Nuovo Masada

settembre 28, 2016

MASADA n° 1793 29-9-2016 IL PONTE DI MESSINA E L’ORRORE COSTITUZIONALE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:15 pm

MASADA n° 1793 29-9-2016 IL PONTE DI MESSINA E L’ORRORE COSTITUZIONALE.
Blog di Viviana Vivarelli

La protesta del sindaco di Messina – Il menomato morale – Il ponte record non sarà mai costruito – Il Canton Ticino vota NO ai frontalieri italiani – E’ tempo dei mea culpa – Vitalizi – Il debito di Roma è do 13 miliardi – La prescrizione – Dario Do e l’Italicum – La verità sul referendum: gli ordini dell J P Morgan e della Trilaterale – Be nice = Fate i bravi!

Avevo sperato di essere soltanto ridicolo, ma viviamo in un mondo in cui essere ridicoli non è facile; ci sono troppi esseri umani che non vogliono ridere, che non riescono a pensare‘. [K.V.]

Sotto il ponte di Messina
Renzo fa la sua cacchina
La fa dura dura dura
il dottore la misura
La misura è trentatre
uno, due e tre….
Renzi che ti credi un re
a star fuori tocca a te.

.
Dopo i cannoli di Cuffaro
la cassata alla corleonese di Renzi.

Tra poco ricominciamo con i torrenti della Liguria che esondano, le alluvioni in Veneto, le frane in Campania, gli smottamenti in Toscana… e questo dementino prezzolato tira fuori il Ponte di Messina!!!!???? E’ andato dalla Merkel a piagnucolare che non ha i soldi per i terremotati e la Merkel gli ha riposto: “Arrangiati!” . E cosa penserà ora di lui la stessa Merkel davanti a questa sparata megagalattica del Ponte? Che siamo tutti c r e t i n i ????
.
Renato Accoriti, Sindaco di Messina:
“Qui le autostrade restano chiuse per frana. Renzi l’ho visto poco tempo fa in Calabria per l’inaugurazione dell’elettrodotto Terna: diceva che non era totalmente contrario al Ponte ma che prima ci volevano le infrastrutture. Quindi o quella di oggi è una battuta o ci prende in giro” non riusciamo a parlare al telefono perché io sono in macchina e dato che non ci sono i ripetitori cade la linea (che infatti cade 4 volte in pochi minuti, ndr). Non ci sono le strade, i porti, i porti commerciali, le autostrade: non abbiamo le basi per poter vivere e ci parlano di Ponte. Le strade sono utili, le scuole sono utili, le opere culturali sono utili. Io non sono contro il cemento: il cemento quando viene utilizzato bene è sinonimo di sviluppo. Ma il Ponte è utile a che cosa? Non diciamo stupidaggini”. Utile a togliere la Calabria dall’isolamento? Ma quale isolamento? Il Giappone è isolato solo perché è un’isola? Noi abbiamo bisogno di infrastrutture che ci portino dal medioevo alla modernità, da mezzo secolo siamo abbandonati a noi stessi. Abbiamo bisogno delle basi per avere sviluppo, per potere lanciare nel mondo le nostre bellezze naturali, artistiche e architettoniche. E basta con questa teoria dei posti di lavoro ha davvero rotto i coglioni. È fastidiosa e populista oltre che falsa. Anche fare i buchi a terra per poi assumere gente che li copre crea lavoro: è un’offesa alla nostra intelligenza. Non capiscono che se rilanciassero davvero il Sud sarebbe l’intero Paese a beneficiarne: il Mezzogiorno è il gioiello d’Italia dimenticato da tutti. È come avere una gamba che va in cancrena e fregarsene. I o sono il sindaco di Messina e per anni ho guidato gli attivisti che dicevano No al Ponte: abbiamo cominciato in 10, siamo arrivati ad essere 25mila per le strade della città pur avendo partiti e giornali contro. Ma poi cosa pensano di risolvere con un ponte di 3 chilometri se poi ad essere collegate sono due regioni dove non c’è assolutamente nulla?. Peccato che questa sia solo un’opera dai costi enormi, sorpassata dalla storia e anche dall’economia. Secondo lei come mai non è arrivato nessun privato a metterci i soldi? Parlano di project financing, ma gestirlo non converrebbe mai a nessuno: solo a chi lo costruisce con fondi pubblici. Senza considerare il rischio terremoto. Renzi dovrebbe chiamare il geologo Mario Tozzi e farsi spiegare che lì dove loro vogliono piazzare i pilastri c’è la faglia sismica più pericolosa del Mediterraneo: se lo faccia spiegare e poi costruisca pure il suo Ponte. Renzi aveva detto anche che prima del Ponte doveva arrivare l’acqua a Messina: è mai arrivata? Non hanno mai messo in sicurezza una montagna, che è caduta danneggiando l’acquedotto. Noi abbiamo trovato una soluzione per ripristinare tutto con un bypass ma la montagna non è ancora stata messa in sicurezza. Cosa fanno ai piani alti? Fanno capire che la colpa è del sindaco: ma in quale Paese le infrastrutture sono a carico dei comuni? Questo è un atteggiamento criminale: non possiamo andare avanti così. Altro che Ponte!”

IL MENOMATO MORALE
Beppe Grillo

Il MoVimento 5 Stelle è riuscito, grazie a Virginia Raggi, a bloccare le irresponsabili Olimpiadi del 2024 a Roma, ma non siamo ancora riusciti a frenare gli appetiti malsani di chi vuole fare a tutti i costi grandi opere inutili con i soldi dei cittadini. Il Menomato Morale oggi ha detto che è pronto ad aprire i cordoni della borsa (di soldi pubblici dei cittadini) per far ripartire il progetto del Ponte sullo Stretto, un’opera costosissima, inutile e in piena zona sismica.
Un’opera che non vedrà mai la luce, già costata circa 600 milioni di euro ai contribuenti, per il quale Monti stanziò 300 milioni per il pagamento delle penali per la NON realizzazione del progetto. Secondo il piano economico, approvato dal consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina Spa il costo dell’opera sarebbe di 8,5 miliardi di euro, mezzo Reddito di Cittadinanza con cui il M5S salverebbe 10 milioni di italiani dalla fame. Un ponte di 3.000 metri con profilo aerodinamico non è mai stato fatto prima d’ora. Non c’è la sicurezza che regga, in particolare in una zona altamente sismica (ricordate il terremoto di Messina?) e con correnti fortissime. Non gli basta il record di 80 miliardi di aumento del debito pubblico nei primi sei mesi di quest’anno, ne vuole creare altro senza portare alcun beneficio ai cittadini.
Qualche anno proprio Renzi diceva “Continuano a parlare dello Stretto di Messina, ma io dico che gli otto miliardi li dessero alle scuole per la realizzazione di nuovi edifici e per renderle più moderne e sicure”.
La sua parola non vale nulla.
Il 4 dicembre si avvicina.
.
Viviana
Sul Ponte sullo stretto, si è stipulato a suo tempo un patto tra ‘drangheta calabrese e mafia siciliana per la spartizione degli appalti, sono queste le forze da cui Renzi cerca appoggio e voti, nella più bieca continuazione del programma delinquenziale berlusconiano.
Per fare il Ponte si preventiva una spesa di 8 miliardi e mezzo. Renzi pensa di tagliare 7 miliardi alla Sanità. Avete idea di cosa questo significhi?
.
DA SEMPRE UN GRAN BUGIARDO!
«Vogliamo un Paese che preferisca la banda larga al ponte sullo Stretto; che dica no al consumo di suolo e sì al diritto di suolo».
(Attuale PDC, Carta di Firenze, 7 novembre 2010).
Er caciara
.
Massimo D’Alema parla di “omaggio” e poi rincara: “Chi sta consegnando il Paese a Grillo non è il No, è Renzi. Questi sono i dati elettorali”. Renzi “ha rotto con milioni di elettori di sinistra che non si riconoscono più nel Pd perché lo vedono come il partito che toglie le tasse ai ricchi e fa lo Stretto di Messina”.

La Boldrini: “Se dovessi decidere le priorità, per me non sarebbe quella. Sarebbe rilanciare il lavoro al Sud e poi mettere in sicurezza il nostro territorio”, ha detto intervistata a Di martedì su La7. “Se abbiamo poche risorse dobbiamo usarle per mettere in sicurezza il nostro territorio, anche in Sicilia e Calabria che sono regioni sismiche. Prima pensare alla sicurezza dei cittadini poi al resto”, ha concluso.
Nel novembre 2015 diceva: “Prima bisogna realizzare e completare opere strategiche per la Sicilia” a partire da “l’acqua di Messina, i depuratori e le bonifiche” e dal completamento della Salerno-Reggio Calabria. Ora il tempo dei “se” e dei “ma” è finito ed è, evidentemente, il momento dei grandi spot: secondo Renzi il Ponte sullo Stretto di Messina può creare “100mila posti di lavoro” e sarà il completamento naturale della Napoli-Palermo.

Nino Negrogno
Renzi è arrivato al ponte sullo stretto, tra un po’ dice che Ruby è la nipote di Mubarak.
.
a.mazed
Renzi: ‘Il ponte sullo Stretto sarà un simbolo dell’Italia.’ L’anello di congiunzione tra dissesto e siccità.
.
Ilmiozio
U ponte supra lu strittu i Missina?
…E l’acqua ppe ‘mpastari u cimentu unni minchia ‘a pigghiamu?
(Per gli idioti che applaudono, ricordiamo che la Sicilia è sena’acqua e che l’acqua la importano dall’Italia con le autobotti).
.
Miguel Mosè
Alfano rilancia il progetto per collegare la Sicilia e la Calabria: un’unica grande mafia.

Marcthulhu
Alfano: “Non vediamo la ragione per la quale non si debba più parlare di ponte sullo Stretto”. “La mafia ci teneva così tanto… ”
.
Skrena
Torna in pista il ponte sullo Stretto di Messina.
4 milioni di italiani si sono drogati nel 2014.
Dev’esserci una relazione..
.
Marco Travaglio
“Se il ponte sullo Stretto di Messina era porcata e favore alle mafie quando lo proponeva Berlusconi lo è anche adesso”.

IL PONTE DEI RECORD NON SARA’ MAI COSTRUITO

Lungo 3.666 m., sarà il ponte più lungo del mondo, quasi il doppio del ponte-record Akashi Kaikyo giapponese.
Con una campata centrale(sospesa nel vuoto) di 3.300 m, avrà una larghezza di 60,4 m e torri di sostegno alte 382 m. Disporrà di 6 corsie stradali e 2 binari e potrà far transitare 6.000 veicoli l’ora e 200 treni al giorno.
Costerà 8,5 miliardi di euro sulla carta,ma conosciamo i moltiplicatori X 5 o X 6 delle opere pubbliche italiane. Se, uscendo dalle menti folli dei suoi progettisti, fosse costruito davvero, sarebbe una delle più grandi tragedie economico-finanziarie nella storia dell’edilizia civile mondiale.
Eppure c’è chi, come B, contò proprio sull’effetto propaganda del Ponte. Per non parlare delle ricadute perverse, in termini economici e di etica, che la sola progettazione ha già innescato. Dietro si intravede l’obiettivo finale che, ignorando in modo palese il rapporto costi-benefici, mira soltanto ad innestare un enorme volano di spesa pubblica a vantaggio di poche e ben selezionate imprese. Per non parlare degli interventi troppo prevedibili della criminalità organizzata,‘Ndrangheta e mafia.
Perversa è l’idea di ingegneria finanziaria del progetto. Dietro c’è la Società Stretto di Messina Spa (organismo di diritto pubblico), che sarà anche responsabile dell’intero processo di realizzazione e gestione dell’opera. Per la realizzazione verrà coinvolto il General Contractor, figura già utilizzata per la costruzione della TAV Roma-Napoli all’inizio degli anni 90. E’ tale soggetto che realizza l’opera,assumendosene il rischio tecnico, ma non quello finanziario ed è l’Associazione Temporanea di Imprese formata da Impregilo Spa e mandanti come la Sacyr S.A. (Spagna), la Società Italiana Per Condotte D’Acqua Spa,la Cooperativa Muratori & Cementisti-C.M.C. di Ravenna (cooperativa rossa), la Ishikawajima-Harima Heavy Industries CO Ltd. (Giappone), la A.C.I. S.c.p.a-Consorzio Stabile. Incaricati della progettazione sono, invece, la Cowi A/S (Danimarca), la Buckland & Taylor Ltd (Canada) e la Sund & Baelt A/S (Danimarca).
.
Qfwfq
E il recupero del dissesto idrogeologico del territorio? Anche la prevenzione crea posti di lavoro e ha il doppio vantaggio di evitare che eventi tragici si ripetano puntualmente con la stessa vioIenza ma evidentemente il Ponte attira più elettori della messa in sicurezza del territorio nonostante il recente sisma che ha colpito la zona di Amatrice ci ricordi quanto l’Italia sia fragile e inadeguata e le promesse di Renzi solo un misero e insignificante spot elettorale per raccattare consenso.
Opere come questa, controversa e inutile, potranno essere approvate tout court se passasse la riforma in virtù della “clausola di supremazia statale” ripristinata con la modifica dell’articolo 117 che consente allo Stato di imporre le sue leggi a livello locale senza che le autonomie locali possano più dire alcunché. Gasdotto Tap, trivelle in mare, Tav, Ponte sullo stretto: dovremo accettare obtorto collo tutto quello che impone il governo.

Frank
Intendo rivolgere il mio pensiero alle vittime del terremoto, a coloro che sono salvi, a coloro che hanno perso i loro cari, i loro affetti, ricordi. . All’Aquila, e dopo ad Accumoli, Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto. . Ed a tutti coloro che, per le medesime o analoghe ragioni, ingiustamente soffrono.. Qui perdiamo nostri concittadini e patrimoni storici , di memoria ed arte , di tradizioni di valore inestimabile, non calcolabile ed invidiati nel mondo .. E sempre qui si propone una idea demenziale sia dal punto di vista geologico, sia da quello economico. . Principalmente da quello delle priorità. . Verranno prima le necessità di chi ha perso tutto o no? Ha più valore Amatrice dell’Impregilo o no?
.
BALLE PIU’ BALLE

“Un Paese che preferisca la banda larga al ponte sullo stretto, che dica no al consumo di suolo e sì al diritto di suolo”
Matteo Renzi, 7 novembre 2010

“Vogliamo scuole sicure e niente ponte sullo stretto”
Matteo Renzi, 1 ottobre 2012
.
Nix87
Renzi non ci sta più con la testa, altri soldi buttati nel carrozzone della società per la fattibilità della costruzione del ponte…che migliorassero prima le linee ferroviarie e stradali sia in Sicilia che in Calabria dato che sono, oggettivamente, peggio della Grecia…voglio anche ricordare che in molti comuni della Sicilia non si ha acqua corrente!! Da oltre 100 anni! Il sud sembra la brutta copia del Burkina Faso…

Simone Il Nox
Il mio dentista sostiene che in questo caso il ponte non sia adeguato. Meglio una corona (in testa al nuovo monarca). O un impianto (al cervello).
.
Giova
“Una follia per il Meridione e siamo stanchi degli annunci sui posti di lavoro. Ci sono motivazioni forti che ci spingono a dire di no e nessuno si azzardi, neanche Renzi, a parlare di Ponte sullo Stretto perché divento una belva. Vogliono fare populismo ma la nostra città si opporrà in tutti i modi”. Lo ha detto in un’intervista a Radio Montecarlo il Sindaco di Messina Renato Accorinti commentando l’ipotesi ventilata dal Premier Renzi di sbloccare i lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina.
Oggi, da Salerno in giù c’è il deserto infrastrutturale e la Sicilia ha la peggiore ferrovia d’Europa, andiamo ancora a binario unico e a gasolio. Ora cosa vuole fare il Presidente del Consiglio? Spendere cifre inimmaginabili per 3 km di ponte che collega due pezzi di deserto? Basta populismo, ci opporremo in tutti i modi.”
..
ALESSANDRO DI BATTISTA
Forse non tutti sanno che nel 2012 Mario Monti per pagare le penali ai costruttori per lo stop al progetto del Ponte sullo Stretto spese oltre 300 milioni di euro di denaro pubblico. Soldi nostri insomma. Trecento milioni, mica bruscolini e solo per pagare le penali. Chiaramente allora Monti, come sulle olimpiadi, venne applaudito dal PD. Lo stesso Renzi criticò aspramente il ponte. Ma oggi, magicamente, il Presidente del consiglio delle banche cambia idee e rilancia il progetto. Il ponte non si farà mai ma magari si inizierà l’ennesimo studio, lo si affiderà ai soliti costruttori e quando verrà bloccato di nuovo gli si pagheranno penali milionarie. Questo è il giochino. Alcuni costruttori possiedono i giornali e i giornali servono a Renzi. Tutto torna insomma, tranne i conti dei soldi nostri. Dateci una mano per far vincere i NO, è questa oggi la partita!

Mauritius
“C’è gente che crede ragionevole ciò che vien fatto con una faccia seria.” Georg Christoph Lichtenberg…. nonostante la faccia, Renzi non è serio per un’opera faraonica, inutile, costosa oltre ogni decenza, difficilissima tecnicamente, dal punto di vista realizzativo alcuni la ritengono impossibile che perduri in una zona di tale sismicità, fonte di probabile corruzione ed infiltrazione mafiosa….. Renzi deve solo vergognarsi di riesumare qualsiasi idea berlusconiana di sviluppo per non dire liberista e ridicolmente basata sempre e solo sui soldi dei contribuenti che sono in grandissima maggioranza dipendenti e pensionati
se un’opera quasi inutile si fa per dare lavoro, vi sono diecimila cantieri da aprire per scuole, sanità, economia verde etc…. che darebbero sviluppo vero
.
Le opposizioni: “E’ disperato, vuole vincere così il referendum”. Boldrini: “Non è priorità”
.
CALENDA ministro dello sviluppo
Calenda, ex assistente personale di Cordero di Montezemolo, passaggio in Italia Futura, poi candidato non eletto con Scelta Civica, di cui rappresenta l’ala destra e infatti, dopo le elezioni, propone l’alleanza con Berlusconi.
Infine nel PD, dove lo fanno prima viceministro e poi ministro.
Un comunistone, proprio.”
Come si dice: “Errare humanum est perseverare autem diabolicum”.
Bersani lo vorrebbe PdC, ma Renzi lo ha fatto prima viceministro e poi ministro.
.
IL CANTON TICINO VOTA IL NO AI FRONTALIERI ITALIANI
Viviana

Mi sembra tutto molto improponibile. Abolirebbero di colpo 65.000 lavoratori italiani? Non esiste. E ci sarebbero 65.000 lavoratori svizzeri pronti a sostituirli?
La vedo dura.
E poi quanto valore ha su territorio nazionale il voto di un solo cantone su 26?
Un solo Cantone può farsi delle leggi per proprio conto?
Il Canton Ticino a 336.000 abitanti, abolirebbero in un colpo solo 65.000 Lavoratori? E i posti rimasti vuoti chi li occupa? I Ticinesi?
L’intera Svizzera a oggi denuncia 142.858 disoccupati. Sarebbero tutti pronti a fare gli stessi lavori dei frontalieri italiani?
Dire che essi avrebbero fatto abbassare il costo del lavoro mi sembra una balla. Se ci fossero buone e giuste leggi pubbliche che regolano il lavoro, pagare sotto costo diventerebbe illegale. Questo può avvenire dove c’è lavoro nero incontrollato come in Italia, non nella legalitaria Confederazione elvetica dove se butti la carta di una caramella per terra ti multano.

E’ IL TEMPO DEI MEA CULPA
Bruno P. Napoli

Il governo ha deciso la data del referendum rimandando l’inevitabile di qualche mese ma è arrivato il tempo di tirare le somme di ciò che sta avvenendo in Italia e nel mondo.
Il “bagno” di consensi che Renzi & Co hanno avuto alle scorse europee non è servito certo a legittimare un governo degno di questo nome e da lì ad oggi l’Italia è uno dei paesi più isolati d’Europa mentre tutti gli europeisti dell’ultimo minuto se la sono data a gambe sulla scia di una forzata immigrazione figlia delle politiche scellerate occidentali dove l’Italia ha fatto la sua parte.
Certo non si possono vendere armi ai sauditi e pretendere la pace in Siria né si può estrarre petrolio dalla Libia senza scatenare una guerra tra le diverse fazioni che trattano con i governi per avere la propria ricompensa.
Si perché qualcuno dovrebbe spiegare agli Italiani che la nostra cara democrazia è andata a farsi fottere nel momento in cui abbiamo deciso di abdicare per il petrolio insieme ai nostri “fidi” compari colonialisti e tutto ciò che si può cavare dal Medio Oriente e dall’Africa per assicurare il benessere della nostra miseranda vita.
La spoliazione dei diritti universali dell’uomo ha permesso la svalutazione globalizzata del lavoro e la cancellazione delle tutele sanitarie e sociali aprendo la strada a multinazionali e corporazioni che in Africa stanno sottraendo territori agli abitanti mentre in patria si divertono a fare profitto su licenziamenti e stipendi da fame.
Non so in cosa sperasse questo governo pseudo socialista e finto europeista in materia economica ma quello che vedo crescere è l’impoverimento generale e il crollo del nostro sistema bancario che ora pretende i soldi dai correntisti per pagare liquidazioni milionarie e prestiti insostenibili che vanno sotto la voce di “crediti inesigibili”.
Il 4 dicembre si vota il referendum costituzionale?E’ come un tormentoni estivo che ascolti mille volte per far finta di non pensare al peggio che arriva.
.
VITALIZI
MoVimento 5 Stelle Puglia

Nei mesi scorsi il Movimento 5 Stelle Puglia ha per la prima volta reso pubblico l’elenco dei 208 ex consiglieri regionali o familiari, che ad oggi percepiscono i vitalizi. Si tratta di vere e proprie pensioni d’oro che arrivano pensate fino ad oltre 11.000 € al mese dopo solo 3 legislature mentre un cittadino qualsiasi matura il proprio diritto ad una pensione, spesso da fame, dopo almeno quarant’anni.
Contestualmente noi del Movimento 5 Stelle Puglia abbiamo presentato una proposta di legge che chiede l’abolizione dei vitalizi e il ricalcolo degli stessi secondo il metodo contributivo in modo che chi oggi percepisce ad esempio 8000€ arrivi a percepirne 2400€, una pensione più che dignitosa.
Questo perché la pensione è un diritto, mentre il vitalizio è un insostenibile privilegio.
Solo in Puglia infatti i vitalizi costano ai pugliesi circa 15 milioni di euro l’anno e se la nostra proposta divenisse legge ci permetterebbe di risparmiare ben 10 milioni. Pensate che, secondo i calcoli che abbiamo fatto sulla base dei dati ISTAT, eliminare il privilegio a queste 208 persone permetterebbe di dare un reddito di cittadinanza a ben 4460 famiglie!
Nei giorni scorsi abbiamo toccato il fondo. L’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, presieduto dal consigliere PD Mario Loizzo, ha addirittura pensato bene, facendo seguito a quello che era un mero parere dell’agenzia delle entrate e non un obbligo, addirittura di abbassare la tassazione IRPEF sui vitalizi. Questo si tradurrà in un aumento anche di 700€/800€ per chi oggi già percepisce pensioni da favola.
Se siamo arrivati a questo livello di ostilità sociale è perché le persone sono esasperate e proprio approvando le nostre numerose proposte di legge (che per adesso sono ferme a prender polvere) si potrebbe ridurre l’astio fra i cittadini e la politica.
Abbiamo bisogno che il Presidente Emiliano esca dagli studi televisivi e inizi ad occuparsi dei problemi della Puglia per i quali in campagna elettorale sembrava avere tante soluzioni e che il presidente del consiglio Loizzo calendarizzi la nostra proposta di legge.

IL DEBITO DI ROMA E’ DI 13 MILIARDI

Peccato che la maggior parte delle città che hanno ospitato i giochi olimpici siano rimaste con debiti stratosferici. E dovrebbe fare eccezione proprio Roma col casellario giudiziario che si ritrova?
Roma ha un debito gigantesco. Lo pagheremo almeno fino al 2048. Pagando più tasse e addizionali ancora per 33 anni. E una delle poche certezze sul debito mostruoso di Roma. Ogni anno si mangia almeno 600 milioni di euro di soldi pubblici. Questa è la spesa effettiva per pagare gli interessi, stando ai documenti pubblici. Documenti da prendere con cautela, perché ogni anno spuntano nuovi debiti «fuori bilancio» per decine o centinaia di milioni, come annotano nelle relazioni annuali i componenti dell’Organismo di revisione economico-finanziaria sul rendiconto del Comune
All’arrivo di Rutelli, Roma aveva già un debito di 3,6 miliardi, con Rutelli il debito è aumentato di circa 2,31 miliardi. Poi arriva Veltroni, lascia il Comune con debiti per 6,95 miliardi, cioè un miliardo e 21 milioni in più rispetto all’addio di Rutelli. Con le successive elezioni Roma passa alla destra, Alemanno che accusa Veltroni di aver «occultato» alcuni dati di bilancio, sostiene che ha nascosto un debito «contrattualizzato» per 1,277 miliardi (linee di credito non ancora “tirate” per cantieri aperti) e che, se si considera quanto «programmato», il debito schizzerebbe di ulteriori 1,54 miliardi. Arriva la Raggi e si trova un debito di 13 miliardi !!!! Quante città al mondo pensate abbiano un debito simile?
E ora, dopo questi begli exploit di dx e sx, venite ad attaccare la Raggi se non si presta a un ulteriore sacco di Roma?? Ma cosa avete nel cervello? La segatura?
.
Stefano Fontana
Leopoldo, da quell’imbonitore che è, dichiara che in otto anni si fa piazza pulita dei ladri. Se avesse letto le jughurtine di Sallustio, saprebbe che a Roma la corruzione alligna da ben oltre duemila anni e se non è stato possibile estirparla a gente molto migliore di lui, sarà impossibile a chiunque. Poi, il problema della corruzione non è l’unico, perché vi si deve associare almeno quello dei costi, che sforano sempre il budget, raddoppiandolo quando non lo triplicano e non accade solo a Roma, perché Mose docet, un’opera che finora ha assorbito il triplo del preventivo per non funzionare. La smetta e faccia, per una volta, la persona seria, quella, cioè, che almeno finge di riflettere, perché non si va avanti a forza di l’Italia ha un grande cuore o una grande anima o eccezionali capacità, dai che ripartiamo e compagnia cantando.

MAURIZIO VENEZIA
Renzi è realmente pericoloso a causa della sua sciatteria ed ignoranza. Parla a ruota libera, spara cavolate di continuo (tipico dei pallonari) ma soprattutto è sempre pronto a genuflettersi i potenti e non ha scrupoli verso la povera gente. (Spinge per le Olimpiadi e taglia un altro miliardo e mezzo alla sanità). E’ disposto a sacrificare una democrazia perché si sente un eletto (pur non avendo mai partecipato a una elezione). I danni che sta facendo stanno diventando epocali per l’incapacità che ha messo in campo. In Europa se ne sono accorti e cominciano a marginalizzarlo e lui finge di attaccare l’Europa quando gli è venuta un ernia al disco da tanto è stato genuflesso. In quanto alla Raggi, ha fatto strabene a togliersi di mezzo le olimpiadi perché conscia che i costi avrebbero superato di gran lunga i benefici e che tali costi poi sarebbero stati pagati dai poveri sudditi, pardon cittadini
.
Marco Falco
Renzi sul NO alle olimpiadi ha detto che “la Raggi ha sbagliato mestiere”. Alza i toni l’ometto delle banche. Evidentemente anche lui (come Malagó e Montezemolo) avrà ricevuto numerose telefonate da qualche ras del cemento a cui aveva fatto troppe promesse. Me lo immagino a giustificarsi. “Non è colpa mia. Anzi domani l’attaccherò”. Matteo so che sei allergico alla democrazia ma te ne devi fare una ragione. Voi
avete impostato la vostra campagna elettorale esclusivamente sulle olimpiadi e avete perso. Voi avete sostituito la parola “periferie” con la parola “Caltagirone” e avete perso. Voi vi fate scrivere le riforme costituzionali dalla JPMorgan e da Verdini e speriamo che vada come deve andare…

Viviana
La Boschi non si può più vedere e dove appare viene contestata. Ormai, dopo il fattaccio di Banca Etruria e i salvataggi di Stato, è vista come una appestata e i frodati delle banche assassine aspettano solo che si presenti da qualche parte per fischiarla. Nei sondaggi sta insieme alla Madia e alla Giannini tra le impresentabili. Il 51% degli italiani chiedono che si dimetta e le sue boiate non le sopporta più nessuno (“Se voti SI? combatti il terrorismo”.”Se voti No si aprono scenari di instabilità”. “Se vince il No anche io mi dimetto come Renzi”. ;a dove?? ” Se vince il SI? pagherete meno bollette”) Renzi ha cominciato a diradare le apparizioni televisive perché il pubblico non gradiva e cambiava canale. La Consulta rimanda la sentenza sull’Italicum perché se lo bocciava, faceva saltare la Boschi che ne è la madrina con la Finocchiaro. La gente si è stufata anche di un impianto mediatico a cui è stato ordinato di fare una campagna massiva sul SI’ e in cui si è visto chiaramente che non si è trovato uno straccio di giustificazione seria a una riforma che cambia 47 articoli della Costituzione affossando la democrazia e centralizzando il potere.
.
In Italia, grazie alle belle leggi fatte da Renzi e soci, ci sono in galera per corruzione 228 persone! In Germania ne hanno messi dentro 7.800 e puniscono i corrotti più dei pusher e se il corrotto è un politico, lo cacciano all’istante, non ne fanno un alleato di Governo! Però la colpa è della Raggi!? Ma fammi il piacere!
.
Dalla quarta di copertina del libro “Il Berluschino” di Michele De Lucia

Chi è Matteo RENZI “Da giovane faceva il portaborse di un deputato ex Dc. Da politicante nella Margherita era il galoppino di Francesco Rutelli. Poi, nutrito di tv e di berlusconismo, ha cominciato la sua scalata di potere, benedetta da Comunione e liberazione e dai Focolarini, una organizzazione ecclesiale. A partire dal 2004, per un decennio Renzi fa l’amministratore locale (presidente di Provincia e sindaco di Firenze) a colpi di slogan, populismi e demagogia, con una dedizione ossessiva ai mass media secondo la dottrina berlusconiana. Utilizzando le cariche pubbliche Renzi tesse la sua personale ragnatela di potere, il cui regista nell’ombra è l’ultracattolico Marco Carrai (ex Forza Italia), e il cui alveo internazionale scorre tra Washington e Tel Aviv. Alimentata da un fiume di denaro, la ragnatela del potere renziano viene sostenuta da organizzazioni cattoliche, da imprenditori e finanzieri, da scabrosi personaggi come l’americano Michael Ledeen e da Silvio BERLUSCONI in persona. Questo libro ricostruisce la scalata di Matteo Renzi culminata nella presa di palazzo Chigi. Alla guida di un governo nato da una crisi extraparlamentare, privo di viatico elettorale, espresso da un Parlamento delegittimato perché eletto con una normativa incostituzionale, basato su una ambigua maggioranza truffaldina rispetto al mandato elettorale. E con un governo del genere Renzi intende manomettere la Costituzione”.
..
LA PRESCRIZIONE

La legge anticorruzione varata da Monti nel 2012 (legge Severino) era incompleta ma le parti mancanti nemmeno dopo 4 anni sono state fatte. Mancano per es. un codice degli appalti, le previsioni sul falso in bilancio, leggi contro l’autoriciclaggio o contro il voto di scambio, si lascia troppo spazio alla prescrizione e non si parla di doppie o triple cariche (vietate dall’Ue, e i sindaci senatori sarebbero una di queste). Al contrario si tenta continuamente di vietare le intercettazioni e si aumentano le protezioni e i privilegi dei parlamentari.
UN GOVERNO CHE LA CORRUZIONE L’AUMENTA NON LA COMBATTE
Renzi, come Berlusconi prima di lui, non ne vuol sapere di limitare la prescrizione dei processi che blocca la sentenza e lascia impuniti i rei. 150mila processi ogni anno vengono chiusi per scadenza dei termini. Ogni giorno ne vanno in fumo 410. Ogni mese 12.500. Occorre eliminare una prescrizione che privilegia i più ricchi in grado di pagarsi abili avvocati e sfuggire alle condanne e tiene liberi i corrotti. Sono passati oltre 700 giorni da quando Renzi promise una riforma adeguata della prescrizione ma l’ingiustizia regna sovrana. Gli effetti più devastanti dell’attuale sistema ricadono sulle indagini per corruzione: nel 2013 per reati di corruzione è andato in fumo un processo su 10. Secondo la Camera, il 62% dei reati di corruzione transnazionale non arriva mai a sentenza. L’attuale legge aiuta i corrotti a sfuggire alle pene: il 13,7% delle prescrizioni riguarda i reati contro la PA e a beneficiarne sono soprattutto i funzionari pubblici corrotti. Il risultato è che i detenuti in carcere per corruzione nel 2015 erano solo 299 (a fronte di oltre 54.000 detenuti) contro i 7.800 della Germania che evidentemente ha leggi più serie.
E si ha la faccia di dire che la colpa è della Raggi che non è in grado di arginare la corruzione delle grandi opere pubbliche per sua incapacità?! E’ proprio il massimo dell’ipocrisia!

DARIO FO E L’ITALICUM

Diciamo la verità: i nostri governanti, dobbiamo ammetterlo, sono dei bugiardi patentati. Oggi propongono programmi, soluzioni che il giorno dopo sfacciatamente smentiscono, creano camarille indecenti, salvano banche usando i soldi di poveri cristi che sono stati bidonati con estorsioni vergognose ma, in compenso, in ogni momento dimostrano un senso del comico davvero esilarante.
Tanto per cominciare ci assicurano che un italicum non fa primavera.
“Stavamo scherzando” ribadiscono con lo sghignazzo: premier e ministri – con invidiabile disinvoltura e senza il solito appoggio di grandi giornali e commentatori – ci dicono all’improvviso che se ne può riparlare. Andiamo, nulla in questo mondo è definitivo.
L’italicum è una legge a tripla mandata: oggi va così, domani non si sa! Ieri hanno proposto una legge bomba, domani la bomba non c’è. Si scopre che era per finta, infatti bisogna ingoiarla subito sta bomba altrimenti scade, come lo yogurt che dopo tre giorni diventa acido da buttare.
Infatti, miei cari sudditi, pardon cittadini, la legge elettorale per la camera è indipendente dalla riforma del Senato e non è inserita nella Costituzione quindi si può cambiare quando ci pare con una norma del tutto ordinaria.
C’è qualche problema? Beh sì, ma giusto qualcuno… OPLAI! Come dicevano i latini: inte locus inturnabis… che significa: beccatevelo in quel posto e niente lamenti! Piaciuto? AHAHAHA!! Per carità, sono quisquiglie! L’italicum viene alla luce perché la Corte Costituzionale dichiara che il precedente sistema elettorale è incostituzionale, e chiamato dall’impareggiabile Calderoli “il porcellum”, cioè schifezza maialosa. In questo clima ci siamo pappati per tre legislature un Parlamento non di eletti ma di nominati, che in forma danzata si traduce in: io nomino senatore te, tu nomini deputato a me e poi insieme ne nominiamo alla camera altri tre… anzi trentatre! beh, che c’è?!? Sì è vero, tutto ciò altera gravemente i principi di rappresentanza e libertà nel voto e lo traduce in un atto del tutto illegale. Ma chi se ne frega!
Bien, la Corte dice: ad ogni buon conto il Parlamento sopravvive e con lui sopravvivono gli atti compiuti durante l’attuale legislatura, così come quelle precedenti… guarda che come legge questa è un incanto. Più l’analizzi più vomiti! Beh, che c’è, cos’è quel mugugno? Questo è sacrosanto principio di continuità dello Stato, che non si ferma nemmeno davanti alla morte… che forza lo stato! Ma chi l’ha detto? Non si sa, chi è stato è stato, ed è morta lì!
Ma la Corte fa anche capire che i tempi sono brevi, infatti si dovrebbe immeditatamente andare alle urne per ottenere un Parlamento pienamente legittimo.
Ne discende che il Parlamento stracolmo di nominati – gravato dal macigno della sentenza – è costretto, prendere o lasciare, a rimettere in piedi una nuova legge elettorale. Basta con sto porcellum, è tempo di ammazzare il maiale! E a sto punto ecco che ha inizio un feroce confronto parlamentare a base di strappi, tira e molla, inciuci col ciuccio e il risucchio, supercanguri e PATAPAM! Che c’è? Il premieri è arrivato a piedi giunti, ha sfondato il parlamento ed eccolo qui come un cataclisma. Fermi tutti! E’ la notte del 12 febbraio 2012, chi dorme? Mi fa ridere in confronto la strage della notte di San Bartolomeo con gli Ugonotti squarciati. Renzi si presenta a Montecitorio dove è in corso la discussione sulla legge elettorale. Maggioranza e opposizione si scontrano con violenza. Il dibattito ha inizio fra insulti e scazzottate: due deputati di SEL finiscono in infermeria.
Il Presidente irrompe – scrivono i giornali – per mandare un messaggio definitivo e indiscutibile. E’un nuovo exploit: o si vota la legge o tutti a casa. Mamma mia che mazzata! Ma è un ricatto, è come dire: “Se tu non fai come ti ordino io ti rovino, ti sbatto in mezzo ad una strada, ti tocca andare a lavorare finalmente e capirai cosa vuol dire arrangiarsi senza vitalizi, prebende e mazzette… oh stronzo! Pardon, m’è scappata. Ad ogni modo deputato avvisato, mezzo salvato. Inoltre con questa botta io ti tolgo anche la possibilità di maturare la pensione, giacché caro onorevole tu sei appena assunto e ti mancano ben 5 anni per raggiungere il diritto, coglione! Ma che fai, piangi? Ti disperi? Ti strappi i capelli? Come dice la canzone: c’est la vie mon chéri ia chi mont insiel com un angel e des otre i a qui tomb de bu dons le profund de la merd, pardon de la mer….”
Ohhh, finalmente la legge è passata ma diverrà attiva con estrema calma: entrerà in vigore solo dopo un anno e tre mesi, nel luglio del 2016, cioè adesso. Contenti? Perché così tardi? Intanto perché così è impossibile andare a votare prima e poi perché c’è da fare la riforma costituzionale chiesta a gran voce dal Presidente Napolitano. Napulitan… Tu si’ n’atra vota accà! Co lu bastone en mano, che sbatti accà e là e accombini nu sacc de enfametà. Napulitan pe’ favore, fatte en là!
Ma attenti a tutti, questa non è una riformetta o una riformina, ma una catastrofe che stravolge un terzo della carta del ’48, sempre a opera di un parlamento che guardacaso non discende dalla Luna ma da quel porcellum grasso e pulzulente. Così hanno sistemato bene bene la Camera e pure il Senato, CHE NON SARA’ PIU’ ELETTIVO. Naturalmente il giochino funziona solo se la riforma passerà indenne dal referendum, che continua ad essere a data ignota, circostanza che evidentemente viene data per scontata, con scarso rispetto per i cittadini cui spetta l’ultima parola. Ma cittadini, che vulite, anco’, già ve se lascia respirà dallu naso e dalla bocca. Quindi pe favore stateve boni!
Il 29 aprile 2015, una settimana prima del voto finale, per stare sicuro, se non sereno, il governo mette addirittura la fiducia sulla legge elettorale. Come d’abitudine del resto. Che forza sto esecutivo, in pochi anni sto gruppo di sant’ommini ha usato lo strumento della fiducia oltre cinquanta volte. Si fa presto a dire cinquanta ma provate a contarli: uno, due, tre, poi ce ne rimetto altri tre e poi senza respiro arrivo a ventitre ma non son contento e vado avanti fino a trenta… poi salgo a trentuno, due, quattro, sono a quaranta e so già morto de fatica… Dio come pesa sta fiducia! Così con la spada di Damocle della fiducia, anche l’italicum è legge. Ma le sorprese non sono finite.
Ora a poco più di un mese dall’entrata in vigore, all’improvviso i nostri governanti dichiarano di essere disposti a rivedere l’italicum, tutto in blocco… NOOOO… ma che meraviglia, che stupore inatteso!
Ma che accade, perché tutte ste manfrine: prima la minaccia del “morì ammazzato a tutti, andate a quel paese e imparate a faticare per campare!” E poi all’immediata ecco il dolce ripensamento del “si può fare. Guarda come sono democratico. Accetto anche di discutere e di lasciarvi parlare”.
Ma perché, che succede? Ahhhh, vi è arrivato addosso lo spavento! I sondaggi stanno dicendo che i “no” sono in gran vantaggio sui vostri “sì”. Quindi avete il sacrosanto terrore di poter perdere e di essere voi dell’esecutivo assoluto a dover far fagotto ed andarvene a casa spogliati e derelitti come barboni. Eccoli qua, impalliditi, che con un filo di voce rotta dalla raucedine, tentate di urlare: “E no, a costo di farci bastonare noi da sta pacchia non ci muoviamo. Il governo ce lo siamo guadagnati con fatica, trucchi e intrallazzi d’accordo, ma è roba nostra, anzi cosa nostra. Su sta barca ci siamo montati prima che ci salissero topi e scarafaggi. Non permetteremo che altri s’impossessino di questo timone e delle vele. Stiamo andando a picco? Issate i fiocchi, su con la randa. No, non ci spaventate, noi sapremo governare sto vascello derelitto come abbiamo sempre fatto… GLU GLU. Ma questi buchi nello scafo chi li ha fatti? Noi?!? Ah sì? GLU GLU… Una scialuppa per favore, calate una scialuppa di salvataggio! Non c’è? Come non C’è?!?! L’abbiamo venduta? GLU GLU….La ciurma, per favore, aiuto! Neanche la ciurma? Non c’è, è in sciopero? GLU GLU… GLU GLU…. GLU GLU…. Ecco una barca di salvataggio già calata, presto scendiamo! Ecco qui i remi, distribuite, ci siamo? Ecco qui, remare… uno, due GLU GLU tutti insieme, remare! Ma chi ce lo fa fare di far fatica e di remare. Un due tre GLU GLU… si va sotto per Dio, rema! E chi ce lo fa fare, di andare a picco e di remare… rema! GLU GLU GLU GLU GLU GLU…annegoooooo!!!!!

CONGRESSO EUROPEO DI TRAPIANTOLOGIA
Relatore Inglese:
“Annunciamo una grande scoperta: Abbiamo preso un uomo senza reni, lo abbiamo sottoposto a trapianto una settimana fa ed oggi, grazie ai progressi della Scienza Medica inglese, è già fuori a cercare un lavoro!”
Relatore Francese:
“In Francia abbiamo fatto di meglio: abbiamo preso un paziente senza un polmone,e sottoposto a trapianto, dopo tre giorni è già fuori a cercare lavoro!”
Relatore Tedesco:
“Noi abbiamo preso due pazienti senza cuore, vi abbiamo trapiantato metà di un cuore funzionante per uno e dopo due giorni sono già tutti e due fuori a cercare un lavoro!”
Relatore Italiano:
“Non potete competere. In Italia abbiamo preso un tale completamente senza cervello, lo abbiamo messo a capo del Governo e dopo nemmeno un anno, mezza Italia è già fuori a cercare lavoro!”

LA VERITA’ SUL REFERENDUM (sunto)
Raniero La Valle

…1 persone al giorno muoiono annegate o asfissiate nelle stive dei barconi nel Mediterraneo, davanti alle meravigliose coste di Lampedusa,….62 milioni di profughi, di scartati, di perseguitati sono fuggiaschi, gettati nel mondo alla ricerca di una nuova vita, che molti non troveranno. Qualcuno dice che nel 2050 i trasmigranti saranno 250 milioni.
E l’Italia che fa? Sfoltisce il Senato.

E’ in corso una terza guerra mondiale non dichiarata, ma che fa vittime in tutto il mondo. Aleppo è rasa al suolo, la Siria è dilaniata, l’Iraq è distrutto, l’Afganistan devastato, i palestinesi sono prigionieri da 50 anni nella loro terra, Gaza è assediata, la Libia è in guerra, in Africa, in Medio Oriente e anche in Europa si tagliano teste e si allestiscono stragi in nome di Dio.
E l’Italia che fa? Toglie lo stipendio ai senatori.

Fallisce il G20 ad Hangzhou in Cina. I grandi della terra, che accumulano armi di distruzione di massa e si combattono nei mercati in tutto il mondo, non sanno che pesci pigliare e il vertice fallisce. Non sanno che fare per i profughi, non sanno che fare per le guerre, non sanno che fare per evitare la catastrofe ambientale, non sanno che fare per promuovere un’economia che tenga in vita 7 miliardi e mezzo di abitanti della terra, e l’unica cosa che decidono è di disarmare la politica e di armare i mercati, di abbattere le residue restrizioni del commercio e delle speculazioni finanziarie, di legittimare la repressione politica e la reazione anticurda di Erdogan in Turchia e di commiserare la Merkel che ha perso le elezioni amministrative in Germania.
E in tutto questo l’Italia che fa? Fa eleggere i senatori dai consigli regionali.

L’Italia è a crescita zero, la disoccupazione giovanile a luglio è al 39 %, il lavoro è precario, i licenziamenti nel secondo trimestre sono aumentati del 7,4 % , raggiungendo 221.186 persone, i poveri assoluti sono 4 milioni e mezzo, la povertà relativa coinvolge 3 milioni di famiglie e 8 milioni e mezzo di persone.
E l’Italia che fa? Fa una legge elettorale che esclude dal Parlamento il pluralismo ideologico e sociale, neutralizza la rappresentanza e concentra il potere in un solo partito e una sola persona.

Ma si dice: ce lo chiede l’Europa. Ma se è questo che ci chiede l’Europa vuol dire proprio che l’istituzione europea ha completamente perduto non solo ogni residuo del sogno delle origini ma anche ogni senso della realtà e dei suoi stessi interessi vitali.
Ma se questa è la distanza tra la riforma costituzionale e i bisogni reali del mondo, dell’Europa, del Mediterraneo e dell’Italia, la domanda è perché ci venga proposta una riforma così.
Il guaio della verità è che essa si viene a sapere troppo tardi, quando il tempo è passato e la verità non è più utile a salvarci.
Se si fosse saputa in tempo la bugia sul mai avvenuto incidente del Golfo del Tonchino, la guerra del Vietnam non ci sarebbe stata, l’America non sarebbe diventata incapace di seguire la via di Roosevelt, di Truman, di Kennedy, e avrebbe potuto guidare l’edificazione democratica e pacifica del nuovo ordine mondiale inaugurato venti anni prima con la Carta di San Francisco.
Se si fosse conosciuta prima la bugia di Bush e di Blair, e saputo che le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein non c’erano, non sarebbe stato devastato il Medio Oriente, il terrorismo non avrebbe preso le forme totali dei combattenti suicidi in tutto il mondo e oggi non rischieremmo l’elezione di Trump in America.
Se si fosse saputa la verità sul delitto e sui mandanti dell’uccisione di Moro, l’Italia si sarebbe salvata dalla decadenza in cui è stata precipitata.
Dunque la verità del referendum va conosciuta finché si è in tempo. Ma non è quella che ci viene raccontata.

Ci dicono del risparmio sui costi della politica, e che i soldi così ottenuti si darebbero ai poveri. Ma così non è: secondo la Ragioneria Generale dello Stato, il risparmio si ridurrebbe a 58 milioni che si otterrebbero togliendo la paga ai senatori, mentre resterebbe il costo del Senato, e i poveri non c’entrano niente.

Poi si risparmierebbe sui tempi della politica. In realtà si allungano i tempi infatti si introducono 6 diversi tipi di leggi e di procedure che ricadono su ambedue le Camere: 1) le leggi sempre bicamerali, Camera e Senato, come le leggi costituzionali, elettorali e di interesse europeo; 2) le leggi fatte dalla sola Camera che entro 10 giorni possono essere richiamate dal Senato; 3) quelle che invadono la competenza regionale che il Senato deve entro 10 giorni prendere in esame; 4) le leggi di bilancio che devono sempre essere esaminate dal Senato che ha 15 giorni per proporre delle modifiche; 5) le leggi che il Senato può chiedere alla Camera di esaminare entro 6 mesi; 6) quelle di conversione dei decreti legge che hanno scadenze e tempi convulsi se richiamate e discusse anche dal Senato. Ciò crea un intrico di passaggi tra Camera e Senato e un groviglio di competenze il cui conflitto dovrebbe essere risolto d’intesa tra gli stessi presidenti delle due Camere che configgono tra loro.

Ci dicono poi che col referendum si assicura la stabilità politica, e almeno fino a ieri ci dicevano che al contrario se perde il referendum Renzi se ne va. Falso.
II referendum non produce solo effetti politici, svela la vera lotta che si sta svolgendo nel mondo.

Renzi ha cambiato strategia, all’inizio aveva detto che questa era la sua vera impresa, che su questo si giocava il suo destino politico. Ora invece dice che il punto non è lui, ha detto di aver fatto questa riforma su suggerimento di Napolitano; ma è chiaro che non c’è solo Napolitano. Prima ancora c’era la banca J. P. Morgan che in un documento del 2013, in nome del capitalismo vincente, aveva indicato 4 difetti delle Costituzioni (da lei ritenute socialiste) adottate in Europa nel dopoguerra: a) una debolezza degli esecutivi nei confronti dei Parlamenti; b) un’eccessiva capacità di decisione delle Regioni nei confronti dello Stato; c) la tutela costituzionale del diritto del lavoro; d) la libertà di protestare contro le scelte non gradite del potere.

Prima ancora c’era stato il programma avanzato dalla Commissione Trilaterale, formata da esponenti di Stati Uniti, Europa e Giappone e fondata da Rockefeller, che aveva chiesto un’attenuazione della democrazia ai fini di quella che era allora la lotta al comunismo. E la stessa cosa vogliono ora i grandi poteri economici e finanziari mondiali, tanto è vero che sono scesi in campo i grandi giornali che li rappresentano, il Financial Times ed il Wall Street Journal, i quali dicono che il No al referendum sarebbe una catastrofe come il Brexit inglese.

E alla fine è intervenuto lo stesso ambasciatore americano che a nome di tutto il cocuzzaro ha detto che se in Italia viene il NO, gli investimenti se ne vanno.
Ebbene quelle richieste avanzate da questi centri di potere sono state accolte e incorporate nella riforma sottoposta ora al voto del popolo italiano. Infatti con la riforma voluta da Renzi il Parlamento è stato drasticamente indebolito per dare più poteri all’esecutivo. Delle due Camere di fatto è rimasta una sola, come a dire: cominciamo con una, poi si vedrà. Il Senato lo hanno fatto così brutto deforme e improbabile, che hanno costretto anche i fautori del Senato a dire che se deve essere così, è meglio toglierlo. Inoltre il potere esecutivo sarà anche padrone del calendario dei lavori parlamentari. Il rapporto di fiducia tra il Parlamento ed il governo viene poi vanificato non solo perché l’esecutivo non avrà più bisogno di fare i conti con quello che resta del Senato, ma perché dovrà ottenere la fiducia da un solo partito. La legge elettorale Italicum prevede infatti che un solo partito avrà – quale che sia la percentuale dei suoi voti, al primo turno o al ballottaggio – la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera (340 deputati su 615). Il problema della fiducia si riduce così ad un rapporto tra il capo del governo e il suo partito e perciò ricadrà sotto la legge della disciplina di partito. Quindi non sarà più una fiducia libera, non sarà una vera fiducia, sarà per così dire un atto interno di partito, che addirittura può ridursi al rapporto tra un partito e il suo segretario.

Per quanto riguarda le altre richieste dei poteri economici, i diritti del lavoro sono stati già compromessi dal Jobs act, il rapporto tra Stato e Regioni ha subito un rovesciamento, perché dall’ubriacatura regionalista si ritorna a un centralismo illimitato, mentre, assieme alla riduzione del pluralismo politico, ci sono delle procedure che renderanno più difficili le forme di democrazia diretta come i referendum o le leggi di iniziativa popolare, e quindi ci sarà una diminuzione della possibilità per i cittadini di intervenire nei confronti del potere.

Questo è il disegno di un’altra Costituzione. La storia delle Costituzioni è la storia di una progressiva limitazione del potere perché le libertà dipendono dal fatto che chi ha il potere non abbia un potere assoluto e incontrollato, ma convalidato dalla fiducia dei Parlamenti e garantito dal costante controllo democratico dei cittadini. E’ questo che ora viene smontato, per cui possiamo dire che la democrazia in Italia diventa ad alto rischio.

Ma a questo punto è chiaro che quello che conta non è più Renzi, ed è chiaro che quanti sono interessati a questa riforma gli hanno detto di tirarsi indietro, perché a loro non interessa il sì a Renzi, interessa che non vinca il no alla riforma.
Ma i sondaggi e le sconfitte alle amministrative sono stati inquietanti. Perciò occorreva meno baldanza e più preparazione. E occorreva alzare il livello dello scontro, e soprattutto ci voleva il riarmo prima che si giungesse allo scontro finale. Il riarmo per acquisire la superiorità sul terreno era l’acquisto del controllo totale dell’informazione, non solo i giornali, di fatto già posseduti, ma radio e TV, ciò che è stato fatto in piena estate con le nomine alla RAI.
Se davvero si trattava di scorciare i tempi e distribuire un po’ di sussidi ai poveri, non c’era bisogno del controllo totale dell’informazione.
Inoltre bisognava distruggere il principale avversario e fautore politico del No, il M5S. Questo spiega l’attacco spietato e incessante alla Raggi. E poi ci volevano i tempi supplementari per distribuire un po’ di soldi con la legge finanziaria.
Interrogato sul suo voto Prodi dice: non mi pronunzio perché se no turbo i mercati e destabilizzo l’Italia in Europa. Dunque non è una questione italiana, è una questione che riguarda l’Europa, è una questione che potrebbe turbare i mercati. Insomma è qualcosa che ha a che fare con l’assetto del mondo.

Partiamo dall’11 settembre. Il mondo è cambiato l’11 settembre 2001? Tutti hanno detto così. Ma il mondo non è cambiato quel giorno: quello è stato il sintomo spaventoso della malattia che già avevamo contratto. L’11 settembre ha mostrato invece il suo volto il mondo che noi stessi avevamo deciso di costruire dieci anni prima.
Nel 1991 con 10 anni di anticipo sulla sua fine fu da noi chiuso il Novecento, tanto che uno storico famoso lo soprannominò “Il secolo breve” e così fu dato inizio a un nuovo secolo, a un nuovo millennio e a un nuovo regime che nella follia delle classi dirigenti di allora doveva essere quello definitivo, tanto è vero che un economista famoso lo definì come la “fine della storia”. Quello che avevamo fatto 10 anni prima dell’11 settembre è che avevamo deciso di rispondere alla fine del comunismo portando un capitalismo aggressivo fino agli estremi confini della terra; avevamo deciso di rispondere alla cosiddetta fine delle ideologie trasformando il capitalismo da cultura a natura, promuovendolo da ideologia a legge universale, da storicità a trascendenza; avevamo preteso di superare il conflitto di classe smontando i sindacati, avevamo deciso di sfruttare la fine della contrapposizione militare tra i blocchi facendo del Terzo Mondo un teatro di conquista.

La scelta decisiva restauratrice e totalmente reazionaria, fu quella di disarmare la politica e armare l’economia ma non in un solo Paese, bensì in tutto il mondo. Non essendoci più l‘ostacolo di un mondo diviso in due blocchi politici e militari, eguali e contrari, l’orizzonte di questo regime fu la globalità, la mondialisation come dicono i francesi, si stabilì un regime di globalità esteso a tutta la terra.
C’è una teoria molto attendibile secondo cui all’inizio di un’intera epoca storica, di ogni nuovo regime, c’è un delitto fondatore. Secondo René Girard all’inizio della storia stessa della civiltà c’è il delitto fondatore dell’uccisione della vittima innocente, ossia c’è un sacrificio, grazie al quale viene ricomposta l’unità della società dilaniata dalle lotte primordiali.
Cesare molte volte viene ucciso, il delitto Matteotti è il delitto fondatore del fascismo, l’assassinio di Kennedy apre la strada al disegno di dominio globale della destra americana che si prepara a sognare, per il Duemila, “il nuovo secolo americano”, l’uccisione di Moro è il delitto fondatore dell’Italia che si pente delle sue conquiste democratiche e popolari.
Ebbene il delitto fondatore dell’attuale regime del capitalismo globale fondato, come dice il papa, sul governo del denaro e un’economia che uccide, è la prima guerra del Golfo del 1991. È a partire da quella svolta che è stato costruito il nuovo ordine mondiale.
Partiamo da una data precisa, 26 novembre 1991, quando il ministro della Difesa Rognoni viene alla Commissione Difesa della Camera e presenta il Nuovo Modello di Difesa.

Perché c’era bisogno di un nuovo Modello di Difesa? Perché la difesa com’era stata organizzata in funzione del nemico sovietico, che non c’era più, era ormai superata. Ci voleva un nuovo modello. Il modello di difesa che era scritto nella Costituzione era molto semplice e stava in poche righe: la guerra era ripudiata, la difesa della Patria, intesa come territorio e come popolo, era un sacro dovere dei cittadini. A questo fine era stabilito il servizio militare obbligatorio che dava luogo a un esercito di leva permanente, diviso nelle tre Forze Armate tradizionali. Le norme di principio sulla disciplina militare dell’ 11 luglio 1978, definivano poi i tre compiti delle Forze Armate. Il primo era la difesa dell’integrità del territorio, il secondo la difesa delle istituzioni democratiche e il terzo l’intervento di supporto nelle calamità naturali. Non c’erano altri compiti.

Con la soppressione del muro di Berlino e la fine della guerra fredda non c’è più bisogno della difesa sul confine orientale, la minaccia è finita e anche la deterrenza nucleare viene meno. Ci sarebbe la grande occasione per costruire un mondo nuovo, si parla di un dividendo della pace che sono tutti i soldi risparmiati dagli Stati per le armi, con cui si può provvedere allo sviluppo e al progresso di tutti i popoli del mondo; servono meno soldati e anche la durata della ferma di leva può diventare più breve.

Ma l’Occidente fa un’altra scelta; si riappropria della guerra e la esibisce a tutto il mondo nella spettacolare rappresentazione della prima guerra del Golfo del 1991, cambia la natura della NATO, individua il Sud e non più l’Est come nemico, cambia la visione strategica dell’alleanza e ne fa la guardia armata dell’ordine mondiale cercando di sostituirla all’ONU e anche di cambiare gli ideali della comunità internazionale che erano la sicurezza e la pace. Viene scelto un altro obiettivo: finita la guerra fredda, c’è un altro scopo adottato dalle società industrializzate, spiegherà il nuovo “modello” italiano, ed è quello di “mantenere e accrescere il loro progresso sociale e il benessere materiale perseguendo nuovi e più promettenti obiettivi economici, basati anche sulla certezza della disponibilità di materie prime”. Di conseguenza, si afferma, si aprirà sempre più la forbice tra Nord e Sud del mondo, anche perché il Sud sarà il teatro e l’oggetto della nuova concorrenza tra l’Occidente e i Paesi dell’Est. Alla contrapposizione Est-Ovest si sostituisce quella Nord-Sud.
Tutto questo precipita nel nuovo modello di difesa italiano, è scritto in un documento di 250 pagine e il ministro Rognoni, papale papale, lo viene a raccontare alla Commissione Difesa della Camera, di cui allora facevo parte.

E’ una rottura con tutto il passato. Cambia il concetto di difesa, il problema non è più “da chi difendersi” (cioè da un eventuale aggressore) ma “che cosa difendere e come”. Cosa difendere: non più la Patria, cioè il popolo e il territorio, ma “gli interessi nazionali nell’accezione più vasta di tali termini” ovunque sia necessario; tra questi sono preminenti gli interessi economici e produttivi e quelli relativi alle materie prime, a cominciare dal petrolio. Il teatro operativo non è più ai confini, ma dovunque sono in gioco i cosiddetti “interessi esterni”, e in particolare nel Mediterraneo, in Africa (fino al Corno d’Africa) e in Medio Oriente (fino al Golfo Persico); la nuova contrapposizione è con l’Islam e il modello, anzi la chiave interpretativa emblematica del nuovo rapporto conflittuale tra Islam e Occidente, dice il Modello, è quella del conflitto tra Israele da un lato e mondo arabo e palestinesi dall’altro. Chi ha detto che non abbiamo dichiarato guerra all’Islam? Noi l’abbiamo dichiarata nel 1991.

I compiti della Difesa non sono più solo quei tre fissati nella legge di principio del 1978 ma si articolano in tre nuove funzioni strategiche, quella di “Presenza e Sorveglianza” che è “permanente e continuativa in tutta l’area di interesse strategico” e comprende la Presenza Avanzata che sostituisce la vecchia Difesa Avanzata della NATO, quella di “Difesa degli interessi esterni e contributo alla sicurezza internazionale”, che è ad “elevata probabilità di occorrenza” (e sono le missioni all’estero che richiedono l’allestimento di Forze di Reazione Rapida), e quella di “Difesa Strategica degli spazi nazionali”, che è quella tradizionale di difesa del territorio, considerata però ormai “a bassa probabilità di occorrenza”.

A seguito di tutto ciò lo strumento non potrà più essere l’esercito di leva, ci vuole un esercito professionale ben pagato. Non serviranno più i militari di leva; già succedeva che i generali non facessero salire gli arruolati come avieri sugli aeroplani, e i marinai sulle navi; ma d’ora in poi i militari di leva saranno impiegati solo come cuochi, camerieri, sentinelle, attendenti, uscieri e addetti ai servizi logistici, sicché ci saranno centomila giovani in esubero e ben presto la leva sarà abolita.

E’ un cambiamento totale. Non cambia solo la politica militare ma cambia la Costituzione, l’idea della politica, la ragion di Stato, le alleanze, i rapporti con l’ONU, viene istituzionalizzata la guerra e annunciato un periodo di conflitti ad alta probabilità di occorrenza che avranno l’Islam come nemico. Ci vorrebbe un dibattito in Parlamento, non si dovrebbe parlare d’altro. Però nessuno se ne accorge, il Modello di Difesa non giungerà mai in aula e non sarà mai discusso dal Parlamento; forse ci si accorse che quelle cose non si dovevano dire, che non erano politicamente corrette, i documenti e le risoluzioni strategiche dei Consigli Atlantici di Londra e di Roma, che avevano preceduto di poco il documento italiano, erano stati molto più cauti e reticenti, sicché finì che del Nuovo Modello di Difesa per vari anni si discusse solo nei circoli militari e in qualche convegno di studio; ma intanto lo si attuava, e tutto quello che è avvenuto in seguito, dalla guerra nei Balcani alle Torri Gemelle all’invasione dell’Iraq, alla Siria, fino alla terza guerra mondiale a pezzi che oggi, come dice il papa, è in corso, ne è stato la conseguenza e lo svolgimento.

E allora questa è la verità del referendum. La nuova Costituzione è la quadratura del cerchio. Gli istituti della democrazia non sono compatibili con la competizione globale, con la guerra permanente, chi vuole mantenerli è considerato un conservatore. Il mondo è il mercato; il mercato non sopporta altre leggi che quelle del mercato. Se qualcuno minaccia di fare di testa sua, i mercati si turbano. La politica non deve interferire sulla competizione e i conflitti di mercato. Se la gente muore di fame, e il mercato non la mantiene in vita, la politica non può intervenire, perché sono proibiti gli aiuti di Stato. Se lo Stato ci prova, o introduce leggi a difesa del lavoro o dell’ambiente, le imprese lo portano in tribunale e vincono la causa. Questo dicono i nuovi trattati del commercio globale. La guerra è lo strumento supremo per difendere il mercato e far vincere nel mercato.
Le Costituzioni non hanno più niente a che fare con una tale concezione della politica e della guerra. Perciò si cambiano. Ci vogliono poteri spicci e sbrigativi, tanto meglio se loquaci.

E allora questa è la ragione per cui la Costituzione si deve difendere. Non perché oggi sia operante, perché è stata già cambiata nel ‘91, e il mondo del costituzionalismo democratico è stato licenziato tra l’89 e il ’91 (si ricordi Cossiga, il picconatore venuto prima del rottamatore). Ma difenderla è l’unica speranza di tenere aperta l’alternativa, di non dare per compiuto e irreversibile il passaggio dalla libertà della democrazia costituzionale alla schiavitù del mercato globale, è la condizione necessaria perché non siano la Costituzione e il diritto che vengono messi in pari con la società selvaggia, ma sia la società selvaggia che con il NO sia dichiarata in difetto e attraverso la lotta sia rimessa in pari con la Costituzione, la giustizia e il diritto.

LA MIA GRANDE OPERA INUTILE
Beppe Grillo

La dichiarazione del Menomato Morale (d’ora in poi ci si riferirà a lui come MM) a favore del ponte sullo stretto è un manifesto politico. È il trionfo del nulla politico che i partiti hanno da offrire in un Paese che ha il record di disoccupazione, soffocato dal debito, con dieci milioni di poveri, che ha perso il 22% della produzione industriale dall’inizio della crisi. Agli italiani alla canna del gas e agli imprenditori strozzati da tasse e corruzione viene oggi raccontato da tutti i giornali che la soluzione è il ponte. Centomila posti di lavoro ha detto Renzi. Tutti sul ponte? Lo stretto è largo 3.140 metri. Ipotizzando un operaio ogni metro, non ci stanno 100mila operai, quindi li metteranno a strati come i savoiardi. Uno strato di operai, uno di mascarpone, uno di operai, uno di mascarpone.
Non può essere una cosa seria. È un gioco a chi dice la boiata più grossa nel momento più drammatico del nostro Paese dal dopoguerra. Chi vince va sulle prime pagine e viene commentato da giornalisti e opinionisti per giorni.
Se MM dice Ponte sullo stretto, io dico seggiovia Genova – Cortina che creerà un milione di posti di lavoro e sarà gratis per i genovesi (altrimenti non la userebbe nessuno). Qualcuno ha detto tunnel sotterraneo Roma Rimini per dare ai romani un’altra spiaggia oltre a Ostia? Una sopraelevata che collega Cagliari a Livorno? Oppure il Traforo della Sardegna da parte a parte, a che serve? Da Civitavecchia si vede Ibiza.
Non vi viene in mente qualche altra boiata come il ponte sullo stretto? Non è facile essere un premier, bisogna essere sempre pronti a spararla più grossa.
Non ingrossatevi il fegato pensando che MM creda davvero a quello che dice. Non va più contrastato, ormai conta zero. De Benedetti oggi l’ha licenziato e il countdown al 4 dicembre è iniziato. Il MM non va neppure contraddetto, va ignorato, un po’ sbertucciato, dargli un po’ ragione come si fa con i fessi. Il ponte di Messina può essere superato solo dalla fantasia: proponi su Twitter la tua boiata come se fossi il presidente del consiglio alle prese con la crisi economica con l’hashtag #LaMiaGrandeOperaInutile. Uno di voi potrebbe guadagnarsi le prime pagine dei giornali di domani.

BE NICE = FATE I BRAVI!

E se Dio avesse mandato in Terra il suo figliolo solo per dirci: “Be nice!” “Fate i bravi!” ?
E’ la tesi del piacevolissimo libro di John Niven “A volte ritorno”.
“Dio piazza i gomiti sul tavolo, stringe le mani e si china verso i santi riuniti: «Che cazzo sta succedendo sulla Terra?»
Verso il 1500 Dio ha deciso di prendersi una breve vacanza. Una settimana di riposo, per rilassarsi un po’, andare a pescare, godersi la vita. Tanto a gestire la baracca resta JC (Jesus Christ), il ragazzo. Un piano perfetto, se non fosse che una settimana in Paradiso dura come cinquecento anni sulla Terra e che JC non è un amministratore proprio affidabile. Ha un cuore d’oro, è un tipo peace and love, ma forse la gestione non è il suo forte. Insomma, Dio (che per inciso è bello come un divo del cinema) ritorna dalla vacanza e trova guerre, malattie, genocidi, carestie, razzisti, movimenti pro-life e cristiani. Cristiani ovunque, una miriade di sette cristiane che hanno interpretato a modo loro i Dieci Comandamenti. Per esempio, dove sta scritto che io odio i gay?, si domanda un Dio molto, molto arrabbiato. JC, che ha trascorso molto tempo a farsi le canne con Jimi Hendrix – in Paradiso la marijuana è legale e di ottima qualità -, non sa cosa dire. Ad un certo punto, la situazione dev’essergli sfuggita di mano. Spera di cavarsela con una lavata di capo, ma suo padre la pensa diversamente: deve tornare sulla Terra per sistemare tutto. Di nuovo? Ma l’altra volta non è stata sufficiente?, chiede uno sbigottito JC. E invece gli tocca. Ma siamo nel 2009, non è più il caso di tirare in ballo Erode e i Re Magi. Adesso Gesù nascerà negli Stati Uniti e dovrà diventare famoso partecipando ad American Pop Star, un programma per aspiranti musicisti tipo X-Factor (si dà il caso che il ragazzo suoni molto bene la chitarra elettrica, l’amicizia con Jimi Hendrix ha dato i suoi frutti). Dovrà scontrarsi con il produttore più bastardo che sia mai esistito, Steven Stelfox (ispirato a Simon Philip Cowell), e dovrà sfidare una società che non capisce il suo approccio verso i poveri e gli emarginati. Il suo unico Comandamento è Be Nice, che più o meno significa ‘Rispetta il tuo prossimo, aiuta chi ne ha bisogno’ e i suoi nuovi apostoli saranno scelti fra gli ultimi della terra. Fra un viaggio con pochi dollari in tasca, il successo, la fama, le critiche, l’amore si dipana la vita terrena di Cristo nel 2009.

LE BELLE LETTERE DI AURORA

Mamma gatta e tre suoi gattini. Una nota di tenerezza vederli aspettare davanti alla porta al mattino e correre affamati verso il piatto di crocchette che porto loro. Hanno disertato il rifugio che avevamo preparato per loro nel sottoscala e si sono scelti la loro dimora nella legnaia di fronte. Una nota dolente per me perché li osservavo a lungo di sera o anche di pomeriggio , accanto alla porta mentre dormivano abbracciati l’uno sull’altro nella loro cuccia, resa morbida morbida con magliette di lana dismesse. Adesso seguono la madre ogni tanto che entra tranquillamente in casa, con l’aria guardinga, ma sempre più disinvolti. Si lasciano anche prendere per farsi coccolare e non hanno più paura. Giocano in continuazione, con salti, capriole, morsi e zampate e ruzzolano in continuazione. Sono strappa sorrisi e li adoro. La chiamano “pet therapy”. Come spiegare il calore che emana da quei batufolini morbidi morbidi che si aggrappano alla maglietta con le zampine e ti guardano con sguardo fermo!
Si può fare in campagna. La campagna! Ieri ho visto un rospetto che saltellava pacifico in mezzo alla sala adiacente alla cucina. Non mi è riuscito di spingerlo fuori e si è nascosto sotto una poltrona. Mio fratello ha lasciato la vetrata aperta e c’è di che pensare che sia uscito. Per fortuna non fa le scale quindi non c’è di che temere di trovartelo che salta nel letto. Un giorno è entrata una biscia che si contorceva con il gatto ad un paio di passi indietro che l’osservava esterrefatto e incuriosito e non si sognava neanche di intervenire. Ho cacciato un urlo di quelli e mio nipote ha preso un’ascia con un guizzo e l’ha uccisa. La mia paura è se quella ha il tempo di infilarsi ..in qualche angolo nascosto. Brrr!

RIDIAMARO : – )

Merkel:” Riforme fatte dell’Italia sono impressionati”.
Usa anche il termine spaventose se vuoi. (luce so fusa).

Visto che facendo le riforme ci cacciano dei vertici europei, se non le facevamo che facevano? Ci invadevano coi panzer? (Viviana)

“Renzi ride sempre quando vede la Merkel. Che cazzo di roba gli passano?” (Pollo)

Renzi non è stato chiamato al nuovo vertice Merkel-Hollande-Juncker. Non sono bastati tutti quegli ‘Obbedisco!”? (Viviana)

Ma come mai non lo hanno invitato? Non hanno più bisogno di uno zerbino?

Ora che è mancato di nuovo l’invito al vertice, Renzi si è arrabbiato: “Allora io prendo la mia crisi e non gioco più! Sapete l’austerità dove ve la mettete?” (Viviana).

Vertice Merkel-Hollande-Juncker.
Renzi: Aiuto! Ho rimasto solo!”
.
Certo che ce ne vuole di masochismo per sperare di vincere in Sicilia!!
.
Crolla palazzina a Roma.
Per i solito noti immagino che la colpa sia della Muraro.
Ma ci avrà messo lo zampino anche Pizzarotti!
.
http://masadaweb.org

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: