Nuovo Masada

giugno 28, 2016

MASADA n° 1776 28-6-2016 E ORA DOPO LA BREXIT?

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:45 pm

MASADA n° 1776 28-6-2016 E ORA DOPO LA BREXIT?
Blog di Viviana Vivarelli

Al momento… il casino.
Il Muro
Senti, ma che tipo di Europa è? Non è che alle dieci state tutti a Bruxelles ed io sto buttato in un angolo… no. Ah no, se si va a Bruxelles mi chiamo fuori. No, allora lascio. Che dici resto? Mi si nota di più se resto e me ne sto in disparte o se lascio? Resto. Resto e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate “Scozia vieni di là con noi, dai” ed io: “Andate, andate, vi raggiungo dopo“. Resto, ci vediamo là. No, non mi va, lascio. (liberamente tratta da Ecce Bombo di N. Moretti)
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Ma guarda quanti guai quando nel gioco dei potenti appare il popolo!
Il Popolo?? E chi è costui? Chi lo ha invitato?

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“…Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo…”
Bertolt Brecht
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Margaret Thatcher: “L’euro è un pericolo per la democrazia, sarà fatale per i Paesi più poveri. Devasterà le loro economie“. Fatto.

Paolo Ercolani: “La nostra è l’epoca in cui, per citare Paul Ricoeur, all’ipertrofia dei mezzi corrisponde un’atrofia dei fini. In cui la sfavillante opulenza informativa produce, all’atto pratico, una desolante indigenza conoscitiva. Sappiamo che dobbiamo andare, desideriamo ardentemente farlo, siamo programmati dalla grande industria culturale per muoverci in base ai dettami prestabiliti, ma non sappiamo per dove. Costretti al viaggio ma privati della capacità di concepire autonomamente una meta“.
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I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli
Se i popoli capissero la loro forza, nessuna utopia sarebbe irrealizzabile
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Il voto in Gran Bretagna – scrive Ricken Pateldeve essere una scossa per far nascere un grande movimento, una scintilla che riaccenda la passione di ogni cittadino per difendere e lottare per un mondo di tolleranza, di pace e fratellanza. Quello stesso mondo per cui i nostri genitori e nonni hanno lottato e lavorato duramente dopo gli orrori di due guerre mondiali“.

COMMENTI AL DOPO BREXIT
Viviana Vivarelli

Diciamo subito delle evidenze incontrovertibili:
intanto la richiesta della Scozia di fare subito un altro referendum rimarrà inevasa (Prodi l’ha definita ‘patetica’), la Gran Bretagna tutta questa smania di referendum non ce l’ha: nella sua storia di referendum ne ha fatti solo 3, per cui chi ulula per farne subito un altro sbatte contro un muro.
Poi è totalmente paradossale che i secessionisti scozzesi si vogliano sfilare dalla sovranità britannica per infilarsi sotto un’altra sovranità (quella della Troika) epperò conservando la sterlina, il che è privo di ogni senso comune, tanto più che la loro occasione di separarsi dalla Gran Bretagna l’hanno avuta due mesi e hanno scelto l’Unione e i motivi per cui l’hanno fatto restano validi anche ora.
Infine non ci piove su alcuni fatti: la carriera di Cameron è finita e la sua smania referendaria muore con lui. E’ stato molto facilone nel valutare (male) i suoi concittadini e ha perso. Era partito con difficoltà riducendosi a governare a metà, poi aveva fatto una forte risalita, ora è crollato per sempre. Si è fidato di sondaggi fasulli e ormai quasi sempre i sondaggi si dimostrano fasulli con una fissità sconcertante. Certo ora molte cose si sono messe male: Governo e Parlamento inglesi sono spaccati. Corbyn che è stato molto debole e poco determinato fa pure lui una pessima figura e infatti i deputati laburisti lo hanno subito sfiduciato per la sua campagna debole per il remain.
L’ex sindaco di Londra Boris Johnson, che si è battuto a favore della Brexit e ha già avuto il voto di milioni di persone, diventa il grande favorito a premier per la successione a Dowing Street. Ma con Boris Johnson la politica europea sicuramente cambierà.
La Borsa ha avuto la sua caduta perché, ovviamente, essendo fatta da speculatori che avevano scommesso del remail, hanno perso le loro scommesse. Ma altre volte la Borsa è scesa in picchiata ma si è subito ripresa. Significativo che la Borsa di Londra sia scesa poco ma quella di Milano moltissimo, questo la dice lunga sulle previsioni che spesso non sono autoavverantisi e sull’attendibilità delle stesse speculazioni che una volta di più dimostrano che i cosiddetti professionisti possono prendere della cantonate.
Nel gioco dei potenti che sembra irreversibile si è introdotta una variabile che ha scompaginato tutti i giochi fatti a tavolino: la volontà popolare. Questo dimostra che dove essa riesca a manifestarsi può fare la storia e che dove, come in Italia, viene tarpata, deve lottare per emergere.
Draghi ha detto che la Brexit fa perdere all’Europa un punto e che questo aggraverà la situazione delle banche.
Obama ovviamente è molto irritato, non può portare avanti il suo piano di depredazione economica dell’Europa col TTIP, vede all’orizzonte lo sgretolamento dell’Unione europea che finora era un soggetto unico in mano a capi di Governo come Hollande o Renzi facilmente assoggettabili, vede profilarsi l’insieme di 28 Stati molto più difficilmente riconducibili alle mire del grande capitale.
I media italiani giocano al terrorismo ed è chiaro il perché: questa manica di capitalisti che sta depredando l’Europa trova il primo schiaffo alle sue preteste dittatoriali e teme che ce ne saranno altri e che i giochi di questo pugno di magnati che ha deciso di sferrare un attacco finanziario ai Paesi europei ora dovranno temere un effetto domino, che bloccherebbe forse per sempre le loro mire imperialiste.
E’ evidente a tutti, malgrado l’ondata terroristica dei media, gestiti dalla Finanza e dalla corporation, che, se la GB che aveva avuto grandissimi favori e pochissimi obblighi dall’Ue, ritiene vantaggioso uscirne, figuriamoci cosa dovrebbero fare i Paesi del sud Europa come l’Italia, succubi di a regole mortali come quelle di euro, austerity, pareggio di bilancio, fiscal compact, Mes, multe della Bce, imposizioni di riforme antidemocratiche e esiziali…che li hanno gettati in una crisi terribile.
Per cui l’effetto domino è certo e si comincerà probabilmente dall’Olanda e dalla Finlandia.
Ma, comunque fosse andata, la data della Brexit resterà fondamentale e cambierà la storia dell’Europa e forse di tutto l’Occidente.
Io spero che stoppi anche il mortale TTIP di Obama che darebbe il colpo di grazia all’Europa in crisi e di conseguenza anche a Renzi che lo propugnava.
Che l’Unione europea sia un fallimento totale sta sotto gli occhi di tutti.
A questo punto, se la Troika e la Merkel non accetteranno di modificare le loro pretese vergognose, segneranno la propria rovina ma è possibile che ciò accada per volere della Germania che non vuole cambiare niente dell’assetto europeo che a lei per ora va benissimo, ma il prossimo anno anche la Germania va al voto e potrebbe darsi che il potere della Merkel e di Shauble possa crollare.
L’Unione europea ormai è ferita a morte e tutti i media falsificanti e disinformanti dell’Occidente non basteranno a frenare l’esodo dei Paesi euroscettici e anche degli altri.
Dopo di che è impossibile al momento prevedere cosa succederà.

IL POPOLO
Viviana Vivarelli

Il popolo ha votato! Grandissimo shock. Si erano dimenticati del popolo. Facevano tutti i loro bei giochini a tavolino. Esercito, finanza, banche, borsa, grandi capitalisti, generali, ministri, cloni, giornalai, troll a libro paga….tutti d’accordo, tutti da una. Ed ecco che il corpo del popolo risorge e dice la sua! Erano talmente convinti che quella massa a loro ignota di persone fosse stata servita a dovere, plagiata, convinta, derubata, defraudata, annichilita, imbavagliata… e ora salta fuori che c’è un popolo che vota! Vota??? Scalpore. Il popolo è vivo! Lo avevano ammazzato. Lo credevano morto. Poverini, erano in buona fede come l’assassino che ha già squartato la sua vittima e si accingeva a cavarle i denti d’oro e il cadavere sul tavolo da dissezione si è mosso. Sono così paralizzati dalla sorpresa che balbettano. I grandi esportatori di democrazia, i grandi politici che escono dalle grandi università del capitale, i grandi giornalisti sbavanti lecchinaggio a catena, si sono messi a urlare che la democrazia è un errore, che non si deve dare al popolo il potere di decidere, di scegliere. Ma sono i rappresentanti del popolo o i suoi carcerieri? Il popolo ?? Ma chi è costui? Il popolo per antonomasia è un gregge, deve ubbidire, non deve capire, deve anzi applaudire a comando, telecomandato, con schiere di giornali schierati per il suo appecorinamento, con politici di entrambi gli schieramenti ben appagati e uniformati nel tenere il popolo tra incapaci di intendere e di volere. Avevano fatto un così buon lavoro: crisi, austerity, “l’ha detto l’Europa”, il debito, i tagli costituzionali, le leggi elettorali, gli stupri costituzionali, le tasse crescenti e i diritti calanti, la camicia di forza, l’impoverimento, tutti uniti, d’accordo e ora quel coglione di popolo si mette in testa di votare e li manda fanculo, scusate la parola. E loro restano lì con la bocca aperta e tutti vedono che quella bocca è sdentata e fa leggermente schifo e che sotto quella bocca l’avidità del capitale si apre come una voragine. Immensa!
E allora ecco l’enorme terrore che si sparge nelle Cancellerie europee: che tutti i popoli creduti morti si sveglino, che la democrazia in qualche strana maniera non sia defunta ma esista!

IL TERRORISMO DEI MEDIA
Gin
Ormai domina la forza agitando la paura, viviamo in un sistema che costantemente usa l’arma del terrorismo perché è basato sulla paura. Quella che una volta era la sinistra e combatteva contro il salario della gleba oggi appoggia coloro che rinnovano un certo sistema oppressivo e di sfruttamento proprio sulla gleba. E questo è fascismo: il nuovo assetto burocratico e finanziario fondato prima sull’illusione e poi sulla paura. Il denaro si sposta solo verso l’alto. I poveri aumentano e diventano più poveri, i ricchi diminuiscono e diventano più ricchi. E ormai siamo arrivati alla sfacciataggine di chi dice apertamente che ci vuole meno democrazia (Monti). “Sono morte parecchie persone e hanno sofferto, per la democrazia, per uscire da un Campo di Lavoro ed entrare in una civiltà nuova. Questo è successo tra la fine della seconda guerra mondiale e l’instaurazione del nuovo ordine continentale europeo e con l’Euro. La sovranità è stata tolta ai popoli ed è rimasta la sovranità dei debiti, ormai la Repubblica è diventata un Debito nazionalista e spietato. Oggi la democrazia è in catene. Il nazionalismo neofascista del debito è nell’atto costitutivo dell’EURO, sovrastruttura burocratica e finanziaria che non rappresenta in alcun modo la cultura millenaria europea. Anzi con la compressione della democrazia stiamo assistendo al rinascere di nazionalismi finanziari e politici. Se non paghi il debito muori.”
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INTANTO SI AVVICINA LA CRISI DELLE BANCHE ITALIANE

I renzioti continuano a dire che non ci sono soldi per il reddito minimo di cittadinanza, peccato che Renzi trovi benissimo 40 miliardi per una nuova trasfusione alle banche, banche alle quali, nemmeno dopo le regole Ue, i tracolli delle banche italiane e i misfatti di Banca Etruria e soci e il lassismo complice di Bankitalia Consob non si richiede un minimo di correttezza e controlli in più.
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I PARADOSSI DEL NUOVO SENATO
VV
Il nuovo Senato di Renzi è una cosa informe e pasticciata, il cui unico scopo è quello di mettere nel Senato persone nominate dal Governo, per ovviare all’evidenza che oggi il Senato è spesso l’unica opposizione parlamentare ai decreti assolutistici del Governo. Non esiste in nessuna parte del mondo un Senato a base locale ma con competenze internazionali. L’assurdo è che questo nuovo Senato viene presentato come un organo che curerebbe meglio le Regioni mentre di fatto non ha competenza in materia regionale mentre può opporsi alle leggi della Camera su troppe materie, paralizzandola.
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LA SCOZIA RACCOGLIE FIRME NON REGOLAMENTARI PER VOTARE DI NUOVO L’USCITA DALL’UNIONE CON LA GRAN BRETAGNA

Ma uscita cosa? La gente parla come se la Scozia fosse uno Stato autonomo che può decidere in autonomia se stare o con l’Ue.
Il 18 settembre 2014 la Scozia ha fatto un referendum per rendersi indipendente dal Regno Unito ma questo non ha avuto la maggioranza, per cui la secessione dalla Gran Bretagna è sfumata. E attualmente la Scozia è vincolata ai patti internazionali della Gan Bretagna.

La Scozia chiede di restare in Ue. Ridicolo!
E’ assurdo che la Scozia chieda di rifare il referendum in base a una autonomia che non ha e in base a una legge che non esiste
Il Regno Unito è uno Stato unitario, attualmente composto da quattro nazioni costitutive (Home Nations): Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Non esiste che uno degli Stati che lo formano faccia patti separati con l’Europa No, almeno finché quello Stato non si separi dalla Gran Bretagna e se ne renda totalmente autonomo, cosa che ora non è. Possono provare a staccarsi dalla Gran Bretagna ma è un tempo infinito che ci provano. In quanto al respingimento dell’esito referendario e alla richiesta di un nuovo referendum, ciò non avverrà, altrimenti la Gran Bretagna si farebbe ridere dietro da tutto il mondo, prima di tutto perché la legge non richiede un quorum e il referendum era solo consultivo, infine perché sarebbe ridicolo che ogni volta che si tiene un referendum, i perdenti ne richiedessero un altro. La volontà popolare si è espressa. Basta. I richiedenti si appellano a una legge che non esiste,a una indipendenza che non esiste e il paradosso sta anche nel fatto che per votare bisogna dichiararsi cittadini britannici mentre ciò che chiedono lo farebbero come Stato indipendente dalla Gran Bretagna, il che non è. Il tutto è grottesco.
Visto che la Scozia non è uno Stato a sé, sarebbe come se la Padania chiedesse la Brexit, con tutto che i caratteri storici e distintivi della Scozia sono ben più marcati di quelli della Padania. Se fai parte di uno stato centrale, devi ubbidire alle leggi del Governo centrale. Quando ti sarai reso indipendente come Stato autonomo, prenderai le scelte che vuoi. Le pretese della Scozia non hanno un fondamento legale, e non possono appoggiarsi su leggi inesistenti o su autonomie non ancora realizzate.

Il Referendum per l’indipendenza della Scozia, con il quale si è deciso se la Scozia dovesse o meno separarsi dal Regno Unito per divenire uno stato indipendente, si è svolto il 18 settembre 2014. L’esito del referendum ha visto la vittoria degli unionisti con 2.001.926 voti, pari al 55,3% dei votanti.
La consultazione è stata frutto di un accordo tra il Governo del Regno Unito e il Governo scozzese, noto anche come Accordo di Edimburgo, firmato il 15 ottobre 2012 dal primo ministro britannico David Cameron, dal segretario di Stato per la ScoziaMichael Moore, dal primo ministro scozzese Alex Salmond e dalla vice-primo ministro scozzese Nicola Sturgeon.
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Due anni fa la Scozia ha votato per chiedere l’indipendenza dalla Gran Bretagna Per ottenerla si sono fatti votare anche i 16 anni. Ma hanno vinto quelli che hanno preferito restare uniti al Governo di Londra. L’indipendenza avrebbe avuto delle ripercussioni negative superiori ai benefici. La Scozia avrebbe dovuto sopportare costi ingenti, come quelli per ridislocare i sottomarini nucleari (dai 3 ai 20 miliardi di sterline), preparare nuove strutture diplomatiche, chiedere l’ammissione alla Nato e all’Ue. Il pericolo di fuga di capitali sarebbe stato concreto con Standard’s Life, la Royal Bank of Scotland e i Lloyd’s che minacciavano uno spostamento dei propri uffici scozzesi nel Regno Unito. Inoltre, il fatto che la Scozia continuasse a usare la sterlina avrebbe comportato la rinuncia alla propria politica monetaria, configurando il Paese come un mero azionista della Bank of England. L’Snp avrebbe apportato tagli consistenti alla sanità (National Health Service) per coprire un buco di 400-450 milioni di sterline e questi spaventava gli anziani. Ora per 30 anni la Scozia deve stare zitta e buona.

I secessionisti scozzesi non si sono mai arresi ma hanno avuto la loro occasione e perso. Punto. In democrazia chi perde esce dai giochi almeno per un po’ e in GB non è che si fa un referendum ogni anno. In tutta la sua storia ce ne sono stati solo 3 per cui è molto improbabile che ottengano qualcosa. Assecondano solo i giochi di chi in Europa ha il terrore dell’effetto domino e intorbida le acque. Oltretutto questa petizione è fortemente illegale, raccoglie infatti firme da cani e porci, mentre i cittadini inglesi si sono già espressi, dunque siamo di fronte a una grossa bufala alimentata dagli europeisti. La cosa più ridicola è che viene presentata come una pretesa di democrazia mentre nega la democrazia stessa, imponendo la ragione di chi in democrazia ha perso e negando la volontà di chi ha vinto. Se una minoranza vuole imporsi sulla maggioranza, non siamo più in democrazia, ma in dittatura.

Il referendum inglese era consultivo.
Malgrado ciò Cameron ha rispettato la volontà popolare.
La nostra Costituzione ammette referendum solo abrogativi. Tuttavia un referendum consultivo potremmo farlo anche noi come ha fatto la GB ed è esattamente quello che i 5stelle chiedono per il semplice fatto che ce n’è già stato uno.
In Italia, nel 1989, una legge costituzionale consentì che, in occasione delle elezioni del Parlamento europeo, si votasse per un referendum consultivo sul rafforzamento politico delle istituzioni comunitarie, dunque si permise ai cittadini di votare su materia di trattato internazionale.
Nel 1989 con legge costituzionale (3 aprile 1989, n. 2), fu indetto un referendum di indirizzo (ossia consultivo) sul conferimento di un mandato al Parlamento Europeo per redigere un progetto di Costituzione europea. Fecero una legge di iniziativa popolare promossa dal Movimento federalista europeo –poi sostituita dalla proposta di legge costituzionale presentata dal PCI. La Costituzione non prevede tale ipotesi ma nell’89 i partiti tutti insieme approvarono un referendum consultivo con una legge costituzionale fatta apposta, per accelerare il processo di integrazione europea. E ciò che si è fatto una volta, si può rifare.
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Gianfranco Chiarello
La farsa della petizione per far rivotare al Referendum della Brexit.
Sul sito dove si raccolgono le firme, si può contribuire da tutto il mondo.
Solo dalla Corea del Nord sono arrivate oltre 80.000 firme, regolarmente registrate nel sito.
La stessa cosa è stata fatta da una giornalista del TGCOM24, che ha mostrato la regolare accettazione della sua firma.
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Barbablu
Fa veramente pena lo strombazzare che sento su una decisione presa a maggioranza. Da quando in qua, si rivota di nuovo , magari all’infinito, fino a che il risultato non ci piace?
Voglio raccontarvi un aneddoto realmente accaduto qualche anno fa in un piccolo comune italiano. Si votò per scegliere se entrare in una nuova provincia o rimanere in quella di origine. Vinse ampiamente il ” RIMANGO” . Dopo pochi giorni il consiglio comunale approvò il passaggio alla nuova provincia. Questa è la democrazia all’italiana, sembra ci si auspichi da parte di molti che venga adottata adesso anche nel resto d’Europa.
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L’Unione Europea non ci protegge dalle guerre, giacché essa stessa si è venuta configurando nella forma di un conflitto economico. Disse Lukács che, nel capitalismo funzionante a pieno regime, “la violenza diventa categoria economica immanente”. Lo stesso potrebbe dirsi, con diritto, della guerra: anch’essa si fa economica. Già si parla, in effetti, di “guerre valutarie” e di “pax commerciale”. E, allora, diciamolo apertamente: con le sue asimmetrie sempre più marcate, l’Unione Europea è una guerra economica, che prosegue in forma finanziaria le politiche di invasione militare a cui il Novecento ci aveva abituati in forma militare. La Germania ha invaso la Grecia: non con bombe e mitra, con carri armati e cannoni, bensì con la troika e con lo spread, con il fiscal compact e con l’acquisto dei beni pubblici greci. E questo è solo l’inizio”. (Diego Fusaro)
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Toto
“Basta con questa mania dei popoli che vogliono votare”
Frase dell’ex presidente del consiglio italiano Mario Monti, esportatore di democrazia nel mondo, spero lo incidano come epitaffio sul suo marmo !!!!
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Almeno i media inglesi non dicono le boiate di quelli italiani che per mesi sono andati avanti a dire che un referendum consultivo non si poteva far,e loro lo hanno fatto e lo hanno anche rispettato!
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Qfwfq
L’economista Giraud scrive: “Prima bisogna capire che il progetto europeo, nato sulle ceneri della Seconda guerra mondiale, è stato completamente tradito. Il disegno originario va ripensato perché l’Europa odierna è destinata a distruggere le economie del Sud e a riaccendere l’odio tra i popoli“. E loro ci stanno riuscendo. Alla grande.
Si teme (giustamente) l’avanzare dei partiti xenofobi e razzisti ma qual è la risposta dell’Unione europea? Si accelerano i trattati per favorire l’ingresso della Turchia, un Paese fortemente antidemocratico. La risposta all’immigrazione è pagare 3 miliardi alla Turchia perché questa spari agli immigrati lungo il confine. (!?)
L’Europa prossima a perdere il Regno Unito teme il crescere di xenofobia e razzismo ma favorisce l’ingresso di un Paese – sempre la Turchia – anche in lotta con i curdi, gli unici che combattono realmente i tagliagole dell’Is.
Di fronte a questo gigantesco nonsense, non c’è da stupirsi del malcontento che anima chi non accetta questa Unione europea.
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La Gran Bretagna potrebbe chiedere di far parte dello spazio economico europeo, una associazione che oggi viene applicata a Islanda, Norvegia e Liechtenstein e che prevede la libera circolazione di beni, capitali e persone e la partecipazione a programmi di ricerca, come Horizon 2020.


E.S.

Fossi un cittadino britannico avrei tenuto presente certi fattori:
-La GB ha il più grande polo finanziario del mondo (dove fra parentesi tutti gli scambi dollaro-euro avvengono)
-La GB ha contatti privilegiati con un mercato da 3 miliardi e 200 milioni di persone, mentre la UE è un mercato oggi depresso di meno di 500 milioni
-La UE ha un surplus commerciale con la GB, mentre la UE non compra quasi nulla dalla GB
-Il loro polo finanziario, la City, esporta il 10% del PIL inglese. Di questo solo l’1,1% va alla UE
-Hanno il petrolio
-La burocrazia UE ha effetti devastanti sulle PMI inglesi, che devono obbedire a Bruxelles, e questo gli costa la bellezza di 600 milioni di sterline alla settimana
Di fronte al fatto che la GB non ha mai fatto realmente parte dell’UE, che l’UE è diventata una succursale degli interessi di multinazionali e alta finanza.. probabilmente hanno fatto una scelta non del tutto sbagliata.
Ma è bene ricordarsi che Margaret Thatcher era contro l’Unione Europea, eppure sotto essa si è visto uno dei periodi più bui dell’economia britannica.
Con o senza UE il neoliberismo farà il suo corso…
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Alessandro Gilioli
Un anno fa, nel pieno della crisi greca, qui si faceva sommessamente notare che in gioco non c’era solo la piccola Grecia ma un po’ tutta l’Europa.
Insomma c’era un problema più grosso, sul tavolo. Cioè l’ eccessiva invasione di campo nella vita delle persone da parte di poteri non eletti (Fmi, Bce) o comunque molto lontani (commissione Ue) che aveva messo in moto nei vari Paesi reazioni e meccanismi che le istituzioni non riuscivano più a controllare: dalla Spagna alla Gran Bretagna, dall’Italia alla Francia.
Il disastro che di conseguenza si stava profilando era molto maggiore di quello greco: era cioè una catastrofe nelle coscienze dei 500 milioni di cittadini europei.
Esseri umani che le istituzioni avevano per decenni fatto finta di non vedere, trattandoli come se non esistessero, come se non avessero consapevolezza, orgoglio e volontà.
Di nuovo, qui lo si è detto fino allo sfinimento: i veri nemici dell’Europa – cioè quelli che la stavano distruggendo – erano loro, gli Juncker, le Merkel, i Cameron, i Rajoy.
Cioè quelli che avevano fatto esplodere i sentimenti nazionalistici e anti-Ue con le loro ideologie economiche dogmatiche, con una burocrazia al servizio delle lobby, con un presidente puparo dell’evasione fiscale per le corporation, con un ministro del commercio che si piccava di non dover rispondere ai cittadini europei, “I do not take my mandate from the European people”.
Il primo dato che emerge dal voto di giovedì – e qui lo dice uno che nonostante tutto avrebbe messo la croce su Remain – è proprio questo: la rivincita della politica e della democrazia sull’economia e sulla finanza.
Dopo trent’anni in cui le élite si erano convinte di non dovere più alcuna accountability ai cittadini.
Ci eravamo talmente disabituati a questo principio di base della convivenza democratica – toh, le nostre sorti le decidiamo tutti noi elettori, a maggioranza – che ieri c’è stato anche qualche piccolo delirio in merito, in giro, più o meno trattenuto.
Napolitano, ad esempio, ha definito «un’aberrazione» il referendum britannico: non i suoi esiti, proprio il fatto che le persone abbiano potuto esprimersi su una decisione fondamentale per il proprio Paese.
Anche per l’ex premier Mario Monti la consultazione popolare è stata «un abuso di democrazia» (?), ma almeno nel suo caso c’è coerenza perché è diventato sia senatore sia premier senza mai avere preso un voto e quando si è presentato alle urne ha floppato, il che rende comprensibile il suo scarso attaccamento all’idea che le persone votino, perfino gli straccioni e quelli che non hanno fatto la Bocconi.
Ancora oltre è andato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, già demiurgo di Canale 5 ed ex consigliere di Renzi, proponendo restrizioni al suffragio universale conquistato in Italia nel 1946.
E qui siamo appunto al delirio: non varrebbe neppure la pena di parlarne se questa uscita non riassumesse una parte importante del problema.
Tra le molte cose che l’establishment e la politica non hanno capito, infatti, c’è anche il fatto che a cementare il tappo della pentola a pressione questa scoppia.
Fuori di metafora: che per arrivare a una nuova relativa stabilità – dopo questa turbolenta fase di conflitto tra establishment arroccato e cittadini furiosi – è necessario non chiudere di più ma al contrario aprire di più i canali tra i cittadini e le istituzioni, tra gli elettori e le decisioni che li riguardano.
Mentre nell’ultimo trentennio siamo andati nella direzione opposta: le persone hanno avuto sempre di più la sensazione non infondata di essere allontanate dalle decisioni, che venivano esternalizzate a istituzioni e poteri lontani.
Questo è solo un pezzo del problema, naturalmente.
L’altro pezzo è quello dei contenuti delle decisioni che venivano prese lontano dalle persone, dei loro effetti economici e sociali nella vita di quasi tutti.
Ieri un’ottima analisi di “The Nation” spiegava il rapporto non secondario tra condizione sociale e vittoria del Leave, facendo pulizia di molte superficiali analisi sul “razzismo” degli inglesi. E tutto ciò al netto del fatto che anche i sentimenti anti-immigranti hanno molto a che fare con l’impoverimento del ceto medio e con la desertificazione del welfare, insomma è abbastanza ovvio che se in una vasca si riduce l’acqua poi i pesci messi peggio inizino a scannarsi tra loro.
Adesso è tutto un piangere sul latte versato e un vaticinio di catastrofe urlato proprio da chi la catastrofe l’ha provocata.
Bah.
Keep Calm and give us back our democracy, direi piuttosto.
Dateci indietro la nostra democrazia – cioè il nostro diritto di decidere sulle decisioni che riguardano tutti – e un po’ di attenzione sociale, un po’ di redistribuzione del reddito e delle ricchezze, un po’ di scuole pubbliche, di asili, di ospedali, di autobus, di chance di programmarsi una vita, di avere una casa, una pensione, insomma di guardare al proprio futuro senza sentirsi tremare le gambe.
Forse, per evitare il casino globale, funzionerebbe meglio che togliere il suffragio universale.

Simone.blu
La Svizzera è al centro dell’Europa ma non è mai entrata in Ue eppure è una delle nazioni più ricche!! Perché c’è ancora gente che continua a sostenere che se il Regno Unito senza UE avrà crisi economiche?? Su che basi???
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Nerone2
Il Governo svizzero un paio di settimane fa ha ritirato la domanda per entrare nella UE, una “domanda” che era li da più di 22 anni.
Chiamali scemi gli svizzeri!
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LA BREXIT E I GIOVANI
Mark
La lettura dei media italiani non è molto corretta. Non è vero che il voto per la Brexit lo abbiano dato i giovani. I giovani hanno proprio disertato le urne. Le aree con più bassa affluenza sono state quelle con maggior popolazione giovanile
Il Guardian fa riportava alcuni analisi del voto politico del 2015, da cui emergeva che circa l’affluenza nella fascia 18-24 è mediamente il 43%. Il 72,2% del voto giovanile per il “remain”, è probabilmente una percentuale prossima al 30% dei giovani elettori britannici: l’altro 70% o è rimasto a casa o ha votato per il leave. La lettura dei media italiani che anziani bigotti, cinici ed egoisti abbiano rubato il futuro ai giovani, sembra molto interessata alla “narrazione giovanilistica” di stampo governativo italiana.
Il sospetto è che semplicemente gli inglesi, tutti, giovani e anziani, da sempre non abbiano mai amato l’Unione, di cui sono sempre stati partner riluttanti. Il referendum è stato un azzardo di Cameron, che lo ha promesso e indetto per rafforzare la su leadership nel partito in un contrasto correntizio. Le élite, secondo molti commentatori italiani, avrebbero le competenze per decidere meglio del popolino bue ed ignorante, e vituperano lo strumento referendario. Cameron non sembra l’unico, pronto a giocarsi tutto in chiave di rafforzamento di solo potere personale e non sembra più saggio e preparato del disoccupato di Sheffield, o del pescatore della Cornovaglia, o dell’operaio del Sunderland.

I media italiani che devono tirare l’acqua per l’Ue non hanno detto che i giovani hanno disertato le urne. La BBC ha constatato che nelle aree con la più bassa affluenza sono anche quelle con maggior popolazione giovanile. Il Guardian riportava alcuni analisi del voto politico del 2015, da cui emerge che l’affluenza nella fascia 18-24 è il 43%. Il 72,2% del voto giovanile per il “remain”, è probabilmente vicino al 30% dei giovani; l’altro 70% o è rimasto a casa o ha votato per la Brexit. Ma i media italiani sparlano dicendo che anziani bigotti, cinici ed egoisti hanno rubato il futuro ai giovani. Sarebbe meglio dire che tutti gli inglesi, giovani e anziani, non hanno mai amato l’Unione, di cui sono sempre stati partner riluttanti. Il referendum è stata una sfida di Cameron, che pensava di rinforzare la sua leadership. Ora salta fuori la bella dichiarazione fascistoide (Monti o Napolitano)che solo le elites avrebbero le competenze per decidere meglio del popolino bue ed ignorante (complimenti alla democrazia!), e che i referendum è meglio non farli, anzi aboliamoli addirittura!

Carlo M
E’ comprensibile che di fronte alla scelta britannica vi chiediate: “e adesso che cosa fanno?”. Sarebbe meno sensato se questa domanda la poneste a voi stessi. Loro faranno ciò che vogliono senza escludersi nessuna scelta “perché l’Europa non vuole o glielo chiede”. Loro saranno liberi, anche di sbagliare, noi no. Noi guardiamo oltre le sbarre a ficcare il naso in politiche altrui e non ci accorgiamo che siamo in gabbia. Non siamo liberi di decidere nulla, si esegue soltanto quanto richiesto dai capitalisti e banchieri nostrani e di Bruxelles. O forse qualcuno è in grado di dimostrare che mi sbaglio? Siamo come quei prigionieri che si affezionano alla sicurezza degradante che gli offre il proprio aguzzino. Perché ci piacciono le certezze, ma la libertà richiede la rottura delle gabbie, richiede anche dei rischi. Tutto per abbandonare la condizione di servi stupidi ed inetti. Tutto per la bellezza di spiccare il volo. Perché un’ Europa diversa passa per la distruzione di questa UE. Perché non ci può essere il socialismo senza la libertà.
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Ernesto
Gli interessi sul debito pubblico stanno ammazzando il Paese e smantellando lo Stato Sociale. Gli interessi passivi annui sul debito pubblico sono destinati ad aumentare e a raggiungere quota 100 miliardi nel 2015. Dai 78 miliardi pagati dallo Stato per finanziare il proprio debito nel 2011 si passa agli 89 nel 2012 per salire ai 95 nel 2013 e per arrivare a quota 99,808 nel 2015. Negli ultimi 30 anni l’Italia ha pagato 3.100 miliardi di interessi sul debito, una mostruosità.
I miliardi che lo Stato destina al pagamento degli interessi sul debito sono sottratti ai servizi primari dei cittadini: pensioni, sanità, ammortizzatori sociali, istruzione, risorse per le PMI. Con l’euro il debito pubblico non potrà che continuare a crescere e gli interessi ad aumentare fino a quando lo Stato Sociale italiano non sarà completamente smantellato e diventerà un guscio vuoto. Un corpo spolpato dalla BCE.
Il debito pubblico va ridenominato in una nuova moneta associata al valore della nostra economia. Pagheremo quindi meno interessi sul debito. Lo Stato ricomincerebbe ad utilizzare il suo avanzo primario di cui già dispone (al netto degli interessi sul debito) per finanziare attività e welfare. Con l’Italia fuori dall’euro, le PMI italiane potranno tornare nuovamente competitive e l’occupazione in crescita e gli investitori stranieri finanzieranno comunque il nostro debito che sarà sostenibile e onorabile.
Fuori dall’euro c’è salvezza, ma il tempo è scaduto. Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall’incubo del fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori dall’euro o default. Non ci sono alternative.
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Viviana Vivarelli
Teniamo sempre presente che dei 28 Paesi che formano l’Unione europea, 9 non hanno l’euro.
Hanno conservato la propria moneta Gran Bretagna, Danimarca, Svezia,Bulgaria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria.
Dunque si può stare in Europa senza stare nella zona euro.
Si guardi la Svizzera. Non è che per il fatto che non fa parte dell’Ue e nemmeno dell’Europa venga penalizzata. Anzi, sul fronte economico l’UE è il partner commerciale di gran lunga più importante della Svizzera. L’80% delle importazioni svizzere provengono dall’UE e il 60% delle esportazioni svizzere è destinato all’Europa. La Svizzera è il 4° partner economico dell’UE, dopo gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. L’Europa esporta in Svizzera l’8% delle merci che produce e importa dalla Svizzera il 6% delle merci. Se si considerano gli scambi di servizi, la Svizzera è il 3° partner economico dell’UE in ordine di importanza. La stretta cooperazione tra l’Ue e Svizzera si riflette in una fitta rete di trattati che comprende circa 120 accordi e poggia sull’Accordo di libero scambio concluso nel 1972. Faranno lo stesso con la Gran Bretagna, ma la Gran Bretagna smetterà di versare 8 o 10 miliardi l’anno alla Bce e sarà liberata dagli obblighi europei che limitano la sua sovranità.
Qua fanno del terrorismo come se la Gran Bretagna diventasse la parìa dell’Europa, ma non è così. Ci saranno sempre dei trattati commerciali ecc. nell’interesse di entrambi come ce ne sono per es. con la Svezia o con la Svizzera o con la Turchia.
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Cameron ha due anni di tempo per lasciare l’Ue e secondo le leggi deve contrattare l’uscita con le autorità europee.
Poi, essendo il referendum consultivo, non avrebbe avuto nessun obbligo di lasciare.
Cameron resterà premier per tre mesi, per traghettare il Paese. Poi al congresso dei conservatori sarà incoronato Johnson. Lui attiverà l’articolo 50 del Trattato Ue.
“Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre”. Lo ha detto il premier britannico Cameron aggiungendo che il nuovo premier “dovrà guidare i negoziati con l’Ue”.

VANTAGGI
Intanto la Gran Bretagna non verserà all’Ue i 20 miliardi di sterline che le deve versare ogni anno.
L’Italia ogni anno versa all’Europa circa 17 miliardi di euro l’anno, ricevendone in cambio solo i due terzi. Siamo tra i contribuenti attivi quelli più forti dopo la Germania, la Francia e la Gran Bretagna.
Tra poco Renzi dovrà dare all’Ue altri miliardi in cambio di una maggiore flessibilità.
L’Ue gli ha chiesto di blindare le clausole di salvaguardia 2017, dunque di impegnarsi ad aumentare l’Iva o a spiegare come intende bilanciare un eventuale non incremento, mossa che vale 7,2 miliardi. Allo stesso tempo gli si ordina di coprire la differenza fra le stime sul deficit 2017 di Bruxelles e quelle elaborate da Roma, con una correzione pari a 3 miliardi. E stare sotto il bail in ha già significato che per salvare le banche, Renzi regalerà loro 40 miliardi. Se questo vi sembra roba da poco! Poi a noi ci vengono a dire che i soldi per il reddito minimo di cittadinanza non ci sono!!!
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Obama finge di minacciare la GB dicendo che la metterà all’ultimo posto dei partner americani ma Obama è stato anche premiato col premio Nobel per aver detto che ritirava le truppe dal Medio Oriente, vi sembra che poi lo abbia fatto?
I potenti parlano secondo gli interessi del momento e hanno sempre la lingua biforcuta
In questo momento Obama vuol risollevare l’economia americana col colpaccio del TTIP con cui diventeremmo schiavi delle imprese americane col fallimento di tutte le piccole e medie imprese nostre e lo stato sociale privatizzato e regalato alla corporazioni commerciali statunitensi
Il referendum, gli ha scompaginato le carte, per questo fa minacce vane e che siano vane lo sa anche lui che è sempre stato un partner privilegiato degli inglesi e lo sarà sempre
Ma anche Obama ha paura della democrazia dal basso che è l’unica forza che può disturbare il gioco dei potenti che ci sta devastando con una guerra economica e finanziaria.

CAUSE DELLA BREXIT

Una causa della Brexit sta nei 46,6 miliardi di dollari di costi imposti dall’Ue.
Open Europe,think tank non-partisan con uffici a Londra e Bruxelles,misura quanto costano alla GB 40.000 atti giuridici UE,15.000 sentenze della Corte e 62.000 standard internazionali Stimano l’onere finanziario 2015 GB in 46,6 miliardi di dollari. I primi 100 regolamenti UE costano più di 37,8 miliardi in tasse di proprietà locali,pagate dai cittadini britannici al Tesoro .
I costi più alti sono stati:
1) strategia energetica per le rinnovabili: 6,6 miliardi l’anno
2) direttiva sui requisiti di capitale IV sulle istituzioni finanziarie: 5,9 miliardi
3) direttiva sull’orario di lavoro: 5,9 miliardi
4) pacchetto clima ed energia: 4,8 miliardi
5) direttiva sui lavoratori temporanei: 3 miliardi
Per es. la burocrazia UE dice che la GB riceve 29 miliardi per ridurre le emissioni di carbonio. Ma ciò presuppone erroneamente che il Trattato di Parigi per il controllo del clima sia stato pienamente attuato da tutti i 196 Paesi partecipanti .
Non è chiaro se nelle regole Ue ci siano dei vantaggi.
Open Europe consiglia che dopo la Brexit,la GB faccia un patto commerciale e di cooperazione come la Norvegia che ha rifiutato per referendum l’adesione all’Ue aderendo allo Spazio economico europeo con un accordo SEE che consente la libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali nel mercato interno Ue .
La GB può negoziare un patto simile con molti meno costi.

http://www.breitbart.com/big-government/2016/06/24/46-6b-annual-cost-hated-eu-rules-caused-Brexit/
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Viviana
Noi poveri mortali siamo costretti a capire sempre poco di quel che accade e ad essere confusi da atti di terrorismo mediatico perché non ci dicono mai quali sono gli interessi in gioco. I media italiani poi stanno al 77° come libertà di stampa dunque sono attendibili come bugiardi cronici (vd Repubblica o Unità). La struttura Ue è stata costruita a tavolino da un’America che non voleva certo un’Europa concorrenziale a pari poteri, dunque non abbiamo avuto una banca europea analoga alla Fed, siamo governati da un sistema finanziario e bancario succube delle grandi banche d’affari americane (basta vedere da dove vengono Draghi come Padoan) siamo agli ordini del Fondo monetario messo su da una cricca di magnati. Su questa Europa zoppa e manchevole gli USA hanno imposto i loro ordini, come quello della Goldman Sachs di ridurre la nostra democrazia e privatizzare tutto e leader come Renzi e Hollande hanno ubbidito (vedi il jobs act, i tagli alla democrazia o le riforme che cancellano diritti). Su questa Europa comoda come alleata nelle guerre USA, Obama ha cercato prima di mettere uno scudo difensivo americano, ora vuole imporsi il TTIP, la totale dominazione del mercato, delle merci e dei servizi pubblici. Ovvio che la Brexit scompagina tutto. Il fatto è che la democrazia qui non la vuole nessuno.
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La banche d’affari americane hanno ordinato all’Italia di ridurre la democrazia.
Renzi ha già eliminato due diritti elettorali ha distorto 50 articoli della Costituzione
ha fatto fuori l’equilibrio dei poteri, ha distrutto i diritti del lavoratori, ha centralizzato tutto nel capo del Governo, ha imposto un sistema elettorale senza le preferenze ma che crea un sistema medievale di nominati , ha snobbato i sindacati e calpestato i referendum. E’ a buon punto, mi pare.
Qualcuno doveva servire i potenti facendo il lavoro sporco e lui lo ha fatto.
E noi ci preoccupiamo perché in Gran Bretagna si pratica la democrazia??? Guardiamo piuttosto quanto in Italia non la si pratica affatto!
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Nessuno ha mai voluto un’Europa democratica
La Brexit spaventa gli antidemocratici che hanno fatto i loro conti senza i popoli e che si sentono in pericolo perché se la democrazia prende il via non c’è forza che possa fermarla.
E’ di questo che hanno paura tutti.
L’Europa stessa è stata costruita apposta male per essere un insieme di 500 milioni di persone rette da poche cricche di burocrati che della democrazia proprio se ne fregano e hanno creato delle illusioni per mantenere un potere usando quel potere non per il bene di quei 500 milioni ma per il lucro e la potenza di poche cricche agli ordini di un Fondo Monetario che nessuno ha eletto e di una Bce che nessuno ha eletto, tant’è che dal 2008 ad oggi grazie all’austerity i pochi ricchi sono diventati molto più ricchi e i molti poveri sono diventati molto più poveri, mentre quei diritti civili e del lavoro per cui tanti hanno lottato per secoli venivano tagliati uno a uno.
E’ ora il momento della distruzione dello stato sociale grazie al TTIP che incombe e che porterebbe alla totale privatizzazione di ogni servizio pubblico per il lucro di poche corporazioni americane.
E’ chiaro che la Brexit ha scompaginato le carte mostrando che l’impossibile esiste e che la democrazia non è mai morta.

Oui Danton
La Banca d’affari JP Morgan ha detto chiaramente, nei dettagli, come modificare le costituzioni antifasciste europee e che esse sono un intralcio per gli interessi del grande capitale (l’ha fatto alla luce del sole, a differenza di altre banche che parlano con i politici di queste cose solo in certi convegni). Le riforme in senso autoritario di Renzi vanno in quella direzione.
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Erica Pellegrino
Sono una banda di (censura). La Gran Bretagna è importatore netto dalla UE (100 miliardi solo dalla Germania). Hanno le mani legate, per questo sono furibondi. Tra l’altro questo la dice lunga sulla lungimiranza della Germania, che comprime i consumi interni euro ed è incatenata alle esportazioni. Siamo servi di nazisti, pure idioti.
In compenso ieri Hollande e Renzi si sono riuniti ed hanno deciso che il vero problema della UE è la Difesa (dalla Russia). Bisogna per questo andare verso un esercito comune europeo con un nucleo forte composto da Germania, Francia, Italia e Polonia, oltre ad aumentare le spese militari fino almeno al 2% del Pil in tutti i Paesi europei.
(Sarebbe invece grazioso cominciare a parlare della Deutsch Bank, che ha in pancia 54.700 miliardi di derivati. CINQUANTAQUATTROMILASETTECENTO! E se perde il 3-4% su queste speculazioni l’Europa diventa magicamente la Grecia, altro che Lehman Brothers!)
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DI MAIO
Viviana Vivarelli

Splendido Di Maio contro una Annunziata falsa e bugiarda di una impudenza indicibile a 1/2 ora . L’Annunziata ha la faccia di dire che il referendum consultivo ‘non si può fare’ e Di Maio paziente spiega che ‘è già stato fatto’ nel 1989 . Poi la sciagurata afferma che il referendum proposto dal M5S ‘è stato bocciato’ . Di Maio precisa che il Senato come poteva bocciarlo se non lo ha nemmeno guardato? Allora lei insiste, più bugiarda che mai, che ‘non avevano raggiunto le 50.000 firme’. E Di Maio ancora più calmo la contraddice perché le firme raccolte sono 200.000 Ma lei non batte ciglio come se la figuraccia tremenda che sta facendo non esistesse. E chiede come mai i 5stelle chiedono un referendum per uscire dall’Europa e lui, come si fa con un bambino dispettoso, spiega che il M5S non vuole uscire dall’Europa ma cambiare le regole dell”euro.
Ma io mi domando: che faccia di tolla hanno questi cosiddetti giornalisti e con che stomaco si permettono di dire falsità a catena? Una così andrebbe licenziata in tronco per malafede dichiarata e falsità professionale.
Poi la sciagurata si è messa a difendere le sanzioni alla Russia ‘in nome dei diritti umani’! E allora i tre miliardi di euro alla Turchia e la promessa di accoglierla in Ue rispondono ai diritti umani? E, visto che Obama spinge per far entrare in Europa anche Israele, qualcuno crede che Israele sia un campione di diritti umani?
Sentire le falsità sfacciate dell’Annunziata che intervistava Di Maio e con cattiveria cercava di impedirgli di parlare mentre lo bersagliava di infamità fa capire perfettamente perché siamo scesi al 77° posto nella libertà di stampa, sotto diversi Paesi africani. Una giornalista così è semplicemente vergognosa. E ha avuto anche la faccia di dire che Di Maio era nervoso…! Di Maio era calmissimo, fermo, chiaro e dominatore della situazione, mentre lei era incattivita. impappinata, si pestava i piedi da sola, farfugliava, era chiaramente nel pallone, in preda a una furia cattiva e menzognera che le ricadeva tutta addosso .
Ma licenziatela una cialtrona simile che fa solo vergogna alla Rai!!!
Ma non c’è un minimo di deontologia professionale che permetta di cacciarla?
E noi dobbiamo anche pagare un canone obbligatorio per sentire persone simili?????

Questo è il video integrale dell’intervista dell’Annunziata a Di Maio il 25 giugno

LA LIBERTA’ DEI POPOLI
Giorgio Cremaschi su Micromega :

La Grecia si è piegata alla tirannia della Troika e abbiamo visto come’è finita.
Quando avanza la libertà dei popoli,le Borse piangono
Borse e democrazia sono incompatibili
Con questo voto si spera che muoia il Ttip, che Obama legava ai destini della Brexit e cominci la fine della Ue dell’Euro, delle multinazionali, delle banche e soprattutto dell’austerità.“Comincia la fine di un sistema di potere europeo dove un solo parlamento è sovrano, quello tedesco, e tutti quelli degli altri Paesi eseguono gli ordini della Troika”.“Comincia la fine della Ue perché questa istituzione non è riformabile, come dimostrano anche le reazioni isteriche, furiose e inconcludenti dei suoi leader”.Anche in questi giorni c’è stato chi ha detto che “si sta nella Ue per cambiarla” (M5S), peccato che la Ue sia indisponibile a qualsiasi cambiamento vero e come tutte le tirannie può solo crollare, non cambiare.
Nel no alla Ue è stato decisivo il popolo laburista, che non ha seguito le indicazioni di Corbyn ma ha premiato l’impegno di minoranze coraggiose, come il glorioso sindacato dei ferrovieri.“Minoranze oscurate dai mass media, ma che sono state determinanti. Il popolo della sx britannica ha chiarito che sx ed europeismo oggi sono incompatibili e che la battaglia contro la Ue delle banche è stata egemonizzata finora da forze di dx perché la sx ufficiale ha abbandonato il suo popolo”.“Ora questo popolo ha bisogno di altri rappresentanti, che in nome della eguaglianza sociale e della democrazia e ‘non dei mercati dei banchieri’ , ricaccino le destre dal terreno abusivamente occupato. Ora si apre l’epoca del coraggio e tutto si rimette in moto, sarà dura ma questo voto mostra che “l’epoca della globalizzazione senza diritti sociali è finita”, sono gli stessi mercati a crollare sul potere di argilla che hanno costruito. Tornano i popoli, gli stati, le politiche economiche, i diritti sociali e del lavoro. Sarà dura e non sarà breve, ma c’è tutta una classe dirigente europea da rottamare. Cominciamo qui votando No al referendum di ottobre e mandiamo a casa Renzi e la sua controriforma costituzionale, voluta dalla Ue delle banche con i loro affezionati Banchieri.
E dopo la Renxit avanti con la Italexit.Grazie al popolo britannico che come nel 1940 dà il via al “percorso di liberazione dell’Europa”
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Liliana Pace
(Dopo la lettura di Cremaschi)
Oh, finalmente leggo parole in cui mi riconosco in pieno.
Quando mi chiedevo dov’è finita la sinistra cercavo questo, qualcuno che parlasse così.
soprattutto sulla Borsa ho sempre pensato la stessa cosa, che quando va bene per loro va male per noi, e viceversa. ma ora dimmi, quanti italiani pensi che conoscano Micromega e Giorgio Cremaschi? Pochi, davvero pochi, gli ultimi lavoratori che ancora hanno un contratto stabile, qualche intellettuale racchiuso, non certo per colpa sua, in una torre d’avorio…ma la massa? cosa pensa la massa? e soprattutto quello che pensa è frutto del funzionamento autonomo del suo cervello, o non è il risultato di una sapiente manipolazione? Non mi spaventa tanto il fatto che esulti anche Marine Le Pen insieme a me, mi spaventa l’agitare questi fantasmi da parte dei media, questo tentativo di costruirci dei nemici per spaventarci e indurci a rimanere sotto la loro ala protettrice, che naturalmente non protegge noi, ma solo i loro interessi. E mi sembra che già se ne vedano gli effetti. sono convinta che in Spagna Podemos avrebbe avuto un risultato migliore, se non avessero fatto in tempo a far serpeggiare queste paure inconsce. E sono anche convinta che alla fine non succederà nessuno sfracello, già stanno minimizzando, già stanno smuovendo la paglia per aggiustarsi il nido. alla fine faranno i loro soliti accordi sottobanco che lasceranno le cose come stanno, solo una leggera mano di vernice per accontentare le apparenze.
Io spero di sbagliarmi, ma, come si dice? chi di speranza vive…
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Noi potremmo fare benissimo un referendum ‘consultivo’ come è stato quello inglese In Italia, nel 1989, una legge costituzionale consentì che, in occasione delle elezioni del Parlamento europeo, si votasse anche noi per un referendum consultivo sul rafforzamento politico delle istituzioni comunitarie, dunque si permise ai cittadini italiani di votare su materia di trattato internazionale. Fu necessaria una legge di iniziativa popolare promossa dal Movimento federalista europeo –poi sostituita dalla proposta di legge costituzionale presentata dal PCI. La Costituzione non prevede, nella sua lettera, un’ipotesi simile, ma nell’89 i partiti tutti insieme approvarono un referendum di indirizzo con una legge costituzionale fatta apposta, per accelerare il processo di integrazione europea. Dunque ciò che si è fatto una volta, si può rifare. Ma figuriamoci se il Renzi, tutto intento a tagliare la democrazia e annientare diritti elettorali, ha voglia di consultare il popolo! Ma non lo vedete che sta ad ascoltare Napolitano che gli dice che abbiamo troppa democrazia e occorre ridurla e lui si dà da fare festante ad ammazzarla totalmente?
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Serve un’Europa con più democrazia e non questa dove il parlamento eletto non conta niente e tutto si decide alla centrale del Fondo Monetario (non eletto da nessuno) e alla Bce (non eletta da nessuno) o nelle riunioni del Bilderberg (mai eletto da messuno) col più completo disprezzo dei diritti dei popoli ma solo nell’interesse e per il lucro di una cricca di magnati occidentale, spesso nemmeno europei ma statunitensi
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Fanno del terrorismo dicendo che la Brexit porterà dei cataclismi ma mentono sapendo di mentire. Chi fa affari continuerà a fare affari come prima. Quello che temono è che altri Paesi si stacchino dall’Ue e questo ostacolerebbe la depredazione che stanno attuando sui popoli europei.

Gin
Ho letto che: gli inglesi sono “autolesionisti”
poi, lo stesso giorno, guardi le borse e vedi:
GB -2%
Italia -12%
autolesionisti.. loro??
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Cinque Paesi europei stavano per firmare il TTIP e oltre a questi il caro Renzi che intende vendere imprese italiane e stato sociale alle corporation statunitensi, riducendoci peggio della Grecia.
Chiaramente la Brexit manda all’aria molti progetti affaristici americani
E ovviamente Obama è seccato.
Ed è bello vedere tutti questi Italiani pro-USA così fieri di svendere l’Italia al lucro americano, plagiati dai media del grande capitale, che ululano sulla Brexit come se non significasse una possibilità di rompere finalmente lo scudo durissimo della Troika per una rimonta della democrazia dei popoli che sovrasti quella delle banche, degli speculatori e della finanza.
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CORBYN
…in quanto a Corbyn, che è il leader più a sx che ci sia mai stato nel Labour, l’ho lodato come persona quando diventò capo dei laburisti, ho sempre parlato del suo desiderio di restare in Ue causato da motivi ecologici, di tutela del consumatore, del clima e dell’ambiente e ho sempre detto che nelle sue considerazioni non c’era nessuna traccia di riferimenti ai migranti. Ho precisato varie volte anche che la situazione inglese è profondamente diversa dalla nostra e non paragonabile nemmeno alla lontana, anche perché c’è sempre stato in UK un forte euroscetticismo e un forte senso della propria sovranità che ha sempre respinto l’euro come le regole della Bce, ha conservato la banca nazionale e la valuta nazionale, ma non sono mai stata d’accordo con Corbyn sul remain (che tra l’altro Corbyn ha difeso molto cautamente), per cui prego i totalitari di capire che io non ho mai preso nulla in blocco, nemmeno il M5S, e di ogni situazione o oggetto ho cercato di sviluppare il mio senso critico, notando sia le cose che mi sembrano positive che quelle negative, atteggiamento critico verso cui persone faziose hanno solo una vera repulsione. Forse è una modalità caratteriale, io cerco di vedere tutti i lati di qualcosa, altri preferiscono avanzare per slogan totalitari, con un pensiero a blocchi, o tutto sì, o tutto
Leggo molte sciocchezze su Corbyn che è contro la Brexit.
Il vecchio parlamentare della sx laburista, in carica dal 1983, tenace oppositore di Blair e leader del Labour è lo storico esponente del Socialist Campaign Group, la minoranza socialista e di sx del Labour Party Per quanto a noi sembri strano, Corbyn vuole stare in Europa, conservando certe prerogative. Teniamo conto che i rapporti di dipendenza dall’Europa della GB sono molto scarsi e anche Cameron vuole conservare questa autonomia e gestire il referendum per aumentarla. Ma a Corbyn piacciono le leggi Ue di tutela dell’ambiente,degli alimenti,del consumatore ecc. Lo sostengono Unite ed Unison,2 dei maggiori sindacati britannici e buona parte delle sedi locali laburiste. Con Corbyn,il Labour si è spostato a sx diventando un concorrente temibile per le elezioni del 2020. E’ il più valido rappresentante della sx occidentale,dopo il tradimento di Tsipras, l’annientamento della sx italiana e l’impallinamento di Podemos. Corbyn voleva subito il referendum sull’Ue e scrisse a Tusk, presidente del Consiglio europeo, ponendo 4 condizioni:proteggere i Paesi che hanno la propria moneta, rimuovere i regolamenti che ostacolano la competitività e rendere più facile la circolazione di merci, capitali e servizi, mantenere la sovranità della GB, controllare l’immigrazione e limitare gli abusi della libertà di movimento.
Come si vede, i rapporti con l’Ue avrebbero potuto essere gestiti diversamente. Ma da noi c’è chi non lo ha fatto.

Qfwfq
Le nazioni del Regno Unito che si azzuffano tra di loro, l’Austria che macina chilometri di muri per tenere fuori gli immigrati, la Francia in rivolta da mesi contro il Loi Travail, la Grecia dissanguata dalla Troika e costretta svendere per un piatto di lenticchie asset e isole senza riuscire comunque a frenare l’aumento del debito che anzi continua ad aumentare (il cane che si morde la coda), l’Italia distrugge il welfare e lo statuto dei lavoratori in nome della crescita eppure nella classifica di chi sta peggio è seconda solo alla Grecia. In questo clima misto tra guerra fredda e grande depressione loro parlano ancora di Stati Uniti d’Europa, magari da fare in un anno, mica come gli Stati Uniti che per arrivare ad essere tali sono passati tra guerre e lotte civili. Nel frattempo non riescono nemmeno a trovare un accordo sull’immigrazione il che è l’emblema di una Unione europea composta da tanti staterelli egoisti e ostili, l’esatto opposto di quello che in realtà dovrebbe essere. Sembra una barzeIIetta eppure è la verità.
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stuck_788
Ahahah ma guarda un po’! tutta la stampa che fa riferimento all’establishment che si schiera contro il Brexit! incredibile! i cosiddetti “democratici”, “liberali” ora dicono che il referendum non è espressione di democrazia, dicono che certe categorie di persone non dovrebbero avere diritto di voto, dicono che bisognerebbe rivotare!
Ma come, quando il risultato è quello che piace a voi si parla della bellezza della democrazia e quando invece il risultato non è quello sperato si parte a mille all’ora per far di tutto per sminuire il risultato appena ottenuto insultando tutto e tutti e istigando la paura nel futuro che verrà?
Ma come, voi cosiddetti democratici non siete quelli che parlano di “populismo” non appena si fa spinta sulla paura delle persone? e voi cosa state facendo ora?
IPOCRITI !
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Viviana
Vorrei fissare anche un altro punto: Napolitano, Monti, Renzi e in genere TUTTI i partiti italiani odiano i referendum, non li prendono nemmeno in esame, cercano di negarli, li calpestano, li limitano. Eppure i referendum sono la più completa espressione di democrazia diretta che abbiamo e in Svizzera sono continui e permanenti e si possono richiedere anche su materia internazionale, dunque TUTTI i partiti italiani, e massimamente soggetti come Napolitano, Monti, Renzi, “odiano” la democrazia.
E’ chiaro a tutti che l’80% della nostra vita è regolata dai patti internazionali. La crisi, l’austerity, la decadenza del nostro Paese dipendono da quelli. Sui patti internazionali in Italia si nega al popolo qualunque giudizio democratico. Ma il paradosso segnalato da Tremonti è che la riforma costituzionale di Renzi darà ai 17 senatori di un Parlamento di nominati da enti ‘locali’, sindaci, assessori ecc., l’enorme potere di decidere in materia internazionale! Con la riforma pasticciata di Renzi, avremo l’unica Costituzione al mondo in cui si dà a politici “locali” l’enorme potere di decidere sui patti internazionali (e paradossalmente di non decidere nulla che riguardi le Regioni).

Ale
Quando la borsa di Londra ricomincerà a galoppare, i vari Severgnini, Lerner, Parenzo, Gruber e altri giornalisti compiacenti avranno la febbre a 40°. Per quanto riguarda gli scozzesi, i quali non sono riusciti neppure a mantenere la propria lingua e cantano il proprio inno in inglese, cosa vogliono fare di concreto? Non hanno nulla a livello di risorse, forse potrebbero commerciare muschio, licheni e freddo, per vendere tutto ciò a qualche magnate arabo.
Non vedo l’ora che si inizi a sfaldare questa maligna unione, la quale ha portato solo disgrazie agli europei.
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Viviana
Un’altra chicca gustosa:
l’Inghilterra ha una sola Camera legislativa, poi però ha la Camera dei Lord che è un residuato storico con pochi posti ereditari o per censo o religione ecc. che ha pochi poteri come dovrebbe avere il nostro nuovo senato ma li usa in modo così devastante da bloccare spesso le leggi, tanto che si pensa di eliminarla e di trasformare il sistema il bicamerale, con un percorso inverso a quello che fa Renzi in Italia.
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X maidomo
Di Maio ha detto all’Annunziata che i 5stelle non sono andati in Europa per uscire dall’Europa ma per cambiarla “dal suo interno”.
Sono le stesse cose che disse Tsipras prima della fine tragica della Grecia
Le stesse cose che dice Podemos che intanto ha perso un milione di voti.
Se si pensa poi che i 5stelle nel Parlamento europeo sono 17 su 751, ci si rende conto della stronzata megagalattica che ha detto Di Maio.
Ma davvero qualcuno può credere che una struttura finanzcapitalista e fascista come l’Ue si possa ‘cambiare dall’interno’???????

SOROS E LA BREXIT

George Soros, uno dei magnati più ricchi del mondo, il cui patrimonio è stimato in 25 miliardi di dollari, è diventato famoso per una operazione di speculazione finanziaria che ha costretto la Banca d’Inghilterra a svalutare la sterlina facendogli guadagnare più di un miliardo ed è chiamato ‘l’uomo che gettò sul lastrico la Banca d’Inghilterra’.
Presidente del Soros Fund Management e Open Society Foundations e pioniere degli hedge fund, ha scritto, tra altri libri di finanza, ‘The Alchemy of Finance’ spiegando cos’è la crisi creditizia del 2008.
Sulla Brexit e il futuro europeo scrive che “La GB ha avuto il meglio di tutte le possibili offerte con l’Ue, è stato membro del mercato comune senza appartenere all’euro e con varie deroghe alle norme UE. Ma ciò non è stato sufficiente a far desistere gli elettori inglesi dalla Brexit. Perché? Nei mesi precedenti un vasto dibattito sulla crisi migratoria si è unito ai sondaggi mentre Cameron si impegnava al massimo nel Paese e Farage faceva del terrorismo con le immagini spaventose di migliaia di richiedenti asilo concentrati a Calais, disperati che volevano entrare in GB con ogni mezzo, alimentando la paura dell’immigrazione incontrollata. Le autorità europee hanno colpevolmente ritardato a prendere decisioni sulla politica dei rifugiati. Questo produce ora un grande terremoto politico. La decisione della Merkel di aprire le porte ai rifugiati ha ignorato le conseguenze La mancanza di adeguati controlli ha creato il panico spianando la strada ai partiti xenofobi anti-europei come quello di Farage, che ha guidato la campagna Leave mentre i governi nazionali e le istituzioni europee erano incapaci di gestire la crisi.
Ora lo scenario catastrofico che molti temevano si è materializzata, rendendo la disintegrazione della UE praticamente irreversibile. La GB alla fine può o non può stare relativamente meglio, ma la sua economia e il suo popolo possono soffrire in modo significativo nel breve-medio termine. La sterlina è scesa al livello più basso in 30 anni e i mercati finanziari di tutto il mondo rischiano di restare in fermento per come il processo lungo e complicato del divorzio politico ed economico da parte dell’UE è negoziato. Le conseguenze per l’economia reale saranno paragonabili solo alla crisi finanziaria del 2007-2008. C’è rischio politico per la stessa sopravvivenza del progetto europeo. Brexit aprirà le porte ad altre forze anti-europee all’interno dell’Unione. Infatti, appena è stato noto l’esito del referendum, il Fronte Nazionale francese ha pubblicato un invito a Frexit e il populista olandese Geert Wilders ha promosso Nexit. La stessa GB è a rischio. La Scozia farà un altro tentativo per ottenere la sua indipendenza e si sta muovendo l’Irlanda.
La risposta dell’UE al Brexit è un’altra insidia. I leader europei vogliono scoraggiare gli Stati membri dal fare altre Brexit. L’impatto sugli scambi europei potrebbe essere devastante (nonostante un tasso di cambio più competitivo). Londra soffrirà per il probabile trasferimento delle istituzioni finanziarie altrove. Ma le implicazioni per l’Europa saranno di gran lunga peggiori. Le tensioni tra gli Stati membri hanno raggiunto un punto di rottura, non solo per i rifugiati, ma anche per gli obblighi del debito nella zona euro. I leader di Francia e Germania sono indeboliti. In Italia, la Brexit ha portato a un calo del 10% nel mercato azionario, segno che il Paese è fragile e non reggerebbe una vera e propria crisi bancaria, che potrebbe anche portare il M5S al potere. Ciò ostacolerà le altre riforme che dovevano includere una unione vera e bancaria, un’unione fiscale limitata, e meccanismi molto più forti di responsabilità democratica. Il tempo non è dalla parte dell’Europa, le pressioni esterne di Turchia e Russia, che sfruttano la discordia a loro vantaggio, porterà in Ue nuove lotte politiche. Tutta l’Europa, compresa la GB, potrebbe soffrire per la perdita del mercato comune e la perdita di valori comuni che l’UE doveva proteggere. Ma l’UE si è rotta e ha cessato di soddisfare le esigenze e le aspirazioni dei suoi cittadini. E sta andando verso una disgregazione disordinata che lascerà l’Europa peggio di dove sarebbe stata se l’Ue non fosse mai esistita. Certo, l’Ue è una costruzione difettosa. Chi crede in essa deve unirsi per salvarla.

IL LAVAGGIO DEL CERVELLO DEI MEDIA
Viviana Vivarelli

Noi, piccoli cittadini, costretti ad informarci su media menzogneri al servizio di magnati, che ci fanno un unico, unanime, massiccio, lavaggio del cervello per i loro interessi e contro i nostri, noi che non conosciamo i maneggi e i patti occulti che stanno dietro l’ufficialità e i veri burattinai nascosti del mondo, noi siamo da compatire se brancoliamo ignorando la politica, l’economia e la finanza e sbagliamo magari in buona fede, ma con un fideismo e una faziosità imbarazzanti.
Ma i capi europei, che si giovano delle migliori menti economiche, politiche e finanziarie e malgrado questo operano per la nostra, ma anche la loro, rovina, dalla Merkel a Cameron, da Renzi a Rajoy, da Hollande a Tsipras, sono vergognosi e inaccettabili.
La disinformazione oltre all’egoismo sono i motori di tutte le guerre e della crisi dei popoli.
Ma credete che avremmo votato, e addirittura due volte, quel Prodi che con tanta leggerezza e truccando i conti come in Grecia, ci ha messo di imperio nella zona euro, svendendo con estrema leggerezza la nostra moneta, la nostra sovranità, il nostro futuro? E credete che, se i piddini avessero capito qualcosa, avrebbero sostenuto quel Monti che odia la democrazia, il Monti della Fornero, di Profumo, delle banche viziose, del capitale nemico del popolo? E credete che chi avesse consapevolezza e coscienza difenderebbe ancora quel Renzi, pedina di Napolitano, del Fondo monetario e del capitale Usa che regna con la Bce e ci devasta con l’austerità e che distrugge progressivamente ogni democrazia, diritto costituzionale, statuto del lavoro, welfare e futuro, e credete che non andremmo in massa a cacciarlo da quel trono su cui si è seduto arbitrariamente e da cui medita solo la nostra rovina?
Ma peggio di tutte sono le società di sondaggi, vera arma di manipolazione di massa, che hanno lo stesso macabro potere di una fattucchiera che, prevedendo il tuo bene, ti spinge verso il baratro mentre ti vuota le tasche.
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Siamo scesi al 77° posto della libertà di informazione? Niente paura, Renzi ridurrà gli spazi informativi Rai. Per la serie: se l’informazione la riduci, ce ne sarà meno di cui parlare male.
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Non sono bastati i miliardi buttati a getto continuo sulle banche italiane e le continue assoluzione di responsabilità in piena deregolamentazione finanziaria? Ora Renzi ci butterà 40 miliardi per salvare le sventurate dal bail in. Indovinate a chi li prende!
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L’UMANO PERSEVERARE
Bruno p
Coloro che dovrebbero guidare i popoli Europei verso una svolta positiva sono gli stessi che hanno ridotto il continente in un surrogato bancario e finanziario. Gli stessi partiti, gli stessi governi che ormai non rappresentano più i popoli d’Europa, che si sono sostituiti alla democrazia in nome di una intenzionale crisi economica, gli stessi che hanno elevato muri ,che hanno approvato i licenziamenti di massa, che hanno gettato milioni di famiglie nella povertà, gli stessi vorrebbero porvi rimedio. E con quali mezzi mi chiedo?
Fino a quando si può spingere sullo spread,sulla paura della gente a votare diversamente fino a manipolare persino i risultati referendari con meschine campagne propagandistiche degli effetti catastrofici di una uscita dall’Europa?
Ora magari faranno finta di darci un po’ di corda,qualche nazione potrà sforare sul deficit, qualche banca avrà ancora qualche anno prima di rastrellare i soldi dei risparmiatori, pensionati e lavoratori possono aspettare prima di vedersi ridotta la loro busta paga e così la giostra può riprendere a girare dopo questo “banale” incidente.
L’Inghilterra ha deciso di uscire dall’UE e come le iene i capi di stato delle Nazioni si stanno già cibando del suo cadavere per riequilibrare i poteri ed assorbire lo scossone.
E’ l’umano perseverare dell’idiozia e dell’incapacità di comprendere che i popoli non si possono accendere e spegnere come telecomandi e se non cambia la classe politica di questa Europa si andrà verso il baratro totale.
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Raccomandazioni Mansfield Brexit

Per compensare l’accesso ridotto al mercato unico, un post-EU UK dovrebbe:
● Negoziare adesione all’Associazione europea di libero scambio, pur rimanendo al di fuori dello Spazio economico europeo. Il grado preciso di vicinanza deve essere da qualche parte tra le posizioni di Svizzera e Turchia.
● Perseguire accordi di libero scambio con i principali nazioni commerciali come la Cina e gli Stati Uniti.
● approfondire il suo impegno con organizzazioni come il G8, G20 e l’OCSE.
● coltivare relazioni strategiche bilaterali con gli alleati tradizionali come l’Australia, il Canada e la Francia.
● creare nuove relazioni con le potenze emergenti in Asia e in America Latina.
● Stabilire un “gruppo di out-UE” formale dei Paesi europei al di fuori dell’UE, ma con accordi commerciali stretti, per permettere a questi Paesi di parlare con una voce più forte nelle discussioni con l’UE.
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. mah, sai, a me con il passare dei giorni sta venendo un atroce dubbio.
    possibile che tutti questi cervelloni si siano lasciati cogliere così di sorpresa? possibile che la loro vanagloria, la loro supponenza, la loro enorme sicurezza in se stessi, non abbia previsto un piano b per l’ipotesi per loro remotissima ma pur sempre nel calcolo delle probabilità, che il POPOLO, quest’entità così astratta per loro, potesse avere un rigurgito di orgoglio?
    mah, non riesco proprio a crederlo, è contro ogni logica.
    e le borse in rapida risalita sono un segnale allarmante per il POPOLO, come dice giustamente cremaschi…
    mi sa che la mancanza di democrazia è ormai così compiuta che se ne strafotteranno della volontà popolare.
    è successo quello che ipotizzavo qualche anno fa, noi ingenui si pensava che gli italiani sarebbero stati costretti nell’entrare in europa a diventare virtuosi.
    e invece abbiamo esportato tutti i nostri difetti, tutto il nostro malaffare, abbiamo fatto da nave scuola per tutte le nefandezze che hanno fatto in questi anni.
    sarà per questo che hanno tanto brigato per farci entrare pur non avendone noi i requisiti?
    quanto è ingenuo questo POPOLO, che crede a ogni promessa, che si illude di poter decidere del proprio futuro con un semplice segno su una scheda.
    non c’è niente da fare, il POPOLO, per essere tale, deve imbracciare fucili e ghigliottine, se no nun se l’incula nisuno, per dirla alla romana
    Lily

    Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2016 @ 4:48 pm | Rispondi

  2. Cara Lily
    La speranza è una cosa folle
    Ma forse per qualcuno è l’unica scelta possibile
    Anche la democrazia è una scelta folle
    Ma l’altra scelta per noi è impossibile
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2016 @ 4:49 pm | Rispondi


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