Nuovo Masada

aprile 9, 2016

MASADA n° 1752 9-4-2016 IL PAESE DEI CORROTTI

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MASADA n° 1752 9-4-2016 IL PAESE DEI CORROTTI
Blog di Viviana Vivarelli

Il fascismo del denaro – Il Governo è un comitato di affari colluso con le lobby – Dov’è il piano energetico nazionale di Renzi? – Sono questi i politici che si comportano con disciplina e onore? – Un miliardo investito in petrolio produce 500 posti di lavoro, in rinnovabili 17.000 – Pessimi risultati del Governo Renzi – La contestazione di Renzi a Napoli – Gli scandali di Bagnoli – Contestazioni sul numero dei nuovi occupati. Le balle del Governo sostenute dai media – Col Jobs act Renzi ha speso 12 miliardi per ottenere 156.000 nuovi occupati, arricchendo gli imprenditori, quando col reddito minimo di cittadinanza e senza togliere l’art. 18 avrebbe sollevato dalla miseria ben 2.142.857 persone – Concentrazione dei media e omologazione dell’informazione – Il crollo dei mass-media. L’informazione del mondo è in mano a 6 megasocietà ma i giovani disertano i massmedia e gli ascolti dei tg e dei talkshow crollano – Aumenta la diseguaglianza economica e sociale- Una crisi inventata per arricchire i più ricchi e impoverire i più poveri- Il tafazzismo italiano – Corruzione renziana e prescrizioni- Abbiamo solo 230 detenuti per corruzione contro i 7.986 della Germania

La piazza stracolma di Reykjavík che chiede le dimissioni del Capo del Governo reo di avere incettato bottino nei paradisi fiscali è la bellezza di una contestazione che non esisterà mai in Italia.


Reykjavic

IL FASCISMO DEL DENARO
ALDO ANTONELLI

Strana, indecifrabile e quindi anche indicibile la sensazione che mi suscita quella piazza stracolma di gente che a Reykjavik ha protestato contro il primo Ministro Sigmundur Gunnlaugsson: 22mila persone su un totale di 330mila cittadini! Come dire 321mila persone a Roma: non ci sarebbe piazza che le potesse contenere; nemmeno il Circo Massimo con i suoi 90.000 mq, calcolando 3 persone a metro quadrato, riuscirebbe a contenerle! Invidia o compassione? Meraviglia o scetticismo? Speranza o diffidenza? Certo, ricordando le parole di Charles Péguy, secondo il quale “se c’è qualcosa di peggio di avere un animo malvagio è d’aver un animo assuefatto” e non possiamo non sperare che finalmente, in questa generale, grigia assuefazione che addormenta gli animi, ci si risvegli ai grandi ardimenti per una nuova narrazione.
Da più parti, in questi ultimi anni, si è puntato il dito contro l’omologazione cui ci costringe il processo di globalizzazione in atto, globalizzazione che altro non è se non un vero e proprio processo di colonizzazione. Secondo Umberto Galimberti, nell’attuale società tecnicamente complessa e pubblicitariamente invasiva, a noi, singoli cittadini, spesso sfugge lo scopo delle nostre azioni, mentre ci viene richiesta solo la “semplice esecuzione…non le responsabilità dello scopo”. Ora privare un’attività del suo scopo significa privare chi vi prende parte di un vero rapporto con il futuro, e senza futuro l’agire si muove in quell’orizzonte senza tempo che lo trasforma in un fare senza senso, pura risposta alle richieste dell’apparato, non dissimile dalla rigida risposta che ogni animale dà agli stimoli che provengono dal suo ambiente”. Non possiamo non ricordare il forte monito di papa Francesco contro l’indifferenza: “Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo” (Misericordiae vultus; n.15).
Se non vogliamo restare stritolati in una società schiava del mercato, dobbiamo riscoprire la virtù della disobbedienza e la bellezza della contestazione e ritrovare il coraggio di dire NO!
NO al servaggio della politica all’economia!
NO alla brutalità di una finanza che satolla i pochi e lascia a bocca asciutta i molti!
NO alla follia delle cose inutili che ci vengono imposte come necessarie!
NO all’invasione della burocrazia nella nostra vita quotidiana!.
NO all’idea che si possano accettare come normali le guerre, la fame, la schiavitù infantile!
NO al ritorno dei muri e delle cortine di ferro!
NO ad una globalizzazione che libera i capitali e i delinquenti che li trafficano e imprigiona le persone!
NO!
“C’è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci», diceva George Steiner: “Mi creda, sono sgomento di fronte all’acquiescenza di tante persone per bene, trasformate in campioni di fatalismo. Che dichiarano apertamente il loro scetticismo in ordine all’inutilità della protesta, quasi che protestare fosse diventato imbarazzante. Ma le personalità più grandi del nostro tempo, i Nelson Mandela, i Vaclav Havel, non hanno mai provato questo tipo di imbarazzo. Purtroppo la famiglia e la scuola, per non parlare dell’intero sistema mediatico, inoculano sistematicamente tale virus. Ci predispongono al più totale conformismo. Per questo è fondamentale riabituarsi alla resistenza contro i falsi idoli del nostro tempo. A partire da quello principale: il denaro. Anzi, il fascismo del denaro”.

Viviana
Ho sentito un corrotto demente in un talk show de La sette affermare: “Ma che c’è di tanto strano in questo servire le lobby? E’ sempre successo. Si pensi alla Fiat…”
Beh, e non ti sembra che queste porcherie debbano cessare?
Ormai non abbiamo più chi nega e si difende. OGGI CI SI VANTA!!!!!!
POLITICI CHE SI COMPORTANO CON DISCIPLINA E ONORE
Viviana
Sono rimasta basita su un post amorale che afferma senz’ombra di pudore che una legge, in quanto tale, non può essere mai reato, come se il legislatore nel fare una legge non dovesse osservare non solo la legalità formale ma soprattutto quei principi di ordine generale e di bene collettivo per cui la legge dovrebbe essere fatta.
Ritenendo che la legge si convalida come atto di imperio, non vi sarebbe nessuna differenza tra una dittatura e una democrazia, poggiando il potere di una dittatura sulla sua forza imperativa e sanzionatoria.
Il potere non giustifica il potere.
E una legge non si autogiustifica perché ha forza di legge.
Ordina la Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore“. E Rodotà aggiunge: “Non ha alcun senso dire che in un atto legislativo non vi è nulla di penalmente rilevante e che non è stata violata alcuna norma amministrativa“. Si cancellerebbe così la parte più significativa dell’art.54, che impone a chi svolge funzioni pubbliche non solo il rispetto della legalità, ma il più gravoso dovere di comportarsi “con disciplina e onore“.
Si sono comportati Renzi, la Guidi, la Boschi non disciplina e onore? Io credo proprio di no.

Dice Rodotà: “Vi è una categoria di cittadini che deve garantire alla società un “valore aggiunto, che si manifesta in comportamenti unicamente ispirati all’interesse generali. Ma da anni si è allargata un’area dove i servitori dello Stato si trasformano in servitori di se stessi, né onorati, né virtuosi. Al posto di disciplina e onore si è insediata l’impunità, e si ripresenta la concezione di una classe politica che si sente intoccabile. Questa idea ha infettato tutta la società, con un diffusissimo così fan tutti che dà alla corruzione italiana un tratto che la distingue da quelli degli altri paesi. Basta ricordare i parlamentari inglesi che si dimettono per minimi abusi nell’uso di fondi pubblici: i ministri tedeschi che lasciano l’incarico per aver copiato qualche pagina nella loro tesi di laurea: il Conseil constitutionnel francese che annulla l’elezione di Jack Lang per un piccolo sforamento nelle spese elettorali; il vice-presidente degli Stati Uniti Spiro Agnew si dimette per una evasione fiscale su contributi elettorali (mentre un Ministro italiano ricorre al condono presentandolo come un lavacro di una conclamata evasione fiscale). In Italia si è imboccata la strada opposta con la protervia di una classe politica che si costruiva una rete di protezione che, nelle sue illusioni, avrebbe dovuto tenerla al riparo da ogni sanzione”.

Ennio Flaiano diceva: “Scaltrito nel furto legale e burocratico, a tutto riuscirete fuorché ad offenderlo. Lo chiamate ladro, finge di non sentirvi. Gridate che è un ladro, vi prega di mostrargli le prove. E quando gliele mostrate: “Ah, dice, ma non sono in triplice copia!“”.

Non basta più l’evidenza di una corruzione onnipresente, che anzi rischia di alimentare la sfiducia e tradursi in un continuo e strisciante incentivo per chi a disciplina e onore neppure è capace di pensare. La corruzione all’italiana che ormai è un impasto di illegalità, impunità ostentata o costruita, conflitti d’interesse, evasione fiscale, collusioni d’ogni genere, cancellazione delle frontiere che dovrebbero impedire l’uso privato di ricorse pubbliche, insediarsi degli interessi privati negli stessi luoghi istituzionali (che non si sradica solo con volenterose norme sulle lobby). Fatale, allora, scocca l’attacco alla magistratura e l’esecrazione dei moralisti, quasi che insistere sull’etica pubblica fosse un attacco alla politica e non la via per la sua rigenerazione. E, con una singolare contraddizione, si finisce poi con l’attingere i nuovi “salvatori della patria” proprio dalla magistratura, così ritenuta l’unico serbatoio di indipendenza. Il caso del giudice Cantone è eloquente, anche perché mette in evidenza due tra i più recenti vizi italiani. La personalizzazione del potere ed una politica che vuole sottrarsi alle proprie responsabilità trasferendo all’esterno questioni impegnative. Alzare la voce, allora, non può mai essere il surrogato di una politica della legalità che esige un mutamento radicale non nelle dichiarazioni, ma nei comportamenti”. (Stefano Rodotà)

DOV’E’ IL PIANO ENERGETICO NAZIONALE DI RENZI?
Da un articolo di Mirko Busto

Qualcuno sa qualcosa sul Piano Energetico Nazionale che questo Galletti, commercialista amico di Renzi, messo come Ministro dell’Ambiente, avrebbe dovuto fare in ottemperanza alle direttive europee che chiedono di aumentare le rinnovabili per il bene di questo Paese?
L’Italia deve importare ben il 75.9% dell’energia che consuma (la media europea è 53,4). Peggio di noi fanno solo altri 6 stati membri dell’Ue (Malta, Lussemburgo, Cipro, Irlanda, Belgio e Lituania). Il gas estratto dalle trivelle adriatiche non è nostro, è delle società petrolifere che, con tutto che inquinano mare e terra e fanno ammalare gli Italiani, pagano pure le tasse più basse del mondo (dal 4% al 7% contro il 78% dell’Islanda) quando non pagano niente perché stanno sotto la franchigia. Per il petrolio è lo stesso. Il vantaggio va solo alle lobby del petrolio e alle mazzette dei politici corrotti. Intanto il territorio e il mare vengono scempiati con danni alla salute e all’economia e rischio di catastrofe per inquinamento. E il Governo ha anche la faccia di imporci le tasse sui carburanti più alte d’Europa!

Oggi il mondo è completamente dipendente dai fossili ma è urgente fare una transazione energetica. Alla COP21 di Parigi (vertice salva-clima) è emersa tutta la necessità di passare al più presto alle energie rinnovabili. Si cerca di contenere il riscaldamento globale dentro i 2 °, ma il rischio è di superarlo quanto prima.
Mark Jacobson e Mark Delucchi, due ricercatori dell’Università di Stanford, che studiano il problema energetico ci dicono che su 139 paesi analizzati, l’Italia si piazza al 27º posto, con il 7,8% di energia fornita da fonti pulite. Lontanissima dalla vetta del 100% di sostenibilità energetica entro il 2050, se si pensa alle sue potenzialità e male se si pensa che è ancora schiava di carbone e trivelle. E’ vero che il carbone è diminuito ma le trivelle sono più che mai sparse ovunque e fuori controllo.
Prima in classifica per rinnovabili è la Norvegia, che, nonostante la sua enorme disponibilità di gas e petrolio, ha raggiunto nel 2014 un importante 67% di energia fornita da fonti pulite.
Jacobson e Delucchi hanno calcolato la quantità di fabbisogno di energia (per elettricità, riscaldamento, trasporti o agricoltura) di ogni Nazione.
L’Italia dovrebbe puntare soprattutto sul fotovoltaico (77,7%), sull’eolico (11%) e l’idroelettrico (7,8%). Se si aumentasse l’efficienza energetica, il nostro Paese ridurrebbe il suo fabbisogno di un impressionante 34%. Oltre a ciò, le nuove tecnologie ed energie rispettose dell’ambiente potrebbero portare poi a ben 877.698 nuovi posti di lavoro. C’è da aggiungere altro?
Oggi, investendo 1 miliardo di euro in petrolio, si producono circa 500 posti di lavoro. Lo stesso miliardo investito in energie rinnovabili produce 17.000 posti di lavoro e senza rischi ambientali.
400.000 posti potrebbero nascere da una filiera virtuosa dei rifiuti (eco design cioè prodotti o sistemi rispettosi dell’ambiente, raccolta differenziata porta a porta, recupero di materia) se solo l’Italia iniziasse ad attuare le normative previste dall’Unione Europea.
Altri 600.000 nuovi posti di lavoro potrebbero arrivare investendo nell’efficienza energetica e nella riqualificazione. Senza contare quanto, l’investimento in questi settori, potrebbe portare in termini di risparmi e guadagni condivisi.
Questa tabella mostra quanti occupati nei vari settori escono da un miliardo di spesa

Occorrerebbe un Governo capace di fare un piano nazionale serio e moderno. Invece abbiamo un Governo che favorisce le lobby del petrolio o quelle di settori come le armi che alimentano solo terrorismo e guerre.
L’Italia è ricca di sole, vento ed energie pulite ma chi governa ha scelto la strategia dei fossili per i benefici privati che riceve dalle lobby petrolifere.
Secondo il rapporto di Greenpeace, nel 2014 sono stati persi 4 mila posti di lavoro solo nell’eolico. Nel frattempo però il Governo ha aumentato i contributi ai combustibili fossili, passando dai 12,8 miliardi del 2013 ai 13,2 miliardi di dollari del 2014 (il dato viene dal Fondo monetario internazionale ed è stato ripreso nel rapporto ‘Rinnovabili nel mirino’).
Quanto ci guadagneremmo in termini di occupazione, di bolletta e di ambiente se invece di compiacere l’azienda dell’amico dell’ex ministra Guidi, si attraessero investimenti da parte di aziende serie che si occupano di microeolico, fotovoltaico e rinnovabili?
L’Italia è un Paese che ha la sua forza nel territorio, nel turismo, nella cultura e nel manifatturiero delle piccole e medie imprese, non certo nella Tempa Rossa, nella Tav, nelle trivelle, nei Marchionne e nel petrolio.
(E se nell’eolico ci sono state delle furbate, è con leggi serie, processi forti e pene certe che si combattono, non certo portando al Governo quelli stessi che hanno commesso reati ambientali e truffe, depenalizzando, stoppando migliaia di processi con le prescrizioni facili e candidando o dando posti istituzionali a delinquenti seriali, come fa costantemente Renzi peggiorando addirittura il trend criminale di Berlusconi).
(da un articolo di Mirco Busto)

(Mirko Busto è un deputato 5stelle, ricercatore esperto in sostenibilità ambientale.
Laureato in ingegneria per l’ambiente e il territorio, ha conseguito il Dottorato in sistemi produttivi. È Ricercatore del Centro comune di ricerca dell’Unione europea.
E’ uno di quelli che i renziani chiamano ‘parlamentari venuti dal basso e privi di esperienza’. Provate a confrontarlo per competenza all’invisibile e inefficiente Gian Luca Galletti, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel Governo Renzi, commercialista.

PESSIMI RISULTATI DEL GOVERNO RENZI
Blog di Grillo

Renzie come Pinocchio in processione per le vie di Napoli è emblematico: uno sputtanamento popolare. Le balle su cui si fonda il suo Governo stanno crollando una ad una. La disoccupazione cresce, il Jobs Act ha fornito solo un trucco contabile il cui effetto nei dati è già svanito. Le tasse sono aumentate in due anni di 7,6 miliardi (16,7%, Uil). La povertà avanza incontrastata, 4 milioni e 102mila individui in condizioni di povertà assoluta (il 6,8% dell’intera popolazione, dati ISTAT): i poverissimi sono raddoppiati rispetto al 2007. I piccoli imprenditori continuano a chiudere bottega a causa di una pressione fiscale spropositata e di Equitalia. Strade, ferrovie e ponti sono in uno stato pietoso, quando non crollano, specialmente al sud mentre al nord si buttano miliardi di euro in grandi opere inutili come la TAV in Valsusa (e si parla del Ponte di Messina). Non ci sono soldi per gli incentivi alle rinnovabili, ma ce ne sono per gli inceneritori (che in Europa sono pagati dai privati). Miliardi di tagli alla sanità e pensioni sempre più magre. Un Paese in rovina.
Per due anni l’ebetino ha raccontato balle, che tutto andava bene e che il Governo avrebbe risolto i problemi. Sì: quelli dei petrolieri, delle lobby del gioco dell’azzardo e dei papà banchieri. Ai bisogni della gente comune è rimasto sordo, ha coperto le loro richieste con supercazzole rilanciate a tappeto dai media di regime. E’ sopravissuto per due anni grazie anche alla loro complicità. Lo scandalo Guidi e lo scoppio di Trivellopoli, che è appena all’inizio, hanno mostrato a tutti gli intrallazzi e gli affari sporchi di petrolio del Governo che considera opere pubbliche il giacimento di una multinazionale straniera. E’ intollerabile che dinanzi a un Paese in macerie e alla crescente povertà di milioni di italiani si pensi solo a tutelare gli interessi dei banchieri, dei petrolieri e delle altre lobby vicine al Governo.
Oggi a Napoli il Bomba ha capito che l’incantesimo si è rotto: nessuno gli crede più, il suo volto ormai è lo stesso di Berlusconi, di Craxi e degli altri politicanti che lo hanno preceduto. Il potere forte che lo manderà a casa è quello dei cittadini, con buona pace di Maria Etruria. L’Italia ha bisogno che si faccia l’interesse dei cittadini e il Reddito di Cittadinanza subito per restituire la dignità a milioni di persone.
Il M5S ha presentato in Senato la mozione per sfiduciare lui e tutto il suo Governo. Il loro tempo è finito.
Renzie, vedi Napoli e poi cadi.

RENZI CONTESTATO A NAPOLI DA MIGLIAIA DI CITTADINI

A Napoli i contestatari di Renzi non erano 4 gatti, come tentano di vendere i media, ma migliaia di Napoletani incazzati. Visto quello che è stato fatto finora con la Tav in Valsusa, nella terra dei fuochi, con le trivelle adriatiche, col petrolio siciliano, con le bugie e le truffe sulla zona ex Fiera, la loro rabbia è comprensibile
Dicono: “Il clan politico-affaristico che ha preso in mano il destino di Bagnoli, si accinge a presentare un piano speculativo, dissimulato da un profluvio di slide e scenari ingannatori che si diraderanno nel progressivo farsi delle cose. ll disegno è chiaro e conosciamo pure i beneficiari della svendita delle prerogative pubbliche. Fintecna pronta a costruire sul mare, sottraendosi agli obblighi e oneri di bonifica dei suoli e di demolizione della colmata, in quanto soggetto inquinatore e concessionario demaniale. Caltagirone, autorizzato a fare della ex Cementir residence di lusso. I costruttori napoletani, che puntano decisi su Nisida. Tutto ciò con buona pace della spiaggia pubblica e del parco». Da qui scaturisce l’appello a «difendere Bagnoli dalla cementificazione, per contribuire a migliorare la qualità della vita dell’intera città e area metropolitana».
A Napoli in migliaia hanno fatto bene a contestare Renzi che viene a pavoneggiarsi con la sua propaganda elettorale spacciando una bonifica fasulla da affidare agli stessi clan camorristico-affaristici che hanno già rovinato Napoli, come se i Napoletani fossero fessi e non sapessero chi sono Fintecna o Caltagirone e quali sporchi personaggi della camorra il Pd ha avuto la faccia di difendere in Parlamento salvandoli dai processi in cui avrebbero dovuto essere puniti e messi in condizione di non più nuocere
E’ in corso un processo a Bagnoli per gli inquinamenti prodotti dagli stessi che dovevano bonificarlo. E ora si vorrebbe proseguire sulla stessa linea?
Oltretutto Renzi ha anche fatto degli sgarri istituzionali, rifiutando di vedere il sindaco De Magistris, come era suo dovere, così da delegittimarlo come ha fatto con Marino.
Ha trattato Napoli come una città in guerra e l’ha minacciata di commissariamento.
Cosa si aspettava? Applausi e lancio di fiori?

Matteo Brambilla (candidato sindaco del M5S) dice: «I veri assenti, nella bonifica di Bagnoli sono i cittadini. Si vuole fare tutto con la massima urgenza e scavalcando quindi appalti legali e norme di legge. I tempi tecnici per le gare di appalto a Bagnoli non ci sono, ci saranno procedure di urgenza e dunque noi chiederemo al presidente dell’Autorità Anticorruzione, Cantone di controllare gli appalti. Renzi viene a dirci; “a Bagnoli la politica ha fallito, adesso ci penso io”. Ma lo diceva già Berlusconi e abbiamo visto come è andata a finire.”
Per l’ area di Bagnoli M5S chiede «spiaggia libera fino a Coroglio, con l’arretramento della Città della Scienza che occupa la spiaggia, e la destinazione di polo turistico-ludico, senza costruzione di nuove residenze. Ma secondo l’onorevole Roberto Fico «De Magistris non può chiamarsi fuori dal fallimento di Bagnoli. Il parco dello Sport e la Porta versano in condizioni vergognose».
Lo stessoCantoni dice che l’operazione di Bagnoli è molto difficile.
Insomma abbiamo solo una manovra propagandista. E lo scontro di Renzi con De Magistris certo non aiuta né Bagnoli né la democrazia.
Il messaggio è chiaro: oggi da Napoli inizia la grande battaglia contro il Governo Renzi e contro le sue politiche di macelleria sociale. Nel cuore di Napoli, nella Galleria Umberto I, davanti a una sagoma che raffigura un Pinocchio con sopra la scritta Pd, i manifestanti che da mezzogiorno hanno attraversato il centro città con un corteo di protesta contro l’arrivo di Renzi a Napoli, poi riuniti in assemblea, dicono che questo è solo l’inizio.
«Parte da Napoli la sfiducia dal basso al Governo – dice Eddy Sorge, attivista di Bagnoli Libera, all’Ansa – noi diciamo no al jobs act che ha precarizzato il mondo del lavoro, diciamo no alla cabina di regia su Bagnoli che per noi è illegittima. Bloccheremo noi Bagnoli ma non dandola in mano a chi ha inquinato quella terra come Fintecna e Caltagirone dove Renzi oggi si è rifugiato».
Durante l’assemblea i manifestanti dicono che «Renzi oggi ha dimostrato di aver paura».E in tv questa paura si vedeva.
Il suo trono sorretto da lobbysti, venduti, poltronisti e criminali, sta per crollare.

– Renzi contestato a Roma 5 nov 2011
– Renzi contestato nella ‘sua’ Firenze dai dipendenti comunali 10 set 2012
– Renzi contestato a Treviso 26 feb 2014
– Renzi contestato a Siracusa 5 mar 2014
– Renzi contestato a Scalea 26 mar 2014
– Renzi contestato a Reggio Calabria 14 mag 2014
– Renzi contestato a Modena 17 mag 2014
– Renzi contestato a Roma 22 mag 2014
– Renzi contestato in Puglia 13 set 2014
– Renzi contestato a Taranto 13 set 2014
– Renzi contestato a Milano 13 mag 2014
– Renzi contestato a Palermo 15 set 2014
– Renzi contestato a Bergamo 13 ott 2014
– Renzi contestato a Catania 28 nov 2014
– Renzi contestato a Reggio Calabria: 28 nov 2014
– Renzi contestato ad Avellino 29 nov 2014
– Renzi contestato a Bologna 3 mag 2015
– Renzi contestato a L’Aquila il 25 agosto 2015.

I tg a Napoli fanno vedere solo uno scontro sul lungomare. Non dicono mai il numero dei manifestanti. Non dicono che a Napoli solo a Piazza Dante c’erano 2000 persone.
I renzioti offendono i cittadini di Napoli dicendo che sono disoccupati fancazzisti. Renzi non offende solo il lavoro, offende il popolo.

Sondaggi, il Pd e il Governo perdono quasi 2 punti dopo lo scandalo Guidi. E un italiano su due chiede le dimissioni della Boschi. Guadagna terreno il M5S, che fa segnare un +0,5% e sale a quota 25,5%.


(Bagnoli, una bomba ecologica)

GLI SCANDALI DI BAGNOLI

A Bagnoli c’era un enorme complesso industriale dell’Italsider di 120 ettari. Nel 1992 chiude. 10 anni dopo si comincia a parlare di riconversione con un progetto per risanare la zona dai contaminanti, visto che c’è nel sottosuolo un’ampia presenza di metalli pesanti (arsenico, piombo, stagno, vanadio, zinco) e ci sono nelle acque tracce altissime di ferro, manganese e idrocarburi. Si comincia una barriera con impianto di trattamento delle acque per evitare la contaminazione del mare per falde inquinate ma le operazioni vanno a rilento, oscurate da processi e scandali. Quelli stessi che dovrebbero sanare inquinano: gli ambientalisti denunciano l’abbandono di 7000 tonnellate di amianto a cielo aperto, poi si trova amianto occultato nel sottosuolo.
L’area diventa oggetto di una serie di ambiziosi piani urbanistici che sfoceranno poi nella Variante occidentale al Piano regolatore approvato dal Consiglio comunale nel 1996. Nel 1990, Renzo Piano fa un primo piano di riconversione urbanistica. Siamo ai tempi di Bassolino. Si parla di : un Parco pubblico di circa 120 ettari, di cui 36 per attività sportive/ il recupero della spiaggia/ un approdo turistico di 700 posti/ un polo del terziario con istituti di ricerca e centri di produzione tv, poli artigianali ecc./ un polo congressuale …
Ma dopo 6 anni e una spesa di 400 miliardi di lire, la bonifica totale è solo al 30%.
Nasce la città della scienza. Si riparte con altri progetti.
Nel 2013 il progetto Bagnoli Futura, ormai in crisi subisce il colpo definitivo. Le aree dell’ex Italsider e dell’ex Eternit di Bagnoli vengono sequestrate dai carabinieri per disastro ambientale. Iscritti nel registro degli indagati 21 ex dirigenti di vari enti locali e della società. Sequestrati tutti i cantieri. Seguono incendi ed atti vandalici.
Dei 190 milioni di euro di debiti contratti, 59 sono vantati da Fintecna per la vendita dei suoli e ciò provoca la messa in liquidazione di Bagnoli. Il fallimento conclude il progetto di recupero e trasformazione.
Ora Renzi ci riprova ma anche Cantone gli dice che è impossibile, dunque la sua è solo una mossa elettorale.
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schiavidellelobby
Il virus (le lobby massoniche parassite italiane) hanno fatto fuori il cavallo di Troia Berluscao perché troppo debole (per via dei suoi conflitti di interesse aziendali e la sua umana debolezze anche sessuale e di età) per poter perseguire i fini delle lobby massoniche. Infatti Berlusconi non è riuscito ad abolire l’art.18 e ad effettuare le riforme costituzionali ed elettorali, della scuola, del pubblico impiego e delle pensioni, della giustizia e della sanità volute dalle lobby massoniche e ha dovuto grazie al golpe di Napolitano, insieme a Monti, Letta e Bersani, cedere il passo al cavallo di Troia a Renzi. Questi è un rappresentante non eletto, che non ha bisogno del gradimento del popolo, ma è stato istallato al potere direttamente dalle lobby a cui solo risponde e delle quali esegue gli ordini. Così Renzi ha preso in possesso il Pd senza alcuna opposizione interna mentre le minoranze di partito si rendono conto che le loro poltrone e sopravvivenza economica e politica sono il prezzo da pagare del tradimento dell’Italia e pur facendo le pudiche prostitute continuano a prostituirsi senza abbandonare il corpo infetto.
Ogni tanto il lezzo del marciume assoluto ed infestante trapela, nonostante i tanti giudici acquisiti dal sistema massonico o acquistati dai politici (metodo deluchiano), l’informazione dei pennivendoli di Stato.
Intanto si fa finta che non siano criminali golpisti a governare l’Italia, che siamo ancora nel legittimo gioco di una democrazia malata e non in una delittuosa macabra spartizione degli ultimi resti del cadavere della fu Italia democratica.

Annamaria
Le correnti, le clientele, gli impresentabili, i baci in bocca ai peggiori potentati economici, passando per mafia capitale e per il golpetto notarile con cui ha divorato il suo stesso sindaco, fino alle primarie flop del 6 marzo scorso, con tanto di schede bianche gonfiate per farle sembrare meno flop” (Gilioli). Perfetta sintesi di quello che è oggi il partito delle anime morte. E mi dispiace per Giachetti, che certo è persona pulita: ma sta di fatto che ‘quel’ partito ha scelto, che ‘quel’ partito ha deciso di rappresentare a Roma e di portare di nuovo al Governo di Roma; e nemmeno il partito nella sua interezza, ma proprio la sua specifica ‘variante’ renziana.
E quando scegli di stare dentro un partito di anime morte, prima o poi muori anche tu.

MA QUANTI SONO QUESTI NUOVI OCCUPATI?
Viviana Vivarelli

Per un anno i media ci hanno bombardato di cifre fasulle sui nuovi occupati frutto del Job act, poi, poi, appena i 12 miliardi stanziati dal Governo sono cessati, tutte le cifre roboanti sono rientrate ed è risultato che i nuovi occupati ‘veri’ erano diventati solo 109.000. Anche considerandoli 120.000, lo Stato avrebbe speso 12 miliardi (regalandoli in pratica gli imprenditori che li hanno imboscati) per produrre solo 120.000 posti di lavoro, al piccolo costo di un milione di euro a posto di lavoro. Una assurdità!
Intanto Confindustria realizzava la bella conquista dell’articolo 18 cancellato con dipendenti che diventavano tutti licenziabili a piacere.
Intanto le cifre baravano perché esse sarebbero state ovviamente diverse a seconda che si considerassero contratti o posti di lavoro.
Nel 2015 Renzi ha speso 1,8 miliardi di incentivi per produrre 109.000 occupati, peccato sia lo stesso incremento del 2014 senza stupri costituzionali e senza incentivi a spese del contribuente che finanzieranno le imprese con 3,7 miliardi nel 2016, 3,9 nel 2017 e 2,1 nel 2018. Il totale fa 11 miliardi e mezzo più cifre non conteggiate per cui c’è chi parla addirittura di 18 miliardi (Se si considera che in media i nuovi contratti a tempo indeterminato hanno usufruito di 4.215 € ciascuno di sgravio, i costi previsti nel triennio ammontano a 15 miliardi. Ma, siccome il costo degli sgravi contributivi per il 2015 è stato di 6 miliardi, a fine 2017 si arriverà a un costo totale di 18,24).
http://www.linkiesta.it/it/article/2016/02/16/allarme-contratti-a-tempo-indeterminato-ce-un-buco-da-tre-miliardi/29290/
Se consideriamo solo i nuovi contratti, escluse le trasformazioni di contratti già esistenti,i nuovi occupati a tempo indeterminato nel 2015 possono essere 156.280. Con le coperture previste ogni nuovo contratto sarebbe costato 10mila €.
Prendendo per buona questa cifra e considerando il reddito minimo di cittadinanza richiesto dal M5S di 700 €,700 x 12=8400 l’anno a testa, dividendo i 18 miliardi per 8400, ci sarebbero state 2.142.857 persone beneficate, che sono ben di più dei 156.280 nuovi occupati (temporanei) di Renzi. Insomma col reddito minimo di cittadinanza si sarebbe combattuta la povertà innescando un volano per la ripresa. Col Job act di Renzi si sono arricchiti alcuni imprenditori senza innescare alcuna ripresa e tagliando diritti e tutele ai lavoratori.
E prendendo per buono che lo Stato avrebbe speso 10.000 € l’anno per ogni nuovo occupato, avremmo 10.000:12=838 €, che è addirittura superiore al reddito minimo
Qualunque conto si faccia, Renzi ha preso la strada peggiore
Ma il vero scopo della manovra era distruggere i diritti dei lavoratori a favore di capitalisti assatanati che con lui hanno trovato il grimaldello per distruggere i diritti Costituzionali, lo Statuto dei Lavoratori, lo stato sociale e la democrazia.
Poi, se uno è così fascista da volere proprio questo, che il diavolo se lo pigli ma non venga poi a parlare di fascismo e di democrazia e non accusi proprio il M5S di fascismo!

Ricordo il Testo della raccomandazione 92/441 CEE pubblicato anche sulla Gazzetta ufficiale:

Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente. Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirsi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personali“.

“… il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea, ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri.”

Il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 12 luglio 1989 in merito alla povertà, ha anch’esso raccomandato l’introduzione di un minimo sociale, concepito ad un tempo come rete di sicurezza per i poveri e strumento del loro reinserimento sociale“.

Dunque l’Europa raccomanda a tutti gli stati membri: “di riconoscere, nell’ambito d’un dispositivo globale e coerente di lotta all’emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso“.
E questo significa che al reddito minimo garantito si può avere accesso senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti e nell’intesa che, in concreto, il diritto può essere previsto per periodi limitati, ma rinnovabili. E’ un DIRITTO. Non è una mancetta come gli 80 euro a chi già lavora, il bonus bebè il regalino ai diciottenni o altre cretinate transitorie di Renzi che sono toppette estemporanee messe qua e là e non risolvono il problema della miseria che è arrivata a toccare 10 milioni di Italiani.
Secondo la Caritas che di poveri se ne intende, dall’inizio della crisi ad oggi la povertà ‘assoluta’ in Italia è più che raddoppiata, passando da 1,8 a 4,1 milioni di poveri. In punti percentuali si è passati dal 3,1% al 6,8% della popolazione. E i più poveri sono diventati ancora più poveri.
Ma Renzi preferisce beneficare lobby, banche, finanza e corrotti? O continuare in follie come la Tav in Val di Susa o il Ponte di Messina? O infognarsi nella guerra di Libia? O aumentare gli acquisti di F 35?

OMOLOGAZIONE DELL’INFORMAZIONE

Con l’accordo Espresso-Itedi, si uniscono Repubblica, Stampa e Secolo XIX. Nasce il 1° gruppo italiano dell’informazione stampata e digitale.
Ferruccio de Bortoli dice: “Se questa unione di Stampa con Repubblica l’avesse fatta B, la gente sarebbe scesa in piazza. Oggi invece nessuno ne parla. La fusione è pienamente giustificata da ragioni economiche, per investire nel digitale ma le sovrapposizioni tra redazioni sono evidenti: quale sarà il prezzo in termini di occupazione?” E di libertà?
Si assicura autonomia alle testate ma è chiaro che è stato fatto un altro passo verso il consenso unificato, una stampa accondiscendente a senso unico per formare un’opinione pubblica mansueta e malleabile. Un’altra sconfitta del pluralismo dell’informazione
Negli anni 80 quando si parlò di concentrare il Corriere con La Stampa si scatenò un furioso dibattito. E tutti attaccarono la concentrazione editoriale della Mondadori di B. Oggi nessuno fiata. Eppure questo gruppo ha anche 17 quotidiani locali oltre all’Espresso con un enorme potere di mercato che peserà quanto Mediaset.
L’informazione è sempre più soggetta a una oligarchia di pochi che comandano cosa la gente deve o non deve sapere. Il dissenso sarà sempre più emarginato e punito. E tutto questo va contro la democrazia in una stampa come quella italiana che già si trova al 67° posto nella libertà di informazione mondiale.
Dove non c’è un’informazione libera, pluralista, capace di criticare il potere e amante della verità, ci sono opacità, arbitrio, corruzione, disinformazione, disprezzo del merito.
Se con B l’informazione seria è stata combattuta a colpi di querela,Renzi la mette addirittura alla gogna e la punisce con la radiazione di chi dissente. Alla Leopolda Renzi fece la classifica dei giornali ‘gufi’, mostrando una totale intolleranza verso l’informazione indipendente. (ma Renzi, lo sappiamo, è allergico alla democrazia).
La posizione verso la stampa libera è addirittura peggiorata dai tempi di B. Con Renzi abbiamo perso 8 punti nella classifica della libertà di stampa.

IL CROLLO DEI MEDIA DI MASSA
da disinformazione.it (sunto)
P. Schneider

Aumenta da tempo una presa di coscienza nei confronti dell’informazione e i media generalisti appaiono sempre più squallide macchine di propaganda controllate da governi, banche e multinazionali. Sempre più persone preferiscono informarsi attraverso voci alternative, e di conseguenza l’influenza dei ‘vecchi’ media va sgretolandosi a vista d’occhio.
Tutti ora sanno che l’intero complesso dei media generalisti è di proprietà di una manciata di multinazionali. La favola della pluralità è crollata, quasi tutto ciò che vediamo, leggiamo ed udiamo attraverso i media è un messaggio diffuso a miliardi di persone da appena 6 mega-società. Esse hanno il potere di concordare decisioni importanti e – attraverso un sistema di controllo piramidale – stabilire di escludere dalla programmazione storie o punti di vista alternativi. per questo chi lo ha capito emigra verso i media alternativi. Fox News, società controllata da Murdoch, ha appena annunciato che cesserà di comunicare i dati d’ascolto in tempo reale. Molti sospettano che questa mossa nasconda il calo degli ascolti.
Il 98% dei giovani non si fida più dei media generalisti. Un sondaggio dell’Istituto di Politica di Harvard su 3.000 soggetti tra i 18 ed i 29 anni di età, registra che appena il 2% ritiene che i media generalisti siano in buona. Questi media sono schiavi delle multinazionali ed i telespettatori lo sanno sempre più.
Due giornalisti che lavoravano per Fox News verso la metà degli anni ’90 produssero un’inchiesta sulle “implicazioni per la salute umana” della somministrazione di ormone della crescita nei bovini usati per la produzione industriale di latte: “Con la storia della Monsanto ho capito come stessero realmente le cose”, ha raccontato la giornalista Jane Akre. Prima che la storia andasse in onda in redazione fu recapitata una lettera da parte della Monsanto, che minacciava che una eventuale messa in onda avrebbe avuto “conseguenze disastrose per Fox News.” Il direttore generale li convocò ed impose loro che la storia fosse modificata. “La notizia è ciò che noi decidiamo che sia una notizia … se rifiutate di presentare questa inchiesta nel modo che noi riteniamo opportuno, sarete licenziati.” Ma a giudicare dall’enorme quantità di adesioni alla manifestazione contro la Monsanto la notizia si sparse lo stesso.
Le voci indipendenti hanno più successo che mai. I media generalisti non riescono più a controllare ‘la storia’ come facevano una volta, perché i nuovi media diffondono le versioni alternative tradizionalmente oscurate.
In Italia scricchiolano i Talk Show ‘politici’ ed i Tg della sera. Ha avuto un certo clamore, a fine settembre, la critica di Renzi ai talk show politici del martedì sera. Ha caricato Floris e Giannini (Giannini non è stato riconfermato). 15 giorni dopo Auditel ha deciso di sospendere la comunicazione dei dati d’ascolto. DataMediaHub ha dimostrato che gli ascolti dei tg serali sono in costante calo. L’Auditel è un antiquato sistema di rilevamento statistico applicato ad un piccolo gruppo di persone ben consapevoli del loro ruolo e questo è il vizio originario: Se studi un ristretto sistema sociale composto da individui consapevoli del tuo studio, automaticamente lo stai alterando. In verità, in tempi di ‘rivoluzione digitale’ sarebbe un gioco da ragazzi contare in tempo reale le percentuali esatte di audience televisiva di un’intera nazione. Ci si chiede come mai le aziende che pagano fior di quattrini per pubblicizzare i loro marchi in tv continuino ad accettare che l’audience sia rilevata su un campione inattendibile.
In USA i media generalisti dipendono dai servizi segreti. In Germania sono stati rivelati i nomi di 321 persone pagate per portare avanti una propaganda filo statunitense. Ovviamente anche giornalisti di altri Paesi Europei sono coinvolti in questo scandalo, soprattutto inglesi e italiani. Un giornalista italiano può ricevere anche 20000 dollari per schierarsi dalla loro parte. Se scrivesse a favore della Cina, della Russia o di qualunque altra nazione nemica del suo padrone, sarebbe stato tagliato fuori dal mondo giornalistico.
Così le indipendenti aumentano (web) e assistiamo a un crollo verticale nel campo dell’editoria, sia in Italia con Mondadori, Rcs e Sole 24Ore in grave crisi, che praticamente in tutti i paesi del blocco globalizzato.
Un tempo la TV era più attendibile, ma, come conquistò la fiducia della gente, fu sfruttata per diffondere disinformazione e manipolare le emozioni. Anche il web lentamente sta cambiando, purtroppo non in meglio. Attenzione.

ALESSANDRO GILIOLI

«Il primo 1% degli americani si porta a casa ogni anno quasi 1/4 del reddito della nazione. In termini di ricchezza del Paese, questo 1% controlla il 40%. 25 anni fa i termini di quel rapporto erano 12 e 33.Tutta la crescita degli ultimi decenni è andata a chi stava in cima».
Sono parole dell’economista premio Nobel Joseph Stiglitz, dal suo ultimo libro “La grande frattura”che sta creando nel mondo grande dibattito economico e culturale: l’effetto delle crescenti ed eccessive disuguaglianze sulle nostre società.
È la questione per eccellenza, altrove. Al centro del confronto politico per le presidenziali Usa, che sia pane per la dx populista o nello spostamento “a sx” del dibattito nei democratici. La questione posta in modo monumentale da Piketty tre anni fa e poi al centro dei maggiori saggi sociologici ed economici successivi – e non solo di Stiglitz: da Antony Atkinson a Robert Reich, da Ulrich Beck a Yanis Varoufakis.
In Italia, purtroppo, pare che tra gli intellettuali il tema non sia altrettanto sexy. Dopo il grande Edmondo Berselli nel suo testamento politico, ne hanno scritto in pochi.
Altrettanta latitanza viene dalla politica. È difficilissimo trovare qualcuno che faccia della disuguaglianza il tema su cui battere ogni giorno, in ogni occasione pubblica, in ogni talk show. Ma ogni giorno proprio, come Salvini fa sugli immigrati e Renzi sul nuovismo. Forse è anche per questo che in Italia è semi-sparita la sx: perché è sparito dal dibattito pubblico il tema che, come spiegava Bobbio, è per eccellenza la ragion d’essere della sx.
In questo deserto, va accolto con gratitudine il lavoro di un cronista: si chiama Riccardo Staglianò, scrive da anni su ‘Repubblica’ di vari temi – spesso legati a Internet – e da quelli è partito per raccontare nel suo ultimo libro (“Al posto tuo”) un fenomeno molto contemporaneo, cioè la correlazione tra l’aumento delle disuguaglianze e la crescita del peso dei robot e degli algoritmi nella produzione. Banalmente, Staglianò racconta la fine di un meccanismo che più o meno aveva funzionato almeno due secoli: quello che redistribuiva una parte degli utili prodotti dalla aziende attraverso il salario. Che, diceva Marx, era comunque più basso rispetto alla ricchezza prodotta da quel lavoro, ma comunque consentiva ai lavoratori di avere un reddito.
Non è il primo libro uscito sul tema della rarefazione del lavoro e dei suoi effetti sociali.
Ma in Italia è merce rara. Cade l’illusione per cui ogni grande cambiamento tecnologico produce più posti di lavoro di quanti ne distrugga, com’era avvenuto per il passaggio dall’agricoltura all’industria e dall’industria al terziario. Il fatto che sia sempre avvenuto così non vuol dire affatto che debba avvenire sempre così: anzi, tutto quello che sta accadendo e che è già accaduto dimostra il contrario. I temi che emergono sono giganteschi: a partire dalle modalità non più legate al lavoro con cui si possono ridistribuire almeno parzialmente i profitti delle corporation che incassano cifre ciclopiche con pochissimi lavoratori: come quelle digitali, per capirci. È questa, appunto, la questione economico-sociale centrale del nostro tempo, il principale motivo per cui si è impoverita la classe media, nonché la radice di ogni astensionismo e di ogni movimento o leader “antisistema” dall’Europa agli Usa.
Ed è questo oggi l’epicentro della Politica – con la P maiuscola – mentre noi stiamo qui a scazzarci sull’ultima uscita di Serracchiani o Di Maio.

UNA CRISI INVENTATA PER ARRICCHIRE I PIU’ RICCHI E IMPOVERIRE I PIU’ POVERI
Viviana Vivarelli

La crisi è stata imposta dai più ricchi e ha arricchito i più ricchi facendo diventare più poveri i poveri. Tutto secondo i precetti e le mire del capitalismo più bieco. A questo capitalismo perverso la sx italiana (non diversamente da quella europea) ha leccato i piedi con un tradimento delle proprie radici e dei propri ideali talmente ripugnante da gridare vendetta. Nessuna meraviglia se l’estrema sx si sta dissolvendo in una crisi di credibilità e se quello che ancora si chiama csx renziano altro non è che un ricettacolo di fascisti, corrotti, indagati, condannati, voltagabbana, piccoli arrivisti da strapazzo e confluenti dalla teppa di Berlusconi.
Il colmo della bassezza è stato convincere le vittime che la colpa era loro perché “avevano vissuto al di sopra delle loro possibilità”. Ora venire a dire a un povero, a un pensionato al minimo, a un salariato, a un precario, a un disoccupato che “hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità” è cosa di una tale iniquità che andrebbe punito con l’ergastolo. Ma le vittime, plagiate dai media, questo hanno ripetuto come dei mentecatti.
La crisi, voluta, imposta e costruita dai gruppi di potere finanziario “a tavolino” e iniziata nel 2008 con la riunificazione delle banche di risparmio con quelle di investimento, la liberalizzazione sfrenata dei subprime, una Borsa e una Finanza in totale anarchia e usura come pirati all’arrembaggio, un sistema bancario che di fatto è il padrone dei governi europei e un sistema europeo suddito di una Bce tesa all’arricchimento dei super ricchi secondo i dettami del Fm, ha ottenuto questo mirabile risultato di aver peggiorato il divario tra ricchi e poveri costringendo questi ultimi ad una schiavitù tanto economica che mentale e ad una progressiva impotenza contro ogni principio di democrazia violato.
Il giornalista economico Federico Fubini su Repubblica ricorda che 8 anni fa, all’inizio della crisi (fu l’anno del fallimento di Lehman Brothers, evento simbolo della grande crisi) i 18 milioni di Italiani che rappresentavano il 30% della nostra popolazione, avevano in totale 114 miliardi di euro (liquidi + risparmi investiti ed immobili). Se invece si sommavano i patrimoni delle 10 famiglie più ricche d’Italia (Caltagirone, Armani, Berlusconi, Ferrero, Del Vecchio ecc) si arrivava a 58 miliardi di euro. 58 contro 114.
10 famiglie avevano la metà di quanto posseduto da 18 milioni di poveri. Oggi le cose sono peggiorate. I 18 milioni di poveri hanno 16 miliardi in meno. Le 10 famiglie italiane più ricche hanno raddoppiato il loro patrimonio. I vari Monti, Letta, Bersani e Renzi hanno favorito in una linea di perfetta continuità gli interessi dei Paperon de Paperoni, dissolvendo i diritti e i beni dei più poveri mentre di pari grado si indeboliva e dissolveva lo stato sociale marciando verso quella ‘privatizzazione a 360 gradi di beni e servizi’ che è la meta finale di Renzi. Dunque più poveri e con meno assistenza pubblica, e tutto per arricchire ancora di più chi già era super ricco e porta le ricchezze rubate nei paradisi fiscali, mentre nel contempo si tagliano diritti democratici e di civiltà.
Come disse un giudice progressista americano: “Possiamo avere una democrazia oppure una ricchezza concentrata in poche mani, ma non possiamo avere entrambe le cose».
Oggi, con l’aiuto anche di questo fasullo csx, la democrazia si sta trasformando in oligarchia. Ma che noi, che ricchi non siamo, si sia così sciocchi da votare per gli oligarchi (banche, lobby, sistema finanziario) e chi li rappresenta e pastura (il Pd) è davvero un atto suicida.
Io non mi scandalizzo che i superricchi cerchino con ogni mezzo di diventare più ricchi, è la loro natura e maledizione. Io mi scandalizzo quando chi non è ricco vota per interessi che non sono i suoi, dunque vota contro se stesso. Ma si vede che questa sarà anche terra di poeti e navigatori, ma è soprattutto ‘la terra di Tafazzi’ che gode martellandosi le palle.

LA SINDROME DI TAFAZZI

C’è chi nasce killer. Chi nasce ladro di Stato. Il Pd è nato con la famosa e rinomata sindrome di Tafazzi e a volte pare quasi che l’abbia inventata. Tafazzismo, malattia genetica dei trinariciuti: martellarsi le palle con un grosso randello e poi dare la colpa del proprio masochismo agli altri!
Ma si può essere più idioti?! E ovviamente gli elettori del Pd lo sono anche di più!
Come scriveva Guareschi, il trinariciuto o uomo con tre narici, è simbolo di rimbecillimento e di rinuncia al ragionamento individuale in quanto dotato della terza narice che “ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre 2: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permette l’accesso al cervello solo delle direttive di partito oggi del solo Renzi), che devono sostituire il cervello umano pensante e accettare ogni sorta di paradosso o diktat del capo, tipo: “odia B”, “Contrordine compagni: “Ama B!”
Tafazzi è definito lo zero comico assoluto, è l’insulsaggine diventata mito, è l’Italiano pecora o caprone, ma mai uomo pensante. Nonostante la sua palese e completa coglionaggine, il tafazzismo è entrato nel linguaggio comune come sinonimo del comportamento politico masochista per eccellenza. Martellatevi le palle, piddini! Appunto!
La malattia è seria è incurabile, di origine probabilmente genetica. Sembra che nel 1996 la genetista Silvia Bione abbia individuato la proteina responsabile della sindrome, una forma di 3-metilglutaril aciduria, e l’abbia battezzata ‘tafazzina’ per l’assiduo lavoro di ricerca necessario alla sua scoperta, totalmente inutile, dal momento che i tafazziani, invece di curarsi, esibiscono la loro stupidità. A che servano non si capisce, visto che l’unico loro risultato è tenere al potere una casta famelica di ladri e ingannatori che si perpetua di padre in figlio (oggi anche di padre in figlia) martellando loro le palle. Ma il tafazzista piddino è così: più soffre, più gode. In più rompe le palle a chi tafazzista non è, insistendo perché si allei con lui regalandogli i voti aggratis, cosa che qualunque persona anche con un solo neurone rifiuta, ma che i tafazzisti perseguono con acre entusiasmo! Il tafazzismo è una sorta di parafilia sessuale in cui l’orgasmo si ottiene solo se il soggetto, da solo o con l’aiuto del suo boss, prova dolore e umiliazione, condizione che negli ultimi 20 anni i piddini hanno conosciuto molto bene, visto che non ne sono ancora usciti accettando dopo il tristo connubio con Berlusconi quello attuale con il pulirinquisito Verdini, il che dice che la malattia ormai è troppo estesa per essere curabile.
Per quanto i tafazzisti piddini non abbiano da offrire altro che i loro suicidi assistiti, estenuanti nel tempo e che tendono alla fine assoluta, essi insistono per associare nel loro tentativo di eutanasia altri gruppi come i 5stelle, che li guardano sbigottiti come una setta satanica nonché deficiente.
Come il sadico ha bisogno del tafazzista, così Fi e Pd sono gemelli monizogoti (praticamente identici) che sui tafazzisti ci prosperano.
Fi gode nel far del male agli altri per far contento solo uno.
Il Pd gode nel far del male a se stesso, senza fare contento nessuno!
Ma la natura non cessa di offrirci i suoi complementari. Come esiste il neutrone così esiste l’anti neutrone. L’unica nostra speranza è che, come il neutrone e l’antineutrone incontrandosi si annientano, così avvenga anche per Pd/Fi quando troveranno la forza politica realmente opposta che li annienterà. Ma ostinarsi a credere che sia ancora un Ingroia coi suoi 756.000 voti è da minorati mentali.

CORRUZIONE RENZIANA
Viviana Vivarelli

Ogni giorno le cronache giudiziarie ci offrono un nuovo scandalo Pd.
Visto che dei corrotto vecchi e nuovi in carcere non ce n’è nemmeno uno, grazie alle belle leggine fatte dalla banda Berlusconi/Renzi e compagnie precedenti come la banda tripartita Pd/Pdl/Lega, che hanno fatto della giustizia un colabrodo, i corrotti specie se politici possono sbattersene anche delle intercettazioni e del sistema processuale e penale
Per male che vada finiranno in uno degli inutili e costosi processi che saranno troncati dalle prescrizioni facili prima di arrivare a sentenza
Lo sapete che siamo l’unico Paese del mondo ad avere 3 gradi di giudizio e la prescrizione? Lo sapete che a Roma il 30% dei processi è troncato dalla prescrizione? Lo sapete che 165.000 processi cadono ogni anno grazie alla prescrizione?
Vi rendete conto che la prescrizione è un enorme regalo alla corruzione e che Renzi ha addirittura abbreviato i termini? E ha avuto pure la faccia di attaccare i giudici perché non fanno processi rapidi e veloci!!
Solo per arrivare a una sentenza di 1° grado in Italia occorrono in media 500 giorni.
Si pensi solo ai tantissimi processi per corruzione: solo poche decine di condannati scontano la pena perché tutti gli altri sono prescritti. Un enorme costo per lo Stato di 84 milioni di euro e la giustizia derisa.
Perché non vi chiedete come mai abbiamo solo 230 detenuti per corruzione contro i 7.986 della Germania? E chi ha fatto leggi colabrodo che lasciano i corrotti impuniti e gli evasori graziati?
Come mai leggo tanti post contro le intercettazioni in nome della famigerata ‘privacy’ e nemmeno uno contro la prescrizione facile?

-Strage di Viareggio: 31 morti e 25 feriti, reati di incendio colposo, disastro ferroviario colposo, omicidio.. a rischio di prescrizione.
-Disastro di Porto Marghera: 28 accusati di strage, omicidio e lesioni plurime per aver causato 157 morti per tumore tra gli operai del Petrolchimico, e disastro colposo per aver inquinato con gli scarichi aria, suolo, sottosuolo e acque lagunari. Tutti liberi.
-Licio Gelli: reati contro lo Stato, associazione segreta pericolosa e enorme evasione: prescritto.
-Processo Mills: B accusato corruzione in atti giudiziari per le mazzette da 600 mila dollari al testimone. Prescritto
Processi intercettazione Fassino-Consorte, corruzione giudiziaria della
Mondadori, falsi in bilancio della Fininvest (caso All Iberian). Prescritto.
Prescrizioni:
-Processo Cassiopea, gestione illecita di rifiuti, 40 aziende. 97 rinvii a giudizio per imprenditori, faccendieri e mediatori con accuse di associazione a delinquere finalizzata a disastro ambientale e all’avvelenamento delle acque, realizzazione e gestione di discariche abusive. Tutti prescritti
-Processo Penati, rete di mazzette per 2 milioni. Prescritto
-Discarica di Pitelli, inquiamento ambientale, 11 inquisiti. Tutti prescritti
-Palenzona, big della finanza, autostrade e costruzioni, intasca almeno un milione di euro su una rete di conti di famiglia tra Svizzera e Montecarlo, mai dichiarati al fisco, Prescritto
-Caso Mose, mazzette al sindaco Orsoni. Prescritto
-Caso Geronzi: false dichiarazioni alla Banca d’Italia. Prescritto
-Processo Artemide: disastro ambientale, 30mila tonnellate di rifiuti nella piana di Sibari. 8 prescritti.
.
Qualcuno ha detto che una legge non può essere reato perché la legge è giustificazione a se stessa!! Non credo proprio. La legge non si convalida per il fatto stesso di esistere. La legge deve essere ‘giusta’ e perseguire l’interesse generale. Solo in ciò si convalida.
Una legge fatta solo per favorire bassi interessi privati, ottenere mazzette, angariare i cittadini, favorire gruppi di interessi ristretti o stranieri non è una legge giusta. E’ un reato dal punto di vista delle coscienze e chi la mette in essere ha tutto il diritto di essere cacciato.
.
Favole dal mondo …..
da Salvatore Titolo

Primavera nel Deserto dei Gobi, Mongolia del sud. Una famiglia di pastori nomadi aiuta a far nascere i cammelli del loro branco. Una cammella ha un parto terribilmente difficoltoso e doloroso ma, con l’aiuto della famiglia, viene alla luce un bellissimo cucciolo bianco. Nonostante gli sforzi dei pastori, la madre rifiuta il nuovo nato, negandogli brutalmente il suo latte e l’amore materno. Quando tutte le speranze per il piccolo sembrano essere svanite, i nomadi inviano due dei loro bambini nel deserto, in cerca di un musicista… Il suono arcaico del violino e i canti melodici di una delle donne arrivano al cuore della madre del piccolo cammello: quando le viene portato nuovamente il cucciolo, scoppia in lacrime e gli lascia finalmente prendere il latte di cui ha bisogno per sopravvivere…

RIDIAMARO :- )

VEGANI

Oh, Signore, perché ci hai punito creando i vegani? Non li potevi far mangiare dai cannibali?
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Stavo aggiungendo latte alla mia colazione, quando un collega vegano disse: “Ma non sai che il latte appartiene ad un vitello?”. Se non fosse stato il mio primo giorno di lavoro, avrei risposto: “Sì, ma non amo mangiare anche il vitello a colazione”.
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Una coppia vegana che vuole rendere la propria relazione più focosa, compra un libro chiamato “Il piacere del Sesso”. Un amico, passato un po’ di tempo, chiede loro: “Come è andata con il libro?”. La donna risponde disgustata “Malissimo, va contro ogni principio. Non immagini cosa dica di mettere dentro la bocca!!!”.
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Sto seguendo una dieta strettamente vegana. Mangio solo vegani.
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Salva una pianta. Mangia un vegano!
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Una volta lessi qualche delirio veg in cui, alla domanda “perché non mangiate le uova, le galline le depongono naturalmente a prescindere dall’uomo”, la risposta fu “perché non so se la gallina vuole che io le mangi”.
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I vegani? Sono ottimi come contorno per la tagliata di vitello.
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Crozza cuoco vegano

E’ comprovato che le piante hanno sensibilità e percepiscono dolore, emozioni e intenzioni! Per cui la tesi vegana è senza fondamento
Guarda questo strepitoso video

per cui ai vegani resta una cosa sola: suicidarsi.
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I vegani non li ho mai provati ma non credo che mi piacerebbero, nemmeno con un contorno di salsicce (Viviana).
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La libertà di scelta oggi è così risicata che le rivendicazioni dei vegani di ‘non’ mangiare quello che gli pare mi sembra come la rivolta del Bounty Quando passeremo alla libertà di ‘non’ avere i politici che mangiano noi, saremo al top della scalata alimentare (Viviana).
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Carnivoro al ristorante: “Cosa consiglia di secondo lo chef ?”.
Cameriere: “Filetto alla James Bond”.
“Sembra buono, ma com’é?”.
“Freddo, duro e con nervi di acciaio”.
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PAROSSISMI
Un Vegano etico rifiuta il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne delle creature marine, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api, anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all’uovo o brodo di carne.
Un Vegano etico inoltre indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche ed evita l’acquisto di ogni capo di origine animale (pelliccia, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma), usa cosmetici, prodotti per l’igiene personale, prodotti per la pulizia della casa non testati su animali e possibilmente privi di ingredienti di origine animale, e in generale evita l’acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.). Insomma una vita di mer-a..ma anche la mer-a è da scartare perché di origine animale.
Ma cosa hanno fatto di male costoro nelle vite precedenti per nascere vegani?
Anche tutti gli oggetti in acciaio sarebbero da evitare, poiché la produzione avviene con l’uso di grassi animali. Inoltre, l’origine animale di alcune sostanze ambigue o il coinvolgimento di derivati di origine animale nelle fasi di produzione non è sempre facilmente accertabile. Ad esempio, spesso la coltivazione agricola prevede l’impiego di concimi di origine animale.
Ne deriva che biodinamica e Veganismo non vanno d’accordo: i Vegani etici non possono mangiare ortaggi prodotti con concimazione animale. Né bere vino da agricoltura biodinamica. A meno che il produttore non certifichi che il letame derivi dalla raccolta di escrementi emessi da animali allo stato brado o animali da compagnia (difficile, eh?).


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http://masadaweb.org

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