Nuovo Masada

settembre 18, 2016

MASADA n° 1790 18/9/2016 EUROCATASTROFE

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MASADA n° 1790 18/9/2016 EUROCATASTROFE
Blog di Viviana Vivarelli

A Bratislava primo summit Ue dopo la Brexit. Renzi scornato – L’Italia prima e dopo l’euro – Le ragioni del Si e del No: D’Alema / Giachetti – I paradossi di Zingales – Intanto una banca d’affari americana mette il piede sul Monte dei Paschi di Siena e dà ordini al Governo – M5S alla gogna – Dati sull’occupazione farlocchi – I danni del capitale- La globalizzazione è un dogma di fede- Appalti truccati Pd e Fi- Dietro a Renzi preme il capitalismo più fascista – Democrazia e finanza non sono esattamente sorelle – Tutte false le tetre previsioni della brexit

(Nelle immagini le manipolazioni di Edoardo Baraldi)

Ognuno di noi canta la sua canzone
Ci sono infiniti noi
e infinite canzoni
ma quando qualcuno è sordo
a quello che noi cantiamo
o ci legge qualcosa di oscuro
che non pensavamo di averci messo
il silenzio del mondo
improvvisamente
ci spaventa.

Viviana

Le riforme economiche strutturale (esempio le liberalizzazioni e la deregolamentazione dei mercati) hanno la funzione di spingere nel breve termine i salari e i prezzi verso il basso, il che aiuta a normalizzare l’inflazione“.
(Vitor Constancio, il vice di Draghi alla BCE).
.
L’accelerazione dell’era elettronica è per l’uomo occidentale un’implosione improvvisa e una fusione tra spazio e funzioni. La nostra civiltà vede improvvisamente e spontaneamente tutti i suoi frammenti meccanizzati riorganizzarsi in un tutto organico. È questo il nuovo mondo del villaggio globale”.
(Marshall McLuhan)
.
E’ che mai prima di oggi, nella storia dell’umanità, un numero così elevato di individui è stato in grado di conoscere prodotti, idee e vite di tante altre persone”.
(Thomas L. Friedman)
.
Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione governa noi?
(José Mujica)
.
Se la globalizzazione significa – come accade spesso – che i ricchi e i potenti hanno ora nuovi mezzi per arricchirsi ulteriormente e potenziarsi sulle spalle dei più poveri e più deboli, abbiamo la responsabilità di protestare in nome della libertà universale”.
(Nelson Mandela)

A BRATISLAVA PRIMO SUMMIT UE DOPO LA BREXIT

Sempre carini trolletti e media ad accorrere per assistere Renzino in difficoltà ! 🙂 Non sanno più cosa inventarsi per difendere le sue figure fallimentari. Nei fatti la posizione di Renzi è molto critica: crescita zero, malcontento in fasce sempre più ampie della popolazione, consenso che scende, economia in stagnazione, rifiuto della Merkel a usare fondi per la crescita o i terremotati, immigrazione allo sbando, critiche sempre più pesanti all’austerity, situazione delle banche allo sfascio con intrusione massiccia della JP Morgan nel Monte dei Paschi di Siena, referendum traballante. E non sarà certo con questo piccolo atto di rifiutare la conferenza stampa a Bratislava e le domande dei giornalisti, che Renzi acquisterà più onore o potere nei confronti della Merkel e della Commissione europea. Diciamo che ha fatto l’ennesima figuraccia. Forse aveva paura che sogghignassero su di lui come avevano fatto con Berlusconi. O forse avrebbe dovuto dichiarare alla stampa che nel summit non ha ottenuto nulla, ha lasciato come al solito che la Merkel lo umiliasse mentre in patria dice il contrario. O forse, visto il suo inglese di Rignano, non avrebbe capito nemmeno le domande.
A noi Renzi ha detto: “La Germania non rispetta le regole sul surplus commerciale. Senza politiche su economia e immigrazione, l’Europa rischia molto. Così come i Paesi devono rispettare le regole del deficit, allo stesso modo si devono rispettare altre regole, come quella sul surplus commerciale. E ci sono alcuni Paesi che non la rispettano, il principale è la Germania”. Già. Ma alla Merkel cosa ha detto? “Ja, mein Kommandant”!
Alla conferenza stampa della Merkel e di Hollande, dunque, Renzi diserta. Juncker si stupisce visto che Renzi nel summit “si è dichiarato d’accordo su tutto. Siamo messi proprio male.
A Bratislava Renzi c’era andato per chiedere, assieme ad altri 7 Paesi, l’output gap, cioè di considerare la differenza tra Pil effettivo e potenziale. Se questa differenza è negativa, vuol dire che ci sono troppi disoccupati e capitali non usati per cui l’economia non cresce. L’Ue sentenzia che l’Italia può fare di più de ci penalizza. Se non l’avesse fatto, ci permetterebbe una maggiore flessibilità di bilancio, cambiando la valutazione del rapporto tra deficit e Pil, cioè ci chiederebbe meno tagli e meno tasse. Ma la Merkel ha rifiutato, come ha vietato che lo Stato italiano spenda per i terremotati, perché nelle regole dell’Ue i terremoti non vengono considerati.
Il rifiuto della Merkel vuol dire che l’Ue ordinerà a Renzi di aumentare le tasse, diminuire i diritti dei cittadini, tagliare lo stato sociale ed eliminare le mancette. Tant’è che nella prossima legge di stabilità sono previsti già il taglio di un altro miliardo e mezzo alla sanità e di 5 miliardi su altri settori. Il che peggiorerà ancora le cose.
Scrive giustamente il M5S: “L’austerità non è sbagliata solo a ridosso del referendum o di un appuntamento elettorale, è sbagliata sempre! L’euro è una gabbia soffocante per l’economia italiana; i trattati europei, Fiscal Compact su tutti, impediscono al Paese di produrre lavoro e ricchezza quanto potrebbe. Sull’altare dell’austerità stiamo sacrificando un’intera generazione, ormai abituata al precariato, alla disoccupazione e all’emigrazione. Euro e trattati vanno quindi ripudiati mettendo l’Unione Europea davanti ad un bivio: o si cambia o si muore. Altro che battaglie mediatiche sugli zerovirgola di deficit in più!”.
Detto in parole povere, dopo Ventotene, Renzi sperava che il rigore europeo si potesse modificare e che la Merkel, che comanda ormai l’agenda europea, concedesse ai conti italiana maggiore flessibilità (considerando la crisi delle banche, la crescita zero, i migranti, il terremoto…), dandoci un po’ di tregua sull’austerità e permettendo qualcosa per la crescita, ma la Merkel ha risposto picche. Juncker sembrava favorevole a un’interpretazione più flessibile del Patto di stabilità ma la Merkel no. Il problema è che il debito doveva diminuire ma con Renzi è aumentato di 145 miliardi. L’occupazione doveva aumentare, ma l’Ue non si è fatta infinocchiare dai numeri fasulli di Poletti. Non è vero che ci sono più occupati e la crescita è zero. Gli sprechi dovevano diminuire ma Renzi non ci ha nemmeno pensato, anzi straparla di Olimpiadi.
Renzi si era impegnato a mantenere il disavanzo sotto il tetto massimo del 3% ma non ce l’ha fatta. Deve dare all’Ue 15 miliardi e non ce l’ha. Se non li trova è costretto ad aumentare Iva e tasse varie e a tagliare i servizi pubblici.

Beppe A
Tra portate e calici da 500 euro, pochi rappresentanti di Stato ormai senza legittimazione democratica e in totale segretezza, ormai in disaccordo con milioni di europei sempre più in povertà decidono come al solito il nulla, mentre propaganderanno che lo spirito europeo rinasce a Bratislava.
Ma è la loro nemesi.
“Le Conseil européen, c’est la boite noire de la démocratie européenne”.

Reddoctor1
Renzie mi ricorda Alberto Sordi-Nando Mericoni nel film “un americano a Roma”. Una macchietta che parla un inglese maccheronico, e come tale è considerato da chi gli dà ordini. Questi padroni del vapore confondono una Costituzione democratica e antifascista con le regole di una fondazione bancaria, dove l’unico scopo è il profitto a danno degli interessi collettivi. Chi ama il suo Paese e la sua Costituzione democratica e antifascista vota NO, e ben vengano queste ingerenze inaccettabili che sciolgono gli ultimi dubbi a chi ne aveva.

PRIMA E DOPO L’EURO
Viviana Vivarelli

Gli 11 Paesi che formarono la zona euro nel 1999 costituivano un mercato finanziario maggiore di quello americano con una struttura industriale tra le più avanzate del mondo. L’Italia era la settima potenza industriale del mondo (nel 92 era la quinta), guardatela ora, tra grandi imprese come la Fiat che hanno cambiato sede o hanno delocalizzato e piccole e medie imprese che sono fallite!
Dal ‘99 l’euro si è svalutato del 20% rispetto al dollaro. Prima del ‘99 l’Italia governava la sua moneta con lievi apprezzamenti rispetto al dollaro per evitare l’aumento dei prezzi delle importazioni quotate in dollari (anzitutto il petrolio, ma anche macchinari ad alta tecnologia ecc.) e lievi svalutazioni rispetto al marco tedesco, per incoraggiare le esportazioni verso i mercati europei. Con l’euro la situazione si è rovesciata. Le esportazioni tedesche sono sempre più competitive, come se il marco venisse continuamente svalutato, producendo un enorme surplus commerciale in barba alle regole Ue, il 2015 si è chiuso con un nuovo record tedesco: avanzo commerciale di 248 miliardi di euro, +6,4% sul 2014 e aumento delle esportazioni di più del 6%!
L’Italia, invece, è entrata in una crisi crescente. Ha visto le sue grandi imprese delocalizzare o sparire e le piccole in progressivi fallimenti.
L’euro ha succhiato la domanda fuori dall’economia verso i mercati finanziari e ha ucciso la crescita. Il pareggio di bilancio in Costituzione ha eliminato gli investimenti pubblici e le sofferenze delle banche italiane sono salite alle stelle innescando la crisi bancaria.
Dopo un mese di chiacchiere sulla Brexit, che finora sono risultate bufale, i mercati ora si preoccupano del crollo del sistema bancario italiano. Secondo i dati del Fm, le banche italiane hanno 360 miliardi di euro di crediti in sofferenza, cioè inesigibili, pari al 18% del PIL. Ciò causerà una enorme catastrofe mentre le banche d’affari americane avanzano per comprare le nostre banche al costo di due stracci, vedi la JP Morgan che si impone sul Monte dei Paschi dando ordini al Governo. I prezzi delle azioni sono in caduta libera. UniCredit, la più grande banca italiana, vede la sue azioni perdere oltre il 60% del valore. Banca Popolare di Milano ha perso oltre il 60% da inizio anno, e così Intesa Sanpaolo.
Nel 2015, l’economia italiana è cresciuta meno dell’1%. Nel 2016, con Renzi-Padoan-Poletti, siamo a crescita zero. Quindi i livelli di debito aumentano inesorabilmente, perché l’economia annaspa portando una marea di crediti inesigibili. L’Italia non ha una crisi bancaria, ma una crisi da euro. La moneta unica ha distrutto la competitività di quello che, 20 anni fa, era un settore manifatturiero perfettamente sano. Ha succhiato domanda fuori dall’economia, e ha sovraccaricato la spesa dei consumatori.
La crisi dei mutui subprime e il fallimento della Lehman Brothers sono stati l’origine della più violenta crisi economica che ha investito l’economia mondiale dai tempi della Grande Depressione del 1929. Nel 2008, l’Italia era la seconda manifattura d’Europa. Dopo 8 anni di crisi, ci sono variazioni congiunturali negative in tutti i comparti. La produzione industriale è diminuita di 25 punti. Gli investimenti fissi continuano ad essere negativi. Il sistema produttivo nazionale ha perso il 30% della sua capacità. Si può salvare qualche singola banca attraverso ricapitalizzazioni, fusioni o salvataggi pubblici temporanei sul modello USA, ma non si può salvare l’intero sistema bancario senza una chiara inversione di tendenza, cioè senza attuare una decisa sterzata verso la crescita economica che implica uscire dalla zona euro. E Renzi che fa? Regala altre mancette? parla delle Olimpiadi? Manipola i dati dell’Istat per fingere un aumento dell’occupazione che non c’è? Distrae l’attenzione pubblica attaccando la Raggi? In 8 anni di crisi si sono persi un milione di posti di lavoro e il lavoro è diventato ultraprecario e senza garanzie mente si impone una riforma antidemocratica della Costituzione che tende verso il Presidenzialismo.
Oggi le regole dell’Eurozona dicono che chi ha obbligazioni sarà usato per il “bail-in” cioè pagherà di persona e Renzi non ci potrà fare nulla. Sono questi i famosi ‘investitori’ che sono anche i risparmiatori che pagheranno per gli errori degli altri, mentre chi ha sbagliato sarà protetto e aiutato dal Governo, come è avvenuto per Banca Etruria.
L’Italia corre a precipizio verso una immane crisi bancaria e la Bce se ne sbatte mentre le banche d’affari USA gongolano perché ci compreranno per due stracci (vd la JP Morgan che ha messo le mani sul Monte dei Paschi). L’Italia è intrappolata nel peggiore dei mondi possibili ed è diventata una vivida lezione di quanto sia diventato disfunzionale l’euro. A questo punto andare a dire che bisogna votare SI’ per chiamare gli investitori è davvero grottesco!

Secondo la Boschi, se voti SI’:
-chiami gli investitori
-fermi i terroristi
-risolvi il problema dell’immigrazione
-diventi un Paese agile e moderno
-sei competitivo sul piano mondiale
-aumenti la sicurezza…
E poi ? Sale il Pil, ci sarà sempre il sole, i vecchi tornano giovani, faremo a meno del Viagra, sparirà la cellulite, si risolve la fame nel mondo, si chiude il buco nell’ozono e andremo a vivere su Marte..oppure ci manderemo la Boschi-Renzi-Padoan-Poletti così diranno le loro panzane all’intero cosmo!
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Lucio Dalla
Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

REFERENDUM
Primo confronto su La7 da Mentana tra le ragioni del Si’ e quelle del No: D’Alema- Giachetti

Sono a favore del SI’: Marchionne, Confindustria, Cisl e Uil, il sistema bancario, la Merkel, Obama
Sono a favore del No: i partigiani, la CGIL, parte del Pd, la destra di Berlusconi, la Lega, i 5stelle

LE RAGIONI DEL NO DI D’ALEMA (sunto)

C’è tutto un popolo di csx che non vota più per il Pd. Il Pd ha perso milioni di voti. Una parte del csx non si riconosce in questa riforma. L’area del No non coincide con la dx e con i 5stelle. Si pensi a Onida, Rodotà, Aldo Cheli, Zagrebelsky. C’è un lungo elenco di costituzionalisti di sx che dicono NO.
Si dice che per 30 anni si sono fatte solo chiacchiere sulle riforme alla Costituzione senza cambiare niente, ma non è vero. Si pensi all’elezione diretta dei sindaci o dei governatori di Regione, all’immunità parlamentare, al pareggio di bilancio, al porcellum…
(Giachetti lo attacca riportandolo alla bicamerale e perde anche le staffe ma D’Alema è fermo e tranquillo). La bicamerale chiedeva un Senato federale, mentre qui abbiamo una Camera di serie B che viene chiamata Camera delle Regioni ma, guarda caso, non ha competenza proprio sulle leggi sul territorio, mentre ne ha sui trattati internazionali, come la ratifica delle leggi europee. Si dice che si è abolito il bicameralismo, ma di fatto il Senato resta, per cui il sistema resta bicamerale, però il Parlamento è diventato più debole e non viene più eletto direttamente dal popolo. In Germania c’è un vero Senato federale, costituito dai Governatori delle Regioni che può discutere di bilancio e che rappresenta il territorio; lo stesso negli Stati uniti, dove ogni Stato ha 2 senatori che discutono anche sulla ripartizione federale delle imposte. Qui c’è una Camera delle Regioni costituita su base regionale ma talmente poco regionale che non può parlare del bilancio delle Regioni e ne fanno parte 5 persone nominate dal Presidente della Repubblica che non hanno nulla a che fare con le Regioni e in cui abbiamo sindaci che lasceranno in parte i loro compiti di sindaco per occuparsi di trattati internazionali e altre cose relative alla Nazione. E’ un pasticcio dannoso per il Paese.
Giachetti ribatte che prima avevamo due Camere che facevano le stesse cose e ora no. Però-ribatte D’Alema- in parte questo non è vero. Molte materie sono le stesse ma si è creata una Camera ultramaggioritaria e un Senato indebolito sia numericamente che per competenze che per base elettorale. Oltretutto questo Senato può paralizzare l’azione dello Stato, per es. rifiutando di ratificare un trattato internazionale o bloccando una legge per 60 giorni. E vero che dopo 60 giorni è comunque la Camera a decidere in base alla clausola di supremazia ma dove finisce la decantata velocità? Giachetti ribatte che siccome i numeri sono diversi e la Camera alla fine vince. Ma allora tanto valeva fare 3 sole leggi invece che cambiarne 48: bastava eliminare del tutto il Senato e creare un contrappeso finale come in USA che ha una conferenza finale delle Regioni che dà l’okei alle leggi, ma qui si rafforza solo il capo del Governo, si indebolisce il Parlamento e manca qualunque contrappeso.
C’è poi un problema di metodo. Quando Berlusconi presentò la sua riforma, previde la riduzione del numero di parlamentari e l’abolizione del bicameralismo ed ebbe contro tutto il csx (vd Mattarella) che obiettò che quella riforma era di una maggioranza di Governo mentre LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI, e quella riforma era molto più ridotta di quella attuale. “Trovo discutibile-dice D’Alema- una Costituzione voluta da una maggioranza ristretta uscita dal Porcellum dichiarato incostituzionale, e questa maggioranza incostituzionale non avrebbe dovuto cambiare 48 articoli della Costituzione. La Consulta dichiarò la continuità del Parlamento ma non era opportuno che tale Parlamento facesse una riforma così forte. Mattarella era uno di quei giudici e ora è diventato Presidente della Repubblica e lascia passare cose che come giudice avrebbe bocciato. Il partito che fa queste riforme non ha nemmeno un chiaro mandato popolare e questo non è saggio da parte di un partito democratico”.
Giachetti ribatte che la riforma è sempre stata nelle corde e nel programma del csx e che Renzi l’ha fatta col voto del Parlamento e che anzi ha avuto la fiducia proprio su di essa e su questa riforma Napolitano accettò il 2° mandato vincolando il Parlamento a fare una riforma elettorale e costituzionale. Giachetti accusa addirittura D’Alema di dare consigli ai grillini. D’Alema ribatte che dà consigli a tutti ma purtroppo non viene ascoltato.
La Corte ha stabilito la continuità parlamentare ma dovevano valere ragioni di opportunità. Non si possono cambiare 48 articoli costituzionali partendo da quelle basi. Non era opportuno. Si dovevano avere magari obiettivi più limitati. La legge per cui col 25% dei voti puoi fare tutto quello che ti pare è una schifezza.
Giachetti cerca in tutti i modi di dire che il percorso della riforma di Renzi è simile alla bicamerale che D’Alema fece con Berlusconi, ma D’Alema ribatte che la Consulta aveva bocciato il Porcellum e l’Italicum non è altro che la brutta copia del Porcellum, in quanto riprende gli stessi motivi incostituzionali e che questa riforma in molte sue parti è più simile a quella di Berlusconi del 2005 che al programma dell’Ulivo. Andare avanti da soli con le idee di Berlusconi sinceramente non ne vale la pena.
Giachetti ribatte dicendo che invece era proprio la proposta di D’Alema ad avere similitudine con B, perché il Presidente del Consiglio non dipendeva dalle Camere. Contesta anche che Renzi diminuisca la democrazia (Mah: elimina di fatto un diritto elettorale e rende più difficile il referendum) perché comunque i senatori sono scelti in un settore di eletti dal popolo ed è vero che aumentano le firme richieste per il referendum ma diminuisce il quorum e si obbliga il Parlamento a valutarne i risultati.
Ma D’Alema ribatte che metà Parlamento sarà ‘nominato’ dai partiti, i quali devono indicare chi vogliono, per cui l’elettore può solo accettare, non sceglie. Al momento in cui i partiti depositano le liste devono indicare i candidati, il popolo può solo ratificare queste scelte, per cui alla fine è il premier che decide tutto, e cambia il sistema di Governo che da parlamentare diventa presidenziale, ma allora si dovevano predisporre dei contrappesi per non dare al premier troppo potere. Si è addirittura parlato di ‘sindaco d’Italia’ ma questo è quello che voleva Berlusconi (il sultanato). Ci sono enormi similitudini tra Renzi e Berlusconi. Entrambi vogliono aumentare i poteri del Capo del Governo (Giachetti ribatte che è una corbelleria!). D’Alema: “Puoi anche darmi del cretino, conoscendo lo stile di Renzi posso anche capirti”. E ribatte: “Queste riforme hanno una impronta personalistica e presidenzialista (lo dice anche Onida)”.
Violante ovviamente è per il SI’ eppure sostiene come D’Alema che l’Italicum è da cambiare perché con questa riforma e questo sistema elettorale cambia la forma di Governo. Persino Napolitano che dichiarato la necessità di cambiare profondamente l’Italicum. Giachetti (ex radicale) ha fatto 45 giorni di sciopero della fame contro il Porcellum e a favore delle preferenze elettorali, eppure ora difende l’Italicum che gli somiglia come una goccia d’acqua. A giorni la Consulta dichiarerà la costituzionalità dell’Italicum e se lo condanna?
Per D’Alema la legge elettorale migliore sarebbe un maggioritario uninominale a doppio turno, in questo modo avremmo un Parlamento autorevole perché eletto dai cittadini. L’Italicum col suo ballottaggio è stato creato in vista del bipolarismo, ma ora abbiamo un tripolarismo (M5S) e l’effetto del doppio turno è disastroso perché i perdenti possono coalizzarsi contro uno solo (ed è quello che successo nelle amministrative portando alla vittoria i 5stelle in 19 Comuni su 21). Questa realtà mette in crisi l’Italicum che era stato pensato per la vittoria del Pd, il quale invece si mette a rischio di sconfitta. Oltretutto l’indicazione preventiva del premier svuota di significato il Parlamento, così come l’indicazione di metà dei Parlamentari scelti dai partiti svuota di significato le scelte degli elettori. Se non c’è più il bipolarismo, che senso ha il ballottaggio? “Sono contrario- dice D’Alema- a sistemi elettorali che non danno la rappresentatività a fette consistenti dell’elettorato (il M5S aveva tanti voti quanti il Pd, anzi a livello interno ne aveva di più, ma il premio di maggioranza lo ha schiacciato, creando un Parlamento che non rappresentava proporzionalmente il voto degli Italiani ma lo falsava). Si continua a insistere sulla ‘governabilità’ ma qui quello che è sparito è la ‘rappresentatività’. Il Parlamento dovrebbe rappresentare le scelte politiche del Paese, mentre le falsa”. Inutilmente Giachetti dice: “E allora l’astensionismo?”. Non esiste il partito degli astensionisti, ma almeno quelli hanno scelto di non votare, non è che hanno votato e non si sono visti riconosciuti.
Si insiste a dire che si deve sapere subito chi ha vinto, ma l’unico sistema che garantisce questo è il Presidenzialismo. Si vuole fare un sistema presidenziale? Ma allora occorrono dei contrappesi, non si può avere un Presidente che ha poteri assoluti o si esce dalla democrazia. Non si può accettare un Presidenzialismo con un Parlamento di nominati e un Premier che ha tutti i poteri e non è limitato in niente. Non sarebbe più un sistema democratico, ma un sistema autoritario.
Giachetti contesta e insiste che l’Italicum è stato scritto “sotto dettatura della Consulta”. “Non è vero, dice D’Alema, i punti del Porcellum considerati incostituzionali erano la mancanza delle preferenze e l’eccessivo premio di maggioranza che falsava il responso elettorale del Paese. E l’Italicum li riproduce”.
I cittadini vogliono eleggere un Parlamento che li rappresenti, che rappresenti la volontà popolare e non che sia retaggio di una minoranza partitica. Non si può ridurre tutto alle pretese della ‘governabilità’. In una democrazia c’è anche una esigenza di ‘rappresentatività’ e con le candidature multiple si raggira l’elettore che si trova una persona candidata in più circoscrizioni, poi il candidato decide dove posizionarsi e l’elettore si trova eletti personaggi che non ha scelto. Berlusconi faceva così, ma con questo sistema l’elettore è gabbato.
Inutile dire che alle amministrative si fa il ballottaggio, è ben diverso votare un sindaco che ha un potere amministrativo locale o votare un parlamentare che fa le leggi e dovrebbe difendere i valori fondamentali di uno Stato.
Col ballottaggio, non essendoci quorum, un partito che ha il 28% che va allo scontro con uno che ha il 27%, se vince, finisce col rappresentare 2 Italiani su 10, ma si prende tutto. Questo può essere anche legale ma non è democratico, perché produce un Parlamento che non rispecchia la volontà del Paese ma la falsifica. In Francia si fa così e si finisce per avere un Governo che rappresenta solo il 18% degli elettori e che, quando fa una legge, si vede mezzo Paese contro. La riforma è confusa e dannosa, mentre sarebbero bastati 3 articoli: ridurre TUTTI i parlamentari, dare il potere legislativo a una sola Camera, creare un Conferenza esterna che dava la sua valutazione delle leggi, come in USA.

Giachetti dichiara che vota SI’:
-perché la riforma semplifica la formazione delle leggi e aiuta a lavorare meglio nell’interesse dei cittadini che aspettano questa riforma da 30 anni (ma chi l’ha detto?)
-perché chi oggi soffre di più potrà avere più rapidamente leggi migliori (e chi lo garantisce?)
-ricorda anche il patto della crostata in casa Letta con cui D’Alema per avere l’appoggio di B si impegnò a non legiferare sul conflitto di interessi (Mentana contesta e D’Alema ricorda: “Noi non cedemmo alle richieste di B sull’indebolimento dei magistrati e lui non votò”).

D’Alema:
-la riforma tradisce le intenzioni. Avete detto che ci davate una Camera federale che riportava gli interessi dei territori e avete creato un Senato di serie B che non può fare leggi sui territori né decidere sul loro bilancio
-avete detto di voler ridurre il distacco tra centro e periferie, mentre non avete cancellato i poteri delle Regioni a statuto speciale che sono rimaste fuori dalla riforma
-dite di voler aumentare la rappresentatività popolare mentre consegnate il potere a una élite partitica
-dite di aumentare la democrazia mentre fate una lesione alla sovranità popolare.
Con soli 3 articoli e senza stravolgere la Costituzione si poteva fare una riforma più limitata riducendo tutti i parlamentari, dando il potere legislativo a una sola Camera e senza ridurre la sovranità dei cittadini.

Viviana
Io non amo D’Alema ma è indubitabile che sul terreno della logica,dell’intelligenza,della conoscenza delle leggi e della democrazia, ha fatto fare al povero Giachetti la figura del pirla. Intanto il pubblico della festa dell’Unità di Roma vociava, ribolliva, faceva cagnara, si sfrenava violentemente, mentre scoppiavano litigi furiosi e una cosa appariva certa: che se Renzi voleva fare casino nel Paese, spaccare lo stesso csx e schierare il Pd a fianco del capitalismo e contro la democrazia, ci è riuscito perfettamente. Ma fare questo in un momento economicamente tragico in cui siamo a rischio di fallimento con crescita zero e gente che soffre è criminale.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Bruno p.

Avete dimenticato il fallimento di MPS ancora in corso ed inarrestabile.
La terza banca Italiana dopo gli stress test è risultata la peggiore d’EUROPA e continua a bruciare miliardi in borsa.
Ora si richiede una ulteriore capitalizzazione da 5 miliardi che dovrebbero provenire da investitori privati dato che secondo le regole europee non si possono fare interventi pubblici per salvare le banche.
Ma mi chiedo quale folle investirebbe in una banca che continua a produrre bilanci in perdita con 27 MILIARDI di crediti inesigibili.
Ecco allora che il duo Renzi-Padoan si è inventato il fatidico Fondo Atlante costituito da azionisti e obbligazionisti con la solita garanzia della Cassa Depositi e Prestiti.
Ma la CDP non è forse partecipata dal Tesoro e quindi pubblica? E di chi sono i soldi se non dei correntisti postali?
Il fallimento di MPS è dietro l’angolo bisogna solo decidere a chi scippare i soldi come hanno fatto col decreto salva-banche. Li prenderanno dai pensionati principali correntisti di CDP o si applicherà il bail in per salvare i conti al di sotto dei 100.000 euro e fare piazza pulita degli altri depositi?
Italiani, si profila un altro bel cetriolo preparato dalla classe dirigente più infame d’Europa!
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Carlomax
L’economista di riferimento dell’Espresso era Zingales. Zingales è 60° o 80° nel ranking MONDIALE, tra gli economisti. Ranking mondiale. Ora, persino lui, al di là delle opinioni politiche che non condivido, ha detto testualmente che l’ultima possibilità per l’Italia e tutti i Paesi ex democratici è un divorzio condiviso dall’Euro, o un divorzio unilaterale della Germania dall’Euro.
Zingales è sempre più certo, da ricercatore economico, che l’Euro è una boiata pazzesca.
L’Euro non è l’europeismo, anche Eco c’è cascato miseramente. Togliendo l’Euro non casca l’europeismo che è una cultura antica: ma l’Euro sta ammazzando l’europeismo, sta facendo del pluralismo un automa indifferenziato e stalinista, governato da un’élite, una gerarchia non più eletta democraticamente, al vertice di una burocrazia europea sempre più corrotta (i lobbisti prevaricano il voto democratico facendosi fare leggi che vanno contro gli interessi di milioni di persone mentre i massmedia sono sempre più controllati e omertosi.

I PARADOSSI DI ZINGALES
Viviana Vivarelli
Visto che è stato citato, torno a Zingales (non perché sia il mio economista preferito…). Già due anni fa scriveva un libro per dichiarare di aver cambiato idea sull’euro. Era considerato l’economista turbo-liberista, uno dei più bravi, sembra, visto che Foreign Policy lo metteva assieme a Draghi tra i primi 100 migliori economisti del mondo !! (Alleluia!)
Bocconiano, collaboratore dell’ONU in microfinanza, amministratore di Telecom, renziano, Renzi lo nomina col cda di Eni ma dopo un po’ si dimette, si presenta addirittura con quella sagoma iperliberista di Giannino in un nuovo partito politico Fare, ma non si candida e lascia ‘Fare’ quando si scopre che i titoli accademici di Giannino sono farlocchi.
In ‘Manifesto capitalista’, Zingales afferma ingenuamente che aveva creduto che libertà e uguaglianza fossero raggiungibili “grazie al libero mercato”, ma ora si sente truffato, perché il capitalismo ha “causato, invece, un incubo di ingiustizia e povertà” (ma va?). Però insiste nel credere che il libero mercato sia “il migliore dei sistemi possibili” (il Candido di Voltaire a Zingales gli fa una pippa!). Dunque dice che il capitalismo è “quasi perfetto”, basta ripulirlo un po’ dalle lobby, dai monopoli e dalla corruzione (una robetta da niente, vaglielo a dire a Renzi e al Pd o al Parlamento europeo che dall elobbye prende le imbeccate! ) . “Bisogna premiare il merito – scrive- favorire la concorrenza, eliminare i privilegi e sostenere l’istruzione”, così il capitalismo diventerà “più giusto, più umano ed efficiente”. L’Asilo Mariuccia dovrebbe premiare anche lui tra i cento pirla più pirla del pianeta. Io ci posso anche ridere, ma lui sembra serio. Libero mercato vuol dire eliminare qualunque intervento dello Stato, e se si elimina lo Stato, quale sarebbe, di grazia, caro Zingales, il deus ex machina che produce tutti questi bei risultati, visto che, lasciato a se stesso, il libero mercato ha prodotto finora solo iniquità, depredazione, depravazione e rovina?
Poi nel 2014 scrive ” Europa o no” ed eccolo lanciato in una nuova critica, questa volta alla zona euro, una mezza critica, anzi un quarto, anzi nessuna. Scrive che l’adesione all’Ue va rivisitata “in un anno al massimo, altrimenti i costi per rimanere cominceranno a eccedere i benefici e l’uscita diventerà il male minore”. Sembra una sentenza grave. Ma anche qui fa mezzo passo e poi ritira la gamba, e finisce col dire che, però, uscire dall’euro potrebbe portare l’Italia al fallimento (come se ora non ci corressimo incontro sparati). Insomma non sono sotto accusa il meccanismo dell’euro, l’austerità, il pareggio del bilancio, la Germania.. ma caratteri tutti italiani che precedono l’euro e che ci portano al fallimento comunque, dentro o fuori l’Ue. “Il vero problema è che sono vent’anni che la produttività nel nostro paese non cresce. E se la nostra produttività non riprende a crescere, non possiamo competere in Europa e nel mondo, con o senza euro”. (Ah, ecco, magari ci potrebbe spiegare come potrebbe crescere se lo Stato si vieta da solo qualunque intervento sull’economia e non può farne sulla valuta e continua a proteggere iniquità e corruzione).
Non si è mai visto un personaggio più paradossale. Nega mentre afferma.
Dice: “”Una volta, con la lira, l’Italia aveva in mano uno strumento monetario, quello delle svalutazioni competitive, che la Germania temeva. L’euro è stato utile a Berlino, che negli anni prima della crisi ha ridotto il costo del lavoro facendo così una manovra chiaramente deflattiva”. Bene, e allora? Però comunque facciamo bene a stare senza la nostra sovranità monetaria!!! Cioé: ho una gamba in cancrena, però me la tengo.
Ora io dico: se i migliori economisti neoliberisti del mondo sono questi, dove vogliamo andare?
Scrive ancora: “Ho due paure: la prima è che l’Italia finisca come l’Argentina (Bingo!), con uno Stato ancora più corrotto e intrusivo, che mente persino sui dati del PIL e dell’inflazione (vd Padoan-Renzi-Poletti). La seconda è che l’unificazione europea continui a procedere sul binario di quella italiana, ossia un’unificazione fatta da pochi idealisti e un po’ di gente cinica”. E allora?
“Oggi non c’è alcun dibattito sui costi e i benefici della moneta unica e questo rafforza i ciarlatani, gli unici a occuparsi della questione”.
Certo che se i ‘professionisti’ sono come lui, non andiamo lontano!
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M5S ALLA GOGNA
Dove non ci sono argomenti, avanti con le insinuazioni e le ingiurie!!
La disinformazione è sempre al primo posto.
Paura e ignoranza generano tirannide.
E ora, grazie a Gomez&soci, anche Il fatto Quotidiano si è assimilato alla canea di ciurmatori che mette alla gogna quotidianamente il M5S. Ben 6 pagine contro la Raggi! Non ti sembra un po’ troppo, caro Gomez? Con Travaglio che cerca di lavarsi l’anima con una presunta equanimità accostando un (dico UNO) articolo di accusa a Sala a fronte di uno sterminato esercito di articoli contro il M5S.
Ma quante pagg ha scritto il caro Gomez contro la decisione di Renzi di firmare il TTIP, il patto Euro-USA (sospeso ma non respinto) che svenderebbe i sevizi pubblici, il welfare, le difese sociali.. ad un paio di corporation americane per la privatizzazione più bella del mondo?? Quella che azzererebbe le piccole e medie imprese (che sono il 99% della nostra economia), azzererebbe le funzioni sociali dello Stato, creerebbe come minimo

300.000 disoccupati in più, costringerebbe i poveri a diventare ancora più poveri senza una sanità pubblica, una scuola pubblica, trasporti pubblici, aiuti pubblici?
Accantonata la ripresa zero, i disoccupati che aumentano contro le balle di Renzi-Padoan-Poletti, una nuova guerra in Africa mai votata dal Parlamento, manifestazioni popolari contro Renzi accuratamente secretate dai tg, intere classi sociali in rivolta, magistrati assolventi a tempo pieno promossi e conservati con leggi ad personam, ben 120 reati gravissimi depenalizzati da Renzi nel più accurato silenzio (basterebbe lo stalking!), il Monte dei Paschi occupato dalla JP Morgan, le banche d’affari americane che dettano l’agenda del Governo, la Merkel che nega aiuti ai terremotati…che resta da parlare se non attaccare ossessivamente la Raggi?
Intanto IFQ vede crollare le vendite e crede (miseramente) che basti secretare gli articoli o farli leggere o copiare solo da chi paga alti abbonamenti, perché, alla fine, non la lotta politica conta, ma solo il business.
Potrebbe ricordarsi che era l’ideona de Il Manifesto e sappiamo come è andata a finire?

DATI SULL’OCCUPAZIONE FARLOCCHI

A oggi il debito pubblico è arrivato a 2.252 miliardi, debito record!
In 28 mesi Renzi ha aumentato il debito pubblico di 124 miliardi La ripresa è talmente debole che non riesce nemmeno a trasformare in utili gli aspetti positivi esterni (bassi prezzi del petrolio, tassi quasi a zero quando non negativi..)
Oggi Renzi si vanta di una ripresa occupazionale inesistente mentre secondo l’OCSE la ripresa italiana sta a ZERO, negando tutti i dati positivi di Renzi/Padoan (Solo l’industria ha perso 250.000 posti di lavoro). Per sostenere questo debito gigantesco paghiamo ogni anno 20 miliardi più della Grecia. La spesa per interessi rappresenta il freno a qualunque speranza Tra le 4 economie più grandi d’Europa l’Italia è quella che ha maggiore avanzo primario ma non può far nulla perché gli interessi si mangiano tutto.
I dati di Renzi sull’occupazione sono farlocchi perché secondo l’Istat “E’ occupato chi lavora anche solo un’ora a settimana”. Il Governo replica: “Applichiamo standard
E infatti ora riescono persino a far crescere il PIL mettendoci dentro i ricavati della mafia, della prostituzione, della corruzione.. sempre secondo standard europei !? E’ grottesco. Il che dice perfettamente come questa Europa sia un grandissimo bluff
Istat: “Traffico di droga e prostituzione e contrabbando di sigarette o alcol dovranno essere inseriti nel conto economico dell’Italia, TUTTO FA PIL!! Ed è quello che l’Istat farà dal prossimo 3 ottobre, attuando le linee guida dell’Eurostat, l’ufficio statistico della Ue. In autunno, infatti, entrerà in vigore in tutta Europa Esa 2010, un nuovo sistema di contabilità pubblica destinato ad avere effetti positivi sul valore del prodotto interno lordo di gran parte dei Paesi dell’Unione. Non sapendo come fare a dimostrare che l’Ue funziona sono arrivati anche a questo E’ la legittimazione contabile del malaffare.
Solo il mercato della droga permette di aumentare il Pil di 25 miliardi. Alleluia! Siamo arrivati alla glorificazione della mafia! Col beneplacito europeo Chi più mafia, più cresce il Pil. Siamo un paese fortunato! Ma i famigerati standard europei sono salvi! Ma come siamo contenti! Non sapendo come giustificare la crisi europea, sono arrivati a sdoganare il malaffare e a parificarlo alle attività legali! Vi rendete conto di come sono messi! Peggio delle balle di Poletti/Renzi/Padoan! E ci sono anche gli idioti che li seguono! Siamo alla truffa legalizzata! Ma tanto i media parlano solo della Raggi. E il caos lo vedono solo a Roma! Beati i tonti ché di loro non sarà mai il regno dei Cieli!
Per far passare le loro balle e negare la crisi europea, non solo hanno infilato (“secondo gli standard europei”) nel PIL droga, malaffare e prostituzione ma pure il lavoro nero! Sono veramente fantastici! Ladri che sdoganano altri ladri. L’Istat già inserisce nel Pil il sommerso economico, ovvero tutte quelle attività di produzione che, pur essendo legali, sfuggono al controllo diretto attraverso il sistema di frode fiscale e contributiva. Le ultime stime in questo senso risalgono al 2008 e indicano come il valore aggiunto prodotto nell’area del sommerso sia stimato tra un minimo di 255 e un massimo 275 miliardi di euro, per un peso percentuale sul Pil che si aggira tra il 16,3% e il 17,5%. Alleluia! Dove la legalità non arriva, ci si va belli con l’illegalità! Un modo indecente per sdoganarla. In pratica per Renzi e per le care istituzioni europee non c’è nessuna differenza tra attività lecite e illecite. TUTTO FA BRODO. Per cui se sei disoccupato e va a smerciare droga, l’Istat ti segnala come ‘occupato’!! Idem se lavori solo un’ora in un anno! Poi di queste cifre false pure si vantano!! Ma è davvero questo il Governo che volete??????
La crescita dell’economia italiana si è interrotta per l’Istat, che non prevede un riaggancio della ripresa nei prossimi mesi. E l’Italia non ha nemmeno margini di manovra sui conti pubblici. Alla base dell’arresto della ripresa, c’è sia la debolezza dei consumi che degli investimenti sul fronte della domanda, il cui contributo è stato nullo, sia dell’industria in senso stretto (-0,8%) sul fronte dell’offerta. E al contempo, la fiducia dei consumatori è scivolata di 9 punti quest’anno, mentre da luglio si segnalerebbe la fine della ripresa sul mercato del lavoro. Si sta chiedendo di usare di più la leva fiscale oltre quella monetaria per sopperire alla crisi europea ma l’Italia non farebbe parte di quel nucleo di paesi con potenzialità di manovra nell’ambito del proprio bilancio. I nostri margini sui conti pubblici sono inesistenti, come dimostrano anche le parole del vice-presidente della Commissione europea. Reagendo alla richiesta di nuova flessibilità fiscale, egli ha sottolineato come il nostro paese abbia giù esaurito le dosi disponibili nel biennio in corso Direi che con le balle di Renzi abbiamo chiuso!
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I DANNI DEL CAPITALE
chiavidellelobby

Una volta non esisteva il comunismo, ma esistevano già gli schiavi del libero mercato i muschilli delle miniere e delle fabbriche e gli schiavi delle terre dei latifondisti o i mezzadri (questo che sta arrivando è il libero mercato senza i comunisti e le lotte sociali).
Ci son volute le lotte la resistenza dei lavoratori la presenza del rischio comunista e del governo del popolo per mezzo di rivolta per porre vincoli minimali alla prepotenza del capitale, alle squadracce dei padroni, alla macellazione dei corpi degli operai e contadini schiavi dei latifondisti e della nobiltà, o degli industriali e delle banche. Carne umana svenduta al chilo.
Credete forse che lo statuto dei lavoratori, i contratti a tempo determinato, la pensione, l’assistenza sanitari e la pubblica istruzione siano stati un regalo del capitale e non il prezzo del sangue delle lotte dei popoli e lavoratori?
Credete forse che un quadro legislativo nazionale e trasnazionale, ponendo vincoli alle sperequazioni finanziarie, allo strapotere delle lobby, al potere delle massonerie e dei banchieri dando regole di interesse pubblico al lassez del libero mercato non possano redistribuire nuovo benessere sufficiente per tutti?
La realtà e solo che con la scomparsa di un modello comunista reale (la Cina è diventata il peggior sistema capitalistico, modello per l’economia del futuro, lo stato asservito totalmente con le sue leggi all’arricchimento dei pochi), e con l’asservimento totale dei media, finalmente il capitale privo anche del contenimento di una dottrina morale cattolica ormai accuratamente oscurata e soppiantata dal dio mammona (dio denaro), l’asservimento dei governi nazionali e il controllo di organizzazioni sovranazionali al di sopra delle costituzioni democratiche. Il “Capitale” è ormai un sistema fuori controllo che domina su tutto e libero di distruggere tutto (nella sua natura) secondo la sua unica legge “il denaro va verso il denaro, il potere anche e la ricchezza reale pure”, in una spirale autoreferenziale che porta solo a sopraffazione, sofferenze, carestie, guerre e violenza con intensità sempre maggiore e disquilibri sempre più forti (la sostituzione dello stato di diritto con lo stato in cui vale la legge del più forte furbo e violento).
Secoli di civiltà giuridica e di conquiste dell’uomo messe alla mercé del libero mercato, per mancanza di concorrenza (modello comunista) di vincoli (intellettuali, culturali, istruzione, indebolimento della rappresentatività democratica dei lavoratori ovvero sindacati asserviti e blocco alle libertà di rappresentatività di nuovi sindacati ed impotenza sugli organi di governo sovranazionali, o dei popoli democrature all’italiana e legislazione sovranazionale e sovracostituzionale non rappresentativa dei popoli e dei loro interessi)

LA GLOBALIZZAZIONE E’ UN DOGMA DI FEDE
Berluscameno

Focalizziamo i punti di forza che tengono ancora in vita un sistema universale che”legittima la sopraffazione, l’ingiustizia e lo schiavismo”.
Negli ultimi trent’anni una serie di grandi cambiamenti hanno rivoluzionato il modo di vivere di popoli interi, sacrificati nel nome di un totem che nessuno può mettere in discussione: “la globalizzazione”.
Questa specie di nuova divinità pagana, che tanto ricorda il dio-pan, viene sovente evocata per far digerire al popolino bue una serie di controriforme- che svuotano i diritti -rese presuntivamente ineludibili proprio dalle regole che il nuovo dio (“la globalizzazione” per l’appunto) impone. Trattandosi di materia di fede, detto senza sarcasmo alcuno, a nessuno è consentito mettere in discussione “la nuova dottrina religiosa di riferimento”, pena la condanna eterna degli improvvidi peccatori subito marchiati al grido di “populisti” ed “irresponsabili”. Il mastice che tiene insieme i tanti ‘luciferini personaggi ‘che violentano i nostri tempi è prima di tutto spirituale. Ma di che tipo di spiritualità stiamo parlando?
Ecco, questo è un aspetto decisivo che nessun onesto avversario del “nazismo tecnocratico e bancario “oggi dominante può ignorare.
Partiamo da una premessa: ogni regola coercitiva imposta da una autorità formalmente legittima è destinata a fallire se intimamente avvertita dalle masse come contraria all’etica e alla morale prevalente. Il globalismo è contrario al concetto di nazione.
Ma la nazione non può e non deve essere cancellata dal Globalismo.
Dall’accettazione di un simile presupposto discende una ovvia conseguenza: chi esercita il potere temporale, se vuole mantenere pacificamente il proprio ruolo, deve necessariamente entrare in connessione d’intenti con coloro i quali interpretano il sentire più profondo del popolo che sono chiamati a guidare.
Nel 494 d.c. Papa Gelasio, nello scrivere all’imperatore Atanasio, formulava la famosa teoria “delle due spade”, secondo la quale “il mondo è regolato essenzialmente da due principi: ’autorità santa dei pontefici e l’autorità regale”.
Questo schema, genericamente conosciuto come alleanza fra “Trono e Altare”, muore con l’avvento della modernità. Oggi l’esercizio del potere politico non deve più formalmente sottostare al preventivo via libera di una autorità religiosa visibile chiamata a valutare l’eventuale conformità fra le scelte dei diversi governanti e il volere divino. Teoricamente, molto teoricamente in verità, il potere promana adesso dal basso verso l’alto, appartenendo la sovranità al popolo che può di volta in volta trasferirla pro-tempore nelle mani di alcuni delegati scelti con metodo democratico. E allora, se così è, perché il volere dei popoli palesatosi recentemente anche per mezzo di appositi referendum viene sovente disatteso quando non completamente dileggiato?
Perché il referendum greco sull’austerità indetto da Tsipras nel 2015 è diventato carta straccia? Perché tanti personaggi pericolosi come Monti e Napolitano hanno avuto il coraggio di bacchettare pubblicamente David Cameron per aver osato indire un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea conclusosi con la vittoria dei fautori della “brexit”?
Cerchiamo di capirci, se l’autorità che sovraintende l’esercizio della sovranità non appartiene più né ai Papi né ai popoli, di grazia, si può sapere a chi oggi appartiene?
Datevi una risposta.

APPALTI TRUCCATI PD E FI
Capigruppo M5S di Camera e Senato

Ecco la notizia che dovrebbe aprire i telegiornali stasera in Italia, che le forze dell’ordine la magistratura ancora una volta arrestano i politici di destra e sinistra che si spartiscono gli appalti e i soldi dei cittadini italiani che non ricevono nessun servizio.
Stamattina sono stati arrestati a Caserta, su indagine della procura di Santa Maria Capua Vetere, 20 tra politici e imprenditori tra cui il presidente della provincia di Caserta Angelo di Costanzo (Forza Italia) e il sindaco Vincenzo Cappello di Piedimonte Matese (PD).
Le accuse del giudice per le indagini preliminari sono durissime: “un vero e proprio sistema criminale finalizzato all’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi Comuni del casertano”.
Una fitta rete di politici e imprenditori che gestivano gli appalti sul ciclo integrato dei rifiuti. Il classico sistema degli appalti agli amici degli amici, dove vincono sempre gli stessi, in questo caso la Termotetti Sas che attraverso tangenti, elargizioni e favori otteneva dai vari sindaci e assessori la vittoria della gara d’appalto.
La procura nell’ordinanza di custodia cautelare scrive: “Tale patto ha visto una suddivisione tra imprese che hanno operato in regime di oligopolio nei comuni ubicati a sud del fiume Volturno ed imprese che hanno operato, viceversa, nei comuni posti a nord del Volturno. Il tutto con la connivenza degli amministratori e dei funzionari pubblici direttamente coinvolti nelle procedure stesse o, comunque, collocati ai vertici delle amministrazioni comunali”.
Il patto del Nazareno si mangia Caserta e la sua provincia.

DIETRO A RENZI IL CAPITALISMO PIU’ FASCISTA
Viviana Vivarelli

A oggi, gli unici che abbiano ereditato la lotta dei no global contro il grande capitalismo internazionale e contro la corporation e le banche sono i 5stelle. I Piddini sono diventati i loro servi esecutori, e Renzi è il pagliaccio messo su per realizzare la loro agenda perversa.
Io vedo la Jp Morgan che dà ordini su Monte dei Paschi di Siena e Obama che spinge per una riforma costituzionale antidemocratica facendo minacce che si potrebbe mettere in quel posto e che puzzano solo di fascismo, che altro?
Del resto l’ho sempre detto che Napolitano e Renzi rispondono alle banche d’affari americane prettamente fasciste che spingono, usando anche il Fm, Draghi, la Merkel e la Bce, per riformare in senso destrorso le ‘troppo democratiche’ costituzioni europee (vedi anche Hollande e la legge sul lavoro che è il clone di quello schifo che è il Jobs act, fedele prosecutore delle leggi della Fornero). La falsità di tutta questa gentaglia è chiara in tutto quello che dicono, vedi il terrorismo sulla Brexit.
Immagina di avere un tumore maligno e per non aspettare i tempi eterni della sanità tu abbia scelto di fare l’intervento prima possibile in privato. Immagina che costerebbe 24.000 euro. Non so quanto siate ricchi voi ma per me è una cifra. Proviamo ora a pensare come sarà messo il popolo italiano quando Renzi avrà realizzato il suo progetto neoliberista di privatizzare a 360° lo stato sociale (come disse chiaramente alla prima Leopolda nei Cento punti e come ha ribadito dichiarandosi pronto a firmare il TTIP, patto commerciale con cui i servizi pubblici dello Stato italiano verrebbero venduti a poche società private americane con la sparizione totale del welfare). Conosco almeno sei medici e tutti mi hanno confermato il preciso disegno politico del Pd di allungare sempre più i tempi con cui col servizio pubblico si può avere una operazione, per spingere i cittadini a fare assicurazioni private o farsi operare privatamente, finché il servizio pubblico sparirà del tutto. Renzi serve anche a questo. Sempre a tal fine, ad ogni Finanziaria il Governo taglia la sanità. Nella prossima sono previsti altri tagli per un miliardo e mezzo. Qualche tempo fa la stessa televisione aveva preso ad elogiare le case di cura private e a dire che erano convenienti e migliori (ma quando mai?) degli ospedali pubblici.
Non riesco nemmeno a capire come facciano gli elettori italiani a votare o sostenere un personaggio simile che ha queste idee sfacciatamente iperliberiste, e come faccia qualcuno a dire che i fascisti sono i 5stelle, solo una grande ignoranza e disinformazione possono spiegare una follia del genere. E di questo ha colpa una stampa ormai ridotta al rango di una serva del potere che ha portato l’Italia ad essere 77a nella classifica della libertà di stampa, sotto lo Zimbawe.
Non dico altro, ma vedere tutto lo spazio giornalistico sprecato per vedere quanto ci mette la Raggi a scegliere dei collaboratori che non siano indagati in quel marciume che è Roma, pressandola con la Olimpiadi mentre non ci sono soldi per i terremotati, e vedere quanto si tace ipocritamente su questi abomini sta diventando intollerabile. E si deve anche subire che gentaglia renziana scriva spropositi o insulti a piede libero. Il tutto mi fa rivoltare i visceri.

DEMOCRAZIA E FINANZA NON SONO ESATTAMENTE SORELLE
Viviana Vivarelli

La costruzione europea in mano alle banche, alla finanza e a gruppi di potere privato (come le imprese tedesche, le multinazionali occidentali, le banche d’affari o le corporation americane) si è rivelata il peggiore attacco alla democrazia dalla seconda guerra mondiale, e ha portato a un sistema di burocrazie non elette democraticamente che ordinano la distruzione progressiva dei diritti e delle tutele dei cittadini europei lo stravolgimento delle Costituzioni democratiche, sotto gli imperativi di organismi super statali neoliberisti, non eletti da nessuno, creati solo per l’interesse del capitalismo occidentale, come Il Fondo monetario, la Banca mondiale, il WTO, la Bce.. e avvalendosi di strumenti come il TTIP, il patto commerciale (a cui Renzi a ha dato il proprio assenso) che gli USA vorrebbero stipulare con l’Unione europea per distruggere le piccole e medie imprese, aumentare la disoccupazione, mettere il welfare degli Stati sotto la gestione di poche società americane (privatizzazione totale dei servizi pubblici), abolendo i diritti costituzionali dei cittadini, della politica, della salute, dell’ambiente e del lavoro… per il lucro di pochi poteri extranazionali.
Di conseguenza, oggi, perde ogni senso la distinzione storica tra destra e sinistra. Perde ogni senso nei fatti, quando Governi che si dicono di sinistra compiono atti che sono prettamente di tipo capitalista e antidemocratico, a favore di gruppi finanziari e contro gli interessi collettivi.
La distinzione tra destra e sinistra oggi dovrebbe essere sostituita da quella tra chi vuole una democrazia allargata e chi vuole l’accentramento di ogni potere nelle mani di uno, di una casta o di pochi.
In questa corsa al potere accentrato, la distinzione destra/sinistra permane solo come arcaismo storico obsoleto valido solo affettivamente nella memoria di alcuni, mentre di fatto i Governi l’hanno già abolita, mettendosi al servizio di pochi gruppi di potere finanziario e operando sulla via di un capitalismo sempre più feroce che taglia progressivamente libertà, diritti e tutele, in nome dell’arricchimento smisurato di pochi.
Nel passaggio dalle democrazie costituzionali a Governi sempre più autoritari emergono gli elementi peggiori e più famelici di uno Stato.
“Le Democrazie moderne si riducono a libera concorrenza politica per raggiungere gli strumenti per la concentrazione del potere e della violenza, i poteri arbitrari di legiferare, espropriare e di tassare senza consenso (mezzi politici di acquisizione della ricchezza): una gara che favorisce i soggetti peggiori, i talenti politici aggressivi e più pericolosi a scapito di quelli difensivi e pacifici: una competizione che incentiva abilità come la demagogia moralmente disinibita, la ciarlataneria, la menzogna, il sotterfugio, l’opportunismo e la corruzione. La statalizzazione democratica stimola l’abilità di imprenditori politici, di lobbisti senza scrupoli ed è il miglior sistema per assicurare che uomini pericolosi riescano ad arrivare al governo”. (Rudolph J. Rummel)
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TUTTE FALSE LE TETRE PREVISIONI DELLA BREXIT
Erano bieco terrorismo. Mettiamole in conto assieme alle tetre previsioni su altre uscite dall’Ue.
Vendite al dettaglio in aumento, disoccupazione ai minimi dal 2005, boom in borsa per le piccole aziende favorite dalla sterlina debole. I dati economici in arrivo dal Regno Unito dopo il voto sulla Brexit smentiscono le fosche previsioni della vigilia della brexit.
La Gran Bretagna si gode gli effetti positivi della valuta debole sul turismo e sulle vendite delle sue aziende all’estero. L’indice delle small-cap, le aziende più piccole tra quelle quotate alla borsa di Londra: è salito del 4,1% dal momento del voto. Con performance particolarmente brillanti per quelle che esportano molto come il produttore di componenti elettronici Premier Farnell e il fornitore di ferro e minerali Ferrexpo Plc, che ha guadagnato più del 150% dopo che Fitch ne ha aumentato il rating.“Queste aziende possono derivare fino al 50% del fatturato da vendite fuori dalla Gran Bretagna”, Disoccupazione in calo al 4,9% dal 5,6% dello stesso periodo dell’anno prima.
In calo le richieste di sussidi di disoccupazione.

RIDIAMARO : – )

I soprannomi di Renzi

Beh, di soprannomi questa macchietta italiana ne ha tanti:
“Il pollo che si credeva un’aquila”
“Il Bomba” (i cari amici)
“Flipper” (Alfano)
“L’ebetino” (Grillo)
“Renzi ‘a menzogna” (sullo stile di De Luca)
“Premier cazzaro” (Dagostino)
“Lo squaletto fiorentino” (Pansa)
“Fonzie”
“Clone di Berlusconi( (De Bortoli)
“Eager puppy”, un cagnolino sempre scodinzolante”(un giornale americano)
“Il lamprendotto”
“Quaraquaqua”
“Pinocchio”
“Il pagliaccio fiorentino”
“Il rignanese”
“Il nuovo che avanza” (pronto per il rusco)

Nonciclopedia: È così nuovo che l’altro giorno si è guardato allo specchio e ha detto:”Ma tu chi ca–o sei?”
Tra le sue dichiarazioni più famose:”Preferisco gli U2 a De Gasperi, perché De Gasperi non lo conosce nessuno.” In effetti non aveva tutti i torti, qualcuno di voi conosce una canzone di De Gasperi? ”
Ci sono cinque cose da fare: fare, saper fare, saper far fare, far sapere e far sapere di saper fare”. (Il discorso più commovente di Matteo Renzi)
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Ho trovato delle vecchie frasi che avevo copiato anni fa da un libro di Gianni Monduzzi “MANUALE PER DIFENDERSI DALLA MAMMA“.

“Dottore, sono felice”.
“Non si preoccupi. Le passerà in fretta”.
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“E’ più facile sfuggire alle furia degli ayatollah che all’affetto della mamma” (.. e se lo dice Salmon Rushdie…)
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“La mamma è capace di amarti con una tale abnegazione da farti invidiare gli orfani”.
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“La personalità, in definitiva, è quella parte dell’anima che riesce a trovare scampo dalla mamma”.
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“La mamma è una multiprogrammata. E’ l’elettrodomestico totale”.
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“La mamma, se la conosci, non ti uccide”.
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“Forse in futuro si riuscirà a fabbricare la mamma perfetta: quell’angelo del focolare, la luce di speranza che risplende nei nostri cuori ecc ecc.
Sino ad oggi le mamme appartengono alla categoria dei genitori sperimentali”.
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“Ciao, mamma, vado in aereo”
“Beh, va’ adagio lo stesso!”
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“Al contrario della vita che è un attimo fuggente, le telefonate della mamma danno il senso dell’eternità”.
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“La mamma è il più grande fornitore di sensi di colpa dopo la Chiesa cattolica”.
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“La mamma ha uno strano concetto dell’ordine, lo confonde con la geometria. Finché metti le cose in modo simmetrico, la sua sensibilità prospettica non viene turbata”.
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Tre madri fanno a gara tra loro:
“Mio figlio- dice una- mi manda un regalo al mese”.
“Il mio- dice l’altra- mi telefona ogni settimana”.
“Il mio- dice la terza trionfante – va dall’analista tre volte la settimana e parla sempre di me”.
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Inutile sfuggire alla categoria delle madri.
In un modo o nell’altra, se non si è figli, si è madri o qualcosa di simile. Persino Gesù Cristo, che non nomina mai Giuseppe, un paio di rimbrotti dalla madre se li è presi, e se li ha presi Lui…..
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LE VOSTRE FRASI BELLE (Ringraziando)

“LA GENTILEZZA DELLE PAROLE CREA FIDUCIA. LA GENTILEZZA DI PENSIERI CREA PROFONDITA’. LA GENTILEZZA DEL DONARE CREA AMORE.
Lao Tse
Un caro saluto
Gigi e Laura
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“Si fa quel che si può con ciò che si ha
(Anna, Francesca e Mariapia)
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“Non guardare al passato.
Esiste un libero arbitrio tu devi vedere luce in fondo al tunnel … Questa energia porta alla vita ed alla guarigione”.
(Alessandra)
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“La paura è il processo indispensabile di chi evolve … Come un bambino che vince nel suo microcosmo con un progresso nuovo ogni giorno
La paura trasforma … in vittoria !!”
(Alessandra)
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“Se solo si riuscisse ad essere razionali! Non serve aver paura. Succederà comunque quel che deve succedere.
La luce del pensiero positivo invece, lenisce ed ha un grande potere.
Se solo potessimo essere sempre razionali!
(Aurora)
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A Gibran fu chiesto : “A chi bisogna donare? Ai più meritevoli o ai più bisognosi?”
Rispose: “Bisogna donare, donare come il mirto laggiù nella valle sa effondere la sua fragranza”.
E’ una risposta che mi è rimasta nel cuore”.
(Aurora)
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LE BELLE LETTERE DI AURORA

L’albero dissidente
Qui fuori ci sono tre ippocastani, di cui uno enorme. Di questa stagione, tutte le foglie sono secche e cadono una ad una. c‘e’ un tappeto di foglie marron scuro a terra.
Incredibile a dirsi, l’ippocastano più grande, ormai spoglio delle foglie e frutti, ha fatto spuntare foglioline verdi e fiori bianchissimi sulle punte dei rami. Questo ippocastano quest’anno ha fiorito tre volte.
Bisogna prenderne atto. Di questi tempi, tutto può succedere.
Potrebbe persino succedere qualcosa di bello.
..
Viviana cara,
voglia di gentilezze. Voglia di tenerezza. Smuovono le pietre.

Non ti ho ancora detto che la famiglia di Nicoletta, anche la tua famiglia, è bellissima. Non smette di stupirmi lo sguardo di Sofia. Sembra provenire da molto lontano.
Anche il video di Nicoletta con la musica è interessante. Lo vedo poco per volta perché è molto lungo e non riesco a stare di fronte a questo video per molto tempo.
Ho creato un file con quel tuo capolavoro di inno alla vecchiaia. Lo leggo e rileggo un brano per volta e non finisce mai di stupirmi. Senza dubbio mentre scrivevi c’era un angelo che volteggiava nei dintorni.

Il silenzio del mondo è assordante e frantuma. Il silenzio attorno nella vita di tutti i giorni con le persone che ti sono vicine, non crea solo montagne e barriere, crea mostri: E’ quello che cerco di combattere con i miei fratelli e ci devo riuscire. E dire che sono una che parla poco, che si sforza di parlare: Ringrazio per ogni opportunità offerta per rompere il silenzio: le birichinate dei gattini, un programma televisivo, un temporale . Ogni piccola conversazione strappata è una abbuffata di ossigeno.
Sì, parliamo, parliamo. Non c’è niente di non interessante da dire, foss’anche la descrizione di un buon piatto gustato, il raccontare di un sogno o semplicemente l’esprimere la poco voglia che ho adesso e ora di andarmi a fare una doccia, che è anche ora che la faccia ….
E poi ho pulito quei due cassetti del buffet lasciati aperti per asciugare, ho ritagliato su misura un foglio di carta pasquale enorme per tappezzarli poi e custodire le tovaglie, quelle che ho fatto da sola ricavandole da un rotolo di canapa grezza recuperata nel bidone del rusco (una meravigliosa trouvaille!), pezzi uniti assieme da un pizzo recuperato in piazzola. Ho persino pensato volgere la parte colorata all’interno affinché le stoffe assorbano quegli splendidi colori.
Cosa c’è mai di non interessante da dire per contrastare i mattoni del silenzio? Cosa c’è mai di non interessante o non utile nella vita?
Il compito del Piccolo Principe nel suo pianeta era di innaffiare la rosa…
Grazie Viviana per i tuoi scritti. Mi tengono molta compagnia.

Sii serena e passa una buona domenica.
Aurora
.
Rosanna di SOKOS manda questo bellissimo scritto di PAPA FRANCESCO:

“Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino. In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato .Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi. Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia. È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un’oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un “No”.
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice …
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.
Non mollare mai ….
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!”

.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Al di là delle discrepanze economiche e delle cautele mai chieste (artatamente o meno) dai nostri Jacques Delors col mandolino, ovviamente nei trattati di Maastricht e Lisbona: le valute e quindi il diverso livello di economia degli Stati partecipanti, le realtà lavorative ed occupazionali talvolta opposte, le eventuali impreparazioni delle genti (magari come quelle furbastre di molti commercianti – soprattutto nostri – che potevano trasformare d’emblée le 50000 lire in 50 euro (infatti) e tant’altro: tutto era già estremamente eterogeneo, avventuroso e miope nel ’92; e anzi, appositamente o casualmente, proprio in quegli, vennero varate leggi delicate e discutibili proprio in ambito economico. E al di là delle speculazioni e illegalità dell’alta, infima, finanza (che ha sensibilmente contribuito al fallimento della pseudo causa), credo che comunque un’Europa Unita che si fonda esclusivamente su una moneta comune, non può che naufragare e mai produrre qualcosa di globalmente positivo (per tutti). Solo qualora fosse supportata da politiche di informazione, di integrazione (sociale, culturale), da una condivisione economica equilibrata ai diversi salvadanai ed economie, e soprattutto da una partecipazione sentita delle popolazioni (mai avvertita), potrebbe – allora sì – avere basi e presupposti attendibili e destinati a reggere, solidificarsi, confrontarsi con altri continenti e realtà, emergenti o eterne. Censuriamo, mal sopportiamo e ci dividiamo già nelle piccole beghe tra gruppi nordisti e resto d’Italia o catalani e resto di Spagna, figuriamoci quando usciamo dall’orticello e ci confrontiamo con mondi ancora diversi, che magari non danno appalti alla mafia nè vendono pentole usate in Parlamento. Oltretutto, un’Europa Unita – pur solo formalmente -servirebbe tanto a potenze esterne (da tempo amiche e trainanti) che geopoliticamente, fattivamente, hanno necessità di un supporto già schierato ed allineato (non si può mai sapere): sia per eventuali, pur improbabili, conflitti leggermente più complicati del tiro a bersaglio degli ultimi decenni (contro chiwawa raffigurati come giaguari atomici), sia per contrapporsi strategicamente a potenze rivali e indurle a maggior considerazione, se non timore. Prima eravamo noi e qualche altro Paese (utile per varie ragioni) ad essere ‘affiliato’ e manovrato esternamente (persino oltre i nostri debiti) , ora – causa estinzione dell’illuminismo, dell’umanesimo e dello spessore europeo – l’egemonia s’è allargata a tutto il continente. Churchill e De Gaulle da una parte ed Eisenhower dall’altra, hanno sempre avuto colloqui vibranti, spesso discordanti, talvolta persino tumultuosi (pur essendo alleati): ma comunque mai, e poi mai (pur in una situazione critica e di necessità per L’Europa) hanno trattato e si sono comportati da subordinati

    Commento di homofaber — settembre 20, 2016 @ 4:17 pm | Rispondi


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