Nuovo Masada

aprile 17, 2016

MASADA n° 1756 17 aprile 2016 OGGI VAI A VOTARE !

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:46 am

MASADA n° 1756 17 aprile 2016 OGGI VAI A VOTARE !

OGGI VAI A VOTARE AL REFERENDUM
VOTA SI’ CONTRO LE TRIVELLE
DIFENDI IL MARE ADRIATICO E LE SUE COSTE
VOTA SI’ CONTRO LE MAZZETTE DEL GOVERNO
E GLI ABUSI DELLE SOCIETA’ PETROLIFERE
Non buttare via i referendum ! Sono l’ultima soglia di democrazia che ci resta
Oggi vota per salvare l’Adriatico, domani voterai per salvare la Costituzione repubblicana
Sta a te salvare oggi i nostri mari e la salute dei cittadini e domani la tua stessa democrazia
Migliaia di persone sono morte per dare a te il diritto di votare. USALO !

‘Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione,e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi”.
MAYER AMSCHEL ROTHSCHILD

Renzi ha in odio la democrazia e pretende di annullare il diritto elettorale.
Ci ha rubato il diritto di votare per il Presidente di Provincia (ma le Province sono rimaste).
Ci ha rubato il diritto di eleggere i Senatori (ma i Senatori sono rimasti in un caos legislativo e in uno squilibrio istituzionale e saranno nominati da quella sentina di corruzione che sono gli enti locali)
Impone l’Italicum che azzera le libere scelte degli elettori e procede con liste blocate comandate dall’alto
Si circonda di una corte di yesman a cui dà un potere enorme e che sono senza merito né competenza
Fa leggi sul lavoro calpestando i diritti dei sindacati e annienta l’articolo 18
Cerca di annullare la funzione di rappresentanza popolare del Parlamento con voti alla fiducia e leggi che passano attraverso commissioni parlamentari aservite con la minaccia del licenziamento
Cambia di prepotenza i sindaci eletti dai cittadini
Ha reso più difficile il referendum popolare e ha incitato all’astensione (fatto gravissimo vietato da una legge penale che dà 3 anni di carcere alle autorità pubbliche che invitino gli elettori a disertare il voto)
Il voto è sacro. Non ti far scippare la democrazia! Vota come ti pare ma vai a votare!

Oreste segnala:

Il quesito referendario
Il quesito referendario chiede ai cittadini se vogliono abrogare la norma, introdotta dalla legge di stabilità 2016, che permette di sfruttare per un tempo indefinito le 44 concessioni ora in vigore relative a giacimenti di idrocarburi entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Le concessioni situate più al largo o sulla terraferma scadono dopo trent’anni, prorogabili per un massimo di altri 20. Se vince il Sì, le 44 concessioni entro le 12 miglia (cui fanno capo 92 fra piattaforme e strutture varie) cesseranno gradatamente di produrre idrocarburi fra il 2018 e il 2034, cioé allo scadere dell’attuale permesso di estrazione o della proroga già richiesta. Le nuove trivellazioni entro le 12 miglia sono vietate, ma se fallisse il referendum potrebbe essere relativamente facile azionare le trivelle per scavare altri pozzi legati a giacimenti già in corso di sfruttamento entro le 12 miglia.

Gli effetti:Inquinamento.
L’estrazione di petrolio e gas comporta un impatto ambientale anche in assenza di incidenti. Come ha evidenziato Greepneace nel suo recente “Trivelle fuorilegge”, il problema principale nasce dalle acque che vengono estratte insieme agli idrocarburi e che contengono varie sostanze tossiche, fra cui metalli pesanti e isotopi radioattivi. I sedimenti attorno a due terzi delle piattaforme prese in esame da Greenpeace superano i limiti che definiscono il “buono stato” chimico dell’ambiente; gran parte delle cozze cresciute sulle piattaforme contiene concentrazioni di metalli pesanti più alte di quelle presenti nelle cozze cresciute lontano dalle attività estrattive.
Per una vasta area attorno ai pozzi di idrocarburi spesso viene rilevata la subsidenza (abbassamento del suolo o dei fondali): notevole quella riscontrata dall’ARPA Emilia Romagna in prossimità di Angela-Angelina, un campo di estrazione del metano in mare che ricade entro le 12 miglia dalla costa e che é situato di fronte a Ravenna: la quale sta sprofondando nel mare.
La scienza non é in grado di dire se l’estrazione degli idrocarburi in un dato luogo causerà o meno un terremoto. E’ però in grado di stabilire se é statisticamente probabile la correlazione fra un terremoto che si é già verificato e le attività estrattive praticate nelle vicinanze. Uno studio pubblicato nel 2012 dall’istituzione scientifica statunitense National Research Counsil mette in rilievo come l’estrazione di petrolio e gas con tecniche convenzionali sia in grado di innescare terremoti e compila una lunga lista di terremoti attribuibili alle attività umane. In Olanda, sono attribuiti all’estrazione di gas con metodi convenzionali numerosi terremoti verificatisi nella regione di Groningen: non particolarmente forti ma tali da causare danni significativi alle abitazioni.

La produzione
Le concessioni oggetto nel referendum hanno fruttato nel 2015 una quantità di petrolio pari allo 0,8% dei consumi italiani e una quantità di gas pari al 2,1% dei consumi italiani. I calcoli, desunti dai dati ministeriali, sono di Aspo Italia. Come il caso di Tempa Rossa insegna, tuttavia, l’interesse dei petrolieri é esportare: i consumi interni possono essere utilizzati solo come comoda pietra di paragone. La piccola quantità di idrocarburi in gioco col referendum é anche pari al 28,1% della produzione nazionale di gas e al e al 10% della produzione nazionale di petrolio, come recita in questi giorni l’home page dell’UNMIG, la Direzione per le attività estrattive e minerarie del Ministero del Tesoro. La produzione italiana é infatti assai scarsa, così come le riserve custodite dal sottosuolo.

In Italia vengono estratti ogni anno quantitativi di gas e petrolio in grado di soddisfare, rispettivamente, il 12% e il 10% dei consumi nazionali. Le riserve ancora recuperabili di gas in Italia sono di 88,5 MTep: una quantità che sarebbe sufficiente a soddisfare il consumo nazionale per un anno e mezzo. Le riserve ancora recuperabili di petrolio sono di 142 MTep e basterebbero a soddisfare il consumo nazionale per due anni e mezzo (elaborazioni di ASPO Italia su dati UNMIG) Ovviamente, più rapidamente questi idrocarburi vengono estratti, più rapidamente le riserve si esauriscono.

Le royalties
Non ci sono dati ufficiali sulle royalties versate alle casse pubbliche dalle trivelle oggetto del referendum. Si calcola che siano pari a 38 milioni all’anno. Nel 2015, tutte le royalties su petrolio e gas hanno fruttato all’Italia 351 milioni: circa 5 euro a testa. Il Governo ha speso 300 milioni evitando di accorpare il referendum alle elezioni amministrative… Le royalties italiane sono pari al:

10% del prezzo per il gas e il petrolio estratti sulla terraferma
7% del prezzo per il petrolio estratto in mare
4% del prezzo per il gas estratto in mare.
Però ogni anno sono esenti dal pagamento delle royalties

le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotte in terraferma
le prime 50 mila tonnellate di petrolio prodotte in mare
i primi 25 milioni di metri cubi di gas estratti in terra
i primi 80 milioni di metri cubi estratti in mare.

.

AI POLITICI DELLA SINISTRA
Voi che vi siete sempre schierati dalla parte della ragione.
Voi che vi ritenevate superiori per aver sempre difeso i più deboli.
Voi che sognavate un mondo migliore senza padroni, senza sfruttati, senza emarginati, senza poveri.
Voi che predicavate la parità dei diritti e l’abolizione dei privilegi.
Voi che amavate il dio vero: l’uomo, come avete fatto a tradirlo col “dio denaro”?
Come avete fatto a voltare le spalle alla giustizia, alla verità, al progresso vero, per promuovere il regresso a cui avete cambiato nome?
Come avete fatto ad abbandonare i più deboli per unirvi ai più forti?
Come fate a dormire la notte quando state togliendo la pace a chi vi ha dato fiducia?
Come fate a guardare i vostri figli, quando i figli di chi vi mantiene non hanno di che sfamarsi?
Come fate a voltare le spalle alla gente onesta per schierarvi dalla parte dei delinquenti? (Anche oggi come tutti i giorni molti di quelli che sostenete sono indagati) e non diteci per pietà, che sono innocenti fino al terzo grado di giudizio, quella classe lavoratrice che avete tradito non gode di queste “delicatezze” ma viene licenziata anche senza una giusta causa.
Come fate a gettare così in basso quello che era un partito di lotta per il benessere sociale?
Come fate ad accordare fiducia a chi si compra la vostra coscienza?
A chi non è stato eletto dal popolo,
a chi occupa abusivamente il Parlamento,
a chi promuove leggi contro quella classe lavoratrice che tanto stava a cuore alla sinistra quando era degna di definirsi sinistra?
Come fate a sopportare chi sta rigettando tutti i diritti conquistati dai lavoratori col vostro contributo?
Come fate a far massacrare il popolo italiano e la vostra nazione per non perdere una poltrona?
Come fate a permettere senza sputarvi in faccia, che un cazzaro di periferia, inviti i cittadini a non votare un referendum, per fermare gli squali che stanno sbranando i cittadini del vostro e nostro paese?
Voglio gridarlo quanto FATE SCHIFO.

COSI’ SPERO DI VOI
Alessandro Gilioli

Escludo di prendermi a male parole con chi voterà no, domani, domenica 17 aprile. Condivido tuttavia, grosso modo, lo spirito e gli obiettivi di lungo termine del referendum: meno ecomostri per estrarre combustibili fossili da sotto il mare, vicino alle coste, a poco a poco, se possibile e se questa scelta non implica immediate carestie, notti al gelo d’inverno e invasioni delle cavallette d’estate. E questa, per quel che vale, è la mia laica dichiarazione di voto sul sì o sul no. Sul resto, onestamente, non credo che la possibilità di trivellare in mare a tempo indeterminato sia questione paragonabile per importanza – chessò – alla scandalosa forbice crescente tra i super ricchi e gli altri, all’ipotesi di un reddito di dignità in una società dove il lavoro sarà merce sempre più rara, al diritto universale alla salute e all’istruzione, agli uguali diritti civili indipendentemente da genere e orientamento, o anche all’accoglienza umana o al respingimento dei profughi.

Ma c’è un fatto: che domenica 17 aprile mi permettono di esprimermi solo sulle trivellazioni a tempo indeterminato in mare, ecco. E ho la certezza che meno persone si esprimeranno in merito, più lontano sarà il giorno in cui mi permetteranno di esprimermi su tutto il resto. E no, Renzi non c’entra, Grillo nemmeno, Salvini ancora meno. C’entra semmai quella particolare forma di democrazia consistente nei cittadini che decidono in un modo o nell’altro su qualcosa che non sia un partito, contandosi senza imbrogliare: perché ogni tanto, più o meno fortuitamente, possono farlo. Ed è una forma di democrazia bellissima, emozionante, unica.

Mi auguro quindi che in futuro questa forma di democrazia aumenti, per occasioni e temi, non che diminuisca. E oltre ad augurarmelo, faccio sì che questo possa avvenire davvero, andando a votare ai referendum quando ne ho la possibilità.
DEMOCRAZIA TRIVELLATA
Paolo De Gregorio

Chiunque abbia un po’ di sale in zucca sa bene che viviamo in una democrazia apparente, illegale, fino allo strapotere renziano che trivella la Costituzione senza essere stato eletto da nessuno, con i voti di un Parlamento delegittimato dalla Suprema Corte, che ha dichiarato incostituzionali due regole della legge elettorale, che esigevano l’immediato ritorno a nuove elezioni.
Già questo dovrebbe far inorridire, ma al peggio non c’è mai fine, e la nuova legge elettorale, definita “Italicum”, con cui dovremmo votare, prevede liste bloccate dalle segreterie dei partiti che farebbero diventare una barzelletta la “libera scelta” elettorale del “popolo sovrano”.
Comunque la “Costituzione più bella del mondo” non ha impedito quei fenomeni deleteri e vergognosi che si sono verificati negli ultimi 25 anni: la presenza di inquisiti e condannati nelle istituzioni, la compravendita di parlamentari attraverso la possibilità di passare da un partito ad un altro, il conflitto di interessi che ha visto il monopolista delle TV private ma di concessione statale, andare al potere politico.
Per impedire che questi fenomeni si ripetano all’infinito, bisogna cominciare a pensare a nuove regole, anche emendando la Costituzione, che devono essere presenti nel programma elettorale di chi desidera che finalmente si cambi in profondità il modo di far politica.
-La cosa più importante è partire con una nuova legge elettorale, che riporti alle urne quel 50% di cittadini che non le frequentano più, con immensa gioia di tutta la vecchia politica
-chi ha precedenti penali o procedimenti in corso non può essere candidabile. Se il reato viene commesso durante il mandato parlamentare l’autorità giudiziaria deve poter procedere senza chiedere alcun nulla osta alle assemblee parlamentari e ci inseriamo in un sistema in cui ogni cittadino è uguale davanti alla legge
-i partiti si devono presentare singolarmente e non in coalizione, la soglia di sbarramento deve essere almeno al 5%, le coalizioni non funzionano, sono litigiose e spartitorie, ricordiamo la ridicola ammucchiata del governo Prodi con 10 partitini rissosi che bloccarono qualunque possibilità di governo
-per impedire che la disponibilità di denaro sia decisiva per la propaganda elettorale, si deve vietare l’uso di manifesti, spot radio e Tv, pubblicità sui giornali, permettendo solo una campagna basata sul porta a porta con il proprio programma scritto e i comizi in spazi pubblici messi a disposizione gratis dai Comuni (questo solo si può chiamare “par condicio”).
-il finanziamento pubblico ai partiti, già abolito dal voto degli italiani e rientrato fraudolentemente, deve essere cancellato, visto che il M5S ha dimostrato che si può arrivare al 25% dei voti senza denaro, ma con la bontà del proprio programma, e tale abolizione dovrebbe riguardare anche i finanziamenti alla editoria e l’8 per mille alle Chiese.
-la modalità del voto, per capirci, dovrebbe essere quella adottata per eleggere i sindaci, maggioritaria a doppio turno (se nessuno raggiunge il 50% al primo turno, vanno al ballottaggio i due candidati più votati)
-è vietato candidarsi in più collegi
-per essere candidato bisogna risiedere nel proprio collegio da oltre due anni (non si può conoscere un territorio con i suoi problemi in meno tempo)
-è vietato durante la legislatura passare ad un altro partito, perché deve essere prevalente la volontà degli elettori su quella dell’individuo. Se non si è più d’accordo con il proprio partito ci si dimette e l’escluso più votato subentra nella carica
-dopo due legislature si è ineleggibili (la migliore ricetta anticasta che conosca)
-il “vitalizio” viene abolito (il Parlamento non è un ente previdenziale), ciascun parlamentare, per la sola durata del mandato, riceverà in busta paga il corrispettivo di quanto veniva versato nella propria attività lavorativa di dipendente o professionista
-chiunque possieda direttamente o controlli mezzi di comunicazione di massa non è candidabile
Contrappesi.
I cittadini si avvicinano al mondo politico solo se gli si offrono reali e concreti momenti di partecipazione
-il primo è quello del Referendum propositivo senza quorum, che consenta la promulgazione di leggi di iniziativa popolare
-i cittadini devono avere a disposizione lo strumento in vigore in Inghilterra il “recall”, che consente, previa raccolta di un certo numero di firme, di sospendere dalla attività politica un parlamentare che non rispetta gli impegni
-per poter giudicare l’operato dei singoli parlamentari è essenziale abolire qualunque votazione segreta che favorisce solo comportamenti truffaldini e opachi
-la RAI, oggi scippata dai partiti ai cittadini, umoristicamente definita “servizio pubblico”, deve essere solennemente trasformata in “public company”, senza pubblicità, il cui direttore generale con tutti i poteri sia eletto dai cittadini (canone pagato alla mano) fra personalità indipendenti da politica, economia, religioni (io voterei Gabanelli), in regolari elezioni da abbinare a quelle amministrative o politiche
-reddito di cittadinanza, pari a una pensione minima, per tutti i disoccupati, in cambio di 4 ore di lavoro socialmente utile, controllato e organizzato dai comitati di quartiere (i più vicini ai problemi dei cittadini e dunque da valorizzare), come alternativa alla disperazione, alla piccola delinquenza, al lavoro nero,
Senza queste regole ci hanno ridotto a sudditi, egoisti, passivi, scettici su qualunque cambiamento, fino al limite di non andare più a votare, proprio ora che una alternativa c’è e lo sa bene il nostro primo ministro, che ci invita a disertare le urne il 17 aprile per bocciare le sue amate trivelle, diamogli subito una lezione, perché se vinciamo il referendum arrivando al quorum ci sono buone probabilità di mandarlo definitivamente a casa.
..

DI BATTISTA

Domenica 17 aprile si vota, c’è il referendum sulle trivellazioni. Vediamo un po’ di cosa si tratta. Attualmente la legge italiana già prevede un divieto di nuove trivellazioni in mare entro le 12 miglia dalla costa. Tuttavia Renzi e il PD, qualche mese fa, hanno modificato il codice dell’ambiente inserendo alcune paroline magiche utili alle compagnie petrolifere.
Queste sono state le paroline che hanno inserito: “I titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento“. Che significa? Significa che oggi, anche se è proibito trivellare entro le 12 miglia, le concessioni per l’estrazione di gas e petrolio in mare – anche entro le 12 miglia – potranno essere prorogate potenzialmente per sempre, per tutta la vita utile del giacimento, quindi fino a quando le società petrolifere lo vorranno. Renzi dice: perché non estrarre quel petrolio se le piattaforme già ci sono? Forse qualche distratto potrà pensarla come lui, il problema però è che queste piattaforme estraggono poco petrolio e gas, pagano royalties da fame all’Italia, e oltretutto oltre una certa soglia di estrazione annua non pagano proprio nulla allo Stato italiano. Quindi le compagnie petrolifere hanno tutto l’interesse ad estrarre poco ma per molto tempo, così pagheranno meno tasse e soprattutto non dovranno smantellare mai le loro piattaforme. E dovete considerare che smantellare una piattaforma petrolifera per loro rappresenta un costo, per la nostra società invece rappresenta una possibilità di nuovi posti di lavoro. Se domenica 17 vincerà il Sì, le piattaforme petrolifere entro le 12 miglia cesseranno di estrarre quando scadranno i loro contratti, quindi non il giorno dopo il referendum. Quindi non si perderanno posti di lavoro, e non aumenteranno le nostre bollette. Se vincerà il No o l’astensionismo, potranno estrarre per decine e decine di anni anche poco petrolio e gas all’anno e così non pagheranno le tasse, i rischi inquinamento aumenteranno anche perché molte piattaforme sono ferrivecchi e soprattutto non dovranno mai tirare fuori qualche milioncino di euro per smantellarle. Un esempio: se dovesse vincere il Sì, la piattaforma di trivellazione Rospo Mare, davanti alle coste abruzzesi, dovrà chiudere nel marzo 2018 e dovrà essere smantellata dalle aziende petrolifere stesse. In queste ore Renzi, un premier non eletto da nessuno, e Napolitano, uno che entra in Parlamento nel 1953 l’anno della morte di Stalin (sono 63 anni che lo paghiamo) vi invitano a non andare al voto. Lo scandalo di Trivellopoli ci ha fatto capire che sono le lobby che governano il Paese, non Renzi. Renzi difende la sua poltrona, quella che le stesse lobby gli hanno dato, e per questo vuol boicottare il referendum. In un Paese come l’Italia le trivellazioni non portano posti di lavoro, al contrario allontanano i turisti, non è un caso che un Paese che vive di turismo come la Croazia, abbia bloccato le trivellazioni nell’Adriatico. Domenica possiamo mandare un segnale a questi politicanti che non rispondono alle richieste dei cittadini. E’ un’occasione per indicargli un altro modello di sviluppo, e per fargli capire che sono fossili dentro.

.

MARIAPIA CAPORUSCIO

Prima del referendum di oggi mi vorrei rivolgere a te che hai sempre pensato di godere di una superiorità morale intrinseca nelle tue tesi;
a te che avevi sempre detto che se toccavano la scuola saresti sceso in piazza,che hai sempre detto che se toccavano il lavoro e l’art.18 saresti stato pronto alla rivoluzione;che hai sempre detto che se cambiavano la Costituzione, il capolavoro giuridico nato dalla Resistenza, ti saresti fatto uccidere;
Mi rivolgo a te che ancora ti illudi, 15 anni dopo l’Afghanistan, attraverso le parole di presunti leader di un mondo che si crede libero e che invoca la “civilizzazione”  a suon di bombe;
che sei arrivato a sacrificare la tua libertà per il feticcio della “sicurezza”;
che credi di vivere in un paese talmente democratico da poter esportare democrazia eccedente all’esterno e, intanto, a casa tua, subisci le decisioni di tre premier mai eletti da nessuno;
Mi sto rivolgendo a te che ti senti esperto di politica internazionale perché leggi gli esteri di Repubblica o Internazionale una volta a settimana;
che ti credi informato, ma vivi passivamente in un regime monetario e finanziario che ha umiliato in modo assolutamente totalitario e repressivo le decisioni democratiche della Grecia;
a te che ti senti “impegnato” perché “porti avanti la bandiera dei diritti umani nel mondo” e ti lasci guidare in tutte le scelte di politica estera da un paese, gli Stati Uniti, la cui polizia uccide una persona ogni 6,5 ore, quasi 47 milioni di suoi cittadini vive in condizione di povertà, 46 milioni si rivolgono alla banca alimentare ogni anno, oltre un milione e mezzo di bambini ha dormito in un rifugio per senzatetto nel 2014 e dove è detenuta il 25% della popolazione carceraria del mondo, perlopiù afroamericani e ispanici, etc, etc;

A te che sei per la “pace nel mondo” e hai avallato tutte le decisioni del “mostro della guerra”, la Nato, e sei sempre contro tutti quei paesi che chiedono coesistenza pacifica e multilateralismo per il futuro della Terra;
Mi sto rivolgendo a te che hai sfilato per Charlie Hebdo e non hai speso una parola per la repressione dei giornalisti in Turchia,
che hai messo la bandiera della Francia e del Belgio nel tuo profilo e non hai mai speso una parola sul massacro che dura cinque anni di Aleppo e la distruzione della Siria attraverso il terrorismo foraggiato dall’occidente.
A te che credi che gli Stati Uniti siano dalla parte giusta della storia, mentre  Venezuela, Brasile, Cuba, Bolivia, Ecuador e l’integrazione indipendente dell’America Latina in generale, da quella sbagliata.
A te, proprio a te, mi sto rivolgendo.
Mi sto rivolgendo a te, elettore del Pd, che hai subito tutto questo passivamente perché credi che quel partito sia l’erede di un qualcosa che non esiste più.

A te che, nonostante Renzi, il Jobs act, l’abolizione dell’art.18, Verdini, la distruzione della scuola e della sanità, Lupi, il bail-in, Banca Etruria, Mafia Capitale, Monte dei Paschi di Siena, Guidi, Porcellum 2.0, il “terrorismo occidentale” dei droni Usa a Sigonella…. continui imperterrito in questa eterna Sindrome di Stoccolma verso dei rapitori dei tuoi ideali;
a te che continueresti a votare il PD anche con Hannibal Lecter segretario, vivendo nella perenne illusione che un Civati o un Fassina di turno, un giorno, riuscirà a renderlo di “sinistra”;
a te che non riesci proprio ad ammettere che tutto quello in cui hai creduto non potrà mai essere realizzato al Nazareno.
Mi rivolgo a te che ti sei sempre dichiarato ambientalista.

AMBIENTALISTA.

.

Riccardo Fraccaro

Il quorum è il numero di votanti necessario affinché una consultazione elettorale sia considerata valida. In Italia, la legge stabilisce che un referendum è valido solo se si reca alle urne il 50% degli aventi diritto.
Il “Referendum senza quorum” è una delle battaglie fondamentali del MoVimento, quasi una sesta stella, per la quale si combatte fin dal primo momento. E abbiamo ragione a farlo: lo dimostrano i subdoli inviti a non andare a votare che i partiti lanciano in queste ore, usando il quorum come uno strumento antidemocratico.
Ne sanno qualcosa i moltissimi Paesi occidentali dove il quorum non è mai previsto, lo dimostra anche il Consiglio d’Europa che ha chiesto all’Italia di eliminarlo dallo strumento referendario.
Senza quorum c’è più democrazia, si costringono le forze in campo ad un’onesta battaglia politica ed informativa per convincere i cittadini a votare per il Si o per il No senza furbi giochini.
Il MoVimento 5 Stelle è per la democrazia diretta: eliminare il quorum serve a coinvolgere tutti, ed è un atto di civiltà. E’ fondamentale allora partecipare al referendum di domenica per disinnescare l’arma dell’astensionismo di Renzi e delle lobbies, che grazie a lui dettano legge. Andiamo a votare e diciamo sì alla democrazia!

L’analfabeta politico

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
~Bertolt Brecht

Il referendum di domenica 17 aprile è il tuo momento. Si vota in tutte le regioni, nonostante la disinformazione quotidiana degli organi che in Italia si autodefiniscono di informazione.

.
http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. Assolutamente SI !

    Bernardo Piemonte

    Commento di MasadaAdmin — aprile 17, 2016 @ 8:57 am | Rispondi

  2. Ho già votato SI’.

    Ciao, Franco

    Commento di MasadaAdmin — aprile 17, 2016 @ 8:58 am | Rispondi

  3. Certo cara….
    Concy

    Commento di MasadaAdmin — aprile 17, 2016 @ 8:58 am | Rispondi

  4. Voglio dire a quel c******e di Renzi che è INUTILE andare ai SUMMIT SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO come l’ultimo di Parigi di qualche mese fa e farsi tanti selfie e straparlare di impegno sulle energie rinnovabili

    e poi favorire i petrolieri FACENDO PROPAGANDA PER L’ASTENSIONE sul referendum contro le trivellazioni entro le 12 miglia da qui all’eternità.

    Renzi sei una vergogna nazionale e qualsiasi italiano con UN MINIMO DI SALE IN ZUCCA andrà a votare contro il tuo mare di cazzate!

    Nicola Nicolini

    Commento di MasadaAdmin — aprile 17, 2016 @ 9:05 am | Rispondi

  5. Ho votato Sì , questa mattina . Con grande sopresa ieri mi trovavo ad una festa di compleanno di una bimba che é amica di mia figlia e ho scoperto parlando con altri genitori che non erano a conoscenza che oggi si vota. Ogni occasione per me é buona a parlare di politica e oggi sono andati a votare loro e altri amici che ho avvisato con un sms su Tekegrsm . Un saluto 😊

    Commento di bukurie — aprile 17, 2016 @ 11:50 am | Rispondi

  6. Ops …! Il T9 ha scritto Tekegrm anziché Telegram 😀

    Commento di bukurie — aprile 17, 2016 @ 11:51 am | Rispondi


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