Nuovo Masada

marzo 20, 2016

MASADA n° 1748 19 -3 – 2016 INFELICE ITALIA

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MASADA n° 1748 19 -3 – 2016 INFELICE ITALIA
Blog di Viviana Vivarelli

Domenica 27 marzo, giorno di Pasqua, ora legale. Si mettono gli orologi un’ora avanti.

I pessimi risultati di Renzi – La furbata dei vaucher – Ora Renzi vuole privatizzare l’acqua – Intanto aumenta le bollette di 380 euro – La pesantezza insostenibile sulle imprese delle tasse italiane – Ma davvero tagliare le tutele dei lavoratori fa crescere le assunzioni? – La truffa delle banche e dei mutui – Il declino dell’Italia è stato deciso a tavolino – Virginia Raggi, candidata M5S a Roma- SI’ al blocco delle trivelle nell’Adriatico – Amara terra mia – Renzi sposa Verdini – Liberalizzare la pillola del giorno dopo – La sana dieta dei Templari

I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato.”
(Codice di Hammurabi, 1750 a.C.)
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In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo annuali” (Codice di Hammurabi, 1750 a.C.)

INFELICITALIA
Massimo Gramellini

Si vive meglio in Italia o in Uzbekistan? In Uzbekistan, sostiene il rapporto annuale sulla felicità redatto dai gufi dell’Onu interpellando i cittadini del mondo intero su indici che vanno dal reddito economico alla qualità dei rapporti umani e al livello di corruzione. La fonte è autorevole e i risultati scontati. Agli ultimi posti ci sono nazioni in guerra o tormentate dalla fame, ai vertici l’intera Scandinavia (primi assoluti i danesi), la Svizzera, l’Olanda e il Canada. Noi siamo in caduta libera, cinquantesimi dietro l’Uzbekistan, e per spiegare cosa ci deprime basta confrontarci con lo specchio rovesciato delle repubbliche nordiche della felicità, che alla faccia dell’individualismo tanto di moda hanno un modello fortissimo di comunità. I cittadini vivono meglio là dove lo Stato funziona, garantendo una qualità della vita meno stressante, una rete di protezione per i più deboli, uno straccio di idea di futuro.
Invece il Paese dei furbi non è più un Paese felice. Ed è ovvio che sia così, perché il problema della furbizia è che si è furbi sempre a danno di qualcun altro. In Italia per molto tempo il patto di reciproco disinteresse tra individui e Stato ha funzionato benissimo. Lo Stato non garantiva i servizi ma lasciava ai singoli la libertà e l’impunità di supplirvi, aggiustandosi per conto loro. Da quando la crisi ha fatto saltare quel patto, gli Italiani si ritrovano isolati e smarriti. Non più capaci di essere felici da soli e sprovvisti di una comunità che li sappia rendere felici insieme.

LA FURBATA DEI VAUCHER
Ant

Aumentano i lavoricchi pagati con vaucher, un’altra furbata per calpestare i diritti dei lavoratori. In Francia tutti vanno in disoccupazione, in Italia chi lavora a voucher – che poi è la macelleria sociale che ha fatto booom! – non ha diritto a Tfr, disoccupazione, ferie, malattie e permessi! (un altro modo con cui il Governo cancella i diritti dei lavoratori e li riduce e marmaglia asservita).
Precisazione n. 1:
La retribuzione media francese è 37 mila euro l’anno, in Italia 28 mila.
In Francia il reddito medio è di 2180 € (da noi 1410); il costo della vita al giorno: 44,3 euro (da noi 39); l’impatto del costo della vita sul reddito è 60.6 Euro (da noi 83,8). E’ chiara la differenza.
In Francia il sussidio di disoccupazione dura 3 anni, non 2, e, a differenza di quello italiano, non ha un tetto. E non è affatto vero che il sussidio italiano vale il 75% del salario percepito perché ciò è solo per chi ha un reddito sotto i 1200 euro. Viene integrato molto poco per chi arriva fino a 1650 euro e si ferma ad un massimo di 1300 precipitando sotto il 75% per chi percepisce uno stipendio più alto.
Evitiamo di raffrontarci ai paesi civili! Se ne esce sempre con la testa sfasciata.

I PESSIMI RISULTATI DI RENZI
Viviana Vivarelli

Renzi diventa Capo del Governo il 22 febbraio 2014. Dunque governa lo Stato italiano da 2 anni esatti.
Al di là delle promesse iniziali, tutte calpestate, lacrime, sangue e tunnel senza luce, questa è stata la sua ricetta.
Gli indici economici ed occupazionali italiani continuano ad arretrare e quando Renzi si vanta coi giornalisti stranieri dei successi ottenuti, questi scoppiano in una clamorosa risata, segno evidente che le sue balle sono bevute solo dalle menti deboli o dai servi di mestiere:

-Continua ad aumentare il debito pubblico che aumenta di 30 miliardi al mese senza che si veda un solo euro risparmiato sugli sprechi e abusi di Stato.

-Il governo mostra un assoluta rifiuto a razionalizzare la spesa pubblica e ad abolire gli sprechi. (Almeno quelli della sanità e delle opere pubbliche avrebbero potuto essere corretti con due sole semplicissime leggi: un prontuario di prezzi fissi per gli strumenti sanitari e una legge sulle opere pubbliche, come hanno da sempre i Paesi civili, che vieta sforamenti di costi, tempi e qualità e li punisce duramente col carcere e la estromissione dal mercato).

-La politica fiscale di Renzi favorisce gli evasori e li premia, invece di contenerli e punirli. Comunque sia, chi viene beccato e condannato non subisce penali e paga una piccola quota del dovuto. Nessuno anche in casi gravissimi finisce in carcere. Nessuno anche con evasioni eclatanti come quelle di Berlusconi, esce dalla politica.
(Al contrario occorrono leggi che puniscano i corrotti con la galera, sequestrino i loro beni, li caccino da posizioni di potere. Abbiamo solo 230 detenuti per corruzione contro i 7.986 della Germania. Siamo primi in Europa per corrotti e truffatori impuniti! E Renzi che fa? Depenalizza una fila lunghissima di reati, rende difficile il lavoro dei giudici, cerca in ogni modo di bloccare le intercettazioni, accorcia i tempi della prescrizione che è istituto inesistente in Europa come è inesistente la trafila dei 3 gradi di giudizio, non caccia anzi protegge i delinquenti in Parlamento e nella PA!).

-Le sue nomine politiche sono aberranti, non rispettano competenze e meriti ma favoriscono gli amici e gli amici degli amici, così da circondarsi da yeman succubi e fidati. Negli enti locali i suoi comportamenti sono imitati e dilagano allegramente saltando le procedure legali per le assegnazioni dei lavori e incarichi pubblici, con nome del tutto fuori dalla legge.

-La pessima conduzione dell’economia operata dal Governo porta a una disoccupazione in aumento che al Sud e nelle fasce giovanili raggiunge tragicamente il 50%. Il tasso di disoccupazione in Italia è del 37,9%, in Germania del 7% e nell’eurozona è del 22%.
Intanto proseguono sprechi e corruzione nella macchina pubblica e il Governo non può fare investimenti in opere produttive di lavoro a causa di quel pareggio di bilancio inserito rovinosamente in Costituzione da quegli idioti del Pd, che ora però applaudono Renzi quando prosegue sciaguratamente quel pozzo senza fondo che è La Tav in Valsusa e blatera di Ponte di Messina per attrarre i voti di mafia e ‘ndrangheta’. Così il livello della produzione industriale italiana è ancora di oltre il 31% inferiore rispetto ai massimi pre-crisi, mentre la Francia ha recuperato l’8%, la Germania il 27,8%, la Gran Bretagna il 5,4% e la Spagna il 7,5%. Intanto sulle imprese gravano tasse per il 43,4%, contro il 17% dell’Inghilterra o il 13% dell’Irlanda. Gli altri abbassano le tasse, Renzi taglia i diritti dei lavoratori e le pensioni.

-Il jobs act è fallito totalmente e solo qualche servo a libro paga può ancora esaltarlo. Finiti gli incentivi di Stato, le assunzioni a tempo indeterminato sono crollate a -39,5 %. Col Jobs act la montagna ha partorito il topolino. Dopo un anno gli occupati in più sono gli stessi che ci furono nel 2014 senza incentivi e senza tagli allo statuto dei lavoratori e alla Costituzione. Lo Stato ha speso un miliardo e 800 milioni di incentivi per produrre 109.000 occupati su base annua, lo stesso incremento che c’era stato nel 2014 senza incentivi e senza stupri costituzionali. Tutto a spese del contribuente italiano che nel prossimo biennio finanzierà le imprese con 3,7 miliardi nel 2016, 3,9 nel 2017, nel 2017, 2,1 nel 2018. Tutti soldi nostri. Ogni assunzione ci è costata 25.000 euro, ma sarà vanificata perché le nuove leggi permetteranno facili licenziamenti o retrocessioni. Anche senza la renzianissima riforma, il mercato del lavoro avrebbe registrato gli stessi numeri. Per cui abbiamo speso inutili e pesanti miliardi per il gusto di perdere dei diritti che erano garantiti in Costituzione e che sono costati decenni di lotte. Che qualcuno si rallegri di questa truffa è proprio il massimo della sfiga e della stupidità. Ma il giochino è servito a Renzi per far retrocedere ancora la nostra democrazia e tagliare i nostri diritti. I padroni del capitale saranno contenti. Cercare di vedere del buono nelle riforme renziani è come cercare di vedere l’elettrone in una camera a bolle. Solo i fanatici ci riescono. Ma per i fanatici la politica è un atto di fede. “Non lo vedo ma ci credo”.
Intanto che la democrazia decade tra gli ululati entusiastici dei ‘fascisti dentro’, perdiamo 30 miliardi al mese aggravando mortalmente il debito pubblico.
Certo che ce ne vuole di masochismo o di perfidia per rallegrarsi di risultati simili!
(Ant : Il Jiobs act è un flop colossale. Con 18 miliardi, dati confermati da Ragioneria del Parlamento (che e’ la stessa che ha certificato la manovrina del Jobs act) il M5Se dava il reddito di cittadinanza e portava ad un inserimento lavorativo 10 milioni di inoccupati. Senza parlare dei vantaggi per i consumi. 18 miliardi bruciati. Bravi!)

-Le banche sono sempre più corrotte e indebitate ma Renzi continua a rifocillarle con leggi vantaggiose e miliardi a pioggia, mentre non si vede la minima traccia di controlli o ripulitura dai corrotti e dai piduisti o regole più stringenti sulle banche o divisioni tra banche di risparmio e di investimento per evitare la frode sui risparmiatori come ci comincia a fare in Germania.

-Corruzione esponenziale, contro cui Renzi ha la faccia di presentare un elenco vergognoso di ‘depenalizzazioni’ che riducono gravissimi reati a illeciti amministrativi, sanabili con una multa e prescrivibili in breve tempo. Nell’elenco sciagurato compaiono assieme al furto, alla rapina, allo stalking, alla corruzione di minore e alla diffusione di veleni, persino ‘la corruzione’ stessa, la quale da reato diventerà onorificenza per legge, di fatto già lo è, vista la serie di figuri condannati o inquisiti che popolano il Parlamento, girano ai vertici di ogni potere e sono candidati alle amministrative.

-Renzi aumenta sia le tasse dirette che indirette, aumentando costo di servizi e delle forniture. Nel prossimo anno le sole bollette aumenteranno di 380 euro. Intende aumentare le tariffe elettriche che erano già le più alte d’Europa, continua a tenere altissimi i prezzi dei carburanti gravati da tasse in eccesso, stanga le imprese come non esiste da nessuna parte e ora medita di privatizzare l’acqua, cosa che farà schizzare il suo costo alle stelle peggiorandone la qualità.

-Renzi non riesce a contrattare con la Merkel per cui daremo all’Europa altri miliardi da sottrarre, come al solito, alle categorie più deboli e Renzi preannuncia una stangata sulle pensioni di reversibilità mentre non fa nulla per mantenere un tetto sugli stipendi più esosi e permette espedienti per maggiorarle.

-Il fallimento sui migranti è totale, non solo Renzi non ha aumentato le modalità di individuazione e accoglienza ma non gode di alcuna considerazione sul piano europeo (si pensi solo all’inettitudine nel suo semestre europeo) insieme a quella Mogherini per cui ha insistito tanto che si è rivelata inetta e capace solo di battute guerrafondaie. Intanto Renzi non viene più invitato ai convegni europei sui migranti e gli rifiutano i miliardi che l’Italia chiede per la loro assistenza. Tra lui e la Mogherini è chiaro che l’incidenza dell’Italia nei patti europei è a zero.

-Renzi ha appena privatizzato di nuovo l’acqua, bene comune degli italiani, stravolgendo il referendum votato da 27 milioni di elettori, ciò causerà aumenti sulle bollette dell’acqua e peggioramenti sulla sua qualità.
I prezzi del carburante sono tra i più alti d’Europa a causa delle accise (che il governo aveva giurato di cancellare) e sono aumentati in questi ultimi giorni del 3%. Adesso arriveranno aumenti sulla bolletta elettrica per 20 milioni di famiglie e 4 milioni di imprese. Gli Italiani con Monti facevano fatica ad arrivare a fine mese, ma con Renzi non arriveranno nemmeno a metà e tutto per favorire gli interessi delle lobby.

#BastaAumenti! COSA PROPONE IL M5S
Alessandro Di Battista e Gianni Girotto, portavoce M5S Parlamento

Ricordate lo sconto in bolletta promesso da Renzi? Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio il Governo sta modificando le regole per farci pagare salato: fino a 380 euro in più per famiglia.
Non bastava la riforma della bolletta elettrica -appena entrata in vigore- con la quale chi consuma di meno pagherà di più, punendo quindi chi ha deciso di risparmiare energia con interventi di efficienza energetica. Adesso il Governo sferra l’attacco definitivo contro 20 milioni di utenti e 4 milioni di piccole e medie imprese, cancellando il mercato tutelato e facendo schizzare il costo della bolletta.
Per i cittadini sarà una roulette russa: “scegliere” un fornitore sul mercato libero con prezzi già ora più alti di un 15-20% o, peggio, dimenticarsi di scegliere il nuovo fornitore, trovandosi così inconsapevolmente a trasmigrare verso un servizio chiamato “di salvaguardia”. Che malgrado la paroletta tranquillizzante, risulterà persino più costoso del libero mercato.
Potete immaginare allora cosa succederà: il maggior prezzo fissato dal “servizio di salvaguardia” diventerà punto di riferimento anche per gli operatori di libero mercato, che in questo modo si sentiranno autorizzati ad alzare la cifra.
Ma non solo, la riforma prevede la cancellazione di tanti diritti. Le famiglie in difficoltà potranno ora vedersi staccare la luce in ogni momento, perché la fornitura non sarà più garantita. Insomma, una trappola che garantirà solo gli interessi delle compagnie elettriche, nel solco di quelle “riforme” tanto auspicate ma che servono ogni volta solo a smantellare diritti e protezioni faticosamente conquistati dai cittadini.
Cosa chiede allora il M5S per tutelare questi diritti? Anzitutto, la reintroduzione del “servizio universale”: è già esistente, è previsto dalla UE, garantisce trasparenza, e salvaguarda dai distacchi. Inoltre, chiediamo di applicare un prezzo dell’energia tramite aste pubbliche al ribasso. Consideriamo queste richieste minime, il male minore, sul quale la politica non può e non deve essere cieca.
Se il governo e la maggioranza volessero, potrebbero ancora intervenire. Ma gli interessi in gioco sono tali che impediscono di tendere la mano a milioni di cittadini e imprese. Solo per le lobby, i “servizi di salvaguardia” funzionano sempre a pieno regime.

Bruno Bassi scrive e io mi associo:

IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA. SALGONO LE TASSE, SI TAGLIANO I DIRITTI

La Gran Bretagna entro il 2020 porterà la tassa sulle imprese dal 20 al 17% mentre l’Irlanda l’ha portata al 12%.
L’Italia è la maglia nera d’Europa avendo un cuneo fiscale sul lavoro più elevato di tutti i paesi della zona euro. Inoltre ha una tassa del lavoro del 43,4% , seconda solo alla Francia che però ha una disoccupazione più bassa ed altri indici di performance che non la relegano al 137° posto su 189 paesi del mondo.
Si perché l’Italia primeggia per la concomitanza della pressione fiscale sulle imprese, le ore perse per adempimenti fiscali ed il numero di tasse che gravano sulle imprese.
E non è finita, bisogna aggiungere tutti i costi indiretti derivanti dalle fornitura di energia, le tasse sull’auto, le accise, i bolli e la miriade di costi nascosti che gravitano sull’imprenditore nel momento in cui si alza e va a lavorare.
Poi ci si stupisce se qualche imprenditore “anti italiano” apra la sede legale della sua attività in altri paesi.
In Italia l’ampiezza del cuneo fiscale è proporzionale alla sua disoccupazione e non ci vuole molto a capire che è tutto li il problema. Come si fa a competere con le aziende straniere con un prelievo fiscale così alto e per giunta con una Europa che all’improvviso ti rema contro permettendo sgravi a chi esporta nel nostro paese?
Ma dico io che caxxo se ne fa l’Italia di 80 euro distribuiti ai dipendenti pubblici o dei miliardi di euro utilizzati per imbiancare le scuole finiti poi nelle tasche delle imprese che danno lavoro agli LSU (lavori socialmente utili)?
E quanto ci è costata una manciata di posti di lavoro propaganda del Job Act?
Le aziende Italiane non sono competitive perché hanno una zavorra fiscale doppia e in alcuni casi tripla rispetto ai concorrenti ma in Italia si preferisce la propaganda (e il taglio dei diritti dei lavoratori e dello stato sociale) ad un vero piano di investimenti per dare fiato alle imprese, ed ecco i risultati: siamo ultimi sotto tutti i punti di vista.
E’ bene ricordare che il Pd, sotto il governo d’Alema, e con Bersani ministro ci ha lasciato la disastrosa eredità di 153 municipalizzate che si occupano di distribuzione dell’energia elettrica che sommato ad Enel distribuzione e terna ci costano un occhio che si ripercuote sulle bollette. In un paese civile la distribuzione dell’energia elettrica sta tutta in mano a una spa pubblica.

MA DAVVERO RENDERE PIU’ DEBOLI I LAVORATORI AUMENTA LE ASSUNZIONI?
Alessandro Gilioli

Negli ultimi 30 anni si sono fatte leggi sul postulato secondo cui più flessibilità vuol dire più occupazione: a partire dal pacchetto Treu del 1997, la cosiddetta legge Biagi del 2003, la riforma Fornero del 2012, il decreto Poletti del 2014. Norme fatte da governi di csx, cdx e larghe o larghette intese e tutte basate sull’assunto che la riduzione delle tutele dei lavoratori avrebbe favorito la crescita delle assunzioni. Esattamente lo stesso principio e la stessa narrazione che ha giustificato il Jobs Act.
I numeri statistici Inps di ieri e gli studi ultimi Bankitalia dimostrano che questa correlazione non c’è.
Renzi ha la responsabilità di aver diffuso ulteriormente il falso storico per cui la maggiore licenziabilità del Jobs Act avrebbe aumentato l’occupazione. Una bugia allargata dai pupari della comunicazione che si sono presi la gravissima corresponsabilità di perpetuare un errore, blaterando sui Istat sull’aumento dei contratti, senza dire che questi aumenti non avevano a che fare con la maggiore licenziabilità ma con gli sgravi sulle assunzioni previsti dalla Finanziaria (oltre a fattori esogeni, come il Quantitative easing della Bce).
La maggiore licenziabilità prevista dal Jobs Act non ha avuto effetti significativi sull’occupazione, è soltanto una scelta politica per favorire i padroni.
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Bric.44
Il tessuto produttivo non si preserva scontando il costo del lavoro (sicuramente necessario ma in presenza di lavoro, in assenza del quale non serve certo crearlo) ma investendo in opere pubbliche (possibilmente cercando di evitare opere soggette alla mafia organizzata, alla corruzione ed all’evasione: il ponte sullo stretto ad esempio) e ce ne sono tantissime da fare in questo paese sgarruppato.
Con i 50/60 miliardi che Renzi ha buttato al vento sapete quanti lavori si sarebbero potuti avviare ? Ed avviando una massa di lavori di 50miliardi sapete quanti investimenti privati avrebbe convogliato ?
Qualsiasi imprenditore serio, se non ha ordini nel cassetto, non assume: nemmeno se gli offrono ingegneri al costo di uno spazzino; per contro gli stessi imprenditori se avessero un monte commesse soddisfacente assumerebbero, se necessario, anche senza incentivi
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Ivo Serenthà
L’ha capito anche chi è di coccio che tutte le riforme sul lavoro da 20 anni a questa parte non sono che la vendetta del capitale dopo anni di conquiste dei lavoratori per rivendicare diritti fondamentali che mancavano fino agli anni 60.
Ma quale facilità all’impiego contro la disoccupazione??!! Stanno creando un esercito di precari ricattabili, pagati una fame e con prospettive da poveracci per l’intera vita.
Così tanto nel far capire chi comanda.
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Berluscameno
Perfino il Fondo Monetario Internazionale, nel World Economic Outlook dell’Aprile 2015, ha detto che non c’è alcuna prova di effetti positivi della flessibilità sul potenziale produttivo. Secondo il FMI gli effetti delle riforme strutturali sulla produttività sono importanti se si parla di deregolamentazione del mercato dei beni e dei servizi, di utilizzo di nuove tecnologie e di forza lavoro più qualificata, di maggiore spesa per le attività di ricerca e sviluppo. Ma la deregolamentazione del mercato del lavoro non ha effetti significativi sulla produttività.
http://keynesblog.com/2015/04/20/anche-il-fmi-lo-ammette-la-precarieta-non-fa-crescere-leconomia/
Lo studio in questione voleva identificare le misure più efficaci nel breve e medio termine in crisi economica ma i risultati negativi sulle riforme strutturali del lavoro furono minimizzati dagli stessi autori.

Il magnate Buffett: “La lotta di classe esiste e l’abbiamo vinta noi”
Domenico Maceri

“La lotta di classe esiste da 20 anni e l’ha vinta la mia classe (i capitalisti). Noi siamo quelli che hanno ricevuto più riduzioni fiscali”. Parla Warren Buffett, il terzo uomo più ricco al mondo e paladino degli aumenti di tasse ai ricchi.
In America si crede al mito di una società senza classi ma in realtà esse esistono e sono più visibili per quanto riguarda l’aspetto economico. Da notare soprattutto il divario finanziario creatosi negli ultimi decenni. Nel 1992 i 400 cittadini statunitensi con il reddito più alto guadagnavano una media di quaranta milioni all’anno. La cifra attuale è di 227 milioni. (Grazie alla crisi, i ricchi sono diventati più ricchi). Nello stesso periodo le tasse di questi ultraricchi sono diminuite dal 29 al 21 %. In contemporanea i poveri sono diventati più poveri. Il 15% degli americani, ossia 46 milioni (su 250), sono classificati come poveri. Il reddito della classe media è rimasto stagnante.
La dx ha accusato sia Buffett che Obama di voler fomentare la lotta di classe per aver detto che si dovevano aumentare le tasse ai più ricchi.
Questa resistenza agli aumenti delle tasse ai più abbienti ha costretto il governo ad accendere prestiti necessari per finanziare le due guerre in Iraq ed Afghanistan. Con l’aggiunta della recente crisi economica, si è creata una situazione in cui le casse del tesoro sono vuote. Ma ciò va bene per il Partito Repubblicano la cui filosofia è tagliare i fondi al governo. Quale classe perde con questi tagli? I poveri e la classe media. Tagliare le pensioni della Social Security per proteggere i più ricchi equivale è lotta di classe alla rovescia. Ridurre il Medicare, la sanità governativa per gli anziani, e il Medicaid, l’assistenza sanitaria per i poveri, è lotta di classe. Non chiedere a coloro che hanno beneficiato di più dell’attuale sistema economico e sociale il loro giusto contributo è lotta di classe. Questa ferocia dei più ricchi ha attaccato tutti i programmi governativi che cercano di assicurare un tenore di vita accettabile alla classe media e ai poveri.”
http://www.americaoggi.info/2011/10/10/27168-divario-sempre-crescente-buffett-la-lotta-di-classe-esiste-e-labbiamo-vinta-noi
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LA TRUFFA DELLE BANCHE E DEI MUTUI
Berluscameno

Per creare nuovo lavoro occorrono importanti investimenti pubblici produttivi .
E con la flessibilità di bilancio concessa dalla UE (dello zero virgola ) – tanto strombazzata dal quell’ asino venduto alla Merkel di un Padoan – si possono creare solo ‘veri disoccupati’ a go-go !
Questi ‘cazzari’ al governo che pensino a farci restituire la nostra SOVRANITA’ monetaria di cui siamo stati DERUBATI nottetempo! Solo stampando moneta nazionale (la cui stampa da parte del Tesoro non ci costa nulla !) potremo creare nuovi posti di lavoro produttivo e senza chiedere il permesso ai CRUCCHI UE di m…a!
E poi NOI dobbiamo continuare a credere alle fandonie che l’’alta finanza globale’ continua a propinarci ? Non sono delle divinità, sono ladri bancari !
Le Banche si arruffianano al Governo e questo annuncia ora le opportune modifiche sugli espropri facili delle case. Ma nessun paletto DOVRA’ ESSERE POSTO ai conflitti di interesse delle stesse BANCHE !
Il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti ha detto che l’esecutivo è “disponibilissimo” a cambiare alcuni punti del testo. Per es. sbarrando la strada al tentativo di applicare le nuove norme ai contratti già in essere. Resta il fatto che gli istituti potranno essere sia i venditori degli immobili in garanzia sia gli acquirenti attraverso società d’intermediazione.
Dopo giorni di polemiche, la contestazione unanime da parte di tutte le opposizioni e la protesta eclatante del M5S, il governo si è dichiarato “disponibilissimo” a introdurre modifiche al provvedimento sui mutui ipotecari. Modifiche per ora solo ventilate e giudicate comunque insufficienti dai gruppi parlamentari che si oppongono a un provvedimento che è smaccatamente a favore delle banche e indebolisce le tutele dei consumatori.
Il punto è che in caso di inadempienza, cioè il ritardato pagamento di 7 rate del mutuo (ORA PORTATE A 18) anche non consecutive, gli istituti possono mettere direttamente in vendita l’immobile senza passare dal tribunale. Una norma che si applicherebbe sia ai nuovi contratti di mutuo sia a quelli già stipulati, poiché è possibile stabilire anche successivamente alla stipula del contratto che “il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito”. E le banche, parte forte del contratto, hanno i mezzi per indurre i mutuatari a soccombere e accettare modifiche anche sui mutui già stipulati. La nuova norma non mette alcun paletto allo “strapotere degli istituti predoni “ eccetto il fatto che il consumatore ha diritto all’eccedenza in caso di estinzione del debito attraverso la vendita dell’immobile. Quanto al valore della casa, è prevista semplicemente una stima da parte di un perito “scelto di comune accordo con una perizia successiva all’inadempimento”, cosa che apre la strada a vendite forzose di immobili a prezzi irrisori e a prescindere dall’entità del credito vantato dalla banca.
Enrico Zanetti ha annunciato modifiche proprio su questi punti. Innanzitutto, dovrebbe sparire dal testo il termine “successivamente”, sbarrando così la strada al tentativo di applicare le nuove norme anche ai milioni di contratti di mutuo già in essere.
Un’altra modifica dovrebbe riguardare l’inadempimento così come definito dal Testo unico bancario introducendo “archi temporali precisi” anziché il mero ritardato pagamento di 7 rate(ora 18 ) anche non consecutive. Non solo, la revisione del testo che verrà effettuata nei prossimi giorni dovrebbe introdurre un riferimento all’entità precisa del debito non pagata e stabilire che a nominare i periti siano i tribunali e non le parti “di comune accordo”.
Nessun paletto invece è stato ancora posto ai potenziali conflitti d’interesse delle banche che da un lato sono venditori degli immobili in garanzia e, dall’altro, potrebbero mettersi il cappello di acquirenti attraverso società d’intermediazione che comprano a” prezzi irrisori” per rivendere a prezzi di mercato.
Un business sostanzialmente “esentasse” grazie alle nuove norme sulla garanzia di Stato sulle “cartolarizzazioni “ (derivati tossici) che prevedono solo un’imposta sostitutiva di 200 euro per le banche che entrano in possesso degli immobili e per gli” acquirenti in asta” che poi rivendono (GUADAGNANDOCI ESENTASSE) a un acquirente finale.

IL DECLINO DELL’ITALIA E’ STATO DECISO A TAVOLINO
Berluscameno

Si chiama ‘foreign dominance’, dominio esterno. E’ stato deciso a partire dal Trattato di Maastricht, attraverso l’adesione all’euro e le scelte politiche di Prodi, che ha decretato il declino dell’Italia.
Il paese è nelle mani di potentati stranieri, in questo caso tedeschi, che stanno letteralmente deindustrializzando il paese, gettandolo in una crisi senza uscita. E’ la tesi di un economista di prestigio come il professor Giulio Sapelli:
“La politica economico-monetaria dell’Ulivo ha disarmato le menti e ha armato nuove classi economico-politiche cosmopolite (i Padoa Schioppa ne sono l’es. più sconcertante), a cominciare dai Ciampi e dai Draghi per finire con i Monti, costruiti dai media e dai poteri filo-teutonici, col servilismo degli intellettuali italiani”.
Abbiamo a che fare con ragionieri del mondo (di sx), affascinati dal mito umiliante secondo cui gli Italiani che da soli non sanno fare nulla e si devono affidare ad altri.
La politica monetaria intrapresa con Maastricht va inserita, dice Sapelli, nella specificità della vicenda monetaria italiana che è sempre stata determinata da un intreccio continuo tra ‘fiscal dominance’ e ‘foreign dominance’.
Non è vero che la banca centrale dipenda dal Tesoro. Con Prodi si decise che la nostra politica finanziaria fosse decisa dalla Bce e che la nostra sovranità venisse compromessa.
In tal modo ci siamo messi sotto il dominio tedesco. E questo è stato fatto proprio dalla sx.
Non ne usciremo, se l’Europa non riscriverà il Trattato di Maastricht. Esso ha condannato alla decadenza l’Italia.
Ancor prima dell’Ulivo l’Italia si era messa, sin dai tempi di Cavour, sotto il predominio inglese e francese e poi quello tedesco che fu decisivo per la creazione del sistema bancario italiano. Durante il fascismo paradossalmente fummo sotto il predomino nordamericano, con un ruolo decisivo esercitato dalla banca Morgan.
Oggi, l’attuale assetto è presentato come non riformabile e l’Italia affonda.

VIRGINIA RAGGI CANDIDATA SINDACO A ROMA

«Per Roma la vera rivoluzione è la normalità». «Da studente non ho mai partecipato alle manifestazioni». «Ho votato nel corso degli anni l’Ulivo, forse il Pd è più recente, non ricordo bene. Ero di sx, in famiglia sono cresciuta con un ideale che non ho visto rispettato, sono stata delusa».
Virginia Raggi è la donna che spaventa Renzi e Berlusconi
«All’inizio volevo seguire la carriera accademica, poi ho fatto due colloqui, dopo essermi rotta una gamba. Pieremilio Sammarco che avevo conosciuto all’università, mi chiese se volevo lavorare con lui, all’epoca si appoggiava da Previti. C’erano 15 avvocati e due o tre praticanti, facevamo le file e le copie degli atti. Previti lo incontravo in corridoio. Sapevo dei suoi processi, ne parlavo con gli amici, ma facevo il mio lavoro».
L’imbarazzante vicinanza con l’avvocato berlusconiano condannato per corruzione in atti giudiziari è stata omessa nel curriculum della Raggi ma lei sfodera gli artigli: «Per accusare me hanno attaccato un’intera categoria, gli avvocati, e poi i ragazzi normali che dopo la laurea cercano uno studio in cui fare pratica».
«Il sindaco deve amministrare in nome di tutti», spiega la Raggi. I dipendenti comunali e delle aziende partecipate (Atac, Ama, Acea)? «Bisogna riallacciare i rapporti con i dipendenti capitolini onesti e farli sentire parte di una squadra. Non vedo un problema di sovrabbondanza».
E l’Atac, con i suoi 11 mila dipendenti, la voragine del debito (tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro), il servizio peggiore d’Europa? «Gli autisti sono seimila, non è colpa loro se gli autobus sono rotti e restano in deposito. Bisogna tagliare gli sprechi, le consulenze, le parentopoli»
Lo stadio della Roma, oggetto del desiderio della grande speculazione? «Sono favorevole, ma non a Tor di Valle».
E le Olimpiadi? «Se vinco io non si faranno».
Una massiccia dose di tranquillante per una Roma stressata da inchieste, sindaci marziani, commissariamenti. Senza mettere paletti e per cui nessuna fetta di elettorato è preclusa: «A me fa piacere vedere nei miei confronti apprezzamenti trasversali, da sx e da dx». «Se sarò eletta voglio avere con Renzi un rapporto franco. Renzi si auto-proclama Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, che gli piaccia o meno dovrà parlare con il sindaco di Roma».
I sondaggi ora danno in testa lei.

ABOLIRE O NO LE TRIVELLE NELL’ADRIATICO?

Il petrolio costa sempre meno, estrarlo o estrarre il gas costa sempre di più. Dove il petrolio c’era, in Sicilia come in Lucania, è stato regalato a società straniere senza nessun beneficio per gli Italiani. Nell’Adriatico le trivelle del gas ci sono, si deve votare se dilazionare le concessioni.
Dove c’è petrolio ci sono sempre fuoruscite e perdite e queste hanno effetti tragici.
Non voglio nemmeno immaginare a una perdita di petrolio in mari piccoli, bassi e senza correnti come lo Ionio o l’Adriatico, sarebbe impossibile qualsiasi bonifica e sarebbe la morte di tutte le aziende che vivono sul turismo della costa adriatica.
Dalle estrazioni di gas esce un altro pericolo: l’abbassamento dei fondali che fa sparire le spiagge per cui si devono spendere miliardi ogni anno per ricostruirle.
Ci sono migliaia di aziende e milioni di cittadini che vivono di turismo.
Ma davvero il Pd è pronto a votare la loro morte economica per favorire le lobby dei padroni degli idrocarburi? E davvero i cittadini delle coste adriatiche che vivono di turismo pensano ancora di votare Pd?
La condotta del Pd ormai è sempre più scellerata, rivolta solo alla distruzione del nostro Paese e alla morte economica dei suoi cittadini.
Se con gli stessi soldi si allargasse la produzione di energia pulita non ci sarebbe nemmeno bisogno di pensare a estrazioni di gas nell’Adriatico.
Ma a Renzi interessa solo vendere. Per questo ha venduto parti del mar Tirreno alla Francia arrecando danni ai pescatori, vende le acque termali alla mafia e ora vuole vendere l’acqua pubblica e fa passare nel silenzio il referendum chiesto dagli enti locali sulle trivelle, referendum su cui la tv tace, i media fanno silenzio, Renzi chiede l’astensione ai piddini e rifiuta che venga accorpato alle amministrative, cosa che darebbe un risparmio di 300 milioni.
.
Dalle nostre coste sono stati prodotti, nel solo 2015, oltre un miliardo di Smc. Non molto, considerando che la produzione nazionale, l’anno precedente, era pari a circa 62 miliardi di Smc. “L’incidenza della produzione delle piattaforme regionali è pari a poco più dell’1,8% dell’intera produzione nazionale di gas.
Queste attività estrattive fanno sprofondare il sottosuolo. La fascia costiera dell’Emilia Romagna negli ultimi 55 anni si è abbassata di 70 centimetri a Rimini e di oltre un metro da Cesenatico al delta del Po. “Alcuni studi riportano come l’abbassamento d 1 centimetro all’anno comporta, nello stesso periodo, una perdita di 1 milione di metri cubi di sabbia su 100 chilometri di costa, che significa spendere annualmente 13 milioni di euro per il rifacimento delle spiagge, contro i 7,5 milioni di euro all’anno ottenuti come royalties dalle compagnie petrolifere”. La Croazia blocca le trivelle in Adriatico per salvare il turismo, mentre in Italia il governo Renzi va avanti con le concessioni per favorire le compagnie petrolifere. Anche Obama ha annunciato il blocco alla ricerca di petrolio in Alaska. La Croazia si muove nella stessa direzione e già da tempo le compagnie petrolifere rinunciano ai permessi per la mancata convenienza economica delle estrazioni.
Da noi invece il decreto legge “Sblocca Italia” ha promosso le trivellazioni e lo stoccaggio di CO2 e di metano nel mare Adriatico e nel mare Jonio. Gli esperti dicono:”Ci saranno gravi conseguenze sull’ecosistema del Mediterraneo e anche sul turismo”. “Abbiamo una cosa bella e cerchiamo di distruggerla; il rischio è che il nostro turismo possa morire”.

AMARA TERRA MIA
Don Aldo Antonelli

Mentre passano in tv le immagini devastanti delle inondazioni negli USA, in Inghilterra e in Paraguay, la memoria mi suscita altre immagini di frane e smottamenti, deforestazioni e avvelenamenti, desertificazioni ed inquinamenti, cementificazioni e discariche. E sale dentro di me una delle canzoni più note e struggenti di Modugno, fatta di pianto e di tristezza:

«Sole alla valle, sole alla collina,
per le campagne non c’è‚ più nessuno.
Addio, addio amore, io vado via,
amara terra mia, amara e bella…
Cieli infiniti e volti come pietra,
mani incallite ormai senza speranza.
Addio, addio amore, io vado via,
amara terra mia, amara e bella.
..».

E’ un brano tradizionale abruzzese del XIX secolo ‘Addije, addije amore’. Era il 1972 e si piangeva, cantando, l’addio ad una terra svuotata dall’emigrazione: terra “amara e bella”. Oggi, dopo nemmeno mezzo secolo, ci tocca dare l’addio ad una terra, sì sempre amara, ma nemmeno bella a causa di un processo diabolico di negazione! Stritolati da un ingranaggio che ci nega dignità e futuro, affetti da una bulimia vorace che divora tutto, siamo pervenuti allo stadio finale della civiltà del no, negando natura e bellezza, cielo e terra, presente e futuro.
Dostoevskij nell’Idiota fa dire al principe Myskin: «la bellezza salverà il mondo», mantra autoconsolatorio, quando dovrebbero risvegliare in noi la coscienza che la bellezza non salverà il mondo se noi non sapremo salvare la bellezza. Bellezza e Bontà, c’è da aggiungere…! Perché Etica ed Estetica ma sono sorelle indivisibili per cui se si cancella una delle due si elimina inevitabilmente anche l’altra.
Quando in Spagna nel 1965, sotto la dittatura franchista, tolsero la cattedra di etica ad Aranguren, Josè Maria Valverde rinunciò alla sua cattedra di estetica, sostenendo che dove non c’è etica non può esserci nemmeno l’estetica.
David Maria Turoldo più volte lamentava la scomparsa e la fine del primato stesso della Bellezza “per la sostituzione dell’utile e del comodo”.
E il poeta Iosif Brodskij, al conferimento del Nobel della letteratura ebbe a dire: «L’Estetica è la madre dell’Etica. Le categorie di “buono” e di “cattivo” sono in primo luogo e soprattutto, categorie estetiche che precedono le categorie del “bene” e del “male”.
Pascal Acot, ricercatore al Cnrs di Parigi, esperto di fama mondiale di scienze climatiche e ambientali, in una intervista apparsa su La Repubblica del 16 settembre 2013 disse: «La qualità delle relazioni tra gli esseri umani e la natura è strettamente legata al rapporto che gli esseri umani instaurano tra di loro. Il saccheggio delle risorse umane si accompagna sempre al saccheggio delle risorse naturali. Se i rapporti sociali sono brutali e violenti allora si verifica ciò a cui assistiamo oggi: la razzia indiscriminata dell’ambiente e la devastante mercificazione del patrimonio comune. Al contrario, in un mondo in cui prevalessero rapporti sociali più equi e rispettosi, si potrebbero creare le condizioni di un rapporto più armonioso anche con il pianeta».
Così si può dare risposta anche a quanti, accecati da miopia, criticano l’enciclica di papa Francesco come documento politico, che nulla ha a che fare con la spiritualità evangelica e l’etica cristiana. Ma noi vogliamo reinterpretare il detto evangelico, già presente nel Levitico: «Ama il prossimo tuo come te stesso», si cui Enzo Bianchi scrisse che questo precetto non basta più “oggi bisogna dire: “Amerai la Terra come te stesso”»… perché nel “te stesso” non c’è il semplice “io” denudato da ogni relazione ma l’“IO” esistenziale nodo di relazioni: con la terra, con l’ambiente, con gli altri, così come amava ripetere Raimon Panikkar, il quale ricordava che nel linguaggio Hindi, il pronome “io” praticamente non esiste: si dice “noi”! «L’Io non ha relazioni (Vito Mancuso), l’Io è relazioni”. E la Terra, di converso non è «uno scenario per l’uomo, ma costituisce una comunità di uomini, animali, piante, ambiente, secondo uno stesso spazio condiviso in cui vive un unico destino, in cui ci deve essere solidarietà per abitare armoniosamente in pace la Terra».

RENZI SPOSA VERDINI
Blog di Grillo

Denis Verdini, l’ex coordinatore di Forza Italia ora accolto dal Pd, è l’ultimo arrivato nella grande famiglia dei condannati che siedono nel Parlamento italiano. Per decenza dovrebbe dimettersi prima possibile. Le istituzioni continuano a essere infangate da questi personaggi utili solo per tenere in piedi un governo che non ha nessuna legittimazione popolare. Per entrare al Senato serve la cravatta, la fedina penale pulita invece è un optional. La legge popolare per il Parlamento Pulito è stata snobbata per anni dal Senato, se fosse stata discussa e approvata già oggi a Verdini sarebbe stato impedito l’accesso a Palazzo Madama e sarebbe stato un bel giorno.
Il Tribunale di Roma ha condannato Verdini a due anni di reclusione (pena per ora sospesa perché siamo al primo grado di giudizio) per concorso in corruzione nella vicenda sull’appalto per la Scuola Marescialli di Firenze, la stessa che portò alla condanna di gente come l’ex Presidente del Consiglio superiore per i lavori pubblici, Angelo Balducci, e l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, quello che la notte del terremoto a L’Aquila se la rideva allegramente.
La condanna di appena due anni, se confermata nei successivi gradi di giudizio, gli eviterebbe solo per un giorno la decadenza da parlamentare, prevista dalla legge Severino. Il reato però si prescriverà entro l’estate (grazie all’accorciamento della prescrizione voluto da Renzi). Gli restano ancora 4 processi, tra cui quello per bancarotta fraudolenta per la gestione del Credito cooperativo fiorentino, ma intanto per questa volta la farà franca. In un Paese normale, un condannato e plurindagato come Verdini sarebbe stato già cacciato per sempre dal Parlamento, in Italia invece può comodamente restare attaccato alla sua poltrona da senatore e da lì continuare la sua alleanza con il Bomba (che senza di lui scomparirebbe) per contribuire allo sfascio del Paese.
L’ebetino – che in quanto segretario piddino ha una certa dimestichezza con indagati e condannati – con Verdini ci ha persino riscritto la Costituzione, sfregiandola, elevando un corruttore conclamato al rango di Padre Costituente. Con buona pace di Calamandrei.
Durante l’esame di quella che chiamano riforma, il M5S si è battuto con forza perchè in Costituzione venisse inserito un principio semplice ma fondamentale: i condannati devono rimanere fuori dal Parlamento. Renzi, Verdini e tutta la casta dei disonesti non solo hanno bocciato le proposte per un Parlamento pulito, ma per non rischiare hanno anche dato l’immunità ai futuri consiglieri regionali e ai sindaci che entreranno nel nuovo Senato.
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Alessandro
Il referendum riguarda solo la durata delle trivellazioni in mare già esistenti che si trovano a distanza inferiore di 12 miglia marine dalla costa (22,2 chilometri); non riguarda pertanto le attività petrolifere sulla terraferma, né quelle in mare aperto che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa.
In Italia sono presenti ed autorizzate complessivamente 79 piattaforme marine, di cui 31 situate oltre le 12 miglia dalla costa e dalle aree protette e 48 entro le 12 miglia.
Entro le 12 miglia sono autorizzate 9 concessioni (con 39 piattaforme) la cui autorizzazione è scaduta e ne è stata chiesta la proroga entro le 12 miglia (nel caso vincano i “SI” al referendum, non potranno essere prorogate).
IL QUESITO
Il referendum propone l’abolizione del comma 17, terzo periodo, dell’articolo 6 del dlgs n. 152 del 2006, limitatamente alle parole: “Per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”, ed ha la seguente denominazione: “Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Esenzione da tale divieto per titolo abilitativi già rilasciati. Abrogazione della previsione che tali titoli hanno la durata della vita utile del giacimento”.

Liberalizzata la pillola del giorno dopo. Ma intanto il maschilismo della politica…
Maria Mantello

Le donne italiane maggiorenni dal 12 marzo possono acquistare senza ricetta medica la “elleOne”, nome commerciale dell’ulipristal acetato.
È questo l’anticoncezionale d’emergenza sempre più usato dal suo decollo nel 2009, perché tollerabilissimo ed efficacissimo, visto che continua ad agire per cinque giorni (120
ore) dalla sua assunzione entro le 24 ore da un rapporto a rischio di gravidanza, agendo prima che la fecondazione avvenga. Un “particolare” importante quest’ultimo, e da ricordare sempre, per sbugiardare chi in totale malafede continua a predicare che la pillola del giorno dopo è un farmaco abortivo.
A liberare le donne dalla prescrizione medica obbligatoria è stata la delibera dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) del 21 aprile 2015 (pubblicata in Gazzetta ufficiale l’8 maggio 2015). Lo Stato italiano ha così ottemperato finalmente alla richiesta della Commissione Europea del gennaio del 2015. Dopo 16 anni di battaglie per la diffusione della pillola del giorno dopo, finisce almeno la lotta contro il tempo delle donne per ottenere l’obbligatoria prescrizione. Una lotta fatta di angoscia per la paura di non riuscire ad assumere il farmaco entro 24 ore dal rapporto sessuale, e di umiliazioni inflitte da medici e farmacisti che accampavano finanche illegittime obiezioni di coscienza, in una spregiudicatezza amorale di omertose connivenze in genuflessione al Vaticano. Hanno vinto le donne, anche se molta strada c’è ancora da fare.
Si pensi alla mancanza di informazione ed educazione sessuale attraverso campagne statali. Improbabili per Governi che poco si preoccupano di far valere il diritto della donna alla legale interruzione volontaria di gravidanza (legge 194) nei pubblici ospedali, contro il boicottaggio dei medici obiettori. Questa liberalizzazione della pillola del giorno dopo, resta comunque un segnale di civiltà, che rinforza il diritto umano fondamentale dell’autonomia della donne nel decidere se, e quando avere un figlio. È una vittoria dell’emancipazione sulla stereotipia sessista di un maschilismo mai morto e subdolo che vorrebbe incastrare ancora le donne nel dualismo speculare di servizio: “madre” o “seduttrice”. Un maschilismo che stiamo vedendo all’opera in questi giorni per la designazione dei candidati a Sindaco.
Ecco allora il mantra del ‘Pensa a fare la mamma e allatta’, ammantato di melensa attenzione patrialcal-decadente dal duo Bertolaso (nel ruolo di spalla) e Berlusconi (nel ruolo di capo di ritorno sul viale del tramonto). Oppure quello dell’arroganza simmetrica stile ‘Ti candido solo se sei bella’ del guru del ciberspazio Casaleggio, che di giorno comizia intabarrato in impermeabile e coppola (non un granché di visione estetica!), e di notte (forse) sogna per il suo “Pianeta Gaia”, tante virtuali Jessica Rabbit.

RUBA E VIVI PIU’ CONTENTO CHE MAI

In 5 anni la Magistratura contabile ha emesso condanne per 646 milioni. Ma gli amministratori pubblici ne hanno restituiti sono un terzo. Insomma chi dentro lo Stato ruba allo Stato se la cava alla grande. O non restituisce niente o rende solo un terzo. Tra i condannati celebri abbiamo di tutto: Parlamentari, sottosegretari, presidenti di provincia o di regione. Nessuno è punito, nessuno esce dalla politica, nessuno va in galera, nessuno rende il maltolto. La Repubblica italiana è fondata sul furto e la frode.
I nomi illustri abbondano: Marcello Pittella, governatore attuale della Basilicata, (pd), Vito de Filippo sotto segretario (Pd), Giancarlo Galan, ex Presidente del Veneto, Antonio Bassolino, Virginio Merola sindaco di Bologna, Riccardo Illy Presidente del Veneto e Renato Soru Presidente della Sardegna.
Si sono fatte le leggi in modo da non essere mai puniti, però infieriscono sul cittadino insolvente con Equitalia.
.
L’evasione fiscale in Italia è al 27% del Pil, in Germania al 16, ma in Germania per evasione fiscale si va in carcere, qui si fa carriera. In Germania i colletti bianchi in carcere sono 7.986, da noi 230.
In Germania gli evasori sono considerati criminali e la loro vita è stroncata, vige però l’autodenuncia, presentandosi al Fisco spontaneamente si evita il carcere, e si paga solo una penale del 5%. Ovviamente, però, si rendono le somme sottratte con interessi del 6% annuo. In un anno ci sono stati 26.000 ‘pentiti’.
In Italia il Fisco sarà sempre una latrina, perché la classe politica non è credibile. Siccome conta un vasto numero di delinquenti e di evasori, non manderà mai in carcere chi evade. Renzi e la Boschi sono figli di due condannati per bancarotta fraudolenta, la delinquenza ce l’hanno di casa.
Berlusconi è il grande esempio: condannato in via definitiva per una evasione riscontrata di 368 milioni, se l’è cavata con qualche ora di servizio per gli anziani ed è rimasto in politica. In Germania l’ex Presidente della Bayern, Hoeness, ha evaso 28 milioni ed è finito in carcere.

Gianluigi segnala:
Nella dieta dei Cavalieri Templari il segreto della longevità
(Francesco Franceschi, direttore medicina d’urgenza Policlinico Gemelli di Roma).

Hanno vissuto 40 anni in più rispetto alla media dei loro coetanei. Non trascurando mai l’attenzione all’igiene a tavola, ma anche alla qualità e varietà degli alimenti. Poca carne, a cui preferivano i legumi, il pesce e la frutta fresca. “Una dieta che ha portato 314 Cavalieri Templari, uno dei più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani, in molti casi a superare i 70 anni. La spiegazione potrebbe risiedere nell’effetto positivo esercitato sulla flora intestinale da una alimentazione più sana rispetto a ciò che si mangiava nel Medioevo. Una fonte naturale di probiotici che ha effetti positivi e protettivi sulla flora gastrointestinale (i probiotici sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute).
Grazie all’indagine condotta sui documenti dell’epoca e del processo, è stato evidenziato come la dieta di questi monaci-soldati li ha aiutati a vivere più a lungo della media, in un periodo dove l’aspettativa di vita oscillava tra 25 e 40 anni. Nel Medioevo l’alimentazione era ricca di grassi e calorie, si consumava molta carne nelle classi più ricche e la gotta era una delle patologie più diffuse. Come l’obesità, simbolo di ricchezza e opulenza, il diabete mellito e i livelli di colesterolo e trigliceridi erano molto alti.
La dieta dei Templari, molto moderna e se vogliamo antesignana della dieta Mediterranea, combatteva tutte queste malattie: poca carne (2 volte a settimana), molti legumi (tre piatti a settimana) che invece oggi si consumano poco ma sono invece potenti probiotici, il pesce era molto frequente, l’acqua la bevevano addizionata con la spremuta di arance per arricchire la carica anti-batterica. Al vino (molto razionato) aggiungevano polpa di Aloe, una pianta dotata di azioni antisettiche e funghicide molto utile nei Paesi con climi desertici caldi.
La longevità è stata una caratteristica peculiare dei Templari: Hugues de Payens morì a 66 anni; l’ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni. Al tempo questa eccezionale dote era attribuita ad uno speciale ‘regalo’ divino, ma in realtà dietro c’erano abitudini alimentari e igieniche codificate in regole da Bernardo di Chiaravalle.
Oltre alla regole scritte, i Templari avevano anche principi di comportamento da rispettare per evitare la diffusione delle infezioni: era obbligatorio per tutti lavarsi le mani prima di mangiare, il refettorio dove si riunivano per consumare i pasti doveva essere ben tenuto e con tovaglie linde sempre pronte. Era bandita la caccia a fini alimentari, mentre furono proprio i Templari a dedicarsi all’allevamento del pesce. Un alimento molto presente nel loro regime alimentare, insieme ai formaggi, la frutta fresca e l’olio d’oliva.
I Templari consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne, in questo modo beneficiavano dell’effetto positivo degli acidi grassi omega-3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, oltre all’effetto antiossidante e antidepressivo dei molluschi, per cui crediamo che la dieta e le abitudini di vita potrebbero essere la spiegazione per la loro straordinaria longevità.
I templari si nutrivano bene rispetto alla loro epoca anche perché erano ottimi “fattori”, gestivano con tecniche ed organizzazioni all’avanguardia le loro numerose aziende agricole, sempre insediate dove abbondava l’acqua, favorendo in tal modo anche la pescicoltura e l’irrigazione. Erano maestri anche nella viticoltura e produzione di vino (soprattutto in Francia) che esportavano in tutto il continente e nel Medio Oriente. Non disdegnavano l’olivicoltura, in quanto l’olio d’oliva non mancava mai nelle loro tavole ed era un condimento di primaria importanza nella loro alimentazione.
Bere vino era consentito anche dalla loro Regola, dettata da Bernardo di Chiaravalle, giustificato come rimedio al freddo, per riscaldare il cuore e le membra, anche se dalle cronache dell’epoca pare che ne abusassero. Si presume che fosse prevalentemente vino bianco, in misura minore anche rosso, sicuramente annacquato.
I formaggi erano prevalentemente di pecora e capra, in quanto i bovini domestici venivano usati per i lavori nei campi, l’unica eccezione era il “grana” (poi divenuto grana padano) la cui invenzione è attribuibile ai monaci cistercensi che inizialmente lo chiamarono “caseus vetus”, e proprio nell’epoca in cui vissero i Templari ne aumentarono la produzione edificando i primi caseifici.
Mentre nelle taverne i cibi erano molto speziati e salati (per insaporirli, conservarli e riciclarli), quelli consumati dai Templari erano più freschi e sobri, e quindi si suppone fossero anche più facilmente digeribili ed assimilabili.
I templari avevano un vero manuale di vita, che per quanto possa sembrare rigido e severo, nel codificare anche l’alimentazione consentiva loro di condurre una vita molto più sana e longeva rispetto a tutto il resto della popolazione, con particolare riferimento all’aristocrazia, che potendosi permettere di tutto finiva per eccedere in maniera squilibrata ed insana e pertanto finiva per non godere di maggiori aspettative di vita rispetto al volgo (che moriva di stenti e malattie infettive).
I componenti della nobiltà finivano paradossalmente per ammalarsi per un errato ed esagerato regime alimentare che induceva processi biologici degenerativi, quando addirittura non si intossicavano per le “farciture” con cui abbellivano i cibi per motivi estetici e di sfarzo modaiolo con sostanze dannose per l’organismo. Spesso nobili e sovrani morivano prematuramente per motivi non identificati.
I templari disponevano di regole scritte in manuali, divise in articoli da rispettare. Ad esempio l’’articolo X stabiliva che“Tre volte a settimana vi sia sufficiente di rifocillarvi di carne, a meno che non cada il giorno di Natale, di Pasqua, la festa di Santa Maria e di Tutti i Santi, perché il troppo mangiar carne guasta la salute del corpo”.
Nella realtà a causa delle temperature riscontrabili in Terrasanta, ad esempio attorno al Mar Morto raggiungono tuttora i 50 gradi, l’uso della carne venne limitato, dando ampio spazio al pesce.
Nella dieta quotidiana dei Templari non mancavano nemmeno uova, formaggi, legumi, verdura e frutta fresca. Il pane era sempre disponibile in porzioni abbondanti ed aveva un significato simbolico e pragmatico nella loro regola, come espresso nell’articolo XV: “Sebbene il premio della povertà, che è il Regno dei Cieli, si debba senza dubbio ai poveri, a voi tuttavia, ordiniamo di dare ogni giorno al vostro elemosiniere la decima parte del pane”. Motivo per cui il pane veniva distribuito ai bisognosi in tutti i territori urbani presidiati dai templari. I templari disponevano di due tipologie di pane: il pane bigio, prodotto con farina di grano e di segale che veniva consumato nei giorni feriali, e il pane bianco, prodotto con farina bianca, consumato nei giorni festivi.
I Templari mangiavano in silenzio, nel refettorio, su tavolate di grandi dimensioni ricoperte da tovaglie bianche (solo il Venerdì Santo apparecchiavano senza tovaglia), uno di fronte all’altro, dotati di una scodella di corno o di legno ed un calice (che variava secondo i giorni, se feriali o festivi), un cucchiaio ed un coltello.
La forchetta all’epoca non era molto conosciuta, se non alla raffinata corte di Costantinopoli, e poi portata nell’XI secolo presso i veneziani da una principessa bizantina andata in sposa al doge Domenico Selvo (all’epoca si mangiava il cibo con le mani), e si suppone che da Venezia si sia diffusa gradualmente in tutte le corti della penisola e nel resto del continente.
Durante i pasti ascoltavano una lettura sacra. Il cibo non andava mai sprecato, le portate e le porzioni erano adeguate alle esigenze individuali e del contesto locale (in base ai servizi cui dovevano provvedere ed alle situazioni contingenti oltre che al clima locale e stagionale, per cui la dieta differiva tra i templari del continente europeo e quelli in Terrasanta), gli eventuali avanzi venivano dati ai bisognosi.
Rimane un mistero ancora oggi il perché i Templari in Terra Santa soffrissero di epistassi, anche se si presume fosse un disturbo correlato all’alimentazione, si sospetta potesse trattarsi di un progressivo seppur non letale avvelenamento, una sorta di sabotaggio alimentare, magari nel tentativo di indebolirli e renderli meno temibili in battaglia … Ipotesi non peregrina, se si considera che a tutte le incombenze, la manutenzione ordinaria, ai servizi “logistici” e domestici, ecc., era addetto personale esterno, assunto dalle località dove erano insediati, e solo in misura minore si dedicavano membri dell’Ordine del Tempio. Personale che per quanto selezionato e tenuto sotto controllo non poteva essere assolutamente affidabile.
Non è fuori luogo precisare che la ricerca medico scientifica sotto riportata afferisce ai templari sopravvissuti alla “persecuzione” successiva al 1307 ed ordita dal re francese Filippo il Bello, l’età media dei templari è infatti desunta dagli atti dei numerosi processi perpetuati a loro carico. La Terrasanta era ormai persa da tempo, ed in ogni caso se anche si avessero dati attendibili inerenti i cavalieri rossocrociati in quei luoghi, certamente la media anagrafica sarebbe stata molto inferiore, per motivi facilmente deducibili. Da quelle parti si moriva in battaglia ed anche se si sopravviveva, ad una certa età non si era più in grado di combattere e ci si dedicava ad altre mansioni più sedentarie e/o si tornava nel continente presso una delle centinaia di Precettorie e Mansioni dell’Ordine.

RIDIAMARO :- )

Renzi: “Le mie riforme sono un bacio all’Italia bella addormentata”. Prova a farlo mentre siamo svegli! (Spinoza).
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Vauro
La Meloni avrebbe dovuto chiedere prima a Bertolaso.
Consigli?
No, preservativi.
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Alberto
Adinolfi si butta in politica. Sfondato un partito.
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Si chiama Lavinia, il nuovo utero ventenne in affitto di Berlusconi.
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http://masadaweb.org

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