Nuovo Masada

ottobre 28, 2016

MASADA n° 1799 28-10-2016 LA GLOBALIZZAZIONE

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MASADA n° 1799 28-10-2016 LA GLOBALIZZAZIONE
Blog di Viviana Vivarelli

I danni della globalizzazione- La lotta al populismo e la negazione della democrazia – Rapporto OXFAM sulla disuguaglianza nel mondo e la sciagura neoliberista – I paradisi fiscali -62 miliardari possiedono la ricchezza di metà della popolazione mondiale, 50 banche controllano i paradisi fiscali – Proposte ignobili: ipoteca la casa per anticipare la pensione – Il risparmio sul Senato ammonta a 47 milioni – Euro sprechi – Maledetta Europa- La vergogna di Gorino!- Corruzione ed enti locali – Al posto delle Province le Città metropolitane – I 5stelle propongono ai parlamentari di dimezzarsi lo stipendio- La nota spese di Di Maio – Dove va la metà dello stipendio dei 5stelle – Con la riforma usciamo della democrazia parlamentare –

Sulla bilancia della globalizzazione, la testa di un bambino del terzo mondo pesa meno di un hamburger.
(Fatou Diome)

Se la globalizzazione significa che i ricchi e i potenti hanno nuovi mezzi per arricchirsi ulteriormente e potenziarsi sulle spalle dei più poveri e più deboli, abbiamo il dovere e il diritto di opporci in nome della libertà universale.
(Nelson Mandela)

Il processo di globalizzazione ha ridotto drasticamente la capacità degli Stati di mantenere sotto il proprio controllo l’organizzazione, la dislocazione e la distribuzione delle forze produttive; ha concentrato enormi poteri nelle mani di ristrette oligarchie industriali e finanziarie internazionali, le quali hanno preso ad agire senza sottostare al potere sovrano di alcun Parlamento e corpo elettorale e senza disporre di alcuna legittimazione democratica, dotandosi di possenti mezzi di informazione al fine di orientare l’opinione pubblica a favore dei loro interessi.
(Massimo L. Salvadori)

Il «mercato globale» non è un mercato ma una rete di macchine programmate secondo un solo valore – quello di far soldi al solo scopo di far soldi – escludendo ogni altro possibile valore.
(Fritjof Capra)

La dignità della vita umana non era prevista nel piano della globalizzazione.
(Ernesto Sábato)

La globalizzazione dell’economia è un nuovo tipo di colonialismo delle grandi imprese.
(Vandana Shiva)
..che hanno sostituito la guerra finanziaria ed economica alla guerra militare.

La globalizzazione dovrebbe passare attraverso i diritti, non attraverso i mercati.
(Stefano Rodotà)
Per i mercati, i valori e i diritti umani non hanno significato, sono solo intralci alle pretese del lucro.

La globalizzazione
-ha concentrato la ricchezza nelle mani di pochi (in particolare americani) che dominano i governi con i loro organi esecutivi come il Fm, il WTO, la Bce…
-ha aumentato la disuguaglianza economica
-ha spinto a delocalizzazioni selvagge
-e alla cancellazione dei diritti del lavoro
-ha messo il potere nelle mani di poche società di non eletti che hanno ridotto le democrazie tagliando i diritti democratici e sociali dei popoli e ordinando la distruzione delle Costituzioni parlamentari
-ha sostituito la speculazione finanziaria selvaggia e deregolata agli investimenti nell’economia reale impestando il mondo di derivati
-ha protetto i patrimoni rubati nei paradisi fiscali
-ha attuato una vera iniquità fiscale che porta il peso dello Stato tutto sui più poveri salvando i più ricchi
-ha deregolamentato il mercato facendone l’unico arbitro anarchico e assoluto delle vite umane
-ha mercificato l’uomo come un oggetto senza diritti e valori
-ha aumentato le guerre, le depredazioni di risorse, l’inquinamento globale, ha peggiorato il cambio climatico, ha devastato interi Paesi
-ha distrutto le speranze e il futuro di interi popoli
-ha portato all’esaurimento delle risorse energetiche opponendosi a quelle pulite
-ha privatizzato il welfare con una regressione civile incalcolabile
-ha spinto milioni di popoli a emigrare
-ha tagliato i diritti della vita a favore del lucro delle multinazionali (vedi TTIP o CETA)
-ha espropriato gli Stati della loro sovranità a favore del lucro di poche corporation
-ha spinto alla privatizzazione dei servizi sociali
-ha distrutto le varietà locali per una omologazione delle specie viventi
-ha distrutto l’ambiente
-ha messo a rischio il pianeta

E’ il vero terrorismo mondiale.

Berluscameno
I grandi media hanno gettato la maschera, buttando alle ortiche le bellezze del “pluralismo informativo” per combattere come un sol uomo una guerra che li accomuna tutti a servizio dei regimi contro la democrazia, contro quello che chiamano ‘populismo’.
Il sistema fa barriera compatto contro i populisti, un sistema che sacrifica vite umane per salvaguardare un decimale del bilancio, che condanna alla povertà e alla depressione intere generazioni, che allarga a dismisura le disparità economiche e innalza canti di gloria all’ingiustizia sociale.
I nazisti sono loro, i terroristi sono loro, sono quelli che comandano oggi, sono i vari Draghi, Juncker, Merkel, Moscovici, Schaeuble, Dijsselbloem e i loro servi come Renzi, come la Boschi, come Calliendo, vigliacchi gerarchi in doppiopetto che utilizzano il fiscal compact al posto dei cannoni e “bastonano le masse” in guanti bianchi. “

IL RAPPORTO OXFAM
Viviana Vivarelli

(Oxfam è una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, composta da 17 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con quasi 3.000 partner locali in oltre 90 paesi per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia)

Ci hanno detto che la globalizzazione avrebbe ridotto il costo dei beni e migliorato la vita di tutti. Invece ha ridotto il valore dei diritti e ha messo a rischio la Terra.
Dire “Mia nonna lavava i panni a mano e non aveva la tv, dunque la globalizzazione è cosa buona e giusta” è un modo molto superficiale e bambinesco di valutare i fatti. Il progresso è quello che ci ha portati dall’età delle caverne a qui, ma la globalizzazione è quello che ci sta uccidendo e ci riporterà alle caverne.
Il cambiamento del tenore di vita dipende soprattutto dal progresso scientifico e sociale. Se muoiono meno persone di malattia, ciò si deve alla scoperta degli antibiotici o dei vaccini; se non abbiamo le lavandaie chine sul ruscello, ringraziamo l’invenzione delle lavatrici; se la gente è meno analfabeta, ciò dipende dall’obbligo scolastico; se i poveri hanno più tutele sociali, ciò deriva dalla diffusione della democrazia, ma attribuire ciò alla globalizzazione non ha senso, perché una cosa è il progresso e un’altra l’azione politica con cui pochi gruppi finanziari o economici vogliono dominare il mondo).
Giudicare la globalizzazione riguarda altre cose, in particolare il modo con cui la democrazia di allarga o si restringe, il modo con cui la ricchezza viene distribuita, la speranza di migliorare il proprio futuro e la possibilità, specie per i giovani, di trovare lavoro.
E’ un errore paragonare lo stile di vita di oggi a quello di secoli fa o anche del periodo anteguerra. E’ chiaro che certe cose sono migliorate in virtù del progresso generale delle leggi, della democrazia, della scienza… ma quando si parla di globalizzazione dovremmo guardare alle strategie politiche usate negli ultimi 30 anni e qui la valutazione peggiora decisamente perché al posto del progresso troviamo un regresso.
A partire dalla fine degli anni ’70 c’è stata un’ondata di deregolazione del commercio mondiale, anche attraverso accordi e istituzioni internazionali di tipo fortemente capitalista come il GATT o il WTO (o il TTIP e il CETA adesso), finalizzate all’abolizione progressiva delle barriere al commercio internazionale, mentre si è dilatato lo spostamento di capitale dall’economia alla speculazione di Borsa. Per l’Europa è arrivata la Bce e la sudditanza dal Fm. Per tutti, gli ordini di organismi non democratici come il Fm o il WTO che sono il braccio esecutivo del grande capitalismo occidentale, soprattutto americano.
Pochi gruppi di potere finanziario o economico hanno progressivamente accentrato su se stessi la ricchezza dell’Occidente, devastando con guerre e rapine il terzo mondo, provocando 50 guerre più un pericoloso inquinamento globale e la depredazione delle risorse di interi Paese, mentre le classi subalterne hanno costantemente peggiorato le loro condizioni e le loro speranze di futuro e interi popoli (afgano, iracheno, siriano, africano…) hanno perso qualunque speranza di futuro.
L’accentramento della ricchezza nelle mani di un gruppo limitato di magnati privi di rispetto umano e di valori democratici è stata una sciagura colossale. Negli ultimi anni la disuguaglianza globale ha raggiunto valori estremi mai toccati prima. L’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più risorse del resto del mondo. Potere e privilegi sono strumenti usati per condizionare il sistema economico e politico e allargare il divario tra chi è ricco e chi non lo è. Una rete globale di paradisi fiscali consente ai più ricchi di nascondere 7.600 miliardi di dollari (Renzi ha appena depenalizzato la fuga di capitali sporchi nei paradisi fiscali). Non si può vincere la sfida contro l’ingiustizia della povertà finché non si pone rimedio alla crisi della disuguaglianza. In Occidente assistiamo a un aumento della povertà assoluto, della disoccupazione, dei giovani nullafacenti, dei fallimenti delle piccole e media imprese (Renzi è pronto a firmare TTIP e CETA che metteranno la nostra economia nelle mani di poche grosse società americane a cui vuole svendere anche il nostro welfare). Aggiungiamoci la perdita di sovranità degli Stati nazionali e la crisi delle democrazie parlamentari.

Il rapporto OXFAM, diffuso nel gennaio del 2016, alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos, denuncia che :
“Nel 2015, 62 persone possedevano la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone (metà più povera della popolazione mondiale). 5 anni prima erano 388, sono diventate 62 (dunque la super ricchezza si concentra sempre in meno mani).
La ricchezza dei 62 più ricchi in 6 anni è aumentata del 44%, 542 miliardi di dollari, arrivando a 1.760 miliardi di dollari.
Nello stesso periodo la ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale è diminuita di 1.000 miliardi di dollari, 41%.
Dall’inizio del secolo ad oggi la metà più povera della popolazione mondiale ha
ricevuto solo l’1% dell’incremento totale della ricchezza globale, metà di esso è andato all’1% più ricco.
In un quarto di secolo, il reddito medio annuo del 10% più povero della popolazione mondiale è cresciuto meno di 3 dollari l’anno, meno di un centesimo al giorno.
La disuguaglianza economica è gigantesca e aumenta.
I maggiori vincitori dell’economia globale sono i più ricchi, hanno creato un sistema che va solo a loro favore penalizzando tutti gli altri. Invece di diffondersi gradualmente verso il basso, reddito e ricchezza sono risucchiati verso il vertice della piramide a velocità allarmante. Un complesso sistema di paradisi fiscali e un’industria di gestione patrimoniale in ascesa permettono a queste risorse di rimanere intrappolate in alto, fuori della portata della gente comune e senza ricaduta per le casse pubbliche degli Stati.

7.600 miliardi di dollari (più dei PIL di Regno Unito e Germania messi insieme) sono attualmente custoditi nei paradisi fiscali.
Invece di creare un’economia che operi per la prosperità di tutti, delle generazioni future e del pianeta, hanno creato un’economia a tutto vantaggio dell’1%. 62 persone dominano il mondo.

Quest’enorme concentrazione di ricchezza è favorita dal crescente divario tra la remunerazione del capitale e i redditi da lavoro. In quasi tutti i Paesi ricchi, e nella maggior parte di quelli in via di sviluppo, si è ridotta la quota di reddito nazionale attribuita ai lavoratori, il che significa che questi ultimi beneficiano di una parte sempre meno consistente dei proventi della crescita. I possessori del capitale, al contrario, hanno beneficiato di un aumento dei propri guadagni (riscossione di interessi, dividendi, profitti accumulati) ad un tasso di crescita più veloce di quello dell’economia. In più non pagano le tasse, portano i loro soldi all’estero e ottengono dai Governi una riduzione delle imposte sulle rendite da capitale.
Warren Buffett paga meno tasse di chiunque sia sotto di lui, compresi il personale delle pulizie e la sua segretaria.
Nel mondo del lavoro il divario tra lavoratore medio e dirigenti è rapidamente aumentato. Mentre la retribuzione di molti lavoratori è in stagnazione, quella dei top manager è aumentata enormemente.

(Le attuali truffe del Governo Renzi sono tutte sulla stessa linea di asservimento a un neoliberismo selvaggio che aumenta il profitto e l’impunità di pochi a scapito dei diritti e della sopravvivenza di tutti. La truffa ai pensionati “fatevi ipotecare la casa dalle banche e andate in pensione prima”, si unisce a quella sulla finta abolizione di Equitalia e segue la truffa sull’abolizione delle Province, le finte semplificazioni della riforma costituzionale, la finta ‘maggiore governabilità’ dell’Italicum, la disinformazione mediatica su trattati come il TTIP e il CETA che Renzi è pronto a firmare svendendo la nostra economia e distruggendo le nostre piccole e medie imprese a favore del lucro delle grandi società americane. E’ tutto sulla stessa linea di servitù cieca e amorale al neoliberismo americano che ci tratta come una terra di conquista, svenduta da governi traditori che sono passati al nemico.)

Nel mondo le donne sono la maggioranza dei lavoratori sottopagati, spesso con vergognosi salari di sussistenza, e sono rigettate sui lavori precari. Al tempo stesso, però, le retribuzioni degli amministratori delegati (AD) sono salite alle stelle. Nelle principali
aziende statunitensi sono più che raddoppiate (+54,3%) dal 2009 ad oggi, mentre i salari dei lavoratori sono rimasti invariati. L’AD della più importante ditta indiana nel settore informatico guadagna 416 volte di più rispetto ad un suo impiegato medio.
I cambiamenti economici e politici degli ultimi 30 anni (tra cui la deregolamentazione, le privatizzazioni, il segreto bancario e la globalizzazione, specialmente quella del settore finanziario) hanno iperalimentato la secolare abilità dei ricchi e dei potenti nello sfruttare la propria posizione per arricchirsi sempre più. Sono proprio le persone e le compagnie più ricche, cioè quelle che dovrebbero fornire il maggiore gettito fiscale, che possono evitare di pagare quanto dovuto. Indirettamente, questo sistema induce anche i governi dei Paesi fuori dalla rete dei paradisi fiscali a ridurre le tasse sui redditi d’impresa e sui redditi degli individui più ricchi, in un’inesorabile “corsa al ribasso”.
Ma così si svuotano le casse dello Stato e questi si trova costretto a tagliare servizi pubblici o a ricorrere alle imposte indirette, come l’IVA, che gravano in misura sproporzionata sui soggetti meno abbienti.
L’elusione fiscale è in rapido peggioramento. Quasi un terzo (30%) del patrimonio degli africani ricchi, per un ammontare complessivo di 500 miliardi di dollari, è custodito
nei paradisi fiscali. Si stima che ciò costi ai Paesi africani 14 miliardi di dollari l’anno sotto forma di mancato gettito fiscale, una cifra sufficiente a coprire la spesa sanitaria che salverebbe la vita di 4 milioni di bambini e ad assumere abbastanza insegnanti da mandare a scuola tutti i bambini del continente.

Il settore finanziario è quello che ha registrato la crescita più rapida negli ultimi
decenni. Un miliardario su cinque deve la sua fortuna proprio ad attività in ambito finanziario. I Paesi con un settore finanziario sovradimensionato sono maggiormente affetti da instabilità economica e disuguaglianza. La crisi del debito pubblico provocata dalla
crisi finanziaria, dai salvataggi delle banche e dalle conseguenti politiche di austerità ha colpito più duramente i soggetti meno abbienti. Il settore bancario resta al centro del sistema dei paradisi fiscali: la maggior parte delle ricchezze custodite offshore è gestita da appena 50 grandi banche. La disuguaglianza è ulteriormente aggravata dal fatto che alcune imprese possono abusare di posizioni di monopolio e dei diritti di proprietà intellettuale per influenzare e distorcere il mercato a proprio favore, escludendo da esso i propri concorrenti e facendo lievitare i prezzi pagati dalla gente comune. Nel 2014 le società farmaceutiche hanno speso più di 228 milioni di dollari per attività di lobbying a Washington. L’attuale sistema non si è creato per caso: è il risultato di scelte politiche deliberate, del fatto che i nostri leader assecondano l’1% e i suoi sostenitori anziché agire nell’interesse dell’intera collettività. È giunto il momento di dire basta a questo modello economico malfunzionante.

(Viviana: Un neoliberismo esasperato condanna i popoli a una miseria crescente col tradimento dei loro governanti che li vendono come polli da spennare.
62 miliardari possiedono la ricchezza di metà della popolazione mondiale
50 banche controllano i paradisi fiscali dove i ladri di stato hanno nascosto i loro capitali sporchi per un ammontare di 7.800 miliardi di dollari
Renzi, mentre penalizza i cittadini, depenalizza i capitali neri evasi offshore
I più ricchi pagano meno tasse dei più poveri
Ma nessuno pensa a tassare le rendite di capitale o a combattere la fuga di capitali nei paradisi fiscali
Addirittura una delle sedi dell’Ue è nel paradiso fiscale del Lussemburgo, e i cari governi europei hanno eletto loro Presidente Ue proprio Juncker, che per 18 anni ha aiutato i ladri a nascondere nel Lussemburgo i loro fondi neri
Se i ricchi le tasse non le pagano, le casse dello Stato sono vuote si può solo aumentare le tasse ai poveri, tagliare i loro diritti, azzerare progressivamente il welfare (non c’è finanziaria non con contenga tagli alla sanità e alla scuola).
E’ tutto coerente, sulla stessa linea di lotta dei ricchi contro i poveri. Il Pd si è venduto vergognosamente a questa lotta passando dalla parte di quelli che doveva combattere.
E’ questo il Governo che vogliamo?)

OXFAM: Nel mondo la ricchezza non scarseggia; non ha alcun senso dal punto di vista economico, e tanto meno da quello morale, che così pochi individui possiedano così tanto.
L’umanità ha tutte le potenzialità per costruire un mondo migliore. Abbiamo il talento, la tecnologia e una visione per farlo. Si può edificare un’economia più umana in cui l’interesse della collettività e il bene comune vengano prima di tutto. Un mondo che offra a tutti un lavoro dignitoso, un mondo in cui uomini e donne siano uguali, dove i paradisi fiscali esistano soltanto nei libri di storia e i ricchi paghino la loro equa parte contribuendo così ad un sistema che operi realmente a beneficio di tutti.

PROPOSTE IGNOBILI. IPOTECA LA CASA PER ANTICIPARE LA PENSIONE

La follia della renziana Alessia Morani: “Anziani, svendetevi la casa (prestito vitalizio ipotecario) per farvi una pensione anticipata!”
Un Governo a servizio delle banche.
Alla Morani dedicherei un orinatoio con la sua faccia disegnata dentro.
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Grillo
Il prestito vitalizio ipotecario che mediamente ha tassi di interesse appena al di sotto di quello di usura funziona così:
1) Hai più di 60 anni e ti ipotechi la casa per avere dei soldi subito
2) Ti danno un prestito compreso tra il 15% e il 50% del valore della casa
3) Muori
4) I tuoi eredi devono restituire il totale dei soldi prestati in un’unica soluzione normalmente entro un anno dalla tua scomparsa. Gli eredi hanno due possibilità: se vogliono conservare la casa, possono rimborsare tutto, oppure la casa potrà essere venduta e quanto dovuto sarà rimborsato alla banca con il ricavato. Se non avrai eredi, o questi non procedessero al rimborso, il finanziamento viene estinto con la vendita dell’immobile
5) Qualora dopo un anno dalla tua morte il finanziamento non venisse rimborsato, la banca può vendere l’immobile al valore di mercato, valore che si decurta del 15% all’anno
Non è proprio come lo racconta Morani. E’ un po’ come stringere attorno al tuo collo e a quello dei tuoi familiari un cappio da cui potranno liberarsi solo (s)vendendo la casa o regalandola alla banca. Una follia. Anche perché se i tuoi figli avessero le disponibilità per pagare il prestito che ti ha dato la banca non farebbero prima a darti direttamente i soldi durante la pensione? Le famiglie poi oggi hanno il problema inverso: con la pensione da fame i nonni devono campare pure figli e nipoti.
La soluzione del Pd non è aumentare le pensioni, ma un consiglio da squilibrati: “regalate la casa alle banche”.
La prima cosa da fare è innalzare le pensioni minime e con il nostro Reddito di Cittadinanza la pensione minima sarà di 780 euro, la seconda cosa è abolire le pensioni d’oro. La terza è impedire che il Pd continui a proporre assurdità ai pensionati.
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Davvero grottesco il prestito vitalizio ipotecario consigliato da questi malnati marci nel cervello agli anziani: ipotecate la casa per arricchire la banca! (Alessia Morani)
Ecco chi voleva rottamare Renzi: gli anziani!
Del resto cosa ci potevamo aspettare da un Renzi imposto da Napolitano assieme a un Padoan che ha già distrutto l’Argentina e la Grecia seguendo gli ordini del Fm per il lucro delle grandi banche americane!
E’ tutto secondo i piani del neoliberismo selvaggio che espropria i popoli dei loro diritti per aumentare i patrimoni messi nei paradisi fiscali da pochi grandi ladri internazionali,
gli stessi che Renzi ha appena depenalizzato togliendo le poche leggi che impedivano la fuga di capitali sporchi
Viva le banche! Viva la Borsa! Viva le CAIMAN! simbolo del nuovo corso occidentale dove si espropriano i popoli di diritti e di democrazia per allargare i patrimoni smisurati e l’impunità iniqua dei più ricchi!
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Al P
Reazione di un pensionato alle parole della Morani: “Dove si compra un fucile mitragliatore?”.
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Quando tra gli imbecilli e i furbi si stabilisce un’alleanza, state attenti! Il fascismo è alle porte
Leonardo Sciascia
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Il fascismo, non è mai uscito. Ha solo cambiato colore a seconda delle convenienze.
Antò

IL RISPARMIO SUL SENATO AMMONTA A 47 MILIONI

Anche dopo la riforma costituzionale che ha sottratto la nomina del Senato al diritto elettorale del popolo, i Palazzo del Senato con tutti i suoi impiegati inutili, spese e abusi resta intatto coi suoi costi.
La Ragioneria dello Stato ha stimato il risparmio che viene dal taglio di 215 Senatori
in 47 milioni di euro, da cui si devono togliere le spese dei viaggi che i 100 rimanenti faranno per andare a Roma e non si capisce se lo Stato dovrà pagar loro anche una casa a Roma.
Tra l’altro la riforma non dice in nessuna sua parte con quale iter questi Senatori saranno nominati dai partiti.
Ricordiamo che solo l’inutile jet privato voluto da Renzi, mai usato, ci costa 105 milioni di euro, mentre solo l’aumento delle sue segretarie in due anni ammonta a 400 milioni di euro.
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EURO SPRECHI
Intanto che ci fanno questi pacchi per derubarci come popoli vinti, proseguono gli sprechi europei, come un Parlamento che ha tre sedi: una a Strasburgo per le sedute plenarie che viene abitata solo 4 giorni al mese e per il resto sta vuota, una a Bruxelles che richiede un trasferimento enorme di migliaia di impiegati con casse di documenti al seguito, e una nel Lussemburgo (patria del caro Juncker nonché paradiso fiscale) per il segretariato generale. Ogni 5 anni solo questo porta a uno spreco di un miliardo. Uniamoci gli appartamenti per le ambasciate dei quali uno su 5 è vuoto e non usato.
Intanto l’Italia dà all’Ue 20 miliardi per averne 12. Mentre l’Ue i miliardi per i migranti li dà anche ai Paesi che innalzano muri.

MALEDETTA EUROPA

Mario Giordano: “Bisogna uscire dall’euro. Subito. Da quando è entrata in vigore, la moneta unica non ha fatto che disastri: ci ha resi tutti più poveri, ha accresciuto le differenze tra i Paesi e ha trascinato nel suo fallimento il sogno europeo dei nostri padri. Oggi l’Europa è soltanto un mostro burocratico e antidemocratico, sempre più lontano dai cittadini e dai loro bisogni, che ci opprime con la sua tirannia fiscale e con una quantità di normative astruse. È l’Europa dei diktat e delle troike, che impone agli altri severità e concede a sé ogni beneficio, l’Europa che taglia le pensioni ai cittadini e le aumenta ai suoi burocrati, che chiede sacrifici a tutti, ma poi fa vivere i suoi 766 parlamentari nel lusso, spendendo 2 milioni e mezzo di euro in rinfreschi e 4 milioni per rinnovare il centro fitness interno al Parlamento di Bruxelles. E l’Europa che non riesce a risolvere l’annoso problema della seconda sede di Strasburgo: un palazzo da 500 milioni che resta chiuso 317 giorni l’anno e che moltiplica i costi di funzionamento, costringendo ogni mese i deputati a gigantesche transumanze con un’enorme massa di documenti al seguito. È l’Europa che mantiene 139 sedi sparse in tutto il mondo e 5366 addetti, di cui 33 alle isole Figi, 37 alle Mauritius e 44 ai Caraibi, dove l’attività più impegnativa è una corsa di macchinine elettriche. Costo totale, 524 milioni di euro…”
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IBS
Maledetto euro! Da quando c’è (1 gennaio 2002) siamo tutti più poveri: le imprese sono più povere, le famiglie sono più povere. Perché non si dice con chiarezza che abbandonare la lira è stato un errore? Lo è stato sicuramente a quei tassi, ma forse lo è stato in assoluto. Tant’è vero che i Paesi che non hanno adottato l’euro stanno meglio di noi. Non sarà che bisogna abbandonare l’euro per uscire dalla crisi? Perché non se ne parla chiaramente? L’errore “euro è l’errore “Europa”: l’idea di costruire l’Unione sulla base economica, pensando che la politica potesse essere trascinata, sta infatti rivelandosi un fallimento completo. Non è stato così, e non può essere così: l’Europa economica, l’Europa dei parametri di bilancio, l’Europa dei finanzieri sta soffocando le singole economie. E distrugge il sogno europeo dei nostri padri. Oggi manca una politica sociale europea, una politica dell’immigrazione europea, manca persino una politica di difesa comune: abbiamo solo un “mostro” dai piedi d’argilla che ci detta le regole dell’austerity e quegli assurdi parametri che, giorno dopo giorno, uccidono la nostra economia. Perché non riusciamo a liberarcene? Diciamo la verità: l’Europa non ha portato nessun beneficio ai cittadini, alle famiglie o alle imprese. Gli unici che ne hanno tratto vantaggio sono i ricchi europarlamentari e gli euroburocrati di Bruxelles che continuano nei loro lusso, nei loro privilegi e nei loro sprechi, e godono di maxi stipendi pur non producendo altro che inutili complicazioni e leggi assurde.

LA VERGOGNA DI GORINO
Don Aldo Antonelli

Vorrei essere Joy, una delle undici profughe rifiutate a Gorino, frazione di un Comune sinistro più che di sinistra.
Vorrei essere Joy non certo per i suoi venti anni, carica di sogni che s’infrangono contro gli scogli duri di rigurgiti localistici e di paure sospette. E nemmeno per il fatto di essere incinta, coniugando al plurale sofferenze che già una persona normale faticherebbe a sopportare.
Vorrei essere Joy per sentire sulla mia pelle lo sconcerto e la delusione, il disorientamento e lo shock traumatico di un cristiano convertito che fugge da un Paese animista e rifiutato da cristiani dichiarati e abitanti di un Paese di lunga tradizione cristiana.
La domanda non è quella che si pone Michele Serra sulla sua rubrica quotidiana di Repubblica di oggi, se ci sia o meno un prete in quel di Gorino.
La domanda, pesante come un macigno è se ci sia o meno, in questa Italia di chiese e santuari, di conventi e monasteri, di crocifissi esibiti nei crocicchi di strade e sulle cime dei monti, un cristianesimo “cristiano”!
La domanda si impone anche tenendo presente le statistiche che in fatto di corruzione pongono l’Italia al 69° posto della classifica internazionale (considerando i primi posti i più virtuosi), peggio di Paesi come il Ghana, la Slovacchia e il Montenegro, e al penultimo posto nella classifica europea.
La domanda è cosa ci ha a che fare una religione ritualistica, che fa da supporto ai vari campanilismi di quartiere, che consacra narcisismi egoistici, che foraggia gerarchie autoritarie, con quel cristianesimo evangelico che papa Francesco non cessa di richiamare alle nostre coscienze.
Una voce, la sua, che richiama quella profetica di don Mazzolari che già prima del Concilio ammoniva: “Una religione che faccia perno unicamente sul bisogno di tranquillità e di ordine e lo favorisca come l’unica virtù, non ci può dare che cristiani mediocri e una pavida cristianità servendo, senza volerlo, interessi partigiani tutt’altro che raccomandabili, e tagliandosi con le proprie mani i ponti delle grandi strade del domani”.
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Dalla Costituzione di Pertini a quella di Verdini.
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L’Italia è un’oligarchia fondata sulla mazzetta (Sissi)
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Viviana
Io questi del Parlamento li pagherei coi vaucher
“Un voucher già ce l’hanno, con tanto di prenotazione: per volare dignitosamente coi soldi nostri; rilassarsi con familiari e compari in un villaggio Valtour o location apparecchiata; o quando si fa proprio brutta, inventarsi una nuova Hammamet. Loro, bisogna comprenderli, il voucher vero (quello d’agenzia e non quello lavorativo per i disperati, che non li riguarda affatto) lo concepiscono solo così” (Homofaber)
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Hanno bloccato i lavori del Parlamento per mesi, fregandosene dei bisogni degli Italiani con la scusa di questo referendum assolutamente inutile e nocivo, voluto da Renzi per distogliere l’attenzione dalla crisi italiana che 29 mesi di Renzi non hanno guarito ma aggravato. Hanno imposto usando tutti i media in modo imperialistico una riforma enorme e sgraziata che riguarda la maggior parte della Costituzione per mettere in ginocchio la democrazia, confondere legislativo con esecutivo, rubare al popolo i suoi diritti e accentrare tutto il potere nel solo Capo di Governo. Hanno impestato l’Italia con manifesti inneggianti al SI’ con la scusa “che si dovevano fare dei risparmi”. E’ stata la stessa scusa con cui hanno finto di eliminare le Province e hanno cancellato il diritto elettorale dei cittadini. Procedono di truffa in truffa per ingannare i disinformati e i semplici. E ora che il loro sporco gioco si sta rivelando, si arrampicano sugli specchi, sprofondendosi in altre menzogne, in altri insulti, in accuse puerili e difese ancor più puerili, dimostrando solo che sono una banda di marrani che non merita difesa né pietà. Procedono di truffa in truffa, dalla finta abolizione delle Province alla finta abolizione del Senato alla finta abolizione di Equitalia. Peggiorano l’esistente cambiandogli nome e rendendo questo Paese sempre peggio amministrato e governato, come potrebbe fare una banda di vandali che procede a una distruzione progressiva con degli infiltrati che distruggono la compagine statale come vipere che dissolvono col loro veleno questo nostro Stato dall’interno.
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….e allora
-il Senato non è sparito
-il bicameralismo è rimasto
-il Senato delle Regioni non può legiferare sulle Regioni i cui poteri passano a Roma
-del risparmio sembra che non gliene freghi niente a nessuno
-invece di un processo legislativo semplice e chiaro ora ne abbiamo 12 pasticciati e confusi
-al posto di molti contenziosi tra Stato e Regioni ora ne avremo molti di più
-invece dell’elezione diretta da parte dei cittadini dei loro rappresentanti avremo la nomina da parte dei politici dei loro yesman
-si confonde il potere esecutivo con quello legislativo che dovevano stare ben distanti e controllarsi reciprocamente
-si accentrano troppi poteri nel Capo del Governo marciando verso un sultanato
-con sindaci che faranno il Senatore a tempo perso o che faranno il sindaco a tempo perso e dunque faranno male tutti e due
-l’enorme apparato burocratico del Senato non viene nemmeno toccato
-si cambia praticamente sistema di Governo, passando a una Repubblica parlamentare basata sul popolo a una Repubblica oligarchica basata sui partiti
-si consegna un potere enorme e antidemocratico a qualunque minoranza venga dopo Renzi
E tutto per risparmiare 47 milioni??? Quando ci si rifiuta di risparmiarne 80!!
E ancora c’è qualche deficiente che dice che non ha capito le ragioni del NO??

Balle e ballette, trucchi e trucchetti

La saga del “prendiloinculo’ continua.
Basta guardare la finta abolizione di Equitalia o la finta abolizione delle province, che sono rimaste col nome cambiato ma la spesa non cambia e i politici nemmeno.
Nella riforma costituzionale di riparla di abolizione delle Province e sempre c’è qualche allocco che ci crede.
Le Province non c’entrano nulla con la riforma e parlare di “abolizione” non è corretto perché la legge n. 56/2014 ne prevede in realtà la sostituzione con le Città metropolitane e gli Enti di area vasta. Il subentro della Città metropolitana è già avvenuto ad esempio a Roma, Napoli, Bari, Torino, Milano e addirittura a Firenze, dove a presiedere l’Ente è Dario Nardella, dimostrando chiaramente che la riforma è estranea a questo passaggio. I partiti hanno nominato loro i presidenti dove prima lo faceva il popolo sovrano. Hanno finto di abolire le Province, le hanno sostituite con le città metropolitane, la spesa è rimasta, i politici non sono diminuiti, ma con questo trucco hanno cancellato un diritto elettorale, cambiando una repubblica parlamentare dove il popolo è sovrano in un sistema partitico dove chi ha un voto in più vince tutto il banco. Col nuovo Senato di diritti del popolo sovrano ne cancelleranno un altro. La democrazia viene distrutta così, progressivamente, con trucchi, inganni, balle e promesse in mala fede. Prima la Fornero ti manda a spasso e ti costringe alla miseria, poi l’articolo 18 viene fatto fuori con la collusione del Pd, la miseria aumenta e allora Renzi finge di aumentare i soldi per i pensionati poveri, mentre di sotto gli taglia lo stato sociale tanto che alla fine avranno la quattordicesima ma gli avrà tolto la sanità. E’ il gioco delle tre carte. Renzi è un venditore perenne di patacche e il popolino bue abbocca ogni volta e ogni volta lo prende in quel posto peggio di prima.
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Renzi ha depenalizzato l’invio di capitali sporchi nei paradisi fiscali, rifiutandosi di combattere corruzione ed evasione fiscale e perdendo miliardi dalle casse dello Stato
e poi viene a dire A NOI che dobbiamo rinunciare a un diritto elettorale (dopo averci già fregato con le Province) PERCHE’ DOBBIAMO FARE DEI RISPARMI??????
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Il sofista
In fondo che cos’è, oggi, il comunismo? Borghesi chic che, dall’alto dei loro soldi, sputano sul popolo.

CORRUZIONE ED ENTI LOCALI
Viviana

Ogni giorno esponenti di enti locali finiscono sotto indagine per corruzione ma in galera non ne va nessuno e tra poco potranno avere anche l’impunità senatoriale
Renzi ha speso solo quando era alla Provincia 600.000 € in ristoranti e ha secretato gli scontrini. E’ stato condannato in 1° grado per danno erariale di 2 milioni e 155mila euro e si è depenalizzato il reato.
Ha depenalizzato l’invio di capitali sporchi nei paradisi fiscali, rifiutandosi di combattere corruzione ed evasione fiscale e facendo perdere miliardi alle casse dello Stato e ha fatto una legge sulla corruzione così ridicola che in carcere abbiamo solo 288 corrotti contro i 7.800 della Germania
E’ socio di un pregiudicato come Verdini con 7 processi aperti per corruzione e si è fatto fare la riforma costituzionale da lui e dalla Boschi, figlia di un corrotto.
In 28 mesi non ha tagliato un euro alle spese del carrozzone statale e ha aumentato il debito di 124 miliardi.
E poi viene a dire A NOI che dobbiamo rinunciare a un diritto elettorale (dopo averci già fregato con le Province) PERCHE’ DOBBIAMO FARE DEI RISPARMI??
Il capriccio dell’Air Force di Renzi ci costa 76mila € al giorno.
E da Obama ci ha portato la moglie vestita con i marchi più cari, tipo Valentino, quando nemmeno Berlusconi ci portò sua moglie.
Solo di aumento delle sue segretarie ha speso 400 milioni in più in 2 anni.
Cominci a segare questi di soldi, altro che tagliare i nostri diritti democratici!
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AL POSTO DELLE PROVINCE LE CITTA’ METROPOLITANE
La spesa non cambia

Le Province non c’entrano nulla con la riforma e parlare di “abolizione” non è corretto perché la legge n. 56/2014 ne prevede in realtà la sostituzione con le Città metropolitane e gli Enti di area vasta. Il subentro della Città metropolitana già avvenuto ad esempio a Roma, Napoli, Bari, Torino, Milano e addirittura a Firenze, dove a presiedere l’Ente è Dario Nardella, dimostrano chiaramente che la riforma è estranea a questo passaggio. I partiti hanno nominato loro i presidenti dove prima lo faceva il popolo sovrano. Hanno finto di abolire le Province, le hanno sostituite con le città metropolitane, la spesa è rimasta, i politici non dono diminuiti, ma con questo trucco hanno cancellato un diritto elettorale. Col nuovo Senato ne cancelleranno un altro. La democrazia viene cancellata così, con trucchi, inganni, balle e promesse in mala fede. Renzi è un venditore perenne di patacche e il popolino bue abbocca ogni volta e ogni volta lo prende in quel posto peggio di prima.
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I 5STELLE PROPONGONO AI PARLAMENTARI DI DIMEZZARSI LO STIPENDIO
Se fossimo a scuola sarebbe la giornata in cui si giustificano tutti, della serie “il compito me l’ha mangiato il cane”. Il Parlamento davanti alla proposta di legge dei 5 stelle per ridurre le indennità degli eletti a 5mila euro lordi (e non netti) al mese risponde con arrampicate sugli specchi degne degli scalatori. “Farsa”, “demagogia”, “populismo”. Fra tutti la renzianissima Morani: “Tagliatevi voi lo stipendio da domani” Brunetta l’ha pensata meglio di tutti: calcolare l’indennità sulla base del reddito pregresso, ovvero pagare di più chi è già ricco e meno chi è povero. Gli stipendi degli eletti in Italia sono i più alti d’Europa. E chi è disoccupato? “In quel caso si farà ricorso al reddito di cittadinanza“, che per la cronaca in Italia non esiste tanto che i 5 stelle hanno depositato una legge perché venga introdotto per legge. Oltre alla beffa l’autogol. Sulla scia di Brunetta si è messo con orgoglio il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti che ha detto no ai “tagli lineari” e proposto uno stipendio pari a quello che il parlamentare ha dichiarato in media negli ultimi 3 anni prima di essere eletto.
Renzi ha attaccato Di Maio perché ha speso 100.000 euro in viaggi.
100.000 euro in 3 anni e mezzo non sono poi tanti visto il numero di viaggi che il Vicepresidente della Camera fa, sono 2.380 euro al mese. Però tra lo stipendio da deputato, lo stipendio aggiuntivo da Vicepresidente della Camera, i vari rimborsi e spese di rappresentanza, ha restituito ai cittadini italiani in tre anni e mezzo 204.582 euro. Dunque ha restituito più di quanto ha preso. Chi altri può dire altrettanto?
Che si deve dire allora di Renzi che quando fu alla Provincia di Firenze spese 600.000 euro e che poi ha secretato gli scontrini?
Come deputato del M5S, Di Maio rinuncia ai 4 mila € di indennità di carica, restituisce i rimborsi telefonici e le spese taxi. Per l’esercizio mandato e soggiorno a Roma vengono trattenute le sole spese rendicondate e l’eccedenza restituita (il rendiconto viene pubblicato online per trasparenza). Dei circa 10 mila € lordi di indennità, viene trattenuta la metà, per un netto di circa 2.500 €, oltre a rinunciare all’appartamento privato (costo di circa 120 mila € all’anno), auto blu, scorta, e rimborso per i voli di Stato. Quindi lo stipendio netto è di 2500 € e le spese di trasporto, vitto e alloggio a Roma sono pagate con la diaria. Anche contare le presenze in aula di Di Maio è una vaccata.
Le sue funzioni istituzionali lo gravano di impegni per cui è costretto a fare viaggi di Stato
Nei fatti i 5stelle sono tra i gruppi più presenti in aula a differenza di personaggi come Angelucci o Bersani che non ci sono mai.
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La cartina di tornasole è la democrazia diretta svizzera dove i parlamentari continuano a fare il loro lavoro, oppure, se vogliono, possono dedicarsi esclusivamente alla politica.
Ogni eletto riceve un salario annuo di 26’000 franchi, a cui va ad aggiungersi una diaria di 440 franchi per ogni giornata di lavoro per seduta delle Camere, delle commissioni o dei gruppi parlamentari. L’importo annuale è circa 40’000 franchi , un capogruppo percepisce retribuzioni più elevate rispetto a un ‘semplice’ deputato.
Un parlamentare svizzero ha una retribuzione di circa 66’000 franchi (60’000 euro).
Il nostro parlamentare ne ha una da 144.000.
Notevole la differenza.
Notevole anche come i renzioti ripetano a pappagallo i mantra comandati e quanto sia grande la loro stupidità.
Attaccano Di Maio per una nota spese in 3 anni e mezzo di 100.000 € (2.380 al mese)e per stare in Parlamento per il 37% del tempo. Ma Di Maio non è un deputato qualunque, è il Vicepresidente della Camera e pertanto ha una serie di missioni istituzionali che lo costringono a continui viaggi, per cui, se si è così seri da valutare la totalità del suo lavoro, la sua presenza ammonta all’88%, sennò sarebbe come valutare la frequenza lavorativa di un manager addetto alle vendite cioè ai contatti con clienti all’estero solo da quante ore passa nel suo ufficio.
Ma i renzioti sono ormai incapaci di pensare con la propria testa e seguono le veline prestabilite dal partito per cui da una parte non fanno che ripeterle a pappagallo (e ogni giorno ce n’è qualcuna che piove dall’alto e a cui i poverini fanno eco zelante) dall’altra hanno totalmente deformato il significato di troppe parole,come democrazia, demagogia, populismo ecc., sempre secondo le interpretazioni dettate da Renzi, per cui, se una cosa è proposta dal 5stelle è demagogia,se la stessa viene da Renzi è democrazia e progresso. Le leggi sembra che siano buone o cattive secondo il duce di turno e le sue scelte peraltro spesso contraddittorie, ma nemmeno questo, a quanto pare, illumina gli adepti.
Chi è che parlava di microchip impiantati nel cervello?
C’è addirittura un certo Andrea Chiari che scrive: ‘100.000 € pagati in pizzeria’, frase che lo dovrebbe portare direttamente alla neuro. Ci dovrebbe essere un limite anche allo sciocchezzario umano. Magari il suddetto potrebbe ricordare i 600.000 € spesi da Renzi quando era alla Provincia di Firenze, ruolo che non richiedeva certo viaggi istituzionali e per cui Renzi si è premunito segretando gli scontrini. Ma si sa, nulla è chiaro per i Chiari, i quali seguono i sentieri della fedeltà al capo molto più stringenti della logica o del vero.
Le spese di Renzi ammontarono in realtà a un milione. Ma chi se ne cale?

Su questo sito il M5S mostra ogni suo rendiconto, basta cliccare la testa di ogni suo parlamentare
https://www.beppegrillo.it/tirendiconto.it/trasparenza/
e si vede quando ognuno guadagna, quanto dà, quanto tiene
Dove sta la rendicontazione di quelli del Pd? E di quelli della Lega?
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Blogger
Ma come sono buffi questi renzioti, e a mio avviso anche un po’ pirla, si sono stracciate le vesti per dirci che la riforma costituzionale farebbe risparmiare un pacco di soldi, per qualche mese è stato addirittura l’argomento principe, in alcuni casi il solo, e poi quando qualcuno propone un risparmio maggiore insorgono come vipere manco fossero soldi loro.
Ma questa è la loro cifra:
hanno bocciato la riforma di Berlusconi
ed ora gioiscono per la , quasi, uguale riforma perché fatta da Renzi
criticavano, anche duramente, il berlusca che cancellava l’ ICI
fanno la ola per il cretinetti che toglie l’ IMU
trattavano a malo modo le destre perché facevano i condoni
ed ora giustificano i condoni a gogo di Bibì & Bibò
ma il massimo lo raggiungo con Equitalia, stesso percorso, solo che questa volta il cazzaro li prende il per il culo e loro sono felici e contenti.
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Nella proposta 5stelle i soldi per ogni parlamentare sarebbero 3500 euro più altri 3500 di diaria e 3600 di rimborsi, due voci che la proposta non tocca, chiede solo di limare.
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OCCORRE TAGLIARE GLI STIPENDI DEI DEPUTATI MA PURE GLI STIPENDI D’ORO DEI DIPENDENTI DI CAMERA E SENATO

DOVE VA LA META’ DELLO STIPENDIO DEI 5 STELLE

Il “bando per il microcredito dell’M5s” è una cosa molto seria
Grazie ai soldi che i 5stelle si sono tolti dallo stipendio ci sono 4mila consulenti del lavoro che hanno dato la disponibilità a seguire le micro-imprese nella gestione delle pratiche. Ci sono 4mila filiali della banca Intesa Sanpaolo pronte a ricevere le domande. Ci sono 14 milioni di euro raccolti dai parlamentari M5s (di cui 10 milioni versati nel 2015) per alimentare il fondo e altri 30 milioni messi ogni anno dal ministero dello Sviluppo economico. Ci sono circa 400 milioni che vengono attivati sotto forma di finanziamento dal bando del microcredito, per un effetto moltiplicatore dei fondi accantonati. Ci sono soprattutto mille micro-imprenditori che hanno già avuto i soldi, fino a 25mila euro o 35mila euro. A fine 2016 ci saranno 5mila finanziamenti a piccole o medie azienze grazie ai parlamentari 5stelle
Pensate se la cosa fosse estesa a tutto il Parlamento?
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Non si possono tagliare i loro stipendi, non si possono tagliare le pensioni d’oro, non si può mettere un tetto agli stipendi dei manager, non si può fare nulla contro i ricchi. Contro i poveri si può tagliare tutto, servizi, sanità stipendi pensioni… SI PUO’ FARE!
Raffaele M
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Free skipper
Oggi alla Camera è andata in onda la ‘farsa’ della votazione sulla legge proposta dai 5STELLE per mettere il tetto di cinquemila euro agli stipendi dei deputati, che oggi guadagnano tre volte tanto. Tutto tempo perso! Infatti, chi è che in Italia è disposto a tagliarsi lo stipendio, alzi la mano. Ovvio che gli onorevoli non abbiano alcuna intenzione di farsi del male e che quindi questa legge non abbia alcuna possibilità di essere approvata. Il Pd di Renzi ha però un grosso problema: come si fa a dire agli italiani di votare “Sì” al referendum del 4 dicembre che promette di tagliare i costi della politica e poi a bocciare una legge che i costi li taglia davvero con un’alzata di mano senza mettere in piedi tutto il carrozzone di una consultazione popolare? Volete riformare il Paese e ridurre i costi della politica? Bene, allora approvate oggi stesso la proposta di legge dei grillini. E magari domani votate in Parlamento anche una legge che metta i dipendenti dello Stato tutti sullo stesso piano, senza distinguo salariale tra Lavoratori di serie A e di serie B, per redistribuire in maniera equa le risorse pubbliche destinate alle loro retribuzione: ‘togliere’ a chi nella Pubblica Amministrazione ancora gode, senza giusta causa, dei famigerati “stipendi d’oro” (dipendenti di Camera, Senato, Quirinale, CSM, Cassazione, Segreterie più o meno particolari dei Ministeri, Regioni a Statuto Speciale, ecc, ecc,) per ‘dare’ a coloro che invece stanno da sempre alla canna del gas con stipendi da fame, al fine di ristabilire un giusto equilibrio tra tutti i lavoratori dello Stato. Facile, facile. Semplice, semplice. Basta volerlo. Il fatto è che ‘loro’ non vogliono!
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Viviana
Va bene, sul fatto che i partiti avrebbero reagito come belve alla proposta di ridursi l’indennità non c’era dubbio. Persino il Machiavelli lo diceva: a uno gli puoi rubare la moglie ma non il portafoglio
Ma resta lo scandalo, resta il problema di una Casta che è la più costosa d’Europa e di un Paese in cui il debito pubblico continua ad aumentare con un Governo che pensa solo a tagliare lo stato sociale e i diritti elettorali dei cittadini mentre sui propri abusi e sulle proprie spese fa solo lievi palliativi (vedi nuovi vitalizi e leggere riduzioni).
La proposta di Brunetta di dare a ognuno lo stipendio che prendeva prima e se uno non ne aveva si può dargli un reddito di cittadinanza, è una boutade.
Ma la controproposta del Pd quale sarebbe?
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Paragoni tra le indennità annuali dei parlamentari italiani e quelli di altri Paesi:
Italia 167.220
Stati Uniti 153.000
Giappone 124.000
Austria 120.165
Brasile 110.000
Germania 109.000
Gran Bretagna 95.300
Francia 85.200
Svizzera 60.100
Portogallo 44.200
Spagna 33.756

Il sistema di retribuzioni dei parlamentari svizzeri permette, a chi lo desidera, di dedicarsi esclusivamente alla politica, senza far troppa fatica per arrivare alla fine del mese. Ogni eletto riceve un salario annuo di 26’000 franchi, a cui va ad aggiungersi una diaria di 440 franchi per ogni giornata di lavoro per seduta delle Camere, delle commissioni o dei gruppi parlamentari. In media questa diaria rappresenta un importo annuo di poco meno di 40’000 franchi per ogni consigliere nazionale. Dunque, un parlamentare svizzero ha una retribuzione di circa 66’000 franchi (60’000 euro contro i 144.000 dei nostri ma si arriva a 167.000).
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Ottotto
Fa male quando ti toccano il portafoglio eh? Considerando poi che è particolarmente gonfio e che ti sei abituato ad un tenore di vita decisamente al di sopra di quello di noi poveri diavoli fa ancora più male. Siete come quel deputato siciliano dell’Ars che ebbe il coraggio di dire che con 11000€ faceva fatica ad arrivare alla fine del mese. Oppure come Luca Barbareschi che ebbe l’ardire di dichiarare che quei 15000€ erano pochi per il suo tenore di vita. Alieni sul pianeta Terra.
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Eliseo Paganin
Questi sono gli stessi che senza fare una piega hanno cancellato le Pensioni dei lavoratori italiani (tranne le loro!!) e votato il famigerato Jobs Act cancellando lo Statuto dei Lavoratori e l’art.18 che tutelava dai licenziamenti ingiusti.
Questi sono gli stessi che votano senza fare una piega qualsiasi diktat della troika europea.
L’importante è garantirsi la POLTRONA e relativi benefit, stipendio e vitalizio.
Ricordatevelo alle prossime elezioni…..e al referendum del 4 dicembre!!!

Matteo Cannata
L’Italia è veramente un Paese di paradossi, non solo noi paghiamo un favoloso stipendio ai parlamentari ma gli paghiamo un extra in più per essere presenti in Parlamento, il famoso gettone di presenza che equivale a euro 250 al giorno. Insomma in questo benedetto Paese per invitare i parlamentari ad andare in Parlamento a lavorare dobbiamo dargli un extra…. adesso ditemi voi se questa non è casta… e questi signori e signore fanno gli interessi dei cittadini…..??????? Io come tanti di voi anzi penso la maggior parte, credo che non abbia mai ricevuto dal suo datore di lavoro un’offerta simile ,ti pago lo stipendio ma se hai la cortesia di presentarsi al lavoro ti pago qualcosa in più.
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CON LA RIFORMA USCIAMO DALLA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE
Aldo Antonelli

Con la riforma il bicameralismo diventa tanto imperfetto che neanche la Camera dei deputati funzionerà più come un organo della democrazia parlamentare. La democrazia parlamentare consiste infatti nel rapporto di fiducia per cui il Governo nasce e dipende dalla fiducia espressa dalla maggioranza del Parlamento. Ma nel nuovo sistema, la fiducia verrebbe data da una Camera nella quale la maggioranza assoluta dei seggi sarebbe occupata per legge (per due terzi) dai nominati di un solo partito. Ora ci dicono che l’Italicum lo cambieranno quando ormai a Renzi, che può perdere, non conviene più. Però finora ha fatto parte integrante del cambiamento istituzionale ed è stato imposto al Parlamento col voto di fiducia come premessa della stessa riforma, e la Corte Costituzionale, rinviando la decisione sulla sua incostituzionalità a dopo il referendum, l’ha formalmente consegnata al giudizio del popolo italiano. Perciò inevitabilmente il 4 dicembre voteremo insieme sia sulla riforma di uscita dal bicameralismo che sulla legge elettorale che l’accompagna, voteremo cioè sul “combinato disposto”. Dunque voteremo per un sistema in cui al Governo la fiducia sarà data da una Camera di sua fiducia, con una maggioranza di deputati nominati dallo stesso Governo, corrispondenti però a una minoranza degli elettori. In tal modo la fiducia al Governo non sarà più un atto libero di Camere elette e rappresentative di tutto il popolo, ma diverrà un atto interno di partito, diverrà un atto dovuto per disciplina di partito, non importa se riunito al Nazareno o a Montecitorio.
Dunque il punto non è che dal bicameralismo perfetto si passa a un bicameralismo dimezzato. La verità è che il bicameralismo resta, ma è la democrazia parlamentare che se ne va. Il superamento è questo. Ci sarà una democrazia e ci sarà un Parlamento, ma non ci sarà più una democrazia parlamentare. Per questo i riformatori si gloriano del fatto che ci sarà un solo Governo per tutti i cinque anni di legislatura, e magari per più legislature, e non ci saranno più come prima 63 governi in 63 anni, come dicono Renzi e l’ambasciatore americano. Ma se dalle urne viene fuori non dico un tiranno, ma un invasato, un uomo del destino, un pazzo, uno Stranamore, un apprendista stregone, o anche semplicemente un idiota, non c’è niente da fare, la sua signoria è assicurata per molti anni; e così le elezioni politiche si trasformano ogni volta per il Paese in una roulette russa, in un rischio di suicidio.
Questa è una delle verità del referendum. Ma c’è anche, come dicevamo, una verità che sta dietro al referendum, e che esso rivela. Essa viene alla luce quando si dice che la legge Renzi-Boschi attua finalmente riforme attese e avviate da tempo.

Un processo di restaurazione
È verissimo che queste riforme vengono da lontano. Ma da chi sono attese? Sono attese dai mercati, dagli investitori, dalle grandi agenzie e società del commercio globalizzato. E sono state avviate dalle Banche, dalle Borse, dalla Trilaterale, dalla scuola di Chicago, dai Premi Nobel dati agli apostoli della dottrina neoliberista, come von Hayek e Friedman, dal Consenso di Washington del 1989, dal Fondo Monetario Internazionale e dalle sue ricette di riforme strutturali. La Costituzione renziana è in effetti il punto di arrivo di un processo di restaurazione condotto da classi dirigenti pentite di quella democrazia che avevamo ritrovato e reinventato dopo la tragedia dei fascismi sconfitti, e che avevamo messo nelle Costituzioni del dopoguerra.
Il fulcro di questa restaurazione consiste nel trasferire la sovranità dal popolo ai mercati.
È una restaurazione che ha bisogno di poteri spicci e sbrigativi, tanto meglio se loquaci, che mettano la politica al passo coi dogmi economici, magari pregati di essere più flessibili.
Ciò comporta un blocco del pluralismo politico e richiede una società impietosa divisa in due tra vincenti e perdenti, accolti ed esclusi, necessari ed esuberi, salvati e sommersi. Per i poveri, che non hanno altra ricchezza che il diritto, è un disastro. Ed è una società che non può più ripudiare la guerra, perché la guerra è il giudice di ultima istanza nella lotta per gli interessi esterni del sistema, per le risorse e per la supremazia.
Da noi il decennio di svolta è stato tra il 1981 e il 1991, a partire dal divorzio tra Governo e Banca d’Italia, fino alle picconate alla Costituzione di Cossiga, fino a Maastricht, e al Nuovo Modello di Difesa con cui l’Italia ha ripudiato la pace, ha cambiato natura e missione delle Forze Armate e dopo la scomparsa del nemico sovietico ha accettato la scelta atlantica insensata di sostituirlo con l’Islam come nemico. Da allora viviamo nella nuova conflittualità che si è aperta col Sud del mondo, e col terrorismo come nuovo nome e nuova condizione permanente della guerra.
Questo processo di restaurazione peraltro non si è concluso. Il referendum ne è una tappa intermedia. Già ci dicono che se vince il Sì la riforma verrà riformata e si aprirà una stagione di ulteriori revisioni. Certo non basta un No per fermare questo processo, ma il No è condizione perché esso possa essere interrotto e rovesciato
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Viviana
Fanno col Senato la stessa truffa che hanno fatto sulle Province.
Anche quelle dovevano sparire per garantire dei risparmi e diminuire i politici.
Invece sono state sostituite dalle città metropolitane, senza riduzione dei costi né dei politici.
L’unica riduzione è stata quella dei diritti dei cittadini, che ora non possono più eleggere i presidenti di Provincia.
Ipocriti e truffatori!
Così la riforma costituzionale ha come fine solo di sostituire una Repubblica parlamentare con un sistema partitico in cui i cittadini contano sempre meno e i partiti sempre di più, un sistema oligarchico attaccato ai suoi privilegi e spinto solo dal desiderio di aumentarli, mentre si tagliano i diritti e il futuro dei cittadini.
I renzioti stanno restaurando un sistema autoritario basato sulla truffa e sulla menzogna
e hanno i loro adepti così come li aveva Mussolini, mentre la stampa si è ormai venduta al regime allineandosi ai Paesi peggiori del mondo.

Caterina 2011
Leggiamo o ascoltiamo le notizie quotidiane? Ogni sacrosanto giorno che dio manda in terra, ci sono almeno 4-5 casi in cui diversi esponenti della nostra élite dirigente sono arrestati o incriminati per averci derubati tutti,in combutta tra di loro e con le mafie.
Generali, ammiragli e massimi ufficiali di tutti i corpi, alti magistrati e grandi avvocati, politici e amministratori pubblici di spicco, boiardi di stato e figli di gran commis, alti prelati e diplomatici, imprenditori, sportivi, uomini e donne di spettacolo, grandi banchieri e controllori di banchieri, ex ministri, compagni di ministri, figli di ex ministri, padri di ministri e di primi ministri …
Una intera classe dirigente di ladri, corrotti, truffatori, maxi-evasori, mafiosi. Che alla fine la passa sempre liscia, grazie alle leggi che lei stessa si fa, alle scappatoie e alle immunità che lei stessa si dà.
No dico: e dovremmo fidarci. Ma di chi, di questi delinquenti che si sono appropriati delle leve, e delle casse, del nostro stato? Che si reggono il sacco gli uni con gli altri? A questi sceriffi di Nottingham che spolpano i poveri per far abbuffare i ricchi?
Non occorre scomodare i social media e il complottismo: basta la semplice presa d’atto, attonita, della realtà circostante.

Aristonico
“Secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo compreso tra i primi
Anni Cinquanta e la fine degli Anni Ottanta, l’Italia si collocava al primo posto assoluto tra i Paesi Occidentali (e ad uno dei primi Posti a livello Mondiale) per crescita economica.
Sempre secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo che va dal 1995 ad oggi, l’Italia è invece all’ ultimo posto assoluto sul Pianeta per crescita economica. Cioè al primo posto per decrescita.” (tratto da Cesare Corda – l’Italia Tradita – Blog Saker Italia)
Può una classe dirigente, con un disastro del genere, un disastro che più che di inettitudine sa di tradimento, meritare gli stipendi più alti d’Europa?
A prescindere da quale dovrebbe essere lo stipendio “giusto”, questo dovrebbe essergli pagato in “titoli di Stato” a lunga scadenza.
Questo perché se il “Titolo di Stato” è una scommessa sul futuro di una Nazione, allora dato che questo futuro dipende dalle decisioni della Classe dirigente di una Nazione, questa non può esimersi dal partecipare a questa scommessa.

SERIAL TELEVISIVI : I MEDICI

7 milioni di spettatori, perché?
‘I Medici’ non è un film, è una serie a puntate. Ho perso la prima e ho visto la seconda, perché sono cresciuta a Firenze e perché speravo in un prodotto dignitoso che facesse cultura su una delle famiglia di banchieri e di politici più importanti nel 1500, ma la delusione è stata profonda, “I Medici” mi è risultato un polpettone inguardabile, dove compaiono tutti i soliti attori delle fiction italiane di terza categoria.
Pessimamente diretto, male interpretato, con una brutta fotografia, non rispetta nemmeno la fisionomia reale dei personaggi di cui siamo pieni di ritratti.
Intanto il serial è pieno di errori storici (per es. il padre di Cosimo muore avvelenato mentre morì di morte naturale, e sul Duomo si lavora di immaginazione con informazioni false), con una regia pessima, un polpettone come tante fiction italiane di scarso livello, recitato male, sul tipo di “Elisa di Vallombrosa”, non è bella nemmeno la fotografia e il montaggio è pietoso, brutta anche la musica. Nulla a che vedere con le serie storiche della BBC: “I Borgia (quello inglese) o Enrico VIII.
Insomma a non vederlo non ci si perde niente.
Sapete quale è un’altra cosa ridicola de ‘I Medici’? Il maquillage. Non solo tutte le donne sono uguali ma sono tutte truccate allo stesso modo, con mascara e ombreggiature. Ora le donne toscane non si truccano nemmeno oggi, sono di una estrema semplicità, e tanto meno si truccavano nel 1500, per cui trasformarle in tante escort è ridicolo. E poi somigliano tutte alla dama con l’ermellino di Leonardo. Di tutti i personaggi principali abbiamo ritratti del tempo. Cosa ci voleva a cercare una certa somiglianza?
Ci sono poi nella serie almeno 5 errori storici:
Il papa Giovanni XXIII non fu eletto a Roma ma a Bologna.
La facciata del Duomo al tempo era diversa.
Nella sigla si vede il corridoio del Vasari che a quel tempo non esisteva.
In una scena si vede un affresco che sarà dipinto molto dopo.
Nessuno dei personaggi citati portava la barba.
In quanto ai protagonisti maschili, non hanno la più lontana somiglianza con i personaggi importanti del tempo di cui pure possediamo ritratti, ma sono stati scelti a caso tra i bellocci della televisione italiana, più Richard Madden, belloccio del cinema inglese, con l’espressione sempre uguale e gli occhioni sgranati da cicciobello, truccati pure quelli. Savonarola poi che nei ritratti appare magro e scavato col naso adunco è stato scambiato con un tizio grezzo che sembra uno scaricatore di porto. Lorenzo dei Medici nella ritrattistica del tempo appare come un uomo veramente brutti con un viso allungato e un lungo naso storto, ma qui è un bellone, sono tutti belloni. Nemmeno Cosimo dei Medici era una bellezza, giallognolo, con un lungo naso che gli cadeva in bocca e non aveva certo gli occhioni sgranati di Madden. Ma la storia questi registi lo sanno che esiste? E un attore bravo come Dustin Hoffman in questa compagine cosa ci sta a fare?

RIDIAMARO :- )

L’altra sera ho fatto un sogno…..L’Isis aveva attaccato Roma, bloccando il traffico, ed erano entrati al Parlamento prendendo i politici in ostaggio…volevano un riscatto di 10 Milioni per liberarli, altrimenti gli avrebbero dato fuoco dentro il palazzo…..nel traffico bloccato, allora la gente aveva cominciato a fare una colletta….CHI DONAVA 2 LITRI…CHI DONAVA 5 LITRI….CHI PORTAVA L’AUTOCISTERNA…….
fabio S.
.
http://masadaweb.org

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