Nuovo Masada

giugno 25, 2016

MASADA n° 1774 25.6.2016 LA GRAN BRETAGNA SCEGLIE LA BREXIT. CAMERON SI DIMETTE

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MASADA n° 1774 25.6.2016 LA GRAN BRETAGNA SCEGLIE LA BREXIT. CAMERON SI DIMETTE
Blog di Viviana Vivarelli

24 giugno 2016, data che cambierà la storia. Il referendum imposto dalla base a Cameron per la permanenza della Gran Bretagna in Europa dà come esito la Brexit. Il 51,9 % vota per uscire. Inghilterra e Galles votano per uscire dall’Unione, Scozia e Irlanda del Nord per restare. Nigel Farage, leader storico degli euroscettici dell’Ukip canta vittoria: “È il nostro Independence Day. Questa è l’alba di un Regno Unito indipendente, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles”. Ora la Gran Bretagna ha due anni di tempo per realizzare a sua uscita. Il referendum era solo consultivo, non era vincolante dal punto di vista legale, tuttavia costituisce una chiara sconfitta per Cameron che prepara le sue dimissioni.

Mila Mercadante
«Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere cosa succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce nulla di quel che è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno.» Claude Juncker, 27 dicembre 1999, Der Spiegel
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Viviana Vivarelli
Una cosa è chiara: in Gran Bretagna un referendum consultivo, che per legge non dovrebbe essere vincolante, viene rispettato in quanto volontà popolare e fa dimettere il premier. In Italia, dove i referendum consultivi sono rifiutati a priori dai partiti (vedi quello analogo sull’Europa chiesto dai 5stelle), i referendum accettati e vincenti vedono poi il loro risultato calpestato dai partiti (vedi il referendum con cui gli Italiani hanno rifiutato i finanziamenti statali ai partiti o quello per l’acqua pubblica che Renzi, infischiandosene, riprivatizza, senza parlare poi delle riforme costituzionali massicce e antidemocratiche volute dal Governo senza la maggioranza richiesta dei due terzi o, peggio ancora, la firma prossima di Renzi al TTIP che schianterà la nostra economia e privatizzerà lo stato sociale mettendolo nelle mani dei potentati americani. Insomma la Gran Bretagna è formalmente una Monarchia ma la vera forza democratica è il popolo, l’Italia è formalmente una Repubblica ma chi comanda è un piccolo giovanotto strafottente, applaudito da una corte di yesman, che fa e disfa, non solo senza essere mai stato democraticamente eletto ma senza fare una piega quando le elezioni locali sanciscono in modo evidente la sua sconfitta.
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Giorgio N
Sono certo che Taleb Nassim spiegherebbe la Brexit così:
Un effetto imprevedibile (un cigno nero) di un sistema complesso (l’insieme dei popoli dell’Europa), causato dai fragilisti esperti (BCE, Draghi, Juncker i governi centrali dei Paesi UE etc etc) che hanno la pretesa di voler insegnare agli uccelli come si vola.”
L’Europa andrà comunque avanti in modi e maniere ora imprevedibili. La Gran Bretagna continuerà ad avere rapporti commerciali con l’Europa come ha sempre avuto ed i nostri giovani continueranno ad andare a studiare l’inglese a Londra come prima, né più né meno di prima.
Borse e Banche continueranno ad essere quello che sono: trappole fragiliste per masse di ingenui babbei che invece di spendere i loro denaro in cibo, viaggi, rapporti interpersonali, libri, terra da coltivare, eremi su isole greche, magioni in Nuova Zelanda, continueranno a sperare di costruirsi il loro solido futuro non sapendo che il prossimo cigno nero si brucerà le loro speranze di formichine in un formicaio di cui non vedono né l’inizio né la fine.
Chiedere ai cosiddetti leader di immaginare il futuro dell’Europa è come chiedere ad una chiromante di leggerci le carte. Un scacco di babbei ci cascano.
Ogni blog ne è pieno.

Junker e soci, piccati dalla Brexit, hanno detto seccamente che chi esce poi non rientra più.
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PIPPO
E in tutto questo Juncker & Co. ancora fanno gli stronzi.
Continuate, continuate imbecilli!
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Stefano
Il presidente Napolitano aveva appena finito alla radio di enfatizzare l’opportunità di togliere certe scelte dalle mani dei cittadini e di consegnarle solo alla responsabilità dei loro rappresentanti quando Cameron ha iniziato la sua dichiarazione prendendo atto della scelta democratica dei suoi concittadini.
Due concezioni di democrazia: quella anglosassone di Cameron che dice che i cittadini si devono esprimere ed hanno tutti i diritti di decidere …. e quella di Napolitano (e dei politici nostrani), che afferma che le scelte dei cittadini DEVONO in certi (molti) campi essere “mediate” dai loro rappresentanti, la classe politica eletta (nominata ?) …..
Quale è la vera democrazia, quella inglese o quella italica … che sembra molto simile ad una oligarchia / aristocrazia (Governo di quelli che sanno le cose e quindi possono decidere anche per noi, miseri e semplici cittadini) ?!?!
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Viviana
Spiegatemi una cosa:
quando in Italia a votare il Pd sono i più vecchi alcuni dicono che è perché sono più saggi e progressisti;
quando in UK a votare la Brexit sono i più vecchi, gli stessi di prima dicono che sono conservatori e rincoglioniti.
Forse che i vecchi in Italia sono l’opposto dei vecchi in Gran Bretagna?

mario
Questo è il risultato di voler mettere la finanza davanti ai cittadini creando una disuguaglianza e una disoccupazione senza uguali, l’avidità e la cecità di alcuni Stati membri distruggerà l’unione Europea che unita non è mai stata.
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Re Artù
Roma: fatto.
Brexit: fatto.
Renxit: lavori in corso..
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Vice Merkel: “Giorno drammatico”. Dalla Francia all’Olanda scatta l’attacco degli euroscettici
Scoppia subito la rabbia di Scozia e Irlanda: “Andiamo via dalla Gran Bretagna”
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Borse a picco
La sterlina
al collasso.
In verità al collasso c’è andata soprattutto la Borsa di Milano.

È stato un testa a testa costante, con continui ribaltamenti di fronte: alla fine ha vinto il Leave sul Remain e la Gran Bretagna è fuori dalla Ue. Alta l’affluenza alle urne: ha votato il 72,2%.
Esultanza di Farage: “. È “una vittoria della gente vera, una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l’inganno.
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Cameron lascia ma l sua uscita non sarà “immediata”. Non si capisce perché sceglierà lui il successore e si prende tre mesi di tempo per farlo e non si va alle elezioni. Il Parlamento è spaccato. Tra i Tories, 84 deputati conservatori schieratisi a favore della Brexit hanno firmato una lettera in cui chiedono a Cameron di rimanere al suo posto qualunque sia l’esito del voto: tra i firmatari vi sono anche l’ex sindaco di Londra, Boris Johnson, e il ministro della giustizia Michael Gove.
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La Scozia vuole restare in Europa, con 1.661.191 voti contro i 1.018.322 andati al Leave a fronte di un’affluenza del 67,2%. In Irlanda del Nord ha vinto il fonte degli euroconvinti con 440.437 voti, contro i 349.442 di euroscettici. L’affluenza è stata del 62,9%.
Tracolla la sterlina. Attorno alle 6, con le proiezioni della Bcc di una vittoria della Brexit al referendum, la sterlina perde oltre il10% rispetto al dollaro: ai minimi dagli ultimi 30 anni. Tutti i sondaggisti avevano dato la vittoria certa del Remain, clamoroso errore storico. Ora potrebbe cominciare l’effetto domino a partire dall’Olanda. L’Europa dell’euro, della finanza e delle banche, dovrà tremare. Potrebbe cominciare l’esodo dei membri dell’Ue dall’Europa della finanza, delle banche e dell’austerità. Il Fm ha affamato i popoli mediterranei per arricchire il sistema finanziario e ha distrutto i loro diritti costituzionali e del lavoro, tagliando lo stato sociale e allargando la disoccupazione. Il Fm e la Bce di Draghi, che hanno pensato solo alle banche calpestando i popoli, si dovranno fare un bell’esame di coscienza, posto che ne abbiano una. Più facilmente penseranno a come diminuire le perdite che si dimostrano essere consistenti. Prossime le elezioni in Spagna (domenica 26) , il prossimo anno si vota in Francia e in Germania. Il panorama europeo potrebbe cambiare inesorabilmente.
Deve fare qualche ripensamento il caro Renzi che, dopo la batosta delle comunali, ora si trova ancora una volta dalla parte degli sconfitti, lui così pronto a ubbidire agli ordini nazi-USA e che sta per firmare, con l’yesman Vassalli, quel TTIP che ci distruggerà completamente, vendendo la nostra economia all’America, col fallimento di tutte le piccole e medie imprese italiane (99,99% della nostra economia), regalando la nostra economia agli interessi americani, con una impennata della disoccupazione e uno stato sociale regalato anch’esso alle imprese americane e dunque completamente privatizzato per la rovina dei più poveri e anche di tutti quelli che non si possono permettere assicurazioni e servizi privati (del resto questa privatizzazione a 360°, con cancellazione di un welfare pubblico a tutela dei più poveri, Renzi la persegue fin dalla prima Leopolda), indovinate a vantaggio di chi si è impegnato a regalare il Paese. Che Renzi sia solo una pedina imposta attraverso Napolitano dai magnati USA e dalle banche d’affari statunitensi è stato chiaro fin dall’inizio e che l’Ue sia diventata, dopo i sogni iniziali, un totale incubo contro ogni principio democratico avrebbe dovuto essere chiaro a tutti, almeno a tutti quelli che non sono istupiditi della propaganda renziana al punto da negare che eravamo la settima potenza del mondo e grazie a Berlusconi-Monti-Letta e Renzi, siamo diventati il Paese peggiore dell’Ue subito prima della Grecia.

Quello che troppi non hanno capito nemmeno lontanamente grazie allo stupro che governi e media hanno fatto alle nostre povere teste è che
-una cosa è l’Europa come unione di popoli per gli interessi civili ed economici di quei popoli
– e una cosa ben diversa è l’Ue dell’euro come patto della borsa, della finanza, dei magnati occidentali, delle banche d’affari USA e delle grandi imprese USA, contro ogni interesse dei popoli europei, nella distruzione di ogni loro autonomia e democrazia, in una guerra finanziaria sferrata senza la minima pietà, sotto l’intermediazione capitalista del Fondo Monetario e della Bce e con lo strapotere dei tedeschi della Merkel, patto osceno a cui Napolitano come Monti o Letta o Renzi hanno dato il loro appoggio di Giuda nazionali.

Cominciate a capirlo, prima che sia troppo tardi: l’Europa è una cosa che ancora non esiste e va realizzata! L’Ue dell’euro è un mostro che non ha niente a che fare col benessere dei popoli e ci inghiottirà tutti per il lucro di una cricca di potenti, in particolare USA, e va abbattuto.

Questa è la seconda batosta per Renzi, diamogli la terza ad ottobre e mandiamo ‘fori de bal’ questo distruttore di democrazia!
La riforma costituzionale ci toglie un altro diritto elettorale e accentra tutto il potere nelle mani di uno solo, rispondendo agli ordini che Renzi ha avuto dalla finanza americana (la Goldman Sachs fu molto esplicita: “La vostra Costituzione è troppo democratica, cambiatela!”. Per cui votare No a ottobre a questa riforma indecente sarà il terzo fallimento che deve colpire Renzi sbattendolo fuori dalla repubblica italiana assieme a quel Pd che ha tradito tutti noi e prima di tutti se stesso!

Questa balla che i popoli europei non si fanno guerra va sfatata la Merkel fa la guerra a tutti e la ferocia con cui ha distrutto la Grecia ne fa chiara testimonianza è la stessa ferocia con cui sta distruggendo noi italiani grazie ai traditori del Pd e a Renzi, l’infiltrato.
Gli USA stanno facendo una guerra finanziaria che si combatte con la Borsa, con i patti perversi della Bce, con l’austerity, col pareggio del bilancio che ci impedisce di uscire dalla crisi con nuovi investimenti, con gli ordini del Fondo Monetario, con le regole perverse del WTO
E NON E’ FORSE UNA GUERRA QUESTA? FORSE NON PRODUCE VINTI E VINCITORI? FORSE NON HA RIMBAMBITO TROPPI CON UN VERO LAVAGGIO DEL CERVELLO? E la propaganda non è forse la prima arma di ogni guerra per offuscare i fatti e rendere imbelli proprio quelli che saranno distrutti ?

Finora la Merkel ha guadagnato dal suo dominio sugli altri Paesi ma non può certo sperare che dal TTIP o dalle scelte del Bilderberg o dalla guerra sferrata contro di noi dalle banche d’affari americane potrà sempre guadagnare. Intanto se, come Renzi vuole, sarà firmato il TTIP, le imprese tedesche finiranno in basso insieme alle imprese italiane.

Vedi https://masadaweb.org/2016/06/06/masada-n-1770-6-6-2016-la-minaccia-del-ttip/

E quando i grandi gruppi USA si saranno impossessati del welfare europeo, vogliamo proprio vedere dove finirà il protettivo stato sociale tedesco. I bravi elettori della Merkel pensano di salvarsi dalla prepotenza delle privatizzazioni americane che non miglioreranno davvero il loro welfare?

L’UE E I MIGRANTI
Viviana Vivarelli
Prima hanno sostenuto tiranni e dittatori e hanno lasciato che le guerre portassero rovina e tormento hanno mandato le loro imprese a sfruttare, devastare, impoverire e inquinare i paesi del terzo mondo si sono ingrassati lautamente vendendo al terzo mondo armi e alimentando guerre, si sono impossessati anche dei loro servizi pubblici privatizzando tutto come vuol fare ora anche Renzi hanno messo dazi e balzelli per impedire alle merci del terzo mondo di arrivare fino a noi si sono rifiutati di rimettere il debito hanno continuato con i loro inutili G8 o G20 in cui si discuteva solo come far arricchire i paesi ricchi e impoverire ancora di più quelli più poveri hanno venduto i loro farmaci a prezzi impossibili, proteggendoli con brevetti e arroganza hanno comprato l’esclusiva di beni di uso comune come il riso o il grano e in borsa hanno aumentato il prezzo di tali beni per speculare anche sul cibo dei poveri hanno lasciato che malattie epidemiche terribili devastassero milioni di persone. Ora l’onda di disperati li investe come uno tsunami di ritorno e i grandi dell’Occidente non sono nemmeno capaci di riunirsi tra loro per prendere qualche decisione utile su come affrontare l’ondata di disperati, mostrando, in quel potentato di banche e di affari che è l’Ue, tutta la loro incapacità e inutilità.
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Ma quella Lega che con Berlusconi prima ha sostenuto dittatori come Gheddafi o Amin e poi li ha combattuti quando glielo hanno ordinato, non è proprio il miglior esempio di chi voglia o possa riformare l’Europa dopo i danni enormi che ha portato agli altri Paesi. Sarà che per 70 anni i paesi europei non si sono fatti guerra tra loro nelle guerre degli altri ci hanno messo molto più che lo zampino.

E ORA COSA SUCCEDERA’?

Votata la Brexit, i media europei stanno scatenando un vero terrorismo come se dovesse avvenire un cataclisma, per una paura folle dell’effetto domino.
Secondo A.C.M. de Il Fatto Quotidiano, cosa avverrà:
-La Gb inizia la procedura di uscita dall’Ue secondo quanto previsto dall’art. 50 del Trattato, iniziano negoziati che devono essere approvati dalle due parti e che possono durare 2 anni, rinnovabili se le parti lo richiedono insieme.
-Nel frattempo tutte le leggi europee finora accettate dalla GB decadono e la GB non dà a Bruxelles 8 miliardi.
Tutti i trattati commerciali firmati dalla GB con l’Ue devono essere rinegoziati, con 3 possibilità:
-Londra può accedere all’Associazione europea di libero scambio di cui fa parte la Norvegia con accesso al Mercato unico, pagando una quota annuale, e accettando la circolazione di beni, servizi, persone e capitale.
-Oppure la GB imita la Svizzera che ha vari trattati con l’Ue e partecipa al trattato di Schengen (per cui non occorrerà passaporto per andare in GB e rimarrà la libera circolazione di persone, beni e merci).
-Oppure gli inglesi possono fare con l’Ue un trattato come quello turco, ovvero una unione doganale.
-Come ipotesi finale la Gran Bretagna potrebbe continuare a commerciare con i Paesi dell’Ue secondo le regole del WTO come “Nazione più favorita”.

Vi propongo 3 punti di vista interessanti sulla Brexit:

Uno è di mia figlia che vive e lavora a Londra da 10 anni e che avrebbe votato Remain come Corbyn di cui è estimatrice, come avrebbe votato il Labour di cui pure è estimatrice e che era per il remain, ma qui dobbiamo pensare che la GB è un Paese fortemente ecologico e che l’uscita dall’Europa è stata vista dai laburisti come il disimpegno dalle 2400 regole sui prodotti a tutela dei consumatori, del clima e dell’ambiente per cadere nell’anarchia del mercato americano dove le leggi di tutela sono una dozzina e dove le grosse imprese possono condannare lo stato per avere difeso non il lucro ma la salute o l’ambiente. Quello che Corbyn non dice è che Cameron ha già stipulato per conto suo vari patti dualistici con gli USA che mettono a repentaglio qualsiasi difesa del consumatore o del cittadino. Mia figlia è una no global, ha fatto molto volontariato, è una ecologista e lavora in una associazione di volontariato mondiale, ‘Save the children’, ma i nostri punti di vista sull’Ue non potrebbero essere più opposti.
Carissimi
Ho pensato che forse con il voto del Inghilterra per uscire dall’Europa qualcuno si chiederà: e ora cosa cambia? E cosa cambia per i vostri amici che vivono la? 🙂
La risposta non la sa nessuno poiché la campagna elettorale ha puntato tutto sul malcontento e niente sulle proposte.
Questo però è quel che ho capito io: l’Inghilterra potrebbe adottare delle condizioni simili a quelle della Norvegia o della Svizzera, cioè partecipando in qualche modo al mercato comune europeo, oppure no.
Gli obbiettivi di chi voleva uscire erano:
1- ridurre le migrazione, centinaia di migliaia all’anno sopratutto dai paesi del est
2- uscire dai vincoli europei legislativi e sul commercio
3- presentarsi al mondo fuori Europa come un Paese distinto, nella speranza di contrattare condizioni economiche migliori, con la Cina, gli Stati Uniti ecc
In concreto, un europeo a Londra non avrà più il diritto di stare, a meno che non abbia un lavoro fisso o un visto. Un inglese in Europa sarà soggetto allo stesso problema. Nessuno crede che ci sia una deportazione di massa per chi è sposato con un inglese (come me) o per chi ha un lavoro da un po’ di tempo, con un certo salario. Però se sei un cameriere a zero ore, uno studente, un disoccupato, credo che le cose cambieranno. Per venire in Inghilterra ci vorrà forse il passaporto, e per fare commercio ci vorranno tutta una serie di nuovo scambi commerciali. L’Italia magari avrà più difficoltà ad esportare il suo cibo qua, perché potrebbe essere più costoso. Per chi in Inghilterra non è ancora venuto a vivere potrebbe diventare molto più difficile trovare lavoro. In azienda dovrebbe assumerlo a distanza, dimostrando che non ha trovato niente di meglio tra gli inglesi (modello americano); oppure un europeo dovrebbe prendere un visto basato sui lavori qua richiesti (modello australiano e neozelandese). Per chi vive già qui come me forse le cose non cambieranno. Però se la sterzata xenofoba a destra continua, tutto può succedere e non me ne sorprenderei: diritti a sussidi per le scuole, ospedali gratuiti, assistenza sociale di vario tipo potrebbe lentamente volgere solo per chi ha la cittadinanza. Ed io? Dopo un anno e mezzo di pratiche ho inviato la mia richiesta di acquisire la cittadinanza inglese tre settimane fa. Ora ci vorranno sei mesi per sapere se sarà accettata. Dopo dovrei essere più tranquilla. A meno che le cose non diventino veramente acide, tipo Tedeschi negli anni ’30, in cui dovevi essere puro tedesco per generazioni…
Sono scioccata da questo voto ma non sono sorpresa. La campagna elettorale è stata asfissiante con continui appelli demagogici, xenofobi e nazionalisti.
L’ironia della sorte (e questo è un mio parere del tutto personale e forse infondato) è che: chi è’ laureato e benestante trovava lavoro prima e lo troverà ancora, questo è il gruppo che ha votato per stare dentro.
Chi è disoccupato o in difficoltà economiche avrà ancora più problemi. I lavori più richiesti in Inghilterra ora sono gli informatici e i finanziari. Su questi già ora non si trovano persone, le aziende vanno ovunque a cercare talenti. Ora che diventa ancora più difficile trovarlo, potrebbero spostarsi a Dublino invece, creando ancora più disoccupazione in Inghilterra. Quei poveretti che hanno votato per uscire sperando in più lavoro si potrebbero trovare ancora più sfigati, senza neanche la protezione di leggi europee sulla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, ambientali e sociali. Magari mi sbaglio. Magari quest uscita darà una botta di soldi al Governo inglese e re invigorirà l’economia, io dubito. Più che preoccupata per me sono amareggiata di vivere in un posto così conservatore. Ma questo è il futuro della razza umana, ahimè. Con le risorse a diminuire e i disperati in movimento ad aumentare, ognuno tira i remi in barca, ognuno per sé e contro tutti, a salvare le
proprie briciole. Il vecchio sogno che insieme ci si può aiutare e costruire qualcosa di migliore pare un po’ in declino, e il voto di oggi è solo una piccola campana.
Con affetto
Nicoletta.

Questa è la risposta da un informatico italiano bancario che ha studiato economia e avrebbe votato Leave

Carissima Nicoletta,
anche l’Italia è un Paese conservatore. Molta parte della umanità, è fondamentalmente conservatrice. Ma in questo contesto storico la controparte schifosamente CONSERVATRICE è l’Unione Europea. Io non mi sento di condannare la Brexit. Gli inglesi hanno sempre fatto (schifosamente per loro in senso buono) i loro interessi. Rileggiamoci la storia, che qualcosa dovrebbe insegnarci. A partire da Elisabetta, che ha inferto un colpo mortale alla potente e tenebrosa Spagna di Filippo II, gli inglesi hanno vinto sempre. Se ne sono stati fuori dalla carneficina della guerra dei Trent’anni, aiutando comunque sottobanco i futuri vincitori. Hanno ridimensionato le velleità francesi trionfando nella guerra dei Sette Anni prima e contro Napoleone dopo. Sistemata la Francia, ne hanno fatta un’alleata nelle due guerre mondiali che hanno piegato il Secondo e il Terzo Reich.
Con la scusa della immigrazione, che avrà pure la sua motivazione populistica, una buona parte di quei milioni di cittadini della GB che hanno detto NO all’Europa secondo me lo hanno fatto perché in questa Europa non credono.E fanno bene.
Perché non ci credo più nemmeno io. Se domattina facessero votare un referendum anche a me, leave or remain, io non avrei esitazioni a votare LEAVE.
Perché? Per tutti quei motivi che tua madre, Viviana, con coerenza, accanimento, protervia, continua, giustamente, a scrivere.
Una Europa di burocrati, una delle ragioni di chi voleva la Brexit, che ci ordina la dimensione delle zucchine, ma lascia morire le persone nel Mediterraneo, che ha ridotto la Grecia nelle condizioni miserabili che solo chi abita là conosce veramente, io, onestamente, in una Europa così, non mi riconosco.
E adesso? Adesso nessuno è in grado di dire esattamente che cosa succederà.
Come nessuno predisse esattamente che cosa successe dopo quella data fatidica del novembre 1989. L’Europa, quella dove viviamo noi, non lì in Gran Bretagna, Nicoletta, è “politicamente” ferma, fossilizzata al 2 gennaio 2002, entrata in vigore dell’€uro. 13 dicasi tredici anni di nulla, dopo quella data. Eppure di tempo ve ne sarebbe stato. Sono stato a numerose conferenze universitarie in tema uro > unione. Anche a livello teorico era chiaro che una mera unione monetaria siffatta non poteva durare. Signori, è solo questione di tempo. Con l’€uro sono state create delle fondamenta per poi creare l’unione politica europea. Lo hanno detto esplicitamente vari politici. Ma oltre le fondamenta, nulla di altro è stato fatto.
Fintanto che si veleggiava nel bel tempo, tutto è andato bene, lo sa bene la Grecia, con le sue Olimpiadi del 2008. I tapini, ancora non sapevano che di lì a poco sarebbe cambiata la loro sorte. Ma quando si è scatenata la procella, le cose sono cambiate. L’Europa è in mezzo ad un guado, con la presenza di una moneta unica come l’€uro. O tornare indietro, alla sponda da dove si è partiti. O proseguire verso l’altra sponda, con creazione di una Banca Centrale Europea sullo stile della FED, un Governo europeo che parli con una unica voce, un esercito europeo unico, un sistema fiscale europeo, un bilancio europeo, un debito unico europeo (eurobond). Tutto il resto sono solo parole parole parole. E conservazione dello status quo, ovvero gli interessi non miei, io credo non vostri, ma solo dei grandi potentati nemmeno economici, ma solo quelli finanziari.
Sauro

Questa mi arriva dalla Tavola per la Pace
Oggetto: Salviamo l’Europa, adesso! 9 ottobre Marcia PerugiAssisi

I cittadini europei riprendano il progetto europeo tra le proprie mani. Salviamo l’Europa, adesso! Domenica 9 ottobre marciamo da Perugia ad Assisi per costruire una nuova Europa solidale e nonviolenta. Non è uno scherzo. E’ la vittoria dell’egoismo, della paura e del nazionalismo.
L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è un eccezionale terremoto politico ed economico che cambia la storia dell’Europa e del mondo. Le sue conseguenze sono immense. Ora si apre un periodo difficilissimo che aggiunge instabilità ad instabilità. I responsabili di questo disastro sono da ricercare tra tutti quelli che hanno spento il sogno europeo di pace, prosperità e diritti umani.
Da decenni chiediamo ai responsabili dei governi e delle istituzioni dell’Europa di cambiare strada, di rimettere al centro le persone e il lavoro dignitoso, di promuovere equità e giustizia, inclusione sociale e sviluppo sostenibile. Lo abbiamo fatto con tutta l’energia e la passione che abbiamo avuto a disposizione. Senza essere ascoltati. Ma un’Europa che abbandona i suoi cittadini in difficoltà, un’Europa stanca e rassegnata, senza un forte progetto, incapace di rispondere alla crisi economica, ai grandi drammi delle guerre e delle migrazioni, prigioniera di lobby irresponsabili, non ha futuro. E senza l’Europa anche per l’Italia sarà tutto più difficile. Per questo è urgente cambiare. Chi si ostina a non sentire, deve farsi da parte!
C’è stato un tempo in cui i cittadini europei si sono uniti contro il pericolo di guerra atomica e la mancanza di libertà e sono riusciti a far cadere il muro di Berlino e a mettere fine a cinquant’anni di guerra fredda. E’ tempo che i cittadini europei riprendano il progetto europeo tra le proprie mani e costruiscano una nuova Europa. Dopo il grande dibattito sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è indispensabile aprire il grande dibattito sull’Europa che vogliamo, i nostri valori, la sua ragione di esistere in un mondo sempre più complesso, globalizzato e interdipendente, i nostri interessi comuni, il nostro ruolo nel mondo.
Lo abbiamo detto mille volte e lo ripetiamo ancora: è tempo di cambiare! Con coraggio e lungimiranza. Per questo invitiamo tutti a partecipare alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità del prossimo 9 ottobre. Ri-uniamo tutte le energie positive. Riflettiamo sulle cose che dobbiamo fare ma poi rimettiamoci in cammino. Insieme. Per una nuova Europa solidale e nonviolenta.

Flavio Lotti, Coordinatore della Tavola della pace

E questa viene da uno strordinario operatore di pace No global, Francuccio Gesualdi, primo allievo di don Milani, fondatore e coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (Pisa), che si propone di ricercare nuove formule economiche capaci di garantire a tutti la soddisfazione dei bisogni fondamentali. Coordinatore di numerose campagne di pressione, è tra i fondatori insieme ad Alex Zanotelli di Rete Lilliput. http://www.cnms.it

Gli abissi del voto inglese
Francesco Gesualdi
Alla fine gli inglesi hanno deciso di lasciare l’Unione Europea. Gioirne o rattristarci? La risposta dipende dalle ragioni che hanno spinto gli inglesi a questa scelta. Me ne sarei rallegrato se le ragioni dell’abbandono fossero state dettate dalla volontà di non voler più stare in un’Europa che ha assunto come atto di fede il credo mercantilista ponendosi come solo obiettivo quello di trasformare l’Europa in un’arena a disposizione delle grandi imprese per gareggiare fra loro a chi fa più soldi sulla pelle dei lavoratori, della salute dei consumatori, del benessere collettivo. Nell’intenzione dei padri fondatori, l’Europa doveva essere una grande unione politica tesa a colmare le differenze economiche, a garantire a tutti il medesimo livello di vita, gli stessi diritti, gli stessi livelli di sicurezza sociale, sanitaria, culturale. In una parola doveva essere l’Europa dell’uguaglianza sociale, politica ed economica. Invece è diventata l’Europa della concorrenza e del saccheggio sociale perché l’idea è stata scippata dal potere economico che ha trasformato l’Europa in uno spazio senza frontiere per quanto riguarda le merci, gli affari, la possibilità di sfruttare i lavoratori e depredare i cittadini, ma con muri altissimi per ciò che concerne l’elevazione umana, sociale ed economica dei suoi cittadini. L’emblema di questo mostro è la gestione del debito pubblico, strumento perfetto per permettere alle banche di arricchirsi saccheggiando la ricchezza collettiva, di creare quel tanto di disoccupazione che serve per costringere i lavoratori ad accettare ribassi salariali e precarietà, per demolire ogni forma di intervento pubblico e mettere a disposizione dei privati nuovi spazi di affari.
Quest’Europa è diventata insopportabile e avrei gioito dell’uscita della Gran Bretagna se fosse stato il segnale di un popolo che dichiara di non poterne più di questa politica. Invece no. Gli inglesi hanno deciso di uscire dall’Unione Europea perché vogliono alzare muri ancora più alti da un punto di vista umano e sociale. I sostenitori dell’uscita hanno usato come motivazione prevalente i flussi migratori. Hanno attaccato il solo aspetto su cui l’Europa chiedeva condivisione sociale che è la ripartizione dei richiedenti asilo. Hanno dipinto i migranti come ladri che vogliono rubare ciò che è nostro, che vogliono impoverirci, che ci porteranno tutti nella disperazione. Un misto di paura e di istinto primordiale a difendere ciò che pensiamo sia nostro ha prevalso e l’Inghilterra se ne va per non essere costretta a condividere con nessuno la sua ricchezza. E’ la logica della Lega e speriamo che non sia anche quella del 5 stelle, che su tutto ha espresso opinioni, fuorché sull’equità e la solidarietà sociale.
I mercati hanno risposto negativamente al voto inglese, ma solo perché sono in preda all’incertezza. Quando si renderanno conto che nulla cambierà sul piano dei rapporti economici, perché l’Inghilterra indipendente si affretterà a stipulare con l’Unione Europea un trattato di libero scambio tipo TTIP, chissà che il potere economico di tutta Europa non soffi per la totale disgregazione politica dell’Europa per lasciare in piedi solo trattati commerciali. Soluzione perfetta per la costruzione di un mondo che trasferisce tutti i diritti dalle persone alle merci.

MoVimento 5 Stelle
Il Regno Unito è fuori dall’Unione Europea e Cameron si è dimesso. Lo hanno deciso i cittadini britannici con il referendum. E’ la strada più cara al Movimento 5 Stelle, quella di chiedere ai cittadini un parere sugli argomenti decisivi per i popoli. Nessun Governo deve aver paura delle espressioni democratiche del proprio popolo, anzi deve considerare il suo volere come il più autorevole dei mandati.
L’Unione Europea deve cambiare, altrimenti muore. Le istituzioni comunitarie, e in particolare la Troika (FMI, BCE e Commissione Europea) devono iniziare a domandarsi dove hanno sbagliato e come possono risolvere l’enorme problema che hanno generato. Ci sono milioni e milioni di cittadini europei sempre più critici, che non si riconoscono in questa Unione fatta di banche e ricatti economici. Pensiamo al caso greco, un Paese ormai al collasso.
Il MoVimento 5 Stelle ha sempre creduto che a dover decidere sulle questioni decisive debba essere il popolo, infatti abbiamo raccolto le firme per il referendum sull’euro per far decidere gli italiani sulla sovranità monetaria.
Il LEAVE del Regno Unito sancisce il fallimento delle politiche comunitarie volte all’austerità e all’egoismo degli Stati membri, incapaci di essere una comunità. Il Governo di Cameron, nei mesi scorsi, aveva già negoziato alcune condizioni che garantivano una sorta di “Statuto Speciale” agli inglesi, a rafforzare la loro particolare condizione all’interno della Comunità Europea. Non è bastato, perché le deroghe e concessioni su politiche legate a immigrazione, finanza e governance economica in generale non hanno convinto la maggioranza della popolazione. Per gli inglesi, qualsiasi altro step verso un’UE più stringente (dal punto di vista bancario ad esempio, la cosiddetta “Ever Closer Union”) doveva in ogni caso passare per un cambiamento dei Trattati, a cui qualunque Governo britannico si sarebbe opposto.
L’Unione Europea ha sbagliato nel mettere l’austerità al centro della politica, le banche e la finanza davanti ai cittadini; non ha risolto il problema dell’immigrazione, perché dominata dell’egoismo degli Stati membri; ha creato povertà e disoccupazione dilagante; si è dimostrata a trazione tedesca, Angela Merkel e Martin Shultz si sono comportati come i padroni assoluti e incontrastati; il suo esecutivo è guidato da Jean-Claude Juncker, per anni primo ministro di quel Lussemburgo campione d’elusione fiscale; vuole imporre il TTIP e altri grandi Trattati internazionali, discutendoli a porte chiuse. Basta.
C’è un’altra Europa, quella fatta dai cittadini che credono nella democrazia diretta. In questa il Movimento 5 Stelle ha ottenuto risultati straordinari. Quest’altra Europa ci ha dato ragione sul Reddito di Cittadinanza, sulla promozione delle energie rinnovabili, sul bandire dal dizionario comunitario parole come combustibili fossili e rigassificatori, sul trasporto pubblico gratuito, sull’economia circolare e molto altro ancora.
L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’UE, ma ha un Governo troppo debole per poter negoziare uno “Statuto Speciale” a tutela delle sue eccellenze. Renzi continua a propagandare sui media le necessità del Paese e poi, a Bruxelles dimentica tutto. Fa orecchie da mercante rimbalzando tra una lobby e l’altra, incapace di prese di posizione reali. Anche qui, è inutile citare gli esempi dell’olio tunisino, delle arance marocchine e del TTIP, solo per fare qualche esempio.
L’Italia non ha bisogno di un Governo amico dei lobbisti, ma di onestà, determiNazione e competenza politica. Dobbiamo tutelare il nostro made-In, garantire la flessibilità sugli investimenti pubblici, cambiare la politica sull’immigrazione, proteggere le eccellenze agroalimentari e valorizzare le nostre PMI. Vogliamo un’Europa che sia una “comunità” e non un’unione di banche e lobby. Ora la parola ai cittadini.

Maria Pia Caporuscio
Le Cassandre continuano a predire chissà quale apocalisse si abbatterà contro chi si è permesso di uscire dalla gabbia. Perché non ci dicono chi ci guadagna da questa “unione” se i popoli o le banche mondiali? Sono stati i cittadini ad impoverirsi, a licenziarsi, a rinunciare ai propri diritti? A svendere la sovranità politica ed economica della propria Nazione e trasformare un continente civile in un campo di concentramento?
Perché non spiegano cosa c’è di peggio di quello che è accaduto con l’entrata in questa “Europa”? Ma per davvero credono di aver a che fare con dei deficienti? Come reagirebbero loro se accadesse il contrario, ossia una Europa che si accanisse contro le caste privandole di tutto quel che posseggono, lasciando loro solo quello che hanno addosso la sosterrebbero come fanno adesso?
Ma si rendono conto che dare alle banche la possibilità di creare denaro equivale ad affidare ai pedofili la protezione dei bambini? Si rendono conto che le banche non sono altro che degli usurai legalizzati che in cambio di carta stampata si prendono beni veri e reali quali immobili, opere d’arte e qualsiasi cosa abbia valore? Si rendono conto in quali condizioni hanno ridotto i cittadini europei? Il danno arrecato alla classe lavoratrice ma anche alle stesse nazioni, riportando indietro di secoli la società civile? Con quale coraggio osano criticare chi si ribella e con quale coscienza continuano a porre il mercato al di sopra degli esseri umani? Se la popolazione europea potesse almeno contare sulla giustizia riempirebbe le piazze di ghigliottine come e più di quel che fecero i francesi nel 1789. Tutti avremmo condiviso una Europa fondata sul rispetto dei cittadini, sul miglioramento della società civile, sulla parità dei diritti, una Europa a dimensione umana

Lettera di Liliana Pace
Mi sembrava scontato che questa fosse una battaglia per la democrazia, a favore della autodetermiNazione dei popoli, per la lotta alle disparità economiche e sociali, e contro la globalizzazione che ha reso schiavo il 90% del mondo e concentrato la ricchezza nelle mani del restante 10%. Era una sacrosanta guerra che avrebbe dovuto combattere la sinistra. La sinistra… ma dov’è più la sinistra?!?
In nome di questo semplice assioma, ho esultato stamattina all’alba quando è stato ribaltato il risultato della Brexit che ieri sera ancora attaccavano caparbiamente tutti i media, anche a costo di calpestare l’unica regola che ancora si rispettava nelle elezioni del nostro tempo, il divieto dei sondaggi ad urne ancora aperte.
Poi, col passare delle ore mi sono ritrovata accanto nella mia esultanza nell’ordine: Marine Le Pen, Salvini, la Meloni e compagnia (o dovrei dire Camerata) cantante. E allora i conti non mi tornano.
Non si era indignato nessuno finora per l’impoverimento generale dei popoli, abbiamo sopportato zitti zitti che ce lo mettessero in quel posto, e poi, se si tratta di fare la guerra a quelli più disperati di noi, partono tutti? Perché, sotto sotto, al referendum, sotto alla sua riuscita, gratta gratta, c’è solo questo grande aggregante, la paura dell’immigrazione.
Ma che mondo abbiamo creato? Ma chi ha creato questi mostri nascosti in ognuno di noi?
Ecco, credo sia questa la grande domanda che dobbiamo farci, almeno noi uomini ultimi rimasti aggrappati agli ideali di un secolo fa. Ma dopo dobbiamo darci una risposta e agire di conseguenza. Perché non possiamo passare dalla dittatura di uno solo in Germania a tante piccole dittature ultra nazionaliste e isolazioniste in ogni singolo Stato. Perché è questo l’epilogo che si prospetta.
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Viviana
Ciao Liliana
sono lieta che sulla Brexit la pensiamo in modo simile, visto che su Marino la pensavamo in modo opposto e per questo mi sono vista respinta da chi continuava a ripetere che Marino aveva fatto di Roma un modello di pulizia e di efficienza (ma dove?). Mi chiedo cosa abbia ottenuto poi il romano di sx-sx col suo attaccamento acritico a Marino o alla sx radicale che finora o è stata assente o ha dato i suoi voti a Renzi.
Il fatto che più soggetti non compatibili tra loro la pensino allo stesso modo su qualcosa non vuol dire necessariamente che abbiano delle somiglianze tra loro. Se piove su un 5stelle come su un fascista non vuol dire che se entrambi aprano l’ombrello siano entrambi fascisti, vuol dire che si difendono allo stesso modo da un pericolo comune. E se sull’Europa quasi tutti i partiti si sono rifiutati di riconoscere i danni immani dell’austerity, degli ordini folli del Fm e della Bce, della crisi indotta artificialmente dalla finanza e da certi potentati economici per devastare economie e costituzioni democratiche, della rovina pretesa in modo infame della Grecia e della prossima rovina di Italia e Spagna… questo condanna solo chi ha finto che la realtà fosse diversa e che l’Ue fosse il paradiso per interessi che non sono i nostri o ha ubbidito alle sirene del Governo come un allocco.
Si è continuato a dire (Boschi, Renzi e troll vari) che chi criticava l’Ue o voleva votare No allo stupro costituzionale di Renzi fosse di Casapound e si sono offesi anche i partigiani e i giudici costituzionalisti (la maggioranza) che rifiutavano in pieno la riforma costituzionale. Ora dopo la solenne batosta di Renzi alle comunali, sembra che anche i media assatanati stiano cambiando leggermente i loro giudizi diffamatori e infami contro il M5S. Siamo un Paese servile e cortigiano che serve il potere e, quando questo cambia di testa, serve la testa nuova, senza darsi imbarazzo. Io sono rimasta della stessa opinione sia prima che dopo la vittoria del M5S stelle e che vinca o non vinca, continuerò a criticare certi suoi errori (come l’alleanza con Farage o le espulsioni troppo facili o la troppa intromissione antidemocratica di Grillo/Casaleggio, ma ora uno è morto e l’altro si è abbastanza defilato perché ha capito che è arrivato il suo momento di rientrare nell’ombra e dedicarsi al teatro) o questa grottesca multa dei 150.000 euro che mi sembra una vera indecenza antidemocratica.
Per il resto, posso solo sperare che i 5stelle se la cavino senza troppi errori nei 23 Comuni dove sono stati eletti perché staranno loro addosso come tante iene aspettando di infierire sui loro cadaveri. Vista l’inettitudine e la quasi scomparsa della sx radicale (ma Vendola esiste ancora?) o la sua succubanza al monarcato di renzi e visto che feccia è diventato il Pd, i 5stelle sono l’ultima speranza che ci resta e francamente non me ne frega una pippa che vogliano una Ue diversa (previo referendum consultivo come ha fatto la GB) in modo analogo a Le Pen, Salvini o Farage. Se avessero voluto associarsi a Le Pen e Salvini si sarebbero alleati da sempre con loro a livello nazionale ed europeo e avrebbero patteggiato i voti facendo vincere Parisi o altri sindaci alternati, con reciproco vantaggio, il che non è stato, mentre per vincere il Pd si è alleato con cani e porci, per non essere sotto al Senato ha accolto un delinquente come Verdini, accoglie senza battere ciglio tutti i berlusconiani transfughi, e ha finto che anche le varie liste civiche fossero tutte sue (sarà che renzi ‘ci mette la faccia’ ma intanto si è presentato col nome di Pd solo in 18 Comuni). E in Europa, se i Verdi europei avessero accettato i 5stelle, sarebbero andati con loro, ma li hanno rifiutati. I fatti sono che se non entravano in un gruppo europeo non avrebbero contato una cippa (anche se ancora non ho capito a che siano serviti questi gruppi). I 5stelle con la destra Le Pen-Lega non ci volevano stare (anche perché erano pochi tant’è che sono scomparsi in Europa per mancanza di numero) e restava solo Farage, pessimo soggetto xenofobo (che Grillo purtroppo ha cercato di glorificare) con cui hanno fatto un patto ‘tecnico’ nel senso che era solo strumentale per contare qualcosa in Europa e combattere l’Ue, mentre nella sostanza ognuno dei due contraenti ha votato sempre in maniera opposta e non si può incolpare di xenofobia i 5stelle visto che sono stati proprio loro a volere la depenalizzazione del reato di clandestinità e sono stati sempre nemici di Le Pen come di Salvini. Resta il fatto che ho sempre considerato un errore questa alleanza sia pure tecnica, perché Farage è un delinquente e con i delinquenti non ci si mette a rischio di perdere la reputazione. Io ho fatto la mia battaglia sul blog contro questa alleanza spuria che ancora considero un errore e a momenti mi legnavano ma non ho cambiato idea.
Ora, grazie a questa vittoria amministrativa del M5S e soprattutto alla Brexit, constato che i toni sprezzanti e sferzanti dei giornali ha cominciato a cambiare e pure questo mi schifa sapendo che, comunque sia, c’è dietro una ipocrisia che fa vergogna e mai qualcuno si prende il coraggio di un giudizio autonomo e obiettivo. Mi sembra tuttavia difficile che in una Rai totalmente aggiogata a Renzi e che dà una informazione totalitaria, i 5stelle riescano a trovare spazi maggiori (purtroppo anche il veto iniziale di Grillo ad usare la tv è stato un tremendo errore), per cui avremo una campagna massiccia per il SI’ di ottobre perché a quel SI’ il vergognoso di Renzi ha legato la sua permanenza al Governo (altro orrore che altera il quadro politico attraendo i vecchi piddioti ubbidienti e zelanti, pronti a credere a tutto quello che dice il partito, che voteranno per Renzi senza capire quello che la riforma costituzionale significa veramente).
Le sfide che aspettano i 5stelle sono enormi, speriamo che se la cavino. Iene e avvoltoi sono tutti pronti ad attaccarli, ma il risultato delle Comunali mostra che nella gente c’è più razionalità e senso critico di quel che uno pensa.
saluti
viviana

indipendente2
Mai visti tanti giornalisti leccapiedi ed impreparati come su Brexit, tutti schierati con gli euroburocrati, l’alta finanza, la BCE e le banche, i piddini fanno il reggicoda senza nemmeno sapere di cosa parlano, nemmeno uno straccio di motivo concreto per schierarsi contro la Brexit, se non per le poltrone che si volatilizzano.
La Borsa ha perso? Ahahah, ridicoli! In un anno ha perso il 24% ed è sotto dal 2007 del 53%, Unicredit in 6 mesi è sotto del 59%, gli speculatori della bisca legalizzata chiamata Borsa, hanno impaurito il parco buoi, ed hanno fatto milioni giocando al ribasso.
La UE era nata per realizzare una Difesa e politica estera comune, niente di tutto questo, non sono riusciti nemmeno ad armonizzare i regimi fiscali, però legiferano su ogni sciocchezza, hanno distrutto l’agricoltura e la pesca del Paese, l’immigrazione clandestina è allo sbando, le lobbie spadroneggiano.
I piddini ed i voltagabbana del Governo si trincerano dietro “lo vuole l’Europa!” ed approvano ogni nefandezza, la corruzione dilaga, la Giustizia non funziona, e questi continuano a riversare sul popolo centinaia di leggi e regolamenti europei che nessuno conosce e può rispettare, trasformando i Cittadini in sudditi, il renzino, poveretto, si atteggia a leader mondiale, ed è più ridicolo di Berlusconi, che di figuracce era un campione.
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Claudio
Trattati, trattati, trattati…. L’Europa non è mi stata unita, è sempre stata solo un banchetto per lobby industriali e finanza speculativa.
L’importante è “standardizzare” tutto a discapito dei mercati locali, favorendo il “mercato globale”, ma così si perde l’identità propria di ogni Nazione, oltre che la perdita della finanza locale che tiene a galla un Paese….
Sono altre le cose che si dovrebbero fare per unificare veramente l’Europa….

Schiavidellelobby
Ma la cosa più bella, ed è una novità giuridica praticabile pure per altre gabelle se vorrà il Renzi è l’obbligo di tassa per presunzione del possesso di oggetto, con la quale per la prima volta si stabiliscono tre principi importanti
1) il cittadino, se lo dice lo Stato, ha un oggetto e sta a lui (il cittadino) dimostrare che non lo ha (inversione dell’onere della prova),
2) su questo oggetto, qualsiasi uso ne faccia (ad esempio monitor per computer o videovigilanza) ,il cittadino deve una tassa allo Stato (fino a prova del contrario),
3) un servizio privato o un acquisto da privati è condizionato nel prezzo e nella prestazione (esempio elettricità) a priori al cittadino, finché esso non fornisca la prova che non possiede l’oggetto di cui sopra.
La Costituzione direbbe che lo stato deve sempre giustificare una tassa con una controprestazione e che di solito almeno per le tasse è lo Stato che deve vigilare e controllare e nel caso il cittadino venga colto in fallo, sanzionare, ma soprattutto che non si usino le società private fornitrici di servizi (a cui si fa il favore di togliere la maggior tutela ai cittadini ed aumentare i prezzi dei servizi) come esattori e non condizionare la fruizione ed il prezzo di un servizio privato indispensabile, che per alcuni (vedi macchinari di sopravvivenza) è addirittura vitale, al pagamento e meno dell’imposta o alla prova provata che uno non possegga l’oggetto di cui, in altre situazioni la cosa si direbbe semplicemente un ricatto (intanto mi paghi il canone se vuoi l’elettricità per il respiratore meccanico, o se no, non mi dimostri che non hai il televisore).
A quanto l’applicazione per le tasse personali, per la tassa di circolazione, per le tasse sull’impresa od altro?
Il cittadino da soggetto democraticamente uguale nei diritti e fino a prova contraria onesto e non mendace e sovrano del Governo con pari diritti agli altri soggetti ed attore del suo futuro e dell’evoluzione della società, tenuto in proporzione alla sua possibilità a partecipare al costo dei servizi offerti dallo Stato, viene trasformato in suddito bugiardo ed evasore, fino a prova contraria e da gabellare a priori fino a prova contraria, senza neanche dover dimostrare che sia dovuta la gabella e senza proporzionalità.
Mentre biscazzieri, ricchi, evasori, truffatori, politici, banchieri, colletti bianchi; esentati, scudati, immunizzati, abbuonati, con salvaguardia sia del quinto dello stipendio, che dal pignoramento, che dai controlli.
E se beccati, invitati a concordare la cifra che più gli aggrada (sempre che non vada in prescrizione).
Volano alti due metri sopra le teste dei cittadini normali, senza neanche bisogno di camminare e sputandogli addosso mentre essi (i cittadini) si trascinano strisciando per terra per sopravvivere.
La presunzione di guadagno non bastava, adesso vi è perfino la presunzione di possesso, la partecipazione agli introiti delle tasse alle società private esattrici non bastava, adesso vi è perfino il condizionamento delle prestazioni di privati a cui possono accedere altri privati.
Le idee di Renzi sono abbastanza chiare: non toccare gli intoccabili, inchinarsi ai poteri forti, favorire i i ricchi e gli (im)prenditori, le banche truffaldine dei parenti di Governo e non, rendere impunibili i dirigenti bancari truffaldini, rendere le case e i conti correnti dei cittadini di proprietà delle banche, precarizzare i lavoratori, far pagare ai cittadini due volte la pensione (in contributi allo Stato) e in acquisto in fondi e assicurazioni, lo stesso dicasi per la sanità, togliere perfino la “maggior tutela” del servizio Enel per gli anziani ecc, dopo trent’anni per la prima volta sfrattare i vecchi invalidi al 100% (giugno 2015) in stato di necessità nelle città ad alto problema abitativo, non morosi e paganti affitto più indennità di occupazione. Insomma cambiare la società rendendola uguale agli inizi del 900.

Lei che vota Renzi faccia lo slalom veloce! Si alleni bene!
Perché il piccione Renzi ha promesso di prepararne tante di queste merde, sempre di più, sempre peggiori, e sempre più velocemente da cacare in testa ai normali italiani e se nel Pd qualcuno obietterà, ha detto che userà anche il lanciafiamme.
Si prepari un impermeabile di amianto (tanto Renzi è in favore dell’inquinamento cancerogeno degli industriali, non “genera lavoro, riduce le spese di pensione, rinnova la classe lavoratrice, riduce i disoccupati, arricchisce banchieri, (im)prenditori e proprietari di cliniche, ecc.”).
Mi sa che almeno qualcuna delle sue renziane merdacce cadrà sulla sua testa a meno che lei non sia un prebendato piddinoverdininanoalfaniano.

Berluscameno

“CUI PRODEST”, L’INFAME OMICIDIO DI JOE COX?
Scrive Maria Toscano: “… quando i” neo- nazisti tecnocratici al Governo del sistema predatorio delle banche dell’UE “non riusciranno più a manipolare le masse in maniera incruenta – grazie al sapiente utilizzo dei mass media -passeranno alla violenza fisica … “
Quel momento è già arrivato.
Valls in Francia, per tacitare un popolo dignitoso che non si piega di fronte alla reintroduzione dello schiavismo con la legge sul lavoro tanto uguale al Jobs acrt, pensa addirittura di “vietare il diritto di manifestare”.
In Inghilterra, invece, un fanatico ammazza la parlamentare laburista ed europeista Joe Cox al grido di “Britain first”.
Il progetto di “conquista mondialista “in atto, ben spiegato da Brzeziski nel suo “La Grande Scacchiera”, non prevede passi indietro.
Bisogna continuare a lavorare per “imporre il modello unico neo-liberista alla Bersani (ossia neo-mercantilista tedesco di matrice nazista) in ogni parte del mondo”, attraverso soprattutto la stipula di trattati transatlantici (TTIP) e transpacifici (TTP) che sanciscono di fatto il “definitivo trasferimento dei poteri dal pubblico (gli Stati) al privato “(multinazionali finanziarie e banche d’affari).
Se, nel mezzo di questo processo epocale, un Paese importante come l’Inghilterra scegliesse invece di valorizzare e riattualizzare il “ruolo fondamentale dello Stato Nazione”, quali rischi potrebbe correre in prospettiva il “progetto massonico e globalista “fin qui costruito con tanta cura e pazienza dai soliti “aguzzini in doppio petto”?
Rischi gravissimi e potenzialmente fatali -dice Toscano – perché un’ eventuale vittoria del “no” alla Ue costituirebbe il ‘classico detonatore di un malcontento diffuso’ che può far crollare l’intero infame edificio.
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Giorgio N.
Mi viene in mente una battuta dei tempi dell’università:
“Renzi sei vuoto perché sei pieno di te!”

GHOST WRITER

Altro che fini statisti!? Quelle due fregnacce che dicono non sono nemmeno loro. Il ghost writer di Renzi era una bella scrittrice, Andrea Capolongo, grecista e allieva della Scuola Holden di Baricco, che si licenziò perché Renzi non la pagava (il “generazione Telemaco è suo”), e il pagliaccio di Rignano ora ha di certo qualcun altro che gli prepara le battutine, i twitter e gli slogan che i fedeli ripetono a pappagallo sui blog: “rottamare”, i “gufi”, i “rosiconi”, i”patti M5S-Lega”…
Un altro che suggerisce le battute a Renzi è Guelfo Guelfi, classe 1945, indicato dal Pd, è di Pisa e vive a Fiesole. Pubblicitario (ha curato anche la campagna di una concessionaria di auto di Firenze come la pubblicità Perlana), ha seguito la comunicazione di Matteo Renzi nel 2009, quando Renzi si candidò a Firenze, ed Enrico Rossi alle regionali del 2010. Guelfi è stato anche direttore creativo di Florence Multimedia, società in house della Provincia di Firenze, creata da Renzi.
La cosa comica è che viene da Lotta Continua ed è amico di Sofri!
Renzi l’ha compensato mettendolo nel cda della Rai.
Questa gente è tutta artefatta. Non ha niente di autentico, non un pensiero, una idea, un valore, è costruita da altri, gli scrivono le battute come a uno spot commerciale.
Bossi le sue stronzatine se le faceva scrivere dal vecchissimo Luigi Rossi. Il Pd raccontava che Bersani si scriveva i discorsi da sé (tipo “smacchieremo il guaguaro” e, invece anche quelle battutine insulse e ridicole gliele scriveva un certo F.C.d V., che era il Ghost Writer anche di Fini! Ovviamente anche Napolitano aveva uno che gli scriveva i discorsi e persino i moniti.
Pensare che ci sia un Ghost Writer persino della Boschi, della Paito o della Picierno fa stridere i denti. E anche quelle furbatine come i 3 turni a scheda bianca per controllare chi ubbidisce e chi no e segnarsi i ‘cattivi’, o usare il canguro o la ghigliottina avranno avuto il loro bel ‘consigliori’.
Fanno pena tutti quanti!!!

Puffone
Per Loretta Napoleoni.
La sua affermazione “non dimentichiamoci che la Banca d’Inghilterra è uno degli azionisti di maggioranza della Bce.” è misleading.
La Banca di Inghilterra ha formalmente il 13,67% del capitale (capital key), dopo Bundesbank (18,00%) e Banque de France (14,18%), prima di BankItalia (12.31%). Solo che la quota di Bank of England è FINTA, perché ha versato solo il 3.7% della sua quota, circa 55 milioni di euro, in quanto fuori dall’Euro, dalle decisioni della BCE, dai guadagni e perdite della BCE. Lo stesso vale per le altre 8 banche centrali fuori euro.
Ricapitolando: Il capitale NOMINALE della BCE è di 10.8 miliardi di euro, ma interamente versato sono i 7,6 miliardi di euro (70,39%) delle 19 banche centrali dell’area euro, mentre le 9 banche centrali non euro a cui è intestato un capitale nominale di 3.2 miliardi (29.61%) sono tenute a versare solo 120 milioni. Naturalmente questa quota ridotta serve alla loro partecipazione al Sistema europeo delle banche centrali in cui la BCE ha la supervisione delle banche di tutti i 28 paesi UE (UK compreso).
https://www.ecb.europa.eu/ecb/…
Per quanto riguarda la Brexit, prima se ne vanno meglio è per tutti.
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La grande finanza non voleva la Brexit, non solo la City ma nemmeno i laburisti di Corbin per quanto a noi sembri strano, i laburisti vogliono restare in Ue per una difesa dei consumatori, in quanto in caso diverso sparirebbero le 2400 leggi europee a difesa del consumatore, del clima, dell’ambiente e della salute per passare all’anarchia di regole del mercato americano. Quello che i laburisti non dicono è che già 5 Paesi europei più Renzi hanno deciso di accettare il TTIP, e che Cameron ha già firmato con gli USA vari patti simili ad esso. La questione è molto più complicata di quello che si legge nei media. Se vincerà la Brexit è solo perché fondamentalmente i britannici sono sempre stati isolazionisti, antieuropeisti e perché di altri migranti proprio non ne vogliono mezza.

Riporto una lettera che mi arriva da destra, da un amico molto vicino alla Lega:
Ale

Salvini, Le Pen e Farage non hanno mai creato un governo e dunque giudicarli a priori mi sembra già un grave errore che denota poca propensione alla realtà dei fatti, nel loro programma lottano a favore di cose che personalmente approvo. In secondo luogo l’autodetermiNazione dei popoli ha, lo si voglia o no, natura nazionalista, perché con questa globalizzazione spietata e senza controllo si rischia che fra trent’anni le tradizioni locali saranno soltanto un ricordo (a Bologna il 38% degli ultimi nati sono stranieri tanto per essere chiari) e dunque se si vuole uscire da questo impianto malvagio che si chiama EU le nazioni devono tornare a comandare in maniera individuale. Questo non significa mica isolarsi, anche perché ognuno darebbe il meglio di sé nel campo in cui è capace e noi italiani in tantissimi settori abbiamo insegnato agli altri popoli cosa fare, saremmo i primi a riprenderci, a scapito dei Cinesi e di chi copia il nostro MADE IN ITALY. Anche il M5S è degno di fiducia perché è nuovo e fresco, di conseguenza se c’è una valida alternativa a questi partiti politici ormai morti, ben venga. La sinistra di cento anni fa (Gramsci, Togliatti e Berlinguer) non avrebbero approvato questa globalizzazione selvaggia di beni, servizi e uomini, perché sapeva che non si deve intaccare il tessuto sociale di una Nazione. Insomma vieni al mio paese se puoi trovare lavoro e partecipare alla costruzione della società, ma se la disoccupazione è al 12% e quella giovanile al 36% e in più i giovani locali laureati scappano perché non possono sistemarsi, non capisco perché è da razzisti dire che non è il momento di assorbire quote di emigranti, le quali avranno come destino lavori procurati dalla mafia oppure saranno ben trattati da parte del welfare a discapito di pensionati sociali, disoccupati locali e via discorrendo. Questo si chiama solo disordine sociale e le guerre in Africa e Medio Oriente le hanno provocate i signori politici della EU, creatori di questo sistema malato, non io, dunque non ho colpa se Libia e Siria sono devastate dalle guerre civile, si interroghi chi ha votato i fautori di questi sconvolgimenti.
Se poi si vuole un esodo di massa di popoli che non ne vogliono sapere di integrarsi, per diverse motivazioni religiose e culturali, se si vuole votare qualcosa di sinistra basta che non sia Salvini, Farage, M5S o Le Pen, se si ha fiducia nella EU e se si vuole proseguire a votare per mantenere la casta e il proprio status quo (penso a tutta quella massa di statali che non sentono affatto la crisi) allora si rimanga tutti uniti nella EU, si perdano con il tempo le tradizioni, i costumi ed usi locali, si inizi a mangiare vegano a discapito delle prelibatezze culinarie derivanti anche dalla carne, ci si turi il naso votando sempre contro i cattivi xenofobi razzisti nazionalisti di turno e si dia un colpo letale allo spirito europeo dei popoli, vivendo come gli USA con quartieri per ogni etnia, linguaggio sporco, carenza culturale, perdonando certe usanze religiose verso il sesso femminile e andando avanti giorno per giorno in un sistema anarchico che crea indigeni individualisti e masse emigrate coese per prendere posto un domani degli europei e governare come a casa loro.

Sindaci con pochi poteri
Paolo De Gregorio

Se si vuole cambiare in profondità il ruolo dei sindaci e far emergere quelli che sommano onestà, capacità, passione civile per la “polis”, bisogna affrontare la questione della attribuzione dei poteri senza i quali anche i migliori degli eletti restano impantanati nei debiti pregressi, nei funzionari corrotti e piazzati da partiti e sindacati, nei dirigenti delle municipalizzate, nei tagli finanziari del Governo ai comuni, che rendono sempre più bassa la possibilità di dare servizi ai cittadini.
La prima cosa da fare è la prevenzione: la magistratura della Corte dei Conti deve avere il potere diretto, esecutivo e immediato, di commissariare i comuni che non rispettano il pareggio di bilancio, al fine di dare ai nuovi sindaci una reale possibilità amministrativa, per non passare il tempo della sindacatura a ripianare conti, sprechi e ruberie di cui devono venire fuori i reali responsabili.
Si deve anche considerare il fatto che i sindaci, non disponendo del gettito delle tasse, sono soggetti alle decisioni del Governo che dal 2011 al 2015 ha ridotto i fondi dovuti ai comuni del 66% a Milano, del 40% a Roma, del 36% a Torino, del 24% a Napoli, del 70% a Bologna (fonte: il Fatto Quotidiano del 22 giugno), quindi espropriati da decisioni governative, impossibilitati a qualunque programmazione di spesa, costretti ad aumentare i vari tributi comunali, spremendo i cittadini.
Se non cambia questo metodo, affidando la totale riscossione delle tasse ai comuni, stabilendo una percentuale fissa, uguale per tutta l’Italia, da consegnare allo stato centrale, i sindaci saranno sempre in balia dei ricatti politici e i territori saranno sempre male amministrati.
Sono consapevole di invocare riforme di difficile attuazione e che ci vuole una maggioranza politica legittimata da un passaggio elettorale, ma vi sono nodi che vanno sciolti se vogliamo che i sindaci a 5 stelle appena eletti non siano stritolati da una burocrazia soffocante e corrotta, da veti e lungaggini provenienti da province e regioni, e da debiti da ripianare.
A proposito delle regioni: spesso un Governo regionale di colore è diverso da quello dei comuni e ciò degenera in boicottaggio dei programmi urbanistici, ambientali, energetici, al punto da essere necessario che i poteri comunali siano molto più estesi e le regioni abbiano sempre meno importanza nella vita amministrativa italiana, fino alla loro soppressione come si farà per le province.
Ai sindaci la popolazione chiede sicurezza e lavoro, ma se non decidiamo (come negli USA) che la polizia (non solo quella urbana) sia comandata dal sindaco, difficilmente si può avere una svolta contro la criminalità. Quanto al lavoro, solo un reddito di cittadinanza, in cambio di 4 ore di lavoro giornaliere (5 gg a settimana) in lavori socialmente utili, organizzati dal Comune può eliminare quelle sacche di disperazione dovute alla disoccupazione.
Ai sindaci bisogna dare molti più poteri e, per quanto riguarda il peso dei debiti pregressi (a Roma la Raggi ha trovato dai 12 ai 16 miliardi di euro da pagare a banche e privati), si deve affiancare al sindaco una figura commissariale che tratti la materia, senza che il nuovo sindaco sia coinvolto nel ripianamento dei debiti fatti dai suoi predecessori che per questo vanno perseguiti.
Il contrappeso di cui devono godere i cittadini è il recall, la sfiducia, e cioè la possibilità di revocare il mandato al sindaco, se non rispetta gli impegni presi, su richiesta del 50% più uno dei voti ricevuti.
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Una bambina di 12 anni spiega il signoraggio bancario

RIDIAMARO : – )

Luka’s Jokes

Beckham: “Il mio Manchester vincente grazie ad un portiere danese, la guida di un irlandese e l’abilità di un francese”. Ma soprattutto al suicidio di undici tedeschi.

Anche J.K. Rowling si schiera pro “Remain”. Nel suo prossimo libro Harry Potter dovrà vedersela con Salvini.
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I bookmakers inglesi danno per favorita la vittoria del “Remain”. Quindi alla fine dovrebbe vincere il Leicester.
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In Scozia si vota sotto un sole splendente. Loro devono essere già usciti.
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Pirata 21
La Gran Bretagna al voto per decidere se uscire dall’Europa. E noi che ancora non riusciamo a uscire dal Vaticano

Se la Gran Bretagna uscisse dall’Europa gli effetti potrebbero essere devastanti. Tipo un mese di ospitate tv di Salvini.

In Gran Bretagna si vota per decidere se uscire dall’Europa. A me basterebbe riuscire ad uscire entro una certa dal Raccordo.

Sono sicuro che gli inglesi rimanendo soli si annoierebbero tantissimo nel non poter rompere i coglioni agli altri.

Junker durissimo sul referendum:”Questa Europa non è un albergo!”
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Purtroppo
Facciamo così: la Gran Bretagna può restare, ma devono imparare a cucinare.
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Cecco Bravo
Brexit o non Brexit. Potevano almeno chiamare Renzi che è un esperto. Un bel partito della Nazione, con dentro tutto e il contrario di tutto, e il casino finiva lì.
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George Clone
A proposito di Brexit, io proporrei un referendum per uscire tutti dall’Italia.
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Birbo Bicirossa
C’è una cosa che non tutti sanno, e che incuriosisce noi italiani che siamo abituati a votare nel fine settimana, ed è il motivo per cui in Gran Bretagna il giorno delle elezioni è sempre e solo il giovedì. Bene, la motivazione pare perlomeno curiosa, ma in effetti ha una sua logica. In pratica oltremanica il venerdì sarebbe il giorno di paga settimanale, quindi in teoria il giovedì si hanno a disposizione meno soldi per sbronzarsi nei pub, e gli elettori essendo più sobri sarebbero in grado di dare un voto più equanime e ragionato: questo in teoria, poi naturalmente ci sono sempre delle eccezioni, come Farage per esempio!
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Triplio
Vince la Brexit. E adesso voglio vedere come ce la caviamo senza fish and chips!
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Miguel Mosè
E adesso occhio a seguire l’esempio degli inglesi, che poi ci si ritrova ubriachi a guidare contro mano.
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Notturno concertante
L’Unione Europea chiede consiglio al PD su come disattendere l’esito di un referendum
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George Clone
Come si dice in inglese “E adesso sono cazzi per tutti”?
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Frandiben
Gran Bretagna restiamo in contatto e facci sapere, che magari ci si fa un pensierino anche noi.
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Comagirl100
Draghi tranquillizza da settimane i cittadini in vista del rischio Brexit: “Non preoccupatevi: Banca Etruria è stabilissima”.
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Pirata21
Regno Unito fuori dall’Ue, Salvini:”Ora tocca a noi”. Come se lui ci andasse mai a Bruxelles.
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Viviana
E noi quando lo facciamo un renxit?
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Pirata21
L’Unione Europea che si domanda come possa essere accaduta una cosa del genere mi ricorda la lungimiranza del Pd a Roma.
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Peppe Grullo
Il Regno Unito esce dall’Unione Europea: c’erano troppi bidet e troppo poca moquette.
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Pirata21
Renzi preoccupato per la Brexit. Ora se perde il referendum di ottobre non potrà andare a fare il cameriere a Londra.
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Boda
Incredibile, il M5S vince anche in Inghilterra!
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Fabio1899
The book is out of the table!
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Starburst
Da oggi in Europa gli Stati saranno più attenti a non far ripetere certe situazioni.
Tipo le votazioni democratiche.
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Laminchia
Ma vi immaginate se adesso l’Inghilterra vince gli europei?
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Cricon
Napolitano critica la scelta di indire il referendum. Cosi va a finire che prima o poi si pretenderanno pure libere elezioni.
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Pirata21
Pina Picierno:”La Gran Bretagna ha votato per uscire dall’Europa”. Oh vedi che quando ti impegni riesci?
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amazed
La Gran Bretagna ha scongiurato la scissione della Scozia tramite referendum ma adesso tramite referendum vuole uscire dalla UE mentre la Scozia minaccia un altro referendum per rientrarci. Resta comunque più lineare del regolamento del cricket.
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Italo
Il Regno Unito vota sì alla Brexit, Cameron si dimette e Renzi comincia a tastarsi i coglioni.
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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Questo governo marcio neofascista pidiota deve finire al più presto.

    Commento di max — giugno 25, 2016 @ 5:01 pm | Rispondi


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