Nuovo Masada

novembre 5, 2016

MASADA n° 1803, 5-11-2016 EMPATIA UMANA E DISUMANITA’ CAPITALISTA

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MASADA n° 1803, 5-11-2016 EMPATIA UMANA E DISUMANITA’ CAPITALISTA
Blog di Viviana Vivarelli

Empatia – E’ morta Tina Anselmi – I rapporti umani – La paura e la rabbia – La Vallonia ha ceduto al CETA – Io, Daniel Blake – 1,4 milioni di italiani devono restituire gli 80 euro – I paradossi di Renzi – Favole e balle – L’odio verso l’empatia è anche a sinistra – E’ morta Tina Anselmi – I voltagabbana – CETA – L’importanza dei rapporti sociali – I paradossi di Renzi – L’arroganza cieca e sorda di Scalfari, la protervia fatta uomo – Le risorse per il reddito di cittadinanza – I principi della democrazia diretta – Maria Mantello e le falsità della riforma – I numeri del Parlamento – Il New York Times distrugge Renzi – In 7 anni fallite 100.000 aziende- L’Ue ha firmato il CETA

(Alcune foto sono delle opere di Jan Fabre)

Siamo fragili.
Come la terra.
Tremiamo.
Fatti e disfatti.
In un attimo polvere e macerie. Siamo facce di chiese , palazzi pubblici , e cantine.
Tutto si muove. Tutto si trasforma
La paura in coraggio, la distruzione in ricostruzione, l’orrore in bellezza .
Sotto a un anarchico caos la meraviglia dell’infinito .
Tutto è di pietra e polvere, tranne il cuore.

Miriam Ercolessi

«Speranza e paura sono entrambe sulla scheda elettorale» (Obama)

Il 6 giugno, il Friuli fu colpito da un terremoto di magnitudo 6.5…
Il 20 giugno 1976 i friulani andarono tranquillamente al voto…nessuno tirò in ballo difficoltà di alcun tipo…anzi molti chiedevano che le operazioni di voto si svolgessero addirittura anche sotto le tende… per dare un segno di normalità…. I
.
Montanari: “L’Italicum è una cosa sola con la Costituzione.
In questa Costituzione compare la parola’capo’. Si è detto che l’Italicum con questa Costituzione è una pistola. Ma siccome una legge elettorale si scrive facilmente, io non voglio pistole. Perché se metto una pistola sul tavolo, prima o poi qualcuno la userà. Io speravo di vivere in un Paese dove la parola ‘capo’ non sarebbe più stata scritta nelle leggi. Io vorrei non sentir più parlare di capi, vorrei sentir parlare di popolo. L’idea di capo ci riporta a un’idea di corte, di cortigiani, di luoghi dove si dice di sì, si china la testa. Si passa da una Costituzione scritta col sangue dei partigiani a una riforma scritta con la saliva dei cortigiani
.”

LA PAURA E LA RABBIA
Alessandro Gilioli

Donald Trump incamera, accanto alla paura di tutto ciò che si è detto, anche un altro sentimento perfino più devastante: che è la rabbia. Rabbia verso un mondo sempre più complicato, liquido, imprevedibile, ingovernabile, indecifrabile; verso poteri sempre più impalpabili, lontani, astratti eppure decisivi nell’impattare la nostra esistenza; rabbia verso il rovesciamento di una dinamica che da quasi un secolo l’Occidente credeva eterna, cioè il miglioramento delle proprie condizioni di vita, generazione dopo generazione, emancipazione dopo emancipazione.
Negli Stati Uniti, otto anni di presidenza Obama sono stati buoni o ottimi per tanti motivi: la riforma sanitaria, la gestione dalla crisi del 2008-2009, la spinta verso la green economy, il disimpegno dalle folli guerre di Bush, il ritorno al multilateralismo nei rapporti internazionali, la battaglia culturale contro le armi diffuse e altro ancora. Eppure (cito Mark Lilla) «l’America oggi è molto più divisa, con un gap sempre più grande tra i super ricchi e una classe media impoverita». E (anche) di qui la rabbia.
Ma c’è un elemento in più, in tutto questo. E cioè che la rabbia, spesso, è anche il risultato di una speranza delusa. Di un’aspettativa disattesa. Tanto maggiore era la speranza, quanto più facile è che questa si trasformi in rabbia. Nessuno dotato di buon senso può pensare che Donald Trump possa essere un bravo presidente. Ma la rabbia a volte se lo mangia, il buon senso.
E qualcosa di simile, se guardate bene, sta succedendo anche in Europa. In Francia, ad esempio: basta guardare com’è finito Francois Hollande, che tante speranze aveva suscitato all’inizio del suo mandato. Ma anche Alexis Tsipras in Grecia, diciamolo.
E in Italia? Anche da noi il grande cambio generazionale, stilistico e cognitivo successivo alle primarie del Pd e alla caduta prima di Berlusconi poi del governo Letta aveva creato attese quasi messianiche. Che sono emerse in modo trasparente nel 40 e passa per cento raccolto dall’homo novus tre mesi dopo essere diventato premier – e due settimane dopo aver aumentato lo stipendio mensile di milioni di lavoratori dipendenti. Oggi le cose stanno molto diversamente. La diffidenza e la rabbia prevalgono.
Il paradosso del politico è che – proprio nell’era delle narrazioni – deve andarci piano con le narrazioni. Perché poi queste rischiano di rovesciarsi nel loro contrario. E di rivoltarsi contro chi le ha narrate – o contro la sua parte. Oggi vale per Obama, Hollande, Tsipras, Renzi. Domani varrà per i loro avversari.

Vittoria del MoVimento: Il governo ritira i 97 milioni per il golf

FAVOLE E BALLE
Viviana

Purtroppo l’uomo si nutre di favole.
E c’è chi sulle favole ci marcia.
In Italia il cittadino ha la memoria di un pesce rosso: un minuto. Poi si scorda come erano le promesse e quante sono state realizzate. Sparisce così la storia di un popolo, nello spazio di uno spot pubblicitario.
E’ bassa anche la logica, che richiede coerenza e non sopporta i paradossi.
E Renzi, il paradossale, è stato scelto per promettere al mattino quello che rinnega la sera, senza fare una piega, con la massima faccia tosta.
Renzi ha un tasso di coerenza più basso addirittura di quello di Berlusconi, il grande bugiardo. Montanelli diceva: “Berlusconi è il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne.” Renzi nemmeno questo. Snocciola le sue bugie con l’aria di non crederci nemmeno lui.
Ma di questo i suoi cloni se ne fregano, esattamente come fecero i fascistelli con le promesse di Mussolini, che era partito come populista e socialista e finì dittatore al servizio di un dittatore più forte di lui. Perché nel fascismo ubbidienza coatta e prepotenza si confondono. Ogni fascista fa il bullo con qualcuno e a sua volta subisce le angherie di qualcun altro. A loro bastava ‘imperare’ e seguire il DUX di turno nel cerchio di fuoco, convinti che sostenere il potere significasse parteciparvi e ottenere, come mezze calzette, un’illusione di eternità.
Il carro di fieno di Brueghel rappresenta l’adescamento suadente del potere a cui si attaccano i vili, convinti di contare di più, gli stessi che sono i primi ad abbandonare una testa quando il potere passa su un’altra.

EMPATIA
Viviana Vivarelli

Da quando sono al mondo, e cioè dalla fine della seconda guerra mondiale, mi ha sempre colpito negativamente una cosa:
il rancore dei rivoluzionari di estrema sinistra contro la compassione umana, contro l’aiuto reciproco.
Per timore di essere confusi con un deleterio compassionismo cattolico, negano all’uomo la sua virtù più straordinaria: la pietà per chi soffre e l’aiuto personale, temendo che così si attutisca il messaggio di rivoluzione politica.
In questo si discostano nettamente dai no global che uniscono la lotta politica al volontariato umano (800 associazioni solo in Italia) e vivono la partecipazione a più livelli, individuale e collettivo.
Ovviamente non è sempre così. Conosco le lotte per le case occupate o in difesa dei migranti o dei rom anche a sinistra.
Ma in genere la partecipazione emozionale viene negata come fosse merce di seconda categoria.
E in questo, purtroppo, non c’è differenza tra alcuni di estrema sx e tanti sciagurati fascisti: la stessa carenza di empatia. Certamente questo mondo capitalista è così marcio che ci vuole una rivoluzione genrale, ma in attesa che questa si faccia, aiutiamoci! L’una cosa non deve escludere l’altra.

Viviana
C’è una stretta relazione tra rispetto umano e verità, perché rispettare la verità è il primo passo per rispettare l’uomo, anche quello che è in noi. Ma c’è chi preferisce aver ragione o dimostrare di aver potere, calpestando i fatti, piuttosto che cedere alla verità e riconoscere di aver sbagliato. Non è in questo modo che si vivrà con giustizia e verità. Il rifiuto della verità calpesta la giustizia, riduce noi stessi a miseria umana e non fa che aggravare i pesi del mondo.

E’ MORTA TINA ANSELMI

(L’ignoranza della nostra storia è così grande che, nel dare la notizia della morte, c’è stata una militante del Pd che su Fb ha messo la foto di Nilde Iotti al posto di quella di Tina Anselmi. Dio, perdonali, perché non sanno quello che fanno).

La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati, attraverso la responsabilità di tutto un popolo.Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. E’ giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. E’ tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. E’ pace.”

Tina Anselmi su Gelli: “Un uomo ossessionato dal potere, malato di potere, il cui potere si basava sul ricatto, sulla millanteria a volte, sulla cattiva coscienza di molti, la vigliaccheria di tanti”.

Ogni tentativo di correggere surrettiziamente e per vie traverse il sistema democratico significa in realtà negarlo alla radice”.

Marco Da Milano: “Addio Tina Anselmi, la donna che fece tremare i piccoli uomini del potere.”

Persona di eccezionale coraggio e di straordinaria normalità, si è scontrata contro i poteri occulti che negli anni Settanta avevano invaso le istituzioni. Per l’ex partigiana una sfida più rischiosa di quella con il fascismo.

Nel 2009 Tina Anselmi ha ricevuto il “Premio Articolo 3” per il 2008 come “riconoscimento all’attività svolta durante tutta una vita spesa – anche a rischio della medesima – al servizio della libertà e dei valori di uguaglianza sanciti proprio dall’articolo 3 della nostra Carta Costituzionale. Questo ricordando in particolare l’attività dell’onorevole Anselmi come giovanissima staffetta partigiana, di sindacalista, di madre della legge sulle pari opportunità, di ministro, di principale autrice della riforma che introdusse il Servizio sanitario nazionale e di guida esemplare della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2”.
Recentemente disse: “Forse molte cose che continuano a succedere possono avvenire e ripetersi proprio perché non é stata fatta ancora piena luce su quanto avevamo scoperto con la Commissione parlamentare sulla P2. In questo senso le classi dirigenti politiche che si sono succedute in questi anni hanno una grandissima responsabilità. Spesso mi chiedo: Perché non hanno voluto andare a fondo? Perché nessuno ha voluto capire cosa c’era veramente dietro? Perché nessuno ha voluto vederci chiaro dopo che in alcuni articoli pubblicati (uno anche a firma del figlio di Gelli) si é sostenuto che gli affiliati alla Loggia P2 erano molti di più di quelli che la mia Commissione aveva scoperto? Chi sono? Credo che finché non si farà piena luce su quella drammatica vicende non capiremo fino in fondo chi trama dietro le quinte e se le intercettazioni di questi ultimi mesi sono collegate e collegabili a quel potere occulto che, ne sono convinta, c’è e attraversa tanti ambiti della nostra società…anche quelli più insospettabili….anche quelli che dicono di volersi occupare solo di ideali o di spirito
.”
Tina Anselmi la P2 l’ha combattuta.
Oggi vediamo Flavio Carboni, faccendiere piduista, il miglior amico di Gelli, quello che un esponente della banda della Magliana definì “l’anello di raccordo tra la banda della Magliana, la mafia di Pippo Calò e gli esponenti della loggia P2 di Licio Gell”, indagato per l’assassinio di Calvi e per la P3, che si intrattiene con Tiziano Renzi, padre del capo del Governo e con Pier Luigi Boschi, padre del Vicepresidente del Governo per consigliarli su chi mettere a capo della Banca Etruria, e nessuno trova la cosa strana, mentre il Governo, invece di punire Banca Etruria per la sua corruzione, fa leggi per salvarla con soldi pubblici e manda liberi tutti i suoi complici e mentre il Pd chiude tutti e due gli occhi davanti a questi orrori. E applaude Renzi che deforma la Costituzione per realizzare il piano di Gelli di distruzione della democrazia.
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Chi più di Tina Anselmi avrebbe meritato di essere nominata senatrice a vita per alti onori resi alla Patria?
Chi più di lei avrebbe meritato di essere eletta Presidente della Repubblica?
Invece è stato fatto Presidente della Repubblica, e per due volte, uno che è l’esecutore delle banche d’affari americane ed è stato fatto senatore a vita (dunque senza elezione) un Monti che è stato Presidente della Trilaterale, membro del Bilderberg e international advisor per Goldman Sachs.
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I VOLTAGABBANA

Un Parlamento di trasformisti, il 29% ha cambiato casacca. Record in Senato, più di uno su 3.

CETA
(Comprehensive Economic and Trade Agreement) è un trattato di libero scambio tra Canada e Unione europea. L’accordo è stato approvato dal Consiglio dell’Ue e dal Parlamento Europeo il 30 ottobre. Finora era bloccato dal No dei valloni (Belgio) che ora è saltato. Si discute ancora se il trattato dovrà essere approvato anche da ogni stato membro dell’Ue. Se definitivamente approvato, entrerà in vigore dall’inizio del 2017, con la soppressione del 98% delle barriere tariffarie tra le parti. Molti temono che in nome del mercato vengano abbandonati gli alti standard di sicurezza alimentare e ambientale adottati negli anni dall’Ue, che si aprano le porte a prodotti che eludono ogni regola (come OGM) e che questo afflusso porti a morte le piccole e medie imprese europee allargando a dismisura la disoccupazione. Ci saranno più prodotti europei in Canada, come vino, alcolici e altri prodotti agricoli; più merci canadesi da noi, tra cui farine, cereali e simili. L’ue assicura che l’accordo lascia inalterate le norme europee in campo alimentare e ambientale: “I produttori canadesi potranno esportare e vendere i loro prodotti in UE solo se rispetteranno pienamente la pertinente normativa europea”. Quindi niente carni bovine canadesi con ormoni della crescita o alimenti transgenici; in più, ciascuna parte dovrebbe poter adottare in futuro le ulteriori norme che ritenesse opportune. Ma molti hanno forti dubbi in proposito. Non sarebbe chiaro in modo sufficiente il principio di precauzione, a cui si ispirano molte delle norme europee (tra cui ad esempio quella che limita coltivazione e commercializzazione di prodotti OGM). Secondo il Guardian, ad es., l’approvazione del CETA potrebbe incrementare il flusso in Europa del petrolio derivato dalle sabbie bituminose, di cui il Canada è uno dei maggiori produttori, alimentando pratiche terribilmente dannose per l’ambiente. Un timore forse giustificato dalla decisione presa dall’UE al termine dei negoziati per il CETA di non etichettare più questo tipo di petrolio come “altamente inquinante”.
I trattati di commercio di nuova generazione (Ttip, Ceta, Tisa, o quello tra Ue e Mercosur) rappresentano il principale volano della DEREGOLAMENTAZIONE NEOLIBERISTA SU SCALA MONDIALE. Sono il dispositivo attraverso cui le multinazionali cercano di svuotare i luoghi della rappresentanza e abbattere le cosiddette “barriere non tariffarie”: ossia i diritti del lavoro, il principio di precauzione, gli standard ambientali, la difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici.
Le ragioni per dire di No al Ceta sono tante: la perdita di posti di lavoro (3 milioni entro il 2023 nella sola Ue con ulteriore abbassamento dei salari), la messa in discussione del principio di precauzione, l’istituzione dell’Ics (tribunale dove conta solo il profitto delle imprese) nelle controversie tra multinazionali e stati, i rischi per la salute alimentare e per la produzione agroalimentare di qualità.
Molte multinazionali Usa avrebbero accesso al mercato europeo attraverso il Ceta o il Nafta o perché hanno sede legale in Canada.
Ricordiamo che Renzi ha una funzione di apripista in Europa per questi patti per favorire il grande capitale ed è stato messo su per questo. Ma di questi contratti i nostri giornali nemmeno parlano.
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L’EUROPA DICE SI’ MA NON E’ DETTA L’ULTIMA PAROLA
Monica Di Sisto

La Vallonia alla fine ha ceduto: il vertice Europa-Canada convocato d’urgenza domenica a Bruxelles ha approvato il trattato Ceta di liberalizzazione commerciale tra le due aree, la regione belga che contiene la capitale dell’euroburocrazia ha autorizzato il suo governo a consentire alla Commissione europea di approvarlo. Per due settimane, infatti, il premier vallone Paul Magnette ha appoggiato le richieste delle associazioni, dei sindacati e delle imprese che chiedono ai propri governi di fermare il Ceta proprio come il Ttip: analogo accordo che l’Europa non riesce a chiudere con gli Stati Uniti a causa dell’ondata di contrarietà e imbarazzanti dettagli emersi grazie al lavoro di controinformazione e pressione di migliaia di associazioni, sindacati e imprese delle due sponde dell’Atlantico. Il Ceta, per di più consentirebbe alle oltre 40mila grandi imprese Usa che hanno consociate in Canada – tra cui giganti dell’agroalimentare come Coca Cola, McDonald, Cargill, ConAgra foods – di ottenere gli stessi privilegi che garantirebbe loro il Ttip: la possibilità di influenzare la formulazione e l’applicazione di regole e standard che limitino i loro profitti e la facoltà di citare i nostri Stati in giudizio, con il meccanismo dell’Investment Court System o Ics, se si sentissero danneggiate dalle regole democratiche.
La Vallonia è riuscita a strappare alcuni impegni al suo governo: chiede anche che il Belgio si rivolga alla Corte di Giustizia europea per verificare se l’Ics (il tribunale delle moltinazionali) sia compatibile o no con le normative dell’Unione. Chiede al Belgio di obbligare la Commissione europea a difendere il principio di precauzione, i prodotti di qualità protetti da indicazioni geografiche e i Paesi che la Vallonia si riserva comunque di tornare a bocciare il Ceta in sede di ratifiche nazionali, e di bloccare così il “sì” finale da parte dello Stato belga. Il documento è stato inserito in quelle dichiarazioni volontarie che accompagneranno il Ceta e che sono il veicolo per zittire le opposizioni senza riaprire il testo, ma allegandovi dei documenti che, però, non hanno alcun valore legale né reggerebbero mai di fronte a nessuna delle cause commerciali Ics che le imprese potrebbero intentare. Il pericolo è grave. Per di più in cambio di qualche vantaggio per un pugno d’esportatori, con il Ceta oltre ad esserci una perdita secca di oltre 600mila posti di lavoro, stando a uno studio della Tufts University americana, verrebbero schiacciate sotto la pressione dei profitti regole importanti come quelle che in Europa tutelano diritti fondamentali come la protezione della salute e la sicurezza alimentare.
Si prevede un ingresso massiccio di grano e di pasta canadesi, carichi di tossine e di residui di diserbante. Le nostre leggi sui limiti alla presenza di tossine nei cereali, infatti, sono stringenti e in Italia, dalla scorsa estate, è vietato irorrare i campi, ma anche i parchi pubblici e i giardini delle scuole con il glifosato, ingrediente chiave del diserbante Roundup, prodotto di punta del colosso agroalimentare Monsanto, dopo che l’OMS l’ha definito ‘probabilmente cancerogeno‘. Questo massiccio ingresso di grano d’Oltreoceano, inoltre, deprimerebbe ancora di più i prezzi per i produttori e quindi aggraverebbero il rischio chiusura per quelle 300mila aziende agricole italiane che già oggi lottano per rimanere aperte.

ARANCINI CONTRO IL TERREMOTO
DORIANA GORACCI

Dopo un terremoto non c’è di meglio che un piatto di pasta al sugo. Non è vero? Ho visto come certe signore rimestavano in gigantesche pentole la pasta col sugo e i loro occhi brillavano e sorridevano e le persone si affollavano a ritirare quel momento caldo
Era ai primi di settembre che due sorelle di origine siciliana Maria e Laura De Falco, partirono con un camion bar da Losanna, in Svizzera, per venire a cucinare arancini per gli sfollati del terremoto. Ci hanno abituato così le nostre mamme da sempre, a seppellire la paura la tristezza e la stanchezza con qualcosa di buono da mangiare. Sono pranzi e cene di consolazione in molte parti ancora d’ Italia, quando viene a mancare una persona, a quella tavola apparecchiata per mangiare insieme. Diventa il convivio e la memoria. Mi capitò una volta a casa di un’ amica mia quando eravamo ancora ragazze ed era morto suo fratello, l’avevano salutato tutti a casa e noi eravamo lì con la moglie e i giovanissimi figli, vennero ordinate delle pizze, con il defunto a pochi metri da noi: riuscimmo a ricordare tanti episodi passati e persino a ridere, fino a piangere. Ma non voglio parlare di pasti dopo la morte ma di quelle tazze fumanti, rubate da casa e il caffè caldo dentro magari da bere in più persone, il latte caldo e i biscotti. Lo sanno bene tutte e tutti che una persona anziana è una meravigliosa persona che aiuta in cucina, pulisce le verdure, sgrana i fagioli e i piselli, gira il cucchiaione nella pentola a ritmi degni di un direttore d’ orchestra. Dopo il terremoto bisogna darsi da fare perché se ti fermi ascolti il tuo respiro e ti metti paura per quanto è mosso, ti metti paura a pensare quando verrà di nuovo, la scossa, e rallenta per te il momento di avere la tua casa e cucinare colazione pranzo e cena… ritornare a fare l’elenco delle cose che mancano, anche quelle superflue come un dolcetto a pancia piena.
Sono rimaste sotto alle macerie le pentole, le padelle, le presine, le spezie, la scodella di coccio comprata alla fiera il libro delle ricette, le olive con la buccia d’arancio, il formaggio che ci ha riportato dalla Sardegna l’amico, la treccia d’aglio di Sulmona, i pomodori secchi, l’origano, preso in Grecia la padella con i buchi per le castagne che poi la usi solo tre volte l’anno… sono rimaste sotto terra le ricette delle nostre mamme e delle nonne ma noi dobbiamo ritrovare tutto, ricomporre il passato con il futuro e cucinare con gioia, fosse pure scaldando un po’ d’acqua olio e parmigiano per la minestrina che c’è sempre qualcuno che lo consola alla sera, quel piatto che fuma e così ti inventi che stai piangendo per il vapore e trovi il coraggio di rimanere a testa alta e sognare ancora… l’odore buona della cucina italiana.
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Schettino in sostegno al PD: “Sono garante della moralità”
Proprio un bel testimonial!
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Oggi scelgo come motivo di riflessione le parole di Aurora:

Si dice che c’è evoluzione anche rimanendo fermi nella propria stanza, dunque si può trovare un equilibrio anche aldilà dell’azione estenuante che noi ben conosciamo“.
Chi cerca sta già trovando. Nel momento in cui vi mettete alla ricerca di qualcosa e ci sarà un arresto di giorni e giorni dal lavoro, che sia esperienza o conoscenza, voi state già viaggiando, state già camminando. Apparentemente non trovate ancora quello che cercate e vi sembra di continuare a cercare, ma non è vero, l’apparente non trovare è un’illusione. Il mettersi in cammino significa che si stanno facendo dei passi, piccoli, grandi, ma il produrre dei passi è già un trovare, essere fermi è quel fenomeno della vita che coincide con la funzione primaria dello spirito di essere continuamente in se stesso e nell’universo”.
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Carlos Ruiz Zafón
La gente non è cattiva, mia cara. È idiota, il che è ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un’altra lingua, perché non sono nati nel suo paese o perché non approva il loro modo di divertirsi.”

IO, DANIEL BLAKE
Alessandro Gilioli

Sul film di Loach “Io, Daniel Blake” aggiungo il commento di Alessandro Gilioli:
Difficile vedere in “Io, Daniel Blake” tracce di fiducia e di speranza. Tanto meno di “militanza politica”: il protagonista non ha uno straccio di sindacato o di partito a cui rivolgersi, in cui identificarsi, nel quale trovare strumenti di lotta collettiva.
Gli spettatori – i più sensibili, almeno – escono quindi dal cinema con gli occhi lucidi. O comunque con sentimenti assai più cupi di quelli che accompagnavano il finale di “Il pane e le rose”.
Invece Daniel Blake – il film e lui stesso, il protagonista – mostra un tesoro inestimabile e di cui spesso ciascuno di noi dubita: la forza straordinaria delle relazioni umane, dell’empatia, della solidarietà.
Non sto scherzando. Tutto il film è disseminato di questo messaggio.
C’è prima di tutto il rapporto di limpida amicizia tra il disoccupato in età Daniel e la madre single Katie: un’amicizia che è anche mutualistica, perché prima lui aiuta lei poi sarà lei ad aiutare lui.
C’è la complicità di Daniel con il giovane vicino di origine africana, di nuovo solidale e a tratti mutualistica: Daniel lo aiuta nel business delle scarpe, il ragazzo ricambierà dandogli una mano coi moduli on line – e gli offrirà una disponibilità totale vedendolo vendersi i mobili.
Ci sono inoltre tanti gesti di generosità gratuiti: il direttore del supermercato che grazia Katie quando lei è beccata a rubare, le donne del banco alimentare che si fanno in quattro per la ragazza che sta male, l’ex collega che passa a Daniel un legno da lavorare, la funzionaria dell’ufficio disoccupazione che lo aiuta di nascosto.
E ci sono anche gli applausi dei passanti – superficiali, ma autentici – quando Blake inscena la sua protesta davanti all’ufficio che gli nega l’assegno a cui ha diritto.
C’è insomma – tutto sommato, e al netto dei pochi servi dell’ingranaggio – un’umanità sana.
Ed è questa la speranza di Ken Loach, quella che cerca di trasmetterci. L’ultima barriera di civiltà e di futuro quando è già finito tutto il resto: il lavoro, il welfare, il partito, il sindacato, la sinistra, la lotta.
Non so se Ken Loach ha ragione: o se, al contrario, il tratto caratterizzante di questo difficile passaggio storico sia proprio il contrario. Cioè la disgregazione egoistica. Il tutti contro tutti. Gli odiatori di ogni categoria diversa dalla propria, giovani contro vecchi, precari contro operai, indigeni contro immigrati e così via all’infinito.
Non sono affatto sicuro che Loach abbia ragione, ad esempio, quando vedo i disumanizzati di Goro, i seguaci incazzati di Trump, i livorosi lettori di Libero. Ma non perché questi sono “di destra”: semplicemente, perché non vedono l’uscita dalla propria disperazione nella solidarietà mutualistica con altre disperazioni, bensì nel ridurre l’altro in una condizione di disperazione peggiore della propria.
L’opposto dei personaggi di Loach, insomma.
Ecco perché non sono affatto sicuro che abbia ragione, l’ottimista Loach.
Non lo sono, ma lo spero tantissimo – e non smetterò di sperarlo.
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Aurora
Parlare ascoltare le persone e interagire con amore è anche questa una risposta a Dio che chiede “Dov’è tuo fratello?”
Ogni persona porta con sé il suo mondo che si espande quanto interagisci. Interagire con le persone è come abbracciare il mondo.

L’IMPORTANZA DEI RAPPORTI SOCIALI
Viviana

La vita è fatta di tanti apporti e l’umanità dei rapporti sociali è uno di questi ed è molto importante.
Inutile chiedersi se ci porterà la salvezza totale. Nessuna cosa esistente può portarci la salvezza totale, né la politica, né la socialità, né l’economia, né la religione, né la scienza, né la tradizione. Un umano può soffrire di cattivo Stato o di cattiva socialità. Un umano può soffrire di carenze in tanti aspetti del suo vivere, in tanti piani del suo essere, ma per il suo vivere bene occorrono tante cose e possiamo osservare o richiedere o rispettare ognuna di queste senza far danno alle altre.
Se fossimo esseri semplici, saremmo formiche o api o vermi, ma siamo umani. E nessuna delle cose che riguardano la vita umana può essere disprezzata dicendo che non è la chiave universale del benessere assoluto, perché in questo senso nessuna cosa lo è.
Per vivere bene occorre soddisfare tanti piani, alcuni sono materiali, altri tecnici o organizzativi, altri culturali o sociali, altri intellettuali o spirituali.
La relazione umana è una di queste necessità. Aristotele arrivava a definire l’uomo ‘un animale sociale’, ponendo la relazione sociale alla base dell’essere umano. Non è solo una definizione filosofica, è una definizione politica.
Un tempo la struttura sociale era piccola, oggi può dilatarsi fino alla totalità.
La condivisione è un valore di base senza cui l’umanità muore, al punto che la nostra viene chiamata l’era della condivisione, ma è anche l’era di uno Stato disumano che ti sfracella, è l’era delle multinazionali che operano solo per l’accumulo o non per la spartizione e calpestano l’individuo.
Il discorso della condivisione non è solo morale, è politico. Si va dalla condivisione dell’aiuto, dei sentimenti, delle emozioni alla condivisione delle idee, dei progetti, degli ideali, secondo il piano umano considerato.
Che Guevara disse: “Quando si sogna da soli è un sogno, quando si sogna in due comincia la realtà”. E Jim Rohn: “Condividere ti rende più grande di quello che sei. Più dai agli altri, più vita sei in grado di ricevere.”
Loach non vuol dire che si deve abbandonare la lotta politica rifugiandoci nell’aiuto reciproco. Dice solo che il mondo capitalista non è stato congegnato per l’uomo ma contro l’uomo e per questo diventa sempre più difficile, arido e senza sentimenti, una macchina che stritola ogni umanità, dove conta solo il lucro dei massimi poteri e dove lo schiacciamento dei ‘senza potere’ è tragico e irreversibile. Ma dice anche che in questo mondo terribile che la macchina capitalista rende sempre più disumano, anche l’ultimo dei ‘senza potere’ può tuttavia aiutare se stesso e gli altri attingendo proprio alla sua umanità.
Contro l’egoismo del capitalismo che disgrega l’uomo e lo chiude nella sua debolezza solipsistica, il richiamo a ciò che ci unisce in nome di una condivisione di aiuti, di emozioni, di vita diventa un discorso politico che contrappone il sentimento e la moralità dell’essere umano al tecnicismo arido e spietato del potere.
La conoscenza muore se non è condivisa e anche la fede. L’umanità muore in se stessa, se non ritrova le proprie radici nell’aiuto comune. E’ una filosofia di vita che si contrappone all’egoismo del capitalismo fino a diventare una nuova politica. Dal basso. Alla portata di ognuno. Senza negare nessuna delle lotte in corso. Una nuova filosofia. Che non pretende di essere l’unica e l’assoluta. Ma chiede che in noi non si compia lo scopo perverso del capitale: uccidere l’uomo anche in se stesso.
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1,4 MILIONI DI ITALIANI DEVONO RENDERE GLI 80 EURO

Il bonus da 80 euro era stati previsto per gli Italiani che prendono tra gli 8.000 e i 26.000 euro. Dimenticati i 341mila italiani che nel 2015 hanno dovuto restituire il bonus da 80 euro perché il loro reddito è diminuito e mettendoci quelli che hanno guadagnato di più si arriva a 1,4 milioni che l’hanno dovuto restituire. Padoan aveva detto che ci sarebbero state modifiche ma il paradosso è rimasto. Scomparsi i fondi aggiuntivi per la povertà
Dice Chiara Saraceno: “È paradossale che prima si sia intervenuto per favorire i lavoratori a basso reddito, per poi escludere quelli più poveri”. Ma poiché il bonus era uno sgravio fiscale non esiste imposta negativa, nessuno sgravio a chi le tasse non le paga.
Se uno Stato vuole aiutare la povertà, si fa. Se invece vuole dare 97 milioni alla società del golf o fare una finanziaria con un miliardo di mancette per accaparrarsi il SI’ al referendum, fa come fa Renzi che di balle, bugie, truffe e mancette ci campa. Ma non venitemi poi a dire che è un Governo serio!
L’Italiano fa come il Nerone di Petrolini: “Lo vedi com’è er popolo? Quanno s’abitua a dire che sei bravo, pure che non fai gnente sei sempre bravo”.

I PARADOSSI DI RENZI

Non sposterò la data del referendum. Allora la sposterà. Qui lo dico, qui lo nego. Renzi il ballista. L’Italicum è soltanto l’ultimo di una lunga serie di cambi di opinione e di annunci smentiti dai fatti. “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”. Semmai un giorno Renzi volesse farsi un tatuaggio, potrebbe pensare a questo. Renzi la trottola. Il paradosso umano. Perché le volte in cui ha detto una cosa e il contrario della stessa sono infinite. L’ultima è quella dell’Italicum. Prima il premier ha lottato con tutte le sue forze per imporre e difendere questa legge elettorale e ora dice che è pronto a cambiarla. Letta sta’ sereno. Non andrò mai al governo per inciuci di palazzo. Criticava il rimpasto,”perché fa tanto vecchio stile”, per poi attuarlo di corsa. Diceva: “Se vinco io,mai più larghe intese”, salvo poi confermare la maggioranza del governo uscente. Berlusconi game over, poi fece patti con lui. Se perdo il referendum mi dimetto anzi esco dalla politica. Mai detto che se perdevo mi dimettevo. E’ la giravolta umana. Il re degli annunci smentiti dai fatti. Via i partiti dai Cda e dalla Rai. Poi passò all’infornata degli amici. L’art. 18 non si tocca, così lo eliminò. Sul conflitto di interessi disse che se fosse andato al governo avrebbe fatto una legge in materia, poi andò al governo e non fece nulla. Abolirò le province, ma sono sempre lì. Appartengo a una cultura che vorrebbe eliminare il canone. E infatti l’ha messo in bolletta. Abolirò Equitalia. Le ha cambiato nome. Invece di dare 8 miliardi al Ponte,li dessero alle scuole. Ma le scuole non hanno visto nulla ed è stata riaperta la Società del Ponte.Verdini non è il mio tipo. Ora entra nel Governo. Insomma, Renzi è il rovescio di se stesso. Prima afferma, poi nega.
Quanto ci vuole per capire che è solo un cialtrone pronto a rovesciare qualunque cosa secondo l’interesse del momento,un cialtrone per cui non esiste verità o giustizia ma solo espedienti per stare a galla?
.
Marco Travaglio. Ma che vi ha fatto Gianroberto Casaleggio?
“Lui non voleva far partecipare i cittadini alle istituzioni, voleva farli vincere, farli andare al governo.
All’inizio gli ridevano dietro, lo prendevano in giro. Poi, quando si è capito che la cosa poteva essere possibile, le risate sono diventate insulti.
Ormai sono parecchi anni che seguo la politica. Ecco, io non ricordo un leader politico così insultato e così calunniato. Tra l’altro incensurato.
Forse è un aggravante nella politica italiana. Non ricordo pregiudicati così insultati come l’incensurato Casaleggio.
Ma alla fine di tutto che ha fatto? Ha creato gli esodati? Ha abolito l’articolo 18? Ha per caso rubato soldi alla collettività? Ha fatto favori alle banche? Ha introdotto norme che aiutano le banche a espropriare casa vostra? Ha per caso aiutato petrolieri che inquinano vicino casa vostra? Si può sapere cosa cavolo vi ha fatto?
Ha portato delle persone incensurate dentro le istituzioni. Ed io la trovo una cosa bellissima.”

L’ARROGANZA CIECA E SORDA DI SCALFARI

Elio: “Ho detto ai miei figli: se rimbambisco come Scalfari datemi una martellata in testa e butatemi nel cesso. Diba è stato fin troppo educato e paziente, ha fatto tirar fuori dal vecchio tutto l’odio e il livore contro noi 5 Stelle senza mai offenderlo. È stato un eroe a stare vicino ad un vecchio rincoglionito che invece di regalare pillole di saggezza a regalato polpette avvelenate. Nessun problema, è inesorabile, noi andremo al governo e Scalfari andrà a fare in c…, nel frattempo è meglio che si rimbocchi la lapide.

Viviana
Scalfari, un giornalista non può essere un analfabeta! Ti vanti delle cose che non sai ! E perché non le sai? Non le sai perché hai troppa boria per conoscerle. Perché preferisci raccontare calunnie piuttosto che informarti? Ma è lecito spacciare calunnie per informazione?
Ma allora, visto il grado abissale della tua ignoranza, dovrebbero toglierti dall’ordine dei giornalisti per eccessiva asineria.
Dichiari che il M5S non dice quali sono le risorse per pagare il reddito minimo di cittadinanza ?? Perché non ti leggi la proposta di legge del M5S? Non sai leggere? Perché parli come il più ignorante dei troll? Sei tu che alimenti l’ignoranza degli italiani.Ti pagano per questo?

ninomio
E’ andata in scena l’educazione, la pazienza e la compostezza del giovane Di Battista contro l’arroganza, la protervia e la maleducazione del vecchio Scalfari.


L’accendiamo?
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Eugenio: Datemi uno Scalfari e vi abbasserò il mondo.
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Viviana
Insistere sulle stesse domande senza mai ascoltare le risposte è segno di massima protervia. E seguire solo i propri preconcetti senza mai valutare la realtà e la verità indica solo un orgoglio smisurato e pazzoide. Ma per un giornalista è l’analfabetismo funzionale o la tomba dell’informazione.
Chiede perché il M5S ha fatto un patto con Farage? Ma perché era l’unico modo per contare qualcosa in Ue e non sparire come ha fatto Salvini. Ma il patto è stato ‘tecnico’ cioè lasciava liberi UKIP e M5S di votare come volevano. E infatti i loro voti nel Parlamento europeo sono sempre stati opposti su tutto.
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Dice: “L’oligarchia è la democrazia”, ma uno che confonde così i sistemi di governo e disprezza a tal punto la democrazia dovrebbe essere portato alla neuro e messo nelle condizioni di non nuocere. Ormai Scalfari ha il cervello in pappa. L’intelligenza se n’è andata, sono rimaste solo una cattiveria e una spocchia intollerabili. Si immagina che anche la volgarità, per lui, sia la democrazia.
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Stupidità e ignoranza allarmanti, sventolate come credenziali senza alcuna vergogna.
E costui che non sa niente, che non capisce niente, che non conosce niente, che non legge niente, che dice “E’ la prima volta che vedo un grillino”, che del M5S sa solo quello che gli ha detto la sua testa marcia, che sentenzia e pontifica in modo dittatoriale, che sa solo aggredire, sputare e insultare
rappresenterebbe la stampa di sinistra? e sarebbe il migliore sostegno di renzi?????
Vs Scalfari: L’ultima volta che mi sono imbarazzata così è stato quando ho visto il mio povero nonno girare per casa senza mutande
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Kostaf : il ruggito dei morti viventi
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LE RISORSE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

Rispondendo alla domande cieche e sorde di Scalfari.
Per quel povero ciuco ignorante e analfabeta di Scalfari:
Le risorse previste per il reddito minimo di cittadinanza sono:
-Tagli alle spese delle PA mediante la centralizzazione degli acquisti e omologazione dei prezzi (5 mld)
-Tagli spese militari (2,5 mld)
-Aumento canoni per le imprese di idrocarburi (2,5 mld)
-RIDUZIONE DELLA PERCENTUALE DI DEDUCIBILITA’ DEGLI INTERESSI PASSIVI PER BANCHE ED ASSICURAZIONi (900 milioni)
-Eliminazione delle auto blu delle aziende ospedaliere non strettamente indispensabili ai servizi sanitari (800 milioni)
-Riduzioni pensioni d’oro (700 milioni)
-Aumento tasse slot machine (600 milioni)
-8 PER MILLE IRPEF NON DESTINATO (600 milioni)
-Soppressione enti inutili (400 milioni)
-Taglio alle spese sostenute dalle PA per consulenze (300 milioni)
-La social card verrebbe sostituita in pieno dal reddito di cittadinanza (300 milioni)
-Aumento canone concessionari autostrade (140)
-Tagli auto blu (100)
-Eliminazione esenzione del pagamento dell’IMU, della TASI e della TARES sugli immobili di proprietà della Chiesa (140)
-TAGLI ORGANI COSTITUZIONALI (62)
-Riduzione indennità parlamentari (62)
-Estinzione del fondo straordinario sostegno all’editoria (51)
-Taglio finanziamento partiti (45)
-Divieto cumulo pensioni (40)
-Azzeramento della tassa pagata dallo stato alle società telefoniche per le intercettazioni.

I PRINCIPI DI DEMOCRAZIA DIRETTA

Una democrazia sana non discende dai partiti ma dai modi con cui il popolo manifesta ‘direttamente’ la sua volontà
Per cui i capisaldi di una democrazia sana non stanno certo nell’abolizione dei diritti elettorali o delle preferenze o in una Camera che è formata per due terzi da ‘nominati’ o nell’accentramento dei poteri nel solo Governo
Ma:
-dal diritto dei cittadini di eleggere i Presidenti di Provincia (tolto)
-dal diritto dei cittadini di eleggere i senatori (tolto)
-dal diritto dei cittadini di scegliere liberamente e con pieno rispetto delle preferenze i deputati (tolto)
-dalla possibilità per i cittadini di fare un refendum (in cui il numero viene portato da 500.000 e 800.000)
-dal diritto per i sindacati di discutere le leggi sul lavoro (tolto)
-da una giusta misura per il premio di maggioranza che non azzeri il potere dell’opposizione (tolta)
Certo che, se si dice che una oligarchia è una democrazia, come dice Scalfari, e che un Movimento di 9 milioni di persone ‘ fa ridere’, allora tutto può essere, anche che si scambi per democrazia un palese e sistematico piano per annientarla.

UN PONTE VERSO IL NULLA

Il Financial Times ci ripensa e stronca la riforma costituzionale di Renzi. Tony Barber dice:Le riforme “faranno poco per migliorare la qualità del governo, della legislazione e della politica” ,perché “quello di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi da approvare più rapidamente ma meno leggi e migliori. Soprattutto leggi che poi vengano applicate e non bloccate dalla burocrazia.” Le riforme costituzionali faranno ben poco per migliorare la qualità del governo,della legislazione e della politica”. Renzi sostiene che le modifiche alla Costituzione daranno più stabilità al sistema ma non servirà a molto perché il record di tutti i governi del dopoguerra confutano questa tesi:il Parlamento italiano ha approvato più leggi di Stati Uniti, Francia,Germania e Regno Unito. Nonostante Renzi non abbia la maggioranza al Senato,il suo governo ha approvato la riforma del mercato del lavoro e le agevolazioni fiscali che sono al centro del suo programma. Anche la riforma del Senato non aiuterà perché il problema vero è la frammentazione del sistema politico italiano
Ogni partito e ogni corrente di partito sostiene diversi interessi economici,ideologici o sociali.
Per il Financial Times anche l’Italicum è una cattiva riforma,che consegna il potere “alla maggioranza per 5 anni. E’ un’inversione di 180°
Tony Barber aveva scritto a luglio scorso un articolo in cui la pensava diversamente:”La sconfitta rischierebbe di gettare l’Italia in uno stato di prolungata instabilità politica ed economica”,la sconfitta di Renzi “potrebbe mettere l’Italia,paese cruciale per la sopravvivenza dell’unione monetaria nelle mani di un partito inesperto a livello nazionale e che vuole far uscire il paese dall’eurozona”.E concludeva:”Numerose bucce di banana si trovano lungo il cammino dell’UE nei prossimi 12 mesi,da una potenziale vittoria dell’estrema dx in Austria alle elezioni in Olanda e Francia.Ma il referendum italiano è la più scivolosa di tutte
Cambiato idea?

giacomo
Il vero obiettivo della riforma è lo spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo. Una prova si trae dalla introduzione in Costituzione di un governo dominus dell’agenda dei lavori parlamentari.
Ma ne è soprattutto prova la sinergia con la legge elettorale «Italicum», che aggiunge all’azzeramento della rappresentatività del senato l’indebolimento radicale della rappresentatività della camera dei deputati. Ballottaggio, premio di maggioranza alla singola lista, soglie di accesso, voto bloccato sui capilista consegnano la camera nelle mani del leader del partito vincente — anche con pochi voti – nella competizione elettorale, secondo il modello dell’uomo solo al comando.

Ci sono monumenti della patria che si onorano solo se non si trasformano in vespasiani
Se il nuovo Scalfari è segno del renzismo che avanza non è proprio un buon segno.
Calunniosità stizzita e rancorosa, asineria da salame ignorante, bassi slogan da troll di periferia. Disprezzando faziosamente l’avversario ha finito per autodistruggersi
Ringrazio Di Battista per la sua dignità e la sua pietas. Il viso che faceva tra sconcertato e compassionevole valeva più di mille discorsi
Pollice in basso per la Gruber, un mostro di falsità e di opportunismo, troppo furba per non capire che Scalfari esondava vergognosamente, troppo cortigiana per lasciare che Di Battista parlasse e gli rispondesse.

IL NEW YORK TIMES DISTRUGGE RENZI

Renzi si invita al tavolo dei grandi
Il premier italiano alimenta le tensioni mentre cerca un posto tra gli europei che contano
Tra gli stati membri dell’Unione europea – scrive Yardley – l’Italia e’ importante ma non sempre influente, in parte a causa del malfunzionamento decennale delle sue politiche. Francia e Germania tradizionalmente scrivono l’agenda europea, mentre l’Italia e’ spesso un junior partner, un socio di minore importanza, talvolta comico e marginale
Per farsi ascoltare ed essere preso sul serio, Renzi ha scelto un approccio conflittuale, causato in parte dalla sua frustrazione, portando così nuove tensioni nel blocco Ue, anche se tutte le parti hanno tentato di diminuirle in questi ultimi giorni
Scegliere una linea piu’ dura con Bruxelles lo aiuta forse ad arginare le sfide politiche populiste in Italia, ma solo questo
Altri analisti – scrive ancora il giornalista del Nyt sostengono che Renzi stia tentando di ottenere maggiore influenza mentre sta negoziando con Bruxelles per ottenere una maggiore flessibilita’ nei confronti del budget nazionale” mentre grava sull’Italia la minaccia incombente della crisi dell’intero sistema bancario nazionale.
Non sfugge alla stampa americana che la mole del crediti deteriorati (subprime all’italiana) abbia raggiunto un livello insostenibile e questo ha prodotto, come sembre accade, lo scatenarsi della speculazione, dei fondi avvoltoio che già hanno agito in Grecia e a Cipro con le note conseguenze.

In questo quadro drammatico, oggi – conclude il New York Times – Mister Renzi è a Berlino a parlare con la Cancelliera Merkel a sua volta in grandi difficoltà politiche interne alla propria coalizione per la questione “esplosiva” dei migranti.
Dall’incontro allo scontro, il passo sarà molto breve.

blogger
Il 50% degli italiani non è informato delle ragioni del Referendum. Molti intervistati hanno dichiarato che voteranno per la Clinton.
. @MadagioPepe Sì, a questo serve una badante, ma una brava , potrebbe lasciare il gas aperto da un momento all’altro.
https://pbs.twimg.com/media/CwacygcWIAAMCXT.jpg:large

SpazioEconomia
IN SETTE ANNI FALLITE 100MILA AZIENDE IN ITALIA, OGNI GIORNO 57. DATO CHE NON HA PARAGONI CON LE ECONOMIE OCSE

Ma la Troika la conosce la legge di Okun? (di Antonio M. Rinaldi)

Sempre più spesso ci si domanda se le ricette economiche messe in atto dalle Istituzioni europee (Troika), siano frutto di corrette valutazioni scientifiche o seguano logiche diverse ad esclusivo uso e consumo di ben definiti interessi.
Dopo il mea culpa del FMI avvenuto nel dicembre del 2013, dove il FMI ha pubblicamente ammesso di aver sottovalutato enormemente l’effetto del moltiplicatore fiscale sull’impatto nell’economia greca e dei cori di proteste provenienti ormai da ogni angolo d’Europa sulla testardaggine nel proseguire con le politiche di austerity, fra Bruxelles e Francoforte si continua imperterriti cocciutamente a non modificare di un solo millimetro la linea fino ad ora perseguita anche in sfregio alle più elementari regole universalmente conosciute dalla letteratura economica.

La Curva di Phillips dice chiaramente che una inflazione che scende dimostra che c’è una disoccupazione che sale e basterebbe questo a far ripudiare le politiche deflazionistiche fino ad ora adottate e che hanno avuto come unico effetto quello di far sprofondare molti paesi europei verso tassi d’inflazione negativi e conseguentemente far esplodere la disoccupazione reale a tassi assimilabili a quelli da “tempi di guerra”.
Ma cosa dice la meno conosciuta Legge di Okun?
Nel 1962 l’economista statunitense Arthur Melvin Okun propose una legge economica empirica che dimostrava come ad ogni punto aggiuntivo di disoccupazione ciclica corrispondevano 2 punti percentuali di potenziale PIL perso (Un punti di PIL corrisponde a 15 miliardi di euro).
Per incrementare l’occupazione, occorre aumentare la produzione di una percentuale ben precisa e principalmente con il contributo della domanda di beni e servizi attivata dalla Pubblica Amministrazione. Per cui la disoccupazione si può combattere solo con l’aumento della spesa pubblica e incentivando quella privata.
Esattamente il contrario rispetto alle ricette del modello neoliberista/ordoliberista che sta perseguendo fedelmente la Troika adottando il modello economico tanto caro all’ortodossia tedesca che prevede invece la stabilità dei prezzi, cioè il contenimento ossessivo dell’inflazione e il rigore esasperato dei conti pubblici, ad iniziare dal taglio lineare della spesa pubblica, come unico presupposto per la crescita.
Quanto tempo ancora dovremmo aspettare affinché l’esercito di economisti, giuristi, analisti, consulenti e quant’altro di cui si avvale la Troika, comprendano che se non convinceranno alla svelta i loro vertici su queste ovvie considerazioni economiche, presto rimarranno senza lavoro anche loro?

MARIA MANTELLO E LE FALSITA’ DELLA RIFORMA

Dicono che aumenterà la partecipazione dei cittadini. E’ FALSO

Per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare la riforma triplica il numero delle firme necessarie:da 50.000 a 150.000
Per il referendum abrogativo le firme occorrenti passano da 500.000 a 800.000
Il diritto di voto è il cuore della democrazia, ma i cittadini ne sono espropriati
Annulla il diritto di eleggere i senatori. Il Senato riformato, a cui vengono comunque attribuite tante importanti prerogative legislative, è eletto da consiglieri regionali che si eleggono tra loro. Il che aumenta solo il peso delle consorterie di partito

La Camera dei deputati continua ad eleggerla il popolo sovrano, ma imbottigliata nell’Italicum sarà espressione di una minoranza:
con il 40% al 1° turno si ha la maggioranza assoluta della Camera ma, cosa ancor più grave e pericolosa, nell’eventuale 2° turno di ballottaggio, se pure si recasse alle urne solo l’1% dei cittadini, sarebbe la volontà di tale 1% a determinare chi prenderà la maggioranza assoluta del Parlamento.
Il vulnus alla sovranità popolare è palese.
Ma il governo riformatore racconta: la prima parte della Costituzione non l’abbiamo toccata! FALSO. La sovranità popolare si riduce!

Dicono che si supererà il bicameralismo! chiarendo i rapporti Stato–Regioni. FALSO!

Il bicameralismo resta e per di più con una confusione enorme tra ruoli,competenze, rapporti delle Camere e di queste con gli Enti Locali, che sembra fatta apposta per generare conflitti tra Camera e Senato, tra Stato e Regioni .
Ricordiamo che il bicameralismo perfetto fu introdotto dai padri costituenti per garantire che il vaglio delle leggi della Repubblica parlamentare fosse al riparo dal pericolo di nostalgie “dell’uomo solo al comando”. E a maggior tutela si introduceva con l’art. 139 l’assoluto divieto di revisione della forma repubblica istituzionale

Dicono che l’iter legislativo sarà accelerato. FALSO!

Innanzitutto resta un mistero come si possa semplificare la funzione legislativa in una complicazioni di procedure (10 O 12 al posto di una) : leggi approvate da entrambe le Camere, obbligo e/o facoltatività di esame del Senato in sovrappiù di scadenza dei tempi (10 o 15 giorni). La bussola per orientarsi nell’art. 70 “riformato” è prevista?
Ma la bussola delle priorità delle leggi da approvare è sulle ginocchia del Governo, che con l’art. 72 “riformato” «può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro 5 giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno». Nostalgie dell’uomo solo al comando?

Il termine riforma ha significato progressista, quindi ci si sarebbe aspettati con la modifica di ben 47 articoli un incremento di democrazia istituzionale, ovvero meno Palazzo e più cittadinanza attiva.
Abbiamo bisogno di leggi che garantiscano libertà e giustizia. Leggi di uguaglianza nei diritti e nelle pari opportunità. Leggi per rimuovere quanto è di ostacolo all’affermazione della dignità individuale e sociale. Lo stabilisce la Costituzione all’art. 3, ma gli stessi che dicono oggi di non aver toccato la prima parte della Carta, sono gli stessi che con celerità straordinaria -nonostante l’iter legislativo vigente- hanno varato leggi di smantellamento della scuola e della sanità pubblica, per non parlare del tritacarne della precarizzazione strutturale del lavoro. Il Lavoro, autonomia umana ed economica che libera dalla sudditanza e dal ricatto, e che per questo è l’incipit della vigente Costituzione. Ma il governo “riformatore” ci racconta: la prima parte della Costituzione non l’abbiamo toccata!

Dicono che abbassano i costi della politica. FALSO !
Portando i Senatori a 100 si incide assai poco sul risparmio dei costi per mantenere la casta politica (solo 57 milioni). Allora perché stravolgere la Costituzione! Non sarebbe bastato ridurre il numero dei Parlamentari di ciascuna delle Camere e le loro milionarie prebende?
E poi, per risparmiare sui costi degli Enti locali o su enti inutili – come il Cnel – non bastavano leggi ordinarie chiare ed univoche?
Inoltre, non sarebbe il caso, visto che la laicità è supremo principio della Costituzione, di rimettere in discussione quel Concordato con la Chiesa cattolica che blocca la separazione Stato – Chiesa, mentre fa dello Stato italiano il maggior benefattore del Vaticano?

Noi Votiamo NO
Perché la verità di questa “riforma” è rafforzare il potere del Presidente del Consiglio. Un “capo” di Governo che avrebbe nelle proprie mani un potere di controllo smisurato nell’indebolimento della divisione dei poteri e dei necessari contrappesi oggi previsti a tutela della stessa forma istituzionale repubblicana democratica. Quella – ribadiamolo- che la nostra attuale Costituzione all’art. 139 vieta che sia cambiata. Diversamente è colpo di stato.

I NUMERI DEL PARLAMENTO

L’assemblea legislativa statunitense conta 435 membri per 319 milioni di abitanti, uno ogni 733.333 persone

La Germania ne 130293 ha 614 per 80 milioni di abitanti, uno ogni 130.293

La Francia ne ha 920 (bicameralismo)per 66 milioni di abitanti, uno ogni 71.739

Il nostro Parlamento è formato da 945 membri (630 deputati e 315 senatori per 60 milioni di abitanti. uno ogni 63.942

Sono decisamente troppi, si potevano tranquillamente diminuire senza diminuire la sovranità popolare e ridurre la democrazia.
I Tedeschi hanno un parlamentare ogni 130.293 cittadini
Con la stessa proporzione avremmo dovuto avere un Parlamento di 460 persone, non di 945, insomma la metà
Il risparmio sarebbe stato maggiore e il numero più equo e meno sproporzionato e non ci sarebbe stato bisogno di annullare nessun diritto elettorale.
Ma la proposta di ridurre gli stipendi, che sono i più alti d’Europa, resta quella migliore anche se ovviamente è stata rifiutata, mentre, con la scusa della riforma sono stati di nuovo aumentati gli stipendi dei dipendenti del Parlamento così che si risparmia da una parte e si torna a spendere di più dall’altra.
I dipendenti del Parlamento tornano a guadagnare come prima dei tagli del 2013. I 410 superburocrati si riprendono fino a 1600 euro di più al mese. Questo mentre Renzi chiede indietro gli 80 euro a quei cittadini che sono diventati più poveri e regala 500 euro anche ai figli dei ricchi. La beffa è evidente. Sembra il gioco delle tre tavolette, ma gli idioti infinocchiati dalle balle di Renzi siamo sempre noi.

INCONGRUENZE DELLA RIFORMA
Gabriella Battaglia

Insistono a dire che il popolo sceglie i senatori anche se in modo indiretto, perché
consiglieri regionali e sindaci sono eletti direttamente dal popolo. Vediamo.
I Comuni sono più di 8.000 e i sindaci che diventano senatori sono solo 21. Chi decide quali di questi 8000 diventerà senatore? Il popolo? No, i partiti. Come? Non si sa.
Stesso discorso per le Regioni, nomineranno 74 consiglieri regionali su 1.117. Chi li sceglie? Il popolo? No, i partiti. E come li scelgono? Non si sa. La legge per dirlo ancora non c’è.
Ci chiamano a votare per una legge che ancora non c’è. In pratica ci chiamano a votare per dare meno potere al popolo e di più ai partiti e senza sapere nemmeno come questo avverrà, a scatola chiusa.

Però si risparmia! Ma quanto?La Ragioneria di Stato dice:57 milioni (meno di quanto Renzi voleva dare alla società del golf, che erano 97, e meno di quanto ha speso di più per le sue segretarie, 200 milioni l’anno). Però le spese per il Palazzo del Senato restano le stesse e dai 57 milioni dovremmo comunque togliere i rimborsi spese.

Altra cosa strana è la durata del mondato.
Infatti se uno scade da sindaco o da assessore che fa? Scade anche da senatore?
I senatori scelti sono 95, si avrebbero allora senatori che vanno, senatori che vengono. Un senato variabile. Un bel casino.

Prima un senatore doveva avere 40 anni e il suo elettore 25. Ora si può diventare deputati a 18 anni e senatori a 25. Ma la competenza è proprio svincolata dall’esperienza? O servono tutte e due?
Però avranno l’immunità parlamentare, per es. i magistrati non potranno far loro intercettazioni telefoniche senza il consenso del Senato.

Cosa rappresentano questi nuovi Senatori? Ancora il popolo o la strafottenza dei partiti? Non hanno ovviamente nemmeno un mandato elettorale, dunque non rispondono del loro operato agli elettori e questi non potranno manifestare il loro malcontento non rieleggendoli perché saranno i partiti a nominarli traendoli da un bacino che ha metà indagati. E gli diamo l’impunità???

Gianluigi manda:
“Siccome l’uomo non è autosufficiente, la comunità e quindi la città viene per natura prima dell’individuo, e chi non è in grado di entrare in relazione con gli altri, o per la sua presunta autosufficienza o perché non ne sente il bisogno, o è bestia o è Dio.”
(Aristotele)


(L’uomo che accende il fuoco)

DATI ASSURDI
Ce ne sarebbero di riforme da fare!

La Germania ha 1 poliziotto ogni 467 abitanti, l’Italia ne ha 1 ogni 289 abitanti. Va bene che la Germania non ha nemmeno mafia, camorra e ‘ndrangheta come noi, non ha 1 milione e mezzo di politici, né ha 600 personalità sotto scorta, di cui 411 con auto blindata (3 anni fa la spesa per le scorte era di 250 milioni l’anno), un impegno per 4000 uomini con 2.000 macchine.
E la Germania ha anche in galera per corruzione ben 6.271 colletti bianchi contro i 288 nostri Insomma da qualunque parte si guardi il confronto non torna
All’inizio del 2013 gli organici dell’insieme delle Forze dell’Ordine in Italia era di 278.461 dipendenti.
In Germania di 243.201 (35.260 in meno dell’Italia).
In Francia 184.576 (93.885 in meno).
In Spagna 181.110 (97.351 in meno).
Il problema è di come viene usato il personale di polizia in organico. Della percentuale di uomini al lavoro nelle strade rispetto quelli impegnati nella burocrazia degli uffici.
Lo sapete che in Italia nell’esercito c’è un comandante ogni soldato?
A che serve avere un generale ogni 356 soldati e un maresciallo ogni 3 militari in servizio (in tutto 500 generali e 57 mila marescialli)?
.
Antò
Mio padre diceva: “In Itaglia, uno che lavora, oltre alla famiglia, ha da mantenere UN PRETE, UN POLITICO, UN POLIZIOTTO e UN UFFICIALE.”
.
Le poesie belle

Affonda le tue dita in questo inferno .
Svenami i dubbi e le certezze.
Offendimi di labbra e lingua.
Curami i particolari.
Fammi conoscere Dio dalla parte giusta, scaldami con parole non dette e cucimi addosso la meraviglia.
Camminami tra le voglie impossibili.
Viaggia tra le curve del mio seno senza una sosta ,in punta di piedi sopra alla mia piccola mortalità.
Piegami sotto al peso di una carezza e permettimi d’impazzire.
Tu sei il più magnifico dei mali.

Miriam Ercolessi


L’uomo che misura le nuvole

http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Grazie Viviana
    Ogni tanto sento il piacere/dovere di ringraziarti per il tuo lavoro, per essere un ‘grillo’ parlante di grande qualità.
    Ti abbraccio
    Edoardo

    Commento di MasadaAdmin — novembre 5, 2016 @ 12:33 pm | Rispondi

  2. cara Viviana.
    una notazione marginale. Circa la foto di Nilde Jotti spacciata per Tina Anselmi…ho rabbrividito vedendo quell’errore su fb e nessuna scusa, rettifica o altro. e questo la dice lunga sullo stato della comunicazione in rete. Pensando a come potesse essere accaduto ho digitato Tina Anselmi giovane su google e ho scoperto che l’ignoranza era almeno condivisa da un altro e chi sa da quanti altri che hanno visitato questo sito http://www.sanmango.org/go14/index.php?option=com_k2&view=item&id=221:tina-anselmi-storia-di-una-passione-politica&Itemid=238

    Commento di Maria Grazia Mosconi — novembre 5, 2016 @ 11:38 pm | Rispondi

  3. Grazie Viviana per i continui stimoli critici e culturali. L’energia e la forza che emergono da queste masada sono contagiose e mi ricaricano. Lavoro come educatore in un centro di aggregazione per adolescenti e quello di educare ai valori della democrazia è un obiettivo condiviso da tutta l’equipe…ma quanta fatica…e siamo nel 2016…a volte è sconfortante.
    Grazie ancora e a presto
    Emanuele

    E’ stato un piacere sentirti, Emanuele
    Mandami tutto quello che vuoi, lo leggerò volentieri

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 7, 2016 @ 6:27 am | Rispondi


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