Nuovo Masada

luglio 7, 2016

MASADA n° 1777 7-7-2016 APOCALISSE EUROPA?

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:22 am


(Gabriele Arruzzo)

MASADA n° 1777 7-7-2016 APOCALISSE EUROPA?
Blog di Viviana Vivarelli

(Nelle immagini: Apocalissi)

Cosa accade ai partiti europei – La falsità dei media- La riforma è un autogoal-Avanza la crisi dell’Ue – Il M5S sorpassa il Pd – L’Italia ha troppe leggi – Ma davvero la Brexit sarà una Apocalisse? – Cambio lira-euro – Sul reddito minimo di cittadinanza (Gilioli) – Ma qual è la posizione del M5S su Ue e zona euro? – Crollo delle banche italiane – Dividiamo banche di risparmio da banche di investimento! – La comunità che si autorigenera

L’Europa? Una tragedia greca.
(Jean Paul Fitoussi)

Adottando l’Euro, l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica.
(Paul Krugman)

Un’unità politica può aprire la strada per un’unità monetaria. Un’unità monetaria imposta sotto condizioni sfavorevoli si dimostrerà una barriera per il raggiungimento dell’unità politica
(Alan Friedman)

«Con l’Euro lavoreremo 1 giorno di meno guadagnando come se lavorassimo 1 giorno di più». La supercazzola. (L’ha detta Prodi)

L’Europa è la prosecuzione della politica con altre banche.
(Ellekappa)

La Germania ha portato rigore nell’area euro. Probabilmente anche rigor mortis.
(Fragmentarius)

Italia fuori dall’Euro? E dove delocalizza?
(Fragmentarius)


In Europa un giovane su 4 disoccupato”. Gli altri tre, invece, sono disoccupati in Italia.
(Fabio Corigliano)

Mario Draghi: “L’euro è irreversibile”. Lo diceva anche Lorenzo de Medici del fiorino.
(Fragmentarius)

Il microscopio più potente d’Europa è italiano. Servirà a vedere i segni della ripresa economica
(konrad k. schubert, Twitter)

Spero di non uscire MAI dall’Euro, sarebbe un casino inserire nel carrello della spesa 1936,27 lire.
(CPrestori, Twitter)


(Massimiliano Bernardi)

COSA ACCADE IN EUROPA
Viviana Vivarelli

Anche Farage dopo il referendum ha presentato le sue dimissioni come Cameron, resta il fatto che quando i referendum si perdono le dimissioni sono quasi d’obbligo, lo sono meno quando si vincono. Per le abitudini inglesi, perdere è un buon motivo per farsi da parte. In Italia la colla al potere è demoniaca, e, per uno attaccato al potere come Renzi è inquietante. Intanto Renzi ha rifiutato tassativamente che qualcun altro diventi Presidente del Pd, per tema di concorrenti visibili e per brama assolutistica potere di monocratico, poi si è rimangiato il proclama secondo cui a vittoria dei No si sarebbe dimesso e ora, dopo il crack delle amministrative e sondaggi in picchiata sul referendum, rimanda la sua cessione di potere a un congresso che lo sfiduci a larga maggioranza.
Bakunin diceva: “Due modi di esercitare il potere produrranno sempre grande corruzione: disprezzo per le masse e un esagerato senso del proprio valore.”
Il potere non sazia mai, è come una droga e richiede sempre dosi maggiori. Quando questa avidità di potere si accompagna ad una assenza di valori morali, l’attaccamento è immenso e ridottissime le sue possibilità di rinuncia. Chi dà la caccia al potere o al successo, lo fa per adeguarsi al proprio indice di strafottenza e di egomania. Ma in Italia non so cosa spaventi di più, se la vastità del potere corrotto che ci schiaccia o la nostra infinita capacità di sopportarlo.
Il Pd ha commesso l’errore storico di abdicare alla sua funzione di lotta al capitalismo e di tutela delle masse. Ha svenduto la propria primogenitura per la permanenza su una poltrona, rovinando le sue radici, i suoi valori, la sua dignità. Non merita dunque altro che il peggio. Renzi è orientato su una via demoniaca di autoritarismo e negazione della democrazia. E con la malefica riforma i suoi piani di centralizzazione dittatoriale dovrebbero essere chiari a tutti; purtroppo, quanto maggiore è il potere tanto più minaccioso è l’abuso e Renzi ha aperto grossi rischi sociali mettendo troppo centralismo senza contrappunti in mano ai suoi successori. Ma quando l’autorità abusa del potere merita solo la sconfitta.


(El Greco)

In quanto a Farage, voleva dimettersi già un anno fa. E, in genere, quando uno come lui lascia la sua professione è perché può scegliere qualcosa di meglio.
“Sta di fatto che, diversamente da Johnson, popolarissimo ma poco amato dall’establishment del suo partito, Farage non aveva praticamente rivali interni. Quindi nel suo caso non può esistere alcuna ragione politico-partitica che ne giustifichi le dimissioni, perché – da che mondo è mondo – un vincitore non si ritira mai prima di aver assunto la guida di ciò per cui si è battuto, se non altro per esser certo che il risultato non venga stravolto e rovesciato strada facendo.”
“Di fatto, i vertici della classe politica britannica sono azzerati (resiste a fatica il solo Corbyn, che non è mai piaciuto al suo partito ma che ha una solida base popolare, specie sindacale).”
“C’è in questo momento una vera e propria moria di leader pro-Brexit e pro Remain, con sullo sfondo l’immagine di Jo Cox, deputata laburista assassinata da un neonazista a pochi giorni dal voto (lei era per il remain, ma tutti si aspettavano che il suo assassinio avrebbe rovesciato la maggioranza, cosa poi non avvenuta per intero).”

Al momento si aprono molte variabili a cui si aggiungono la fragilità spagnola con la debolezza di Podemos, il nuovo ballottaggio austriaco con la minaccia tangibile di una dx estremista, l’euroscetticismo olandese, l’esito del referendum italiano di ottobre e altre variabili. Il quadro politico ormai è in un terremoto in cui può succedere tutto e il contrario di tutto.
Sicuramente eventi di rilevanza storica di stanno presentando e potrebbero minacciare l’attuale tenuta dell’Ue e quel turbocapitalismo finanziario che si sentiva troppo sicuro mentre avanzava inesorabile a schiacciare il proletariato, rubando beni e diritti, sostenuto da una classe politica spaventosa, vile e ossequiente (da Hollande a Renzi a Tsipras) pronta a svendere il proprio Paese e fare ogni sorta di danno al proprio popolo, e inutilmente questa si è buttata a fare del terrorismo per paura che i popoli si riprendano la loro democrazia. La peggiore dx europea (da Monti a Napolitano) tuona già contro il suffragio universale e chiede a gran voce l’eliminazione dei referendum.
Mentre la sx italiana ed europea muoiono in una debolezza spaventosa, unici in Europa, i 5stelle avanzano dritti per la propria strada facendo scegliere le leggi alla base popolare come da progetto di democrazia diretta.
“.. un filo nerissimo collega questa moria di leader e questa la sollevazione dell’élite contro le masse ignoranti, che va da una radicale messa in discussione del suffragio universale (basta riascoltare le dichiarazioni a caldo di Monti e Napolitano) alla riduzione generale dei diritti politici (a cominciare dal Jobs act italiano o dalla legge sul lavoro francese), ai divieti di manifestazione popolare, come è accaduto in Francia, alla threatening suasion verso variabili populiste facilmente riconducibili all’ovile. Un nemico ormai si aggira in Europa e lo chiamano populismo, ma sotto questa voce si agitano ideologie diverse, persino contrapposte, che tutte insieme attaccano il potere e che cambieranno bene o male lo status quo.
“Certo è che la democrazia parlamentare borghese non è più uno strumento utile per un capitalismo in crisi. Ed è tempo che anche gli euroscettici nazionalisti capiscano che non si stratta di un gioco per improvvisatori. Chi tocca l’Unione Europea muore. O comunque è meglio che si dimetta prima”…(Dante Barontini).


(Valentino)

Dopo Andreotti, Napolitano è la seconda anima nera che ha modificato in modo infame la storia del nostro Paese. Si dovrebbe processarlo come traditore della patria. Malgrado i suoi 91 anni, è un’erba velenosa che continuerà a far danno fino alla sua morte. E Renzi è chiaramente opera sua, un alter ego che egli ha imposto e usato per distruggere l’Italia e fare gli interessi dei grandi poteri finanziari che gli hanno pagato i 30 danari come a un Giuda. Basti pensare che ha ordinato che fosse Ministro delle finanze quello stesso Padoan a servizio del Fondo monetario che è stato incaricato dal turbocapitalismo USA di distruggere le economie di Argentina e Spagna e che poi è stato mandato da noi a distruggere la nostra democrazia e la nostra economia. A questo turpe progetto Napolitano si è venduto e, già prima di Renzi, aveva tentato con i 40 saggi di stuprare la Costituzione italiana, rompendo l’equilibrio dei poteri che è base di ogni democrazia e riducendone la democraticità, progetto poi passato da Monti a Renzi che lo esegue fedelmente.

LA FALSITA’ DEI MEDIA
A segnare un altro punto di scarsa serietà dei media italiani, abbiamo di nuovo Corriere e Repubblica (Unità ormai esce dalla pletora dei giornali di informazione per ridursi a libello di partito). Mentre Renzi sconfessa se stesso dicendo che è meglio cambiare l’Italicum (dunque non è il migliore sistema elettorale del mondo che non si doveva assolutamente cambiare, come aveva dichiarato), Corriere e Repubblica non trovano di meglio che insinuare che la ritrattazione non è di Renzi ma del M5S che ci guadagnerebbe a tenersi l’Italicum. Che ci guadagni è ovvio, visti gli ultimi sondaggi, ma è del tutto falso che il M5S si sia opposto a modifiche del sistema entrato in vigore il 1° luglio, in quanto il Movimento continua a ripresentare il proprio progetto democratico che garantisce governabilità ma anche democrazia. Per cui le affermazioni dei giornali sono del tutto false e servono solo a distogliere l’attenzione dei cittadini dalla condotta pregiudicata di Renzi. Si rigira la frittata! I nostri media continuano a sparare balle. Il risultato è che i blogger, invece di recriminare su Renzi che impone un sistema elettorale antidemocratico e cambia le carte secondo le proprie convenienze, criticano il M5S, che non ha cambiato nulla. Questa è l’informazione!! Il Nicaragua e la Moldova ci hanno superato sul piano della libertà di informazione, ora siamo scesi al 77° posto. Meglio di noi addirittura la Corea e la Tanzania.
La differenza sostanziale tra la legge elettorale di Renzi e quella dei 5stelle è che quella dei 5stelle è stata scelta dal suo elettorato punto per punto per salvare governabilità e democrazia, quella di Renzi è stata costruita (e ora certamente sarà modificata) dal Pd a tavolino per salvare il suo solo potere. Alla faccia della democrazia e del bene del Paese! Sulla differenza tra i due non c’è storia.
.
La GB è sempre stata attaccata alla propria autonomia e indipendenza a differenza dell’Italia che è stata svenduta a cani e porci da Monti-Letta e Renzi. La GB ha resistito in tutti i modi possibili all’ingresso in Europa. E, quando lo ha fatto, ha conservato tutti i propri vantaggi, la propria moneta, la propria banca nazionale (la Banca d’Inghilterra ha fatto sparire 800 miliardi del debito pubblico), i propri privilegi. La sua linea politica estera è sempre stata legata agli Stati uniti. Ovviamente, per motivi prettamente finanziari, la City ha votato Remain e avrà qualche perdita, ma il voto delle campagne e dei piccoli centri non è stato solo un voto nazionalista, ha bocciato anche le pratiche neoliberiste di Cameron che hanno peggiorato la vita della gente, per quanto abbiano votato Brexit anche molti manager dei super fondi per timore di un tetto ai superstipendi. Stupido sventolare il tetto della triplicazione delle tasse universitarie che è stata voluta da Cameron (in Gb il sistema scolastico è ferocemente difensivo dei privilegi di classe). La disinformazione dei media italiani è stata vergognosa.

Gin
L’Espresso, La Repubblica e lo stesso Scalfari dopo il Brexit sono in delirio, come tutto l’establishment fascistoide, e dicono e scrivono le cose più assurde e allucinanti, dagli insulti agli inglesi alle analisi sull’ignoranza
Esce allo scoperto la squadraccia, l’arma della pressione politica della lobby, populismo sistemico, certo non grezzo come altri, ma ancora più subdolo perché percepito come buono e giusto senza dir nulla, pappa pronta per l’elettore coi paraocchi ancora fermo alle categorie degli anni 80. Ed un unico obiettivo: l’inibizione della protesta. Ed erano gli stessi che qualche anno fa parlavano di morale, di democrazia, di etica.. con sermoni. Ma una volta al potere son diventati peggio di Berlusconi: Orwell e la banalità del male.
Il messaggio inglese da Radio Londra è stato chiarissimo: non c’è ricatto che tenga, non c’è paura, terrorismo, fatto di sangue che possa distogliere l’attenzione da questioni che riguardano la democrazia…e il nervosismo di Scalfari e R.S.I. è esploso
.
GABANELLI FOR PRESIDENT
Paolo De Gregorio

La questione RAI è un problema politico e di democrazia di prima grandezza. Dimostra come i cittadini siano presi in giro, e per di più con i loro soldi del canone, ricevendo invece di un pubblico servizio, l’arroganza della casta politica che esercita un potere assoluto, spartitorio, omissivo, diventato disinformazione di massa, estremamente simile alle televisioni private.
Questo sistema è irriformabile e solo una diversa visione politica del problema può portare ad un cambiamento radicale, che è vitale per la nostra democrazia che non possiede un contrappeso dalla parte dei cittadini, una “public company” televisiva, senza pubblicità, finanziata solo dal canone, dove i cittadini che la pagano, siano i soli azionisti con il potere di eleggere il Presidente (con tutti i poteri), in regolari elezioni da abbinare alle politiche o alle amministrative, tra personaggi indipendenti da economia, politica, religioni.
E’ necessario che sia dichiarato solennemente, chiaramente e giuridicamente, che la RAI è proprietà dei cittadini che autogestiscono, fuori dai partiti, una informazione che sia all’altezza di proteggerli da tutti gli inganni e imbrogli che il potere economico e politico tramano a loro danno, soprattutto per ciò che riguarda la salute, l’ambiente, l’alimentazione, l’economia e le banche. Una televisione che ci parli della realtà e non sia portavoce delle ignobili balle che raccontano i politici e della pubblicità che ormai è il fattore dominante del pensiero unico edonista e consumista.
E’ vero che internet ha rotto il monopolio dei media e dato la possibilità a molti di far circolare il proprio pensiero, ma vi sono milioni di persone che si affidano solo alla televisione, e questi milioni sono decisivi per vincere le elezioni senza che mai sia offerto loro un punto di vista serio, documentato, indipendente.
Comunque rimane lo scandalo che tutte le TV e la carta stampata sono in mano private o politiche, con la sola eccezione de “il Fatto Quotidiano” i cui giornalisti sono azionisti e proprietari della testata (che ha rifiutato il finanziamento pubblico) e a questo scandalo si aggiunge proprio il finanziamento pubblico alla editoria, senza il quale i tre quarti dei giornali cartacei fallirebbero (ma per aumentare le pensioni minime da fame i soldi non si trovano mai), alla faccia del liberismo tanto decantato, ma che trova tutti pronti a rapinare pubblico denaro.
.
LA RIFORMA E’ UN AUTOGOAL

La storia si ripete e non insegna mai nulla per cui diventa spesso la ripetizione stolta degli stessi errori. I pifferai di Brema andarono per suonare e restarono suonati. Così fu per Berlusconi con la sua legge fatta apposta per far vincere solo lui. Così si ripeterà per il furbissimo Renzi che resterà battuto dal pessimo Italicum e dall’infame e antidemocratico stupro di 50 articoli della Costituzione, che ha voluto fortemente per sbattere tutti gli altri fuori, in una megalomania egocentrica che la storia punirà.
“Anche se la capacità di imbrogliare è segno di acutezza e di potere, l’intenzione di imbrogliare è senza dubbio segno di cattiveria o di debolezza.” Lo diceva Cartesio e resta sempre vero.
Verrà il giorno in cui i furbi saranno schiacciati come l’aglio.
Finché non saremo governati da qualcuno che capisce che l’unico bene è il bene di tutti, non ci sarà speranza per lui come per nessuno. I troppo furbi periranno e i succubi non si salveranno finché non impareranno a difendersi con le loro stesse forze liberandosi dagli ‘Uomini della provvidenza’ che finora sono stati solo uomini del diavolo. E fingere che i partiti siano tutti uguali su un piano di menzogna, scorrettezza e corruzione, per cui si attacca l’avversario proiettandogli addissi i vizi propri, non solo è falso e meschino ma non salverà certo questo Paese.
.
AVANZA LA CRISI DELL’UE
L’Unione Europea è un regime che oggi massacra i diritti dei lavoratori, umilia la democrazia degli Stati membri, distrugge le Costituzioni nate dopo il fascismo. Saremo in grado di cambiarla?
La terza opzione tra restare in questa Europa e chiedere una uscita è migliorare l’Ue dall’interno, sempre che ciò sia possibile, vista la drastica posizione iperliberista e finanziaria, e sempre che il grande capitale finanziario e bancario sia messo alle strette da una situazione globale che alla fine danneggi anche il suo potere assoluto e si possa confidare sia nella democrazia emergente del popoli che nel crollo sistematico delle Borse e delle banche. In realtà la storia insegna che qualunque potere assoluto è destinato a crollare e spesso i poteri che non crollano si salvano perché cedono parte del loro assolutismo, trasformandosi. Ma lo permetterà la Merkel? O dovrà toccare qualche pesante rovina della Germania per cedere qualcosa dal suo trono finora inattaccabile?
Intanto la Gran Bretagna è in piena crisi partitica: Cameron si è dimesso, quello che doveva essere il successore, Boris Johnson si è ritirato, scalzato dal suo vice, Corbyn ha visto la rivolta contro di lui del Labour che ne invoca le dimissioni, Farage si è dimesso dell’Ukip, pur restano nel Parlamento europeo per sorvegliare la Brexit. Persino la storica Camera dei Lord non se la passa bene, da molto tempo si pensa di fare a meno di loro, passando (vedi vedi) ad un sistema bicamerale simile a quello che Renzi sta distruggendo. Ci sono Paesi che vanno avanti. Ci sono Paesi, come il nostro, che provano una specie di voluttà nell’andare all’indietro. ‘Cupio dissolvi’.
.
Non è stata la Gran Bretagna a volere il referendum ma Cameron, nella presunzione del suo successo elettorale, commettendo lo stesso errore di presunzione di Renzi alle amministrative o quando ha legato il referendum alla sua permanenza al Governo. Questi pseudo potenti non capiscono che nulla è meno duraturo del consenso dei popoli e che si può ingannare qualcuno qualche volta ma non sempre e alla fine quello che conta è la valutazione che ognuno dà sul suo benessere o malessere personale. Chi troppo in alto sal cade sovente precipitevolissimevolmente
Tiziano Terzani: “Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse! Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene! Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi!”
“In Spagna, alle seconda elezioni dopo 8 mesi, tutto resta confuso. L’ultima chicca era il mantra riciclato e scaduto di Podemos: «Restiamo in Europa per cambiarla» al che una buona parte degli Spagnoli ha detto: «Rendere l’intera Europa buona quanto la Grecia? — No, gracias». Ma non è forse la stessa frase di Di Maio? I 5stelle stanno facendo lo stesso errore? L’ultima versione del Movimento sarebbe che ora vuole restare in Europa e (non si capisce bene) forse anche nella zona euro “cercando di cambiarla da dentro” (con 17 parlamentare su 751?! La vedo dura. E’ persino peggio della minoranza Pd o della sx radicale che vuole cambiare il renzismo da dentro). A questo punto riusciamo ad essere d’accordo persino con Trump: “La globalizzazione ha aiutato l’élite finanziaria, lasciando a milioni di nostri lavoratori con nient’altro che la povertà e mal di cuore.” Come negarlo? E pensare che un simile massiccio punto di potere come l’iperliberismo “possa essere modificato da dentro”, mi spiace per i 5stelle, ma mi sembra una follia.
.
Annamaria
“Abbiamo sempre sostenuto dal 2013 che sull’euro si debba fare un referendum perché come ci hanno portato nell’euro senza decidere, oggi come cittadini dobbiamo decidere se restarci o andare via”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera Di Maio al suo arrivo al Festival del lavoro.
“Non abbiamo mai messo in conto -ha aggiunto- di andare via come M5S dall’Unione europea. Registro il fatto che un referendum sull’Ue è stato indetto dai conservatori, che non vengono chiamati populisti: quando noi proponevamo un referendum sull’euro venivamo chiamato populisti. Come sempre abbiamo anticipato le fasi storiche: per noi euro e Ue sono cose completamente differenti e proprio perché sganciando l’Unione europea e l’Italia dall’euro siamo in grado di sviluppare un’Unione europea più politica e vicina ai cittadini”, ha detto ancora Di Maio.”
http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2016/07/01/maio-referendum-per-decidere-uscire-dall-euro_S2qhGOBaNrh0jMJCoK70DK.html
Sono perfettamente d’accordo con Di Maio. Il problema non è L’Europa, ma l’euro, vero cappio mortale stretto intorno al nostro collo.
Dobbiamo lottare per liberarci da un simile cappio al quale ci hanno sottoposto senza consultarci e-cosa ancor più grave- senza informarci.

MA DAVVERO LA BREXIT SARA’ UNA APOCALISSE?

E’ grottesco sentire i vari politici italiani ed europei scatenati dopo il voto del popolo inglese. Veramente abbiamo sentito di tutto: cali del PIl inglese del 10%, aziende che dovrebbero fuggirsene dall’oggi al domani, scissioni certe del capitale internazionale del Regno Unito, caos e distruzione. Si aspettava anche annunci di invasioni di cavallette, pioggia di rane, e, soprattutto bombardieri Ju 88, He 111 e Do 17, scortati da Me 109, in rotta per radere al suolo Londra (i BR 20 inviati da Renzolini si sono persi lungo il percorso..). Juncker e la Merkel fanno la voce forte e richiedono l’immediato avvio di un rapido percorso di uscita con l’attivazione dell’articolo 50 del TFUE. Invece il Governo britannico pare abbia un’idea diversa: intanto le dimissioni di Cameron impongono la scelta di un nuovo primo ministro e ci vorranno 3 mesi solo per questo. Nessuno può obbligare Cameron ad andarsene prima né si può cacciare dell’europarlamento i parlamentari inglesi prima del termine dei negoziati, per cui fa bene Farage a restare sul posto sorvegliare la situazione. L’art. 50 sarà attivato solo quando gli accordi bilaterali UK-UE saranno a buon punto. Se a Bruxelles ci fossero dei problemi, la GB attiverà trattative con i singoli stati, a partire da quelli periferici. Il Governo britannico farà i suoi passi quando lo riterrà opportuno. La sterlina si è svalutata solo del 3% ma era sopravvalutata sia nei confronti dell’euro che del dollaro per cui, svalutando un po’, la GB ne guadagnerà, è in disavanzo di bilancia commerciale dalla metà degli anni ’90. La sterlina è sopravvalutata ed anche di molto, sia nei confronti dell’euro sia del dollaro. Dunque ci sarà una ripresa delle produzioni nazionali, un calo delle importazioni ed un miglioramento della bilancia commerciale. In Borsa è risultato chiaro che Londra ha tenuto e che chi è andato peggio è stata la piazza di Milano. Insomma, non ci sono cavallette o bombardieri che stanno volando sopra la Manica (come strepitano i pessimi media e troll italiani). Non c’è neppure un Paese di bengodi in arrivo. Semplicemente il Regno Unito deve giocare bene le sue carte, come dovremmo fare noi. Peccato che noi non abbiamo una classe politica, ma un gruppo di venduti di scarsa qualità (vedi la figuraccia che ha fatto Renzi con la Merkel).
.
Baresifintotalento
:- ) Rette universitarie raddoppiate in GB? E questo é niente!Gli esperti dicono che a causa del Brexit entro il 2018 la GB sarà colpita da una pioggia di rane mutanti! (o rane in mutande? Non ricordo più bene..)
.
Armando Vai
:- ) E ora aspettiamoci un’invasione di profughi inglesi
.
dogmile
Le rette nelle università UK furono triplicate qualche anno fa con il nuovo Governo conservatore. Questo è un altro motivo che ha spinto una parte del Paese a votare come ha votato. L’Europa in questo voto c’entra poco, in UK c’è il desiderio di cambiare classe politica e finalmente sotterrare l’infame modello Thatcher che solo danni ha creato. Cambridge e Oxford perderanno poco.
.
Cuz
Le rette sono già aumentate nel 2011-2012. Si è passati da 3000 a 9000 sterline all’anno. E con la nuova riforma universitaria, fatta prima del voto, ci saranno rette “a fasce”,a seconda dei risultati ottenuti dall’università. Un’università di medio livello potrà mettere le tasse tra i 14 e i 17.000 pound.
.
Maxx1
Per ora l’unica CATASTROFE è l’Euro con tutta la sua zona
.
cestino
Aspettando le invasioni di cavallette e i maremoti… la Borsa di Londra è la migliore per il 3° giorno consecutivo dopo le votazioni
.
andrea
Come si possono scrivere tali sciocchezze? L’Inghilterra (come anche l’Italia) versa all’UE di più di quanto percepisce, quindi con l’uscita l’Inghilterra avrà più soldi di quando stava in UE. Non capisco perché raccontare certe assurdità. Poi l’Erasmus uno studente italiano può farlo anche in Paesi europei che non stanno nell’UE come la Svizzera.
.
Roberto
Di certo di insostenibile in Italia c’è il livello di corruzione! Obbligassero quelli della UE a combatterlo staremmo meglio
.
Viviana
…magari imponendo un sistema fiscale all’americana
con scarico fiscale delle fatture e prigione certa per gli evasori
o un reddito minimo di cittadinanza obbligatorio assieme a un salario minimo garantito
No, meglio 30.000 pagine di imposizioni sulla curvatura delle banane e sul diametro delle cozze ! 🙂
.
Ospite
L’Ufficio studi della CGIA ricorda che tra il 2000 e il 2014 la GB versato all’Ue ben 186,5 miliardi di euro
Bruxelles,al netto delle spese di amministrazione, ha “ritornato” a Londra 102,6 miliardi. Il saldo, pertanto, è stato di 83,9 miliardi di euro, pari a una media annua di 5,5 miliardi di euro . A leggere questi dati si potrebbe dire che ora se vogliono, posso anche ulteriormente abbassare le rette.
.
EdwardMDF
Non credo proprio che l’UK sarà un avversario commerciale dell’UE. In che cosa? In quali prodotti? E quanto questi prodotti pesano sull’economia UK? Non dimentichiamoci che l’UK è più una piazza finanziaria che un Paese industriale o manifatturiero. E lo Yuan, magari, attende di trovare una piazza come Londra.
Poi, gli europei ora sono meno di 440 milioni, il resto del mondo fa circa 13 volte di più.
E poi non conviene nemmeno all’UE isolare economicamente l’UK. Scambiare conviene a tutti. Basta con queste reazioni da moglie isterica|
.
JUNCKER
Certamente è sempre più chiaro che Juncker è la persona peggiore in questa fase storica dell’Ue, del resto i 5stelle provarono a opporsi a lui sfiduciandolo ma i Governo concentrati degli altri Paesi gli hanno confermato la fiducia evidentemente per interessi che non sono quelli dei loro cittadini. Il Pd votò ‘contro’ le dimissioni chieste dal M5S di Junker che per 18 anni aveva accolto i peggiori evasori europei in Lussemburgo.
Juncker, il marcio protettore dei fondi neri europei è il miglior propugnatore di quel TTIP che lo sporco Renzi intende firmare.

E I DANNI DELL’EMBARCO ALLA RUSSIA?

Guardate come i media si attaccano alla Brexit mentre hanno taciuto vergognosamente sui danni che gli USA ci hanno inferto con l’embargo alla Russia.
Le sanzioni alla Russia imposte da Obama a causa dell’Ucraina sono ricadute pesantemente sull’economia europea e specialmente su quella italiana, dove hanno distrutto l’economia agricola di molte Regioni. In un anno e mezzo l’agricoltura italiana ha avuto migliaia di fallimenti. In Emilia Romagna: l’85% di vendite in meno e ben mille aziende agricole che hanno chiuso. Ma di questo i media non hanno parlato. La guerra commerciale voluta da Obama è partita dall’agosto 2014 e ci è costata 3 miliardi. Perché non si parla di questo? Perché non si parla del fallimento di TUTTE le piccole e medie imprese e della massa di disoccupati che si avrà quando Renzi avrà firmato il TTIP che regalerà l’economia italiana e lo stato sociale alle maggiori corporation statunitensi?


(Mario Sironi)

LA CITY DI LONDRA
vv
Ma dove sta tutta questa Apocalisse ? In 3 giorni la Banca di Londra è risalita ai livelli di prima della Brexit. Non dimentichiamo che la GB non basa la sua ricchezza sulle esportazioni e sulla manifattura ma (a parte che anche il petrolio) sul suo potere finanziario. Nella City di Londra sono concentrate il 40% delle operazioni finanziarie del mondo. Londra è il centro della finanza mondiale ed è ben difficile, come dicono i menagrami, che questa si sposti a Dublino. La City di Londra è sede delle maggiori società finanziarie e assicurative, di istituti bancari e commerciali di livello internazionale e muove le trame dell’economia globale. Londra, assieme a New York, è il cuore della finanzia del mondo. Ma Londra è in vantaggio nel campo dei mercati delle valute, in cui ospita il 41 % delle contrattazioni globali contro il 19 % di New York, e dei derivati, di cui tratta il 49 %o contro il 23 di New York. Inoltre Londra ha la prima banca al di fuori dell’Asia per la compravendita di renminbi, la valuta cinese, e ha emesso i primi bond islamici al di fuori del mondo arabo. Altri vantaggi della City rispetto a Wall Street: un fuso orario migliore per trattare con i mercati asiatici; una maggiore globalizzazione. Gli stranieri di ogni parte del mondo si sentono “a casa” più a Londra che a New York, in particolare i musulmani dopo l’attentato terroristico contro New York dell’11 settembre 2001.
.
Noi parliamo della corruzione italiana e dei nostri politici venduti alle lobbie che mettono i loro soldi neri nei paradisi fiscali ed eleggono a come Presidente della Commissione europea (anche coi voti del Pd col solo il M5S che ne chiedeva le dimissioni) quel Juncker, alcolizzato e iper liberista, ammanicato con gli USA e pronto a firmare il famigerato TTIP, che per 18 anni ha accolto nel suo paradiso fiscale del Lussemburgo fondi neri per 290 miliardi, seconda sede di fondi di investimento al mondo dopo gli USA e Paese più ricco d’Europa, protettore dei peggiori evasori fiscali europei, specie politici corrotti, che hanno venduto i loro popoli per denaro sporco. Si fanno tante chiacchiere e tanti convegni, ma mai nessuno che blocchi i paradisi fiscali alla stregua di ladri peggiori dei terroristi!
La Corte dei Conti ci dice che l’Italia è il Paese politicamente più corrotto d’Europa e che la nostra corruzione vale ogni anno 60 mld, quanto metà dell’intera corruzione europea, ma la cara Bruxelles, come la cara Strasburgo, sono circondate dai maggiori lobbisti europei i quali pagano fior di mazzette agli europarlamentari per far passare quello che soddisfa i loro interessi. Questa è la democrazia europea! Si parla di un miliardo di euro l’anno che entra nelle tasche degli europarlamentari sotto forma di mazzette. E il 75% degli incontri con la Commissione europea sono da parte di lobbisti di multinazionali che fanno i loro affari. Oltre a ciò, dobbiamo assistere allo scandalo della doppia sede europea, Bruxelles e Strasburgo, voluta dalla Francia, per cui i 751 eurodeputati più i loro uffici e servizi vari si spostano, armi e bagagli, da una sede all’altra, e ognuno degli enormi e costosissimi palazzi resta vuoto per 317 giorni l’anno. Gli stessi burocrati si sono appena votati un aumento del 2,3%, e prendono, tra una cosa e l’altra, 20.000 euro al mese, meno i 5stelle che devolvono 1000 euro alle piccole e medie imprese. Vogliamo ricordare che Bruxelles voleva fare una legge contro i lobbisti delle multinazionali che assediano il Parlamento europeo e l’Italia si è opposta? Forse perché in Italia le leggi le fanno proprio i lobbisti e Renzi li accoglie?

La Brexit ha mostrato ai popoli europei che la nefasta Unione europea si può contrastare col voto popolare e, visto il malcontento generale, l’effetto domino è sicuro.
Il motivo prevalente per cui l’Unione europea è odiata è perché le sue leggi sono assurde, hanno impoverito di beni e diritti i 500 milioni di europei, hanno allargato la forbice economica tra troppo ricchi e troppo poveri e hanno dato troppo potere a pochi capi di Stato (la Merkel in testa) e a pochi burocrati (Bce) che agiscono in totale autonomia e indipendenza. L’Ue ha creato un Parlamento elettivo poco influente, un Consiglio europeo (organo di direzione politica) troppo potente e una Commissione Ue (organo esecutivo o Governo diretto da Juncker) troppo lontana dagli interessi dei popoli. I membri del Consiglio europeo sono i capi di Stato o di Governo dei 28 Stati membri dell’UE, il Presidente del Consiglio europeo Tusk e il Presidente della Commissione europea Juncker, ma in pratica comandano la Merkel e Juncker. Non si vede democrazia da nessuna parte, per non parlare della Bce, banca della zona euro, che non è eletta da nessun popolo e fa quello che le pare come le pare.


(John Martin)

IL M5S SORPASSA IL PD

Il M5S sorpassa il Pd. Oggi, secondo i sondaggi, con l’Italicum il M5S vincerebbe il ballottaggio con 10 punti di vantaggio (54,7 a 45,3) arrivando al Governo (Demos) Di Maio ha superato in popolarità Renzi che è ormai è in picchiata verso terra. Secondo altri sondaggi, il M5S ormai non ha più bisogno nemmeno del ballottaggio e vince a mani basse (intanto i poteri forti cominciano a scaricare Renzi, De Benedetti di Repubblica dice che voterà NO al referendum di ottobre, Luigi Bisignani dichiara ad Affaritaliani.it che “i poteri forti hanno mollato Renzi” e dunque… ci sarà da ridere).
E voi, poveri piddioti continuate a ripetere i mantra falsi e ridicoli comandati da Renzi. mi raccomando, come tanti pappagallini acefali! Ormai fate pena a tutti con le vostre falsità e diffamazioni !
.
TROPPE LEGGI
Corruptissima re publica plurimae leges” (Tacito)
Dove ci sono troppe leggi, lo Stato è corruttissimo. E Renzi vuole pure velocizzarle? Forse che l’infame legge Fornero non è stata fatta in 19 giorni? Forse che non hanno messo il pareggio di bilancio in Costituzione in tempi rapidi e senza rispettare l’Iter costituzionale? Forse che non hanno cambiato 50 articoli della Costituzione senza nemmeno i 2/3 di voti previsti dall’iter costituzionale? Forse che nelle leggi degli ultimi anni (Monti-Letta-Renzi) i cittadini ci hanno guadagnato? Forse che in questa congerie di riforme velocissime è stata fatta la minima cosa per allargare la democrazia, combattere la corruzione e salvare il futuro del popolo?
Intanto Renzi lancia la sua 59° fiducia e il quarto decreto (40 miliardi) a favore delle banche. La Merkel glielo vieta, dimenticando di avere avuto lei lo stesso favore, ma la Bce gliene concede 150 che aumenteranno il debito e non riusciranno lo stesso a salvare le corruttissime banche italiane, perché, se non cambi il sistema e continui a premiare chi non ha controllato, chi non ha frenato e chi si è approfittato, la corruzione continuerà a galoppare e il debito ad aumentare.

CAMBIO LIRA-EURO
Se in Italia il cambio euro lira non si ebbe con la stessa equità della Germania, ciò non dipese dalle autorità europee, ma dal Governo Prodi prima e dal Governo Berlusconi-Tremonti dopo, che non predisposero osservatori nazionali sui prezzi e permisero ai commercianti di speculare sull’ignoranza del cambio maggiorando i prezzi in piena anarchia. Così accadde che si scambiasse 1 euro con 1000 lire, riducendo di quasi della metà il valore reale della moneta. In altri casi, per esempio nel mercato dei servizi pubblici anche lo Stato ci mise del suo maggiorando le bollette, si assistette all’applicazione di forti arrotondamenti su prezzi e tariffe. Insomma prezzi e costi scattarono di colpo con un impoverimento immediato del Paese e una riduzione del valore reale di pensioni e salari fissi a causa di governi (Prodi prima e Berlusconi dopo) che non frenarono strategie aggressive del mercato.
Già allora grandi economisti mondiali attaccarono l’euro come causa di rovina, vedi i premi Nobel Milton Friedman, Amartya Sen, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Christopher Pissarides e James Mirrlees, Roger Bootle (economista della City di Londra) vincitore nel 2012 del Wolfson Economics Prize per lo studio di fattibilità economica sullo smantellamento della zona euro, Dominick Salvatore (professore alla Fordham University di New York), Rudi Dornbusch (già professore al Massachusetts Institute of Technology), Martin Feldstein (professore alla Università di Harvard)..
.
VI RACCONTANO PUTTANATE.
ECCO LA VERA BREXIT: SPERANZA.

Paolo Barnard

Ohhhh, Brexit ha distrutto le Borse eh? Miliardi di soldi sfumati nel nulla…? Ho appena sentito un giornalista con anelli e collane a Rete 4 “Dalla Vostra Parte” dire che ‘ste cifre sono borotalco, soldi inesistenti, bufale raccontate per TERRORIZZARE NOI FESSI, e che bisogna guardare a ben altro. Chi è sto pazzo? Ha ragione?
Qualcuno si ricorda Black Monday nel 1987? Le Borse di Australia, Hong Kong, USA, Gran Bretagna e Canada, crollarono dal 47% al 22,5%, il più grande crash della Storia moderna. Abbiamo forse visto 3 milioni di morti di fame a Toronto sepolti in fosse comuni? O 32 milioni di americani affogati mentre tentavano sui barconi di fuggire in Europa? Hong Kong è oggi una discarica dove vendono banane e mangiano umani? No.
Con Brexit ‘sti crolli (insignificanti) di Borsa sono stati molto inferiori. E notare: dopo Black Monday nel 1987, in due anni tutto era a posto come prima. Giusto per informare.
E ah! Brexit ha dato una sberla di 3.900 miliardi di dollari al portafoglio dei multimiliardari del mondo. Non male. E ah! Sapete quale Mercato UE è uscito più ricco da Brexit ieri? Ma quello inglese ovvio. Bè quel giornalista l’aveva detto. ;))
Brexit = speranza, fidatevi.
.
RENZI HA ROTTAMATO L’ANIMA
Don Aldo Antonelli, prete

Sinistra, dove sei?
Invece che rottamare la burocrazia del partito ne ha rottamato l’anima! Ciò che non è riuscito a fare Berlusconi nel suo anticomunismo viscerale, lo ha fatto Matteo Renzi.
Non scrivo a cuor leggero, perché certe cose pesano e scottano: fanno male. La politica di Renzi è stata, finora, una politica da “tappabuchi”: ci si è accontentati, facendosene anche un vanto, di mettere pezze ai buchi, anzi ai crateri, procurati da quel liberismo che il Pd ha smesso di combattere e che ha finito di accettare come dogma!
Ha accettato di ridimensionare diritti conquistati con lotte storiche e che il mercato considera troppo “costosi”. Ha blandito il processo di globalizzazione che ha reso il capitale più aggressivo (perché più esposto alla competizione), e ha causato la crisi del compromesso socialdemocratico, cioè delle conquiste della sx riformista: i diritti sociali oggi sono visti come un costo e non come un valore!
Ha preteso di legittimarsi attraverso l’accettazione della cultura di mercato, ma ha finito per confondersi in larga misura nell’establishment “da cui voleva essere accettato, tollerandone in cambio i vizi, sposandone talvolta i comportamenti”.
Piero Bevilacqua, docente di storia contemporanea presso La Sapienza a Roma, già nel 2008 denunciava questo declino: “La sinistra, in Italia, vive da decenni nel fondo di una catastrofe culturale. È da almeno un quarto di secolo che essa è venuta perdendo la capacità di leggere le trasformazioni del mondo attuale e di produrre saperi, valori, senso comune in grado di orientare la propria azione, di dare prospettiva alle grandi masse popolari, ai lavoratori, ai cittadini del nostro tempo”.

LA SPAGNA, TRUMP, LA PAURA E IL DOPO
Alessandro Gilioli

Intervistato da Repubblica, Walter Veltroni ha mostrato interesse verso il reddito di cittadinanza: «Tutto quello che dà stabilità, sicurezza e tranquillità alle famiglie italiane in questo momento è da studiare». Non voglio fare ironie sui leader del csx italiano che riescono a dire cose di sx solo quando non hanno più incarichi politici (pure Prodi, l’altro giorno). Quindi sorvolo anche sulla memoria del pacchetto Treu, madre di tutti i Jobs Act, fatto dal Governo Prodi-Veltroni nel ’97.
Preferisco pensare invece che dopo trent’anni di omologazione all’ideologia e alle politiche del cdx – frutto di un rovesciamento dell’egemonia culturale rispetto al precedente quarantennio keynesiano – qualcuno nel fu csx italiano si stia accorgendo di avere fatto una lieve cazzata, o quanto meno che è il momento di modificare la strada.
Il reddito minimo fino a tre anni fa era considerato una sorta di follia che solo la sx radicale e i grillini potevano sostenere. Oggi viene proposto in tutto il mondo non solo da economisti di scuola socialista, ma anche da diversi studiosi di matrice liberale come unico strumento per salvare il capitalismo da se stesso, cioè dai suoi eccessi di disuguaglianza e dalle conseguenze sul lavoro della robotizzazione.
Ecco: ci sono diversi modi per rapportarsi con quello che sta accadendo in Europa e nel mondo. Uno, va beh, è quello di prendersela con gli elettori – immaginando quindi di restringere ulteriormente gli spazi di democrazia – ma qui siamo sotto ogni livello di accettabilità in termini tanto di dibattito razionale quanto di utilità comune. Un altro è derubricare il terremoto anti establishment a una sommatoria di cause locali, senza cogliere il filo rosso:
a Roma ha vinto Raggi perché Orfini o perché Marino o perché Giachetti;
in Austria il candidato filo-nazista ha preso il 49,7 % perché si sa che lì hanno partorito Hitler e volevano chiudere il Brennero;
in Inghilterra hanno vinto i vecchi contadini che non rinunciano a misurare il proprio campo in Yarde;
in Francia vola la Le Pen per via del Bataclan;
negli Stati Uniti è tutta colpa dei milioni di dollari con cui Trump compra gli spot;
in Islanda stanno per vincere i Pirati perché sono rimasti vichinghi dentro
– e via andare con spiegazioni che magari contengono dei pezzi di vero, ma che appunto non colgono il filo rosso.
Un terzo modo sarebbe invece capire che l’ordine che abbiamo conosciuto dai primi anni ’80 a oggi sta finendo, sotto il peso delle sue conseguenze. Sta finendo in modo non lineare, certo. Con accelerazioni e frenate. E con tante paure, non sempre infondate.
Come si è visto ieri in Spagna, dove si e quasi replicato il voto di 8 mesi fa lasciando tutto aperto, sospeso, instabile. Dove probabilmente ha pesato – nell’aumento del superistituzionale Pp e nello scarso risultato di Podemos – proprio la paura per quello che era appena successo nel Regno Unito. Insomma, per la “terra incognita”.
Succede, in una fase di confusione, di interregno tra vecchi equilibri certi e nuovi equilibri incerti, che prevalga la paura.
A rovescio, la “vittoria della paura” è ciò che alla fine è successo in Austria, poche settimane fa, e in quel caso credo che possiamo dire tutti “meno male” (ma ora il nuovo ballottaggio potrebbe rovesciare le sorti); ed è quello che ci auguriamo succeda a novembre negli Stati Uniti, Paese del quale (da figlio di ex emigrati) sono cittadino anch’io e come tale voterò per l’istituzionale Clinton, non certo per il miliardario fascista Trump.
Voterò anch’io per paura, insomma, e non ne sono orgoglioso, ma così è, ora, e ora diversamente non posso fare. Però questo è adesso, sul breve, appunto. E la paura non è un programma politico, non è tassello di nessuna costruzione di largo respiro. Mentre forse la cosa più importante è pensare in lungo: agli equilibri dopo la confusione, dico.
A quello che comunque verrà dopo la fine di questo ordine, che Fukuyama e altri ci avevano venduto per eterni o quasi. Lavorare per le egemonie culturali successive, per le geometrie politiche successive, per le prevalenze successive.
Per questo ho iniziato questo post parlando di reddito minimo. Che è una cosa tra le tante – certo – ma è uno dei (molti, diversi) mattoni con cui provare a costruire gli scenari del dopo – se vogliamo un dopo migliore e non peggiore.
Poi ce ne sono infiniti altri, di mattoni, dicevo. Che hanno a che fare con l’inaccettabilità dell’eccesso di disuguaglianze; con l’inaccettabilità del vivere a giornata senza potersi pianificare minimamente l’esistenza; con l’ipotesi di elaborare modelli di esistenza che non siano basati solo sulla produzione e il consumo; con la riconquista di quei servizi pubblici che l’egemonia della dx ha tagliato facendoci credere che tutta la spesa pubblica equivalga a spreco, stimolando così anche l’insofferenza verso i migranti, visti come concorrenti di un welfare sempre più ristretto; con la fine del dogma del mercatismo come panacea globale (bye bye, Ttip) con la ritrovata prevalenza della politica sulle dinamiche economiche e finanziarie; con l’allargamento quindi degli spazi di democrazia – sia diretta sia rappresentativa – in modo da invertire la tendenza rispetto all’allontanamento dei cittadini dalle decisioni – che è stato un altro epifenomeno dell’ultimo trentennio, perfino teorizzato dal alcuni think tank liberisti. E questi sono alcuni, fra i tanti, dei trattini da unire per elaborare un disegno che vada oltre la confusa dialettica attuale, cioè quella tra establishment morente e anti establishment asimmetrico. Perché questa è la dinamica dell’oggi ma non rappresenterà per molto tempo uno strumento politico efficace, in termini di costruzione del domani. E conteranno presto di più, in prospettiva, le dinamiche successive. Quelle, cioè, tra disegni diversi dopo l’uscita dallo scenario di oggi.
La sfida, sul lungo, è tra quali idee prevarranno e quali rapporti di forza si stabiliranno una volta tramontato l’ordine attuale – non quella della paura.


(Jole Caleff)

berluscameno
La Brexit travolge Renzi. Volano i No per il referendum COSTITUZIONALE di ottobre
Da Londra a Roma, l’onda del Brexit rischia di travolgere Renzi.
Oggi voterebbe No contro la rottamazione della Costituzione il 54% degli italiani, incluso il 22% degli elettori del Pd.
L’Huffington Post ha pubblicato il primo sondaggio sul referendum di ottobre dopo la Brexit. Le percentuali non lasciano spazio di vittoria a Renzi che ha investito tutto su se stesso. La maggioranza degli italiani oggi è orientata a votare NO alla manomissione della Costituzione e lo smantellamento del Senato elettivo. Il 54% degli intervistati voterebbe contro, il 46% a favore.
Renzi ora ha paura che legare il referendum a se stesso è stato un grosso azzardo
Si è messo in un angolo da solo. Appena il 28% degli intervistati considera la riforma renziana “una priorità per l’Italia”, mentre per il 49% è molto meglio “focalizzarsi su altre tematiche più urgenti”. Nel frattempo, il fronte del “no” si sta muovendo compatto.
Per Renzi non c’è scampo. Finora, è stata orientata in un’unica direzione: assecondare i diktat dell’élite che usa la Germania come kapò europeo. Dopo la porta in faccia sbattuta dagli inglesi sul muso della Merkel cresce la voglia di emulazione. Ecco dunque per Renzi il grande rischio del referendum di ottobre, annunciato anche dal crollo del Pd alle amministrative.


(Carlo Carrà)

PROPAGANDA E FATTI
Viviana Vivarelli

Mi pare che si continui a cincischiare con questioni di lana caprina su definizioni e formule che ognuno interpreta a suo modo (come nella confusione tra reddito minimo e reddito universale) e si continui a ripetere slogan ossessivi ma falsi come il fatto che il M5S abbia proposto leggi contro i migranti come la Lega (ma quando mai?) e che per questo il M5S sia di estrema dx come la Lega (ma chi ve l’ha messo in mente? Avremmo mezza Italia di estrema dx, secondo voi??) e ringrazio chi precisa per l’ennesima volta che i 5stelle hanno cercato di eliminare il reato di clandestinità, mentre il caro Governo di cosiddetta sx democratica la depenalizzazione non l’ha fatta, Renzi i diritti del lavoro li ha cancellati, i sindacati li ha ignorati, il Parlamento lo ha imbavagliato, ai poveri ha dato aumenti di tasse e tagli allo stato sociale, e ai giovani ha garantito lo zero assoluto mentre si precipitava ad aumentare gli aiuti alla guerra, alle banche e alla finanza. Ci aggiungiamo che nel Parlamento europeo quelli che hanno votato contro i migranti o per operazione tipo teocon sono stati i leghisti, i berlusconiani e spesso e volentieri i piddini, ma mai i 5stelle. Ma, a parte l’ignoranza di ognuno che può essere più o meno crassa e pure la mia e possiamo capirla, ma ci vivete in Italia o vi limitate a ripetere certi slogan di propaganda governativa senza mai verificare se state a dire delle coglionate?
Insomma, un po’ più di serietà non farebbe meglio a noi, a voi e al Paese?
In quanto agli elettori 5stelle, mi pare che spesso e volentieri abbiano votato contro le opinioni personali di Grillo o Casaleggio (un esempio per tutti: la scelta del candidato alla Presidenza della Repubblica) e quello che hanno deciso è stato messo in atto. Vi pare che il tanto democratico Renzi abbia mai fatto altrettanto o si sia mai curato di cosa pensava il suo elettorato? E nemmeno davanti a queste considerazioni vi fermate nell’accusare di mancanza di democrazia proprio i 5stelle che i suoi candidati li sceglie dal basso davanti a un Renzi che si circonda di nominato pronti a dirgli di sì e limita progressivamente tutti i diritti elettorali governando come un piccolo monarca che degli elettori proprio se ne frega?
.
Il discorso di Di Battista alla Camera

Presidente Renzi buongiorno. A parte questo applauso finale di rito, non si è beccato neanche un applauso. Lei ormai è abituato a beccarsi soltanto fischi e neanche dalla sua maggioranza neppure da renzianissimi, si è preso un applauso!
Può minacciare il lanciafiamme per calmarmi! Unica cosa che ci è venuta a dire qui, Presidente Renzi, è che i referendum vanno rispettati. Che belle parole! Quand’è che rispettate il referendum sull’acqua? Quand’è che rispettate il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti? Perché Cameron, per un referendum che lui ha indetto, consultivo, e che ha perduto si dimetterà. Voi invece non vi dimettete neanche quando i referendum li perdete e li disattendete costantemente soprattutto quando ci sono di mezzo gli interessi di qualche lobbista dell’acqua pubblica. Lei ieri ha dichiarato: “L’Europa parli meno di banche e più di valori”.
Lei è diventato il rottamatore della vergogna, del senso del pudore. Da quando io sto in Parlamento la sua maggioranza, prima Letta e poi soprattutto lei, ha approvato 8 decreti in favore delle banche. Oggi stesso è stato approvato in Commissione un decreto che permette alle banche, le stesse banche che la sostengono tra cui Banca Etruria riconducibile alla famiglia Boschi che le ha dato dei quattrini alle sue fondazioni per la Leopolda, la possibilità di espropriare i capannoni delle imprese se non pagano 3 rate di mutuo. Oggi è stata approvata e lei ieri al Tg1 ha dichiarato “L’Europa parli meno di banche e più di valori”. Ipocriti! Andrebbe applicata una tassa sull’ipocrisia, in Europa e in questo Parlamento. Poi ha detto “Il referendum in Gran Bretagna deve essere rispettato”, deve correggere la linea di qualcuno del Partito Democratico… Qualcuno ha detto che querela, querelate! Sono medaglie al valore le querele fatte da voi, querelate, ma che pensa di intimorirci? Avete preso una batosta recentemente neanche avete detto due parole, e pensate di intimorirci con le querele quando diciamo la verità, quando stanno ancora aspettando i risparmiatori di Banca Etruria che sono stati truffati dalle vostre scelte.
Ha dovuto correggere la linea di alcuni del PD, Soru, condannato a 3 anni per evasione fiscale, che dice “E’ stato un errore politico il referendum in Gran Bretagna”. Gori, renzianissimo sindaco di Bergamo, “gli elettori disinformati producono errori, per votare occorre fare un esame di cittadinanza”, è il suo sindaco! E Napolitano, “Il referendum. Un azzardo sciagurato”. Nonostante queste parole di Renzi che correggono la linea, l’unica cosa che il Brexit ci ha dato ad oggi, ha dimostrato facendo calare un velo di ipocrisia da parte del PD che ha “democratico” addirittura nel nome, facendoci capire che il popolo voi lo odiate, lo detestate. E sa perché lo detestate? Perché non lo conoscete. Io l’altro ieri ero a Matera, a fare un comizio in piazza, non in campagna elettorale, a parlare con i cittadini di reddito di cittadinanza, di sostegno alle PMI, di cultura, e a Matera non ci arriva neanche il treno. L’altro ieri ero a Taranto, in piazza con i cittadini, sempre senza scorta, migliaia di cittadini, a parlare di reddito di cittadinanza e di bonifiche sull’Ilva! Quando voi vi rinchiudete nei vostri teatri protetti dalle vostre scorte, e addirittura dite i fischi sono un valore aggiunto. Questi insulti per noi sono veramente medaglie al valore, Presidente Renzi, il popolo non lo conoscete più! A me dispiace veramente, per il MoVimento le elezioni vinte sono un mezzo per ottenere risultati, non un obiettivo che è l’obiettivo della vostra vita politica, è per quello che perdete le elezioni, perché siete totalmente distaccati dalla realtà, altrimenti non potreste pronunciare, lei non potrebbe pronunciare mai “L’Europa parli meno di banche e più di valori”, è una frase inaccettabile! Altra cosa: noi in Europa, basta con questa storia euroscettici, già non parlate più di voto populista e di protesta perché a Roma abbiamo preso il 67%, che c’è il 67% di voti di rabbia e protesta? No. Già questa balla finalmente è passata nel dimenticatoio. Noi non siamo neanche euroscettici, siete voi che avete distrutto l’Europa, io ci voglio stare in questa Europa, siete voi che avete tradita, io voglio un referendum sull’euro, si! Perché credo, è la mia opinione, che l’euro non sia un moneta ma un sistema di Governo attraverso il quale delle banche centrali stanno controllando le politiche fiscali, valutarie e monetarie dei Paesi togliendoci un’arma importantissima economica. Ma in questa Europa noi ci ritroviamo, non ci ritroviamo in voi! Siete voi che l’avete tradita! Nello spirito dei padri fondatori europei noi ci ritroviamo, siete voi che poi vi siete convertiti sulla via della JP Morgan e della BCE. Come noi ci ritroviamo nello spirito dei padri costituenti, siete voi che vi siete convertiti sulla via di Verdini, Presidente Renzi! A lei è arrivato qualche giorno fa un avviso di sfratto. Lei ha detto “il voto per il M5S è un voto di cambiamento e non di protesta”, benvenuto nella realtà, perché il mondo che frequenta lei è quello in cui con gli 80 euro le persone si comprano gli zainetti, mentre in Italia 10 milioni di cittadini non riescono a curarsi e 4 milioni vivono sotto la soglia di povertà. Comunque, benvenuto nel mondo reale. Se allora si è trattato di un voto di cambiamento, e questo glielo dica in Europa, perché lei minaccia lanciafiamme nel suo partito, tra l’altro quando lei parla e dice di volere entrare nel suo partito con il lanciafiamme nel suo partito a Napoli ci entrano i Carabinieri. Ma non con il lanciafiamme: con un mandato di perquisizione perché due dei suoi candidati a Napoli sono sotto inchiesta per voto di scambio, che è un cancro, quand’è che lei dirà qualche parola sul voto di scambio che è un cancro, Presidente Renzi? Comunque in Europa deve andare a dire che a noi ci serve un reddito di cittadinanza e un sostegno alle piccole e medie imprese che per me è più importante della sua permanenza o meno al Governo, a me non me ne frega niente, a noi ci interessano gli interessi dei cittadini, portare in Europa delle proposte e non soltanto delle parole vuote come quelle che ha pronunciato oggi, che possano consentire al popolo italiano di rimettersi in pista. Perché siamo un grande Paese e non gli vogliamo bene sul serio, e lo facciamo stando in piazza tutte le settimane, avendo fatto delle rinunce giuste, e avendo oggi quella credibilità che voi vi siete totalmente perduti appunto per causa del vostro totale distacco dalla realtà.
Quindi in Europa l’unica cosa che lei deve dire è che occorre un reddito di cittadinanza, perché qua dei milioni di cittadini sono poveri e ci sono imprenditori che piuttosto che licenziare degli operai si ammazzano, e neanche vengono più calcolati i suicidi per ragioni economiche in questo Paese. Renzi, le è arrivato un avviso di sfratto, lei anche se non è stato eletto e non è passato per le elezioni, è il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, faccia gli interessi del popolo italiano e in fretta, altrimenti tanto sa che manca poco che ci saremo noi, molto molto presto a fare gli interessi di quel popolo che a lei ormai costantemente lo fischia e lo costringe a farsi difendere da qualsiasi tipo di scorta, e lei dovrebbe avere un po’ di umiltà: è la sua arroganza ce la sta distruggendo, più arrogante di lei, borioso come lei… a noi ci interessano queste proposte. Basta con questa storia che noi siamo gli euroscettici, siete voi che avete tradito lo spirito europeo, siamo noi che lo possiamo ricostruire, ma non c’entra nulla la moneta unica con l’Europa. Noi possiamo continuare a stare in questa Europa dando una sovranità monetaria.


(Eva Gawlik)

MA QUAL’E’ LA POSIZIONE DEL M5S SU UE E ZONA EURO?
Viviana Vivarelli

Mi pare che la posizione M5S sull’euro sia via via cambiata, al punto che ora i suoi elettori avrebbero diritto a dei chiarimenti.
La prima posizione di Grillo fu di chiara opposizione all’euro, non solo, ma di opposizione all’Europa tutta, tanto che più volte disse: “Usciamo dall’Europa!”
Nel 2015 dal palco dichiarò tuttavia: “Noi non vogliamo uscire dall’Europa, ma dalla zona euro!” Il patto con Farage fu fatto su questo presupposto.
Più volte Grillo ha detto che sull’euro e sull’Europa aveva la sua opinione personale ma si doveva chiedere un referendum consultivo al popolo italiano.
Di Maio nel tempo ha anche lui avuto una variazione. Ha dichiarato che in caso di referendum avrebbe votato per uscire dalla zona euro ma pochi giorni fa dall’Annunziata è stato molto più accettante.
A marzo 2015 Di Battista disse non solo che bisognava lasciare l’euro ma l’Europa, con parole forti: «Bisogna lasciare il nazismo centrale nordeuropeo che produrrà sempre più schiavi a danno dei Paesi del sud Europa». Oggi dice che «l’Europa è un’opportunità importantissima che è stata rovinata da burocrati e banche»
L’8 giugno 2015 il M5S ha depositato il suo piano referendario in Senato ma nessuno lo ha guardato. Prevede la creazione di una seconda moneta parallela o euro del sud per i Paesi del Sud Europa, dunque una Europa a due velocità: i Paesi che stanno con la Merkel e i Paesi mediterranei più l’Irlanda, che due euro diversi.
Nel marzo di quest’anno, Di Maio a 28 diplomatici Ue nell’incontro dall’ambasciatore olandese a Roma, disse: «Proporrei 2 euro, 2 monete diverse: una per i Paesi del nord e una per il sud Europa».
Il disegno di legge di iniziativa popolare per un referendum è stato presentato l’8 luglio 2015 da Vito Crimi in Senato, accompagnato da una raccolta di 200.000 firme, con la richiesta di procedura d’urgenza. Al momento giace dimenticato. Non è stato esaminato. Non è stato bocciato. Niente.
Il quesito referendario depositato dal M5S recita:
-“Ritenete voi che si debba adottare una nuova moneta nell’ordinamento nazionale in sostituzione dell’euro, rimanendo nell’Unione europea come Paese membro “con deroga” ai sensi dell’articolo 139 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea?».
-Ritenete che «a tale scopo si debba delegare il Governo ad adottare le disposizioni e le misure necessarie per l’introduzione della nuova moneta nell’ordinamento nazionale, assumendo le iniziative necessarie per la determinazione del tasso di cambio al quale la nuova moneta subentrerà all’euro e la relativa data di decorrenza, e disponendo l’abrogazione delle norme incompatibili?»


(Franz Marc)

CROLLO DELLE BANCHE ITALIANE
Viviana Vivarelli

Il crollo delle banche italiane sembra irreversibile, 16 banche italiane sono a rischio di fallimento e si profila tra poco quello di Unicredit. Renzi, per contrastare il bail in, vorrebbe salvare le banche con altri 40 miliardi e, come al solito, senza chiedere un corrispettivo di maggiore correttezza al sistema bancario, di maggiori controlli a Bankitalia o Consob, o di maggior credito verso l’economia reale con minore speculazione sui derivati o minori scoperti verso creditori eccellenti e senza responsabilizzare penalmente le banche per la condotta troppo libera e spregiudicata sulle sofferenze e i piani azionari tenuta finora, ma anzi gratificandola e premiandola, e senza dividere, come vuol fare la Germania, le banche d’affari da quelle di investimento. Quando il bail in entrerà in vigore, confischerà tutti i contri correnti superiori ai 100.000 euro. E dopo?
Questi 40 miliardi saranno addossati su di noi come tagli allo stato sociale o aumento ulteriore di tasse. Ancora una volta si blatera che mancano i soldi per il reddito minimo di cittadinanza ma si trovano i soldi per le banche delinquenziali o per partecipare a nuove guerre.
Dal canto suo, Draghi dice che si devono aiutare i cittadini mentre medita altri aiuti solo per le banche, essendo, nella sua visione iperliberista, solo le banche i veri ‘cittadini’ d’Europa. Ma nemmeno l’Europa si degna di responsabilizzare penalmente le banche delinquenziali e continua a trattarle come soggetti privilegiati del mercato e dell’Unione come se i popoli fossero ininfluenti, in un giro perverso per cui i soldi sono sottratti ai cittadini per alimentare la speculazione fallimentare delle banche sui derivati. C’è un circuito vizioso che lega capi europei a sistema bancario/finanziario e cricche di potenti dominanti che è al di fuori di qualunque democrazia e buon senso. Ma né Hollande, né Renzi intendono fare la minima cosa per spezzarlo.
Nemmeno la Brexit della Gran Bretagna ha fermato l’Europa delle banche dalla sua folle corsa, e nemmeno il fallimento progressivo delle banche europee ha convinto le autorità finanziarie occidentali a cancellare le decisioni folli di Clinton che eliminò la divisione tra banche di risparmio e banche di investimento, dando il via libero e incontrollato ai derivati assassini. Ma com’è possibile che l’Ue vieti tassativamente gli aiuti di Stato alle imprese private e poi accetti aiuti giganteschi dello Stato alle banche private?
.
M5S
La politica incapace e schiava dei poteri forti non sa più che pesci prendere di fronte all’emergenza banche. Il Governo non ne azzecca una, gli errori si susseguono e le ultime idee messe sul terreno sono:
1) coprire con nuovo debito pubblico le nefandezze dei banchieri che hanno prestato agli amici degli amici insolventi e che così hanno generato la mina delle sofferenze;
2) aggredire i risparmi (a partire da quelli previdenziali) degli italiani per coprire i buchi creati dai manager di molti istituti di credito da quando il sistema è stato privatizzato all’inizio degli anni ’90.
Il M5S da sempre contempla la possibilità di un intervento diretto dello Stato nel settore del credito, la cui funzione è di interesse pubblico e deve essere rivolta a sostegno dell’economia reale e soprattutto delle Pmi. Ma non è tollerabile che si ricattino con un decreto, su cui si pone l’ennesima fiducia, i piccoli imprenditori attraverso lo spauracchio degli espropri diretti e al tempo stesso si utilizzino i soldi dei cittadini (si ventilano addirittura 40 miliardi di nuovo debito) per stabilizzare le banche senza prima una “due diligence” sulla genesi dei crediti deteriorati che piagano i bilanci degli intermediari.
Non si possono scassare i conti dello Stato per nascondere sotto il tappeto le malefatte dei banchieri.
Sappiamo che almeno il 70% delle sofferenze riguarda prestiti oltre il mezzo milione di euro. Dunque, gli artigiani o le Pmi non sono i colpevoli della crisi bancaria. Eppure adesso l’esecutivo la fa pagare a loro.
Il Fondo Atlante dovrebbe salvare le banche, a partire dalle due venete (Bpvi e Veneto Banca), che hanno gonfiato artificialmente il capitale azionario per taroccare i bilanci. E poi, in determinati momenti, hanno salvato i soci forti, gli amici degli amici, scaricando poi la fregatura sui piccoli azionisti.
Atlante è stato da subito sbandierato quale operazione di sistema, privata e di mercato. “Sono le banche che salvano esse stesse”, si è detto. Non è vero. Nel capitale del Fondo ci sono 500 milioni di Cassa depositi e prestiti, 240 milioni di Poste Vita (danari in qualche modo riconducibili al settore pubblico) e poi aziende assicurative come Cattolica, Allianz, Generali. Sono 1,5 miliardi dei 4,2 di Atlante che non arrivano dalle banche.
Dopo aver ricapitalizzato i due istituti veneti in crisi con 2,5 miliardi, ora Atlante, con appena 1,7 miliardi residui di risorse, dovrebbe alleviare il fardello da 84 miliardi di sofferenze nette. Una favola.
Il Governo cerca di far cassa su uno degli ultimi tesoretti rimasti nel Paese: il risparmio previdenziale degli italiani. Cresce la pressione politica su casse di previdenza e fondi pensione: parliamo di 140 miliardi di patrimonio e 210 miliardi di risorse pensionistiche gestite.
Secondo il Governo “Atlante 2” dovrebbe giovarsi di una parte di queste risorse.
Il Bomba e Padoan pensano sia necessario mettere le mani sulla futura vecchiaia di 9 milioni di cittadini (gli iscritti a fondi e casse) per salvare ancora una volta i buchi di manager bancari come Gianni Zonin, Giuseppe Fornasari o papà Pier Luigi Boschi.
Chi vigila sulle assicurazioni (Ivass) ha precisato che i prodotti di risparmio con rischio a carico dell’assicurato non possono avere come sottostante un investimento in Atlante. Ma il controllore ha ammesso che è consentito “alle imprese di assicurazione di scegliere liberamente i propri investimenti, anche a copertura delle riserve tecniche”. Dunque, le assicurazioni possono mettere in gioco le riserve tecniche (parte del patrimonio) per investire in Atlante.
Eppure, se Atlante è un’ottima soluzione di mercato, perché nessun fondo estero ci mette un euro?
Padoan la smetta di coprire i soliti banchieri e di ricattare le Pmi. Il Governo tolga le mani dalle future pensioni degli italiani.
.
DIVIDIAMO BANCHE DI RISPARMIO DA BANCHE DI INVESTIMENTO
Berluscameno

Che occorrere fare per combattere l’attuale crisi economica recessiva globale ?
Creare due diversi tipi diversi di mercati borsistici globali :
-in uno tutte le SPA Bancarie e finanziarie
-nell’altro tutte le SPA appartenenti al mondo reale delle imprese manifatturiere dei beni reali e di tutti i servizi non bancari.
Wall Street non può appartenere allo stesso mondo di Main Street. Quel mondo è ormai terminato dopo la creazione dal nulla della moneta elettronica da parte dei banchieri privati
Oggi il Sistema Bancario europeo vive in una modalità FASULLA. Anche Draghi e la Janet Yellen (Presid. FED) sanno benissimo che si può creare moneta elettronica con un click del computer e sanno che tutti i Bilanci delle SPA bancarie sono istituzionalmente e strutturalmente FALSI.
Nessun controllore si chiede per quale motivo non figuri (sui bilanci ufficiali) l’utile realizzato dalle BANCHE private con la creazione di MONETA ELETTRONICA e senza limite al quantitativo di moneta virtuale. Se gli azionisti sapessero che i bilanci ufficiali sono falsificati per non fare apparire gli immensi utili di cui i banchieri si appropriano, creando moneta elettronica, senza condividere questi utili mostruosi e segreti, si libererebbero di tutte le azioni che portano a perdita eventuale di capitale.
Ma allora la prima necessaria modifica sarebbe dividere in due il mercato finanziario.
Da una parte le SPA del mondo delle imprese reali manifatturiere e dei correlati servizi e dall’altra le finanziarie.
Ma vi pare possibile che possa esserci parità tra SPA e libertà di mercato quando nello stesso mercato ci sono banche che creano il denaro dal nulla con un semplice click del computer e dall’ altra imprese reali manifatturiere a caccia disperata di denaro, che le più volte viene a loro negato con scuse allucinanti?
.
Adolfo Treggiani
Non se ne può proprio più dell’inefficienza, voracità e mala gestione delle banche. E neppure della caparbia volontà del Governo di assecondarle in ogni modo senza peraltro alcuna contropartita. Perché non si fa subito una legge che separi nettamente le banche commerciali da quelle finanziarie? Non è una misura rivoluzionaria; la fece già Roosevelt nel 1933. Perché non si sanzionano i dirigenti incapaci o fraudolenti? Possibile che tutto il danno debba cadere sui cittadini e da ultimo sulle casse dello Stato, cioè sempre nostre? E adesso si vuole svuotare la cassa depositi e prestiti come se fisse il salvadanaio del Governo e non la capitalizzazione dei risparmi dei cittadini e dei pensionati. E’ ora di dire basta, se non sappiamo gestire le banche che se le comprino pure i cinesi, tanto peggio di così non può andare.
.
festina lente
Non capisco come mai si voglia far passare la UE come un ente benefico che distribuisce generosamente contributi pecuniari:non è così
UK è contribuente netto dell’UE(come anche l’Italia)cioè versa nelle casse dell’Europa più di quanto riceve.Tra il 2000 e il 2014 il Regno Unito ha versato all’Ue 186,5 miliardi di euro(Cgia di Mestre()ma ha ricevuto in cambio solo 102,6 miliardi.Con un saldo di 83,9 miliardi, pari a una media annua di 5,5 miliardi l’anno nei tre lustri
Perché non dovrebbe redistribuire sul suo territorio e per il suo sviluppo le cifre recuperate?

LA COMUNITA’ CHE SI AUTORIGENERA
Adele Peters
Fonte: Comune-info

ReGen Village, la comunità che si autorigenera, nelle vicinanze di Amsterdam, non ha bisogno di allacciamenti a reti o di sistemi agroalimentari. È una comunità completamente a circuito chiuso.
Se viveste all’interno di una delle case che fanno parte dell’insediamento in fase di costruzione alla periferia di Amsterdam, la vostra sala da pranzo potrebbe dare su un giardino o un orto coperto. All’esterno avreste un altro orto o giardino. Lungo la strada, quasi tutto ciò che volete mangiare starà crescendo in fattorie verticali ad alta tecnologia. L’insediamento è il primo Villaggio ReGen, un nuovo tipo di comunità concepita in modo da essere completamente autosufficiente, in quanto coltiva i suoi alimenti, produce autonomamente l’energia di cui ha bisogno, e gestisce i suoi rifiuti in un circuito chiuso.
Qualunque rifiuto di una abitazione familiare può essere trasformato in un compost che potrà alimentare del bestiame o dei particolari insetti; questi, a loro volta, alimenteranno dei pesci, e i rifiuti dei pesci arricchiranno di elementi nutritivi un sistema idroponico, che produce frutta e verdura per le abitazioni. Giardini con prodotti di stagione saranno resi fertili dal letame prodotto dal bestiame. Utilizzando i metodi più avanzati per produrre degli alimenti – una combinazione di aeroponica, idroponica, permacultura, alberi da frutto eaziende biologiche ad alto rendimento – l’insediamento produrrà dieci volte più alimenti di una azienda agricola delle stesse dimensioni, impiegando meno risorse. L’idroponica, ad esempio, può produrre dieci volte di più di un terreno delle stesse dimensioni, usando il 90 % in meno di acqua.
“Noi prevediamo letteralmente tonnellate di abbondante cibo biologico ogni anno – da vegetali, frutta, frutti in guscio, pesci, uova, galline, latticini prodotti da piccoli animali e proteine, – che possono essere ogni anno fatti crescere e ed essere prodotti nei sistemi di giardini e orti verticali come produzione supplementare rispetto a quella degli orti e delle coltivazioni sui terreni adiacenti,” dice James Ehrlich, dirigente dei Villaggi ReGen, che si stanno sviluppando in California, e che dirige anche la vicina fattoria complementare. L’impresa è socia di Effekt, una società di architetti danese, che collabora per la progettazione.
La comunità produrrà anche l’energia di cui ha bisogno, usando una combinazione di energia geotermica, solare, solare termico, eolico e da biomasse. “Noi stiamo pensando a delle tecnologie molto interessanti, in particolare a piccoli impianti a biomassa a basse emissioni, che può utilizzare i residui delle aziende agricole dei dintorni e trasformarli in una significativa fonte di energia, in modo che possa alimentare le comunità del Nord Europa anche nel cuore dell’inverno” dice Ehrlich. Una rete intelligente distribuirà l’energia in modo efficiente, inviandola anche ad una tettoia che accoglie le auto, per rifornire le auto elettriche condivise ogni volta che è necessario.
Un impianto di biogas trasformerà qualunque rifiuto delle abitazioni, non utilizzabile per il compostaggio, in energia e acqua. Un sistema di raccolta dell’acqua raccoglierà l’acqua piovana e l’acqua grigia, e la redistribuirà secondo le esigenze dei giardini e degli orti stagionali e dei sistemi idroponici. Questo costituisce il primo di una rete di comunità analoghe, che ReGen ha in mente di realizzare in tutto il mondo. “Stiamo realmente operando in una prospettiva globale”, racconta Ehrlich. “Stiamo elaborando una nuova definizione dello sviluppo residenziale immobiliare, creando questi insediamenti che si autorigenerano, guardando in primo luogo questi campi come parti di una fattoria dove possiamo produrre più cibo biologico, più acqua potabile, più energia senza effetti collaterali e far scomparire più rifiuti di quanto si riuscirebbe a fare lasciando che la stessa estensione di terra produca alimenti biologici o adottando metodi di permacultura”.
Il primo villaggio di cento abitazioni sta sorgendo nei dintorni di Almere, una cittadina in rapida espansione che dista venti minuti di treno da Amsterdam. All’interno di Almere, la società sta anche costruendo una versione più ridotta che comprende trentacinque unità condominiali. La società ha anche in programma altri progetti in paesi come la Svezia, la Norvegia, la Danimarca e la Germania, ma pensa di espandersi dovunque si presenti l’occasione. “In realtà noi ci consideriamo come la Tesla (l’auto elettrica) degli ecovillaggi”, dice Ehrlich, “Questa è la nostra idea. Noi stiamo progettando queste strutture con delle finalità un po’ più adatte ai paesi del Nord Europa”. Ma in seguito la società intende adattare il sistema ai climi aridi come quelli del Middle East.

“Per ora stiamo lavorando su due aree con un clima più rigido, poi dopo di questa sperimentazione affronteremo situazioni a scala globale, – l’India rurale, l’Africa a sud del Sahara, dove noi sappiamo che le popolazioni continueranno ad aumentare e tendono a muoversi verso le classi intermedie. Se tutti in India e in Africa vorranno lo stesso tipo di periferie estreme che noi abbiamo realizzato finora, il pianeta non potrà sopportarlo”.
Ehrlich, che lavora anche come “imprenditore nell’edilizia abitativa” alla Stanford University e come un tecnologo senior nella stessa università, si è ispirato ad un Rapporto dell’Onu del 2013, che sosteneva la necessità di creare comunità autosufficienti. Ad Almere, il villeggio sarà in grado di crescere circa la metà di ciò di cui la comunità ha bisogno per mangiare, anche se non coltiverà caffè o banane, ad esempio. Restituirà anche energia alla rete locale. Ma in alcune situazioni la società è convinta che l’insediamento potrà essere completamente autosufficiente. La comunità di Elmere vedrà la luce la prossima estate e sarà completata entro il 2017.
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Non so se ricordate che all’epoca del cambio lira/euro, la lira a livello internazionale era una delle monete piu’ sfigate(povere) del mondo, persino la dracma greca valeva di piu’ della lira, tanto per fare un esempio..Ora quando viaggio nel mondo con l’euro ci sto benissimo, perché all’estero il nostro euro vale al cambio lire 1936,27, come nel mio stipendio e come la quotazione ufficiale della BANCA d’ITALIA. Quando torno in Italia, questo stesso EURO, MAGICAMENTE il suo valore diventa di LIRE 1000..Così con solo una mossa ci hanno quasi dimezzato il potere di acquisto del nostro stipendio/pensione, ma, non paghi, allo stesso tempo hanno RADDOPPIATO i prezzi applicando la quotazione di un euro = mille lire. Un tempo dicevano che l’italiano si arrabbia quando gli mettono le mani in tasca, hanno visto che ormai nemmeno questo lo fa reagire per cui hanno capito che possono imperversare a loro piacimento, tanto questo è un popolo di “RIMBAMBITI”..e non dico l’inglese ma neanche l’italiano più si parla, infatti all’estero siamo giustamente dileggiati come un popolo di ignoranti. NON è VERO che l’euro ci rovina, è la nostra classe politica e non solo che vuole ROTTAMARE l’ITALIA.
    Giovanni

    Commento di giovanni — luglio 12, 2016 @ 11:38 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: