Nuovo Masada

agosto 27, 2016

MASADA n° 1786 27-8-2016 DEMOCRATURA

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MASADA n° 1786 27-8-2016 DEMOCRATURA
Blog di Viviana Vivarelli

Il pensiero alto di Eduardo Galeano – Cos’è la democratura – Il pensiero basso unico renziano – Unione Russia-Turchia – Iran – Già consumate le risorse rinnovabili della Terra – Cecità politica – Regalo di Renzi alle società del farmaco – L’assurda candidatura di Roma alle Olimpiadi – Un disastroso razzismo – Stiglitz e l’ostilità verso l’euro – Ma quali risparmi dalla riforma del Senato?- Disuglianze italiane- PiùPIL per tutti

Eduardo Galeano:

Le cose sono padrone dei padroni delle cose e io non trovo il mio volto nello specchio. Parlo ciò che non dico. Sto, ma non sono. E salgo su un treno che mi porta dove non vado, in un paese esiliato da me”.

L’economia mondiale è la più efficiente espressione del crimine organizzato. Gli organismi internazionali che controllano valute, mercati e credito praticano il terrorismo internazionale contro i paesi poveri e contro i poveri di tutti i paesi con tale gelida professionalità da far arrossire il più esperto dei bombaroli.”

La paura di vivere, la paura di essere, la paura di cambiare.”

Il diritto all’indipendenza, il diritto alla sovranità è oggi un lusso dei paesi potenti, dei paesi ricchi. Quando i paesi poveri si manifestano nel patriottismo, questo patriottismo viene convertito in populismo, o peggio ancora in terrorismo e costituisce una minaccia per il mondo. Noi non abbiamo il diritto di difenderci, abbiamo solo il diritto di accettare quello che gli altri decidono per noi e questi altri sono quelli che esercitano il governo mondiale. Ma chi è questo killer seriale che assassina tutto quello che tocca? Bisognerebbe metterlo in prigione, verrebbe da pensare, ma succede che non si può mettere in prigione questo assassino seriale perché lui ha le chiavi di tutte le prigioni e perché è un sistema universale di potere che ha trasformato il mondo in un manicomio e in un macello.
Il Fondo Monetario internazionale lo controllano 5 Paesi, soprattutto uno che ha il diritto di veto, ma diciamo 5. La Banca Mondiale è un po’ più democratica ma è controllata da 8 Paesi. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (che è quella che ci condanna a guadagnare sempre di meno e a pagare sempre di più) ha uno statuto che stabilisce il diritto di voto ma mai si è votato, MAI!
E’ un capitalismo assassino.
Fino a 30-40 anni fa a nessuno veniva in mente di diffidare della giustizia come un valore universale e quindi tutti, bene o male, anche la destra più recalcitrante, condividevano fondamentalmente, non dico l’indignazione o la denuncia, almeno l’accettazione che l’ingiustizia esisteva nel mondo. E adesso siamo governati da questa dittatura invisibile, dei grandi signori della finanza e della guerra, i guerrafondai e banchieri che comandano nel mondo e che usurpano una parola bellissima come la “Comunità internazionale”, una bellissima espressione, la Comunità internazionale che adesso nomina i banchieri e i guerrafondai..”Comunità internazionale” è il potere che esercitano i guerrafondai e i banchieri ..bene, in altri tempi si ammetteva che un mondo che crea povertà è un mondo ingiusto, cioè che la povertà è figlia dell’ingiustizia. Oggi è sempre più raro ascoltare questo perché risulta che l’ingiustizia ha smesso di esistere, la povertà è il giusto castigo che l’inefficienza merita. Non so se in altre civiltà, in altri periodi della storia umana, la gente è stata preda dalla paura come viviamo noi adesso, abbiamo paura di tutto, tutto il tempo, non si può far niente, è un gas paralizzante, la paura. Le paure, credo predominanti che si sentono di più nella vita quotidiana sono: la paura di perdere il lavoro, che è un tipico panico del nostro tempo, la paura di non avere domani il tuo posto di lavoro in ufficio, in fabbrica, che fa sì che una serie di diritti sindacali che si erano ottenuti in due secoli di lotta, stanno correndo ora un grave pericolo di morte, perché nessuno osa niente, per paura, per panico, per non perdere il lavoro che si ha. Chi non ha paura di perdere il lavoro, ha paura di non trovarlo, che è una paura molto simile. E ci sono molte altre paure: la paura di essere, la paura di vivere, la paura di cambiare, la paura dei demoni che inventano per spaventarci. Il lavoro oggi come oggi vale meno della spazzatura. Impunemente, impunemente, gli imprenditori decidono chi lavora, chi non lavora e quanto si lavora. Si lavora sempre di più in cambio di meno, sempre più ore in cambio di uno stipendio minore. Alcuni diritto conquistati in molte battaglie difficili negli anni, come il diritto alla sindacalizzazione, si violano oggi con scandalosa impunità. Quello è un diritto annichilito dalla macchina di morte del mondo di oggi (Io: si pensi a Renzi che fa le leggi del lavoro senza nemmeno sentire i sindacati o toglie dalla Costituzione l’articolo 18 che difendeva dai licenziamenti illeciti o impone il licenziamento libero col Job act o il pagamento in vaucher). E’ una macchina di sterminio dei diritti che ha trasformato il lavoratore in un mendicante, un mendicante di lavoro, un mendicante di stipendio
Libera circolazione di persone, che scherzo di cattivo gusto! In un mondo dove ci sono milioni e milioni di immigrati, di espulsi per la siccità…, da quelle catastrofi chiamate ‘naturali’ che di naturali non hanno niente, e dalle dittature, o dalle guerre, che vagano cercando una casa e si ritrovano con le porte chiuse in faccia, quest’invasione degli INVASI, gente che dal Sud marcia verso il Nord, il Nord che tante volte ha invaso il Sud, nelle guerre coloniali e nelle guerre che non dicevano di essere coloniali. Quest’invasione degli invasi è forse il dramma più importante del mondo di oggi, il mondo dei nostri giorni. Queste folle che vagano cercando quella peregrinazione inutile, questo esodo tragico di gente che aspira ad essere trattata come si tratta il denaro. Per il danaro non esistono frontiere, non ci sono problemi e per i migranti, per l’esodo degli abbandonati, per le braccia che cercano lavori e destino ci sono muri, tremendi muri affinché i privilegiati continuino ad essere la minoranza che comanda e il resto si rassegni ad essere la maggioranza che ubbidisce.
Difendo fortemente i giovani, questi screditati giovani dei nostri giorni che si suppone siano giovani vuoti dal punto di vista delle generazioni precedenti. Dicono: “A questi della politica non interessa nulla, se ne fregano di tutto, sono degli egoisti questi rockettari di oggi” ed io li difendo perché credo che abbiano tutte le ragioni per non credere. C’è un sistema universale di potere che li invita a non credere
”.

Eduardo Galeano (grande giornalista libero uruguayano, uno degli intellettuali più famosi e rispettati della sinistra latino-americana e del mondo).
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Dalle talpe abbiamo imparato a fare i tunnel.
Dai castori abbiamo imparato a costruire dighe.
Dagli uccelli abbiamo imparato a fare le case.
Dai ragni abbiamo imparato a tessere.
Dal tronco che rotolava giù abbiamo imparato la ruota.
Dal tronco che galleggiava alla deriva abbiamo imparato la nave.
Dal vento abbiamo imparato la vela.
Chi ci avrà ma insegnato le cattiverie?
Da chi abbiamo imparato a tormentare il prossimo e a umiliare il mondo?

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DEMOCRATURA
Viviana Vivarelli

La democratura è un sistema che sta a metà tra la democrazia e la dittatura, in cui troviamo l’elezione popolare del Parlamento e dunque del Capo del Governo, come è stato per Erdogan o Putin, ma il Governo sovrasta il Parlamento, le leggi discendono dal Capo del Governo, le minoranze non sono rispettate, gli avversari politici sono atterrati, l’opposizione è schiacciata e sono calpestati diritti fondamentali come la libertà di stampa, di espressione e di opinione, forzando la Nazione verso un pensiero unico con l’epurazione dalla diffusione mediatica e dal potere di quanti pensino qualcosa di diverso dal premier.
Ci domandiamo quanto nel modo di governare di Renzi e nel suo progetto che procede in modo spietato ci sia ancora democrazia e quanto tenda alla democratura, cioè stia travolgendo l’Italia verso un sistema autoritario.
Nella democratura formalmente sopravvivono istituzioni e strumenti apparentemente democratici, ma di fondo si manifesta un autoritarismo sostanziale (e questo era esattamente nei progetti di presa di attacco alla democrazia del Piano pidduista di Gelli). Eduardo Galeano parlò di ‘dittatura costituzionale’, sistema che piace molto al capitalismo perché il potere si esercita molto più facilmente su un popolo in catene che su un popolo democratico e libero. Distruggere i diritti democratici è dunque il primo presupposto del piano imperialista del capitalismo americano. “L’ordine criminale del mondo”. Così Galeano definisce l’ordine che l’imperialismo impone oggi ai popoli. Gli USA e alcuni Paesi sono di fatto dittature anche sotto parvenze democratiche. Una dittatura distruttiva e mendace che sta distruggendo il pianeta e spaventando i popoli con ricatti, bombe, torture, devastazioni ambientali, distruzione di valori e diritti vitali universali, stravolgimento delle Costituzioni. In Europa questo piano si sta attuando mediante la Bce, la Commissione europea, il Fondo Monetario e la Banca Mondiale.
Ci chiediamo se in Italia stia finendo la democrazia per uno stravolgimento delle istituzioni e della Costituzione che prelude all’uomo solo al comando’.

IL BASSO PENSIERO UNICO RENZIANO
Viviana Vivarelli

La democratura di Renzi procede a larghi passi con tutti gli stereotipi del fascismo peggiore, quello che non tollera il pensiero libero e molteplice della democrazia ma stritola i cittadini nel cimitero di un pensiero comune dove gli uomini devono essere robot allineati e ogni devianza dai comandi del Capo viene bollata come eretica, mentre i fascistelli più sguaiati riversano tutto il loro veleno e le loro invettive alle menti libere, che curerebbero volentieri a suon di manganello e olio di ricino come sotto il Duce, in un ritorno lugubre delle pagine più nere della nostra storia.
Non pago di avere media allineati che ormai sfornano solo stronzate ai comandi del capo unico e assoluto, ora Renzi è terrificato dal referendum che ha messo da se stesso sul proprio capo come una spada di Damocle a cui è appesa la sua permanenza al potere, per cui o con epurazioni o con intimidazioni o con troll addestrati all’insulto e alla minaccia o con altri metodi squadristi di infimo livello, egli forza al SI’ il Paese come un forsennato. Per cui ovviamente quell’oca della Boschi straparla nuovamente dicendo: “Chi è contro il No è contro il Parlamento”, come se questo Parlamento che poggia sull’incostituzionale porcellum, le sue liste di nominati, il suo indecente e illegale premio di maggioranza e i suoi yesman a servizio del Capo significasse qualcosa di diverso da un nucleo di manipoli, diventati ormai, intimo corde, fascistelli senza colore che non rappresentano più il popolo ma solo la parte peggiore di se stessi.
Intanto dalla Rai viene cacciato anche l’innocuo Luca Mercalli (non si salva nemmeno la meteorologia!), reo di aver attaccato le trivelle e di aver difeso l’agricoltura sostenibile, mentre si vieta in Rairadio Paolo Rossi che recita il discorso del (5stelle?) Pericle sulla democrazia ateniese, caso mai non facesse uscire dal torpore del coma cotanto istupidito popolo italiano.
Ma ormai l’epurazione si muove come un cane che ha la rabbia: dal Quotidiano sportivo viene altresì cacciato il direttore Giuseppe Tussi per aver titolato sul tiro a volo “le tre cicciottelle”, forse pareva un accenno alla trippa strasbordante del ducetto di Rignano. E per fortuna che non ha titolato sulle atlete del Sumo!
Nelle dittature nessuno ride. Solo il Capo ride, anzi ghigna ma la sua involontaria stupidità è così grottesca che fa digrignare i denti. Renzi mira ad essere unico ho ridens di un povero Paese dove fa carriera solo chi è nato a Firenze, si prostra davanti a Renzi e stravolge il senso di qualsiasi democrazia con una cortigianeria che farebbe arrossire quelle del Valentino. Insomma si salvano solo le ‘signorine Coccodè’ che cantano quando Renzi ha fatto l’uovo. L’Italia è diventata anche questo, un obbrobrio che nemmeno le signorie rinascimentali si sarebbero sognato e che persino Cesare Borgia ci invidierebbe alla cena di Cesena.
Aldo Grasso del Corriere attacca Fedez reo di essersi comprato una casa, mentre il suo vero reato è aver detto di votare 5stelle.
Può darsi che in Occidente il grande nemico da combattere sia l’Isis, ma in Italia deve tremare chi si mette contro Renzi e i suoi scagnozzi.
Presto la santificazione di Renzi, uno e trino, capo del Governo, sostituto del Parlamento e capo del Pd. Parlare contro i proclami di una divinità non è lecito, è eretico. Di Battista parla di squadrismo, l’eterna tara italiana mai morto che da sempre ha sostenuto le dittature, trovando nella loro forza bruta la massima proiezione delle proprie deficienze. Il renzismo, come tutte le dittature, è una eiezione che non è destra né di sinistra. I piddioti non vogliono sentire questo termine dopo che, a parole, hanno tanto spregiato il berlusconismo, ma che altro è il loro se non un asservimento cieco e triviale a un Capo assoluto?
Indifferente a tutto, lo spregiudicato, dopo aver silurato la Berlinguer che da 7 anni dirigeva il tg3, il più a sx dei tg della Rai, ha dovuto vedere i tentativi di Renzi di assoldare nella pattuglia dei SI’ anche il padre Enrico. Eppure alla festa dell’Unità, Bianca Berlinguer è ancora invitata e di elogiare Renzi non ha proprio voglia, né può criticarlo per lo sgarbo fatto a meno di non perdere anche la fascia a lei dedicata prima del tg. Il dittatore non tollera che di lui si dica male né che si rida, per cui è stato lautamente premiato quel Carlo Conti che ha spinto fuori dal suo programma satirico Max Giusti e la Fornario e ha spostato Lillo&Greg e ‘Un giorno da pecora’.
Le dittatura sono serissime, per questo non tollerano che si rida di loro.
Niente battute su Renzi, niente politica, niente satira, niente personaggi, niente imitazioni, niente scenette, niente comicità. Il renzismo imperversa. Cosa resta dopo il suo furibondo passaggio? Come in un libro di Stephen King: IL VUOTO ASSOLUTO; come diceva la Arendt: l’irrimediabile banalità del male.
“E’ nella natura delle cose che ogni azione umana che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo possa ripetersi anche quando non appartiene a un lontano passato.”
Sotto la coltre ovattata dalla non informazione la coscienza sparisce, il senso critico sparisce, il buon senso sparisce, l’Italia intera sparisce.
Presto non saremo più il 77° Paese del Mondo per la non libertà di informazione. Il nostro nome nella classifica della libertà di stampa non ci sarà più perché l’Italia stessa è sparita.
Come dice la Fornario: “Hanno scoperto che il modo migliore per convincere gli ascoltatori a non spengere la radio è evitare che si accorgano che è accesa”.
Ma, come potete ben vedere dai troll renziani che impestano i blog, anche questa estrema propaggine di un fascismo mai più desiderato e sempre più cafoncello e di cattivo gusto a taluni PIACE!
Leggo sulla e mail di un fanatico renziano contro il mio blog Masada le invettive di chi mi augura che arrivi presto la nuova legge censura blog che punirà severamente col sequestro del computer e altre sanzioni penali chiunque in qualunque modo sul web attacchi la persona di Renzi e dei suoi accoliti. La lettera sgorga di una malvagità furiosa e dissennata, manicomiale.
Oggi il tema del giorno è la rivolta dei servetti di Renzi contro il povero Mannelli che ha usato disegnare una vignetta sulla Boschi, reo di ‘lesa maestà’!!! E verrebbe da chiedersi “Ma chi credono di essere costoro?
Quasi viene da rimpiangere Andreotti che attaccato, criticato, contestato dalla satira in ogni modo possibile e con ogni sorta di vignetta ingiuriosa, contrappose sempre un muro di gomma, l’indifferenza di chi il vero potere ce l’ha e se lo tiene e non si abbassa a mediocri censure da piccolo boss di periferia.
I tiranni usano la censura non potendo competere in intelligenza.
Diceva Pascal Maurot: “La censura è il bastone bianco dei ciechi del pensiero”.

UNIONE TURCHIA-RUSSIA-CINA-IRAN

Si sta verificando un inquietante avvicinamento della Turchia con la Russia, la quale è intenzionata a fare un grande blocco con la Cina e l’Iran, per curare meglio i loro affari in relazione al gas e al petrolio, che contrasterebbe il potere della Nato.
Attualmente la Turchia è ancora membro della Nato e Obama ha forzato l’Unione europea in ogni modo affinché accogliesse tra i suoi membri la Turchia (assieme a Israele) così da controllarla meglio, ma le scelte attuali di Erdogan stanno rendendo impossibile la sua permanenza dentro la NATO, visto che questa è un blocco contro la Russia.
Per quanto riguarda la Cina, la Russia è già un suo forte partner commerciale, Putin e Xi Pinging hanno stretto la più grande unione politica del mondo. Il progetto di Putin è creare una grande Eurasia. E per il momento tende a creare un grande polo del gas e petrolio.
Un giorno chiameremo questi ‘gli anni dei carburanti fossili’e ci chiederemo come mai non sono state potenziate quelle rinnovabili e si è invece permesso alle società petrolifere di mettere a ferro e a fuoco il mondo. Ma la risposta è immediata: le rinnovabili contengono la potenzialità di una democrazia diretta, perché ognuno può prodursi da sé l’energia a basso costo; le energie fossili invece presumono un sostrato verticistico di tipo capitalista perché il loro sfruttamento è possibile solo alle grande corporazioni munite di forti capitali. Per questo l’uso di energie fossili è tutt’uno con l’ideologia politica neoliberista e il verticalismo del suo potere, lo stesso potere che sta mettendo a ferro e a fuoco il mondo. Il neoliberismo si coniuga con il capitalismo peggiore, la guerra, la democratura, la corrosione dei diritti dei popoli e l’estinzione del pianeta.

OVERSHOOT DAY, IL GIORNO DELL’OLTRE PASSO
Già consumate le risorse rinnovabili della Terra
Antonio Cianciullo

Secondo i calcoli del Global Footprint Network, lunedì 8 agosto il nostro conto corrente planetario andrà a zero. Andremo avanti consumando risorse che appartengono alle prossime generazioni. Le proposte per cambiare: meno carne, più energia rinnovabile, più riciclo.
Naturalmente non moriremo di fame, le industrie non si fermeranno, le vetrine resteranno straripanti di merci e di cibo. La vita continuerà a scorrere senza scossoni apparenti, ma con una differenza profonda. Dall’8 agosto cominceremo a consumare il futuro: cattureremo animali che non si sono ancora riprodotti, taglieremo alberi che non ricresceranno, prenderemo a prestito una ricchezza che appartiene alle prossime generazioni.
Certo queste generazioni non possono ancora protestare – e soprattutto non possono votare – ma i loro diritti cominciano a trovare un ascolto che finora a pochi anni fa era quasi inesistente. Il calcolo è stato fatto dal Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che ha elaborato un metodo di misura del consumo delle risorse che ogni anno la natura mette a disposizione delle specie viventi. L’Earth Overshoot Day è il giorno in cui comincia il sovra sfruttamento della Terra, il momento in cui la domanda annuale di risorse naturali da parte dell’umanità supera le risorse che la Terra può rigenerare in un anno. Vale per quello che prendiamo e per quello che lasciamo. Ad es., emettiamo più anidride carbonica in atmosfera di quella che gli oceani e le foreste sono in grado di assorbire e in questo modo acceleriamo lo squilibrio climatico che contribuisce a ridurre le risorse disponibili perché aumenta la desertificazione e l’inaridimento delle terre.
“Un nuovo modo di vivere, più in armonia con il pianeta, è possibile e porterebbe molti vantaggi, ma richiede impegno per realizzarlo”, commenta Mathis Wackernagel, responsabile del Global Footprint Network. “La buona notizia è che questo obiettivo è attuabile con le tecnologie disponibili ed è economicamente vantaggioso dato che i benefici complessivi sono superiori a costi. Si possono stimolare settori emergenti come le energie rinnovabili, riducendo i rischi e i costi connessi a settori imprenditoriali senza futuro perché basati su tecnologie vecchie e inquinanti. Ma a patto di trovare una risorsa che noi non misuriamo: la volontà politica di sostenere il cambiamento necessario”.
Fortunatamente, notano i curatori del rapporto, ci sono segnali di cambiamento. Ad esempio il Costa Rica ha generato il 97% della sua elettricità da fonti rinnovabili nel corso dei primi tre mesi del 2016. Anche il Portogallo, la Germania e la Gran Bretagna hanno, sia pure per un tempo molto ridotto, soddisfatto il 100% della loro domanda di energia elettrica con le fonti rinnovabili. Mentre in Cina è stato delineato un piano per dimezzare il consumo di carne in modo da abbassare le emissioni di CO2 di un miliardo di tonnellate entro il 2030.
Per ora comunque la bilancia globale pende dalla parte dell’inquinamento e la data dell’Overshoot Day continua ad arretrare, anche se a un ritmo più lento (un giorno all’anno, in media, negli ultimi 5 anni, rispetto a una media di 3 giorni all’anno da quando, nei primi anni 70, é iniziato il sovra sfruttamento): nel 2000 era a settembre ora è arrivata all’8 agosto. “Anche in Italia è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti”, osserva Roberto Brambilla, responsabile della Rete Civica che in Italia segue l’Overshoot Day. “Ci vogliono misure concrete per rispettare gli impegni internazionali a difesa dell’ambiente. Misure che tra l’altro favorirebbero il rilancio dell’occupazione”. In assenza di risposte politiche efficaci, comunque, qualcosa si può fare anche a livello individuale: sul sito ci sono proposte che vanno dall’aumento dei pasti vegetariani al recupero della materia utilizzata nel ciclo produttivo.

CECITA’ POLITICA

Marc Ferro sostiene che gli umani sono condannati alla cecità, incapaci di vedere la portata dei grandi fenomeno in corso, così da correre ai ripari soltanto quando è troppo tardi.
“Anche quando tutti i fattori dei fenomeni cruciali sono sotto gli occhi di tutti, lo sguardo offuscato si rifiuta di vederli”.
Questo non vale solo in ecologia ma anche in politica e in economia e lo abbiamo visto per la dissoluzione dell’URSS che doveva aprire nuove democrazie, per la primavera araba che doveva abbattere le dittature, perla crisi economica instaurata nel 2008 o per la globalizzazione che era stata mistificata come progresso tecnico mentre è solo “la forma moderna di presa del potere da parte del capitale neoliberista” (Stiglitz).
Questa stessa ottusa cecità impedisce che l’Europa veda in tutta la sua cruda realtà la dittatura progressiva e rapidissima di Erdogan (gli arrestati sono ormai 60.000 e si procede verso la pena di morte); la stessa ottusa cecità impedisce un’azione comune verso i migranti o prende provvedimenti contro i fallimenti a catena del sistema bancario, fallimenti che divoreranno l’Europa stessa come Unione di banche. Del resto, l’Europa è danneggiata da figure deboli, troppo attaccate al minimo quotidiano e incapaci di atti da grande statista, non ci sono più gli Schmidt e i Brandt). E non parliamo nemmeno del pensiero debole renziano che tuttavia procede anch’esso a distruggere la democrazia che ha trovato. Sta per incombere anche una censura dei blog che minaccia di reprimere duramente qualunque critica al governo, mentre sulla RAI è andata in onda una sostituzione di capi di tg e redattori, così da eliminare qualunque critica a Renzi e qualunque accenno alle ragioni del NO.
Persino alla radio la povera Fornari che doveva condurre un programma satirico ha dovuto andarsene.

REGALO DI RENZI ALLA LOBBYE DEL FARMACO

Tra le leggi sciagurate di Renzi che favoriscono solo le lobby, sta per arrivare un decreto che regalerà loro le farmacie. Al momento un farmacista, mettendosi in società con altri, può avere 4 farmacie. Ma con le nuove leggi si ammetterebbero le società di capitali nelle 18.200 farmacie italiane. Dopo di che sarebbe facilissimo per le lobbie aumentare a piacere il costo dei farmaci.
Oggi le due filiere più ricche del mondo sono quelle dei farmaci e della cura dei malati. Solo nel 2014 abbiamo speso in medicine 8 miliardi e 380 milioni di euro, più quello che abbiamo versato allo Stato per un totale di quasi 29 miliardi, 476 euro a testa. E con le privatizzazioni che si propone Renzi, andranno a sparire i ticket e le esenzioni, nella cancellazione progressiva dello stato sociale, con un aumento smisurato delle spese mediche e delle spese e per assicurazioni private, come negli Stati uniti.
II fatturato delle farmacie italiane è di 25 miliardi, un bel boccone per le multinazionali e per i signori delle cliniche private (gli Angelucci, per intenderci)!
Se la legge di Renzi passa, 5 sole compagnie potrebbero gestire 3.000 farmacia a testa.
Dieci anni fa Bersani provò senza riuscirci di portare fuori dalle farmacie i farmaci da banco e senza ricetta e di liberalizzare i farmaci di fascia C. Ora sarà anche peggio.
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Come possono esistere ancora i medici obiettori di coscienza negli ospedali che non fanno interruzioni di gravidanza e non prescrivono la pillola del giorno dopo? Sono quasi il 100% negli ospedali. Ma il motivo non è certo fideistico. Abbiamo solo bassi motivi di carriera, per non inimicarsi il mondo cattolico che ha grande influenza sulla nomine.
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L’ASSURDA CANDIDATURA DI ROMA ALLE OLIMPIADI

A Rio, Renzi ha perorato le Olimpiadi di Roma, fregandosene della batosta finanziaria che ci atterrerebbe come le Olimpiadi greche atterrarono il bilancio greco. Anche qui gli importa solo di tutelare gli interessi di costruttori alla Caltagirone e non si cura del veto temporaneo posto dalla Raggi, tanto che Roma si è incredibilmente posizionata in testa alle candidature.
Sembra inutile ricordargli lo studio fatto ad Oxford che mostra come il budget preventivato aumentò del 176%. Per Roma già da ora si parla di 12 miliardi. Conoscendo la corruzione italiana, di quanto aumenterebbe questa cifra a conti finali?
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E mentre gli animali dall’esterno si guardavano da maiale a uomo e da uomo a maiale e da maiale a uomo, l’impressione fu che stesse accadendo qualcosa di strano. Era impossibile distinguere uno dall’altro.”
(Orwell, La fattoria degli animali)
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Contro la valanga di attacchi immotivati e indecenti dei media contro la Muraro, che ha l’unica colpa di essere stata scelta dalla Raggi, si è mosso lo stesso Salvatore Bruzzi, per dire che la stessa non gli ha mai chiesto nulla di illecito e c’è solo una campagna infame creata dai media contro la sindaca di Roma: “Un criminale che dà lezioni a presunti giornalisti”.

Vittorio Andreoli: “Livello di civiltà disastroso, regrediti alla cultura del nemico”
Patrizia Caiffa

Nonostante il refrain contro i migranti sia sempre lo stesso: “Premesso che non sono razzista…”, nelle società occidentali il razzismo sta uscendo allo scoperto e rischia di essere legittimato come una opinione. Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli siamo in “una cornice di civiltà disastrosa”, l’Italia e l’Occidente stanno “regredendo alle pulsioni istintive”, al dominio della “cultura del nemico”: “La superficialità porta l’identità a fondarsi sul nemico. Se uno non ha un nemico non riesce a caratterizzare se stesso”.

Dall’America all’Europa all’Italia sembra uscire allo scoperto, fomentato da politici e media irresponsabili e amplificato dai pareri espressi sui social media, un clima aperto di razzismo e xenofobia, come se l’espressione di odio razziale nei confronti dei migranti o delle minoranze, anche con linguaggi e gesti violenti, non sia più un tabù ma una legittima opinione. L’episodio di Fermo, con l’uccisione del nigeriano le cui dinamiche chiarirà la magistratura, ha avuto uno strascico di posizioni opposte sui social. Molti difendono apertamente l’aggressore, come se la violenza, verbale e poi fisica, dell’insulto razziale sia legittima. Mentre il refrain contro i migranti è sempre lo stesso: “Premesso che non sono razzista…”. Cosa ci sta succedendo? Lo abbiamo chiesto allo psichiatra Vittorino Andreoli, ma la premessa che anticipa tutta la riflessione è semplice e sconfortante: “Questa società non mi piace”.
Cosa sta succedendo alle nostre società occidentali?
Sono stati consumati, se non distrutti, alcuni principi, che erano alla base della nostra civiltà, che nasce in Grecia, a cui si aggiunge il cristianesimo. Non c’è più rispetto per l’altro, la morte è diventata banale, tanto che uccidere è una modalità per risolvere un problema. Non c’è più il senso del mistero e del limite dell’uomo. L’episodio di Fermo va inserito in una cornice di civiltà disastrosa. Non esiste più l’applicazione dei principi morali della società e c’è un affastellarsi di leggi, come se le leggi possano sostituire i principi. Oggi domina la cultura del nemico: la superficialità porta l’identità a fondarsi sul nemico. Se uno non ha un nemico non riesce a caratterizzare se stesso. Questa è una regressione antropologica perché si va alle pulsioni. Tutto questo è favorito da partiti che sostengono l’odio, lo stesso agire sociale è fatto di nemici. Perfino nelle istituzioni religiose qualche volta si affaccia il nemico. In questo quadro tornano le questioni razziali.
Qualcuno dice: “non è razzismo, è superficialità”. Io ribatto: no è razzismo.
E’ considerare l’altro inferiore perché ha quelle caratteristiche, per cui bisogna combatterlo. Se uno è diverso da te è un nemico e va combattuto. Si arriva alla legge del taglione. Si torna a fare la guerra perché il diverso è un nemico che porta via soldi, posti di lavoro, eccetera. Così come c’è una gerarchia dei potenti c’è anche una gerarchia di razze. Perché sono presi di mira solo alcuni.
Il razzismo e i pregiudizi sono però universalmente presenti nel cuore dell’uomo, a prescindere dalle nazioni. I fatti di questi giorni negli Usa ne sono un esempio.
E’ sicuramente un istinto presente nella nostra biologia, nella nostra natura, ossia la lotta per la sopravvivenza di cui parlava Darwin, la lotta per la difesa del territorio. Ma tipico dell’uomo non è solo la biologia ma la cultura. E la cultura dovrebbe essere quella condizione in cui rispettiamo gli altri e riusciamo a frenare un istinto. Il problema è: come mai la cultura che caratterizza l’uomo e consiste nel controllo delle pulsioni non c’è più? Tutta una cultura che si era costruita fino a epigoni che erano quelli dell’amore, della fratellanza, è completamente recitata ma non vissuta.
Questo è un Paese, ma anche tutto l’Occidente, che sta regredendo alla <<pulsionalità>>, all’uomo pulsionale. Ciò che mi spaventa e mi addolora è che per raggiungere una cultura ci vuole tanto tempo e la si può perdere in una generazione.
Gli episodi che osserviamo sono silenziosamente sostenuti da tante persone. Non dicono niente ma li approvano. Bisogna impedire che ci sia chi soffia sul fuoco. Nessuno parla del valore della conoscenza utile nell’avvicinare altre storie, altre culture. Tutto viene mostrato come negativo: gli immigrati fanno perdere posti di lavoro, c’è violenza e criminalità. Il problema è che all’origine c’è sempre una esclusione. E’ terribile, stiamo diventando un popolo incivile.
Nei dibattiti pubblici, soprattutto sui social, c’è sempre un “noi” contro “loro”: i migranti, più deboli, diventano il capro espiatorio di tutti i mali.
Certo, questo è il principio darwiniano. L’evoluzione si lega alla lotta per l’esistenza: “mors tua, vita mea”. Bisogna eliminare il nemico, deve vincere la mia tribù che deve prendere il tuo territorio. E’ una regressione spaventosa. Poi c’è la crisi che ha sottolineato la paura, le incertezze. E la paura genera sempre violenza. Ci rendiamo conto che, in un Paese che non legge, un giornale ha regalato il Mein Kampf di Hitler? Perché non hanno regalato “La pace perpetua” di Kant?
Marketing, ricerca di consenso e voti, incoscienza: quali sono, secondo lei, le vere ragioni dietro a scelte così pericolose? Come fare per arginarle?
Non è follia, è stupidità. Bisogna prendere una posizione molto decisa: non è più possibile fare finta. Questa è una società falsa, che recita. Andiamo incontro a situazioni che saranno di nuovo drammatiche.Ci vuole più coraggio anche nella Chiesa. Il Papa lo ha avuto nel suo schierarsi dalla parte dei migranti, ma ci sono quelli che non sono d’accordo. Bisogna cominciare a dire che questa nazione deve cercare di far emergere uomini e donne saggi, intelligenti. Stiamo scegliendo i peggiori. C’è una ignoranza spaventosa. Bisogna poter parlare, spiegare, capirsi. Occorrono persone credibili per parlare ai giovani, ma la via è sempre quella della cultura. Fare promozione, educazione, dimostrare quanta positività c’è in chi viene odiato, per stimolare al rispetto nei loro confronti.
Con i giovani è più facile perché sono come pagine bianche di un libro da scrivere. Ma con adulti già formati come si fa? E’ una battaglia già persa in partenza?
No, perché l’espressione esplicita dei pregiudizi nasce dal sentirsi sostenuti. Se nascondono ancora il loro pensiero sono recuperabili. Il problema emerge quando ci si sente in tanti a pensarlo. Bisogna far scoprire cosa c’è nell’altro, cosa significa una società diversa.
Purtroppo oggi sui social non si nasconde più il proprio pensiero: lo schermo del computer protegge dal confronto diretto, le affermazioni diventano più violente e l’espressione dei pregiudizi, anche in maniera razionale, serve solo a rafforzare l’ego…
E’ vero. Questo è più grave, perché se uno stava zitto e si esprimeva a casa, agiva male solo in famiglia. Adesso diventa un’azione diffusa, trasformandosi in vera e propria propaganda.

OSTILITA’ VERSO LA MONETA UNICA
Joseph Stiglitz

“Nelle democrazie dell’Eurozona, l’ostilità verso la moneta unica sta degenerando in un’ostilità verso il più vasto progetto dell’Europa Unita e dei suoi valori costituenti”.
L’euro è incapace di risolvere le crisi sistemiche dei paesi dell’Eurozona, acuisce le disuguaglianze e mina alla radice quello che alle origini doveva essere un progetto di vera e reale cooperazione tra popoli.
Per il M5S l’unione monetaria è una “costruzione” priva di fondamenta che si è rivelata uno dei grandi mali dell’Unione Europea. Sbagliava Prodi secondo cui “con l’Euro avremmo lavorato un giorno in meno e guadagnato come se avessimo lavorato un giorno in più”.
Al contrario, i vincoli dell’euro sono divenuti il vero ostacolo da superare, le catene da rompere per rilanciare il dialogo tra popoli con economie e strutture sociali profondamente diverse.
Oggi, chi si ostina a difendere la moneta unica, è il più grande anti-europeista.
Il M5S dichiara che è imperativo far scegliere al popolo sovrano – all’intero popolo italiano – il destino del progetto Euro attraverso referendum.
L’introduzione dell’Euro ha bloccato il cambio tra 19 economie profondamente diverse e ha creato dei grandi vantaggi competitivi soprattutto la Germania. I tedeschi sfruttano una moneta molto sottovalutata per la loro economia, attraverso la quale stanno accumulando un surplus commerciale eccessivo ai danni degli altri Paesi dell’unione monetaria. Surplus che, tra le altre cose, viola le stesse regole sulle partite correnti dell’Unione Europea.
Nella periferia dell’Eurozona al contrario, non potendo svalutare la moneta, vengono imposti abbattimenti dei salari tramite le riforme. Questo impoverimento del ceto medio pilotato da Bruxelles e Francoforte, assieme all’incapacità di risolvere il problema migrazione e sicurezza, sta pericolosamente veicolando consenso verso gli estremismi politici, dai quali il M5S si è sempre distinto con il suo approccio propositivo, costruttivo e post ideologico.
La modifica dei vincoli europei – che dovrebbe riformare l’eccessiva rigidità di alcuni regolamenti – è ferma al palo. Il Governo italiano si è dimostrato incapace di cambiare marcia a livello europeo, inchinandosi sia a Bruxelles come a Strasburgo al volere dei poteri forti, delle lobby, delle banche e, in generale, smerciando favori ad amici di amici. Ricordiamo che Renzi ha addirittura avuto la presidenza semestrale del Consiglio dell’Ue. Qualcuno se n’è accorto? E questo mentre troppi cittadini hanno sofferto e continuano a soffrire dei sintomi economici negativi di questo blocco. Quelli italiani, in particolare, pagano la non credibilità di un Governo mai eletto e mai all’altezza delle aspettative.
Anche per questo oggi è necessario prepararsi tecnicamente all’uscita dalla moneta unica, è un atto di responsabilità politica.

MA QUALI RISPARMI DALLA RIFORMA DEL SENATO?

La Corte dei Conti ha stimato il risparmio in 48 milioni l’anno.
Ricordo che solo l’aumento che Renzi ha fatto delle sue segretarie in 2 anni è stato di 400 milioni e che l’inutile jet che ha voluto per sé per i voli di stato e non ha mai volato ci costa 200 milioni, 5 volte l’eventuale risparmio dell’abolizione del Senato.
Tra l’altro è un aereo sfigato, con tanti problemi. Il 1° è la registrazione del velivolo che sta diventando un ostacolo insormontabile. A causa dei tempi lunghi, è scaduto “il certificato al’esportazione :le autorità italiane e gli arabi non sono d’accordo su come registrarlo. Eithad, la compagnia araba che controlla Alitalia, non vuole che il jet sia catalogato come aereo militare, cosa che farebbe perdere valore al velivolo. Poi a Fiumicino i tecnici avevano cancellato la marca sulla fiancata degli Emirati Arabi Uniti (Eau), per sostituirla con la scritta I-TALY. La compagnia araba li ha obbligati a ripristinarla. Stesso discorso per le scritte interne. I tecnici avevano sostituito le scritte in arabo e inglese con le scritte in italiano e inglese. Ma sono stati obbligati a tornare indietro. Ci sono poi lavori da fare in futuro. “Il jet presenta la configurazione classica: first, business e economy ma questo allestimento dovrà essere cambiato sulla falsariga degli interni degli altri jet della flotta di Stato, attrezzati con sale riunioni, docce, aree riservate alle scorte”. Tutto questo costerà dei gran soldi.
Poi c’è l’abuso degli elicotteri,la vacanza a Courmayeur con tutta la famiglia,i sei giorni a Rio quando non ci sono andati la Merkel, Rajoy o Theresa May.
Aggiungiamoci lo sciupio di ben 40 giorni di vacanza del Parlamento. Si vuole una riforma che acceleri i tempi per fare una legge e poi si manda il Parlamento in ferie per 40 giorni?
Davvero se si vuole fare risparmi sulla macchina dello stato, i modi c’erano, il primo sarebbe stato quello di ridurre drasticamente il numero di Camera e Senato ed equiparare gli stipendi dei parlamentari alla media europea o tagliare l’esoso ed enorme costo del Quirinale, ma Renzi ha preferito abolire il diritto democratico di eleggere i senatori creando per di più delle persone a mezzo servizio, che a metà tempo faranno i sindaci e nell’altra metà i senatori, per di più senza aver la potestà di legiferare sulle Regioni.

DISUGUAGLIANZE ITALIANE

Da Bolzano l’amico Gualtiero ha scritto una “lettera agli amici” che inizia con queste proemio funebre:
«Una storia, quella che stiamo vivendo, impossibile da giustificare. Mai tante distruzioni, assassini di gente inerme. Mai così promettente il mercato delle armi e delle bombe più sofisticate. Mai un’umanità tanto compromessa e sottomessa dalla paura, che rischia la vita solo perché vive. Ancora sporca per le guerre spietate sofferte con le barbarie degli ultimi quattro secoli.
Per quanto dovremmo ancora vedere resoconti di bambini uccisi o accovacciati nel tunnel di una metropolitana, o arenati dal mare, o sottratti dalle macerie della loro casa, o di donne che fuggono verso il nulla? La nostra, è paura o ignavia?
Sono le disuguaglianze a produrre fame e terrorismo».
A conferma che la sua lettura della nostra attuale situazione non è dettata da pessimismo personale….

La Giustizia Civile (durata dei procedimenti per numero di giorni)
PAESI Durata
in 1° Grado Durata

in Appello Durata
in Cassazione Durata Totale
Svizzera 131 142 95 368
Francia 274 343 333 950
Spagna 272 189 316 778
Portogallo 425 120 90 635
Svezia 186 117 225 528
Giappone 107 114 146 368
Italia 564 1.113 1188 2.865
(La fonte: Rapporto Ocse, Giustizia civile: come promuoverne l’efficienza?Giugno 2013, pag. 12)

La Corruzione

PAESI (Dal meno al più corrotto) INDICE
1- Danimarca 92
2- Nuova Zelanda 91
12- Germania 79
19- Stati Uniti 74
26- Francia 69
39- Slovenia 58
47- Ungheria 54
64- Turchia 45
69- Italia 43
100- Cina 36
136- Russia 27
145- Kenya 25
150- Paraguay 24
175- Somalia 8

(La fonte: Transparency International, Corruption Perception Index 2014, 3 Dicembre 2014 – La classifica comprende 175 paesi)
Mafia e corruzione sono piaghe infami del nostro paese. Le cifre annuali dei rispettivi business sono letteralmente da capogiro:
 150 miliardi per le mafie (grazie all’accumulazione dei capitali il¬leciti derivanti tra l’altro dai traffici di droga, armi, rifiuti tossici, esseri umani, appalti truccati e via seguitando);
 60 miliardi la corruzione, 1.000 euro l’anno per ogni cittadino italiano, neonati compresi, una tassa pesante, vergognosa e occulta.
 Per evasione fiscale siamo il terzo paese al mondo, dopo Messico e Turchia, con un gettito che Confcommercio, nel 2012, ha calcolato in 155 miliardi di euro.
 La media europea di consumo del suolo è del 2,8%, da noi è del 7,3 % (cfr. Ispra, marzo 2014): un dato devastante in sé e soprattutto per le nefaste conseguenze che ne derivano sul piano idrogeologico.
 La disoccupazione giovanile supera il 44% (media europea 22,5%).
 Per investimenti in cultura siamo ultimi in Europa. La ricerca praticamente non sap¬piamo più che cosa sia. La fuga dei cervelli è una slavina inarrestabile.
 Le imprese che chiudono sono purtroppo sempre più numerose, e di quelle ancora relativamente in salute fanno sovente incetta investitori stranieri.
 Aggiungiamo ancora che la Banca mondiale, nella classifica dei paesi in cui conviene investire, colloca il nostro paese agli ultimi posti su 189 paesi esaminati a causa della inefficienza della giustizia (cfr. World Bank Group, Doing Business 2015).
..
Castarolo
Chi si arricchisce nella finanza vede sempre bene ogni evento che sottrae sovranità ai popoli e ai lavoratori. Si rallegra di ogni evento disastroso per i popoli (guerre, carestie, disastri, dittature e democrature ecc.) che permettono illeciti arricchimenti, anatocismi, grossi interessi ed espropriazioni o regalie di beni reali pubblici e di partite attive dei popoli o degli stati stessi o di risorse del territorio. Loro si arricchiscono solo se vi é un sostanziale peggioramento del tutto.
Il libero mercato é un sistema intrinsecamente instabile, tendente alla deflagrazione distruttiva dopo che si é innescata la reazione a catena.
Sono stati elementi di moderazione della reazione distruttiva la concorrenza comunista, la chiesa cattolica, i movimenti dei lavoratori, la democrazia, il welfare, la cultura, l’ecologismo. Ora che si son aggirati tutti questi elementi di moderazione e che la sinistra non esiste più, e sono stati messi all’angolo i sindacati, i diritti costituzionali e il welfare e che le leggi a tutela degli interessi dei cittadini sono stati aggirati con trattati internazionali lesivi della sovranità dei popoli, la reazione accelera sempre più verso la sua piena distruttività. La controriforma di Renzi serve a questo scopo, allo scopo di chi si arricchirà sul fallimento dell’Italia.
..
Eduardo Galeano
Veniamo da un uovo più piccolo di una testa di spillo, e viviamo su una pietra che gira intorno a una stella nana e che, contro questa stella, prima o poi, si scontrerà. Tuttavia, siamo stati fatti di luce, oltre che di carbonio, ossigeno, merda, morte e altre cose e, in fin dei conti, siamo qui da quando la bellezza dell’universo ha avuto bisogno di essere vista da qualcuno”.

PIU’ PIL PER TUTTI
Lucio Garofalo

Il Prodotto Interno Lordo indica un dato statistico assolutamente falsato, nel senso che è distorto e manipolato ad arte dai vari “istituti di ricerca” (che non sono affatto indipendenti) ad uso e consumo delle élite eurocratiche dell’alta finanza: la Trojka, la Commissione Europea, la BCE, il FMI. La stima del PIL è un esercizio che giova soprattutto alle oligarchie capitaliste che hanno l’interesse a massimizzare costantemente i loro profitti. Infatti, il prodotto interno lordo non è mai distribuito in modo equo tra le classi sociali di una nazione. Un Paese come la Cina, che vanta il più alto PIL del mondo, possiede oltre un miliardo di poveri. In Spagna il PIL è ritornato in una percentuale positiva, ma in realtà sono cresciute le cifre che segnalano il livello della miseria e della disoccupazione ad esclusivo discapito delle fasce sociali più indifese. In Italia, da anni gli indici ed i calcoli relativi al PIL nazionale sono in una fase recessiva, eppure gli utili del grande capitale (cioè quello che comanda sul serio nell’economia internazionale, ovvero i circoli dell’alta finanza, le principali banche d’affari, i grandi gruppi multinazionali) sono schizzati a livelli record e ai massimi storici. Come mai? Non occorre essere esperti in materia di economia per capire che i conti non quadrano. È evidente che interviene qualcosa (o qualcuno, dall’alto) che non fa quadrare bene i conti. Nel senso che le statistiche economiche vengono costantemente manipolate ad arte a palese vantaggio di chi ci guadagna, cioè a profitto di alcune minoranze politicamente egemoni e dominanti, le oligarchie finanziarie che detengono il controllo dei settori nevralgici del potere: economia, politica, mass-media “mainstream”, banche centrali, atenei universitari, accademie scientifiche più prestigiose, ivi compresi gli istituti di ricerca che si occupano di diffondere i dati ufficiali relativi al PIL. Inoltre, la democrazia formale (delle istituzioni liberali-rappresentative borghesi) non è un elemento in grado di arginare la violenza dei mercati azionari. La memoria collettiva della gente, si sa, ha un raggio di azione estremamente corto e scarsamente duraturo. All’indomani del fragoroso crack finanziario del 2008 si levò un coro unanime di voci “indignate” ai vertici delle principali istituzioni politiche internazionali (in primis cito il presidente degli Stati Uniti) per reclamare interventi volti a regolamentare e “moralizzare” i meccanismi della finanza globale, percepita come “rea e perversa” e additata quale capro espiatorio del dissesto economico di intere nazioni. Si invocarono misure tese ad arginare il cinismo e la sfrenatezza dei mercati speculativi, introducendo imposte fiscali sulle rendite azionarie e le transazioni finanziarie, per impedire che le attività speculative continuassero ad attrarre plusvalore sottraendolo all’economia reale e produttiva. Da allora sono trascorsi ben otto anni, ma nessuna proposta politica degna di tal nome è stata adottata in tal senso. Né poteva essere altrimenti, considerando le interferenze che le élites finanziarie sovranazionali sono in grado di esercitare nei confronti delle autorità politiche, ricorrendo a qualsiasi mezzo, ad espedienti spregiudicati e criminali, per limitare e condizionare la sovranità o l’autonomia decisionale di enti ed organismi eletti democraticamente. Pertanto, cianciare ancora di “democrazia” quando tale istituzione di governo è destituita di ogni principio e fondamento, non ha più senso. Forse acquisterebbe un valore concreto solo se si riuscisse a rilanciare o rinvigorire il funzionamento della democrazia a partire dal basso, allestendo canali e strumenti di controllo e di partecipazione diretta delle masse popolari ai processi politici decisionali. Insomma, rivoluzionando radicalmente l’attuale assetto socio-politico-economico internazionale. Se la recessione economica degli ultimi anni “vanta” un merito, esso consiste probabilmente nell’aver messo a nudo tutte le insanabili contraddizioni insite nell’ingranaggio capitalistico, rivelando la sua irriducibile ed essenziale indole autoritaria. Una matrice che è assolutamente incompatibile con i valori della sovranità democratica e popolare e qualsiasi forma di legalità costituzionale e di civiltà giuridica.
..
masadaweb.org

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