Nuovo Masada

ottobre 10, 2016

MASADA n° 1794 10-10-2016 GLI IDEALISTI E I FURBASTRI

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MASADA n° 1794 10-10-2016 GLI IDEALISTI E I FURBASTRI
Blog di Viviana Vivarelli

Armi di distrazione di massa – La J P Morgan e gli ordini di riformare la Costituzione – La deriva autoritaria – Perché Renzi favorisce la corruzione invece di combatterla- Dire democrazia non basta – La democrazia parlamentare classica è in crisi profonda in tutta Europa – Crisi politica europea – La balla delle leggi lente – La mutazione antropologica del csx – Dalle balle ai fatti – Le sciocchezze di Renzi – E’ falso che la riforma non tocchi il Presidente della Repubblica – Dov’è lo statuto delle opposizioni? – 10 domande per Renzi – Le Costituzioni e il sistema finanziario – Il maggior rischio economico ed europeo sono Italia e Portogallo – Travaglio a Renzi – La verità sul referendum- Chi è per il Si’

Crozza
Al referendum sulla riforma costituzionale ci saranno da parte quelli che voteranno “SI” e dall’altra quelli che l’ hanno capita.”
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L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono”.
(Giuseppe Prezzolini)
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MacFerrin
La ministra Maria Elena Boschi difende a spada tratta la riforma costituzionale: “Riduce la burocrazia, non la democrazia.”
Tradotto: secondo Miss Boschi, l’esercizio del voto è burocrazia, non Democrazia.
IO VOTO NO

Il furbetto guarda in basso
L’idealista guarda in alto
I loro sguardi non si potranno mai incontrare
L’idealista pensa che il furbetto sia un corrotto
Il furbetto pensa che l’idealista sia un ingenuo
C’è chi cerca solo un vantaggio materiale per se stesso o si attacca ai presunti vincenti proiettandosi in loro o godendo delle briciole che il potere può offrirgli
C’è chi cerca dei valori per tutti e non si attacca a nessuno, perché l’ideale trascende le persone e i successi personali
Il furbetto sta sotto padrone. L’idealista al massimo cerca un ispiratore
Inutile chiedersi chi dei due sia più libero.

C’è chi capisce solo la furbizia.
La furbizia è la prostituzione dell’intelligenza.
Ma capisco che chi prostituisce in tal modo la propria intelligenza sia totalmente inabile a capire il valore di un ideale.
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ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA- ILBISPENSIERO
Viviana Vivarelli

La riforma è una potente arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione del Paese reale dai veri e gravissimi problemi economici, politici e sociali nati con l’euro e con l’assoggettamento dell’Italia agli ordini del Fm e della Bce.
E’ un’arma di distrazione di massa, come il Ponte sullo Stretto.
Come le Olimpiadi.
Ma la riforma ha anche un altro gravissimo fine: accentrare al massimo il potere nelle mani di uno solo e dei suoi yesman ed limitare l’esercizio della democrazia. In tal modo sarà più facile a chi comanda l’Italia avere l’esecuzione immediata dei suoi ordini, che, provenendo da cricche capitaliste, non sono mai state e non saranno mai a favore dei cittadini o del progresso del Paese. E’ infatti più facile corrompere solo uno che avere a che fare con la volontà democratica di un popolo che potrebbe anche capire il gioco sporco dei grandi capitalisti occidentali. Per questo il capitalismo ha sempre odiato la democrazia come la morte e ha sempre fatto di tutto per combatterla, reprimerla e sotterrarla.
La realtà fattuale sta negli ordini dati dalla maggiore banca d’affari americana, la J P Morgan, società finanziaria con sede a New York, leader nei servizi finanziari globali, che, per servire il neoliberismo sfrenato di una cricca di capitalisti, intende saccheggiare l’Italia così come ha già fatto con Argentina e Grecia, e come ora vuol fare con Italia e Portogallo. Ovvio che il progetto riesce meglio infiltrando nella presunta sx un servetto affidabile come Renzi con le sue riforme che assommano in lui ogni potere, distruggendo di fatto la democrazia rappresentativa.
Sembra quasi impossibile capire come persone che ancora dicono di essere di sx abbiano dimenticato la grande lotta tra capitale e lavoro, tra profitto e diritti civili, tra reazione e democrazia. Non si riesce nemmeno ad accettare come queste stesse persone non riescano a vedere il gioco sporco che viene ordinato dai grandi gruppi capitalisti per depredare i popoli di beni e di diritti avvalendosi di organismi esecutivi come il Fm, il WTO, la Bce, la Commissione europea…Eppure è tutto lì chiaro come il sole. Ma i media orwelliani sono riusciti a plagiare la testa della gente e a convincere troppi che i fascisti sono proprio quelli che si oppongono al gioco sporco e corrotto di banche e finanza, protetto subdolamente da un governo che ora ha addirittura legalizzato i fondi neri nei paradisi fiscali, come ieri ha sostenuto Juncker, il maggior protettore di evasori europei. I media hanno convinto troppi che i fascisti sono proprio quelli che lottano per allargare la democrazia dal basso e non chi come Renzi procede come un bulldozer a tagliare diritti elettorali, diritti del lavoro, diritti civili, giustizia e stato sociale. Insomma, come in Orwell, il bis pensiero comanda che l’autoritarismo sia democrazia, che la distruzione di diritti dei lavoro sia chiamata economia, che l’annientamento dello stato sociale appaia come progresso. E una schiera di nanetti a libro paga si affanna ogni giorno a difendere il bispensiero e a confondere la testa della gente.

CHI CI DA’ GLI ORDINI: LA J P MORGAN

Il 28 maggio 2013 banca Jp Morgan pubblicò un rapporto in cui affermava la necessità di intervenire politicamente a livello locale presso gli Stati del Sud Europa per consentire ai governi riforme strutturali improntate all’austerity, arrivando in particolare a definire le Costituzioni democratiche come «inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea», in quanto mostrano una «forte influenza delle idee socialiste», per cui i sistemi costituzionali presentano «governi deboli nei confronti dei parlamenti e nei confronti delle Regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori e difesa dello stato sociale in aiuto al cittadino». In particolare, La JP Morgan lamenta che vi sia «la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo», per cui ogni opposizione deve essere stroncata.
Questa banca americana è responsabile di aver impestato l’Occidente con i derivati e di aver prodotto la crisi economica del 2008.
A questa cricca di magnati e finanzieri la democrazia dà veramente noia, come nella storia è sempre stato, perché la democrazia è la difesa dei diritti dei popoli, mentre il capitalismo è sempre stato il peggiore nemico dei cittadini e ha sempre mirato a renderli servi, sudditi e schiavi. Dietro i suoi ordini, è stato perpetrato in Europa un tentativo massiccio di distruzione delle democrazie popolari, riducendo i diritti e le tutele dei cittadini. Ed è esattamente ciò che Renzi fa secondo gli ordini ricevuti, ed è esattamente per ubbidire a quegli ordini che è stato nominato e infiltrato nel csx dietro comando di Napolitano. Per questo egli avanza nella sua opera di distruzione della democrazia, cancellando 2 diritti elettorali, facendo un Parlamento di nominati, imbrigliando la stampa, aggiogando i giudici, depenalizzando i reati finanziari, assolvendo i politici corrotti. La cricca ipercapitalista vuole eliminare lo stato sociale per arricchire banche e assicurazioni (ed è quello che Renzi sta facendo), vuole cancellare i diritti del lavoro, protegge i paradisi fiscali e i soldi in nero (depenalizzazione Renziana appena fatta che li ha sdoganati).
Qualcuno si è accorto che, sempre in onore delle grandi cricche di potere capitalista occidentali, Renzi ha legalizzato l’esportazione di capitali neri nei paradisi fiscali che ora non è più reato? E credete che uno che fa questo sia ancora della parte dei popoli, dalla parte del diritto, dalla parte della democrazia?
Dunque una riforma dettata dalla J P Morgan,
caldeggiata dalla massoneria turbocapitalista occidentale
e dagli stessi organi esecutivi del capitalismo che hanno portato a rovina coscientemente Argentina e Grecia, in odio alle strutture democratiche

Quando i diritti elettorali sono dimezzati
quando i diritti del lavoro sono annullati
quando lo stato sociale viene saccheggiato
quando il territorio è ignorato
quando si tolgono agli enti locali i loro poteri amministrativi per rimettere tutto nelle mani di uno solo
quando il Parlamento diventa per due terzi formato da nominati
quando al posto di un sistema legislativo se ne mettono 12 così che alla fine sarà solo il premier a legiferare a forza di decreti mentre il Parlamento, vero organo di rappresentanza diretta del popolo, sarà paralizzato
quando si servono gruppi di potere capitalista e non i cittadini
quando si squarta la democrazia e la si porta a un sultanato…
non si parla di semplificazione della Costituzione, ma di DISTRUZIONE.
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LA CADUTA DI RENZI

La vittoria del No non è la condizione necessaria per la caduta di Renzi che resisterà per non andarsene, ma sarà per lui comunque una debacle colossale. E’ stato davvero rivoltante vedere come, dopo aver promesso che in caso di sconfitta non solo si sarebbe dimesso ma avrebbe addirittura abbandonato la politica, con la massima disinvoltura e indecenza abbia voltato la fritta, dicendo con finto candore. “Mi sono sbagliato! Ho fatto un errore! Tutti possono sbagliare. Non mi dimetto più!” Davvero un uomo affidabile e leale, la cui parola vale meno del due di picche, ma ha lo stesso peso di un cialtroncello qualunque.
Dunque non se ne andrà, ma il suo ‘carisma’ è in declino, ormai gli image maker lo consigliano di farsi vedere meno in televisione e di ritirare quell’oca della Boschi che di frasi scioccherelle e ridicole ne ha dette fin troppe e che ormai è pane per gli umoristi. Al massimo i poteri neri lo cambieranno con un altro spettacolante, un’altra Vanna Marchi più gradita, seguendo sempre lo schema del piazzista piacione e facendogli fare la fine di Monti e di Letta. La sorte di Renzi, che vinca o no, è orma compromessa. I suoi capi ufficiali, la Merkel in testa, non lo usano nemmeno più. Fanno a meno di lui, come la pedina che ha fatto il suo gioco e ora si mette fuori la sponda. Il nulla qualunque. La sua funzione è esaurita. Renzi si è prestato a un gioco e gli effetti disgraziati non li vede solo chi ha le fette di prosciutto sugli occhi: corrotti e rinnegati.
Ma per i cittadini onesti combattere per difendere quel che resta della democrazia è un dovere imprescindibile. La guerra della democrazia contro il capitalismo perverso è fatta di tante battaglie. E questa è una delle più importanti. Non possiamo assolutamente perderla. E’ stato fatto ormai troppo danno ai popoli europei perché possiamo permettere a questa teppaglia capitalista di portare avanti ancora il loro progetto di potere autoritario e fascista.
Infiltrare Renzi in un csx che di sx non aveva ormai più niente e contava vili traditori come Zanda e opportunisti come Bersani o spiriti fiacchi come Civati è stata una furbata che ha confuso gli spiriti semplici, ma resta comunque un piano di tradimento del nostro Paese che non possiamo tollerare più a lungo.
Renzi è un degno rappresentante del bispensiero orwelliano, per cui il fascismo è democrazia, perdere i diritti del lavoro è progresso, cancellare i diritti elettorali è democrazia…Renzi è il maestro del pensiero doppio. E ne abbiamo avute abbastanza prove per sopportare oltre la sua codardia e la sua doppiezza.

Le Olimpiadi non si faranno mai.
Il Ponte sullo Stretto non si farà mai.
Questa riforma manderà in vacca il Parlamento perché non è funzionante e aprirà infinito contenziosi, essa è puramente pretestuale, fa parte delle armi di distrazione di massa sventolate dai media, così come l’accanimento contro la Raggi, affinché il popolo bue pensi ad altro e non si accorga che siamo l’ultimo Paese d’Europa, che la nostra economia va malissimo, che siamo comandati dalle banche d’affari americane, che le banche italiane sono vicino ad un grave fallimento, che Renzi ha peggiorato tutto, che la democrazia è a rischio…
Dopo l’attentato a Togliatti, che cosa evitò una rivoluzione civile? Bartali che vinse la tappa.
Con l’attacco ossessivo e delirante alla Raggi hanno cercato di nascondere i loro misfatti.
Perché Renzi non restituisce i milioni che ha ricevuto da Buzzi e Carminati?
Perché Marino è stato massacrato per degli scontrini poi archiviati e abbiamo dovuto vedere la vergogna di un Capo di Governo che sfiducia un sindaco democraticamente eletto davanti a un notaio, mentre lo stesso Capo di Governo ha secretato i propri scontrini e ha fatto una legge apposta per depenalizzare il proprio reato di danno all’erario dopo che questo era stato già condannato in primo grado?

PERCHE’ RENZI FAVORISCE LA CORRUZIONE INVECE DI COMBATTERLA?

Hanno archiviato o assolto tutti i corrotti degli enti locali che avevano rubato sulle note spese. Renzi ha addirittura legalizzato l’esportazione di denaro sporco nei paradisi fiscali. Non si fa nulla per estromettere dalla politica e dai luoghi di potere i corrotti.
Quanto costa la corruzione agli italiani? Negli ultimi tre anni il male è cresciuto del 74%.
585 miliardi di euro, è il differenziale tra i costi della corruzione in Italia e i costi in Germania (calcoli del professore dell’Università di Bologna Lucio Picci). Un male da non sottovalutare, che soffoca lo sviluppo e vanifica gli interventi di politica economica. Un ammontare che se fosse ridistribuito agli italiani, farebbe aumentare il loro reddito pro capite di 10.607 euro all’anno (Sole 24 ore).
La mole dei corrotti protetti dai Governi non ha fatto che aumentare. E’ dunque chiaro perché dia loro tanta noia il M5S e che, malgrado l’accanita campagna di stampa contro la Raggi o Grillo o Di Maio, ci siano degli italiani che hanno voglia di votare per delle persone oneste e pulite.

VOGLIAMO
una democrazia allargata e non ristretta
potere degli elettori di cacciare i politici corrotti
nessun candidato con la fedina penale sporca
immediata riduzione degli stipendi e dei superstipendi alle medie europee
nessuna coalizione ma soglia alta per eliminare i partiti troppo piccoli
divieto di candidarsi in più circoscrizioni
abolizione delle Regioni a statuto speciale
immediata cacciata dei politici che delinquono
no a lobbye, banche, banche d’affari straniere, poteri occulti, P2, massoneria, turbocapitalismo, patti con le mafie locali
difesa dello stato sociale e non privatizzazione a 360° come vuole fare Renzi
lotta ai fondi neri e non difesa renziana dei paradisi fiscali
solo due legislature e poi ricambio dei governanti
voto diretto dal basso come in Svizzera sulle scelte cruciali dello Stato
via Equitalia
via dall’euro e ridiscussioni dei patti con l’Ue.

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Le alternative sono:
un sultanato con poteri tutti accentrati in un Capo del Governo succube della Merkel e delle banche d’affari americane, che svende la nostra democrazia con una riforma dettata dalla J P Morgan e si avvia alla distruzione dello stato sociale secondo un modello di privatizzazione quasi totale dei servizi pubblici iperliberista..
Oppure una democrazia allargata dove sono gli elettori a decidere del loro destino e a riprendersi la libertà di un Paese civile.

DIRE DEMOCRAZIA NON BASTA

Ci sono tanti tipi di sistemi che in teoria rispondono alla parola ‘democrazia’.
Uso le parole di Alessandro Gilioli (uno di sx):
Ci sono molte democrazie, si va da quella plebiscitaria a quella diffusa, da quella americana a quella dei soviet (era una socialdemocrazia anche quella hitleriana), da quella con delega totale per cinque anni a quella con frequenti consultazioni dirette dei cittadini (come in Svizzera), da quella con tanti contrappesi a quella con pochi – e tutto un immenso territorio di variazioni in mezzo. Di dove situarci in questo territorio stiamo discutendo.
Zagrebelsky sarà noioso in tivù, ma qualche lettura dei suoi libri aiuterebbe”.

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Non solo la democrazia costruita da Renzi non funzionerà, ma in genere è tutto il sistema della democrazia parlamentare europea che sta fallendo, perché nessun Paese riesce ad esprimere il Governo di un partito che rappresenti veramente la maggioranza dei cittadini, per cui si va avanti a forza di coalizioni (vedi la Germania o la Gran Bretagna) o si resta a lungo senza Governo come in Spagna o in Belgio, e sarà giocoforza rivoluzionare il sistema politico verso qualcosa di nuovo a cui i vecchi poteri capitalisti si opporranno con tutte le loro forze, perché questa democrazia parlamentare ormai tarata e disfunzionale non può reggere a lungo.
Le destre (in Ungheria come in Austria o in Francia) tendono a forme di governi autoritari.
Altre forze hanno tentato con scarso risultato, come in Grecia, Spagna o Belgio, forme più democratiche di rappresentanza. Il risultato è stato la cessione alla Merkel come ha fatto Tsipras o l’assenza di Governo e di riforme come è successo in Spagna e Belgio che hanno pure migliorato il Pil, dimostrando che senza riforme si vive meglio e senza Governi politici addirittura i Paesi migliorano.
Il M5S si differenzia da altri movimenti europei perché è più deciso su richieste di democrazia di base a modello elvetico e più netto nel condannare l’Ue e l’austerità.

Renzi attua una deriva a carattere autoritario (leggi fascista)
In tutta l’Europa il sistema parlamentare è in crisi, i cittadini non riescono a produrre un partito di reale maggioranza e formare un Governo diventa sempre più difficile.
lo vediamo in Spagna, in Belgio, in Ungheria, in Austria, in Germania.
Le democrazie parlamentari sono in crisi e occorre un grande scossone rivoluzionario per entrare in un’era nuova con nuove e rivoluzionarie idee politiche.
I popoli questo possono capirlo, ma il grande capitalismo occidentale farà di tutto per frenare e uccidere il loro anelito di libertà.

Juncker. 1999
«Noi prendiamo una decisione in una stanza, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo di vedere cosa succede. Se non provoca proteste o rivolte, è perché la maggior parte delle persone NON HA IDEA DI CIÒ CHE È STATO DECISO; allora noi andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno».
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I PERICOLOSI

C’è chi dice che chi voterà No è pericoloso.
Dunque..
sono pericolosi i partigiani
sono pericolosi quelli della CGIL
è pericoloso Landini
è pericolosa buona parte di quelli che un tempo votavano csx (Renzi ha perso un milione di elettori)
sono pericolosi quasi tutti i costituzionalisti
Sono pericolosi quella dell’estrema sinistra.
Non sono pericolosi i massoni, i pidduisti, i banchieri, i costruttori, mafia, camorra e ‘ndrangheta, le banche d’affari americane, i capitalisti che governano l’Europa uccidendo la sua democrazia con l’austerity e le manovre sul debito, col Fm, la Bce e la commissione Ue
Non è pericolosa la Merkel che pensa di comprarsi l’Italia per due centesimi come ha fatto con la Grecia
Non è pericolosa la cricca finanziaria e bancaria che sta dietro la Boschi e che viene rifocillata dallo Stato con leggi ad personam e contro gli italiani…
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Tranquilli, che ora Renzi cambia l’Italicum, ammette le coalizioni.
E dopo fanno una bella ammucchiata con Berlusconi e Salvini, così battono il M5S che ammucchiate non ne fa.
Ma a voi della democrazia o degli ideali cosa importa? Vi basta vincere.
E alla malora tutto il resto!

Un ipocrita non si smentisce mai.
Ci sono due categorie di persone da cui guardarsi: quelli che servono il potere e gli ipocriti
ovviamente nei Renziani coincidono.
Il neoliberismo e il turbocapitalismo sono le due maggiori forze di conservazione mai viste in politica e in economia. Hanno costruito un mondo misurato sul profitto dei pochi avidi gruppi di potere capitalista e tutte le riforme tendono a questo. Anche nei dettagli non si smentiscono e avanzano con la truffa, la supponenza, l’inganno. Anche il modo con cui il quesito referendario è presentato è truffaldino. Ma il modo è lo scopo, il mezzo è il messaggio, lo insegna la pubblicità, lo applica la politica, l’inganno sta nei dettagli. La volpe usa parole volpine per ingannare le pecore.

“Da Alice:
“Quando io mi servo di una parola —rispose con tono sprezzante
Humpty Dumpty— quella parola significa quello che piace a me, né più, né
meno”.
”Il problema è – insisté Alice – se lei può dare alle parole significati così differenti”.
”Il problema è —tagliò corto Humpty Dumpty— chi è il padrone?” regolamenti che propongono mirano solo ad incrementare quel potere.

Un referendum deve essere neutrale. E dunque deve seguire la falsariga usata da 70 anni. In qualsiasi altro modo la procedura venga cambiata, non sarà mai nell’interesse della democrazia ma solo nell’interesse degli ingannatori, quelli che considerano i cittadini dei poveri citrulli da fregare.

LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA CONTEMPORANEA
Alessandro Gilioli

“Dietro a Renzi e Zagrebelsky si vedeva tutta la crisi della democrazia contemporanea, dagli Stati Uniti all’Europa: un sistema di autogoverno dei cittadini che la cultura occidentale ha elaborato in diversi secoli, con molta fatica e molto sangue, e che adesso attraversa una crisi epocale, svuotata com’è da poteri, meccanismi e dinamiche che nessuno ha eletto.
Da un lato Renzi, convinto che il problema consista nell’insufficiente perimetro decisionale del leader eletto, quindi nell’eccesso di “intralci”- cioè di distribuzione e bilanciamento dei poteri; dall’altro Zagrebelsky, secondo il quale proprio perché la democrazia decide sempre di meno bisogna renderla più diffusa, più orizzontale, più partecipata, più condivisa, in altre parole più abitata da ciascuno di noi, meno regalata a un “Capo”.
“Capo” del resto è stata la parola-boa del confronto, a un certo punto.
Con Zagrebelsky che faceva notare come per la prima volta questa parola viene inserita nelle norme fondanti di una democrazia, mentre secondo lui in democrazia non ci deve essere un “Capo” come tale, bensì un servizio per la garanzia di tutti; Renzi invece che la difendeva, quella parola, soprattutto dal punto di vista dell’efficacia decisionale, ma anche da quello della legittimità democratica, in quanto Capo eletto. In quanto “unto dal Signore”, si diceva un ventennio fa, laddove “il Signore” era il popolo, quindi conferiva piena legittimità democratica al comando.
Ad es., l’allontanamento dei cittadini dalla rappresentanza e dai luoghi della decisione. Il Senato – con tutti i poteri che gli sono rimasti, tutt’altro che indifferenti – verrebbe scelto dal ceto politico anziché dagli elettori. E questo è un punto non irrilevante: perché se anche accettassimo l’idea che il “Capo” debba avere meno intralci, non pare il massimo considerare tra questi intralci anche i cittadini. Un allontanamento, peraltro, confermato dall’aumento di numero di firme necessarie per una legge di iniziativa popolare.
Altrettanto marginalmente – a parte un passaggio quando davanti alla tivù eravamo rimasti in pochi malati di politica – è emersa la questione del nuovo pezzo di classe dirigente con doppio incarico, amministratori locali e Senatori della Repubblica: il che nel migliore dei casi significa che questi svolgeranno male uno dei due incarichi, nel peggiore dei casi vuol dire che tra gli amministratori locali si cercherà di diventare Senatori per carriera, per status, per traffico di influenze, per ottenere l’immunità parlamentare.
Ma quello che è emerso in modo ancora meno chiaro è il grande paradosso di questa legge, cioè il maggior livello di complicazione dei meccanismi legislativi, determinato sia dall’articolo 70 sia dal nuovo rapporto Stato-Regioni. Riuscire a diminuire la partecipazione dei cittadini aumentando il livello di complicazione legislativa è un record tutto italiano e (altro paradosso) è esattamente frutto di quella cultura da azzeccagarbugli che Renzi ha attaccato per tutta la serata.
Infine, grazie al recente cambiamento di rotta voluto da Renzi, non si è di fatto potuta affrontare la questione del sistema di rappresentanza complessivo che emergerebbe dalla riforma Boschi e dalla futura legge elettorale, insieme. Perché il mix tra Italicum e Senato boschizzato era una cosa da brividi, ma adesso il premier si fa forte del fatto che l’Italicum verrà cambiato, quindi non accetta critiche sul “combinato disposto”. Peccato che non si sappia come verrà cambiato, quindi andremo a votare una riforma costituzionale i cui effetti saranno diversi a seconda della legge ordinaria che verrà fatta dopo, per l’altro ramo del Parlamento.
Andremo a votare, in sostanza, senza avere gli strumenti per sapere quali effetti reali avrà il nostro voto: e anche questa impossibilità di conoscere le conseguenze della nostra scelta dà la misura della sempre maggiore sottrazione di potere ai cittadini, dell’allontanamento tra elettori e decisioni reali.
Non so se tutto questo sarebbe potuto emergere, in televisione, per i motivi di cui sopra.
Probabilmente no.
Il che fa venire il dubbio che il referendum del 4 dicembre sia – culturalmente parlando – anche un referendum su questo: cioè sul valore o disvalore della semplificazione estrema, della “SpotPolitik” (cit. Giovanna Cosenza), della politica post-verità o di messaggi iperpopulisti e distorsivi come questo – peraltro non esclusivi di Renzi, sia chiaro, ma trasversalissimi.
Ecco, forse evitare di precipitare lì – nello “stiam diventando tutti più scemi”cantato da Gaber – è perfino più importante che schivare il pasticcio della Boschi.

Arturo
Tranne le leggi di cui al primo comma dell’art. 70 per tutte le leggi di iniziativa governativa sono previsti tempi certi e una corsia preferenziale. Un procedimento legislativo confuso e un Parlamento per 2/3 di nominati per concentrare tutti i poteri nell’esecutivo (con la fiducia automatica sempre e comunque) che non è nemmeno eletto come nelle democrazie presidenziali dove poi eleggono (non nominano) il Parlamento in ossequio alla separazione dei poteri. Nelle repubbliche parlamentari il Governo dipende dal Parlamento con il combinato disposto è il contrario. Si accentrano le competenze nel potere centrale e vanno propagandando il Senato camerino degli immuni come camera delle autonomie. Per i quorum necessari ai fini dell’elezione dei poteri di garanzia è sufficiente che il Governo si accordi con un manipolo di nominati (in particolare quelli del Senato in cerca di immunità come Albertini). E’ già successo per l’elezione di Mattarella nell’attuale Parlamento del porcellum. Non è più una Repubblica parlamentare anzi non è più una Repubblica e si continua a nominare invece che eleggere. La violazione degli artt. 139, 1 e 48 cost., ma non si può dire sennò il supremo costituzionalista di Rignano si indispettisce.

Alessandro
La soppressione del Cnel è l’unico punto accettabile della riforma ma il risparmio sarà di appena 8,7 milioni come certifica la Ragioneria dello Stato.
Questo non giustifica la modifica di ben 47 articoli della Costituzione.
Il Cnel, oltretutto, potrà essere facilmente soppresso anche in futuro qualora la riforma non superasse il giudizio degli elettori.
La sensazione è che abbiano messo dentro un po’ di tutto per indorare la pillola e far passare in secondo piano gli aspetti veramente importanti della riforma.
La Costituzione non va riformata… ma applicata!
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Giampiero Lorito
Questa riforma è stata concepita esclusivamente per sottrarre sovranità e democrazia al popolo e alla volontà popolare. Far passare tutte le leggi senza la minima opposizione parlamentare. Seguire senza opposizioni tutte le linee di questa Ue, che soffoca inesorabilmente popoli e democrazia. Praticamente a livello democratico il cittadino non conterà più nulla.
Ma poi che ci vogliamo raccontare? Riforma del lavoro, riforma della scuola… sono state tutte riforme che hanno favorito esclusivamente la perdita dei diritti della quasi totalità dei lavoratori, dei cittadini. E dopo questo, chi sarebbe lo scemo che pensa che questa riforma sia stata fatta per generare benessere? Guardatevi bene questi 2 anni e mezzo di Governo Renzi e analizzate i modelli dei governi passati. Come linea di continuità incontrerete solo riforme atte a eliminare un poco alla volta diritti, sovranità e democrazia delle persone.

Truffato
Cambiare è possibile, ma non con questa gente messa li dal FMI, BM, WTO, BCE, altrimenti stiamo assistendo solo ad un enorme tradimento verso la nostra società!. Per dio! chiedo solo che le persone guardino la realtà dei fatti senza stare ascoltare le sirene che cantano il de-profundis per la nostra fine come cittadini e come parte integrante di questa disgraziata nazione!
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Anna
Il bicameralismo perfetto fu introdotto dai costituenti per proteggere il Paese da derive fasciste. Proprio ora che un nuovo partito fascista potrebbe andare al Governo del Paese vogliamo abolirlo?
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Alessandro
Che il bicameralismo rallenti l’approvazione delle leggi è una balla.
Col bicameralismo perfetto la riforma Fornero è stata votata in appena una settimana. Il finanziamento dei partiti è stato votato in poche ore. Poche ore anche per pagare, nell’ottobre 2015 scorso, con soldi pubblici, i 107 milioni di euro di debiti della vecchia gestione del giornale di partito L’Unità. Le statistiche parlamentari – disponibili sul sito del Senato – ci dicono che nella legislatura 2008-2013 le leggi di iniziativa del Governo, che assorbono in massima parte la produzione legislativa, sono arrivate all’approvazione definitiva mediamente in 116 giorni. Addirittura, per le leggi di conversione dei decreti legge sono bastati 38 giorni, che scendono a 26 per la conversione dei decreti collegati alla manovra finanziaria.

LA MUTAZIONE ANTROPOLOGICA DEL CENTRO SINISTRA
Sergio Caserta

Il D-day, è fissato al 4 dicembre, giorno verità per la nostra democrazia. Non sarà comunque un giorno fausto, perché, indipendentemente da come andrà a finire, per la prima volta le forze del centrosinistra si divideranno sulla materia fondamentale della Costituzione e dell’assetto istituzionale.
Non era mai accaduto in 70 anni, se escludiamo il referendum sul maggioritario del 1993 che riguardava però solo la legge elettorale ma fu l’inizio di tutto. Ancora una volta dobbiamo al prode Achille Occhetto, alleato in quella circostanza di Pannella e di quel Mario Segni, dagli intendimenti democratici poco rassicuranti, se fu introdotto il sistema maggioritario in Italia e all’italiana, abolendo la proporzionale con preferenza unica che appariva troppo democratica per le pulsioni lobbistiche del sistema partitico nostrano.
Così ci avventurammo in un territorio impervio, quello del crescente potere degli apparati di partito che definitivamente s’impossessavano della scelta di voto degli elettori, di fatto nominando la gran parte dei parlamentari. Questa modalità accentratrice fu fatale per l’ex partito comunista italiano, nel frattempo diventato Pds, come un veleno s’incuneò nei gangli dell’organizzazione.
Da allora i parlamentari non furono scelti con sapienza e metodo partecipativo, per quanto mediato dal vertice com’era sempre avvenuto, al contrario furono le segreterie provinciali, a scegliere in solitudine, e chi? Se stessi ovviamente, perché nel frattempo le accresciute retribuzioni dei parlamentari, inopinatamente pareggiate con quelle dei giudici di più alto livello, divenivano un bottino troppo succulento per lasciarlo a esponenti della società civile e delle professioni o a meritevoli compagni delle sezioni.
Il carrierismo istituzionale, modificò rapidamente il volto e l’anima del partito: flotte di funzionari dal più alto al minimo livello, brigavano in ogni modo per un posto alla camera e discendendo per li rami, in Regioni, provincie e comuni, gli stipendi crescevano corrispondentemente e quindi un sindaco poteva guadagnare anche 10 milioni al mese, figurarsi.
Da questa mutazione antropologico-politica, è fuoriuscita la nuova classe dirigente democratica che ha prodotto infine Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, prototipi di uomini e donne allevati in vuoto pneumatico solo per il potere, hanno concepito e organizzato le loro carriere nella frequentazione di lobby e all’interno delle istituzioni.
Ovviamente hanno orientamenti squisitamente liberal-liberisti, nessun radicamento nel mondo del lavoro che ignorano come parlassi a marziani. Solo uno come Renzi infatti poteva riuscire, dopo aver aperto il Pd come una scatola di sardine ed essersene impossessato, nel tentativo folle e sciagurato di sovvertire i caratteri della nostra democrazia, trasformandola in un regime dell’uomo solo al comando.
Se vincesse il “Sì” la nostra Costituzione sarebbe stravolta, l’equilibrio tra i poteri dello stato definitivamente compromesso. Un Senato senza l’attribuzione del voto di fiducia al Governo, quindi senza alcuna autorità, composto da consiglieri regionali e sindaci non si sa come eletti, diventerebbe solo uno strumento in più da parte del Governo per manovre di potere e per condizionare un Parlamento già menomato dalla legge elettorale.
I giudici costituzionali nominati da questo Senato sarebbero espressione delle preferenze dell’esecutivo. Solo per citare alcune gravi conseguenze. La stessa magistratura verrebbe ancor di più intimidita di quanto non appaia oggi, vedi l’atteggiamento perlomeno ambiguo e incerto, assunto dalla Corte Costituzionale sull’Italicum. La nostra Costituzione diventerebbe una carta qualsiasi, da utilizzare a indicibili fini, da cambiare quando e come il padrone del Paese volesse. Una Costituzione à la carte.

DALLE BALLE AI FATTI

Renzi prometteva:
eliminazioni del bicameralismo > è restato
un miliardo di risparmi > 57 milioni contro i 400 (Corte dei Conti) che Renzi ha speso solo per aumentare le sue segretarie
più rappresentanza delle autonomie territoriali > il Senato NON potrà legiferare proprio sugli enti locali, perderà le sue competenze che passeranno allo Stato centrale
più rappresentanza democratica > abolendo un diritto elettorale si dimezza la sovranità popolare e la Camera sarà fatta per 2/3 da nominati
più leggi > ne abbiamo 150.000, più di qualunque altro Paese al mondo, il problema non è farne di più ma meno e meglio
processo legislativo più semplice > ne avevamo uno, ora sono 12
chiarezza legislativa > si confonde un organo come un Sindaco (potere esecutivo) col Parlamento (potere legislativo). Nessuna mescolanza dei poteri renderà più democratico uno Stato.
leggi più veloci> Renzi ha fatto 53 decreti imposti alla fiducia, questa è l’unica velocità che conosce. E presto e bene non stanno insieme
più democrazia > ma è meno mentre si danno più poteri al Capo di Governo

Kurtz
“L’Occidente è a una svolta storica: è in gioco la sopravvivenza della democrazia, anche a causa della situazione economica e finanziaria. La globalizzazione, di cui tutti noi, e mi ci metto anch’io, eravamo acriticamente entusiasti e ci siamo affrettati a raccogliere i frutti, ha creato una deflazione che ha ridotto i salari della media di tutti i lavoratori del mondo, e ha accresciuto le ingiustizie sociali sino a renderle insopportabili.”
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Carlo Ferrari
Tra uno studioso che ha una visione nobile della democrazia ed un ciarlatano che vede la democrazia come una perdita di tempo. Un match improbabile tra Leonardo da Vinci e lo scemo del villaggio, tra Rita Levi Montalcini e Vanna Marchi“.
Magnifica, perfetta definizione di un confronto impossibile.
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LE SCIOCCHEZZE DI RENZI
BVlogger

Renzi è disposto a tutto per vincere, anche a passare per ignorante. Ha sentenziato che il bicameralismo paritario statunitense non è come quello italiano perché gli Stati Uniti sono una Repubblica presidenziale.
Il bicameralismo paritario è il sistema che regola l’iter di formazione delle leggi ed è indipendente dalla struttura della Repubblica. Il Presidente degli Stati Uniti è titolare solo del potere esecutivo (art. 2 Cost.), il potere legislativo è interamente nelle mani del Congresso (art. 1 Cost.), l’equivalente del Parlamento dei Paesi europei, composto dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato, entrambe elette a suffragio universale.
Negli Stati Uniti come in Italia un testo per diventare legge dev’essere approvato alla stessa maniera sia dalla Camera dei rappresentanti che dal Senato. Lo shutdown che paralizzò il Congresso nel 2013 fu causato dal mancato accordo tra le due Camere sul provvedimento Obamacare. Inoltre la Costituzione degli Stati Uniti è “vecchia” di oltre 200 anni.
Renzi ha detto una sciocchezza ed è passata solo una settimana dall’altra freddura “chi vota No mantiene il finanziamento ai partiti”, già aboliti da Letta e non disciplinati in nessuna parte della Costituzione. Ovviamente non poteva mancare l’altra pubblicità ingannevole sui 500 milioni di risparmio che nessuno ha certificato. L’unico risparmio documentato è quello della Ragioneria dello Stato ed è pari – sudditi: udite, udite – a 57,7 milioni. Le Province, altro pilastro dell’apostolato governativo, sono già state “abolite” (leggasi sostituite dalla Città metropolitane).

E’ FALSO CHE LA RIFORMA NON TOCCHI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ALESSANDRO GILIOLI
Il referendum e il grande “dipende”

C’è un’argomentazione referendaria esposta da Renzi (sia nel confronto in tivù sia in successivi interventi pubblici) che vale la pena di analizzare.
È quella secondo la quale la riforma «non tocca il potere del Presidente del Consiglio», non li aumenta, dato che «nessun articolo riguarda i suoi poteri».
È interessante, come questione, perché è tecnicamente vera (in nessun articolo si aumentano i poteri del Presidente del Consiglio) ma fattualmente a rischio di essere falsa, nelle conseguenze o almeno nelle possibili conseguenze: dipende.
Intanto, come primissima cosa, una fotografia della situazione oggi.
Tutte le simulazioni concordano sul fatto che se il Senato fosse composto con i criteri proposti dalla Renzi-Boschi, questo ramo del Parlamento sarebbe sostanzialmente al servizio del partito che oggi esprime il premier. Su 100 Senatori, infatti, almeno 54 sarebbero direttamente del Pd, a cui se ne aggiungerebbero altri cinque dei partiti autonomisti (tre del Trentino Alto Adige e due della Valle D’Aosta), già schierati coi dem, per un totale di 59; in più ci sarebbero i cinque Senatori di nomina presidenziale e se ipotizziamo (per difetto) che almeno due su 5 siano di area Pd, arriviamo a 61 su 100.
Di qui alla fine della legislatura gli equilibri non sono destinati a cambiare se non eventualmente in minima parte (2-3 seggi) nel caso il Pd perdesse la Sicilia nel 2017.
Quindi, grosso modo, i dem avrebbero il controllo totale del Senato almeno fino al 2023.
Che cosa comporta questo, in termini di poteri del futuro premier, quello che emergerà dalle elezioni del 2018?
Dipende, appunto.
Dipende prima di tutto da come verrà riscritto l’Italicum.
Nell’attuale versione – l’unica che conosciamo – se vince il Pd il suo leader accumulerebbe di fatto una Camera e un Senato che, per motivi diversi, sono trasformati in autostrade del potere del premier, con una maggioranza decisamente sovrarappresentata e una minoranza decisamente sottorappresentata rispetto alla volontà dei cittadini.
In questo scenario, mi sembra un po’ eccentrico sostenere che il premier non vedrebbe aumentare di fatto la sua forza e il suo potere; e che non diminuisca parecchio la forza dell’opposizione. Insomma sarebbe difficile dire che non ci sarebbe un cambiamento nei rapporti di forza politici concreti a favore di Palazzo Chigi, dell’uomo che vi risiede come premier.
Dopodiché, allo stato, c’è una doppia complicazione che è il caso di mettere in luce.
La prima riguarda il fatto che quell’Italicum – così come adesso è in vigore – dovrebbe cambiare, secondo l’impegno di Renzi.
Il problema tuttavia è che non sappiamo come cambierà.
C’è quindi l’altissima probabilità che il 4 dicembre votiamo su come sarà fatto il Senato senza sapere come sarà fatta la Camera.
A me questo non sembra molto bello, anzi mi sembra una delle cose meno belle e meno giuste di tutto questo ambaradan istituzionale. Perché è come se per uscire la sera ci fosse chiesto che giacca metterci, senza sapere se poi i pantaloni saranno gialli o blu, Caraceni o Diesel.
Non sappiamo cioè se, nel modificare il Senato, una delle conseguenze sarà l’aumento di poteri del premier. Dipende.
La seconda variabile – il secondo dipende – è la possibilità che, restando invariati i fondamentali dell’Italicum, alla Camera vinca una forza di opposizione rispetto al Pd (M5s o centrodestra). In questo caso, infatti, i provvedimenti legislativi della maggioranza rischierebbero di essere sottoposti al fuoco di fila del Senato di parte opposta, la quale (date le infinite complicazioni dell’articolo 70) ricorrerebbe contro ogni legge uscita dalla Camera che possa anche vagamente essere connessa con le variabili previste dal medesimo articolo 70.
In questo caso, quindi, si può dire che i poteri legislativi del premier non aumenterebbero, anzi rischierebbero di essere in più di un caso frustrati dall’altro ramo del Parlamento.
In sostanza, alla domanda: questa riforma aumenta i poteri del premier, la risposta onesta è: dipende.
Dipende da come verrà riscritto l’Italicum e – nel caso non venisse riscritto nei fondamentali – dipende da chi vince poi le elezioni per la Camera.
Potrebbero aumentare smisuratamente o potrebbero perfino trovare ostacoli più robusti di adesso.
Andiamo tutti a votare in una situazione in cui a una delle domande fondamentali sugli effetti della riforma la risposta è dipende.
E – ripeto – questo è l’aspetto meno bello del tutto, in termini di cittadinanza consapevole che deve decidere come sarà il proprio futuro.

DOV’E’ LO STATUTO DELLE OPPOSIZIONI?
CAVE ASINUS

L’articolo 64 si limita solamente a riconoscere in Costituzione uno statuto delle opposizioni senza definirne i contenuti. Lo statuto vero e proprio che stabilirà i poteri delle minoranze è rimandato ad un regolamento inesistente da scrivere un domani quando al Governo ci sarà la lista monocolore che è arrivata per prima aggiudicandosi così il premio di maggioranza (340 seggi su 630). Quando e se sarà scritto non è neanche certo perché non c’è nessun vincolo che obbliga il Governo a farlo.
I capibastone sceglieranno i loro cavalli come fece Caligola attraverso i trucchetti dei capilista bloccati e delle multicandidature. Fornaro e Pegorer, Senatori del Pd, hanno calcolato che saranno il 60,8%. A questi si aggiungono 100 Senatori, pure loro nominati.
A comandare in questo Parlamento che rappresenta quattro gatti sarà una falsa maggioranza messa al vertice della piramide dal truffaldino premio che al ballottaggio (scontato, perché nessun partito vale il 40%) l’Italicum riconosce indipendentemente dai voti che si prendono.

Carlo
Questa riforma è stata ideata col solo scopo di tutelarsi in caso di vittoria M5S o avversari politici. Qualora l’opposizione dovesse prevalere alla Camera, il Senato sarà sempre nettamente in mano al PD col solo scopo di sabotare e bloccare le riforme della nuova maggioranza. Siamo al delirio istituzionale, ho seriamente paura per la sopravvivenza della nostra democrazia. Questo è un disegno degno della P2. Saluti
.
10 DOMANDE PER RENZI
ANT

1. Non si vuol fare complottismo, ma come può essere negli interessi degli Italiani una riforma Costituzionale che per caso, tra tutti i modelli possibili riesce sia ad aderire perfettamente al modello di finanziarizzazione delle Costituzioni del Sud Europa, descritto nei documenti leakati da Jp Morgan, che a ricordare il modello di Stato previsto nel Piano di Rinascita di Gelli, Loggia Massonica P2? Chi saranno i veri padri costituenti di questa riforma, allora?
2. Come fa un Senato costruito con meccaniche di partito e non dalla scelta diretta delle persone fare gli interessi delle persone e NON quelli dei partiti?
3. Senato, viene dal latino senex e da -atus. Ovvero vecchio (senex) e “con dignità e ufficio” (-atus). In che modo potranno essere
– dei possibili 18enni
– con l’immunità e..
– con doppia poltrone
garantire quantomeno etimologicamente la funzione senatoriale?
Non per altro ma c’è da sospettare che non abbiate pensato molto ad una riforma che non pone neppure un tetto d’età quantomeno più alto della Camera (25 anni), per il Senato, né è credibile la già depotenziata funzione di vigilanza Senatoriale sull’altra Camera, in mano a persone con altri incarichi di responsabilità, tra cui giovanissimi.
4. La propaganda del federalismo, che ha abbracciato anche il PD, parlava di un centralismo fallimentare nel dare risposte lombarde ai lombardi.. e pugliesi ai pugliesi. Che senso ha ritornare a far amministrare materie lombarde e venete a funzionari romani, calabresi, e viceversa?
E nel momento in cui si boccia il modello regionale, che è una competizione tra realtà virtuose e meno virtuose, in che modo si garantisce che con il potere di tutte le Regioni in mano ad uno Stato Centrale… non sia esso a sprecare con il potere di tutte le Regioni, siano esse virtuose o meno?
5. Se il problema è il bicameralismo perfetto, come mai siete riusciti in un passaggio lampo tra le Camere ad approvare il condono “Boccadutri”, con ultimo voto alle 4 di notte, mentre era alluvione nel Beneventano?
6. Stiamo elevando “il bonus” a rango Costituzionale?
Io do un bonus a te, ed in cambio tu dai a me un tuo diritto (bonus al pensionato per dimenticare la sentenza a suo favore contro la legge Fornero, bonus di 80euro per dimenticare il diritto all’art. 18, … ma soprattutto bonus di qualche Senatore in meno, con una ventilata riduzione dei costi verificabile solo nel futuro, in cambio dell’immediata perdita del diritto a sceglierseli, adesso)
7. La giustificazione usata per accentrare i poteri allo Stato, è quella che il sistema delle Regioni ha fallito – pur avendo sostituito il precedente sistema centrale, fallito anch’esso -. Come mai, però, non si è provveduto prima della modifica Costituzionale a togliere alcune autonomie alle 5 Regioni a Statuto Speciale – tra cui la Sicilia -, prima di chiedere alle restanti 15 Regioni di cedere la già poca autonomia a loro concessa?
8. Renzi promette governabilità eppure è più che possibile ottenere maggioranze diverse con questa riforma tra Camera e Senato. Il Senato mantiene funzioni vitali per effettuare politiche a medio e a lungo termine. Parlo di tematiche territoriali, di rapporto con i Comuni, con le Regioni. Non sta portando ad un cambiamento costituzionale che riporterà allo stallo politico e programmatico il giorno dopo le elezioni che è l’unica cosa che prometteva di risolvere questa riforma?
9. La Cassazione ha deciso che il contenuto della scheda referendaria lo decide il Governo anche con il solo nome che ha assegnato alla legge. Eppure non c’è nessuna legge che imponga al titolo di una legge di essere onesto concettualmente con il suo contenuto. Cosa pensa del titolo che l’opposizione ha dato alla sua proposta di modifica costituzionale, con una scheda che sarebbe venuta grossomodo così?
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente – Il non superamento del Senato con l’elezione dei Senatori ad opera di meccaniche di partiti anzichè dei cittadini, la concessione dell’immunità per consiglieri regionali e sindaci che faranno un doppio lavoro, il mantenimento dei costi sostanziali del Senato, l’accentramento delle competenze regionali, ma solo per le 15 Regioni ordinarie, la triplicazione (da 50mila a 150mila) del numero di firme per le leggi di iniziativa popolare – approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”Approvate il testo della legge costituzionale concernente – Il non superamento del Senato con l’elezione dei Senatori ad opera dei segretari dei partiti anziché dei cittadini, la concessione dell’immunità per consiglieri regionali e sindaci che faranno un doppio lavoro, il mantenimento dei costi sostanziali del Senato, l’accentramento delle competenze regionali, ma solo per le 15 Regioni ordinarie, la triplicazione (da 50mila a 150mila) del numero di firme per le leggi di iniziativa popolare – approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?
10. . La propaganda contro il NO è tutta incentrata sul fatto che con il NO, non cambia nulla. Pur di cambiare, lei passerebbe dalla padella alla brace?

LA LEGGE DEL DOVERE
ANT
Se fossero meno accecati dalla propria ambizione, i politici vedrebbero quanto sia impossibile che qualunque istituzione possa funzionare secondo lo spirito con cui è stata creata se non è guidata dalla legge del dovere; sentirebbero che il maggior propulsore dell’autorità pubblica è nel cuore dei cittadini e che nulla può supplire ai costumi ai fini del mantenimento del Governo. Non solo non ci sono che persone che per bene che sanno amministrare le leggi, ma in fondo non ci sono che persone oneste che sanno obbedire a esse. Chi è in grado di sfidare i rimorsi non tarderà a sfidare i supplizi e, per quante precauzioni si prenderanno, a coloro che aspettano solo l’impunità per agire male non mancano i mezzi per eludere le leggi o sfuggire alla pena. Allora, mentre tutti gli interessi particolari si uniscono contro quello generale, che non è più di nessuno, i vizi pubblici hanno maggior forza per indebolire le leggi che queste per reprimere i vizi; e la corruzione del popolo de dei capi si estende infine fino al Governo, per quanto saggio possa essere.
Il peggiore di tutti gli abusi è obbedire alle leggi soltanto in apparenza per poterle infrangere di fatto con maggiore efficacia. Presto le leggi migliori diventano le più funeste: sarebbe cento volte meglio che non esistessero.

LE COSTITUZIONI E IL SISTEMA FINANZIARIO

“È evidente che le Carte costituzionali – non solo quella italiana – sono un impaccio per il sistema finanziario; che infatti mira alla “governabilità” (tra le parole preferite anche di Renzi), non alla democrazia e alla garanzia di diritti sociali.
Le Costituzioni – ci suggerisce Morgan – nascono dalla fine dei fascismi, tutelano i diritti dei lavoratori, evitano “riforme” economiche (leggi: tagli, spending review, involuzioni neoliberiste). Addirittura le costituzioni garantiscono quella cosa orribile, obsoleta e – direbbe una nostra conoscenza – da “rottamare” che è “il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi” (sic!).”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/05/referendum-la-riforma-costituzionale-e-voluta-dallue-e-dalle-banche/2797485/
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EUROZONA: LA “MICCIA ESPLOSIVA” DI CUI NESSUNO PARLA

NEW YORK (WSI) – Le conseguenze negative che la Brexit avrà in Europa non sono il problema esistenziale più pressante del continente. Sul breve termine il maggiore rischio economico e finanziario è quello rappresentato da Portogallo e Italia.
Lo sostiene la società di consulenza Eurasia, uno dei principali gruppi di analisi dei rischi politici al mondo. Per gli analisti “l’economia politica dell’Europa meridionale va di male in peggio“, si legge in una nota.
Il gran caos scaturito dalla Brexit il 23 giugno ha mascherato problemi ben più gravi in Europa. “È assolutamente possibile che nei prossimi mesi l’Italia e il Portogallo dovranno fare i conti con la caduta dei rispettivi governi e il ricorso a piani di salvataggio delle banche”.
Sarebbe un uno due molto doloroso per l’Eurozona e per i mercati mondiali. La situazione italiana, che rischia di piombare nell’instabilità politica se il Governo non uscirà vincitore dal referendum costituzionale del 4 dicembre, è ben nota.
Ma quella portoghese è passata ancora più inosservata e rischia invece di essere il primo catalizzatore delle vendite sui mercati e prima valida preoccupazione per le autorità dell’Eurozona.
A Lisbona il Governo a guida socialista che è in piedi da appena nove mesi ha già bloccato le riforme economiche e fiscali chieste da Bruxelles e consigliate da Fmi e Bce.
Il Parlamento europeo ha provato a opporsi alla proposta dell’esecutivo europeo di ridurre i fondi destinati al Portogallo e alla Spagna, a causa dei loro deficit eccessivi.
Ma la Commissione Europea ha detto che le regole sono regole e vanno rispettate. Perciò bisogna sospendere i fondi.

http://www.wallstreetitalia.com/eurozona-la-miccia-esplosiva-di-cui-nessuno-parla/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+WallStreetItalia&utm_content=05-10-2016+eurozona-la-miccia-esplosiva-di-cui-nessuno-parla+primo-piano

TRAVAGLIO A RENZI

“Pensi a come faranno bene i sindaci, se li mandate a metà settimana a fare i Senatori a Roma. Ma se lo immagina un sindaco in una emergenza rifiuti, terremoto o alluvioni, che a metà settimana va a fare il Senatore? E infatti i sindaci non vogliono fare i Senatori, perché non hanno neppure 24 ore di tempo per fare il loro mestiere”.
“Da 9 parole siamo passati a 438 parole, scritte dai ‘semplificatori’. Chi lo legge non ci capisce niente. Zagrebelsky ha detto che smette di insegnare, se passa questa roba, e non per polemica, ma perché non sa cosa vuol dire quel testo. Peraltro, passiamo dal bicameralismo perfetto al bicameralismo cazzaro, cioè come capita. Se uno scrive un testo del genere in una tesi o in un tema, viene bocciato con 2 e il segno rosso a scuola. Abbiamo fatto scrivere la nuova Costituzione a degli analfabeti che non sanno esprimersi in lingua italiana e creeranno soltanto paralisi.
Renzi parla di risparmi? Io ero Renziano quando gli sentivo dire ‘dimezzeremo i deputati e Senatori e poi pure le indennità’.
Io sono preoccupato perché il Pd si sta rendendo conto che l’Italicum è stato una vaccata. Non vorrei che, dopo che vince il SI’, loro si rendessero conto che è anche una vaccata anche la riforma costituzionale. Ma l’Italicum lo ritirano con una maggioranza semplice, questo invece ce lo ciucciamo per 30 anni, perché ci vogliono i due terzi del Parlamento per cambiare una riforma costituzionale”.
Grande Travaglio! Il Presidente cazzaro farfugliava.
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Apomorfina !
“Beh, ci è andata bene. Nei manifesti per il SI’ avrebbero potuto mettere una famiglia di bianchi sul Sì e un nero/rasta sul No. Ma magari sono ancora in tempo.”
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Si chiama pubblicità ingannevole. Una roba da Vanna Marchi 2. Questo qui gli fa un baffo a Mário Pacheco do Nascimento ! Del resto lo hanno scelto solo per quello!
Banche d’affari/P2/capitalisti e truffatori occidentali hanno detto: “Da chi ce li facciamo vendere i nostri materassi bucati? Mastrota era impegnato e Vanna Marchi desueta. Hanno scelto Renzi.
Ci sono cinque cose da fare: fare, saper fare, saper far fare, far sapere e far sapere di saper fare.” (Il discorso più commovente di Matteo Renzi).

Stefano Carboni
…addirittura un quesito non neutrale !
Già è da mesi che TV, radio e giornali sono pieni di articoli sulla riforma Costituzionale e sul Referendum con interviste ed interventi di costituzionalisti, politici e politologi, esperti, industriali, ambasciatori che esponevano le loro convinzioni, spesso in polemica con altri interventi precedenti ……
Ma una corretta informazione non dovrebbe partire dai dati, invece che dalle opinioni ?
E allora vediamoli i dati ….
1. Intanto definiamo la “velocità del processo legislativo”: come tutte le velocità è il numero di leggi emanate nell’unità di tempo. Come unità di tempo prendiamo l’anno ed andiamo a cercare quante leggi vengono emanate.
La media degli ultimi 5 anni è che in Italia si emanino circa 82 leggi/anno; si tratta di un numero sostanzialmente analogo a quello della Francia (91 leggi/anno –10%), oltre il doppio rispetto a quanto fa la Spagna (39 leggi/anno +110%) e pari a due volte e mezzo quelle emesse dalla Gran Bretagna (33 leggi/anno +150%). Appurato quindi che il nostro processo legislativo, nonostante il bicameralismo paritario o perfetto, non è in assoluto particolarmente più lento (anzi) rispetto a quello di altre nazioni europee, esaminiamo come il sistema reagisce in situazioni di urgenza.
Prendiamo alcuni casi eclatanti: la riforma Fornero sulle pensioni (con tutte le implicazioni che poi ha avuto) è stata approvata il 19 giorni, la modifica alle norme sul finanziamento ai partiti (che procrastinano l’abolizione di tale finanziamento) è stata approvata in 20 giorni.
In questi ultimi anni la trasformazione in legge di Decreti Legge urgenti emanati dal Governo ha richiesto in media circa 28 giorni (un tempo che tra l’altro risulta inferiore a quello previsto dalla modifica alla Costituzione).
2. Se non è allora la velocità del processo legislativo a richiedere una modifica della Costituzione è forse l’aspetto “strutturale” che differenzia il Parlamento italiano da tutti gli altri e che necessita di un aggiustamento ?
Non sembrerebbe: i Parlamenti monocamerali nei Paesi democratici sono una minoranza (in Europa sono solo Bulgaria, Portogallo, Grecia, Serbia, Croazia, Danimarca, Islanda e Svezia oltre ai nuovi stati baltici, meno di 15 su più di 40 Stati).
E’ inoltre da segnalare che da quasi 250 anni esiste un bicameralismo perfetto nel Parlamento degli Stati Uniti senza che nessuno si sogni di modificarlo.
Quasi tutti questi Parlamenti bicamerali hanno però un meccanismo che previene il cosiddetto ping-pong (o navetta) tra le due camere, attribuendo in questi casi una superiorità ad una delle camere o prevedendo l’istituzione di una commissione – spesso bicamerale – per risolvere questo tipo di conflitti.
Una simile integrazione alla nostra Costituzioni non avrebbe certo necessitato di modificare circa 40 articoli (quasi un terzo della Costituzione stessa).
3. Qualcuno afferma che, per quanto non si tocchi la parte della Costituzione inerente il potere esecutivo se non per l’esclusione del Senato dalla responsabilità di votare la fiducia al Governo, questa riforma della Costituzione ha come obiettivo quello di garantire una maggior stabilità al Governo, quasi che fosse la attuale Costituzione (o le leggi elettorali) a generare questa instabilità.
Se analizziamo quanto succedeva nel Regno d’Italia tra il 1861 ed il 1923 con una legge elettorale principalmente uninominale ed una Costituzione del tutto diversa dalla attuale, scopriamo che comunque anche in quei 62 anni si sono alternati 65 governi (e che allora la durata media dei governi era addirittura inferiore all’anno).
Solo tra il 1924 ed il 1943 in Italia abbiamo avuto una sostanziale stabilità di Governo ….ma si tratta di un’esperienza che preferirei evitare .
4. Si sente poi parlare di riduzione dei costi della politica.
Sarebbe opportuno ricordare che il Parlamento italiano costa, in media, 1.500 milioni di €/anno, ma che ridurre a 100 (dai 315 attuali) i Senatori ed eliminare il loro compenso permette di risparmiare solo 60 milioni l’anno circa, in quanto la maggior parte dei costi delle nostre istituzioni centrali NON sono per i compensi degli eletti, ma per gli stipendi dei dipendenti, le spese generali, di gestione e manutenzione, i vitalizzi di chi è stato in passato deputato o Senatore. Sicuramente, poi, ridurre il numero dei membri di quella che è già la camera meno numerosa non aiuta a risparmiare cifre particolarmente consistenti.
5. La nuova Costituzione rende forse più rappresentativo il nuovo Senato ?
Non sembrerebbe proprio visto che ogni nuovo Senatore, eletto o nominato che sia, sarà presente in Parlamento in rappresentanza di 63.000 abitanti della Valle d’Aosta, di 150.000 Molisani, di 250.000 abitanti del Trentino o dell’Alto Adige, ma di 780.000 Liguri e 770.000 Marchigiani, 730.000 Toscani ….

Schiavi Delle Lobby
Del resto il Renziota ormai è simile al Pierino che dice ai maestri (Germania e Francia)
“Ho fatto tutto quello che mi avete chiesto, ho schiacciato i lavoratori, ho favorito i bancarottieri, mi son preso gli immigrati li prendo dalle frontiere al nord e li rispedisco al sud a spese mie per non disturbarvi, faccio la guerra al posto vostro per conto vostro ed ad interesse vostro in Iraq, Libia, Siria, Afganistan e dove volete ecc.
Perché mi mettete in castigo in un angolo?
Allora io sai che faccio? Vi metto il broncio!”
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LA VERITA’ SUL REFERENDUM
Gap
Ora, per trovare la verità nascosta del referendum, il suo vero movente, la sua vera premeditazione, bisogna ricorrere a degli indizi, come si fa per ogni giallo.
Il primo indizio è che Renzi ha cambiato strategia, all’inizio aveva detto che questa era la sua vera impresa, che su questo si giocava il suo destino politico. Ora invece dice che il punto non è lui, che lui non è la vera causa della riforma, ha detto di aver fatto questa riforma su suggerimento di altri e ha nominato esplicitamente Napolitano; ma è chiaro che non c’è solo Napolitano. Prima ancora di Napolitano c’era la banca J. P. Morgan che in un documento del 2013, in nome del capitalismo vincente, aveva indicato quattro difetti delle Costituzioni (da lei ritenute socialiste) adottate in Europa nel dopoguerra: a) una debolezza degli esecutivi nei confronti dei Parlamenti; b) un’eccessiva capacità di decisione delle Regioni nei confronti dello Stato; c) la tutela costituzionale del diritto del lavoro; d) la libertà di protestare contro le scelte non gradite del potere.
Prima ancora c’era stato il programma avanzato dalla Commissione Trilaterale, formata da esponenti di Stati Uniti, Europa e Giappone e fondata da Rockefeller, che aveva chiesto un’attenuazione della democrazia ai fini di quella che era allora la lotta al comunismo. E la stessa cosa vogliono ora i grandi poteri economici e finanziari mondiali, tanto è vero che sono scesi in campo i grandi giornali che li rappresentano, il Financial Times ed il Wall Street Journal, i quali dicono che il No al referendum sarebbe una catastrofe come il Brexit inglese. E alla fine è intervenuto lo stesso ambasciatore americano che a nome di tutto il cocuzzaro ha detto che se in Italia viene il NO, gli investimenti se ne vanno.
Ebbene quelle richieste avanzate da questi centri di potere sono state accolte e incorporate nella riforma sottoposta ora al voto del popolo italiano. ”
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Anthony
La Commissione Trilaterale, fondata da Rockefeller, è formata da esponenti di Stati Uniti, Europa e Giappone. La giornalista (?) Monica Maggioni sarà presto nominata Presidente della Trilateral Italia.
Fanno tutti parte di unica grande famiglia…!

SONO PER IL SI’
tutti i media, le banche, i poteri forti, gli industriali, i corrotti, i corruttori, i mafiosi, gli armaioli, i concessionari di stato, i petrolieri, le cooperative rosse bianche verdi e a pallini, i petrolieri, gli armaioli, la finanza, le multinazionali, big pharma, i verdiniani, gli evasori, i truffatori bancari, gli scudati, quelli dei vitalizi, i politici inquisiti, quelli delle megapensioni e buonuscite e boIardi e manager di stato, i padroni tutti, gli inquinatori, gli (im)prenditori, le multinazionali della sanità acqua pensioni private, ecc.
Per farla breve il 10×100 che si appropria del 99×100 della ricchezza prodotta in Italia dai lavoratori.
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Schiavidellelobby
Ma quale sinistra volete rappresentare? Voi senza idee, senza innovazione e seguaci del pensiero unico del profitto finanziaria speculativo internazionale.
Perfino un destro cardinale ha un pensiero più valido ed una idea più di sinistra della vostra per la soluzione quando dice: “Se la politica continuerà a piegarsi e a propagandare il pensiero unico imposto dalle multinazionali e dalle lobby finanziarie ad esse connesse in un gruppo di potere sovranazionale, a danno dei popoli ed ad esclusivo loro interesse, condizionante la democrazia mondiale nei trattati e nelle scelte dei singoli stati,l’umanità si avvierà verso un disastro ecologico, umanitario e morale con risvolti antidemocratici, quali noi neanche possiamo immaginare…..
Voi siete peggio delle destre, perché voi siete al di sopra dell’ideologia, al di sopra dell’umanità, al di sopra del sociale, degli individui, delle associazioni, delle imprese o dei comitati, o delle chiese o di qualsiasi genere di moralità.
Voi siete voi e siete per voi.
Voi siete un clan, una famiglia, una setta, che in virtù dell’essere solo per voi stessi, nel vostro patto scellerato di fede in voi stessi e di fedeltà al vostro clan, gruppo di potere, potete avere il vostro successo solo in virtù del maggior danno che create a tutti gli esclusi dal vostro clan, dalla vostra famiglia e dai vostri comuni interessi e malaffari.
Sistema massonico e delle associazioni segrete per paradelinquere.
Ad associazioni paramafiose e dediti alla paradelinquenza, si addicono e sono favorenti le leggi maggioritarie e gli accentramenti di potere, che le pongono al riparo della necessità di dare qualcosa anche a chi e fuori dalla famiglia per poter mantenere il potere, o dalla necessità di mediazione e redistribuzione a favore della maggioranza dei non affiliati e non rappresentati (vulnus della democrazia democratura, non più rappresentante degli interessi dei più e della democrazia o del buon funzionamento e sostenibilità del sistema, ma di quelli di una ristretta cerchia a danno del sistema, della maggioranza, della sostenibilità). Voi siete le cavallette cambiano pelle (da verde a marrone) e diventano locuste anche carnivore per distruggere quel poco che ancora si era salvato da voi.
Solo grazie ad un sistema maggioritario ed ad un aumento di accentramento di potere, può continuare a vivere, sopravvivere, anzi prolificare un sistema tutto dedito a togliere ai più per dare sempre di più ai suoi fedelissimi affiliati e continuare a mantenere od addirittura aumentare gli affiliati e il potere.
Voi siete la finanza speculativa internazionale. La massoneria delle banche e delle multinazionali.
Voi siete esclusivamente il parassitivismo sugli altri, che si annidava nella sinistra e nel centro e nella destra, depurato da qualsiasi ideologia di sinistra, di centro o di destra e da qualsiasi interesse a fare politica (programmare, pensare per il futuro, essere statisti), ma totalmente impegnati all’occupare, prendere, profittare del potere del momento e nel saprofittare delle possibilità di arricchimento insite nel malaffare e delle pieghe di tutto ciò che è marcio e sbagliato in Italia, in Europa e nel mondo, senza alcun interesse a cambiarlo o a migliorarlo, anzi.. (questo è il vostro saper fare, saper saprofittare dei malanni del sistema che vi ospita, come tutti i parassiti fin alla consunzione del corpo che vi ospita).
Certo è la giusta strategia personale per chi si vuol arricchire ed aver successo nella vita, in politica o negli affari, ma è ciò che fa la differenza fra voi e gli statisti o i costituenti che fecero al Costituzione.
E soprattutto è ciò che porta voi a distruggere e non a costruire ed ad essere un innesco per il crollo della sostenibilità di un sistema Paese, per l’autoconsunzione, la recessione, le guerre, la rivoluzione.
Per questo a voi non farei scrivere neanche il menu di un ristorante, figuriamoci una riforma costituzionale
In questo blog siamo tutti convinti che le cose non funzionano che l’Italia va male, che cosi non và.
Ma in tutto ciò vi sono i “savi”, quelli a cui le cose van bene cosi e va bene cosi e quindi gli stan bene questi soliti politici e la solita politica.
Sono i prenditori, i megapensionati, gli scudati, gli evasori, i vitalizati, i ricchi, i padroni, quelli della casta, gli abusivi, i detentori e gestori di potere pubblico e ricchezze e concessioni pubbliche (il 10% che detiene il 90%), che guai a cambiagli un sistema in cui saprofittano cosi bene (i parassiti).
Quelli, per intenderci, che continuano a pontificarci le loro teorie per cui è giusto cosi e chi vuol cambiare andando a sinistra non può essere che un destro, un fascista ed un antiprogressista, populista, o nella migliore delle ipotesi un don Chisciotte contro i mulini al vento.
Per loro, oramai, essere di sinistra corrisponde al loro sistema di privilegi da difendere ed alla difesa del loro clan di affiliazione ad oltranza, con politiche sempre più reazionarie, liberticide, antilibertà di informazione e di controllo dei gangli del consenso, accentratrici di potere (da garantirsi con leggi elettorali maggioritarie), riforme costituzionali e raggiri e mezzucci (da venditori di auto usate), usando appieno i soldi pubblici ed i mezzi pubblici per far ciò, per truffare ingenui elettori e cittadini (compreso le elargizioni di elemosine con soldi pubblici pre votazioni, da poi riprendersi con interessi in tasse e riduzione del welfare).
Per assicurarsi poi la sostenibilità di questo sistema di potere, con le entrate ed i soldi necessari per loro e i loro affiliati, lobby di sostegno, poteri forti che li sostengono ecc., sono disponibili a vendere tutto: diritti dei lavoratori, democrazia welfare, giustizia sociale e non, legalità, salute pubblica, vita dei lavoratori e cittadini e pensionati e loro sicurezza, sanità acqua pubblica, territorio, demanio, beni ambientali e artistici ed architettonici, pensioni pubbliche, e perfino la sovranità popolare e nazionale e territoriale.
Poi ci sono i “malati” che invece dicono che cosi non va, che le vostre son politiche di estrema destra, avete sbagliato tutto, state approfittando troppo, vi comportate come padri di famiglia ludopatici, che per continuare l’andazzo dei loro vezzi e vizi, si mettono in mano agli usurai, promettono agli amichetti di costruire ponti, tav, acquistare f35 portaerei e sommergibili, fare expo, olimpiadi, mondiali, guerre per conto terzi, ospitare in casa estranei in numero esorbitante, ristrutturare le banche degli amici a spese proprie e senza pretenderne la proprietà, comprare auto di lusso e moto di lusso e barche di lusso ecc. ai figli che li appoggiano. Rinunciano a pretendere la riscossione e i danni dai loro creditori (evasori, scudati, concessionari, gestori gioco d’azzardo, petrolieri, inquinatori, abusivi, cementificatori, imbroglioni, truffatori, banchieri, bancarottieri, (im)prenditori, concessionari ecc.)
E tutto questo mentre, in contemporanea, si prendono la pensione dei genitori e dei figli invalidi per giocarsele al bar con gli amici, smettono di pagare l’assistenza e le cure agli invalidi di famiglia, la scuola e i libri e l’università ai figli che studiano, le spese alla moglie incinta per i pannolini e le cure dei neonati e i soldi per il ginecologo, ed in contemporanea si vendono gli edifici delle imprese e gli strumenti di lavoro per prenderli in poi in affitto, si giocano (derivati, investimenti finanziari a rischio certo, degli enti e ministeri, ecc.) gli stipendi dei dipendenti ed i soldi dei loro contributi e la cassa delle aziende (cassa depositi e prestiti), si vendono le proprietà e vanno in affitto per viveri loro e famiglie, si vendono i gioielli di famiglia sempre per andare al bar a giocarseli e goderseli con gli amici e i figli che li appoggiano, danno in concessione infinita a pochi spiccioli i loro pozzi d’acqua, di petrolio, le loro terre, castelli e beni, accollandosi anche i danni e l’inquinamento e le spese che i concessionari dovessero procurare, regalano agli amici e svendono le parti produttive delle loro attività per tenersi quelle passive.
Vogliamo continuare?
..
http://masadaweb.org

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