Nuovo Masada

giugno 6, 2016

MASADA n° 1770 6-6-2016 LA MINACCIA DEL TTIP

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MASADA n° 1770 6-6-2016 LA MINACCIA DEL TTIP
Blog di Viviana Vivarelli

Il trionfo del mercato iperliberista – Un mondo dominato solo dal lucro dei più forti – Obama vuole imporre all’Ue il TTIP- Con questo trattato i grossi potentati economici possono abolire ogni regola a difesa della salute e dell’ambiente e sopravanzare gli Stati – Col TTIP potrebbero citare gli Stati e le imprese che li danneggiano finanziariamente – Metterebbe le mani su lavoro, sanità, scuola e stato sociale – Cameron, Renzi e Calendo sono favorevoli – Il Parlamento Europeo dovrebbe votare sì o no senza nemmeno conoscerlo – Sarebbe la scomparsa totale della democrazia divorata dal mercato- Battuta infelice di Visco sul reddito minimo – 42 miliardi regalati alle banche – Il Tesoro ha perso una fortuna giocando coi derivati – Il TTIP e la durata dei brevetti medicinali- La donna che salva i migranti- Jonny lecchino – Film “La grande scommessa” – Il futuro? Senza preti è meglio- Il M5S e la carta dell’onestà

Viviana
Io ho sempre votato, anche con la febbre a 40 e con la gamba ingessata, e anche oggi alle 7 e 5 avevo già votato, ma sono andata al seggio stanca e infelice. Nessuno dei partiti o dei candidati mi pareva meritasse il mio voto. Bologna avvizzisce e muore nell’apatia e nell’ignoranza generale. Continuo a combattere nella sfiducia più totale, per forza di inerzia, vado avanti come uno zombie in nome di principi e di valori che mi sembra di gridare a un mondo di morti. Non incontro nemmeno la cattiveria quanto la stupidità e il vuoto morale, l’indifferenza e la piccola sconcezza. Il quadro politico è talmente sporco, le forze contro cui combattere sono talmente potenti e intorno a me sento tanta apatia che mi viene nel cuore tutta la sfiducia e la debolezza di chi non vede davanti che il nulla.
Eppure lo so che “Chi vive veramente non può non essere cittadino e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita” (Antonio Gramsci) ma queste parole come suonano vecchie in questo mondo di morti!


IL TTIP E L’ITALIA SERVO SCIOCCO

Il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico con cui Obama vuole modificare le regole Europee e abbattere dazi e dogane nel commercio tra Europa e Stati Uniti.
Questo pericoloso trattato, negoziato in segreto tra Commissione UE e Governo USA, vuole formare un blocco geopolitico offensivo contro Cina, India e Brasile creando un mercato euro-americano, dove le regole non siano più determinate dai Governi ma da organismi tecnici sovranazionali secondo le esigenze di lucro e potere dei grandi gruppi economici.
Il Trattato prevede di due organismi tecnici molto potenti fuori da ogni controllo da parte degli Stati e quindi dei cittadini:
l’ISDS, un meccanismo di protezione degli investimenti (Investor-State Dispute Settlement), che permetterebbe alle grandi imprese di citare i governi che introducono norme a tutela dei propri cittadini, che ledono i loro interessi. Le vertenze non sarebbero giudicate da tribunali ordinari ma da un consesso riservato di avvocati commerciali superspecializzati che giudicherebbero se uno Stato – magari introducendo una regola a salvaguardia del clima, o della salute – crea danno a un’impresa. Lo Stato o l’ente locale sarebbe costretto a ritirare il provvedimento o ad indennizzare l’impresa. Pensiamo per es, all’Ilva a Taranto, o alla diossina a Seveso, e l’ingiustizia è servita.
Una giustizia “privatizzata”, insomma. La giustizia a servizio del capitale.

Il RCC, il 2° organismo è il Regulatory Cooperation Council: un organo dove esperti nominati della Commissione UE e del ministero USA valuterebbero l’impatto commerciale di ogni marchio, regola, etichetta, ma anche contratto di lavoro o standard di sicurezza a livello nazionale, federale o Europeo. A sua discrezione sarebbero ascoltati imprese, sindacati e società civile. A sua discrezione sarebbe valutato il rapporto costi/benefici di ogni misura e il livello di conciliazione e uniformità tra USA e UE. Un’assurdità antidemocratica che va bloccata prima possibile.

Per chi è vantaggioso il TTIP?
Ovviamente per i gruppi economici più potenti. Calenda, ministro per lo Sviluppo economico ha commissionato a Prometeia s.p.a. una prima valutazione d’impatto per l’Italia. I primi benefici delle liberalizzazioni si manifesterebbero nell’arco di tre anni, ma sono scarsi, si va da un guadagno zero a un +0,5% di PIL in uno scenario ottimistico: 5,6 miliardi di euro e 30mila posti di lavoro (contro 300.000 posti di lavoro persi!). Ma quanti sarebbero i posti di lavoro persi e i danni alle piccole e media imprese che costituiscono il 90% delle imprese italiane?
L’Italia è riuscita a rosicchiare spazi di mercato internazionale contenendo i propri prezzi, senza generare domanda interna né nuova occupazione. Ora ci potremmo trovare invasi da prodotti USA a prezzi stracciati che porterebbero danni all’economia e soprattutto all’occupazione, molto più ingenti dei presunti guadagni per i soliti noti.

Il Parlamento Europeo non può nemmeno avere tutte le informazioni visto che gli incontri sono segreti e si dovrebbe votare ad occhi chiusi. Nel 2013 ha rilasciato il mandato a negoziare alla Commissione – come richiede il Trattato di Lisbona – e ora il Parlamento può solo porre dei quesiti precisi alla Commissione che può rispondere ma nel rispetto della riservatezza obbligatoria in tutti i negoziati commerciali bilaterali, e poi avrà diritto di voto finale “prendi o lascia”, quando il negoziato sarà completato. Nel frattempo il Parlamento Europeo non ha diritto né di accesso né di intervento sul testo. I Governi stessi se vorranno avere visione delle proposte USA, dovranno accedere a sale di sola lettura nelle ambasciate americane e non potranno nemmeno prendere appunti o farne copia. Un assurdo, considerata la tecnicità e complessità dei testi negoziali.

Una privatizzazione totale.
Se il TTIP passa, tutti i settori di produzione e consumo come cibo, farmaci, energia, chimica, ma anche i diritti su servizi essenziali come scuola, sanità, acqua, previdenza e pensioni, possono essere privatizzati dalle imprese e dei gruppi economico-finanziari più grossi. E misure protettive, come i contratti di lavoro, misure di salvaguardia o protezione sociale o ambientale, possono essere spazzati via.

In USA il costo del lavoro è più basso e il comportamento delle imprese nazionali più disinvolto e irresponsabile. Non ci sono garanzie sugli impatti ambientali e climatici.
Il TTIP non si cura dei danni al clima. Gli Usa non hanno mai accettato il Protocollo di Kyoto appena archiviato anche grazie alla loro ferma opposizione.
Il TTIP non si cura dei danni alla salute, per es. nel 1988 l’UE ha vietato l’importazione di carni bovine trattate con ormoni della crescita cancerogeni. Per questo è stata obbligata a pagare a USA e Canada dal Tribunale delle dispute dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) oltre 250 milioni di dollari l’anno di sanzioni commerciali nonostante le evidenze scientifiche e le tante vittime. Solo nel 2013 la ritorsione è finita quando l’Europa si è impegnata ad acquistare dai due concorrenti carne di alta qualità fino a 48.200 tonnellate l’anno, alla faccia del libero commercio.

Da molti anni movimenti, associazioni, reti sindacali e istituzioni internazionali come FAO e UNCTAD, le agenzie ONU che lavorano su Agricoltura, Commercio e Sviluppo, ci dicono che per uscire dalla crisi occorre rafforzare i mercati locali, con programmazioni territoriali regionali e locali più attente basate su quanto ci resta delle risorse essenziali alla vita e quanti bisogni essenziali dobbiamo soddisfare per far vivere dignitosamente più persone possibili. Ma continuiamo con l’iperliberismo forzato stile TTIP, che fa male non solo al pianeta e alle comunità umane, ma allo stesso commercio che è in contrazione dal 2009.
La crescita infinita si è rivelata un concetto insensato. I poveri crescono a vista d’occhio e devono lavorare oltre le 10 ore al giorno per un pugno di spiccioli, consumano prodotti poveri e sempre meno; i ricchi, che sono sempre più ricchi e più concentrati consumano tanto e malissimo, e non creano benessere diffuso.
Abbiamo la grande opportunità di voltare pagina, e di dare a questo pianeta un po’ di futuro, rimettendo al centro della politica i beni comuni e i diritti. Col TTIP, al contrario, ci chiuderemo le poche finestre di possibilità ancora aperte.
Con la Campagna ‘Stop TTIP’, che raccoglie solo in Italia oltre 60 tra associazioni, sindacati, enti pubblici, cittadini e comunità, vogliamo fermare questa deriva e diffondere tutte le alternative possibili.

IL TTIP E’ UN ACCORDO TRA LE LOBBY MONDIALI PER FAR TRIONFARE IL LORO LUCRO
RAPPRESENTA L’AVANZATA DELL’IMPERIALISMO AMERICANO

Berluscameno
“Europei, scappate dall’Ue e non firmate il tossico TTIP”.
Per la Gran Bretagna e l’Italia sarà meglio lasciare l’Ue, se il Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti entrerà in vigore: lo ha dichiarato il Premio Nobel Joseph Stiglitz: “Penso che le restrizioni imposte dal TTIP sarebbero talmente di ostacolo all’attività del Governo”, ha detto Stiglitz, secondo cui il “Trattato Transatlantico” rappresenta “una generale riscrittura delle regole in assenza di discussione pubblica”, per cui “i pericoli per la nostra società sono molto significativi”.
Il TTIP creerà la più grande zona di libero scambio al mondo, abbattendo tariffe doganali, consentirà alle aziende di fare causa ai governi stranieri che minacciano i loro profitti. Punto centrale dell’accordo commerciale Usa-Ue è la “Clausola di risoluzione delle controversie tra investitore e Stato” (Isds), che darebbe alle imprese il potere di citare in giudizio i governi su qualsiasi norma minacci i loro profitti.
“I dettagli di queste clausole sono spesso avvolti nel segreto, e messi a punto in sessioni clandestine”. Zero trasparenza: il TTIP interferisce con il diritto dei governi sovrani di governare nell’interesse pubblico, e potrebbe legare le mani a chi deve stabilire le regole.
Dati delle Nazioni Unite rivelano che le imprese statunitensi hanno già rastrellato miliardi di dollari facendo causa ai governi nazionali: “Solo a partire dal 2000, le aziende americane hanno fatto causa agli Stati in base ad accordi di libero scambio in 130 distinte occasioni”. La Philip Morris ha citato in giudizio l’Australia e l’Uruguay perché avevano fatto inserire avvertenze sui rischi per la salute sui pacchetti di sigarette. “Ogni volta che fate approvare un regolamento contro l’amianto o qualsiasi altra cosa TOSSICA per l’uomo, potete essere citati in giudizio”.
Nick Dearden, direttore del ‘think-tank’ inglese “Global Justice Now” dice: “Non c’è dubbio che questo accordo commerciale tossico cucinato a Bruxelles stia spingendo molti a ritenere che il Regno Unito starebbe meglio fuori dall’Ue, ma niente suggerisce che la Brexit impedirebbe a qualcosa di peggio di prendere il suo posto”.
Cameron è uno dei più grandi sostenitori del TTIP e il Regno Unito “ha firmato una serie di spietati accordi commerciali bilaterali di libero mercato che contengono “Isds” con molti altri paesi – quindi è perfettamente possibile che nel Regno Unito ci sarebbe una spinta a creare un equivalente del TTIP tra Regno Unito e Stati Uniti, perfino peggiore”.
Finora, in Europa, milioni di persone si sono mobilitate contro il trattato, “per sfidare la presa di potere da parte delle aziende legata al TTIP”.
A spaventare i cittadini, gli obiettivi principali del trattato: e cioè privatizzare sanità pubblica, istruzione e fornitura di acqua in tutta Europa. Gli attivisti sono preoccupati anche del programma di “convergenza normativa” del TTIP, che cercherà di rendere le norme Ue in materia di sicurezza alimentare più simili a quelle americane.
“Dato che le normative statunitensi sono generalmente meno rigide rispetto alle loro equivalenti Europee” (una dozzina di regole di salvaguardia contro le 2400 dell’Ue!), si teme che vengano allentati gli standard di sicurezza e qualità alimentare in Europa: “Il mercato Europeo potrebbe essere invaso da prodotti geneticamente modificati e cibi pieni di ormoni e pesticidi”.
Intanto, mentre i negoziati sul TTIP continuano a svolgersi (scandalosamente) a porte chiuse, si pensa che la City di Londra stia muovendosi per “ammorbidire” i regolamenti bancari in vigore negli Stati Uniti, che dopo il 2008 sono più severi di quelli osservati in Gran Bretagna.
“Gli attivisti per la finanza etica temono che il TTIP rottamerà queste misure e restrizioni, restituendo così il potere ai banchieri”.
Paura anche per la perdita di posti di lavoro: “L’anno scorso, Bruxelles ha ammesso che il TTIP potrebbe causare notevoli livelli di disoccupazione. E ha dato consigli ai membri dell’Ue su come affrontare l’aumento dei livelli di disoccupazione dopo l’entrata in vigore del TTIP”.

IL GIOCO D’AZZARDO DEI DERIVATI
Viviana Vivarelli

Si sono divertiti a scommettere sui derivati con i nostri soldi. Quei contratti-capestro per le bellezza di 42 miliardi (!!) sono stati firmati da : Mario Draghi, Domenico Siniscalco, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Tremonti e Tommaso Padoa-Schioppa. L’ultimo è morto ma gli altri hanno ricevuto onori e gloria dalle loro infamità:
Draghi è supergovernatore della Bce
Siniscalco è vicepresidente proprio di Morgan Stanley (curioso!)
Amato è alla Consulta
Ciampi e Tremonti non hanno più cariche.
Sono i responsabili politici di questo massacro ai danni degli italiani. Ma «nessuno di loro ha pagato qualcosa per il suo azzardo e per aver buttato via così’ i nostri soldi. E ora si viene a dire che “non ci sono soldi per il reddito minimo”?? Dovrebbero diventare viola per la vergogna!
Insomma c’è il delitto (42 miliardi buttati), ci sono le vittime (siamo noi), ma non c’è il colpevole. O meglio c’è, ma nessuno mai lo punirà per quello che ha fatto.(Gilioli)
Brexit o no, le cose stanno marciando verso una crisi ancora maggiore che arricchirà i soli magnati restringendo ancora di più il numero dei superpotenti della Terra. I danni del finanz-capitalismo e dell’iperliberismo uniti continueranno anche peggio senza che nessuno faccia niente per fermare questa rovina e con popoli inebetiti dalla propaganda elettorale e ignoranti di economia e finanza, mentre la sx può dichiarare solo la sua rovinosa estinzione
Per nostra sciagura Renzi e il suo yesman il Ministro dello Sviluppo Calenda sono a favore del TTIP
Un report della DG Internal Policies” commissionato dal Parlamento Europeo prova i danni che ne verrebbero al nostro Paese..La disfatta delle piccole e medie imprese che costituiscono il 99,9% del nostro tessuto economico (sono 4 milioni) e almeno 300.000 disoccupati in più. Senza contare il danno che ne verrebbe alla nostra salute e all’ambiente, visto che le merci statunitensi non seguono regole di protezione sanitaria e ambientale, senza contare uno stato sociale privatizzato totalmente e gestito dalle multinazionali americane che distruggerebbe ogni tutela verso le parti più deboli della popolazione con aumento dei costi e calo della qualità
Per nostra disgrazia, la privatizzazione a 360° dei servizi pubblici è nel programma di Renzi già a partire dalla prima Leopolda

Berluscameno
Troppe volte le liberalizzazioni dei mercati hanno portato nella ristrutturazione delle economie, con interi settori che collassano e altri che, pur espandendosi non sono in grado di riassorbire le persone espulse dal mercato del lavoro.
Il TTIP avrà impatti diversi a seconda dei Paesi, e l’Italia dovrebbe subire gli effetti più pesanti, è seconda solo alla Germania per la perdita di posti di lavoro (quasi 300mila), con guadagni di reddito pro-capite che non superano lo 0.5%.
Sarà colpita in particolar modo l’industria (Piccole e Medie Imprese) come la produzione di macchinari elettrici, metal-meccanica, servizi finanziari…per cui per far fronte alla perdita di posti di lavoro si dovrebbero fare “programmi speciali di assistenza per gli aggiustamenti legati al commercio(PMI), nella forma ad esempio dell’ “European Globalization Adjustment Fund (EGF)” e un “programma speciale per affrontare le ripercussioni negative dovute al TTIP”. L’Europa non è pronta a tutto questo, tanto che ha tagliato il Fondo di aggiustamento da 500 milioni di Euro a 150 milioni per il periodo 2014 – 2020, proprio mente gli Stati Uniti hanno aumentato lo stanziamento a 2.3 miliardi di dollari lo scorso maggio 2015, proprio per contrastare gli effetti negativi del TPP (la Transpacific Partnership) e del TTIP.
L’insieme degli effetti negativi del TTIP con “i piani di austerità e di taglio dei costi sociali” potrebbe far diventare il trattato transatlantico ancor più indigeribile di quanto già non sia.
Gli Europei non lo vogliono, ma 5 Governi Ue (evidentemente sostenuti da gruppi di potere economico) premono in segreto per avere tribunali per le imprese contro i cittadini. Nonostante milioni di cittadini Europei abbiano espresso la loro contrarietà all’ISDS e alla proposta Europea di riformarlo in una ICS (Investment Court System), 5 governi Europei stanno spingendo questo meccanismo all’interno dell’Europa stessa ad insaputa dei cittadini Europei: Austria, Francia, Finlandia, Germania e Paesi Bassi.
Il meccanismo estenderebbe a tutte le imprese degli Stati membri la possibilità utilizzare corti di arbitrato internazionale viziate da macroscopici conflitti di interessi.

L’EUROPA CI MANGERA’ VIVI
Berluscameno

”Tra dieci anni l’Italia non esisterà più, totalmente distrutta dall’Euro e dalla Ue”.
Così Roberto Orsi, professore italiano trasferito a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il nostro prossimo futuro.
“Gli storici probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di ”nazione prospera e leader industriale“ in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampante terzo- mondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un “completo caos politico istituzionale”.
Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. E peggiorerà”.
“Crisi, Italia fanalino di coda tra i big Ue.”
Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo Orsi, è lo smantellamento del sistema economico reale ed in particolare di quello manifatturiero, vera peculiarità del made in Italy (PMI) a tutti i livelli: “Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. “Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce”. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell’élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha “negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali”, senza mai considerare il reale interesse dell’economia reale e bancaria del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione”. “L’Italia non avrebbe potuto affrontare l’ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori”. La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell’Asia “avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori”. Ha firmato i trattati sull’Euro promettendo ai partner Europei riforme mai attuate, ma “impegnandosi in politiche di austerità”.
Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE sapendo perfettamente che l’Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. “Di conseguenza, l’Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione un fatto certo”.

“Salvabanche”, la lettera UE all’Italia.
Quando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica: “L’Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale”. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale. “Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio dell’ex Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d’Italia”. ” Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’Ue e dei mercati finanziari a qualsiasi costo”. “Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica, che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell’ordine repubblicano”.
“L’interventismo dell’ex Presidente è stato particolarmente evidente — prosegue il professor Orsi — nella creazione del governo Monti e dei due successivi esecutivi, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale. L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. “Saranno amaramente delusi”.
“L’attuale leadership politica e bancaria non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina”. Sarebbe facile sostenere che solo Monti ha aggravato la già grave recessione. Chi lo ha sostituito ha seguito esattamente lo stesso percorso: “tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità”.
“I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali”: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. “Sono in realtà i garanti della scomparsa definitiva dell’Italia”.

Il governatore della Banca d’Italia ha bocciato l’ipotesi del sussidio universale intervenendo al Festival dell’Economia di Trento: “Non è la risposta dal punto di vista finanziario”.

Visco dovrebbe andare a nascondersi per aver detto una simile aberrazione.
Ma ormai siamo nelle mani di questi incompetenti boriosi che ci rovinano e mentre lo fanno pretendono anche di essere applauditi!
E poi si viene a dire che la Raggi sarebbe inesperta!!! Dove sta l’esperienza e la competenza di una simile testa di legno?Il costo del Reddito minimo è stato calcolato in 15,5 miliardi. La Germania che è più grande e ricca di noi e spende molto di più nell’assistenza ci mette 27 miliardi l’anno. La Germania ha 80 milioni di abitanti, noi 60
e quello che spende la Germania è un dato certo.

Non trovano i soldi per il “reddito di cittadinanza”, però li trovano per:
-10 miliardi di euro all’anno per pagare 90.000 ufficiali e sottufficiali e 80.000 soldati di truppa
-cacciabombardieri Eurofighter (677 milioni di euro)
-cacciabombardieri F35 (630 milioni)
-nuova portaerei Trieste e nuove fregate Ppa (472 milioni)
-fregate Fremm (389 milioni)
-elicotteri NH-90 (289 milioni)
-programma di digitalizzazione dell’esercito Forza NEC (203 milioni)
-nuovi carri Freccia (170 milioni)
-nuovi elicotteri CH-47f (155 milioni)
-caccia M346 (125 milioni)
-sommergibili U212 (113 milioni)
-400 milioni l’anno per pagare la famigerata pensione ausiliaria
-20 milioni l’anno per pagare tra stipendi e pensioni 200 cappellani militari con il grado di colonnello e generale
-nuovo aereo di Renzi: 15 milioni l’anno
+ 8 miliardi per le 10 missioni militari all’estero
Siamo a 21 miliardi e mezzo.

Ad avere diritto del reddito minimo garantito sarebbero tutti i maggiorenni residenti in Italia con cittadinanza italiana che non hanno più un posto di lavoro o che non riescono a rimanere sopra la soglia di povertà. La proposta del M5S prevede anche un salario minimo garantito che deve essere di almeno 9 euro l’ora.

Il reddito minimo costerebbe 15,5 miliardi; gli 80 euro sono costati 10 miliardi e ora 1,6 milioni devono restituirlo, ma gli aumenti di tasse Renzi non ce lo restituisce.
E quanto è costato il bonus bebé di 160 euro per tre anni e 240 euro al secondogenito?
E ci dovremmo aggiungere il bonus bebè e i 500 euro ai diciottenni (Renzi va avanti a forza di toppettine!).
Come si fa a dire che mancano i soldi per i più poveri quando la tentata riforma fiscale con cui Renzi depenalizzava la frode fiscale fino al 3% per aiutare gli evasori porta a una perdita di 16 miliardi? Ce ne vuole di faccia!
E cosa dire degli 11 regali di Renzi alle banche?
Grillo: Sono ben 11 i regali alle banche dal 2013, con l’ultimo sbandierato come il divieto all’odiosa capitalizzazione degli interessi su prestiti e fidi, uscito dalla porta e fatto rientrare dalla finestra con l’ingannevole messaggio di un suo divieto, l’anatocismo legalizzato, vanificando così 25 anni di battaglie giudiziarie e pronunce plurime, incontrovertibili e consolidate, l’ennesimo inganno, per favorire gli esclusivi interessi delle banche e danneggiare i consumatori, che oltre al danno devono subire perfino la beffa, sia sugli interessi di mora che potranno produrre ulteriori interessi in contrasto con le consolidate sentenze di Cassazione, che con il consenso preventivo richiesto dalle banche ai consumatori affinché gli interessi passivi possano diventare capitale, se non pagati entro 60 giorni dal 31 dicembre di ogni anno, generando quindi ulteriori interessi.

MANCANO I SOLDI PER IL REDDITO MINIMO PERO’ IL GOVERNO HA REGALATO 42 MILIARDI ALLE BANCHE

Ce ne vuole di faccia da parte di chi pensa solo agli interessi delle banche per sputare così sulla miseria del popolo e negare il fatto infame che in questi ultimi anni il Tesoro ha regalato 42 miliardi alle banche. E’ il Sole 24 Ore a dirlo con una inchiesta sulla vicenda allucinante dei derivati che lo Stato ha comprato da banche internazionali facendo un buco clamoroso (per le nostre casse)e un favore immenso (alle banche).Dagli anni 90 in poi il Tesoro coi nostri soldi ha comprato derivati scommettendo che i tassi sarebbero saliti,invece sono scesi, giocando a una vera roulette russa e sbagliando clamorosamente previsioni e decisioni,così i Ministri hanno buttato via 42 miliardi degli Italiani (e sarebbero questi ‘i competenti’ !!??)
Si sono divertiti a giocare d’azzardo coi nostri soldi in «una scommessa altamente rischiosa, resa ancora più imprudente da una clausola che concedeva alle banche la chiusura anticipata» dei contratti. E quel che è peggio “tutto è stato fatto nel segreto” senza che sia rintracciabile un responsabile: «Gli Italiani hanno pagato operazioni finanziarie fatte dai Ministri che non sono mai state dichiarate né tantomeno spiegate», «senza un vero titolare», con dirigenti e tecnici che rispondevano solo al direttore generale o al ministro del Tesoro in carica.
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IL TESORO HA PERSO MILIARDI GIOCANDO COI DERIVATI

Si sono divertiti a scommettere sui derivati con i nostri soldi. Quei contratti-capestro per le bellezza di 42 miliardi (!!) sono stati firmati da : Mario Draghi, Domenico Siniscalco, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Tremonti e Tommaso Padoa-Schioppa. L’ultimo è morto ma gli altri hanno ricevuto onori e gloria dalle loro infamità:
Draghi è supergovernatore della Bce
Siniscalco è vicepresidente proprio di Morgan Stanley (curioso)
Amato è alla Consulta
Ciampi e Tremonti non hanno più cariche.
Sono i responsabili politici di questo massacro ai danni degli italiani. Ma «nessuno di loro ha pagato qualcosa per il suo azzardo e per aver buttato via così’ i nostri soldi. E ora si viene a dire che “non ci sono soldi per il reddito minimo”?? Dovrebbero diventare viola per la vergogna!
Insomma c’è il delitto (42 miliardi buttati), ci sono le vittime (siamo noi), ma non c’è il colpevole. O meglio c’è, ma nessuno mai lo punirà per quello che ha fatto.
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I Francesi giustamente sono scesi in piazza e lottano duramente contro il Jobs act che distruggerebbe tutti i loro diritti sul lavoro
Quei vigliacchi degli italiani con quei ancor più vili dei sindacati lo hanno trangugiato senza nemmeno fare una mossa di ribellione e quell’infame del Pd che avrebbe dovuto essere il difensore dei lavoratori è stato prontissimo a votare la sconcezza di Renzi, il peggior suicidio che un partito che era un tempo il terzo partito della sx europea potesse commettere, un disastro irreparabile!
Prima il voto alla riforma della Fornero, poi il pareggio del bilancio messo nella Costituzione, poi il patto del Nazareno, infine l’associazione con Alfano-Verdini, la distruzione dell’articolo 18, le leggi sul lavoro fatte senza i sindacati, 50 articoli della Costituzione violentati, due diritti elettorali cancellati e domani il TTIP!! Non c’è fine allo scempio che il Pd ha commesso a danno dell’Italia||||
I posteri si chiederanno come potessero esserci in Italia così tanti pazzi criminali a volere una simile autodistruzione!

Il Governatore di Bankitalia Visco ha dichiarato che il reddito minimo di cittadinanza non sarebbe applicabile in Italia perché costerebbe il 20 del Pil.
L’Istat ha comunicato che nel 2015 il Pil in Italia ai prezzi di mercato è stato pari a 1.636.372 milioni di euro correnti.
Il 20 % di questa cifra corrisponde a 327.274 milioni di euro.
Ovvero a 327 miliardi.
Siccome è stato calcolato dalla Corte dei Conti che il reddito minimo di cittadinanza sarebbe di 15,5 miliardi (la Germania che ha 80 milioni di abitanti contro i nostri 60 paga 27 miliardi) si chiede il licenziamento di Visco da qualunque posizione ricopra per manifesta incapacità di intendere e di volere e lo si costringa a non dire caxxate!!!

IL TTIP E LA DURATA DEI BREVETTI MEDICINALI

Un altro rischio che discende dal TTIP riguarda la durata dei brevetti medicinali e il loro prezzo. I farmaci sono tutelati dai brevetti. In Europa la loro durata è di 20 anni. Nel 1994 l’Organizzazione mondiale del commercio crea un monopolio firmato da 160 Paesi il TRIPS (Agreement on Trade related aspects of intellectual property rights), per stabilire i requisiti che le leggi dei Paesi aderenti devono rispettare per tutelare la proprietà intellettuale (compresi i brevetti sui medicinali).
Nel 2000 i trattamenti contro l’HIV costavano circa 10.000 dollari per persona, un prezzo decisamente fuori dalla portata di buona parte dei malati che per il 95% dei casi sono nel terzo mondo, soprattutto l’Africa sub-sahariana. Negli anni successivi il prezzo è crollato, fino a 150 dollari per malato per un trattamento annuale, perché i farmaci antiretrovirali non sono stati assoggettati a brevetto in alcuni grandi Paesi produttori, tra cui India, Brasile e Thailandia, dove si è cominciato a realizzare versioni generiche di tali farmaci e a esportarle verso altri Paesi in via di sviluppo dove non era ancora stato imposto il regime dei brevetti. Nel 2001 i tentativi delle case farmaceutiche di intentare una causa contro il governo sudafricano sono fallita davanti all’ondata di proteste da parte dell’opinione pubblica mondiale.
Nel 2006, un caso analogo si è verificato in India, dove Novartis ha intentato una causa al governo per il rifiuto di quest’ultimo a concedere il brevetto a un farmaco per la cura della leucemia (il Glivec®), prodotto e venduto sotto forma di generico a prezzi più bassi di circa il 90% da parte di aziende indiane. La sentenza finale della Corte suprema indiana arriva nel 2013 stabilendo che il prodotto della Novartis non presenta le caratteristiche di radicale innovazione che la legge indiana prevede come presupposto per l’attribuzione di un’autorizzazione all’esclusiva. Nel frattempo il prezzo del farmaco è salito, negli Usa, il prezzo di un trattamento annuale era di 30.000 dollari nel 2001, mentre nel 2012 era giunto a 92.000 dollari, nonostante i costi per la sua ricerca siano stati ampiamente ammortizzati da anni.
Quest’anno scade il periodo transitorio concesso dall’Omc per l’adeguamento delle legislazioni dei Paesi più poveri alle previsioni del TRIPs riguardo ai brevetti farmaceutici: ciò significa che dal 2016 tutti i Paesi aderenti al trattato dovranno garantire la tutela dei nuovi farmaci attraverso il sistema dei brevetti. Nel frattempo, la pressione delle case farmaceutiche per ottenere una più stringente tutela dei propri brevetti si sta intensificando. È forse solo un caso che Unione europea e Stati uniti vogliano chiudere il Ttip entro il 2016?
Molti Paesi stanno adeguando le proprie legislazioni alle previsioni del TRlPs e oggi, ai sensi di tale accordo, le ragioni che hanno consentito di continuare a produrre farmaci generici per gli antiretrovirali di vecchia generazione sono più difficilmente difendibili, sotto un profilo strettamente giuridico, nel caso dei farmaci di nuova generazione. Il miglior prezzo per un trattamento antiretrovirale contro l’Hiv attraverso i farmaci di seconda generazione è di almeno 15 volte il prezzo di un trattamento con i farmaci di prima generazione.
Il prezzo dei farmaci salvavita rischia di continuare a salire, escludendo sempre più persone dalla possibilità di farvi ricorso. Ogni anno circa un milione di persone muore di malaria perché non può accedere ai farmaci antimalarici di nuova generazione. Nel frattempo le più grandi case farmaceutiche mondiali chiudono con utili da capogiro.

SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA
DORIANA GORACCI
La donna che salva i migranti

“Un abbraccio forte. Bourbon Argos. Sto perlustrando il mare alla ricerca di esseri umani in pericolo!”. Questo è un messaggio del 3 giugno 2016, dalla nave di Medici Senza Frontiere, ricevuto dall’amica Paola Mazzoni che da quando è un’anestesista in pensione, viaggia.(La nave Bourbon Argos è stata costruita nel 2013, naviga attualmente sotto bandiera della Luxembourg, ha una lunghezza totale di 69m e larghezza massima di 15 m).Il 28 maggio Paola Mazzoni ci diceva su FB: “Sono 604, malnutriti, disidratati, isotermici. Giovanissime donne, senza genitori, stuprate dalle milizie libiche. Ed operai subsahariani picchiati a morte da militari che vogliono soldi. E poi ci sono i racconti sui barconi. Non è vittimismo è la tragedia che l’Europa non vuole vedere”. Poi ho saputo da lei, il 4 giugno 2016, che è stata intervistata da una giornalista vera, Arianna Giunti, per l’Huffington Post: Paola Mazzoni di Medici senza frontiere: “La nostra missione è dare una seconda vita ai migranti”. Racconta di lei “che per trent’anni ha salvato vite nei reparti di rianimazioni dei grandi ospedali romani e altri 15 li ha passati in giro per il mondo a cercare di strappare alla morte vittime di guerre e di stenti, di incidenti e catastrofi naturali in Afghanistan, Pakistan, Iran, Yemen, Haiti, Congo, Chad, Siria e Giordania. Paola è in pensione, ma a riposarsi non pensa affatto. Lo scorso 29 aprile, dunque, si è imbarcata a Cipro come volontaria.”Quando ancora lavoravo in ospedale – racconta ad HuffPost – l’emozione più grande che potessi provare era quando arrivava una persona che sembrava morta. Ma che poi grazie alle manovre di rianimazione riprendeva a respirare. La prima cosa che faceva era chiedere della sua famiglia. Oggi, in mare, questa emozione, è moltiplicata per 300, 400, 500 volte. Sono i sopravvissuti che ti dicono di aver avuto una seconda nascita nella loro vita”.Racconta Paola alla giornalista, con molta precisione, dove si trova chi trovano e cosa fanno in mare, su quella barca:”…Bourbon Argos. Ed è una nave speciale, la Bourbon Argos. Il suo equipaggio, composto da 26 persone, lotta contro il tempo per riportare il respiro sulle labbra di chi sta per morire. Fra di loro c’è Paola Mazzoni, medico urgentista esperta in rianimazione. Ho avuto l’onore e il privilegio di intervistarla. Dall’inizio dell’anno lei e l’équipe hanno salvato 1.800 vite”.

Quello che mi lascia senza fiato sono i commenti dei lettori e lettrici, arrivati alla fine dell’intervista, di una gravità di una pesantezza di una disumanità senza fine. Uno per tutti: “L’immigrazione dall’Africa dall’Asia e dal mondo islamico è devastante. Gli stuprati siamo noi, non più liberi di scegliere, con uno Stato che ci tassa e mette in testa alle liste pubbliche i più bisognosi, quindi gli ultimi arrivati. Dobbiamo sbarazzarci di tutti i politici di sinistra e del Vaticano, architetti delle scelte devastatrici che stanno facendo scomparire l’Europa bianca e di radici cristiane. Che l’immigrazione non è controllabile è l’ennesima menzogna dei crimjnali catto-comunista, Cina e Giappone e Russia l’immigrazione la controllano, eccome. Solo che noi, ammalati di buonismo, siamo impossibilitati a mettere in atto le necessarie politiche volte a bloccare l’immigrazione selvaggia. Questo giornale è un esempio quotidiano di apologia del buonismo autolesionista.”Vi consiglio di vedere ascoltare e leggere anche il video pubblicato su Internazionale il 1 giugno 2016: Sulla stessa barca, tre settimane in mare con chi soccorre i migranti dove Il fotoreporter Francesco Zizola ha passato tre settimane, dal 16 agosto al 4 settembre 2015, a bordo della nave di Medici senza frontiere (Msf) Bourbon Argos, documentando le operazioni di soccorso di quasi tremila migranti al largo delle coste libiche.Il video In the same boat (2015) include fotografie e filmati realizzati sulla nave di ricerca e soccorso di Msf. L’opera ha vinto nel 2016 il primo premio nella categoria Multimedia news story del Poy, il Pictures of the year international. Dal 2 giugno l’installazione sarà esposta al museo Maxxi di Roma nella mostra collettiva Extraordinary visions. L’Italia ci guarda, insieme al montaggio video di fotografie Romans of the decadencerealizzato da Zizola nel 2011.Si, siamo sulla stessa barca, con mezzi molto diversi e come dice all’ inizio del post Arianna Giunti: “…Ricacciare indietro le lacrime e ricominciare da capo. Sempre e comunque.”
Grazie Paola, Medico Senza Frontiere, grazie a tutte le Donne e gli Uomini che non erigono Muri e Frontiere.

JONNY LECCHINO
Bric. 44

Facendo zapping, ho visto un altro che prende ordini da Renzie,……..in cui si sdilinquiva nello spiegarci la bellezza della Costituzione. Che figura di merda!. Cosa non farebbe per scroccare un contratto, magari per spiegarci quanto è più bella e più grande che pria la costituzione della P2.
Un uomo senza dignità.
Beh, Feltri non mi piace, e poi quando deve vender copie non ha ritegno ma il suo titolo a favore di Benigni è geniale: “Jonny Lecchino !”

SEMPRE PER IL NO
Viviana Vivarelli

Chiedetevi come mai, sebbene l’Italia sia un sistema di democrazia parlamentare, una legge su due con Renzi viene fatta dal governo per decreto e imposta alla fiducia senza dibattito parlamentare (ben 50 leggi o riforme globali sono state imposte alla fiducia) e come mai Renzi blateri di maggiore velocità quando il tempo medio per fare una legge è di 5 mesi! E come mai il pareggio di bilancio che impedisce allo Stato di fare investimenti è stato messo in Costituzione in soli sei mesi! E pensate solo alla complessa e disastrosa legge Fornero? La riforma è stata redatta in 20 giorni essendo il governo Monti iniziato il 16 novembre 2011, fu emanata il dicembre 201 e convertita in legge 22 dicembre 2011. E pensate che una cosa ripugnante come il pareggio di bilancio in Costituzione che fu approvato in sei mesi?
O forse Renzi pensa che faremo qualche risparmio, visto che la riduzione del Parlamento ci farà risparmiare 100 milioni, dopo che le spese del Consiglio della Presidenza con lui sono aumentate di 400 milioni!
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Disma Lamon
D’accordo su tutto ma con un po’ di sforzo si possono aggiungere moltissime altre motivazioni per un NO senza se e senza ma. Questo testo è scritto in forma oscura e approssimativa e francamente improponibile : testimonia di un bassissimo livello culturale prima che politico . Con un testo così semplicemente la (eventuale) riforma non riesce neanche semplicemente funzionare tanti e tali sono gli strafalcioni, le inesattezze e le lacune. Il testo originale della nostra attuale Costituzione può viceversa essere ancora letto e compreso in tutti i livelli/percorsi scolastici e per una larghissima parte della popolazione: questa (cosiddetta) riforma è lo specchio plastico della inconsistenza e della visione retrograda (rivolta a modelli riconducibili ad un passato ottocentesco ) della proposta politica renziana.

GLI ESPULSI DAL PD
A quelli che s’indignano per le espulsioni nel M5S occorre ricordare che sono 519 in un anno e mezzo, le persone cacciate dal Pd.
Domanda: qualcuno tra i media ha mai parlato di queste espulsioni? Ci hanno fatto votare su di esse? Puoi vedere da solo l’elenco delle persone espulse dal Pd per futili motivi o per avere espresso un libero pensiero o per aver fatto delle critiche a Renzi o ai loro capi locali.

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Luca Marconi
È bene ricordare che 10 consiglieri su 19 della ex giunta Marino oggi si sono ricandidati con Giachetti.
Ma se la gestione di Marino è stata vergognosa al punto da spingere il Pd a coalizzarsi con la destra per farlo cadere ricorrendo ad un notaio, con che faccia il partito di Renzi presenta a Roma una coalizione all’insegna del “nuovo” se è la stessa che ha amministrato durante Mafia Capitale?

FILM: LA GRANDE SCOMMESSA

Sauro scrive:
Ieri sera ho visto il film La grande scommessa.. E’ un film del 2015 diretto da Adam McKay, basato sul libro di Michael Lewis The Big Short – Il grande scoperto (The Big Short: Inside the Doomsday Machine).
Tra gli interpreti principali del film Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt, che interpretano un gruppo di investitori che avevano intuito cosa stava per succedere sul mercato prima dello scoppio della crisi finanziaria del 2007-2008.
Candidato a cinque Premi Oscar tra cui miglior film, si è aggiudicato quello per la miglior sceneggiatura non originale.
Il film cerca di spiegare che cosa è successo negli Stati Uniti con la bolla del Mercato immobiliare.
E’ storia vera, questa è la cosa sconvolgente.
Impostato in modo molto made in USA, il film ha alti e bassi, nel complesso comunqUe scorrevole, a tratti quasi “didattico”.
Tuttavia non è per niente facile stare dietro a tutta quella serie di termini finanziari (CDS = credit default swap, CDO = Obbligazioni di credito collaterale, Rating, subprime, eccecc) snocciolati senza sosta ed ogni tanto, se cala la soglia di attenzione, si rischia di perdere dei pezzi.
Raccontato temporalmente, rispetta fedelmente gli accadimenti avvenuti sull’onda della crisi del mercato statunitense dei mutui.
Il film cerca di far comprendere al grande pubblico, io onestamente non so se ci sia riuscito o meno, qualcosa in più di tutte le trame economiche finanziarie che hanno dato inizio alle polveri dell’attuale crisi senza fine.
Crisi dapprima “virtuale”, poi dei mutui statunitensi, con il crosso di grandi banche ed assicurazioni americane, se vi ricordate, con l’anomalia dell’unica banca – ancora io non ho capito il perché – non salvata, la Lehman Brother, passando dalle agenzie governative Freddie Mac e Fannie Mae, entrambi government sponsored enterprised, ma con status di public company con supporto governativo.
Il film mi ha messo una grande, profonda tristezza, direi empatica a quella che ha al termine del film uno dei protagonisti, il bravissimo Mark Baum, interpretato da Steve Carell. Nonostante lui avesse capito, avesse ragione, abbia guadagnato una montagna di soldi, alla fine lui è il più desolato e triste. Perché ha capito che la vicenda, come dice lui in un momento del film “è una catastrofe mondiale, la fine del capitalismo”.
Un’altra frase, durante il film, non si può non notare. In una scena si vede l’allora presidente della Federal Reserve dichiarare: “il sistema bancario americano è solido”.
Questa frase vi ricorda niente??? Tocchiamo ferro o qualsiasi cosa scaramantica in cui crediamo!!!

L’AVVERSIONE AL PD
Viviana Vivarelli

Mi sembra del tutto strampalato che qualcuno possa pensare che l’avversione al Pd nasca con Renzi, semmai Renzi con le sue posizioni di estremo iperliberismo antidemocratico e la sua arroganza sfasciadiritti ha accentuato pericolosamente il processo di distacco dell’elettorato dal Pd, ma questo era cominciato col primo Prodi che fin dal primo giorno del suo primo governo svendette il Paese alla Bce e al Fondo Monetario e ora che Gilioli dichiari di voler votare a Roma per Fassina che nel Fondo Monetario ci ha lavorato per 5 anni mi sembra ancor più incoerente, e per di più in nome di un presunto egalitarismo. Ma quando mai il Fondo Monetario è stato egalitario, quando per la sua stessa Costituzione nasce per garantire solo i diritti dei più ricchi stralciando tutti gli altri?
La contestazione al Pd nasce col primo Prodi che fin dal suo primo giorno rinnega lo stesso programma che aveva concordato con i suoi alleati di governo per fare tutt’altro. Lo so perché ho rigorosamente copiato il programma dell’Ulivo per cancellarne ogni giorno qualche parte. Del resto Prodi non era del Pd e da allora o da molto prima (morte di Belinguer) la deriva del Pd (o Ds o come si chiama) che il partito si allontanasse dalle radici e dai principi della sx era ormai lampante a chiunque avesse un minimo di lucidità politica. Poi Monti, Letta, e Renzi non hanno fatto che amplificare una deriva verso una destra rognosa, anticostituzionale, antidemocratica e iperliberista che è diventata via via sempre più l’opposto di quel che un csx reale avrebbe dovuto essere fino al patto infernale attuale Verdini-Alfano-Renzi dietro cui sghignazza il fantasma sempre vivo di Gelli.
Del resto basta guardare la perdita di voti e di consenso e di tessere del Pd per leggere le cifre di questa rovina e adesso, di fronte al patto scellerato che segue quello del Nazareno e alla slavina di personaggi che dal Pdl si muovono per andare a sostenere Renzi, non è sostenibile che ci sia chi attribuisce solo a Renzi la causa di questa disfatta ideologica, etica e sociale.
Nel 2007, 3.554.169 elettori sceglievano il Pd.
L’anno dopo il Pd veniva scelto ancora dal 33,17% dei suffragi.
Nel 2012 il Pd era sceso al PD 25,4% dei voti perdendo quasi 4 milioni di voti.
Oggi il Pd viene dato al 30,4% ma solo grazie alla sua fusione col Pdl. Lo chiamate progresso questo?
Persino con le tessere false si legge la disfatta di un partito che era il terzo partito di sx d’Europa e che ora è diventato il cagnolino della Merkel, le tessere del Pd sono scese a 100.000, mai state così poche, a livello nazionale Renzi ha fatto perdere 400.000 tessere, nel 2013 il Pd ne aveva 539.000, oggi, è sceso a 100.000. Nella sola Emilia ha perso 667.283 voti. Se volete chiamare vittoria questa!!! Sapete quanti iscritti aveva il PCI? 2 milioni e mezzo. Io vedo una discesa a picco, altro che vittoria!

IL FUTURO? SENZA PRETI E’ MEGLIO
Paolo De Gregorio

Leggo un trafiletto su “il Fatto Quotidiano” che, secondo me, meritava una prima pagina a sei colonne, per il peso della rivoluzione culturale e della resistenza alla propaganda del regime teocratico iraniano.
La “guida suprema”, l’Ayatollah Alì Khamanei, due anni fa aveva chiesto ai sudditi iraniani di sposarsi, fare figli, moltiplicarsi fino a diventare 150 milioni entro il 2050, nell’ottica medioevale e troglodita di creare carne da cannone e martiri da sacrificare alla potenza iraniana e alla grandezza dell’Islam.
La risposta, o meglio la sonora pernacchia, pervenuta al regime pretesco da parte delle donne e degli uomini iraniani, non lascia dubbi, è concreta ed esprime volontà decisamente ostili ai programmi del regime: un matrimonio su 4 va in frantumi, metà della popolazione tra i 18 e i 35 anni non è sposata, 11 milioni di giovani sono single.
Gli obiettivi malvagi degli ayatollah detentori del potere politico, la loro politica di arrivare alla potenza nucleare e alla egemonia territoriale (soprattutto in Iraq ed in Libano) non trovano più una sponda nei comportamenti degli ex-sudditi, che dimostrano inequivocabilmente che vogliono vivere in pace, che vogliono vivere liberamente la propria sessualità, senza anatemi di nessun genere, che soprattutto si avvalgono di presidi contraccettivi che tengono la popolazione a “crescita zero”, con una saggezza diametralmente opposta alla ottusità guerrafondaia e fanatica dei loro governanti.
La sotterranea strategia islamica di invadere i paesi occidentali, con le migrazioni e con la prolificità dei propri correligionari, ha avuto uno STOP grandioso dal popolo iraniano, che ha indicato la giusta strada, non dare retta ai preti, diffondere l’uso di presidi contraccettivi per scegliere quando e se fare figli, e potrebbe pretendere che le spese militari si trasformino in investimenti su cultura e salute e che la religione esca dalla politica come è inevitabile ormai che si è scavato un abisso tra le pretese del regime medioevale, le moderne e democratiche aspirazioni degli iraniani.
E’ un messaggio pesante e visibile, da diffondere anche in tutta l’Africa, in cui la rivoluzione non è l’Isis, ma la ferma volontà, soprattutto delle donne, di avere a disposizione tutti i presidi contraccettivi, gratuiti, che poi è l’unico modo di fermare l’esplosione della popolazione e rendere più decente la vita di donne uomini e bambini.
E vedere finalmente ONLUS occidentali che si impegnano a prevenire future invasioni diffondendo la contraccezione, contro la sovrappopolazione, contro le religioni, contro le superstizioni e contro la cultura maschile che virilità significa avere tanti figli! E non mi si dica che è utopia: in Iran, il Paese islamico più intransigente è già successo.
A proposito, un sommesso appello ad una brava ed onesta persona come Gino Strada: dopo 30 anni passati a rendere più umane le gUerre senza cercare di impedirne le cause scatenanti, dovrebbe finalmente rendersi conto che il quell’ impegno non paga e se si impegnasse sulla diminuzione delle bocche da sfamare, con i presidi della scienza, i risultati si vedrebbero, anche se rischierebbe di più la pelle a mettersi contro i preti che contro l’Isis.

LA CARTA DELL’ONESTA’
Blog di Grillo
La corruzione è una metastasi che produce, secondo la Corte dei conti, il 40 % di spesa in più nei contratti per opere, forniture e servizi pubblici dello Stato. Un risultato che, riportato su scala nazionale, porta a un costo stimato superiore ai 100 miliardi di Euro l’anno. La corruzione uccide le aziende sane e fa fiorire quelle che ricorrono sistematicamente alla bustarella sotto banco, al lavoro nero e ai materiali di secondo ordine, per creare quel surplus finanziario che serve a foraggiare corrotti e corruttori. La corruzione non permette al merito di venir fuori, incentiva le nostre migliori forze a espatriare, rende la raccomandazione requisito base, fa ancor più ricchi quelli che già lo sono e ancora più poveri gli altri.
La corruzione monopolizza la vita pubblica italiana. Solo negli ultimi due anni abbiamo assistito a scandali da centinaia di milioni di Euro che tutto il Paese sta pagando. L’inchiesta sul Mose di Venezia, l’Expo a Milano, il “sistema” degli appalti a Firenze, mafia capitale a Roma, il metanodotto a Ischia, la Trivellopoli in Basilicata con coda siciliana fra navi immense e inutili ma costose.
La lotta alla corruzione è una delle priorità per l’Italia. E’ un’esigenza delle persone comuni, un’istanza di popolo che il M5S ha raccolto e ora presenta in Parlamento: ecco la carta dell’onestà.
Dieci punti corrispondenti a dieci proposte di legge, tutte già depositate e alcune addirittura già approvate alla Camera. Potrebbe essere realtà già da domani, se solo le Camere producessero leggi a favore dei cittadini.
Lanciamo un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, a tutti i deputati e a tutti i Senatori, di qualsiasi colore essi siano: oggi più che mai è necessario che vi assumiate le responsabilità per cui siete stati eletti.
Come rispondete?

LA CARTA DELL’ONESTA’
1. DASPO AI CORROTTI: chi, tra politici, imprenditori o funzionari, viene condannato in via definitiva per aver commesso reati contro la pubblica amministrazione, non può più assumere alcun incarico pubblico e/o lavorare con la pubblica amministrazione;
2. AGENTE PROVOCATORE, SOTTO COPERTURA E WHISTLEBLOWING: per scovare i responsabili di reati contro la pubblica amministrazione bisogna agire anche all’interno del malaffare, si introducono figure speciali come l’agente provocatore o l’agente sotto copertura. Si introduce anche il “Whistleblowing” che assicura protezione a chi segnala atti di malaffare e corruzione appresi sul posto di lavoro, sia pubblico che privato;
3. PRESCRIZIONE: stop alla prescrizione con l’inizio del processo. Niente più processi cancellati perché sono trascorsi troppi anni, nessuna impunità per i colletti bianchi quindi e stop allo spreco inutile di denaro per processi destinati ad essere cancellati;
4. REATI FINANZIARI ED EVASIONE: abbassare le soglie che garantiscono agli evasori di farla franca; sequestro e confisca del patrimonio o dei beni detenuti dai grandi evasori, direttamente e/o indirettamente qualora non venga giustificata la legittima provenienza da parte dei condannati in via definitiva per evasione con modalità uguali a quelle per il contrasto alla mafia;
5. POTENZIAMENTO DEL REATO DI AUTORICICLAGGIO: sanzioni penali severe per chi utilizza i soldi derivanti dalla commissione di TUTTI i reati, per investirli nel mercato e nasconderli, tramite una semplificazione della norma;
6. VOTO DI SCAMBIO POLITICO – MAFIOSO: spezziamo il legame tra politica e mafia per sempre potenziando il reato di voto di scambio politico mafioso (art. 416 ter c.p.). Per farlo bisogna alzare le pene e intervenire in modo che si possa colpire la mafia che procura voti ai politici anche senza l’utilizzo delle sue modalità tipiche ed il politico che si mette a disposizione dei mafiosi;
7. STOP CORRUZIONE NEGLI APPALTI PUBBLICI: più controlli e trasparenza sugli appalti pubblici e sulle imprese che vi partecipano, riduzione del criterio del massimo ribasso, potenziamento e risorse all’Autorità Nazionale Anti Corruzione;
8. PARTITI POLITICI E FONDAZIONI: abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti politici e all’editoria; trasparenza e pubblicità dei bilanci di partiti, associazioni e fondazioni e dei soggetti che li finanziano;
9. TERZO SETTORE: prevedere che tutte le cooperative e gli enti del terzo settore che gestiscono ed erogano servizi sociali o culturali, non possano avere fini di lucro e speculare sulla pelle dei lavoratori e della pubblica amministrazione ed in alcun modo finanziare i partiti politici;
10. CLASS ACTION: proteggere e tutelare i cittadini e consumatori truffati o danneggiati dalle lobby (assicurative, bancarie, finanziarie) e dai poteri forti.

USCIRE DALL’EURO
berluscameno

“Renzi: vai via dall’Euro, se vuoi salvare l’Italia!” – “L’Italia deve scegliere tra l’Euro e la sua sopravvivenza economica”. Lo scrive sul “Telegraph” il noto editorialista finanziario ‘Ambrose Evans-Pritchard’. “Il tempo stringe per l’Italia, bloccata in una deflazione da debiti e alle prese con una crisi bancaria che non può affrontare con i vincoli dell’unione monetaria. Dal picco della crisi, come ha ricordato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il prodotto interno lordo si è ridotto del 9% e la produzione industriale del 25%. Ogni anno la percentuale del debito rispetto al Pil sale: 121% nel 2011, 123 nel 2012, 129 nel 2013, 132,7 nel 2015. Lo stimolo della Banca Centrale Europea svanirà prima che l’Italia riuscirà a uscire dalla stagnazione e il Fondo Monetario Internazionale, infatti, prevede una crescita di appena l’1% quest’anno. La finestra globale si sta chiudendo”.
Per il giornalista, “c’e’ il rischio concreto che Matteo Renzi arrivi alla conclusione che l’unico modo per restare al potere sia presentarsi alle prossime elezioni con una piattaforma apertamente anti-Euro”. Attenzione: un recente sondaggio di Ipsos Mori rivela che il 48% degli italiani voterebbe contro l’Ue o contro l’Euro, se ne avesse l’opportunità.
Il M5S cui è attribuito un consenso del 28%, “invoca il default e il ritorno alla lira”, in un articolo ripreso da “L’Antidiplomatico”. In più, “la Lega Nord di Matteo Salvini considera l’Euro un crimine contro l’umanità”.
Stando ai fatti: il tasso di disoccupazione è all’11,4%, mentre quello della disoccupazione giovanile raggiunge il 65% in Calabria, il 56% in Sicilia, il 53% in Campania.
“Il tasso di natalità è al minimo storico.
L’istituto di ricerca ‘Svimez’ parla di uno stato permanente di sottosviluppo nel Mezzogiorno”.
Negli anni Novanta, l’Italia registrava un ampio avanzo negli scambi commerciali con la Germania, prima che fossero fissati i tassi di cambio e quando si poteva ancora svalutare.
“In quindici anni l’Italia ha perso rispetto alla Germania il 30% di competitività sul costo di lavoro per unità di prodotto: dal 2000 la produttività è diminuita del 5,9%”.
I vari governi che si sono succeduti sono ovviamente “criticabili”. Ma, per il giornalista, “la questione più rilevante è che oggi il Paese non riesce a uscire dalla trappola”.
“A questa miscela combustibile si aggiunge la crisi bancaria (eppure i Banchieri italiani si pappano mille miliardi di Euro ogni anno con la moneta elettronica creata con i loro computer)che rivela la disfunzionalità dell’unione monetaria e peggiora di giorno in giorno:
prestiti “non performanti” per 360 miliardi di Euro gravano sui bilanci ufficiali delle banche.
La vigilanza esercitata dalla Bce ha peggiorato le cose e il Fondo Atlante potrebbe attirare sempre più banche nel pantano, aumentando il rischio sistemico”.
L’Italia? “E’ nel peggiore dei mondi possibili: a causa delle regole dell’Ue, non può prendere iniziative in piena sovranità per stabilizzare il sistema bancario e non esiste ancora un’unione bancaria degna di questo nome che condivida gli oneri”.
Per l’editorialista britannico, “Renzi ha di fronte una dura scelta: o dice alle ‘autorità Europee di andare all’inferno’ o resta a guardare impotente che il sistema bancario imploda e il Paese precipiti nell’insolvenza”. E visto che l’Italia non è la Grecia, “non può accettare la sottomissione”. Tant’è vero che “tra i poteri forti dell’industria italiana qualcuno ormai sussurra che l’uscita dall’Euro potrebbe non essere così terribile”.
Anzi: “Sarebbe l’unico modo per evitare una catastrofica deindustrializzazione ossia la morte dell’economia reale. E’ l’Ue che ha fabbricato la crisi: uscite dall’Euro!
Il profondo malessere economico dell’Europa è il risultato di scelte politiche “deliberate” fatte dalle élite Europee, secondo l’ex governatore della Banca d’Inghilterra”.
“Lord Mervyn King ha continuato il suo caustico attacco all’Unione economica e monetaria dell’Europa, dopo aver predetto che l’Eurozona afflitta dai problemi dovrà essere smantellata per liberare i suoi membri più deboli da austerità incessante e livelli record di disoccupazione”. Parlando in occasione del lancio del suo nuovo libro, Lord King ha detto che non avrebbe mai potuto immaginare che un collasso economico dell’intensità degli anni ’30 sarebbe ritornato sui lidi Europei in età moderna. Ma il destino della Grecia – che ha subito una contrazione che eclissa la depressione degli Stati Uniti negli anni tra le due guerre – dal 2009 è stato un esempio “spaventoso” del fallimento della politica economica, ha detto al pubblico presso la London School of Economics.
“Nell’area dell’Euro, i paesi della periferia non possono fare assolutamente nulla per compensare l’austerità”. “E’ stato semplicemente chiesto loro di tagliare la spesa totale, senza alcuna forma di compensazione per la domanda. Credo che sia un problema serio”.
“Non avrei mai immaginato che avremmo di nuovo avuto una depressione più profonda di quella che gli Stati Uniti hanno sperimentato negli anni ’30 in un Paese industrializzato e questo è quello che è successo in Grecia. E ‘spaventoso ed è successo quasi come fosse un atto deliberato di politica, cosa che lo rende ancora peggiore”.
Lord King – che ha trascorso un decennio nella Banca d’Inghilterra a combattere la peggiore crisi finanziaria della storia – ha detto che i membri più deboli della zona Euro non hanno altra scelta che tornare alle loro monete nazionali come “l’unico modo per tracciare un percorso di ritorno alla crescita economica e alla piena occupazione”.
“I benefici a lungo termine contano più dei costi a breve termine”, scrive in “The End of Alchemy”, il suo ultimo libro. L’ex governatore della banca ha detto che è probabile che la disillusione popolare sulle politiche economiche dell’Ue porti alla disintegrazione della moneta unica, piuttosto che ad un altro passo per “completare” l’unione monetaria.
Due delle nazioni debitrici della zona Euro – Irlanda e Spagna – sono attualmente bloccate in una fase di stallo elettorale dopo che i loro governi pro-salvataggi non sono riusciti ad ottenere l’appoggio degli elettori. Ma la Commissione Europea si è difesa dalle accuse secondo le quali le punitive misure di austerità hanno reso ineleggibili i governi Europei in carica, sostenendo che la politica economica di Bruxelles rappresenta un “triangolo virtuoso” di austerità, riforme strutturali e investimenti.
Al di fuori dell’Eurozona, Lord King ha messo in guardia contro l’eccessivo pessimismo sulle prospettive a lungo termine per l’economia mondiale, respingendo la tesi della “stagnazione secolare” resa popolare negli ultimi anni da economisti del calibro del segretario al Tesoro degli Usa Larry Summers. Ha detto che è stato un “grave errore” credere che la produttività – che è rimasta piatta in tutto il mondo sviluppato dall’inizio della crisi – non tornerà a crescere perché lo sviluppo tecnologico si è esaurito: al contrario, l’attuale ondata di nuove ricerche e di innovazione significa che il 21° secolo sarà il “secolo d’oro della scoperta scientifica”. “Non vedo assolutamente alcuna ragione per supporre che poiché abbiamo avuto una crisi bancaria e una recessione (le idee, l’innovazione e l’imprenditorialità) sono definitivamente scomparse. Non lo sono e sono in attesa di riprendersi. “Il pensiero che tutte queste idee non riusciranno ad avere influssi pratici nel migliorare i nostri standard di vita sembra straordinariamente pessimista, qualcosa che non ha di fatto alcun fondamento nel corso degli ultimi 250 anni di crescita economica”.
Il libro di Lord King delinea una critica degli squilibri endemici che hanno afflitto l’economia globale negli ultimi decenni. Il fallimento nell’affrontare le disparità tra alti tassi di risparmio e alti tassi di spesa in parti diverse del mondo potrebbe portare i decisori politici a camminare come sonnambuli verso un’altra crisi, ha avvertito. Nel frattempo, le politiche delle banche centrali tese ad aumentare i livelli di domanda e ad incoraggiare la spesa sono state risposte necessarie ma non sufficienti al malessere della crescita del mondo, “guadagnando soltanto tempo” per i decisori politici. “Dobbiamo usare questo tempo per muovere le economie dal loro attuale disequilibrio in un nuovo equilibrio in cui vi è un giusto bilanciamento tra spesa e risparmio, esportazioni e consumo”, ha detto. “Solo allora potremo raggiungere una rapida crescita, e l’inflazione stabile”.
Questo è il premio. Credete che ce la possiamo fare?”.
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. “Io ho sempre votato…”

    ciao Vi

    ci siamo passati tutti (intendo tutti “quelli come noi”:)
    ognuno coi suoi tempi, e i suoi percorsi

    a volte è bello battersi contro i mulini a vento, contro i padroni della galassia, contro la logica
    è bello andare soli controvento, se ti fa sentire vivo
    e poi sempre meglio DonQuijote che UgoFantozzi

    ma è anche giusto, come fai ora, essere lucidi
    l’analisi, spietata, serve

    il “potere” è in difficoltà,
    lo prova l’escalation di guerre, tagli, tasse, debito, fallimenti
    lo provano gli innumerevoli scandali, scoperte, leaks (per chi le sa “leggere”, e ancora “gli importa”)
    lo provano la crescente stretta sulle libertà personali, il controllo informatico totale
    ecc ecc

    ma sono difficoltà oggettive (matematiche, e fisiche in primis, rubato il 100%, oltre non puoi andare)
    purtroppo non figlie di battaglie politiche e sociali….

    MA ci sono strumenti, cose da fare, azioni
    efficaci, gratificanti, nonviolente ma “forti”, socializzanti, che ti fanno crescere, ti rendono piu libero
    anche banali, se vuoi

    mi viene da dire ok, vota, benissimo, sono 5 minuti ogni 5 anni, ok
    ma l’azione VERA, efficace, continuata, si fa fuori dalle urne

    sicuramente la fai tu, con masadaweb, con le tue relazioni, la cultura che condividi
    le si fanno con la RESISTENZA FINANZIARIA (ti ho messo un comment qualche post fa)
    la si fa semplcemente vivendo, “andando a caccia di emozioni” come hai sacrosantamente scritto

    cultura, socialità, economia (vera, locale, autogestita, anche informale), VOGLIA di libertà
    questi sono gli ingredienti veri, TUTTI EXTRAPARLAMENTARI, di una ricostruzione politica che non può che passare
    dalle ricostruzione SOCIALE, INDIVIDUALE, CULTURALE, ECONOMICA

    il potere ha vinto, stravinto, distruggendo la cultura (annegandola in un mare di “entertainment”)
    e distruggendo la socialità (con i media individuali, e spezzettando/outsorcingando le grandi fabbriche)

    ammesso_e_ovviamente_non_concesso che si potesse in un momento carcerare tutti i “cattivi” al potere,
    resettare, e partire puliti oggi,
    decenni di degrado culturale/etico della popolazione non si cancellano

    ci vorranno ALTRI decenni di lavoro, per ricostruire

    e non si farà nelle urne, ma nella vita quotidiana, esattamente come stai facendo tu

    non ti crucciare, semplicemente vivi le tue giornate, felice e sociale, controcorrente.
    questa è l’unica strada possibile, oggi.

    abbraccio forte
    Alex (Genova)

    Commento di alex — giugno 8, 2016 @ 3:04 pm | Rispondi

  2. dimenticavo: un altro “ingrediente” fondamentale con cui il potere ha stravinto è la PAURA

    tutti hanno paura oggi, tutti siamo precari, tutti sono tenuti “al limite”
    (ovvio, andare oltre il “limite” e far sciopare rivolte non conviene, al “padrone”, per lo meno “in casa sua”)

    la DISOCCUPAZIONE è un perfetto esempio

    non manca il lavoro, MANCANO GLI STIPENDI
    è ben diverso!

    il lavoro da fare è tanto -> servirebbero una marea di lavoratori:

    asili nido, ospedali, posti letto, tecnici di laboratorio, chimici ARPA, forestali, manutentori acquedotti/fogne/strade, messa in sicurezza di scuole / edilizia pubblica, contrasto al dissesto idrogeologico, treni, trasporti pubblici, agricoltura biologica, gestione rifiuti e differenziata, energie pulite e sostenibili, ricerca e sviluppo, cultura, restauro/manutenzione patrimonio monumentale, efficientamento energetico, ospizi e strutture per gli anziani, personale per ridurre gli anni di arretrati di procedimenti giudiziari, adozioni internazionali, prevenzione, bonifica aree devastate (pensa solo a quanto “lavoro” ci sarebbe da fare per bonificare la “Terra dei Fuochi”, o Fukushima..)….

    mancano GLI STIPENDI!
    (e non mancano oggettivamente, visto che le centinaia di miliardi, pigiando “invio” sul PC, i banchieri, per i banchieri, se li creano in un amen)

    mancano per TENERE LA GENTE sul filo della PAURA
    per tenere le teste, e le ore della giornata, chine e concentrate sul produci_consuma_crepa

    tutti hanno paura, tutto questo conformismo feroce lo dimostra
    tutta la facciata, lo “sballo” e le mode dei ragazzi, l’abuso compulsivo di “smart”phone e “social”
    è un disperato tentativo di rimanere a galla, non dover affrontare la paura da soli

    la paura dei “mori”, poi, è un altro esempio di “ingegneria” – non saprei neanche come chiamarla – geo-politico-social-militar-mediatica?
    E’ documentato che zioSam ha scientemente innescato le bombe mediorientali e ucraina, per mettere in difficoltà l’ “alleato” europeo, utilizzando i migranti come arma vera e propria di destabilizzazione, per evitare una saldatura economica dell’Europa con Russia a est, Med/MidEast a sud.

    e allora, l’azione POLITICA non può che essere PREceduta, PRIMA,
    da una “bonifica” della paura, ad sempio

    non avere paura (ad esempio spegnendo totalmente i “loro” media, che “vendono” essenzialmente paura, disiformazione, e consumo) è propedeutico, è probiotico – se vogliamo – ad avere persone che poi possano/vogliano affrontare un discorso “politico” in senso stretto

    come arrivare a NON avere paura?
    spegnere i media, ri-imparare la socialita, ridurre e ripensare i propri consumi
    (meno soldi necessito, meno sono ricattabile/impauribile economicamente)
    autoprodurre, barattare, usare monete autogestite per transare/contabilizzare

    OVVIAMENTE non usare psicofarmaci, droghe, “aiutini”
    non esistono scorciatoie, il disagio devi affrontarlo

    non avere paura, oggi, è rivoluzionario
    è azione (pre)politica

    l’azione politica propriamente detta è momentaneamente inagibile
    (ci scusiamo per il disagio)

    Commento di alex_ge — giugno 9, 2016 @ 9:57 am | Rispondi


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