Nuovo Masada

luglio 21, 2016

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:56 am

MASADA n° 1780 21-7-2016 IL SOGNO DEL RAGAZZO EBREO CHE ANDO’ NELL’AL DI LA’
Blog di Viviana Vivarelli

La realtà è fatta della materia dei sogni.

Vivendo, noi passiamo di vita in vita come da sogno a sogno. Solo quando ci sveglieremo usciremo dal ciclo delle vite e ci sveglieremo da tutti i sogni“.

« Il Creatore del mondo e di tutte le anime sa quello che accadde tra gli individui nelle vite precedenti »
Zohar

O giovane… sappi che se divieni peggiore andrai in un’anima peggiore, e in un’anima migliore se migliorerai, e in ogni successione di vita e di morte farai e soffrirai ciò che il simile ha del simile. Questa è la giustizia celeste…”. “Anime effimere, una nuova generazione di uomini comincia adesso il ciclo di esistenze terrene, il vostro destino non vi verrà assegnato a caso, ma dovrete scegliervelo voi stesse.” “L’anima essendo immortale, essendo rinata più volte, e avendo visto tutte le cose che esistono in questo mondo e nell’altro ha conoscenza di tutte.”
Platone

Prima di quella vita, o Dio della mia gioia, io esistevo già in qualche altro luogo o altro corpo.”
S. Agostino
.
Se potessimo scorgere noi stessi e gli altri oggetti quali essi sono in realtà, ci vedremmo in un mondo di nature spirituali: la comunità alla quale apparteniamo, che non ha avuto inizio con la nostra nascita, né avrà fine con la morte del nostro corpo
Kant
.
La dottrina della reincarnazione dà una ragion d’essere, secondo la giustizia e la logica eterna, ai mali spaventosi come alle felicità più desiderate. L’idiota ci sembrerà spiegabile,
se pensiamo che la sua imbecillità, di cui ha semi-coscienza e di cui soffre, è la punizione d’un suo uso criminoso dell’intelligenza in altra vita
”.
Éduard Schuré
.
Tutti noi torniamo: questa certezza dà un significato alla vita e non ha alcuna importanza il fatto che in una incarnazione successiva si ricordi o non si ricordi la vita precedente. Quello che conta non è l’individuo e il suo benessere, ma la grande aspirazione al perfetto e al puro che avanza in ogni incarnazione”.
Gustav Mahler
…………………….
Noi non sappiamo cosa ci sia nell’al di là e anzi la nostra religione proprio non ne parla, rimandando tutto a una fumosa resurrezione dei morti la cui credenza anzi è stato un elemento essenziale della fede cristiana fin dalle sue origini.
«Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi » (Rm 8,11).
Fin dagli inizi, la fede cristiana nella risurrezione ha incontrato incomprensioni ed opposizioni. « In nessun altro argomento la fede cristiana incontra tanta opposizione come a proposito della risurrezione della carne ». Si accetta abbastanza facilmente che, dopo la morte, la vita della persona umana continui in un modo spirituale. Ma come credere che questo corpo, la cui mortalità è tanto evidente, possa risorgere per la vita eterna?
In realtà la fede cristiana non dice quasi nulla sull’al di là, a differenza di altre filosofie o religioni che invece se ne occupano ampiamente.
Una di queste, il lamaismo tibetano, insegna addirittura a vivere la vita come una preparazione alla morte. “Il pensiero della morte è costantemente presente al praticante tibetano. Ma, questo pensiero lungi dall’essere triste o morboso, è un incitamento a utilizzare ogni momento dell’esistenza per realizzare la trasformazione interiore, a non sprecare un solo istante della nostra preziosa vita” (Matthieu Ricard).
La morte è’ vista come un bene, perché’ con essa possiamo sperare di uscire dalla ruota delle vite che ci costringe a una rinascita. Anche il Buddhismo aiuta ad avere una morte serena e prepara ad essa per tutta la vita.
La morte è parte della vita, è un passaggio da una condizione dell’essere a un’altra. Con la morte nulla finisce definitivamente e altre cose iniziano. In Tibet questo passaggio da una vita a una fase in cui si è nell’al di là per rientrare poi in un’altra vita è chiamata ‘Bar-do’, ponte, situazione intermedia tra una esistenza a un’altra. Compito della religione è aiutare il fedele a non aver paura della morte e ad attraversare il passaggio con serenità.
C’è un testo sacro tibetano che aiuta a morire con un apposito rituale, Bar-do Todol , “Il grande trattato sull’esistenza intermedia che conduce alla salvazione per il solo fatto di sentirlo recitare“. Si pensa che recitare questo testo aiuti il passo che ci porta fuori da questa vita verso la liberazione totale dal ciclo delle rinascite.
Questo libro fu conosciuto in Europa nel 1927 e venne chiamato ‘Il libro tibetano dei morti’. Non somiglia al ‘Libro dei morti’ egizio, perché Tibetani e Egizi hanno una concezione diversa della morte; gli Egizi erano convinti che l’anima potesse andare verso l’Oltretomba solo se il corpo non si corrompeva, perciò mummificavano i corpi dei Faraoni e degli alti dignitari, in Tibet invece il cadavere non è nemmeno inumato a causa del terreno roccioso, viene bruciato o fatto a pezzi e abbandonato sulle alture affinché gli uccelli lo mangino, natura che torna natura. Il corpo deve essere abbandonato per permettere all’anima di iniziare una vita nuova.
Gli stati di bardo (passaggio) sono molti, la morte è uno di questi, è la condizione che collega la morte di un uomo alla sua rinascita oppure alla sua liberazione dalla catena delle nascite. Ciò che chiamiamo vita terrena, per i tibetani, è un’illusione mentale. Noi sogniamo e il nostro sogno ci sembra realtà; la vita terrena è un sogno da cui possiamo svegliarci, comprendendo di colpo la natura illusoria di ciò che crediamo vero. La maggior parte degli uomini non lo capisce, ma il santo ha avuto l’esperienza del risveglio, ha sperimentato una realtà più vera, dove la sua coscienza è diventata pura luce, è ‘il risvegliato’, ‘l’illuminato’. Ma chi è immerso profondamente nel sogno della vita stenta a credere che la realtà sia illusoria e potrebbe non svegliarsi mai da questa illusione; è così profondamente addormentato che la sua coscienza passa da un’esistenza a un’altra come si passa di sogno in sogno.
I sogni del mondo sono proiezioni mentali disposte lungo fasce vibrazionali, anche se apparentemente dotate di grado diverso di realtà ovvero di coscienza. Solo chi si sveglia da ogni sogno esce da tutti i mondi illusori, umani, demoniaci o angelici, e se ne libera vedendoli come proiezioni offuscate di una realtà più grande.
Appena il corpo muore, si aprono davanti alla coscienza due vie.
-Una è la luce abbagliante e incolore, l’essere assoluto, che balena a tratti come la luce dell’alba nel sonno profondo dello spirito addormentato e, se la coscienza sceglie quella via, si sveglia per sempre e non rinasce più, esce dal Samshara, dal ciclo delle vite. Solo gli Eletti, che non hanno più propensioni kahrmiche, sono in grado di farlo.
Più volte la Chiara Luce assoluta balena dinanzi alla coscienza, il primo momento è subito dopo il decesso, ma è così abbagliante da spaventare e solo i santi e gli asceti, che hanno la vera conoscenza vanno verso di essa, attratti dalla luce calda e piena di amore, ormai noncuranti della vita che lasciano, facendo cadere la vana architettura della Maya con tutte le erronee apparenze del mondo.
Ma se questo non accade, si ha una nuova reincarnazione nel mondo terreno, con tutti i suoi colori e seduzioni; in quel caso la coscienza non ha svelato l’inganno della Maya, ha attivato nuove forze kahrmiche che la riportano al sogno terreno.
Secondo il rituale tibetano, lo stato intermedio della morte o permanenza nell’al di là dura da 7 a 49 giorni. Ma ‘giorno’ è un tempo astratto e 7 e’ numero simbolico che indica un ciclo compiuto. Nel momento della morte, il corpo si disfa e il respiro cessa, ma la coscienza resta. Ed entra in un questo stato intermedio in cui deve scegliere se salvarsi o rinascere.
Nel Bar-do della morte la coscienza da una parte è attratta dalle propensioni kahrmiche già note verso una nuova vita terrena, dall’altra è folgorata per brevissimi istanti dalle vibrazioni della coscienza essenziale, luce abbagliante. Le vibrazioni del Kahrma possono apparire in modo simbolico, come divinità, entità o figurazioni che si manifestano nella forma delle divinità così come era pensate nella cultura religiosa del soggetto.
Nei giorni dell’esistenza intermedia tra una vita e una rinascita possono accadere cose diverse ad ognuno. Gli yogi superiori unificano direttamente la loro energia con quella assoluta e si dissolvono nel “Corpo d’arcobaleno”. Gli altri hanno sorti diverse, c’e’ chi ha già elaborato la conoscenza salvica e vede con occhi limpidi e sicuri, e chi è offuscato dalla materia e ha intelligenza greve e vista opaca.
Se la coscienza sceglie la luce primigenia, il suo folgoramento brucia ogni scoria di illusione e ogni esistenza scompare, si diventa Buddha, risvegliati. Altrimenti il Bar-do continua, e tutto il resto del tempo è un periodo di gestazione, un travaglio lento e oscuro, come la notte che precede l’alba.
Quando l’anima si reincarna, dimentica quasi totalmente la vita o le vite precedenti. Solo nei bambini o in certi sensitivi permangono tracce di ricordi o queste si accendono casualmente di fronte a certe esperienze o in certe situazioni. In genere sono soprattutto i bambini a presentare memorie di altre vite e in India, o nei Paesi dove si crede alla reincarnazione, questi bambini sono interrogati e seguiti e si cerca un riscontro di quanto dicono di ricordare, spesso con risultati spettacolari. Le approfondite ricerche del Dr. Ian Stevenson e i suoi libri su questo argomento sono ben noti.

Leggi
http://camcris.altervista.org/butreincar.html

In occidente, dove la reincarnazione non fa parte del credo religioso, questo non avviene e si ascrivono le eventuali memorie dei bambini a fantasie o sogni. Eppure la reincarnazione fece parte del cristianesimo per i primi tre secoli, poi fu espunta come eresia nel Concilio di Nicea per distinguere la nuova religione dal paganesimo.
Credono nella reincarnazione alcuni miliardi di persone: induisti, giainisti, sikkhisti, buddhisti anche se questi ultimi parlano piuttosto del karma, come azione che perdura, infine varie religioni africane, filosofie e movimenti religiosi, ma ci credono anche molti agnostici contemporanei, specialmente coloro che hanno ricordi di vite precedenti o che hanno vissuto l’esperienza del ritorno dalla morte (per es. casi moderni di infartuati)..
Credeva nella reincarnazione anche il filosofo austriaco Rudolf Steiner e più recentemente la reincarnazione faceva parte del coacervo di teorie della New Age.
In genere chi crede nella reincarnazione pratica la cremazione nella convinzione che lo spirito del defunto dopo la morte si stacchi dal corpo e possa quindi essere distrutto dal fuoco.
Secondo Steiner, il corpo astrale e l’Io, dopo il distacco del corpo etereo, rimangono insieme ancora per un periodo di purificazione e vanno nel paese dello spirito, che a sua volta è strutturato in modo complesso; nel periodo tra morte e reincarnazione non si fermano al livello spirituale che avevano raggiunto al momento della morte fisica, ma continuano a progredire sotto la guida di entità superiori. Alla fine dell’ esistenza terrestre, Steiner vede un uomo nuovo: «Una volta sviluppato, l’uomo completo e superiore involucro astrale sarà purificato a tal punto che sarà diventato allo stesso momento Manas o spirito puro; l’involucro etereo sarà purificato a tal punto, che sarà contemporaneamente spirito vitale o Buddi; e il corpo fisico sarà trasformato a tal punto che, allo stesso modo in cui sarà corpo fisico, sarà anche uomo spirituale o Atma» (R. Steiner, Das Johannes-Evangelium, 10 ed, Dornach, 1981, p. 129).

In base al pensiero antroposofico, è compito dell’educazione fornire un aiuto alla reincarnazione perché l’uomo non eredita una costituzione predeterminata, piuttosto deve elaborare tutto il corso delle vite terrestri precedenti. Compito degli educatori è quello di favorire uno svolgimento della vita conforme al karma.

Ho riportato tre memorie di vite precedenti nel Masada n° 1183, ‘Reincarnazione’,
https://masadaweb.org/2010/08/22/masada-n%C2%B0-1183-22-8-2010-reincarnazione/

E ho raccontato delle comunicazioni con mio marito, dopo la sua morte, nel Masada n° 1733, ‘La morte bella’. Ma oggi vorrei riportare la testimonianza di un ragazzo ebraico.
Non ho elementi per valutare la veridicità di questa testimonianza e il web è pieno di filmati simili, alcuni decisamente bizzarri e altri evidentemente falsi e costruiti come film, qualcuno sarà una testimonianza autentica ma non è dato sapere quale. In genere mancano le fonti.

Questo video che presenta vari punti di interesse mi è stato mandato da Ale.

Se il video non appare, cercatelo su google a

Ragazzo di nome Natan muore e torna in vita per parlarci del Giudizio e degli avvenimenti futuri
In verità il video è formato da tre parti.
E’ lunghino (38 minuti) e abbastanza curioso. E’ la testimonianza di un ragazzino ebreo di 15 anni che dice di essere morto, di essere andato nell’al di là e fa una testimonianza lunghissima (evidentemente nell’al di là il tempo è diverso ma anche nei sogni il tempo lo è) durante 15 minuti di assenza da questa Terra. La testimonianza è corredata da una profezia abbastanza improbabile, come sono del resto quasi tutte le profezie.
Non faccio nessun commento, ve lo segnalo solo perché le reazioni dei miei amici sono state abbastanza vivaci e diverse tra loro.

La prima cosa strana per noi è che i saggi rabbini del video non solo non prendono la narrazione del ragazzino per un incubo o una fantasia onirica ma l’ascoltano con molta serietà e la confrontano con altre profezie, cosa che non sarebbe mai avvenuta con dei preti o vescovi cristiani, notoriamente molto scettici su testimonianze simili e solitamente portati a credere a truffe o fantasie allo stesso modo se non di più degli pseudo studiosi del Cicap.
L’altra cosa curiosa è che mescolati ai saggi rabbini che ascoltano ci siano molti bambini, e anche questo non accadrebbe in un contesto cristiano.

Il protagonista di questo sogno o visione sull’al di là ha solo 15 anni e ha la semplicità, l’immediatezza e anche i modi espressivi di un quindicenne, ma quello che racconta è grandioso e terribile e anche lunghissimo in un tempo non tempo fittamente popolato da visioni.
Il suo racconto somiglia in alcuni punti a tutte le visioni di chi è morto e ritornato. In altri riporta credenze, simboli e riti dell’ebraismo.
Per esempio ci sono riferimenti al tzitit, che è una frangia intrecciata che si porta attaccata alla veste, secondo il comando di Numeri 15,37-41, quattro fili doppi e annodati, uno è azzurro o viola, e ricordano le quattro lettere di Jahvè.

Curioso il riferimento al Messia, adducendo che lo stesso comunque non è mai morto (Gesù infatti ha sconfitto la morte resuscitando).
Ancora più curioso che la profezia dica che proprio Obama attaccherà Israele, visto che gli USA hanno sempre protetto Israele e che comunque sia Obama finisce il suo mandato a novembre e da gennaio lascerà tutti i suoi poteri, consegnando al successore la Casa Bianca.
Aòe scrive: “Ricordiamo che in ogni visione o profezia tutti i gruppi religiosi di matrice monoteista tendono a rappresentarsi come un agnello sacrificale che viene attaccato dai nemici per poi essere salvato. In questo caso Israele verrà attaccata da tutti e poi verrà salvata dal Messia. Anche i Testimoni di Geova dicono che vivranno tribolazioni prima dell’avvento del Messia, gli Avventisti idem, e così gli Islamici e i cattolici.
Sembra molto difficile che entro l’inizio del prossimo anno accadano i fatti profetizzati, e tuttavia questa testimonianza di premorte ha una sua natura ugualmente interessante, per capire cosa c’è dopo la morte terrena.

Il libro tibetano dei morti (bardo Todol) dice che nella prima fase di permanenza nell’al di là vedremo l’energia sotto la forma simbolica delle divinità o delle religioni che abbiamo pregato in vita, per cui tutto torna. Ogni mistero verrà tradotto in forma storica secondo le modalità in cui lo abbiamo imparato. Ma tutte queste forme andranno poi abbandonate per qualcosa di diverso
Ha ragione mio marito (defunto) quando mi dice: “Tu non hai gli strumenti per capire. E dunque?
Cerchiamo di capire qualcosa nell’al di qua che è pure un bel mistero :-)) e dove pure mi pare che non siamo molto favoriti negli strumenti del capire
🙂

Gog e Magog indicano una terribile guerra mondiale che si scatenerà intorno ad Israele, un sistema di distruzione portato da uomini nemici degli uomini, un terribile disastro basato su una filosofia perversa che farà soffrire il mondo intero
L’Apocalisse recita testualmente “… Satana sarà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni, Gog e Magog”.
La profezia ebraica di Gog e Magog si riferisce a una grande guerra mondiale avente come epicentro la Terra Santa e Gerusalemme, ed appare per la prima volta nel Libro di Ezechiele. Arutz Sheva li enumera: «Da una parte ci sono Israele, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania. Dall’altra ci sono Iran, Russia, Cina, Siria e Corea del Nord». Il Bene e il Male, le due schiere pronte per l’Armageddon.
L’inserimento della Russia fra le potenze armate delle Tenebre, spiega serissimo Arutz Sheva, è giustificato ancor più dalla dichiarazione di Putin a Teheran, che «ha deplorato il rifiuto degli USA di escludere l’uso della forza».
Come dice il mio amico Sauro, dicembre è vicino, e si fa presto a dare a questa profezia il valore che finora hanno avuto tutte le profezie millenariste sulla fine del mondo o sulla terza guerra mondiale: cioè zero.

Le frange (tzittzit) servono per adempiere il comandamento espresso dalla Torah: “metterai delle frange alle quattro estremità del mantello con cui ti copri” (Libro del Deuteronomio 22:12).

Il talled è lo scialle della preghiera, un telo rettangolare, solitamente di lana, seta, lino o cotone ma anche in fibra sintetica, di varie grandezze, più o meno decorato e dotato obbligatoriamente di frange ai quattro angoli e solitamente anche sui due lati più corti.
Le frange, tzittzit, sono formate da quattro fili doppi, in modo da risultarne otto, uno dei quali più lungo, che si avvolge intorno agli altri; sono legate in un determinato numero di nodi, corrispondente al valore numerico delle lettere che compongono il nome di Dio o (in base ad altri usi) al valore numerico dell’espressione “Adonài Echad” (“il Signore è uno“).
Tra gli ebrei ortodossi il talled viene indossato dai maschi (le donne sono esentate da questa Mitzvah) che hanno raggiunto la maggiore età, cioè che hanno compiuto 13 anni, età in cui l’ebreo diventa Bar mitzvah, figlio della legge, e assume l’obbligo di obbedienza ai precetti. Abitudine e buon uso è fare indossare il tallit qatan anche ai bambini per abituarli all’osservanza ed alla conoscenza delle mitzvot.

Malgrado le molte incertezze destate dal video, il ragazzino resta molto simpatico con tutti i suoi WOW!
..
Circa i rapporti dell’ebraismo con la reincarnazione, è da dire che questa non è presente nella Torah scritta e non esplicita nel Talmud, tuttavia se ne parla nella Qabbalah, la componente mistico-esoterica della religione ebraica. Nel parla nel 1500 Arizal che indica diverse anime che possono reincarnarci nella stessa persona e dice che non tutti gli uomini sono soggetti alla reincarnazione, e con essa avviene una rettificazione delle anime che può avvenire in più vite. Arizal presenta una teoria della reincarnazione delle anime detta “ghilgulim”. Per es. se un’anima purificata ha trascurato qualche obbligo morale religioso nel proprio cuore, deve ritornare alla vita terrena per placare tale “oblio”. Altre volte, l’anima defunta di un uomo liberato dai peccati, discende ancora sulla terra per supportare un’anima debole che “si sente inadeguata” nel proprio compito. Secondo l’Arizal l’uomo porta sulla sua fronte un segno/segni attraverso il quale si può imparare la natura della propria anima: a quale classe e grado appartiene; il rapporto esistente fra essa e il mondo superiore; gli spostamenti che ha già compiuto; il mezzo attraverso il quale l’anima può contribuire alla costituzione del nuovo sistema morale del mondo; come può essere liberata dalle influenze malvagie e seguire solo il bene.
Ci sono molte ricerche sui bambini che ricordano, in particolare fino ai sei anni, come ci sono tecniche, ipnotiche o di rilassamento, che portano a ricordare vite precedenti.
(Ne parlo nel mio libro ‘Una seconda possibilità’, capitolo 17)
https://masadaweb.org/2014/09/16/masada-n-1572-16-9-2914-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-17/
Abbiamo una letteratura molto ampia su bambini di ogni luogo, classe sociale e religione. Si vede che possono persistere ricordi soprattutto nei primi sei anni di vita e spesso i riscontri sono stati stupefacenti.
Secondo la testimonianza di Jim B. Tucker, i bambini analizzati non usano mai l’espressione “vita precedente” pur descrivendo con chiarezza ciò che sarebbe loro avvenuto in passato. Un bambino turco, per esempio, avrebbe fornito molti dettagli circa la sua famiglia passata residente nella città di Istanbul, che si trovava molto lontano dal luogo dove abitava adesso, aggiungendo particolari di parenti avuti in passato, citando i loro nomi armeni assieme ai relativi indirizzi di casa. Ricordava anche i nomi della moglie e dei figli. Tucker avrebbe notato che nel 70% dei casi i bambini ricordano morti avvenute soprattutto in circostanze non naturali, quali incidenti, episodi traumatici improvvisi e morte violenta.
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http://masadaweb.org

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