Nuovo Masada

giugno 12, 2016

MASADA n° 1772 12-6-2016 OLIMPIADI A ROMA ?

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MASADA n° 1772 12-6-2016 OLIMPIADI A ROMA ?
Blog di Viviana Vivarelli

La vanagloria di Renzi – I due argomenti fasulli del Pd: le Olimpiadi a Roma e il Carroccio a 5 stelle – Nessuno dei candidati ha parlato di crisi economica – Quelli che sanno solo criticare i 5stelle – Fuga di capitali dall’Italia e sistema bancario e finanziario fallimentare- Il M5S sarebbe uguale alla Lega? – Senza Senato si risparmiano 49 milioni quando Renzi ha speso 200 euro l’anno in più per la sua segreteria – Massoneria e governi mondiali – Neonazismo a marca tedesca – Le tecniche del consenso

Olimpiadi di Roma, mangiatoia per papponi e arma di distrazione di massa per il prossimo ballottaggio.

Renzi: “In 70 anni nessuno ha fatto meglio di ME

Alessandro

E infatti… Dopo due anni di Renzi la ripresa non c’è stata.
Ma a colpi di annunci e promesse Renzi ha occupato tutto quello che era occupabile.

– Renzi il 1° agosto 2014: “Italiani andate in vacanza sereni, a settembre ci sarà una grande ripresa col botto”.
– 13 novembre 2014: “Due famiglie su tre riescono ad arrivare alla fine del mese solo con tagli draconiani sugli acquisti, che coinvolgono anche la spesa per la tavola”.
– Renzi ha comprato gli F35 e, come dice di aver venduto le auto blu ma ne compra altre, tutte blindate, sfruttando bugiardamente la situazione per farle passare come riduzione delle spese, vende la vecchia portaerei Garibaldi ma a dicembre 2014 spende 5,4 miliardi di euro per rinnovare la flotta navale. Il finanziamento del programma, non è a carico della Difesa ma del ministero dello Sviluppo Economico che invece serve allo sviluppo di piccole e medie imprese.
– 2 aprile 2015. Fermo il potere di acquisto delle famiglie.
– 2 aprile 2015, Istat: “La pressione fiscale in Italia è salita”. Nel quarto trimestre 2014 sale al 50,3%.
Renzi ha tutelato le multinazionali, le assicurazioni, la casta l lobby, le banche.
E’ un bugiardo cronico… ma molti ci cascano.

Intanto in Italia il debito pubblico è salito al record di 2218 miliardi di euro, che comporta un interesse di 80 miliardi di euro l’anno, di tasse, tolti ai servizi pubblici essenziali.
– La pressione fiscale è tra le più alte d’Europa.
– La povertà assoluta in Italia tocca 5,7 milioni di persone, la povertà relativa tocca 10,3 milioni di persone per un totale di 16 milioni di persone. (Per povertà assoluta s’intende che non ci si può permettere di acquistare un paniere di beni e servizi considerati essenziali per una determinata famiglia per uno standard di vita minimamente accettabile. Non solo la dignità mortificata. Queste persone non possono vivere!)
– Renzi tutela la casta, le lobby, le multinazionali, salva le banche e adesso pure… le bad bank, ma non i poveri cittadini.
– Schiaffo del World Economic Forum a Renzi: Su 144 Governi “Italia penultima al mondo per efficienza di governo”. Siamo dietro a Libia, Angola e Ciad.

E Renzi, per ottenere consensi, dice che va tutto bene…

Vincenzo Scianni
Lo capiamo o no che abbiamo disarticolato l´industria manifatturiera che produceva ricchezza vera e consentiva poi di avere le risorse per la societá civile, che non abbiamo mai fatto una riforma agricola che permettesse all´agricoltura di affrancarsi da bieco sfruttamento e di modernizzarsi e che non abbiamo mai riformato una scuola pubblica per
produrre tecnici che sostenessero la sviluppo tecnologico ? Ci rendiamo conto che siamo una sorta di colonia in cui se hai la sfortuna di nascere deve affrettarti al piú presto a scappare per evitare degli appuntamenti giá annunciati : Tito Boeri ha giá denunciato che dal 2030,con l´andamento demografico attuale, ci saranno piú pensionati che lavoratori attivi e che i nati dal 1980 dovranno lavorare fino a 75 anni per avere una speranza di pensione. E´ora di far scorrere una volta per tutti i titoli di coda di questa telenovella e ricostruire un Paese intero prima di vivere una tragedia annunciata : seguendo questa classe politica, specie la destra populista rischiamo solo un´ulteriore tragedia, quella di una sorta di olocausto nei confronti degli immigrati che non hanno alcuna responsabilitá nel disastro in cui ci dibattiamo !

DUE ARGOMENTI FASULLI DI RENZI
Viviana Vivarelli

Per contrastare il risultato avvilente delle amministrative, Renzi non ha trovato di meglio che impestare la stampa con due argomenti fasulli: “la Raggi non vuole le Olimpiadi di Roma”, e “Il M5S si è alleato con Salvini”. Entrambi mostrano quanto sia caduto in basso.
Per la Lega, l’accusa è ridicola perché il M5S non si allea con nessuno mentre Renzi si allea con cani e porci (e sulle alleanze ci sarebbe da dire che almeno Salvini ha meno processi di Verdini!). Il Renzi “ che ci mette sempre la faccia” lo dovrebbe guardare in faccia il ripudio certo degli elettori per il malgoverno del Pd che avrebbe fatto scappare chiunque.

Per il flop delle olimpiadi del 1976 (40 anni dopo quelle di Hitler) gli abitanti di Montreal hanno pagato 30 anni di tasse in più , e oggi vari impianti per esse sono in triste decadenza.
Boston, Toronto, Amburgo, Oslo hanno detto olimpiadi no grazie in occasione dei relativi referendum.
Francamente vedere un Giachetti che ha votato ogni nefandezza del Pd e che ora si fa appoggiare i Caltagirone o i Montezemolo (costui in un Paese normale lo avrebbero già preso a pedate da anni), è assai rivoltante.

Ma il peggio assoluto è Francesco Merlo che scrive questa invettiva: “Incappucciato come il mafioso Malpassotu, Beppe Grillo blog-scaracchia sugli avversari politici. Si è infrattato nella sua villa sarda, fra le acacie e i cavi usb, proprio come si infrattava quel Malpassotu che, da un buco della campagna siciliana, masticando odio e cicoria, scagliava i suoi pizzini per sfregiare i nemici e umiliare gli innocenti. Ovviamente Grillo non è mafioso. Ma la tecnica, al tempo stesso vile e d’assalto, è quella del capocosca che, nascosto nella macchia e protetto dalla Rete, organizza scorrerie. Dunque Renzi “il bomba” è “un cialtrone”, e il pensiero più o meno debole di Orfini è prima deformato e poi oltraggiato…dalla tenda nera mostra e agita il bastone del comando. E mentre concede la libertà – “dopo che ho mandato affanculo tutto il mondo, ora fatelo voi e il Movimento diventerà vostro e basta, senza nomi e cognomi” – esibisce il vecchio manganello e la prosa malata. Solo apparentemente non c’è nessuna novità. Perché è vero che è stata questa, sin dall’origine, la missione del Movimento 5 stelle: ridurre il Paese a un cortile dove, come le lavandaie di una volta, i garzoni della Rete contagiano e costringono tutti a sbraitare contro tutti. E infatti ieri anche Orfini grilleggiava. Di sicuro rispondeva all’insulto con l’insulto. “Mi fai schifo, pensi solo ai soldi” é arrivato a replicare.
Imitando il suo esegeta Travaglio, Grillo aveva ritagliato e manipolato le vecchie dichiarazioni di Orfini e le aveva messe a confronto con quelle di oggi, anch’esse ritagliate e manipolate. E dunque ne aveva deriso l’ incoerenza e lo aveva insolentito spostandogli i pensieri, deformandoli e ricucendoli con fili diversi: parodia, chirurgia estetica, adulterazione, contraffazione…: banalità di un certo giornalismo. Ma Orfini ha perso la testa e alla fine non si capiva più chi fosse Grillo e chi fosse Orfini.”

In quanto alle Olimpiadi a Roma, qualunque persona sana di mente capisce da sola che sarebbero una follia, visto che Roma ha un debito di 12 miliardi con 143 milioni di derivati, con un tale caos amministrativo che si sono perse le tracce di 43 creditori e una minaccia di crisi di liquidità per cui potrebbe non essere in grado di pagare i propri servizi. Ce la vedo proprio la Roma di mafia capitale che non riesce nemmeno a chiudere le buche sulle strade a indebitarsi per una nuova follia olimpica! E pensare di risolvere un buco creando un buco anche maggiore è da pazzi.
Sulle Olimpiadi ormai è una vera gara dei media imbolsiti a chi le elogia di più. Il Messaggero, quotidiano di Roma di Caltagirone e grande stimatore di Marchini, altro palazzinaro suo amico, parteggia ovviamente per le grandi opere, in caccia di affari più o meno sporchi, e batte quotidianamente sul peana olimpico, con balle varie degne di un Renzi, di un Poletti o di un Sala qualunque, tipo «48 mila posti di lavoro in più», «tasso di rendimento dell’investimento del 31 %», «incassi per 900 milioni», fino alla divertente cifra di «3 miliardi di euro in più per il reddito delle famiglie». Affermazioni incredibili tipo “Barcellona 1992 che addirittura avrebbe aiutato la Spagna ad uscire dalla dittatura” (veramente era finita 17 anni prima!).
Silenzio invece sull’aumento dei costi che caratterizza tutte le opere pubbliche (per Italia ’90, più 184 %). Silenzio sul profondo rosso delle Olimpiadi invernali di Torino (che per pagarsi i Giochi si è pure riempita di titoli tossici. Con 3,3 miliardi di debito, con Chiamparino, Torino divenne la città più indebitata d’Italia e i Torinesi queste spese folli le hanno pagate di persona).
Silenzio sul lascito vergognoso dei Mondiali di Nuoto 2009 a Roma con le piscine della vergogna, sbagliate e incompiute.
Sono arrivati a parlare di Stati ‘virtuosi’ che con le Olimpiadi “ci guadagnano”. Non certo l’Italia, dove Roma ’09 fu un emblema di sprechi, malaffare, inefficienze, ma anche qui Caltagirone ci sguazzò alla grande e ora tutti gli accaparratori sono pronti a un nuovo grande affare.
Nessuno cita i 2200 miliardi di debito nazionale, quando le Olimpiadi in Grecia del 2004 che costarono più di 15 miliardi furono l’inizio del default, segnando un’esplosione dei processi speculativi e un’impennata del debito pubblico. Il budget di 15 miliardi, poi sforato, fu l’inizio della fine per i conti di Atene, un buco contabile da cui il Paese non si sollevò più.
E per le olimpiadi di Montreal, solo per il grande stadio servirono 30 anni di tasse per pagarne i costi, portandone il soprannome a “Il grande debito”. Insomma si vuole passare dallo scandalo di Roma capitale a un nuovo scandalo di Roma olimpionica.
Se la Raggi si oppone a questo scempio e lo rimanda nel tempo, è solo un motivo in più per votarla. E se Renzi invece ordine ai suoi media di propagandarlo, è un motivo in più per abbatterlo.

Io mi domando come sia possibile che la capitale italiana abbia un quotidiano miserabile e provinciale come Il Messaggero di Roma che serve solo come pubblicità al suo proprietario! Comparatelo con i quotidiani delle maggiori città del mondo, Le Monde, The Times, Bild Zeitung… e poi ditemi per quale disgrazia Roma deve avere un giornale così meschino, piccolo e di parte. Ed è ovvio che un giornale così piccolo non renderà mai grande la mente di chi lo legge. Come minimo sparge disinformazione.

Solo i pazzi o i delinquenti vogliono ormai le Olimpiadi, megastrutture che costano troppo e lasciano dietro un sacco di costruzioni che non servono a niente. Atene, Pechino o Sarajevo, dopo diversi anni, sono ancora piene di rovine inutili e strutture abbandonate che sono costate alle amministrazioni locali moltissimi soldi.
Ma ora ditemi: il famoso pareggio del bilancio che Monti ordinò di mettere in Costituzione e pure senza i regolamentari sei mesi di iter e che il Pd votò istantaneamente (primo in Europa), pur sapendo che avrebbe vietato qualunque opera di investimento finché il pareggio non fosse realizzato, ma che fine ha fatto?

Gilioli: Scrive l’inqualificabile quotidiano di Roma dal palazzinaro Caltagirone, il Messaggero, che manipola i cervelli dei Romani: “Ben più che un ballottaggio. Roma sta per affrontare un passaggio cruciale della sua storia. In ballo non c’è solo l’ardua scelta del prossimo sindaco ma uno spartiacque sulla visione che si ha o si vuole avere della Capitale. Tra la rassegNazione al declino e il rilancio di un prestigio e di una grandezza che ormai da troppi anni sono alle spalle. Tutto questo è incarnato, per chi non se ne fosse accorto, in un solo tema che li racchiude tutti: la scelta sulla candidatura ai Giochi del 2024. Il voto che ci attende fra una decina di giorni è apertamente una sorta di solenne referendum sulle Olimpiadi». Il che è una sorta di circonvenzione di incapace. “177 mila nuovi posti di lavoro» (in altra pagina dello stesso quotidiano sono 48 mila, ma anche qui non stiamo troppo a sottilizzare) e addirittura trasforma il ballottaggio di domenica in un referendum sulle Olimpiadi. (per la serie: cosa non fa un palazzinaro per i propri interessi!)
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Ve la immaginate Roma di mafia capitale che non riesce a riempire le buche delle strade o a far funzionare la metropolitana C che si mette in questo nuovo grande affare? Ma se Roma deve ancora ripagare gli espropri dei terreni delle Olimpiadi di Roma del 1960! E ha 13,6 miliardi di debito! E vorrebbe ripagarlo aprendo un altro debito?
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Franco Valentino
Questa si chiama distrazione di massa!! Non potendo attaccare la Raggi su ciò che denuncia e sul suo programma, cercano un diversivo, per farla passare come una che è contro il progresso!! Chiudiamo le buche stradali vergognose, sistemiamo il trasporto urbano indegno di una capitale, ripianiamo per quel che si può il bilancio che un disastro con un debito enorme, pensiamo agli asili nido inesistenti, alle scuole sgarrupate, ai senzatetto che vivono in condizioni miserevoli ecc. ecc.!!! C’è ben altro da fare e la Raggi lo sa bene, avendo vissuto da consigliera d’opposizione i problemi. Mio nonno diceva: prima pensiamo alla casa, a mangiare e vestirci poi vedremo se ne avanza per l’abito da festa e la cravatta. Mi pare che l’ITALIA da troppo tempo indossi la cravatta (quelli della casta neomedievale) su un vestito rattoppato (classe operaia ed impiegatizia) e col culo di fuori (sottoproletariato)! E’ ora di finirla e ascoltare mio nonno! D’altronde, si parla di crisi e fine della crisi economica! Ma se non si cambia registro ed eliminano gli sprechi e le ruberie e la casta compra solo vestiti da festa e cravatte, questa condizione è la normalità e continuerà per sempre!! Come può finire la crisi se l’intero popolo arranca e non ha soldi sufficienti nemmeno per vestirsi e mangiare!? Dove sono i soldi da far circolare e far riprendere l’economia??!!
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MiRiprendo LaLibertà
Se le Olimpiadi il Pd le voleva così tanto perché non ha detto niente quando Monti, il cui governo era sostenuto anche da lui, ha abbandonato la candidatura di quelle del 2020 ma addirittura erano tutti d’accordo con Monti?
Ma sono veramente falsi come banconote da 80 euro!

Horus
Renzi è un noto venditore di pentolame di scarsa qualità e a caro prezzo.
Il Piccolo Bulletto Fiorentino non s’è arrampicato in cima da solo come narra la leggenda, c’è stato installato!!! La Svezia ritira la candidatura alle olimpiadi del 2022. Investiranno per i loro cittadini in difficoltà. Invece di costruire stadi costruiranno case popolari. E l’Italia invece? Non può pensare ai proprio cittadini? NO deve pensare agli amici degli amici che portano consensi ai nostri politici in cambio di appalti! Ogni grande evento è stata una grande occasione per alimentare un circuito di clientele, saccheggiare le casse pubbliche, garantire abbuffate orizzontali. Questi sono CRIMINALI di Stato legalizzati. Spendono miliardi di euro per opere inutili come la TAV, l’Expo, le Olimpiadi ecc ecc. E dimenticando città (per esempio Taranto) per esporre al mondo i nostri saperi, le nostre competenze e anche la nostra responsabilità di non salvare con una grande bonifica una città divisa tra il lavoro e la morte.

Scrive The Economist

II Brasile può non aver mai voluto spendere per far giocare al calcio, ma questo non ha impedito al Paese da spendere miliardi di dollari per gli stadi per i Mondiali del mese scorso. L’Arena Amazzonia, un edificio di $ 300.000.000 progettato per assomigliare ad un cesto intrecciato, è stato costruito in una città foresta pluviale dove il team di professionisti attira regolarmente meno di 2.000 fan a partita. E questo è solo l’inizio. Il Paese, che ospita anche le Olimpiadi estive del 2016 a Rio de Janeiro, ha intrapreso una pazzia, un’infrastruttura che può top 25 miliardi di $. La spesa è destinato a sottolineare emergere del Brasile come potenza economica. I leader del Paese insistono sul fatto che è destinato anche ad aumentare la prosperità della Nazione.
L’idea che i grandi eventi sportivi siano buoni per la crescita è relativamente nuovo. Un articolo del 1956 su questo giornale ha notato le curiose speranze dei funzionari australiani che erano “abbastanza ottimisti” che i visitatori alle Olimpiadi di Melbourne avrebbero potuto stabilirsi in città, o forse fare un po ‘di business lì. Ma di solito essere ospiti per i giochi olimpici non dà a una Nazione molto al di là di prestigio.
Le Olimpiadi e la Coppa del Mondo sono ormai abitualmente descritte come motori economici. Quattro città americane – Boston, Los Angeles, San Francisco e Washington – hanno recentemente annunciato di voler ospitare le Olimpiadi estive 2024, e in ogni caso la giustificazione era lo sviluppo economico. In Massachusetts, una commissione nominata dall’esecutivo ha suggerito che un Boston Olimpiade potrebbe “catalizzare e accelerare economico-sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture necessarie per garantire che il Massachusetts può competere a livello globale, oggi e in futuro.”
Tali affermazioni si basano sull’idea che i giochi possono servire come attrazione turistica, la possibilità di catturare l’attenzione di leader economici e un modo per ottenere il sostegno politico per progetti infrastrutturali di valore. Le magre e redditizie 1984 Olimpiadi di Los Angeles sono spesso invocate. Come i Giochi di Barcellona del 1992, che hanno amplificato la rinascita di quella città.
Ma ci sono poche prove che tali eventi abbiano incrementato il turismo o prospettato nuovi investimenti. La spesa generosa su un evento di breve durata è, economicamente parlando, una strategia discutibile a lungo termine. Stadi, che costano molto e producono benefici economici minimi, sono una linea particolarmente schifoso di attività. (Questo è il motivo per cui sono di solito costruiti dai contribuenti, piuttosto che da società.) E anche se il Brasile, come altri, ha cercato di rendere lo stadio di spesa più appetibile da parte anche la costruzione di infrastrutture generali, come autostrade e aeroporti, il pubblico avrebbe avuto la stesso beneficio a costi molto meno se i progetti di trasporto fossero stati costruiti senza gli stadi. Le Olimpiadi di Los Angeles hanno avuto successo, dopo tutto, perché i pianificatori hanno evitato la costruzione di nuovi stadi. Barcellona, a lungo trascurato sotto il governo di Franco, era nel bel mezzo di una rinascita che sarebbe probabilmente avvenuta senza le Olimpiadi.
Gli organizzatori e i loro sostenitori abitualmente trascurano i “costi di opportunità” – in questo caso, ciò che sarebbe potuto accadere se un Paese non ospitasse i Giochi. In alcune delle città più costose al mondo, forse il più grande costo opportunità è la perdita dello scarso e prezioso tessuto immobiliare. Mentre alcune strutture rimangono in uso dopo i Giochi o vengono convertite per nuovi scopi, moltissime restano praticamente vuote come l’originale in Olimpia.

LE TASSE DEI ROMANI
La media di tasse per i cittadini italiani è di 950 euro l’anno, con Rutelli-Veltroni, fu di 5-600 euro, Alemanno arrivò a 1200, Marino 1050 (150 euro sopra la media italiana). Ma nessuno parla di quanto la tasse aumenterebbero con la spesa delle Olimpiadi, e non solo per i cittadini romani ma per tutti gli Italiani.
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Mark
Da mesi i titoli bancari continuano a perdere, sotto il peso delle sofferenze e incagli; nonostante le rassicurazioni ufficiali sulla stabilità, e un continuo rincorrersi a soluzioni, tipo fondo Atlante o garanzia pubblica sulle sofferenze bancarie, per prendere tempo ed evitare il bail-in di qualche banca, per paura di una crisi sistemica. Non ci sono soldi per il sistema bancario, visto l’enorme debito pubblico, e il Paese rischia di farsi molto male, e si parla di gettare denaro nelle Olimpiadi: un Paese di folli, dissociati dalla realtà.

NESSUNO DEI CANDIDATI HA PARLATO DI CRISI ECONOMICA
Berluscameno

I “beati nello spirito”–candidati al ballottaggio per la elezione a sindaco di importanti città–non hanno avuto il coraggio di affrontare il tema spinoso che tormenta tutti gli italiani,quello che ha riferimento alla dura CRISI economica che avvolge come in un sudario il destino di noi tutti.
Così, dato che nessuno affronta davvero la crisi, gli elettori non votano.
Fino a ieri, la maggioranza votava per il meno peggio.
Oggi, in assenza di vere alternative ai gestori della crisi, l’elettore medio non se la sente più di rassegnarsi all’impossibilità di soluzioni: quasi un cittadino su 2,infatti, preferisce restare a casa piuttosto che accordare ancora una volta a candidati deludenti la solita mezza fiducia,concessa con estrema riluttanza.
E’ il dato forse più sostanziale che emerge dalla tornata amministrativa del 5 giugno 2016, tra l’atteso successo dei 5 Stelle a Roma, il pareggio Sala-Parisi a Milano, la riconferma di De Magistris a Napoli, l’erosione del consenso di Fassino a Torino.
La partita è gigantesca e si chiama “crisi economica”.
Il primo orizzonte a oscurarsi è quello nazionale, precariamente presidiato da Renzi,ma in realtà lo spettacolo va in onda in mondovisione tra l’Europa del Brexit, il martirio a rate della Grecia, la guerra in Siria, i profughi, la devastazione economica indotta dal regime di austerity varato dall’Ue e le sue politiche volutamente recessive, a partire dalla prescrizione suicida del pareggio di bilancio.
Nessuno, tra i principali candidati italiani delle amministrative, ha declinato in modo chiaro, a livello locale, l’opprimente quadro sovranazionale da cui dipende anche la sofferenza quotidiana dei Comuni,a prescindere dal colore politico dei suoi amministratori di turno.
Si preferisce affidarsi a storie più comode da raccontare l’orgoglio degli sfidanti, la freschezza dei più giovani, l’entusiasmo degli esordienti contro il cinismo dei reggenti di lungo corso.
Nulla, comunque, che abbia un’attinenza diretta e frontale col nocciolo del problema e cioè della REVOCA storica di SOVRANITA’DEMOCRATICA all’Italia,che condanna anche gli enti locali a fare i conti col poco che resta, tagliando servizi e spremendo i contribuenti a suon di imposte.
Una Tesi plausibile da sostenere poteva essere che era impossibile governare una città col vincolo del 3% sulla spesa, impossibile investire sul futuro e sul benessere collettivo se prima non si respingono al mittente tutti i diktat dell’Ue che, a cascata, dal governo centrale ricadono sui Comuni.
Lo scenario post-elettorale resta dunque intermedio e transitorio anche a prescindere dai ballottaggi:neppure dagli spareggi, infatti, potrà scaturire un’opzione alternativa di politica economica.
In generale,si osserva un lento declino del Pd che sconta le inevitabili difficoltà di un governo allineato a Bruxelles, cioè a Berlino.
A Roma,a sparigliare le carte è ovviamente l’eredità del caso-Marino, in una città che comunque aveva vissuto una sostanziale alternanza,da Veltroni ad Alemanno così come Milano, passata dalla Moratti a Pisapia.
Torino resta un caso diverso, forse più interessante, perché dall’avvento del gruppo post-Pci, guidato da Castellani e poi Chiamparino, era sempre rimasta compatta attorno alla sua compagine di potere fino ad accettare un candidato come Fassino,proveniente dalla preistoria della Prima Repubblica. Ancora oggi Fassino arriva primo, ma dovrà affrontare i rischi del ballottaggio.
Ancora una volta, il sistema euro-catastrofico non è in discussione. In compenso, si sgretola il fronte di quella sx cooptata dai super-poteri europei per far digerire agli italiani la grande crisi in programma, la fine dei diritti social”, la disoccupazione come nuova normalità indotta dal Governo della UE.
Quel sistema sta franando, e lo dimostra la vastissima diserzione delle urne.
Ma – purtroppo –nessuna vera alternativa si scorge all’orizzonte.

Quelli che sanno solo criticare i 5stelle….
Ant

Diciamoci la verità..
Se sono ragazzi che hanno abbracciato la politica senza aver maturato professioni, incarichi o collaborazioni importanti – vedi Di Maio – sono incompetenti.
Se hanno un pedigree raffinatissimo di studio e lavoro, allora sono piddini o pidiellini mascherati.
Se hanno dottorati e lauree con lode, con viaggi da volontario in Africa e Sudamerica a dare una mano, sono persone che sparano bufale su Boko Haram.
Se sono ingegneri aerospaziali, non conoscono la macchina amministrativa.
Se sono informatici per banche e assicurazioni, sono una squadra di serie b.
Se sono ex dirigenti, mamme e casalinghe, sono candidati deboli.
Se sono avvocati, sono della casta dei legali.
Se sono professori universitari, sono baroni in poltrona.
Se rinunciano ai soldi, sono populisti.
Se lasciano sul piatto 42 milioni di euro, non ne avevano diritto.

Diciamoci la verità: se non son massoni e venditori di pentole non li volete.

Fuga di capitali dall’Italia e sistema bancario e finanziario fallimentare

Che Renzi fosse un venditore di cavalli zoppi ed il suo entourage di donnine sorridenti e bellocce ed oligarchi fosse uno stuolo di yesman-woman e quaquaraquà ve lo avevo riferito fin dai primordi. Nulla di nuovo sotto al sole, tranne il fatto che prima o poi i nodi vengono al pettine ed i conti vanno pagati , o almeno qualcuno li deve pagare, di solito gli stolti dalla memoria corta. (Claudio Martinotti Doria)

Sergio Di Cori Modigliani
La valorizzazione del concetto di “annuncio”, che in Italia, dal punto di vista della comunicazione, ha sostituito sia i contenuti che la sostanza, sta iniziando a presentare il conto. A tutta la Nazione di cinici ipocriti.
Se ne accorgono, oggi, gli industriali e gli iscritti a Confindustria che cominciano a capire il risultato tragico dell’essere furbi. Perché se c’è una cosa che nel mondo degli affari, dell’impresa, del commercio e dell’economia in generale non serve ed è fondamentalmente contro-producente, è proprio quella di lanciare delle parole d’ordine, annunciare delle scelte e poi non far corrispondere in termini reali un’azione conseguente. E’ un po’ come se il direttore generale della Juventus annunciasse oggi che la società ha acquistato Cristiano Rolando, Leo Messi e Zlatan Ibrahimovic per la prossima stagione, tanto per superare l’estate e far parlare di sé, convincendo i tifosi ad acquistare l’abbonamento allo stadio; poi il 1° settembre si viene a scoprire che non è vero niente: il management verrebbe sbranato dai tifosi. Il fascino del calcio resta ancora quello: è l’unico segmento d’affari in Italia nel quale il pragmatismo ha ancora un senso e le chiacchiere non contano. Finisce sempre per valere la logica della realtà.
Mi riferisco qui all’autentica emorragia di capitali internazionali che dall’inizio dell’anno si è abbattuta sul Paese. Se ne è parlato poco. Le banche fallite (ormai i talk show non se ne occupano più) hanno prodotto il crollo verticale della fiducia, allargando lo spettro della consapevolezza globale planetaria che considera l’Italia come uno dei paesi al mondo più a rischio che ci siano nel quale investire. Non tanto per il fatto che corre dei rischi “alla greca”. Quanto piuttosto per il fatto che non vengono rispettate le regole da parte della dirigenza istituzionale. La mancanza del rispetto della Legge e delle sue mansioni è la prima causa della fuga di capitali che ha convinto i cosiddetti “investitori internazionali” a portare via dall’Italia circa 50 miliardi di euro dall’inizio dell’anno, con la prospettiva di un nuovo dissanguamento a brevissimo, breve e medio termine.
Di annuncite si può anche morire.
L’economia, e la società, hanno bisogno di fatti concreti. I numeri possono essere interpretati, alterati, nascosti, non così le scelte operative. Il caro leader godeva di un gigantesco credito di fiducia come forse nessun altro premier era riuscito ad avere negli ultimi cinquant’anni. Oggi, la Confindustria e i cosiddetti “poteri forti” prendono atto che era fasullo. I media si sono sperticati nello spiegare, a giugno 2014, che il trionfo elettorale alle europee era dovuto al fatto che il governo aveva scelto di elargire il famigerato bonus di 80 euro. Forse è vero che quello è stato uno dei motivi principali. Ma non l’unico, e neppure quello decisivo.
E’ possibile che il grande e vasto consenso (reale, molto reale, nient’affatto inventato) di cui Matteo Renzi godeva esattamente due anni fa, abbia fatto quell’ impressionante balzo in avanti in seguito a un suo discorso del maggio 2014, dieci giorni prima del voto, quando a Milano, nella sede della Borsa, aveva urlato dal palco: è arrivato il momento di porre la parola fine a quello stile antico e sorpassato di interpretare gli investimenti finanziari; è arrivato il momento di mandare in pensione quella forma tutta italiana di capitalismo di relazione che blocca la competitività e impedisce ai meritevoli e competenti di avere accesso al mercato; è finita l’epoca in cui la classe dirigente politica piazzava i propri amici, parenti o sodali nei consigli di amministrazione e nelle banche non consentendo l’emergere di una classe dirigente di persone responsabili in grado di far evolvere il Paese….da oggi, quel sistema non esiste più” ecc, ecc.
Era stato davvero convincente. Finalmente veniva rottamato lo stile della promozione degli amici degli amici. Talmente convincente da risultare vincente: era ciò che il Paese voleva. Soprattutto era ciò di cui il Paese aveva bisogno.
Quell’annuncio clamoroso di grande rottamazione del mondo finanziario rimase un annuncio. Vinte le elezioni europee, dieci giorni dopo arriva la nomina del padre della Boschi ai vertici di Banca Etruria, e conseguente immissione -nei successivi dieci mesi- nei gangli finanziari dello Stato di intimi amici di amici degli amici. Il vecchio potere oligarchico conservatore brindò entusiasta dinanzi a un comportamento rispetto al quale Mario Monti sembrava Leone Trotzskij. E la Consob, ovvero la società che per conto dello Stato e del governo regola ogni forma e modalità di operazione finanziaria in borsa, chiuse entrambi gli occhi. Gestita con fare da monarca assoluto dal signor Giuseppe Vegas, ha sottoscritto le operazioni bancarie che hanno provocato, determinato e creato l’attuale collasso dell’intero sistema bancario nazionale di cui noi cittadini, a breve, saremo chiamati a rendere conto. Forse era il primo punto del patto del Nazareno: Vegas non si tocca. Uomo fedele a Dell’Utri, era stato messo lì da Silvio Berlusconi nel 2010 dove da quella regale piattaforma aveva guidato l’intero sistema di consociativismo politico-finanziario del Paese, con approvazione da parte della dirigenza del PD che vide nella sua persona (e ci vide molto bene) l’opportunità di garantirsi un posto al tavolo che conta.
Ma da 48 ore a questa parte qualcosa è cambiato. Il via lo ha dato il vice-ministro dell’economia, Zanetti, che è anche il segretario politico di Scelta Civica (formazione politica che sulla carta vale poco o nulla dal punto di vista elettorale numerico) con una dichiarazione molto chiara e netta: Vegas ha tradito i risparmiatori e la propria funzione. Deve dimettersi immediatamente. La sua presenza come presidente della Consob sta mettendo in grave imbarazzo le istituzioni e può provocare dei danni molto seri alla Nazione.
La considero l’ultima chiamata (ben altra cosa di un “annuncio”) per Renzi, da parte della City di Londra e di Francoforte, dai grandi fondi di investimento, dai poteri forti, insomma. Ecco qui di seguito come il giornale di Confindustria comunica la situazione:
Consob: Zanetti, Vegas non andandosene danneggia l’istituzione
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 09 giu – “Va preservata la credibilita’ delle istituzioni come la Consob e a volte questo avviene anche facendo passi indietro”. Lo ha affermato il vice ministro dell’Economia, Enrico Zanetti, ad ‘Agora” su Rai Tre. Rispondendo a una domanda sulla opportunita’ di dimissioni, il viceministro ha aggiunto: “Non andandosene Vegas danneggia l’istituzione”.
E’ molto simile al “fate presto”, il titolo dell’ottobre 2011 con il quale IlSole24ore lanciava l’allarme sulla situazione italiana. Ma le attuali difficoltà del caro leader sono molto superiori a quelle di Berlusconi nel giugno del 2011, quando cominciarono a cuocerselo in padella, prima lentamente, poi a fiamma più alta, fino all’autentico golpe istituzionale, visto che l’allora presidente della repubblica stabilì con fare monarchico chi doveva andare al governo, come, quando e per quanto, rifiutandosi di indire elezioni politiche.
Nelle trasmissioni dedicate alla finanza globale nei diversi continenti, essendo il nostro un Paese importante come piazza globale finanziaria, si parla tutti i giorni della “questione Italia”. Se tra qualche ora la Borsa Valori chiuderà con quella che, probabilmente, sarà la peggiore seduta degli ultimi dieci anni, i telegiornali questa sera ci diranno che è colpa del petrolio, della Brexit, della Cina.
No, è colpa nostra.
E’ arrivato il conto.

IL M5S SAREBBE UGUALE ALLA LEGA?
Viviana Vivarelli

Non sapendo come attaccare il M5S, i trollini renziani sparano che sia uguale alla Lega e alleato con essa.
I discorsi dei trollini renziani sono irricevibili dal punto di vista della logica, dei fatti, della coscienza e del buon senso, e provano solo un servilismo al potere che è veramente disgustoso oltre ad essere privo di qualunque coerenza e attendibilità, gente che ha davvero il microchip nel cervello per incapacità morali o per convenienza di portafoglio e sa solo ripetere gli slogan fissi di Renzi (tipo “il M5S è fascista”) con un condizionamento fisso da cani di Pavlov o fascistelli su Marte. E’ anche per persone inascoltabili come loro che Renzi non fa che scendere in basso. Disonorerebbero chiunque. Tale lui, tali i suoi cloni, persone a cui non si può dare rispetto perché non fanno che sparare balle e diffamazioni come ventilatori sparerebbero merda.
E la querelle destra/sinistra sapete tutti dove potete mettervela!
Basta vedere l’appoggio costante a un csx sempre più dx e sempre meno sx offerto in questi anni dai partitini della sx radicale in termini di voti e sempre e solo per salvare le poltrone, pena l’invisibilità e il suicidio politico, tanto che Renzi o i media nemmeno li nominano tanto sono ininfluenti. Sigle vuote per nostalgici che attaccano ad esse le proprie illusioni giovanili. Come se si potesse cambiare la medicina in veleno conservando l’etichetta della bottiglia e attaccandosi a quella.
Basta vedere cosa hanno fatto i sindacati di sx davanti alla disintegrazione dell’art. 18, alle leggi sul lavoro saltando i sindacati, al Jobs act subito senza reazione alcuna (vd invece la Francia), alla dissoluzione dello stato sociale, al pareggio di bilancio in Costituzione che vieta di fatto gli investimenti e dunque la ripresa, alla sequela di reati piddini sempre autoassolti, allo stupro della Costituzione, alla prescrizione salvica perenne, all’incapacità di depurare la casta dai suoi delinquenti, e ora al TTIP e ai loro molto discutibili bilanci. Un benemerito NULLA! Non sono stati nemmeno tanto dignitosi da fare informazione né la fanno adesso contro il distruttivo patto euro-americano che finirà di distruggerci e per cui Renzi ha già la firma pronta. Incapaci di battersi per qualsiasi valore e attaccati solo alle loro poltrone e ai loro guadagni. Io sono del ’42, ho visto tutto il dopoguerra, ricordo benissimo gli anni in cui il sindacato scioperava per ogni attentato contro la democrazia in quello o in quell’altro Stato straniero. Quando invece è iniziata la lenta distruzione della democrazia italiana, dell’economia italiana, dei diritti civili e del lavoro e del risparmio degli Italiani, dov’era il sindacato? E dov’è stata finora la sx radicale in tutti questi frangenti mentre non alzava una parola contro la maledetta Ue e contro la distruzione programmata delle democrazie europee per ordine di una cricca di magnati iperliberisti, o contro il maledetto e onnipotente sistema bancario che ci dissangua mentre si nega all’economia, colpisce i risparmiatori, dissangua i contribuenti e viene ripetutamente graziato dallo Stato coi soldi nostri senza essere mai e poi mai costretto a regole più severe?
Se la sx, radicale o no, deve essere questa, che vada all’inferno prima possibile! E’ solo un ferrovecchio da museo.
Ben venga dunque chiunque si ponga al di fuori della diatriba dx/sx, attacchi il sistema di potere iperliberista ovunque fa danno e si batta per obiettivi di miglioramento sociale non in nome di vecchie ideologie obsolete e antistoriche che sono state incapaci di combattere il loro nemico mettendosi alla sua corte.
Nella realtà attuale la dx e la sx non ci sono più, ci sono solo gli onesti e i disonesti, gli idealisti e gli opportunisti, i costruttori e i distruttori di democrazia. L’onestà non è un merito, è un programma! La democrazia non è un optiona, è un fine. C’è chi si batte per una maggiore democrazia (e non è certo la Lega mentre potrebbe essere il M5S) e chi di fatto la sta facendo a pezzi, tagliando diritti civili, democratici e del lavoro. Chi combatte per i diritti di un popolo e chi parteggia per quel gruppo di potere finanziario che vuole ridurci tutti a terzo mondo annullando tutti quei valori su cui si poggia un popolo serio creando il suo futuro, valori per cui abbiamo combattuto da secoli (e non certo con la Lega mentre potrebbe essere col M5S). Oggi c’è chi vuole un governo che sia responsabile rispetto ai propri elettori, ne difenda i valori e risponda di quello che fa e chi preferisce le balle propagandistiche di un ciarlatano eterodiretto per interessi che non sono nemmeno italiani e ci hanno calato appena dietro la Grecia.
Qualcuno si ricordi che eravamo la 7a potenza del mondo e la 3a d’Europa e questi governi di dx e di sx ci hanno portati, con la stessa correità, a un passo dal terzo mondo. A questo punto se non si è masochisti, resta solo di mandarli a fanc-lo entrambi!

SENZA SENATO SI RISPARMIANO 49 MILIONI

Renzi ha detto che dalla riforma costituzionale sarebbe uscito un risparmio di un miliardo
La Boschi ha detto che dalla riforma del Senato sarebbe uscito un risparmio di 500 milioni
Poi i conti li ha fatti la Corte dei Conti e ha ridotto il risparmio a 49 milioni.
Il ministro Boschi prevede “dal superamento delle province” un risparmio “di 320 milioni l’anno”. E di ulteriori 20 milioni “dalla soppressione del Cnel”, qui la Corte dei Conti ha ridotto il risparmio a 8,7 milioni.
Una cosa è certa: che tra il miliardo di Renzi, i 500 milioni della Boschi e le stime della Ragioneria dello Stato i conti non tornano.
Intanto che si storpia la Costituzione per un risparmio presunto di ’49 milioni’, la segreteria di Renzi ha aumentato le proprie spese di 400 milioni in due anni. Incongruenze di un Governo che sa solo sparare balle senza pensare mai seriamente al bene degli Italiani.

GOVERNI E MASSONERIA MONDIALE
Berluscameno

Crisi economica galoppante, disperazione giovanile, continui fallimenti di aziende e imprese falcidiate da una deflazione che non lascia scampo, hanno naturalmente indebolito la leadership di cartapesta dell’ennesimo burattino imposto al potere dalla massoneria mondialista (l’Élite globale dominante il sistema dei grandi Banchieri e finanzieri internazionali )guidata da Draghi.
Il voto serve solo per mascherare le dinamiche reali di potere.
Al vertice della piramide sono i soliti proprietari di grandi banche d’affari che, sul modello Jp Morgan, impongono la revisione della nostra Costituzione antifascista; l’amministratore delegato di questa rovina è stato Napolitano, inventore per conto terzi dei governi Monti,Letta e Renzi.
Intorno a questo asse del male, piegato agli interessi della finanza speculativa e dell’industria bellica USA, ruotano una serie di personaggi aderenti al sistema criminale neonazista tecnocratico. Mentre però i moderni torturatori possono contare su una fitta rete di appoggi e complicità, i nuovi Resistenti viaggiano in ordine sparso.
A Milano Sala fortunatamente arranca, rischiando una sonora bastonatura al 2°turno; a Napoli de Magistris stronca la Valente, renziana appoggiata da Verdini. A Torino l’ex comunista Fassino, ora divenuto difensore degli interessi della casta padronale dei BANCHIERI Ue, non è riuscito a chiudere la partita contro l’Appendino. Neppure a Bologna il Pd chiude la partita al 1° turno, costringendo Merola ad affrontare un ballottaggio pieno di incognite contro la leghista Borgonzoni.
A Roma l’idiozia degli oppositori regala al montiano PD Giachetti una insperata boccata d’ossigeno, decretando la fine politica di un B che eccelle adesso solo nell’arte di far danni. La Meloni, senza il velleitario Marchini tra i piedi, avrebbe agevolmente superato il neo-liberista candidato dai piddini, accelerando quel processo di costruzione di un partito lepenista e identitario invece la testardaggine di B glielo ha impedito.
Che B fosse ricattabile dai massoni mondialisti UE e USA lo si era capito in occasione della creazione del governo di Monti, preparato e confezionato all’interno delle logge più perverse del pianeta.
A questo punto ci sono pochi calcoli da fare.
Al ballottaggio bisogna unire tutte le forze che si oppongono ai neo-nazisti dell’iperliberismo.
Non c’è destra e non c’è sinistra.
Da una parte ci sono i sadici architetti che avvelenano i nostri tempi, alimentando per puro odio e disprezzo verso l’umanità ed i livelli di povertà e disoccupazione; dall’altra ci sono quelli che si oppongono. E per il solo fatto di opporsi meritano rispetto, sostegno e fiducia.
Non ha senso chiedersi se i 5stelle o i leghisti saranno in grado di governare bene una volta entrati nella stanza dei bottoni. Primum vivere. E per restare in vita bisogna innanzitutto sbarazzarsi dei neo-nazisti tecnocratici UE prima che questi ultimi riescano a realizzare la soluzione finale, ovvero a concretizzare la tanto desiderata decimazione per fame e stenti di tutti.
Per queste ragioni al secondo turno è il caso di votare per Raggi, de Magistris, Appendino, Parisi e Borgonzoni.

NEONAZISMO A MARCA TEDESCA
Berluscameno

In Italia abbiamo il governo Renzi schierato con l’ideologia UE neo -mercantilista tedesca di matrice nazista che i renziani chiamano neo-liberismo. Peccato che questa ideologia non preveda la concorrenza libera tra imprese PMI nel mercato globale, dominato -invece -dai monopoli ed oligopoli globali!
E sempre in alternativa USA abbiamo la pseudo sx della Clinton venduta però alle banche.
Le sx dei paesi UE sono ormai in ginocchio a prendere ordini da quegli imbroglioni di banchieri e finanzieri UE non votati da nessuno !
Speriamo che il referendum inglese faccia uscire la Gran Bretagna da quella fogna a cielo aperto che è diventata la UE!
Ci racconta Franco Berardi che “dopo l’estate dell’umiliazione greca è arrivato l’autunno della migrazione respinta, poi l’inverno della disgregazione europea e infine la primavera di Donald Trump. Non si sa se Trump vincerà le elezioni di novembre, non lo auspichiamo, anche se i sondaggi cominciano a dargli un certo vantaggio su Hillary Clinton.La sua ascesa trionfale va comunque interpretata”.
Partiamo da lontano. Agli operai tedeschi affamati e umiliati dall’aggressione finanziaria anglo-francese, Hitler disse: “Non siete operai sfruttati, ma ariani vincitori”. Il nazionalsocialismo nacque da questo cambio di prospettiva. Oggi si ripresenta la stessa dinamica, con un’ esplosione incendiaria dell’ordine ereditata dal colonialismo.
La coincidenza di stagnazione, impoverimento della classe media ed operaia bianca euro-americana con la deflagrazione dell’ordine geopolitico produce una forma inedita di nazionalismo aggressivo della razza bianca.
Trump, come le forze montanti della dx europea, rappresenta l’identità bianca che reagisce disperatamente al suo declino economico. E lo scenario rischia di divenire terrificante per una classe politica stracciona, incompetente e suddita delle banche e dei banchieri.
B si presentò con una campagna pubblicitaria fondata su uno slogan calcistico: “Forza Italia”. I politici risposero che la politica non è uno spot pubblicitario ma il 27 marzo del 1994 Forza Italia’ vinse le elezioni ‘e i confini della politica furono per sempre ridefiniti.
Oggi la politica è uno spot pubblicitario più che mai.
B mostrò che la politica è divenuta una sottosfera, che dipende da una sfera pubblica mediatizzata. Il trionfo di Trump è basato su questo. Gli elettori non sanno nulla di politica ma vivono nella media-sfera del reality show.
Obama ha ragione quando dice che Trump non sa molto di politica estera o di politica nucleare e neppure del mondo in generale. Ma questo non è affatto un ostacolo.
Più si è ignoranti e più si fa carriera politica con successo!
Gli americani hanno votato (due volte) un tizio che credeva che i “Talebani fossero un gruppo rock” prima di scoprire che volavano nel cielo americano in direzione delle torri. Quel tizio ha cambiato la storia del mondo iniziando una guerra infinita.
Ciò che dobbiamo capire è che l’ ignoranza è diventata oggi una potenza gigantesca.
Le politiche neo-liberiste sono false perché non esiste alcuna concorrenza sul mercato, in realtà sono solo neo mercantiliste di matrice nazista: ossia spingono tutta la ricchezza nelle mani di banchieri e finanzieri contro la disperazione delle masse.
Come nel 1933 gli operai tedeschi votarono per chi li incitava a sentirsi bianchi ariani superiori a ebrei e rom indicati come nemici mortali – così oggi gli operai dell’Euro – America vogliono sentirsi dire quel che gli dicono Trump, Le Pen, Kazinski, Orban, Putin e Boris Johnson. Vogliono sentirsi dire che “sono la razza superiore”, e che per questo vinceranno chiudendo i migranti nei gulag.
Oggi siamo tutti contenti perché in Austria i nazisti sono “solo” il 49.7% della popolazione .
E intanto l’agenzia finanziaria Morgan Stanley suggerisce ai governi europei di cambiare le leggi per rendere possibile un pieno funzionamento del mercato oligopolistico globale senza concorrenza (TTIP docet!).
Merkel ,Hollande, Renzi e Napolitano sono corsi ubbidienti ad eseguire il diktat dei banchieri e finanzieri globali. E hanno aperto la strada al peggio. Il Potere acceca chi lo esercita ambiguamente.

LE TECNICHE DEL CONSENSO
Berluscameno

Gilioli : “Ne abbiamo provate tante”: negli ultimi anni csx e cdx hanno dato uno spettacolo talmente indecoroso che molti elettori sono disposti a rischiare con un movimento semi sconosciuto, purché estraneo a quella mangiatoia e a quelle pratiche. E ritengo a tutt’oggi probabile che questi molti siano maggioranza…”.

Ma come è stato ottenuto finora il voto degli Italiani?
MANIPOLAZIONE: una religione sociale che ispira il comportamento di Multinazionali, Sistema Bancario ,Governi e Mass Media di tutto il mondo.
Manipolazione degli elettori vuol dire controllo mentale.
B usò la narrazione emotiva. Le persone non votano in modo razionale, bensì in base a suggestioni emotive, con il programma elettorale che diventa estremamente secondario se il politico (ed i media al suo servizio) non si dimostrano in grado di raccontarlo.
VINCE LE ELEZIONI CHI RACCONTA MEGLIO “STORIE”!
Il politico crea un legame emotivo con l’elettore attraverso le storie che racconta coi mass media, validi schiavi al servizio del Potente
a)-la popolarità sostituisce la legittimazione;
b)- la vittoria sostituisce la credibilità;
c)-il sondaggio sostituisce l’ideale.
Una volta agganciato l’elettore emotivamente, quest’ultimo sospende la propria capacità critica ed arriva a votare anche chi appare più sconveniente, semplicemente perché costui gli genera emozioni.

10 TECNICHE DI MANIPOLAZIONE e CONTROLLO MENTALE:
1)- LA STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE .
Occorre deviare l’attenzione del pubblico su un gran quantitativo di informazioni assolutamente insignificanti, come fa il prestigiatore che indica un punto, su cui fornisce una serie infinita di dettagli per deviare la tua attenzione dalla mano destra, impegnata a far scomparire qualcosa. I Media utilizzano lo stesso stratagemma per deviare la tua attenzione dalle questioni che rivelano gli interessi di coloro da cui percepiscono denaro.
2)- CREARE PROBLEMI E OFFRIRE SOLUZIONI.
I Media creano “un problema sociale” (problema migranti africani …) facendo leva sulle
emozioni dei cittadini, attendono che paura, sconforto e rabbia si diffondano, per poi arrivare con una soluzione pronta che viene accettata in assenza di risorse alternative.
Qualche esempio? Crisi economica, Paese allo sbando, il premier si dimette, arriva il professor Monti, i cittadini italiani accettano di essere guidati da un “despota non eletto democraticamente”. “Lasciare che per le strade dilaghi la violenza”, raccontare il tutto con cruda e dettagliata meticolosità, lasciare che la paura si espanda, proporre “norme di sicurezza” che comportano per i cittadini la retrocessione dei diritti sociali.
Considerato che in vent’anni la “Cassa Integrazione” risulta aumentata di oltre il 600%, che i diritti dei lavoratori appaiono ai minimi storici e che la cronaca ci racconta di come il popolo italiano non abbia eletto gli ultimi tre capi del governo si può affermare che questa tecnica di manipolazione funziona egregiamente!
3)- LA STRATEGIA DELLA GRADUALITÀ.
Principio della Rana Bollita: per far accettare una” misura inaccettabile ad un cittadino” basta applicarla in modo graduale.
4)- LA STRATEGIA DEL DIFFERIRE.
Un modo infallibile per far accettare una decisione impopolare sta nel confezionarla come “dolorosa e necessaria”, nel futuro! Questo porta un’immediata accettazione dell’applicazione futura, perché più facile dare il proprio benestare ad un sacrificio futuro piuttosto che non ad uno immediato.
Così oggi non viene chiesto nulla, “tutto andrà meglio domani”, forse il sacrificio accettato potrà venir evitato. Questo fornisce al pubblico più tempo per abituarsi al cambiamento e accettarlo in modo rassegnato quando arriverà il momento perché in fin dei conti “Te lo avevamo detto!”. (Lo chiede … l’Europa !).
5)- RIVOLGERSI AL PUBBLICO COME A DEI BAMBINI.
La stragrande maggioranza della pubblicità utilizza discorsi, argomenti infantili, rivolgendosi al telespettatore come ad una creatura piccola ed indifesa, oppure affetta da deficit mentale. Se ti rivolgi a qualcuno come se avesse otto anni, in base ad un principio di suggestione, l’inconscio dell’interlocutore lo farà regredire a quell’età condizionando la sua risposta che, a quel punto, non si rivelerà quella di un adulto dotato di spirito critico, bensì di un bambino di otto anni:insicuro, indifeso e bisognoso di una guida.
(Solo con l’Euro si può difendere il nostro destino economico …)
..
http://masadaweb.org

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