Nuovo Masada

maggio 1, 2016

MASADA n° 1771 1-25-2016 ATTUALI BARBARIE

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MASADA n° 1771 1-25-2016 ATTUALI BARBARIE
Blog di Viviana Vivarelli

Finalmente sfiduciato Galan – Chiesti per Formigoni 9 anni di carcere. Intanto i suoi beni non sono confiscabili e il suo stipendio da parlamentare nemmeno – Indagato per camorra Graziano, presidente del Pd campano e consulente del Governo – Perché sul caso di Graziano i media tacciono mentre su Quarto ci fu un attacco feroce al M5S?- Non passa giorno che un piddino non incappi nella giustizia – Cos’è il neoliberismo. Le disuguaglianze crescenti – Il programma di Virginia Raggi- Avanza la crisi europea- Scandali bancari e organi di controllo super pagati che non controllano – Soluzioni alle crisi bancarie – La sindrome di Stoccolma- Il lavoro ridotto a brandelli- I senza vergogna – Cos’è la spiritualità?

Se a un uomo togli la libertà di sognare resta solo la bestia.”
Viviana

FINALMENTE SFIDUCIATO GALAN

Finalmente, dopo due anni, il Parlamento si è deciso a sfiduciare Galan. Dopo una carriera sperperata a rubare in ogni modo possibile, aveva patteggiato di restituire 2,6 milioni di euro (a fronte di un bottino di oltre 15 milioni). Malgrado la condanna, per due anni ha continuato ad essere deputato e Presidente della Commissione Cultura di Montecitorio percependo 5.000 € dello stipendio base senza le relative indennità a cui vanno aggiunti 80.000 € annui di vitalizio e 96.000 di Tfr come ex governatore del Veneto.
Qualcuno spieghi ai cittadini il perché di questo premio ulteriore a un condannato per furto e truffa!
Poi, non solo non ha restituito i 2,6 milioni di € pattuiti, ma quando gli è stata sequestrata la cinquecentesca Villa Rodella ed è stato costretto a trasferirsi in un’altra, prima lasciare la villa, lui e la moglie hanno sottratto e smontato tutto quello che potevano portare via: mobili pregiati, sanitari, lavandini, lampadari, termosifoni, specchi, etc. Tutto regolare?
Eletto in Forza Italia è stato ‘il Doge’ del Veneto per 15 anni.
Complimenti vivissimi a quel 1.365.698 di Veneti che lo hanno sostenuto vibratamente e appassionatamente. Bella manica di ladri!

CHIESTA CONDANNA A 9 ANNI PER FORMIGONI

…imputato per associazione per delinquere e corruzione nel caso Maugeri. I pm hanno chiesto altre 9 condanne, e in particolare 8 anni e 8 mesi per il faccendiere Pierangelo Daccò e per l’ex assessore lombardo Antonio Simone. “Abbiamo ricostruito dei fatti gravissimi di corruzione, una corruzione sistemica durata dieci anni. Questo processo dimostra quanto la corruzione sia devastante per il sistema economico, abbiamo avuto qua 70 milioni di euro di denaro pubblico sperperati, con due enti al tracollo, la Maugeri e il San Raffaele, con imprenditori che hanno depredato questi enti e un danno enorme al sistema sanitario”. Secondo l’accusa, infatti, dalle casse della Maugeri sarebbero usciti circa 61 milioni di euro tra il ’97 e il 2011 e dalle casse del S. Raffaele tra il 2005 e il 2006 altri nove milioni di euro. Tutti soldi che sarebbero confluiti sui conti e sulle società di Daccò e Simone, presunti collettori delle tangenti, i quali poi avrebbero garantito circa otto milioni di euro in benefit di lusso, tra cui vacanze, l’uso di yacht e finanziamenti per la campagna elettorale, all’allora governatore lombardo Formigoni. E lui in cambio, sempre secondo l’accusa, avrebbe favorito la Maugeri e il S. Raffaele con atti di giunta garantendogli rimborsi indebiti (circa 200 milioni di euro per la Maugeri).
Secondo i pm, Formigoni, così come Daccò, Simone e altri imputati, non merita la concessione delle attenuanti generiche e deve essere condannato a 9 anni di carcere.
Intanto non pagherà i danni a Report (5.000 euro) che aveva denunciato per diffamazione, grazie a una legge del 1965 perché la sua indennità di parlamentare non può essere requisita e lui non risulta titolare di conto corrente. Dunque, per quanto abbia abbondantemente rubato, i suoi soldi non risultano. Dello stesso beneficio godono Scilipoti, che deve 200mila euro a un imprenditore siciliano”, e Nicola Fornichella, braccio destro di Marcello Dell’Utri, in debito di 140mila euro con una società di comunicazione”. Non basta rubare, bisogna anche nascondere bene il bottino. Ovviamente non c’è il carcere per costoro.
La Gabanelli ha chiesto come compenso almeno uno dei quadri di Formigoni ma Renzi ha vietato che i beni dei politici corrotti siano sequestrati, così la loro pena sarà zero.
Il M5S ha chiesto di estendere la confisca dei beni che si fa ai mafiosi anche ai politici corrotti ma non sembra che questa norma elementare sia applicata.

INDAGATO PER CAMORRA IL PRESIDENTE PD DELLA CAMPANIA GRAZIANO

Sarebbe stato sostenuto dai boss in cambio di appalti ma è stato consulente del Governo.
L’incubo Gomorra sul Pd, alla vigilia delle amministrative. Dalle intercettazioni di un’inchiesta per tangenti, spuntano rapporti tra Stefano Graziano,Presidente campano del Pd e Consigliere regionale e un imprenditore legato a Michele Zagaria, padrino del clan dei Casalesi. 9 arresti per corruzione aggravata. Scenario di scambi di favori e voti a Santa Maria Capua Vetere. Graziano è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Graziano inizia la sua carriera nel csx con e Mita e poi Follini. Col Pd diventa capo del tesseramento nazionale e deputato, poi tra il 2013 e il 2014 è consulente del Governo di Letta.
Indagato l’appalto da due milioni di euro per realizzare il cosiddetto Polo della legalità in uno storico Palazzo di Santa Maria Capua Vetere. Una gara per la quale sarebbero girate mazzette per circa 100 mila euro, 70 mila dei quali versati.
L’opera rischiava di perdere i finanziamenti perché lo stanziamento di bilancio imponeva l’inizio dei lavori entro una data, il 30 giugno 2015, ritenuta troppo ravvicinata. Così il sindaco Biagio Di Muro (ora in cella per corruzione aggravata) fece spostare dal Ministro dell’Interno il finanziamento ad un altro capitolo di bilancio, così da guadagnare un anno. E’ qui che entra in scena Graziano, mentre si intercetta il Fi Muro che parla con Alessandro Zagaria. Di Muro fa esplicito riferimento all’appalto e all’aiuto che Graziano avrebbe dovuto fornire affinché il finanziamento venisse trasferito da un capitolato di spesa a un altro. Zagaria si sarebbe impegnato a “prestare l’appoggio elettorale” contando “sulla disponibilità” di Graziano”. La polizia giudiziaria li pedina in periodo preelettorale e “documenta plurimi incontri” fra i due prima delle elezioni. Dopo il voto, Graziano risulta aver avuto “contatti telefonici” con Zagaria, “dai quali emergeva la riconoscenza dell’esponente politico nei confronti di Zagaria”.

Tommaso
Ma basta con queste notizie! Ormai lo sanno tutti che il PD è marcio. Fate un po’ di buon giornalismo d’inchiesta, intervistate il sindaco di Ostia del M5S. Com’è possibile che abbia risanato il bilancio del comune in due anni, dove li ha presi i soldi, come ha fatto a far dire ai malavitosi nelle intercettazioni che è incorruttibile? Indagate, perdinci!

Peppiniello80
Solo negli ultimi due anni sono risultati coinvolti in storie abbastanza losche personaggi come De Luca, Bargone, Lorenzetti, Del Turco, Crisafulli, Penati, Zoggia, Crocetta … tutti ex PCI o ex PDS, e una mano è andata via così veloce veloce … mi fate tenerezza voi che continuate a mitizzare “il mio vecchio PCI, PDS”: la diversità antropologica non esiste, l’unico antidoto alla corruzione è la trasparenza, sia nella scelta dei candidati alle cariche elettive sia nel controllo degli eletti da parte di militanti e cittadini. Tutte cose a cui i partiti hanno rinunciato, essendosi trasformati in comitati d’affari al servizio del più ricco o potente di turno. L’apoteosi dei capibastone.

Viviana
Non bastava che nel Pd ci fossero 124 tra indagati e condannati, ora abbiamo anche l’inchiesta che vede il Presidente del Pd campano Stefano Graziano accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ma Renzi si presenta in un’ora e mezza di diretta assieme a De Luca, non dice una sola parola su camorra e politica e non fa il minimo commento sull’indagine per mafia. Accanto a lui, con la massima faccia d bronzo, il Presidente della Campania Vincenzo De Luca, eletto coi i voti dei verdiniani e degli amici camorristi di Cosentino. Quel De Luca che l’anno scorso fu inserito tra gli impresentabili dalla Commissione Antimafia perché accusato di concussione e truffa in un procedimento del 2002 per una vicenda urbanistica salernitana, lo stesso su cui pesava lo spettro della sospensione della legge Severino prima di essere prosciolto in appello dall’accusa di abuso d’ufficio. E che però resta indagato a Napoli e Salerno in altre due inchieste. Ma ormai è comprovato che al Pd i corrotti con curriculum impressionante di processi e indagini piacciono. Renzi è di bocca buona con chiunque porti voti, fosse pure il diavolo in persona e non gli fanno schifo i voti della camorra come quelli della mafia, tutto fa brodo.

Alessandro
I parlamentari della Commissione Antimafia del M5S hanno ricordato che secondo la DDA il capogruppo del Pd, Salvatore Silvestri Pd, a Casavatore (NA) aveva nel comitato elettorale un “sorvegliato speciale e collegato ad ambienti camorristici” e che è stato “sostenuto nella sua campagna elettorale anche dal Ministro della Giustizia Orlando, dal vice segretario del Pd Lorenzo Guerini e affiancato anche dalla deputata e sfidante Valeria Valente (Pd) alle prossime primarie del Pd per la carica di sindaco di Napoli”.
La compagna di Silvestri (Pd) lavora a Roma come assistente parlamentare di Valeria Valente (Pd).
Per questo i Cinquestelle chiedono lo scioglimento del Comune e chiedono al Pd di “prendere esempio” dal M5S, avviando “l’espulsione di chi è sotto indagine”. “A Quarto – dicono i grillini – eravamo parte lesa e le telecamere dei principali tg hanno stazionato giorni e giorni, ora un’incredibile e complice silenzio su Casavatore dove il candidato sindaco Pd era sodale della camorra. Dove sono gli antimafiosi del Pd, i vari Picierno e Orfini? E l’informazione è sorda, complice o ha paura dei clan, delle sue ritorsioni?”.
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Cobra89
Altro che la volta buona, il PD a guida Renzi è diventato l’accozzaglia trasversale di tutta la vecchia politica peggiore.
De Luca, Graziano, Verdini, Bondi, Alfano, quelli che erano con Cuffaro, quelli che erano con Cosentino… tutti riuniti nel partito di cui il Paese si deve liberare.

COS’E’ IL NEOLIBERISMO. LE DISUGUAGLIANZE CRESCENTI
Alessandro Gilioli

Per guadagnare quello che Marchionne prende in un anno, un voucherista italiano dovrebbe lavorare 2.500 anni tutti i 365 giorni dell’anno. Un rapporto 1 a 2.500, pertanto, ipotizzando generosamente che anche Marchionne non riposi nemmeno un giorno.
Diceva Adriano Olivetti che «nessun dirigente, neanche il più alto in grado, deve guadagnare più di dieci volte l’ammontare del salario minimo». Il capitalismo italiano è insomma passato in mezzo secolo dalla teorizzazione di un rapporto 1 a 10 alla pratica di un rapporto 1 a 2.500.

Quella che vedete qui sopra è una delle tabelle più note del libro con cui Thomas Piketty, nel 2013, ha preso d’assalto 3 decenni di egemonia culturale, politica e fattuale della dx economica. Mostra la quota di reddito in percentuale del 10 % più ricco nell’ultimo secolo e illustra in modo immediato quello che è successo in Europa e negli Stati Uniti.
Ci sono diverse cose, in questo grafico.
Ad esempio c’è la rappresentazione plastica della parola “neoliberismo”, su cui alcuni ironizzano come se fosse un’invenzione dietrologica, una proiezione da complottisti, invece qui si palesa in tutta la sua chiarezza: è, semplicemente, quella cosa che ha iniziato a far schizzare in su le due linee, dopo che i vari new deal, patti sociali, socialdemocrazie o altre forme di mediazione tra alto e basso le avevano fatte gradualmente scendere, per mezzo secolo abbondante. Ad es. a quelli del Foglio, che si baloccano con la rubrichetta “Tutta colpa del neoliberismo”, bisognerebbe ogni volta sbattergli in faccia questa tabella: magari, con un disegnino, capiscono.
Curiosamente il mezzo secolo in cui diminuiva il distacco tra più ricchi e più poveri ha coinciso con il periodo di maggior avanzamento complessivo delle società.
Buona parte della letteratura economica, negli ultimi tempi, sta avanzando seriamente l’ipotesi che oltre un certo livello le disuguaglianze producano danni per tutti. Lo ha fatto Robert Reich come Maurizio Franzini e Mario Pianta nel loro ultimo saggio, “Diseguaglianze”(Laterza). La loro analisi su questo punto – basata soprattutto su dati Fmi e Ocse – è prettamente di carattere economico, cioè relativa agli effetti sulla crescita di un Paese. Qualche anno fa, Richard Wilkinson e Kate Pickett – in un libro che andrebbe fatto studiare in tutte le scuole – mostrarono dati alla mano come una forbice sociale eccessiva genera anche più violenza, più ignoranza e maggiore disagio psichico. È di questi ultimi mesi invece l’evidenza che, oltre a tutto questo, l’eccesso di disparità sociali si ripercuote in crescenti espressioni politiche di tipo nazionalista e neofascista, dagli Stati Uniti all’Europa.
Oggi in Europa, scrivono Franzini e Pianta, «il 20 % delle persone ha un patrimonio pari a zero (o debiti che superano i risparmi), mentre il secondo quintile possiede una ricchezza media di 29.400 €, il terzo di 111.900, il quarto di 235 mila: fino al quinto degli europei che ha ricchezze per 780.700 euro, possedendo così il 68 % della ricchezza totale.
Il tutto in un quadro di capitalismo sempre più oligarchico, cioè riservato a pochi, e sempre più dinastico, cioè con un ascensore sociale quasi fermo.
Quest’ultimo è un problema di cui in Italia si parla poco. Anche a sx, devo dire. Ed è un po’ uno scandalo: tra l’altro, dopo la riforma Berlusconi appena ritoccata da Monti, siamo e restiamo uno dei paesi al mondo con le tasse di successione più basse. E siamo secondi tra i Paesi sviluppati nella pessima classifica di trasmissione generazionale delle disuguaglianze.

Insomma “la famiglia conta”, conta per eredità, ma anche per istruzione (tasse universitarie comprese) e rete di relazioni. E questa realtà, oltre a essere un fattore chiave del capitalismo oligarchico, fa un po’ di chiarezza sulle tante balle che si sentono in giro relative alle “uguali opportunità” come forma che rende accettabili, se non giuste, le disuguaglianze. Le posizioni di rendita invece sono il primo tratto caratterizzante dell’economia contemporanea e del capitalismo oligarchico.
Poi ci sono altri motori di diseguaglianza come la maggiore rilevanza nella produzione di redditi assunta dal capitale rispetto al lavoro, soprattutto per via finanziaria e per trasformazioni tecnologiche, ma anche l’individualizzazione delle condizioni economiche, cioè la fine delle classi organizzate, delle loro categorie, dei loro sindacati: con la riduzione del lavoratore a monade solitaria e disperata che ogni giorno mette insieme pezzettini di reddito molecolare.
Il quarto motore delle troppe disuguaglianze è l’arretramento della politica che interviene sempre meno con politiche redistributive e taglia sempre di più i servizi universali o destinati ai ceti più poveri (salute, istruzione, etc), sempre con l’altro mantra liberista del “bisogna ridurre la spesa pubblica”.
In genere, chi parla di diseguaglianze viene accusato di essere utopista, perché nessuna società realizza mai un’uguaglianza assoluta: il che è evidente, ma diventa quasi sempre un alibi per non fare alcun passo in direzione di una riduzione della forbice sociale, anzi per andare nella direzione opposta. Che è quella delle diseguaglianze crescenti. Delle società non solo meno ricche nel loro complesso, ma anche più arrabbiate e infelici. Dei Paesi in cui per rabbia confusa dilagano quindi i neofascismi, i nazionalismi, i razzismi, i Trump e Le Pen. Del neoliberismo, insomma.

IL PROGRAMMA DI VIRGINIA RAGGI

Forse sì allo stadio per la Roma e per la Lazio
No alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024
Avanti tutta con i lavori della linea C della Metro fino al Colosseo
Lotta aperta alla corruzione. Si deve ricominciare a fare le gare pubbliche e portare trasparenza nella gestione dei soldi pubblici. Sia mafia capitale che l’illegalità sugli appalti hanno prosperato nelle amministrazioni precedenti
Gestione diversa dei rifiuti e avanti con la differenziata
I debiti prodotti dai partiti li pagheranno i partiti“. La città di Roma ha un debito di circa 13,6 miliardi e solo grazie al contributo annuale di 500 milioni di euro del governo alla gestione del Commissario Tronca e ai 110 milioni di euro stanziati per far fronte ai costi che la città deve affrontare come Capitale d’Italia la città non è fallita
-Acea dovrebbe chiudere con un utile di esercizio di 50 milioni, sicuramente questo tipo di gestione è in contrasto con il referendum del 2011 perché con l’acqua non si devono fare profitti. Occorre cambiare il management e iniziare a fare investimenti sulle reti.
Più efficienza del trasporto pubblico (corsie preferenziali, semafori intelligenti, più mezzi pubblici e servizio più capillare). L’Atac ha registrato una perdita nel primo semestre 2015 di 58 milioni di euro e un patrimonio netto negativo alla stessa data di 480.701 euro
Maggior controllo sull’evasione (senza appaltare il servizio a ditte esterne) nonché l’abbassamento delle multe per consentirne l’immediato pagamento già a bordo senza dover ricorrere a costose procedure di riscossione.
Via lo scandalo dei (PUNTI VERDI QUALITÀ, aree dismesse e degradate affidate all’associazionismo per farne centri sportivi e di intrattenimento sociale che rischiano di costare ai romani fino a 586 milioni di euro. In alcuni casi, hanno poco verde e più cemento privato e sono fruibili dai cittadini soltanto a pagamento (ad esempio, sale slot, oppure ristoranti McDonald, o palestre Virgin). La Raggi suggerisce un metodo per distinguere i progetti virtuosi da quelli speculativi, attraverso il confronto tra la superficie verde (che per il concessionario è un costo), le cubature costruite (che per il concessionario sono fonte di ricavi) e i costi sostenuti per costruire. Occorre affrontare i PVQ caso per caso, revocando le concessioni a quelli che hanno un rapporto verde/cemento sotto una certa soglia e rivedendo i piani economici di quelli che restano“.
Intervenire sui 60.000i immobili ceduti a prezzi stracciati. Rivedere con equità i prezzi portando molto denaro nelle casse di Roma
LOTTA AGLI SPRECHI, è dal 2014 quando si è insediata la Commissione Revisione della Spesa presieduta da Daniele Frongia M5S Roma che il M5S Roma chiede con forza di tagliare gli sprechi e avviare una politica di recupero dei soldi persi . La stima è di 1,2 miliardi l’anno da investire in trasporto pubblico, asili nido, pulizia della città, parchi, piste ciclabili e nelle imprese.
Far pagare l’IMU al Vaticano (qui la vedo più dura della lotta alla corruzione o agli sprechi).

AVANZA LA CRISI EUROPEA. LA SOLITUDINE DELLA GERMANIA
Bruno p

Come un domino l’Europa vede sgretolarsi ad una ad una le nazioni che ne fanno parte oberate da debiti e disoccupazione dove a trionfare è l’ingiustizia sociale.
Anche la Francia scivola verso il declino con una disoccupazione al 10% e l’imposizione di una riforma del lavoro il cui risultato sarà la svalutazione salariale dei lavoratori e licenziamenti di massa. Un film già visto in Irlanda, Portogallo, Spagna,Italia, Grecia, in alcuni paesi dell’est Europa e che ora viene girato anche nelle nazioni d’oltralpe e che vede protagonista anche la ricca Finlandia la cui crescita è vicina alla deflazione.
L’Europa è da tempo che è morta e resta solo una flebile luce di tipo germano centrica ma neanche troppo brillante con una locomotiva azzoppata tedesca che ha approfittato della congiuntura economica e della crisi delle altre nazioni per spingere al massimo il suo export e una Norvegia completamente dipendente dalle estrazioni di petrolio che se un giorno dovesse esaurirsi lascerebbe i popoli nordici completamente senza alcuna alternativa economica.
I problemi che affliggono l’Europa ormai sono acciacchi strutturali dovuti al suo invecchiamento con un welfare pensionistico sbilanciato verso le classi più ricche,una natalità ridotta all’osso ,manovre economiche varate a deficit e una conduzione bancaria che farebbe inorridire anche Al Capone.
Un’Europa disposta anche a fare la guerra pur di non negare ricchezze e privilegi alla sua classe aristocratica e politica,che chiude le sue frontiere come faceva nel medio evo per paura delle invasioni, che stringe accordi assurdi col resto del mondo pur di non avere problemi in casa.
Un’Europa che si professa democratica ma che si è trasformata in una vera e propria oligarchia di burocrati e banchieri che sta creando divari sociali insormontabili dove come nel passato ritorna l’antico conflitto tra aristocrazia e il resto del popolo la cui distribuzione economica viene spalmata verso la povertà.
Quando il potere dei capi di stato della sedicente Europa viene messo in discussione o quando vengono minacciati i propri orticelli non esistono regole o norme da rispettare,tutto è permesso.
E’ consentito violare accordi, sforare deficit, costruire muri, togliere sovranità alle nazioni, salvare banche criminali, stampare moneta all’infinito. Quando la zona teutonica rischia di perdere qualcosa subito vengono prese misure che bypassano i parlamenti nazionali ed europeo. L’accordo con la Turchia è una di quelle misure che rasentano l’abominio e non solo dal punto di vista economico.
La famosa quota 72000 prevede che tutti i profughi che sbarcano nelle isole greche siano rimandati in Turchia e poi rimpatriati. Si tratta di persone che hanno speso tutto per essere traghettati e non hanno alcuna intenzione di essere rispediti nei loro paesi nativi quindi non si capisce quali metodi saranno adottati per “accompagnarli” a casa.
Per ogni rimpatriato ci sarà un turco che avrà un visto da turista in Europa e tra questi ci sono anche i Curdi non molto ben visti da Erdogan visto che fa di tutto per massacrarli. Poi c’è l’apertura delle frontiere europee solo per i Siriani che hanno diritto di asilo fino a quando non si raggiunge appunto la quota stabilita. Ma di siriani ammassati al confine turco ce ne sono due milioni e mezzo e non tutti nei campi profughi per cui ci vorrà pochissimo tempo ad arrivare a 72000, mentre gli altri profughi non siriani tenteranno lo stesso il tutto per tutto per fare la traversata, una miscela ideale per un conflitto assicurato.
L’Europa, escludendo il parere del suo popolo, ha preso una decisione con un governo non europeo e non propriamente democratico pur di tenere i profughi alla larga relegando sempre alla Grecia e all’Italia l’onere dell’accoglienza.
Cosa accadrà quando tutte le frontiere, comprese quella turca, saranno chiuse con un numero incontrollato di persone che spinge alle porte?
L’Europa non esiste è solo chiacchiere e distintivo.

SCANDALI BANCARI E ORGANI DI CONTROLLO SUPERPAGATI CHE NON CONTROLLANO
Viviana Vivarelli

Essendo il neoliberismo un sistema creato per favorire i più ricchi mettendolo in tasca ai più poveri, del neoliberismo fanno parte gli scandali bancari che vanno sempre a favore delle banche e a discapito dei cittadini.
Siccome siamo prima delle amministrative, Renzi promette di rendere l’80% delle cifre rubate dalle 4 banche truffatrici a una parte dei truffati. E questo 80% che verrà eventualmente reso ai truffati dove sarà preso? Dalle banche? Dagli eventuali condannati o prescritti? Dai paradisi fiscali? Da Bankitalia? O dalle nostre solite tasche?
E a voi risulta che Renzi abbia fatto qualche decreto in più per evitare truffe future?
Magari una divisione, come sta facendo la Germania, tra banche di affari e banche di risparmio? O qualche regola penalizzante seria sugli organi di controllo che non controllano? O qualche legge penale non come al solito ad personam e pro parentes ma che cacci in carcere i responsabili bancari corrotti, vedi padri e amici di famiglia massoni nonché delinquenziali?
E cosa ne dice l’Europa? Tutto costituzionale e conforme al diritto europeo?
Ma dice qualcuno: uno che compra delle obbligazioni dovrebbe sapere a quali rischi va incontro. Eh no, guarda che una banca dovrebbe essere un istituto legalmente affidabile, non una sezione della mafia, e sono i consulenti delle banche che hanno il dovere di informare con la verità i clienti, sennò sarebbe come se il farmacista vendesse veleno al posto di medicine e poi dicesse a mo’ di scusa: “Era il cliente che doveva informarsi!”
Certo che se il farmacista riceve un benefit ogni volta che vende veleno e ‘dimentica’ di avvertire il cliente del pericolo a cui va incontro, non puoi dare la colpa al cliente.
Il problema sarebbe che le banche non dovrebbero rifilarti veleno. Altrimenti qualunque truffatore dovrebbe essere assolto con l’alibi che la colpa era del truffato perché “doveva stare attento”! E’ lo stesso caso della Parmalat dove molti persone sono state truffate perché spinte dagli stessi impiegati della banca. Non solo c’è un conflitto di interesse grande quanto una casa (la banca ha spinto i propri clienti a comprare titoli tossici per liberarsene lei), ma anche la frode di chi, sfruttando la propria posizione, ha convinto i clienti ad comprare le obbligazioni senza spiegargli i rischi del caso.
Non parliamo poi del fatto che abbiano pure falsificato i profili di rischio, quella è proprio la prova provata che c’era l’intenzione di fregare la gente.
Se un pensionato di 70 anni che è sempre andato in quella banca, lo si convince a comprare obbligazioni, facendogli credere che non ci sia rischio ma solo guadagno e che i suoi soldi sono al sicuro, poi non ci si può mascherare dietro “ma lui doveva sapere i rischi” perché è chiaro che i veri rischi gli sono stati attentamente nascosti e si è abusato della sua fiducia per raggirarlo.
Renzi fa il gioco delle tre carte. Ma comunque le carte girino, noi restiamo sempre i truffati
e i truffatori restano sempre i premiati. E’ andato forse in galera qualche responsabile dopo questa truffa? E’ stata fatta forse qualche legge per evitare truffe future? Bankitalia e Consob hanno forse pagato per i mancati controlli? Qualche Ministro del Tesoro ha chiesto venia e sta provvedendo per evitare casi simili in futuro? No.
E’ tutta una menata vergognosa che non fa che perpetuare iniquità e mancanza di rispetto per i cittadini. Hanno fatto lo stesso con i bond argentini che vendevano ai clienti come prodotti sicuri, lo stesso con le obbligazioni Parmalat. L’ABI ha avuto come Presidente Mussari e come vice Berneschi, e non mi pare che siano 2 figure cristalline ma non si fa nulla per migliorare la situazione.
La Consob è una Commissione nazionale per le società e la Borsa, una autorità amministrativa indipendente, con personalità giuridica e piena autonomia che è stata creata a tutela degli investitori per efficienza, trasparenza e sviluppo del mercato mobiliare italiano.
Come dimostrarono le Iene, ci sono parlamentari che manco lo sanno cosa sia la Consob. Vedi l’eurodeputata del PDL Elisabetta Gardini che alla domanda della Nobile “Cos’è la Consob?» rispose: «Hmm….Non lo so cos’è, me lo dica lei…»
E il Presidente Giuseppe Vegas che dice? Come mai nessun giornalista lo interroga? Come mai si accetta che vi siano stati profili modificati, rendimenti abbassati e disinformazione a gogo per truffare il cliente? Banca Etruria ha anche falsato i risultati del questionario Mifid di un centinaio di clienti per poter vendere loro strumenti complessi. Nel 2013, poi, chi aveva bond subordinati si è visto concedere per venderli solo 48 ore a cavallo delle feste natalizie. Vegas c’era? E se c’era dormiva?
La colpa è sempre del truffato,vero? Ma andate a nascondervi !
Secondo il vostro idiota punto di vista, lo Stato potremmo anche abolirlo, tanto uno si deve guardare da sé dai delinquenti! Ma allora tanto varrebbe licenziare la Consob, Bankitalia e soprattutto Padoan. Sapete quanto guadagnano quelli della Consob? Il caro Presidente Giuseppe Vegas prende 311.658 euro, il commissario Paolo Troiano: 280.492,68 euro; il direttore generale Gaetano Caputi: 290.425 euro; il vice direttore Giuseppe D’Agostino 270.745 euro; il segretario generale Guido Stazi 242.760 euro; l’avvocato generale Fabio Bigianti 265.883 euro e il funzionario generale Pietro Farina 249.703 euro (34.105 euro). Ci sono 627 funzionari adibiti al controllo delle banche da parte della Consob e 6.000 da parte di Bankitalia. Visco guadagna 495 mila euro e i suoi vicedirettori 315.000 euro l’uno. L’ex Presidente aveva anche l’aereo privato e ha ancora ufficio, autista e guardia del corpo.
Se però uno deve guardarsi da sé, allora licenziamoli tutti!
Ma se il cittadino dai truffatori deve guardarsi da sé, a che servono gli organi di controllo? Bankitalia, la Consob, i Ministeri…?
Perché il cittadino che non è mai nelle cure di costoro deve spendere centinaia di milioni l’anno per mantenere una casta di finti controllori super pagata con una galassia di funzionari inutili che non controllano niente, che sono troppi, nullafacenti, pesano sulle casse dello Stato e costituiscono un duplicato di burocrazia costosissima e inutile sempre esente da qualsiasi responsabilità e colpa.
Quando si passò dalla lira all’euro, i funzionari delle banche nazionali divennero di colpo superflui e la Francia ne licenziò 6.000. Noi i nostri 6000 ce li siamo tenuti e abbiamo continuato a mantenerli anche se Bankitalia di fatto è una istituzione privata formata da banche private. Cosa hanno fatto finora per noi questi 6000 burocrati superpagati?
Che ne è stato del piano Cottarelli per risparmiare miliardi sul ridimensionamento delle autorithy, dalle competenze fumose, spesso con doppioni e con poltrone assegnate dai potenti di turno a persone bizzarre come Augusta Iannini messa alla Privacy perché moglie di Bruno Vespa o l’ex magistrato Antonio Martone, uscito nell’inchiesta sulla lobby P3 e finito all’Anticorruzione?
La galassia delle agenzie indipendenti vanta 18 diversi incarichi e una spesa annua di miliardi. Hanno il compito di controllare settori dell’economia e dell’ordinamento sociale, tutelando i diritti dei cittadini, ma tutelano cosa?

SOLUZIONI ALLE CRISI BANCARIE
Viviana Vivarelli

Le soluzioni per la crisi (non solo bancaria) sono poche e chiare e sarebbero immediatamente produttive, facendo stare subito meglio i popoli europei, ma chi governa non le vuole, perché è al soldo di quella piccola cricca di magnati speculatori che possiede il 90% della ricchezza occidentale e se ne frega della crisi e della rovina dei popoli europei. Le soluzioni sarebbero:
-dividere di nuovo banche di risparmio da banche di investimento come fece Roosevelt
-vietare l’uso dei derivati nelle banche di risparmio, nel Ministero del Tesoro e negli enti locali
-combattere in ogni modo i paradisi fiscali, come fossero un vero terrorismo, e realizzare una vera giustizia nel campo fiscale con una reale lotta alla grande evasione
-difendere i lavoratori, i risparmiatori, i malati e i deboli
-opporsi a qualunque riduzione dello stato sociale
-difendere le Costituzioni democratiche
-aumentare il grado di democrazia in Europa e nei singoli Stati
-togliere il comando della Germania sui Paesi europei
-staccare l’Europa dagli ordini del Fondo Monetario
-farla finita con l’austerità e il pareggio del bilancio a favore di una campagna roosveltiana di investimenti pubblici, come nel New deal, per far riprendere produzione, lavoro e consumi
-passare gradualmente dalla democrazia parlamentare alla democrazia diretta
-dare agli elettori il diritto del recall sui politici disonesti
Sono invece ben altre le soluzioni dei delinquenti che ci comandano.

Visto che Padoan ha già rovinato Argentina e Grecia e ora sta rovinando anche l’Italia, altro che abbracciare Padoan, come bercia Renzi! Dargli fuoco sarebbe il minimo! Insieme a quel bieco Napolitano che lo ha imposto! E insieme a Renzi che lo ha accettato insieme a tutte le altre nefandezze del Fm e della Bce!

LA SINDROME DI STOCCOLMA
Viviana

Cha Paese disgraziato!
I truffati della Banca di Lodi che hanno continuato a votare Lega
I truffati di Banca Etruria che continueranno a votare Pd
Gli Italiani poveri che si vedono strappare lo stato sociale e i diritti del lavoro e continuano a votare per i partiti che li hanno portati a questo sfacelo
Sembra una maledizione!
Il voto coatto degli Italiani per i loro oppressori fa pensare a un Paese di masochisti.
Mai nessuno che capisca qualcosa.
Tutti vittime della sindrome di Stoccolma, stato di dipendenza psicologica che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza. Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice
La sindrome prende nome da un caso di sequestro di persona nel ‘73 in una banca svedese, dove dei criminali tennero 4 persone in ostaggio per 6 giorni in un corridoio. I sequestrati mostrarono simpatia verso i rapinatori verso i quali si sentivano in debito per la ‘generosità dimostrata’. Essi temevano invece la polizia che li aveva liberati (dice nulla sul M5S?)

Alex78
Lavorando in banca, posso garantirvi che funziona allo stesso modo ovunque…. i soldi vengono dati senza garanzia alcuna agli amici, alle società dei consiglieri, dei politici o del “cerchio magico” di turno. L’unica certezza anzi è che quei soldi con ogni probabilità non verranno mai restituiti. Il segreto è non superare mai una soglia limite che possa mandare in affanno la banca così come è successo nelle 4 banche commissariate, e qualora questo dovesse comunque succedere, la perdita verrà socializzata alla collettività.
La truffa è anzitutto a danno della banca stessa e non comporta grandi rischi… in fin dei conti c’è il rischio di credito, il rischio di impresa, ed in ogni caso non ci sono mai responsabili… nessun amministratore paga per quei buchi, si cambiano gli amministratori e si regalano soldi ai “nuovi” amici. Poi ai dipendenti, poveracci che devono pure metterci la faccia, si dice che c’è crisi e partono gli esuberi, stipendi fermi da 10 anni etc etc…..

Il Codacons è una associazione di associazioni a difesa del consumatore e la difesa del consumatore, o cliente o utente, è esattamente quello che fanno. Cosa hanno fatto invece i vari organi di tutela dell’utente bancario? La Consob? Bankitalia? E soprattutto cosa hanno fatto finora i vari Ministri del Tesoro e delle Finanze: Tremonti, Monti, Grilli, Saccomanni, Padoan, Visco, Del Turco… per rendere legali i comportamenti efferati delle banche italiane? Prima hanno bloccato le pensioni affinché non crescessero. Poi le hanno tassate ben bene come nemmeno i più ricchi gioiellieri. Infine hanno obbligato i pensionati a prendere la pensione attraverso le banche. Poi si è fatto slittare il giorno della riscossione di 10 giorni. E una volta che hanno messo piede in banca, li hanno circuiti con promesse false e truffaldine perché investissero i loro risparmi. Ora danno loro la cannata mentre il caro Padoan col caro Renzi blaterano di riforma delle pensioni che si risolverà in altri tagli.
E i pensionati li dovrebbero ancora votare?
Per quante volte Pinocchio voterà il gatto e la volpe?
Per quante volte gli diranno di seppellire le monete d’oro e di aspettare che cresca l’albero degli zecchini?
Il consulente di banca non dovrebbe essere ‘il primo che passa’, dovrebbe dare per legge un funzionario tenuti a dre garanzie di affidabilità.
Vista anche l’enorme quantità di miliardi tolti dalle nostre tasche per tenere a galla le banche, una garanzia di qualità sarebbe proprio il minimo che dovremmo esigere. Ma col
suo furbastro espediente di garantire a qualcuno l’80% del capitale truffato, Renzi ha azzerato ogni possibilità di ricorso e di arbitrato mozzando in fieri i diritti delle vittime di rifarsi giudizialmente. Fare peggio di così era difficile. Si chiama imbavagliamento della giustizia.
Cos’è questa foia di aggredire i risparmiatori? Sono successe delle cose orribili. Tutti sapevano tutto, Renzi, la Boschi, Padoan Visco, Bankitalia, la Consob… e nessuno ha fatto niente. Hanno mandato i risparmiatori allo sbaraglio fregandosene della legalità e delle responsabilità che spettavano ad ogni istituzione e facendo prima gli interessi di famiglie potenti contro quelli degli Italiani.
Devo ricordare quanti miliardi paghiamo a questi organi di controllo perché garantiscano la tutela degli utenti? Devo ricordare che la tutela del risparmio è garantita dalla Costituzione? Articolo 47: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.
Ma credete davvero che una Stato civile sia una giunga dove ogni forma di corruzione sia permessa e dove il Governo si prende beffa dei cittadini contando sulla loro disinformazione e anzi allargandola più che può? Dove un Governo specula coi soldi dei cittadini stessi (guardate quanti miliardi ha perso il Ministero del Tesoro investendo i nostri soldi in derivati?) e dove si trovano miliardi per le banche corrotte ma si tagliano pensioni e salari?
..
MARIAPIA CAPORUSCIO

Il mondo che questa dittatura globale (messa in atto dalle banche mondiali e dalle multinazionali) sta realizzando è qualcosa di terrificante: la miseria totale del 99 % della popolazione e la ricchezza sfrenata dell’uno % di essa. Stanno costruendo un mondo infame, senza pietà, senza diritti, senza più rispetto per l’essere umano. Il dio di questi “moderni boia” è il denaro che quell’1% venera e uccide in suo nome la giustizia, la civiltà, la cultura e l’educazione, raggiunte in secoli di storia. Privando i cittadini del lavoro, dei diritti, della sanità e di una qualsiasi forma di sostentamento ne decretano non solo la morte civile, ma anche quella fisica.
La società deve ribellarsi, non è possibile piegarsi alla criminalità di un capitalismo assassino. La storia dell’uomo ci insegna che i nemici vanno combattuti e sterminati e le mura che ancora possiamo vedere a difesa delle città, ne sono una prova. Se i popoli antichi sono stati capaci di difendersi e difendere le loro città non si capisce come mai al giorno d’oggi, dove non mancano i mezzi per difendersi ci si arrende come idioti alla violenza di questi dannati.
Abbiamo raggiunto un livello culturale tale da essere in grado di distinguere il bene dal male e che uso ne stiamo facendo? Com’è possibile dopo aver conosciuto il benessere materiale e sociale ci lasciamo riportare indietro di secoli senza muovere un dito? A cosa sono serviti anni di studio per trasformarci in una massa di coglioni? Tanto valeva restare analfabeti se studiare ci ha ridotto così. I nostri antenati senza saper leggere e scrivere sapevano combattere e hanno saputo trovare il modo di difendersi e migliorare la loro e la nostra vita, mentre noi ci stiamo lasciando togliere tutto, rendendo non solo inutile ma addirittura dannosa per le generazioni future, la nostra presenza su questa Terra!

TRUFFATORI
Viviana Vivarelli

Padoan è la Vanna Marchi italiana e Renzi è il suo Mario Pacheco Do Nascimento.
Vanna Marchi è stata arrestata, processata e condannata per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Il 4 marzo 2009 la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per Vanna Marchi, a 9 anni e 4 mesi per la figlia Stefania Nobile e a 3 anni per Francesco Campana. Ma per questi corrotti del sistema bancario non vedremo né arresti né sequestro dei beni.

LO SCOPO DI TUTTO. IL LAVORO RIDOTTO A BRANDELLI
Alessandro Gilioli

Parlavo con un guru della Silicon Valley. L’intervista era sulle tecnologie wearable: quelle che si indossano, insomma. Lui mi spiegava il percorso dei device tecnologici. I primi computer se ne stavano in una stanza, isolati. Poi, con i pc, questi congegni elettronici si sono avvicinati a noi, trasferendosi sulle scrivanie di ogni appartamento. Poi sono arrivati i laptop, che ci stavano ancora più vicini, sulle nostre ginocchia. Quindi gli smartphone: nelle nostre tasche, ormai prossimi al corpo. Il passo attuale sono gli smartwatch e gli smartglass, ormai attaccati alla pelle. In quello successivo, prevedeva il mio guru, saranno dentro il corpo, direttamente.
Al lavoro è successo il contrario. Prima gli operai erano nelle catene delle montaggio, uno accanto all’altro: lì si scambiavano parole, rabbie, idee, rivendicazioni, e di lì nasceva il sindacato. Poi c’è stata la prima robotizzazione dei macchinari, quella degli anni Ottanta: e tra un operaio e l’altro la distanza è diventata di dieci, venti metri, abbastanza per non parlarsi quasi più – se non in pausa, in mensa, all’uscita. Adesso la lontananza ha fatto un passo ulteriore: un giorno qui e un giorno lì, somministrati o interinali; o addirittura un’ora qui e un’ora là, con il meccanismo dei voucher ma più in generale con la molecolarizzazione del lavoro all’ora o a cottimo. Ognun per sé.
Oggi è la festa del lavoro del 2016.
Il governo la festeggia brindando a dati ridicoli, uno zero virgola in più rispetto a febbraio che poi è uguale ai dati pessimi di gennaio, in base peraltro a indicatori che considerano “occupato” pure chi fa il cameriere un’ora al mese nel ristorante dello zio. Il governo fa il suo mestiere, s’intende: cerca di dare un po’ d’ottimismo a una realtà prostrata, sperando nel noto meccanismo della profezia che si autoavvera.
E non è mica tutta colpa di Renzi se la realtà è questa, effetto di dinamiche globali strutturali e tecnologiche e di predominio culturale dei vincenti, più che di leggi dello Stato: le quali semplicemente vi si adeguano, facilitano, oliano. Come il Jobs Act e i voucher.
Semmai le sue colpe sono di omissioni, più che di azioni: non muovere un dito affinché la polverizzazione del lavoro si smussi e si tamponi con misure di welfare universale. Cosa che all’attuale premier, un darvinista sociale, dà allergia. Come ai precedenti, del resto.
Ma pazienza: il tema del lavoro ridotto a brandelli e ad addizioni penose fra redditi orari è troppo grande per essere ridotto a Matteo Renzi, semplice esecutore pro tempore del presente. È tema epocale, doloroso quanto colossale. Che solo una visione larghissima potrebbe iniziare ad affrontare. Una visione che tenga conto non solo della molecolarizzazione già in corso, ma anche della ulteriore rarefazione futura: se oggi il lavoro è pezzetti di reddito da strappare con i voucher o con Mechanical Turk, domani sarà semplicemente di meno, in giro, perché l’intelligenza artificiale e l’automazione lo renderanno quasi inutile, quindi quasi introvabile. E qualsiasi forma di redistribuzione della ricchezza prodotta dalle corporation con le tecnologie avanzate non sarà più redistribuita attraverso i salari. Quindi occorrerà un altro modello di redistribuzione, universale e sganciato dal lavoro. O sarà la barbarie, la guerra di tutti contro tutti.
Ma il lavoro ha significato anche altro, oltre al reddito, si sa. Ha significato anche identità, passione, coesione tra persone, realizzazione personale. La chiave a stella di Primo Levi, per capirci: è stato anche quella roba lì.
E questa parte del lavoro non ce la restituisce più nessuno: neanche il reddito minimo, l’istruzione gratuita fino all’università, la sanità e la casa pagata dal welfare. Quella cosa lì è finita. Toccherà quindi inventarci nuove forme di identità, passione, coesione tra persone, realizzazione personale.
Ottenuto il welfare universale, sarà questa la vera sfida. Forse la più difficile, ma anche la più bella. La più bella perché il lavoro è ed è stato anche schiavitù, frustrazione, alienazione, tempo di vita buttato al servizio di altri.
..Ma non più per chiedere qualcosa, manifestare, rivendicare, lavorare: com’era ai tempi di Pellizza da Volpedo. Semplicemente, per vivere in modo decente o addirittura piacevole il tempo della loro esistenza in questa Terra.
Che poi è lo scopo di tutto.

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono“. »

E’ malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo”.

Il termine «libertà» ha notoriamente molti sensi, ma forse il tipo di libertà più accessibile, più goduto soggettivamente, e più utile al consorzio umano, coincide con l’essere competenti nel proprio lavoro, e quindi nel provare piacere a svolgerlo”.
(Primo Levi “La chiave a stella”)

NORMALE DIALETTICA?
Da unoenessuno.blogspot.it

Vero: Berlusconi e Verdini hanno governato in un governo tecnico con Bersani ed erano nella maggioranza di Letta. Con molti mal di pancia da parte dell’elettorato di sx, sia perché questi governi hanno poi portato avanti quasi esclusivamente politiche di dx (e aumentato le diseguaglianze nel Paese), sia perché questo ha di fatto svuotato i partiti di centro dx (oggi in crisi) del loro elettorato che oggi potrebbe tranquillamente votare PD.
Perché oggi l’incontro alla Camera tra Ala e PD dà così fastidio?
Perché mese dopo mese, decreto dopo decreto, riforma dopo riforma, questo andazzo da larghe intese, anticipazione del partito della nazione, sta diventando la normalità.
Diventa normale quello che prima era considerato scandaloso: i casi di corruzione, la voglia di chiudere con la pubblicazione delle intercettazioni, i conflitti di interesse, lelobby, la politica dell’astensionismo sul referendum…
Parlare con Verdini, non è normale dialettica. Punto.
.
VECCHI E NUOVI PADRI COSTITUENTI
Andrea Scanzi

Chi a ottobre voterà “sì”, sia almeno consapevole del disastro immane che provocherà.

QUALUNQUISTI
Da unoenessuno.blogspot.it

C’è un presunto che gira in Ferrari. Anzi, secondo la legge non è un evasore, è un nullatenente che gira in Ferrari. I suoi beni sono intestati alla moglie che abita a Montecarlo. Di beni personali, aggredibili, non ne ha. Come non ha beni Formigoni, Senatore della repubblica, condannato a pagare 5000 euro a Report per una querela temeraria. Niente conti, niente beni. Forse per questo, l’ex Presidente di BPVI Zonin sta intestando i suoi beni alla moglie (prima che si muova la magistratura, senza che ABI o altri facciano qualcosa). Mala tempora ..
Ma non c’è solo l’evasione: ci sono anche corrotti e corruttori. Imprenditori e politici che si mettono d’accordo per mettere in piedi progetti inutili in cui i soldi per dividersi i soldi pubblici. Soldi che poi quando mancano, vanno presi della spesa per la sanità, per la ricerca, per adeguare finalmente gli stipendi del pubblico…
Se poi la corruzione riguarda la criminalità organizzata, il problema diventa ancora più virulento: la forza delle mafie sta nel potere intimidatorio e nella loro capacità nel poter entrare nelle stanze del potere, come candidati, come portatori di voti.
Per questo la vicenda del Presidente del PD in Campania è grave: dal punto di vista processuale, Graziano avrà modo di far valere le sue ragioni.
Dal punto di vista giudiziario, è innocente fino a condanna definitiva.
Dal punto di vista politico dobbiamo seguire un altro ragionamento: per l’accusa che gli viene rivolta, è opportuno o no che faccia un passo indietro?
Non è una domanda scontata e non esiste una risposta che sia vera sempre. E’ la politica, di fronte ai propri elettori, che deve saper fare questa scelta, in modo trasparente ed onesto.
Quelli che tirano in ballo il giustizialismo, che da una parte rivendicano la superiorità della politica e dall’altra si nascondono dietro la presunzione di innocenza commettono un errore, sono disonesti intellettualmente.
Nessuno, nemmeno Davigo, nemmeno Travaglio (che oggi sono consideRati da renziani e berlusconiani i responsabili dei problemi del Paese) dice che tutti i politici rubano. Non l’hanno mai detto. Ma i politici che si fanno scudo con la prescrizione, con le immunità (che dovrebbero proteggere solo per questioni inerenti l’attività politica), con le leggi ad personam infangano tutta la categoria.
Lo dice oggi il Presidente Mattarella: “La corruzione politica è la più grave”. Più grave perché aggrava di molto quel senso di ingiustizia che sta avanzando nel Paese, per la forbice che si sta allargando tra chi sta sopra e chi sta sotto.
Sotto, le persone alle prese con le code per le visite, alle prese coi contratti rinnovati di anno in anno, pagati coi voucher o in nero. Senza tutele, senza casa, senza una sicurezza, senza il futuro.
E sopra quegli imprenditori che girano in Ferrari non avendo beni. Quegli imprenditori che vincono gli appalti perché conoscono le scorciatoie e i politici giusti. O sbagliati, dal punto di vista della Democrazia.
E ora che l’ho scritto, mi prenderò anche io del Qualunquista!

LO YOGURT DELLA CUCCAGNA
Massimo Gramellini

Hamdi Ulukaya è un pastore curdo che vent’anni fa, stufo di mangiare solo yogurt, scese dalle montagne e partì per New York in cerca di fortuna. Per dieci anni assaggiò la vita dura del migrante e arrivò a rimpiangere i suoi yogurt: quelli americani non avevano sapore. La fortuna arrivò nel 2005, sotto forma di una mail che Hamdi si ritrovò per sbaglio sulla casella postale. Era di un’agenzia immobiliare che metteva in vendita un impianto per la produzione di yogurt. Hamdi si convinse che il destino stesse bussando alla sua porta e avesse una consistenza cremosa. Accumulò debiti pur di comprare l’impianto e impiegò due anni per riprodurre il gusto della sua infanzia.
Ma alla fine nacque lo yogurt Chobani, che in turco significa ‘gregge’. In poco tempo conquistò uno spazio fisso nei frigoriferi della Costa Orientale, rendendo miliardario il suo inventore e consentendogli di assumere duemila persone, scelte per lo più tra i migranti senza lavoro come lui.
L’altro giorno il pastore del gregge ha comunicato due notizie. La prima: presto Chobani sarà quotato in Borsa. La seconda: era sua intenzione assegnare ai dipendenti il 10 % delle azioni. Qualcuno ha barcollato, qualcun altro è svenuto, tutti si sono ritrovati di colpo nelle tasche duecentomila dollari. Quelli che hanno tentato di ringraziare Hamdi per l’inatteso regalo si sono sentiti rispondere che non si trattava di un regalo, ma di una mutua promessa: d’ora in poi avrebbero lavorato con uno scopo e una responsabilità comuni. Ci voleva un pastore curdo per ridare un senso al capitalismo. E ci voleva New York per ridare un senso al pastore curdo.

I SENZA VERGOGNA
Marco Travaglio

Tre notizie a mo’ di bussola per orientarci.
1) Il Tribunale del Riesame di Sassari ha scarcerato Giovanni Satta, esponente dell’Udc-Uds, ex sindaco di Buddusò e neoconsigliere regionale in Sardegna, arrestato il 6 marzo nella maxi inchiesta su un traffico internazionale di droga in Costa Smeralda con alcuni criminali albanesi e imputato in altri due processi per evasione fiscale, traffico di droga e armi. Le esigenze cautelari, dopo quasi un mese di galera, sono venute meno e così martedì prossimo Satta potrà finalmente prendere possesso della nuova carica, ottenuta dopo un ricorso al Tar mentre si trovava in cella nel carcere di Bancali, in compagnia di un altro consigliere regionale momentaneamente detenuto: Antonello Peru di FI, arrestato in aprile per tangenti e appalti truccati e già incarcerato nel 2012 in un’indagine su un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e ai maltrattamenti a disabili mentali, con sequestri di persona e lesioni. Non potendo prestare giuramento nell’ora d’aria, l’insediamento di Satta era stato rinviato a data da destinarsi. Intanto però il Consiglio l’aveva proclamato eletto e aveva iniziato a versargli lo stipendio, in contumacia. I suoi legali avevano chiesto ai giudici di scarcerarlo provvisoriamente, giusto il tempo per giurare, poi sarebbe tornato dentro. Ma il Tribunale, poco spiritosamente, aveva rifiutato. Nel frattempo la Prefettura ha avviato l’iter per sospenderlo in base alla legge Severino che, per gli amministratori locali arrestati o condannati in primo grado, prevede il congelamento. Ma un provvedimento che dovrebbe essere automatico, riguardando un membro della Casta, diventa una gimkana: un consigliere che non può fare il consigliere intanto giura da consigliere e ritira lo stipendio da consigliere, poi si vede. De Luca docet. Purtroppo non è ancora in vigore il nuovo Senato: altrimenti, prima che scatti la Severino, la Regione potrebbe nominare Satta e Peru Senatori, con immunità incorporata, mettendoli al riparo da ulteriori arresti, o peggio ancora da intercettazioni.

2) Intanto, a Roma, il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini e il capogruppo Ettore Rosato incontravano a Montecitorio la delegazione di Ala, capitanata da Denis Verdini (6 processi per vari reati e una condanna in primo grado per corruzione), Lucio Barani (imputato per peculato e truffa e indagato per corruzione) e Ignazio Abrignani (indagato e poi archiviato per dissipazione fallimentare).
Al termine del summit, lo storico annuncio: il gruppo verdiniano, il terzo della maggioranza per dimensioni dopo Pd, e Ndc-Udc, nobilitato dalla presenza dei cosentiniani Milo, D’Anna e Falanga (Cosentino purtroppo no, ma solo perché è dentro per camorra) parteciperà a tutti i vertici dei partiti governativi per concordare leggi ed emendamenti. Compresi, ci mancherebbe, quelli sulla giustizia. Però, sia ben chiaro, il sempre spiritoso Presidente del Pd, Matteo Orfini, precisa che “Ala non entra in maggioranza”. O magari ci entra a sua insaputa: sono rimasti solo lui e Mattarella a non saperlo (il Presidente l’altro giorno ha garantito ai 5stelle che Verdini non gli risulta, poi con comodo s’è svegliato). Ora fervono i preparativi per la grande rentrée di B che s’è già molto avvicinato scaricando Bertolaso per appoggiare Marchini in funzione anti-Meloni e dunque pro-Giachetti. Proprio ieri, del resto, con mossa felina ha ripristinato le giuste gerarchie penali con l’amico verdini: in un colpo solo ha moltiplicato per sette il processo Ruby, per cui ora è di nuovo primo. Sette dibattimenti a carico contro gli appena sei di quello sfigato di Denis

3)Sempre ieri mentre alcuni geniali capicorrente dell’Associazione magistrati spaccavano il capello in quattro per trovare qualcosa che non va nelle dichiarazioni del neoresidente Piercamillo Davigo e mettergli la museruola, l’istituto di sondaggi Ixè intervistava un campione di italiani per Agorà. Risultato: l’88% è d’accordo con l’analisi di Davigo sulla devianza delle nostre classi dirigenti (“non hanno smesso di rubare ma solo di vergognarsi”) . Figurarsi se l’Ixè avesse testato la vibrante denuncia di Renzi al Senato sulla “barbarie giustizialista che negli ultimi 25 anni avrebbe perseguitato tanti poveri politici e imprenditori innocenti”, candidi come gigli di campo, costringendoli a una vita di stenti; o magari la legge delega in cantiere per impedire ai magistrati di riportare , ai giornali di pubblicare e ai cittadini di conoscere le intercettazioni non penalmente rilevanti ma moralmente indecenti; il sondaggio sarebbe stato sospeso per eccesso di risate e pernacchie. Renzi ha molti difetti ma non la distonia con l’opinione pubblica: nessuno meglio di lui, dopo il tramonto di B, aveva saputo sintonizzarsi con la testa, anzi con la pancia, della gente, scegliendo parole d’ordine che tutti o quasi volevano sentirsi dire. Ora, all’improvviso, ha perduto il tocco magico, o l’ha sacrificato al Giglio Magico. E così si ritrova a distanze siderali dal Paese reale; precipita nei sondaggi, si annette tunnel svizzeri, inaugura viadotti già in piedi, promette soldi che non ha, fa coppia fissa con i Verdini e i De Luca che non dovrebbe toccare neppure con una canna da pesca, pasticcia sulla prescrizione che nessun italiano sano di mente e incensurato vuole conservare, sistema amici, occupa poltrone e parla un politichese un po’ meno comprensibile del suo inglese. Come disse Veronica di Silvio: “chi gli vuol bene gli stia vicino”.

COS’E’ LA SPIRITUALITA’
Domanda rivolta al web, potete rispondere anche voi, ma sarebbe gradito che non mettesse nella risposta le parole: ‘Dio’ e ‘anima’, affinché la risposta possa andare bene anche per gli agnostici.

Annarita: “Ricordarmi che non sono solo un pezzo di carne e che posso attivare/coltivare/espandere un’altra parte di me, pressoché sconosciuta, che mi lega all’universo”.

Gianluigi: “E’ quella empatia con l’altro che ti porta alla condivisione”.

Ale: “E’ un percorso con il quale ci si stacca dal vincolo materiale per dedicare la propria esistenza a pensieri intangibili e inafferrabili a livello fisico, traendo dal vero tangibile il minimo necessario, contrapponendosi alla materialità nel modo più coerente possibile”.

Altri: Aumento di consapevolezza.

Sintonia con tutto ciò che esiste.

Sentirsi universo.

Buddhismo: La spiritualità è una via di liberazione dal dolore riducendo gli elementi egocentrici dell’io.

Se siamo tutti addormentati, la spiritualità è una via del risveglio che consiste nell’esercitare virtù, meditazione e saggezza.

Nel Taoismo, non esistendo né Dio né l’anima, la spiritualità è laica e consiste in una via mistica, una forma di meditazione senza parole, con cui si spezzano le catene della mente razionale e si entra in contatto con il cosmo, inteso come flusso vitale preesistente ogni differenziazione. Scopo del taoista perfetto è la santità, stato di perfetta armonia con tutto ciò che esiste e che si raggiunge non con l’azione ma con l’inazione, non col pensiero ma mandando in scacco il pensiero, non con la conoscenza ma con la non conoscenza, non lasciandosi turbare né dai mutamenti né dalla morte in una specie di atarassia.

Viviana: Intendo la spiritualità come un livello di coscienza più alto in cui ci stacchiamo sia dall’ego che dalla materialità e in parte anche dal nostro destino e tendiamo alla fusione con tutto l’esistente, umano e non umano, comunicando anche a sprazzi con l’invisibile e attingendo sempre a sprazzi ad una conoscenza assoluta che sta fuori del tempo e dello spazio (quella che in India si chiama Akasa o akasha). Se la nostra condizione umana costringe la scintilla del vitale ad essere imprigionata in una forma corpo dotata di proprie caratteristiche fisiopsichiche ed esistenziali, con la spiritualità saliamo a un livello più alto di liberazione dalle condizioni originarie in cui miriamo a quella liberazione assoluta che avremo dopo la morte, tornando a quella condizione di fusione totale con l’universo di cui possiamo avere a volte tenue memoria. In questo senso possiamo dire di dar prova di spiritualità ogni volta che ci sentiamo uniti all’altro o al mondo, e ce ne allontaniamo ogni volta che diamo prova di separazione, divisione, incomprensione, egocentrismo).

Sauro: Spiritualità per me è prendermi cura della mia Anima, accompagnarla in un percorso “evolutivo”, per cercare di sfuggire il più possibile dal “male” e avvicinarmi il più possibile al “Bene”. Spiritualità è osservare dei piccoli semplici “riti”, come accendere una candela in ossequio ad una persona cara defunta o per festeggiare un evento, come l’inizio della primavera. Bruciare un incenso. Entrare in un tempio, che sia una chiesa cattolica o valdese o una casa. Fare Reiki ad una persona per farla stare bene. E tantissime altre occasioni possono essere un momento di Spiritualità. Anche contemplare il massiccio del Monte Bianco dalla cima di una montagna può essere un momento altissimo di Spiritualità. Così come fare l’Amore con la persona amata può rappresentare un momento altissimo di Spiritualità.
Coltivare il proprio spirito e la propria anima, questa in sintesi è per me, la Spiritualità.

Fabio: “E’ espansione di coscienza al di là del proprio egoismo personale”.
“Un grado alto di evoluzione in cui si oltrepassano i limiti del proprio io per espanderci nell’universo.”

Aurora: “Credo che la spiritualità sia uno stato dell’essere che va aldilà delle cose tangibili e visibili uno stato in grado di percepire l’essenza delle cose in seno all’ordine universale”.

Liliana: “Annullare il nostro corpo, dimenticare sangue e ossa di cui siamo fatti e lanciarsi in una specie di mare unicum dove possiamo sentirci parte del tutto. E a questo “tutto” ognuno di noi dà il nome che crede, dio o natura o caos”.

Manuela: “La spiritualità è avere sempre il pensiero puntato verso ‘l’Alto’, ovvero in ogni atto che fai nell’arco della giornata, mentre vivi la quotidianità, avere una parte di te sempre rivolta all’Essenza , ad un ambire costante al ritorno del Principio Unico; e a fine giornata, in raccoglimento interiore, porti in offerta a quel Principio ciò che hai dato, fatto, detto….”.
.
RIDIAMARO 🙂

Arthur Rombò
Razzi:”Scendo in campo.”
Finalmente la svolta agricola.
.
Pirata 21
Anche Razzi si candida a sindaco di Roma. È la risposta a chi diceva che peggio di così non sarebbe potuta andare.
E’ al momento è il più credibile.
Meloni:”Bertolaso non ha scaldato i romani”. E nemmeno gli aquilani.
.
Luce so fusa
Sindaco di Roma, Tosi:” ci sto pensando anch’io”.
Oddio è incinta pure lui.
.
Pirata 21
Camorra, mazzette per appalti: indagato Presidente del Pd Campania. Ma ormai al Pd non gli conviene mettersi in proprio?

Campania, la Camorra avrebbe chiesto favori al Pd. Deve essere disperata.

Presiedente Pd regione Campania indagato per favori alla Camorra. È già pronto il dopo De Luca.

Pd, Indagato per favori alla camorra Presidente regionale in Campania. Ormai nel Pd non ci sono più le “correnti” ma le “famiglie”.

Indagato il Presidente Pd in Campania per favori alla camorra. Sono sicuro che De Luca userà il pugno duro, nel promuoverlo.

foisluca84
Indagato il Presidente del PD Campania. Più che parlare di scandalo parlerei di consuetudine.

KimTaegon
Camorra, indagato il Presidente Pd in Campania
Renzi aspetterà con ansia la sentenza di prescrizione prima di giudicare.

Il PD rassicura i propri elettori non prova alcuna vergogna.

DoctorC
(quando la satira sta nella notizia):
Il Presidente del Pd Campania indagato per concorso esterno in associazione mafiosa è stato consulente del Governo fino al 2015.

Graziano è consigliere regionale in Campania.
Quindi da ottobre potreste anche chiamarlo Senatore.

SanGancillo
Indagato il Presidente del PD campano Stefano Graziano. Dev’essere l’effetto domino dell’indagine su Delrio.

comagirl00
De Luca: “Graziano è innocente fino al terzo grado di giudizio”. Tanto la prescrizione arriva prima.

notturnoconcertante
Renzi in diretta su Facebook dimentica di parlare della camorra.
Però aveva De Luca accanto.

luce so fusa
Renzi e De Luca in diretta su Facebook non nominano mai la camorra.
Altrimenti la ‘ndrangheta ci rimane male.
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. e’ come imparare andare in altalena, e da’ una gioia simile

    Commento di Alessandro — maggio 2, 2016 @ 10:24 am | Rispondi


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