Nuovo Masada

novembre 23, 2016

MASADA n° 1808 21-11-2016. IL FALSO TESTAMENTO. IPOTESI FANTASCIENTIFICHE SULLA BIBBIA

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MASADA n° 1808 21-11-2016. IL FALSO TESTAMENTO. IPOTESI FANTASCIENTIFICHE SULLA BIBBIA
Blog di Viviana Vivarelli

Secondo lo studioso di lingue antiche Mauro Biglino, la Bibbia non è un testo sacro che parla di Dio, ma è la testimonianza di una invasione aliena.

Libri canonici e apocrifi – Ebraico e aramaico, greco e latino, infine lingue nazionali – Impossibile datare gli inizi di una Bibbia scritta – I rotoli di Qumran – La Tanakh o canone ufficiale ebraico – Biglino e la teoria ufologica – La paleoastronautica – Angeli e macchine volanti: gli Elohìm o Anunnaki, i Malakhim o angeli, i Nephilim o giganti, Elion – Yahwèh non è che uno degli Elohìm – Una invasione aliena- Esperimenti di ingegneria genetica sugli umani – Il Kevod – I Vimana o dischi volanti indiani

Perché noi, che di solito non ci interessiamo né di religione, né di Bibbia né di UFO, parliamo oggi di Mauro Biglino?
Perché i libri di Mauro Biglino sono davvero tanti. Perché i fan di Biglino sono davvero tanti. Perché, non sapendo noi una sola parola di ebraico, non siamo in grado di contestare una sola delle sue incredibili traduzioni che hanno messo a dura prova gli esperti di ben tre religioni ma comunque ne restiamo esterrefatti perché, se quello che dice è vero, distrugge in un colpo solo tutte le religioni della Terra.

E perché lo strapotere e l’arroganza delle Chiese del Libro ha veramente rotto, costituendo causa fondamentale delle guerre, delle sudditanze e delle sofferenze di gran parte del mondo in quanto potere cieco, fanatico, ottuso e nemico dell’uomo. Ebraismo, cristianesimo e islam hanno dato un contributo disastrosamente negativo allo storia dell’umanità. Sì, è vero, in tutte e tre queste religioni ci sono anche i santi, che sono andati contro corrente, ma, come è largamente risaputo, le eccezioni non smentiscono le regole.
E la regola storicamente si è sempre presentata come causa non certo angelica della guida delle genti, ma piuttosto diabolica.

Quanti sono i libri ufficiali della Bibbia?
Ci sono tre grandi religioni che vengono chiamate ‘le religioni del libro’ perché si basano sulla Bibbia, ma i testi biblici che sono considerati canonici, cioè ispirati da Dio, non sono dello stesso numero e ordine per le varie fedi.
In relazione all’Antico Testamento esistono diversi elenchi ufficiali di libri sacri (canoni): ebraico (24 libri), samaritano (5), ortodosso (27), cattolico (27), protestante (39), copto e siriaco (27). I testi che non sono accettati in un dato canone sono detti apocrifi (dal greco, nascosti).
La Bibbia non è affatto un testo unitario, ma un intricato compendio di tradizione orale, fonti storiche, miti e leggende popolari, scritti di vari profeti, leggi e regole per l’igiene e la nutrizione, poesie, canti e proverbi, una summa cumulativa di tutto il sapere di Israele, che cominciò a prendere forma definitiva e ad essere considerata ‘Legge di Dio’, soltanto intorno all’8° secolo a.C.
Biglino dice: “Non esiste una sola riga dell’Antico o del Nuovo Testamento di cui si sappia con certezza chi ne sia l’autore”. Per il Nuovo Testamento abbiamo migliaia di testi di cui non ce ne sono due uguali.
Quale certezza abbiamo dunque su Dio? Nessuna.

A quando risale una Bibbia scritta?
E’ quasi impossibile stabilire la datazione degli inizi della Bibbia scritta. Le opinioni sono diverse. Qualcuno dice che cominciò ad essere scritta tra il VIII e il VI sec. a.C. (periodo da Isaia a Geremia, ~2700 anni fa). Altri tra il periodo persiano e quello ellenistico (dal V al II secolo a.C.). La Bibbia ebraica contiene numerosi riferimenti cronologici, che indicano che i primi libri furono tramandati dal tempo di Mosè e Giosuè circa 3.500 anni fa.
Sui rotoli del Mar Morto la datazione al carbonio 14 e la paleografia (studio delle scritture antiche) confermano che i più antichi di questi rotoli sono del 200-100 dell’era volgare. Ma gli scrittori biblici si rifecero a fonti più antiche che non sono arrivate ai giorni nostri.
Documenti biblici più antichi dei Rotoli del Mar Morto non si sono conservati perché erano su documenti di papiro o su pelli di animali che si sono disfatti nel tempo. I rotoli del Mar Morto hanno avuto vita più lunga perché hanno goduto di un clima molto secco. Ma sono stati trovati centinaia di sigilli d’argilla su documenti spariti a causa del fuoco o del terreno umido, che risalgono ad un periodo tra il IX e il V secolo dell’era volgare. L’egittologo Kenneth A. Kitchen ha stimato che quasi tutti i papiri egizi scritti prima del periodo greco-romano siano andati distrutti. Ma Gesù faceva riferimenti agli scritti di Mosè che erano più antichi.
I testi biblici erano scritti in ebraico antico eccetto brevi segmenti in aramaico su lunghi rotoli di papiro o pelle. Questi rotoli si presentavano come una sequenza interminabile di segni grafici. Ogni tanto ci sono delle spaziature che indicano però delle pause emotive, e non hanno nulla a che vedere con la composizione delle singola parole. Se poi ci aggiungiamo che, oltre a mancare gli spazi e la punteggiatura, mancano anche le vocali e gli accenti, si comprende come le difficoltà siano tante.
Per Bibbia ‘originale’ si intende la versione redatta nel 539 a.C. dal profeta Ezra, sulla via di ritorno da Babilonia, versione stesa andando completamente a memoria. I veri testi antichi, infatti, erano stati tutti distrutti nel rogo del Primo Tempio, dai soldati di Nabucodonosor.
Fortunatamente sono stati ritrovati, tra il 1947 e il 1956, i cosiddetti Rotoli del Mar Morto, libri sacri che la comunità sacerdotale degli Esseni aveva nascosto nelle inaccessibili grotte di Qumran e che così sono sfuggiti anche alla distruzione del Secondo Tempio ad opera dei Romani nel 70 d.C. Fra questi rotoli è stato ritrovato un libro quasi completo di Isaia che risultò essere identico alla versione tramandata a memoria da Ezra. Questa fu messa definitivamente per iscritto nel 2° secolo a.C., nella versione cosiddetta ‘masoretica’, della quale però nessun originale riuscì a superare intatto le intemperie della storia. (Vedi anche https://masadaweb.org/2011/10/11/masada-n%c2%b0-1326-11-10-2011-psicoanalisi-5-2-alchimia-la-riemersione-della-dea-esseni-e-gnostici-i-rotoli-di-qum-ran-dan-brown/)
Il più antico testo completo della Bibbia ebraica disponibile oggi è il Codice di Leningrado, che è una copia del masoretico redatta solo nel 1008 dopo Cristo. Nonostante questo, grazie ad una seri di complicatissimi riscontri incrociati fra tutti i reperti biblici ritrovati finora, dal completo Isaia di Qumran, al più microscopico frammento di testo sacro, è stato possibile affermare con relativa certezza che la Bibbia ebraica contemporanea, cioè la versione masoretica, corrisponda fedelmente al testo originale del tempo dei profeti.

Come fu conservata la Bibbia?
Le narrazioni, le leggi, le profezie e i salmi giunti fino a noi oggi come parte della Bibbia sono stati copiati più e più volte, perché venivano usati nel culto e avevano un loro ruolo nella vita quotidiana. Così i primi libri biblici vennero copiati più volte per quasi 1.500 anni fino al I° secolo. Questo processo di accurata copiatura includeva ‘lo svecchiamento di forme grammaticali e grafie desuete, un processo diffuso in tutto l’antico Medio Oriente, per cui essi ogni volta che venivano copiati venivano modificati.

I libri della Bibbia abbracciano circa duemila anni di storia
Durante questo periodo, grandi imperi si succedettero nel Medio Oriente. Le lingue iniziali furono l’ebraico e l’aramaico, poi la lingua più diffusa fu il greco e attorno al 250 a.C. si decise di tradurre le Sacre Scritture in lingua greca. Tolomeo, generale di Alessandro, che ricevette in eredità l’Egitto e la famosa biblioteca di Alessandria, affidò la traduzione dell’Antico Testamento a 72 saggi (Versione dei 70). La Chiesa cattolica e ortodossa seguono questo canone alessandrino. I sette libri contenuti in più nella versione dei Settanta sono chiamati deuterocanonici e vengono inclusi nelle Bibbie moderne fra gli apocrifi (non autentici).
In seguito i rabbini non considerarono ispirati da Dio 7 dei libri scelti dai Settanta e stabilirono un canone ufficiale, la Tanakh (acronimo formato con le parole ebraiche iniziali di: la Torah, Legge o Insegnamenti; i Nevi’im, i Profeti, e i Kethvim, gli Scritti).
Martin Lutero riprese il canone antico che si è consolidato a partire dal II secolo nella corrente spirituale ebraica dei Farisei, da cui nasce l’ebraismo moderno. Ecco perché l’Antico Testamento nella Bibbia protestante è identico a quello della Bibbia ebraica.
Quando il latino, lingua ufficiale dell’impero romano, sostituì il greco come lingua comune dell’Occidente, cominciarono a circolare traduzioni in latino di parti delle Sacre Scritture. La versione latina ufficiale si deve a un sacerdote, Girolamo, che a partire dal 382 d.C. traspose in latino sia le Antiche Scritture sia il Nuovo Testamento. Girolamo lavorò alla traduzione operando per vent’anni a Betlemme, la città natale di Gesù. Anziché basarsi sulla traduzione greca dei Settanta, utilizzò i testi ebraici e aramaici originali. L’opera venne completata nel 405 d.C. ed è nota come Versio vulgata, o Vulgata. Girolamo mantenne nella traduzione il nome di Gesù, così come i traduttori greci del I° secolo del Nuovo Testamento avevano tradotto la parola ebraica Joshua.
Quasi contemporaneamente alla stesura della Vulgata, una scuola di biblisti Ebrei attivi nel Medioevo tra il 500 e il 1000 d.C., i Masoreti, aggiunsero ai testi delle Antiche Scritture le vocali mancanti e gli accenti. Tuttavia anche le copie integrali più antiche del testo masoretico (il codice di Leningrado e quello di Aleppo) risalgono solamente all’anno 1000 d.C.


Un Dogu giapponese

Mauro Biglino (nato a Torino nel 1950) è un traduttore e uno scrittore italiano che ha un vastissimo seguito. E’ esperto di lingue antiche, specialmente di ebraico biblico. Ha collaborato come traduttore di ebraico biblico ad un progetto editoriale delle Edizioni San Paolo curato da Piergiorgio Beretta eseguendo la traduzione interlineare di 17 libri del testo masoretico della Bibbia: I profeti minori e I cinque Meghillôt. Poi dal 2010 si è appassionato ad una lettura ufologica della Bibbia così che il Vaticano ha immediatamente interrotto i rapporti con lui e ha smesso di usarlo come traduttore e ora ovviamente egli è malvisto da cristiani come da ebrei o musulmani.

La sua tesi è che la Bibbia:
-non è un libro sacro che parla di spiritualità e metafisica ma è un libro di guerra che parla di una invasione aliena,
-la Bibbia non parla di Dio perché nella Bibbia non esiste la parola Dio, né termini per indicare l’eternità, l’onnipotenza o la creazione,
-che quando la Bibbia parla di Elohim (termine plurale) indica degli invasori alieni molto più avanzati di noi per conoscenze tecnologiche ma feroci e spietati,
-questi invasori sono venuti con macchine volanti a colonizzare la Terra, se la sono divisa e hanno cominciato a combattere tra loro per la conquista dei territori, usando gli umani come soldati e manodopera,
-questi alieni hanno compiuto delle operazioni di ingegneria genetica sugli umani per renderli servi più efficienti accelerando la loro evoluzione naturale,
-essi erano interessati all’oro, alle guerre di conquista, alle depredazioni e agli stermini,
-erano attratti sessualmente dalle donne umane vergini con lunghi capelli, soprattutto dalle bambine (orribile!), amavano il fumo del grasso che ricopre i visceri degli animali e soprattutto degli uomini (nel libro dei ‘Numeri’ 14 volte viene detto dal Dio: “Quel fumo mi calma”. Nella Bibbia questo è detto 30 volte). “Se trovate qualcuno che fa un uso personale di questo grasso, uccidetelo! perché quello è mio”. E’ orripilante!
Questi presunti ‘dei’ sono gli stessi che troviamo con nomi diversi nei Tuata danaan dei Celti, negli Dei greci dell’Iliade e dell’Odissea, nei Deva degli indiani, nei Viracocha del centro e Sudamerica, sono sempre gli stessi personaggi e fanno sempre le stesse cose.


Incisioni rupestri in Valcamonica

Dice Biglino: ‘Il termine Elohim è stato tradotto come Dio mentre non solo è plurale ma ha un altro significato ‘Signori o esseri sovrumani’; non si tratta di un errore di traduzione ma di una scelta teologica ben precisa che altera i fatti. Ci sono passi della Bibbia dove l’Elohim di un popolo parla dell’Elohim di un altro. Non solo il termine Elohim gode di una traduzione deliberatamente falsa, ma altri termini sono stati falsati, come eternità che indica solo un tempo molto lungo, o creare che vuol dire solo ‘modificare o Satana che indica solo un ‘pubblico accusatore’’.
Poiché si è stabilito a priori che la Bibbia fosse un libro metafisico e dovesse necessariamente parlare di Dio, si è stabilito che dovesse contenere concetti metafisici, ma, analizzando i testi più antichi, si vede chiaramente che questi concetti non ci sono. Nella lingua ebraica non c’è un termine per indicare ‘Dio’, né ‘eternità’, non esistono il verbo ‘creare’, l’aggettivo ‘onnipotente’ o il sostantivo ‘immortale’. Non esiste nemmeno il ‘peccato originale’. Se questi concetti vengono meno, sparisce ciò che solitamente pensiamo della religione.
La Bibbia non parla di Dio ma dei rapporti di una famiglia ebraica, la famiglia di Giacobbe, che riceve ordini di guerra e sterminio da un soggetto detto Yahweh, a cui è stato affidato l’incarico di occuparsi di questa famiglia e che l’ha utilizzata per massacrare altre famiglie ebree di parenti di quella, zii, cugini e nipoti per occupare i loro territori. La Bibbia non è altro che un libro di guerra dove c’è un condottiero che è stato poi artificiosamente trasformato in Dio che cerca di sterminare i parenti di una famiglia per una conquista di potere.
Su questo libro di guerra è stata impiantata artificiosamente una religione e non è un caso che per secoli leggere direttamente la Bibbia è stato proibito, come era proibito possedere un Antico Testamento.
Abbiamo tre religioni basate su un testo di cui in pratica non sappiamo nulla e che è stato stravolto dalle traduzioni e dalle interpretazioni. Non sappiamo chi lo ha scritto, quando è stato scritto e come deve essere letto. L’unica certezza che abbiamo è che il testo che si usa oggi non è assolutamente quello scritto in origine. Nei secoli, questo testo è stato copiato infinite volte e ogni volta è stato modificato. Come fosse in origine nessuno lo sa. Malgrado questo, viene presentato come verità assoluta da una gerarchia che non conosce nemmeno la lingua in cui questo testo è stato scritto e che ne parla sulla base di traduzioni che nei secoli sono cambiate progressivamente.
Dovremmo almeno togliere dalla Bibbia quei termini che nella Bibbia non ci sono: ‘Dio, eternità, creare dal nulla e onnipotente’ e dovremmo togliere pure il peccato originale perché nella Bibbia non c’è. Chi predica la Bibbia lo fa sulla base di traduzioni false e di interpretazioni volutamente erronee.
La cosa più grottesca è che questo testo, falso, è considerato vero da un miliardo e quattrocentomila persone che non lo hanno mai letto e che non conoscono la sua lingua originaria. Se ciò fosse riferito a una setta di 200 persone, noi diremmo che è una situazione folle. Ma questo è il cristianesimo.


Incisioni degli aborigeni australiani

Una delle cose curiose della Bibbia è l’improvviso salto evoluzionistico dell’uomo. Gli studiosi di biogenetica ce ne parlano ma noi non ci vogliamo credere. Ci dicono che nell’evoluzione umana c’è un anello mancante e non c’è perché noi siamo il frutto di un intervento di ingegneria genetica che ci ha fatto fare un salto evolutivo. I genetisti si trovano di fronte a quesiti a cui la genetica ufficiale non è in grado di rispondere. Noi siamo l’unico animale sul pianeta Terra che non ha un ambiente specificatamente adatto per lui. Noi non siamo geneticamente e strutturalmente adatti a nessun ambiente di questa Terra, tant’è che dobbiamo adattarci a tutti gli ambienti perché non siamo adatti a nessuno. Così come siamo in natura, verremmo uccisi da ogni ambiente terrestre. Non abbiamo artigli, canini, zanne, squame, peli sul corpo. I nostri peli sono stati silenziati meno i capelli che sono quanto di più antievoluzionistico possiamo immaginare. Con i capelli lunghi che hanno una crescita continua saremmo fatti fuori in qualsiasi ambiente. Ci hanno lasciato i capelli lunghi perché sulle femmine eccitavano i nostri governanti. E ce lo dicono chiaramente.
Ai tempi dell’homo erectus sono intervenuti questi Elohim che non sappiamo cosa fossero.
Tra l’altro, noi abbiamo 46 cromosomi, a coppie, ne riceviamo 23 dal padre e 23 dalla madre, per cui non deriviamo dalle scimmie che hanno 48 cromosomi. Un passaggio da 48 a 46 porterebbe alla morte dell’individuo che subisce questa mutazione, invece in noi il cromosoma 2 e il cromosoma 3 si sono uniti ma questo passaggio non ha danneggiato l’essere umano e ha creato il filtro riproduttivo per cui, se anche questo nuovo essere si unisse con altre specie, non farebbe figli. I genetisti ci spiegano che questa mutazione in natura non avrebbe mai potuto avvenire ma avrebbe potuto essere fatta solo in laboratorio. Per cui possiamo dire che il giardino dell’Eden può essere stato un laboratorio di ingegneria genetica. La Bibbia ci dice che là c’era ogni sorta di pianta buona da mangiare e i paleobotanici ci dicono che 10.000 anni fa sono avvenute nelle piante delle mutazioni che era impossibile si producessero da sole. Dalle piante selvatiche che l’uomo non poteva utilizzare si è arrivati alle piante commestibili, questo è avvenuto in un certo periodo in Medio Oriente sui cereali e nello stesso periodo in Africa sulla patata che ha inglobato il DNA di agro batterio ed è diventata commestibile. Sono avvenuti in natura centinaia di eventi genetici impossibili ma tutti finalizzati all’evoluzione pilotata di una specie che doveva lavorare meglio per i dominatori e doveva essere nutrita meglio per essere più efficiente.

Nella Bibbia non ci sono concetti metafisici dunque non c’è il verbo ‘creare dal nulla’. Il verbo ‘creare’ è stato introdotto come una falsità teologica deliberata.
Il termine che viene tradotto con ‘eternità’ corrisponde a un ‘tempo molto lungo’ ma lo stesso dizionario avverte che non si deve tradurre con eternità. Ma, se si tolgono dalla Bibbia i termini Dio, eternità, creare e onnipotente, cosa resta? Resta un libro di guerra, di ferocissima guerra in cui si parla dei rapporti tra una famiglia ebraica, il suo dominatore e altri dominatori. I testi dell’Antico Testamento sono fatti di guerre e canti di guerra, non sono preghiere. I Salmi sono canti di guerra. Quando, nel salmo pasquale 136, il papa ripete molte volte: ‘Perché eterno è il tuo amore’, dimentica di leggere il testo completo in cui questa frase è intercalata a ordini di sterminio totale in cui il dominatore degli ebrei aiuta Mosè a sterminare i primogeniti egiziani, a uccidere il popolo egiziano, a devastare il territorio egiziano. L’ordine era: ‘Sterminateli tutti’ e poi si intercala “Perché eterno è il tuo amore”, ma a quel punto ciò assume un senso grottesco.
Chi è che è in grado di stabilire che questa è una guerra santa e quelle che sono fatte oggi sono barbarie? Dopo ogni guerra la Bibbia dice: “Uccidete gli uomini, tenete le donne vergini, salvate le bambine”’. Ma nel testo originale si dice: “Prendete le bambine e datele a me,” perché negli usi ebraici c’era quello di fare training sessuale di un giorno con le bambine e i dominatori alieni erano attratti sessualmente da loro. Cosa se ne fa Dio di 32 bambine?
Dio è definito ‘uomo di guerra’ perché non faceva altro. Questo Dio è il più grande antisemita della storia perché faceva sterminare le famiglie ebree dalla famiglia di Israele loro parente per derubarli delle terre. La Bibbia è un libro di guerra come l’Iliade e l’Odissea e come il Mahābhārata indiano.
Ma davvero sono venuti degli extraterresti sulla Terra? L’ipotesi non è così peregrina se persino la Chiesa ha investito 30 milioni di dollari in un osservatorio astronomico in Arizona affidando tutto ai Gesuiti. Ciò è quanto meno curioso come se la Chiesa volesse studiare la possibilità della vita fuori dalla Terra. Lo stesso Papa Francesco ha ipotizzato un incontro tra umani e razze aliene.
Biglino ha avuto consensi dai rabbini docenti di università statunitensi, la maggior parte dei quali gli hanno detto di ritenere che Abramo non sia mai esistito.
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“Nella Bibbia di Gerusalemme nelle note è scritto chiaramente a proposito di Adamo ed Eva che il peccato originale non è da cercarsi qui perché qui non c’è. Con molta onestà i rabbini dicono: “Non bisogna cercare qui ciò che non c’è”.
Se il Dio della Bibbia non è quello che dicono e se il peccato originale non c’è, Gesù cosa è venuto a fare? E chi è suo padre? Suo padre dovrebbe essere il dio della Bibbia ma non c’è neppure un termine ebraico per Dio. E’ un’invenzione teologica. Gesù dunque è figlio di nn ed è venuto qui senza motivo?
Nel 1854 il Papa Pio IX ha proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione, cioè ha stabilito dogmaticamente che Maria è nata senza la macchia del peccato originale. Il primo che parla del peccato originale è Paolo di Tarso, ma dove ha preso questa idea?
Nella Bibbia, tradotta nel modo giusto, non esiste nessuno dei concetti base della metafisica: non esiste Dio come lo intendiamo, né l’onnipotenza, l’eternità, il peccato originale, non esiste il patto di alleanza tra Dio e gli uomini ma una dominazione di un Elohim con una famiglia ebraica in cui lui dà 613 regole che vanno eseguite e basta. Non è un patto, è una imposizione: “O fate così o vi stermino”. Non c’è nessun Testamento, non c’è nessun patto tra Dio e l’umanità. Ciò non vuol dire che Dio non esiste, ma solo che l’Elohim della Bibbia non è Dio, è una cosa diversa. La Bibbia non è un libro speciale o diverso ma è uno dei tanti libri che esistono sulla Terra che dicono le stesse cose, che parlano degli stessi personaggi. Ritroviamo tutte queste stesse cose nei testi indù che sono anche più ampi ed esplicativi. La Bibbia rispetto al Mahābhārata è un manualetto ed è il manualetto dove sono scritti gli ordini per una precisa famiglia.
Prendiamo per esempio i dieci Comandamenti e l’ordine di non uccidere. Questo vale tra di loro, ma non vale in guerra tant’è che la Bibbia è un ordine continuo di sterminio “O ti cedono il territorio e ti lasciano entrare, o li stermini!” Uccidere per una guerra va benissimo, lo si deve fare senza alcun senso di colpa perché non è proibito. Non desiderare la roba d’altri o la donna d’altri non è riferito al prossimo. Le femmine erano una proprietà del maschio come gli animali. Non dovevi appropriarti di quelle del tuo vicino ma ti appropriavi a pieno diritto dei beni e delle donne del tuo nemico in guerra. E’ al tuo vicino che non devi rubare. Agli altri devi razziare tutto. Il sistema politica e finanziario che ci governa è scritto nella Bibbia. Voi darete denaro in prestito alle nazioni perché chi presta denaro è padrone e chi prende denaro in prestito è schiavo.

Quella masoretico è la versione ebraica della Bibbia ufficialmente in uso fra gli ebrei. I Masoreti furono eruditi e scribi ebrei, che, tra il VII e l’XI secolo d.C., si riunirono soprattutto a Tiberiade e Gerusalemme per studiare e sistematizzare la Tanakh, cioè il canone ebraico. Essi procedettero alla progressiva eliminazione di tutto ciò che giudicarono errori, deformazioni del testo e aggiunte inserite dai vari copisti, accumulate nel corso dei secoli, operando una minuziosa revisione dell’intero Antico Testamento per la comunità giudaica. Accompagnarono il testo con annotazioni statistiche che avevano lo scopo di facilitare il controllo delle copie, come ad es. l’individuazione della parola centrale di ogni libro e il numero di parole e perfino di lettere presenti nello stesso. La Bibbia ebraica, secondo l’ebraismo, costituisce la Torah scritta (insegnamento divino), ricevuta da Mosè, il capo dei profeti, ed ereditata eternamente dal popolo ebraico.
Il termine ‘Bibbia’ è di origine greca, da βιβλία (biblia) con il significato di ‘i libri’, e fu utilizzato dagli ebrei di lingua greca che tradussero l’opera in greco. Tutti i ‘libri’ che compongono il Tanakh sono riportati in ebraico con alcune piccole parti in aramaico. La storia del Tanakh ricopre diversi secoli e risente quindi di diverse stratificazioni linguistiche. Secondo la tradizione religiosa ebraica, il Tanakh contiene l’intera rivelazione divina, sia per mezzo della Torah consegnata a Mosè sul Monte Sinai nel 1400 a.C., sia, successivamente, per mezzo dei profeti. Le difficoltà di comprensione e datazione del testo sono enormi, considerando anche che nella lingua ebraica sono assenti le vocali e gli accenti che compaiono nel linguaggio parlato ma possono dare sensi diversi ai significati e che la lingua prevalente degli esegeti era quella del regno di Giuda che era diversa da quella del Regno di Israele.
La canonizzazione del testo ovvero l’attribuzione a Dio è avvenuta nel IV secolo dell’era volgare.
Di fatto il Tanakh a partire dal Medioevo ad oggi si compone di un testo consonantico a cui sono stati successivamente aggiunti alcuni segni vocalici e diacritici (lettere che corrispondono a un suono come la nostra acca) allo scopo di renderlo pronunciabile e adatto alla cantillazione liturgica. Questi ultimi due elementi sono stati coniati dai Masoreti a partire dall’VIII secolo d.C.
Il più antico testo realizzato dai Marsoreti è il Codice babilonese e la loro opera contribuì grandemente a preservare l’Antico Testamento ebraico nel corso del Medioevo.

Mauro Biglino è noto per lo più come autore di libri sulla Bibbia inseribili nel filone della paleoastronautica, insieme delle teorie che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane, quali Sumeri, Egizi, civiltà dell’India antica e civiltà precolombiane.
Come conoscitore di lingue antiche, Biglino ha analizzato direttamente quanto riportato dai testi ebraici della Bibbia senza affrontare i temi religiosi offerti alla fede e valutando solo il significato dell’Antico Testamento attraverso la traduzione letterale del testo ebraico della Biblia Hebraica Stuttgartensia, stampata a Venezia nel 1524-5, edizione della Bibbia ebraica pubblicata dalla Società biblica tedesca di Stoccarda, versione di riferimento ufficiale del testo biblico ebraico-aramaico sia per gli ebrei sia per i cristiani, copia precisa del testo masoretico come è contenuto nel Codex Lenigradensis, un manoscritto del testo masoretico della Bibbia in ebraico, realizzato su pergamena e datato 1008, conservato nella Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo (già Leningrado).

Gli studi sulla Bibbia ebbero una svolta clamorosa dopo il 1947-1956 quando nei pressi del Mar Morto in 11 grotte si scoprirono nelle giare 900 manoscritti, detti rotoli del Mar Morto, tra cui i manoscritti di Qumran che comprendevano le più antiche copie superstiti note dei libri biblici e dei loro commenti. Essi sono scritti in ebraico, aramaico e greco, per lo più su pergamena, alcuni su papiro, e risalgono al 150 a.C.-70 d.C. I Rotoli sono comunemente associati all’antica setta ebraica degli Esseni.
I Rotoli del Mar Morto sono tradizionalmente divisi in tre gruppi: per un 40% manoscritti ‘biblici’ (copie di testi dalla Bibbia ebraica); per un 30% manoscritti apocrifi che non sono stati canonizzati nella Bibbia ebraica, ma in qualche caso sono stati accettati dalla versione greca dei Settanta e utilizzati dalla tradizione rabbinica); e per un 30% manoscritti settari (documenti precedentemente sconosciuti, che descrivono le norme e le credenze di un particolare gruppo o gruppi all’interno della maggioranza ebraica o forse degli Esseni).
La datazione dei rotoli va dal III secolo a.C. al I secolo d.C.
Il ritrovamento di Qumran è importante perché per la prima volta possiamo accedere a una versione della Bibbia precedente alle censure operate nel tempo sia da cattolici che da protestanti che da ebrei.
Presso la Hebrew University di Gerusalemme è attivo da 53 anni il Bible Project che sta cercando di ricostruire un testo biblico che sia il più vicino possibile a quello scritto in origine, un lavoro titanico ma affascinante. Nei secoli si sono presentate tutte le possibilità; dall’errore alla mistificazione deliberata. Il Bible Project sta dimostrando che le mistificazioni sono iniziate in ambito ebraico, ad opera di quei teologi (Masoreti) che hanno fatto in modo di introdurre la loro visione nei testi rendendoli da quel momento intoccabili. Hanno tagliato, modificato, aggiunto e nascosto.
Per es. il termine ‘Spirito Santo’ in ebraico è ‘ruach’ che vuol dire vento di tempesta e ‘kevòd’ ciò che è pesante’; ‘merkavà’ il mezzo per trasportare uomini e merci. Si sta dunque parlando non di qualcosa di spirituale ma di un oggetto volante materiale che muovendosi produceva un gran vento, e che era il veicolo dagli Elohìm per i loro spostamenti.
Mauro Biglino non affronta i temi religiosi offerti alla fede ma, valutando letteralmente i testi, costruisce una tesi fantascientifica secondo cui nella Bibbia non esiste in nessuna parte un riferimento qualsiasi a un ‘Dio’, come non ci sono i termini di ‘creazione’, ‘eternità’, peccato mortale, diavolo…
Al posto di Dio, appaiono delle strane figure dette ‘Elohìm’ che sembrano esseri di altri pianeti, alieni, i quali arrivano sulla terra e se la dividono per colonizzarla e sfruttarla. Entrano nella storia dell’homo sapiens e producono una variazione genetica che accelera la sua evoluzione. Impongono loro un codice morale. Gli insegnano verosimilmente anche tecniche pratiche di costruzione edilizia, agricoltura e astrologia. E li usano per guerre di conquista e stermini,
Secondo l’ipotesi ufologica di Biglino, la Bibbia è un insieme di libri che non parlano di Dio ma di questi conquistatori alieni, gli Elohìm, e Yahwèh non è che un Elohìm come gli altri.
Ovviamente, appena Biglino comincia a scrivere libri che illustrano questa tesi, si interrompe il suo rapporto di lavoro col Vaticano che lo guarda male perché contrasta con tutto quello che ha predicato fino a ora.
La Bibbia è piena di riferimenti a velivoli alieni, carri di fuoco ecc. e nelle incisioni o nelle pitture rupestri questi esseri appaiono spesso con forme simili, scafandri, dischi volanti e dispositivi ad alta tecnologia non compatibili con le conoscenze locali.


(Pitture rupestri canion)

Yahwèh doveva essere uno degli Elohìm, l’Elohìm di Israele, Astarte era l’Elohìm di Sidone, Camos l’Elohìm dei Moabiti ecc. La Bibbia dice: “Non seguirai altro Elohìm dei popoli che ti stanno attorno, perché il tuo Elohìm è un Elohìm geloso“.(Deuteronomio). Sempre nel Deuteronomio si parla della divisione della Terra in base ai figli degli Elohìm. E in un racconto mesopotamico si parla di una operazione con cui il sangue degli Elohìm (tselem) viene tagliato e con esso si costruisce l’umanità. Ciò fa pensare a un’operazione di ingegneria genetica con cui il DNA degli Elohìm viene mescolato al sangue dei primati. Ricordiamo che presso i Sumeri gli Elohìm erano chiamati Anunnaki. E che gli angeli vengono chiamati Malakhim.
Ci si riferisce agli Elohìm di solito al plurale, dovrebbe essere il plurale di ‘eloha’. Per alcuni, Eloha si legge Alah ovvero Allah. Essi rappresentano degli esseri superiori ma non divini. Generalmente il termine significa ‘signori’, ‘governatori’ o ‘guardiani’ ma anche ‘splendenti’ e ‘esseri sovrumani’.
Gli Elohìm avevano degli accampamenti nelle zone di confine che presidiavano con le loro schiere (Genesi 32, 1 e segg.). Non erano eterni anche se godevano di una vita molto lunga, ma erano mortali (Salmo 82). Erano sul nostro pianeta per conseguire obiettivi molto concreti: ricavarne materiali necessari al loro sviluppo tecnologico, in particolare oro.

Gli Elohim viaggiavano su macchine volanti definite ruach, kavod, merlava o keruvim.
Nella Bibbia non sono mai considerati ‘divinità’ ma erano oggetto di rispetto e sottomissione a causa del loro grande potere tecnologico che incuteva terrore. Alcuni di loro erano temuti anche per la loro crudeltà, una caratteristica di cui l’Antico Testamento costituisce una testimonianza inequivocabile: Yahweh, definito Ish milchama, ‘Il Guerriero’ (Esodo 15, 3), non si faceva scrupolo di ordinare stermini veri e propri di persone inermi (si legga a questo proposito anche solo il libro di Giosuè).
Nei racconti dei popoli di tutti i continenti veniamo a sapere che tra di loro c’era anche chi si occupava di arte, scrittura, musica, architettura, agricoltura, allevamento o amministrazione…
Gli Elohìm non si interessavano di temi quali la religione nel senso moderno del termine, la spiritualità, l’aldilà, la metafisica… Avevano come obiettivo fondamentale fondare strutture di potere distribuite nei vari territori sui quali poi si sono sviluppate le diverse civiltà e, a questo scopo, si spostavano alla ricerca di terre e di genti da cui farsi servire (Deuteronomio 32, 17 e segg.).
Conoscevano le leggi della natura e delle stelle e le trasmettevano soltanto ai loro fedeli, dando così l’avvio alle caste dei re/governatori/sacerdoti, i cosiddetti ‘iniziati’. Questo sapere era però squisitamente pratico, scientifico, concreto, materiale, utile alla quotidianità dei loro governati o alle loro specifiche esigenze di viaggiatori dello spazio e colonizzatori.
Gli Elohìm erano allo stesso tempo legislatori, governanti e ministri (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come Mosè, Jetro, suo suocero, Giosuè, ecc.); i giudici verificavano il rispetto delle leggi e comminavano le pene.
Gli Elohìm avevano un comandante in capo conosciuto come Elyon. In Dt 32,8 e segg., si dice che Elyon distribuiva alle nazioni la loro eredità (assegnazione) e fissava i confini dei popoli. Il verso 32,9 non dice che fu Yahweh a scegliere, come normalmente viene fatto credere, ma che la sua destinazione fu quel popolo che trovò nella desolazione del deserto.
Yahweh, lungi dall’essere il ‘Dio’ unico e trascendente, era uno degli Elohim: quello a cui era stato affidato il compito di governare su un territorio definito e sulla famiglia di Giacobbe (Giacobbe, Deuteronomio 32, 8) mentre altre parti della stessa famiglia abramitica furono affidate a suoi colleghi rivali che la Bibbia conosce e nomina: Kamosh e Milkom (Giudici 11, 24; 1Re 11, 7…).
Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohìm (si vedano gli innumerevoli capitoli presenti in molti dei libri dell’Antico Testamento: Genesi 31, Esodo 3, Esodo 15, Esodo 18, Esodo 20, Deuteronomio 6, Deuteronomio 7, Deuteronomio 13, Deuteronomio 32, ecc.).
La Bibbia dice chiaramente che il popolo poteva ‘scegliere’ tra Yahweh e altri Elohìm (Giosuè 24 e molti altri passi).
Il termine Yahweh compare nella Bibbia in un periodo storico in cui non esisteva ancora alcuna traccia scritta di quella che sarà poi la lingua ebraica. Le consonanti che lo compongono sono state messe per scritto circa 3-4 secoli dopo essere state pronunciate e i suoni vocalici sono stati inseriti nei testi circa altri 1600-1700 anni dopo.
Quel nome è stato vocalizzato centinaia di volte anche come Yehowah.
Non si sa in che lingua fosse pronunciato in origine e non si ha alcuna certezza su un suo significato.
Se gli Elohim sono i dominatori alieni, i Malakim sono i loro luogotenenti, non angeli divini ma esseri in carne e ossa. Molte nascite miracolose o in donne sterili o in donne che restano pure sembrano avvenire con l’intervento dei Malakhim: Sara moglie di Abramo, o le vergine Maria. Caratteristica di questi esseri era la bianchezza assoluta della pelle e l’assenza di peli. Nel mondo dei Sumeri i Malakin sono chiamati Anunnaki, ‘quelli di sangue principesco’. In sumero accadico MIL.KU, MLK, e milk vuol dire latte, persone bianche come il latte. Per il resto queste figure erano simili agli esseri umani.

Ci sono leggende che parlano di Su Nibiru, un pianeta del sistema solare dove la vita diventa impossibile a causa dell’erosione dell’atmosfera. Un re fugge da questo pianeta per arrivare alla Terra dove trova l’oro necessario per la ricostruzione dell’atmosfera di Nibiru. Sulla Terra questi alieni trovano gli umani che sono molto primitivi, li usano e li rendono più efficienti con operazioni di ingegneria genetica. Dopo un certo periodo, approssimandosi il diluvio universale, abbandonano la Terra.

Nella Bibbia Yahwèh mostra le sue capacità a Mosè innalzandosi su un carro di fuoco così bruciante che Mosè per non essere ucciso deve nascondersi dietro a una roccia, tanto che il fuoco gli brucia la pelle.
Gli Elohìm non hanno nulla di spirituale. Sono cattivi, gelosi, possessivi e crudeli.
Non sono creatori, nella Bibbia non esiste da nessuna parte il termine ‘creare’. Il termine ‘bara’ non significa creare ma intervenire su una situazione già esistente per modificarla, che è esattamente quello che sembrano aver fatto questi soggetti. Poiché gli umani non resistevano al lavoro massacrante a cui erano sottoposti, gli Lohim introdussero verosimilmente un pezzettino del loro Dna all’interno degli umani per modificarli così che fossero capaci di capire ed eseguire i loro ordini. Noi umani, così come siamo ora, saremmo il prodotto di un intervento di ingegneria genetica.
Nei testi mesopotamici troviamo la stessa cosa: basta sostituire il termine Annunna (o Annunaki) con Elohìm e tutto corrisponde…

Questi esseri si spostavano mediante velivoli pesanti, metallici, lucenti e pericolosi, probabilmente dotati di propulsori che spesso bruciavano gli uomini presenti con la loro fiamma. Se davvero si trattava di creature in carne ed ossa, da dove erano arrivate? E cosa volevano? Purtroppo la Bibbia non lo dice, ma erano sicuramente esseri dotati di una tecnologia superiore, inarrivabile per i tempi, forse in parte inarrivabile anche per noi. Questi conquistatori si sono spartiti la Terra, come afferma il Libro del Deuteronomio, come ci racconta Platone nel Crizia, come ci tramandano i popoli di tutti i continenti della Terra. Si sono suddivisi il pianeta e l’hanno governato comportandosi come feroci colonizzatori.

Jahwèh, definito dalla Bibbia ’uomo di guerre’, era uno di loro.
Ne ‘Il dio alieno della Bibbia’ Biglino dice: ‘C’è un’indicazione del termine Nephilim (i giganti, che furono tutti sterminati), un termine plurale, il plurale di Nephila, che indica una razza diversa rispetto a quella degli Elohìm“. Il termine Nephilà al singolare, in aramaico, indica la costellazione di Orione ma vuol dire anche ‘angeli caduti’ da nafa= cadere. Nei testi vedici si parla di una possibile provenienza da una zona vicino alla stella Betelgeuse, che corrisponde alla spalla destra della costellazione di Orione, una zona che veniva chiamata Mrigashira- testa d’antilope- perché il cacciatore Orione la portava sulla spalla destra. Tra l’altro Betelgeuse deriva dall’arabo Ibn al-Jawzā, che vuol dire ‘Casa di El’, cioè Casa degli Elohìm.

La tesi di Biglino è che la Bibbia non è un testo sacro ma la descrizione di qualcosa di molto diverso che si configura come una invasione aliena a scopo predatorio.

Secondo Biglino, Adamo ed Eva non sono i progenitori dell’umanità ma i capostipiti di una progenie modificata che gli Elohìm hanno prodotto con lo scopo di utilizzarla nel territorio in cui loro avevano posto la loro sede principale su questo pianeta. Quello che noi conosciamo come il Paradiso terrestre ci viene descritto dalla Bibbia come un ‘luogo recintato e protetto’.
La tradizione vuole che i primi 5 libri della Bibbia, che noi chiamiamo Pentateuco, e i testi ebrei della Torah, siano stati fissati direttamente da Mosè intorno al 1400 a.C.
Fra questi sicuramente il più importante è il primo, che noi chiamiamo Genesi e gli ebrei chiamano Behreshit (‘l’inizio’), dove viene descritta sia la nascita del cosmo che la nascita dell’uomo.
Se potessimo confrontare il testo originale della Behreshit con quello della Genesi, rimarremmo probabilmente di stucco perché, mentre per la Genesi tradizionale, il mondo sarebbe stato creato da ‘Dio’ (singolare maschile), nella versione ebraica è costruito da una pluralità di esseri chiamati Elohìm.
A volte la Bibbia presenta il Creatore come Elohìm (Dio), altre volte lo chiama Yahweh, o Jehovah (Eterno o Signore), altre volte Elyon (Altissimo).
Questo termine in ebraico significa ‘quello che sta sopra’, e molto spesso lo troviamo scritto come ‘El Elyon’, cioè ‘l’El che sta sopra’.
‘El’ è il singolare di Elohìm e corrisponde al singolare, forse femminile, di Elohà!
Dunque tradurre ‘Elyon’ con l’Altissimo è abbastanza giusto in quanto entrambi indicano qualcuno che sta al di sopra di tutti L’unica differenza è che mentre l’Altissimo è un superlativo assoluto, Elyon è un comparativo.
Ma ‘Elohìm’ è un termine plurale e qui abbiamo il primo problema. Nelle nostre Bibbie, tutte le volte che troviamo la parola DIO, nella Bibbia originale masoretica troviamo la parola Elohìm, termine plurale, e tradurre questo termine con DIO è fantasia pura perché nessuno sa cosa vuol dire il termine ‘Elohìm’.
E quando nelle Bibbie c’è scritto il ‘Signore’ o ‘l’Eterno’, nel codice ebraico troviamo ‘Yahwèh’. Anche qui possiamo affermare con tutta tranquillità che si tratta di fantasia pura usata nella traduzione, perché ‘Yahwèh’ nessuno al mondo sa cosa significa…è un suono che quell’essere ha pronunciato quando Mosè, dopo che aveva portato fuori dall’Egitto il suo popolo, salendo sul monte Sinai gli disse: “Ma tu chi sei?”. E lui rispose: “Mi ricorderete con questo nome:YHWH”. Ora, al tempo di Mosè, la lingua ebraica non esisteva, comparve tre o quattro secoli dopo. Mosè parlava egiziano. Questo suono è stato messo per iscritto nella migliore delle ipotesi quattro secoli dopo essere stato pronunciato con una lingua che non sappiamo quale sia e le vocali questo suono le ha ricevuto altri milleseicento anni dopo, quando i Masoreti hanno vocalizzato tutto il testo ebraico originale calandoci dentro un significato.
C’è un passo nella Bibbia, dove la distinzione tra Elohìm, Elyon e Yahweh è netta e senza ombra di dubbio. In questo passo si dice espressamente che Elyon è il capo supremo, che ci sono gli Elohìm (governatori) e che Yahweh è uno di loro.
DEUTERONOMIO 32:8,9 “Quando Elyon (Altissimo) divideva i popoli, quando disperdeva i figli degli Adam (uomini), egli stabilì i confini delle genti secondo il numero degli Elohìm. Perché porzione di Yahweh è il suo popolo, Giacobbe è sua eredità”’.
Sembra chiaro che esiste un soggetto chiamato Elyon, il quale divide i territori della Terra in base agli Elohìm e che a Yahweh tocca il popolo di Giacobbe che non ha un territorio ma un deserto.
Tutta la Bibbia non è che la storia di come Yahweh, col popolo che gli è stato assegnato, è andato alla conquista militare, feroce e sanguinosa, per decenni, dei territori degli altri popoli. Che vi fossero altri Elohìm lo si può dedurre anche da altri fattori, per esempio che tutta la discendenza prima di Giacobbe era legata ad altri soggetti capi.
La Bibbia ci dice che Yahwèh si doveva occupare di Giacobbe, i nemici del popolo eletto erano Moabiti, Ammoniti, Amalechiti, Edomiti e Madianiti, ognuno aveva un dio diverso, cioè un diverso Elohim.
Iefte, comandante in capo delle forze israelite che sta combattendo contro gli Ammoniti dice: “Come voi possedete quelle terre che vi ha dato il vostro Elohìm Camos, così noi possediamo quelle che ci ha dato il nostro Elohìm Jahweh”.
Iefte, Jahweh e Camos sono assolutamente uguali e hanno gli stessi diritti sui popoli che governano. Come Yahweh è Elohìm d’Israele, ci sono gli Elohìm della Mesopotamia e gli Elohìm dell’Egitto e questo viene raccontato tranquillamente nella Bibbia.


Vaimānika Śāstra

Stefania Del Principe
Ci sono reperti e testimonianze inspiegabili che fanno ancor oggi impazzire i ricercatori di tutto il mondo e stonano totalmente con quello che ci dice la scienza ufficiale. Chi approfondisce la storia riguardante le civiltà antiche non può non notare che i nostri antenati non erano assolutamente primitivi come noi ce li immaginiamo. Ma, anzi, per certi versi si potrebbero considerare più evoluti di noi, ai giorni nostri. Parliamo di fatti che sono sempre stati davanti agli occhi di tutti, come la Grande Piramide, costruita seguendo le proporzioni esatte al millimetro della Luna e della Terra, oppure della conoscenza medica avanzatissima presente sia in India che presso i Maya, dove si utilizzavano succhi di radici per curare fratture in pochi giorni. O ancora di uno dei testi più famosi al mondo, del quale nessuno parla: il Vaimānika Śāstra, ossia La scienza dell’aeronautica, testo in cui osservando gli accuratissimi schemi, c’è da chiedersi come fosse possibile avere una simile conoscenza. Tutti parlano e descrivono qualcuno che loro ritengono molto importante e vicino a loro. Li chiamano ‘gli Dei’. Gli dèi dell’India, della Sumeria, della Cina, dei Maya e di tutte le altre civiltà antiche sono praticamente identici. Sono ‘gli uomini venuti dalle stelle’, ‘i nostri progenitori’, ‘gli uomini venuti dal mare che ci hanno insegnato la matematica, l’astronomia ecc.’, ‘gli dèi alti dalla pelle e gli occhi chiari’. Questi particolari sono comuni a tutti, a tutti gli Dei di tutte le popolazioni. Chi erano, dunque, questi Dei? Un’invenzione di tutte le civiltà primitive? Anche questa risposta si trova in molti reperti antichi, per esempio in quelli Sumeri, dove si racconta che si tratta di esseri in cerca dell’oro provenienti dalla stella imperitura, Nibiru, un pianeta che ha un’orbita gigantesca che dura ben 3.600 anni terrestri. Ma tutto questo è stato scritto da millenni ed è sempre stato a portata di mano, nella Bibbia. Purtroppo vi sono errori di traduzione, ma per fortuna ci sono anche bravissimi ricercatori che hanno ritradotto direttamente da fonti originali per comprendere davvero il significato della Bibbia. Uno di questi è Mauro Biglino che nel suo libro ‘Il dio alieno della Bibbia’ (Uno Editori) spiega in modo accuratissimo cosa, secondo lui, infine è davvero questo antico testo sacro: il racconto reale della più grande invasione aliena della storia dell’umanità.

Mauro Biglino: ‘Le datazioni dei vari libri dell’Antico Testamento sono diverse e molto controverse; i papiri più antichi risalgono al 150 circa a.C. La maggior parte risulta comunque composta dopo l’esilio babilonese. Le Bibbie che abbiamo in casa sono redatte sulla base del Codice di Leningrado, il codice universalmente accettato con la divisione in parole e la vocalizzazione fatta dai masoreti tra il VI e il XI secolo d.C., lo scritto che si possiede e risale al 1008 che costituisce il punto di riferimento per le Bibbie ufficiali.
Alcuni Vimana (velivoli degli dei) descritti nel Vaimānika Śāstra, risalgono al 13° secolo a.C. La propulsione dei Vimana sembrerebbe resa possibile grazie a un motore a vortice di mercurio.”

‘‘


(I Vimana di 20.000 anni fa)


(Palenque)

Chi è lo Yahwèh biblico? Le vicende bibliche fanno pensare ad un Elohìm abbastanza giovane, o quanto meno poco esperto, cui è stato assegnato un territorio di scarsa importanza. Un’ipotesi lo identifica con ISHKUR, figlio dell’Anunnaki ENIL. Un’altra lo identifica con Baal. Il serpente che ha la tana sotto terra indicherebbe simbolicamente gli studi che vanno in profondità e la sua raffigurazione intrecciata riproduce con tutta evidenza la doppia elica del DNA. Il serpente tentatore richiamerebbe quindi probabilmente i KASHDEIAN, il gruppo di Anunnaki (i corrispondenti sumeri degli Elohìm biblici) che si occupava delle questioni biomediche, secondo gli studi di un sumerologo del Christ College di Cambridge. Viene da pensare che si tratti dello stesso gruppo che ha prodotto gli Adàm con l’ingegneria genetica e ha reso fertile la coppia (o i due gruppi di maschi femmine) dell’Eden: questa sarebbe infatti la probabile realtà del cosiddetto ‘peccato originale’ che è consistito nell’acquisire la capacità di riprodursi autonomamente e contro il parere contrario dei ‘capi’. In contrasto con il comandante del GAN-EDEN – espressione ebraica che significa giardino recintato e protetto posto in Eden – il responsabile del gruppo di scienziati Anunnaki Elohìm avrebbe infatti concesso la fertilità alla coppia (o ai due gruppi) attribuendo loro la possibilità riprodursi (il serpente). L’ebraico GAN corrisponde al sumero accadico KHARSHAG che significa luogo recintato e protetto posto in alto; la lingua iranica ha ripreso il concetto nel termine PAIRIDAEZA, da cui deriva il greco PARADEISOS, cui fa seguito il PARADISUM latino e infine il nostro Paradiso. Il significato originale rimanda a un concetto completamente diverso da quello che la tradizione dottrinale gli ha assegnato. In quel luogo, che era con ogni probabilità un laboratorio degli Elohìm, si è sviluppato quel contrasto trai vari gruppi in cui fa la comparsa il serpente biblico (ma Yahweh è rappresentato dal serpente). ENKI risulta essere il responsabile delle formazione dell’Adam e dunque anche dell’intervento teso a rendere fertile la coppia, contro il volere del più potente fratello ENLIL. Yahwèh non può essere identificato con ENLIL e neppure con ENKI perché la sua figura appare decisamente meno importante di quelle dei due fratelli che si dividevano il comando. Yahwèh era sicuramente di rango inferiore e il capitolo 32 del Deuteronomio ci dice appunto che egli ebbe in ‘eredità’ un popolo che vagava disperato nel deserto. A fronte di questa assegnazione di scarsissima importanza sappiamo che molti suoi colleghi governavano invece su popoli importanti come Egizi, Assiri, Babilonesi, Ittiti ecc.. Egli dovette in pratica costruirsi un popolo e cercarsi un territorio che fosse minimamente vivibile: questa necessità determinò i suoi comportamenti che risultano essere violenti e crudeli.
La Bibbia poi presenta le vicende storiche alla luce della visione monoteista introdotta dai Masoreti: in questa ottica il sumero ENLIL finisce per essere apparentemente il dio supremo (identificato con Yahwèh) che decide per il bene delle creature le quali invece disobbediscono tentate dalla controparte, il serpente ENKI.

Quello che nella Bibbia ufficiale viene tradotto come ‘gloria di Dio’, negli antichi testi ebraici appare sotto il termine kewod. Diciamo subito che la ‘gloria’ (di Dio) è un concetto di non facile comprensione: ha diversi significati collegati l’uno all’altro e interdipendenti. Il verbo da cui deriva indica i concetti di: ‘essere pesante, avere peso, essere duro’. Tutta la descrizione degli eventi a esso legati fanno pensare a una macchina volante: si muove producendo rumore e vento di tempesta; produce fumo e fiamme visibili a distanza; se passa vicino a una persona la uccide; Dio non può prevenire né mitigare questa azione; quando passa può essere visto solo dal retro e non di fronte, produce conseguenze irreparabili; se ci si protegge dietro rocce ci si salva… Queste descrizioni sono troppo precise per essere interpretate come ‘visioni’ o come il ricordo di fenomeni atmosferici naturali, tanto meno possono essere ricondotte a una ingenua volontà di inventare una qualche forma di apparizione in grado di stupire. E’ un ‘qualcosa’ che si manifestava con grande potenza. Il termine kevòd in effetti identifica proprio questo: ciò che è pesante e forte. Insomma, il concetto di gloria intesa come caratteristica spirituale e trascendente di Dio rappresentata dalla teologia, risulta decisamente poco compatibile con tutto ciò che la Bibbia racconta in modo molto concreto di questo kevòd. Insomma stiamo parlando di un oggetto volante.


Dischi di Dropa, dischi di pietra trovati in una caverna himalayana.

In India troviamo di frequente nei testi religiosi il termine ‘vimāna’ che indica un mitologico oggetto volante. Viene descritto nelle guerre mitiche del Mahābhārata e del Ramayana. I vimāna sono in grado sia di volare nell’aria, nello spazio e di immergersi sott’acqua. Nei Veda, si menzionano diversi tipi di Vimāna, con diverse forme e dimensioni: carri volanti che ruotano tirati da animali, di solito cavalli; il agnihotra-vimāna, con due motori (agnir in sanscrito significa ‘fuoco‘); il gaja-vimāna, con più motori (gaja in sanscrito significa ‘elefante‘). Il Vaimanika Shastra è un vero e proprio manuale che descrive, non solo come pilotare un vimāna, ma anche le sue caratteristiche tecniche.

Velivoli raffigurati nel tempio di Abydos

Il nome Adamo, Adam è uguale a Afar più Tzelèm, il significato è ‘qualcosa di materiale che contiene l’immagine’, ciò fa pensare al DNA, come se Adamo fosse il risultato di un esperimento genetico. Afar riporta a ‘polvere o argilla’, sostanza che mantiene una forma, ciò sembra indicare qualcosa di terreste che è stato preso per operare nel senso voluto. La frase della Genesi per cui Dio prende dell’argilla, la modella e vi infonde uno spirito vitale creando Adamo, può raffigurare con una metafora per menti semplici un’operazione genetica per cui un DNA intelligente viene trasfuso in una materia terrestre.

Quelli che oggi chiamiamo Angeli nei testi originali sono detti ‘Malachim’, ‘messaggeri’: le descrizioni dell’Antico Testamento li presentano come dei portaordini, vigilanti, controllori, esecutori, intermediari tra gli Elohìm e l’uomo. La tradizione teologica li ha trasformati in creature angeliche ma non vi è alcun dubbio che nella Bibbia sono individui in carne e ossa che mangiano, bevono, dormono, camminano, si sporcano, si devono lavare, possono essere aggrediti e si devono difendere, vivono in accampamenti, possono anche essere uccisi. Incontrarli non era considerato un piacere ma poteva costituire un rischio anche mortale.
Nella Bibbia non c’è nulla degli angeli come li pensiamo noi. La parola angeli è la traduzione greca del termine Malachim che vuol dire ‘portatori di odio’, ‘portatori di insania’. Nella Bibbia i Malachim sono portatori di ordini e esecutori per conto dei comandanti. Nella Bibbia si traduce ‘L’angelo scomparve agli occhi di Simeone’, ma la traduzione esatta è ‘se ne andò camminando’. Quando arriva Gabriele, il testo dice che arriva ‘profondamente stanco’, ma nella traduzione arriva ‘volando con leggerezza’.
Perché questi dominatori dovevano sfruttare le masse umane? Si dice che fosse per estrarre l’oro che era loro necessario. Ma gli umani, sottoposti a corvé massacranti si ribellarono e allora i dominatori decisero di mettere dentro di loro un pezzo di DNA e all’inizio ebbero risultati umani difettosi, un po’ come la pecora Dolli (dove i tentativi falliti furono 200). Quando avvenne questo? I genetisti stimano la prima femmina mitocondriale nel 250.000 a. C. Gli studiosi dicono che tutte le sequenze del DNA umano si sono evolute molecolarmente dalla sequenza di un antenato comune. In base all’assunto che un individuo erediti i mitocondri solo dalla propria madre, questa scoperta implica che tutti gli esseri umani abbiano una linea di discendenza femminile derivante da una donna che i ricercatori hanno soprannominato Eva mitocondriale. Basandosi sulla tecnica dell’orologio molecolare, che mette in correlazione il passare del tempo con la deriva genetica osservata, si ritiene che Eva sia vissuta fra i 99.000 e i 200.000 anni fa.
La Bibbia non si interessa dei primi ominidi, ci racconta una storia degli adamiti che parte dal 4500 a. C.

Questi Elohìm hanno strani gusti. Per esempio, in tutto il Medio Oriente sono attratti dal fumo della fascia di grasso che sta sopra i visceri ‘che li calma’, tant’è che l’uso di bruciare questo grasso persiste anche in epoca romana. La carne delle vittime viene mangiata tutta meno questo grasso che viene bruciato in offerta agli dei che lo trovano ‘appetitoso’. Appetitoso è anche il grasso umano dei corpi bruciati. In una tavoletta sumerica si dice che essi venivano da un posto privo di vegetazione.

Diversi sono i Cherubini, che sembrano piuttosto macchine. Non hanno alcun rapporto con gli uomini, non parlano… Non hanno quindi nessuna delle caratteristiche tipiche degli individui dotati di una personalità propria. Invece sono dotati di lame/cerchi fiammeggianti che ruotano rapidamente; sono rappresentati con dimensioni notevoli. Quando non si muovono autonomamente possono (devono?) essere trasportati con un carro realizzato appositamente; hanno ruote che possono procedere in tutte le direzioni senza girarsi, rimanendo sempre strutturalmente unite all’insieme dell’oggetto volante (kevòd) e hanno una parte centrale circolare che ruota/turbina rapidamente; quando sono collegati al carro di Yahwèh hanno sotto di loro uno spazio nel quale può passare almeno una persona; sono dotati di strutture che coprono e proteggono quando sono chiuse, mentre quando sono aperte servono per il volo; nel muoversi producono un rumore udibile a distanza; sono un ‘qualcosa’ su cui l’Elohìm si posa, siede, staziona, si pone a cavalcioni e vola; si muovono uniti al [kevòd, ruàch] dell’Elohìm ma anche in modo indipendente. Insomma, pare proprio che non avessero nulla a che vedere con le eteree figure angeliche della tradizione dottrinale ma fossero macchine.
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La Bibbia ci dice che Elohìm muore come tutti gli altri uomini – nonostante abbia una vita molto più lunga della nostra. Non è eterno, né infinito né onnipotente (la traduzione della parola che è stata scritta come ‘onnipotente’ significa in realtà ‘signore della steppa’).
E circa l’eternità, il Salmo 82 è chiaro in questo senso: gli Elohìm muoiono come tutti gli Adam, cioè come ognuno di noi.
La Bibbia non è un libro che si occupa di religione ma un testo di storia che riporta ‘solo fatti umani’ in cui Yahwèh non si presenta come il creatore dell’universo ma unicamente come ‘condottiero’ di un popolo. L’Antico Testamento non parla di Dio e non voleva neppure farlo.
Dunque questi esseri tecnologicamente superiori arrivano sulla Terra, ricevono dei territori, sfruttano degli ominidi, li modificano geneticamente, depredano l’oro, costruiscono monumenti incredibili, poi di colpo se ne vanno. Perché? Non ci sono racconti dove viene spiegato il motivo di questa loro ‘fuga improvvisa’. Non sappiamo perché sono arrivati né perché se ne sono andati. Nella Bibbia non ci sono indicazioni che consentano di formulare ipotesi. Prendiamo allora una indicazione dallo storico giudeo-romano Giuseppe Flavio che nel suo libro Guerra Giudaica scrive così: Libro VI:296 “Non molti giorni dopo la festa, il ventuno del mese di Artemisio, apparve una visione miracolosa cui si stenterebbe a credere’” . Libro VI:297 “E in realtà, io credo che quanto sto per raccontare potrebbe apparire una favola, se non avesse da una parte il sostegno dei testimoni oculari, dall’altra la conferma delle sventure che seguirono’” Libro VI:298 “;Libro VI:299 “i sacerdoti che erano entrati di notte nel tempio interno per celebrarvi i soliti riti riferirono di aver prima sentito una scossa e un colpo, e poi un insieme di voci che dicevano: ‘Da questo luogo noi ce ne andiamo”.
Forse se ne andarono nel 68 d.C. Trattandosi di normalissimi colonizzatori, venuto meno il motivo per il quale erano qui, cessato l’interesse o terminate le operazioni programmate, ci hanno lasciati.
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A cosa servono le religioni? Se i poveri si ribellassero, attaccherebbero i ricchi. Le religioni si reggono sulla paura e sulla speranza. La paura tiene sotto controllo i popoli imponendo una condotta osservata come regola dall’interno, la speranza fa sì che al posto della rivoluzione i popoli sperino in una condanna dei ricchi e dei malvagi nell’al di là e in un premio sempre nell’al di là alla loro remissione e ubbidienza.

Riguarda alla parola Satana, Biglino dice che nella Bibbia non esiste. Lo conferma uno dei più importanti esegeti ebraici. Satan nell’Antico Testamento indica non un individuo ma la funzione del pubblico accusatore che può essere assunta da chiunque in un pubblico processo. Ma nella Bibbia non esiste un Satan come non esistono i demoni.
C’era un Elohim che spingeva ad andare da lui abbandonando Yahwèh perché offriva riti sessuali e si chiama Baltheor = Signore dell’esposizione degli organi sessuali, che in greco è diventato Bal fegor e poi Belfagor. Baltheor era un rivale di Yahwèh perché si contendevano gli stessi territori. Questo rivale è stato trasformato in Satan o altri diavoletti per cui Bal za bub è diventato Belzebù.

Guardate i video delle conferenze di Mauro Biglino che trovate su youtube

Io: Ha senso quanto dice Biglino? Forse sì, forse no. Indubbiamente, se basta cambiare una vocale in quell’elenco non spaziato di consonanti che costituisce la Bibbia si può farle dire qualsiasi cosa e il contrario di qualsiasi cosa. Lascio a voi la valutazione. Ho solo voluto raccontarvi questa incredibile teoria che spiegherebbe molti misteri, dall’incredibile salto evolutivo per cui nasce di colpo l’homo sapiens, alla consonanza di troppi particolari tra le religioni del mondo, agli straordinari monumenti disseminati sulla Terra di cui non si capisce chi siano stati gli autori né come siano stati fatti, alle eccezionali conoscenze degli antichi nella medicina o nell’astronomia che non corrispondono al loro livello di civiltà. Ma, che ci sia stata o no sulla Terra una invasione aliena, la storia dell’Umanità rimane sempre una storia di guerre, di invasioni, di depredazioni, di atti di una ferocia tremenda, con o senza alieni. E se deve esistere un’etica sarà bene che le persone più evolute se la cerchino da sole.
Consideriamo che la spiritualità è una cosa, l’affidarsi ciecamente a una Chiesa è un’altra. La spiritualità è un cammino molto personale che non è detto debba coincidere con l’ortodossia di una chiesa ufficiale. Così come l’etica è necessaria all’uomo, non è detto che debba coincidere con la credenza in un Dio comandato un certo modo per ragioni di potere. Ci può essere un’etica laica, agnostica, che usa una intelligenza laica che non necessariamente può avere bisogno di appoggiarsi a qualche religione. Trovarla da soli è indubbiamente più difficile che credere in una religione preconfezionata o trovata dalla nascita ma ha qualche merito, almeno rispetta la libertà della ricerca umana e potrebbe essere esente da meno errori.
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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Sono svariati anni che seguo, leggo, mi documento e sembra proprio che non ci siano dubbi.. siamo stati modificati partendo dai primati che erano qui, autoctoni.
    In quanto alle religioni… solo uno strumento per rimanere stolti, incolti, da comandare e sfruttare.
    Quando lo riterranno opportuno si manifesterano nuovamente, e la chiesa ha paura… colpevoli del male che hanno fatto alla società per millenni…. è inequivocabile.

    Commento di Fabio Marchetti — novembre 26, 2016 @ 11:33 am | Rispondi


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