Nuovo Masada

settembre 11, 2016

MASADA n° 1789 11-9-2016 IL DIFFICILE ESERCIZIO DELLA DEMOCRAZIA

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MASADA n° 1789 11-9-2016 IL DIFFICILE ESERCIZIO DELLA DEMOCRAZIA
Blog di Viviana Vivarelli

Cosa dovrebbe essere la democrazia – Vizi e misfatti dell’antidemocrazia- Perché voto M5S – Tutti contro la Raggi ferocemente – Sallusti schifa internet – In piena crisi la ministra Lorenzin fa una campagna per incrementare le nascite!? – Il Fm scopre che l’Ue va male a causa dell’euro e del surplus tedesco (ma va?) – Non solo con Renzi le tasse non sono diminuite ma sono cresciute dal 41,6 al 43,7 %. La ripresa economica sta a zero. E Renzi in 28 mesi ha fatto crescere il debito pubblico di 141 miliardi (altro che Olimpiadi!!) – Joseph Stiglitz e il suo nuovo libro “L’euro e la minaccia per l’Europa”

L’illusione democratica
Mentre conculca la libertà del singolo, facendogli credere che ne ha più di quanta ne abbia mai avuta in passato solo perché può scegliere fra diverse marche di frigorifero, la democrazia non realizza nemmeno la volontà della maggioranza. Fra l’una e l’altra si inseriscono le oligarchie, le vere detentrici del potere, annullandole entrambe. Non siamo che sudditi”.
(Massimo Fini)
Le lobbie che ordinano l’agenda legislativa ed esecutiva nel sistema italiano come in quello europeo per il proprio esclusivo vantaggio contro i diritti, gli interessi e le tutele del cittadino come della Nazione, sono oggi il vero potere occulto o palese che governa l’Occidente, sceglie i capi di Stato, li gestisce, detta l’agenda di Governo, fa le leggi, conculca la giustizia, indirizza i media, manipola i cittadini, distrugge la democrazia.

La tragedia delle democrazie moderne è che non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia.” Anzi, negli ultimi decenni hanno lavorato alacremente per distruggerla“.
(Jacques Maritain)
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La necessità di una sana informazione
Una democrazia cessa di essere democrazia se i suoi cittadini non partecipano al suo governo. Per partecipare in modo intelligente e consapevole, essi devono sapere quello che il loro governo ha fatto, sta facendo e prevede di fare. Ogni volta che qualsiasi ostacolo o impedimento, non importa quale sia il suo nome, si frappone a queste informazioni, una democrazia è indebolita, e il suo futuro in pericolo”. (Walter Cronkite)
La disinformazione si collega all’apatia politica. Chi non sa non combatte. Chi sa male sceglie peggio. Chi non si indigna non si ribella. La prima via per coartare un sistema democratico è distorcere la sua informazione e portare i cervelli all’ammasso secondo circuiti esogeni obbligati.
Un Governo popolare, quando il popolo non sia informato, o non disponga dei mezzi per acquisire informazioni, può essere solo il preludio ad una farsa o ad una tragedia, e forse ad entrambe”. (James Madison)
Per questo la prima via di un potere autoritario per domare una Nazione è asservire gli strumenti di informazione. Nella Cina di Mao, gli slogan del potere venivano trasmessi anche negli asili. Nell’Italia attuale, gli slogan del potere sono martellati ad un popolo inebetito dalla televisione e colpiscono soprattutto i vecchi che sono più deboli e abbindolabili e dunque diventano il puntello del potere. Ma sbagliava Grillo a boicottare la televisione, come sbaglia Sallusti a disprezzare internet. Chi vuole combattere per un mondo migliore deve usare tutti gli strumenti che il suo tempo gli mette a disposizione e usarli al meglio. Vedere i pericoli insiti nel modo sbagliato di usare i media non ci deve impedire di usarli diversamente. Un tempo la lotta politica si scriveva sui muri; oggi si scrive sui social.
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Il dominio del furto
“Ai nostri tempi risulta complicato distinguere la democrazia dalla cleptocrazia.” (Fernando Menèndez)
(Dal greco: κλέπτω “kleptō” (rubare) e κράτος “kratos” (potere), la cleptocrazia indica i ladri al potere. Una casta di ladri al potere farà solo i propri interessi di ladri, farà leggi per proteggere i ladri, innalzerà i giudici che assolvono i ladri, e ruberà i beni come i diritti dei propri cittadini. Di più: ruberà la loro identità e la loro capacità di pensare.
La prima arma che si dovrà usare contro un governo di ladri è l’onestà. I ladri la temono come il diavolo l’acqua santa e la combattono con tutte le loro armi, da quelle giudiziarie (leggi e sentenze e favore dei corrotti) a quelle mediatiche (campagne di stampa per far comparire corrotti proprio quelli che la corruzione la combattono) a quelle valutative (riflettori puntati su bazzecole degli avversari per nascondere i reati propri).
La seconda arma che si dovrà usare contro un governo di ladri è un programma che limiti l’azione del Potere assoluto, con l’aumento della democrazia dal basso, controlli, contrappesi, revoche popolari, limiti di tempo (divieto della politica come professione), limiti di lucro e di benefit, uguaglianza di fronte alla legge. Il M5S si è impegnato su tutti questi fronti. Per cui è il nemico numero 1 di tutti quelli che usano il potere come ladri.

Autoritarismo
L’eterno pericolo di ogni democrazia è non essere più il governo rappresentativo di un popolo e diventare il governo autoritario di qualcuno che riassume su di sé ogni potere e distrugge i sistemi di democrazia diretta annullando l’equilibrio tra i massimi poteri dello Stato, come accade oggi in Italia con la riforma costituzionale e la declassazione del Parlamento, dei poteri locali, dei sindacati, dei diritti elettorali e del lavoro, della magistratura, del welfare e del referendum.
La democrazia può resistere alla minaccia autoritaria soltanto a patto che si trasformi, da “democrazia di spettatori passivi”, in “democrazia di partecipanti attivi”, nella quale cioè i problemi della comunità siano familiari al singolo e per lui importanti quanto le sue faccende private”. (Erich Fromm)
Democrazia è partecipazione(Gaber).
A tal fine, internet è lo strumento migliore dei nostri tempi per incentivare la partecipazione politica del cittadino. Senza partecipazione civile non può esistere democrazia, ma senza conoscenza delle cose pubbliche e chiarimento degli interessi privati non può esistere partecipazione civile, ma solo cieca sudditanza. L’uomo che non pensa e non sa non può essere un cittadino ma solo un suddito.
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Democrazia e finanza
La costruzione europea in mano alle banche, alla finanza e a gruppi di potere privato (come le imprese tedesche, le multinazionali occidentali, le banche d’affari o le corporation americane) si è rivelata il peggiore attacco alla democrazia dalla seconda guerra mondiale, e ha portato a un sistema di burocrazie non elette democraticamente che ordinano la distruzione progressiva dei diritti e delle tutele dei cittadini europei e lo stravolgimento delle Costituzioni democratiche, sotto gli imperativi di organismi superstatali neoliberisti, non eletti da nessuno, creati solo per l’interesse del capitalismo occidentale, come Il Fondo monetario, la Banca mondiale, il WTO, la Bce.. e avvalendosi di strumenti come il TTIP, il patto commerciale (a cui Renzi a ha dato il proprio assenso) che gli USA vorrebbero stipulare con l’Unione europea per distruggere le piccole e medie imprese, aumentare la disoccupazione, mettere il welfare degli Stati sotto la gestione di poche società americane (con la privatizzazione totale dei servizi pubblici), abolendo i diritti costituzionali dei cittadini, della politica, della salute, dell’ambiente e del lavoro… per il lucro di pochi poteri economici extranazionali.
Di conseguenza, oggi, perde ogni senso la distinzione storica tra destra e sinistra. Perde ogni senso nei fatti, quando Governi che si dicono di sinistra compiono atti che sono prettamente di tipo capitalista e antidemocratico, a favore di gruppi finanziari e contro gli interessi collettivi e quando essi governano lo Stato o modificano le Costituzioni sotto gli ordini di gruppi finanziari addirittura stranieri.
La distinzione tra destra e sinistra oggi dovrebbe essere sostituita da quella tra chi vuole una democrazia allargata e chi vuole l’accentramento di ogni potere nelle mani di uno o di una oligarchia.
In questa corsa verso un potere sempre più accentrato, la distinzione destra/sinistra permane solo come arcaismo storico obsoleto valido solo nella memoria affettiva di alcuni, mentre di fatto i Governi l’hanno già cancellata per il proprio egoistico tornaconto e mettendosi al servizio di gruppi di potere finanziario e operando sulla via di un capitalismo sempre più feroce che taglia progressivamente libertà, diritti e tutele, in nome dell’arricchimento smisurato di pochi.
Nel passaggio dalle democrazie costituzionali a Governi sempre più autoritari emergono gli elementi peggiori e più famelici di uno Stato.
Le Democrazie moderne si riducono a libera concorrenza politica per raggiungere gli strumenti per la concentrazione del potere e della violenza, i poteri arbitrari di legiferare, espropriare e di tassare senza consenso (mezzi politici di acquisizione della ricchezza): una gara che favorisce i soggetti peggiori, i talenti politici aggressivi e più pericolosi a scapito di quelli difensivi e pacifici: una competizione che incentiva abilità come la demagogia moralmente disinibita, la ciarlataneria, la menzogna, il sotterfugio, l’opportunismo e la corruzione. La statalizzazione democratica stimola l’abilità di imprenditori politici, di lobbisti senza scrupoli ed è il miglior sistema per assicurare che uomini pericolosi riescano ad arrivare al governo”. (Rudolph J. Rummel)

Mafia politica
La nuova classe di politici corrotti gareggia coi peggiori criminali. La mafia comune uccide gli individui, ma la mafia politica uccide gli Stati. E i confini tra i due gruppi distruttivi ormai sfumano, mentre dominano gli accordi di convenienza, i patti occulti, le collusioni, gli accordi fraudolenti, gli scambi utili…
Crede che quei banchieri siano in prigione? Nossignore. Sono fra i cittadini più stimati della Florida. Sono feccia, almeno quanto i politici disonesti! Creda, io ne so qualcosa. E’ da tempo che mangiano e si vestono con i miei soldi. Finché non sono entrato nel racket non sapevo quanti imbroglioni indossano abiti costosi e parlano con accento da signori.” – ” Io sono un delinquente onesto. Non ho mai fatto politica” . (Al Capone)
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Ma perché i Governi totalitari uccidono i servizi sociali, i diritti del lavoro, le leggi elettorali, la ripresa economica, la speranza per il futuro, la verità dell’informazione, le garanzie e le tutele del cittadino e del lavoratore.. e tutto quello che si intende per valori democratici? Perché “La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini.” (Leonardo Sciascia)
L’antidemocrazia è progressiva distruzione dei principi elementari della vita. “Oggi viviamo in un mondo i cui i dottori distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le scuole distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertà, la stampa distrugge l’informazione, la religione distrugge la morale, e le banche distruggono l’economia. “ (C. Hedges)
Che cosa si ottiene in cambio? Solo l’arricchimento e il potere di poche migliaia di persone (in Italia i politici sono un milione e mezzo)che per ottenere quello si sentono in diritto di distruggere la sopravvivenza del resto del mondo.

PERCHE’ VOTO M5S
Viviana Vivarelli

Perché voto M5S?
Perché ritengo che l’attuale democrazia parlamentare sia degenerata e non rappresenti più i cittadini i loro bisogni, i loro interessi, le loro tutele ma un insieme di egoismi personali autoreferenziali assieme agli interessi di lobby, corporation, finanza e gruppi criminali.

Perché constato il grave fallimento dell’Unione europea, che è diventata espressione estrema di poteri bancari, finanziari, elitari, aderenti a un neoliberismo e turbocapitalismo sfrenato e distruttivo di popoli, di Costituzioni, di democrazia.

Perché vedo con tristezza il fallimento della sinistra europea a livello nazionale e a livello europeo e il suo asservimento alle pretese di un neoliberismo capitalista perverso, che avrebbe dovuto essere il suo peggiore nemico e in cui invece la sinistra si è dissolta perdendo ogni propria identità e ragione fino a confondersi con l’avversario, per cui oggi posso solo rifiutare l’attuale divisione tra destra e sinistra come insussistente e falsificata e scegliere solo la distinzione tra chi la democrazia la difende e chi la distrugge.

Perché l’attuale partitocrazia italiana è corrotta oltre ogni speranza, è una casta che difende se stessa contro gli interessi della Nazione e si avvale di una stampa egualmente corrotta che diffonde immondizia ed è arrivata al punto di svendere lo stesso Paese pur di conservare le proprie prerogative e i propri abusi.

Perché sono una idealista che ha sempre votato a sinistra fino a Berlinguer e che poi si è schifata della distorsione progressiva di una sinistra italiana ormai indecente e pronta a votare qualsiasi perversione a favore della propria sopravvivenza al potere, e nell’interesse di banche, palazzinari, società petrolifere, gruppi finanziari, banche d’affari americane, corporation, gruppi corrotti o mafiosi… ma sono altresì convinta che ci possa essere una salvezza per noi tutti solo rimettendo il potere al popolo e liberandosi da questa cloaca di nefandezze, sapendo che il M5S è l’unico movimento che mi garantisce l’estinzione di questa casta insanabile di corrotti con l’inaugurazione di un sistema in cui nessuno fa il politico a vita, o per professione, ma il ricambio e il controllo dal basso garantiscono da distorsioni, mentre la stampa cessa di essere stipendiata dal potere.

Perché sono una no global e sono convinta di un preciso trend storico che va verso una maggiore e non minore democrazia. Come le monarchie assolute dovettero storicamente piegarsi a diventare costituzionali e ad essere poi sostituite da governi parlamentari, ora sono questi col loro fallimento e con la loro degenerazione a dover essere necessariamente sostituiti da democrazie allargate in cui le modifiche costituzionali non vadano nel senso regressivo di un restringimento dei diritti democratici ma in un loro ampliamento, non nel senso di un aumento di poteri dell’esecutivo, come sta avvenendo qui ora con la riforma costituzionale renziana, ma in un aumento del potere decisionale dei cittadini e della diminuzione dell’assolutismo dei poteri centrali.

Perché sono almeno molti anni che, a partire dai Nuovi Municipi, da Porto Alegre e dalla diffusione della democrazia sul web, aspiro ad un grande cambiamento storico che veda nuove forme di politica dal basso e nuove istituzioni di democrazia allargata, su modello della democrazia diretta svizzera, dove non esiste destra o sinistra, ma gli eletti rappresentano veramente la volontà popolare.

Perché, come idealista amante della democrazia diretta, ho sofferto molto nel rifiuto che la sinistra ufficiale ed estremista ha fatto dei valori no global, ritengo che tale rifiuto sia da dividere in due parti: per quanto riguarda la sinistra di governo ho solo disprezzo per essersi venduta all’avversario, per quanto riguarda la sinistra estrema ho altrettanto disprezzo per essere mantenuta in un isolamento esiziale suicida e non aver mai capito nulla del pensiero no global al punto da averlo combattuto per isolazionismo egocentrico anche quando, con la sinistra arcobaleno (Mussi), avrebbe potuto unirsi ad esso.

So che quando un nuovo sistema politico sorge all’orizzonte, i suoi inizi sono difficili e gli errori possono essere frequenti. Per cui guardo con dispiacere alle difficoltà di M5S e ritengo che esse siano fisiologiche, è ancora un ‘work in progress’, ma cerca di correggersi mentre il potere si radica nei propri errori, e non vedo al momento nessun abbandono da parte del M5S dei valori e dei principi iniziali, non vedo soprattutto quella corruzione e quel lassismo che ormai hanno degradato i partiti ufficiali, portandoli a leggi sempre peggiori per l’Italia, fino alla programmata dissoluzione dello stato sociale, alla distorsione in senso anti democratico della Costituzione, all’assassinio dei diritti del lavoro, alla distruzione concertata delle piccole e medie imprese implicita nel TTIP che Renzi è pronto a votare, alla protezione dei corrotti, alla salvaguardia vergognosa dei peggiori, alla protezione iniqua di banche o lobby… Questo sistema non ha prodotto solo disfacimento e rovina, ma ci ha tolto la speranza del futuro, sta distruggendo intere generazioni, ha di fatto cancellato il futuro. Questo sistema va distrutto!

Tutto il male italiano è arrivato ad un grado così alto da non essere più sopportabile.
E poiché non c’è più nulla di emendabile nel sistema attuale dei partiti, non resta che eliminarlo in modo drastico e il M5S è, al momento, l’unico movimento in grado di farlo.
Per questo io voto M5S.
E vedere l’accanimento con cui gruppi di faziosi, a libro paga o per cervello corrotto, lo attaccano in modo intollerabile al di sopra di qualunque criterio e ragionamento, mi induce a votarlo con maggior convinzione.
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TUTTI CONTRO LA RAGGI FEROCEMENTE

Attacchi di tutti i media al sindaco di Roma.
Questa non è più informazione.
E’ Inquisizione.

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Mariapia Caporuscio

Mi chiedo con quale coraggio questi buffoni, che si auto- definiscono “politici” osano accusare di incapacità a governare i 5 Stelle, quando loro (capaci?) hanno ridotto alla fame i cittadini. Sono per davvero capaci ma a cancellare i diritti acquisiti, a far fallire le piccole e medie imprese, a lapidare le ricchezze della nazione, a svendere i colossi statali e lasciarli fallire. Sono stati capaci di trasformare l’Italia da una nazione ricca e dignitosa ai livelli di quarto mondo, capaci di generare una disoccupazione apocalittica, di cancellare la classe media e portare alla disperazione la quasi totalità della popolazione e tutto questo perché sono preparati e capaci, figuriamoci se non lo fossero!
Ci vuole per davvero coraggio ad accusare di incapacità chi non ha mai governato! Loro sono bravi certo, a tutelare gli interessi delle banche mondiali e delle multinazionali contro i lavoratori, il loro scopo è quello di delegittimare i 5 Stelle perché sono terrorizzati dalla loro onestà. Così si spiega questo linciaggio a reti unificate messo in atto da questi luridi cani da guardia dei banchieri, che non intendono farsi intralciare nella distruzione dello stato sociale. Con la collaborazione dei politici e dei media vogliono privare della libertà, del lavoro e della salute i cittadini e portare la classe lavoratrice ai livelli di schiavitù dei secoli passati.

Stefano Benni
Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l’incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice “vado nel bagno”, ma si dice “metto nel salvadanaio”. Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c’è chi vende anima e corpo, per diventare m…oso a dismisura! Dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda a che non so più dove metterla! L’economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l’inflazione si chiama diarrea.”
Ma i più grandi fabbricatori di merda sono i giornalisti. Sono merdosi ad honorem!

ROMA
A.L.

Ho sognato mi madre che diceva
Trattatemela bene Roma mia
aridateje la forza e la bellezza
che janno abbandonato pe la via

Mo’ a li regazzi de sto Movimento
stateje appresso e dateje na mano
senza pretenne chissà che miracoli
le cose bone se fanno piano piano

Da mo’ che stamo sempre in emergenza
e che ce so’ più buche che quatrini
ma mica puoi cambia’ tutto de corza
dopo anni de governi de’ burini

Infine salutandome me fa
si nun ve ne sete ancora accorti
voi sete vivi e ve dovete prenne cura
de le cose belle lasciate da noi che semo morti

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LA GIUNTA DI ROMA

La Giunta di Roma, per essere coerente col proprio codice etico per cui nessun indagato può essere nominato, ha revocato via via alcuni suoi membri su cui sono risultate iscrizioni nel registro degli indagati, meno la Muraro, perché su di lei dalla Procura non è ancora pervenuto nulla. Ma queste revoche hanno scatenato una ridda di accuse da parte dell’intero corpo dei media, ai cui gestori non è parso vero di poter attaccare l’odiata nemica. L’attacco mediatico è stato così smisurato (addirittura una vera persecuzione da parte di un impazzito fatto Quotidiano) che fa specie pensare che l’attacco maggiore viene proprio da coloro che finora hanno distrutto Roma riducendola a una cloaca di nefandezze. Ma la mancanza di democrazia in Italia si misura anche su queste campagne di disinformazione e di falsificazione dei fatti. Come diceva Tocqueville, “La democrazia è il potere di un popolo informato” e la manipolazione distorta dei fatti è uno degli strumenti con cui i nemici della democrazia comandano e riducono in briciole la capacità di capire e di giudicare.

Simone C
Una tempesta in un bicchier d’acqua. Dal punto di vista giuridico l’iscrizione nel registro degli indagati è totalmente diversa da un avviso di garanzia. Questa e altre cose potevano essere gestite meglio? Probabilmente ma stiamo parlando comunque di una cosa montata ad arte dai media, giornali e tv ci sguazzano, ci vogliono divisi. Ora si riparte, qualsiasi decisione verrà presa prepariamoci fin da ora a sapere che arriveranno attacchi ben più forti. Un M5S che fa bene a Roma e soprattutto un M5S che contrasta certi affari non se lo possono permettere, ci sarà poi il referendum ed entro 18 mesi circa le elezioni politiche. Veramente pensate che non arriveranno attacchi ancor più pesanti? Se vogliamo cambiare questa Italia, coraggio, riprendiamo senza altre polemiche, i partiti quando vogliono sono uniti e i media pure, non possiamo permetterci divisioni soprattutto su questioni del genere. Avanti, a riveder le stelle!
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L’AVETE VOLUTA LA BICICLETTA? (Versiliana)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/04/versiliana-2016-lavete-voluta-la-bicicletta-rivedi-il-dibattito-con-di-maio-e-gomez/3012392/

Di Maio: “Roma è una grande sfida per noi. Abbiamo deciso di accoglierla. La porteremo avanti e non arretreremo di un cm per tutto il tempo e la durata di questa giunta. In questi giorni ci sono state le dimissioni dell’Assessore al Bilancio in seguito alla revoca di Virginia Raggi del Capo di Gabinetto Carla Raineri. Avevamo messo nel conto insidie e trabocchetti. Virginia Raggi assume il Capo di Gabinetto con una procedura che l’avvocatura interna ritiene corretta. Gli avvocati del Comune che non abbiamo scelto noi dicono:l’atto va bene. La Raggi chiede un parere su queste delibere anche a Cantone (Anac) che però dice che l’atto non va bene. La Raggi revoca il provvedimento. Minnella allora si dimette. Sono due persone di altissimo profilo che io ringrazio. Raggi e Minnella insieme hanno impedito che aumentassero le bollette dell’acqua. Ora andremo avanti. Abbiamo una giunta di altissimo livello. I media hanno fatto servizi sui cassonetti pieni a Roma appena eletta la Raggi ma non hanno detto una parola sui cassonetti che ora sono vuoti. Ma voi avete mai visto un sindaco che va a verificare se un suo atto va bene quando la sua stessa avvocatura lo approva? La burocrazia è uno di quei poteri forti che possono mettere un sindaco in ginocchio. C’erano due pareri, ma diciamo anche che la legge è fatta malissimo. C’è una tale discrezionalità nell’interpretazione della legge che magari se chiedevamo un terzo parere sarebbe stato ancora diverso.
Negli stessi giorni in cui i media titolavano “Caos a Roma”, l’Italia veniva certificata a PIL zero, con la disoccupazione giovanile attorno al 40%. Se la stampa fosse stata libera avrebbe dato l’attenzione alla conduzione economica del Paese e solo poi a Roma. Non c’è stata una campagna di informazione ma di aggressione da parte di editori che in questo momento hanno un solo interesse nel Paese: le Olimpiadi.
Alemanno aveva speso 6 milioni per il suo staff, Marino 5 milioni, la Raggi un solo milione.

Indirizzato al Movimento, come ai media renziani come al Fatto Quotidiano:
Viviana Vivarelli

Dalle più violente esagerazioni nasce, se lasciate crescere come una epidemia, una nuova miseria sociale che non solo non raggiunge verità o eticità ma rovina un intero Paese
Intanto essere indagati non vuol dire essere colpevole di qualcosa, ma far parte di una indagine anche come persona informata. E per questo basta essere stati dentro una società o una impresa i cui responsabili hanno commesso reati.
Ma stranamente quando sono quelli del Pd-Pdl ad essere indagati, ecco che si strilla che un cittadino è presunto innocente fino al terzo grado. Si arriva addirittura a parlare di ‘innocenza’ quando c’è prescrizione (Andreotti è l’esempio massimo di questo assioma).
Invece, quando sono indagati gli avversari, basta la mossa per strillare alla condanna!
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VIRGINIA RAGGI DICE:

“Facciamo chiarezza. Voglio spiegare con semplicità cosa è accaduto o, meglio, cosa sta accadendo. Stiamo aspettando di leggere il fascicolo della procura che riguarda l’assessore all’Ambiente Paola Muraro. Le ho imposto, per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini – che vengono prima di tutti – , di lavorare per mantenere pulita Roma.
In merito alla sua posizione non c’è un fatto, un riferimento temporale o un luogo o una circostanza specifica per capire di che si tratta. Non c’è altra informazione. Lo ripeto: vogliamo leggere le carte. Ci auguriamo e chiediamo che arrivino quanto prima.
E siate certi che nel caso ravvisassimo profili di illiceità, agiremmo di conseguenza. Sconti non ne abbiamo mai fatti a nessuno e continueremo a non farli.
Lo dico chiaro a tutti: saranno i pm a decidere se c’è una ipotesi di reato o si va verso una richiesta di archiviazione. Non i partiti o qualche giornale. Intanto, l’assessore deve continuare ad impegnarsi per ripulire la città. E si metta fine alle polemiche.
Non è passato giorno senza che ci sia un attacco, un’accusa. Io ho le spalle larghe e non ho paura. Voglio migliorare Roma. Sono stati giorni e notti di lavoro senza sosta. Mi sto dedicando anima e corpo alla città. Siamo dei cittadini chiamati a ricostruire dopo 30 anni di cancrena di un sistema politico corrotto.
Inoltre, ho deciso di prendere dei provvedimenti per la riorganizzazione della macchina amministrativa.
Ma ora Roma ha bisogno di altri e più urgenti interventi. Io e la mia giunta siamo stati chiamati a lavorare per questo. Diamo fastidio a qualcuno ma nessuno ci fermerà.”

P.S.: L’attuale vice capo di gabinetto Raffaele Marra (accusato da Grillo di aver lavorato per Alemanno e la Polverini) sarà ricollocato in altra posizione, tuttavia paritaria, come capo del Dipartimento delle Attività Produttive e in questo la Raggi dimostra di non essere succube di Grillo come di nessuno.
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Viviana
Un messaggio semplice, chiaro, pulito, quella di Virginia, che spazza via le quintalate di merda che i partiti unificati in un fronte orribile e indecente hanno cercato di buttare su Virginia, e che mostra senza’ombra di dubbio la sua superiorità morale, politica e sociale.
Non posso che avere ammirazione per questa persona tanto diversa dai politicanti ufficiali e dai loro cortigiani mediatici da metterli tutti in massa in una specie di inferno laido di luridume senza dignità né onore né intelligenza.
Vorrei far notare qualcosa che nessun giornalista dice: la qualità della giunta di Roma.
E dire anche che non si può confondere una nomina politica con una competenza, sono due cose diverse, basta vedere i ministri, non ce n’è uno che sia competente della materia che amministra ma ciò non è nemmeno richiesto, anche se la giunta di Roma conta persone di alta qualità e hanno tutti esperienza tecnica:
Daniela Morgante (capo di gabinetti) è magistrato alla Corte dei Conti
Paolo Berdini (urbanistica) è laureato in urbanistica
Luca Bergamo (cultura) è stato direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani
Paola Muraro (ambiente e rifiuti) è stata per 12 anni consulente AMA
Marcello Minenna (bilancio) è laureato in Economia alla Bocconi nel 1994, ha frequentato un Master alla Columbia University di New York
Laura Baldassarre (sociale) è a lavorato all’UNICEF e per l’Ufficio del Garante nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza
Flavia Marzano (semplificazione) stata presidente dell’Associazione Stati Generali dell’Innovazione, un’associazione di imprese ed esperti di innovazione
Linda Meleo (trasporti) è esperta di Economia ambientale e ha pubblicato diversi articoli sulla mobilità a Roma
Adriano Meloni (viaggi e turismo) é stato amministratore delegato di Expedia Italia, la società di prenotazione di viaggi online
Ma ogni giunta come ogni governo si avvale poi di esperti specifici.
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TO
I detrattori del M5S mi sembrano tarantolati .. tutto sto clamore per cosa ?
Proviamo a spiegare alcune cose :
quando ci sono indagini esistono gli indagati, l’equazione è semplice, indagini->indagati
Ora cominciamo a precisare sugli avvisi di garanzia dovuti per legge agli indagati :
– Se uno denuncia una truffa come ad esempio una ruberia di gruppi parlamentari entra anche lui negli indagati (ed es. De Franceschi che denunciò i gruppi politici della regione Emilia Romagna .. poi De Franceschi venne assolto ed escluso dalle ulteriori indagini)
– Se avvengono delle indagini su una municipalizzata comunale, magari perché il sindaco fa una denuncia o porta i libri in tribunale, automaticamente entrano nel registro degli indagati anche il sindaco ed assessore (questo è avvenuto a Livorno con Nogarin) ed anche se anche ci fosse Gandhi su quella poltrona, sarebbe comunque indagato e riceverebbe l’avviso di garanzia
Detto questo, esistono anche avvisi di garanzia perché ti prendono con le mani nella marmellata, caso di Mafia capitale ..
Ora io credo che anche senza essere garantisti, ma semplicemente essendo ONESTI si debbano fare queste distinzioni fra avviso di garanzia perché semplicemente l’atto è dovuto o perché si è beccati a delinquere.. quindi si dovrebbe perlomeno aspettare di leggere le carte !
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NO
Ci provano a delegittimare con il poco che hanno il M5S, se si guardano ai fatti risulta evidente che stanno montando un caso sul quasi nulla.
I fatti :
1- Fortini uomo di Renzi…consegna un esposto in procura che tira in ballo la Muraro
2- la Muraro chiede chiarimenti alla Procura dove viene informata che si possono impiegare da 6 a 12 mesi prima di spedire un avviso di garanzia;
3- in seguito la Muraro informa la Raggi e gli altri e decidono più o meno correttamente di aspettare l’eventuale avviso di garanzia;
4- i giornalisti dell’Istituto Luce, a cui ormai sembra si sia aggiunto anche il FQ, vanno all’arrembaggio. Si sapeva che la Muraro in qualche modo rientrava in un indagine anche per le intercettazioni (irrilevanti) avute con Buzzi. E’ facile immaginare per una consulente che da anni si occupa di rifiuti a Roma, che in un modo o nell’altro il suo nome venga fuori anche solo per persona informata sui fatti !
Un conto però è se è indagata per atto dovuto e come persone informata sui fatti, altro se indagata come fu il Pd per mafia capitale !
Ma tutto questo si può sapere SOLO quando arriverà l’avviso di garanzia e dopo averlo letto.
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DI MAIO DICE:
Devo delle spiegazioni al popolo del M5S, a chi ci vota, a chi ci sta vicino, a chi ci ha sempre sostenuto, a chi ci ha voluto bene. L’assessore all’ambiente Paola Muraro risulta indagata con l’ipotesi di aver violato l’art. 256 del Testo Unico Ambientale. L’ipotesi di reato è la gestione dei rifiuti non autorizzata, che può significare aver messo per strada dei rifiuti o aver creato una discarica abusiva. Questo reato può essere punito con una multa, ma lei non ha mai ricevuto un avviso di garanzia e noi non abbiamo carte in possesso o verificate. Dovete sapere che l’ex amministratore delegato di AMA, l’azienda che gestisce i rifiuti a Roma, quello che l’ha gestita durante il periodo di Mafia Capitale, nominato dal PD, ha fatto 14 denunce al nostro assessore all’ambiente, probabilmente facendola iscrivere nel registro degli indagati per le 14 denunce che ha fatto. Uno del PD denuncia, l’assessore risulta indagato perché iscritto nel registro degli indagati. Io ho sottovalutato perché pensavo che quell’iscrizione venisse dalle denunce di uno nominato dal PD a capo dell’AMA. Quando poi il 4 settembre dai quotidiani abbiamo saputo che la Muraro era iscritta dal 18 aprile nel registro degli indagati, non ho mai ricollegato a quelle informazioni che avevo avuto, perché quelle per me venivano dalla denuncia del PD. E’ come se io domattina andassi in tribunale presentassi 20 esposti contro Renzi, lo iscrivessero nel registro degli indagati, venissi in questa piazza e urlassi: “Renzi è indagato”. Questo ho pensato. Qui sono diventati tutti Sherlock Holmes, da quando governiamo Roma: quando c’è stata Mafia Capitale, nessuno ha mai acceso i riflettori su Roma, facendocela scoprire. Dov’erano i giornalisti, quando Mafia Capitale si stava mangiando Roma? Dov’erano? E’ questa la mia rabbia. Loro dovranno sempre farci le pulci, e io sono sempre disponibile a testa alta a venire nelle piazze e a dare le mie spiegazioni, ma poi agli altri non applicano le stesse regole.
24 ore su 24 si parla di Roma in tutte le tv da giorni, mentre il PIL è fermo, 11 milioni di italiani non riescono più a curarsi, abbiamo 9 milioni di poveri e una situazione economica imbarazzante che se governasse il M5S questo Paese, i giornali ci aprirebbero ogni giorno parlando di disastro economico, invece trattano questo governo come dei geni della politica che stanno risollevando il Paese. Tutto questo non ci sta bene. Vogliamo cambiare le cose ma mentre le cambiamo, possiamo commettere degli errori. Li faremo sempre in buona fede e senza togliervi un euro dalle tasche, se possibile ve li restituiremo. Ve li stiamo già restituendo tagliandoci gli stipendi, riducendo gli sprechi.
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Severo mietitore
Contrariamente a quanto afferma la propaganda del sistema, lo scioglimento del minidirettorio non è un segnale di debolezza o di sbando del M5S, bensì una dimostrazione di forza e di coerenza.
Questo incidente di percorso, in verità quasi insignificante, assurto agli onori della cronaca solo per la grancassa mediatica messa in atto dai giornali di proprietà dei poteri forti, è stato ormai superato, come ha potuto constatare chi ha visto l’incontro di Nettuno.
L’abbraccio degli attivisti, dei veri aderenti ai valori fondanti del M5S che ha avvolto Grillo, Di Maio, Di Battista e tutti gli altri partecipanti, che hanno messo a nudo le loro coscienze ha dimostrato, senza ombra di dubbio, la loro buona fede e spazzato via ogni incertezza.
Il movimento è più forte e più unito che mai.
La situazione di Roma è risolta, la via è tracciata, il minidirettorio ha assolto egregiamente al suo compito. Continuare avrebbe significato distogliere forze e validi esponenti dalle nuove sfide che ci attendono. Un augurio a Taverna, Vignaroli, Cataldo e Perilli di dare il loro valido contributo dove sarà necessario per il bene non tanto del M5S, ma del paese tutto, anche di quelli che, sia perché organici al sistema di potere che ha portato l’Italia al fallimento, sia perché non hanno ancora compreso la vera essenza del MoVimento, ci osteggiano.

Roberto52
La destra e la sinistra hanno inscenato atteggiamenti falsi e ipocriti abominevoli per contrastare il lavoro della Raggi per paralizzare Roma (Io: oggi tutti i media parlano dello stato di degrado di Roma come se ciò dipendesse dal M5S).
La propaganda mediatica delle TV e giornali è una vergognosa farsa, una manipolazione delle informazioni che nasconde il disastro economico del paese e cerca ancora una volta di offrire all’opinione pubblica una immagine falsata dove si fa credere che tutti i mali di Roma e dell’Italia sono tutti del M5S esibendo notizie false e SOPRATUTTO di poco conto creando caos nelle menti degli elettori meno esperti.
Avanti Raggi continua per la tua strada e sosteniamo l’unica possibilità di poter cambiare Roma e poi L’Italia intera!
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E INTANTO….
E intanto che i media scrivono pagine e pagine contro la Raggi, non una parola sulla crescita zero, l’aumento dei disoccupati, la Merkel che nega la ricostruzione ai terremotati, il fallimento del Jobs act, il pareggio del bilancio che vieta ogni spesa di Stato, l’impunità dei corrotti, la depenalizzazione di 120 reati fatta da Renzi, il suo proposito di firmare il TTIP, la JP Morgan che compra il Monte di Paschi di Siena e impone il suo direttore, la crescita delle tasse e del debito pubblico, gli sprechi continuati della casta, le ragioni del No al referendum, il calo industriale.. tutto mangiato dalla campagna contro la Raggi.
Ma non vi rendete conto dell’immane presa per il c…o????
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Emiliano
Praticamente l’indifesa Raggi vince su tutta la linea: via il minidirettorio romano che secondo i media doveva controllarla, via assessore e capo di gabinetto imposti dal M5S e da Di Maio, il contentino di Marra che viene spostato da incarico importante ad incarico importante, restano tutte le persone di fiducia del sindaco. Il che è anche normale: è il sindaco che è stato eletto e che sceglie, e le ingerenze erano poco democratiche, ma visto cos’è il M5S significa che li tiene in pugno: non possono mandarla via perché ne uscirebbero distrutti, si sono fatti infiltrare ed ora devono fare buon viso a cattivo gioco.

E INTANTO SALA…
Gianni Barbacetto

Non era ancora stato eletto primo cittadino, e Sala era già iscritto nel registro degli indagati. Per aver mentito ai cittadini. Nel febbraio del 2015, da amministratore delegato di Expo, firma (“Sul mio onore dichiaro…”) un’autocertificazione in cui “dimentica” di segnalare, tra le sue proprietà e attività economiche, una casa in Svizzera, un’immobiliare in Romania e una società in Italia (Kenergy). Dopo un articolo del Fatto ripreso dall’esposto di un politico di cdx, la Procura apre un fascicolo, in gran segreto, “a modello 21”, cioè con iscrizione di Sala nel registro delle notizie di reato a carico di persone note. Ora la Procura milanese ha davanti due strade: la prima è considerare il comportamento di Sala un possibile reato, falso in autocertificazione, pene fino a 2 anni di reclusione; oppure ritenerlo un illecito amministrativo. In questo caso, il pm chiederà al gip di archiviare il procedimento e di trasmettere gli atti al prefetto di Milano, l’autorità che ha il potere di comminare le sanzioni amministrative previste. In ogni caso, un brutto inizio per il nuovo sindaco di Milano. In precedenza, Sala era stato indagato per abuso d’ufficio, e poi archiviato, per l’appalto della ristorazione Expo concesso senza gara a Oscar Farinetti, grande amico e sostenitore di Renzi.
Sala offre l’assessorato più “pesante”, quello al Bilancio, arricchito della delega al Demanio, a Roberto Tasca, professionista e professore universitario, presidente della vigilanza di Fondo Strategico Italiano e di Simest (entrambi di Cassa Depositi e Prestiti), ma soprattutto socio negli affari privati di Sala. È sua una quota di Kenergy, una delle società (produce energia elettrica) che Mr. Expo ha “dimenticato” di dichiarare nell’autocertificazione giurata del 2015. “Ma non c’è alcun conflitto d’interessi”, ha tagliato corto Sala.
Come segretario generale Sala sceglie una persona imputata per reati contro la PA, a cui deve revocare la nomina dopo soli 5 giorni. Antonella Petrocelli era segretario generale del Comune di Como nel 2014, quando aveva conferito gli incarichi per la progettazione della terza variante del piccolo Mose comasco, il sistema di paratie che con i suoi cantieri, bloccati da anni, deturpa il lungolago della città lariana. Quella variante, oggetto di una inchiesta della Procura di Como, è considerata illegittima. Dunque Petrocelli aveva ricevuto un avviso di garanzia per turbativa d’asta. La notizia era nota, ma Sala sceglie la Petrocelli per metterla al vertice dell’amministrazione comunale. Nominata venerdì 15 luglio 2016. Con una strana clausola: “L’incarico sarà interrotto immediatamente nel caso in cui l’autorità giudiziaria adotti provvedimenti ulteriori, quali la richiesta di rinvio a giudizio o altro atto da cui risulti l’esistenza di fondati indizi a carico dell’interessata”. In realtà, già il giorno prima, giovedì 14 luglio, il giudice delle indagini preliminari di Como aveva disposto per la Petrocelli il giudizio immediato per turbativa d’asta, processo fissato per il 24 novembre 2016. A Milano se ne accorgono solo 5 giorni dopo e mercoledì 20 luglio cacciano la funzionaria: l’incarico più breve nella storia di Palazzo Marino.
Come direttore generale del Comune, Sala sceglie Arabella Caporello, fondatrice di un circolo Pd di Milano e manager con in curriculum un passaggio importante: quello alla Leopolda di Renzi. Come capo di gabinetto, chiama al volo Mario Vanni, avvocato. È un premio per il lavoro fatto in campagna elettorale: Vanni, tesoriere del Pd milanese, è stato il coordinatore della comunicazione e della promozione politica, attività determinanti per la vittoria di Sala. Il sindaco lo chiama con nomina diretta, senza gara, con stipendio da dirigente. Ma Vanni non è dirigente e secondo la legge Madia non può fare il capo di gabinetto. Così il sindaco si deve tenere anche il vecchio capo di gabinetto di Giuliano Pisapia, con il compito di firmare gli atti che Vanni non può firmare. Poi, per sanare il pasticcio, confeziona una gara (su misura?): bando il 7 luglio 2016, presentazione domande entro il 18 luglio. Indovinate chi ha vinto? Vanni.
I collaboratori più fidati di Sala a Palazzo Marino vengono tutti da Expo e sono passati per la campagna elettorale. Due consulenti d’oro: Roberto Arditti e Marco Pogliani, uomini di pubbliche relazioni dell’esposizione, poi della campagna per Sala sindaco, ora sono premiati con due ricchi contratti di consulenza. Niente gara, ma due “selezioni con procedura comparativa per professionisti esterni all’amministrazione”. Avviso aperto il 16 agosto, chiuso il 26 senza graduatoria ma con i soli nomi dei vincitori. Stefano Gallizzi, paziente ed efficiente uomo-stampa di Expo e poi della gara elettorale, ora è portavoce del sindaco, affiancato da Valentina Morelli, che teneva l’agenda della campagna. Avete mai letto polemiche o dubbi su queste vicende?
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Carlomax
Nel silenzio generale, il sindaco Pd di Milano Beppe Sala perdeva i pezzi molto prima della Raggi, e per motivi ben più scandalosi: indagato per aver nascosto varie proprietà, nominava assessore (proprio al Bilancio) il suo socio in affari e capo di gabinetto il factotum della sua campagna elettorale, spendeva in nomine molto più della Raggi ed era costretto a revocare dopo 5 giorni il suo segretario generale, Antonella Petrocelli, imputata per turbativa d’asta. Nemmeno un articolo di giornale (Fatto a parte) né un titolo di tg. Ma questo era prevedibile

MARIAPIA CAPORUSCIO

Il plotone d’esecuzione dei media contro la Raggi prova che la mafia istituzionale non ci sta a farsi portare via l’osso per cui scatena questa oscena guerra contro chi sta provando a farlo. Questa vergogna dovrebbe far capire agli italiani quanto nel nostro paese sia vietata l’onestà. Questi giornalisti (servi) sono colpevoli del degrado di questa nazione più degli stessi criminali che la stanno sbranando. La nostra bella Italia sta morendo, diventando il Far West della criminalità mondiale, se si pensa che stanno cacciando dalle case popolari italiani che ci sono nati per darle, senza il minimo scrupolo agli stranieri e questa la chiamano “solidarietà” quando la parola esatta è: CRIMINALITA’. Gente che ha contratto un mutuo per far diventare case i cessi antichi, che nel frattempo sono divenuti centrali, viene cacciata senza neppure il risarcimento dalle proprie case. A chi giova questo lurido sistema se non alle mafie di Roma? Sabato verrà messa fuori casa una coppia di anziani di cui lui gravemente malato di cancro e tuttora in chemioterapia, per darla a chi? Come si può pensare bene di chi “governa” così il nostro paese? Mi auguro che la Raggi metta fine a questo orrore e restituisca le case popolari ai legittimi proprietari CHE SONO GLI ITALIANI CHE LE HANNO PAGATE CON VERSAMENTI SULLA BUSTA PAGA TUTTA LA VITA ANCHE DAI NONNI E DAI PADRI !

Davvero sconcertante la battuta paradossale di Sallusti: “Che ce ne facciamo di Internet?”

Ma Sallusti è un giornalista o un cialtrone qualsiasi? E non dovrebbero i giornalisti apprezzare qualunque strumento che diffonda informazione? Ed è con giornalisti di questa fatta che dovremmo andare avanti?
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Esus :- )
Nelle prossime puntate: Sallusti contro il navigatore (meglio orientarsi con le stelle quando si guida il calesse), la lavastoviglie (il ginocchio della lavandaia non ha mai ammazzato nessuno) e le previsioni del tempo (mia nonna con l’artrite non sbaglia mai).
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Alessandro Finocchiaro
Lo sconforto che prende non è per quello che ha detto Sallusti, ma per il fatto che questo direttore di giornale rappresenta degnamente la nostra classe dirigente, un coacervo di ignoranza mista ad arroganza. Le sue parole ricordano ciò che scrisse un funzionario dell’ufficio brevetti nell’epoca del ventennio a proposito di un’altra invenzione rivoluzionaria “una bislaccheria che non avrà futuro”. Quella “bislaccheria” era la radio di Marconi ed è per questo motivo che i primi esemplari furono costruiti in Inghilterra. Tralasciando gli aspetti democratici e culturali di cui Sallusti, vista la sua estrazione, altamente se ne infischia, ma quelli riguardanti i profitti che la rete può fruttare, almeno di questo un giornalista di estrazione conservatrice come lui dovrebbe essere conscio. Ed invece no, come l’ottuso impiegato dell’ufficio brevetti, non coglie che in un mercato globalizzato internet rappresenta una risorsa che apre opportunità incredibili. Che profonda tristezza!

LA MINISTRA LORENZIN FA UNA CAMPAGNA PER AUMENTARE LE NASCITE

Intanto che Renzi procede come un bulldozer a smantellare la democrazia italiana, i suoi ministri nullafacenti, scelti solo per essere yesman e approvare qualunque cosa il sire faccia, si gingillano cercando di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica con iniziative bislacche.
Ed è per questo che la diplomata e nullafacente Ministra della Sanità Beatrice Lorenzin, ha bella pensata di rispolverare qualche motto del Ventennio, come quello di “dare più figli alla Patria”!
Vogliami ricordarle che siamo in pieno crisi con crescita zero non solo demografica ma anche economica?
Vogliamo ricordarle che l’arrivo di un figlio costa il posto di lavoro a un’italiana su due?
Vogliamo ricordarle che esistono ancora le dimissioni in bianco firmate al momento dell’assunzione per cui la lavoratrice si impegna a dimettersi se resta incinta?
Vogliamo ricordare che col Jobs Act i licenziamenti facili sono all’ordine del giorno e dal suo caro leader è stato distrutto l’art. 18 che vietava il licenziamento senza giusta causa?
La campagna della Lorenzin è grottesca per molti motivi:
Promuove la fertilità ma non sostiene le mamme.
Mancano gli asili specie al Sud, lo Stato non tutela le lavoratrici madri che spesso sono costrette a smettere di lavorare, non tutela le ragazze madri, non aiuta le famiglie povere anzi le penalizza con la mancanza di sicurezza sul lavoro, la mancanza di case popolari, la riduzione dello stato sociale, i costi altissimi della scuola, la disoccupazione imperante, il divieto di un reddito minimo di cittadinanza.
Invita i giovani a fare figli ma non li aiuta a trovare lavoro, ignora o dimentica che la disoccupazione giovanile è al 37,9 % (contro la media europea del 22) e che dilaga il precariato e il pagamento coi vaucher, per cui l’incitamento a far figli diventa offensivo..

La campagna è costato 28.000 euro e ha raccolto un’ondata di critiche, ma la Lorenzin dice di non aver visto i manifesti. Troppo occupata in cosa?

La campagna ministeriale discrimina le famiglie non tradizionali, quelle nate grazie a un’adozione o una fecondazione artificiale, o le famiglie omogenitoriali, composte da partner dello stesso sesso, che però in Italia non possono adottare per legge, per le incongruenze della nuova legge di famiglia voluta sempre dal caro leader. Senza contare che adozioni e fecondazioni artificiali in Italia sono dei percorsi a ostacoli anche per le coppie eterosessuali.

Discrimina le donne sterili.
Ignora la libertà di scelta della donna.

Se la fertilità è un bene comune e non il frutto di una libera e consapevole scelta, si riesuma il fascismo, che si sentiva autorizzato anche in tempi di crisi a chiedere alle donne di fare più figli, che li vogliano o no, che abbiano le possibilità economiche per crescerli o meno. La donna non è più trattata come una persona ma diventa una incubatrice di figli per la Patria, una produttrice di figli, utile solo in quanto e finché sia capace di farne.

La sgangherata campagna per il Fertility Day promossa dal Ministro della Salute Lorenzin, ha almeno avuto il pregio di sollevare l’attenzione sulla condizione femminile in Italia, dal punto di vista sia lavorativo che “riproduttivo”. Innanzitutto, alcuni dati.
Nel 2015 sono state registrate circa 488mila nascite, 15.000 in meno rispetto al 2014. Si tratta del minimo storico mai raggiunto dallo Stato italiano. Per trovare dati simili bisogna tornare al 1917-18, quando una buona fetta di popolazione maschile in età fertile era al fronte, nelle trincee.
È anche vero che l’età del concepimento si sposta sempre più avanti: l’Italia è il Paese con le mamme più vecchie d’Europa. In Romania le neo-mamme over 35 sono il 10,9%, in Italia il 34,7%. In Liguria, Lazio, Sardegna un bambino su dieci nasce da mamme ultraquarantenni.
Ma consideriamo altri dati: l’Italia è in fondo alle graduatorie europee nell’occupazione femminile, superata solo da Grecia e Macedonia. In Italia lavora solo il 57% delle donne tra i 25 e i 54 anni e la media è di 1,3 figli per coppia.
Sempre in Italia, più di 5 donne su 10 sono senza reddito da lavoro e, per quelle che il reddito lo hanno, la retribuzione media pro capite (calcolata tra impiegate e operaie) si ferma sotto i 25mila euro annui, mentre quella di un uomo sfonda il tetto dei 31mila.
In Svezia le donne che lavorano sono l’83% e la media-figli sale a 1,9. Il motivo è piuttosto semplice: il lavoro della donna porta alla coppia uno stipendio in più. E se lavori e decidi di fare un figlio è perché hai un sistema di welfare che ti permette di conciliare i tempi della famiglia con quelli della professione.
La spesa pubblica per la famiglia, 16,5 miliardi, è appena l’1% del Pil, a fronte degli interventi per gli anziani che, tra pensioni e spesa per la salute, corrispondono al 20% del Pil. In pratica, per 1 euro speso a favore della famiglia se ne dedicano 20 agli over 65.
Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’Italia al 22° posto tra i Paesi Ue (la media dei Paesi europei si attesta all’1,7% del Pil) .
L’esigua quantità di spesa pubblica in servizi per la famiglia incide negativamente sulla natalità e penalizza l’occupazione femminile. Secondo lo studio di Confartigianato, per le donne tra 25 e 44 anni senza figli il tasso di attività lavorativa è dell’82,1%, ma scende al 63% per le donne della stessa età con figli, con un gap di oltre il 19%. Segno che lo Stato non offre quei servizi che consentono alle madri di conciliare il lavoro con la cura della famiglia. E per la cura dei figli le donne si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di due anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. L’arrivo di un figlio costa il posto di lavoro a un’italiana su due.
Secondo l’Istat, 800 mila donne, con l’arrivo di un figlio, sono state costrette a lasciare il lavoro, perché licenziate o messe nelle condizioni di doversi dimettere. A subire più spesso questo trattamento sono le più giovani, le residenti nel Mezzogiorno (10,5 %) e le donne con titoli di studio basso (10,4). Una volta lasciato il lavoro solo il 0,7 ha poi ripreso l’attività, con delle forti differenze: su 100 donne licenziate o indotte a dimettersi riprendono a lavorare 15 nel Nord e 23 nel Sud.
E le cose peggioreranno con la riforma del welfare aziendale introdotta dalla Legge di Stabilità.
Al contrario che in Italia, la Francia è la patria delle mamme-lavoratrici in Europa. Oltralpe il 74% delle madri con figli sotto i 15 anni ha un lavoro e il Paese vanta il tasso di natalità più alto: 2,1 figli per donna ed è al quarto posto nella classifica della Cnn dei Paesi dove è più facile vivere da mamma e papà.
Gli Stati europei migliori per la madri sono Islanda, Svezia, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Finlandia e Norvegia.
In Islanda lavora l’85% delle madri con figli sotto i 15 anni, e in Danimarca l’84%, dove la spesa per le famiglie è l’8,6% e la legge prevede 6 mesi al 100 per cento dello stipendio, in Norvegia 10 mesi al 100 per cento oppure 12 all’80 e vi è una percentuale di 1,8 figli per donna.. Dove esiste il congedo per padri, circa l’85 % dei neopapà ne usufruisce.
Tutti questi Paesi sono accomunati da un welfare molto attivo e attento a permettere alle famiglie a trovare un nuovo equilibrio vita-lavoro dopo l’arrivo dei figli e, non a caso, lì si fanno più figli. Al sud Italia la dinamica occupazionale è peggiore che al nord. E’ sempre stato così, però ora è ancora peggio.
Qui, a fronte di uomini capifamiglia che hanno perso il lavoro e che si sono ritrovati costretti a casa, ci sono state parecchie donne che si sono messe alla ricerca di un lavoro al posto del marito o del compagno per far fronte alle gravi criticità familiari. Sono infatti aumentate le donne capofamiglia occupate che si sono accontentate di qualsiasi tipo di lavoro pur di garantire un reddito per la famiglia. Aumento delle occupate immigrate, maggiore permanenza sul lavoro delle ultracinquantenni e riattivazione nella ricerca del lavoro da parte delle donne del sud spiegano quindi la maggiore tenuta dell’occupazione femminile . Anche se le donne hanno pagato un prezzo a tutto ciò: il peggioramento della qualità del lavoro.
Quello della sovra-istruzione è un altro fenomeno che purtroppo è anche aumentato e non solo al Sud. Laureate che risultano occupate ma che svolgono impieghi per cui la laurea non è affatto necessaria. Inoltre, sono diminuite le professioni tecniche e cresciute quelle non qualificate. E poi è letteralmente esploso anche il part-time involontario.
In questa situazione vi è un segmento anagrafico che sta peggio ed è quello delle giovani, fino a 34 anni di età. Per loro il calo dell’occupazione è continuo dall’inizio della crisi. In questo senso sono colpite come i loro coetanei maschi, e in alcuni casi di più.

E COSA FA LO STATO PER LE RAGAZZE MADRI?

Una gravidanza su 5 è indesiderata. Boom di mamme a 14 anni, allarme in Italia.
L’Italia è l’ultima nella speciale classifica europea per l’uso dei contraccettivi ormonali come pillola, anello vaginale, cerotto. Siamo al pari delle irachene: solo il 16,2% delle donne italiane li usa», contro il 41,5% delle europee.
Perché la Lorenzin invece di queste baggianate delle campagna mussoliniane per l’aumento delle nascite, non si decide a fare serie campagne di educazione sessuale nelle scuole?
L’Italia è lontana dagli standard Ue in materia di sesso sicuro. Un gap che pesa soprattutto quando si parla di contraccettivi ormonali, usati regolarmente dal 50% delle donne olandesi, dal 35% delle britanniche e dal 30% delle tedesche, noi scendiamo al 16,5%
Sono sempre di più le teenager italiane che restano incinte prima di aver raggiunto la maggiore età. «Un fenomeno in crescita che desta preoccupazione». Effetto di una scarsa cultura del sesso sicuro. Oggi il 42% delle under 25 italiane non utilizza alcun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale. «La fascia d’età in cui abbiamo osservato un aumento delle gravidanze è quella fra i 14 e i 18 anni.
L’età del primo rapporto si è abbassata. Succede anche a 13 anni, ma solo lo 0,3% delle ragazze possiede una buona informazione su questi temi. Il 71% delle ragazze si ritiene al riparo dalle malattie». Il dato allarmante è che il 45% delle ragazze fra i 18 e i 26 anni non usa alcun metodo contraccettivo. Non sarebbe meglio fare educazione sessuale nelle scuole che sparare simili cavolate?

IL FM SCOPRE CHE L’UE VA MALE A CAUSA DELL’EURO. Ma va??
M5S EUROPA

Il Fondo Monetario Internazionale si sveglia dal torpore. Dopo aver fatto danni incommensurabili all’interno dell’assetto istituzionale chiamato Troika, scopre che lo strumento della moneta unica è il principale sintomo del malessere europeo. E pubblica uno studio ufficiale, l’External Sector Report per il 2016, che mette le cose in chiaro: la Germania ha una moneta sottovalutata per la sua economia (per almeno il 15%) che sta distruggendo l’equilibrio dell’Europa. È quello che il M5S va ripetendo da anni, appoggiato da grandi economisti come Peter Oppenheimer e Jaques Sapir, solo per due nomi, ospiti ai convegni organizzati dal M5S al Parlamento europeo. Il paper del Fondo Monetario Internazionale esamina i risultati macroeconomici delle 29 principali economie del mondo, in funzione del loro saldo commerciale estero e divide il mondo in due aree: da un lato i paesi con surplus esterni, dall’altro quelli che registrano deficit nella bilancia dei pagamenti. Da qui l’FMI analizza le variazioni dei tassi di cambio che sarebbero necessari per riequilibrare i conti. In altre parole, una svalutazione per chi è in deficit e una rivalutazione per chi è in surplus. Da una parte due paesi in forte deficit : gli Stati Uniti, la cui bilancia dei pagamenti è stata in rosso per un ammontare di 473 miliardi nel corso degli ultimi dodici mesi, e poi il Regno Unito, in deficit estero di 162 miliardi di dollari, pari al 5,2% del PIL del Regno Unito nel 2015.
Poi ci sono i Paesi in surplus: Cina (285 miliardi di dollari, 3% del PIL nel 2015), Giappone (159 miliardi di dollari, 3,4% del PIL) e Corea del Sud (105 miliardi, 7.3 % del PIL). A questi si aggiungono due paesi europei, la Svizzera (72 miliardi di dollari di surplus, 9% del PIL nel 2015), ma soprattutto l’Eurozona, che è il campione del mondo in tutte le categorie: i 19 paesi che ne fanno parte, presi insieme, registrano nei confronti del resto del mondo un surplus nella bilancia dei pagamenti di 392 miliardi di dollari, pari al 3,2% del PIL.
All’interno dell’Eurozona è la Germania a spostare in attivo, in modo decisivo, la bilancia dei pagamenti. Si parla di addirittura 306 miliardi di surplus per i tedeschi, pari all’8,5% del PIL. Oltre a queste disparità finanziarie nei conti con l’estero rispetto agli altri membri dell’Eurozona, anche le disparità nei tassi di disoccupazione e di crescita giocano a favore della necessità di una variazione del tasso di cambio. Solo che, naturalmente, questo è impossibile a causa dell’Euro. Il surplus tedesco sta spezzando in due l’Unione Europea e la moneta unica è il cappio tramite il quale questo stato di cose non è modificabile. Ancora, se il surplus tedesco viola i trattati e divora le economie del Sud, è palese che la soluzione non sia l’imposizione dell’austerità a Stati come Grecia, Spagna o Italia. E’ attaccando il primo vincolo (un vincolo di cambi fissi, cioè l’Euro) che il castello di carte può crollare. Invece cosa si è fatto per deprezzare l’euro? Si sono tagliati i salari svalutando il mercato del lavoro.
Marco Valli, portavoce M5S in Europa: “I vari capi di Stato (in particolare Renzi) devono smetterla di difendere religiosamente la moneta unica. Bisogna sedersi a un tavolo e decidere se risolvere il problema con una vera integrazione, dove la Germania sarà più solidale, o con un ritorno concordato alle monete nazionali, prima che questo avvenga in modo disordinato o, peggio, si arrivi ad un’Europa di governi estremisti.
Il M5S non vuole il caos in Europa: quando sarà legittimamente al Governo si batterà per cercare di salvare l’unità europea, portando sul tavolo l’enorme problema della moneta unica e il suo possibile smantellamento. Rimaniamo convinti, assieme a grandi economisti e numerosi premi Nobel, che l’Euro ed i vincoli ad esso collegati stiano distruggendo le economie periferiche, aizzando la crisi sociale e bloccando la ripresa economica. Il tempo del cambiamento non può attendere altri 20 anni. Il senso di responsabilità politica verso gli italiani – qualora decidessero di recedere dall’Eurozona – ci ha portato ad essere pronti nel gestire eventuali scenari di rottura della moneta comune”.

Joseph Stiglitz e il suo nuovo libro “L’EURO E LA MINACCIA PER L’EUROPA”

La tesi fondamentale del libro è che è la struttura della zona Euro in sé è alla radice del fallimento dell’Ue. Ma potrebbero esserci delle riforme che potrebbero far funzionare l’Euro. Si potrebbe fare un lavoro di unione monetaria se ci fosse la volontà politica.
E’ abbastanza chiaro che è stato un errore coniare l’Euro in quel momento, con queste istituzioni. In qualunque modo si guardi, nel corso degli ultimi 8 anni l’Euro ha generato costi enormi per l’Europa. E penso che costo per tenere assieme la zona Euro superi quello impiegato per il suo smantellamento.
È chiaramente un fallimento politico. Non c’era alcun imperativo economico per creare l’Euro. È stato motivato dalla politica, ma i politici non erano abbastanza forti per finire il lavoro. Esso si basa su una visione per portare avanti il progetto europeo e il processo d’integrazione. Penso che davvero credessero che l’Euro avrebbe portato alla prosperità e che questa prosperità avrebbe portato a una maggiore solidarietà. Ma hanno ignorato le realtà economiche di quello che stavano proponendo e il risultato finale è quello che vediamo ora in Europa.
I valori di “essere nella UE” dovrebbero essere la ragioni per cui la gente vorrebbe rimanere. Se diciamo che l’unica ragione per rimanere nell’UE è perché se lasci sarai punito, questo non è un argomento molto convincente. Il problema è che alcuni dei principali leader in Europa, come Juncker, hanno tenuto questo atteggiamento.
Ma Juncker è stato l’architetto di uno dei maggiori problemi affrontati in Europa, l’evasione fiscale, quando era primo ministro del Lussemburgo.
Una delle spiegazioni che è stata presentata per la Brexit è che i governi di tutto il mondo hanno in gran parte mancato di rispondere alle preoccupazioni di coloro che sono rimasti fuori dalla globalizzazione. Se si pensa che ci siano benefici per la società, allora bisogna trovare il modo di ridurre le perdite. Ma negli accordi commerciali più recenti i benefici sociali sono bassi o addirittura negativi. Sto parlando del TTIP e simili. Questi accordi favoriscono le corporation. Ma uscire dalla UE non rende immuni da politiche negative. Io credo fermamente che l’austerità non funzioni e che la sola ragione per la quale la Gran Bretagna ha avuto buone performance è che non ha avuto tutta quella austerità che George Osborne dichiara.

NON SOLO RENZI NON HA DIMINUITO LE TASSE MA LE HA FATTE AUMENTARE
DAL 41,6 AL 43,7%

Elio Lannutti

Renzi continua a dire che ha ridotto le tasse e che le ridurrà ancora ma è una favola.
Il debito pubblico, dopo 28 mesi di Governo, è cresciuto da 2.107,1 miliardi di euro nel febbraio 2014 a 2.248,8 miliardi di euro nel giugno 2016, al ritmo di 5,060 miliardi al mese; 168 milioni al giorno; 7 milioni di euro l’ora; 116.000 euro al minuto;1.943 euro al secondo,.
E, leggendo i dati Istat, si vede chiaramente che la pressione fiscale, non è affatto diminuita, ma è aumentata.
Allegato del Mef: “Nei primi sei mesi del 2016, le entrate tributarie erariali ammontano a 203.477 milioni di euro, con un incremento di +8.374 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4,3 per cento)”.
La pressione fiscale Italia, è cresciuta dal 41,6% del 2011 al 43,7% del 2015.
2011: 41,6%
2012: 43,6%
2013: 43,5%
2014: 43,6%
2015: 43,7%

Il debito pubblico sul Pil, era il 116,4% nel 2011, passato al 132,1% nel 2014, per arrivare al 132,7 nel 2015. L’unico dato positivo l’indebitamento netto in percentuale sul Pil, che era a -3,5% nel 2011; sceso a – 3% nel 2012; -2,9% nel 2013; -3% nel 2014; -2,6 nel 2015, ma ciò dipende dal fatto che nel calcolo del Pil di “Sommerso Economico” sono entrate alcune attività illegali (traffico di sostanze stupefacenti, prostituzione e contrabbando di sigarette).
L’Istat segnala un aumento delle tasse di 29,3 miliardi al netto del bonus di 80 euro, mentre la ripresa economica sta a zero.
Intanto, nei 28 mesi del suo Governo, Renzi ha fatto crescere il debito pubblico di 141 miliardi, al ritmo di più di 5 miliardi al mese.
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Barbara Lezzi, M5S Senato

L’Istat ha confermato la variazione nulla del Pil nel secondo trimestre 2016 e i dati aggiornati non fanno ben sperare: se crescono di poco l’agricoltura e i servizi, a trascinare in basso l’economia è l’industria (-0,6%). Il Bomba, che sperava in una sorpresa, ha dovuto mandare Padoan davanti alla telecamere a dire che “c’è crescita”. Peccato che questa crescita, già di per sé drogata dai profitti della criminalità, sia ad oggi meno della metà di quanto previsto dal Governo nei mesi passati. Se il Pil rimanesse fermo anche nel terzo e quarto trimestre, infatti, nel 2016 avremmo un misero +0,7% (fanalino di coda in Europa), contro il +1,6% sul quale il Governo ha costruito tutto l’impianto dei conti pubblici nella scorsa legge di Stabilità. Nel Documento di Economia e Finanza di aprile i tecnici del Governo hanno abbassato la cresta, sparando un +1,2% comunque lontanissimo dalla realtà. (Ma gli ultimi dati reali danno crescita Zero).
Cosa succede quando un Governo sbaglia clamorosamente le previsioni sul Pil? Che i conti pubblici saltano: meno prodotto significa meno lavoro, e meno lavoro significa meno gettito e più spesa sociale. L’unico modo per continuare a stritolare le casse pubbliche dentro gli assurdi vincoli europei, quindi, è tagliare ancora la spesa sociale, ad esempio la sanità.
L’ideale, al contrario, sarebbe rilanciare gli investimenti produttivi, creando direttamente occupazione e domanda per le imprese, ma gli stessi vincoli europei lo impediscono con la regola del 3% deficit/Pil. Non a caso gli investimenti fissi lordi, in picchiata da anni, ricominciano a calare nel secondo trimestre (-0,3% sul primo) portandosi dietro l’industria e il lavoro. La domanda interna, che aveva beneficiato nel 2015 del fortunato contesto internazionale, è di nuovo ferma (+0,1% consumi famigliari, -0,3% consumi della Pa), e l’unico segno + è quello delle esportazioni (+1,9%), facilitate sia dall’euro debole, che è merito di Draghi, sia dalla deflazione, che rende più convenienti i nostri prodotti all’estero ma distrugge la domanda interna.
L’unico effetto dell’austerità è di costringere i cittadini italiani a nuovi inutili sacrifici, perché l’austerità distrugge il Pil e con esso l’occupazione e i conti pubblici. Lo hanno capito tutti, dopo 8 anni di crisi, ma il Governo del Bomba, che doveva rottamare il Pd, ha preferito continuare su quella strada e rottamare se stesso. È l’unica buona notizia.
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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. L’unica soluzione è l’aborto preventivo, ma mi si chiederà come sopperire la popolazione italiana ed europea; semplicmente bisogna sostenere il sistema con il flusso di milioni di risorse che arrivano dai paesi del terzo mondo e ne abbiamo una marea disposte a venire qua.

    Ormai la donna giustamente ha perso la vocazione di mamma, l’ha rovinata e le ha tolto la femminilità, ha diritto di fare carriera e gestire il proprio guadagno come meglio crede, senza avere padroni maschilisti (tanto l’uomo è di per sè maschilista) e magari potremmo sostituire le mamme con le coppie gay che tanto desiderano diventare genitori, proteggendoli con leggi che incarcerano tutti gli omofobi. Troveremo il sistema prima o poi in cui anche i maschi partoriranno, nel frattempo abbiamo milioni di bambini che vivono male nelle coppie etero e potremmo darli legalmente alle coppie di omosessuali, che hanno mentalità moderne e non crescono i figli con stereotipi, ma nella completa libertà, anche sessuale.

    Tornando alle risorse, esse fanno lavori che gli italiani maschi schizzinosi non vogliono svolgere, hanno diritto di lavorare e a mettere su una famiglia in base alle loro tradizioni religiose, che dobbiamo rispettare dato che li abbiamo massacrati per secoli e siamo ancora razzisti, basta guardarsi intorno.

    E infine, da buona vegana, non vedo l’ora che queste infami tradizioni culinarie vengano soppresse, che hanno causato lo sterminio di miliardi di esseri viventi. La cucina italiana poi è complice di veri e propri olocausti e si nasconde dietro alla menzogna della cultura del cibo e della tradizione, tutte bugie ovviamente.

    E finirà il tempo della chemioterapia e delle medicine create dalle case farmaceutiche assassine, perchè essendo tutti vegani saremo in salute e cureremo con la natura i vari problemi fisici, che spariranno in un sol colpo e camperemo fino ai centanni di sicuro.

    Commento di Marcella Ferri — settembre 17, 2016 @ 3:36 pm | Rispondi


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