Nuovo Masada

aprile 27, 2016

MASADA n° 1759 27-4-2016 DAL SOGNO ALL’INCUBO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:17 am

MASADA n° 1759 27-4-2016 DAL SOGNO ALL’INCUBO
Blog di Viviana Vivarelli

I candidati del Pd – Calpestano il messaggio della Resistenza – I record dell’Italia: primi per tangenti, ultimi per detenuti – Candidati del Pd – Renzi parla come Berlusconi – Fermate i voucher ! – La distruzione efferata di un paese bellissimo – Attaccare Davigo – Oggi è peggio di tangentopoli – 275 miliardi persi ogni anno dal fisco. Quanti redditi minimi di cittadinanza ci starebbero? Ma Padoan premia i soldi neri in Svizzera – Il M5S e il fisco – Gli indagati e processati del Pd sono 124 – Lettera di una bimba a Cameron

Ogni giorno una nuova piccola croce nell’elenco delle vergogne. Che si ammassano in un cimitero nascosto alla periferia dell’umanità. “Quante volte può un uomo volgere lo sguardo e fingere di non vedere?
Bob Dylan
.
Viviana
Abbiamo abbondanza di sfruttatori, furbi, malviventi, corrotti, succubi, uomini volti al male. Ma noi possiamo essere i sognatori. E i sognatori faranno il mondo di domani.
Andate e cercate. Trovate coloro che non si arrendono. Sono loro il futuro.” (Dal film Tommorrowland)

Ora vi racconterò una storia:
“Ci sono due leoni.
Uno si chiama buio e disperazione. L’altro luce e speranza.
Quale vincerà?
Quello che tu nutri”
.

ER SOGNO SVANITO
Maria Pia Caporuscio

Artro che vita mejo cianno dato…
puro li denti ‘st’Europa cià cavato!
‘st’unione serve p’arricchì li ricchi
e pé schiaccià noi come pidocchi!
Prometteveno mari e monti ‘st’assassini,
pé convince li pori cittadini.
E propio quelli c’avevamo creduti…
so’ stati quelli che c’hanno vennuti!
Ancora c’arincojonischeno de balle:
alegri, eleganti, ricchi e ‘mpomatati.
Che voja de pialli a carci ne le palle,
pensanno ai poracci che se so’ ammazzati.
Quanta gente nelle piazze va a cercà,
tra gli scarti quarcheccosa da magnà
indicanno le ciliegge piagne quer pupetto
e la pora mamma se lo stringne ar petto.
Quanno se sgargarozzeno ‘sti banditi
nelle loro belle tavole e puro serviti,
spero che ’n’osso je vada pe’ storto
e ne trovassero uno ar giorno morto!
Come c’hanno ridotto ‘sti buffoni…

a diventà ‘na massa de straccioni!
Tremo de rabbia ‘mpotente…
ma da sola nun ze po’ fa gnente!
Parlaveno d’un bel monno universale…
e ‘nvece l’hanno fatto più infernale.
La speranza è morta, nun c’è più futuro
e nun serve sbatte la capoccia ar muro,
se dovemo da svejà, dasse ‘na mossa:
dovemo trovà er modo de fracassaje l’ossa.
La sola cosa che li fa tremà è sicuro
è ’n popolo unito quanno se fa…muro!

Disse Norberto Bobbio sul 25 aprile del 1961:
«Il messaggio che ci hanno lasciato i caduti in quei bellissimi documenti che sono le lettere dei condannati a morte della Resistenza, era un messaggio di fede in una riforma della società nella libertà, nella dignità, nella giustizia, nell’odio per i soprusi, nell’amore dei poveri e degli oppressi. Che cosa ne abbiamo fatto di questo messaggio? Abbiamo davanti a noi un’Italia senza fede, incredula, come sempre, in cui dilaga la corruzione, la sfiducia negli ideali, la rassegnazione di fronte al fatto compiuto, la furberia e lo spirito di sopraffazione del più forte sul più debole. Non sono morti per questo coloro che oggi commemoriamo».
Dopo 55 anni possiamo purtroppo ripetere queste parole con molta amarezza.
.
Il 25 aprile di Moni Ovadia: “Abbiamo sputato sangue per diventare cittadini e ora ci rivogliono sudditi. Il ddl Boschi è uno sfregio alla nostra Costituzione”.

CANDIDATI SINDACI
ALESSANDRO GILIOLI

Tre dei candidati sindaci del Pd nelle quattro maggiori città d’Italia sono andati a votare al referendum sulle trivelle: Sala, Giachetti e Fassino. Solo a Napoli la Valente si è astenuta.
Il motivo è evidente e si chiama ballottaggio.
I candidati del Pd – quando arriverà il secondo turno – avranno bisogno del voto di sx: quella radicale, certo, ma soprattutto quella genericamente non renziana. In tutto, qualcosa che vale almeno il 10-15 % dell’elettorato: decisivo al ballottaggio. Quindi i candidati del Pd si sono fatti vedere ai seggi, per non alienarsene del tutto le simpatie. Dappertutto tranne che a Napoli, dove il voto alla sx di Renzi è comunque perso, perché Valente – se mai arrivasse al secondo turno – dovrebbe vedersela con De Magistris.
A Milano invece Giuseppe Sala si scontrerà al ballottaggio con il cdx e lì il voto di sx gli servirebbe parecchio.
È dato in bilico, dagli ultimi sondaggi, quelli di Index: 37 a lui e 36 a Parisi, al primo turno. Del resto, sono candidati quasi indistinguibili. La candidatura di Sala – legittimata dalle primarie in cui i due candidati di sx si sono elisi tra loro – è una delle tante dimostrazioni di come non valga più il principio secondo cui per vincere la sx deve virare al centro. Paradossalmente, sta accadendo il contrario: il candidato di establishment Sala sta rivitalizzando un cdx che in città era morto, dopo la buona gestione Pisapia. Ha dell’incredibile, che il csx rischi di perdere in una città dove la dx è sputtanata e il M5S quasi non esiste. Quasi un miracolo alla rovescia. By the way, che l’annacquamento al centro non paghi più in termini elettorali lo ha capito anche lo stesso Sala, che da quando è in corsa sta facendo quello di sx, tutto pugni chiusi e magliette di Che Guevara. Un po’ penoso, con rispetto, nel tentare di raschiare consensi sposando un’iconografia che proprio non gli appartiene e che ormai è considerata obsoleta anche da chi, per valori, è di sx davvero.
Per la stessa ragione – non perdere voti a sx – domenica scorsa Sala è andato alle urne, seppur dicendo che il referendum era «costoso»: un colpo al cerchio e un colpo alla botte, è dura fare allo stesso tempo il candidato di Renzi e il pieno a sx.
A Roma Bobo Giachetti – dicono i sondaggi – andrà al ballottaggio contro Raggi, seppur da inseguitore. Merito soprattutto del caos in cui si è infilata la dx, nella capitale: con quattro candidati in corsa (Meloni, Marchini, Bertolaso e Storace) più frattaglie estreme tipo CasaPound o Adinolfi. In altre parole, se Giachetti va al ballottaggio lo deve soprattutto al fatto che Berlusconi ormai non ne azzecca più una e a Roma ha fatto un casino totale.
In vista del ballottaggio contro Raggi, il Pd ha più che mai bisogno di strappare alla candidata del M5S l’elettorato di sx, in parte tentato di votarla. Ecco allora che tutta la campagna contro Raggi è pensata per dire che lei «è di dx». Allo scopo, l’Unità è arrivata a pubblicare un video di gente che cantava “meno male che Silvio c’è” con la didascalia: «Ma non è Virginia Raggi la ragazza nel video?». No, non era la Raggi. Era una bufala. Un paio di giorni dopo il direttore dell’unità ha spiegato che pubblicare quel video farlocco era «giornalismo 2.0». La rivendicazione di una balla è probabilmente un punto di non ritorno nella narrazione falsificata.
Comunque Raggi prima di entrare nel M5S votava Pd. “La Stampa” racconta che in passato ha lavorato «col mondo di Sel, con associazioni come la Ex Lavanderia, con occupazioni solidali di luoghi come l’ex Manicomio Provinciale Santa Maria della Pietà, mercatini biologici e gruppi d’acquisto equosolidali». A occhio non mi sembra un curriculum esattamente di dx. Tra l’altro, al Guardian ha spiegato di avere posizioni diverse da quelle di Grillo rispetto ai migranti. In ogni modo, da qui al 5 giugno sentiremo continuamente dire che “Raggi è di dx”. È probabilmente l’unico modo in cui il Pd può pensare di vincere al secondo turno, a Roma, dato che per il resto la reputazione del partito in città è scarsina, dopo Mafia Capitale, e dopo il colpetto notarile contro Marino, sei mesi fa.
A Torino il candidato Pd è messo molto meglio. Del resto, Piero Fassino è abbastanza navigato. Ha capito che per farcela non può prendere i voti solo del “Pdr” ma anche del “Pd” nel suo complesso (per usare l’espressione coniata da Ilvo Diamanti, dove il “Pdr” è il partito di Renzi). Quindi si tiene lontano dalle beghe nazionali. E parla solo di temi locali, mezzi pubblici, tombini, cose così. E batte la città strada per strada, molta più presenza fisica che tweet. Anche lui ha votato al referendum sulle trivelle perché anche lui al ballottaggio contro la pentastellata Appendino avrà bisogno come il pane del voto di sx. Che al primo turno andrà in parte a Giorgio Airaudo, dato dai sondaggi attorno al 10 %. Ma al secondo turno è libero.
Poi c’è Napoli che, va beh, è tutta una storia a parte. Al momento, nei sondaggi, la piddina Valente è addirittura terza, dopo De Magistris e il candidato dicdx, Lettieri. Nel caso lo scontro fosse netto e verticale tra la dx di Lettieri e la sx di De Magistris, sarà interessante vedere se e quali indicazioni darà il Pd locale.
Questo il quadro nelle quattro città, dopo il referendum sulle trivelle e le sue conseguenze emotive nell’elettorato di sx. Al Nazareno danno per persa Napoli e quasi Roma. Informalmente, dicono che un 2 a 2 nelle quattro città (sconfitta a Napoli e Roma, vittoria a Milano e Torino) sarebbe già un risultato accettabile.
Ma soprattutto, data la situazione, l’ordine è di “tenere basso” il voto del 5 giugno. Non dargli importanza. E puntare dritti all’appuntamento “epocale” del referendum costituzionale, a ottobre. Che Renzi vede come un plebiscito su di sé e così lo imporrà mediaticamente. Anzi, lo sta già imponendo.
Gli piace soprattutto il modo in cui si voterà: “sì” i favorevoli alla riforma Boschi, “no” i contrari. Non è solo questione di semplicità. È che così potrà usare a piacimento e all’infinito l’arma retorica contro l’«Italia del no». Cioè i cattivi, i gufi, i professoroni, ma soprattutto quelli che «non vogliono cambiare».
Di qui all’autunno sarà il refrain ovunque: lo leggerete dappertutto, lo sentirete in ogni talk show, in ogni titolo di Tg, in ogni “Renzi ai suoi” della Meli sul Corriere. Altro che sindaci. Del pasticcio semianalfabeta con cui è stata scritta la riforma Boschi – tanto nelle modalità di scelta dei senatori quanto nei loro ambigui poteri che scateneranno un casino infernale di ricorsi – non parlerà nessuno. Sarà solo una campagna totale contro «l’Italia del no», per potere poi dire #ciaone.
Mi auguro che ne siate almeno consci e pronti, ecco.

I RECORD DELL’ITALIA: PRIMI PER TANGENTI, ULTIMI PER DETENUTI
Mario Portanova

“Attendiamo le sentenze”, dice Renzi nella polemica su politici e mazzette. Ma i numeri di condannati e detenuti per reati di questo tipo dipingono il nostro Paese come la Svezia. Basti pensare che in Calabria ci sono state solo due casi di coplevolezza in 20 anni. E i nostri detenuti per reati economici sono un decimo rispetto alla Germania. Colpa, anche, di leggi inadeguate. A cominciare dalla prescrizione
In Calabria non c’è corruzione. Una piccola Svezia trapiantata all’estremo Sud dell’Italia. Questo, almeno, se si dà retta a Matteo Renzi nella polemica su politici e tangenti sollevata daPiercamillo Davigo, neopresidente dell’Associazione nazionale magistrati e già “dottor Sottile” del pool Mani Pulite di Milano. Prima di parlare di mazzette bisogna “attendere le sentenze”, ha avvertito il presidente del Consiglio. Ergo, la regione culla della ’ndrangheta è un’isola felice, dato che in vent’anni, dal 1982 al 2002, ci sono state solo due condanne definitive per corruzione. Il dato, basato sul casellario giudiziario nei dieci anni prima e dopo Tangentopoli, è riportato in un libro che proprio Davigo scrisse con la giurista Grazia Mannozzi nel 2007, La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale(Laterza).
La situazione è cambiata, ma non di molto, se le condanne, nel 2011, sono state solo 24, più 11 per concussione (fonte Anac). È solo un esempio di come la scappatoia imboccata da Renzi e da buona parte del Pd non regga alla prova dei numeri (un po’ vecchi perché da anni l’Istat non diffonde dati disaggregati, sorda alle proteste degli studiosi). Nel 2015, in Italia solo 228 persone risultavano detenute per “crimini economico finanziari” di cui le mazzette rappresentano soltanto una parte (dati Consiglio d’Europa). Nel 2014, l’Espresso calcolò che i detenuti definitivi per la sola corruzione erano appena 11. Nella versione di Renzi dovremmo rallegrarcene e guardare dall’alto in basso, fra gli altri, la Germania della Merkel, che tiene in cella ben 6.271 colletti bianchi. O la virtuosa Finlandia, con i suoi 177 detenuti, a fronte di una popolazione che è un decimo della nostra. L’ultimo dato ufficiale sui condannati per tangenti in Italia risale al 2010: 332, come riportaAlberto Vannucci nel suo “Atlante della corruzione” (Edizioni Gruppo Abele). Una goccia nel mare.
Peccato che, oltre al senso comune, remino contro il presidente del Consiglio le classifiche internazionali sulla corruzione percepita.Nel 2015 Transparency International ci ha piazzati al penultimo posto dell’Unione europea (peggio di noi la Bulgaria) e al 61esimo nel mondo. Se poi fossero davvero le sentenze a restituire la realtà del fenomeno, c’è da dire che i pochi colpevoli si spartirebbero un malloppo colossale. Lucio Picci, uno dei massimi studiosi di indicatori sulla corruzione, ha calcolato che se riuscissimo a portare il nostro tasso di trasparenza a livello della Germania cresceremmo di 585 miliardi di euro in più all’anno. Uno spread che non scalda il dibattito.
Non è vero che tutti i politici rubano, e Davigo non lo ha mai detto. Questi numeri – con tutti il limiti delle stime su fenomeni per natura occulti – confermano però che quelli che “delinquono” fanno molti più danni dei ladri di strada. E hanno molte meno probabilità di essere puniti. “Nel nostro lavoro mostrammo che ogni tre condannati per corruzione, il quarto si salvava grazie alla prescrizione”, spiega Grazia Mannozzi, “anche dopo condanne in primo e in secondo grado”. Sono gli effetti della ex Cirielli, la legge mannaia di berlusconiana memoria ancora in vigore, dato che la riforma del ministro della giustizia Andrea Orlando langue in Parlamento per la strenua opposizione degli alfaniani. I tangentisti godono di un alto tasso di impunità, e non solo per la prescrizione. La “cupola degli appalti” di Expo (Frigerio, Greganti e soci) ha patteggiato pene inferiori a quattro anni ed è stata esentata, per legge, dallo scontare anche un solo giorno di pena in carcere. Resta solo la sanzione “mediatica” delle intercettazioni, che svelano il malaffare meglio di ogni statistica. Ma per il bavaglio, trovare l’accordo in maggioranza non è stato un problema.

Da Il Fatto Quotidiano del 24 aprile 2016

Verdini, il socio di Governo, è stato colpito dal sesto rinvio a giudizio ancora per bancarotta fraudolenta. Rendi dice qualcosa o aspetta che completi la collezione? (UFQ)

FERMATE I VOUCHER !

I voucher solo nell’ultimo anno sono saliti del 66%. La minoranza Pd ha presentato proposte di legge che mirano a eliminare le novità introdotte dalla Fornero E la Cgil sta raccogliendo firme per abrogare questi ticket. Ma il governo punta solo sulla tracciabilità.
Dice Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, esponente di punta della minoranza anti-renziana del partito: C’è tempo fino a fine di giugno per modificare il decreto attuativo del Jobs act che regola la materia. È sufficiente, anche in questo caso, riportare l’Italia in Europa e tornare a limitare l’uso dei voucher agli “small jobs” riconducendo la retribuzione annuale massima al limite originario (era di 3.000 euro lordi l’anno, è salita a 7.000, ndr). È necessario assicurare la tracciabilità dei voucher con procedure certificate». Lo stesso Cesare Damiano, anch’egli della minoranza democrat, nella sua proposta di legge con l’obiettivo di tornare alla versione iniziale dei voucher, prima che venissero estesi a tutti i settori produttivi e innalzati i tetti retributivi. Quello che accade su larga scala è che il datore di lavoro acquista i voucher e fa la comunicazione solo quando si presenta l’ispettore in azienda, in molti casi dopo un incidente sul lavoro (cresciuti di oltre il 200% tra i voucheristi). Dietro al massiccio uso dei voucher si nasconde infatti un ampio ricorso al lavoro nero. Che il governo pensa di poter contrastare senza modificare le ultime normative (prima la legge Fornero poi il Jobs act).

Articolo intero su La Repubblica del 24/04/2016.

Nordio, il procuratore di Venezia, che tiene una linea piuttosto bizzarra sul malaffare, difende la difesa della privacy dalle intercettazioni. Travaglio lo asfalta.

VIRNA NORDIO
Marco Travaglio

Com’era ampiamente prevedibile, l’elezione di Davigo al vertice dell’Anm ha subito fatto saltare i nervi alla classe politica, specie di quella governativa. Il prestigio che deriva dalla sua storia, il linguaggio franco e tagliente, la capacità di sintetizzare i disastri della politica giudiziaria dei governi con battute comprensibili a tutti senza paraculaggini, sono peccati mortali nel Paese di Tartuffe. Chi lo ascolta e lo confronta coi balbettii dei minus habentes autonominatisi eletti dal popolo capisce subito chi ha ragione. Del resto ciò che Davigo dice da anni e ripete ora lo sanno tutti: i politici rubano più di prima, ma hanno smesso di vergognarsi, anzi rivendicano ciò che prima facevano di nascosto, quindi si guardano bene dal varare riforme efficaci per scoperchiare e combattere il malaffare.
E non passa giorno senza che un’indagine lo dimostri. Ma sentirglielo dire con tanta chiarezza, tra tanti suoi colleghi che impiegano un quarto d’ora e duemila parole solo per dire “buonasera”, ha lo stesso effetto dell’urlo “il re è nudo!” del bimbo nella fiaba di Andersen. Siccome i politici parlano male perché pensano e agiscono malissimo, il solo sentir parlare Davigo li manda in bestia. Riecco dunque il vecchio refrain “i giudici parlino con le sentenze” (copyright Craxi&B.) in bocca al responsabile Giustizia (si fa per dire) del Pd David Ermini, molto applaudito da Ncd e da FI.
Sognano un bel bavaglio, oltreché per i giornali, anche per Davigo: come se il rappresentante di 9 mila magistrati non avesse il diritto di dire la sua sulla materia di cui si occupa da 40 anni. L’apparenza però non deve ingannare: di Davigo non spaventano le parole, ma i fatti che potrebbero scaturirne: l’effetto galvanizzante e rivitalizzante su una magistratura sempre più tremebonda, conformista e “genuflessa” al potere. Il rischio (per lorsignori) e la speranza (per noi) è che molti magistrati ritrovino le ragioni della propria missione e perdano i timori reverenziali verso il potere nel momento cruciale in cui devono decidere se indagare o archiviare, se prosciogliere o processare, se assolvere o condannare un colletto bianco. “Non ci attaccano per quello che diciamo – disse Davigo ai tempi di Mani Pulite –, ma per quello che facciamo”. La controprova si chiama Carlo Nordio, procuratore aggiunto a Venezia. Anche lui è prodigo di interviste e, diversamente da Davigo, di articoli sui giornali. Scrive sul Messaggero di Caltagirone. E non fa mai mancare l’appoggio alle controriforme del governo di turno.
Ora è molto eccitato per l’attacco di Renzi a “25 anni di barbarie giustizialista” e per il bavaglio sulle intercettazioni, anche se gli pare “troppo timido”: lui non si contenta di proibire ai giornali di pubblicarle (“una porcheria indegna di un paese civile”); lui vuole proprio abolirle come “fonti di prova” e lasciarle “nel cassetto del giudice”. Al posto suo, eviteremmo di evocare cassetti: nel 2004 Bruno Vespa scoprì che nel suo giaceva dal 1998 il famoso fascicolo sulle presunte tangenti rosse di D’Alema e Occhetto: avrebbe dovuto essere trasmesso 6 anni prima alla Procura di Roma, ma Nordio se l’era scordato. Quando arrivò, era tutto prescritto. In compenso due anni fa fu proprio Nordio a far arrestare 35 persone a Venezia per il Mose, dal sindaco Orsoni al deputato Galan: li aveva visti coi suoi occhi scambiarsi mazzette?
No, orrore: li aveva intercettati. E le conversazioni, anziché nasconderle nel cassetto, le aveva usate come fonti di prova, allegandole orribilmente agli atti, così il gip le usò per arrestarne 35 e i giornali le pubblicarono. Lui però non denunciò la “porcheria indegna” nelle sue copiose interviste sull’inchiesta. E nessuno si sognò di intimargli di parlare solo con i suoi atti. Come nessuno ora gli domanda a che titolo un pm trinci giudizi politici sul Messaggero: Michele Emiliano ha avuto un’“infelicissima uscita” sul referendum, mentre l’amato Renzi fa benissimo ad “affondare la lama” contro i pm e non deve “intimidirsi” per i cattivoni del M5S e di quel che resta della libera stampa (“le anime belle del giacobinismo forcaiolo”) che osano opporsi al bavaglio. Quanto al centrodestra, deve “applaudire il premier” e “incoraggiarlo”, anziché appoggiare il referendum No Triv con gli orrendi “grillini” e l’“estrema sinistra”. Il finale è strepitoso: “La libertà personale è vulnerata dall’eccesso di custodia cautelare”.
Fanno eccezione i suoi 35 arresti per il Mose, s’intende. Ma anche il caso di un pm veneziano che, nel 2000, sequestrò l’auto al cliente di una prostituta anche se non aveva commesso alcun reato: A.P, 25 anni, sorpreso dai carabinieri con una moldava, fu denunciato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (delitto previsto per i papponi, non per i clienti) e si vide sequestrare l’auto. Il pm convalidò e il giovane, pochi minuti dopo, si suicidò. Il pm spiegò che “nell’immediatezza del fatto l’operato dei carabinieri si presentava formalmente legittimo”, ma “il cliente non si può assolutamente perseguire in base alla legge”. Perciò dissequestrò l’auto, a funerali avvenuti. Il pm era Nordio: lo stesso che oggi, all’unisono con Renzi & C., strilla contro “la dignità calpestata dalle intercettazioni generalizzate e diffuse”.

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 23/04/2016.

PEGGIO DI ALLORA
Andrea Scanzi

Davigo ha detto stamani al Corriere della Sera: «Oggi è peggio di allora (ai tempi di Tangentopoli). È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo. Il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: “Qui non si fa la battaglia contro le mosche?”. “L’abbiamo fatta — risponde il podestà —. Solo che hanno vinto le mosche”. Ecco, in Italia hanno vinto le mosche. Hanno vinto i corrotti (..) Nel 1994 erano crollati cinque partiti, tra cui quello di maggioranza relativa e tre che avevano più di cent’anni. Però noi eravamo stati come i predatori che migliorano la specie predata: avevamo preso le zebre lente, ma le altre zebre erano diventate più veloci. Avevamo creato ceppi resistenti all’antibiotico (..) Come va con Renzi? Questo governo fa le stesse cose (di Berlusconi).
Aumenta le soglie di rilevanza penale. Aumenta la circolazione dei contanti, con la scusa risibile che i pensionati non hanno dimestichezza con le carte di credito; ma lei ha mai visto un pensionato che gira con tremila euro in tasca? (..) I politici non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto».
92 minuti di applausi a Davigo. Tutto tristemente vero.

IL RETICENTE DEL CONSIGLIO
Marco Travaglio

Matteo Renzi ha rilasciato un’intervista a Claudio Tito di Repubblica. Intervista si fa per dire: il presunto intervistatore è un po’ più pidino del segretario Pd. Già alla seconda domanda, chiede se la Festa della Liberazione non rischi “di essere travolta” dalla “destra populista che a Roma si presenta con il volto della Meloni e della grillina Raggi”. Che strano: prima che nascesse il M5S la Raggi votava a sinistra e solo un tal Tito può definirla “destra populista”. Infatti Renzi, in evidente imbarazzo, risponde ecumenico: “Tutti ci riconosciamo nella Costituzione”. Compreso lui che ne ha sfasciati 47 articoli su 139, mentre i 5Stelle l’han difesa fino a salire sui tetti di Montecitorio e la Meloni ha votato contro la riforma. Ma le risposte più tragicomiche del battutaro di Rignano riguardano la giustizia.
1. Su Davigo, Tito e Renzi fanno a gara a chi mente di più. Tito: “Davigo sostiene che tutti o quasi i politici siano dei ladri”. Renzi: “Dire che tutti sono colpevoli significa dire che nessuno è colpevole”. Ma Davigo non l’ha mai detto. Ha sostenuto che oggi la corruzione “è peggio di allora”, cioè del 1992, perché nella classe dirigente “non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi”. E meno male che Renzi auspica “un confronto nel merito”.
2. “I politici che rubano fanno schifo – dice Renzi – e vanno trovati, giudicati e condannati”. Una grande apertura ai magistrati? No, Totò che si vende la Fontana di Trevi. La Costituzione e la legge non prevedono l’autorizzazione a procedere del premier per acchiappare, processare e condannare i ladri. I giudici lo fanno a prescindere da quel che dice il premier e continuerebbero a farlo anche se lui dicesse di non farlo. Il guaio è che, mentre le pene massime per il furto arrivano a 22 anni e quelle per la corruzione – che fa danni molto più gravi – solo fino a 12 (cioè, fra attenuanti, condoni, pene alternative e indulgenze varie, molti di meno). E soprattutto la prescrizione è di 6 anni da quando la mazzetta viene pagata, prorogabile di 1 anno e mezzo. Così, se il pm scopre la tangente dopo 6 anni, è obbligato ad aprire un’inchiesta che finirà sicuramente nel nulla, visto che restano appena 18 mesi per indagini, deposito atti, udienza preliminare e tre gradi di giudizio. Indovinate un po’ chi parlava così: “O il caso Eternit non è un reato o, se lo è ma è prescritto, vanno cambiate le regole sulla prescrizione perché non è possibile che facciano saltare la domanda di giustizia. Basta con l’incubo prescrizione”.
Era Renzi il 20.11.2014. Dopo 17 mesi, lui è ancora lì e la prescrizione pure (120 mila processi falcidiati all’anno). (Continua)

DIRITTO ACQUISITO

Doctor C
I renziani contro Davigo.
Se ancora non avete capito da che parte stare.

Davigo criticato da Pd, Ncd e Salvini.
Praticamente dalla crema della politica.
.
Davigo: politici hanno smesso di vergognarsi, non di rubare. Ma prima abbiamo smesso noi di indignarci.
.
Pirata 21
Davigo:” Una classe dirigente che delinque è peggio dei ladri di strada”. Quelli almeno lo fanno per fame.
.
Glafauci
Davigo: “Mani Pulite non ha funzionato perché le manette non bastano”
Giusto, serviva la ghigliottina.
.
NoveVonBismark
Cantone: “Dire che tutto è corruzione significa che niente è corruzione”. Ok, quanto ti hanno dato per dirlo?
.
Arthur Rombò
E’ il suo modo di dire “Tana libera tutti”.
.
Antonio Carano
Csm, Legnini a Davigo: “così si torna al passato”. Stanno pensando di farlo sbranare dai leoni nel Colosseo.
“Così si torna al passato”. Il futuro, invece, è ruberanno
Oggi vogliono essere chiamati ‘diversamente ladri’.

LA VISIONE DELL’INFORMAZIONE

Seguivo Otto e mezzo sulle intercettazioni e mi è sembrato di tornare indietro ai tempi di B, quando i suoi tiravano fuori i soliti argomenti: la barbarie, la violazione della privacy, politici dalla carriera rovinata..
Sono cambiati i tempi e non c’è più la Santanché, la signora che non voleva vivere ai tempi della DDR e della Stasi. Ora c’è l’esponente del PD Alessia Rotta, più giovane, più social, ma con le stesse argomentazioni.
Il punto più basso è stato un intervento della giornalista spagnola Angela Rodicio, in risposta a Travaglio secondo cui è giusto pubblicare anche intercettazioni non penalmente rilevanti, perché queste spesso rilevano la doppiezza dei nostri politici, perché raccontano del contesto in cui maturano leggi e provvedimenti (l’esempio è il compagno del ministro Guidi che la chiamava per fare pressioni su una legge). “Eh ma così si crea un’opinione pubblica …”. E non è questo il compito del giornalista? Trovare le notizie e consentire ai cittadini di avere una loro opinione dei fatti?

Da unoenessuno.blogspot.it

LA DISTRUZIONE EFFERATA DI UN PAESE BELLISSIMO
Mariapia Caporuscio

Ogni città o paese o villaggio italiano è un miracolo di bellezza, ogni più piccolo angolo di questa nazione brulica di vita, di suoni, di voci, di poesia. Qui ogni posto è un quadro di rara bellezza, ovunque si volge lo sguardo si resta rapiti dallo splendore e dalla luce che ci riempie di gioia e gratifica i nostri occhi. Tutta questa bellezza potrebbe non renderli solo felici i nativi ma arrecare loro anche ricchezza e sviluppo col turismo. Purtroppo il paese più bello del mondo è governato dalla gente più immorale del mondo che dopo aver privatizzato tutto sono arrivati addirittura a far stuprare anche il mare facendolo trivellare e appestarlo scaricandovi fanghi e rifiuti tossici che avvelenano e uccidono la vita delle creature che in mare vivono, oltre ad avvelenare l’aria, la terra, le falde acquifere, per strafogare quella massa di banditi assetati di soldi, che sono le multinazionali e le banche mondiali.
Ma come si fa a consentire che venga saccheggiata e uccisa la propria nazione per soddisfare l’avidità di questi feroci criminali? Dove ce l’hanno la coscienza questi assassini detti politici? Per caso sono strafatti di droga? Come si spiega altrimenti questa idiozia? Quel vecchio che ci ha imposto questa caricatura di governo, di sicuro soffre di demenza senile e questi quarantenni mai cresciuti, sono la peggiore classe politica della storia, il loro vuoto siderale è dimostrato dall’arroganza tipica degli esseri più ritardati e il disastro totale provocato alla nostra bella Italia ne è la conferma.
Chiediamoci come facciamo a starcene con le mani in mano mentre tutto intorno crolla o per davvero ci meritiamo questa gente al potere?

NELO RISI

I lupi
La mia città deserta
un nero vento invade,
la mia città dolora
all’alba delle case

Il muro non misura
più di tre metri, il sonno
di quel ragazzo steso
a lato è un peso eterno

I lupi sono scesi
visitano le strade,
autunno o primavera
non mutano paese

La mia città deserta
ha occhi di rovina,
le rose del suo sangue
c’è già chi le coltiva
.

275 MILIARDI SOTTRATTI OGNI ANNO AL FISCO. QUANTI REDDITI MINIMI DI CITTADINANZA CI STAREBBERO?

Copio da Massimo Cavazzini (http://www.maxkava.com/2011/12/un-paese-di-evasori/)
“Ogni anno in Italia vengono sottratti 275 miliardi agli occhi del fisco. 275 miliardi su cui non vengono pagate le tasse. 2.000 euro a contribuente di tasse evase. 120 miliardi di euro di tasse complessive che vanno in fumo, ogni anno, e che inevitabilmente ci ritroviamo a dover pagare – noi che paghiamo le tasse, ovviamente – tra manovre e manovrine.
Dove si concentra l’evasione? Al Nord per ammontare (ma un libero professionista del Nord dichiara in media il doppio di un omologo che vive al Sud), al Centro per numero di evasori singoli. Due le categorie che fanno dell’evasione uno sport nazionale: i lavoratori autonomi o gli imprenditori che dichiarano la metà del loro reddito reale nascondendo al Fisco più di 15 mila euro a testa; i proprietari immobiliari che dalla dichiarazione tengono fuori oltre l’80% delle loro entrate, quasi 18 mila euro ciascuno. Metà degli italiani dichiara al fisco meno di 15mila euro lordi l’anno e il 90% è sotto i 35mila euro. L’86% dei lavoratori autonomi dichiara meno di 20mila euro l’anno di reddito, meno dei loro (eventuali) dipendenti.
Discoteche e i locali da ballo dichiarano in media meno di 6 mila euro di reddito lordo annuo, i centri benessere meno 3.200 euro e gli impianti sportivi meno 1.300, i ristoratori in media 13.800 euro, i parrucchieri 12.500, i gioiellieri 16.300.
Quasi 4 milioni di persone nel 2007 che dichiarano in media 26.300 euro lordi annui, in pratica quanto un neolaureato al primo impiego. Uscendo dagli studi di settore, la media è ancora peggiore: 18.300 euro ogni anno, meno di un operaio. Secondo l’Agenzia delle Entrate a dichiarare di più sono stati gli avvocati con 49.000 euro, seguiti dai titolari di agenzie immobiliari (35.000) e ingegneri (28.300). In fondo alla classifica i parrucchieri con 10.400 euro, battuti di poco dagli ambulanti che hanno dichiarato, in media, 11.000 euro. I macellai hanno guadagnato 22.500 contro i 17.00o dei baristi ( un reddito di poco inferiore a quello dei metalmeccanici) e i 13.800 euro dei negozi di casalinghi. Gli albergatori, invece, dichiarano in media 21.000 euro.
Insomma, anche tra i più ricchi sulla carta (gli avvocati), il reddito medio è davvero basso. Ma se l’Agenzia delle Entrate conosce tutti questi numeri, perché non fa nulla?
Nel 2010 sono state vendute più di 200mila auto con valore superiore ai 103mila euro (i ‘vecchi’ duecento milioni di lire) e solo 72mila contribuenti hanno dichiarato un reddito annuo lordo superiore ai 200mila euro. Oltre 42mila barche sopra i 10 metri di lunghezza sono intestate a persone che guadagnano meno di 20mila euro l’anno, ci sono oltre 500 italiani che guadagnano meno di 1500 euro al mese lordi e hanno un aereo: il 26% dei proprietari di aereo infatti dichiara meno di 20mila euro l’anno, il 30% meno di cinquantamila.
E’ evidente che c’è spazio per recuperare soldi. Il perché non si faccia è per me un mistero.”

Ma Renzi che non ci pensa nemmeno a fare un’equa riforma fiscale e anzi depenalizza una ‘modica quantità’ di evasione e non riforma né tasse né Equitalia è da spazzare via dalla Terra assieme a tutti quelli che credono che evadere sia un diritto.
Se l’Italia avesse un sistema di scarico delle spese dalle tasse e tutte le denunce incredibili e inascoltabili fossero riportare a un livello da Paese civile, lo sai quanti redditi minimi di cittadinanza ci entrerebbero? Ma Padoan ha preparato il salvaevasori bis a vantaggio dei capitali detenuti illegalmente all’estero e sottratti al fisco italiano. Un Governo che ruba ai poveri e arricchisce i ricchi, meglio se sono corrotti ed evasori.

Diceva Di Maio: “Puoi frodare il fisco, essere indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, essere un pregiudicato a vario titolo, essere un ex piduista e stare comodamente seduto in Parlamento ma, per favore!”

Il M5S E IL FISCO

Dice il M5S: “La delega per la riforma fiscale si è trasformata nella fiera degli errori, degli orrori e delle occasioni perse. E’ finita in soffitta la riforma del catasto, che doveva dare equità al prelievo sugli immobili. Si è mancato di delineare la nuova imposizione diretta sulle imprese e non si è fatto nulla per togliere l’Irap alle Pmi, punto su cui il M5S aveva duramente lavorato. Al contrario, il governo non ha perso l’occasione di fare grossi favori agli evasori. Prima ci ha provato con la famosa norma di Natale, che depenalizzava la frode fino al 3% del fatturato. Poi è stato scoperto con le mani nella marmellata, le ha tirate fuori e le ha infilate, con meno clamore, in altri barattoli. Abbiamo quindi una definizione di abuso di diritto (in pratica l’elusione di chi usa le norme fiscali a proprio vantaggio senza violazioni formali) alquanto ghiotta per i furbi. E soprattutto ci sono le incoerenze e le ambiguità del decreto che ridefinisce le sanzioni penali e che dovrebbe (sulla carta) favorire chi sbaglia in buona fede, colpendo invece gli evasori incalliti.
Non ci convince, ad esempio, la definizione delle operazioni simulate. Inoltre, viene introdotta come requisito per avere la fattispecie della dichiarazione fraudolenta, una fantomatica ‘idoneità ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria’, con il rischio paradossale che se l’evasore viene scoperto e perseguito allora vuol dire che la sua presunta operazione fraudolenta non era idonea a ingannare il Fisco. Quindi, si salva automaticamente se viene beccato.
C’è poi la depenalizzazione dell’omessa dichiarazione e rischia di essere neutralizzato anche l’istituto della confisca in relazione al maltolto che “può” (e non “deve”) essere restituito al Fisco. Per non parlare della modifica all’articolo 4 del decreto legislativo 74/2000 che punisce la dichiarazione infedele, in cui è stata aggiunta tutta una parte sulla non rilevanza ai fini del reato penale delle valutazioni fatte in sede di bilancio: è molto simile alla malfatta norma sul falso in bilancio. Che sia questo il vero ‘aiutino’ a Berlusconi?
Un aumento generalizzato delle soglie di punibilità finisce per incentivare l’evasione, visto che la semplice sanzione amministrativa ha un’efficacia deterrente limitata. D’altronde, spesso le frodi fiscali vengono perpetrate attraverso le cosiddette “teste di legno” che non hanno garanzie patrimoniali.
E che dire dell’abolizione del “falso valutativo” nell’ambito delle condotte che sostanziano la dichiarazione infedele? Il falso in bilancio si compie, per lo più, soppesando e stimando le componenti di reddito in modo lontano dalla realtà. La Cassazione ha già detto che questa nuova formulazione neutralizza l’efficacia della sanzione penale e la cronaca ci racconta già di imputati accusati di bancarotta che se la sono cavata grazie al falso in bilancio in formato Renzi.
Il decreto del governo garantisce poi la non punibilità a chi paga il debito fiscale prima dell’avvio del dibattimento. Questo termine andrebbe anticipato perché spesso il dibattimento viene fissato ad anni di distanza dal rinvio a giudizio. Dunque, troppo tardi. ln più l’applicazione della sanzione ridotta viene individuata nella presentazione della dichiarazione prima dell’inizio dell’attività amministrativa di accertamento, mentre sarebbe stato opportuno anticipare tale limite temporale all’inizio dell’attività ispettiva.
Infine, molti soggetti istituzionali e osservatori hanno stigmatizzato l’arco temporale di validità delle norme contenute in questo decreto. Si tratta solo degli anni 2016 e 2017: un elemento “che si pone in evidente contrasto con le necessarie esigenze di certezza del diritto e di semplificazione del sistema”, spiega il M5S. Si tratta di un’applicazione di dubbia costituzionalità che si aggiunge come una ciliegina avvelenata su una torta alquanto indigeribile. ”

GLI INDAGATI O PROCESSATI DEL PD SONO 124

La lista di tutti i politici del Pd arrestati, indagati, imputati e condannati. I nomi…

sono 124, ce ne sono per tutti i gusti
Altro che questione morale! Da nord a sud, il Partito di Renzi è record di inquisiti. Il peggior partito d’Italia, il più corrotto. Corruzione, disastri ambientali e spese pazze. Genova, Bologna, Torino, Palermo, Roma e Milano: non c’è città dove esponenti democratici non siano nei guai.
Ecco perché Renzi attacca così maldestramente i giudici peggio di Berlusconi!! E non ci pensa nemmeno a epurare il partito dai corrotti, anzi: li candida a cariche superiori o li prende come soci di governo come il caro Alfano e i suoi e il caro Verdini plurinquisito e i suoi transfughi di eccellenza che gli salvano la maggioranza !!

https://triskel182.wordpress.com/2016/04/22/nuova-carica-dei-101-gli-indagati-del-pd-regione-per-regione/

Solo a Roma sono sotto processo 101 per mafia capitale e i Romani dovrebbero credere a Giachetti, il quale sarà pure onesto ma si tira dietro la cricca stabile dei disonesti ?!
Ma credete che se in una cesta c’è una sola mela sana, si sanerebbero di colpo anche tutte le altre?
…e questi coglionazzi stanno a diffamare il M5S per Quarto dove la camorra fu denunciata e il sindaco costretto alle dimissioni !!!??
.. e c’è ancora qualcuno che si vanta di appartenere al fascistissimo Partito della Nazione di Renzi e alla sua banda di criminali????
..e a questa gentaglia Sel continua a sommare i suoi voti????

Come diceva Pippo Fava: “La politica ha sopraffatto la legalità…”
.
Killzone
Perché non vengono fatte le leggi a favore di una giustizia efficace? Anche mio figlio di 5 anni te lo dice: “Se metti Dracula a capo dell’Avis, qualche problema ci sarà”.

IL BENE E IL MALE
Don Aldo Antonelli

Vado a letto con un interrogativo:
Nella bilancia della storia pesano più, in negativo, le cattiverie dei “buoni” o, in positivo, le giuste lotte dei “malvagi”?
Aiutatemi a trovare una risposta.
.
Caro don Aldo
apparentemente sembra che la malvagità vinca sul bene, ma basta riflettere un po’ più a fondo per capire che non è così.
Se penso alle persone che conosco, vedo subito che quelle buone, simpatiche e utili agli altri sono la maggioranza, amiche, madri di famiglia, padri industriosi, zie, nonne…. La civiltà e il progresso, magari a volte piano a volte inavvertitamente, ma avanzano.
Se ci si toglie dalla presa malefica dei media che parlano ossessivamente delle stesse persone non certo encomiabili, e se si fa del volontariato o ci si occupa di cause civili e sociali, si incontrano tante persone meravigliose, si scopre che il nostro Paese è pieno di associazioni di volontari più che qualsiasi altra parte del mondo, persone che si prendono cura di mille mali, gli emarginati, i senza tetto, i bambini abbandonati, gli anziani soli, i malati negli ospedali, i pensionati che non possono fare la spesa, gli abitanti del terzo mondo, i meno fortunati e dotati… Nelle famiglie uno stuolo infinito di persone industriose cura i bambini, aiuta gli anziani, assiste gli infermi, si occupa degli handicap più pesanti. Poi ci sono gli amici che si fanno in quattro per darti una mano quando hai bisogno, quelli che ti scrivono di lontano perché tu non sia più sola, chi lotta per il lavoro, per leggi più giuste, per la democrazia, e chi aiuta gli animali, le piante, il mare, l’acqua, l’aria, il mondo intero…. milioni e milioni di persone che, ognuno per la sua parte fanno cose buone, curano, assistono, rimediano, correggono, salvano, e il fatto che i giornali non ne parlino, inchiodati come sono nella riverenza a un pugno di stronzi potenti che credono di possederci, non diminuisce il loro numero e se il mondo va avanti e non perisce non è per i magnati, i politici, i criminali, i divi, i furbastri… ma per questa umanità silenziosa e industriosa che non cessa mai di operare per il bene di qualcuno o di qualcosa, e tutte queste particelle preziose di bene, messe tutte insieme, tengono accesa la luce, non permettono al male di prevalere, salvano il mondo.
Ecco, io credo che bisognerebbe focalizzare l’attenzione su questi protagonisti positivi della vita e credo che sarebbe buona politica parlare anche di loro per dare animo ai disillusi, per diffondere i buoni sentimenti, per valorizzare il bene, per tenere accesa la speranza.

Viviana

Berlusconi: “Abbiamo vinto usando il nostro linguaggio. Le mazzette le capiscono tutti”.
.
TRAVAGLIO

Matteo impari a contare. I 15,8 milioni di votanti al referendum sono pochi rispetto ai 26 del quorum, ma tanti rispetto a quelli raccolti dal Pd quando vince, e persino quando stravince. Alle elezioni del 2013, quando il segretario era Bersani, il Pd arrivò primo d’un soffio con 8,6 milioni (risultato sempre irriso da Renzi con i suoi sarcasmi su “quelli del 25%”, grazie ai quali peraltro governa). Alle Europee invece, quando il segretario era lui, ci fu il record del 40,8%, con 11,1 milioni. L’altroieri il Sì ne ha raccolti 2,2 in più, nonostante un’informazione da regime bulgaro e una serie di fattori sfavorevoli che avrebbero scoraggiato pure Che Guevara. Altro che “ciaone”.

FILM, LETTERE DA UNO SCONOSCIUTO
vv
Ho visto un film cinese molto toccante “Lettere da uno sconosciuto” di un grandissimo regista, Zhang Yimou, lo stesso di Lanterne rosse, La strada verso casa, La foresta dei Pugnali Volanti, La storia di Qiu Ju.
Durante il periodo del terrore una ragazzina ambiziosa che vuole studiare danza ed essere promossa dal partito denunzia il proprio padre, un professore, come nemico dello Stato e lui viene condannato a 30 anni di lavori forzati. La moglie ogni giorno scrive il proprio nome, Lu, su un cartello e va ad aspettarlo alla stazione, tra quelli che tornano dal nord, caccia anche la figlia da casa e le rinfaccia sempre di aver denunziato il padre.
Dopo 30 anni il professore ritorna e trova la moglie ad aspettarlo alla stazione ma lei non lo riconosce perché è malata di amnesia. Allora lui prende alloggio in una legnaia davanti alla sua casa e tenta in vari modi di contattarla e aiutarla ma sempre lei non lo riconosce anzi non lo riconosce una volta dall’altra come “il compagno che legge le lettere”. Prima le va ad accordare il pianoforte, poi le porta una valigia piena delle lettere che le aveva scritto dalla prigionia e comincia a leggergliele, dandole grande gioia, infine infila tra le vecchie lettere qualche lettera nuova in cui le dà consigli su come sopravvivere e la convince a perdonare la figlia e a riprenderla in casa. Ma quando una volta la trova che dorme nel suo letto e cerca di coprirla con una coperta, la poverina ha una crisi isterica e grida che non sarà violentata un’altra volta e lo caccia barricandosi in camera. Lui andrà a cercare il violentatore ma scopre che la polizia lo ha arrestato.
Passano gli anni. Nulla è cambiato. Ogni giorno la povera donna, ormai invecchiata, va alla stazione ad aspettare il marito che dovrebbe tornare dal nord.
Nevica e lui ha attaccato alla sua bicicletta una specie di carrozzino coperto per lei, dove tenerla seduta comodamente e con la coperta. Sotto la neve vanno alla stazione e stanno lì finché i guardiani chiudono i grandi cancelli neri. Ed è lui ora con faccia impietrita dal dolore a reggere il cartello con su scritto il nome della donna.
Il film è tutto grigio, salvo il rosso sgargiante del costume da danza della figlia che stride inesorabilmente con la musica trionfale della propaganda maoista contro la miseria dell’insieme e la tragica immobilità dei protagonisti.
Mi ha commosso profondamente.
.
Trailer

.
LA LETTERA DI SOFIA

In Inghilterra, la Camera dei Comuni ha rigettato l’emendamento che richiedeva all’Inghilterra di accettare 3000 bimbi rifugiati dalla Siria.
Stamattina mia figlia ha chiesto a Sofia (8 anni) di scrivere una lettera al Parlamento poi l’ha spedita. Ahimè, il loro parlamentare di zona fa un po’ pena ma gliel’ha mandata lo stesso.
La lettera diceva:

Da Sofia …, 8 anni, allieva nella scuola elementare di Little Ealing

Caro David Cameron,
La prego di accogliere quei bambini migranti nel nostro paese e almeno di insegnare loro a parlare inglese e ospitarli in un orfanotrofio.
Le piacerebbe se tutti i bambini inglesi morissero di fame !!!!!!!!!!!!
Quei bambini là fuori sono in pericolo perché non sono in grado di procurarsi il cibo, tutta la mia famiglia non vuole che muoiano di fame e di sete e nessuno fa niente.
Immagini se fosse lei là fuori che sta morendo lentamente perché nessuno l’ha aiutata!
Come possiamo far sì che ognuno ospiti a casa sua uno di questi bambini?
Se potessimo costruire per loro una scuola siriana, anche molto economica, vorrei venire come volontaria quando sarò grande a insegnare e imparerei la lingua siriana
Cordiali saluti da
Sofia … ,….
.
NELO RISI

Ho vissuto con fiducia nel reale che non sento
il bisogno di portare con me niente
ho acquisito negli anni il piglio
di preservarmi dai vuoti dai richiami
del sociale dal come valutare gli incontri
lasciare al mezzo una conversazione le spalle
al banale limitare gl’inviti o a mattino inoltrato
fischiettare Mozart staccando la spina per cogliere
l’istante di vero che talvolta mi dà luce

http://masadaweb.org

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: