per cui i popoli li hanno eletti ma ubbidiscono agli ordini dell’alta Finanza e delle multinazionali.
In USA questo avviene da sempre e sono le grandi multinazionali delle armi o della chimica ecc. che mettono su i Presidenti scegliendoli sempre tra i più ricchi (in America un Lula operaio sindacalista non diventerebbe mai Presidente, il sistema è stato creato fin dal principio ‘per i più ricchi’).
Multinazionali come l’IBM, la Nestlé, la Coca Cola o la Locked Martin finanziano un candidato repubblicano con la stessa quota con cui finanziano un candidato democratico e lo fanno perché porti avanti lo stesso programma neoliberista che le favorirà.
Perché Obama è andato su con grande entusiasmo di tutti e dopo due mandati gli elettori della classe media e bassa gli hanno votato contro? Eppure Obama ha fatto un programma di investimenti di tipo keynesiano…e i dati economici ci dicono che grazie a lui l’America ha aumentato la sua ricchezza. Ma questa ricchezza è andata solo ai più ricchi mentre le disuguaglianze sono aumentate. La globalizzazione non produce nuovo benessere per tutti, produce solo aumento di ricchezza e di potere per pochi e un peggioramento totale per tutti gli altri. Così, mentre la ricchezza si concentra in sempre meno mani di una élite, il resto della popolazione vede aumentare solo le proprie sofferenze.
In USA democratici e repubblicani non sono una sx e una dx, sono la stessa cosa e fanno le stesse cose, perché il programma neoliberista retrostante è rimasto lo stesso. Contro questo neoliberismo che uccide le democrazia e affama i popoli gli elettori si stanno ribellando e la grande finanza trema e li taccia di “populismo”. Ma il populismo altro non è che la reazione di chi non ha le leve della ricchezza e del potere contro un sistema iniquo che si avvale di governanti traditori come Renzi per fare i suoi interessi elitari contro quelli di tutti.
Un fantasma si aggira per l’Europa, ieri lo chiamavano proletariato, oggi lo chiamano populismo, ma è sempre la ribellione degli esclusi che rivendicano i loro diritti.
In USA, chiunque andasse al Potere, Obama come Bush ha portato avanti sempre lo stesso neoliberismo, per cui le guerre sono continuate, la politica di repressione delle democrazie è continuata, le multinazionali hanno continuato a non pagare le tasse (vedi la Apple in Irlanda), i ricchi hanno continuato a portare capitali in nero impunemente nei paradisi fiscali, il costo della vita è aumentato, il welfare è peggiorato (l’Obamacare è stato un mezzo fallimento perché era troppo caro), i più ricchi si sono arricchiti ma i più poveri non sono stati meglio, perché salari e stipendi sono rimasti fissi mentre la delocalizzazione portava il lavoro all’estero, facendo chiudere le imprese americane e la spinta dei migranti contrapponeva ai lavoratori altri lavoratori pronti ad accettare paghe ancora più nere. L’America dei ricchi è diventata più ricca ma l’America dei poveri e della classe media è diventata più povera. Per questo si è ribellata e ha cambiato voto. Obama ha spinto per fare grossi trattati commerciali di liberalizzazione così da eliminare dazi, controlli e regole e anche l’Ue stava per firmare il TTIP (Renzi e Caliendo per primi!), grande trattato commerciale con gli USA con cui saltavano le 2400 regole europee sui prodotti a difesa del consumatore e dell’ambiente che finora hanno bloccato l’ingresso delle merci americane e l’Ue stava per firmare anche un trattato di liberalizzazione commerciale con la Cina con cui saremmo stati invasi da merci cinesi, prodotte a costi più bassi e in spregio a qualunque difesa dell’uomo e dell’ambiente, con totale fallimento delle piccole e medie imprese europee e aumento enorme della disoccupazione.
Con la globalizzazione il lavoro si sposta dalla nazione di partenza verso quei Paesi dove i salari e gli stipendi sono più bassi, il lavoro è meno tutelato, i lavoratori sono trattati come schiavi e il costo del loro lavoro è più basso e permette ricavi più alti mentre l’automazione ha anche diminuito l’apporto della mano d’opera. A questa situazione già inquietante gli enormi flussi migratori contro cui l’Occidente non sa assolutamente cosa fare ha dato il colpo di grazia.
Per questo, il lavoro dall’Occidente, grazie alla globalizzazione, si è spostato in Cina, in Asia, in Africa… Così il lavoro in Occidente ha cominciato a mancare e la disoccupazione ha cominciato a mordere, ancor più perché, sotto l’ordine dei poteri forti, le Nazioni occidentali hanno cominciato a tagliare i diritti del lavoro, le tutele del lavoro e lo stato sociale, finché le grandi banche hanno ordinato di tagliare anche le libertà democratiche e i diritti civili (la JP Morgan dice che la Costituzione italiana è ‘troppo socialista’ e ordina di cambiarla) e Capi di Stato traditori come Renzi hanno ubbidito.
La globalizzazione del mercato non ha portato alla globalizzazione dei diritti, ha globalizzato solo i capitali, creando una casta di privilegiati e una classe di lavoratori che deve concorrere con gli schiavi peggio trattati del mondo. Il nostro operaio è in concorrenza con l’operaio cinese o asiatico, per cui il suo standard viene costantemente abbassato, i diritti del lavoro tolti, il tempo indeterminato sparito, lo stipendio sostituito dai vaucher, la precarietà che diventa permanente e, malgrado questo, si crea un esercito di disoccupati penalizzando soprattutto le giovani generazioni che si ritrovano dequalificate senza un lavoro e senza una speranza per il futuro.
Questo è avvenuto in Italia ma è avvenuto in tutto l’Occidente e anche nei due Paesi dove il neoliberismo era stato applicato in modo maggiore: Stati uniti e Inghilterra. E la rivolta a questo sistema si è concretizzata con la Brexit e l’elezione di Trump che sono rivolte contro il neoliberismo. In Europa la situazione è ancora più grave perché i poteri forti (il grande capitalismo) ha penalizzato i popoli col debito e l’austerity che impone il fiscal compact (pareggio di bilancio) impedendo gli investimenti e costringendo i popoli alla stagnazione economica.
L’arma per ridurre in prigionia i Governi è il debito. Noi diamo ogni anno all’Ue 20 miliardi e ne riceviamo la metà, il resto va a sostenere le banche francesi e tedesche. Ma quando abbiamo bisogno di soldi, come per il recente terremoto, l’Ue ci dice di No. E’ inutile che i nostri conti producano un avanzo primario, il vincolo europeo ci costringe a una perdita continua e l’enorme debito che abbiamo, 2200 miliardi, ci costa ogni anno 60 miliardi di interessi che ingrassano le banche europee.
Dunque non possiamo aumentare il PIL perché non possiamo investire e non possiamo usare l’avanzo primario per quanto siamo primi in Europa per avanzo primario perché se lo mangiano gli interessi. Possiamo solo diventare più poveri, privatizzare e svendere quello che abbiamo per niente.
Tutto il sistema è fatto per impoverire l’Italia, creare un sistema di debito che la impoverirà sempre più, arricchire sempre più le banche malgrado la loro palese corruzione e costringere alla fine l’Italia a svendere quello che ha (porti, gas, luce, telefono ecc. = le cosiddette utilities) alle multinazionali per due soldi, come ha fatto la Grecia.
Nel 1980 il rapporto debito pubblico/Pil dell’Italia era appena al 54%. In 14 anni è raddoppiato, salendo fino a 117% nel 1994, oggi si spera di fermarlo al 131%. È da allora che il debito pubblico costituisce la nostra “palla al piede”, per la mole degli interessi da pagare.
Ecco perché l’attuale sistema dell’euro (debito, austerity, Bce e Fm) è uno strumento di guerra per impoverire le Nazioni e costringerle a svendersi tutto quello che hanno, compresi i diritti e le Costituzioni.

A CHE SERVE CAMBIARE IL TITOLO V DELLA COSTITUZIONE

Su questa strada di progressiva distruzione dell’economia e della politica dei popoli, la democrazia può essere un baluardo e ogni forma di decentramento democratico disturba i poteri forti, come disturbano massimamente tutti quei movimenti dal basso che chiedono maggiore democrazia (il M5S più di tutti che è diventato il nemico numero 1 della grande finanza con una campagna di demonizzazione che non ha precedenti).
Se le Regioni si oppongono a delle estrazioni petrolifere incontrollate che potrebbero provocare movimenti sismici come quelli del Lazio o delle Marche, occorre togliere il potere di veto alle Regioni. Togliere loro autonomia. La grande finanza non vuole ostacoli e la democrazia è un ostacolo. Per questo Renzi è stato messo su: per tagliare i diritti del lavoro e tagliare la democrazia.
A questo serve la modifica del Titolo V della Costituzione. Quello di cui Renzi non parla: a togliere alle Regioni le loro autonomie, quei poteri di difesa dei cittadini e di difesa del territorio con cui si possono opporre a comandi che vengono da Roma.
La modifica del Titolo V ha questo scopo. Togliere alle Regioni ogni potere e diritto e portare tutto a Roma così che le multinazionali non avranno fastidi e dovranno trattare con uno solo (l’uomo solo al comando) per fare i loro sporchi affari. A questo bieco progetto di assoggettamento della democrazia agli interessi del grande capitale la sx europea ha dato il suo consenso, “Tradimento” la chiama nel suo libro Rampini.
..
Se vince il No, non ci sono opzioni.
Hanno già deciso tutto.
Renzi non ha intenzione di dimettersi.
Se il No vince troppo, Mattarella farà un Governo Renzi bis, oppure si farà un Governo tecnico Padoan e continuerà la spoliazione neoliberista del nostro Paese.
Renzi cambierà l’Italicum e ammetterà le coalizioni. Berlusconi si è già offerto di entrare nel Governo con lui col Patto del Nazareno 2 e, se i voti non basteranno, Salvini sarà contento di aggiungerci i suoi.
Fine dell’Italia.
Alla faccia di ogni coerenza e di ogni principio democratico!
..
La riforma costituzionale è esattamente il programma della P2 di Licio Gelli.
Berlusconi ha tentato di realizzarlo fallendo.
Renzi ci riesce perché non ha più l’opposizione del Pd che si è sdraiato sul neoliberismo tradendo i suoi elettori.
Cosa può esserci di più fisiologico che Renzi e Berlusconi ora si mettano insieme, visto che hanno gli stessi intenti antidemocratici?

Elogio del dubbio

Sono coloro che non riflettono, a non dubitare mai.
Splendida è la loro digestione, infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi. Se occorre,
tanto peggio per i fatti. La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con l’orecchio della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri di navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.
Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata, vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto è: l’istruttoria continua.

Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!

Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta,
ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.

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Un tempo c’erano capitalisti e comunisti.
Oggi ci sono capitalisti e populisti.
Ma la depredazione non cambia.
Luca Lotti, braccio destro di Renzi e sottosegretario della Presidenza del Consiglio, si è coperto di ridicolo. Ha denunciato una blogger di facebook, tale Beatrice di Maio, che derideva Renzi, parlando scriteriatamente di algoritmi, di complotti grilleschi, di pacchianate. Certi giornalai come Iacoboni della Stampa hanno parlato di cyber propaganda e gli sono andati dietro ampliando ancor più i toni da fortezza assediata. Poi è uscito che era uno scherzo della moglie di Brunetta.
Immagino che, quando ci sarà il Patto del Nazareno 2, lo scapigliato Lotti andrà a ossequiare la moglie di Brunetta. Ormai l’indecenza di questi servetti del potere ha superato al ribasso qualsiasi limite.

Blog di Grillo
Beatrice Di Maio, che secondo la teoria complottista de La Stampa – ripresa da tutti i tg, anche RAI, e i giornali e sposata dal Pd – è l’account chiave della cyber propaganda pro M5S, non è né un ghost, né un fake, né un troll, né un algoritmo, né antani con lo scappellamento a destra. E’ lo pseudonimo dietro cui si cela Tommasa Giovannoni Ottaviani detta Titti, moglie di Renato Brunetta. Una figura del menga di queste proporzioni era difficile da immaginare. Hanno parlato di cyberfango, il Pd ha sprecato soldi pubblici con un’interrogazione parlando di “una macchina del fango automatizzata per colpire il PD” per chiedere se Di Battista o Di Maio ne fossero a conoscenza. Altri hanno parlato persino di “hacker russi filo M5S”. Le comiche! Oggi nessuno di loro twitta più. Tutti a parlare di fake news e di come la gente sui social sia stupida e creda a tutto. Ma vi siete visti? Vi siete bevuti la fake news della Stampa come i bambini che credono alla storia di Babbo Natale. Ci aspettiamo le scuse di tutti. Tutti. Questa campagna diffamatoria contro il MoVimento 5 Stelle deve finire una volta per tutte. L’articolo de La Stampa con scritto “La procura indaga” e foto di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, è l’emblema di una campagna che va avanti da mesi. Un appello a La Stampa che all’autore ha pure dato un premio per quell’articolo delirante e falso: basta far scrivere giornalisti mossi solo da risentimento e astio, che non fanno verifiche, che scrivono vere e proprie bufale spacciate per inchieste solo per screditare una forza politica. Il posto per queste persone è la cronaca delle partite dei pulcini, se proprio volete pagargli uno stipendio. Un altro appello va alla FNSI e all’Ordine nazionale dei Giornalisti: non è più sostenibile che un personaggio del genere utilizzi La Stampa (giornale autorevole fino a qualche anno fa) per denigrare quotidianamente la prima forza politica del Paese.
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LE RAGIONI DEL NO
Viviana Vivarelli

-Questo Governo doveva sopravvivere solo per riformare la legge elettorale e andare al voto, nasce da una legge incostituzionale e un Parlamento incostituzionale non è legittimato a cambiare quasi mezza Costituzione.

-Un cambio così radicale assolutamente non poteva essere fatto senza i due terzi del Parlamento, tanto più con un Parlamento falsato da un Porcellum incostituzionale.

-Non voto una riforma che taglia la democrazia, aumenta i poteri centrali e porta un uomo solo al comando.

-Non voto una riforma in cui i Padri Costituenti sono Verdini, Alfano, Renzi, Napolitano e la Boschi.

-Non voto una riforma dettata da una banca d’affari americana (la JP Morgan) per diminuire la democrazia in Italia e usare il nostro Paese per depredarlo di beni, diritti e stato sociale a favore delle multinazionali americane, come fossimo un Paese vinto in guerra.

-Non voto una riforma che realizza il piano massonico di Licio Gelli della P2 come golpe bianco contro la democrazia italiana.

-Ritengo che un Senato elettivo sia necessario e che troppo spesso in passato l’opposizione del Senato abbia impedito la vittoria di leggi malfatte o nemiche della democrazia.

-Difendo la democrazia più diretta possibile che si esplica nel diritto elettorale dei cittadini di scegliere ed eleggere i propri rappresentanti negli enti locali (vedi Province che non spariscono ma cambiano nome), negli organi legislativi (vedi Camera e Senato), nei referendum (che diventano più difficili) e nelle leggi del lavoro che devono essere fatte col l’intervento dei sindacati.

-Questa riforma è una truffa che toglie potere ai cittadini e che toglie potere alle Regioni per accentrare ogni potere nel Capo del Governo.
E’ una riforma che uccide la democrazia. E’ liberticida.

-Si passa da una Repubblica parlamentare a un sistema partitico dove in pratica il Capo del partito di maggioranza assume ogni potere: può nominare i Presidenti delle Province, può nominare i Senatori, può nominare due terzi dei Deputati, può oltrepassare il Parlamento ogni volta che vuole, assume su di sé i poteri delle Regioni, può influire pesantemente sulla nomina del Presidente della Repubblica e dei membri della Consulta. Questa non è più una Repubblica, ma un principato. E non è più un sistema democratico in cui la sovranità è del popolo, ma un sistema accentrato in cui la sovranità è dei partiti e il potere è del Capo del maggiore partito. Si passa da un sistema di eletti a un sistema di nominati, con la scomparsa della rappresentanza popolare.

-Tra l’altro la riforma è monca perché non dice né come sarà trattata l’opposizione né come saranno nominati i Senatori. In Italia ci sono 8000 Sindaci e 904 Consiglieri regionali. Chi nominerà tra queste 9000 persone i 100 Senatori? E come? La riforma non lo dice. E’ come firmare in bianco una cambiale di cui non si sa nulla.

-Questa riforma è il più grande schiaffo dato alla democrazia in 70 anni di storia italiana e la più grande beffa inferta al popolo italiano. Praticamente un golpe massonico in grande forza, peggiore della cacciata che Mussolini fece dei parlamentari dalle aule del Parlamento. E’ la presa di potere che il neoliberismo fa per distruggere una democrazia.

-Se il potere è solo dei partiti e al posto dell’elezione diretta abbiamo la nomina dall’alto, il potere massimo sarà del Capo del partito vincente. E costui, oltre ad essere Capo del Governo, potrà di fatto nominare due terzi della Camera e la maggior parte del Senato e di conseguenza sarà la sua parte maggioritaria che nominerà troppi giudici della Consulta ed eleggerà il Presidente della Repubblica. Sarà ‘l’uomo solo al comando’. Era il sogno di Gelli, Craxi e Berlusconi (anche se Berlusconi oggi si finge contrario per ragioni di opportunità e vuole solo vedere Renzi indebolito per proporsi come alleato di Governo) e chiunque tenti di realizzarlo tenta una deriva autoritaria che ci toglie dalla democrazia e ci avvia verso una dittatura.

-Parlare di riduzione dei costi è ridicolo, visto che la Corte dei Conti li ha quantificati in 57 milioni da cui sono da detrarre le spese per i viaggi e i soggiorni a Roma dei Senatori e visto che Palazzo Madama resterà intatto coi suoi dipendenti e continuerà a costare 134 milioni l’anno.

-Parlare di leggi più veloci è privo di senso. Le leggi devono essere migliori non fatte più in fretta. E poi se la legge Fornero è passata con 19 giorni e ogni aumento di stipendio dei parlamentari passa in un’ora, di velocità ne abbiamo fin troppa. Se la legge contro le prescrizioni facili o sulla tortura o sui pagamenti dei debiti della PA o sugli esodati non passa è per cattiva volontà politica, non per lentezza dell’iter legislativo.

-L’Europa ci ha chiesto di abolire i doppi incarichi. Noi facciamo del Senato, massimo organo legislativo, il dopolavoro dei Sindaci. Che senso avrà che un sindaco una o due volte al mese vada a Roma a legiferare addirittura su cose di massima importanza come le direttive europee o che possa bloccare per 90 giorni le leggi votate dalla Camera?

-Renzi chiama falsamente il nuovo Senato ‘il Senato delle autonomie’ quando tutte le autonomie delle Regioni scompaiono e passano a Roma. Questa è una grave menomazione per una Costituzione che mirava al decentramento del potere, non all’accentramento sull’uomo solo al comando.

-Cosa facciamo dal momento che il ricambio di Sindaci o Consiglieri non avviene in concomitanza con le elezioni politiche? Facciamo un Senato circolare i cui membri cambiano continuamente?

-Perché dovremmo fare leggi più in fretta per fare più leggi quando abbiamo già 150.000 leggi, più di qualunque altro Paese al mondo? Il problema non è piuttosto avere meno leggi ma applicarle e averle migliori?

BERTOLD BRECHT

Non molto tempo fa vidi una casa. Bruciava. Il tetto
era lambito dalle fiamme. Mi avvicinai e m’avvidi
che c’era ancora gente, là dentro. Dalla soglia
li chiamai, ché ardeva il tetto, incitandoli
ad uscire, e presto. Ma quelli
parevano non avere fretta. Uno mi chiese,
mentre la vampa già gli strinava le sopracciglia,
che tempo facesse, se non piovesse per caso,
se non tirasse vento, se un’altra casa ci fosse,
e così via. Senza dare risposta
uscii di là. Quella gente, pensai,
deve bruciare prima di smettere con le domande. Amici, davvero,
a chi sotto i piedi la terra non gli brucia al punto che paia
meglio qualunque cosa piuttosto che rimanere, a colui
io non ho nulla da dire». Così Gotama, il Buddha.
Ma anche noi, che non più ci occupiamo dell’arte della pazienza
ma piuttosto dell’arte dell’impazienza, noi che tante proposte
di natura terrena formuliamo, gli uomini scongiurando
a scuoter da sé i propri carnefici dal viso d’uomo, pensiamo che a quanti,
di fronte ai bombardieri del capitale, già in volo, domandano,
e troppo a lungo, che ne pensiamo, come immaginiamo il futuro,
e che ne sarà dei loro salvadanai e calzoni della domenica, dopo
tanto sconvolgimento, noi
non molto abbiamo da dire.

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Qualcuno mi deve spiegare con quale onestà si dovrebbe votare SI’ a una riforma che diminuisce la democrazia, che cancella due diritti elettorali, che crea un Senato di ‘nominati’, che crea una Camera con ‘due terzi di nominati’, i quali voteranno, in quanto ‘nominati’, il Presidente della Repubblica, una riforma che cambia solo nome alle Province lasciandole inalterate in mano ad altri ‘nominati’. Che cambia una democrazia in una partitocrazia. Che rende più complicato l’iter legislativo. Che lascia quasi intatti i costi dell’apparato. Che azzera i poteri delle Regioni. Che concentra il potere nell’uomo solo al comando.
Io chiedo come si fa a votare una cambiale in bianco come questa riforma che non dice nemmeno con quale legge i partiti nomineranno i Senatori e come faranno a sceglierne 100 tra 8000 Sindaci e 904 Consiglieri regionali e come saranno regolate le opposizioni.
Ma che ha tutto questo se non una deriva autoritaria verso una NON DEMOCRAZIA?
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Un popolo ingannato e defraudato, comprato e venduto, con o senza il suo consenso informato, decaduto da ogni potere democratico e spinto a votare per il suo stesso danno, per il suo stesso suicidio politico e sociale, è lo spettacolo miserevole che siamo costretti a vedere. Nulla spaventa e imbarazza di più di una vittima che sostiene il suo stesso carnefice.
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Spero solo che l’accozzaglia degli elettori mandi a quel Paese l’accozzaglia di questo Governo.
La divisione che ha in testa Renzi è chiarissima:
da una parte la Casta con tutti i suoi abusi e privilegi, dall’altra l’accozzaglia che non merita rispetto. Chiama se vuoi ‘popolo’.
A questo punto spero solo che ‘l’accozzaglia’ lo mandi presto a casa.

Vivere in preda a una rabbia permanente o vivere come se non fosse mai successo nulla?
La prima scelta è faticosa e epaticamente deprecabile. Ma la seconda è come essere morti prima del tempo.
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PERCHE’ IL SI’ SERVE A RENZI PER SALVARE MONTE DEI PASCHI DI SIENA (E TUTTE LE ALTRE BANCHE)
Loretta Napoleoni

All’inizio dell’anno, i guru dell’alta finanza sostenevano che Brexit e l’elezione di Donald Trump avrebbero prodotto due choc così forti da mettere a repentaglio la sopravvivenza del sistema finanziario, in altre parole potevano creare una crisi della portata del crollo della Lehman Brothers. Certamente la Brexit ha prodotto il crollo della sterlina e continua ad essere per tutti un’incognita scomoda, ma non è certo paragonabile alla bancarotta della Lehman. L’elezione di Trump, almeno fino ad ora, sembra addirittura aver rinvigorito i mercati (e UK è decisamente migliorata dopo la Brexit). Ciò significa che siamo fuori pericolo?
E’ ancora presto per tirare il fiato. Un anno fa nessuno aveva previsto con accuratezza gli esiti elettorali nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America, come nessuno si era interessato al referendum italiano sulla Costituzione. Eppure il voto italiano di dicembre appare sempre più come il terzo imprevedibile fenomeno che può far deragliare i delicati equilibri su cui poggia il sistema finanziario e politico europeo. E vediamo perché.
Matteo Renzi aveva affermato che il suo futuro di leader dipende dal voto di dicembre, come David Cameron ha giocato la propria carriera alla roulette del referendum, perché di questo si tratta dal momento che ormai i sondaggi non funzionano più e nessuno sa come voteranno gli italiani. Ma l’Italia non è il Regno Unito, la vittoria del No e le eventuali dimissioni di Renzi con molta probabilità potrebbero aprire una crisi di Governo che difficilmente verrà sanata, morale della favola l’Italia potrebbe nel 2017 andare alle elezioni anticipate e nessuno, neppure Matteo Renzi, ha idea dei risultati del voto.
Uno scenario, dunque, di profonda incertezza contro il quale si staglia la crisi del sistema bancario italiano e dalla quale dipenderà il destino della terza banca italiana per grandezza e la più antica in assoluto, il Monte dei Paschi di Siena, fondata nel 1472.
Nelle ultime settimane il Governo ha freneticamente cercato di salvare l’istituto di credito un tempo prestigioso: a luglio la banca non ha passato l’esame della Banca centrale europea, un test dal quale risulta che ha in portafoglio 55,2 miliardi di dollari di cattivi investimenti, cioè perdite. La Bce ha anche detto che dalla vendita di questa zavorra il Monte dei Paschi potrebbe ricavare soltanto il 20 % del valore totale, 20 centesimi per ogni dollaro) e che non sarebbe in grado di sopravvivere ad una nuova recessione economica. Di fronte a queste conclusioni il Governo non poteva, come fece la Grecia nel lontano 2010 e 2011, salvare la banca rilevando le perdite, la Bce ha vietato questo tipo di intervento e si capisce anche perché: le cifre sono talmente elevate che se si salva la banca con i soldi del contribuente si trasla la crisi sulle finanze dello Stato.
Altra possibilità, anche questa sperimentata durante la crisi greca, è il cosiddetto ‘aircut’, taglio dei capelli, degli investitori. Che significa? Che chi ha acquistato le obbligazioni del Monte dei Paschi si ritrova con un valore più basso di quello al quale le aveva comprate. Una strategia che permette di non penalizzare i risparmiatori correntisti. Ma anche questa strada non era percorribile perché a differenza del debito greco che era in buona parte nelle mani di investitori istituzionali stranieri e greci, quello del Monte di Paschi è stato sottoscritto dai fondi pensione italiani e dai privati, si tratta di 130.000 persone ed istituzioni. Come mai? Perché chi ha venduto queste obbligazioni non le ha potute piazzare in nessun altro mercato, così le ha vendute alla clientela italiana sulla fiducia, cioè presentandole come investimenti sicurissimi (truffa).
A questo punto, il Governo ha cercato un’alternativa: mettere insieme un consorzio di banche ‘amiche’ che comprano i cattivi investimenti del Monte dei Paschi, liberandolo dalla zavorra che lo sta facendo affondare. La proposta era di trovare 5 miliardi di euro provenienti da Santander, Goldman Sachs, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank e Bank of America. Secondo l’accordo, il Monte dei Paschi avrebbe venduto 27 miliardi di cattivi investimenti, che sarebbero stati ‘riconfigurati’ con l’ausilio dei derivati in titoli del valore di 9,2 miliardi di euro. Si sarebbe trattato del terzo prestito in due anni, dai salvataggi precedenti la banca di Siena aveva ricevuto 8 miliardi di euro.
Ma questo accordo non è andato in porto. Con il referendum alle porte, il Governo ha, dunque, pensato di lasciare che il Monte dei Paschi facesse un’emissione pubblica per raccogliere 4,6 miliardi in titoli. Il problema è che il valore di mercato delle azioni della banca è oggi 740 milioni di dollari, basso, troppo basso per garantire l’emissione dei titoli. Secondo la banca, il Qatar sarebbe interessato a sottoscrivere l’emissione, anche se non si capisce bene perché.
Renzi sa bene che il fallimento del Monte dei Paschi darebbe vita ad un effetto domino simile a quello del crollo della Lehman Brother, anche se in proporzioni ridotte; sa anche che Bruxelles e la Bce ne sono coscienti e che la vittoria del No farebbe crollare la fiducia nei confronti del sistema bancario italiano, ed ecco perché è tornato a dirsi disposto a giocare la carriera sui risultati del referendum. Spera che questi timori convincano gli italiani a votare Sì, anche se questa decisione darebbe carta bianca a chiunque, non solo al suo partito, vinca le prossime elezioni.
Naturalmente i cittadini europei sanno poco o nulla riguardo all’importanza di questo referendum per il loro futuro. E questo preoccupa per una serie di motivi, primo tra tutti lo scarso interesse della stampa riguardo ad alcune questioni fondamentali nei paesi membri dell’Unione e l’eccessivo interesse nei confronti di questioni, ugualmente importanti. Non ci resta che aspettare i risultati del voto!
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A chi esita

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

raffo84
Ma, se è così rischioso votare NO, come era rischioso votare LEAVE, perché portarci al voto? Era cosi indispensabile cambiare la Costituzione? Era così vitale perdere due anni di tempo (con tutti i problemi che abbiamo) per partorire questa riforma? Il gioco vale la candela? E’ stato l’ego del nostro non votato premier a portarci in questa incertezza: il suo braccio di ferro, la sua arroganza e prepotenza ci ha portati a fare questa scelta tra “la borsa o la “vita”?
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ga50
E’ ora di tornare a parlare di lotta al capitale!
Il male sta nel sistema capitalistico. Solo sfruttamento e truffe legalizzate contro l’umanità.
In Italia non esiste grossa azienda o banca che non sia immersa in truffe, evasioni ,fuga di capitali in paradisi fiscali, distruzione del territorio. I partiti sono i loro servi sciocchi ( ben pagati i loro capetti ).
Condannano popoli interi con click che spostano fasulle ricchezze decine di volte il prodotto economico mondiale. Fanno di tutto ( cambiano anche le Costituzioni ) per ritardare l’insostenibilità della loro ingordigia. Quante volte è stato detto 1 % contro 99% …sempre lì siamo e sempre peggio sarà il futuro senza l’estromissione del capitalismo… pura attualità!!
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Il FASULLO RISPARMIO SUL SENATO

L’abolizione delle Province, chiesta anche dall’Ue, è stata proclamata tante volte che ormai fa ridere anche i polli, faranno la solita eliminazione ‘alla Renzi’! Cambieranno solo il nome e resteranno i costi e gli abusi come hanno fatto con Equitalia.
L’Europa aveva chiesto anche la cancellazione delle doppie cariche, che qui invece aumentano e il reddito minimo di cittadinanza!
In quanto ai 57 milioni risparmiati con 315 Senatori in meno, toglici pure le spese di viaggio e di soggiorno a Roma dei restanti 100 e vedi quanto resta, e renditi conto che Palazzo Madama resterà intatto coi suoi 904 dipendenti e tutte le sue spese, 134 milioni l’anno (prendono pure le sedicesima!) e il risparmio sarà ridicolo. Ma con questo espediente Renzi cancella un altro diritto elettorale e si toglie dai piedi l’eventuale opposizione del Senato creando un organo ridicolo fatto di nominati dai partiti con una legge che nemmeno esiste, perché da nessuna parte è scritto questi 100 Senatori in quale modo saranno scelti tra 8000 Sindaci e 904 Consiglieri regionali. Oltretutto con un nome falso: “Senato delle autonomia” quando cancella proprio i poteri autonomi delle Regioni accentrando tutto a Roma.
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RidateciDiPietro
Che figuraccia Renzi, prima offende gli elettori chiamandoli ‘accozzaglia’, in stile De Luca, poi chiede scusa. Ma intanto l’offesa è partita. Un teatrino squallido quello del genio di Firenze, un personaggetto da Ruota della Fortuna. La più grossa? Col No vince la Casta. Raccapricciante accusa da chi ha usato il Pd come cavallo di Troia per poi virare con Confindustria, Marchionne, banchieri, faccendieri, e imprenditori del farmaco e del petrolio. Ma era questo lo spirito del Pd? Spero tanto che vinca il NO per quel po’ di democrazia che rimane in questo Paese.

SCONTRO RENZI-LANDINI

Per confrontarsi con Landini, Renzi si è messo un maglioncino grigio. Si è travestito da operaio? Tanto valeva che il maglioncino se lo fosse messo blu. Come Marchionne.
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Renzi ha detto a Landini che fa parte della casta.
Se Landini ora fa parte della Casta, immagino che Marchionne, Briatore, Caltagirone, De Benedetti, Ligresti, Tiziano Renzi e Pierluigi Boschi siano i nuovi poveri del proletariato urbano.

Renzi: “Per il fiscal compact avete fatto 4 ore di sciopero. Un po’ pochino. A me 4 ore di sciopero le fate per come mi pettino la mattina”.
Landini: “Vorrei farle notare che noi abbiamo raccolto le firme per cancellare il pareggio di bilancio, poi ci sono state le elezioni e non si è potuto fare. Io sono per aprire una battaglia vera contro il fiscal compact, non finta, per cambiare i trattati e tutto il resto. Ma voi avete cambiato 47 articoli della Costituzione e il Fiscal compact non lo avete toccato…Lei non ha di fronte qualcuno che difende qualcosa. Ha di fronte uno che rappresenta persone che avevano dei diritti che ora non ci sono più. Cambiamo questo Paese ma cambiamolo assieme a quelli che lavorano. Ma lei ha scelto altri compagni di strada. Quando in un Paese ci sono un milione di vaucher e si può andare in tabaccheria a comprare coi vaucher braccia per lavorare, si deve dire: basta!”

RENZI, STAI SERENO
Paolo De Gregorio

Se parlo con le persone del prossimo referendum, mi rendo conto che la maggior parte non sa nemmeno cosa sia il CNEL, quanto si risparmierebbe con la sua soppressione, quanti sono i Senatori che verrebbero cancellati dalla riforma e quanto alla revisione del Titolo V della Costituzione il buio è assoluto.
Anzitutto teniamo presente il testo che troveremo al seggio elettorale:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di finanziamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL, e la revisione del titolo quinto della parte seconda della Costituzione” approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016”
Allora cominciamo a chiarire:
-“la riduzione del numero dei parlamentari”: qui si tratta solo dei Senatori, che sono 315 + 5 Senatori a vita e non verrebbero più eletti, con un risparmio di 79 milioni di euro, a fronte di un costo del Senato di 540 milioni , che ospiterà 100 nuovi Senatori (Sindaci e Consiglieri regionali) che non verranno eletti dai cittadini e avranno l’immunità parlamentare
-“il contenimento dei costi di finanziamento delle istituzioni”: è talmente generico che non significa nulla, anzi potrebbe significare tagliare spese per la sanità o per la scuola, che sono istituzioni dello Stato
-“la soppressione del CNEL”: ente inutile per eccellenza che viene finanziato dallo Stato con 8,7 milioni di euro l’anno, di cui 4,5 milioni sono destinati a spese del personale che però non può essere licenziato e passerà alla Corte dei Conti, significa che lo Stato non risparmierà un euro dalle spese per il personale, mentre la sede attuale del Cnel è la faraonica Villa Rubin (nel centro di Roma) di proprietà dello Stato per essere mantenuta continuerà a costare anche da vuota 3 milioni di euro l’anno. Il risparmio dunque sarebbe di circa 1,2 milioni di euro l’anno.
-“revisione del titolo V ecc”: qui entriamo nel surreale e nel premeditato disegno di tener fuori i cittadini da una decisione sul merito, visto che i massimi costituzionalisti italiani hanno dichiarato che sarà impossibile d’ora in poi insegnare la materia costituzionale per la complessità e la contraddittorietà del nuovo testo.
Chiedere ai cittadini di pronunciarsi su questo massacro della Costituzione senza sapere nulla degli effetti che avrà sulla nostra democrazia è veramente subdolo e truffaldino.
Votare NO è essenziale per evitare un salto nel buio, Se poi si tratta di un NO a Renzi, un non eletto che ci vuol distruggere la Costituzione, ci faremmo il miglior regalo di Natale.

NON ME LO DIRE
Massimo Gramellini

I giornali sono pieni di faccette e faccioni di vip che muoiono dalla voglia di rivelarci cosa voteranno al referendum: sì, no, boh. Cantautori sinistri, ali destre, soubrette maldestre e chi più ne ha più ne ometta. Ad animare queste prese di posizione fondamentali per il destino della patria non è il senso civico, ma l’ego arroventato. Dimmi per chi voti e ti dirò chi sei: uno che fa parte del giro giusto, influenza le masse, sposta gli indecisi… Ma quando mai? La lezione americana è già stata dimenticata. Lì, se si esclude il pistolero silenzioso Clint Eastwood, l’intera fabbrica dei sogni aveva gorgheggiato il suo amore per Hillary. La popstar in disarmo Madonna si era spinta a promettere una ricompensa speciale agli elettori maschi che avessero sterzato verso la Clinton. Non è servito. Anzi, qualcuno ha votato Trump con più gusto ancora.
Tranne sparute eccezioni (in Italia: Alex Zanardi, forse Fiorello e Vasco Rossi) ai volti noti dello sport e dello spettacolo non si riconosce più titolo alcuno per rappresentare qualcosa oltre se stessi. Il disgusto per l’élite si è esteso anche a loro, percepiti come parte di quel mondo di privilegiati che la rabbia degli esclusi vorrebbe abbattere. Ai politici serve un aggiornamento dei testimonial. «Per un vero cambio di stagione, il contadino Bepi vota Sì». «Dopo averne ricevuti tanti in faccia, la disoccupata Marta urla il suo No». Tra tutti quelli interpellati, l’unico vip da cui mi sono sentito rappresentato è il portierone mondiale Dino Zoff: «Non vi dirò per chi voto». Posso votare per lui?

RENZI AL SERVIZIO DEI MERCATI
Viviana Vivarelli

Sì, per Renzi e i mercati c’era bisogno proprio di una riduzione democratica, questa mi sembra sia davanti agli occhi di tutti, se solo uno vuole vederla, ma se qualunque riforma anche pessima e che ci mette a rischio di Grecia per qualcuno viene vista come la manna dal cielo, allora ci vorrebbe un miracolo per farlo ragionare e io i miracoli non li so fare. Mi pare che tutti dovrebbero accorgersene da molti segnali che è quello che hanno ordinato sia in Argentina che in Grecia per devastare questi paesi e che Renzi lo ha detto sin dalla prima Leopolda che vuole privatizzare a 360° l’Italia, il che vuol dire svendere tutte le utilities (gas, luce, acqua, infrastrutture, porti, aeroporti e le funzioni dello stato sociale: scuola, finanza, ferrovie.. solo la sanità è un tesoro inestimabile di miliardi), perché per la finanza e le multinazionali è molto più utile contrattare con un uomo solo al comando e ridurre il popolo a un soggetto passivo che non ha diritti e subisce tutto, anche la svendita del proprio territorio e la perdita dei propri diritti civili, piuttosto che dover discutere con i popoli che si opporrebbero democraticamente.
Anche oggi ne fa prova il fatto che la Corte Costituzionale rifiuti la riforma Madia sulla pubblica amministrazione perché è stata fatta in violazione delle leggi a tutela delle Regioni. Quando Renzi avrà avuto la vittoria dei SI’ le Regioni non conteranno più niente. E immagino che Renzi non veda l’ora di avere il potere tutto nelle sue mani senza opposizioni né in Parlamento né sul territorio.
Non riesco nemmeno a capire come si fa a non essere preoccupati dell’uomo solo al comando, della cancellazione progressiva di ogni diritto del cittadino da quelli del lavoro a quelli elettorali a quelli regionali a quelli del welfare. E’ un tentativo di dittatura talmente chiaro che mi tremano i polsi solo a pensarlo. Ma evidentemente i germi della democrazia in Italia sono troppo superficiali perché alcuni riescano a capirli. Non c’è democrazia ma fedeltà partitica o abulia.
Chi ha votato per il Pd continua a farlo senza alcun senso critico, gli basta riempirsi la bocca con la parola ‘riforme’. Non si può perseguire il cambiamento per il cambiamento. Anche ammalarsi e morire o perdere la libertà è un cambiamento, cambiare in peggio non potrà mai essere un valore, e per accettare qualunque cambiamento anche pessimo bisogna essere plagiati.
Spero solo che con la decadenza della riforma Madia, decada anche quella legge ad personam che Renzi ha fatto per depenalizzare se stesso del reato di danno erariale (250.000 euro) per aver nominato dei funzionari di stato amici suoi ma senza requisiti e per cui aveva già avuto una condanna di primo grado, e per avere secretato le proprie spese pazze (600.000 euro) quando era alla Provincia. Non riuscirò mai a capire come fanno i piddini che hanno avversato Berlusconi per il suo tentativo di Governo antidemocratico ad accettare ora lo stesso identico tentativo, con una riforma costituzionale identica e antidemocratica, identica, perpetrata però da Renzi, solo perché glielo chiede il partito. Davvero la mente umana ubbidisce a delle ragioni che di ragionevole non hanno nulla. Del resto le ragioni del Si’ sono così poche e così deboli che alcune persone è come se la ragione non ce l’avessero nemmeno o si rifiutassero di usarla.
Del resto persino dopo 20 anni di fascismo c’era ancora più di mezza Italia che votava per il re e, se Mussolini non fosse morto, lo avrebbero messo su di nuovo. Non so nemmeno come definire la cosa. Ma può essere che il fanatismo superi qualunque altra funzione mentale o ideale. E sul fanatismo nemmeno mi metto a discutere. E’ una partita chiusa.
Renzi è accecato di potere. Chi ha accettato che andasse al Governo con Alfano e Verdini e facesse leggi ignobili e ha accettato il Patto del Nazareno 1, immagino che accetterà il Patto del Nazareno n° 2, che Berlusconi ha già in trattativa di fare con Renzi, e lo accetterà senza battere ciglio, tanto ormai mezza FI è confluita con Renzi e un plurinquisito delinquenziale come Verdini ha addirittura contribuito a fare questa riforma costituzionale. Sembra che certi piddini possano trangugiare tutto. Io no. Per me i valori democratici sono più forti di qualunque personaggio, di qualunque pseudo riforma, di qualunque partito, di qualunque vergognosa ammucchiata. Ho sempre votato a sx, ma il renzismo non è sx, è la destra peggiore. Ma capisco che non siamo tutti uguali. Gli italiani hanno voluto Mussolini, ora se vorranno ancora Renzi e le sue sciagurate riforme, potremmo essere impotenti a fermarli, io posso solo piangere per questo sciagurato Paese in mano a persone che cercano allegramente il proprio male per aumentare il potere di uno solo e per svendere il Paese a poteri finanziari. E’ una patologia storica anche questa, un destino tragico che temo come la morte, ma è già successa e potrebbe succedere ancora.
Quello di Renzi è il piano della P2. Io il piano della P2 che mette in schiavitù il mio Paese non lo voterò mai. E’ Resistenza anche questa.

Tutto il Titolo V è stato storpiato, perché decentrava il potere riconoscendo autonomia alle Regioni così da evitare un’altra dittatura e da evitare l’uomo solo al comando.
Come facciano i fautori del SI’ a desiderare proprio un’altro Mussolini non ce la faccio nemmeno a capirlo.
Il colmo della truffa è stato chiamare il nuovo Senato “Senato delle autonomie”.
Ma autonomie cosa? Se proprio questa riforma le distrugge le autonomie concentrando tutti i poteri a Roma.
Abbiamo un preciso piano per imbavagliare la voce degli elettori, creare solo assemblee di nominati, concentrare tutto il potere in un uomo solo. Che cos’è questo se non un nuovo fascismo? E come possiamo essere tanto stolti da votarlo di corsa?

QUANTO COSTA IL REFERENDUM

Il referendum costerà 300 milioni, quanto il risparmio presunto del nuovo Senato per 6 anni. Ma il costo in termini di democrazia è molto più grande. Praticamente ci metteremo da soli nelle mani della grande finanza e delle multinazionali che faranno di noi la nuova Grecia.
Se anche la riforma di Renzi passa, né le Province né il CNEL perderanno un solo dipendente, resta tutto come prima, IL CNEL resta coi suoi 139 dipendenti che costano 21 milioni l’anno (e non certo un miliardo come ha detto quel ballista di Renzi), solo non ne assumeranno di nuovi
E nemmeno il Senato perderà un solo dipendente dei 901 che ha, e non risparmierà un solo euro dei costi di Palazzo Madama che ammontano a 540 milioni l’anno. Lo sapete che prendono anche la sedicesima?
Ovviamente nemmeno l’apparato delle Province cambia, per cui ci costeranno come prima.

LE GIRAVOLTE DEL CIALTRONE

Basti vedere che si era vantato di fare il ‘Partito della Nazione’ poi, quando a questo ‘gnurant sono andati a dire che ‘Partito della Nazione’ era quello di Mussolini, allora ha detto che era Grillo che faceva il ‘Parito della Nazione’.
Prima personalizza il voto al referendum sul suo Governo e dice che se vincono i No sparirà dalla vita politica e la Boschi rinforza come un’oca dicendo che anche lei si dimetterà per sempre. Poi, come vede che i sondaggi vanno male, fa la vittima e dice che “sono gli altri” che personalizzano il referendum.
Ora, mentre patteggia con Berlusconi per rifare l’Italicum con le coalizioni e il Patto del Nazareno 2 ( ‘LA GRANDE AMMUCCHIATA’), ha la faccia di dire che è Grillo che si allea con Berlusconi.
Chiama i suoi avversari ‘un’accozzaglia’. Perché la sua cosa sarebbe? La Crociata dell’amore?
Ma povera stella! Non sa quello che dice e non dice quello che fa. E’ praticamente un pericolo pubblico ma, privo della capacità di intendere, purtroppo non di volere.
..
La riforma della PA della Madia, dunque, è stata giudicata incostituzionale. Allegria!
Marianna Madia: diventa ministro denunciando lei stessa una totale ‘inesperienza’ . E per fortuna che erano i 5stelle quelli inesperti!! Viene indicata come Ministro da Napolitano per essere stata la fidanzata di suo figlio ma era anche la cocca di D’Alema.
Secondo Odifreddi, la Madia è “una raccomandata di ferro, con un pedigree lungo come il catalogo del Don Giovanni” e quindi “espressione del più antico e squallido nepotismo”. Nel giugno del 2013, costei lancia delle forti critiche al Pd nazionale e romano, soprattutto in relazione alle primarie per la scelta dei parlamentari svoltesi l’anno precedente. Afferma che: “A livello nazionale nel Pd ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie parlamentari ho visto – non ho paura a dirlo – delle vere e proprie associazioni a delinquere sul territorio”. Si è espressa contro l’aborto, l’eutanasia e le unioni gay. E’ stata una dei 22 parlamentari PD risultati assenti alla votazione sullo “scudo fiscale” il 2 ottobre 2009. Il provvedimento è passato per soli 20 voti. Lei era in aereo verso il Brasile “per accertamenti clinici”!! In Brasile?? Voleva cambiare sesso?

BERTOLD BRECHT

Quand’ero piccolo, andavo a scuola
e imparai a distinguere il mio e il tuo,
e quando tutto avevo imparato
non mi pareva che fosse tutto.
La mattina ero senza colazione
mentre altri avevano da mangiare;
e cosi imparai ancora tutto
sull’essenza del nemico di classe.
E imparai il perché e il percome
il mondo è diviso da una fossa!
che resta fra noi, perché dall’alto
verso il basso cade la pioggia.

2.
E mi dicevano: diventerai come noi
se farai il bravo!
Ma io pensavo: se sono la loro pecora
non diverrò mai un macellaio.
E vidi più d’uno di noi
che per loro batté il marciapiede,
e se gli capitò la medesima sorte
che a me e a te, si sorprese.
Ma io non mi meravigliai,
per tempo vidi come stanno le cose
con loro: è verso il basso,
e non verso l’alto che la pioggia scorre.

3.
Allora udii battere il tamburo
e tutti dicevano queste parole:
adesso dobbiamo fare la guerra
per un posticino al sole.
E voci rauche ci promisero
di tirarci l’azzurro giù dal cielo,
e Capoccia bene pasciuti gridavano:
non siate vigliacchi in questo momento!
E noi ci credemmo: è questione di ore,
poi avremo questa cosa e quella.
Ma la pioggia di nuovo fluì verso il basso e noi
per quattro anni divorammo l’erba.

4.
E una volta, d’un tratto, si disse:
ora facciamo la Repubblica!
E ognuno sarà uguale all’altro,
magro o grasso che sia.
E chi era esausto per fame non era
mai stato cosi pieno di speranza.
Ma chi era sazio di mangiare
come loro era pure pieno di speranza.
E io dissi: qualcosa non quadra
e dal dubbio ero tutto turbato:
qualcosa non quadra, se la pioggia
deve scorrere verso l’alto.

5.
Ci diedero delle schede per votare,
noi le armi consegnammo,
ci diedero una promessa,
noi i fucili che avevamo.
Sentimmo dire: loro, che la sanno lunga
ci avrebbero aiutato adesso,
noi dovevamo andare al lavoro,
loro avrebbero fatto il resto.
Allora mi lasciai smuovere di nuovo
e come volevano, rimasi calmo,
e pensai: da parte della pioggia è bello
che voglia scorrere verso l’alto.

6.
E subito dopo sentii dire
che ora tutto era sistemato:
se noi sopportiamo il male minore
quello più grosso ci era risparmiato.
E noi mandammo giù il prete Brüning
perché al suo posto non ci fosse Papen.
E noi mandammo giù lo junker Papen
perché se no era il turno di Schleicher.
E il prete passò la consegna allo junker
e lo junker la passò al generale.
E la pioggia andava verso il basso
e fu uno scorrere colossale.

7.
Mentre noi giravamo con le schede elettorali
loro intanto chiudevano le fabbriche.
Che noi dormissimo davanti ad un ufficio di collocamento
o che fossimo dietro a farci timbrare i certificati,
loro non si preoccupavano di noi.
Sentivamo parole d’ordine come queste:
State calmi! Aspettate ancora un po’!
Quanto è più grande la crisi
tanto più grande sarà la ripresa!
E io dicevo ai miei compagni:
cosi parla il nemico di classe!
Quando parla di epoca buona
è della sua che intende parlare.
La pioggia non scorrerà mai verso l’alto,
perché d’un tratto scopre di volerci bene.
Tutto quello che può fare, chissà quando, è smettere di piovere,
e cioè quando il sole risplende.

8.
Un giorno dietro nuove
bandiere li vidi marciare,
e molti dei nostri dicevano:
non c’è più nemico di classe.
Allora vidi alla loro testa
grugni che già mi erano noti,
e udii, nel vecchio tono da sergente,
ringhiare le loro voci.
E tra feste e bandiere la pioggia
notte e giorno scorreva tacita,
e la poteva sentire chiunque
si fosse trovato per strada
.

9.
Si esercitavano con impegno a sparare,
e parlavano di nemico a voce alta,
e indicavano fieri al di là del confine
ed era a noi che si pensava.
Poiché noi e loro siamo nemici
in una guerra che se io vinco tu perdi,
perché loro vivono di noi e crepano
se non siamo più i loro servi.
E questo è anche il motivo per il quale
la vostra meraviglia è fuori di luogo,
se si scagliano su di noi, come la pioggia
si scaglia sopra il suolo.

10.
E chi di noi crepava di fame
è caduto in una battaglia,
e chi di noi è morto
l’hanno ammazzato e basta.
Lo hanno preso con i loro soldati
chi non gli piaceva la fame,
gli hanno sfondato la mascella
a chi ha chiesto pane.
Adesso gli danno la caccia
a chi pane promisero,
e chi ha detto la verità
lo portano nella cassa di zinco.
E quello che ha creduto a quel che dicevano,
che fossero suoi amici
Quello lì era quello che aspettava
che l’acqua scorresse verso l’alto.

11.
Perché, qualunque cosa ci dicano
noi siamo nemici di classe:
chi di noi non ha osato lottare,
si è condannato a morire di fame.
Tamburino, noi siamo nemici di classe!
Questo non lo copre il rullo del tuo tamburo!
Industriale, generale e junker
il nostro nemico, sei tu!
È un problema che non si rimanda,
non si sistema un bel niente!
Verso l’alto non scorre l’acqua
e neppure lo si pretende!

12.
L’imbianchino imbianchi se crede,
non ci nasconderà le fessure!
Uno resta e uno deve cedere il passo
o io o te, uno dei due.
E qualsiasi cosa io impari,
l’ABC non deve cambiare:
non avrò mai niente in comune
con il nemico di classe.
La parola che ci unisce,
non la si potrà mai trovare:
dall’alto al basso la pioggia fluisce
e tu sei il mio nemico di classe.

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1 commento »

  1. Complimenti Viviana e’ sempre un piacere leggere i tuoi appunti di viaggio

    Commento di Claude — novembre 27, 2016 @ 6:08 pm | Rispondi


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