Nuovo Masada

aprile 16, 2016

MASADA n° 1755 16-4-2016 CASALEGGIO E LA DEMOCRAZIA DIGITALE

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MASADA n° 1755 16-4-2016 CASALEGGIO E LA DEMOCRAZIA DIGITALE
Blog di Viviana Vivarelli

“… tutti i problemi di cui stiamo parlando, cioè la legge che non viene applicata, gli operai che muoiono, il lavoro come ricatto, la riduzione in schiavitù delle persone, alla fine siano riconducibili tutti alla questione del denaro che ha preso il sopravvento su qualunque aspetto della nostra vita. Al denaro andrebbe attribuito un peso marginale nella società perché in sostanza è una forma di scambio di beni. Nessuno dovrebbe possedere più di un certo livello di beni materiali, un massimo di 3 o 4 milioni di euro. Non è un discorso francescano ma politico.
L’accumulo di denaro non va d’accordo con la democrazia. Chi concentra molto denaro può influenzare la società, piegare la
politica e quindi la gestione della cosa pubblica ai suoi interessi.”
Gianroberto Casaleggio, ‘Il Grillo canta sempre al tramonto’ ed. Chiarelettere
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Alessandro Gilioli
Imparare la rinuncia. La forza morale di dimostrare distaccamento dal denaro in favore della politica. Questo è il concetto più forte che ha introdotto politicamente Gianroberto.
Un messaggio cristiano eppure di una violenza devastante in una società dell’avere in cui si abbiamo invertito l’essere con l’avere
“.

BEPPE GRILLO- PAROLE GUERRIERE
Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile. Ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte.

Senza la tua fondamentale opera queste parole non sarebbero mai state scritte, urlate, diventate FATTI

Giovanni
Casaleggio ha il grande merito di aver dato voce e rappresentanza a chi ormai si era allontanato dalla politica perché forse la politica si era allontanata da loro. Ha il grande merito di aver canalizzato in forme (quasi ) democratiche il dissenso delle persone verso la politica. Ha il grande merito di aver riportato a discutere di scelte ideali molti giovani che erano diventati indifferenti nei confronti della politica perché la politica, forse, era diventata indifferente nei loro confronti. Onore al merito!!
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ANT
E’ morto un pioniere.
E’ morto uno stratega.
Pioniere di un processo sociale pragmatico, definibile e tangibile e con accenni e sfumature poco ideologiche e piuttosto concettuali e visionarie dello stesso processo. Ecco perché siamo de facto costretti a parlare di idea e non ideologia.
La sua grandezza, a differenza di altri, non la vedo nell’unicità delle sue visioni.. ma proprio nella singolarità del proprio ruolo di sintesi tra teoria e pratica. Di fautore e garante di questo processo.
Un processo di trasformazione che non può non avere una fase di canalizzazione. Una fase di ribaltamento e sviluppo. E questo perché nulla si crea o si distrugge da sé… ma ogni cosa si trasforma.
Ecco perché Gianroberto è stato un innovatore assoluto della dialettica politica, sociale ed economica.
Ma a differenza di figure carismatiche che abbiamo consegnato alla pura filosofia, Gianroberto Casaleggio si è fatto – come pochissimi uomini nella storia – anche garante e stratega della sua creatura concettuale.
Un gruppo di uomini di statura elevatissima e di contributi non solo sociali e politici – nel bene e nel male -.
Ed il loro bagaglio di necessarie contraddizioni, a voler perlustrare con lente ideologica il loro cammino. Ghandi – visionario della non violenza, muore violentemente -. Hitler – ideologo della supremazia tedesca, soccombe dominato -.
Ma il Movimento 5 Stelle andrà oltre.
Perché non e’ tanto figlio di un’idea quanto dell’approccio di due personalità profondamente carismatiche e bilanciate. Di cui una e’ Casaleggio e l’altra e’ Beppe Grillo. Testa e cuore. Acqua e Fuoco.
Un binomio di antipodi apoditticamente complementare,
Uno Yin e Yang trasmesso alla loro creatura e alla dialettica italiana.
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“… Perché senza utopia non si può progettare nulla, senza utopia non si rovescia il marcio, senza utopia nessun cambiamento reale è possibile.
L’utopia è il sognare a occhi aperti di Lessing, l’obiettivo verso cui tendere di Kant
… “(Alessandro Gilioli ).
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ANT
E c’e’ del cuore e tanto cuore e raffinatezza nel Movimento 5 Stelle che solo chi lo guarda con disprezzo può non notare.
E lo testimonia, anche in questi giorni, la vicinanza di un Premio Nobel italiano.

Viviana Vivarelli

Mio marito lavorava in IBM. Quando nacque il portatile, in IBM dissero che il nuovo oggetto non avrebbe attecchito. Lo stesso scetticismo ci fu col bancomat. La prima mostra degli Impressionisti suscitò ribrezzo e risate. Nessuno volle credere che il piccolo aereo dei fratelli Right potesse sollevarsi in aria. Nessuno accettò il telegrafo di Marconi. Il primo telefono finì in un parco divertimenti. Il cannocchiale di Galilei non convinse i saggi veneziani a guardarci dentro. Oggi c’è chi dubita della democrazia digitale. E sulla democrazia diretta, si continua a dimenticare che è una realtà di fatto in Svizzera da 60 anni e viene usata oggi in Islanda.
Spesso accade che i precursori non siano capiti.
Cortezza di visione. Conservatorismo. Ignoranza. Mancanza di immaginazione. E poi tanti che trovano più facile denigrare invece che capire.
Ma Casaleggio era avanti e aveva una visione.
Per nostra fortuna, il progresso e la civiltà vanno avanti sulle gambe dei visionari. Oppure resteremmo immobili e chiusi in una ripetizione ossessiva come una colonia di formiche che ripete sempre i propri schemi immutabili.

L’Islanda ha la prima Costituzione del mondo fatta direttamente dai cittadini sul web. Nell’estate 2010 (6 anni fa), 950 cittadini islandesi, selezionati casualmente, furono convocati per costituire il National forum e discutere le linee guida della nuova Costituzione. A novembre si elessero i 25 cittadini dell’Assemblea costituente, selezionati tra 522 candidati. Requisiti indispensabili: la non appartenenza a nessun partito politico, la maggiore età e il sostegno di almeno 30 firmatari. L’Assemblea fu incaricata della prima stesura della nuova Costituzione, partendo da un documento di 700 pagine che raccoglieva i punti salienti del dibattito del National forum. Il lavoro dell’Assemblea fu via via pubblicato su un sito e sottoposto al giudizio dei cittadini islandesi, che espressero pareri e suggerimenti. A disposizione degli utenti anche una pagina Facebook e un profilo Twitter dedicati, un canale YouTube e un album di foto su Flickr. La partecipazione fu facilitata dall’enorme sviluppo della banda larga: in Islanda l’80% delle case ha una connessione ADSL. Nacque così la Costituzione “wiki”, basata sul legame tra Stato e cittadini, dopo la sfiducia causata dalla crisi economica che estromise la vecchia casta politica. I punti salienti riguardavano i temi che più stavano a cuore al popolo: innanzitutto economia e finanza, messe duramente alla prova dal fallimento delle principali banche nazionali, in seguito alla crisi americana dei mutui subprime. Anche per le risorse naturali, di cui l’Islanda è ricchissima, si previdero specifiche disposizioni, tra cui il diritto a un ambiente salubre e a una salute incontaminata. Un altro tema di primo piano fu la libertà d’espressione e la tutela del diritto d’accesso alla Rete, garantito a tutti.
Si stabilì il limite di 3 mandati per il presidente della Repubblica e la possibilità per l’elettorato di inviare proposte di legge al Parlamento.
L’es. islandese di una Costituzione scritta in crowdsourcing, ossia attraverso il contributo degli utenti, potrebbe essere seguito da altri paesi. All’università di Stanford è stato elaborato il progetto di una piattaforma online che consenta agli utenti di discutere testi ed elaborare proposte per la nuova Carta. Alla piattaforma si affianca un wiki, aperto a tutti coloro che intendono fare proposte per la nuova riforma istituzionale.
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Se la Svizzera ci dà il primo e più consolidato sistema di democrazia diretta realizzato in tempi moderni, l’Islanda fa un passo in più, trasforma la democrazia di digitale, costruendo una nuova Costituzione sul web. E’ quanto Casaleggio ha magnificamente intuito con uno svecchiamento formidabile della politica che da diretta si fa DIGITALE.
La Democrazia Digitale è la forma di Democrazia Diretta più moderna esistente, quella che usa le moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle consultazioni popolari, usa cioè internet e il web per far emergere e comprovare la volontà sovrana dei cittadini. La Democrazia Diretta Elettronica è la più alta forma di democrazia Digitale, e presuppone che i cittadini siano i soggetti legislativi primari attuando nel modo più completo il principio costituzionale della loro sovranità.
Ovviamente per essere operativa, non basta che la Democrazia Diretta sia annunciata, deve essere inserita nella Costituzione, richiede cioè che la Costituzione preveda gli articoli che la rendano operativa, dando direttamente alle scelte popolari la forza di legge. Richiede, cioè, che il Movimento 5stelle vinca le elezioni e generalizzi il suo progetto facendolo divenire operante a livello delle istituzioni che dovranno essere, dunque, totalmente riformate, togliendo alla Casta politica i poteri assoluti che ha adesso e rendendo al popolo una sovranità che deve essere esercitata direttamente e non delegata a rappresentanti. Nella visione di Casaleggio i delegati sono legati ai propri elettori da un vincolo di mandato (recall) e non possono fare come fanno generalmente adesso quando compiono atti esattamente contro i precedenti programmi o in relazione a interessi privati o di lobby, si alleano ai nemici dichiarati, cambiano di partito o schieramento o si asservono a potenze straniere o poteri esterni.

Non ci sono ostacoli, se non nella volontà contraria del potere, che possano impedire l’applicazione della Democrazia Digitale nel mondo. In Italia la tendenza dei partiti è stata di esautorare i cittadini della loro sovranità, lo hanno fatto prima col porcellum, che ha trasformato la democrazia in una oligarchia di segretari di partito con liste formate dalle loro scelte e non da quelle dei cittadini, hanno poi distorto il senso di ogni ideologia politica con le larghe intese e l’infame patto di alleanza tra Pd e B, infine hanno esautorato dei loro poteri i massimi organi dello Stato, come il Parlamento o la Corte dei Conti o ne hanno distorto i fini come hanno fatto col Presidente della Repubblica, la Cassazione o la Consulta e ora centralizzano ancora di più il potere con la distorsione creata col nuovo Senato e una Costituzione facilmente variabile per facilitare il passaggio a una repubblica presidenziale. Non c’è nulla di più contrario alla visione di Casaleggio dell’operato di Renzi che sta creando un sultanato con uno solo che assomma tutti i poteri e una corte di yesman, un dispotismo partitico centralizzato e autoritario, che toglie sovranità al popolo per rendere inamovibile e impunibile la Casta.
Ma se al momento è molto difficile introdurre in Italia la Democrazia Digitale, questa viene applicata e da molto tempo in altri Paesi. Nella sua forma più forte in Svizzera, sia a livello federale che locale, poi negli Stati Uniti, a livello dei singoli Stati.
Le prime esperienze pratiche dimostrano che e-democracy può essere usata per migliorare la burocrazia relativa alle operazioni di voto (voto elettronico) e nei processi decisionali relativi alla deliberazione popolare.
La Germania è una delle nazioni guida nell’e-democracy, in parte perché il locale mondo politico ha subito visto in questa la possibilità di interagire e fidelizzare l’elettorato, in parte per una tendenza culturale democratica non delegante, tipica dei paesi a forte cultura calvinista.
Ora il progetto Roussesau per i 5stelle creerà una piattaforma che di fatto sarà un’assemblea permanente e virtuale, dove tutte le iniziative vengono sviluppate e messe ai voti tra tutti gli iscritti al partito. Le iniziative che passano il vaglio dell’assemblea, sono portate avanti dai loro rappresentanti.
Per citare altre iniziative concernenti l’implementazione di e-democracy, l’adozione da parte del Partito Socialdemocratico Tedesco della piattaforma deliberativa Adhocracy.”
Anche negli USA la e-democracy ha destato parecchio interesse, in quanto ramo di sviluppo delle tecnologie informatiche, da sempre considerate strategiche.
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Chiaro che in Italia le reazioni dei partiti alla democrazia digitale è stata negativa. Essa aprirebbe alla loro destituzione. I motivi di opposizione sono sostanzialmente due:
-il peso delle lobby sulla gestione politica;
-i tradizionali meccanismi elettorali che arricchiscono indebitamente di soldi e di potere una casta feroce di politici attaccati ai loro privilegi e abusi
Ma nel mondo ci sono stati vari progetti nel senso di una maggiore democrazia, come E-Democracy.org, un’associazione di cittadini nata nei tardi anni 90 in Minnesota, capace di indirizzare attraverso il dibattito e la pressione le elezioni locali e le successive scelte amministrative; MixedInk, una piattaforma attivata dalla Casa Bianca allo scopo di aprirsi alle proposte dei cittadini (open government); White House 2, un’iniziativa privata open source che ha portato alla creazione di una piattaforma per realizzare programmi e proposte condivise; fu promossa durante la prima campagna elettorale del presidente Obama nel 2008, e rimase attiva fino al 2010.
In materia ambientale, l’Europa ha mosso i primi passi verso l’implementazione dei principi partecipativi attraverso la convenzione stipulata ad Århus, Danimarca, il 25 giugno 1998. Ratificata dall’Italia con la legge 16 marzo 2001, n. 108, la Convenzione richiede ai governi di intervenire in tre settori: garantire ad un pubblico il più vasto possibile (persone fisiche o giuridiche, associazioni, gruppi o organizzazioni) il diritto di accesso alle informazioni ambientali detenute dalle istituzioni e dagli organi comunitari; prevedere che le informazioni in materia ambientale siano messe a disposizione del pubblico attraverso banche dati elettroniche facilmente accessibili; prevedere la partecipazione del pubblico all’elaborazione di piani e programmi in materia ambientale da parte della Comunità.
Molti faticano a capirlo ma siamo arrivati alla fine di un’era. Il web propone mezzi e strumenti impossibili prima e sarebbe da ciechi rifiutare di vederli. La storia non esige passi indietro e chi tenta di immobilizzare il tempo farà la fine dei dinosauri.
Cambiare si può, cambiare si deve.
Con la rete non ci sono scuse per non essere cittadini attivi e non sudditi, per esercitare la democrazia vera, intesa come partecipazione, condivisione di scelte, di priorità di programmi, partecipazione alla stesura, alla selezione dei rappresentanti, alle scelte dello stato. E la maggioranza dei cittadini impegnati, chiamati a queste scelte, determinerà il corso degli eventi e sarà sicuramente meglio di quanto non faccia questa classe di servi politici sotto un unico capo.
Democrazia è dare a tutti gli strumenti per partecipare, prima di tutto l’informazione.
Democrazia è promuovere e accettare le scelte della maggioranza prese con la democrazia diretta, e non ex cathedra attraverso la voce del padrone o dei servi del padrone di turno, che si chiami Renzi o Berlusconi.
Ci sono casi in cui veramente il mezzo è il messaggio. Casaleggio lo aveva capito e lavorando sul mezzo ha permesso al messaggio di una democrazia più vera e moderna di venire avanti per affermarsi per il bene di tutti.

Democrazia vuol dire scelta. Se le scelte le fa solo uno, non siamo in democrazia.
Le scelte fanno parte della libertà. Le deleghe hanno senso fin quando la persona a cui deleghi il tuo potere fa i tuoi interessi. E’ un sistema di falsa democrazia quello in cui, quando credi di delegare, in realtà non scegli la persona che vuoi o quella che fa il tuo utile ma ti viene imposta dall’alto come avviene col porcellum, con l’Italicum, col nuovo Senato e, quando vedi che il tuo rappresentante si dimostra infido, non hai poi la possibilità di cacciarlo, o peggio ancora non puoi far nulla se quello prende tutto il potere che gli hai dato e lo usa contro di te.
La democrazia parlamentare dopo decenni di applicazione ha dimostrato tutti i suoi difetti e le sue inadempienze. Invece di fare del Parlamento l’organo dei rappresentanti popolari, ha creato una Casta eterna di detentori del potere che sono disposti a tutto pur di conservarlo e che è capace solo di difendere se stessa e occupare altro potere.
Solo la democrazia digitale permetterebbe la selezione, il controllo e la cacciata degli indegni.
Dicono che la democrazia digitale non si può fare perché il voto on line è falsificabile, ma tutto si può correggere e tutto si può falsificare. O ci siamo dimenticati che il famoso ‘carta e matita’ trasformò dopo il fascismo una vittoria della monarchia in una vittoria della repubblica. O che con i sistemi attuali la prima votazione per Bush aveva visto la sua chiara sconfitta ma i risultati americani furono alterati. O che quando i risultati di Berlusconi arrivarono al Quirinale e lo davano sconfitto, in pochi secondi quegli stessi dati si rovesciarono e ne proclamarono la vittoria. O forse dimentichiamo che con ‘carta e matita’ dittatori come Putin hanno sempre il 98% dei consensi.
Oggi abbiamo sistemi per impedire che i soldi possano essere sottratti dai nostri conti in banca e facciamo on line bonifici e pagamenti, perché lo stesso sistema che vigila sui nostri soldi non potrebbe vigilare sul nostro voto?
In quanto alla segretezza del voto dei parlamentari, penso che dovrebbe essere abolita così che chi li ha votati sappia sempre cosa fanno i suoi delegati e possa delegittimarli in caso di tradimento del mandato, cacciandoli dalla politica per sempre, come si fa con un funzionario infedele.
Contro la democrazia digitale trovo le obiezioni di tanti oppositori semplicemente infantili e deprimenti, frutto di ignoranza, disinformazione e accanimento nel difendere il peggio, come se non potessero vedere con i loro occhi a quale degradazione, recessione e morte civile ed economica ci hanno portato il neoliberismo, il turbocapitalismo e i pessimi sistemi parlamentari odierni che hanno semplicemente ucciso i germi della democrazia per diventare pseudo oligarchie dei soliti pochi.

Stiamo vivendo la crisi gravissima del sistema parlamentare, i cui abusi e vizi sono sotto gli occhi di tutti e stanno portando al fallimento gli Stati.
In Italia il fenomeno è peggiore a causa di una casta politica che è la più corrotta d’Europa e che ha perso per strada ogni pudore e ogni valore, portandoci ad essere il Paese peggio amministrato ed economicamente più debole d’Europa.
Occorre fare una rivoluzione culturale e una rivoluzione di sistema!
L’Italia deve farsi promotrice di un mutamento strutturale epocale come quello che contrassegnò le costituzioni occidentali della fine dell’800, col passaggio dalla monarchia assoluta a sistemi parlamentari sotto l’egida della Costituzione.
E’ il momento di uscire dal sistema parlamentare ormai marcio e insufficiente che calpesta la democrazia ed elimina la sovranità popolare e di entrare in un sistema costituzionale nuovo, che salvi i valori e trasformi i mezzi per attuarli, in particolare riformi radicalmente la rappresentanza politica, ponendo fine ai suoi vizi ed abusi.
La democrazia parlamentare non governa più oggi in funzione del bene collettivo, ma di interesse privati di una Casta e al servizio di interessi finanziaria,lobbistici e bancari che calpestano il bene collettivo e stanno portando alla glaciazione l’economia reale a favore di un turbocapitalismo che si presenta come l’esito peggiore del neoliberismo dei mercati.
Col passare del tempo, i governi si sono sempre più staccati dagli elettori, dipendendo sempre più da chi li sovvenzionava (banche, multinazionali, lobby, cricche di magnati, produttori di armi…) legandosi sempre più a quegli organismi internazionali (Fm, Bm, Bce..) che sono stati istituiti col preciso scopo di garantire ai magnati il loro potere e che non hanno mai badato ai diritti dell’ambiente, ai diritti dei popoli, alla sopravvivenza dei deboli, trasformando il pianeta in un enorme mercato di tipo feudale dove è cresciuta la miseria e si sono persi i valori umani per la spietata legge del capitale.
Rivoluzionare la funzione dei politici nazionali è solo il 1° atto di rivolta contro questo sistema iperliberista e assassino che si attanaglia e che viene pensato come invincibile, per modificare poi i patti europei e arrivare a spodestare i grandi organismi economici mondiali che hanno sostituito i sistemi, le ideologie e i governi, togliendo ai popoli ogni sovranità e ogni democrazia.
I partiti hanno abusato dei loro poteri.
Hanno violato la Costituzione.
Hanno tradito i loro elettori.
Hanno ucciso la democrazia, dando a se stessi le garanzie di eternità, impunità arricchimento continuo, abuso permanente.
Hanno calpestato gli esiti referendari.
Hanno adulterato il sistema elettorale.
Hanno ignorato i desideri e i bisogni dei cittadini.
Hanno deformato la Giustizia.
Hanno svuotato gli organi di controllo.
Hanno disertato dai programmi che avevano presentato ai loro elettori.
Continuano a fare scelte di spese e di priorità che nessun cittadino normale auspicherebbe.
Hanno più che dimostrato di non avere alcune idea o proposta per lo sviluppo.
Continuano solo ad aumentare le tasse, le spese nocivi o inutili, le armi, gli aiuti agli amici, gli squilibri di sistema, gli abusi di Casta.
Fanno solo crescere la disoccupazione e i fallimenti. Ci fanno solo morire.
Hanno provato in ogni modo possibile di essere obsoleti, inutili, nocivi, corrotti, autoreferenziali, antidemocratici.
Solo un pazzo potrebbe volere che queste tenie continuino a farci morire succhiando ciò di cui abbiamo bisogno!
Casaleggio si è opposto a tutto questo
E ci ha dato il modo e l’oggetto per cui lottare
Il modo è il web e una nuova forma di democrazia
L’oggetto è la nostra libertà, la nostra democrazia, il nostro Paese, il nostro futuro.

MIO PADRE
Davide Casaleggio

Volevo scrivere due parole su mio padre, perché molti non lo conoscevano veramente e per me é stato un padre fantastico ed é bello essere orgoglioso del proprio padre come lo sono io. Il suo essere riservato e allergico ai riflettori ai piú lo rendevano sconosciuto. Era ostinato, sua zia mi raccontava che fin da piccolo per ottenere i suoi giornalini non faceva i capricci, ma si stendeva direttamente sui binari del tram, e con il blog era lui in prima persona a battagliare contro i troll, la sua mania erano i dettagli, nulla passava se i dettagli non erano sistemati. Ma era soprattutto un grande lavoratore, nessun giorno era veramente vacanza in particolare i week end. Fino a quando ha potuto camminare é sempre voluto andare in ufficio, tutti i giorni, e il suo sguardo non si staccava mai dal futuro. Aveva l’audacia di vedere il futuro prima degli altri e di crederci anche quando gli altri ne diffidavano.
Ma oggi volevo raccontarvi una storia per farvi capire quale é stata la sua vita.
Un gruppo di 50 persone stava frequentando un seminario. Improvvisamente l’oratore si fermò e decise di fare un’attività di gruppo. Iniziò a dare un palloncino a ciascuno dei 50 seminaristi. Ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza.
Una volta riempita la stanza di palloncini, l’oratore chiese ai 50 seminaristi di rientrare dentro e trovare il palloncino col proprio nome entro 5 minuti. La scena fu questa: tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate….nella stanza regnava il caos totale!
Allo scadere dei 5 minuti nessuno riuscì a trovare il proprio palloncino.
Vista la prova fallimentare ad ognuno di loro fu chiesto di raccogliere un palloncino qualsiasi e darlo alla persona che aveva scritto il nome su di esso. In pochissimi minuti tutti avevano in mano il proprio palloncino!
A questo punto l’oratore disse: Questo è esattamente ciò che sta accadendo nella nostra vita. Tutti siamo alla ricerca frenetica della felicità…giriamo come delle trottole, ma non riusciamo a trovarla.
La nostra felicità sta nella felicità delle altre persone. Rendete loro felici e avrete la vostra felicità.
Mio padre non ha mai tenuto per sé palloncini, ma li ha sempre donati agli altri con il sogno di cambiare in meglio questo Paese. Chi sente di aver ricevuto un palloncino da mio padre lo conservi con cura. Chi condivide il suo sogno lo persegua senza mollare mai come ha fatto lui, fino alla fine.

Viviana
Oggi assistiamo a un soprassalto di dignità e di democrazia dal basso
Il regime autoreferenziale dei partiti vacilla
La sua condanna esce netta dalle sue malefatte, dalla crisi in cui ha gettato il Paese,dalla dipendenza da forze che desiderano solo la nostra depredazione,dall’inettitudine proterva a governare senza produrre sviluppo,epurare i mali interni,tagliare abusi e privilegi,creare futuro per i giovani,realizzare la democrazia,uscire dalla servitù al sistema finanziario
Ma non sarà certo con questi Capi del Governo che ci risolleveremo e Renzi è il peggiore di tutti, il peggior governo dell’era repubblicana
Berlusconi, Bossi, Letta, Monti, Renzi… nessuno di loro e nessuno dei partiti italiani ha mai fatto la minima cosa per eliminare gli sprechi del carrozzone pubblico,tagliare la corruzione politica,combattere veramente la mafia, controllare le malefatte delle banche e costringerle a dare credito alle famiglie e alle imprese,pagare i 90 miliardi che lo Stato deve alle imprese italiane,per abbassare le tasse con una riforma del fisco che lo renda più equo stroncando l’evasione (attualmente Equitalia riscuote solo il 5% dell’evaso emerso! E Padoan ha fatto un altro regalo ai fondo neri svizzeri!).
Peggio ancora, Pd e Fi sono entrati nella sporcizia e corruzione delle banche,delle fondazioni,degli enti inutili,degli organi di controllo, con doppie e triple cariche e il mantenimento incostituzionali di ogni sorta di finanziamenti, rimborsi, regalie, concessioni, mazzette, compravendita, truffe… disperdendo denaro pubblico e cioè di noi tutti per sanare i propri enormi guai finanziari e giudiziari. E, chiaramente, se il controllore diventa il percettore degli utili illeciti, è ben difficile che il controllo avvenga!

LE DIFFICOLTA’ DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA
Viviana Vivarelli

In Islanda i patiti e le lobby hanno fatto di tutto per sabotare la nascente democrazia diretta. Che la casta politica osteggiasse qualunque tentativo in tal senso era scontato. Che la democrazia diretta non possa essere il sistema del futuro, invece, non è scontato per niente. Certo la lotta sarà lunga, graduale e difficile ma intanto in Italia è cominciata a differenza di altri Paesi come Spagna e Grecia dove il nuovo non è mai nato.
In Svizzera la democrazia diretta c’è da molti anni e viene studiata da altri Paesi anche del terzo mondo. Certo il passaggio non sarà facile né indolore. Il fatto è che molti cittadini non si sentono più rappresentati dai politici eletti in parlamento, vogliono avere più voce in capitolo e partecipare direttamente. Casaleggio ha colto questa aspirazione come nessun altro. Ma il passaggio sarà graduale.
Intanto si dovrebbe passare a forme di democrazia allargata, aumentando l’ascolto dei cittadini non solo attraverso i sindacati ma anche dando maggior potere a gruppi come gli ambientalisti, i gruppi a difesa delle donne, i gruppi a difesa dei gay, i consumatori ecc. Poi si dovrebbero migliorare le due forme di democrazia diretta che già abbiamo e che sono i referendum (eliminazione del quorum) e i sindacati (regolamenti più severi), che hanno bisogno entrambi di correttivi e che Renzi invece sta distruggendo. Occorre un sistema elettorale migliore dell’Italicum, aperto alle preferenze e più proporzionale senza l’orrendo premio di maggioranza attuale. Infine, dovrebbe essere moderato lo strapotere dei politici nell’operato, nell’onestà, nei soldi e nel tempo (come il M5S ha statuito) e posto il diritto del recall degli indegni.
La democrazia diretta non è una rivoluzione, è una tendenza, ma rivela una aspirazione innegabile nelle società moderne. Prima o poi il passaggio a sistemi più aperti e meno oligarchici e autoritari ci sarà. Il fatto che i politici di carriera e le lobby non lo vogliano è fisiologico.
In realtà la democrazia diretta in senso assoluto non esiste e anche quella svizzera è una democrazia semi-diretta che comprende sia elementi di democrazia diretta che di democrazia rappresentativa.
In Svizzera, i due principali strumenti di democrazia diretta sono l’iniziativa popolare e il referendum facoltativo. L’iniziativa consente ad almeno 100mila cittadini con diritto di voto di proporre una modifica della Costituzione federale. Il referendum facoltativo consente ad almeno 50mila cittadini di sottoporre al voto popolare una legge approvata dal parlamento. La tragedia italiana è che lasciamo che un bulletto di provincia eteroguidato per interessi contrari a quelli nazionali tagli drasticamente i diritti elettorali, costituzionali e del lavoro con l’appoggio bieco e succube del partito di maggioranza e che, invece di ampliare la nostra democrazia, la stia distruggendo. Anche la riforma del Senato e il modo con cui è stato affrontato il referendum sulle trivelle (solo 13 minuti di tg durante mesi e propaganda verso l’astensione) prova ampiamente il carattere autocratico e antidemocratico di un piccolo ras che vorrebbe eliminare del tutto i diritti democratici, specialmente il voto. E questo non è sano per nessun Paese del mondo. Non so come questo possa essere negato e francamente la condotta dei piddini desta solo schifo e ripugnanza.

Le Democrazie moderne si riducono a libera concorrenza politica per raggiungere gli strumenti per la concentrazione del potere e della violenza, i poteri arbitrari di legiferare, espropriare e di tassare senza consenso (mezzi politici di acquisizione della ricchezza): una gara che favorisce i soggetti peggiori, i talenti politici aggressivi e più pericolosi a scapito di quelli difensivi e pacifici: una competizione che incentiva abilità come la demagogia moralmente disinibita, la ciarlataneria, la menzogna, il sotterfugio, l’opportunismo e la corruzione. La statalizzazione democratica stimola l’abilità di imprenditori politici, di lobbisti senza scrupoli ed è il miglior sistema per assicurare che uomini pericolosi riescano ad arrivare al governo.” (Rudolph J. Rummel)
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Qual’ è il miglior Governo?… Quello che ci insegna a governarci da soli” (Goethe)
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La Democrazia non è uno sport da spettatori: se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più!” (Michael Moore)
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Oggi viviamo in un mondo i cui i dottori distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le scuole distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertà, la stampa distrugge l’informazione, la religione distrugge la morale, e le banche distruggono l’economia.” (C. Hedges)
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Mail di Nando Meliconi:
Ti racconto una cosa, quel giorno che l’ho conosciuto a piazza Navona per il Cozza Day, Casaleggio mi chiese anche di te, chi è Viviana Vivarelli, c’è qui oggi?
era l’unico che ci conosceva uno per uno, l’unico che col suo staff l’ha sempre letto, il Blog, forse non ce ne siamo accorti, ma tante cose che venivano scritte sul Blog poi erano spunto per il Blog stesso.
Ciao
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Viviana
Ma va?
Grazie, Nando, di questa cosa. Se è vero, mi fa tanto tanto piacere, perché io ci metto tutta me stessa in questo progetto.
Qualche volta quando mi sentivo proprio giù, prima di dormire facevo qualche fantasia riparatrice e siccome con la fantasia si può realizzare anche i desideri più infantili, mi immaginavo di andare a un grande raduno dei 5stelle e che qualcuno mi chiamasse sul palco e che tanti mi applaudissero come una amica che si conosce da tanto tempo, una di famiglia. Ovviamente, nel mio sogno, io sono giovane, snella e bellissima, non sono quella vecchia carampana che sono e salgo con un balzo agile sul palco, mentre ora non riesco quasi a salire sugli autobus e devo tirarmi su a forza di braccia.
E, siccome nel mio sogno non mi mancava nulla, cantavo per tutti con una voce bellissima alla Susan Boyle una canzone sfolgorante di libertà e tutti la cantavano con me.
Ma nella realtà io non ho voce e sono pure stonata 🙂
Grazie di avermi detto questa cosa, Nando
Non me la sarei mai aspettata. E oggi ne avevo proprio bisogno..
,
Ale
La cosa non mi stupisce, anche perché lui conosceva tutti quanti i nick che postavano e anche i vostri pensieri, sicuramente gli avrebbe fatto piacere fare due chiacchiere con te.

http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. Cara Viviana, condivido la tua felicità per ciò che ti ha riferito Nando Meliconi. Ricordi, una volta ti scrissi che dovevi metterti in gioco. Sono sempre convinta che, nel tuo caso, l’età cronologica non sia un impedimento. Con affetto Claudia

    Commento di claudia — aprile 16, 2016 @ 4:07 pm | Rispondi

  2. Mi spiace, ma in Islanda non c’è alcuna costituzione basata sulla democrazia diretta, è stato tutto un rinvio continuo:

    Qui trovi la bozza della costituzione islandese che hanno presentato nel 2011:

    http://www.domir.it/files/traduzione_Costituzione_islandese.pdf

    Di fatto poi con il tempo non hanno concretizzato:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2013/06/03/la-democrazia-diretta-in-islanda-si-ferma-a-meta-strada/

    http://www.fainotizia.it/inchiesta/26-09-2013/islanda-che-fine-ha-fatto-la-costituzione-2.0

    Questa a riguardo è la fonte più recente, del 2014:

    http://www.ilpost.it/2014/08/01/costituzione-islanda-fallimento/

    Commento di Ale — aprile 16, 2016 @ 10:15 pm | Rispondi

  3. il denaro è davvero il punto chiave:

    la privatizzazione illegale/incostituzionale/criminale dell’emissione di moneta (BCE è privata, e anche le banche commerciali – private – CREANO “moneta”)

    la totale virtualizzazione informatica dell’emissione (per “creare” 1 trilione di dollari basta un laptop, digiti 1 zero zero zero zero… e pigi INVIO)

    la mancanza di “copertura” del valore (dal 1971 il dollaro – e quindi ciascuna valuta – non è piu convertibile in / ovvero coperto da / oro)

    l’emissione di “moneta” GRAVATA DA DEBITO -> tutto il “denaro” in circolazione è debito, gravato da INTERESSE, che si compone ESPONENZIALE anno per anno, e fagocita, anno dopo anno, una fetta crescente di economia/lavoro/beni per la sua “copertura” post emissione, per il suo “servizio”

    la finanza internazionale ha ormai “comprato” (comprato si fa per dire, con soldi finti, virtuali, “scoperti”, creati come sopra)
    TUTTO, inclusi i legislatori, le poltrone chiave, immobili e terreni, aziende, infrastrutture, media e cultura, risorse

    Grillo ci era andato vicino, al punto vero, poi i banchieri lo hanno informato che “chi tocca muore”
    e sai, magari uno la sua vita la rischia anche, ma quella dei figli, come fai?

    Casaleggio, a mio parere, era parte del sistema.
    una sofisticata operazione di “gestione del dissenso”,
    come anni prima è stata rifondazione.

    devi acchiappare, e in qualche modo inattivare, quella parte di popolazione che non si beve piu le dicotomie “destra e sinistra”,
    e che potenzialmente potrebbe darti problemi
    ovviamente hai bisogno di persone “migliori”, di idee piu convincenti. Devi dare qualcosa, e cosi ti spieghi le molte ottime idee/proclami/azioni del movimento. Per “fregare” ‘sta fetta di popolazione, devi essere MOLTO credibile.
    dato che i tempi politici sono lunghi, “dai la speranza” a questi potenziali rompic., e se ne stanno buoni per altri 3/4 anni come minimo,
    prima di realizzare che neanche questa e’ la volta buona / strada giusta
    poi ricomincerai con “un nuovo soggetto politico / movimento / quelchelé”

    stessa zuppa, per dire, Report/Gabbanelli.
    per anni è stata un mito (anche se, oggettivamente, ti chiedevi “ma come le lasciano dire certe cose? – strano…”)
    si era guadagnata une credibilità notevole, a “sinistra”
    ….per poi tirare la volata ai banchieri…
    (ha gettato la maschera con “l’abolizione dl contante”: controllo totale dei banchieri sui cittadini, lucro parassitario su ogni singola transazione, distruzione dell’economia! ->> se io pago 10 euri al panettiere, questo ha 10 euri in mano, e ci fa 10 euri di benzina. il benzinaio si compra 10 euri di alimentari. il negoziante paga 10 euri di corrente… etc…. con il POS invece, innesco una BOMBA A TEMPO: al panettiere restano 9,90, al benzinaio 9,801, al negoziante 9,703, all’enel 9,066….. fatevi una simulazione con un foglio elettronico, all’1% di “commissione”, in 70 transazioni META’ dei soldi è andata ai banchieri!!, ma soprattutto INATTIVAZIONE DELL’UNICA FORMA ANCORA EFFICACE DI PROTESTA, levare i soldi dal conto, il “Bank run” l’incubo di ogni banchiere)
    Si è visto innumerevoli volte, dal caso Antonveneta che ha schiantato MontePacchi, ai Panama papers, al Pentagono che “ha perso” 5 TRILIONI (si, Trilioni) nel bilancio, alle innumerevoli “multe” alle banche di affari (JPM, GS, Barclays, HBSC, UBS etc) per evasione fiscale, riciclaggio, narcotraffico, truffa, alle multinazionali come Apple che operano con sussidiarie SENZA alcuna sede fiscale, alle triangolazioni, alle false fatturazioni, che il grosso dell’evasione NON SI FA CON LE VALIGETTE DI CONTANTI.
    del resto i controesempi sono così evidenti che lasciano senza fiato: in Svizzera non hanno tetto sui contanti, ed evadono meno.
    La soglia del contante in Italia è stata portata da 12500, a 5000, a 2500, a 1000, (e’ stata di ridotta di OLTRE il 90%!! – non mi risulta che l’evasione si sia contratta del 90% di conseguenza. Ad oggi il denaro GIA’ elettronico è oltre il 97% – se per assurdo TUTTI usassero SEMPRE, TUTTO il contante, sempre in nero, questo nero “da contante” peserebbe al piu il 3% sul totale)

    si, i soldi sono TUTTO.
    vale la pena di studiare a fondo questi meccanismi

    ma come funziona la finanza, e ancor piu la “monete”, non ce lo spiegherà di certo la “sinistra”, ad oggi TOTALMENTE controllata dai banchieri
    Renzi, ad esempio, è “uomo di De Benedetti”, a detta del suo stesso collaboratore Barca.
    E De Benedetti è nel cda di banca Rotschild

    A -> B -> C.

    Commento di Alessandro — aprile 18, 2016 @ 10:37 am | Rispondi

  4. sorry Viviana
    mi tocca fare la Cassandra, ma non è cosi “facile”
    fate MOLTA attenzione al web, alla “informatizzazione” del voto, al digitale

    a meno che non rinunci alla SEGRETEZZA, non vi è modo di verificare la correttezza (non brogli) di una qualsiasi “votazione” on line
    l’UNICO modo è pubblicare la lista COMPLETA dei votanti, scelta votata, ora di voto.
    E anche li si presuppone (fallacia della partecipazione) che la stragrande maggioranza dei votanti CONTROLLI questi dati, e controlli le somme, e occorrerebbero poi procedure per gestire i “contenziosi” (“non ho votato PD”, poi ripubblicazione dei dati “corretti”, ri-verifica….)

    tutti i ns cellulari android sono controllati da Google, cioè Bilderberg e NSA
    la prima backdoor documentata in windows risale al 1999

    l’informatica è la via maestra al broglio permanente

    mi dispiace, davvero
    non è cosi facile
    non pensate che il potere sia cosi sprovveduto da non avere gia “blindato” la rete….

    l’unica, ripeto, sono I SOLDI
    finché non blindano anche quelli (quando elimineranno il contante avremo perso l’ULTIMA strategia non violenta, efficace, scalabile e reversibile di protesta)

    ciao
    Ale

    Commento di Alessandro — aprile 18, 2016 @ 11:03 am | Rispondi


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