Nuovo Masada

novembre 17, 2016

MASADA n° 1807 17-11-2016 SCHIAFFI ALLA DEMOCRAZIA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:47 pm

MASADA n° 1807 17-11-2016 SCHIAFFI ALLA DEMOCRAZIA
Blog di Viviana Vivarelli

Una riforma per distruggere la democrazia – Il Brasile manifesta per i costi delle Olimpiadi – Le balle di Trump – Le scelte sbagliate di Renzi – Chieste condanne per i soci di Renzi – Fiscal compact e terremoti – Un enorme perditempo – L’opposizione degli stracci – L’insostenibile leggerezza di Cuperlo – Padre Cavalcoli e le aberrazioni di Radio Maria – Contro il Mes Cina – La disfatta spagnola

QUESTA RIFORMA E’ IL PEGGIORE SCHIAFFO DATO ALLA DEMOCRAZIA
Viviana Vivarelli

Questa riforma, presentata con tanta astuzia, subdola e falsificante, su una materia tanto enorme e importante per l’intera Repubblica, è il più grande schiaffo dato alla democrazia in 70 anni di storia italiana e la più grande beffa inferta al popolo italiano. Praticamente un golpe massonico in grande forza, peggiore della cacciata che Mussolini fece dei parlamentari dalle aule del Parlamento. E’ la presa di potere che il neoliberismo fa per distruggere una democrazia.

Se il potere è solo dei partiti e al posto dell’elezione diretta abbiamo la nomina dall’alto, il potere massimo sarà al capo del partito vincente. E costui, oltre ad essere Capo del Governo, potrà di fatto nominare due terzi della Camera e la maggior parte del Senato e di conseguenza sarà la sua parte maggioritaria che nominerà troppi giudici della Consulta ed eleggerà il Presidente della Repubblica. Sarà ‘l’uomo solo al comando’. Era il sogno di Gelli, Craxi o Berlusconi (anche se Berlusconi oggi si finge contrario per ragioni di opportunità) e chiunque tenti di realizzarlo tenta una deriva autoritaria che ci toglie dalla democrazia e ci avvia verso una dittatura. Il pericolo è grande anche perché ci sono 4 milioni di voti di Italiani all’estero che saranno vagliati senza alcun controllo terzo, dando luogo probabile a brogli. Ormai i due principali schieramenti di ogni Paese, e in Italia saranno Pd e M5S oppure il Sì e il No al referendum, i due gruppi hanno voti molto vicini, per cui i brogli soprattutto dei voti all’estero sono la conseguenza fatale più probabile perché chi è al Governo manipoli i numeri a suo vantaggio.

IL BRASILE MANIFESTA CONTRO I COSTI DELLE OLIMPIADI
Luigi Di Maio

In queste ore c’è un intero Paese, il Brasile, che sta manifestando contro i tagli del governo alla spesa pubblica. Ci sono proteste in 18 Stati.
Per pagare le Olimpiadi di Rio appena finite, il Governo ha deciso di tagliare istruzione e sanità.
Noi questa follia a Roma l’abbiamo fermata sul nascere. Non parteciperemo all’indebitamento del nostro Paese per sfamare il comitato olimpico. Le olimpiadi sono belle se fanno crescere un Paese, sono inutili se per farle bisogna togliere risorse ai servizi essenziali.
La politica si fa anche con i No.
Vorrei che Renzi adesso mettesse sul suo aereo blu tutti i giornalisti, gli opinionisti e i rappresentanti del Coni che sostenevano le Olimpiadi, che andassero per le strade brasiliane insieme a quei cittadini che protestano e avessero il coraggio di dire loro che le Olimpiadi sono state una grande opportunità per il loro Paese. (Nei fatti, invece, i media italiani nemmeno ne parlano).
.
LE BALLE DI TRUMP
Trump dice che costruirà un muro col Messico e spingerà per l’espulsione di 3 milioni di Clandestini. Cosa c’è di nuovo in questo? Le espulsioni sono sempre state fatte, Obama ne ha fatto per due milioni e mezzo di persone, ma sono state contrastate dai rimpatri, con cui ogni presidente americano ha riportato in America 2 milioni di persone. In quanto al muro, esiste già: è una barriera di sicurezza costruita dagli USA, che corre lungo 1340 km sui 3.000 km di confine fra USA e Messico. La sua costruzione ha avuto inizio nel 1994, con il progetto antimmigrazione attuato dall’allora Presidente CLINTON. Il confine è già pattugliato da più di ventimila agenti di frontiera, con l’ausilio di elicotteri, localizzatori elettronici, garrite, ecc. . La sua funzione è di ostacolare il transito di immigrati illegali e impedire il trasporto della droga. E’ una barriera di lamiera metallica sagomata, alta dai 2 ai 4 m., lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego, è dotato di illuminazione ad altissima intensità e di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente, effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Il risultato immediato della costruzione della barriera è stato un numero sempre crescente di persone che hanno cercato di varcare illegalmente il confine.
La spacconata di Trump è evidente e vale per i deboli di cervello.
Le leggi americane prevedono già l’espulsione dei clandestini criminali. Per cui che novità ci sono?
I motivi di espulsione possono essere trovati nella sezione 237. Si applicano a chiunque viva legalmente negli Stati Uniti, con un visto per non immigranti (temporaneo) o di una carta verde (residenza permanente legale). La legge dice che chi si trova negli Stati Uniti senza un permesso legale deve essere espulso. Le cause più comuni che danno luogo a questo tipo di procedimenti sono: commissione di un reato, ingresso illegale negli Stati Uniti, documenti di altra persona..
Trump mi sembra un ballista che spara caxxate per colpire i deboli di cervello

LE SCELTE SBAGLIATE DI RENZI

Non capisco come si possa ritenere competente un Presidente del Consiglio inadeguato come Matteo Renzi. Per ottenere un posto a tavola alla Casa Bianca, ha trascinato il governo italiano nella campagna elettorale statunitense, sostenendo la candidata sconfitta e rischiando di compromettere i rapporti col nuovo presidente americano.
Si era schierato contro il referendum greco sull’austerity e il popolo greco ha votato l’esatto contrario. Ha difeso il Remain in Inghilterra e ha vinto la Brexit. Negli ultimi 2 anni ha acconsentito alle sanzioni alla Russia, danneggiando per 7 miliardi l’economia delle nostre imprese e creando tensioni inutili tra l’Italia e la Russia stessa. Dopo qualche mese si è presentato al Forum di San Pietroburgo per la conferenza stampa con Putin, nella quale sarà ricordato per avere passato il tempo a chattare con il suo smartphone, mentre il presidente della seconda potenza – militare – al mondo parlava dell’Italia.
Non contento, qualche mese dopo, ha anche acconsentito a schierargli militari italiani contro, al confine con la Lettonia. Il suo partito ha votato al Parlamento europeo il trattato UE-Tunisia, che danneggia il nostro olio, facendo entrare olio tunisino nel nostro mercato. Ha sostenuto a spada tratta il TTIP, pur sapendo che avrebbe distrutto la nostra economia per favorire le multinazionali americane e, invece di staccare la spina a questo trattato scellerato, per proteggere la nostra economia, si è piegato alle lobby che lo sostenevano. Ha fatto una riforma costituzionale sotto dettato delle banche d’affari americane per stroncare la democrazia nel nostro Paese, invece di difenderla. Si è comportato in modo ridicolo in Europa votando sì a 134 risoluzione europee che ci uccidevano e ora finge di fare il broncio a fa togliere la bandiera europea. Ha usato i soldi per la lotta al terrorismo e il terremoto per le sue mancette elettorali.
Ha sprecato 16 miliardi di euro delle nostre tasse nel Jobs Act che quest’anno ha prodotto già decine di migliaia di licenziamenti in più. Ha utilizzato 10 miliardi di euro per un bonus di 80 euro che non ha rilanciato l’economia: i cittadini italiani hanno speso quei soldi per pagare le tasse locali che nel frattempo lui aveva aumentato.
Ha regalato 150 miliardi alle banche punendo non i malfattori ma i correntisti.
Le sue leggi finanziarie non hanno mai azzeccato una previsione, puntualmente smentite a fine anno dai dati reali. Il suo atteggiamento arrogante e supponente non solo ha allontanato tanti cittadini italiani dalle istituzioni, ma ha causato anche scissioni e lacerazioni nel suo partito, che oggi ha più correnti che elettori e ha spaccato il Paese. Ha fatto una riforma per mettere i suoi fedelissimi nella TV di Stato. Ha deciso tutto lui: direttori generali, presidente, e amministratore delegato. E oggi lui stesso si lamenta delle persone che ha scelto, che stanno portando la nostra televisione pubblica al declino. Ha scelto motu proprio 500 docenti universitari per metterli ai suoi ordini.
Ora finge di essere contro quello stesso sistema fallimentare che lui ha creato, cadendo nel grottesco.
Tutti possiamo sbagliare, per carità, ma chi sbaglia deve essere in buona fede. Matteo Renzi è sempre dalla parte sbagliata della storia, perché dall’altra parte ci sono i cittadini, e lui non ha scelto mai di stare con loro.
.
CHIESTE CONDANNE PER I SOCI DI RENZI

I pm presentano 18 richieste di condanna, 9 anni e 6 mesi per il pidduista Carboni, 4 anni per il plurinquisito Verdini e altri per Cosentino (di FI legato alla camorra), Sabelli e Esposito (quelli che affossarono Marino) e Caliendo per aver cercato di influenzare la Consulta sul Lodo Alfano col comitato segreto detto P3 che voleva influenzare gli organi costituzionali. I quattro sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e violazione della legge Anselmi sulle società segrete. Carbone è il miglior amico e consigliere del padre di Renzi e della Boschi. Verdini è quello che ci ha dato questa bella riforma costituzionale. Caliendo è Ministro dello Sviluppo e consenziente con Renzi a firmare il TTIP:
Ma in che mani sporche siamo messi?
E noi si deve stare anche a sentire le capre renziane che sanno solo calunniare Grillo e i 5stelle e che attaccano una blogger di Facebook per avere criticato Renzi?

FISCAL COMPACT E TERREMOTI

Il 20 aprile 2013, in modo rapidissimo, col Governo Monti, il Pd mise in Costituzione per primo in Europa l’obbligo di bilancio che vieta qualunque spesa dello Stato sia per investimenti che per calamità. Il Fiscal compact obbliga all’equilibrio strutturale delle entrate e delle spese del bilancio.
Ogni terremoto è costato all’Italia 17 miliardi di euro. L’Italia, per sua disgrazia, è un Paese fortemente sismico soprattutto nella zona appenninica, e i terremoti nel tempo sono stati tanti: Belice, Friuli, Irpinia, Marche, Puglia, Molise, L’Aquila… e ci hanno fatto spendere negli ultimi decenni 122 miliardi di euro.
Ora, a causa degli atroci e disumani vincoli di bilancio imposti da Bruxelles, il nostro Paese può trovarsi nell’impossibilità di provvedere alla ricostruzione perché ciò aumenterebbe il debito e inutilmente Renzi spande promesse come un fiume in piena. Sono promesse che resteranno vuote di soldi e di potere, per il semplice fatto che l’Ue non vuole. Ogni anno l’Italia dà all’Ue 20 miliardi e ne riceve 12. All’Ue importano solo le banche, e i 132 miliardi che le abbiamo dato in 14 anni li ha usati per salvare le banche tedesche e francesi, non gliene frega niente di uomini o territori.
Quando il Pd mise improvvidamente in Costituzione il fiscal compact saltando anche i lunghi tempi costituzionali, scrissi subito che con questo atto folle ci saremmo messi nella impossibilità di fare investimenti pubblici per la ripresa economica condannandoci alla recessione e che non avremmo potuto provvedere ai cataclismi, eppure questa legge delirante fu votata nel 2012 in tempi brevissimi dal Pd con 183 voti, dal Pdl con 105 e dal Centro (contraria la Lega) con la discussione concentrata in 10 minuti di parola a gruppo parlamentare in un ritaglio di tempo come di fronte ad un provvedimento di quarto ordine. Se sono tutti colpevoli, però, il Pd lo fu di più. In un momento così grave e importante perché l’Italia cedeva la sua sovranità, ci furono 201 assenti, tra questi Alfano, Bersani, Casini e Monti! 201 assenti e chi c’era dormiva! La Lega, come al solito, non capì un tubo: votò orgogliosamente il pareggio di bilancio in Costituzione, non votò il fiscal compact che era la stessa cosa! I somari al potere!

UN ENORME PERDITEMPO

La Leopolda è stata un’altra sceneggiata di facciata, uno spot a vuoto, un fiume di chiacchiere ipocrite. Questo referendum blocca il Paese. Mesi e mesi persi a parlare di qualcosa di cui facevamo volentieri a meno, che ha impegnato politici e media, emarginando i problemi più seri su cui Renzi non ha intenzione di fare un bel nulla, qualcosa che ridurrà la nostra democrazia, accentrerà il potere nelle mani dell’uomo solo al comando, rinforzerà il potere arbitrario dei partiti diminuendo la sovranità popolare, renderà più caotico e confuso il lavoro del Parlamento. E tutto questo mentre il dissesto idrogeologico del Paese si aggrava, la disoccupazione giovanile aumenta, i fallimenti delle piccole e medie imprese si allargano, lo stato sociale peggiora, le tasse crescono, i migranti premono indisturbati, la burocrazia ci affoga, di investimenti produttivi nessuna traccia, nessuno fa nulla contro la corruzione politica e siamo l’ultimo Paese al mondo per la giustizia, finendo tutti i processi ai politici in abiette prescrizioni.
Questo referendum doveva essere fatto a settembre, poi ottobre, poi novembre, ora è scivolato al 4 dicembre. Se potesse, Renzi lo rimanderebbe a primavera o addirittura a ferragosto o al tempo del MAI. Nel frattempo cambierà l’Italicum, non per garantire maggior rappresentanza all’elettore, ma per eliminare il ballottaggio che farebbe vincere i 5stelle e per rimettere le coalizioni che permetteranno gli inciuci più mostruosi, con la Lega e Berlusconi che aspettano l’occasione d’oro per tornare al potere nella grande vergognosa ammucchiata, il Patto del Nazareno 2. Una macchinazione per togliere all’elettore diritti e centralità di potere, spostando le scelte sui partiti. Un sistema partitocratico dove la democrazia muore sostituita da un’oligarchia di compagni di merende. E intanto che la democrazia muore, muore l’economia, muore la difesa del territorio, muore la speranza di futuro dei giovani, muore la giustizia e muore la libertà.
Il referendum è un’enorme arma di distrazione di massa per perdere tempo e ammazzare progressivamente la democrazia. Prendere tempo per perdere tempo è la strategia di Renzi che narratizza invece di governare, spottizza invece che amministrare, twitta invece di governare. Nel frattempo il potere serve solo ad aumentare il potere. Il popolo sta sullo sfondo, fuori dalla scena politica, come il viandante buono solo ad essere depredato.
Renzi con tutti i suoi slogan da decerebrati, i suoi fan lecchini e ingiuriosi, i suoi finti oppositori interni pronti solo a calare le braghe, i soci potenti bramosi di rapina e disintegrazione delle democrazie, i compagnucci italiani spregiudicati e rampanti, da Serra a Farinetti, o delinquenziali e pidduisti, da Carboni a Caliendo, i compagni di partito servili e inetti come Zanda o Bersani, dà un’impressione di megalomania vacua e rimbombante, accompagnata da debolezza e fallimento. L’effetto è pessimo. Le giravolte sull’Italicum, le balle reiterate, i falsi dati economici, la finta opposizione all’Ue, questa continua sceneggiata di cui Renzi è il capocomico ma che non inganna chi soffre di malgoverno e dissolutezza, lo storytelling o persuasione occulta del narrare balle al posto di una conduzione seria dello Stato, tutto suona come una campana fessa che rimbomba solo nelle teste degli sciocchi.
I politici inventano i congressi per recitare quello che non sono. Al posto della politica seria, al posto di una conduzione civile dello Stato, abbiamo un continuo spot elettorale, dove la finzione sostituisce la verità, l’apparenza sostituisce i fatti, il discorso diventa paradosso, si nega quello che ieri si affermava, si ciurma sui dati, si vende ciò che non esiste, il politico serio è sostituito dal pubblicitario furbesco, si creano notizie per nascondere sostanze, il referendum copre il fallimento di governo, il finto diverbio con Cuperlo nasconde la disfatta europea, questa mascherare l’incapacità personale e tutto muore in un artifizio dove nessuna cosa è quello che sembra e nessun atto del governo procura benessere al popolo e tutto si confonde in un’enorme Gomorra dove i cloni ballano, come proiezioni di se stessi, paghi di poter esaltare qualcuno o accanirsi su qualcun altro, essendosi ormai perso qualunque criterio di coscienza o bene comune o verità.
Tutto è diventato sceneggiata, e in questa sceneggiata le anime ballano come demoni o zombi, trascinate in una ridda infernale dove si perde ogni concetto di realtà.
Il mondo è un perpetuo mostrare sotto cui non c’è contenuto, altro che il potere da un lato e la sofferenza del popolo dell’altra.
Far diventare il contenuto politico uno spot commerciale, sostituire la pubblicità alla propaganda e la propaganda a un progetto serio di valori, è un gioco falsificante che regge fino a un certo punto. Ma quando la disoccupazione, le carenze, il disordine sociale, la mancanza di valori comuni, il malessere e l’insicurezza economica raggiungono un certo punto, il ballista di governo mostra la sua trama logora, lo spot diventa un’arma suicida, la teatralizzazione della politica rivela tutto il suo vuoto interiore, lo spot non si mangia, lo slogan ti infuria, la stupidità diventa insopportabile e coloro che difendono un simile governo sono i tuoi nemici e li mandi a fare in culo.
La storiella che col referendum inizi un’era nuova è falsa. L’era nuova ‘è’ già il referendum e il modo con cui è gestito, l’era nuova e pessima è già questa riforma e questo governo che vogliono rubarci la democrazia e introdurre un nuovo fascismo dove il potere passa ai partiti e viene perso dai cittadini e dove tra gli stessi partiti dominerà non la contrapposizione destra, centro e sinistra, tanto cara al falsificatore Scalfari, ma l’ammucchiata più perversa e meno politica, per troncare i nostri diritti, negare i nostri valori, e garantire impunità ed eternità a una cricca di malfattori. Il potere per il potere. Un nuovo fascismo partitico che ha i suoi adepti come ogni fascismo, ciechi e sordi d’anima a cui basta calunniare perché nella falsità e nella calunnia hanno messo quel che loro resta della coscienza e dell’identità personale, anime perse alla verità e alla giustizia che sanno solo servire e leccare perché hanno messo la loro natura larvale al servizio del ‘capo’. L’uomo solo al comando! Niente altro conta. Come nel fascismo più deteriore!
Tutta la storia italiana è stata condensata surrettiziamente nel referendum come se il referendum fosse la soluzione di tutti i mali. Si è spaccato il Paese per mettere su questa enorme sceneggiata falsificante che è durata mesi e mesi paralizzando tutto, come un’enorme proiezione mentale che ha invaso i cervelli impedendo loro di pensare. La vuota e ripetitiva teatralità della Leopolda è l’epitome di questa messinscena, dove il capo affoga nei propri elogi e i suoi cloni fanno scorrere melassa, non diversa dalle sceneggiate propagandiste del Duce, ma ormai lascia il tempo che trova, è uno spreco inutile di uomini e mezzi. Il giorno dopo il referendum, l’Italia si sveglierà senza aver messo mani a nessuno dei problemi gravissimi che la schiantano, la nostra economia sarà sempre la peggiore d’Europa, il territorio sarà sempre dissestato, la scuole continueranno a crollare, i fiumi a esondare, le case mal costruite a crollare, i disoccupati saranno di più e così il debito, le piccole imprese falliranno, i vecchi e i malati troveranno nuovi buchi nei servizi sociali, la corruzione continuerà ad aumentare, la giustizia sembrerà uno strano e vuoto perditempo che lascia impuniti i colpevoli e aumenta i giudici venduti, i media ci faranno scendere ancora di più nelle classifiche internazionali e saremo più poveri di verità e di giustizia. Un enorme perditempo.
..
L’OPPOSIZIONE DEGLI STRACCI : BERSANI O CUPERLO

Bersani è già rientrato nell’alveo renziano e si fa fotografare sorridente con Renzi. Cuperlo si è accontentato rapidamente di una promessa verbale di Renzi sull’Italicum e ora voterà SI’ al referendum. Dovremmo paragonare gli ‘oppositori ridicoli’ (ridiculous opponents) della minoranza Pd al leader del partito laburista britannico Jeremy Corbyn, che ha votato ‘sempre’ contro le direttive del proprio partito e malgrado ciò ha avuto la maggioranza di voti direttamente dal proprio elettorato.
Il suo programma contrasta con le politiche di austerità europee, che definisce insostenibili sia dal punto di vista politico che economico.
Corbyn vuole nazionalizzare i servizi pubblici come posta, ferrovia ed energia elettrica. Afferma che gli inglesi possono imparare qualcosa da Marx. Rovescia il concetto di ‘alleggerimento quantitativo’ (quantitative easing) della Banca d’Inghilterra dicendo che il denaro creato non dovrebbe essere girato al sistema bancario commerciale ma a infrastrutture pubbliche, cittadini e lavoratori. Il suo programma economico è sostenuto da economisti di sx della scuola keynesiana ma per Corbyn può conciliarsi anche col Fm allo scopo di finanziare progetti pubblici che diano lavoro e che portino il Paese alla piena occupazione.
E’ chiaro che Corbyn ha una ideologia e un programma strutturati
Ma costoro, Bersani o Cuperlo, cosa vogliono? Di cosa sono portatori? Del nulla assoluto.
Bersani ha sempre votato religiosamente sì a tutte le votazioni della stessa riforma elettorale a cui oggi finge di opporsi. Ha sempre detto vagamente di non essere d’accordo ma di votare ‘per fedeltà alla ditta’. Non è diverso da quei 314 parlamentari berlusconiani che votarono di credere che Ruby fosse la nipote di Mubarak, gente senza coscienza,senza onore o volontà.
Cuperlo è anche andato alla manifestazione del Pd per il SI’ e ha preso pretesto di qualche vaga apertura a cambiamenti dell’Italicum per calare le brache e dare il suo consenso.
Questi non sono oppositori e non sono politici, non sono nessuno. Stracci.
Sono come quei canini di pezza che un tempo si mettevano davanti al lunotto posteriore dell’auto e che casualmente, a una curva della strada, sembra dicano di No mentre solitamente dicono sempre di SI’.
Bersani, non ho mai capito se c’è o ci fa. Ma Cuperlo è direttamente pagato da Renzi per fare una finta opposizione?
.
Antonio Carano
Cuperlo fa un selfie con la Boschi. Indovinate qual è il culo e quale la camicia.
.
Lowerome
Bersani ha votato tre volte la riforma ma voterà no al referendum. Una cosa è un pulsante, una cosa è una matita. (Ma forse voterà Si’ ‘per ‘vincolo di disciplina di partito’, ma il ‘vincolo di disciplina di partito’ è una attenuante o una aggravante?)
.
Se tutto lo scopo di Cuperlo era farsi un selfie con la Boschi,
poteva dirlo prima!
Magari il gelataio gli comprava anche un gelatino!
.
Bersani a Renzi: Non puoi trattarmi come una sguattera del Guatemala .
.
Voltaire rappresenta il peggiore del mondo e lo sforzo disperato del suo eroe patetico di inserirlo in una visione ottimistica.
Che cos’è l’ottimismo diceva Cacambo – Ahimè! disse Candido è la smania di sostenere che sì tutto va bene quando si sta male. (cap. XIX)
Tout est bien, tout va bien, tout va le mieux qu’il soit possible.
Dopo tutto che in Italia tutto vada bene lo dicono Poletti, Verdini, Padoan, la Boschi e quel gran truffatore di Renzi!
Candido:
E che diavolo importano, rispose il derviscio, i mali ed i beni? Quando Sua Altezza spedisce una nave in Egitto, si da ella forse pensiero se i topi che sono nella stiva stanno comodi o no?
E allora che dobbiamo fare? domandò Pangloss. Tacere, rispose il derviscio.
Io m’ero illuso riprese Pangloss, di poter ragionare un pochino con voi delle cause e degli effetti, del migliore dei mondi possibili, dell’origine del male, della natura dell’anima e dell’armonia prestabilita. A questo il derviscio sbatté loro l’uscio in faccia.
.
Marcthulhu
Renzi:Ognuno fa i conti con la propria coerenza. Per esempio lui è sempre stato coerentemente di destra.
.
Roberto
Da oggi c’è un nuovo detto: Sei affidabile come un Cuperlo! (Ma anche Bersani non scherza).
.
L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA MINORANZA
Cuperlo,ovvero la particella indeterminata
Luisella Costamagna

Cuperlo è come il principio di indeterminazione di Heisenberg: come l’elettrone viene modificato già solo dall’osservazione, così la particella Cuperlo la cerchi con Bersani ed è già schizzata in piazza dalla Boschi.
Schivo e dallo spessore culturale insolito per un politico, ha sfidato Renzi alla segreteria del Pd puntando… sull’estetica!? Bello e democratico era il suo motto. Coi soprannomi spazia tra opposti:dal Robert Redford della Mitteleuropa al Sallusti coi capelli di Crozza. Laureato con tesi sulla comunicazione di massa, docente di Comunicazione pubblica e politica, responsabile comunicazione dei Ds, autore della Storia e futuro della politica in televisione, è tutto fuorché un grande comunicatore: slogan astrusi (Benficenti, tolleranti o solidali? per la Fgci; un verso di Rilke per i Ds: Il futuro entra in noi molto prima che accada, scambiato da compagni somari e maligni per una campagna anticancro); testi soporiferi (la leggenda narra che, dopo due libri scritti insieme, D’Alema gli preferì Rampini perché la sua stesura lo fece addormentare); latita su Twitter non riuscendo a stare nei 140 caratteri. Ce l’ha fatta però il 9 febbraio 2014, quando twittò sarcastico:A @matteorenzi va riconosciuta la coerenza: ha sempre detto di voler fare un passaggio elettorale per arrivare a Palazzo Chigi. E – coerente pure lui – poco dopo gli votò la fiducia. Ma poi…Senza la sx il Pd non c’è. La mia generazione è stata schiacciata dalla scarsa generosità dei fratelli maggiori e dalla famelica ambizione di quelli minori, con la Leopolda Renzi sta facendo un partito parallelo, fino ai durissimi affondi in direzione: Ti manca la statura del leader anche se coltivi l’arroganza del capo, compreso l’ultimo sul referendum: Senza accordo vero sull’Italicum, voto no e mi dimetto (e infatti…).
Caro Cuperlo, se è vero che non hai votato il Jobs Act, la Buona Scuola e l’Italicum (eri assente), la riforma costituzionale invece l’hai votata e, dopo aver minacciato No e dimissioni, ti vai a fare i selfie con la Boschi?
Ok, tra Mozart e Salieri lei si è sempre identificato con Salieri, i suoi tormenti, l’impossibilità di essere il numero uno. Ma ammesso – e non concesso – che Renzi sia Mozart, lei chi è davvero, Salieri o Tafazzi?
Esci finalmente dall’indeterminazione: voterai Sì o No?
.
Karl
Se fosse ancora vivo Il Sommo Dante Alighieri avrebbe senza ombra di dubbio collocato Cuperlo (e tanti altri della sx del PD o come Bersani, nel girone degli IGNAVI … Gli ignavi erano costretti a correre dietro una bandiera lontanissima da loro e di cui non si vedeva il simbolo (rappresenta il fatto che in vita non hanno mai fatto una scelta politica). Mentre corrono, vengono punti e tormentati da tafani e mosconi, e il sangue che sgorga dalle loro ferite alimenta i vermi che nascono dal terreno. Le loro lacrime e il sangue rappresentano il sentimento, del dolore o della gioia, che non hanno mai provato in vita, il sangue è quello che non hanno mai versato per una qualunque causa, e gli insetti e i vermi gli stanno addosso come se fossero cadaveri. Sono anime, ma sono cadaveri perché non hanno mai vissuto davvero. Sono detti ciechi perché non hanno mai guardato in faccia la vita vera e sono stati sordi alle richieste d’aiuto. Sono talmente spregevoli che Dante non li colloca neanche all’Inferno, dove peraltro non li vorrebbero neanche i dannati, che sono tali, ma almeno hanno avuto il coraggio di compiere una scelta.
.
Mario Poillucci
Sottopongo alla saggia e colta valutazione dell’Accademia della Crusca un nuovo verbo:
CUPERLARE!! Vale a dire che cuperla colui che, in cambio della propria palese evanescenza, simula il contrasto, il disaccordo con la segreteria del partito in cambio di una ulteriore nomina parlamentare, nomina che, in base alle qualità, fattiva partecipazione, risultati conseguiti, non meriterebbe mai e poi mai consapevole che, un vero voto libero e democratico non lo consentirebbe neppure!
Certo possiamo definirlo ”voto di scambio” ma è troppo prolisso! CUPERLARE è sintetico ed esaustivo!!!
.
Golf, così il governo nasconde i fondi per la Ryder Cup: 60 milioni messi in manovra alla voce Giovani e sport

PADRE CAVALCOLI. IL TERREMOTO E’ LA PUNIZIONE DIVINA CONTRO LE UNIONI CIVILI

Il Vaticano lo ha sospeso ma Radio Maria non è nuova a critiche contro le sue posizioni estreme, reazionarie e conservatrici, che danno il peggio del cattolicesimo attuale.
Ha seguito la linea non certo elogiabile del cardinale Camillo Ruini, ha dato spazio a movimenti di estrema destra come Comunione e Liberazione, Rinnovamento nello Spirito, Cammino neocatecumenale e Opus Dei, nonché ad associazioni come Alleanza Cattolica,. tutti gruppi che fanno parte della destra estrema. Ha preso posizione feroce contro la fecondazione assistita e contro i DICO. Ha appoggiato e fatto parlare esponenti teodem come Ferrara o Pezzotta, promotore del Family Day, tanto da far protestare persino Rosy Bindi.
Il 4 novembre 2016 mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede, ha condannato le affermazioni di Padre Giovanni Cavalcoli trasmesse da Radio Maria, secondo le quali il recente terremoto avvenuto in Centro Italia sarebbe stato un castigo divino e ha invitato l’emittente «a correggere i toni e il linguaggio e a conformarsi di più al Vangelo della solidarietà e della misericordia proposta da Papa Francesco».
Al di là della condanna di oggi, sono anni che Radio Maria è dominata dal furore acceso di Padre Livio, grande elogiatore di apparizioni, miracoli ed esorcismi, che nomina ogni due parole il Diavolo:
« Non escludo, come dicono alcuni giornali, che ci siano gruppi satanici tra questi studenti, come gruppi di atei che hanno come slogan odio la Chiesa, ammazziamo Cristo o cose di questo genere. Sono questi gruppuscoli al limite del satanismo, tra l’altro… Ecco, comunque sia, cari amici non facciamoci illusioni: Satana è dappertutto, anche nell’Università. Non mi meraviglio che vi siano dei professori cornuti con tanto di tridente e di coda. Perciò non facciamoci tante illusioni, cari amici, perché sotto sotto, state tranquilli, c’è l’odio contro Dio, l’odio contro Cristo, l’odio contro la Chiesa. Dietro questi personaggi c’è sempre il Maligno, state tranquilli che è così: non mi posso sbagliare su queste cose, perché non si spiega, capito? Se tu vai lì con quella gente lì e li spruzzi di acqua santa, esce fuori il fuoco… Fumano! Se li spruzzi di acqua santa fumano, quella gente lì fuma! Fuori va il fumo, capito? Come avviene negli esorcismi più tremendi. »
Padre Livio ha attaccato violentemente la teoria dell’evoluzione di Darwin dicendo:
« una storiella a cui crede soltanto La Repubblica e il Corriere, e basta! Perché… fanno ridere i polli! Perché tutte le ricerche scientifiche più aggiornate, più preparate, più serie ci dicono che l’uomo è apparso sulla terra già uomo […]. Non c’è nessun segno, nessuna dimostrazione, nessuna possibilità che pian piano la scimmia abbia imparato prima il bergamasco, poi l’italiano, poi l’inglese […]: non c’è stata nessuna evoluzione dalla scimmia all’uomo! Cioè, l’uomo è apparso improvvisamente sulla terra, cioè improvvisamente c’è stato un essere nel pieno possesso delle sue facoltà mentali.
Ha presentato inoltre la teoria secondo cui Hitler avrebbe ordinato il genocidio di 6 milioni di ebrei perché odiava Gesù Cristo, anch’egli ebreo.
Insomma siamo in un quadro di furore neo-medievale che non può certo favorire la Chiesa.

Radio Maria è il più grande network del mondo, ha 76 emittenti in 5 continenti, gode di una legge di finanziamento fatta apposta per lei e per le emittenti della Lega da Bossi (legge di finanziamento voluta dalla Lega che consente alla radio della Lega Nord e a Radio Maria di occupare liberamente frequenze in tutta Italia. Senza pagare un euro), se n’è sempre fregata dell’inquinamento ambientale prodotto che diffonde leucemia tra i bambini, ha 30 milioni di ascoltatori nel mondo, 3 in Italia, in prevalenza anziani che corteggia per averne i lasciti testamentari, il che non è poco e dice dell’inquinamento ‘morale’ di cui è capace. La sua copertura nazionale è superiore a quella della Rai, raggiungendo anche zone sperdute come paesini di montagna, non coperte da altri segnali radiofonici. Ha 27 radio in Europa, 22 in America, 20 in Africa, 5 in Asia e una in Oceania, più un gemellaggio in Libano. Trasmette pure in arabo «con studi mobili in Iraq e Siria». In Italia conta 850 ripetitori e un bilancio di una ventina di milioni annui «coperti dalle offerte degli ascoltatori e dal 5 per mille». La legge finanziaria italiana del 2005 ha stanziato un milione di euro per il potenziamento e l’aggiornamento tecnologico delle emittenti radiofoniche nazionali a carattere comunitario: Radio Maria è stata una delle due beneficiarie. A partire dal 2006 Radio Maria riceve le offerte anche attraverso il canale del 5 per mille.
Padre Livio è sulla stessa linea feroce e senza mezzi termini di padre Cavalcoli. Se questi ha detto che Dio ha mandato il terremoto per punire gli italiani per le unioni civili, Padre Livio disse a Monica Cirinnà, autrice della legge sulle unioni civili («Signora, arriverà anche il suo funerale, stia tranquilla») o se la prese con i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori di due libri sugli scandali vaticani dicendo: «io li impiccherei…»
Oggi il papa deplora le parole di padre Cavalcoli sul terremoto, ma a giugno 2015, lo stesso aveva definito «i gay peggio degli adulteri» aggiungendo non si capisce perché nazioni con legislazioni molto più avanzate di quella italiana, come l’Olanda, l’Irlanda o l’Inghilterra, non vengano colpite da terremoti devastanti almeno una volta al mese, quindi questa fissa del terremoto come punizione divina ce l’aveva già.

Lidia Maggi
«Dove si trova Dio? Dio non certo a corte, e neppure nei santuari. Sorprendentemente, compare accanto a un popolo che fugge dalla fame e dall’oppressione. Quando nelle acque di una storia crudele affoga chi è in fuga dalla schiavitù della miseria e della guerra, lì affoga anche Dio. Una società che rimane indifferente a queste stragi è una società deicida. Il potere vorrebbe farci credere che Dio è con il faraone, benedetto dai suoi granai, dalle sue banche, dalla bellezza dei suoi palazzi e dalla potenza del suo esercito. La Bibbia, invece, osa raccontare una storia trasgressiva, nella quale i dimenticati della storia ritrovano un nome e la vicenda dei perdenti è strappata all’oblio. E osa affermare che è questa la storia di Dio. Dio custodisce la vicenda di chi non ha né voce né forza per denunciare gli abusi subiti. Nel racconto dell’Esodo, il grido dei perdenti diventa la voce di Dio. La Bibbia è un libro sovversivo non solo perché non giustifica il potere del potente, ma soprattutto perché racconta un’altra storia, quella delle vittime, di coloro che nessuno ascolta e ricorda i nomi».

Una volta a chi difendeva la Costituzione si appuntavano le medaglie, oggi al massimo 10 punti di sutura al pronto soccorso
.
Nelle scuole 117 crolli in 3 anni ma la priorità del Governo Renzi è una schifosa Riforma
.
Perché per i terremotati non usare case di legno?
Una bellissima e confortevole villetta in legno costa 18.000 euro.
Con 97 milioni se ne possono costruire 5.888 e sono assolutamente antisismiche, coibentate e si montano in poche settimane.
Ovviamente non avremo i lauti guadagni dei palazzinari ma ci sarà qualche governo che prima o poi realizza che siamo un Paese sismico come il Giappone e l’edilizia si deve organizzare di conseguenza?

CONTRO IL MES CINA
Beppe Grillo

Entro l’11 dicembre 2016 l’Unione Europea dovrà decidere se riconoscere alla Cina lo status di economia di mercato. Le implicazioni di una tale decisione sono ENORMI e dannose per i cittadini e le imprese europee. Mercoledì migliaia di cittadini manifesteranno perché questa deve essere una decisione del popolo, non dei burocrati. Io sarò in mezzo a loro.
Il M5S da mesi si batte contro questo scenario che per l’Italia, così come per molti altri Paesi europei, significherebbe non poter più applicare le misure di difesa commerciale, cioè i dazi applicati alle merci cinesi che raggiungono il continente europeo e circolano liberamente senza alcun controllo. A rischio ci sono 415 mila posti di lavoro in Italia, 3 milioni in tutta Europa.
Dobbiamo proteggere le nostre PMI da questa follia che potrebbe dare a migliaia di imprenditori il colpo di grazia. I prodotti cinesi sono artificialmente più concorrenziali dei nostri, perché la Cina non segue le logiche dell’economia di mercato: produce a prezzi più bassi grazie agli aiuti di Stato e a normative allegre in materia di diritti di lavoratori e di standard ambientali.
.
Viviana
Ci hanno fatto credere che, se volevamo produrre e vendere, dovevamo stare nell’Ue o saremmo stati falcidiati da concorrenti mondiali più forti, perché in un mercato mondiale i piccoli periscono. Dobbiamo perciò sottostare a 2.400 direttive che regolano puntigliosamente la grandezza delle cozze come il grado di inquinamento. Poi scopriamo che l’Ue,invece di proteggere i produttori e venditori interni, vuol firmare il TTIP e il CETA per favorire i mercati USA e canadese che di regole ne hanno solo 12, e ora sentiamo che sta per aprire il mercato alle merci cinesi, che le regole di salvaguardia o il principio di precauzione non sanno nemmeno cosa siano.
Dunque la supposta protezione dell’Ue all’economia europea era solo falsa informazione per le masse, fumo per menti deboli. In realtà sopra l’Ue c’è il grande capitale internazionale a cui anche gli istituti dell’Ue ubbidiscono e che dei popoli europei proprio se ne fregano.
Ai venduti capi di Stato che accettano in Ue tutte le imposizioni del Fm e della Bm e svendono gli interessi e i diritti dei loro popoli non importa una cippa difendere i produttori o i consumatori nazionali, o almeno non interessa loro difendere i piccoli produttori o i nullatenenti. L’Ue altro non è che uno strumento nelle mani del grande capitale internazionale che sta bluffando sulle nostre spalle ed è pronto a fare di noi un solo boccone.
Prima abbiamo dovuto subire l’apertura alle merci statunitensi e canadesi,ora arrivano quelle cinesi.
Si dice che le regole europee di difesa dei consumatore, della salute e dell’ambiente siano 2400. Esse dovranno valere solo per noi e non per qualunque altro soggetto esterno del mercato? Non sarà questa una penalizzazione gratuita che stroncherà definitivamente ogni produzione o vendita delle piccole e medie imprese europee a favore solo delle multinazionali o delle grandi potenze del mercato?
In Italia abbiamo già ogni giorno 57 imprese che falliscono. Dove vogliamo arrivare?
NEL 2016 SONO FALLITE 14.416 AZIENDE
E Renzi e Calenda, già firmatari del TTIP e del CETA, sono pronti a firmare anche questa nuova sciagura? Possibile che solo il M5S insorga?
.
Sole24 ore. Perfino Confindustria lo scorso anno….

2015: «Un impatto devastante sul made in Italy». Confindustria, insieme alle principali associazioni industriali europee, evidenzia tutti i rischi di quella che, da parte della Ue, si rivelerebbe «un’iniziativa suicida». Il governo italiano – è l’appello – intervenga per evitare questo autogol. Sono toni perentori quelli degli industriali italiani, che si dicono nettamente contrari alla concessione dello stato di economia di mercato (Mes) alla Cina alla fine del 2016, ipotesi di cui si è iniziato a parlare in sede Ue. Nel testo, firmato dalla presidente Emma Marcegaglia (si era nel 2015) e dal direttore generale Markus J. Beyer, si sottolinea l’impatto distruttivo che la decisione avrebbe sulle procedure Ue antidumping e più in generale sulla competitività delle industrie continentali. Netta contrarietà anche della Ces, la confederazione europea dei sindacati, che teme danni concreti «sui lavoratori e le economie europee».Sarebbe un clamoroso errore – è la tesi – aprire alla Cina come economia di mercato mentre i principali partner commerciali della Ue (Usa ma anche Canada, Giappone, India) non riconoscono lo status. L’effetto sarebbe un’immediata diversione dei flussi commerciali verso l’Europa, che sarebbe in altre parole invasa da prodotti cinesi. oltre il 40% delle imprese europee difese dai dazi antidumping sono italiane e dei 51 prodotti attualmente sottoposti dalla Ue a dazi antidumping verso la Cina, una trentina sono fabbricati anche (o soprattutto) da aziende italiane. Uno scenario nel quale alcuni settori sarebbero molto più colpiti. La siderurgia sarebbe tra i comparti potenzialmente più danneggiati da una decisione che complessivamente metterebbe a rischio 3,5 milioni di posti di lavoro in Europa, di cui fino a quasi 415mila in Italia.
.
LA DISFATTA SPAGNOLA DELLA SOCIALDEMOCRAZIA

Dopo un anno di blocco, e grazie al sostegno dei socialisti, il conservatore Rajoy è stato rieletto premier. Il Psoe si è piegato ad abbracciare l’austerity in un regime di larghe intese. All’opposizione resta solo Podemos che spera di cavalcare il malcontento. Intanto il cambiamento, per ora, deve aspettare.
La socialdemocrazia è finita. Oggi abbiamo la scellerata decisione del Psoe di sostenere in Spagna un nuovo governo Rajoy, governo di larghe intese: socialisti e conservatori, insieme a braccetto, uniti nel sostenere le medesime politiche.
Nel 2011 gli Indignados attaccavano il partito unico Psoe/Pp accusandolo di essere la ‘misma mierda’. Ma quello che succede in Spagna si ripete ovunque in Europa: una disfatta vergognosa della sx, vedi la Terza via di Clinton, Blair e tutti coloro che hanno usato la parola ‘riforme’ per fare altre guerre, privatizzazioni, distruzioni dei diritti dei lavoratori, distruzione dei diritti anche elettorali dei cittadini. Un tempo i socialisti erano i difensori del popolo contro il capitale, oggi sono proprio loro a cambiare le Costituzioni in senso capitalista e anti democratico, applicando programmi di dx. In Europa ormai c’è un pensiero unico. A comandare sono il mercato, la finanza, le agenzie di rating, le banche. I governi sono subalterni. Nessuno mette in discussione i vincoli dell’austerity. E se i popoli si ribellano e mostrano di attaccarsi a chiunque metta in discussione lo status quo come Trump, ecco che i capipartito fingono di cavalcare la protesta popolare e di essere essi stessi anti establishment. Ma non possiamo ingannarci: le partitocrazie stanno trasformando le democrazie parlamentari in sistemi autoritari antidemocratici, vere oligarchie comandate da uno solo dove la rappresentanza popolare viene smantellata.

Dal 2008 venduti 347 milioni di vaucher. Ai lavoratori vanno 500 euro al mese.
.
L’attacco sistematico del Pd alla Raggi non ha sortito risultati, mentre la proposta di legge dei 5stelle di dimezzare lo stipendio dei parlamentari, prontamente respinta con disdegno da tutti i partiti, ha fatto balzare in alto i sondaggi del M5S. La strategia di comunicazione di Renzi non sta riuscendo bene. Eppure ha assoldato il guru americano della comunicazione Jim Messina per 400.000 euro più altri 700.000 per la campagna per il SI’, pagati dal Parlamento e dunque con soldi nostri come il viaggio della Boschi in Sudamerica. Ma la spesa totale del Pd per il referendum è di 3 milioni. Jim Messina è quello che curò la campagna di Obama nel 2012 scegliendo slogan semplici e chiari. I nostri politici si illudono che l’Italia sia simile agli Stati uniti e già Rutelli e Monti fecero questo errore assoldando Greenberg e Axelrod con scarsi risultati. Secondo gli esperti: «Riproporre le dinamiche americane in Italia è quasi impossibile». L’Europa non è l’America e Jim Messina ha già fallito in Spagna con Rayjoy e in Inghilterra con la Brexit di Cameron. E non c’è due senza tre.
.
FALLIMENTO EUROPEO
Beluscameno

Con l’euro, un europeo su 3 va verso la povertà. Corse agli sportelli, salvataggi d’emergenza, disoccupazione alle stelle ed economia asfittica, nonostante le iniezioni di liquidità della Bce. Ormai tutti sono pienamente consapevoli di come l’Eurozona sia stata un disastro finanziario, che ora inizia a diventare “anche un disastro sociale, come scrive Matthew Lynn sul Telegraph.
“L’EUROZONA STA DIVENTANDO UNA MACCHINA di IMPOVERIMENTO”: mentre la sua economia è in stagnazione, milioni di persone stanno cadendo in uno stato di vera e propria deprivazione, come dimostrano i tassi di povertà, “aumentati vertiginosamente in tutta Europa”. .
LA MONETA UNICA (L’EURO ) ANDREBBE “sottoposta a riforme radicali” o meglio ancora “SMANTELLATA”.
Report dell’Eurostat, l’agenzia statistica dell’Unione Europea ci dice che in pochi anni è enormemente aumentata la fascia della popolazione a rischio, alla quale ormai appartiene un cittadino europeo su tre. Dati spaventosi che da soli condannano l’euro
Eurostat ha verificato l’entità numerica delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale, confrontando i dati del 2008 con quelli del 2015. Tra i 28 membri dell’Unione, cinque paesi hanno aumentato la miseria. In Grecia i poveri sono il 35,7% della popolazione rispetto al 28,1% del 2008. A Cipro l’incremento è stato di 5,6 punti percentuali: ora il 28,7% della popolazione è classificato come povero.
In Spagna il valore è aumentato di 4,6 punti percentuali, in Italia di 3,2 punti. Ma la situazione non è così tetra dappertutto: il tasso di povertà è sceso in Polonia, Bulgaria, Lettonia che non hanno l’euro. Il dramma colpisce solo i paesi dell’Eurozona. E non è finita. Sono definiti “a rischio di povertà” gli individui che vivono con meno del 60% del reddito nazionale medio. Ma quello stesso reddito medio è crollato negli ultimi sette anni, dato che la maggior parte dei paesi dell’Eurozona devono ancora riprendersi dalla crisi del 2008. In Grecia il reddito medio è sceso da 10.800 a 7.500 euro all’anno. Le persone stanno diventando più povere. In tutta l’Ue, l’8% delle persone sono definite in stato di grave deprivazione materiale, il che significa che non hanno accesso a ciò che la maggior parte delle società civilizzate considerano beni di prima necessità, non sono in grado di pagarsi il riscaldamento, di avere un telefono, di “poter mangiare un pasto a base di carne, pesce o proteine almeno a giorni alterni. La Grecia è in testa alla classifica negativa, con il 22% di popolazione in grave deprivazione materiale, rispetto al solo 11% del 2008.
In Italia, un Paese che 20 anni fa era prospero, uno scioccante 11% della popolazione si trova oggi in stato di povertà paragonato col 7,5% di sette anni fa.
In Spagna la povertà è raddoppiata.
Eppure, continua il “Telegraph”, se si analizzano i paesi al di fuori della moneta unica, si scopre che al loro interno quel tasso è sostanzialmente stabile (come nel Regno Unito) o sta diminuendo come in Polonia attualmente in rapida crescita economica, dove si è dimezzato. E dire che l’Ue si era fissata l’obiettivo di ridurre in maniera significativa i principali indicatori di povertà entro il 2020. Sta fallendo miseramente.
Impossibile scagionare la moneta unica. Perché la Grecia o la Spagna dovrebbero essere in uno stato così drasticamente peggiore di un qualsiasi paese dell’Est Europa? E perché l’Italia dovrebbe stare peggio del Regno Unito, quando i due paesi si trovavano a livelli di ricchezza sostanzialmente simili durante gli anni Novanta?”. E gli italiani avevano addirittura superato il Pil inglese pro capite.
Anche in un’economia di successo come l’Olanda, paese non colpito da alcun tipo di crisi finanziaria, si sono registrati grossi incrementi sia della povertà relativa che di quella assoluta. La realtà è evidente, per il Telegraph: “Un sistema valutario disfunzionale ha strangolato la crescita economica, facendo crescere la disoccupazione a livelli impensabili.
Poi, dopo che alcuni paesi sono andati in bancarotta e hanno avuto bisogno di aiuti finanziari, l’Ue, insieme alla Bce e al Fmi, ha imposto pacchetti di austerità che hanno drasticamente tagliato welfare e pensioni: con queste premesse, non c’è da sorprendersi che la povertà sia aumentata.
E’ scioccante che i livelli di povertà stiano crescendo ad un ritmo così veloce in quelle che un tempo erano nazioni floride.
..
Le riforme di Renzi? Sono state scritte da una grande banca d’affari americana, la JP Morgan. E sapete perché? La nostra costituzione è troppo socialista, garantisce “la protezione costituzionale dei lavoratori” e “il diritto della protesta contro i cambiamenti dello status quo politico”. È tutto scritto in un documento pubblicato il 28 maggio 2013.

LETTERA DI RENZI AGLI ITALIANI ALL’ESTERO

Cari italiani che vivete all’estero, in questi giorni avete ricevuto una lettera firmata e spedita in 4 milioni di copie a tutti voi dal presidente del Consiglio Matteo Renzi in uno dei suoi più riusciti travestimenti: quello di segretario del Pd e leader del comitato BastaunSì. In pratica, questo signore nella sua seconda veste ha chiesto a se stesso nella sua prima veste l’elenco dei vostri nomi e dei vostri indirizzi postali e se lo è concesso tramite il suo ministro dell’Interno Alfano, che contemporaneamente lo negava a Giuseppe Gargani, leader del Comitato Popolare per il No. Così soltanto lui ha potuto raggiungervi uno per uno a domicilio, fingendo di informarvi sulle modalità di voto e sul contenuto della sua cosiddetta “riforma” costituzionale, impedendo a chi la contrasta di fare altrettanto. Il che già dovrebbe indurvi a diffidare di lui e a cestinarla. Se invece foste tentati di leggerla, sappiate che tutto ciò che egli vi scrive, tranne forse la sua firma in calce, è falso. Un po’ come l’opuscolo che un altro venditore di aspirapolvere farlocchi, Berlusconi, non a caso coautore di questa “riforma” a quattro mani con Renzi, inviò a milioni di elettori in Italia e all’estero nel 2001, dal titolo Una storia italiana.
1. Renzi vi racconta che la sua “riforma” metterà fine alla “politica debole che si perde in un mare di polemiche” e la farà finita con un “Paese instabile, che cambia premier più spesso di un allenatore della Nazionale”: “63 governi in 70 anni”, “il record mondiale di instabilità”. Ora, a parte il fatto che la prima Repubblica ebbe il record mondiale della stabilità, visto che fu governata per quasi 50 anni dalla stessa maggioranza imperniata sulla Dc e i suoi alleati, sia pure con diversi premier, quei 63 governi sarebbero stati 62 se non fosse arrivato Renzi. In questa legislatura l’Italia ha cambiato governo una volta sola, nel 2014, e proprio per colpa di Renzi, massimo fattore di instabilità e polemiche, che impose al Pd di rovesciare il governo Letta per andare al potere con la stessa maggioranza: altrimenti l’Italia avrebbe avuto lo stesso governo per l’intera legislatura. Se vincesse il Sì, tutto questo potrebbe ripetersi, visto che nessuna norma della “riforma” lo impedirebbe.

2. Renzi vi racconta che, da quando lui è al governo, l’Italia è “rispettata all’estero”. È la stessa frottola che già raccontava Berlusconi quando l’Italia toccò il minimo storico di prestigio internazionale. Lo stesso sta purtroppo accadendo con Renzi, continuamente umiliato in Europa per le bugie sui conti pubblici, per gli impegni non rispettati e per la sua totale incapacità di essere credibile agli occhi dei partner.

3. Renzi vi racconta che “superiamo finalmente il bicameralismo paritario, un sistema legislativo che esiste solo in Italia”. Voi, soprattutto se abitate negli Stati Uniti o in Francia, sapete benissimo che forme di bicameralismo paritario esistono in molte grandi democrazie senza pregiudicare l’efficienza delle istituzioni. Quanto al presunto “estenuante ping-pong tra Camera e Senato” cui sarebbe costretta “ogni legge” che impiegherebbe “anni” per essere approvata, sappiate che in Italia, nell’ultima legislatura, è stata approvata una legge ogni 5 giorni: 202 leggi sono passate al primo colpo, mentre la “navetta” ne ha riguardate pochissime (43 approvate con tre passaggi tra le due Camere, 5 con quattro, una con cinque e una con sei).

4. Renzi vi racconta che la causa dei 63 governi in 70 anni è stata il “doppio voto di fiducia al governo da parte di Camera e Senato” (la “riforma” riserva la fiducia alla sola Camera). Bugia: solo 2 governi su 63, quelli di Romano Prodi, caddero per la sfiducia del Senato. Tutti gli altri, compreso quello di Letta a opera di Renzi, caddero fuori dal Senato e quasi sempre fuori dal Parlamento per manovre di Palazzo.

5. Renzi vi racconta che “questa riforma, definendo le competenze tra Stato e Regioni, mette fine all’assurda guerra tra enti pubblici che ogni anno si consuma in centinaia di ricorsi alla Corte costituzionale”. Falso: le Regioni a statuto speciale, le più costose e sprecone, non vengono toccate, anzi conteranno ancor di più, mentre quelle ordinarie verranno espropriate della loro sacrosante competenze sul controllo del territorio e dunque delle grandi opere (anche quelle iper-costose e inutili o dannose e inquinanti, tipo Tav Torino-Lione, Ponte sullo Stretto, inceneritori, oleodotti, gasdotti, trivelle petrolifere), che tornano nelle mani dell’uomo solo al comando a Roma in nome di un imprecisato “interesse nazionale”. Concetto talmente fumoso da autorizzare i governi a immischiarsi in qualsiasi materia che la “riforma” lascia alle Regioni, innescando non meno, ma più contenziosi fra governo centrale ed enti periferici. Lo stesso caos produrrà la nuova categoria delle “disposizioni generali e comuni” e “di principio”, che porteranno altra conflittualità sulle competenze fra Stato e Regioni.

6. Renzi vi racconta che “questa riforma riduce finalmente poltrone e costi della politica”. Ma in Italia, secondo uno studio Uil, i cittadini che vivono di sola politica sono 1 milione e 100 mila. La riforma riduce i senatori da 315 a 100: un taglio impercettibile con un risparmio irrisorio per lo Stato: circa 40 o 50 milioni all’anno (dati della Ragioneria dello Stato e bilancio preventivo del Senato), a fronte di oltre 800 miliardi di spesa pubblica. E a che prezzo? Quello di rinunciare all’elettività dei senatori, che non saranno più scelti dai noi elettori, ma dalla peggior Casta politica: quella dei Consigli regionali. Che manderanno in Senato 95 fra sindaci e consiglieri (più 5 nominati dal Quirinale), per giunta muniti dell’immunità parlamentare dagli arresti, dalle intercettazioni e dalle perquisizioni: un privilegio che la Costituzione riserva ai parlamentari eletti, cioè non a loro.

7. Renzi vi racconta che “la riforma elimina enti inutili come il Cnel (1 miliardo di spesa)”. Il plurale “enti inutili” è truffaldino: l’unico ente inutile che sparisce – usato come specchietto per le allodole per oscurare le magagne degli altri 46 articoli stravolti della Costituzione – è appunto il Cnel. Che però non costa 1 miliardo, ma appena 8,7 milioni l’anno (vedi bilancio del 2015), di cui 4-5 per il personale residuo che verrà trasferito alla Corte dei Conti e dunque lo Stato continuerà a pagarlo. Ben altri risparmi si sarebbero ottenuti abolendo il Senato (2,8 miliardi costo a legislatura) o dimezzando – come Renzi aveva promesso – il numero e gli stipendi di tutti i parlamentari, lasciandoli eleggere direttamente dal popolo.

8. Renzi vi racconta che la “riforma garantisce più poteri alle opposizioni… senza toccare i poteri del Presidente del Consiglio, né alcuno dei ‘pesi e contrappesi’ che garantiscono l’equilibrio tra i poteri dello Stato”. Menzogna: il governo conterà molto di più, e non solo per la legge elettorale Italicum che regala il 54 per cento della Camera, e dunque il governo, al capo del partito più votato (anche nel caso in cui rappresenti solo il 20 per cento dei votanti, pari al 12-13 per cento degli elettori). Ma anche perché il governo avrà una corsia preferenziale in Parlamento, per i suoi disegni di legge, che andranno approvati entro 70 giorni (art. 72 della “riforma”): la stessa priorità non è prevista per le leggi di iniziativa parlamentare, così il governo monopolizzerà vieppiù l’attività legislativa del Parlamento, dettandogli la propria agenda. Nulla è previsto per le opposizioni, se non la promessa di una legge che dovrebbe disciplinarne i diritti: una legge mai scritta, affidata al buon cuore della futura maggioranza.

9. Renzi vi racconta che “per decenni tutti hanno promesso questa riforma… ma si sono dimenticati di realizzarla”. Falso: questa riforma, che modifica 47 articoli su 139 della Costituzione, così com’è non è stata mai promessa da nessuno. E men che meno dal Pd, che l’ha imposta a un Parlamento riottoso con ogni sorta di forzature e senza alcuna legittimità (governa con i suoi mini-alleati in forza di una maggioranza illegittima, drogata dal “premio” della legge elettorale Porcellum già cancellata come incostituzionale dalla Consulta). Il Pd nel 2013 ottenne la maggioranza – anche da una parte di voi italiani all’estero – in base a un programma elettorale che non prometteva di riscrivere un terzo della Costituzione, ma solo di ritoccarla in pochi punti: per allargare la “partecipazione democratica” e per dare “applicazione corretta e integrale di quella Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo”. Programma che la “riforma” calpesta e ribalta, tradendo la fiducia di noi elettori.

10. Renzi vi invita a votare Sì per “andare avanti”, mentre il No significherebbe “tornare indietro”. Balle. La Costituzione americana del 1789 prevedeva senatori nominati dall’alto, poi nel 1913 fu emendata per farli eleggere direttamente come i deputati. Andare avanti significa allargare, non restringere, la partecipazione popolare, soprattutto in un Paese come l’Italia dotato di una Costituzione che all’art. 1 recita: “La sovranità appartiene al popolo”. È la “riforma” renziana che ci fa tornare indietro, ai tempi dell’Italia monarchica e dello Statuto albertino, quando i senatori erano nominati e non eletti.
Come vedete, cari italiani residenti all’estero, Renzi vi ha presi in giro, approfittando biecamente della vostra lontananza dall’Italia. Ma per fortuna, anche grazie alla Rete, è facile sbugiardarlo. Se grattate gli slogan e le foto patinate dei suoi incontri con i capi di Stato, e sul retro emergerà la vera domanda che il piccolo piazzista di aspirapolvere vi sta rivolgendo: rinunciate al diritto di eleggere i senatori per farli scegliere a noi della Casta? Una domanda tanto più inquietante e provocatoria per voi, italiani di oltre confine, che oggi siete rappresentati da 6 senatori eletti nei collegi esteri, mentre la “riforma” abolirà quella quota di rappresentanza, tagliandovi fuori dal primo ramo del Parlamento, che se vince il Sì sarà riservato ai delegati-nominati delle 20 regioni, di 21 comuni e del Colle.
.
Modifiche alla costituzione punto per punto

1) L’articolo 57, comma 2 ridefinisce il metodo di elezione del Senato: i senatori non saranno più eletti ma nominati nei consigli regionali.

2) L’articolo 64 rimanda i poteri delle opposizioni ad un regolamento parlamentare ancora da scrivere. Intascata (grazie all’Italicum) la maggioranza assoluta dei seggi, sarà il governo a dettare.

3) L’articolo 67, sebbene sia stato modificato, non prevede il vincolo di mandato neanche per i senatori nonostante non saranno più eletti. I nuovi inquilini del Senato non rappresenteranno nessuno e voteranno per logiche partitocratiche magari anche per riconoscenza al partito che li ha mandati a Roma regalando loro l’immunità parlamentare.

4) L’articolo 68 riconosce ancora l’immunità parlamentare ai membri del Senato nonostante i senatori non saranno eletti e non avranno vincolo di mandato e, non da meno, potrebbero essere pescati nella classe politica più inquisita e corrotta rappresentata dai consiglieri regionali. Il che fa prevedere che ad andare a Roma sarà chi avrà la necessità di sfuggire all’arresto o ad una perquisizione.

5) L’articolo 70 – NON SOLO è contorto e prolisso e rinvia ad altre disposizioni per ben 11 volte – ma riconosce al Senato, popolato da 100 senatori nominati e senza vincolo di mandato, il privilegio e l’onere di revisionare la Costituzione.

6) L’articolo 71 attribuisce anche al Senato il potere di iniziativa legislativa. Ma se i senatori saranno tutti nominati e non avranno vincolo di mandato, in nome e nell’interesse di chi proporranno le leggi?

7) L’articolo 71, comma 3 triplica il numero delle firme necessarie per le leggi di iniziativa popolare: si passerà da 50 mila a 150 mila. L’aumento è motivato dalla discussione in tempi certi “nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari”, regolamenti che devono essere ancora scritti, quindi non si a quanto corrispondono i tempi certi; se a un mese, ad un anno o a due anni. La discussione in tempi certi non è comunque una giustificazione valida ma strumentale. Il dato di fatto è che oggi, con la Costituzione attuale, bastano 50 mila firme, con la riforma, invece, ne serviranno 150 mila.

8) L’articolo 71, comma 4 introduce il referendum propositivo e di indirizzo ma le modalità di attuazione – numero di firme da raccogliere, quorum e tempi di esame da parte della Camera – sono rimandate ad una legge che ancora NON esiste. Visto quello che hanno fatto con le leggi di iniziativa popolare, alzando le firme 50 mila a 150 mila, c’è ben poco da sperare.

9) L’articolo 72, comma 7 concede al governo quando ritiene unilateralmente un disegno di legge come essenziale per il suo programma il potere di iscriverlo all’ordine del giorno e sottoporlo al voto finale entro 70 giorni dalla deliberazione. Il Parlamento, che è l’unica rappresentanza del Paese, già posto al di sotto del governo grazie allo spropositato premio dell’Italicum, verrà ulteriormente PIEGATO al volere dell’esecutivo attraverso l’uso indiscriminato e senza limiti della decretazione d’urgenza.

10) L’articolo 75, comma 4 per i referendum abrogativi riduce il quorum alla maggioranza dei votanti delle ultime elezioni solo se le firme raccolte da 500 mila raggiungono quota 800 mila.

11) L’articolo 78 stabilisce che lo stato di guerra è deliberato a maggioranza assoluta e dalla sola Camera dei deputati. Due senatori del Pd, Federico Fornaro e Carlo Pegorer, hanno calcolato che grazie all’Italicum i capilista nominati che andranno alla Camera saranno il 60,8%, cioè 375 su 630. A comandare in questo Parlamento che rappresenta quattro gatti potrebbe essere una falsa maggioranza di governo messa al vertice della piramide dal controverso premio dell’Italicum.

12) L’articolo 79 stabilisce che amnistia e indulto sono concessi a maggioranza dei due terzi dalla Camera dei deputati.
13) L’articolo 83, comma 2 prevede che per l’elezione del capo dello Stato “dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti“. Traduzione: il capo dello Stato, organo di garanzia che rappresenta “l’unità nazionale”, potrà essere eletto anche se in aula sono presenti solo dieci deputati. Sapendo che al settimo scrutinio il governo può scegliersi il capo dello Stato, farà ostruzionismo fino al sesto per poi accaparrarselo. Al di là delle facili previsioni, una bestemmia che non trova riscontro in nessun altro ordinamento costituzionale del mondo.

14) L’articolo 94 esclude il Senato dal sistema fiduciario senza che la riforma lo sostituisca con altri contrappesi. La fiducia al governo sarà concessa o revocata dalla sola Camera dei deputati dove la maggioranza è in realtà una minoranza gonfiata dal premio abnorme dell’Italicum e i deputati sono per il 60,8% nominati, cioè fedeli al loro capo partito in quanto dipenderanno da lui per la loro elezione e rielezione.

15) L’articolo 117 eleva a rango costituzionale le leggi dell’Unione europea – organo sovranazionale non eletto da nessuno. “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali”. La sovranità del popolo e la potestà legislativa dello Stato saranno limitate per Costituzione dalle leggi dell’Unione europea.

16)L’articolo 117, comma 4 reintroduce la “clausola di supremazia statale”, utilizzata in passato dallo Stato per vampirizzare le autonomie locali. Sulle grandi opere – Tav, gasdotto Tap, trivelle in mare, ponte sullo Stretto etc. – le Regioni non potranno più dire alcunché.

17) L’articolo 135 concede a 100 senatori non eletti da nessuno e senza vincolo di mandato il compito di nominare ben due giudici della Corte costituzionale, organo di garanzia insieme al capo dello Stato e al Csm. I giudici di nomina parlamentare sono in totale cinque, e alla Camera, composta da 630 deputati (in prevalenza nominati, è bene ribadirlo), ne spetteranno di conseguenza tre. Una sproporzione ben visibile no?

18) In ultimo l’Italicum è chiaramente legato a doppio filo con la riforma costituzionale ( COMBINATO DISPOSTO 😉 ) La legge elettorale, attraverso il premio di maggioranza di 340 seggi su 630 assegnato non alla coalizione tra più forze politiche ma alla lista monocolore dove il segretario del partito è anche premier, crea di fatto un sistema in cui il governo detiene sia il potere esecutivo che quello legislativo perché nel Parlamento, dove tra l’altro la fiducia sarà concessa o revocata solo dalla Camera, potrà disporre sempre e comunque di una maggioranza assoluta composta da un unico partito e da deputati in parte nominati tra i più fedeli attraverso i trucchetti dei capilista bloccati e delle multicandidature. Gli organi di garanzia – presidente della Repubblica, Corte costituzionale e Csm – saranno inevitabilmente espressione di quella “maggioranza”.
Nel complesso si configura un impianto istituzionale che non trova riscontro in nessuna democrazia, nemmeno in quelle di tipo prettamente presidenziale come gli Stati Uniti dove i due poteri, quello esecutivo e quello legislativo, sono nettamente divisi. Il potere esecutivo è affidato al presidente, eletto da un collegio di “grandi elettori” composto da membri scelti da ogni singolo Stato; il potere legislativo è nelle mani del Congresso, cioè il Parlamento, composto dalla Camera dei rappresentati e dal Senato, entrambe elette a suffragio universale e senza alcun sotterfugio che consente ai capipartito di scegliere i parlamentari all’insaputa degli elettori. I due poteri sono opportunamente bilanciati attraverso una netta e rigida separazione ma anche una serie di pesi e contrappesi (il cosiddetto “check and balance”).

RIDERE – SORRIDERE

La frase di oggi è:
Io sono io, nonostante…

Sorridere, nonostante tutto (twitter)
Continuate ad esistere, nonostante la vita
Credo che dovremmo fare delle riflessioni sulla parola ‘nonostante’. Ognuno di noi è diventato qualcosa ‘nonostante’ troppe cose, il che la dice lunga sulla resistenza dell’essere umano.
Si va da riflessioni molto serie come questa di Anna Frank:
Nonostante tutto io ancora credo che la gente sia davvero buona nel proprio cuore. Io semplicemente non posso costruire le mie speranze su basi fatte di confusione, infelicità e morte.(Anna Frank)
a questa frase più leggera di Anonimo:
Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci.
.
Discepolo: Maestro, perché l’uomo è comparso sulla terra?
Profeta: Perché se compariva sull’acqua, affogava.
Dall’ibbro secondo di Quelo
.
Oggi, invece di una frase, vi racconto una storiellina. Me l’ha detta la mia amica Laura bionda.

Ai giardinetti, sulla solita panchina, arrivano due vecchietti, uno pessimista e uno ottimista.
Quello pessimista fa:
Hai sentito cosa hanno detto stamattina?
Che cosa? Che cosa?
Hanno detto … che la felicità non esiste!
L’altro, quello ottimista, ci pensa un po’ e poi:
Beh, allora, vorrà dire che cercheremo di essere contenti, facendone a meno!

VIVERE BASSO, PENSARE ALTO
Andrea Strozzi

(Low Living High Thinking)
Vivere cioè più vicino al suolo e lasciare la testa libera di esprimersi ai massimi livelli, decolonizzando l’immaginario dominante e – soprattutto – architettandone uno nuovo. Quella che la Terra sta attraversando – e noi con lei – non è un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca. Prima di quanto immaginiamo, saremo costretti a ripensare dalle radici tutto quanto. Mi fanno sorridere – più che indignare – le pochezze della vostra quotidianità. Le beghe lavorative. L’attaccamento alle piccolezze materiali. Le vostre code in tangenziale. Lo stupore per un uragano a Roma. La bile per una promozione negata. Le liti col vicino del piano di sopra. Le riforme costituzionali. Trump e la Clinton. Destra e Sinistra. E altre prigioni di comfort del genere. Quando il piano della nostra percezione esistenziale traslerà finalmente ad un livello superiore – autentico, rispettoso del nostro ruolo su questo Pianeta – ci accorgeremo finalmente che questa crisi è una preziosissima alleata e che, mai come in questi anni, a giocare a dadi con l’universo saremo stati noi. Buona scommessa.

Farinetti dice che il Pd deve tornare ad essere simpatico, il che vuol dire che Renzi deve mostrare le sue emozioni, per es. dire di aver paura di essere vinti al referendum. Viceversa Grillo lo accusa proprio di non mostrare emozioni perché non è onesto.

La riflessione di oggi è questa:

Si dice che la solitudine sia un problema dei vecchi, ma anche i giovani possono sentirsi soli. I vecchi si sentono soli perché non hanno nessuno, i giovani possono sentirsi soli in mezzo a tante persone.
Poi ci sono quelli che hanno talmente tante cose da fare da sentirsi soli in se stessi.
Si sente solo chi non si sente amato.
Si sente solo chi non trova nessuno da amare.
Si sente solo chi non riesce ad amare abbastanza se stesso per godere della propria compagnia.
.
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Buongiorno!
    In particolare mi sono imbattuto su un tuo pezzo (ero alla ricerca di materiale su animus e anima…) che credo che sia una delle tue lezioni su Jung. Ma davvero è vivo, denso, ben ricco di citazioni e riferimenti molto diversi. Mi è piaciuto molto, così- incuriosito- mi sono messo a curiosare un po’… bello anche quello che scrivi su te stessa e sul blog…
    Ti frequenterò volentieri. C’è sempre più bisogno, anzi io ho sempre più bisogno, di ascoltare voci chiare, centrate sull’etica, che mi ricordino – se non come è giusto essere, che non è facile – almeno cosa è giusto pensare, dire e provare a diventare…
    A presto
    Maurizio

    Commento di MasadaAdmin — novembre 20, 2016 @ 2:59 pm | Rispondi

  2. Ciao Maurizio
    il pezzo che hai letto è una delle lezioni dei miei corsi su Jung tenuti a Bologna. Tutte le lezioni messe insieme formano un libro di 700 pagine che mi è costato molti anni felici di studi e offerto gratuitamente al web.
    Se vuoi leggere altre lezioni dello stesso tipo, vai sulla home del mio blog masadaweb.org e cerca a destra Psicoanalisi.
    Altri argomenti li puoi trovare cercando su google alla voce che ti interessa unendoli alla parola ‘Masada’ o ‘Nuova Masada’. Ho pubblicato 1808 numeri nel corso degli anni e ci puoi trovare di tutto.
    L’etica per me è il fondamento della vita e spero anche di averla applicata nella vita reale e non solo analizzata.
    Ti ringrazio per le tue belle parole.
    Mi puoi scrivere ogni volta che vuoi sugli argomenti che vuoi. Vivo in una solitudine pressocché totale e qualunque diversivo mi fa solo piacere. Troppa solitudine non fa bene al cuore
    “Non so che cosa sia peggio: non sapere chi sei ed essere felice, o diventare quello che hai sempre voluto essere, e sentirti sol”o.
    (Daniel Keyes)

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 20, 2016 @ 3:06 pm | Rispondi

  3. Cara Viviana, apprendo da un commento di questi giorni della tua solitudine come tu dici,pressochè totale .Per rinfrescarti la memoria : sono Salvatore (FONTANA), era il 2008 mi trovavo da poco pensionato dopo una vita trascorsa per maggior parte sul mare nelle varie parti del globo.A mia moglie Graziella le fu diagnosticato un tumore in fase metastatica avanzata e da li a 9 mesi circa mi lasciò in una solitudine pressoché totale e dolorosa che neanche i figli sentivo che avrebbero potuto colmare .La fortuna volle che partecipando al blog di GRILLO e “Bella Ciao”presi a conoscerti ed apprezzarti nella tua profonda umanità.Provai sollievo alla mia solitudine dalla vicinanza delle tue parole al mio dolore che si presentava sconvolgente ,aggravato dal fatto che vivevo nell’isolamento della campagna.Sul tuo esempio presi ad interessarmi della psicologia Junghiana e non solo , ed un bel giorno sentii che stava nascendo qualcosa dentro di me rassomigliante ad un germoglio in una alba viva di luce ma ancora molto lontana,però raggiungibile.Cosi mi misi in camino per questa meta distante . Ora sto bene ! La luce si è estesa su tutto l’orizzonte ed io mi trovo sereno,più della normalità.Ecco perché ti scrivo .Vorrei tu fossi partecipe a questo stato o quantomeno contare qualcosa in qualche maniera, come tu sei stata per me.Anch’io vivo solo .Ma questo residuo tempo della mia vita l’ho diversificato bene e non mi pesa.Ho una compagna più giovane di me, anch’ella con un’esperienza di vedovanza, con la quale di tanto in tanto viaggiamo insieme per l’Europa e la storia dei popoli si si fa più affascinante.Sono passato dall’Oceano a guardare le stelle ,alle contrade dove si snoda lo spirito umano nella sua complessità.Forse ho lasciato passare troppo tempo per scriverti in privato.Ma mi si ruppe il precedente computer e cosi persi la tua e-mail che mi passò da poco la cara amica che ho su fb (Maria Pia CAPORUSCIO) con la quale sono sempre in contatto.Mi parlò anche che ti avrebbe fatto piacere se fossi venuto a trovarti ma vinceva forse il pregiudizio di essere un intruso.Cosi Viviana ti ho detto uno scorcio della mia vita e ti auguro con la parte più profonda del cuore, quella serenità dolce per la tua anzianità che colgo sempre nei tuoi scritti e che sovente pubblico su fb salvo tuo parere contrario.Almeno in quello ti seguirò sempre.Abbiamo la stessa età e se mi permetti ti abbraccio .Salvatore

    Commento di MasadaAdmin — novembre 23, 2016 @ 6:19 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: