Nuovo Masada

novembre 10, 2016

MASADA n° 1804 9-11.2016 ANIME OSCURE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:53 am

MASADA n° 1804 9-11.2016 ANIME OSCURE
Blog di Viviana Vivarelli

Gigantesco fallimento dei media – Sondaggi, nascondetevi! – Trump, Clinton, le anime oscure – La crisi statunitense e le promesse fallite di Obama – Chi è Donald Trump- Il suo programma – Tsunami Trump -Perché non doveva vincere la Clinton – Le democrazie della paura – Attacco alla globalizzazione finanziaria – Grillo gode – Il furore dei popoli contro il neoliberismo assassino che impoverisce anche i poveri d’America- La Clinton ci avrebbe portati alla terza guerra mondiale – Due bottiglie uguali con etichetta diversa- L’alternanza dei partiti americani – Blondet- La crescita economica di pochi si è accompagnata all’impoverimento delle masse
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Mujica: “Superare il capitalismo? No, non è assolutamente un’utopia, è una… necessità
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Freccero: “Oggi la disuguaglianza economica è diventata insopportabile. L’Europa nei liberista ormai è detestata dai cittadini europei. L’austerità mostra la corda, E la rivolta sale. I poteri finanziari che dicono che se vince il SI’ ritirano i capitali, mostrano tutta l’atroce prepotenza del capitale”.
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Il commento più bello: “E’ cominciata una rivolta contro il sistema più corrotto dell’orbe.”
Vikileaks
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Massimo Fini: Dx e sx hanno fatto lo stesso errore di mettere al centro di tutto la globalizzazione. “E’ come la forza di gravità”, hanno detto. No, al centro di tutto deve esserci l’uomo!”

Prima o poi i popoli capiranno che il neoliberismo non è contro qualcuno, ma contro tutti.
Viviana

In una riunione alle Bahamas, la Clinton diceva: “Mi sento vicina alle banche, non al popolo”.
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Heliandros
Seggi aperti, l’America sceglie il suo futuro. In ballo le opzioni “di merda” o “da incubo”.
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Acid rain
Trump: “Stiamo andando molto bene in North Carolina, Florida e New Hampshire”. Hai dimenticato la Padania.
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George Clone
Negli Usa gli aventi diritto al voto sono 221 milioni. Da noi manco uno.

Comagirl00
Una guerrafondaia corrotta e un misantropo psicopatico si stanno contendendo a poltrona della Casa Bianca. Visto che succede a pubblicizzare tanto il sogno americano?!
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Blogger
USA 2016, comunque la scelta migliore per gli americani era diventare canadesi.
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Rocco Gazzaneo
Astronauta Usa chiede di votare dallo spazio. Minchia che mira!
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fdecollibus
La situazione in America è talmente grave che Di Battista ha già iniziato a girarla in Harley.
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Ha vinto Trump. Alla faccia degli opinionisti!
Ha vinto Trump, la pannocchia. Sconfiggendo tutti i sondaggisti.
I sondaggi non sono strumenti per informare la massa
sono strumenti per manipolare la massa. Non possiamo che sfancularli.

Viviana
Renzi: The orange è sempre stato il mio colore preferito.
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Il Paese è stato spaccato da una propaganda feroce e indiscriminata
Ma si parla degli USA o dell’Italia?
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Il voltagabbanismo dei giornalisti italiani è talmente pietoso che sono tutti disposti a giurare che Trump è la nipote di Mubarak.
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Rollo Tommasi
Eh, niente, dopo Nibali, la Pellegrino, la Brexit e la sonda Schiapparelli Renzi ha bruciato anche la Clinton.
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LE ANIME OSCURE
Berluscameno

La nostra società cerca disperatamente di trovare delle motivazioni che spieghino le azioni dei mostri della nostra epoca, forse perché fa paura considerare che l’umanità sia popolata anche di anime oscure, che se non contrastate finiscono per assumere il controllo in maniera deliberata e calcolata.
Questo è il motivo per cui i più grandi crimini del nostro tempo sono spesso ignorati dal grande pubblico. Ad esempio l’idea che i finanzieri e banchieri internazionali e le élite politiche vassalle stiano volutamente creando disparità sociale, caos e guerra in ossequio a una smania di potere centralizzato e un malsano complesso di superiorità è semplicemente un concetto per molti troppo grave da gestire. Molto meglio credere che tutti i terribili eventi che hanno funestato la storia moderna siano solo il risultato di una serie di casuali coincidenze ed errori umani. Purtroppo, non è così.
La maggior parte delle politiche culturali catastrofiche e delle tragedie umane può essere addebitata a una precisa cricca di persone che sfrutta la propria influenza per perseguire dei piani deliranti e progetta le calamità per guadagno personale e per il guadagno della classe dominante in generale. Chiamiamoli globalisti o elitisti (da élite).
Essi permeano le alte sfere della nostra nazione e la loro cultura è del tutto distinta dalla nostra. Se uno studia i loro scritti, le loro iniziative e motivazioni, scopre tutto un altro mondo in cui gli obiettivi da perseguire sono stravaganti ed indotti da un ancor più stravagante fervore fanatico. A loro parere noi saremmo esseri da modellare. In realtà non sono più intelligenti della media. Hanno finito per convincersi del contrario sulla scorta delle posizioni che occupano. Ma la loro capacità di plasmare la società scaturisce solo dalle loro risorse finanziarie e dalla loro mancanza di moralità. Se non fossero in cima alle classifiche degli uomini più ricchi al mondo, il loro comportamento sarebbe punito come quello dei comuni criminali, ma purtroppo nel nostro tempo il denaro compra l’immeritato rispetto.

Clamorosa disfatta dei sondaggi e dei media

La catastrofe dell’informazione accompagna la catastrofe politica.
I sondaggi (domande selezionate a campioni di mille persone, passati per la totalità di un popolo) non hanno mai avuto valenza scientifica, ma essi hanno sempre più fatto parte della propaganda dei partiti. Ora, il voto a Trump, abbatte di colpo un illusorio castello di carte. Per di più, secondo Wikileas, i sondaggi sul voto americano sono stati manipolati a favore della Clinton, là dove i bookmaker inglesi davano la vittoria di Trump.
Ora i fatti provano il crollo di un’era che si basava principalmente sulla manipolazione mediatica.
Le giravolte dei nostri giornalisti per incensare Trump sono vomitevoli, ma immaginate quelle dei giornalisti americani!
Mai la distanza tra la cricca dei politici-giornalisti-sondaggisti e la massa popolare è risultata così grande! Praticamente due mondi che nemmeno si conoscono.
La vittoria di Trump ha segnato la sconfitta del giornalismo, specie quello predittivo, con la sua gigantesca incapacità di comprendere, di informare, di capire. Una crisi culturale. Chi scrive sui giornali non sta sulla linea dei fatti ed è incapace di capire chi legge. E’ come se vivesse in una bolla a parte, in perfetta simbiosi con l’establishment ma separato dalla realtà e soprattutto non in sintonia coi lettori che rifiutano il suo messaggio così come rifiutano il sistema che gli sta dietro. Si infrange un grande mito del nostro tempo: che il potere possa manipolare politicamente la gente attraverso i media. Trump è stato votato come scatto di rottura e di ribellione al sistema. Un atto degno di un Wikileas. Neoliberismo, globalizzazione, contrazione della democrazia, multinazionali, finanza, banche, concentrazione della ricchezza in poche mani e immiserimento delle masse, sfruttamento, condizionamento… tutta la rivolta si è concentrata nel voto. Mai in America un voto ha avuto un così grande valore di protesta globale.
Nemmeno la politica ha capito Trump, nessuno dei politici ha capito che la gente era stufa di una globalizzazione senz’anima unita a una tecnologia feroce che non appariva loro affatto come il Bengodi promesso e che coinvolgeva gli apparati in una condanna globale, schifando i media come servi del sistema. Il voto a Trump ha significato la rivolta cieca e irrazionale contro un globalismo perverso che si identificava col potere.
La rivolta serpeggia anche in Europa. Ma il potere è ancora troppo cieco per abbandonare gli antichi strumenti di strumentalizzazione e di dominio ed è pertanto incapace di misurare l’ampiezza della sconfitta. E questo lo perderà.
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New York Times
Nessuno aveva previsto una notte elettorale come questa. L’aver sbagliato bersaglio in questo modo significa molto di più dell’aver sbagliato i sondaggi, perché si è trattato dell’incapacità di percepire la ribollente rabbia di una parte così vasta dell’elettorato americano, che si sente abbandonato all’interno di una ripresa economica che non coinvolge tutti e tradito da una serie di accordi commerciali che considera una minaccia al proprio posto di lavoro voluta dall’establishment di Washington, da Wall Street e dagli organi di informazione. Si tratta, insomma, della vendetta della classe operaia molto meno disturbata dalle bugie di Trump che dai malanni nazionali contro cui Trump puntava il dito, promettendo di avere la soluzione. E secondo questi occhi, le istituzioni sono marce, il sistema economico è marcio, persino i media sono marci“.
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Re Artù
322 sondaggi hanno sbagliato dando la Clinton vincente…
Siamo chiaramente ai confini della realtà.
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Viviana
In un colpo solo la pancia della gente ha spazzato via media e sondaggi
Malessere e paura hanno avuto la meglio su fiducia e speranza
Un paese che non è cambiato abbastanza da combattere la povertà, da aumentare la sicurezza del futuro, da ascoltare i bisogni dei più poveri, da saper fare reali progetti di pace, da mettere freni alla finanza esasperata, da risolvere le gravissime piaghe sociali
Hanno governato seminando l’odio e allevando la paura, ora odio e paura li travolgeranno perché sono bestie fuori controllo.
In Usa è andata in onda una grande risposta democratica. E in Italia?

LA SCONFITTA DEI SONDAGGI
Alessandro Gilioli

I sondaggi hanno fallito. Le chance di successo per Clinton erano oltre i due terzi, con ulteriore allargamento della forbice nei giorni finali, con la chiusura dell’inchiesta Fbi. E hanno perso quelli di Nate Silver, algoritmi complessi basati su tutti i sondaggi ponderati e incrociati con milioni di Big Data, che in teoria dovevano tenere contro di tutto. I Data scientist hanno perso. La tecnologia ha perso. La tecnocrazia ha perso. E ha perso il razionalismo congenito.
Ha vinto l’istinto, quello sempre rivendicato da Trump come sua principale ispirazione. Hanno vinto le sue esibite emotività, che hanno incontrato quelle degli elettori. Ha vinto l’animalità esibita da tutte le parole di Trump, dalle sue urla, dalle sue minacce, dalle sue smorfie, da tutto il suo linguaggio corporeo: contro la fredda razionalità di Hillary, la sua cartesiana metodicità.
La Waterloo dei Big Data ha coinciso con la Waterloo del gelido razionalismo della sua interprete: schiantata dalla pancia, dall’impulsività degli esseri umani di quella fetta di umanità resa interiormente fragile e paurosa dalla globalizzazione tecnologica, dal potere inafferrabile del trading automatizzato, della robotizzazione, dei commerci no limit, quindi anche da un’accelerazione eccessiva e deformata della storia, dalla tecnoglobalizzazione e dai suoi demiurghi.
Nessuna rivoluzione tecnologica è neutra, anzi può facilmente diventare strumento di nuove divisioni sociali e di nuove definizione tra classi. Insomma tutto quello che già i Social Forum hanno affrontato, fin dai primissimi anni di questo secolo, sbeffeggiati dai sacerdoti della globalizzazione liberista e mercatista come se volessero “tornare alla candela”. Quante sciocchezze abbiamo dovuto ascoltare, con il senno di oggi, e quanto ineluttabilismo fuori luogo su questa modernità.
E adesso eccolo qui, a pezzi, l’establishment tecnocratico razionalista, che per trent’anni ha nascosto sotto il tappeto i problemi che esso stesso creava e adesso se li ritrova tutti addosso, ingigantiti dalla sua ipocrita miopia, dal suo disinteresse a risolverli, dalle sue formulette politiche preconfezionate («si vince solo al centro», una delle più grottesche), e perfino dal suo negarli impudentemente piegando la complessità del reale umano alla sua astratta ideologia, al suo positivismo obbligatorio.
Dopo la Brexit – il primo grande schiaffo, espressione autentica di questo profondo disagio emotivo – ora ecco Trump. Non l’abbiamo capito e ancora meno l’hanno capito in sala comando.

Una foto inedita: Matteo da Obama
neanche a farlo apposta, lui è il coglione di destra

LA CRISI STATUNITENSE

USA: La più brutta democrazia del mondo. Più di 2.250.000 persone in prigione. 726 galeotti ogni 100.000 abitanti, uno ogni 138 americani: record mondiale d’imprigionamento. 50 guerre sparse sul pianeta. Multinazionali che fanno la disgrazia dell’Occidente. Un neoliberismo assassino. Più di 1/3 del Paese non riesce a far fonte ai bisogni quotidiani. Le spese quotidiane sono aumentate del 14% in 10 anni, dal 2004 al 2014, ma il reddito medio delle famiglie è diminuito del 13 %. 1/3 degli americani non ha risorse sufficienti per arrivare a fine mese. Costante e crescente impoverimento della classe media americana. Il 51% dei lavoratori americani guadagna meno di 30mila dollari l’anno, mentre il 28% guadagna meno di 20mila dollari. Dieci anni fa, gli americani che riuscivano a far fronte a tutte le spese potevano mediamente contare su un residuo attivo di 1500 dollari l’anno. Dieci anni dopo, quegli stessi americani si trovano un passivo di 2300 dollari. La ricchezza della classe media americana è crollata del 20% , e gli USA sono scesi al 19° posto nella classifica mondiale per ricchezza media. 20 super-super-super ricchi possiedono più denaro (parliamo di 732miliardi di dollari stimati) di quanti non ne possiedono i 152milioni di americani più poveri. Un ultimo dato: il 48,8% dei giovani sotto i 25 anni vive ancora in famiglia, con i genitori, per mancanza di mezzi e opportunità. Il sogno americano è finito da un pezzo. Aggiungiamoci un intero anno della più brutta campagna elettorale mai vista con i candidati peggiori. Dei livelli di bassezza mai visti, dove uno degli interlocutori è arrivato a dire che Trump ‘ce l’aveva piccolo”.
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Edelman: Elezioni Usa, si è avverato lo scenario peggiore: ha vinto uno dei due.
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Notturnoconcertante: Pronto il ricorso di Hillary all’Alta Corte inglese.
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El_gae: Trump diventa presidente USA ed improvvisamente i miliardi per trovare vita su Marte non mi sembrano più così sprecati.
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Murcielago: Come si dice in americano: “Se questo Trump vuole diventare presidente che si candidi. E vediamo quanti voti prende!” ?
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Pirata21
Con questa sconfitta la Clinton potrebbe chiudere la sua carriera politica. Se proprio vogliamo trovare un lato positivo.
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Frandiben
L’idea che ho adesso delle agenzie di sondaggi è quella di grosse stanze in cui ci sono impiegati che lanciano monetine.
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Chi si tingerà per primo i capelli di arancione? Renzi o Berlusconi?

CHI E’ DONALD TRUMP

Donald Trump: 45° presidente americano, newyorchese, 70 anni, tre mogli, 5 figli, patrimonio personale stimato in 2,7 miliardi di dollari, magnate cresciuto nel lusso più sfrenato e che si è dedicato, tra le altre cose, alla costruzione di grattacieli color oro che portano il suo nome, figlio di un miliardario Fred, ha sempre frequentato scuole private e dal 1974 gestisce le società di famiglia: ha edificato palazzi, hotel, casinò, strutture di ogni tipo e grandezza. Come Robin Hood dei poveri non ha proprio le fisique du role.

Programma:
Annullare tutti i decreti presidenziali di Obama
Lotta ai migranti, l’immigrazione illegale è un’emergenza nazionale e i messicani che attraversano di notte la frontiera con gli Stati uniti “criminali e stupratori”, bisognerebbe deportarli su larga scala e costruire un muro tra Usa e Messico.
Ripristinare la pena di morte
Assistenza pubblica su modello europeo con accesso gratuito alle cure mediche per tutti gli anziani americani e abolizione dell’Obamacare (che non funzionava bene)
Armi per tutti e più spesa per l’esercito ma anche meno guerra e rapporti amichevoli con Putin. Revisione di tutte le missioni militari all’estero. Blocco del patto con l’Iran
Riduzione del peso degli Usa nella Nato. Protezionismo e isolazionismo americano.
No aborti, no gay
Lotta contro l’islam, vietare ad altri musulmani di venire negli Stati uniti
Posizioni sull’ambiente contrarie alla riduzione di CO2, aumento di idrocarburi e no alle energie verdi, cancellare impegno Obama contro il riscaldamento globale. Revocare le restrizioni alla produzione di energie fossili
Soldi in nuove opere pubbliche (gli USA hanno già una crescita del 2%), nuovi investimenti dovranno portare a maggior Pil e maggiore occupazione. Piano economico per la creazione di 25 milioni di posti di lavoro in dieci anni con tagli secchi alle tasse per la classe media e le imprese
Abolizione degli accordi di libero scambio, TTIP con l’Europa e TPP con l’Asia
Limitare il numero dei mandati di deputati e senatori al Congresso
Annullamento dei patti commerciali americani come il TTIP.
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Praticamente il programma di Trump è quello della Lega. Ma molti sono convinti che, una volta istituzionalizzato, Trump non farà niente. Dopo tutto è un miliardario, e i suoi interessi sono gli stessi dei gruppi che dice di voler combattere. Infelici i poveri che per combattere il loro sfruttamento da parte dei lupi si affidano a un lupo!
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De Benedetti: “Mio padre mi diceva: populismo, protezionismo, fascismo. Il protezionismo è un elemento negativo nei rapporti tra le nazioni.
Se gli USA se ne vanno dal Medio Oriente, il loro posto sarà preso dai russi.

AleG
Quindi ricapitolando, qui ha vinto uno che è contrario alle fonti di energia rinnovabile e ha detto che si deve puntare sulle fonti fossili e smantellare l’Epa, uno che vuole costruire un muro contro gli immigrati, deportarne 2 milioni e punire col carcere i clandestini, ha vinto uno che è ferocemente antiabortista, è contrario ai diritti LGBT e ai matrimoni gay, è a favore della tortura contro i sospettati di terrorismo, vuole abolire la riforma sanitaria (l’Obamacare), è un bancarottiere ed evasore palesemente disonesto, uno che esprime apprezzamento per diversi leader autoritari in giro per il mondo, è evidentemente ignorante come una capra, cosa che non depone molto a favore della realizzabilità dei suoi visionari progetti di rilancio economico né della sua capacità di gestire le complicatissime prove che, in un mondo sempre più complicato, gli si porranno davanti.
Poi vado su internet, su facebook o su blog come questo, io con le mie scale di valori probabilmente semplici e attempate, e leggo che no, invece il problema è il politically correct, e l’establishment, e gli attori holliwoodiani che sono ricchi e non capiscono i problemi della disuguaglianza (mentre invece Trump sul suo aereo privato poverino soffre i morsi della crisi), i media mainstream che sono cattivissimi e hanno mostrificato uno che esprime tutto quello che ho scritto sopra, ecc ecc.
Tutto ok, basta che me lo ricordi, la prossima volta che leggerò i vostri commenti in tema di laicità, diritti civili, razzismo, onestà nella politica, ambiente, autoritarismo, destra e sinistra.
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Da piccolo mi dicevano che chiunque poteva diventare presidente degli Stati Uniti d’America. Oggi che sono diventato grande ci credo.”
Mark Twain
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Il sogno americano si è tramutato in una farsa grottesca.
Raffaello Raffaelli
Ma la globalizzazione non aveva già trasformato il mondo in una tragedia grottesca?

Reazione terrorizzata a Bruxelles dove tutti tifavano per la Clinton, fiduciosi in una bella continuità del neoliberismo che imponeva l’austerità e la sovranità delle banche d’affari e della grande finanza mentre ora si sentono tutti come davanti a una voragine. Trump attacca l’Unione europea, condanna l’austerità, intende applicare il suo esatto contrario per rendere più grande l’America, ha sostenuto la Brexit e il voto contro gli apparati ufficiali. Ora l’Ue traballa sempre più e le nuove elezioni nei paesi europei non potranno fare a meno di inglobare la rivolta statunitense al sistema. Se la lotta contro l’establishment si generalizza, questi schiavisti che ci vogliono distruggere in nome del turbocapitalismo cadranno come pere marce.
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Il viscido Rondolino, di fronte alla Brexit e al voto a Trump, è arrivato a dire che “Occorre ripensare il suffragio universale!”.
Insomma, se il popolo fa sentire le sue ragioni e queste non piacciono al potere ufficiale, sarebbe l’ora di imbavagliare il popolo!.
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Fabio
Da sottolineare le dichiarazioni molto preoccupate di Schulz e Hollande e dell’establishment di Bruxelles in generale….Cos’è? Non ha vinto il candidato della loro loggia massonica preferita? O prevedono degli intoppi sul TTIP, o dei rallentamenti sulla guerra a Putin?
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No global
Le persone normali hanno paura. La paura è difensiva non è offensiva .
Mi pare che chi è all’ offensiva non sono i Trump o i Putin, ma piuttosto la globalizzazione finanziaria che male digerisce la globalità dei diritti, ovvero banchieri, multinazionali, corporation, Wall Street ecc. , e questa pseudo sinistra che invece di capire le paure dei più colpiti da questa offensiva come le classi meno agiate e ceto medio complessivo, si schiera dalla parte opposta dove c’e’ l’argeant .

PERCHE’ NON CI INTERESSA CHE VINCESSE LA CLINTON

FRECCERO: Perché ci interessa che non vinca la Clinton? Perché è a favore delle multinazionali che ci invadono anche con prodotti nocivi alla nostra salute. Molte aziende del nord che esportavano in Russia a causa delle sanzioni sono fallite. Privilegiare sempre l’America è un danno. Noi italiani dobbiamo avere paura della Clinton per la nostra sicurezza nazionale. Ci parlano di una guerra mondiale, nucleare, contro la Russia. La Clinton ha una politica estera ancora più aggressiva di quella di Obama. Ha introdotto nuovamente la politica aggressiva contro la Russia che ci crea angosce anche per il numero di bombe atomiche che abbiamo in Italia. Questa politica economica che ci impoverisce favorisce solo quel 5% che ci angoscia ed è contro di noi.

LE DEMOCRAZIE DELLA PAURA
Alessandro Gilioli

“America, la grande paura” titola oggi Repubblica in prima, e in effetti un sacco di persone che conosco – di qua e di là dell’oceano – un po’ di paura ce l’hanno. Paura di un tizio che tanto stabile di zucca non sembra e che se avesse in mano i codici nucleari non sarebbe il massimo, ad esempio. Ma anche paura di rivoltelle ancora più in libertà di oggi, di muri tra etnie ancora peggiori di quelli attuali, eccetera
Il problema, però, è che questa cosa – la paura – è diventata il sentimento trasversale che rischia di possedere il nostro animo in tutto l’approccio alla politica e che può così deformare le democrazie, trasfigurandole in democrazie della paura.
Sentimento trasversale, dico. Perché – continuando con l’esempio americano – se da un lato c’è la paura del “miliardario pazzo e razzista”, dall’altra parte ci sono i timori che invece lo alimentano: la paura di perdere il benessere, la paura della globalizzazione, la paura degli immigrati, la paura dell’Islam, eccetera eccetera.
Quindi dominano due paure incrociate. Da un lato la paura di questo presente e questo futuro così complicati, così liquidi, così onusti di incertezze, di poteri misteriosi e non controllabili: ciò che ci rende tutti fragili e precari, esistenzialmente precari. Dall’altro lato c’è la paura dei leader e dei partiti che incanalano queste paure, dei “movimenti antisistema”, oppure di quelli nazionalisti, oppure semplicemente dei capi muscolari alla Putin.
Paure incrociate, paura contro paura.
E parente stretto della paura è l’odio. È normale: verso ciò che mi fa paura, non posso che avere sentimenti di animosità totale, di ostilità profonda. Di nuovo, guardiamo all’America come esempio: mai due candidati erano stati così odiati dagli elettori della parte opposta. Nessuno odiava veramente McCain, nel 2008, o John Kerry quattro anni prima. Oggi ci si odia, tra supporter dei due candidati. E perfino il New York Times, contro Trump, sembra aver perso parecchio aplomb.
Dalla paura e dall’odio discende a sua volta la delegittimazione. Cioè l’inammissibilità che l’avversario sia legittimato a governare. Di qui i citati atteggiamenti in campagna elettorale: Trump che minaccia la galera alla sua rivale, Hillary che definisce Apocalisse il suo competitor. Non esattamente una pacata democrazia dell’alternanza.
Pensate all’Europa, Italia compresa, e vedete che la dialettica non è poi così lontana. A foraggiare le fila dell’antiestablishment sono le stesse paure che ci sono negli States: impoverimento, aumento delle disparità sociali, incertezza, precarietà esistenziale, ma anche immigrazione ed esternalizzazione dei poteri a dinamiche incontrollabili; per contro, a serrare le fila attorno ai governi (Renzi compreso) c’è la paura di quello che potrebbe accadere se questi governi passassero la mano a chi oggi li contesta, ai partiti o movimenti cosiddetti anti establishment (che siano di destra come in Francia, di sinistra come in Spagna o né l’uno né l’altro come in Italia).
Si vota per paura, soprattutto. Oggi in America, prossimamente in Europa.
Personalmente, tra le varie cose di cui sono politicamente orfano, c’è anche qualcuno che non faccia il pieno di consenso per paura.
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Ivo
Non vedo l’ora che finisca ‘sto polpettone indegno, insieme a quello del 4 dicembre, pare che finisca il mondo, o rinasca dalle ceneri, al contrario tutto scorrerà più o meno come sempre.
Solo una nota sul quotidiano, discretamente più interessante a mio parere.
La risposta di Junker al nostro toscano governativo, al di là delle ragioni o dei torti, abbiamo potuto verificare la democrazia dell’Unione Europea, il chissenefrega,in aggiunta al non si può contestare nulla ai banchieri di Strasburgo con scappellamento tedesco, non so a voi, a me fa parecchio schifo.
Magari si potesse decidere sull’Italexit
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GRILLO GODE
Salvini ha avuto la faccia di dire che Grillo applaude a Trump.
Inutile dire che Grillo applaude solo l’enorme sconfitta dei media che da sempre hanno demonizzato il Movimenti e che ognuno sa che il suo programma è l’esatto contrario di quello di Trump. Solo degli idioti possono confondere la soddisfazione di vedere una sberla data dagli elettori all’apparato neoliberista politico-mediatico con l’appoggio a un delinquente come Trump!
Ma non era Salvini che era andato in America a omaggiarlo?
E non è il programma di Salvini che rispecchia quello di Trump?
Ma come si fa ad essere tanto idioti da fraintendere Grillo? Davvero i troll sono i più deficienti del reame. Del resto, se avessero un minimo di sale in zucca, non sarebbero dei troll a favore del sistema, ma lotterebbero per dei valori e degli ideali senza sprecare la loro inutile e parassitaria vita ad attaccare i nemici dei troni. Quando Grillo applaude alla vittoria della Brexit o si rallegra dello scossone che Trump ha dato all’austerità e al neoliberismo imposto all’Europa, ciò non vuol dire che il programma di 5stelle sia lo stesso di Farage o di Trump. Basta poco per capire che siamo su piani opposti e che, malgrado questo, si può sempre applaudire agli scossoni che qualcun altro dà al sistema dal suo punto di vista.

Grillo è chiarissimo quando dice:
“Assistiamo a una versione horror del Titanic: i rappresentanti del privilegio, dei ricchi e dei potenti, sono aggrappate fra loro istericamente, mentre si lasciano andare ad espressioni di odio, paura e insensatezza. Non è una scelta ma soltanto un museo delle cere che si sono trasformate in walking dead. Questo triste spettacolo è la conferma del declino del mondo occidentale.
Hillary e Trump sono entrambi poco credibili, entrambi molto temibili per ciò che rappresentano e non per il potere che hanno. Il potere di un presidente negli USA e di fare danni all’estero. Sul versante interno basta guardare Obama: non ha cambiato nulla. La terra delle opportunità si è trasformata gradualmente in un paese con oltre 2 milioni e mezzo di carcerati, milioni di poveri e illusioni sempre più scollate dalla realtà: spero che questa rissa elettorale non sia l’atto finale.
Hanno ucciso la classe media, ma, se uccidi la classe media, in America non resta nulla, soltanto caos.
L’inesistenza del concetto di opposizione in America può portare a brutti sogni e realtà ancora peggiori. In Italia, se non fosse per noi, sarebbe lo stesso. È vero che gli americani sono avanti a noi: Berlusconi è stato doppiato in un colpo solo.”
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Gianni
Trump avrà un parlamento del tutto dalla sua parte, camera e senato a maggioranza repubblicana. Le poche riforme fatte da Obama avranno vita breve. Non oso pensare alla politica estera.

LA CLINTON HA AVUTO NUMERICAMENTE IN ASSOLUTO PIU’ VOTI DI TRUMP. BELLA DEMOCRAZIA QUELLA DOVE VINCE CHI HA MENO VOTI!
Hillary, 82 delegati in meno e 170mila voti in più
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FINANZIATORI
Trump aveva a suo favore 18 giornali e network contro 400. La Clinton non solo è ricca sfondata, ma aveva dalla sua enormi finanziamenti, specialmente da parte di Soros e di tutte le banche, dalla JP Morgan alla nefasta Goldman Sachs, è stata finanziata persino dal Qatar. Trump si è pagato da solo la campagna presidenziale ( o quasi perché anche lui ha avuto i suoi bravi finanziatori). La Clinton ha raccolto una media di 697.000 dollari al giorno durante la campagna contro la media di 226.000 dollari di Donald Trump. In tutto la candidata democratica ha messo insieme 886 milioni contro 189 milioni raccolti da Trump…..
La campagna elettorale statunitense è costata 7 miliardi di dollari, soldi spesi soprattutto dalla Clinton. Anche il Ministro delle Finanze italiane ha versato soldi alla Clinton. Nel 2013 il Ministro dell’Ambiente versò alla sua fondazione “TRA I 100MILA E 250MILA” DOLLARI (mediamente 140.000 euro). Chiaro che questi regali non sono stati fatti a scopo di beneficenza. Ma è normale che noi paghiamo le tasse per questo?
Certo le cifre spese in un anno di campagne elettorale sono imponenti, ma, quando ballano 7 miliardi di dollari, è lecito parlare ancora di democrazia?

LA CRESCITA ECONOMICA DEGLI STATI UNITI SI E’ ACCOMPAGNATA ALL’IMPOVERIMENTO DEI CITTADINI

In USA la crescita dell’economia è stata fatta con l’abbassamento dei salari.
Moore: “Il voto a Trump sarà il più grande vaffa del mondo”.
Il voto a Trump rappresenta il segno di una protesta globale al sistema neoliberista. Sembrerebbe irrazionale, dato che Trump è un miliardario figlio di miliardari in più fallito 4 volte e rialzato grazie a truffe, imbrogli ed evasioni fiscali, per cui Trump stesso è figlio del sistema ma che egli finge di contestarlo, diventando il portavoce di tutti quelli che sono stati impoveriti per arricchire gli squali del mercato e i cui salari sono stati abbassati e i cui diritti sono stati diminuiti per diventare competitivi con i salari del terzo mondo.
In USA ci sono paghe da 5 dollari. Per molti le condizioni di vita sono così terribili che la propaganda dei ricchi del mondo non può entrare nelle loro teste. Così Trump diventa l’emissario di una protesta popolare (ma non sarebbe stato meglio Sanders?) che rifiuta il sistema neoliberista che affama le persone per concentrare i capitali, un voto contro l’establishment, che è il potere delle banche, delle multinazionali, della finanza.
Come mai Obama ha tanto parlato di crescita economica dell’America e ci sono tanti poveri? Perché la ricchezza è finita tutta nei portafogli dei più ricchi, abbassando i salari e la miseria dei più poveri.
La crescita diseguale dei redditi e la disparità degli oneri fiscali hanno accentuato le disuguaglianze sociali negli USA.
Quanto è tollerabile la crescita della disuguaglianza economica tra pochi ricchissimi e i molti sempre più poveri in un Paese? Quand’è che si arriva a un punto di rottura?
Stiglitz ha detto: “Il PIL negli Stati Uniti è salito ogni anno ma la maggior parte degli americani sono in condizioni peggiori rispetto a un terzo di secolo fa. I vantaggi sono andati solo alla parte alta della popolazione. I salari reali oggi sono più bassi di quanto non fossero 60 anni fa. Pertanto, questo è un sistema economico che non funziona per la maggior parte della gente”.
Il voto a Trump ha significato la rivolta di metà degli elettori all’establishment, a Washington, al neoliberismo, al potere delle banche e della finanza, al sistema plutocratico di accentramento della ricchezza. C’è un elettorato che si oppone al sistema del capitale e che si comincia a vedere.
Ora si aspetta l’effetto domino anche in Europa, perché in Europa è lo stesso. Banche e società finanziarie vanno sempre meglio. I popoli vanno sempre peggio. L’Italia dà ogni anno all’Unione europea 20 miliardi e ne riceve 12. Il resto va al salvataggio delle banche tedesche e francesi o viene divorato dai derivati.
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Difficile credere che Trump sia contro le lobbie. Le lobby degli idrocarburi, dei farmaceutici, delle infrastrutture e delle armi esultano e hanno già aumento il valore delle loro azioni in Borsa. E ognuno, poi, fa gli interessi propri. Ci sono forti legami tra gli affari privati di Trump e l’oligarchia russa di Putin. Altro che pensare al popolo e contrastare le lobbie!
Le lobbie esistono ovunque. Negli USA sono alla luce del giorno, da noi meno. Ma è inutile negare il fatto che esse sono l’opposto della democrazia. Se un Governo persegue il profitto di una lobbie, è chiaro che si metterà contro gli interessi e i diritti del cittadino.
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Viviana
Vedere Napolitano e Renzi sconvolti non ha prezzo, per tutto il resto c’è mastercard.

IL FURORE DEI POPOLI CONTRO IL NEOLIBERISMO ASSASSINO CHE DISTRUGGE I POVERI DELLA STESSA AMERICA
Sebastiano

Non ci sono più frontiere da conquistare, ma resta intatto il ‘furore libertario’. Questa America che non accetta diminuzioni di libertà, ne ha piene le tasche delle idiozie del politicamente corretto. Ne ha piene le tasche di una donna come Hillary Clinton che ha innescato – o non ha saputo fermare – le principali crisi internazionali. In quanto segretario di stato, Hillary ha innescato gli orrori della Libia, ha contribuito – armandolo – alla nascita dell’ISIS, ha responsabilità primarie nella guerra di Siria. Ha enormi responsabilità nella crisi Ucraina e nel sostegno dato dall’Occidente ai fascisti di Kiev. Se la guerra in Siria e Iraq si è di fatto conclusa (annientamento dell’ISIS, Siria alla Russia, Iraq agli USA e trionfo sui due fronti dell’Iran) con Hillary alla presidenza la prossima frontiera militare sarà l’Ucraina e un attacco di fatto alla Russia: muovendo dalle frontiere ucraine, baltiche e georgiane. Un incubo molto più vicino a noi della povera Siria.
L’America non sa nulla di tutto questo, ma capisce che se qualcosa di orrendo è successo qualcuno deve pagare. Non si fida di Clinton e dei suoi rapporti con le banche, con il mondo delle finanza, con la CIA e con il Dipartimento di stato. Non gliene frega nulla se Trump è rozzo, volgare, ignorante: Reagan era forse un baronetto? Vuole un presidente che non si nasconda, che la smetta con le sciocchezze del politicamente corretto. Questo orrendo perbenismo puritano che si ammanta di rispetti formali per nascondere tragedie reali. Preferisce un presidente sboccato e forse puttaniere, al pacioso sorriso di chi parla di libertà e manda i caccia a bombardare la Libia o fornisce armi all’ISIS. Il ‘furore libertario’ americano si è ribellato alla CIA e ai propositi guerrafondai della Clinton puntando tutta la sua attenzione sul presente americano, l’evidente degrado della convivenza in troppi stati, la miseria non risolta perché – si dice – la lotta al terrorismo islamico sarebbe una priorità. Ci hanno creduto con il criminale di guerra Bush. Ora non ci crede più nessuno.
Meglio – penseranno in tanti – il rozzo, istintivo, schematico, brutale Trump
E’ meglio l’ignoranza di uno che ti parla in faccia piuttosto che i giochini ucraini e libici della Clinton.

LA CLINTON CI AVREBBE PORTATI ALLA TERZA GUERRA MONDIALE

Quello che è certo è che sul primo momento si rimanderà il confronto atomico con la Russia. La Clinton tendeva a uno scontro diretto (colpo di stato in Ucraina, attacco alla Libia, no fly zone in Libia), pensava già a un attacco preventivo da farsi con armi non convenzionali ma atomiche. Dopo che la Clinton è stata sconfitta, questa strategia sarà sospesa. Che Trump dia la mano a Putin è una buona mossa anche se non è vincolante. Hitler offrì un patto di non belligeranza a Stalin, ma solo per prendere tempo e armarsi di più e una politica di riarmo è nelle intenzioni di Trump. Potrebbe essere solo una misura tattica in attesa che gli USA aumentino la loro egemonia militare a livello mondiale. fatto sta che Trump denuncia l’accordo con l’Iran contro Obama che aveva sospeso le sanzioni.

Il regista Michael Moore, uno dei pochi che capisce qualcosa, diceva a luglio:
Mi dispiace dover essere ambasciatore di cattive notizie, ma sono stato chiaro l’estate scorsa quando vi ho detto che Donald Trump sarebbe stato il candidato repubblicano alla presidenza. Ed ora vi porto notizie ancora più terribili e sconfortanti: Donald J. Trump vincerà a Novembre. Questo miserabile, ignorante, pericoloso pagliaccio part-time, e sociopatico a tempo pieno, sarà il nostro prossimo presidente. Presidente Trump. Forza, pronunciate queste parole perché le ripeterete per i prossimi quattro anni: “PRESIDENTE TRUMP. In vita mia non ho mai desiderato così tanto essere smentito.”
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Se dovessi concorrere per diventare Presidente degli Stati Uniti lo farei con il partito Repubblicano. Hanno l’elettorato più stupido del paese. Credono a qualsiasi cosa Fox News dica loro. Potrei mentire sempre e loro continuerebbero ad abboccare. Scommetto che le mie percentuali sarebbero formidabili” (Donald Trump – Settimanale “People” – 1998).
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Endofthetime: Peccato che siano proprio i miliardari bancarottieri, avidi, evasori fiscali ed egoisti come Trump a creare la crisi, aiutati da Bill Clinton il quale, abolendo la legge Glass Steagal, ha permesso agli squali voraci della finanza, grazie alla globalizzazione, di portare alla miseria mezzo pianeta. La famiglia Clinton è legata a doppio filo alla finanza predatrice, e non a caso per favorire la Clinton i democratici al loro interno hanno fatto fuori con metodi discutibili l’unico candidato serio che poteva vincere le elezioni ovvero Bernie Sanders.Gli Americani, nonostante la campagna mediatica terroristica in stile Brexit, sanno benissimo che devono gran parte delle loro disgrazie alla famiglia Clinton ed hanno votato di conseguenza. Quando si parla di bancarottieri avidi, occorre ricordare che i Clinton ci sono dentro fino al collo.
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DUE BOTTIGLIE UGUALI CON ETICHETTA DIVERSA
Viviana

Il politologo Sartori, mio docente a Scienze Politiche, diceva che non c’è differenza di dx o sx tra i due massimi partiti USA. Entrambi sono difensori del capitale, entrambi perseguono guerre di conquista e calpestano i diritti dei cittadini più poveri per fare solo gli interessi dei più ricchi. Entrambi, democratici e repubblicani, sono finanziati dalle multinazionali per aumentare il loro bottino sulle spalle dei più deboli, entrambi negano diritti alla classe povera e ora anche alla classe media della popolazione per favorire i più abbienti così che il gap tra le due aumenti. Sono due bottiglie in cui cambia l’etichetta mentre il contenuto resta uguale. E anche in Italia i nostri sciagurati partiti seguono questa tendenza. Non si illuda chi continua a dividere il mondo tra destra e sinistra senza capire che le ideologie sono morte e resta solo la corsa al potere.
Inutile farsi illusioni. La politica USA ha sempre fatto del male al mondo e ha sempre fatto del male anche agli americani, che rispondono non votando. Che vinca Trump o Hillary non fa molta differenza. Il TTIP andrà avanti e così il CETA. Le guerre andranno avanti. Le multinazionali spazzeranno via i diritti dei popoli in nome della potenza del capitale e gli uomini si divideranno sempre tra venduti e resistenti. Il mondo USA resterà sempre diviso tra una minoranza che ha tutto e una maggioranza che conta meno di niente. L’elettore viene usato per sventolare cartelli preconfezionati in una estenuante campagna elettorale che dura un anno e già che questa duri tanto paralizzando il Paese con spese enormi, blocco legislativo e plagio mentale e che se la possano permettere solo i più ricchi la dice lunga sulla supposta democrazia USA dove alla fine vincono i brogli elettorali e il potere passa da un ricco a un altro ricco,e dove un Mujica o un Lula non potranno mai vincere perché il sistema non lo permette.
E vedere i capetti nostrani che tentano di appiccicarsi a questo o a quell’altro cavallo per raccoglierne le briciole fa solo una enorme pena
Cosa farà ora il nostro Renzuccio, tirerà fuori gli abiti di Balenciaga della moglie o le farà un nuovo corredo elegantissimo griffato e andrà a onorare il nuovo capo del mondo?
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L’ALTERNANZA AL POTERE

C’è un principio molto osservato negli USA: quando è un po’ che un partito domina la scena, è ora che si faccia da parte e lasci il posto all’altro, fa bene al Paese, fa bene alla politica, fa bene al partito. Dopo tutto, i due partiti maggiori sono molto simili e dopo un po’ nessuno si ricorda più se un presidente era democratico o repubblicano, perché tutti perseguono gli stessi scopi: accentramento della ricchezza in poche mani, non riconoscimento di diritti della masse, tagli al welfare, rifiuto del cambio climatico, guerre di conquista e predazione di Paesi stranieri, vendita di armi ai presunti terroristi, patti di ferro con multinazionali, banche e gruppi finanziari. Faceva questo Bush, come Bill Clinton come Reagan.. senza grandi differenze. Anzi, si deve proprio al democratico Clinton il caos finanziario attuale dopo che unificò banche di speculazione con banche di famiglia liberando la massa gravissima di derivati. Ora i democratici con Obama avevano governo per 8 anni, la Clinton era stata first Lady per 8, poi 4 anni senatrice per New York, infine altri 4 anni collaboratrice di Obama. 16 anni in posizioni di potere. Troppi! Era ora che si mettesse da parte. I partiti o si evolvono o periscono.
Un’altra cosa buona americana è che quando un presidente se ne va, se ne va dalla politica per sempre. Altro che Napolitano!
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TSUNAMI TRUMP
Beluscameno

Tsunami Trump, nel panico l’élite del globalismo armato. L’impossibile è avvenuto.
Trump è riuscito a convincere il popolo USA stordito dalla crisi più di quanto non potesse fare l’esausta icona dell’establishment, la Killary capace di distruggere la Libia senza un piano per tenerla insieme o di chiedere se fosse possibile mandare un drone per far fuori Julian Assange.
Due esempi, tra i tanti, della “democraticità ed equilibrio” che dovevano sbarrare la strada al “populismo”. Quasi un milione e mezzo di elettori a favore di Donald Trump, che “ha conquistato tutti i principali Stati-chiave, a partire da quell’Ohio che era un tempo il cuore dell’industria automobilistica Usa e quindi anche della classe operaia.”
“La disoccupazione reale statunitense è diventata già da 20 anni talmente esplosiva da far entrare anche la classe operaia – prima del 2007, prima dell’esplosione dei mutui sub-prime e di Lehmann Brothers – nel novero del presunto ‘ceto medio’”.
E lo stesso era avvenuto per molti “farmers”, agricoltori e allevatori,
“buzzurri quanto si vuole, ma rovinati progressivamente e irreversibilmente dalla ‘concorrenza globale’, fondata su salari da fame incomparabili con quelli Usa”.
Un’analisi squisitamente socio-economica:
“Il lavorio della crisi, che suscita paure, insofferenza, paura del futuro, ha alla fine generato un gigantesco “vaffa” che ora minaccia di attraversare il pianeta come uno tsunami che non conosce ostacoli”.
Trump è “il sintomo, il collettore, il terminale inconsapevole e inadeguato di una miriade di contraddizioni persino difficili da elencare”.
Così, “chi aveva spinto per la “riduzione del danno” – l’establishment di tutti i paesi – ha perso tutto”.
L’exploit di Trump, “se non verrà in qualche modo imbrigliato e depotenziato dagli apparati del potere globale della élite al comando (statale e finanziario, nazionale e multinazionale), mette in discussione i pilastri della “governante dell’élite globale collettivista e luciferina degli ultimi 60 anni”.
“Lo storico pronunciamento popolare dei cittadini statunitensi mette in discussione “l’ordine del potere dell’élite mondiale” centrato sulla capacità degli Stati Uniti di esercitare egemonia (culturale, politica, economica e soprattutto militare) sul resto del mondo”.
Un’avvisaglia dello sconvolgimento dell’Èlite del potere globale che questo risultato annuncia la si ricava dalle piazze finanziarie asiatiche, le prime ad aprire: yen e euro si rafforzano sul dollaro, il peso messicano precipita (Trump ha condotto una campagna fortemente anti-immigrati dal paese confinante

Claudio Martinotti Doria

Maurizio Blondet, di cui vi allego l’ultimo intervento, avrebbe avuto ben diritto di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ed invece a mio avviso è stato fin troppo moderato e non ha infierito più di tanto. Personalmente ai contenuti delle sue riflessioni post elettive negli USA, aggiungerei soltanto che la vittoria di Trump, non dico che fosse prevista con assoluta certezza dai blogger seri ed affidabili (quelli per intenderci con cui interagisco ed attingo abitualmente, e non sono solo italiani), ma non ha certamente costituito per loro una sorpresa, affatto. A cominciare dal famoso documentarista e giornalista free lance d’inchiesta Michael Moore che girando gli States dalla primavera all’estate scorsa ha colto il polso della situazione sociale ed economica della popolazione americana, a differenza dell’establishment americano e dei mass media al loro univoco corale servizio, ed aveva anticipato l’elevata probabilità che Trump potesse farcela a catalizzare il voto della classe media americana (che le precedenti amministrazioni hanno praticamente estinto riducendola in miseria), oltre che addirittura degli indigenti, il che costituisce un superlativo paradosso: i poveri che votano un super-ricco, un tycoon, un arrogante megalomane figlio di papà nato con la camicia che ha avuto tutto dalla vita. Ma la famiglia Clinton per questa grossa fetta di società americana sarebbe stato peggio, molto peggio, e non sto ad elencarne i motivi, che sono numerosi e sono emersi in particolare grazie a WikiLeaks, roba da voltastomaco, essendosi i Clinton rivelati per un’associazione famigliare a scopo criminale, basti pensare che hanno utilizzato la Fondazione Clinton per ricevere denaro dai paesi arabi e da multinazionali solo per combinare incontri politici istituzionali in suolo americano e per finte comparsate e conferenze, e con quel denaro, che in una Fondazione dovrebbe essere destinato in beneficenza e progetti umanitari, hanno ad esempio comprato una casa alla figlia Chelsea da 10 milioni di dollari, pagato le spese del matrimonio per 3 milioni di dollari e l’hanno assunta a stipendio annuo di 600 mila dollari nell’organico della Fondazione senza che in realtà svolgesse alcun servizio. E poi ci lamentiamo dei nostri politicanti, baciamani e leccapiedi di quelli made in USA, forse si prostrano nei loro confronti proprio per l’invidia che provano a non poter disporre delle loro stesse opportunità di approfittamento, delle loro rendite e benefits, in confronto i politicanti italiani sono dei miserabili, sotto tutti i punti di vista.
Ad ogni modo non facciamoci troppe illusioni, pur constatando che con Trump il rischio che si scateni una guerra mondiale si è ridimensionato, i neocons superato lo shock iniziale non staranno con le mani in mano ed useranno tutto il loro potere, anche ricattatorio e criminale, e la loro rete (ragnatela) di funzionari nelle istituzioni, per esercitare pressione su Trump (anche boicottandolo) per ottenere qualche risultato a loro favore. Mi spiace per i complottisti oltranzisti, ma non credo che i neocons lo avessero previsto ed avessero pianificato anche questa opzione, sono scollati dalla realtà della povera gente, troppo abituati a parlarsi addosso per rendersi conto che non sempre si riesce a manipolare in toto la popolazione, per quanto la si tenga nell’ignoranza e si abbiano tutti i media (spin doctor e frame) sotto controllo. Ed anche la carta dei brogli elettorali non hanno potuto giocarla, perché già anticipata dall’avversario che li aveva messi in guardia, si sarebbe scoperto troppo il loro gioco, divenendo pacchiano, ed hanno dovuto rinunciarci, essendo oltretutto eccessivo il vantaggio elettorale di Trump, che è riuscito a portare a votare parecchi milioni di americani che non votavano più fin dai tempi di Bush J. o addirittura di Clinton.
Chiudo con un auspicio, che gli attuali mass media ancora esistenti e retrogradi, che da anni si sono prostituiti in un infame mercimonio senza alcuna vergogna, mentendo spudoratamente e mostrando un’America che non esisteva, tutti in maniera monocorde a sostegno della Clinton data vincente senza il minimo dubbio, falliscano tutti, uno dietro l’altro, per il totale abbandono dei loro pochi lettori, telespettatori, utenti, ecc.. Se si vogliono informare e documentare che imparino a farlo ricorrendo ad Internet, individuando come fonte di informazioni coloro che si sono fatti una reputazione meritata, senza alcun aiuto dall’esterno, senza finanziamenti pubblici o privati sospetti.
Claudio

POVERO GENTILONI …E GRANDE POPOLO AMERICANO
Maurizio Blondet

Confesso la mia prima reazione: “Non sarà un trucco?” – Dall’11 Settembre, tutte le novità che vengono dagli Usa mi odorano di false flag. Ma lascio a domani i miei dubbi, e per oggi saluto il popolo americano. Il grande popolo dei “bianchi senza laurea”, dei rednecks (i colli rossi, quelli che lavorano all’aperto, muratori, coltivatori) spregiati da tutti i radicalchic con la puzza al naso. Un popolo che nella sua rozzezza e semplicità, ha mostrato una libertà di spirito straordinaria: non l’hanno intimidito le opinioni degli opinionisti “di prestigio”, ha saputo guardare attraverso le menzogne dei “rispettabili”, non s’è lasciato mettere in soggezione dai divieti del politicamente corretto da cui è stato inondato per dieci mesi (ancora nell’ultima ora, Huffington Post ha bollato Trump di “bugiardo seriale, misogino, razzista, xenofobo…”). Se n’è infischiato dei sondaggi falsi che davano Clinton vincitrice fin dal primo giorno, non s’è fatto sedurre né influenzare da femministe, lgbt, giornalisti (a cui si dovrà fare un processo), globalisti, né spaventare dal “crollo dei mercati” , né distrarre dal fumo e dagli specchi messi in atto dai poteri forti, né dalle “armi di distrazione di massa” televisive. I “bianchi senza laurea” hanno mostrato di non avere padroni nelle loro menti, di non aver portato i loro semplici cervelli all’ammasso del conformismo autorizzato. Hanno mostrato una limpida chiarezza di visione politica eccezionale: han capito l’essenziale e il fondamentale – ciò che tutti i “colti e semicolti” occidentali non hanno capito o non hanno voluto capire.
Grande popolo coraggioso, un coraggio politico sovrano che i nostri popoli europei non sanno più cosa sia. Noi ci siamo assoggettati a tutti gli enti sovrannazionali immaginati dalle oligarchie, abbiamo ceduto la sovranità popolare a chiunque, a gente come Barroso e Juncker e Merkel, a Draghi, noi italiani a tre governi che ci sono stati dati da fuori. Abbiamo rotto i rapporti economici con la Russia, con cui non avevamo alcun contenzioso, senza nemmeno pretendere un compenso da chi l’ha voluto, sia Obama o siano i baltici; abbiamo disapprovato e siamo rimasti sgomenti per il Brexit, i nostri autorevoli commentatori hanno profetizzato la rovina economica per la Gran Bretagna che s’era liberata dalla Commissione: profezia sbagliata, e argomento di una viltà quasi incredibile, del tipo: “Non possiamo essere liberi perché ci costa troppo”. E anche adesso le radio piangono: “Crollano le borse in tutto il mondo”. E chi se ne frega. Ci stanno di nuovo dicendo: “Non potete tornare liberi perché non conviene economicamente”.
I rednecks hanno detto “basta”, anche in qualche modo per noi. Dovremmo abituarci ad essere liberi, nostro malgrado, se – come spero – l’ombrello NATO non ci “proteggerà” più, tanto per dirne una.
Non so se Trump sarà all’altezza – è questo uno dei dubbi – del compito rivoluzionario che gli ha dato il popolo americano; ma comunque vada, il popolo americano merita il nostro rispetto, e il nostro grazie. Giù il cappello.
Il mio secondo o terzo pensiero è stato: povero Gentiloni. Wikileaks aveva spifferato le sue servili suppliche a Huma Abedin per avere un incontro, anche di cinque minuti, con Hillary, presentandosi così: sono “ membro del Partito democratico italiano, e per questo noi siamo legatissimi ai democratici americani…”. A settembre il nostro ministro degli esteri era andato pure a New York a tifare, a gridare “Forza Hillary”. Complimenti per l’alta intuizione politica, la statura del personaggio. E non parliamo di Matteo Renzi che è andato a baciare la pantofola di un Obama spettrale, falsificatore, guerrafondaio per conto dei sauditi, cripto-Fratello Musulmano – ed ora si trova al governo Donald. A cui naturalmente baceranno la pantofola, perché sono abituati a farlo, chiunque sia il padrone.
Poi, dovremo cominciare fare un processo al sistema mediatico, che s’è coperto di vergogna, e alla casta dei giornalisti che non hanno esitato a mentire spudoratamente, a tacere tutte le verità che giorno dopo giorno venivano fuori su Hillary.

Faccio un rapido, sommario conto di quelli che – salvo sorprese – sono i perdenti geopolitici. Il regno saudita, che ha pagato miliardi per storcere la politica estera americana secondo i suoi interessi e associarla ai suoi delitti. I neocon? Sarei meno sicuro. Ma perdente è Stoltenberg, sono i baltici, la giunta di Kiev, la Commissione, le entità sovrannazionali – e i mercati che crollano perché non hanno previsto, e non sanno più cosa sarà il futuro, e la speculazione che teme di non poter più assoggettare la politica – la politica sovrana . Ci perdono, spero, Soros, i guerrafondai e i loro servi per soggezione o paura in Europa.
Forse non ci sarà la guerra. Dico forse, perché – attenzione – non sappiamo ancora del tutto di quali poteri forti hanno appoggiato Donald. Voglio solo ricordare che molti americani, forse molti degli stessi che hanno votato Trump, votarono Obama, perché speravano che avrebbe messo fine alle guerre ultra-decennali neocon dell’era Bush jr.: non è riuscito nemmeno a chiudere Guantanamo, e le guerre contro Siria, Libia Somalia, Irak, Yemen, le ha invelenite pagando e addestrando un Califfato made in Cia,e insistendo a voler detronizzare Assad per consegnare la Siria a Al Qaeda.
Vedremo. Per il momento rallegriamoci, e salutiamo Vladimir Putin, che ha sfidato l’unipolarismo e il globalismo. Speriamo di rivederlo nostro amico.

Post Scriptum: i “bianchi senza laurea” che hanno votato Trump non significa i neri e latinos gli siano stati contrari. Per esempio Trump ha avuto di neri più voti (+5%) e dai latinos (+2) di quanti abbia avuto Romney, per esempio. E’ la classe lavoratrice che ha votato, non tanto per Trump, quanto contro Hillary – e contro le guerre che ha promesso, visto che è la classe lavoratrice che poi le deve fare.

Giorgio

Dear President Trump,
compliments for the election. We, italians, are the unic nation in the world in grad of capir what will happen in America in the next 20 years, because we have già avut a president with strange hair, a lot of sons, many money to spend, a spropositate passion for the women’s fregn and Putin’s friendness. For this motiv, remember us when you will attac the Europe because we ospit too much arabian people.
Please, don’t bombard Italy, that we have già abbastanz problems between terremot, Big Brother Vip, maltemp and a clown like president that is friend to Obama and Hillary. Perdon us, but a pagliacc, maybe, you wll have tra 20 years. Cca’ nisciuno è fesso! (Here nobody is fess)”.

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… e tornando all’Italia …LE RAGIONI DEL NO

L’agenzia di rating #Moody’s lo dice chiaramente: se vince il #Sì, via libera alla cancellazione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori

CONGRESSI DI PARTITO

La Leopolda logora chi ce l’ha.

Leopolda. I politici inventano i congressi per recitare quello che non sono.

I congressi sono la finzione spettacolarizzata della politica, ovvero la menzogna suprema.

Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle.” Oscar Wilde

“Non ci sono stelle in politica, solo affari”. (Viviana)

La Leopolda è un posto dove imprenditori con sede legale a Londra, sede fiscale a Dublino, produzione in Pakistan e residenza a Montecarlo, discutono cosa fare dell’Italia“. Paola Mancini

“Invece delle “Quote Rosa” io vorrei le “Quote Onestà”: un numero minimo di politici onesti in Parlamento”
Nicolabrunialti, Twitter

2 cents
….e allora il M5S è di centro?

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Caro Marco 2 cents
mi fa pena vedere come ti sforzi inutilmente il cervello per etichettare il M5S.
La tua testa è condizionata e procede a scomparti, vuole che ognuno cammini col suo bollino in fronte, ma ciò nega la storia.
e Il M5S è al di là degli sciocchi e falsi schieramenti italiani secondo i quali Renzi sarebbe di sinistra e Grillo di destra.
Il M5S è contro la globalizzazione neoliberista delle multinazionali e della finanza,
contro una cricca di magnati che credono di poter schiavizzare l’intero Occidente
distruggendo diritti e tutele dei popoli, per cui può attingere voti da qualsiasi fasulla o realistica parte da chiunque si opponga a tale progetto.
E chi non ha ancora capito che il mondo si divide in due: chi ha il potere economico e chi non ce l’ha, resti pure a baloccarsi con le etichette come si balocca un bambino coi pezzetti di Lego rossi o blu.
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L’agenzia di rating #Moody’s lo dice chiaramente: se vince il #Sì, via libera alla cancellazione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori.
E dunque il SI’ per te è di destra, di sinistra o di centro? Togliere diritti elettorali al popolo e restringere il potere nelle mani dell’uomo solo al comando, cancellando diritti dei cittadini e dei lavoratori, è di destra, di sinistra o di centro?
Bruciare i nostri lavoratori e le nostre imprese svendendo l’Italia agli interessi degli squali potenti del mercato, firmando il TTIP, il CETA, il MES Cina è di destra, di sinistra o di centro?
E Marchionne, la Merkel, Juncker, Trump, Monti, la Fornero, Serra, Farinetti, i padri di Renzi o della Boschi e i loro rispettivi figli, Gelli, Carboni… sono di destra, di sinistra o di centro?
Ma fammi il piacere… ! Ne abbiamo piene le tasche delle vostre classificazioni che servono solo a perdere tempo mentre i diritti, le democrazia e la libertà di tutti vengono progressivamente divorate per il lucro emergente di pochi profittatori.
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Sartori: “La società è intrinsecamente conflittuale, noi siamo animali biologicamente diversi fra noi: scopo della Politica è amministrare efficacemente queste contraddizioni”.
“In Italia si sta frantumando tutto. Renzi non mai stato eletto presidente del Consiglio, è solo stato nominato segretario del Pd con primarie senza controlli. Non aveva titolo per fare l’Italicum o la riforma del Senato”.
Queste riforme sono orribili. Nell’Italicum bisogna vietare esplicitamente le coalizioni, per porre un freno ai piccoli partiti e costringere le grandi formazioni a candidare i migliori. E invece così ogni lista diventerà un’ammucchiata, pur di arrivare al ballottaggio. Quanto alla riforma costituzionale, è insensata e creerà il caos. Sparerò contro questa legge.

Viviana
E’ chiaro perché la grande finanza ha ogni interesse a che passi il SI’. La grande finanza odia la democrazia che le crea solo problemi. Molto meglio avere a che fare con un solo soggetto, unico e forte, con cui si possono trovare buoni accordi per far passare progetti che devastano il territorio o vanno contro i cittadini, come le trivelle, la Tav in Valsusa o il Ponte di Messina. Per cui ben vengano riforme come quelle renziane che accentrano il potere nell’uomo solo al comando, tolgono potere e diritti alle Regioni, ai cittadini e al territorio e facilitano i grossi affari. I poteri forti non hanno nessun interesse per la salute, lo stato sociale, la difesa ambientale, i diritti del lavoro, i diritti costituzionali, la sovranità popolare, la democrazia.. hanno interesse solo per i loro affari. E trattarli con una persona sola, corruttibile e addomesticabile, è sicuramente più facile che avere a che fare con soggetti locali che potrebbero difendere i cittadini. Per questo, a fianco di Renzi troviamo Confindustria, le banche d’affari americane, la Bce, la finanza, i palazzinari, i petrolieri.. tutti quei soggetti che la democrazia la spazzerebbero via se solo potessero.
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Il mondo va male’ Non perdiamo la speranza!
Le frasi di oggi sono della Bibbia
“Ogni giorno ha la sua pena”
ma anche
“Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.”
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http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. che giornata di merda!!!
    del resto, era cominciata malissimo. sono andata a dormire all’una con due soli stati dipinti di rosso, ma già era un segnale che non prometteva nulla di buono.
    sveglia alle sei con il maritino curioso di vedere chi aveva vinto. uno dei peggiori risvegli della mia vita.
    quanto avevo pianto di gioia alla prima vittoria di obama tanto ho pianto stamattina di rabbia.
    dopo i primi momenti di incredulità, seguendo il filo dei vari commenti di tutti i giornalisti tv, ho avuto un attimo di sbandamento. mi sono sentita come catapultata in un universo alieno, dove non riuscivo più a riconoscere i miei punti di riferimento, e questo universo rovesciato era simboleggiato benissimo da quell’orribile rosso che ricopriva quasi tutti gli stati americani, così lontano e alieno dal “mio” rosso.
    e più le notizie andavano avanti e più aumentava la confusione. perchè ho sempre gioito quando le borse mondiali crollano, segno della paura dei “padroni” per avvenimenti a loro avversi. e non riuscivo a spiegarmi questo tonfo di oggi, in un giorno in cui il capitalismo celebra una delle sue ormai consuete vittorie. ma come? se c’è uno che incarna egregiamente il volto più becero del capitalismo, quello che neanche fa più finta di essere politically correct perchè non si vergogna più di niente, quello del “io sò io e voi nun siete un cazzo” assurto a icona, questo è il nuovo inquilino della casa bianca.
    come ha fatto la cosiddetta sinistra in tutto questo tempo a interpretare e difendere i rappresentanti dei poteri forti e dell’establishment e passare dalla parte dei padroni?
    com’è che il popolo si è ridotto a scegliere qualcuno lontano anni luce dai propri interessi per dare una spallata a chi lo sta affamando e riportando indietro di secoli?
    per tutto quello in cui ho creduto durante tutta la mia vita questa è la contraddizione più grande che mi sia capitata.
    ma fosse che davvero non abbiamo capito niente di questa nuova realtà? fosse che saranno proprio loro, questi nuovi paladini della libertà del popolo, a tirarci fuori da questa palude?
    non lo so, sono molto confusa.
    da stamattina mi rigira nella testa il ritornello di una vecchia canzone della mia giovinezza “vediamo un mondo vecchio che ci sta crollando addosso ormai. ma che colpa abbiamo noi?”
    ecco, mi rivedo giovane e piena di sogni, che insieme ad altri giovani ha veramente dato una spallata a un mondo vecchio che ci stava crollando addosso.
    la mia generazione l’ha fatto un mondo migliore di quello che abbiamo trovato, anche se non è riuscita a compiere l’opera fino in fondo e tante utopie non è stato possibile realizzarle.
    e penso a come percepivano i “vecchi” quella rivoluzione che si snodava davanti ai loro occhi. ci chiamavano terroristi, brigatisti, criminali perchè non capivano come potevamo disprezzare il benessere che loro si erano faticosamente conquistati anche per noi figli, in nome di oscuri e pericolosi ideali di uguaglianza e giustizia sociale.
    e adesso sono diventata anch’io così come quei cari vecchi matusa? una attaccata a un vecchio mondo ormai in decadenza e che non riesce a capire quello nuovo che si sta preparando?
    mah… forse sono solo pensieri neri suscitati da un avvenimento che pareva impossibile che accadesse e domani svaniranno con il “sole che sorgerà ancora” come ha detto obama. perchè alla fine non succederà niente di sconvolgente, le sparate per vincere le elezioni si ridimensioneranno e questo pagliaccio sarà indotto a più miti consigli da quegli stessi poteri che ha promesso di distruggere in favore del “popolo”. ma quale popolo, ma sai che gliene frega a un tipo così del popolo. non sa nemmeno che cos’è!
    … o no?

    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2016 @ 9:02 am | Rispondi

  2. avevo davvero bisogno di sentire tante campane dopo un periodo in cui mi ero progressivamente disinteressata degli avvenimenti politici. alla fine questa scossa ci voleva, comunque vada si inverte una tendenza, non sappiamo ancora dove ci porterà, è per questo che è il momento di stare con occhi bene aperti e il cervello ben sveglio.
    non è confusa la mia lettera, è un filo logico ben preciso quello che ho seguito, il filo di tutta la mia vita.
    ma sono proprio io ad essere confusa. e non tanto su questa vittoria che ha sorpreso tutti, tranne quelle poche menti che ancora riescono a resistere alle manipolazioni.
    chi vinceva vinceva, come dici bene tu, non avrebbe comunque cambiato nulla dello status quo, di questo ero perfettamente consapevole. penso a come, nonostante questa convinzione, avessi accolto con tante speranze l’elezione di obama, e a come poi fossi stata progressivamente delusa nelle mie aspettative.
    anche allora la legge per cui più avevo fatto il tifo, quella sulla sanità gratuita estesa a tutti, ha incontrato resistenze fortissime, a riprova del fatto che alla fin fine quello che definiamo sempre come l’uomo più potente del mondo ha in realtà pochissimo potere decisionale e può far passare solo leggi che altri permetteranno di far passare.
    la mia confusione nasce da questo strano fatto che il popolo è talmente stufo, talmente disperato, talmente abbandonato a se stesso, che pur di liberarsi di queste catene manda al potere il primo che promette sfracelli, senza stare troppo a pensare se sia davvero dalla parte degli ultimi.
    è questa la cosa che percepisco come più insensata. ma davvero la gente è convinta che avrà da quest’uomo più lavoro, più ricchezza, più pace sociale, più sicurezza, più… più… più… insomma tutte le cose che oggi mancano?
    intanto anche queste manifestazioni che si stanno estendendo in tutta l’america mi terrorizzano e aumentano la mia confusione.
    in tutta la mia vita non ho mai assistito a una cosa del genere. l’america, patria dell’alternanza, che per la prima volta non accetta il risultato elettorale. è davvero inquietante.
    e sempre torno indietro nel tempo, e ricordo quelle uniche manifestazioni di massa fatte dal popolo americano, contro la guerra nel vietnam. avevano un fine etico, ma quelle di oggi che fine hanno? e soprattutto chi le organizza? seguendo la logica di questi avvenimenti dovrebbero esserci dietro quelli che sempre abbiamo chiamato poteri forti.
    no, non ce la faccio! non riesco a incasellare tutte le tessere di questo puzzle nel riquadro che ho nella mia mente. era un riquadro preciso, dove ogni cosa andava al suo posto perchè c’era un posto per ogni cosa. adesso è tutto scombinato, il riquadro si trasforma ora in cerchio, ora in triangolo, ora in poligono irregolare, le linee rette escono dal cerchio e le linee curve non entrano nel triangolo.
    lo so, non è facile chiarire il mio pensiero, le mie sensazioni. non mi meraviglio che tu non le capisca, non le capisco neanch’io.
    spero solo che a forza di soffiare questa nebbia si diradi e potremo vedere con più chiarezza quello che succederà.
    adda passà ‘a nuttata…

    ed è andato anche leonard cohen, un altro dei miei miti.
    cominciano ad essere troppi…

    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2016 @ 9:04 am | Rispondi

  3. Stai tranquilla. Non succederà niente. Le spacconate giù cominciano ad essere ritirate. Dal programma è già sparito l’anatema ai musulmani. E così sparirà anche il resto.
    Se ci pensi, i due partiti sono quasi uguali, al momento del voto sembra che ci siano chissà quali differenze, poi sono eletti e tutto prosegue uguale. Ti ricordo di che partito erano Reagan o Bush? Tutti diventano schiavi della finanza e delle multinazionali, tutti proseguono le guerre di conquista, nessuno aiuta i poveri.
    Sembra sempre che succeda chissà che poi non cambia nulla. Per questo riporre troppe speranze in questa gente è sbagliato. Sono tutti allo stesso modo anime oscure

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2016 @ 9:04 am | Rispondi

  4. L’errore è illudersi
    Chi non si illude non si disillude
    Lo so che è triste ma è così
    Viviana

    il fatto è che l’illusione la puoi vedere solo a posteriori.
    finchè stai sognando non puoi sapere se è sogno o realtà.
    lo saprai solo il giorno dopo al risveglio.
    lo sto scrivendo con le lacrime agli occhi.
    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2016 @ 9:05 am | Rispondi

  5. 1. Trump vuole costruire un muro tra USA e Messico perchè è razzista!!!!

    La verità: Il muro tra USA e Messico esiste da quasi 23 anni (1993/94) e il suo progetto è stato posto in essere dal democratico Bill Clinton. Tale muro è lungo 3.145 km. Nel 2008 Barack Obama ha costruito altri 310 km. Nessuno ha mai proferito parola ma adesso che Trump lo vuole probabilmente prolungare o rinforzare per bloccare l’immigrazione clandestina e il trasporto della droga, tutti gli saltano addosso.

    2. Trump vuole proibire l’aborto!!!

    La verità: negli USA esiste una legge che prevede l’aborto al nono mese (partial birth abortion-aborto a nascita parziale) per gravi problemi e al settimo mese se lo richiede la madre, cioè il feto, nel momento in cui nasce, viene ucciso dal medico e non mi dilungo sui particolari. Bush aveva proibito questa barbarie ma il bravo Obama l’ha reintrodotta. E’ questo che Trump vuole cancellare, l’omicidio di un feto completamente formato di 9 mesi che sta per nascere, un parto a tutti gli effetti per poi ammazzare il bambino e non dico come perchè al solo pensiero mi si rizzano i capelli in testa, non vuole impedire l’aborto che si fa entro i tre mesi di gravidanza.

    Per il resto vedremo, intanto però si è scongiurata una gravissima crisi con la Russia, per cui la guerrafondaia Hillary potrà solo sognare nella sua testa la terza guerra mondiale.

    Ale

    Commento di Ale — novembre 12, 2016 @ 10:17 am | Rispondi

  6. Se questi sono i manifestanti contro Trump, ben venga un poco di pulizia!

    Commento di Ale — novembre 12, 2016 @ 12:49 pm | Rispondi


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