Nuovo Masada

maggio 21, 2016

MASADA n° 1765 21-5-2016 RUDOLF STEINER COME PROFETA DEL CRISTO VIVENTE

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MASADA n° 1765 21-5-2016 RUDOLF STEINER COME PROFETA DEL CRISTO VIVENTE

(ANGELO ANTONIO FIERRO – Esperto in Medicina Antroposofica)

La vita di Steiner vista sui nodi lunari – Gli angeli del tempo – L’arcangelo Michele e il Kaly Yuga

Trascrizione di una conferenza fatta dal medico antroposofo Fierro alla Biblioteca di Parapsicologia di Bologna il 18-5-2016.

Rudolf Steiner partì da premesse teosofiche, poi se ne staccò per configurare una diversa figura del Cristo. Non è facile raccontare quello che è successo, perché non è facile entrare nel cuore di un uomo non comune come lui. Occorre avvicinarsi in punta di piedi e cogliere alcuni caratteri di questa poliedrica personalità. (Si veda la biografia che ha fatto di lui Paola Giovetti per le Mediterranee, tentando una difficile semplificazione e ricordiamo che non sono molte le biografie di Steiner e questa è sicuramente la prima in Italia). Prenderemo dunque in considerazione alcuni aspetti intriganti di Rudolf Steiner, considerandolo dal punto di vista cosmico/terrestre e rivisiteremo la sua biografia attraverso l’esame dei suoi nodi lunari. (n.d.a.: I nodi lunari sono connessi al viaggio dell’anima. Sono i punti in cui l’orbita della Luna attraversa l’eclittica, ovvero il cerchio percorso dal Sole nel suo apparente moto annuo.

Nell’Astrologia kahrmica rappresentano i punti di collegamento fra la vita presente dell’anima e quella precedente. Il Nodo Ascendente o Nord – Testa del Drago – è quello in cui la Luna incontra l’eclittica a Nord. Rappresenta le opportunità di crescita, di miglioramento e l’auto-aiuto ed è collegato a Giove. Il Nodo Discendente è quello in cui la Luna incontra l’eclittica a Sud e indica gli ostacoli e le prove assimilabili a quelli collegati a Saturno. Simboleggia, infatti, le esperienze delle vite precedenti, che devono essere rielaborate e superate in questa vita affinché l’anima possa progredire. Il nodo lunare Nord è la direzione di questa vita, quello che l’anima vuole imparare e le esperienze che ha scelto di fare. Il nodo lunare Sud è il luogo in cui ci sentiamo a casa, dove risiedono caratteristiche, talenti, idee e abitudini che l’anima ha conservato dalle esistenze passate. Il segno in cui si trova il Nodo Nord, esprime le energie che l’anima ci chiede di portare nella nostra vita per adempiere al compito evolutivo che abbiamo scelto. Nella prima parte dell’esistenza, saremo senz’altro più distanti da quanto espresso dal Nodo Nord. Col passare degli anni, soprattutto se avremo scelto di crescere con consapevolezza e coraggio, potremo avvicinarci sempre più all’essenza che ci appartiene. In questo, lo studio del tema natale in chiave kahrmica, può esserci di grande aiuto).
Rudolf Steiner mette in relazione il ritmo del respiro umano con il ciclo di rivoluzione dei nodi lunari: come l’uomo respira circa 25920 volte in un giorno (considerando mediamente 18 respirazioni al minuto) così in un anno platonico 18 anni corrispondono ad un “respiro” del Macrocosmo. L’asse terrestre è inclinato rispetto all’eclittica e si muove lentamente in senso retrogrado impiegando circa 26000 anni per un giro completo. Il movimento è simile a quello di una trottola, l’asse terrestre inoltre oscilla con un periodo di 18,6 anni, identico al periodo di rivoluzione dei nodi lunari.
L’intreccio dei circuiti solari e lunari avviene ogni 18 anni e 7 mesi, in quei punti Sole e Luna ci fanno ripercorrere nella memoria le scelte dell’incarnazione, che si ripetono in un ritmo cosmico come una serie di nascita/morte/rinascita, come momenti tipici della nostra vita.
Il nodo lunare non va usato in modo meccanico ma va respirato.
Nella vita di Rudolf Steiner i punti salienti saranno tra i 18 ai 19 anni il primo (1879), i 36 e 37 anni il secondo (1897), il terzo tra i 55 e i 56 anni (1916).
Steiner si è fermato al terzo perché muore a 65 anni.
Consideriamo che è nato in una terra di confine, tra Austria e Slovenia e gode dunque delle caratteristiche di entrambe cosa che lo porta ad avere un’anima mitteleuropea.

Quando arriva il primo nodo lunare si trova a Vienna dove dà gli esami di maturità e accede all’Università. Si prepara alacremente secondo studi tecnici paragonabili al nostro Politecnico anche se allora erano molto più severi, in particolare studia gli apparecchi telefonici che erano la novità tecnica del momento anche se a Vienna ce n’erano solo una ventina. Gli danno due incarichi importanti. Nel 1882, su proposta di Karl Julius Schröer, suo docente, al professor Joseph Kürschner, curatore di una nuova edizione delle opere di Goethe, viene incaricato di occuparsi delle opere scientifiche. Nel 1886 pubblicò un primo libro sulla filosofia di Goethe: ‘Linee fondamentali di una teoria della conoscenza della concezione del mondo di Goethe’. Di conseguenza, nel 1888, fu invitato a lavorare come curatore negli archivi Goethe a Weimar, dove rimase fino al 1896, scrivendo introduzioni e commenti ai quattro volumi di scritti scientifici di Goethe e pubblicando nel 1897 un secondo libro sulla filosofia di Goethe: Goethes Weltanschauung (‘La concezione del mondo di Goethe’).
E c’è il famoso incontro in treno con Felix Kogusky, un raccoglitore d’erbe, compito a cui oggi si dedicano in pochi, uomo che lavora nella natura e conosce i segreti delle erbe, avendoli ricevuti per tradizione orale e lui lo inizierà spronando Steiner a combattere l’imperante materialismo. Siamo nel 1889, c’erano già stati Comte, il positivismo e le teorie marxiste.
Kogusky gli dice: “Entra nella pelle del drago! Cerca di conoscere a fondo il punto di vista del materialismo per poterlo fronteggiare. Non è un nemico perché fa parte dell’umanità e della storia. E’ un nemico quando si fa unilaterale”. Steiner affronta questa lotta in modo diverso da Nietzsche, il lottatore contro il suo tempo, l’avventuriero della conoscenza spirituale, basato su una visione spregiudicata e rimasto troppo solo di fronte a forze superiori che lo portano a una patologia su base organica. Steiner lo conobbe nei suoi ultimi anni.
Nella fase formativa dei suoi primi trent’anni, Steiner riceve la consapevolezza delle sue forze di veggenza e il modo di presentarle al mondo finché non approfondirà Goethe, elaborando la propria formazione di pensiero attraverso di lui.
Altri due maestri di Steiner sono Schiller da cui prende non tanto la parte artistica che metaforizza quanto la parte pedagogica (“Lettera estetiche”) e una visione rinnovata della pedagogia da cui trae impulsi pedagogici tutt’altro che astratti perché aveva seguito un ragazzo idrocefalo che riuscì a far diventare un medico con la sua arte pedagogica di precettore. La terza radice fu Novalis, il grande poeta romanico, da cui prende i frammenti, gli scritti sul Cristianesimo interiore.
Novalis muore giovane poco dopo i trent’anni, era poeta ma anche scienziato, curatore delle miniere e nei frammenti parla di medicina, minerali, poesia ecc.
Oggi abbiamo esperti specializzati nelle parti ma se queste parti non le mettiamo nell’universale, perdiamo la realtà. Si deve avere prima un’idea dell’universale per arrivare poi al particolare. Steiner dice: “La foglia è la pianta primordiale”. Egli è il macinatore continuo di una serie di riferimenti di Goethe che gli entrano nella carne. Ci ha lasciato un materiale amplissimo: una trentina di libri, seimila conferenze… un mare magnum in gran parte ancora non pubblicato.
Steiner sembra difficile ma può essere accessibile se si segue sempre questa sua concezione dell’universale.
Nel 1879 a livello macrocosmico inizia il passaggio di testimone degli arcangeli che reggono i tempi. Michele prende le redini di guida dell’umanità. Siamo ancora sotto la sua egida ed è trascorso un terzo della sua epoca.
Gli arcangeli hanno una segnatura planetaria. Michele è contrassegnato dal numero 11, duplicazione dell’uno. Michele affianca il Cristo dopo l’evento del Golgota come signore del kahrma, arcangelo rappresentato con la lancia puntata alla gola del drago. (Si pensi al grande quadro del Carracci nella Chiesa del Minghetti, la chiesa bolognese degli esorcismi all’inizio di Via Montegrappa. Nel quadro sono rappresentati Michele e S. Giorgio che è il rappresentante terrestre di Michele: lotta celeste e lotta terrestre. Il cavallo è il fedele compagno di S. Giorgio nella liberazione dell’anima.)
Il 1879 segna l’inizio dell’opera di Michele.

Nel 1897 abbiamo il secondo nodo lunare della vita di Steiner. Ha 36 anni.
Michele aveva preso le redini del tempo 2160 anni prima. Ogni era dura 2600 anni. In esse gli arcangeli si alternano. Il loro compito non è sempre lo stesso ma varia un poco.
Nel 1897 il compito è la spiritualizzazione del pensare, entrare nella valle del drago.
A 33 anni Steiner aveva scritto “Filosofia della libertà”, il suo terzo libro, testo difficile diviso in una parte teorica attorno alla domanda se l’uomo è un essere libero e come si gioca la sua libertà, e in una parte che è la pratica della libertà, mettendo sotto esame tutti i filosofi che dicono che l’uomo è libero o che non lo è. L’esercizio da fare su questo libro non richiede un’altissima intelligenza, basta fare una sintesi di ogni capitolo e pensare insieme a questi pensatori. La compartecipazione di Steiner è totale, venerando l’essere pensante e in ciò realizzando Michele. Il sottotitolo è “Osservazioni animiche”, cioè compartecipative dell’anima.
Dal 5 all’11 aprile 1911 si tenne a Bologna il IV Congresso internazionale di filosofia. … Langevin, Nicolaji Losskij, Wincenty Lutoslawsky, Alexius Meinong, Giovanni Papini, Henri Poincaré, Ferdinand Canning Scott Schiller e anche Rudolf Steiner. Tra i partecipanti c’erano filosofi come Gentile e Croce ed esoterici come Assagioli o Annie Besant e Steiner fu inserito tra gli orientalisti perché era legato alla Società Teosofica.
Nel 1911 Steiner ha 50 anni, trasmette la sua ricerca al pubblico, passando dall’esoterismo all’essoterismo.
Il secondo nodo lunare va dai 37 ai 38 anni (1898-99). Steiner, avendo radicalizzato alcuni aspetti della filosofia della libertà, ha un piccolo smarrimento, non ha ancora diretto se stesso verso il percorso futuro e ha un momento di crisi.
Nel 1889 il senso macrocosmico e le chiusure del Kali Yuga portano ad un periodo oscuro. Secondo i Veda, Il Kali Yuga, è l’ultimo dei quattro yuga, ‘yuga’ in sanscrito vuol dire epoca e Kali Yuga vuol dire ‘conflitto’. Il Kali Yuga è un’era oscura, caratterizzata da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranza spirituale. Ha una durata di 432.000 anni ed è iniziato tra gli anni 3102-3101 a.C. .5000 anni dopo l’inizio del Kali Yuga inizierebbe un periodo di 10.000 anni di “illuminazione” dell’umanità. L’inizio di tale periodo ascendente coinciderebbe, quindi, all’incirca, con gli anni 1898-1899 d.C.
C’è un punto cosmico di grande importanza che segna il passaggio dall’antico chiaroveggenza alla nuova chiaroveggenza. La prima risente dell’atavismo della nostra appartenenza all’Umanità in quanto tutti siamo stati veggenti e alcuni conservano ancora tracce di questo anche quando non ne sono consapevoli, mentre il nuovo chiaroveggente è consapevole di ciò che vede. Nel primo caso ha bisogno dell’aiuto di un altro, come per es. fu per Catherine Emmerich e Brentano. Nel secondo abbiamo per es. mistici con la stigmate, capaci di accompagnare col pensiero quello che vedono. Per conquistare questa seconda capacità di chiaroveggenza occorre entrare in una forma rinnovata e risorgente di pensiero. Con loro inizia un’epoca di luce anche se noi risentiamo sempre della prima era ma occorre rinunziare alla prima possibilità per entrare nella seconda: il vino nuovo va in otri nuovi. Bisogna creare un nuovo pensiero in grado di osservare i fenomeni politici e materiali di ciò che ci circonda.
Steiner ha una grande crisi, come sempre accade quando il seme muore e si prepara il germoglio.
Nel 1899 pubblica sul Magazin un articolo intitolato ‘La rivelazione segreta di Goethe, saggio sulla natura esoterica di una fiaba di Goethe, Il serpente verde’. In questa fiaba c’è il nucleo di tutta l’antroposofia, la visione degli esseri elementari, la teoria dei colori.. e c’è già la nuova chiaroveggenza che parla e più uno la legge più la comprende, lasciandola lavorare dentro il Sé.
Nel 1901 Steiner si iscrive alla Società Teosofica, ha 40 anni, inizia la sua attività di conferenziere pubblico. E’ attratto dalla gran veggente Madame Blavatsky.
Dice: “Io vi riporto le visioni della mia attività meditativa comparata alle visioni della Blavatsky”. In lui parlano reincarnati precedenti. Solo pochi eletti erano in grado di seguire il suo pensiero ma questo si allargava a un pubblico europeo più vasto.

Il terzo nodo lunare arriva nel 1916, dai 55 ai 56 anni.
La prima guerra mondiale lo turba profondamente perché tanti giovani che aveva conosciuto erano andati in guerra o erano morti ma da queste stesse anime riceve ispirazione.
Nel 1916 tiene varie conferenze. Comincia il suo interesse verso l’organismo sociale, oltrepassando l’essere che è corpo, anima e spirito, su cui fonda la medicina antroposofica. Nella sua vision trinitaria l’uomo si espande nei tre corpi, nelle tre anime, nei tre spiriti. Fa un’affermazione profetica importante: “Nel 2200 verrà impedito di pensare”. E oggi vediamo già i presupposti di questo. Questo lavoro non sarà fatto solo sugli oppositori del pensiero (i vari lager), l’operazione è più sottile: si creano i presupposti perché una popolazione sia forzata alla demenza, soprattutto nell’età piccola dove crescono patologie e autismo. Ci aspettano momenti difficili. “Entrare nella pelle del drago” vuol dire confrontarsi con la nostra paura.
E Steiner introduce rimedi che la medicina del tempo neanche si sognava per le somatizzazioni che esistono anche oggi e che avrebbero bisogno di ben altre ricerche.
I talenti devono fruttare ma non è facile quando oggi gli stessi antroposofi famosi sono sempre meno e sono sempre più limitati dalle leggi e dalla burocrazia. La medicina che non viene sviluppata arretra.

Dai 42 ai 52 anni Steiner entra in una fase artistica e compone 4 drammi mistero, che vengono recitati ancora adesso. Sviluppa l’euritmia, un’arte di movimento, assieme a Lory Maier-Smits e sviluppata successivamente grazie al lavoro di Marie Steiner von Sivers, la sua seconda moglie, che vuole rendere visibile ciò che vive nella parola e nella musica. Dipinge, fa acquerelli, scolpisce una statua lignea conservata al Goetheanum di Dornach (Basilea) che raffigura il Cristo, ‘Rappresentante dell’Umanità’, nella sua intima dicotomia fra le forze ‘demoniche’ contrapposte, ossia Arimane (la materialità, in basso) e Lucifero (la spiritualità, in alto).

Infine esplode con l’agricoltura biodinamica, la pedagogia e l’architettura che si sostanzierà in una grande opera in legno, il Goetheanum, costruzione monumentale a Dornach vicino a Basilea (Svizzera).


(S. Giorgio)

Il primo Goetheanum (denominato Johannesbau – edificio di Giovanni – fino al 1918), costruito interamente in legno, venne completamente distrutto in un incendio doloso il 31 dicembre 1922, come il rogo del tempio di Efeso, frutto del fanatismo demenziale di chi non aveva compreso il suo impulso al rinnovamento.
Da ultimo Steiner studia l’economia che lo porterà a studiare le istituzioni in cui l’organismo sociale si deve articolare.
Dal pensare al sentire al volere.
L’incendio del Goetheanum fu per Steiner un trauma enorme, fu come se bruciasse anche il suo corpo eterico lasciandolo senza energie vitali. Malgrado questa botta tremenda tentò di reagire progettando un nuovo edificio questa volta in cemento armato, che fu finito nel 1927, uno dei primi edifici in cemento armato dell’epoca, ma muore due anni e mezzo dopo, in una breve malattia, a 65 anni.

A partire dagli anni ’30, Steiner aveva fatto l’incontro del Cristo, come aveva fatto Paolo a Damasco, incontro che avviene sul piano eterico, non su quello materiale, un evento che si ripete per molti: vedere il Cristo, come avvenne per gli apostoli che sotto forma di angelo non seppero riconoscerlo ma lo riconobbero nella veste eterica del Cristo risorto.
Quando Annie Besant gli presenta Krishnamurti come il Cristo novello, Steiner lo rifiuta: “Non io ma il Cristo in me”. Lo dobbiamo realizzare e allora lo faremo carne della nostra carne. Da questo punto di vista la ricerca del Cristo vivente si incarna nel pensare e se questi mi sarà dato sarà per grazia divina. Nel prossimo millennio molte più persone avranno questa possibilità. Il sangue del Cristo attende di essere vivificato nell’intelligenza del cuore, forza che connette il cuore al cervello.
E’ l’impulso del Cristo che viene preparato da millenni dai bodhisattva, che poi diventano i Buddha, che passano dalla teoria dell’amore alla pratica dell’amore nella lotta col drago. Ciò richiede una presa di coscienza che possiamo avere se viviamo non come anime dormienti ma come anime viventi, vivificate da noi stessi.
Dal monito di Steiner deve nascere un anelito affinché parte dell’umanità si guardi dal sonno della materia. L’umanità deve confrontarsi con le grandi prove in base alle proprie forze.
Se io ricevo la dote di una veggenza, devo essere in grado di confrontarmi con essa, mentre oggi rischio di essere emarginato e crocifisso nel senso di non essere riconosciuto. Noi abbiamo una responsabilità appena siamo consapevoli del drago. Non c’è evoluzione che non passi attraverso la lotta contro il drago.
Nel 1200 Gioachino da Fiore previde un’era in cui le facoltà spirituali sarebbero state sviluppate al massimo, ma occorre anche andare loro incontro.
L’incendio del suo edificio architettonico fu per Steiner una prova terribile, un PTDS.
Oggi ovunque sono frequenti le PTDS, post traumatic sindrom desorder, disturbi post traumatici da stress: gli esiliati che hanno subito violenze e hanno avuto lutti, i bambini violati, gli internati,i processati spogliati di ogni identità, i reduci da guerre, gli abusati sessuali, gli incidentati, i terremotati, gli annegati, i torturati, coloro che hanno perso un figlio…tutti hanno bisogno di un grande sforzo spirituale.
Il dramma dal livello eterico si riversa sul livello fisico. Steiner cerca di riprendersi buttando in nuovi progetti con la forza di volontà, Nei due ultimi anni dà moltissimo, fa duemila conferenze, tre o quattro al giorno, progetta il nuovo teatro… lavora e lavora fino agli ultimi giorni della sua vita ma muore lo stesso. Non è ben chiaro di cosa sia morto, forse per avvelenamento o per una forma di linfoma che lo spegne in sei mesi ma il suo corpo eterico era già leso. Aveva 65 anni.
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