Nuovo Masada

ottobre 23, 2016

MASADA n° 1798 20-10-2017 BARAK E BURATTINI

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MASADA n° 1798 20-10-2017 BARAK E BURATTINI
Blog di Viviana Vivarelli
(Le immagini sono tratte da facebook)
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La tentazione autoritaria – Viaggio di Renzi da Obama – Perché questo viaggio ha rafforzato il mio NO (Farinella) – Maggioranze molto risicate. Renzi ha l’11,4% di consenso nel Paese – La ripresa inesistente: disoccupazione all’11,5% e i giovani disoccupati al 39,8%- Il ridicolo risparmio del Senato – La truffa con la Morgan Stanley per entrare nell’euro – Sindaci incomprensibili: Chiamparino e Merola – Le profezie di Fassino – Le regole tanto per fare del Pd – 300.000 euro le spese della Boschi per la sua campagna all’estero per il SI’ – I 5 stelle presentano un ddl per ridurre a 5.000 euro lo stipendio di un parlamentare, ora si va dai 19.873 euro dei deputati ai 20.855 dei senatori – La Costituzione renziana è il punto di arrivo di un processo di restaurazione di cricche nemiche della democrazia- Violenza sulle donne – The young Pope –

La tentazione autoritaria sta avanzando da alcuni anni. Comincia con la separazione tra “tecnici” e “politici” nei Comuni, con le delibere di giunta che passano in Consiglio solo su richiesta. Poi vengono varie leggi maggioritarie, un pezzetto alla volta, in nome della “governabilità”, quasi che l’Italia non sia stata governata negli anni precedenti.

Si cambia il sistema elettorale così da eliminare le preferenze con un premio di maggioranza palesemente incostituzionale che non esiste in nessuna parte del mondo. Poi si aboliscono non le Province, ma il diritto elettorale relativo e si creano le “aree metropolitane”, non votate dai cittadini ma dove le nomine le fanno i partiti. Infine si abolisce non il Senato, ma l’elezione diretta (nota bene) del medesimo, si indebolisce il Senato e si crea una Camera che per due terzi è formata da nominati dai partiti, e si rimettono allo Stato le competenze regionali. Infine si rende più difficile il referendum. E si fanno leggi sul lavoro senza sentire i sindacati dei lavoratori .
Il neoliberismo, palesemente, non intende più accettare il suffragio universale e un po’ alla volta lo fa sparire…
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Pirulicchio
Sempre più piddì: un buco col partito intorno.
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I media italiani non fanno informazione. Fanno killeraggio.
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Luigi Di Maio
Siamo la prima forza politica del Paese non perché siamo superiori, semplicemente perché abbiamo deciso di darci delle regole e di rispettarle. Siamo l’unica forza politica di questo Paese che dà un limite di mandato ai propri eletti, massimo due mandati e poi torni alla tua vita; siamo l’unica forza politica di questo Paese che impone a consiglieri regionali e a parlamentari di tagliarsi il proprio stipendio e di dedicarlo a dei cittadini che sono in difficoltà in questo momento; siamo l’unica forza politica che prevede una candidatura nel proprio territorio, non è che ti vai a candidare nel collegio più sicuro, oppure che chiede ai propri candidati di avere la fedina penale pulita. Queste regole sono la garanzia per i cittadini italiani della genuinità del MoVimento 5 Stelle.

«Dal 1950 e successivi, alcuni studiosi politici conservatori hanno sostenuto che se una parte dei cittadini resta ignorante, ciò è necessario per il mantenimento di una democrazia; altrimenti la posta in gioco sarebbe troppo alta ad ogni elezione. Se tutti fossero con passione e cognizione impegnati nei problemi, non darebbero legittimità a decisioni legislative o giudiziarie controverse, e che minacciano l’esistenza dello stato stesso. Come Bernard Berelson e i suoi colleghi hanno messo in evidenza, “La parte apatica degli americani ha contribuito a tenere insieme il sistema e ammortizzato lo shock di disaccordo, la regolazione e il cambiamento”. Dopo tutto, la partecipazione democratica è un lavoro duro e spesso poco gratificante, soprattutto se si investe tempo ed energie per conoscere le scelte elettorali o politiche (Allen 2006). Da questo punto di vista, una democrazia ha bisogno della parte apatica e ignorante per bilanciare gli esperti appassionati.”

Gap
D fronte alla Brexit Michele Serra mette in dubbio il referendum, ovvero la democrazia plebiscitaria.
“Che strano questo Michele Serra di questi ultimi anni!
Dunque per lui la democrazia dovrebbe essere limitata, circoscritta.
Che si torni a votare per censo, anzi meglio che non si voti proprio…come prima della presa della Bastiglia.”

VIAGGIO DI RENZI DA OBAMA
Viviana Vivarelli

Obama apprezza Renzi? Per forza: è il suo yesman.
Obama è quello che ha impestato di basi nucleari il nostro Paese.
Quello che voleva imporre all’Europa uno scudo missilistico ovviamente americano.
Quello che voleva imporre all’Europa il TTIP, per lo strapotere del mercato iperliberista dominato solo dal lucro dei più forti, dove le regole non siano più determinate dai Governi ma da organismi tecnici sovranazionali secondo le esigenze di lucro e potere dei grandi gruppi economici.
Quel TTIP in cui la giustizia viene asservita al capitale, che permetterebbe alle grandi imprese di citare i governi che introducono norme a tutela dei propri cittadini,quel patto commerciale che invaderebbe il nostro mercato di prodotti USA a prezzi stracciati tagliando fuori le piccole e medie imprese con migliaia di disoccupati
Se il TTIP passa,tutti i settori di produzione e consumo come cibo,farmaci,energia,chimica, ma anche i diritti su servizi essenziali come scuola,sanità,acqua,previdenza e pensioni verrebbero privatizzati dalle grandi imprese USA E misure protettive,di salvaguardia o protezione sociale o ambientale,sparirebbero
In USA il costo del lavoro è più basso e il comportamento delle imprese nazionali più disinvolto e irresponsabile. Non ci sono garanzie sugli impatti ambientali e climatici.
Nel 1988 l’UE ha vietato l’importazione di carni bovine trattate con ormoni della crescita cancerogeni. Per questo è stata obbligata a pagare a USA e Canada dal Tribunale delle dispute dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) oltre 250 milioni di dollari l’anno di sanzioni commerciali nonostante le evidenze scientifiche e le tante vittime.
Renzi e Caliendo sono pronti a firmare tutto questo, pertanto a Obama Renzi gli sta bene. A noi no.

PERCHE’ IL VIAGGIO AMERICANO DI RENZI HA RAFFORZATO IL MIO NO
Paolo Farinella

Cosa bisogna fare per un Sì americano, scodinzolando senza dignità con moglie e giullari al seguito! Parafrando Étienne de La Boétie (sec. XVI) «è [Renzi] che si assoggetta, si taglia la gola da solo e potendo scegliere fra la servitù e la libertà rifiuta la sua indipendenza, mette il collo sotto il giogo, approva il proprio male, anzi se lo procura… L’inerzia soddisfatta dei cittadini è all’origine di quella incredibile malattia che è la servitù volontaria». La frase chiave dello sceneggiato americano è di Obama – perché fosse chiara – in italiano: «Patti chiari e amicizia lunga». Il «duro» in Europa diventa «molle» in America: gli Usa vogliono Renzi per estorcergli soldi, armi e uomini ovunque nel mondo e il trattato Ttip che sarebbe il nostro capestro. Il 13 settembre 2016, l’ambasciatore Usa a Roma, John Phillips ha offerto l’antipasto dell’Ultima Cena consumata mentre Obama traslocava a vita privata: «Il Sì può aiutare l’Italia» pontifica il sommo sacerdote a stelle e strisce, mentre riceve l’ossequio del suddito. Vendersi agli Usa è vizio italiota. Hillary Clinton, imitando Berlusconi, ha fatto capire che costui piangeva davanti a lei perché trattava male lui, sempre disposto a leccare la ciotola del cane pur di stare nel ranch del vaccaro W. George Bush. Gli americani disprezzavano Berlusconi, usandolo per i loro fini ignobili. Berlusconi e Renzi, amerikani di ferro.
No deciso al referendum per l’indipendenza della nostra Nazione: se tutti sono interessati (Usa, Germania, Francia, Esquimesi, primitivi ancora da scoprire in Amazzonia, Apaches, Toro seduto e Vacca in piedi, Biancaneve e i sette nani), vuol dire che tutti hanno la loro convenienza. I fautori del Sì, profeti del fulgido futuro renziano sono rappresentati dalla banca americana, JPMorgan, responsabile della crisi («derivati» – 2008-2012), un cui uomo, Marco Morelli, multato dalla Banca d’Italia, Renzi ha imposto in Mps. La JPMorgan è la stessa che vuole abolire la Costituzione: «I sistemi politici dei paesi europei del Sud e… le loro costituzioni… inadatte a favorire l’integrazione… [per] forte influenza idee socialiste… tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori… licenza di protestare… esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni».
La riforma Renzi realizza il delirio di JPMorgan che copia il «Piano Solo» della P2 di Licio Gelli che Berlusconi, massone con tessera n. 1816, tentò di realizzare, ma che un referendum gli fece trangugiare. Ci riprova Renzi, estraneo alla sinistra, senza riguardo per le Istituzioni, offendendo il popolo del Pd che ha snaturato. Che la Carta del 1948 sia prima applicata e quindi riformata con un «aggiornamento» funzionale, nel rispetto degli ideali, sorti dal sangue di giovanissimi e giovani e uomini e donne. Votare Sì è tradirli.
I genuflessi del «Sì» dicono che non bisogna personalizzare, ma entrare «nel merito», ma si limitano a dare risposte di comodo: stabilità del governo, velocità di decisione, fine del bicameralismo e risparmi astronomici sparati a caso. Sanno di dire bugie perché Renzi governa da tre anni, pur non eletto. Letta Enrico è durato pochi mesi non è colpa della Costituzione, ma di Renzi, extraparlamentare, che lo ha pugnalato alle spalle. Il bicameralismo perfetto è una scusa, perché il finanziamento dei partiti è passato in Senato in meno di 3 ore (15 ottobre 2015): contro M5S e Sel.
I risparmi sono fittizi perché bisognerà pagare diarie e residenza a Roma del Senato nominato, mentre resta intatta la struttura del Senato, con dipendenti e servizi. Non bisogna personalizzare? Scusate, ma Renzi non sta continuando a personalizzare, usando lo Stato, il governo e la diplomazia per sostenere il suo Sì? La finanziaria non è un uso personalizzato di denaro pubblico per propagandare la sua campagna elettorale? La visita servile negli Usa non è una personalizzazione del Sì? Il viaggio della Boschi Maria Etruria in Argentina non è stato un uso personale per fare propaganda? La televisione di Stato non è usata a servizio del Sì con boicottaggio del No?
Bisogna dire No anche per il metodo della controriforma, opera del governo, che avrebbe dovuto restare rigorosamente estraneo. Alcide De Gaspari, presidente del consiglio, non mise mai piede nella Costituente. Questo parlamento, dichiarato dalla Corte Costituzionale indirettamente illegittimo, perché eletto con una legge incostituzionale, è incompetente per riformare 47 articoli della Costituzione e a maggioranza.
Nella gita a Washington c’era Roberto Benigni e consorte che in un colpo solo ha rinnegato le splendide lezioni sulla «Costituzione più bella del mondo». Svenduto è la parola giusta. Un’ultima cena valeva la pena, seppur ultima cena? Una prece!

MAGGIORANZE MOLTO RISICATE

I renzioti troppo si aggrappano ancora a quel 41% del tutto illusorio delle europee.
Su un totale di 50.662.460 aventi diritto al voto, votarono allora solo 28.991.258 elettori equivalenti a 57,22% del totale
Il PD con i vari partiti che lo sostenevano, racimolò con vari trucchi e trucchetti, 11.203.231 di voti equivalenti al 22% dell’elettorato.
Il Partito dei non votanti, 21.671.202 rappresentò il 42,77%, il doppio dei renzioti.
Se a queste cifre ci aggiungiamo le schede nulle, bianche e non assegnate, e quelle sprecate con i Partiti morti e sepolti… il Partito di chi Renzi non lo vuole supera il 50% degli elettori, con oltre 25 Milioni di cittadini esasperati e scontenti.
Questo quadro indica chiaramente quanto sia marcia la propaganda di regime. Mentre il Paese sta morendo, molti sognano una ripresa immaginaria con cifre gonfiate a casaccio e blaterano balle.
Se quel 41% equivaleva al 22% degli elettori, ciò vuol dire che il 78% degli Italiani Renzi non l’ha ha votato.
E con una tale scarsa minoranza nel Paese, 22%, una riforma costituzionale NON SI FA !
Se poi pensiamo che in due anni la perdita di voti di Renzi è stata continua come un tubo rotto e, se anche se Renzi le ha provate tutte, ha perso oltre 10 punti scendendo dal 40,8% del 2014 al 28% presente dei votanti e che sul totale questo 28% diventa l’11,4 %.. ci chiediamo con che faccia costui si venda ancora per quello che non è e con che faccia i suoi cloni continuino a vantarne inesistenti meraviglie.

LA RIPRESA INESISTENTE

Nei primi 8 mesi dell’anno, le assunzioni sono calate dell’8,5%: i contratti a tempo indeterminato sono in netto calo rispetto agli 1,2 milioni dello scorso anno e meno anche dello stesso periodo del 2014, quando a marzo entrò in vigore il Jobs Act. Quindi con la riforma del lavoro di Renzi (costata 10 miliardi) le assunzioni sono diminuite. I licenziamenti invece sono cresciuti del 31% grazie alla cancellazione dell’articolo 18 voluta e votata dal Pd. La disoccupazione è sempre alla mostruosa cifra dell’11,5% con i giovani disoccupati al 39,8% e i voucher, sempre più utilizzati come forma di pagamento, sono arrivati ai 140 milioni. A preoccupare è soprattutto il trend delle assunzioni a tempo indeterminato: ad agosto sono state solo il 24,9% dei nuovi rapporti di lavoro, il dato mensile più basso dell’ultimo biennio. I dati della Caritas diffusi ieri descrivono un’Italia sempre più povera, in particolare ci sono sempre più giovani indigenti che non possono permettersi un pasto. E’ del 10,2% l’incidenza della povertà assoluta tra i 18-34enni, cala all’8,1% per la fascia 35-44 e al 4% per gli over 65.
In cambio è stata ristretta la democrazia, è aumentato il centralismo del potere, sono stati cancellati due diritti elettorali e tutti i diritti del lavoro.

IL RISPARMIO RIDICOLO DEL SENATO

Col nuovo Senato risparmieremo 47,5 milioni (calcolo della Corte dei Conti). Ciò diventa ridicolo di fronte ai 10 miliardi di euro per pagare 90mila ufficiali e sottufficiali e 82mila soldati di truppa (una sproporzione unica al mondo). Per non parlare della famigerata pensione ausiliaria (regalìa residuata della guerra fredda, ridotta ma non abolita) che continua a costare oltre 400 milioni all’anno (10 volte il presunto risparmio di un Senato che rimano con tutto il suo apparato) o dei 200 preti-generali e preti- colonnelli che pesano ancora per 20 milioni l’anno tra stipendi e pensioni.
Un’ultima curiosità: il sorprendente aumento (mai visto prima) del 21,6 % delle spese per “funzioni esterne” della Difesa per comprendere il nuovo lussuoso Air Force Renzi, il cui costo di leasing, secretato dal premier, è stimato in almeno 15 milioni di euro l’anno.

LA TRUFFA CON LA MORGAN STANLEY PER FARCI ENTRARE NELL’EURO

Invece di tagliare i diritti elettorali con la scusa del risparmio di un Senato ridotto, perché i media non fanno chiarezza sulle speculazioni di Borsa del nostro Ministero del Tesoro che ha sempre usato i soldi dei cittadini per metterli in derivati, perdendo miliardi e favorendo le banche americane? Perché non si vieta anche agli enti locali di speculare in derivati coi soldi dei cittadini? Nel 1994 (Governo Ciampi) il Ministro dell’economia Barucci firmò dei contratti capestro illegali con la Morgan Stanley (il direttore di Bankitalia era Draghi), ciò portò nel 2012 a un danno erariale di 3,8 miliardi. Perché questi giochi sporchi sono segreti? Oggi è anche la Corte dei Conti a dichiarare che i derivati della Morgan Stanley erano illegali. Il nostro caro Ministero del Tesoro scommise coi soldi nostri che i tassi di interesse europeo sarebbero aumentati. Invece Draghi li diminuì. I nostri politici sono così dissennati che in Europa hanno battuto il record delle perdite: la bellezza di 23,6 miliardi! Di fronte a queste cifre enormi, la riduzione di 47 milioni del nuovo Senato diventa una barzelletta. Il primo atto di Monti nel 2014 fu di pagare alla Morgan Stanley 2 miliardi e 567 milioni di euro. Ma anche su questi i nostri media (così prolissi quando si tratta di attaccare i 5stelle) tacquero. La speculazione fu talmente malfatta che i documenti sono scomparsi e si è aperta una procedura giudiziaria perché si fece una truffa evitando di dare alla banca una garanzia che avrebbe fatto salire il deficit, impedendo l’ingresso nell’euro. Dunque, come è avvenuto per la Grecia, la Morgan Stanley si è prestata a fare carte sporche per truccare i conti e farci entrare nell’euro (ma Prodi lo sapeva benissimo). Il ministero adottò procedure che favorivano la banca USA e portavano miliardi di danno all’Italia. Ma a noi ci raccontano che Renzi ci toglie la democrazia per risparmiare 47 milioni! Ci prende proprio per fessi.
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SINDACI INCOMPRENSIBILI

E’ difficile entrare nella testa degli Italiani.
Chiamparino è stato il sindaco più amato d’Italia con un 75% di gradimento,eppure ha lasciato la città in rosso profondo.
Nel 2014 leggevo: “Una città come Torino che paga 500 milioni l’anno di rate e interessi su un bilancio di 1,3 miliardi è una città immobilizzata:non può spendere,non può investire,non può garantire i servizi ai cittadini. Ma soprattutto è in balìa di qualsiasi imprevisto. Praticamente non ha margini di manovra. La stessa città ha 3,5 miliardi di debito: un rapporto tra debito e bilancio che per qualunque azienda in Italia avrebbe un significato nefasto(fallimento), tranne che per la città simbolo dell’amministrazione del nuovo corso Pd. A Torino la maggioranza è ormai da 20 anni dei Ds o Pd, cose che sono pensabili solo in Bulgaria; il sindaco fa 6 milioni di prestiti e oltre 80 milioni di contratti derivati con la maggiore banca della città e in seguito sarà scelto proprio come nuovo presidente di quella banca. In questa città, ovviamente, la stessa Fondazione bancaria interviene in modo determinante, direttamente e indirettamente,nei servizi di welfare del Comune:direttamente,erogando fondi per gli asili nido,le scuole materne ecc.; indirettamente, fornendo sostegno a enti del terzo settore che sgravano il Comune da azioni di aiuto al reddito, al lavoro, alla disabilità, alle persone anziane. Nel solo 2012 la Compagnia di San Paolo ha stanziato oltre 45 milioni di euro per le politiche sociali in Piemonte, mentre il totale degli interventi su Torino hanno superato i 94 milioni di euro”.
Un sindaco che indebita la città e favorisce le banche, tanto che poi passa a fare il presidente della Compagnia di San Paolo, che sindaco è?
Ma i piemontesi, non paghi, lo eleggono governatore del Piemonte!
E sapete qual’è il peggior sindaco d’Italia? Il bolognese Merola! Ma i Bolognesi lo hanno eletto per la seconda volta!
Io questi non li capisco.

LE PROFEZIE DI FASSINO
La satira corre sul web sull’onda delle tre famose frasi di Fassino (“Sfido Grillo a fare un partito e vediamo quanti voti prende!” , “Un giorno l’Appendino si sieda su questa sedia e vediamo se poi sarà capace di fare tutto quello che oggi ha auspicato di poter fare”, “Inutile affidarsi ad una società di revisione incentivandola a denunciare buchi inesistenti” e infatti a Torino dopo la verifica della Finanza è uscito un buco suo di 6 milioni (ma ora si parla di 50).

Se questo Jimi Hendrix crede di saper suonare la chitarra ne prenda una in mano e ci faccia sentire! (Fassino nel 1961)
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Se Dante Alighieri crede di saper scrivere, butti giù due righe e vediamo chi le legge
(Fassino nel 1304)
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Dai, Fassino, siamo tutti in attesa
Devi dire: “Se questo M5S si crede capace di governare l’Italia meglio di noi, vinca la elezioni e ci faccia vedere!
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Franz
Mi scusi sig. Fassino, potrebbe cortesemente augurarmi di NON vincere mai il superenalotto?
Grazie.
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Da nonciclopedia
Successi politici da segretario dei DS di Fassino:
Perde le elezioni politiche nel 2001
Vince le elezioni politiche nel 2006 candidando una persona di un altro partito
Confluisce nel Partito Democratico che perde le elezioni e distrugge completamente la presenza della sinistra nel Parlamento italiano
A maggio del 2011 diventa sindaco di Torino con la lista “Meglio Fassino che gay”. Chi meglio di me può rappresentare la patria dei grissini?” pare che abbia commentato indossando la fascia tricolore.
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Formichiere
Chiara Appendino 40.000 euro
Piero Fassino 560.000 euro
(spese per la campagna elettorale di Torino, per la serie “il Pd che fa risparmiare i cittadini”)

IL BUCO DI FASSINO
Beppe Grillo

A Torino Fassino ha lasciato un vuoto enorme, un buco, una voragine con in fondo il marchio Pd. Oggi la Finanza è entrata in Comune perché mancano 5 milioni di euro, o forse molti di più, al bilancio del 2015 firmato dal triste profeta che probabilmente sarà iscritto nel registro degli indagati per falso in atto pubblico. Nel mirino ci sono le partecipate Gtt (Tpl) e InfraTo (infrastrutture per la mobilità). Le partecipate sono infatti uno degli strumenti più usati dai partiti per prendere i soldi dei cittadini: in tutto in Italia hanno perdite che superano gli 84 miliardi.
Il mito della buona amministrazione de sinistra di Torino è finito. Kaputt. Mentre la città si riempiva di poveri, milioni di euro sparivano dal bilancio comunale. Eppure quella di Fassino veniva descritta come l’amministrazione perfetta e tutti i giornalisti si sorprendevano della vittoria del MoVimento 5 Stelle, solo i torinesi avevano capito tutto e ci hanno dato fiducia. Chiara Appendino e la sua giunta con i cittadini al loro fianco rimetteranno in piedi la città. E se Torino sta così, figuratevi Roma, la città del Pd e di Mafia Capitale.
Stiamo riparando i danni che hanno creato in decenni di malgoverno e illegalità diffusa. Oggi nessuno del Pd parla. Neppure fiatano. Bene. Continuate così.
State zitti e lasciateci lavorare.
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LE REGOLE TANTO PER FARE DEL PD

Lo sapete che nello statuto del Pd c’è scritto, analogamente al non regolamento del M5S, che non si può stare in carica per più di 3 legislature? (Per il M5S non più di 2). Ma ci sono almeno 25 parlamentari piddini che delle regole se ne sbattono e in Parlamento ci sono stati per 15 o più anni (Veltroni, D’Alema, La Turco, Melandri, la Bindi, Castagnetti, Marini, Finocchiaro, Garavaglia, Morando, Treu…)
Fassino è entrato in Parlamento nel 1994. Ricopre cariche da 22 anni. Come mai?
Sua moglie Anna Maria Serafino entra in Parlamento nel 1987, sarà deputata altre tre volte, poi senatrice due volte.
A questo punto, il Pd il suo statuto lo può anche buttare, insieme alle altre promesse e agli altri impegni non mantenuti.
Anche Governatore di Regione per legge non si può esserlo per più di 2 volte (ma Formigoni viene candidato 4 volte, Errani è governatore tre volte e ora presidente dei fondi per Amatrice).
Ma le regole valgono solo per noi e loro se ne sbattono?

300.000 EURO LE SPESE DELLA BOSCHI PER LA SUA CAMPAGNA ALL’ESTERO PER IL SI’

300.000 euro per un sì dagli italiani all’estero. È il costo delle oltre 30 ore di volo di Stato per trasportare il ministro delle Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, nelle 5 tappe del suo tour sudamericano finalizzato all’incontro con le comunità italiane.
Ci dicono che per le tasche degli italiani non ci saranno maggiori spese: lo status di senatore consente di affrontare serenamente queste trasferte ed, essendo in missione per conto del Pd, non perderà nemmeno la diaria. Ma le spese dei senatori non le paghiamo noi? e dovremmo pagare per finalità private di partito?
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I 5 STELLE PRESENTANO UN DDL PER RIDURRE A 5000 LO STIPENDIO DI UN PARLAMENTARE

I nostri parlamentari hanno stipendi che sono 5 o 6 volte quelli di parlamentari europei. Sono i più pagati in Europa con uno stipendio lordo mensile che supera i 16mila euro, il 60% in più rispetto alle media Ue

Ogni deputato prende un’indennità parlamentare di 11.283 euro lordi a cui si aggiunge una diaria di 3.503 euro, 1.331,7 euro per i trasporti (a fronte peraltro di una spesa nulla, dal momento che viaggiano gratis su treni, autostrade, navi e aerei), 258 euro per le spese telefoniche e 41 euro per la dotazione informatica. Per i collaboratori che spesso non pagano ricevono altri 3.690 euro mensili. Totale: 19.873 euro.

Ogni senatore ogni mese riceve 11.555 euro di indennità, 3.500 di diaria, 1.650 euro per i trasporti e 4.180 euro per le spese di rappresentanza. Totale : 20.855.

Considerando solo l’indennità, i parlamentari italiani risultano più pagati d’Europa con 144.000 euro
Al secondo posto c’è l’Austria (106.583), seguita da Olanda (86.125), Germania (84.108) e Irlanda (82.065). Guadagnano ancor meno i colleghi belgi (72.017), greci (68.575) e lussemburghesi (66.432). Ancor più sotto la Francia (62.779) seguita da Finlandia (59.640), Slovenia (50.400), Cipro (48.960), Portogallo (41.387), Spagna (35.051) e Slovacchia (25.920). Ultima in classifica Malta, dove i parlamentari percepiscono solamente 15.768 euro per le spese di rappresentanza = 20.885 euro.
Qualche anno fa esplose la polemica, non si capiva come mai i nostri parlamentari fossero i più pagati d’Europa, più del doppio della Francia, quasi il doppio della Germania, 4 volte più della Spagna, a fronte poi di un assenteismo cronico per cui le assenze sono molto di più delle presenze
Loro risposero che si sarebbero adeguati alle medie europee, poi il tempo passò e non successe niente, anzi dissero che “era troppo difficile calcolare queste medie”, con ridicolizzazione evidente della verità
Ora la querelle si riaccende ad opera dei 5stelle che hanno sempre lottato per ridurre gli stipendi e i privilegi della casta.

Annamaria
Povere casalinghe di Voghera! Qualche settimana fa i giornaloni vicini a Michele Serra e alle cosche renziane di riferimento raccontavano loro della orribile Muraro (la quale al momento non ha nemmeno un avviso di garanzia), definita dal tirannello niente meno che “totalmente legata” a Mafia capitale.
Peccato (peccato per i giornaloni, per un Michele Serra in tal caso assai distratto, per le cosche piddine e per il tirannello di cui sopra) che la vera referente di Mafia Capitale e della sontuose cene pro-Renzi, finanziate con i soldi di Buzzi e Carminati, fosse l’onorevolissima Micaela Campana, fiore all’occhiello del partito di Michele Serra e del tirannello, nonché autorevole membro della commissione-giustizia della Camera: convocata in tribunale come testimone e crollata, letteralmente CROLLATA, sotto una montagna di reticenze e ‘non ricordo’, a dispetto di messaggi, documenti e intercettazioni che la inchiodano; prossima ad essere indagata per falsa testimonianza.
Povere casalinghe di Voghera! Meglio che non sappiano, che non capiscano, che non votino.
Così vogliono i tanti Micheleserra, Fabrizirondolini e Marieteresemeli che vegliano sulla loro serenità.
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Intanto però Renzi si guarda bene dal restituire i 20 milioni che Buzzi e Carminati gli hanno gentilmente donato. E la piddina Micaela Campana, componente Pd per la Commissione Giustizia, ex moglie di Daniele Ozzimo, uno degli imputati eccellenti, già condannato a due anni e due mesi per corruzione, interrogata per i suoi rapporti con Buzzi nel processo per mafia capitale, ha detto per 39 volte “Non ricordo” ed è stata perciò iscritta nel registro degli indagati per falsa testimonianza.
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La Rai aumenta lo stipendio della Littizzetto, 100.000 euro a puntata, cioè 5.000 euro al minuto. Poi a noi ci dicono che devono storpiare il Senato ed eliminare un diritto elettorale “per fare risparmi”.
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giacomo
Renzi ha detto che se vince il NO si torna indietro di 30 anni.
…Splendido!
Nel 1986…
– non esistevano i contratti cococo, progetto, jobact, da dipendente a partita iva, voucher
– si andava in pensione ad una età decorosa
– c’era l’articolo 18 e le tutele per il lavoratore
– la benzina costava £1.258 tradotto in €0,65 al litro
– non c’erano suv tra le palle
– c’erano tanti concorsi per i posti pubblici
– la rai mandava in onda film in prima visione e trasmissioni senza interruzioni di pubblicità
– non c’era il ticket nella sanità pubblica
– a 25 anni ci si poteva permettere di metter su famiglia.
– i bambini giocavano per la strada.
– Berlusconi non era in politica e Renzi era il più preso per il culo dai suoi compagni alle elementari.
-non c’era la “buona scuola”, ma la scuola era buona davvero.
Allora che aspettate a votare NO?!?
Girala per salvare le future generazioni.. abbiamo poco tempo per diffonderlo..

DOPO TANTO ACCANIMENTO ORA IL TRIBUNALE PERMETTE LA CURA DI BELLA

Torna alla ribalta la “terapia Di Bella”, il metodo per la cura del cancro che finì su tutti i giornali del mondo verso la fine degli anni Novanta, per le sue presunte proprietà miracolose poi affossate dalla scienza ufficiale.
Ebbene, il tribunale di Brindisi ha autorizzato la somministrazione gratuita a carico dell’Asl locale del multi trattamento Di Bella.
Fu l’allora procuratore di Moglie Carlo Madaro ad autorizzarne la fruibilità, lanciando una vera e propria battaglia contro le autorità politiche dell’epoca, in particolare il Ministro della Salute Rosi Bindi, che aveva negato la possibilità di cura a carico del Servizio sanitario nazionale.
Il giudice del lavoro, nel caso specifico dei giorni nostri, ha ritenuto preminente l’articolo 32 della Costituzione in materia di diritto alla salute e consentito di porre a carico del Servizio sanitario nazionale “l’onere economico necessario a permettere la somministrazione di farmaci destinati al trattamento delle situazioni patologiche di urgenza, delle malattie ad alto rischio, delle gravi condizioni o sindromi morbose che esigono terapie di lunga durata, nonché alle cure necessarie per assicurare la sopravvivenza nelle malattie croniche e che si dimostrino indispensabili e insostituibili”.
Il giudice ha così accolto il ricorso d’urgenza di un’ammalata di un grave forma di tumore al cervello non operabile e ha riconosciuto che “anche al di là della sperimentazione del protocollo MDB, nel caso di specie, ed in assenza di spiegazioni alternative, l’unica cura attualmente efficace sulla ricorrente comporta il ricorso ai farmaci previsti dal predetto protocollo MDB”.
Di Bergamo Sera

Il vero quesito del referendum: approvate il superamento della democrazia parlamentare?
Raniero La Valle (Sunto)

1: superamento del bicameralismo perfetto, due Camere che hanno gli stessi poteri: danno la fiducia, controllano l’esecutivo e fanno le leggi. Avendo entrambe la stessa dignità e la stessa centralità nel sistema, non c’è una Camera alta e una Camera bassa, tutte e due sono Camere alte. La diversa misura delle due Camere era invece la caratteristica del Regno d’Italia. Secondo lo Statuto Albertino c’era una Camera alta, che era il Senato del Regno, ed era chiamata alta perché i senatori erano nominati dal Re. La Camera dei deputati, i quali invece erano eletti dal popolo, era detta Camera bassa. Era evidente in quella concezione che il Re era l’alto, e il popolo era il basso. …Mussolini preferì fare la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. I costituenti decisero di fare due Camere, ambedue elette dal popolo e perciò aventi la stessa statura. Con la riforma proposta, c’è un rovesciamento perché la Camera dei Deputati diventa la Camera alta. In essa siederanno infatti dei deputati nominati dall’alto, ovvero dal governo e dai capi dei partiti. Il Senato diverrà la Camera bassa; e tanto bassa, che non sarà fatta nemmeno da senatori eletti dal popolo, ma da sindaci e onorevoli locali designati dai Consigli regionali. Secondo Renzi, dovendo essi venire a Roma a sbrigare delle pratiche, come già fanno i sindaci, ne potranno approfittare per passare anche dal Senato e tra una cosa e l’altra fare i senatori. Però secondo l’art.55 della nuova Costituzione il Senato dovrebbe vegliare su pressoché tutte le politiche pubbliche, valutarle e verificarle, come se fosse una sorta di “commissario politico” della Repubblica. Secondo poi l’art. 70, che ridistribuisce le competenze tra Camera e Senato, i senatori avranno ingentissime altre incombenze e per adempierle dovranno osservare una tempistica massacrante; infatti, mentre da un lato per moltissime leggi fondamentali, che restano nelle competenze del bicameralismo paritario, i senatori dovranno passare in Senato tanto tempo quanto i deputati alla Camera, d’altro lato per richiamare al proprio esame ogni altra legge e per intervenire, deliberare, proporre modifiche, fare ricorso alla Corte costituzionale, dare il loro parere quando il governo voglia sostituirsi ai poteri delle Regioni e delle città metropolitane, i senatori avranno termini tassativi ora di 5 giorni, ora di 10 giorni, ora di 15 o 30 giorni che si accavalleranno tra loro. Questo ancora nessuno l’ha detto; ma è chiaro che nel ping pong tra una legge e l’altra, tra un richiamo di una legge e un altro, tra una proposta di modifica e l’altra, i senatori per non saltare i termini dovrebbero stare a Roma molto più a lungo dei deputati, che invece possono andare a casa quando vogliono senza che a loro scada termine alcuno. E qui c’è il paradosso: una riforma che doveva addirittura istituire un Senato delle autonomie, rischia di risolversi in un una sorta di sabotaggio delle autonomie da parte del Senato.
Perciò è impossibile che sindaci di grandi città e consiglieri regionali di rilievo possano abbandonare i loro doveri d’ufficio nel territorio per installarsi a Roma correndo dietro alle leggi e alle delibere con uno scadenzario in mano. Il che vuol dire che a Roma non ci staranno affatto e perciò ci sarà un Senato ma non ci saranno i senatori, e l’attività legislativa sarà bloccata.
Allora la domanda è: non era meglio piuttosto abolire il Senato? Non lo hanno fatto. Forse i riformatori che volevano “cambiare verso” all’Italia erano troppo conservatori, forse Renzi era troppo organico alla vecchia classe politica per arrivare a sopprimere il Senato della Repubblica, e perfino per osare di cambiarne il nome, che doveva essere “Senato delle autonomie”. Quello che invece hanno fatto è stato di depotenziarlo per renderlo innocuo, per levare l’incomodo che esso arrecava ai governi. E così hanno tolto al Senato l’unico potere che veramente contava e che dava fastidio, il potere di dare e togliere la fiducia. E questo lo hanno statuito senza ambiguità e senza esitazione alcuna: con questa riforma infatti il governo esce totalmente dal controllo del Senato. Così almeno una Camera è messa fuori gioco. E perché la spoliazione fosse ben chiara, hanno tolto al Senato anche quel potere che purtroppo nella nostra cultura massimamente è rappresentativo della sovranità: il potere di deliberare lo stato di guerra che l’art. 87 della nuova Costituzione toglie al Senato e riserva alla sola Camera dei deputati.

Dopo questa uscita, il bicameralismo diventa tanto imperfetto che neanche la Camera dei deputati funzionerà più come un organo della democrazia parlamentare. La democrazia parlamentare consiste infatti nel rapporto di fiducia per cui il governo nasce e dipende dalla fiducia espressa dalla maggioranza del Parlamento. Ma nel nuovo sistema, la fiducia verrebbe data da una Camera nella quale la maggioranza assoluta dei seggi sarebbe occupata per legge dai nominati di un solo partito. Ora ci dicono che questa legge, l’Italicum, la cambieranno, quando ormai a Renzi, che può perdere, non conviene più. Però finora essa ha fatto parte integrante del cambiamento istituzionale, è stata imposta al Parlamento col voto di fiducia come premessa della stessa riforma, e la Corte Costituzionale, rinviando la decisione sulla sua incostituzionalità a dopo il referendum, l’ha formalmente consegnata al giudizio del popolo italiano. Perciò inevitabilmente il 4 dicembre voteremo insieme sia sulla riforma di uscita dal bicameralismo che sulla legge elettorale che l’accompagna, voteremo cioè sul “combinato disposto”. Dunque voteremo per un sistema in cui al governo la fiducia sarà data da una Camera di sua fiducia, con una maggioranza di deputati nominati dallo stesso governo, corrispondenti però a una minoranza degli elettori. In tal modo la fiducia al governo non sarà più un atto libero di Camere elette e rappresentative di tutto il popolo, ma diverrà un atto interno di partito, un atto dovuto per disciplina di partito.
Il bicameralismo resta, ma è la democrazia parlamentare che se ne va. Non ci sarà più una democrazia parlamentare.
Abbiamo non un progresso ma un processo di restaurazione che riporta a Mussolini.
Chi le vuole queste riforme? I mercati, gli investitori, le grandi agenzie e società del commercio globalizzato, le Banche, le Borse, la Trilaterale, i neoliberisti come von Hayek e Friedman, Washington, il Fondo Monetario Internazionale.
La Costituzione renziana è in effetti il punto di arrivo di un processo di restaurazione condotto da classi dirigenti nemiche della democrazia.
Il fulcro di questa restaurazione consiste nel trasferire la sovranità dal popolo ai mercati.
È una restaurazione che ha bisogno di poteri spicci e sbrigativi, tanto meglio se loquaci, che mettano la politica al passo coi dogmi economici, magari pregati di essere più flessibili.
Ciò comporta un blocco del pluralismo politico e richiede una società impietosa divisa in due tra vincenti e perdenti, accolti ed esclusi, necessari ed esuberi, salvati e sommersi. Per i poveri, che non hanno altra ricchezza che il diritto, è un disastro. Ed è una società che non può più ripudiare la guerra, perché la guerra è il giudice di ultima istanza nella lotta per gli interessi esterni del sistema, per le risorse e per la supremazia.
Da noi il decennio di svolta è stato tra il 1981 e il 1991, a partire dal divorzio tra governo e Banca d’Italia, fino alle picconate alla Costituzione di Cossiga, fino a Maastricht, e al Nuovo Modello di Difesa con cui l’Italia ha ripudiato la pace, ha cambiato natura e missione delle Forze Armate e dopo la scomparsa del nemico sovietico ha accettato la scelta atlantica insensata di sostituirlo con l’Islam come nemico. Da allora viviamo nella nuova conflittualità che si è aperta col Sud del mondo, e col terrorismo come nuovo nome e nuova condizione permanente della guerra.
Questo processo di restaurazione peraltro non si è concluso. Il referendum ne è una tappa intermedia. Già ci dicono che se vince il Si la riforma verrà riformata e si aprirà una stagione di ulteriori revisioni. Certo non basta un No per fermare questo processo, ma il No è condizione perché esso possa essere interrotto e rovesciato.

Cave asinus
Hanno firmato l’appello per il No tutti i più importanti e autorevoli costituzionalisti, dei più diversi orientamenti politici e culturali, fra i quali 10 presidenti emeriti e 10 vicepresidenti emeriti della Corte costituzionale. Se nessun giurista di questo livello è presente nel comitato del Sì, un motivo ci sarà.


(Dal Canada)

Ivo Serenthà
A proposito di Carnevale, oggi abbiamo potuto verificare che i Masai del Kenya, assolutamente in costume tradizionale, sponsorizzano il Sì nel referendum costituzionale. Più che creatività a parer mio, la demenza pare non abbia limiti da quelle parti.
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In Germania i detenuti in galera per reati economici e finanziari sono 8.601 (fonte fq)
In ytaglya sono 228 (fonte corsera).

MR. TAMBOURINE MAN
Rino Nania

I miei anni adolescenziali, vissuti tra gli anni settanta e ottanta, hanno avuto, come accade naturalmente in ogni generazione, una colonna sonora che ha accompagnato le idee, i sentimenti, gli innamoramenti, gli impegni che nel corso del tempo andavano presi e che ti aiutavano a crescere attraversando le esperienze di vita.
Una sorta di malinconia sprigionava nella mente di chi ascoltava un’armonia che accarezzava le meningi e che spingeva a catturare il sublime.
Il giovane Werther con Ottilia cominciava a fornire la narrazione romantica di chi, in quegli anni, cominciava ad assaporare le beatitudini del cuore.
A volte la mestizia prendeva il sopravvento per un mancato sguardo, per una visione poetica interrotta, nonostante l’effervescenza dei tempi che riusciva a mitigare lo scoramento di un momento ed esaltava le passioni che affermavano il sentire entusiastico, che si viveva sempre con il sorriso sulle labbra.
Il liceo vissuto in quella maniera dava luogo alla nostra palestra di vita, riconosceva sostanza alla sentimentale attesa del cuore che scoppiava e diveniva ipnosi collettiva anche attraverso le mille discussioni tra amici.
La vita, così, si cospargeva di quella ventata di follia che coinvolgeva cuore, mente, in cui la passione aspirava alla vitale ascensione verso vette mai attraversate prima. Nuovi traguardi si delineavano all’orizzonte e l’impegno nella politica sempre con il sorriso sulle labbra dava prova e inebriava l’esistenza divenuta ancor più bella perché vissuta dipinta di mille colori.
In tutto questo anche Bob Dylan forniva parole, musica, climax tra rock e folk in cui la realtà rurale della provincia si suggestionava attraverso la melodia che veniva da lontano e accarezzava di mille sfumature le meningi delle nuove generazioni di destra e di sinistra, alla ricerca dello spleen.
Con le parole di Bob Dylan si viveva la speranza attraverso la sua cantilena: “Essere giovani significa tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.”
Certo una sorta di ribellismo ispirava e nutriva il tutto, ma era la dolcezza che si cercava. Si combatteva, così, la battaglia dei cuori infuocati, che si univa e coniugava al romanticismo classico e creativo.
Oggi il Nobel attribuito al menestrello ci ri-mette di fronte la nostra vita, ce la fa ripercorrere ed anche attraverso il suo dire, parafrasandolo ancora una volta, abbiamo cura dei nostri ricordi, perché pur non potendoli vivere di nuovo in questa maniera coltiviamo i sentimenti, che ci rendono più belli agli occhi di chi ci sta accanto, perché abbiamo attraversato un’atmosfera che ci ha resi migliori. E senza nostalgia con questo bagaglio esistenziale siamo proiettati a vivere giorno dopo giorno e gustare ‘il meraviglioso’.

ASTENSIONISTI
Alessandro

Calamandrei: «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcuno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Non è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.

Doriana Goracci
La ministra Boschi, ieri 21 ottobre, per la manifestazione “La Calabria contro la violenza sulle donne”, ha ricordato a Reggio Calabria che le risorse per i centri antiviolenza ammontano a 31 milioni e saranno liberati entro fine anno. “Dobbiamo pensare anche alle scuole con investimenti per riaprire i centri di ascolto”. Ne prendiamo atto noi donne tutte e ricorderemo a tutto il Parlamento questa Liberazione, dovessimo ancora dimostrare la nostra resistenza.
«C’era la coperta rosa… e non avevo più stima in me stessa. Certe volte li lasciavo fare. Se mi opponevo, dicevano che non ero capace. Mi veniva da piangere. Mi sentivo una merda» Queste sono le parole che ho riportato in un articolo scritto il 12 settembre di quest’anno “Una coperta rosa” ha coperto 3 anni di stupri e ricatti su una 13enne” per una ragazzina di Melito, in Calabria, ripetutamente violentata per anni e finalmente “ascoltata” a scuola da un’insegnante a cui aveva affidato un tema e il suo dramma.
Ieri 21 ottobre 2016 apprendo che è arrivata una marea di donne alcune molto giovani e uomini, tante tante persone della “Calabria che conta”, che non soggiace alla violenza sulle donne, alla ‘ndrangheta, all’ omertà, al perbenismo, al silenzio, oltre alla già nominata Boschi, c’ erano la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi e il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio”. Da questa manifestazione partirà un progetto, un programma che coinvolgerà le scuole. Perché il più grande investimento per contrastare la ‘ndrangheta e la violenza è quello culturale. Quello che è avvenuto a Melito è un lievito che deve far crescere la nuova Calabria”, sono le parole oggi del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, intervenuto a Reggio alla manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata in seguito alla vicenda della tredicenne vittima di violenze di gruppo a Melito Porto Salvo.
“Basta ingiustizie, basta omertà. La violenza è il rifugio degli incapaci, una mancanza di vocabolario, è la ragione di chi ha torto. Oggi siamo in piazza per affermare, attraverso la nostra partecipazione, la voglia di un intero popolo di affrancarsi dalla barbarie della prepotenza machista, spesso alimentata da una mentalità ‘ndranghetista e retrograda, per affermare il diritto di ogni donna, di ogni bambina, di ogni ragazza, a vivere la propria vita lontano da qualsiasi forma di violenza fisica e psicologica. Grazie a tutti per essere qui oggi. Siete voi che fate la differenza contro l’indifferenza” parole del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.Nel 2015 sono state 128 le donne uccise in Italia, prevalentemente dal marito o dal compagno. Al 22 dicembre 2015 si evidenziava che su 411 omicidi totali, il 31,13% ha come vittime le donne e prima di arrivare all’omicidio si registrano 6.945 atti persecutori, 3.086 casi di violenza sessuale, 6.154 casi di percosse… per chi ha denunciato. Sempre nel 2015 si sono verificati 1.198 ammonimenti del Questore (in calo del 3,68% sul 2014) e 217 allontanamenti (-16,54%). Tra il 2010 e il 2014 sono state commesse 23mila violenze sessuali ma soltanto per 17 mila reati sono stati scoperti gli autori: 6 mila sono i minori vittime di violenze sessuali nel nostro paese. Volete altri numeri? “Secondo gli ultimi dati Istat (2015) in Italia sono circa 6 milioni e 788 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% è rimasta vittima di violenza fisica, il 21% di violenza sessuale, e il 5,4% di forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono, infine, 652 mila le donne che hanno subito stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri”.
Per concludere, vorrei dire che io non sapevo niente di questa manifestazione, che ho trovato pochissime foto, che non ha importanza mostrare ma ha importanza esserci state in piazza per quelle migliaia di persone giovani, con una vita davanti. Toglietevi qualcosa dai vostri “onorari e onorevoli privilegi” care e cari parlamentari, se per caso quella Liberazione dei 31 milioni dovesse tardare ancora.
Perché oltre al sostegno e all’insegnamento, alla pari relazione tra donne e uomini, ci vogliono luoghi e strutture e persone preparate all’accoglienza, come se certe donne disperate, fossero migranti che sperano di salvarsi dai ladri di vita.

THE JOUNG POPE- Serial Sky di Sorrentino
Viviana Vivarelli

E’ il POTERE un demone appollaiato sul vuoto dell’uomo. E lo alimenta

Premetto che Sorrentino non mi piace. Al di là di ‘Youth’, mi ha sempre destato reazioni irritate di intolleranza e insofferenza. Credo di avere letteralmente odiato “Le tentazioni dell’amore”, avevo continuamente l’esigenza di uscire dal cinema e andarmene; è stata una lenta tortura. E non mi è piaciuta affatto ‘La grande bellezza’. Ma questo serial, se mantiene le sue premesse, è indubbiamente un capolavoro. Credo di non aver mai visto un film simile. E’ tutto fuorché un film piacevole, tutto fuorché facile, accomodante, prevedibile o banale. E’ un vissuto da alta psichiatria e insieme una condanna politica e uno sconvolgimento morale, che rovescia qualsiasi facile credenza o dogma o aspettativa e si beffa di qualsiasi superstizione religiosa, un film che non concede nulla allo spettatore e lo squilibra psicologicamente.
Qualunque cosa uno si aspetti, viene tradita con un colpo di scena, un’azione paradossale, un guizzo isterico o sarcastico. Credo che il paradosso sia la cifra del film. Paradossi della psiche umana. Paradossi del Potere. Paradossi della Chiesa di Roma. Paradossi di Sorrentino che vuole sempre stupire, sconvolgere, scandalizzare.
Non so quanto la Chiesa possa accettare un film simile. Non mi meraviglierei se sortisse delle reazioni isteriche di condanna. Un papa ateo dovrebbe essere fuori legge.
Ho trovato questo film avvincente, scioccante, recitato in modo sublime, sconcertante, curato fin nei minimi dettagli, con una foto bellissima e degli attori supremi. Un capolavoro! La cosa più forte che ho mai visto in televisione. E insieme un tremendo pugno nello stomaco. Nulla poteva rappresentare il potere in modo più malefico e conturbante.
Il film è costruito tutto sui dialoghi, sui volti, sulle espressioni, come se non ci fosse trama o storia,ma allo stesso tempo crea un senso squilibrante di souspense, di attesa, di inquietudine,come ci si aspettasse colpi di scena sgradevoli e inquietanti.
Tutte le scene sono raffinatissime, ricostruite con maniacale precisione con un lavoro eccellente,tanto più che il Vaticano ha negato qualsiasi ingresso alla troupe,ma allo stesso tempo si avverte qualcosa di perverso, di horror, che contrasta con l’apparente sfarzo e ordine e bellezza pomposa dell’ambiente. Lo stesso vale per il personaggio del Papa che è paradossale,provocatorio e reazionario insieme, astuto e infantile,dominatore e delirante.
La mancanza del padre del bambino diventa la mancanza di Dio nell’adulto.
La sua potente accusa a Dio di non esserci e la sua invocazione ai fedeli di cercare Dio,di pensare solo a lui,di vivere solo per lui è una enorme proiezione patologica, come se una fede vissuta ossessivamente potesse creare dall’assenza spaventosa di Dio la presenza desiderata del padre.
Il film sembra la proiezione patologica di una ossessione edipica. Sta tra il dramma d’anima e un giallo demoniaco. Dal rigore alla follia.
Come ha scritto Jay Weissberg: «Lenny [Pio XIII] non farà mai niente di prevedibile. E nemmeno Sorrentino: la sua capacità magistrale nel comporre le immagini e il suo caustico umorismo ci sono, ovviamente; ma dove ci porterà il regista con i suoi viaggi nell’immaginazione rimane una fonte infinita di incantevole sorpresa».
Ho trovato Silvio Orlando più bravo che mai, finissimo nel suo ruolo di grande maneggiatore politico messo nell’angolo da un potere più forte del suo, che non riesce a gestire e che combatterà, lo si capisce, come un astuto detective può combattere un potere oscuro che non capisce ma che gli si contrappone, come un potere delirante e diabolico può contrapporsi a una furbizia mondana che tenta di ridurlo alle proprie coordinate, mentre il delirio del potere risponde a un disordine più alto, inafferrabile, enigmatico e tenebroso.
Ma tutti i personaggi, da suor Mary ai Cardinali minori, sono ritagliati in maniera sarcastica e dissacrante. Da nessuna parte c’è la minima traccia di ossequio alla Chiesa o alla fede religiosa. In verità la fede religiosa è la grande assenza in questo grande affresco d’anima. E il film risulta una condanna feroce, durissima, sferzante di qualsiasi luogo comune, di qualsiasi ipocrisia diffusa. Un film vuoto di Dio, vuoto d’anima, vuoto di Bene. Il suicidio di qualsiasi Chiesa di Potere.
Se Fellini era il sogno visionario nella sua leggerezza,
Sorrentino è l’incubo e il delirio ossessivo nel suo rigore demoniaco.
Il senso ricorrente delle sue opere è la tortura del vuoto, vuoto d’amore in una storia d’amore, vuoto di bellezza interiore in un mondo di bellezza esteriore, vuoto dell’azione criminale fine a se stessa in un film d’azione, vuoto, qui, di senso religioso e di fede in un film sulla Chiesa. Questo vuoto risuona profondo come una condanna a morte sulla faccia del mondo. Un vuoto che echeggia altri vuoti nelle menti decerebrate.
Qualcuno ha cercato in questo film degli stereotipi felliniani. Credo che Sorrentino se ne infischi proprio di fare film felliniani o che somiglino a quelli di qualsiasi altro regista. Egli insegue un proprio ideale di perfezione che si muove attraverso una ricerca formale rigorosa ma angosciosa perché priva del concetto del Bene ritrovato.
Né mi pare che questo personaggio possa essere paragonato ad altri di Sorrentino. La sua ambiguità, la sua forza e insieme la sua debolezza, ne fanno una figura diabolica, oscura e imprevedibile.. e in questo Jude Law è insuperabile.
Questo non è un Papa.
E’ un anti-Papa, demoniaco come potrebbe essere un Hitler.
E con lo stesso lato grottesco e inquietante coi suoi lati ridicoli e di delirio.
E’ il fascino del Male all’estrema potenza, la Bellezza assieme alla Maledizione, il Potere assieme alla Distruzione. Il massimo interprete divino per un Dio che per lui non esiste.
Un Papa che uccide Dio nel momento stesso in cui distrugge l’Uomo e che distrugge l’Uomo in se stesso nel momento in cui pone se stesso come Dio, il Dio dell’oscurità e della non comprensione, il Dio che si realizza come solo Potere, il dio alieno che nessun uomo potrà capire mai.
E con questa interpretazione demoniaca Sorrentino ha fatto un anti-film, diverso da qualsiasi altro film storico o metaforico si potesse fare sul Potere dentro la Chiesa.
Sicuramente non un film per gente piccola e banale.
Non un film piacevole o facile da capire.
In quanto alla posizione patologica del protagonista, l’uomo nasce nel riconoscimento del padre. Ove questo manchi, si aprono due possibilità: o la sua proiezione viene rifiutata nello Stato, nella Chiesa o in Dio, o l’autorità viene introiettata e l’uomo cerca di rinascere dilatando se stesso come padre e cercando una posizione di potere che riempia il vuoto mancante.
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Peter Bradshaw del Guardian ha scritto che certe parti di The Young Pope gli hanno ricordato le scene comiche di Habemus Papam di Nanni Moretti. Bradshaw ha poi aggiunto: «In tutto si vede la firma di Sorrentino: la superba composizione delle inquadrature, le scene di gruppo silenziose e stilizzate, la musica elettronica ambientale e sognante, uno stordito senso di assenza di peso, un sentimento che sta da qualche parte tra la meraviglia e l’ansia».
Io non sono d’accordo con questa mania di confrontare Sorrentino con Moretti o Fellini. Non mi pare che abbia nulla della vena visionaria e magica di Fellini, né dell’ironia sentimentale di Moretti. L’unico paragone che mi verrebbe di fare è col teatro greco o con quello shakespeariano, sospesi fuori del tempo, nella fissità di un solo tema che è tanto intrinsecamente patologico quanto passibile di assoluto. E io non ho provato meraviglia o ansia, ma inquietudine, turbamento, malessere. I personaggi sono archetipi, grandi figure che incarnano vizi o caratteristiche assoluti della psiche umana. Questo li scioglie dalla storicità per farne modelli universali. “The young Pope” funziona come un’opera del teatro tragico greco o del Kabuki o del teatro oggettivato e spersonalizzato di Brecht. Aristotele diceva che il teatro è catartico, cioè permette allo spettatore di proiettare sulla scena i propri conflitti personali e, ciò facendo, li oggettiva, li stacca da sé e ne guarisce. Credeva nella terapia attraverso il teatro dei grandi conflitti dell’anima (intesi come intrapsichici) e ci credeva a tal punto da consigliare il teatro come attività civile, sponsorizzata dallo Stato. E non c’era ateniese che lo avrebbe criticato così come fa oggi qualcuno con ciò che non capisce. Forse allora il distacco dell’uomo dalla propria psichicità era meno profondo e non mostrava l’alienazione presente.
Un’opera cinematografica o televisiva può essere pedagogica o catartica esattamente come lo era il teatro greco classico.
Sorrentino usa la categoria del ‘disorientamento’, della ‘destabilizzazione mentale’, del ‘sovvertimento dei valori’, del ‘rovesciamento delle attese’.
In questo senso può risultare repulsivo. Si tende a scappare da ciò che rompe con le nostre categorie fossilizate perché ciò genera insicurezza.
Ma proprio questa è la sua originalità.
Il cinema di Sorrentino funziona allo stesso modo. Prende temi universali della psiche umana, che possono stare benissimo fuori dalla storia e non hanno bisogno di una trama e ne fa un teatro d’anima, esasperando al massimo vizi umani in modo psicoanalitico potente e destrutturante. Molto interessante!
Che il serial piaccia o no è secondario. Ciò che conta è che faccia discutere, che smuova qualche reazione nello spettatore, che scandalizzi. Poi ognuno produrrà ciò che è secondo il grado presente della sua evoluzione e ci sarà comunque un sommovimento di pensiero interessante e proficuo. Il film è destinato ad essere uno scandalo.
Dal web: “La parola scandalo deriva dal greco “skàndalon”, che significa “ostacolo”, “pietra d’inciampo”. Uno scandalo è l’effetto di un’azione che, una volta divenuta di pubblico dominio, causa un turbamento della sensibilità morale pubblica, e ciò accade prevalentemente nei tre perni fondamentali dell’umanità: sesso, denaro e potere. E su questo siamo in pieno con Beaudelaire che diceva: “Dio è scandalo, uno scandalo che dà profitto.” Io dico che siamo talmente anestetizzati e conformati che lo scandalo può essere un’ottima occasione per rimettere in discussione tutto.
Lenny: “Se mio padre non esiste, io non esisto. Ma se assolutizzo Dio, anche io esisterò“.
Il suo dramma personale diventa il dramma universale del Potere che, non essendo figlio di nessuno, deve celarsi nell’ombra e generare degli assoluti per asservire l’umanità o distruggerla. Si pensi ad Hitler, la cui patologia psichica si è riversata sulla storia.
Lenny dice: “Provatemi che Dio non esiste!” In realtà il modo con cui intende esercitare il gigantesco potere che ha è il suo assassinio di Dio.
In un mondo così incoerente, l’esistenza di Dio non sarebbe una cosa più folle della sua non esistenza.” (Georges Duhamel)
Mi pare evidente che di archetipi in queste prime due puntate ne vediamo due:
-l’assenza del padre che poi è l’assenza di Dio
-e il potere, che è potere assoluto quando può cambiare la testa della gente, cioè se può manipolarti al punto da creare le tue credenze fidestiche come distruggerle
Buono il riferimento ad Eschilo, il cui archetipo è ‘morte ed espiazione’
Copio: “Il tema della colpa e dell’espiazione ha un rilievo centrale nell’universo tragico eschileo: Serse paga con l’umiliazione della sconfitta contro i Greci la sua cieca sete di dominio (Persiani); Eteocle e Polinice, figli di Edipo, spinti dall’odio a una guerra fratricida, scontano con la morte, l’uno per mano dell’altro, l’antica maledizione che incombe sulla loro famiglia (Sette contro Tebe); Prometeo, ribelle a Zeus, è incatenato a una rupe del Caucaso ed esposto a indicibili sofferenze (Prometeo).

L’archetipo agisce nei personaggi giganteschi come nei microtipi
Ma il massimo risultato del potere si conserva nella manipolazione mentale e nella omologazione a un modello imposto dall’alto che può rovesciare tutte le tue categorie ma a cui tu credi per la legge dell’obbedienza
In forma molto più riduttiva e meschina, l’opera di un renzi che distrugge i valori della sx e li converte in una adesione incondizionata nel neoliberismo è simile, molto molto in piccolo, a questo Papa che rovescia ogni fede in un Dio buono e amorevole a servizio dell’uomo e distrugge l’uomo per glorificare la maschera oscura e inquietante del potere che nel caso di renzi è il potere finanziario..
La manipolazione mentale e l’omologazione ad un modello imposto dall’alto.
Il potere prende ciò in cui credi e lo comverte nel contrario.

Consigliata da Piero:
Youtube: Mantova Lectures: Alessandro Baricco, Dante, Kant e la mappa della Metropolitana di Londra
Io adoro le mappe. Se uno capisce una cosa e un altro ne capisce un’altra, possiamo scambiarci l’informazione e sopravvivere”. (Baricco)


(se questo video non lo vedi, cercalo su google)

FRASI DI OGGI

Le frasi di oggi me le manda la mia amica Annarita dalle Canarie:

Se cercate idee creative andate a piedi. Gli angeli sussurrano a uomo quando va a fare una passeggiata
(Raymond I. Myers)

Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi
(Italo Calvino)

“Non c’è tristezza che, camminando, non si attenui e lentamente si sciolga”
(Romano Battaglia)

Non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata… ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene
(Bruce Chatwin)

RIDERE
Una mattina un fiorista andò dal barbiere per un taglio di capelli.
Alla fine, chiese il conto, ma il barbiere rispose: “non posso accettare denaro da lei perché questa settimana sto facendo un servizio alla comunità”.
Il fiorista ringraziò della gentilezza e uscì. E il mattino successivo il barbiere trovò un biglietto di ringraziamento e una dozzina di rose alla porta del suo negozio.
Più tardi un poliziotto entrò a farsi tagliare i capelli e quando chiese di pagare, il barbiere disse anche a lui: “non posso accettare denaro da lei perché questa settimana sto facendo un servizio alla comunità”.
Il poliziotto ne fu felice e il mattino successivo il barbiere trovò un biglietto di ringraziamento e una dozzina di ciambelle alla porta del suo negozio.
Venne quindi un Membro del Parlamento, anche lui per il taglio dei capelli.
Quando passò alla cassa, anche a lui il barbiere ripeté: “non posso accettare denaro da lei perché questa settimana sto facendo un servizio alla comunità”.
Molto contento il Membro del Parlamento se ne andò, e la mattina successiva, quando il barbiere andò ad aprire il negozio, trovò una dozzina di Parlamentari accompagnati da rispettivi famigliari e amici in fila per il taglio dei capelli.
Questo, cari amici, chiarisce la differenza fondamentale tra cittadini e politici.
RICORDIAMOCELO: POLITICI E PANNOLINI VANNO CAMBIATI SPESSO E PER LA STESSA RAGIONE!
Fabio T
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http://masadaweb.org

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  1. L’ORIGINE DELL’UNIVERSO IN FONDO AL CUORE DI UN BAMBINO

    Se la risposta all’interrogativo sull’origine dell’universo fosse, per l’umanità, una questione di vita o di morte, le sole persone alle quali dovremmo opportunamente evitare di chiederlo, sono gli scienziati e i ricercatori. Questa categoria di moderni cialtroni e venditori di fumo in camice bianco, sono stati in grado, nel solo arco di mezzo secolo (e dobbiamo dargliene atto) di trasformare questo pianeta, da sempre immacolato, in un super mercato dell’orrore surclassando così, ogni guinnes dei primati in fatto di catastrofi indotte dall’azione dall’uomo. Tutta quella infinita lista di minchionerie che sono state codificate nel tempo come verità, conoscenza e punti di riferimento storici e di progresso (partendo dalla preistoria a oggi), non sono che l’effimera risultanza di una morbosa curiosità figlia di un retaggio infantile, che non ha prodotto alcun vantaggio reale e concreto ne agli individui ne tanto meno all’ambiente. Contrariamente alle supposte intenzioni, tali scoperte si sono rivelate, nei fatti, drammaticamente nefaste, mortificando l’essere umano nella sua dignità e ancor più grave, azzerando in lui ogni principio etico, valori morali e ragionevolezza. La perdita, poi, della spiritualità e del timor di Dio, ha confinato l’uomo moderno dentro la logica di un ateismo frustrante.

    La “legge di conservazione della massa” di Lavoisier, “la teoria della gravitazione universale” di Isaac Newton, “la teoria della relatività” di Einstein (per fare tre esempi illuminanti), non hanno contribuito in nessun modo a semplificare la vita degli individui. All’opposto e, com’era prevedibile, tutto questo baraccone tecnologico si è rivelato una bufala, trasformando la nostra quotidianità in un inferno caotico e maleodorante e limitando la nostra libertà e l’autonomia. Questi sono i motivi, della nostra moderna infelicità, risultato di un persistente e pungente disagio esistenziale e di un atto di suprema ingiustizia.

    Quali reali vantaggi sono scaturiti dalla scoperta della forza di gravità?
    Possiamo definirla una “scoperta”? Sono forse una scoperta, l’aria, l’acqua o la luce del sole? Sarebbe come affermare che è stata scoperta la vita e la morte, visto che, in assenza di gravità, nulla di tutto ciò potrebbe esistere.
    La teoria della relatività (calderone di congetture, ipotesi e di moderne alchimie), non ha prodotto alcun reale e pratico vantaggio, in termini di quotidianità. Al contrario, ha vanificato le già poche certezze degli uomini, e stimolato l’arsura di profanazione degli emeriti colleghi dell’autorevole scienziato.
    La bomba atomica – con i suoi effetti devastanti – é il paradigma di come, la stupidità e la curiosità, siano, oggi, sinonimo d’intelligenza e di consapevolezza dell’uomo relativo.
    Il “mea culpa” tardivo di Albert Einstein è apprezzabile ma, deplorevole, la sua vanità, inconsapevolezza e l’assenza di etica.

    Anche i più stupidi sanno che avvicinando una palla di neve, al caldo di una stufa, questa, si scioglierà, trasformandosi in acqua. L’aforisma di Lavoisier “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” non solo è una banalità, ma, in parte, non corrisponde alla realtà. E mi spiego! Se fosse come dice il simpatico Antoine, avremmo risolto il problema dei rifiuti industriali, tossici, speciali, radioattivi, cancerogeni e per questo mortali.
    Una tale altisonante affermazione, per avere un senso e un riscontro, deve essere attinente con la realtà del presente o, perlomeno, rientrare dentro uno spazio temporale, che chiamerei ragionevole. Usare il tempo infinito come parametro delle proprie affermazioni, è un maldestro sotterfugio. Chi potrebbe appurare, poi, che quanto affermato, sia veramente accaduto?
    All’infinito tutto è possibile, anche se personalmente credo che, tanto del tutto, non si trasformi.
    Più esattamente, Antoine Lavoisier, avrebbe dovuto affermare che: “In genere, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e, se caso mai, questo non accadesse, io, Lavoisier, ho trovato il modo per ovviare ad una tale anomalia.”
    Allora si! Antoine, avrebbe fatto la più grande scoperta della storia moderna.
    I rifiuti speciali, pericolosi e radioattivi, diversamente, rimangono tali, dispersi a pioggia sul territorio del nostro bel paese, o nelle profondità dei mari.
    Il piccolo Albert Einstein, in seguito, dopo avere scientificamente appurato che una palla di neve a contatto con il calore di una stufa rovente, si trasforma in acqua, decide, seduta stante, di sedercisi sopra, a conferma della relatività del tempo.

    A parte l’ironia, l’errore di base di questi tre grandi e indiscussi geni della scienza, sta nell’avere voluto applicare la filosofia alla sperimentazione pratica che, nel superamento dell’impianto etico ha degenerato in violazione e profanazione, con tutte le conseguenze del caso.
    E’ nella filosofia pura che l’essere umano raggiunge le vette più alte della conoscenza e del sapere, ed è attraverso il ricorso alla sperimentazione scientifica che ne infanga il suo fine ultimo: il bene comune.
    Nel frattempo, la solita banda di scienziati e ricercatori, al soldo del potere economico, ci parlano di una cellula virtuale in grado di riprodursi, e di un fantascientifico acceleratore di particelle capace di generare, in un laboratorio (della lunghezza di 27 km alla profondità di cento metri e dai costi incommensurabili), le cause relative all’origine dell’universo. L’oramai famoso “bosone” in maniera irriverente e blasfema, viene confidenzialmente chiamato, la “particella di Dio”.

    Una scienza che sa tutto sui pesci, e tutto sui mari quando, di pesci non ce ne sono più, e ì mari sono cloache a cielo aperto – sa tutto dei ghiacciai, quando i ghiacciai marciscono e si squagliano – tutto di ogni cosa, quando ogni cosa si estingue. Una scienza che manda giocattolini miliardari su marte, in nome di qualcosa che chiama progresso, e aggiunge: “Presto lo colonizzeremo.” Una scienza che definisce conquiste le atrocità e, bombe intelligenti, le armi di distruzione di massa. Una scienza che ha prodotto masse di poveri invasati e idolatri sottomessi ai miti dell’intrattenimento, e operai dell’Ilva di Taranto che schiattano di tumore per mille euro al mese, nella più totale indifferenza di tutti. Un scienza dell’illusionismo che sa fare tutto, tranne ciò che serve veramente all’uomo. Una scienza che, da cinquant’anni, chiede soldi ai cittadini per la ricerca, e ti ammazza ancora con il cobalto.
    In un tale mondo, non c’é posto per la giustizia, la libertà e la felicità poiché tutte, congiuntamente, possono solo germogliare al sole di quelle società, epurate da ogni elemento scientifico e tecnologico.

    L’origine dell’universo è un segreto chiuso in fondo al cuore di un bambino e, solo la forza dell’amore, lo potrà rendere palese.

    Gianni Tirelli

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 26, 2016 @ 4:42 pm | Rispondi

    • Ho scoperto solo oggi, 26-10-2016 i tuoi splendidi commenti.
      Mi meravigliavo che nessuno commentasse mai ma la colpa era mia che non sapevo dove guardare.
      Ora li leggerò tutti e li posterò uno a uno nei miei Masada sul blof ufficiale masadaweb.org
      Grazie del piacere che mi hai dato nella lettura e ancora mille scuse per la mia sbadataggine
      affettuosamente
      viviana

      Commento di MasadaAdmin — ottobre 26, 2016 @ 4:43 pm | Rispondi

  2. Lettera di Aurora
    Ho fatto dei files delle tue e mail piu’ significative. Io ho bisogno di leggere rileggere assaporare. Ho appena riletto il tuo masada su alda merini che conoscevo poco e ne rimango sempre affascinata.

    E’ stata picchiata dal marito e dice che per fortuna adesso (al tempo suo) le donne non si fanno piu’ picchiare e non ho potuto fare a meno di pensare che adesso non solo sono picchiate ma si fanno ammazzare, ne ammazzano quasi una al giorno.

    Ti ho mai detto che mi e’ piaciuta molto la tua poesia sulla solitudine che ti irrompe dentro?

    Non scrivo molto perche’ la mia mente e’ vuota e le parole non vengono ma oggi ho deciso comunque di scriverti perche’ non voglio che pensi che ti dimentico. Non lo farei mai anche per che’ tu con i tuoi scritti elargisci tesori con una generosita’ indicibile.

    Nerina, una delle mie gattine che nutre un feeling speciale per me, mi ha lasciata sbalordita con una sua scena di gelosia. Saltata via un attimo dal suo posto preferito nell’incavo del mio braccio, ha addentato poi sul collo la Lucrezia che nel frattempo si era installata al suo posto, e ho dovuto staccarla di forza fra i miagolii disperati di Lucrezia. Poi si e’ messa in agguato sulla sponda del divano pronta a impedirle di risalire su.

    Perche’ si dice che gli animali non sono che degli animali, i piccioni non sono che dei piccioni, come come se fossero esseri di nessuna importanza? Ogni qualvolta mi sono trovata a convivere con degli animali, vedi piccioni e gatti, mi si e’ dispiegato davanti un mondo di meraviglia. Se soltanto imparassimo ad ascoltare, a guardare, a frugare la fuori fuori da noi ci accorgeremmo che tutto interagisce, tutto parla tutto si esprime e la magia sta nel carpire l’energia che emana dal tutto: persino le pietre parlano, si e’ detto, e le mie pietre raccolte qua e la’ lo possono confermare. A qualsiasi animle si puo’ parlare con semplicita’ di intenti e quelli ascoltano

    Ti abbraccio forte

    aurora

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 26, 2016 @ 5:04 pm | Rispondi


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